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Uranio impoverito e soldati italiani abbandonati

Gia' dopo la prima Guerra del Golfo, si inizio' a sospettare che in Iraq fosse successo qualche cosa di terribile.
Decine di migliaia di soldati Usa tornarono a casa accusando gravi malattie.
Si inizio' a parlare dei proiettili anticarro ricoperti di uranio impoverito e di avvelenamento causato da sostanze chimiche.
Dopo la morte di centinaia di reduci il movimento civile inizio' a mobilitarsi in tutto il mondo.
Intanto dall’Iraq iniziarono ad arrivare notizie tragiche su malattie e nascite deformi nelle zone dove erano stati impiegati questi proiettili.

Nel 1999 chiedemmo al governo italiano, presieduto da D’Alema, di vigilare sull’uso di questi proiettili nella guerra in Kosovo (http://www.cacaonline.it/uranio/index.htm).
Il 17 aprile 1999 il portavoce Nato, generale Giuseppe Marani, dichiarava che "proiettili anticarro con uranio esaurito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo" e ha aggiunto che questi proiettili "non comportano alcun rischio" perche' hanno un livello di radioattivita' "non superiore a quello di un orologio" (da Il Manifesto 20 aprile '99).
Il consiglio resto' inascoltato e dopo la fine della guerra iniziammo a registrare numerosi casi di tumori tra i nostri soldati tornati dalla ex Jugoslavia.

Si e' poi scoperto che addirittura il 2 agosto 1996 la Nato aveva diffuso un documento riservato che avvisava i comandi militari nazionali delle precauzioni da prendere per evitare la contaminazione dei soldati (delle popolazioni non ci si curo').
E, in effetti, esiste un documento dell’esercito italiano firmato dal colonnello Osvaldo Bizzarri contenente un’informativa sulle precauzioni da adottare in Kosovo, segno che qualche cosa fu fatto. Ma pare proprio che questo avvertimento non fu preso nella necessaria considerazione dai vertici militari. I nostri soldati restavano stupiti vedendo arrivare i soldati Usa con tute da marziani anticontaminazione, sui luoghi dei combattimenti dove erano stati usati proiettili all’uranio impoverito. I nostri poveri soldati se ne stavano con le loro eleganti divise a guardare e si chiedevano cosa stesse succedendo…(vedi il primo video qui sotto).

Ancora fummo in molti a lanciare appelli contro l’uso di queste munizioni anticarro alla vigilia dell’invasione dell’Afghanistan e della seconda guerra in Iraq.
Ma anche questi appelli restarono inascoltati.

La follia e' che gia' nel '79 un rapporto del U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command sosteneva che l'uso di questi proiettili metteva in pericolo "non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento... le particelle... si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l'ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali".

Un altro studio commissionato dall'esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: "l'uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell'organismo e la sua tossicita' chimica causa danni ai reni".

Il San Francisco Examiner del 17/08/97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare U.S.A. che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: "Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati".

Per rendersi conto del disastro provocato dall’uso di questi proiettili, ricordo che gli elicotteri Apaches e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4.200 proiettili al minuto.

Ogni proiettile e' ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime parlano di  piu' di 300 tonnellate di uranio esaurito scaricate su Iraq e Kuwait solo nella prima Guerra del Golfo.
Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati tra i civili.
Vedi lo studio del professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi nelle zone dei combattimenti.
Un orrore immenso che colpisce le popolazioni anche nelle aree di guerra in Somalia, ex Jugoslavia e Afghanistan.
La favola delle guerre umanitarie mostra il suo volto criminale.

Negli ultimi anni sono decine le nuove ricerche che hanno comprovato la tossicita' dei proiettili all’uranio impoverito, l’unico dubbio e' se sia la radioattivita' ad avvelenare o le micropolveri metalliche che si diffondono nell’atmosfera in seguito alle esplosioni.

La comunita' internazionale non sta facendo quasi nulla contro questa follia criminale ne' si interviene per bonificare le aree contaminate e le popolazioni che siamo andati a liberare continuano a morire.
E spuntano anche denunce per morti sospette avvenute in Costarica e Sardegna, intorno a Quirra, nei pressi di poligoni militari dove sarebbero stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito.
Intanto i morti tra i nostri militari sarebbero, secondo alcuni una settantina, secondo altri centinaia e i malati migliaia.
Ma il conteggio e' estremamente complesso.
Altrettanto complessa la battaglia per ottenere risarcimenti dallo Stato italiano.
 
