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“CHANGED BY WOMEN”: la gelese Sophia Giacchi tra le 99 donne che stanno cambiando il mondo

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 02/20/2024 - 18:37

Scommettere sul futuro, ma anche ispirare le prossime generazioni di ragazze che vogliono costruire il loro percorso di vita ed avere un impatto positivo sulla società. Tutto questo è “Changed by Women”, il progetto promosso dalla Università Bocconi di Milano, che raccoglie le storie straordinarie di 99 donne che hanno inseguito il loro sogno e cambiato il futuro.

Sophia Giacchi, cittadina gelese trapiantata a Milano, è stata selezionata tra le 99 donne che, grazie ad impegno, perseveranza e determinazione, sono divenute un esempio di empowerment femminile.

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Management presso l’Università Bocconi e in seguito a esperienze di formazione a Singapore e Barcellona, Sophia ha iniziato la sua ascesa nel mondo del lavoro, fino a diventare Product Manager di Skinceuticals, un brand di cosmetica e cura della pelle appartenente al gruppo L’Oréal.

Sophia ha commentato così questo importante traguardo:

“Sono entusiasta di condividere con voi una straordinaria opportunità! Sono stata selezionata come una delle 99 donne che stanno cambiando il futuro nel progetto “Changed by Women”! È un onore far parte di questa iniziativa dell’Università Bocconi che celebra il coraggio e la determinazione delle donne nel plasmare il nostro mondo.

Sarò intervistata dalla corrispondente italiana del Financial Times, Silvia Sciorilli Borrelli, insieme a donne incredibili come Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e Monica Possa, group chief HR & organization officer di Generali.

Changed by Women è un’opportunità per sfidare le regole già scritte della società e per ispirare le prossime generazioni di donne a perseguire i propri sogni con determinazione.

Non vedo l’ora di condividere questa esperienza e di continuare a sostenere l’empowerment femminile. Unitevi a noi per la presentazione l’08/03/2024 presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi.”

Ci auguriamo che Sophia possa rappresentare un esempio positivo per tutte le ragazze che, partite da una cittadina siciliana con un sogno nella valigia, si sono avventurate verso nuovi lidi alla scoperta del mondo e verso il raggiungimento di nuove e soddisfacenti mete.

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Comunicato stampa: “Cuore Basilicata” prosegue nel 2024, ecco gli obiettivi

CuoreBasilicata - Lun, 02/19/2024 - 08:42

Contatti: info@cuorebasilicata.it

Il progetto Cuore Basilicata continua nel 2024 e si svilupperà in 3 direzioni collegate tra loro:

  • Far conoscere sempre di più le potenzialità artistiche, culturali, produttive, turistiche dell’area anche attraverso i siti web del progetto (oltre 500.000 pagine viste tra il 2020 e il 2023), i social e iniziative di digital PR;

  • Dare visibilità alle competenze delle risorse locali nel campo delle attività produttive eco-compatibili, della cultura, dell’arte, del turismo, dell’enogastronomia attraverso l’iniziativa Qualità Lucana 2024 (oltre 100 riconoscimenti attribuiti nelle edizioni precedenti);
  • Raccogliere e veicolare “storie esemplari” di persone protagoniste del territorio attraverso una seconda stagione della web serie Cuori Lucani che sarà diffusa anche sui media e nei festival internazionali (qui sotto, la locandina della prima stagione, vincitrice al Roma short Film Festival e al Tuscany Web Fest).

Nelle prossime settimane saranno organizzati degli incontri con le Amministrazioni cittadine, le Associazioni, le Scuole per raccogliere pareri e indicazioni sulle iniziative da prendere assieme.

Il progetto Cuore Basilicata (cuorebasilicata.it) è realizzato da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) con il sostegno di Eni e il patrocinio di Comuni dell’area.

 

Puoi seguire Cuore Basilicata anche su:

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Stay tuned!

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La Montagna Grande di Viggiano ospita le gare nazionali: le uniche piste omologate in Basilicata

CuoreBasilicata - Dom, 02/18/2024 - 23:00

In queste giornate soleggiate e dal sapore primaverile, si attende che la neve torni nuovamente ad imbiancare le piste della Montagna Grande, all’interno del suggestivo scenario paesaggistico di Viggiano. Questo periodo rappresenta il vivo della stagione turistica e sportiva invernale e, a tal proposito, un importante riconoscimento è arrivato direttamente dalla sede nazionale della Federazione Italiana Sport Invernali. La FISI ha infatti certificato che le piste presenti all’interno dell’impianto sciistico saranno idonee ad ospitare competizioni nazionali ufficiali in due discipline di sci alpino: lo Slalom Speciale e lo Slalom Gigante; per la prima disciplina sono previste le categorie “Baby/SuperBaby”, “Cuccioli”, “Ragazzi”, “Allievi” e “Master”, mentre per la seconda  troviamo “Baby/SuperBaby” e “Cuccioli”.

Il processo per la conquista del Certificato di Omologazione Nazionale FISI è stato lungo e meticoloso, diretto dal vicepresidente del Comitato Calabro Lucano FISI, l’ing. Alfonso Taranto, e ha richiesto diverse perizie tecniche e numerosi sopralluoghi da parte dei tecnici omologatori, che hanno poi portato ad inevitabili e necessari adeguamenti di sicurezza, subito messi in atto. All’iter hanno partecipato anche i Maestri di Sci della Basilicata, rappresentati dall’allenatrice Antonella Votta. Il sindaco Cicala e l’intera amministrazione hanno espresso grande soddisfazione per questo traguardo, evidenziando l’impegno messo in atto per la valorizzazione degli impianti sciistici e del movimento sportivo della Val D’Agri.

Viggiano si prepara così ad accogliere eventi sportivi di rilievo nazionale con un certificato di omologazione che sarà valido fino al 1° luglio 2033. Occorre inoltre sottolineare quanto questo riconoscimento rappresenti una svolta molto importante non solo per la Val d’Agri, ma per l’intera regione, portando le piste della Montagna Grande ad essere ad oggi le prime ed uniche piste omologate per competizioni nazionali in Basilicata, dall’inizio degli anni Novanta!  È stato quindi presentato un ricco programma di eventi agonistici,  di cui i primi due già svolti (il Trofeo Alta Val d’Agri organizzato dallo Sci Club Volturino e il Memorial Giorgio Nigro organizzato dallo Sci Club Viggiano). Il prossimo appuntamento a calendario nazionale è previsto per  il 3 Marzo, con il Trofeo Sci Club Volturino.

L’omologazione FISI dona sicuramente un valore aggiunto a questo territorio, offrendo rilevanza a livello nazionale con la conseguente opportunità di crescita turistica e sportiva, andando così ad aprire le porte non al solo flusso di turisti e visitatori,  ma anche a talenti ed appassionati di sci, che possono trovare così in Viggiano la meta perfetta per le proprie avventure sportive, o per seguire le diverse competizioni che andranno ad aver luogo in questo lungo periodo a venire. Un motivo in più per visitare i nostri meravigliosi territori.

Fonte immagini: Viggiano Sci

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Il film “Lo Sbarco” vince a Parigi il Festival Bridge of Peace

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 01/02/2024 - 18:41

Il docufilm “Lo Sbarco” diretto da Iacopo Patierno ha vinto a Parigi il Bridge Of Peace Film Festival.

Creato in Francia, il Bridge Of Peace Film Festival si pone l’obbiettivo di riflettere e cercare risposte e possibili soluzioni alle problematiche che pervadono il mondo, invaso dalle guerre e dalla violazione dei diritti umani. Tra i vari spunti presentati al festival dai vari autori e cineasti, il film Lo Sbarco ha fatto conoscere una parte della storia del territorio ed ha fatto  arrivare un appello per la pace da Gela.

Giunto alla sua quarta edizione, il Festival è diventato uno dei punti di riferimento della cinematografia indipendente che privilegia nelle sue produzioni le tematiche di attualità della società contemporanea.

