13 ottobre 2017 - Torino: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

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Quando i capitalisti piangono

Il grande ritorno di Toni Barra, investigatore privato al servizio del Sindacato Metalmeccanici
di Jacopo Fo

Joon Libniez si era buttato dal trentaduesimo piano.
Era deceduto.
Paul White si era sparato alla testa con una pistola di grosso calibro.
Anche lui era morto.
Era prevedibile.
Lasciavano entrambi alcune centinaia di milioni di dollari di debiti.
I loro imperi si erano sbriciolati negli ultimi trenta giorni, travolti dal Grande Crack Finanziario.
Come la Grande Guerra, ma con piu' morti.
Ma almeno qualcuno pagava per i suoi peccati.
Questa era la novita' di questa crisi. Nonostante tutto il mio amore per il genere umano non riuscivo a versare lacrime per i poveri miliardari rovinati.
E’ autunno e i miliardari cadono dai grattaceli.
Pittoresco.
L’autunno dell’impero, un autunno da fantascienza. L’autunno che succedono cose impensabili.
Banche che falliscono? Enormi banche?
Questa volta non si sono limitati a fregare i poveretti, il parco buoi. Con la Parmalat e la Enron ci avevano rimesso solo i poveracci. Questa volta si sono scannati ai piani alti. Nell’Olimpo della finanza, nei salotti buoni. Hanno regolato odi antichi, questioni di corna, brevetti rubati, immobili in Kuwait, figlie che avevano perso la verginita', miniere in Sud Africa.
Avevo il sospetto che pero', anche questa volta, i super mega potenti, la' all’attico, non stessero li' a contare i feriti. Ai piani altissimi si salvano sempre. O almeno quasi sempre. Ogni cento anni ne prendono un po’ e tagliano loro la testa. Quelli non si salvano.

Comunque ero di buon umore.
E avevo continuato a sentirmi proprio bene anche quando Sacco e Vanzetti si erano presentati al bar dove stavo facendo colazione dopo aver accompagnato a scuola la piccola Engels.
Quel giorno avevo evitato di minacciare la sua maestra. Dopo l’ultima riforma mi faceva pena anche se non aveva la piu' pallida idea della storia della colonizzazione delle Americhe.
“Il capo ti vuole vedere.” Disse Sacco. Vanzetti fece di si' con la testa. Era impressionante. Probabilmente gli si era ingrassato il collo.

Quando arrivammo alla sede del Sindacato Metalmeccanici non c’era quasi nessuno. Colpa del riflusso spaventoso della voglia di militare politicamente. La pressione economica toglie il desiderio a ribellarsi.
Il Capo stava in piedi di fronte alla finestra. Guardava fuori. La giornata era assolata.
Si giro' verso di me: “Toni, hai visto come ci hanno fottuto miliardi che potevano sfamare il mondo per anni? E poi non c’hanno i soldi neanche per le pensioni. Le senti le urla la fuori? Milioni di persone che vengono lentamente sospinte verso la miseria! E qui c’ho la crisi della militanza politica. Meta' dei ragazzi sono spariti: crisi depressive, disastri familiari, gastrite, fratture ossee. E’ il linguaggio del corpo. Il potere usa la crisi economica per sfiancare le masse. Repressione economica la chiamo io!”
Poi respiro' con l’aria di uno che vuole sniffarsi tutta l’aria che e' restata in giro. “Vorrai sapere perché ti ho convocato…” Non dissi niente. Tanto era superfluo. Mi avrebbe detto comunque perché mi aveva chiamato. Senno' non mi avrebbe chiamato. Si chiama pensiero lineare. Lo so fare.
“Ho voglia di menare le mani, Toni. Ho voglia di far loro male fisicamente. Devono pagare per questo grande imbroglio che hanno messo in piedi. Hanno giocato con il nostro futuro. Ci hanno guadagnato da schifo facendo i trucchetti finanziari e poi ci stanno guadagnando ancora mentre la borsa crolla. Da te voglio una cosa semplice. Trovami i nomi dei pesci grossi. I pesci piu' grossi a livello mondiale. Tu mi dai i nomi e poi io organizzo che smettono di ridere alle nostre spalle per sempre.”
“E come fai? Usi l’aviazione?” dissi ironico.
Ma lui ando' avanti. “Esattamente. I ragazzi giu' alla fonderia, sai che gli ha preso il pallino del modellismo… Hanno costruito venti modellini di B52. Bombardieri. Aerei bombardieri. Piccoli. Sono delle macchinette lunghe tre metri. Possono trasportare una bomba di 50 chili di nitroglicerina per 3 chilometri. Telecomandati. Quando sai dov’e' il porco ci fai sopra un cratere di 50 metri per 50.”
Non gli dissi che non era legale perché tanto non mi avrebbe capito. Gia' lo sentivo rispondermi: “Legale? Perché e' legale ammazzare milioni di bambini giocando con le azioni?”

Avevo un bel cazzo di problema. Il Capo aveva sclerato e voleva scatenare lo sterminio selettivo dei malvagi tramite bombardamento aereo. Sapevo per esperienza come vano certe cose. Incominci volendo bombardare qualcuno e finisci invischiato in storie di banda armata. Meglio evitare. Ma dire di no al capo era per me problematico. Per via che avevo una nonna comunista che mi ha educato nel culto del centralismo democratico.
Io mi chiedevo se c’era il modo di evitare la mattanza.
Ovviamente l’unico modo per fermare gli intenti omicidi del Capo era trovare un altro sistema, meno illegale, di fare male ai capitalisti ingordi.
Per questo ero andato a trovare la Beba. Una ragazza che nutriva per me sentimenti di gratitudine perché l’avevo liberata da un paparazzo che la ricattava per via di un video piuttosto caldo che la ritraeva mentre compiva azioni che la mamma preferirebbe non vedere su internet.
Non gli avevo fatto male. Ero andato a trovarlo a casa della sua amante. Mi ero portato dietro Sacco e Vanzetti. Avevo chiesto a Sacco di togliersi la giacca e la camicia. A torso nudo fa impressione.
Poi avevo detto alla ragazza: “Se questo scemo importuna ancora la mia cliente muore. Se esce una sola foto della mia cliente muore. Se succede qualche cosa alla mia cliente muore. Qualunque cosa. Anche solo che la tamponano in auto. Oppure ha l’influenza. Lui muore.”
Quando minacci qualcuno e' meglio se esprimi il concetto in modo chiaro e onnicomprensivo.
Non si era piu' fatto sentire, vedere o altro. A Vanzetti un po’ era dispiaciuto.
Alla Beba chiesi: “Conosci un modo per far soffrire i grandi magnati della finanza senza fare niente di illegale?”
Lei mi sorrise: “Se gli togli i soldi soffrono moltissimo.” Lo chiedevo a lei perché di mestiere fa la consulente finanziaria ad alto livello. I ricchi li frequenta di persona. Quindi pensavo fosse informata.
“Ok, immagina di avere a disposizione 500 militanti pronti a tutto, una certa quantita' di denaro e di capacita' tecniche e volendo anche una ventina di caccia bombardieri in miniatura telecomandati. Sei in grado di pensare qualche cosa che…?”

