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Tutti i libri di Jacopo Fo pubblicati sul blog. Versioni integrali!

ORRORE!!! HAN CHIUSO IL LIMBO MA SI SONO DIMENTICATI I BAMBINI DENTRO!

(E poi il Papa si permette di dare dei terroristi agli altri!)

Per anni ho scritto cercando di praticare il buon senso e la conseguenzialità dei ragionamenti.
Ma ora quando incontro una gallina mi rendo conto che mi guarda con aria di sufficienza. Stiamo facendo una serie di brutte figure imperdonabili di fronte alla flora e alla fauna. Perfino i batteri sono disgustati.
Quindi io, in quanto Jacopo Fo, butto la spugna perché ho scoperto di avere un’identità che non è più al passo con i tempi.
Da oggi in poi ve la vedete con Boezio Lanzacurte che è il mio avatar più fetente.

BOEMIO LANZACURTE.
Cronache di un mondo con gravi problemi di colite.

Quelli che fumano le canne sono degli smidollati. In Italia sono almeno 5 milioni, non fanno niente di male, e si lasciano mettere in galera per uno spinello. Non si rendono conto che così danno ragione a chi sostiene che la marijuana rincoglionisce.
Avete idea del casino che veniva fuori se vietavano il lardo di Colonnata?

I giornalisti italiani hanno dei problemi emotivi gravi per via che da piccoli la mamma li minacciava di frustarli col braccio della ruspa se si toccavano.
Quando la polizia sequestra una bottiglia Molotow scrivono sempre che dentro c’erano i chiodi per via che sono simboli fallici e loro devono sublimare. Glielo ha detto lo psicanalista che si prende il 30% del loro salario. Per questo si lasciano corrompere e scrivono quel che vuoi basta che paghi.
Non hanno capito che mettere i chiodi in una Molotow è da idioti perché non si tratta di una bomba ma di un ordigno incendiario. Non scoppia, quindi i chiodi che ce li metti a fare? Restano lì a bruciare per terra e tu ci fai la figura del pirla.
Sarebbe un’occasione per dimostrare che l’informazione italiana è un'orda barbarica che ha dato via il cervello.
Solo che è troppo tardi. Ormai tutti quelli che costruiscono una Molotov ci mettono dentro dei chiodi perché la televisione ha detto che si fa così.

Sarkosy ha vinto in Francia. Questo dimostra che non solo noi italiani siamo un po’ pirla.
Berlusconi ha detto che questa è una dura sconfitta per Prodi. Secondo me 5 donne per volta per uno di 70 anni sono troppe, gli hanno dato alla testa.

Propongo un nuovo esame universitario per la facoltà di lettere e filosofia: il ragionamento carpiato.
Potranno insegnare ragionamento carpiato solo i professori che dimostrano di aver ottenuto la cattedra grazie alla loro iscrizione alla massoneria. In alternativa devono presentare le analisi del Dna che dimostrano che sono figli o generi di rettori o di presidi di facoltà.
Esempi di ragionamento carpiato: sono stato ministro dell’Interno e non ho debellato la piaga della prostituzione extracomunitaria, delle rapine in villa e della violenza negli stadi. Ora che da un anno sono all’opposizione posso dire che è colpa del nuovo ministro degli interni se la criminalità impazza. Se ero io al suo posto certe cose non succedevano.

Se la mia fidanzata si spoglia in un locale notturno di Brindisi e sbatte i seni in faccia a un turista giapponese causandogli un colpo di frusta alla cervicale la colpa è di D’Alema che non ha vietato l’ingresso in Italia agli extracomunitari, impiegando la forza bruta.

Se Putin quando dirigeva il Kgb era un criminale, assassino, ladro che faceva picchiare i dimostranti ora che il Kgb non c’è più Putin è un sincero democratico, timorato di Dio che ha veramente a cuore la democrazia e la libertà di stampa dei giornalisti morti.
I dimostranti ovviamente si sono fatti male da soli per danneggiare Canale5.