Il docufilm “Lo Sbarco”, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’operazione Husky, il nome in codice dato allo sbarco degli alleati in Sicilia, ha coinvolto le testimonianze di esperti, cittadini, testimoni dell’epoca e l’attiva partecipazione di studentesse e studenti dell’Istituto Morselli di Gela.

“È sempre bello vincere un Festival – dichiara Patierno – Ricevere un premio in un Festival straniero  ha un valore anche maggiore.”

Il film propone anche una riflessione sui temi di pace e guerra, oggi. “È un periodo molto difficile per il nostro pianeta, insanguinato da conflitti anche vicini a noi. Sembra non ci sia limite alla disumanità. Penso che la pace sia anzitutto convivere serenamente con sé stessi e manifestare il rispetto verso l’altro. Purtroppo c’è chi continua a uccidere, penso che la pace sia ancora lontana e che tutti ci dobbiamo impegnare per essa” afferma il regista.

Il soggetto del film:“Lo Sbarco” segue un gruppo di studentesse e studenti in veste di esploratori della memoria e ricercatori di messaggi di pace. Si immergono nella città di Gela, in Sicilia, alla ricerca della memoria che conserva il tessuto cittadino riguardo all’operazione Husky, lo sbarco delle truppe alleate a Gela avvenuto il 10 luglio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, un passaggio decisivo per la caduta del fascismo prima e del nazismo poi.

Attraverso le interviste effettuate a cittadine e cittadini, a testimoni dell’epoca, a esperti storici il film indaga il rapporto di quell’evento con i temi di pace e guerra; approfondisce l’impatto che la guerra ha avuto sulla città e sulle persone, sia a livello individuale che collettivo; riprende e registra ricordi e memorie preziosi.

Visitando i luoghi simbolo dei combattimenti nella piana di Gela e sul lungomare, gli esploratori della memoria provano ad immaginare come doveva essere vivere in quel contesto di guerra, impersonificano gli abitanti dell’epoca ed esprimono cosa potessero provare al momento dello sbarco.

Il film esamina anche come la memoria storica possa influenzare il futuro di una città e dei suoi abitanti, stimolare una riflessione sul tema della pace e della guerra al giorno d’oggi.

Quello che “Lo Sbarco” propone è un viaggio tra memoria storica e vita contemporanea; le strade e i molti luoghi nel perimetro adiacente alla città portano ancora i segni dei combattimenti del 1943. Le persone di Gela  lo vivono come un evento lontano e ormai superato, irripetibile? Quali insegnamenti è possibile trovare da quell’evento al giorno d’oggi? E’ possibile trasmettere l’emozione e il senso di urgenza riguardo alla necessità di preservare la memoria storica e di lavorare per la pace?

 

 

“Lo Sbarco” è un film realizzato nell’ambito del progetto Gela Le Radici del Futuro, coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della città di Gela.

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Rosita Gerardi: Nel 2024 rilanceremo il Parco lavorando assieme alle sue comunità.

CuoreBasilicata - Lun, 12/18/2023 - 17:05

Rosita Gerardi è da poco più di 2 mesi diventata Presidente facente funzioni del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese. Con lei abbiamo parlato, in una intervista esclusiva rilasciata a Cuore Basilicata, della realtà attuale del Parco e delle sue prospettive, un tema che sta molto a cuore a tutti i lucani e in particolare ai cittadini dei 29 Comuni che lo compongono.

Dottoressa Gerardi, cominciamo da una auto presentazione.

Rosita Gerardi, Avvocato, Assessore Del Comune di Viggiano, Presidente del  Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, componente del Direttivo della Camera Distrettuale di Basilicata e, da circa due mesi, Presidente facente funzioni del Parco Regionale dell’Appennino Lucano.

Un grande impegno professionale su più fronti quindi… La sua vita privata ne soffre?

Certo, negli ultimi due mesi la mia vita extraprofessionale è diventata più difficile perché con il nuovo incarico il lavoro è quasi raddoppiato, però mi sto organizzando…

Quali sono stati i primi impegni come Presidente del Parco?

Abbiamo dovuto adottare dei provvedimenti urgenti per l’emergenza cinghiali e la peste suina, atti dovuti in risposta anche ad una ordinanza del Presidente della Regione che li imponeva e su cui abbiamo dovuto intervenire per spezzare l’inerzia precedente.

Parliamo di prospettive della Regione. Lei come le vede? Le leggo titoli tratti dalla rassegna stampa che danno un quadro contraddittorio della situazione lucana: “Regione importanti segni di ripresa”; “L’economia lucana va alla velocità di una tartaruga; aumenta ancora la povertà”; “La Basilicata verso il deserto”; “Rapporto Svimez, dati ottimi su scuole e asili nido”. Se la si leggesse da Marte si sarebbe disorientati…

Bisogna essere sempre fiduciosi e ottimisti, noi lucani lavoriamo sempre con impegno, a testa bassa. Non credo che siamo in una fase complessivamente di recessione, vedo ad esempio molto impegno nella definizione di nuovi itinerari turistici attenti alla natura e alla sostenibilità, mentre ci sono settori come il rinascimento rurale su cui ci stiamo impegnando. Certo, viviamo un periodo contraddittorio, anche dal punto di vista sociale. Per esempio dal  mio osservatorio di avvocato riscontro che nel periodo post covid si registrano paradossalmente sia un incremento delle nascite sia un aumento delle separazioni…

Secondo me Jacopo Fo potrebbe farci una pièce.

Parco e PNRR. Che segnali ci sono?

Una volta insediata come Presidente ho fatto un giro di incontri con i Comuni del Parco e posso testimoniare che moltissimi Comuni stanno utilizzando questa opportunità, presentando progetti che riguardano turismo, infrastrutture… per migliorare le condizioni della comunità.

Qual è la funzione che il Parco potrà avere nel 2024?

L’idea di Parco che abbiamo come Consiglio Direttivo è quella di essere più vicini alle comunità. Nel bilancio abbiamo messo delle voci che vanno in questa direzione, come progetti sulla disabilità, aiuti ai Comuni sui fondi clima, uno studio sull’orchidea selvatica che può rappresentare una opportunità economica per l’area, il restauro di edifici storici… Poi come pianta organica siamo sottodimensionati e bisognerà fare nuovi concorsi per avere nuove risorse umane anche queste necessarie per il rilancio del Parco, assieme alle persone che già vi lavorano che sono professionalmente capaci e motivate.

Il punto centrale comunque è il rapporto con le comunità con cui lavorare insieme e per questo è nato il progetto “Il Parco c’è” che abbiamo lanciato con la previsione di un tavolo permanente con le realtà del territorio per definire assieme le esigenze e i modi di soddisfarle.

Quindi l’aspetto chiave per lei è “lavorare insieme alle comunità”. Lei ritiene che rispetto agli obiettivi che vi state dando il Parco abbia le risorse finanziarie sufficienti per soddisfarli?

I fondi che può utilizzare il Parco sono esclusivamente fondi che vengono assegnati dal Ministero, rispetto alle potenzialità del Parco il bilancio è soddisfacente anche se si potrebbe ottenere qualcosa in più.

Un problema particolarmente avvertito sembra essere anche la poca conoscenza del Parco, sia nel suo territorio che ancor più al di fuori di esso. Ci sono delle iniziative per migliorare questo aspetto?

Abbiamo adottato da poco la delibera relativa alla segnaletica all’interno del Parco, stiamo facendo produrre dei materiali di presentazione, brochure in italiano e inglese, pins… per farlo conoscere. La promozione del Parco negli anni scorsi è stata carente e questo ha influito sulla sua visibilità. Stiamo investendo per migliorare anche in questa direzione ora che stiamo uscendo dai primi mesi della mia presidenza in cui abbiamo dovuto rispondere a una serie di  emergenze non procrastinabili.

Vuole mandare un saluto ai lettori di Cuore Basilicata?

Auguro un buon Natale e un ottimo anno nuovo ai lettori con la consapevolezza che dobbiamo ricercare una nuova armonia con l’ambiente, il paesaggio e le persone che lo abitano. Dobbiamo generare insieme energia per il futuro.