Mi chiese un paio di giorni: Quando la richiamai mi disse che aveva trovato qualche cosa. Andai a casa sua. Aveva l’aria radiosa.
“Ho trovato la soluzione ai tuo problemi, Toni. Forse possiamo evitare un bombardamento a tappeto”.
Sperai che non mi proponesse cazzate. Avevo bisogno di una soluzione vera. Il Capo non l’avrei convinto con niente che fosse stato meno che dolorosissimo per i nemici di classe.
Beba mi verso' un the e mi disse: “Ieri sera abbiamo avuto un colpo di fortuna. Stavo cenando con Blair che come sai e' uno ben informato e mi dice…” Non approfondii come mai lei cenasse con Blair. Ho rinunciato da tempo a comprendere le basi pratiche della sua vita. “ Mi dice: Ma capisci che se questo sistema lo usassero i terroristi distruggerebbero l’occidente in sette giorni? Capisci?”
“No, non lo capisco. Forse e' meglio che mi spieghi di quale sistema stai parlando.”
“Parlo del sistema che hanno usato per gonfiare la bolla speculativa e poi farla esplodere. Tutto si basa sui future e i derivati.”
La guardai come si guarda uno yeti in primavera: sbigottito.
Lei storse il labbro. Poi si riprese: “Devi immaginare la finanza come un immenso gioco di scommesse sui cavalli. Puoi scommettere su chi arrivera' primo, oppure sulla distanza tra il secondo e il terzo. E puoi scommettere sull’insieme dei cavalli bianchi, marroni, neri, pezzati… Puoi puntare sulle azioni di una Spa, oppure prestare soldi all’Olanda, puoi investire solo sul caffe' o sull’oro, oppure su tutti i prodotti agricoli nel loro insieme. Puoi scommettere sul settore informatico o sulle aziende coreane. Quale gruppo vincera' di piu'? Quale perdera' di piu'? Ma puoi anche scommettere sui giocatori, comprare le loro scommesse, assicurare le loro perdite. Ma c’e' un aspetto di tutto questo gioco che lo rende unico e pazzesco. Puoi scommettere non solo nel presente, comprando oggi qualche cosa e aspettando che aumenti il suo valore, ma anche nel futuro! Tramite i future appunto. C’e' la possibilita' di vendere oggi un’azione che non hai. Non e' incredibile? Ti vendo una cosa che non ho, mi impegno a consegnartela tra 10 giorni… Funziona con tutto: un titolo, un’obbligazione, un derivato, qualsiasi cosa, compreso ferro e caffé.”
“Perché dovrei vendere oggi qualche cosa che non ho?”
“Per fare soldi! Perché senno'? Vendo oggi un titolo ma non lo consegno oggi, lo consegno tra 10 giorni. Ma mi viene pagato al prezzo di oggi. Lo comprano persone che sono convinte che fra dieci giorni costera' di piu'. Tu invece sei convinto che il prezzo diminuira'. Lo vendi oggi sperando di poterlo poi comprare realmente fra dieci giorni a un prezzo piu' basso. Se diminuisce guadagni tu, se aumenta guadagna chi ha comprato.”
“Mi sembra un po’ folle, ma come si puo' usare questo sistema per colpire i potenti della terra?”
“Semplicissimo. Oggi chi compra e chi vende prodotti futuri lo fa per guadagnare. E questo crea dei limiti ovvi. Ma che cosa potrebbe fare qualcuno che non vuole guadagnare ma solo fare un bel casino?”
La guardai con il vuoto negli occhi, sperando che andasse avanti.
Lei capi' che non conoscevo la risposta.
“Immagina che tu venda oggi 100 milioni di euro di azioni di un’azienda sulla quale ha puntato anche Bush. Cento milioni di azioni non sono sufficienti per influenzare le quotazioni direttamente. Ma sicuramente qualcuno se ne accorge e decide di dare un’occhiata in giro. Basta avere qualche giornalista amico, nelle pagine economiche dei quotidiani… I tuoi amici iniziano a scrivere che quell’azienda ha qualche problema contabile. Una voce che sembrerebbe infondata, ma ci sono quei 100 milioni di euro che hai scommesso che danno consistenza alla storia. Allora tu scommetti altri 100 milioni di euro vendendo azioni a 10 giorni a meta' del prezzo attuale.”
“Scusa se ti interrompo, ma qui nasce un problema, gia' era difficile trovare i primi 100 milioni di euro, ma altri 100 milioni non sapremmo proprio dove trovarli. Siamo il Sindacato metalmeccanici mica la Confindustria.”
Lei mi guardo' preoccupata, si passo' la mano sulla guancia, poi riprese a parlare: “Il bello sta proprio qui! I soldi te li procuri nello stesso modo che usano i pescecani della speculazione: te li fai prestare. Poi usi la leva finanziaria e li moltiplichi. Le grandi banche Usa scommettevano fino a 60 dollari per ogni dollaro che avevano in tasca. Ad esempio quando tu vendi un’azione che consegnerai fra dieci giorni, al momento di comprare non la paghi, dai solo un anticipo, diciamo del 10%. E puoi non depositare denaro vero ma solo garanzie, ad esempio una fidejussione garantita con una casa.”
“E se perdo la scommessa ci rimetto la casa?”
“Certo ma noi non possiamo perdere. Qui sta il colpo di genio di Blair. Gli speculatori scommettono sperando di vincere. I grandi del mondo sono sicuri di vincere perché sanno in anticipo cosa succedera'. Se stai per invadere l’Iraq, dieci minuti prima di dirlo ai giornali compri petrolio in consegna fra dieci giorni, al prezzo di oggi. Quando lo pagherai realmente costera' il 30% di piu'. Tutto guadagno per te. Ma questo rappresenta pur sempre un rischio. A volte il mercato fa le bizze e neanche i grandi del mondo riescono a prevedere tutto. Soprattutto oggi che le borse si moltiplicano. E magari ti trovi contro un cartello di cinesi, coreani e sudafricani che riesce a fregarti. Ma tutti questi problemi li ha chi vuole guadagnare. Se a te i soldi non interessano e vuoi solo distruggere, puoi giocare sul sicuro. Vendi a ribasso e intanto fai dei contro-acquisti al rialzo, alla fine non guadagni e non perdi ma sei riuscito a far impazzire il mercato. Crei fibrillazione, sospetti, congiure e contro congiure. Diventano tutti matti, tutti sospettano di tutti e tu soffi sul fuoco. Gli speculatori vedono che qualcuno sta puntando forte al ribasso sulla Spa della quale detengono azioni per centinaia di milioni e si chiedono: c’e' qualche cosa che non so? Qualcuno sta organizzando uno sgambetto? Vanno nel panico e iniziano a farsi la guerra. Magari decidono di ricapitalizzare, il titolo sale, ma cosi' si indeboliscono, oppure si spaventano e vendono e crollano i muri della diga. Se tu non ci vuoi guadagnare e vuoi solo provocargli dolore immenso puoi mettere su un castello di carta e leve finanziarie da far paura.”
“Ma loro non se ne accorgono che stai facendo solo scommesse e contro scommesse?”
“Ci sono mille modi per camuffare tutto. Puoi puntare su titoli collegati, valori collaterali, materie prime connesse. La finanza e' un tale caos che se ti muovi bene, con delle belle societa' anonime domiciliate nei paradisi fiscali, e lavori su tutte le borse del pianeta, li freghi. Certo non e' facile ma puo' funzionare. Invece bombardarli mi sembra un puro suicidio. Li ammazzi, dopo dieci minuti li sostituiscono e poi vengono a farti il culo. Nessuno puo' ammazzare una ventina degli uomini piu' ricchi del mondo con degli aerei miniaturizzati e farla franca. Sarebbe la fine del mondo. Sarebbero disposti a cancellare dalla carta geografica intere nazioni pur di eliminarti.”
Mi piaceva. Alcune parti non le avevo capite ma mi piaceva. “E come facciamo a scoprire in quali aziende i cattivi hanno messo i loro soldi?”
“Questo e' facile. Basta guardare chi in questo momento sta divorandosi le banche e le assicurazioni agonizzanti. Dietro ci sono sicuramente i signori del mercato.”
“Ma tutto questo comprare e vendere titoli di possesso futuro avra' un prezzo? Le banche non si pigliano una percentuale per l’intermediazione?”
“Si', ma si puo’ risolvere anche questo. Sicuramente il sindacato avra' buoni rapporti con qualche piccola banca popolare disposta a dare una mano…”