Se Bruno Vespa ha un neo e io ho un neo e sono nudista, è chiaro che l’ho rubato a Bruno Vespa. (In queto caso sono affetto da una sindrome che si chiama “invidia del pene”.)

Proverbi
Siamo tutti negri, chi più chi meno.

Scusate, non ci capisco più un cazzo: il Limbo lo hanno abolito. Ma il Purgatorio c’è ancora?

Chi ha infilato le mani sotto la gonna di Miss Rivoluzione Comunista 2007?

Nova ola.
(Nuova onda)
Il grande ritorno di Toni Barra, ex investigatore privato per conto del
Sindacato Metalmeccanici.

Dove si parla di arbitri perduti a causa di donne con fessure talmente
sottili che ci passa solo la tesserina del bancomat, vallettopoli,
tangentopoli, stupidopoli, pompinopoli, e uomini con sogni decapitati da
un cassetto e donne con l'anima limpida come il vento dell'Est.
Di nuovo quel fottuto vento ribelle che incendia le caviglie del desiderio.
Dopo anni passati in un buco fetido della storia possiamo uscire alla luce
di questo sole schizofrenico. Il mondo e' al collasso e gli inutili servi
della minestrina mediatica iniziano a tremare nelle saune.
Insorgi!
Questo e' il momento!

"Fottuto ciarpame ribelle!"
Stavo smadonnando sulle bassezze del mondo e i limiti umani dei
rivoluzionari, accasciato tra gli scatoloni in uno sgabuzzino dentro una
casa occupata da marocchini, senegalesi e babilonesi.
Era il meglio che avevo trovato per dormire dopo che la donna della mia
vita mi aveva cacciato di casa privandomi della gioia dei suoi abbracci e
dei sorrisi della piccola Engels, che ancora non sapeva nulla del
materialismo dialettico delle crisi coniugali.
Sentii una voce che mi chiamava. Una voce di donna. Decisi di far finta
di essere morto. Ma la ragazza doveva aver mangiato a colazione pane e
determinazione e alla fine una sua mano scivolo' nella stanza tastando il
muro alla ricerca di un interruttore.
Lo trovo'. La luce mi feri' gli occhi.
Guardai la donna. Era Lulu' La Fitte.
Ci avevo lavorato insieme quando indagavo sulla putredine del pianeta
per conto del Sindacato Metalmeccanici.
Mi guardo': "Cavolo, Toni, sei proprio un maestro nei travestimenti!
Sembri davvero un barbone all'ultimo stadio che se la fa addosso quando
vuole mettere un po' di pepe alla sua esistenza."
Sarcastica.
Tipica tecnica della provocazione, manuale del Buon Samaritano
Metropolitano, pagina 284. Conoscevo tutti i libri ma ormai dubitavo ci
fosse scritto qualche cosa.
Visto che non rispondevo lei chiese: "Ci sei o devo chiamare
l'ambulanza?"
Dovetti rispondere, era capace di chiamarla davvero. Miracoli della
telefonia mobile. Non fai tempo a pensare una stronzata che l'hai gia'
detta a qualcuno.
"Presente!"
"Ah, mi hai fatto spaventare… Vedo che sei veramente in crisi."
"Diagnosi esatta." (Laconico)
"Beh, mi dispiace romperti le scatole ma mi sa che devi farti una doccia
da qualche parte, il Capo ti vuole."
Il Capo. Quello con la maiuscola. Il Capo del Sindacato
Metalmeccanici…
"E' ancora vivo?"
"Non lo so. Ha la faccia verde e gli esce della schiuma dalla bocca.
Comunque sono sicura che e' incazzato."
La descrizione calzante mi strappo' un sorriso. Strinsi i denti. Non mi
andava di avere emozioni.
"Dai, Toni, rassegnati, il Capo ha mobilitato la truppa d'elite per scovarti.
Mani callose ti cercano in tutti i bidoni della spazzatura della
megalopoli."
La faccia larga e bovina di Sacco e Vanzetti mi apparve nel cervello.
Avevo sentito dire che erano stati arrestati dopo che avevano sfasciato la
villa al mare di un alto dirigente delle Coop. Quella storia delle
cooperative che si comprano una banca di stronzi non l'avevano digerita.
Pensai che Lulu' non me la sarei cavata dai maroni neanche a spararle. E
peraltro non avevo con me la pistola. E non potevo picchiarla perche'
sono un galantuomo.
Quindi tirai su l'anima dal pavimento e mi alzai.