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Gli eventi delle Feste nel Cuore della Basilicata

CuoreBasilicata - Ven, 12/15/2023 - 16:53

Il periodo di feste è già iniziato, il Natale è sempre più vicino e i paesi di Cuore Basilicata sono sempre all’opera! Vi segnaliamo in questa piccola raccolta soltanto gli eventi di cui abbiamo già avuto notizia, ma sono solo alcuni dei tanti che si succederanno nel corso di queste festività. Restate aggiornati per non perderne nemmeno uno!

  • Dal 16 Dicembre al 7 Gennaio 2024: Dopo il successo degli scorsi anni, torna a Sarconi, grazie alla Pro Loco Sarconi, “Xmas on Ice”! Tutti i giorni, dalle 16:30 alle 20:30, si potrà tornare a pattinare sul ghiaccio e approfittarne per rifocillarsi in totale relax con gli stand di food e beverage. Quest’anno, inoltre, la pista sarà coperta da una tensostruttura di ben 450mq; quindi, nemmeno il cattivo tempo impedirà di poter trascorrere un entusiasmante pomeriggio! Ci saranno poi mercatini, eventi, dj-set e tanto altro…Vi aspettiamo in Piazza Aldo Moro!

 

 

 

  •  17 dicembre: Graziose e suggestive casette di legno ospiteranno artigiani, hobbisti e creativi, per dare vita ai Mercatini di Natale organizzati dalla Pro Loco Grumento Nova APS. Si proseguirà poi con il Villaggio di Babbo Natale ricco di giochi, musica, spettacoli, il caldo abbraccio delle caldarroste, della cioccolata e il profumo inconfondibile del vin brulè, per un’accogliente atmosfera natalizia!
  • 17 dicembre: Non è Natale senza regali; per averli, però, i nostri bimbi dovranno spedire per tempo le letterine al Polo Nord! Venite a portarle all’Ufficio Postale di Babbo Natale e fermatevi per una foto ricordo a Marsico Nuovo, in Piazza Umberto I, dove prenderà vita il Piccolo villaggio di Babbo Natale. Fate però attenzione al Grinch; cosa combinerà stavolta? L’evento si svolgerà dalle ore 16.00 e sarà curato dall’associazione culturale ” I Mille Colori”!
  •  19 – 21 DICEMBRE: A Paterno si svolgerà il laboratorio “Crea il tuo presepe con noi”, organizzato dalla Pro Loco Terra dei Padri, alle ore 16.00 presso la Ludoteca Comunale di Paterno. Questo emozionante Laboratorio ha l’obiettivo di divulgare l’arte presepiale con l’aiuto di due appassionati ed esperti: Giovanni Laino e Giuseppe Maulella. Il laboratorio è a numero chiuso, quindi affrettatevi!

 

 

 

  • 20 dicembre: La Pro Loco Terra dei Padri di Paterno organizza il laboratorio “Mani in pasta“, un’attività divertente e istruttiva allo stesso tempo, che metterà all’opera i più piccoli, pronti a cimentarsi nella creazione di lievitati a tema natalizio! L’attività si svolgerà a partire dalle 15.30 presso la “Pizzeria 7 Nani” ed è a numero chiuso!

 

 

  • 21 – 28 DICEMBRE: Nel salone San Francesco a Marsico Nuovo, la Proloco Marsico’93 organizza “Natale insieme“. Un’occasione per stare insieme e riscoprire il senso di comunità, naturalmente all’insegna del divertimento, con giochi tipici del periodo natalizio e, per chi vorrà veramente mettersi alla prova, il gioco del “Cervellone“; che vinca il migliore!

 

  • 23 DICEMBRE: C’è forse qualcosa di più natalizio che Babbo Natale in persona? Preparatevi ad essere catapultati nell’atmosfera natalizia del Villaggio di Babbo Natale presso Piazza Plebiscito a Spinoso, a partire dalle ore 30, con tanta animazione per i più piccoli, gonfiabili e consegna dei doni a cura dell’Associazione Culturale “Casale Spinusii APS”.

 

  • 28 DICEMBRE: le magiche note della musica Jazz tornano a risuonare in occasione del Viggiano Jazz Winter 2023, un evento ormai consolidato, in un luogo dove la musica è da sempre protagonista! In questa edizione ascolteremo l’Anthony Morgan’s Inspirational Choir of Harlem in una serata a cura dell’Associazione Culturale Viggiano Jazz e del Comune di Viggiano, che prevede l’esibizione in due turni, quello delle 00 e quello delle 22.00, presso il Teatro Comunale “Francesco Miggiano”. Una serata da non perdere per gli amanti della buona musica e per chi vuole lasciarsi trasportare dal ritmo!

 

  • 30 DICEMBRE: Il Natale si percepisce anche dalla musica che ci circonda. Anche l’animo meno festivo cede di fronte alle canzoni classiche di questo periodo! Così, presso la Chiesa Madre di Spinoso, la Parrocchia S. Maria Assunta organizza “Phoenix Noel”, un concerto di musica classica natalizia che si terrà dalle ore 00 e vedrà la partecipazione del soprano Antonella Orofino, accompagnata da Chiara Lo Fiego al violino e Samuele di Filippo al pianoforte.

 

 

  • Fino al 7 gennaio è possibile osservare a Moliterno il Presepe Itinerante “Tu sei la gioia!” organizzato dallOrdine Francescano Secolare “Santa Croce” Moliterno. Le diverse associazioni di Moliterno, in occasione dell’8° centenario del Presepe di Greccio, interpretano diversi momenti come il fidanzamento di Maria e Giuseppe, la loro vita quotidiana, il loro viaggio verso Betlemme o l’Annuncio dell’Angelo ai pastori, fino ad arrivare alla Natività. Un percorso tra le vie centrali del centro abitato, che ha ridato vita e luce ai luoghi chiusi e si articola in 13 tappe da non perdere!

 

 

 

 

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Capitale della Cultura 2026: Moliterno con Maratea tra le 10 finaliste

CuoreBasilicata - Ven, 12/15/2023 - 16:33

Una grande notizia mette in luce ancora una volta i nostri territori, un grande passo che ci spinge sempre di più a credere nel forte potenziale di questi luoghi: Maratea e Moliterno, unite, tra le 10 finaliste che si contenderanno il titolo di Capitale della Cultura 2026! Oltre a gioire e continuare a fare il tifo, abbiamo voluto ascoltare in merito la testimonianza del Sindaco di Moliterno, Antonio Rubino.

  • Com’è nata l’idea iniziale della candidatura?

«Moliterno, negli ultimi tre anni, ha cercato di puntare su una vocazione particolare, quella culturale, che rappresenta davvero un tratto identitario della nostra comunità, per quello che è stato Moliterno soprattutto nell’Ottocento e per quello che ha rappresentato e rappresenta nella Val d’Agri e nell’intera Basilicata a livello culturale. Per i suoi uomini illustri, per quello che è accaduto qui nel corso dei secoli, ma anche per quelle che sono le testimonianze archeologiche e artistiche che sono presenti sul territorio, da beni culturali come il Castello, la Bibliomediateca G. Racioppi, davvero unica nel suo genere su tutto il panorama Lucano, la Rete Museale MAM; tutti elementi che fanno di Moliterno un paese con una vocazione culturale importante, attorno alla quale poter costruire anche dei percorsi di sviluppo, perché la vera scommessa è esattamente quella: far sì che una vocazione migliori la reputazione di una comunità, ne migliori l’identità, la consapevolezza, ma dia anche la possibilità di creare occasioni di sviluppo sul territorio. Attorno a questo abbiamo costruito un programma nel corso di questi tre anni, sfociato poi nell’idea di provare ad avere un riconoscimento per questa azione. Abbiamo puntato così a quello più importante, la Capitale Italiana della Cultura. »

  • Come si è arrivati alla successiva unione con Maratea?