Il Capo volle mettere su una commissione di verifica composta da 4 commercialisti e da 4 casalinghe che facevano la spesa con 800 euro al mese e dovevano mangiarci e vestirsi in cinque. Ragazze toste. I commercialisti erano stati tutti radiati dall’albo ed erano assetati di vendetta.

Un mese dopo eravamo alle Isole Cayman in 25.
Avevamo 8 laureati in economia con degli algoritmi che facevano paura per calcolare indici di rischio, strutture di copertura e leve finanziarie verticalizzanti. Sacco e Vanzetti bivaccavano con 20 ragazzi del servizio d’ordine e 12 segretarie contabili negli uffici della Banca Popolare di Narni, praticamente l’avevamo espropriata, chiusa per ferie e precettati tutti e 5 i dipendenti. Una cinquantina di commercialisti e ragionieri erano collegati via Skype suddivisi in 3 turni di lavoro 7 giorni su 7. Avevamo una linea criptata gestita da un centro sociale di Bergamo. Rasta tecno che fumavano piu' di un incendio di conifere ma con i bit erano delle bestie feroci.
Pestammo duro per 45 giorni, giorno e notte. Poi Bush si butto' dalla finestra del cinquantaseiesimo piano di un anonimo grattacelo di Manhattan. Fu abolito il segreto bancario, interdetti i paradisi fiscali e regolamentata in modo decisamente restrittivo la possibilita' di usare le leve finanziarie e accantonamenti di garanzia.
Per i grandi speculatori del pianeta fu come per Al Capone quando venne abolito il proibizionismo sugli alcolici e lui dovette chiudere la sua rete di distillazione e vendita clandestina di whisky.
Miliardi che avrebbe potuto guadagnare e che non riusci' mai a vedere. Persi.
Restammo soddisfatti.

Tornammo a casa. Durante il viaggio di ritorno in aereo cantammo l’Internazionale e il Capo stappo' una decina di bottiglie di lambrusco che fa sua zia. Colore viola. Micidiale. In serata arrivai ad abbracciare la mia dolce Rosa e la piccola Engels. Mi dedicai a giocare con mia figlia e far l’amore con la donna della mia vita.
Per giorni e giorni.
Cose che gli speculatori finanziari non capiranno mai.
Avevamo fatto un danno epocale ai cattivi del pianeta. Storie che puoi raccontare ai nipoti. Mi meritavo un po’ di sana gioia laica e progressista.

 


Le avventure di Toni Barra, investigatore privato al servizio del sindacato Metalmeccanici.