Video promosso da www.vittimeuranio.com

Inchiesta di Report sui casi di tumore in Sardegna


Bersani mi fa paura!

Ho letto la lettera del Segretario del PD e la mia fiducia per il futuro si è incrinata.
Una cosa da panico. Veramente preoccupante.
Parte con una frase che sembra un gioco di parole: “/Ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione…..”/
Una frase di rara nebbiosità che potremmo interpretare come negazione del diritto dei cittadini di decidere quel che vogliono. A me risulta che il consenso in democrazia permetta di approvare qualsiasi legge. Probabilmente Bersani si è sbagliato a scrivere. Scriveva a orecchio cercando belle parole e gli è venuto fuori un ingarbuglio. Ma poi Bers continua:/ “Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com’è nell’usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare governo.”/
E qui mi chiedo dove abbia studiato comunicazione Bers… Siamo all’inizio dell’articolo e dovrebbe cercare di accalappiare l’attenzione dei lettori. Invece continua a ribadire un’idea che comunque è debole. Qui ha perso già il 50% dei lettori. L’articolo parte veramente fiacco. E continua a peggiorare:/ “Il dato di fondo della situazione politica sta qui, mentre la questione sociale e quella del lavoro sono senza risposte e si drammatizzano ogni giorno.”/
Cavolo ti hanno catturato i marziani e ti hanno fatto la lavanda cerebrale? Ma come “Il dato di fondo… è tutto qui”? Il governare per il consenso invece che governare col consenso? Ma chi ti capisce?

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Più cripte per tutti!

Gentile signor Brunetta,

le scrivo perché c’è una falla assurda nelle nostre finanze che potremmo fermare in un minuto, senza spendere un soldo.
Sarebbe facile.
Quel che ha fermato tutti i governanti dall’intervenire è solo uno strano preconcetto, la paura di occuparsi di un tema tabù.
Mi sembra che lei abbia uno spirito tale che forse vorrà prendere in considerazione questa proposta.

Ogni anno l’Italia spende una cifra astronomica per le sepolture, in parte sostenuta dalle pubbliche amministrazioni in parte dai cittadini.
Sono 20 anni che periodicamente cerco di sollevare questa questione ma pare che appena si tocca l’argomento gli italiani cadano in una crisi di pruriti intimi (fanno scongiuri grattatori) e gli si chiude il cervello.
La spesa italiana è decine di volte superiore per ogni singola sepoltura di quella della maggioranza dei paesi del mondo.
L’Italia infatti si è data una legge sciagurata che prevede regole deliranti per le ultime dimore. Queste regole non hanno nessun senso scientifico, religioso o sanitario, tant’è che altre nazioni profondamente cattoliche, moderne e che tengono in considerazione la salute pubblica non conoscono normative analoghe.
In pratica quando si seppellisce una persona in quasi tutto il mondo si fa un buco per terra, si crea un fondo alla fossa con funzione sterilizzante, ad esempio un paio di sacchi di calce viva, e poi si interra il deceduto.
Lo si fa da millenni e non ha mai creato problemi.

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Come vincere le elezioni

Quando hai escluso le possibilità possibili restano solo le possibilità impossibili.

Ti risparmio deprimenti analisi sulla situazione.

Credo che anche un eschimese sappia che rischiamo seriamente di vedere B. rivincere, l’altra possibilità è che vinca un’alleanza contronatura da Fini a D’Alema: tutti insieme pur di battere il Mostro. Farebbero un governo paralizzato che non sarebbe certo capace di affrontare i problemi drammatici che il Sistema Italia ha davanti.

Queste ipotesi sarebbero entrambe un disastro e un trionfo della Casta. Mi chiedo quindi: esiste un’altra possibilità?

In effetti esiste un’altra eventualità anche se presenta molte difficoltà.

Esiste un grande popolo progressista, migliaia di associazioni locali per la difesa del territorio, delle minoranze, per la promozione della cultura creativa e non violenta, gruppi di acquisto, cooperative sociali, volontariato, imprese etiche gruppi creativi. Un grande movimento che trova la sua unità in obiettivi concreti, battaglie che coinvolgono le persone sui problemi quotidiani.