Il Capo non stava piu' nella sede del Sindacato. Gente con i boxer di seta
damascata gli aveva fatto le scarpe.
Lui si era trovato in mezzo a una strada ma non si era arreso: uomini di
quella pasta non riescono a mollare il colpo. Non capiscono il concetto.
Hanno una molla dentro, rimbalzano. L'unico modo di fermarli e' con
una pistola: gliela devi scaricare addosso badando ad avere buona mira.
Oppure gli rovesci addosso venti tonnellate di acciaio fuso. Ma bada che
sia ben caldo.

Lo trovai in uno scantinato tirato a lucido con le vernici ecologiche.
Aveva messo su un'agenzia di servizi per i Gruppi d'Acquisto. Si
occupavano di evitare truffe ai consumatori consociati. Un altro modo per
fare i sindacalisti. Pensavo che fosse una copertura per una setta che
faceva fuori gli arbitri corrotti. Il Capo era bianconero fin da quando
faceva la piccola Guardia Rossa ai cortei di Servire il Popolo. Mi
aspettavo da un momento all'altro che Moggi fosse ritrovato stirato come
una camicia sotto una pressa della fonderia.
"Toni", mi disse dimenticandosi cosa siano i convenevoli, "abbiamo un
cretino che vuole fotterci l'opzione su 20 megawatt di pannelli. Vorrei
che tu scoprissi che scheletri ha in tasca e gli spiegassi che la vita e' come
la scala di un porcaio."
"Capo, gli scheletri si tengono nell'armadio e sono i pollai che hanno
scale corte e coperte di merda."
Mi guardo' come se mi vedesse per la prima volta: "Bene, vedo che mi
sono spiegato."
Decisi di non farlo incazzare.
Gli avevano tirato tanti calci nelle palle che avrebbero demotivato un
rinoceronte con un peperoncino nel culo e lui era ancora li' a interpretare
la parte dell'ultimo dei Moicani. Adoro certi uomini.
"Una sola domanda: checcazzo te ne fai di 20 megawatt di pannelli
solari?"
"Loro fanno la guerra per il petrolio. Noi non consumiamo piu' petrolio.
Fine della guerra. In piu' facciamo concludere un affare ai lavoratori che
diventano produttori di energia elettrica."
Non faceva una piega.

Il mio bersaglio era un certo Edoardo Ferretti, nato a Busto Arsizio, il che
generalmente e' un handicap. Lui aveva reagito alle crudelta' del karma
diventando uno stronzo professionista. Mi chiesi come uno con un
curriculum cosi' puzzolente poteva essere riuscito a turlupinare il Capo.
Evidentemente c'era stata una crisi motivazionale. Anche i rinoceronti, a
volte, tentennano.
Lulu', che prima di presentarmi al Capo mi aveva trascinato a casa sua,
costretto a una doccia e dato fuoco ai miei vestiti, mi guardo' e mi sorrise
consegnandomi una busta con informazioni e foto del tizio.
Indossavo un completo a righe comprato al volo alla Coop. Aveva un
taglio che era considerato moderno ai tempi della corrazzata Potemkin.
Ai piedi calzavo un paio di scarpe da lavoro nere come la notte, con la
punta rinforzata internamente in metallo. Praticamente un'arma.