«Quando sono usciti i nominativi delle candidature ufficiali presentate, abbiamo visto che, oltre a Moliterno, c’erano anche altri comuni lucani,  tra cui Maratea. Maratea è stata scelta per prossimità geografica, ma anche culturale: basti pensare che il maggiore artista di Maratea, Angelo Brando, era un allievo di Michele Tedesco, moliternese. Da questo connubio è così nata una grande idea che è anche un grande messaggio politico e culturale: in Basilicata bisogna unire, non più disgregare. Non più dividere, quindi superare i campanili, superare la rivalità e mettersi insieme in questa sfida. Quando ciò è stato proposto a Maratea, è stato subito accolto e siamo partiti insieme. Dal momento che non era possibile però unire le due candidature, ma una delle due avrebbe dovuto fare un passo indietro per presentare un unico dossier di candidatura, abbiamo riconosciuto a Maratea il ruolo di capofila, scrivendo il dossier insieme ma lasciando l’etichetta di Maratea.»

  • Perché il tema scelto “Il futuro parte da un viaggio millenario”?

«Le due città gemelle vanno verso il futuro e partono da un viaggio millenario, che ha le sue radici nell’antichità. È il tema principale della candidatura perché la scommessa è proprio quella di innovare una grande storia, quindi partire dalla tradizione, dalla nostra storia, dalla nostra identità, ma costruire percorsi di modernità e di futuro.»

  • Quali sono i punti di forza del progetto presentato?

«I punti di forza del progetto sono proprio questi citati poco fa; innanzitutto la capacità di lanciare un grande messaggio di unione, che non è solo la sintesi di due proposte progettuali, ma è la sintesi di due territori: la montagna e il mare. Moliterno come porta d’ingresso dalle aree interne verso la costa, quindi anche qui troviamo contatti millenari lungo le vie della transumanza, dei commerci, ma anche percorsi culturali. Moliterno e Maratea diventano così emblema del paesaggio di montagna che sfocia nello splendido scenario del Tirreno;  ricordiamo che Maratea è detta “La perla del Tirreno” proprio per il suo paesaggio incantevole. Punto di forza è quindi questo connubio tra aree, ma è anche la capacità di una progettualità che va a coinvolgere le comunità e che dovrà far nascere iniziative culturali che coinvolgeranno il mondo della scuola e il mondo delle imprese in nuovi percorsi di innovazione

  • Cosa significa questo per Moliterno?

Questo per Moliterno significa molto. Significa In primo luogo visibilità, possibilità di stare alla ribalta nazionale, grandi occasioni di nuove relazioni e quindi di nuove possibilità sul nostro territorio, e non ultimo poter interagire con dei partner importanti. Ad esempio, il nostro partner per la candidatura è Fondazione Mattei, mentre per Maratea è Fondazione Nitti (che hanno così lavorato insieme al dossier). Ora queste nuove relazioni si inseriscono sul nostro territorio e diventano punto di riferimento anche per i nostri studenti che hanno delle nuove occasioni di confronto e di dialogo. Ecco, questo non è un progetto che fa cadere qualcosa dall’alto, ma deve far accadere qualcosa dal basso. Devono essere le comunità ad interessarsi e far sì che queste nuove relazioni e nuove possibilità creino vere opportunità sul territorio.

  • Dopo questo traguardo, quali sono i risultati attesi?

«Per il momento il risultato atteso è quello di poter vincere questa finale! Siamo nelle prime 10 e vogliamo vincere, però c’è anche un altro risultato più concreto: i progetti del dossier, che nei prossimi mesi saranno presentati, vorremmo anche iniziare a costruirli sul territorio. Quindi uno dei risultati attesi è proprio iniziare un nuovo cammino con Maratea, con gli altri comuni della Val d’Agri e provare a costruire nuove occasioni sul territorio. Per questo chiederemo anche alla Regione Basilicata di sostenere questo sforzo, così che nel nostro comune possano arrivare nuove risorse per poter sostenere questi progetti.»

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“Lo Sbarco” proiettato online il 18 dicembre al Bridge Of Peace Festival

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 12/14/2023 - 12:38

Dopo le già 5 selezioni ai festival nazionali ed internazionali, arriva un altro grande traguardo per il docu-film “Lo Sbarco” diretto da Iacopo Patierno!

Il team di Gela Le Radici del Futuro è lieto di annunciare che l’opera verrà proiettata online nel corso del Bridge Of Peace Film Festival.  L’atteso evento si terrà lunedì 18 dicembre ed è possibile registrarsi al link.   Un’occasione per divulgare la storia del nostro territorio al pubblico nazionale ed internazionale. 

Lo Sbarco, che è tra i finalisti del Bridge Of Peace Film Festival concorre  in una scaletta di 46 film totale che saranno proiettati online dal 15 al 21 di dicembre.

Il docu-film –  ricordiamo – vede coinvolti alcuni studenti provenienti dall‘Istituto Morselli. Come già raccontato nelle varie proiezioni già dedicate al film,  i ragazzi hanno impiegato il loro impegno e la loro creatività a esplorare le tappe salienti dell’Operazione Husky nella nostra città. Unendo le forze, hanno intervistato concittadini vari e testimoni diretti dello Sbarco.

“È sempre bello essere selezionati per un festival – dichiara Patierno – Le proiezioni a Gela sono già state un successo, ma ricevere consensi da parte di chi non ha partecipato e non è del posto ha già un valore più assoluto.”

Oltre a cercare di apprendere riguardo la storia della nostra città, lo scopo del progetto è stato quello di riflettere e raccogliere i pareri della comunità sui temi di pace e guerra. “È un periodo molto difficile da quando è scoppiato il conflitto di Gaza. Era già difficile convivere con la guerra in Ucraina, ma adesso va anche peggio. Non c’è limite alla disumanità anche quando pensiamo di avvicinarci a certi valori. Evidentemente per certa gente ancora non è così scontato. Penso che la pace sia anzitutto convivere serenamente con sé stessi e manifestarlo nel rispetto verso l’altro. Purtroppo c’è chi continua a uccidere e senza distinzioni, dunque penso che la pace sia ancora lontana.” afferma il regista. 

Il progetto dunque non poteva che concorrere per una manifestazione più azzeccata. Creato in Francia, il Bridge Of Peace Film Festival si pone l’obbiettivo di riflettere e cercare risposte e possibili soluzioni alle problematiche che pervadono il mondo, ormai invaso dalle guerre e dalla violazione dei diritti umani. Tra i vari spunti presentati a festival dai vari autori e cineasti, si darà l’occasione di far conoscere anche la storia del nostro territorio. Ciò sarà reso possibile attraverso la storia di chi li ha vissuti, ma anche di chi la rivive attraverso le odierne cronache di guerra. 

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Le 5 migliori ricette di Cuore Basilicata per l’inverno

CuoreBasilicata - Ven, 12/08/2023 - 16:51

Arriva l’inverno che ci porta le feste e la voglia di ritrovare i buoni sapori dei piatti caratteristici della stagione. Federico Poletta, autore delle ricette, ci suggerisce le 5 migliori per questo periodo…

  •  La “Cuccìa

Livello di difficoltà: BASSO        Costo: BASSO          Tipologia: CONTORNI, ZUPPE

Link: vai alla ricetta

 

  • Ferricelli al sugo di pezzente e rafano

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: BASSO          Tipologia: PRIMI PIATTI

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  • Baccalà e peperoni cruschi

Livello di difficoltà: BASSO        Costo: MEDIO          Tipologia: SECONDI PIATTI

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  • Cartellate

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: BASSO        Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI

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  • Mostaccioli

Livello di difficoltà: MEDIO        Costo: MEDIO          Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI

Link: vai alla ricetta

 

L’autore delle ricette

Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante  ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende  un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.

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“BasilicatA FavolosA”: il territorio raccontato dall’intelligenza artificiale

CuoreBasilicata - Mer, 12/06/2023 - 15:19

Abbiamo sempre sostenuto che i paesi di Cuore Basilicata fossero luoghi “da favola”, ma c’è chi ci ha presi in parola trasformandoli in cartoline dallo stile Disney per racchiudere in un’immagine simpatica e che cattura l’attenzione le caratteristiche principali di vari paesi lucani. Una raccolta di 65 immagini degli scorci più caratteristici, realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Andiamo a conoscere Giovanni Sapienza che ha avuto questa originale idea e a scoprire il lavoro che si cela dietro alla sua realizzazione.