Si calcola che in Italia vi siano alcuni milioni di persone che praticano una resistenza costante al sistema dominante e cercano di costruire momenti di vita alternativa.

Molte di queste persone aderiscono poi individualmente al PD, all’IDV, Verdi, Comunisti, Rifondazione, sinistra extraparlamentare, movimento di Grillo e ad altri gruppi progressisti.

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Tigri, orsi e scimmie in casa Calderoli

(e non è una riunione di governo)

L’agenzia di stampa Adnkronos ci informa che il Ministro per la Semplificazione Normativa ha in casa due lupi e un orso, oltre a un cavallo e quattro cani pastori caucasici (Barabba, Calzino, Nerone e Bianca).

C’è stata una scimmia, Cito (era un maschio); un’aquila reale, Cecco; un pappagallo, un’enorme ara macao che ha distrutto le tende del salotto (in assoluto l’animale che ha fatto più danni in casa Calderoli).

Nella tenuta abitava anche una volpe, Alfonso, cresciuto in casa dopo che il padre del ministro, un appassionato cacciatore, aveva ucciso la madre durante una battuta: il volpacchiotto è cresciuto allattato dai cani, una storia strappalacrime che se si sapesse in giro porterebbe migliaia di voti alla Lega. Comunque anche il volpacchiotto Alfonso ha dato qualche grattacapo al ministro, che pare sia stato morsicato al viso dal canide (pure i lupi, prima di venire addomesticati, gli hanno più volte azzannato i polpacci).

C’era perfino una tigre che è stata venduta dopo che si è mangiata un cane.

Un lettore, veterinario, ci segnala che secondo lui la cosa non è legale. Ho telefonato a uno dei migliori avvocati italiani, Marco Marchetti, e gli ho chiesto lumi sulla questione.

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Gentile Ministro della Salute Fazio

Una volta tanto non le scrivo per criticarla ma per porgerle alcune osservazioni che mi sembrano basate sul semplice buon senso comune.

Questo perché credo che a volte sia giusto scontrarsi ma sarebbe un bene che si riuscisse anche a collaborare.

Mi sembra questa la base per mandare avanti un consesso civile degno di questo nome.

Quindi metto da parte le polemiche e mi occupo solo di piccoli fatti banali.

Una realtà assodata, che tutti gli specialisti che vorrà interpellare le confermeranno, è che un elemento essenziale nella guarigione è di tipo mentale.

Ne è prova l’efficacia dell’effetto placebo.

Quando viene sperimentata una medicina nuova la si dà a 100 malati e per provare l’attendibilità del test si prendono altri 100 malati e a loro invece della medicina si offre acqua distillata, cioè un placebo, una medicina finta.

Quel che si verifica è curioso: molti malati, a volte più della metà, guariscono col placebo.

Per maggiore precisione di indagine si tiene anche sotto osservazione un terzo gruppo di malati ai quali non si dà nessuna medicina.

Anche in questo terzo gruppo alcuni malati guariscono ma sono meno di quelli che guariscono con il placebo.

Cioè: il placebo funziona. Ovviamente meno delle medicine vere ma funziona.

Osservando questa realtà ho pensato a quante volte si interpella un dottore che pressato dall’ansia del paziente alla fine, mentre prescrive analisi approfondite, gli dà una medicina comunque. Anche cure di una certa rilevanza come antibiotici o cortisone. Non dico che lo fanno tutti i medici, ci sono di quelli ligi agli insegnamenti di Ippocrate, ma ci sono anche quelli che alla fine si scocciano per l’apprensione del paziente e gli scodellano una ricettazza azzardata. Alcuni (pochi per fortuna) poi incassano addirittura la percentuale dalla casa farmaceutica.

Allora mi chiedo perché non si lancia una direttiva ministeriale che chiede ai medici di cambiare sistema?

CONTINUA SU http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/05/gentile-ministro-della-salute-fazio/47898/


Cara Gelmini, ti scrivo

Gentile Gelmini,

Le scrivo per porle un problema di fondo della scuola italiana. Quello dell’insegnamento.