Lulu' mi disse che non era riuscita a trovare un gancio per entrare nel
mondo segreto dello schifoso ladro di opzioni solari.
Ma io conoscevo una ragazza che mi era immensamente grata perche'
l'avevo salvata dall'aggressione di cinque calciatori stanchi di veline
consenzienti e vallette con i vestitini senza bottoni.
Credevano di potersela fare solo perche' era una piccola cameriera di
provincia.
Vi ricordate quella domenica che meta' del Milan non gioco' perche' si
erano infortunati tutti durante gli allenamenti?
"Allenamenti" e' il mio secondo nome.
Andai da lei. Sapevo che aveva smesso di servire ai tavoli. La storia dei
calciatori l'aveva irritata e aveva deciso di presentare il conto ai malvagi
sotto forma di foto compromettenti. Era diventata la paparazza piu'
stronza del Nord Italia.
Quando le chiesi di trovarmi qualche cosa su Edoardo Ferretti storse la
bocca.
Poi si tolse una molletta dai capelli neri e la infilo' in una screpolatura del
muro. Mentre una porzione della parete scivolava di lato mostrando uno
sgabuzzino, disse: "Da quando Corona e' stato pizzicato ho deciso di
aumentare le misure di sicurezza." Nel ripostiglio segreto aveva una
montagna di cd, un bell'archivio ordinato. C'era anche un dischetto con
l'etichetta che diceva Edoardo Ferretti.
Sul momento mi parve perfino un bel nome.

Due ore dopo ero in casa di Edoardo Ferretti. E lui stava piangendo. Gli
avevo dato un solo calcio nello stinco. Sono pacifista ma la mia religione
non esclude l'autodifesa. E per me la sola esistenza di quel verme era
un'aggressione fisica. Lo so, sono troppo sensibile.
Gli dissi che avevo delle foto di lui che stringeva la mano di Berlusconi
che lo avrebbero rovinato. Gli dissi che avevo anche delle foto di lui che
faceva il cretino con un'amica della mia amica paparazza.
E lui era sposato. Ed era sua moglie quella con i soldi.
Gli dissi anche che per hobby uccido le persone che perdono i capelli e si
chiamano Edoardo. Lui mi consegno' il contratto di opzione per i venti
megawatt. E giuro' che da quel giorno avrebbe truffato solo ex
democristiani con l'alitosi.
Prima di lasciarlo gli parlai a lungo dell'inferno comunista
consigliandogli la lettura de "La rivoluzione sessuale" di William Reich.
"C'e' altro oltre al denaro e al piacere di fregare il prossimo! Dovresti
provare l'orgasmo, ad esempio."
Non credo di essere stato capito.
Certa gente ha solo scheletri nelle tasche.

Il Capo sorrise quando gli consegnai l'opzione. L'avevo visto sorridere
un'altra volta soltanto: quando gli americani avevano abbandonato
Saigon aggrappati alle zampe degli elicotteri.
Evidentemente stava diventando un comico. Lentamente. Mi disse: "Con
questo faremo risparmiare migliaia di euro ai nostri consociati.
Compriamo i moduli a 3,01 euro a watt. Un prezzo stracciato!"
Era felice come un bimbo nepalese che si mangia un bue.

Quella sera mi presentai a casa, da mia moglie. Suonai, mi misi in
ginocchio con una pianta di gelsomini in braccio. Era fiorita. Quando lei
mi apri' le dissi: "Perdonami non posso vivere senza di te. Non lasciarmi
ancora fuori dal tuo mondo."

Quella sera misi a letto la piccola Engels e le raccontai la storia di quando
Salomone e' sconfitto dai nemici di Israele e giace nel deserto con gli
ultimi superstiti della sua grande armata. Ad un tratto spuntano dal nulla
gli scudi ramati di diecimila soldati, che riflettono il sole. La nuova
armata sulla quale nessuno piu' faceva affidamento. E cosi' Salomone si
rialza in piedi, si beve un bel bicchiere d'acqua a va a menare gli ittiti, gli
evei, i gesubei, i cananei e tutta un'altra serie di bastardi che vivono di
merendine al cocco e sudore della fronte degli altri.
Basta poco per tornare a sperare.
Siamo fatti cosi'. Siamo ribelli.
Finche' siamo vivi continuiamo a resistere. Perche' sappiamo che prima o
poi il vento torna a fischiare.