Avevo accompagnato a scuola la piccola Engels, erano giornate dure. Avevamo perso le elezioni e la sinistra Arcobaleno era stata cancellata dal Parlamento. La maestra, proprio sulla porta della scuola elementare Martiri di Reggio Emilia mi dice: “Sua figlia si rifiuta di essere interrogata in storia.”
Guardo Engels e le chiedo: “Cos’e' questa novita'?”
Lei abbassa gli occhi a terra. Mi inginocchio davanti a lei e le faccio una carezza: “Dimmi, amore mio.” Lei sussurra: “Giulio Cesare.”
Io capisco. Guardo la maestra e le dico: “Signora professoressa, come definirebbe una persona che stermina un intero popolo, donne e bambini compresi, frequenta sadici, pedofili, stupratori e assassini dei propri figli, e forse si e' egli stesso macchiato di uno o più di questi crimini?”
“Direi che e' un criminale schifoso.”
“Bene, lei sa che Giulio Cesare nel De Bello Gallico si vanta di aver sterminato gli Eburoni nobile popolo d’oltralpe?”
La maestra strabuzza gli occhi.
“Ed e' a conoscenza che i romani si divertivano a vedere al circo esseri umani che si scannavano o erano sbranati da belve? Sa che era costume tra i patrizi scambiarsi i figli maschi a scopo di insegnamento e pedofilia? Sa che l’esercito romano non prevedeva pene per gli stupratori duranti i saccheggi delle citta' vinte? Sa che le famiglie patrizie abbandonavano gran parte delle figlie femmine per strada?”
La maestra e' ammutolita, i suoi capelli sono diventati più rossi del solito.
“Bene. Mia figlia e' pronta a essere interrogata sui crimini dell’impero romano e Giulio Cesare, uno dei più grandi farabutti della storia.”
Lei aveva la bocca spalancata. Engels la guardava con una piccola luce assassina negli occhi.
“Dica qualche cosa, signora, sennò mi costringe a venire qua con 10 professori della Statale a sbugiardarla davanti al corpo insegnante e alla scolaresca.”
La maestra si riprese con una vampata alle guance: “Ma voi avete perso le elezioni!”
Espirai.
“Si', signora, ma la storia di Roma e' restata la stessa di prima. E anche l’incazzatura dei popoli oppressi.”
Fu allora che evidentemente capi' che stava camminando sulla dinamite. Si riprese e disse:“Va bene, Engels, oggi ti interrogherò sulla lezione che ti ha preparato tuo padre.”
Guardai la maestra. Guardai mia figlia.
Ci capimmo.
Dieci minuti dopo stavo inzuppando la mia brioche santa del mattino in un ricco cappuccino e leggevo che Montezemolo aveva detto che i padroni sono più vicini agli operai del sindacato.
Minchia! A questi la sconfitta elettorale delle sinistre ha fatto l’effetto di una pera di cocaina!
Si sentono autorizzati a dire qualsiasi stronzata.
Quasi le mie letture le avessero evocate, due ombre mi oscurano il quotidiano. Alzo la faccia e mi vedo davanti Sacco e Vanzetti, vestiti di nero come due corvi con scritta in viso un’espressione minacciosa tipo: abbiamo perso le elezioni, non triturateci le palle che mordiamo.
Ma lo sapete che io per una battuta sono disposto a vendere mia madre. Cosi' li ho guardati e ho detto: “Cosa sono quelle facce? Cos’e' successo? Sembrate due il giorno dopo che Berlusconi ha vinto!”
Non riuscirono neanche a ringhiare.
Mi fecero pena.
“Ok, ho capito il Capo vuole vedermi…”
Vanzetti mormorò: “Ecco.” 

Quando arrivai alla sede del Sindacato Metalmeccanici si sentivano le urla del Capo fino in strada. Quando entrai nel suo ufficio stava sbavando. Non era una cosa bella da vedere.
“Toni?! Hai sentito quel che ha detto Montezemolo?!?!”
“Si', Capo.”
“Ma ti rendi conto. Questi vogliono provocare. Il giorno dopo questo disastro elettorale ti vengono a sfrugugliare. Non basta che siamo morti, vogliono pure pisciarci sulla tomba!”
Non resistevo a continuare a sentirlo lamentarsi come una lontra ferita: “Dimmi cosa vuoi che faccia.”
“La prima ipotesi alla quale ho pensato era di organizzare un bel gruppetto di veterani che sterminassero con i mitra un po’ di feccia capitalista. Poi però mi sono ricordato che la violenza e' inutile e pure faticosa e ho elaborato un progetto alternativo.” Tirai un sospiro di sollievo. Non avevo proprio voglia di mettermi a sparare. Sicuramente non con il mitra che e' antiquato. Al massimo avrei usato un fucile con un buon cannocchiale. Oggi ne fanno di elettronici che non puoi sbagliare, ti fanno in automatico anche il calcolo del vento e la correzione della traiettoria.
Il capo si passò la mano sul mento.
Poi riprese a parlare: “No, Toni, non torneremo sulle montagne. Ma se devo crepare sotto i berlusconiani voglio almeno sapere perche'. E voglio vedere se tu riesci a trovare la risposta a questa domanda: ha vinto Berlusconi solo perche' siamo in mano a un gruppo di coglioni oppure qualcuno si e' venduto l‘anima al diavolo e ha fatto di tutto per perdere?” Poi il suo sguardo si perse lontano. E vidi come una fitta di dolore passargli sul viso. Poi aggiunse: “Ma ti rendi conto: Fini vice premier! Ringrazio Dio che mio padre sia gia' morto perche' per lui sarebbe stato un dolore troppo grande.”

Mentre me ne andavo riflettevo per l’ennesima volta che quando c’e' da fare sesso con le ragazze dei call center a me non mi chiamano mai.
Io mi becco solo incarichi rognosi.

Mia nonna diceva: c’e' sempre qualcuno che sa come sono andate le cose e due volte su tre e' una donna.
Quindi mi misi a cercare una donna che potesse sapere.

“Ma cosa vuoi sapere?” Mi chiese la Luisa con quel suo tono perentorio.
La Luisa e' una donna decisa. Una volta, quando lavorava in fabbrica un capetto le mise una mano sul posteriore senza autorizzazione. Lei gliela ruppe con una chiave inglese.
“A me sembra tutto chiaro. Destra, sinistra, e' tutto un inciucio. E sai perche'?” Non aspettò che rispondessi. “Siamo stati invasi da una forma batterica spongiforme con spiccate capacita' camaleontiche. Sono dei batteri-rettil-trasformisti. Non hanno incontrato resistenza. Hanno preso forme umanoidi extramimetiche e hanno sostituito la classe politica del pianeta.”