Rinuncio qui ad affrontare altre questione cocenti che riguardano i lavoratori della scuola, le risorse, le modalità dei concorsi eccetera. Argomenti sui quali non ci troveremmo d’accordo.

Vorrei invece parlarle di quello che si insegna perché sono convinto che pur essendo di diversa fede politica potremmo metterci d’accordo su alcune questioni pratiche.

E penso che sul COME si insegna potremmo trovare dei punti di intesa.

Si tratta di un argomento discusso pochissimo al di fuori di ristretti ambiti pedagogici.

Invece io credo che dovrebbe essere un grande tema di dibattito.

La prima domanda che vorrei porre è: cosa fa crescere un adolescente?

Quando ero molto giovane me ne andai a vivere in una casa diroccata in mezzo ai monti.

Avevo vissuto una serie di esperienze traumatiche e non stavo molto bene di testa, tra depressione e stati di panico.

Un bel giorno arriva mio padre a trovarmi.

Non so se ha presente mio padre, detto fra noi non è uno abile a lavorare col trapano e il martello, meglio lasciar perdere, io non gli avevo mai visto piantare un chiodo.

Invece arriva e si mette a riparare la casa dove vivevo. Inchioda una porta, aggiusta una ringhiera.

Quando se ne è andato dopo una settimana io ero scioccato. Mi dissi: “Se mio padre è venuto qui e si è messo a riparare questa casa vuol dire che è veramente preoccupato per me e io sono proprio messo male.” E lì ho iniziato a decidere che era meglio smettere di essere depressi e cercare di combinare qualche cosa di buono nella vita.

Se mio padre mi avesse fatto una bella predica non avrebbe ottenuto niente. Invece è stato zitto e si è messo a lavorare e mi ha coinvolto. Perché ovviamente non potevo stare con le mani in mano mentre mio padre si dava da fare per migliorare la mia casa.

Io credo che il problema della scuola italiana sia innanzi tutto che si parla molto e non si fa quasi nulla di pratico.

L’insegnamento è astratto.

Questa era una cosa che mi dava enormemente sui nervi quando ero studente. Infatti ero un pessimo studente.

Ho iniziato a studiare con grande impegno solo quando ho lasciato la scuola e mi sono messo a lavorare. Sapere mi era diventato necessario per realizzare i miei progetti.

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Gentile Signora Marcegaglia

Gentile Signora Marcegaglia,
forse le parrà strano che mi venga in mente di scriverle. E forse leggendo questa lettera si aspetterà di trovarvi critiche a Confindustria.
Ma io credo molto nel dialogo e vorrei compiere un tentativo in questa direzione. Quindi non le scrivo per evidenziare il mio dissenso ma per cercare un punto di unione possibile tra voi e noi, cioè gli estremisti sfegatati che non ci va mai bene niente di quel che voi fate e ogni occasione è buona per dare a voi la colpa di tutti i mali del mondo.
Spero che condividerà la sensazione che la situazione italiana sia un po’ bloccata. Sarebbe tedioso ragionare sul perché.
Trovo invece affascinante discutere su come si possa uscire da questo pantano economico e sociale.
Credo che questo sarà possibile solo se le diverse componenti della società metteranno in atto strategie di tipo nuovo che rovescino alcuni meccanismi del nostro sistema che danneggiano tutti: imprese, lavoratori e consumatori.
Non le sto proponendo la rivoluzione socialista, anche se devo ammettere che un po’ di socialismo in più non mi dispiacerebbe.
Vorrei invece puntare il dito sull’annosa difficoltà degli italiani a collaborare. Una questione che avvilisce le capacità di coesione della sinistra ma che credo danneggi anche gli imprenditori.

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Caro Epifani...

Caro Epifani, puoi far guadagnare uno stipendio in più all’anno ai lavoratori!

Non vengo certo io a dirti che molte famiglie italiane sono in grandi difficoltà economiche.

Lo sai benissimo. E sappiamo benissimo che in un momento di crisi come questo la forza contrattuale dei lavoratori è ridotta dai ricatti padronali.

Mi chiedo se si possa realizzare un’azione che sia capace di migliorare veramente le condizioni dei lavoratori.

Vorrei domandarti di considerare l’esperienza di 300 famiglie padovane di operai e impiegati che da più di dieci anni si sono date un compito notevole: redigere il loro bilancio economico famigliare.