  • Giovanni Sapienza, ci dica qualcosa di lei, del suo percorso professionale.

«Ho una Laurea in Scienze Politiche Internazionali e specializzazioni post laurea in Direzione Aziendale e Management del Turismo. Nasco organizzatore di eventi nazionali e internazionali, 13 dei quali organizzati sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per promuovere i piccoli borghi ho organizzato raduni nazionali di camper, ricevendo un premio quale “miglior accoglienza dell’anno in un piccolo borgo”, e diverse manifestazioni, di cui una ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica “per la valenza sociale, di promozione territoriale e turistica”. Dopo altre esperienze lavorative torno alle mie specializzazioni e alle mie passioni con ancora più energia.»

  • Da dove nasce l’idea e in cosa consiste il progetto “BasilicatA FavolosA”?

«Il trend del momento della viralità delle immagini fantasy di località turistiche e non meritava di essere cavalcato in maniera costruttiva al fine di esaltare delle caratteristiche culturali e delle tipicità locali della Basilicata. Il primo obiettivo di “BasilicatA FavolosA” è dare la dimostrazione concreta che l’AI, diretta dall’intelligenza umana e con un piano operativo studiato, può rappresentare un potente aiuto per promuovere il territorio. E questo obiettivo ognuno potrà giudicare se sia stato raggiunto, in che misura e con quale velocità. Ora è necessario aprire una riflessione sull’AI in generale e in particolare sull’impatto che sta avendo e avrà nel settore turistico

    

  • Come avviene la realizzazione delle immagini attraverso l’AI e in che modo ha cercato poi di rendere le diverse peculiarità dei paesi rappresentati?

«Al contrario di quanto si possa pensare, per avere dall’AI il risultato desiderato, bisogna dare dei comandi ben strutturati e azzerare tutto e ricominciare da capo fino a quando non si raggiunge quanto desiderato. I software funzionano tutti più o meno allo stesso modo: bisogna scrivere dettagliatamente quello che si desidera, l’immagine che si ha in mente, e il risultato sarà mostrato a video. Il problema è quanto si vuole essere precisi o quanto ci si accontenti o meno della prima immagine.  L’operazione “BasilicatA FavolosA” ha mirato ad esaltare le tipicità territoriali (prodotti tipici e cultura) e in quasi tutti i casi, grazie a un lungo lavoro, è riuscita a riprodurre anche morfologicamente ampi tratti di territorio. Certo, sono immagini lontane dalla realtà, e per questo in alcuni casi si è aperto un bellissimo confronto costruttivo che vede amministratori o semplici cittadini dare preziosi suggerimenti per migliorare le immagini di alcune località.»

    

  • Al di là della risonanza mediatica, ci sono stati numerosi apprezzamenti e altrettanti critiche a questo lavoro; come vive e gestisce queste interazioni?

«Questo è l’aspetto più emozionante di tutta la vicenda. I tantissimi apprezzamenti di amministratori e cittadini ripagano di un lavoro ideato, studiato a fondo, realizzato e reso virale, ma ancor di più aprono la mente tante riflessioni critiche, in tanti casi ampiamente costruttive e mosse dall’amore per la propria terra. Se avessimo voluto trasformare delle fotografie in cartoon, sarebbero bastate poche ore di lavoro per concludere tutti i comuni della Basilicata applicando semplicemente un filtro alle immagini. Così, con un clic. Queste immagini servono ad ancorare lo stato d’animo alle più radicate emozioni positive umane, quelle legate all’innocenza della fanciullezza, alla spensieratezza, all’ancestrale dimensione onirica. Per questo funzionano oggi attraverso le ricostruzioni dell’AI, hanno funzionato ieri attraverso favole, cartoni animati e fumetti, e funzioneranno domani e sempre.

Tra i tanti commenti sono presenti anche diverse critiche: prendo con estrema serietà e sottolineo quelle con un’intenzione costruttiva. Osservare che un particolare non rispecchia esattamente la realtà fa sorridere, perché il fantasy è il mondo dei sogni, immaginario, idealizzato, il mondo di una realtà/finzione che vede papere che nuotano nei dollari, topolini con scarpe e vestiti e cani che parlano. In diversi casi ho avviato delle fattive interlocuzioni con chi segnala qualche incongruenza o mancanza che va corretta, e in un caso l’immagine è nata dopo ore di lavoro e confronto a distanza con un giovane di un comune non incluso in questa prima tranche di immagini. Questi sono i lucani che fanno bene alla Basilicata. C’è tanto amore per questa terra, basta cercare il meglio all’interno delle comunità. »

    

  • Qual è l’obiettivo finale e quali sono i risultati attesi?

«L’obiettivo finale vero e proprio non esiste, perché “BasilicatA FavolosA” è stata ideata come un punto di partenza. Nei piccoli centri la comunità deve divenire protagonista dei processi decisionali e dell’attuazione di programmi di sviluppo per la creazione di una reale economia circolare. Se delle semplici immagini possono suscitare clamore e far partecipare tanti ad un dibattito sulla promozione, immaginiamo quale effetto possa avere sui territori una tale energia incanalata verso dei programmi di sviluppo in cui il confronto, le proposte e le idee non restino confinate nelle stanze dei bottoni, ma aprano alle comunità nel loro complesso.»

  • Questo progetto segna dunque l’inizio di un percorso futuro?

«L’idea vincente può risiedere nella mente di chiunque e può essere stimolata da un evento qualsiasi. Per far venire fuori le idee e accendere l’entusiasmo, reale motore di qualunque realizzazione, è necessario un percorso con un fine concreto e una continua interazione tra pari. Nei piccoli borghi, in termini di promozione territoriale, solo una comunità resa protagonista può essere motivata a costruire qualcosa di positivo per sé stessa e  contrastare lo spopolamento. Se “BasilicatA FavolosA” contribuirà nel suo piccolo a smuovere qualcosa è solo grazie alle migliori energie delle comunità dei nostri territori.»

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Democrazia partecipata 2023. Gelesi chiamare a votare i nuovi progetti per migliorare la città

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 11/28/2023 - 00:41

Mercoledì 29 novembre,, i residenti a Gela avranno la possibilità di votare un progetto a scelta tra quelli concorrenti al bando di “Democrazia partecipata” 2023. Ogni anno, l’amministrazione invita cittadini, enti e associazioni a presentare le loro idee volte al miglioramento della città.

I progetti presentabili possono abbracciare vari ambiti: ambiente, sanità, lavori pubblici, sviluppo economico, turismo e promozione del territorio, politiche giovanili, attività sociali, scolastiche, culturali e sportive. Queste vengono poi raccolte e discusse in consiglio comunale. L’amministrazione discute le idee e approva quelle che reputa migliori e maggiormente realizzabili. Tuttavia, sta poi alla cittadinanza l’opportunità di votare un solo progetto tra i concorrenti.

Anche nel 2023, l’importo massimo dei finanziamenti è di 60.000 euro. Sono ben sei i progetti candidati di quest’anno, nonostante la notizia del bando sia passato un po’ in sordina.

Nella scorsa edizione, la proposta vincitrice riguardava la riqualificazione del quartiere San Giacomo. Sono ancora in corso gli iter per la realizzazione di altre proposte vincitrici, quali la Snoezelen Room per bambini neurodivergenti e l’organizzazione di un grande evento artistico-culturale.

Per visionare le proposte di Democrazia Partecipata 2023 e avere maggiori informazioni, basta collegarsi al sito del comune di Gela e andare nella sezione “notizie”. Come nelle volte precedenti, per votare basta essere residenti a Gela e collegarsi al link fornito dalla pagina del portale e inserire i dati del proprio documento di riconoscimento.