Se fosse stata un’altra avrei pensato che si fosse strabevuta il cervello. Ma trattandosi di Luisa era impossibile. Mi fidavo di lei. Le avevo dato una mano quando il comune non voleva rilasciarle le licenze per il suo agriturismo etico sensoriale.
Andammo dall’ingegnere capo del comune con un gruppo di tagliaboschi romagnoli. Lo trascinammo in cortile e li' lo interrogammo davanti al popolo. Una cosa maoista. Argomento: il teorema di Pitagora. I boscaioli lo interrogarono per 4 ore facendogli domande che neanche loro capivano. L’italiano medio ha un gap tremendo nella formazione scientifica primaria.
Alla fine l’ingegnere ammise che aveva barato all’esame di Geometria Euclidea. In cambio del silenzio del movimento operaio e contadino ottenemmo la licenza per Luisa.
Insomma, e' chiaro che se può mi aiuta e non mi viene a raccontare balle.
Cosi' il mio problema e': piano A, come fare a eliminare un’invasione di sottocreature microscopiche sterminandole fino all’ultima monocellula. Piano B: convincere una razza aliena batterico-trasformista a piantarla di approvare leggi che propugnano guerra, violenza, monopolio televisivo.
L’ideale sarebbe stato sterminare i batteri. Sterminare, in linea di massima e' sempre la soluzione migliore con le forme di vita sconosciute.
Ma non sapevo neanche da dove iniziare.
Mi chiesi che cosa avrebbe fatto mia nonna in un frangente del genere. Sicuramente avrebbe avuto una visione mistica, la mia bisnonna le sarebbe apparsa e le avrebbe detto cosa fare.
Questo ovviamente nel caso non ci fosse stato in giro un reparto della Brigata Garibaldi. In quel caso l’approccio sarebbe stato più drastico.
Comunque presi il mio cellulare e telefonai ad Anita Rusheng. Una ragazza tutta miele che e' cugina da parte di madre con la Levi Montalcini. E’ la persona più simile a uno scienziato che io conosca.
La vado a trovare nel suo studio di fioraia alla moda, le racconto tutto e poi le chiedo: “Che ne pensi?”
Lei mi guarda, da' un tiro a una canna spaventosa (fuma da sola, io ho fumato l’ultima volta nel 1985 e ho visto Garibaldi attaccare la Statale alla testa di 600 samurai in armatura rosa e verde. Uno spettacolo).
Lei butta fuori il fumo. Tipo 86 secondi di emissione polmonare. Potente.
Mi guarda. Ho un brivido. E’ bellissima.
Apre bocca. Parla: “Potrebbe anche essere. Io ho un’amica che parla con un vecchio budino che ospita nel suo frigo. Tiene sempre il frigo un po’ aperto perche' lui vuole la luce.”
“Tu cosa faresti per distruggerli.”
“Perche' distruggerli? In fondo non mi sembra che siano poi cosi' peggiori dei politici che hanno sostituito. Se li sterminiamo potremmo trovarci con qualche cosa di peggio.”
“Ma come? Ti dimentichi il valore dell’indipendenza umana? Siamo governati dai batteri! Non e' onorevole.”
“Smetti di essere schematico e razzista. I batteri sono solo diversi. Non puoi prendertela con loro solo perche' sono extracomunitari.”
“Ma straparli! Questi non sono extracomunitari, sono extragalattici. E’ diverso!”
“Voi maschi pensate solo a classificare. Tette, culi, fighe. Pensa in modo elastico. Sono diversi e allora?... Comunque se proprio sei preoccupato una cosa la potremmo fare.”
Mi teneva sulle spine…“Cosa?”
“Beh, potremo renderli meno alieni. Contaminarli.”

Impiegò due ore a spiegarmi tutto il ragionamento. Poi me lo feci rispiegare. Era un’idea pazzesca ma poteva funzionare.

Per iniziare avevamo bisogno di una goccia di sperma batterico. Risolvemmo i problema tramite Bice, un’amica di Anita che conosceva Olga, la ragazza allegra dei vip. Aveva una collezione di gocce di sperma di politici. Diceva che era la sua pensione.
Con la goccia piena di batteri extraterrestri ci recammo al tempio di Kalaharm, in Nepal. Uno degli ultimi templi dedicati alla Dea ancora serviti da un folto gruppo di devoti. La' chiedemmo a Jaom, detto la Luce, se per favore poteva accoppiarsi con Shadon, detta la Notte, la più grande Jogy tantrica dell’Universo, il tutto tenendo in mano la provetta batterica e contaminandola con fluidi corporei e vibrazioni d’amore cosmico. Loro acconsentirono in cambio di 20 casse di birra scura, tutti i dischi di Vecchioni e un cellulare Nokia.
Ottenuto il liquido batterico ristrutturato in senso amorevole lo affidammo a Olga perche' lo usasse per contaminare tutte le entita' batteriche che si erano sostituite ai politici e che comunque continuavano a frequentarla per chissa' quali immondi motivi. La contaminazione positiva si diffuse ben presto a entrambi i rami del Parlamento. Ungerne uno per contaminarne cento. 
Due settimane dopo Silvio Berlusconi donò Rete4 ai missionari Comboniani e pretese che 4 frequenze televisive nazionali fossero finalmente consegnate a Europa7. Poi si iscrisse a Rifondazione Comunista.
Forse avevamo esagerato con la dose e aveva grippato.

Quella sera, tornato a casa mi sedetti in poltrona e mi godetti, una volta tanto, il telegiornale. Emilio Fede piangeva.
Poi misi a letto la piccola Engels. Le raccontai la storia della classe operaia che frega gli invasori alieni facendo intervenire i super monaci nepalesi.
Poi, nella notte, proposi a Rosa, la donna della mia vita, di sperimentare qualche posizione tantrica.
Facemmo l’amore con estrema lentezza, guardandoci negli occhi, fino all’alba.

Il sole sorgeva sulla citta' e anche la lieve foschia causata dai motori e dalle caldaie alimentati a combustibili fossili sembrava bellissima.