Questo gruppo si chiama: “Bilanci di Giustizia” (http://www.bilancidigiustizia.it/). E collabora con alcuni parroci molto strani.

Quei preti si rimboccano le maniche e cercano di vedere se riescono ad affrontare i problemi uno per volta, partendo dalle cose semplici. Così, dopo aver studiato come si spendevano i soldi guadagnati a fatica, hanno iniziato a sperimentare correttivi nel loro modo di utilizzare il denaro guadagnato. Hanno costituito un gruppo di acquisto per i prodotti primari, dai cibi ai quaderni per la scuola. Hanno attivato momenti di baratto dell’usato e di scambio reciproco di aiuti, tipo banca del tempo. Hanno iniziato ad andare a comprare la verdura e il latte direttamente dai contadini e anche a organizzare pic-nic nelle aziende agricole. Quello che è venuto fuori, certificato da anni di contabilità tenuta in modo preciso, è che questo modo di comprare e di consumare permette di ottenere un notevole aumento della qualità dei prodotti e un risparmio dell’equivalente di un intero stipendio mensile.

Si sono raddoppiati la tredicesima da soli.

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Scienziati che non vedono le tette e altri misteri storici

La scienza ascientifica di History Channel & C.

La televisione divulgativa ha molti pregi. Porta informazioni alle masse. Inoltre mostra in modo immediato che alcuni importanti scienziati televisivi dovrebbero comprarsi una mente curiosa.
La trasmissione “Evoluzione, la guerra infinita” sfoggia decine di professori delle migliori universita' del mondo e riesce a scodellare banalita' deliranti. E ci mostra limpidamente che le meraviglie del metodo scientifico sono poco conosciute anche in ambienti cattedratici.
Il metodo scientifico e' bellissimo perche' non puoi affermare la prima stronzata che ti viene in testa, devi fornire delle prove che siano verificabili senza ombra di dubbio.
Ad esempio: perche' l’elefante si e' fatto crescere delle grandi orecchie senza peli?
Per poter raffreddare la propria temperatura.
Un giorno l’elefante era li', peloso come un mammuth, e si e' fatto cascare i peli perche' gia' sapeva che cosi' si sarebbe raffreddato nelle giornate di sole. Il mammuth non lo ha fatto ed e' morto. Cioe', l’elefante aveva capito che il pelo, essendo un isolante termico, avrebbe reso difficile lo scambio di temperatura tra orecchie e aria agitata dal movimento auricolare. Lui gia' prima, quando aveva le orecchie pelose e piccole, le agitava ma vedeva che a causa del pelo funzionavano poco come radiatore, allora le elefantesse hanno iniziato a far sesso con i maschi con le orecchie piu' glabre, grosse e mobili e nel giro di qualche milione di anni gli elefanti hanno avuto quel che desideravano.
Anche l’essere umano era peloso da bestia, ma si e' alzato in piedi per guardare il panorama e ha subito capito che avrebbe potuto essere il primo mammifero munito di milioni di pori sudoriferi e che si sarebbe raffreddato molto meglio se invece della pelliccia avesse avuto un sistema per raffreddare il corpo autobagnandolo costantemente. UN GENIO!
La logica scientifica ci dice che la causa non puo' mai dipendere dall’effetto. Cioe' ci deve essere una ragione per cui perdo il pelo PRIMA di sapere che perderlo sia utile.
Un credente puo' dire che e' la volonta' di Dio, ma usciamo dal criterio scientifico ed entriamo nella fede religiosa.
Questi scienziati televisivi dimenticano che da anni si propone una spiegazione sensata del perche' l’elefante abbia le orecchie senza peli.
Per lo stesso motivo per cui ha il resto del corpo senza peli.
L’elefante ha iniziato a vivere lungo i corsi d’acqua e a passare molte ore nell’acqua, in un clima torrido. Si voleva rinfrescare. Questo rese superflui i peli, visto che nell’acqua danno impiccio (a meno che tu non sia una foca che sta nell’acqua ghiacciata… allora ti si sviluppano peli particolari e grassi che producono un effetto muta).
Lo stesso dicasi per l’essere umano, come spiego' Elaine Morgan circa 40 anni fa. Una decina di milioni di anni fa ci fu un grande aumento di temperatura, gli australopitechi nostri avi dovettero migrare in cerca di frescura e alberi verdi sui quali arrampicarsi. Durante questa migrazione gli australopitechi si trovarono a essere seguiti dalle tigri con i denti a sciabola che, vedendo che i loro pasti si allontanavano, decisero di andare loro dietro.
Un vero dramma per le scimmiette nostre progenitrici che lungo il cammino dovevano attraversare grandi estensioni di terreno dove non era disponibile il sicuro rifugio delle cime degli alberi.
Ma per fortuna alcuni gruppi di scimmie impararono a sfuggire ai predatori buttandosi in acqua, qui, assumendo la posizione eretta, toccavano il fondo laddove le tigri dovevano gia' nuotare.
Fuggire in acqua e' tutt’ora un comportamento che si puo' osservare in molte specie di scimmie. Se sono inseguite da una belva e non c’e' un albero li' vicino, se ne hanno la possibilita', si buttano in acqua perche' sanno che i predatori non sono bravi a combattere e nuotare contemporaneamente (se non si tratta di coccodrilli).
Cosi' l’umanita' dei primordi abbandono' le altre scimmie e inizio' una mutazione incredibile. Comincio' a vivere molta parte del giorno in acqua. E questo spiega molte cose. Ad esempio, perche' le donne hanno le tette. Sono le uniche mammifere terrestri ad averle. Le foche hanno le tette. Non sono un gran che' ma sono tette. Quelle delle mucche no. Sono capezzoloni. Le altre mammifere hanno capezzoli e producono latte ma non hanno il seno, inteso come massa adiposa intorno alle ghiandole mammarie per tener caldo il latte, che altrimenti stando in acqua si raffredderebbe che poi il bambino ha le coliche… Il meraviglioso seno umano e' un contenitore termico, un thermos, come me lo spieghi altrimenti?
Qualche scienziato invertendo causa e effetto sostiene che agli uomini piacevano le tette rotonde, quindi le donne se le sono fatte crescere (giuro!). Cioe' il concetto di seno tondo e morbidoso e' un senso innato nella scimmia…