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“In Val d’Agri mi sento a casa”. Intervista al regista Iacopo Patierno

CuoreBasilicata - Mar, 11/21/2023 - 22:22

Con la realizzazione di “Due ma non due” e “Cuori Lucani”, il regista documentarista Iacopo Patierno è entrato nel vissuto dei paesi della Val d’Agri, andando a conoscere realtà differenti al suo interno, dalle più note alle più nascoste, raccontandone il quotidiano e portando le tradizioni, le eccellenze, l’artigianato, la gastronomia e le bellezze dei nostri territori nel cuore di un pubblico molto ampio, svolgendo così una forte opera di valorizzazione. Andiamo a scoprire qualcosa di più sul suo lavoro!

Come è arrivato a fare il regista? Che studi ha fatto e quali sono state le sue prime esperienze in questo campo?

«Dopo la Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) a Bologna nel 2000, e l’Erasmus ad Amsterdam, vinco la borsa di studio post laurea “Leonardo da Vinci”, che mi porta a vivere per diversi anni in Svezia, paese con una forte presenza di grandi documentaristi. Infatti, sapevo già che tra la fiction e il documentario avrei intrapreso questo tipo di scelta, perché fin da subito si trattava di un prodotto che sentivo più mio. Dopo un primo periodo in una città che si chiama Göteborg ho iniziato a lavorare con Erik Gandini, che posso considerare il mio maestro, e sono stato con lui per circa 3 anni collaborando come assistente alla regia tra le altre cose. Abbiamo realizzato così il primo lungometraggio nel 2009. All’epoca avevo già in mente l’idea di voler fare un po’ di tutto perché pensavo, e penso tutt’ora, che non si può essere regista se non si sa come funzioni tutto il resto; naturalmente non si diventa un eccellente direttore alla fotografia o un bravissimo montatore, ma sono dell’idea che bisogna provare a farlo qualche volta! Ci sono infatti dei prodotti che ho realizzato da solo, come “Cuori Lucani”, mentre altri con una troupe più grande come “Due ma non Due”; io non credo che una cosa abbia più o meno valore dell’altra, dipende proprio da cosa si vuole realizzare. Naturalmente  essere da soli è più faticoso, ma si è più agili e flessibili, mentre con l’aiuto di più persone ci si riesce ad organizzare meglio (anche se bisogna tener conto che nella realizzazione dei documentari non si tratta mai di gruppi molto ampi).»

Un accenno ai diversi film e documentari che ha realizzato

«“We call it Skwee” è il primo lungometraggio che ho realizzato nel 2009 in Svezia, sulla nascita di un nuovo genere di musica elettronica scandinava. Si trattava di realizzare per la prima volta un film tutto mio dall’inizio alla fine, da qui ho posto le basi per tutta la mia carriera a venire perché ho messo alla prova sia le riprese che il montaggio e soprattutto la regia. Dopo di che c’è stato un lungo periodo di tempo in cui non ho realizzato progetti personali, per arrivare poi arrivare al 2016-2017 in cui sono usciti “Il teatro fa bene”, la serie web del progetto omonimo e il film successivo “Wiwanana” che è stato un lungo progetto girato tra Italia e Mozambico e ha segnato l’inizio alla lunga collaborazione Gruppo Atlantide e Jacopo Fo Srl, che ha portato fino all’ultimo cortometraggio, “Lo Sbarco”, girato a Gela nel giugno di quest’anno. Nel mezzo ci sono stati il film “Man Kind Man” prodotto da Rai Cinema, girato in solitaria interamente nel golfo di Napoli che parla della tartaruga marina Caretta Caretta. “Due ma non Due” docufilm del soggetto di Federica Sozzi che racconta il cuore della Basilicata, l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove i protagonisti hanno condiviso il legame profondo con la loro terra, così come nella serie web “Cuori Lucani”, e infine la serie web più vista e premiata al mondo come serie DOC italiana tra il 2019 e il 2021 “Italia, Sicilia, Gela” prodotta all’interno del progetto Gela Le Radici Del Futuro

Man Kind Man

Ha ricevuto una grande quantità di premi, tra questi, quali sono quelli a cui tiene di più?

«Diventa complicato anche ricordarli tutti talvolta! Per “Italia, Sicilia, Gela”, la serie web, non posso parlare del premio più importante ma quello che mi ha sicuramente fatto piacere, ovvero che per tre anni è stata la web serie italiana documentari più premiata e portata nei festival a livello mondiale (parlando di ranking italiano, è stata la più vista in assoluto). Poi sicuramente “Cuori Lucani”, che appena uscita ha vinto premi sia a Roma come miglior TV Series al Roma Short Film Festival, che in Toscana con il Tuscany Web Fest per la categoria “web serie”. Proseguendo con “Due ma non Due” abbiamo il “Log To Green Movie Award 2021”, sezione “Opere Cinematografiche”, il premio che ci hanno dato all’interno della Mostra del Cinema di Venezia; è stato molto emozionante, sono andato con l’autrice del film, Federica Sozzi, Jacopo Fo come produttore, e abbiamo passato una bellissima serata. Da menzionare assolutamente è Il primo premio che vinsi con la serie web “Il Teatro fa Bene” all’ HollyWeb Fest 2017 di Hollywood, nella categoria “Best documentary”, perché è sempre bello e fa un certo effetto essere premiati a Los Angeles! Non me l’aspettavo proprio ed è stata una grande soddisfazione! Con “Man Kind Man”, tra i numerosi premi, di grande valore per me è il primo, l’Audience Award al Biografilm Festival, dato dal pubblico quindi, che è stato quello che mi ha assicurato che questo fosse un film che effettivamente alle persone piace; aggiungo che la cosa che mi ha fatto piacere, in aggiunta, è che sia riuscito ad andare in onda su Rai 1 domenica in seconda serata, cosa che, per un documentario riguardante i temi ambientali, non è molto comune in Italia. Per quanto riguarda “Wiwanana” invece, non è un premio ma lo considero come tale, una bellissima lettera che mi inviò personalmente l’ambasciatore italiano in Mozambico che vide il film e mi fece tanti complimenti. Aggiungo a questo proposito che è bello essere premiati e sapere di aver vinto una competizione, ma principalmente mi piace sapere cosa ne pensano le persone. Se uno spettatore resta particolarmente colpito e legge in quello che faccio anche dei sottotesti, non può che farmi assolutamente piacere. Ricordo che in seguito alla presentazione di “Man Kind Man” al Giffoni Verde Festival, una spettatrice mi inviò una bellissima e-mail che mi è rimasta nel cuore.»

Wiwanana

Quali sono le sue ispirazioni, i registi e le musiche preferite?

«Il regista di documentari che  in assoluto  ha ispirato un po’ tutti è Werner Herzog; poi ovviamente Erik Gandini, mio maestro, che incontrai inizialmente in Erasmus ad Amsterdam perché vidi un suo film che mi colpì particolarmente. Lo ritengo uno dei film maker più bravi in circolazione. Questo per ciò che riguarda i documentari, mentre per il resto ho in mente una grande quantità di nomi, perché mi piace andare a scovare cose nascoste, film o corti che restano pressoché sconosciuti ma da cui mi lascio ispirare. Non mancano poi le fonti di ispirazione più commerciali, film e soprattutto serie tv disponibili sulle diverse piattaforme streaming come tutti!»

Due ma non due” e “Cuori Lucani”: la sua esperienza

«La cosa bella del mio lavoro è che ti porta a scoprire posti che normalmente non scopriresti! A differenza del mondo delle fiction, dove occupi semplicemente una location, il mio lavoro si basa sulla conoscenza del territorio e delle persone che ci vivono, perché il fine ultimo è raccontare delle storie reali. Sono realtà molto diverse tra loro, non così conosciute. Il mio compito qui sta proprio nell’ andare all’interno del vissuto e del territorio, appassionandomi! Posso dire che ora nel territorio dell’alta Val d’Agri ormai mi sento a casa, perché l’altro aspetto positivo è che per avere un buon risultato devi anche stringere delle buone relazioni; se non scatta la chimica non riesci a portare a casa un bel film o un bell’episodio di una serie web, il che è reso semplice dalle circostanze, perché vado a raccontare e vivere situazioni estremamente piacevoli e conviviali. Sono due progetti che hanno come base quella di valorizzare un territorio e farlo conoscere, la vera missione del progetto! Per arrivare a questo fine c’è dietro tantissima ricerca, mesi di sopralluoghi, incontri e ricerca sulle storie da raccontare e come selezionarle in modo che possano andare bene insieme nell’intreccio del documentario. Non solo nel mio caso, ma nei documentari in generale, la fase di ricerca è molto lunga e fondamentale per realizzare un buon prodotto.»