Jacopo Fo


22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto - Indice

22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fattoQuesto e’ il titolo di un libro uscito nel 2002 che ho firmato insieme a Franca e Dario.
Evidentemente la Banda del Collasso non ha avuto tempo di dargli un’occhiata.
Buona lettura

1) Ripartire dalla gente

2) Sviluppare la cultura alternativa

3) Sviluppare l’economia della cooperazione e della solidarieta’ come alternativa concreta al capitalismo della speculazione

4) Utilizzare nuove forme di lotta. Voti ogni volta che fai la spesa

5) Opporsi alla corruzione attraverso il controllo popolare

6) Opporsi alla corruzione attraverso l’unificazione dei percorsi burocratici

7) Opporsi alla corruzione attraverso l’eliminazione dei regolamenti inutili e la loro sostituzione con il buon senso

8) Lotta per la legalita’  e sostegno allo sviluppo economico, attraverso la razionalizzazione delle leggi sulla truffa, il raggiro, i fallimenti, i debiti non pagati, la disonesta’ commerciale, i danni morali e materiali, la responsabilita’ professionale. Lotta all’illegalita’ attraverso il potenziamento e lo snellimento dei tribunali penali e civili

9) Lotta all’illegalita’ attraverso iniziative internazionali che portino all’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali

10) Lotta contro lo spreco energetico e l’inquinamento attraverso il sostegno diretto alle nuove tecnologie ecocompatibili

11) Rilancio della cooperazione e della piccolissima impresa. Puntare sulle capacita’ individuali per costruire un’economia solidale

12) Formazione permanente e sviluppo delle potenzialità umane. Centralità del metodo didattico dell'asilo Diana di Reggio Emilia. Riforma della didattica scolastica in questa direzione

13) Sviluppo della rete di comunicazione indipendente

14) Razionalizzazione del sistema sanitario

15) Rinuncia alla guerra come strumento per dirimere i contrasti

16) Abolizione del sistema di finanziamento diretto alle imprese e sua sostituzione con investimenti sulle infrastrutture

17) Lotta allo spreco e razionalizzazione della spesa pubblica

18) Riconoscere la globalità dell'individuo

19) Scegliere la cultura dell'ironia e del ridere

20) Abbandonare le strutture organizzative piramidali e scegliere la rete

21) Immaginare la società del futuro

22) Imparare a sognare

 


La volta che dovemmo costruire 2000 bio-digeritori in un mese.

Italia, 1 ottobre 2009: le avventure del futuro di Toni Barra, investigatore privato per conto del Sindacato Metalmeccanici.

UN GRANDE RITORNO!!!

Investigatore privato un cazzo!
Mi hanno messo alla squadra 22: biodigeritori. E qui non c'e' un cazzo da investigare. Solo turni di lavoro massacranti.
Quando il Capo del Sindacato mi ha fatto chiamare da quelle due presse semoventi di Sacco e Vanzetti, provai a dirglielo che non sono adatto ai lavori manuali.
Ma lui mi aveva risposto con quel tono da insurrezione comunista: "Toni, ci sono momenti che un MILITANTE non deve stare li' a discutere. Siamo circondati, abbiamo i carri in cerchio e gli indiani sono numerosi come le gocce di pioggia. Prendi il tuo fucile e resta al tuo posto fino alla morte. E non rompermi i coglioni."
Suono' il telefono e non riuscii a ribattere che la storia dei carri in cerchio e degli indiani era una stronzata per via che i sindacati operai, tradizionalmente, si identificano con gli Apaches e non con i cow boy orrendi colonialisti.
Ero sicuro che si sarebbe incazzato.
Invece lui rispose al telefono. E comunque dopo pochi secondi era incazzato come un impiegato pubblico scansafatiche che scopre che gli hanno rotto tutte le punte delle matite e che gli tocca ritemperarle.
Urlava: "Ma che mischia dici? Ma ragioni? Ma come facciamo a occuparci adesso della diga sul Brenta? Ma che cazzo c'entra che e' giusto? Ma li leggi i giornali? La Libia e la Russia ci hanno ridotto del 30% le forniture di metano, i figli degli operai avranno freddo! Lo capisci?"
Lo sapevano tutti che il Capo era disposto a uccidere per i figli degli operai. Chi parlava dall'altro capo della linea telefonica dovette capire che non era il caso di insistere...
Il Capo mise giu'. Ma roteava ancora gli occhi. Solo un po' ma era sufficiente a dargli l'aria da pazzo: "Tu non sai a che pressioni sono sottoposto! Tutti vogliono fare tutto contemporaneamente e subito. Nel Movimento Operaio Italiano non si e' ancora fatta strada l'idea che tocca fare una cosa per volta e farla bene. Mi sembra di essere tornato a quando stavamo per chiudere il primo contratto fotovoltaico. I compagni di Bari mi telefonavano tutti i giorni. E noi qui in trincea a sudare... Poi pero' quando abbiamo presentato l'offerta definitiva gli ha fatto piacere che siamo andati con i piedi di piombo e abbiamo portato a casa un accordo a quel livello. Bisogna puntare sull'obiettivo, Toni. Non mi importa se tutti scalpitano. Andiamo dritti sull'obiettivo che e' a portata di mano, vinciamo e poi ci occupiamo dell'obiettivo successivo!"
Mi sembrava mia nonna quando mi spiegava che prima o poi avremmo attaccato il Parlamento alla baionetta e non avremmo fatto prigionieri.
A quel punto non avevo piu' il coraggio di dirgli che a 52 anni non me la sentivo di lavorare di cazzuola a 4 metri d'altezza.
Mi deportarono insieme ad altri 60 impiegati di concetto del Sindacato in un paesino vicino a Pordenone. Dovevamo costruire due silos che le squadre locali avrebbero riempito di immondizia organica, cacca di bue e sfalci. Un sistema di serpentine avrebbe scaldato quella robaccia, miliardi di miliardi di batteri sarebbero nati da qualche grossa merda e si sarebbero mangiati tutta quella brodaglia schifosa con grande sollazzo e per mostrare di aver gradito veramente avrebbero scoreggiato come tromboni preziosissimo gas che sarebbe stato raccolto in cima al silos, depurato e poi compresso dentro graziose autocisterne rosse che lo avrebbero distribuito a prezzi ribassati a migliaia di famiglie dei dintorni.
Il piano era chiaro e strutturalmente semplice. Ma avete mai provato a tirar su un muro con due contabili e una telefonista?
Il primo giorno dopo quattro ore di lavoro, erano sull'orlo dello svenimento con le mani piene di vesciche.
Decisi che si meritavano una sosta. Mi servivano vivi. Distribuii fettine di cipolla cruda da tenere sulle vesciche per farle rimarginare. Cosi' si fa subito il callo. Miracolose. L'avevo imparato quando facevo lo zappatore in un periodo border line della mia vita.
Dopo 10 giorni avevamo costruito il mostro, i miei contabili erano diventati dei Rambo con il ventre tonico e piatto e le ragazze avevano dei pettorali da paura.
Poi il Capo mi mando' a chiamare.
Mentre i soliti Sacco e Vanzetti mi trasportavano su una Skoda blindata che era appartenuta al capo del Sindacato Metalmeccanici della repubblica socialista di Germania, mi venne da fare una battuta: "Ma vi siete accorti che vi chiamate Sacco e Vanzetti come i due che sono stati condannati a morte negli Usa?"
"Certo." Disse Sacco. Vanzetti generalmente fa il muto.
Io sorrisi: "E non lo trovate buffo?"
Sacco si schiari' la voce: "Siamo orgogliosi di portare il cognome di due martiri del progresso."
Decisi di fermarmi prima che estraesse la pistola. Era uno dei pochi al mondo a portarsi in giro una Krakulova 660. Una bestia che e' piu' grossa perfino della Desert Igol israeliana. Praticamente non e' una pistola ma un cannone da passeggio.
Comunque il capo era molto soddisfatto. Eravamo stati i piu' veloci a costruire i silos bio digeritori. Decise quindi di promuovermi: avrei formato 100 capi squadra ogni dieci giorni. Ne voleva 300 entro il 15 novembre.
Fu cosi' che nacque il Centro di Formazione Rivoluzionaria Nuguyen Van Troi. Che per inciso Nuguyen e' l'eroe della mia infanzia. Un vietnamita che cerco' di far saltare in aria Mc Namara e poi fu fucilato. Ma non fece mai i nomi dei suoi compagni. Il che non fu impresa facile.
Occupammo il centro Vacanze Estive Giovani Pionieri, sopra Forli' e li', alimentati da quantita' sterminate di piadine con lo squaquerone (il cibo degli dei socialisti), iniziammo a costruire l'Universita' Ribelle, quella che divento' poi il fulcro operativo della Rivoluzione dei Costruttori di Silos.
Quando dodicimila giovani iniziarono a costruire duecento bio digestori contemporaneamente la Casta dei politici che fino ad allora aveva vessato l'Italia, inizio' a tremare.
Poi decidemmo di fare il gas con la cacca delle fogne di Milano che buttava ancora tutto nel Po.