La transizione acquatica spiega anche un altro aspetto umano che gli accademici che studiano l’evoluzione umana fingono di non vedere: le labbra. Che non e' facile non notarle.
Non c’e' nessun altro mammifero terrestre che abbia le labbra. Servono solo se sei un neonato che vuole succhiare il seno della madre stando a mollo nell’acqua ottenendo un’aderenza perfetta con i contorni del capezzolo e riuscendo cosi' a evitare di suggere, oltre al latte, mezzo oceano.
E come mi spieghi che l’essere umano e' il solo tra i mammiferi di terra ad avere il naso a sifone? Gli altri mammiferi hanno semplicemente due buchi in faccia. Noi abbiamo due narici che si uniscono formando da una parte la punta del naso e dall’altra due campane. E il condotto dell’aria sale quasi verticalmente dal culmine di queste due campane in modo tale che non permette all’acqua di passare se entro verticalmente nel mare.
Perche' abbiamo la lacrimazione degli occhi, perche' camminiamo eretti e perche' abbiamo perso il pelo? Perche' abbiamo fatto quel che han fatto elefanti, delfini e balene.

Gli accademici televisivi non si rendono neppure conto delle assurdita' che sostengono, affermano: l’uomo perse il pelo perche', in quanto cacciatore aveva molto caldo rincorrendo le sue prede. Il leone insegue anche lui le prede ma non gli e' venuto mai in mente di perdere il pelo perche' proprio la pelliccia lo protegge ottimamente dai raggi solari.
E poi, se abbiamo perso il pelo per cacciare come mai le donne, che stavano nella grotta con i bambini, hanno meno pelo dei maschi?
Forse avevano gia' capito che i maschi preferiscono la donna depilata gia' da quando le donne erano pelose come scimmie (essendo scimmie)? E’ nata prima la ceretta della gallina.

Spero che tu sia d’accordo che e' veramente assurdo che i migliori accademici del mondo abbiano fatto finta di non accorgersi che le donne avevano i seni, le labbra e meno peli degli uomini. Siamo di fronte a una cecita' selettiva di proporzioni galattiche.