Quella notte, poi, il mio amore, Rosa Samuele, decise di perdonarmi
provvisoriamente e di aprire, provvisoriamente, il suo paradiso alla mia
mente.
E io l'amai.
L'amai fino a che le forze non mi abbandonarono e il sonno ci colse
abbracciati.

Cronache dal mondo dei sogni - INDICE

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Dal tuo inviato personale nel mondo che finge di dormire
di Jacopo Fo

In breve i fatti sono questi.
Da circa venti giorni mi trovo a vivere nei miei sogni. Posso comunicare con voi solo attraverso questo blog e non so più molto di quel che succede nel mondo "REALE".

Ho raccontato, via via quello che mi è successo e ho pubblicato anche immagini da questo mondo onirico. Pezzi di sequenze che forse vi possono dare l'idea dell'esperienza che sto vivendo.
Tutto è iniziato quando sono andato a Praga con un computer e una pistola. Due cose che sono vietate nei paesi dell'Est, nel 1987, prima della caduta del Muro di Berlino. La polizia socialista mi dava la caccia. Sono restato nascosto in uno sgabuzzino, per due giorni, grazie all'aiuto di Irina: una finta cameriera socialista che in realtà è un emissario della Società Inesistente. Insieme siamo fuggiti attraverso un tunnel sotterraneo giungendo fino alla stazione Praga della Metropolitana Quasi Tempo Zero.
Abbiamo preso il convoglio rosso, Irina ha schiacciato il tasto della fermata che volevamo raggiungere e il vagone ha iniziato a muoversi come un ascensore lungo un percorso a volte verticale, a volte orizzontale od obliquo, proprio come succede nei sogni.
Subito dopo ci siamo trovati in una casa in collina che dà sul mare. Potrei dire che è il luogo dove vivo ora. Ma nei sogni il concetto di domicilio è un po' annebbiato. Passo da un posto all'altro, dal giorno alla notte, improvvisamente, come se le scene impresse su una pellicola fossero tagliate e rimontate senza alcun senso costante. Ben presto mi sono reso conto, grazie a frasi smozzicate, sguardi e qualche discorso apparentemente astruso, che c'è un motivo perché io sono finito qui, fuori dal Mondo della Veglia. Stiamo vivendo un momento di passaggio e, come sempre accade, le forze dell'Entropia ne approfittano per cercare di attaccare e distruggere il senso della vita.
E' in corso un'invasione dei Grog. Li ho visti avanzare nella pianura (vedi immagini sul blog www.jacopofo.com) e ho visto l'esercito di pezzenti laceri che si appresta a cercare di fermarli. Ma in altri sogni, che si alternano a casaccio, mi trovo in una situazione carica di tensione ma nella quale  l'attacco, pur imminente, non è ancora iniziato.
Ho compreso che il mio compito è quello di usare la rete per avvisare le persone che vivono nel Mondo della Veglia, del pericolo e dell'assoluto bisogno di aumentare il relax. A questo proposito una donna con la  pelle blu mi ha detto che dovevo assolutamente chiedere ai veglianti di aiutarci regalandosi un milione di bagni in acqua calda e schiumosa. Possibilmente i bagni andrebbero fatti in più d'uno, facendo sesso.
Nei miei messaggi, che invio nella speranza che appaiano veramente in rete, ho anche chiesto che qualcuno si metta a dormire e inizi a sognare, venendomi a cercare. So che alcuni lo hanno fatto ma ancora non ci siamo incontrati. Se avete iniziato a sognare ditemi dove siete, descrivetemi esattamente il posto di modo che possa sognarlo anch'io. Se riuscite a mettere in rete anche delle fotografie e linkarle nei vostri messaggi è ancora meglio. L'altra cosa che vi domandiamo è di contribuire alla causa smettendo di leggere i quotidiani. Sono una fonte di stress e lo stress è male. Io sono ormai almeno 20 giorni che non li leggo e sento che fa bene alla mia creatività. E poi c'è una sottile soddisfazione. Ogni mattina vado al bar, che è anche un'edicola, a fare colazione. La barista mi chiede: "Vuoi il giornale?" E io le rispondo: "No grazie. Ho smesso. Sono venti giorni ormai che resisto."