E' dalla merda che nascono i fiori.

Quella sera tornai a casa dal mio amore. Mi era mancata da morire. Rosa... la donna della mia vita. E la piccola Engels... Il fiore piu' profumato che abbia mai toccato i fili d'erba del pianeta.
Per farla addormentare le raccontai di quando la nonna aveva assaltato una caserma della Gestapo per liberare nonno Enrico. Si addormento' prima che arrivassi al punto in cui la nonna fa saltare con la dinamite il portone d'ingresso  protetta da un orso con il giubbotto antiproiettile.
Mentre dormiva sorrideva.
Un angelo!
Poi andai da Rosa.
Mi misi davanti a lei.
E dissi: "Vorrei trombarti. Vorrei trombarti talmente che domani dovranno rivedere sul vocabolario la definizione del termine FARE SESSO IN MANIERA SELVAGGIA."
Lei mi guardo'. Sorrise e mormoro' sorridendo: "Vieni qui cucciolone!"
Adoro la vita.
Soprattutto quando la rivoluzione vince.

Jacopo Fo

Post Scriptum
Dalle parole ai fatti: Partecipa alla costruzione dell'Universita' Ribelle: http://www.jacopofo.com/alcatrazlab


Le ragazze di Giove sono esagerate

Il diario di Boemio Lanzacurte
(Sesta puntata)

Le ragazze di Giove sono procaci.
Modestamente per me il sesso e' la cosa migliore. Niente mi interessa uguale.
Sara' per questo che quando da Giove hanno mandato una spedizione di zoologhe sono venute subito da me.
Sono entrate in casa passando dalla parete grazie al teletrasporto. Le ragazze di Giove sono tutte bellissime perche' hanno scoperto come pensare i figli per farli nascere al meglio.
Io dormivo e mi sono svegliato. Loro volevano misurarmi subito tutto. Io ho fatto il timido.
E' una cosa che alle donne di Giove piace e io l'avevo capito subito.
Poi c'e' stata tutta un'escalation.
Le ragazze di Giove hanno un sistema sessuale all'avanguardia, le piccole labbra sono prensili e hanno due passere. Quando una si surriscalda si chiude e se ne apre un'altra. Quando succede fanno una musichetta deliziosa che piace molto ai ragazzi di Quarto Oggiaro.

La regina di Giove, Shasha, ha voluto conoscermi quando ha saputo che avevo il sapore del Kokolix, un frutto preziosissimo che costa al chilo l'equivalente di un milione di euro.
Cosi' e' venuta a trovarmi nel mio monolocale con le sue venti ancelle che anche loro erano curiose. Stavamo un po' stretti e io ero imbarazzato perche' non mi ero lavato le ascelle. Poi ho intuito come stavano le cose.
Quando ho fatto l'imitazione del fenicottero sbattendo le braccia hanno perso la testa e si sono strappate i vestiti di dosso. Allora mi sono spogliato anch'io.
Quando hanno visto come ero messo si sono inginocchiate. Alcune piangevano.