«Spero che Cuore Basilicata possa continuare a fiorire e che io possa avere altre possibilità di lavorare in questi territori. Proprio a Moliterno e a Marsico Nuovo ho svolto dei laboratori nelle scuole (“Memorie dal cuore della Basilicata”) ed è stato molto bello per me lavorare con gli studenti, insegnando ad utilizzare lo smartphone in maniera più professionale possibile, realizzando anche delle interviste. È stato un bellissimo progetto a livello personale, perché la formazione e l’educazione dei più giovani è un’altra cosa che mi piace molto fare e su cui si potrebbe investire.»

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Musei Aiello Moliterno: sette scrigni di meraviglie da scoprire

CuoreBasilicata - Dom, 11/19/2023 - 18:07

L’arte e la creatività, con le loro opere, da sempre ci emozionano, dando spazio a interpretazioni personali che scavano nell’anima e arricchiscono chi le osserva. Proprio l’arte e la cultura, a Moliterno, hanno un ruolo preponderante, che viene incarnato dalla rete museale MAM (Musei Aiello Moliterno). Attraverso la testimonianza del Prof. Gianfranco Aiello, Fondatore e Presidente della Fondazione Aiello, andiamo a scoprire meglio questa affascinante quanto importante realtà.

Da cosa nasce innanzitutto la sua passione per l’arte e da qui l’idea di fondare i MAM?

«Parto col dire che compiamo proprio ora i 50 anni dall’idea di partenza; tutto nasce dai primissimi anni ‘70 quando ero praticante giornalista e studente di medicina a Milano, poco più che ventenne, e mi ritrovai a scrivere articoli su eventi ed artisti, intrecciando così rapporti con essi, iniziando a collezionare quadri e ceramiche. Con gli anni questa iniziativa si è via via articolata, sviluppandosi così negli attuali sette musei, a cui si è aggiunto recentemente il palazzo di esposizioni Santa Croce.»

 

Come descriverebbe sinteticamente questa realtà a chi ancora non la conosce?

«Una storia cinquantennale, iniziata e poi via via sempre più implementata, arrivando poi ad avere il museo più importante del paesaggio italiano; da sottolineare come i palazzi in cui sono ospitati i musei abbiano subito un restauro del tutto conservativo, dove sono stati mantenuti pavimenti in cotto, soffitti con travi di castagno e arredi originali dove possibile, per mantenerne l’autenticità e il fascino che li contraddistingue. Chi viene a visitarli resta sempre a bocca aperta! Dovremmo avere il compito di riuscire a comunicare meglio l’esistenza di questa realtà, che ben si discosta dai piccoli musei di provincia, relativi soltanto al mondo contadino, con pochi pezzi in esposizione. Qui non ci si stanca mai di guardare intere collezioni, poiché ogni pezzo è diverso dall’altro, raccontando non solo il soggetto rappresentato ma anche l’evoluzione tecnica attraverso i secoli e le correnti artistiche. Per quanto riguarda l’arte degli artisti lucani siamo di fronte ad un unicum, qui grazie al Museo del Novecento Lucano, per esempio, si dà spazio ai grandi e ai “piccoli”, riuscendo per la prima volta a ricomporre l’articolato mosaico dell’arte lucana del ‘900; non c’è pari in Lucania

Michele Tedesco Moliterno 1834 – Napoli 1917 Maternità Olio su tela (cm 63 x 51)

Qual è stato l’excursus storico dello sviluppo della rete museale dal principio fino ad oggi?

«Il primo insediamento museale è stato il Museo Michele Tedesco e dell’Ottocento Lucano, fiore all’occhiello della rete museale, che presenta molte opere dell’artista lucano più famoso, Michele Tedesco, tra l’altro originario proprio di Moliterno. Alle aste al momento riscuote molto successo, con cifre notevoli, di questo siamo molto orgogliosi. All’interno del museo possiamo trovare anche i suoi taccuini perfettamente conservati, oltre alla presenza di alti artisti lucani come Vincenzo Marinelli, Andrea Petroni e Giacomo Di Chirico. Quello dell’Ottocento è stato sicuramente un secolo positivo, molti degli artisti qui rappresentati hanno lavorato a loro tempo anche per la Casa Reale. Da menzionare sicuramente La Maddalena di Angelo Brando, Cari colombi, il Palazzo dello Sceicco e la Maternità di Michele Tedesco, da considerare un vero e proprio capolavoro.»

«Punta di diamante è il Museo del Paesaggio, con opere rappresentanti paesaggi della Scuola di Posillipo tra ‘700 e ‘800, passando dal romantico verso il divisionismo, e il paesaggio del ‘900. Si tratta di quadri di primo livello, con paesaggisti di fama internazionale, opere di valore riconosciuto grazie alle già numerose pubblicazioni, e rilevanza a livello mondiale; il tutto racchiuso in un bellissimo palazzo di ben quattro piani: un museo unico in Italia

Museo del Paesaggio

«Abbiamo poi Il Museo di Arte Contemporanea, che custodisce una mostra permanente con opere di pregio come quelle di Michelangelo Pistoletto, Marino Marini, Hans Hartung e altri. Nell’agosto del 2022 è stato inaugurato lo spazio Riccardo Dalisi, artista, designer e architetto lucano famoso, tra le altre cose, per le iconiche caffettiere “umanizzate”.»

«Il Museo del Novecento Lucano, inaugurato nel 2016, si trova al primo piano di Palazzo Aiello 1825 palazzo ben conservato, imponente, con tutto il sapore dell’Ottocento. Possiamo senza dubbio definirla la vera e propria casa degli artisti lucani, dai più conosciuti ai meno, passando da nomi come Gaetano Pompa, Mauro Masi e Luigi Guerricchio. Proprio Gaetano Pompa, grazie al museo, è passato dall’essere sconosciuto ai più, a diventare uno degli artisti più richiesti in quest’ambiente. Abbiamo anche opere dei cosiddetti “lucani acquisiti”, come Carlo Levi e José Ortega. Il Museo della Ceramica, ospitato invece al terzo e quarto piano, presenta una raccolta di ceramiche spettacolari, che rappresenta il meglio della Ceramica Vietrese che, insieme a quella di Faenza rappresenta il meglio di quella prodotta in Italia, ma anche creazioni di importanti e validi artisti europei; alcuni pezzi sono delle vere e proprie opere d’arte. Il competente di ceramiche qui si viene a rifare gli occhi! Non c’è solo il classico oggetto o utensile locale, ma la storia della cultura della ceramica e della sua evoluzione artistica attraverso le diverse tecniche

«La Biblioteca Lucana Angela Aiello dedicata a mia madre, colei che mi ha sempre spronato a leggere e continuare a studiare, sorge in un piccolo immobile liberty ben conservato, commovente per certi versi, articolato su più piani. Qui sono raccolti testi, mappe e stampe riguardanti la Basilicata dal ‘600 ai giorni nostri. Al secondo piano si trova la sala delle mappe, la più antica risale al 1620, mentre al piano superiore si è dato spazio alle opere del Grand Tour, viaggio che gli studiosi europei compivano tra ‘700 e ‘800 per completare la loro formazione e ampliare le proprie conoscenze culturali.»

Biblioteca Lucana Angela Aiello

«L’ultimo arrivato è il Museo di Arte Moderna, ospitato in un palazzo liberty molto elegante e d’impatto già dall’esterno, presenta al suo interno diverse opere appartenenti alla corrente simbolista e divisionista, tra cui spicca la Maternità di Gaetano Previati, esposta alla prima Triennale di Brera nel 1891: un pezzo che per gli addetti ai lavori vale assolutamente il viaggio. Un’altra chicca è un’opera di Joseph Stella, La Donna Lucana, artista originario di Muro Lucano, trasferito negli Stati Uniti a cavallo del ‘900. Ha portato il futurismo a New York! i suoi Ponti di Brooklin con pennellate futuriste diventarono presto iconici, affermandolo come artista di fama internazionale. Da non tralasciare è poi la bellezza del palazzo stesso, coi suoi lampadari liberty e i soffitti dipinti originali».