E spero che tu porti questa nuova consapevolezza nella tua vita.
Se vuoi vivere degnamente, assaporare il rosolio dell’esistenza, fare sesso in modo continuo e abbondante, migliorare il mondo, fermare guerra e fame, DEVI comprendere che esiste un’elite che domina il pianeta composta da persone che quando guardano un donna vedono solo l’ombelico. E che inoltre sono maledettamente stupidi.
Perche' ti dico questo?
Perche' da piccolo ho avuto svariati problemi affettivi e durante l’adolescenza non ero capace di competere con gli altri maschi in nessuno dei 12 ambiti riconosciuti ufficialmente, quindi mi sono inventato di scovare aneddoti curiosi e divertenti per stupire le ragazze e avere qualche possibilita' di fare sesso prima dei 40 anni.
E ammetterai che tirar fuori che i grandi accademici non vedono le labbra e le tette e neanche il nasino a sifone e' veramente un’osservazione stupefacente.
Ma suppongo che a te non interessi nulla delle profonde aspirazioni che mi spingono ad agire in modo compulsivo.
Diciamo allora che sapere questo fatto delle tette e degli accademici ti da' una misura della stupidita' dei potenti.
Non e' che questo ci liberera' da questa genia di malvagi alla svelta.
Ma saperlo e' meglio che non saperlo. Mi sto arrampicando sui vetri?
No. Dico sul serio.
Quando le schiere dei malnati ti circondano, quando inizi a dubitare di poter arrivare alla fine della storia, quando sembra che il tempo stia giocando con la tua anima, quando perfino la Luna ti guarda con un’espressione ambigua, allora, e' giunto il momento di ricordarsi che il grande professor Kreiskeip studio' la natura umana per decenni e mai si accorse che c’erano due masse emiglobulari a meta' strada tra l’ombelico e il mento.
E allora tu, che sei molto piu' intelligente di una piattola, ti ricorderai che se la tua trismilnonna era una tipa che ebbe l’idea pazzesca di delfinizzarsi per fregare le tigri, tu troverai un cavolo di modo di uscire dall’accerchiamento a tenaglia che 50mila cosacchi stanno attuando per catturarti.
(Ma cosa hai fatto per farli imbestialire cosi'? 50mila contro uno! Non potevi evitarlo?).
Quando sei li' circondato comunque recriminare non serve. Serve agire. Prima accendere il cervello poi agire. Ricordati: in te scorre un sangue che non mente mai. Un lignaggio di persone capaci di costruire piramidi immense e delicatissime miniature sopra un chicco di riso, per dichiarare il proprio amore.
Non c’e' nulla che ti possa fermare, e se, al limite, ti ammazzano, ricordati di sghignazzare indicandoli con il dito indice mentre esali l’ultimo respiro. Passeranno il resto della loro vita a chiedersi percheccavolo ridevi morendo.
Che cosa sapevi di loro che loro non sanno?
Sono stupidi come frigoriferi.
Basta infilare una lisca di pesce nei loro meccanici ingranaggi mentali e deragliano.
E quando deragliano soffrono come tu non potrai mai. Non c’e' nulla di piu' terribile di scoprire che dentro di se' non c’e' niente.
L’assenza di senso e' l’inferno in terra per i malvagi.
Questa e' la Grande Filosofia.
A livello piu' spicciolo ricordati che quando sei veramente nella merda, con le mani e i piedi legati, non ti resta che la verbalizzazione.
Guardi il cattivo negli occhi e gli dici:
“Dio non e' con me. Viene dopo da solo. E ti fa male.”
Se invece tu hai in mano una grossa pistola e lui e' disarmato gli dici: “Hai sbagliato giorno, hai sbagliato mese e hai sbagliato anno. E hai sbagliato anche il posto.”
Beh, sinceramente non sono sicuro che queste frasi funzionino veramente.
Comunque se ti capita provale. Poi mi telefoni.
In ogni caso ricordati: “Lo stupore diverte le persone sensibili e paralizza i malvagi.”
Quasi sempre.
(State lontani dalle anomalie statistiche)
Buone vacanze!!!

Jacopo Fo

 

Cacao e la redazione vanno in pausa estiva. Riprenderemo le trasmissioni mercoledì 1 settembre 2010 con le buone notizie comiche di Cacao.
Buona estate e buone ferie a tutti.