Natasha ha i seni di un tipo particolare. Non saprei descriverli. Sfuggono a ogni catalogazione. Quando gli uomini ci mettono le mani sopra si sentono buoni e si ricordano di quando da piccoli mangiavano la frutta caramellata che si vendeva sulla spiaggia infilata nei bastoncini. Poi non so perche' il primo governo Berlusconi l'ha vietata. Prodi aveva promesso di legalizzarla di nuovo ma c'e' stato un complotto di corte.
Comunque lei aveva un piano ben preciso. Dal 1994 al 2002 ando' a letto con i 200 migliori pittori europei. Nessuno riusciva a resisterle. Neanche i gay. Le bastava togliersi il reggiseno e far dondolare un po' quelle sfere antigravitazionali, i pittori iniziavano a sudare. Si fece anche parecchi che erano solo delle giovani promesse.
Poi i maschi, dopo aver assaggiato le sue rotondita' panoramiche desideravano dipingerla in un quadro come uno che vaga da una settimana nel deserto desidera l'acqua. Sedusse anche il vecchio Sansini, un naïf di Locarno che si era scordato cosa fosse la passera e molte altre cose meno importanti. Quando gli si risveglio' la bestia si prese uno spavento. Non se l'aspettava. E Natasha non si era ancora tolta il reggiseno.
Dopo aver martoriato il vicinato con le sue urla erotiche durante i successivi 6 orgasmi, il vecchio Sansini si mise a dipingere come un ossesso un trittico di 4 metri per 12 nel quale Natasha appariva nuda in 22 posizione diverse, nessuna delle quali sarebbe stata pubblicata da Famiglia Cristiana. Neanche se facevano Papa un nero. Sansini spiro' subito dopo aver completato l'opera.
Il 7 aprile 2004, a Berlino fu inaugurata una mostra di 175 pittori contemporanei scelta da una giuria di pederasti che tiravano cocaina e controllavano le maggiori universita' europee.
Alcuni giornalisti notarono che 138 artisti avevano inviato un quadro dove era ritratta la stessa donna.
Natasha era riuscita a realizzare il suo grande sogno.
E aveva anche influenzato la cultura europea tra il ventesimo e il ventunesimo secolo. Chissa' cosa sarebbe riuscita a fare se avesse avuto tre tette!
La morale di questa storia e' che puoi fare tutto se hai delle gran tette e molta costanza.

P.S.: Quando Berlusconi seppe della mostra dedicata alle tette di Natasha fu invidioso.
Prese il suo jet privato e ando' a Berlino per incontrarla. Le propose di diventare leader di Forza Italia o in alternativa dirigere il Tg4. L'attuale direttore l'avrebbe strozzato lui personalmente per potersi dare un'aria di superiorita' con Dell'Utri.
Natasha gli chiese: "Sai dipingere?"
Lui rispose: "No, ma posso imparare."
"Torna quando sei capace di rifarmi la Cappella Sistina bendato."
Per questo Berlusconi ultimamente ha sempre le mani sporche di colore.
Quando vuole, Natasha sa essere una stronza.

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Colpire al cuore il capitalismo e' impossibile. E' senza cuore. Meglio tagliar corto e dargli un calcio nei coglioni.

Il diario di Boemio Lanzacurte

Sono stato a un convegno dell'Associazione Industriali che Toccano la Segretaria. Una sala che ci saranno stati dentro almeno 500 uomini, il piu' bello era come De Gregorio, quello che e' passato da Prodi a Berlusconi e che ha presentato un disegno di legge per poter votare al Senato in base al peso specifico. La Montalcini e Andreotti mezzo voto, De Gregorio tre voti.
Devo dire che non hanno fatto discorsi molto profondi. Uno diceva "Viva la figa!" E tutti ridevano. Sono andati avanti cosi' per 4 ore. In compenso si sono mangiati il prodotto interno lordo del Bangladesh.
Ognuno aveva con se' la sua segretaria e ogni tanto la toccava per farsi vedere.
Toccavano anche le cameriere. Poi hanno cominciato a ballare il Tuca-Tuca.
Per rifarmi gli occhi me ne sono andato al cinema a vedere un film dell'orrore.

Devo dire che non tutti i funzionari pubblici che rilasciano certificati e permessi sono degli stronzi corrotti.
Anzi, ne ho conosciuta una che era simpatica. Aveva dei mitici seni a banana che sfidavano tutte le leggi gravitazionali (e vincevano!) e un sedere che una nera se lo sogna.
Di giorno lavorava alla Asl al settore supervisione ristorazione collettiva e non aveva mai chiesto una tangente. Una brava ragazza. Ovviamente quel lavoro era solo una copertura. Di notte si prostituiva sui viali. Come hobby faceva collezione di malattie veneree.

Un noto uomo politico riceve una telefonata di uno che gli dice: "Ma lo sai che ad Acerra c'e' piu' diossina che a Seveso quando l'hanno evacuata?"
Il noto uomo politico cambia discorso e chiede il cellulare di una ballerina di Domenica In.
Queste sono le intercettazioni telefoniche che i giornali non pubblicano mai.
Poi si lamentano perche' per hobby seduco le mogli dei direttori dei giornali e dei telegiornali che poi quando i mariti tornano a casa si sentono dire dalle loro mogli che hanno incontrato un uomo vero e vogliono il divorzio.
D'altra parte qualcuno li deve punire.

Quando la Borsa crolla compro il Sole24 ore e mi leggo quanto ha perso ogni azione. Il mio medico me lo ha consigliato perche' rafforza il sistema immunitario.
Poi vado da mio cognato e gli chiedo quanto ha perso. Se non risponde e sento solo che digrigna i denti mi diverto di piu'.

Ogni lunedi', se non piove vado al mare.
Spesso anche il martedi'. Quando sono sulla spiaggia trovo una scusa per telefonare a mio cognato di Forza Italia che lavora in banca e gli dico che sono al mare.
Lui ci resta sempre male come fosse la prima volta.  

Il vero Signore di Ankor era Jumblat, detto il Sanguinario.
Egli viveva ad Ararat, in Sumeria, nascosto presso un allevatore che lo trattava come un figlio.
Jumblat era un giovane forte e coraggioso.
Ma si doveva nascondere a causa degli emissari di Ziwae' che lo cercavano per ucciderlo.
L'allevatore che nascondeva Jumblat si chiamava Batim ed era uno Zelota. Era famoso per l'abilita' con la quale scagliava pietre usando la fionda.
Batim aveva un fratello e questi aveva una figlia, Jamir di 22 anni che tutti giudicavano la piu' bella di quella regione boscosa.
Jamir si invaghi' di Jumblat quando aveva 17 anni e non aveva mai conosciuto una donna.
Non so neppure io come faccio a sapere tutte queste cose su Ankor. Ma magari queste informazioni potrebbero salvarti la vita. In caso cio' non succeda i danni collaterali derivanti dalla conoscenza di queste informazioni dovrebbero essere minimi.

Il mondo e' sull'orlo del baratro e il risparmio enegetico e' essenziale. Io l'ho detto prima di Prodi e di Fassino. Quantomeno dovrebbero ammetterlo.
Se conosci uno dei due diglielo. Buttala li' come fosse niente: "Ho saputo che sull'ecologia ti sei fatto fregare sul tempo da Boemio Lanzacurte."
Vedrai che fa finta di niente ma dentro soffre.