Museo di Arte Moderna

Qual è il contributo che il MAM dà a Moliterno?

«La rete museale MAM è da considerarsi un colosso, soprattutto se inquadrata nella cornice di un paese,  Moliterno, con circa 3600 abitanti. Come in ogni luogo si ritrovano persone diverse con visioni diverse. Per distinguersi bisogna creare qualcosa che in altri posti non c’è e in questo senso i musei costituiscono una grande attrattiva per Moliterno, su cui comunque bisogna andare avanti a lavorare».

Ci parli dell’ultima tappa che ha visto l’unione diretta di Brera e Moliterno

«In occasione dei cento anni dalla nascita di Rocco Scotellaro, la Fondazione Aiello ha voluto rendergli omaggio partendo da Milano, arrivando così a Moliterno fino al 20 Novembre per poi proseguire verso Matera a partire dal 24 Novembre. L’opera “Brera-Milano 30 Maestri per Scotellaro” ha preso vita nel palazzo espositivo Santa Croce portando ben 30 opere realizzate dai maestri dell’Accademia di Belle Arti di Brera, con la presenza del Responsabile delle Relazioni Esterne, Internazionali e della Comunicazione Prof. Stefano Pizzi. Ciò ha portato alla presenza a Moliterno di molte opere di artisti contemporanei, con una qualità molto alta. Queste opere restano un vero e proprio patrimonio, a disposizione dei musei e del paese intero».

Quali sono le prospettive future e le ambizioni di questo progetto?

«Abbiamo già una lunga e fitta programmazione, con diverse mostre in cantiere, tra cui una sul mito di Venezia nel ‘900, una mostra già pronta, che speriamo di presentare al più presto. La seconda, che ritengo personalmente molto affascinante è “Donna madonna”, mostra di artisti del secolo lungo, tra simbolisti e impressionisti, dove viene rappresentato il mito della donna nelle sue diverse sfaccettature, a metà tra il vero e l’idealizzazione, come accede con i preraffaelliti, partendo dalla Beatrice di Dante. E poi tanto altro ancora.»

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La Via dell’Oro Giallo, l’esperienza di Paestum

Gela Le Radici del Futuro - Lun, 11/13/2023 - 16:17

L’itinerario archeologico turistico  “La Via dell’Oro Giallo”  è stato ospite alla BMTA – XXV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Paestum, 2-5 novembre) all’interno del padiglione Regione Sicilia promuovendo al pubblico il percorso studiato per  valorizzare del territorio di Gela, Enna, Aidone e Piazza Armerina.

 

Un’occasione preziosa per raccontare face to face i dettagli dell’itinerario, le potenzialità del territorio e le opportunità di sviluppo turistico archeologico ed esperienziale che gli addetti ai lavori e i viaggiatori indipendenti possono approfondire in autonomia con il supporto delle linee guide fornite da La Via dell’Oro Giallo. La partecipazione dell’itinerario La Via dell’Oro Giallo alla BMTA è stata possibile grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico di Gela.

La BMTA, che ha contato in questa edizione circa 8.500 visitatori, è stata altresì occasione di raccolta dati utili ad ampliare i contatti ed avviare nuove collaborazioni all’obiettivo di aumentare le collaborazioni a promozione del territorio interessato.

La partecipazione alla Borsa si è confermata essere utile occasione di incontro e divulgazione dei temi inerenti alla valorizzazione del segmento archeologico del turismo culturale per il business professionale, gli operatori turistici e culturali del pubblico e del privato, i viaggiatori, il mondo scolastico e universitario e i media

La Via dell’Oro Giallo è una iniziativa nata nell’ambito del progetto GelaleRadicidelFuturo, sostenuto da Eni, grazie anche alla partecipazione dei Comuni di Aidone, Enna, Gela, Piazza Armerina. L’itinerario, realizzato con il contributo della curatrice scientifica Serena Raffiotta, si inserisce in una serie di azioni che hanno come obiettivo attrarre l’attenzione dei tour operator italiani e internazionali oltre che dei visitatori per favorire lo sviluppo di flussi turistici di qualità in tutte le stagioni dell’anno. Il dépliant che illustra il percorso è fruibile e scaricabile  gratuitamente online.

 

 

Per info:
info@gelaleradicidelfuturo.it

E’ possibile seguire il progetto anche su FacebookInstagramYouTube.

 

 

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Il film “LO SBARCO” entra nella selezione ufficiale di 5 Festival internazionali

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 11/10/2023 - 10:20

Il film “Lo Sbarco” (2023; durata 30’), prodotto da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) regia di Iacopo Patierno, già autore tra l’altro della web serie “Italia Sicilia Gela”, dopo pochi mesi dal suo lancio ufficiale è già entrato come finalista nelle selezioni ufficiali di 5 festival internazionali che si terranno prossimamente in Francia, Regno Unito, Spagna e Italia:

  • Bridge Of Peace Festival – Parigi
  • First-time Filmmaker Sessions-by Lift-Off Global Network – Londra
  • Med Futurs Film Festival – Valencia
  • Heart International Italian Film Festival – Bologna
  • Valleditria Film Festival, Festival per la Pace – Bari

“Lo Sbarco” è stato realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Operazione Husky, con l’attiva collaborazione dell’Istituto Morselli di Gela e vede tra i protagonisti studentesse e studenti dell’Istituto.

I riconoscimenti internazionali che sta ricevendo sono una testimonianza della bontà del lavoro svolto dal regista e da tutta la crew e dell’attenzione che il film riesce a suscitare nei confronti dell’episodio storico che ha visto protagonista la città di Gela.

“Lo Sbarco” segue un gruppo di studentesse e studenti in veste di esploratori della memoria e ricercatori di messaggi di pace. Si immergono nella città di Gela, in Sicilia, alla ricerca della memoria che conserva il tessuto cittadino riguardo all’operazione Husky, lo sbarco delle truppe alleate a Gela avvenuto il 10 luglio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, un passaggio decisivo per la caduta del fascismo prima e del nazismo poi.

Attraverso le interviste effettuate a cittadine e cittadini, a testimoni dell’epoca, a esperti storici il film indaga il rapporto di quell’evento con i temi di pace e guerra; approfondisce l’impatto che la guerra ha avuto sulla città e sulle persone, sia a livello individuale che collettivo; riprende e registra ricordi e memorie preziosi.
Visitando i luoghi simbolo dei combattimenti nella piana di Gela e sul lungomare, gli esploratori della memoria provano ad immaginare come doveva essere vivere in quel contesto di guerra, impersonificano gli abitanti dell’epoca ed esprimono cosa potessero provare al momento dello sbarco.
Il film esamina anche come la memoria storica possa influenzare il futuro di una città e dei suoi abitanti, stimolare una riflessione sul tema della pace e della guerra al giorno d’oggi.

Quello che “Lo Sbarco” propone è un viaggio tra memoria storica e vita contemporanea; le strade e i molti luoghi nel perimetro adiacente alla città portano ancora i segni dei combattimenti del 1943. Le persone di Gela lo vivono come un evento lontano e ormai superato, irripetibile? Quali insegnamenti è possibile trovare da quell’evento al giorno d’oggi? E’ possibile trasmettere l’emozione e il senso di urgenza riguardo alla necessità di preservare la memoria storica e di lavorare per la pace?

“Lo Sbarco” è un film realizzato nell’ambito del progetto Gela Le Radici del Futuro, coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, con il sostegno di Eni e il patrocinio della città di Gela.

E’ possibile seguire il progetto Gela le Radici del Futuro anche su
Facebook, Instagram, YouTube.

Per info:
info@gelaleradicidelfuturo.it

 

 

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