E mentre lo dico mi immagino il dolore che prova ogni mattina il direttore del giornale che leggo da 30 anni. Ormai mi considerava nello zoccolo duro dei suoi lettori incalliti. Pensava di poter contare su di me in eterno. Lo vedo proprio mentre con la sua vocina triste chiede alla segretaria: " Jacopo Fo ha comprato il giornale?"
"No... Mi spiace" Risponde lei abbassando lo sguardo.
Il direttore sospira e mormora: "Un altro euro perduto. Un altro euro che non guadagneremo mai più." Solo pensare questo mi fa stare bene.
Spero che vi rendiate conto dell'importanza che ha, invece, tenervi informati su quel che succede qui, dove non ci sono governi che si riuniscono da qualche parte e dove tutti noi dobbiamo affrontare la vita liberi da qualunque condizionamento.
E' qui che possiamo vincere. Non nel Mondo della Veglia. Quelle di Lenin erano solo allucinazioni di un fanatico. La rivoluzione o sarà onirica o non sarà!
Ho incontrato un uomo in slip a pois e occhiali da sole rosa che mi ha detto: "Ma quanto è ridicolo affannarsi, lottare nel mondo insonne. Tutto quel che accade laggiù è solo un'ombra di quanto succede qui. E' inutile prendere a pugni un'ombra, coprirla, schiacciarla, nasconderla. L'ombra è insensibile e refrattaria a qualunque tentativo di modificazione. Se vuoi cambiare l'ombra devi agire là dove essa si forma. Devi modificare l'oggetto che fermando i raggi del sole produce l'ombra. Solo così otterrai un reale e costante effetto su di essa."
Ecco perché le nostre lotte di tutti questi anni hanno ottenuto effetti così mediocri. Sbagliavamo il punto dove concentravamo le nostre azioni. Abbiamo bisogno di più sogni, non di più cortei.
Ne discutiamo da tempo sul blog e sul forum della Città Segreta.
Questo che sta succedendo mi appare come il naturale, incredibile, coronamento di tanti discorsi fatti cercando risposta alla domanda (storica e vecchiotta): Che fare per convincere le masse popolari a darsi una mossa?
Il non poter più agire nel mondo razionale, cosciente, mi permette di vedere che la risposta non può essere altro che: vivere i propri sogni fino in fondo. Compiere l'azione creativa e suprema di negare il primato della veglia. Ognuno è estremamente potente nei propri sogni. Puoi affrontare qualunque ostacolo e sei senza padroni: tu, il tuo inconscio e il tuo mondo.
Se tutto questo ti affascina, se credi di avere un compito storico nel mondo dei tuoi sogni unisciti al Popolo Onirico. Prendi le tue armi immaginarie e vieni a combattere con noi, qui, sulle colline.
Usa lo spazio per i commenti a questo messaggio che troverai ripubblicato su jacopofo.com per segnalare la tua presenza, raccontare i tuoi sogni o semplicemente segnalare il sostegno morale a questa impresa. In questo mondo il sostegno psicologico è forte quanto il cemento dei muri.
Se tante persone si schiereranno con noi riusciremo veramente a creare un luogo di contatto tra la Veglia e il Sogno. E riusciremo a ricacciare i Grog oltre la brughiera del nulla.
Io sono pronto a scavare cunicoli, cercare passaggi e ponti di corda sospesi sui baratri, e sono certo che fra poco potrebbero aprirsi per centinaia di persone, incredibili percorsi virtuali.
Ma ora ho bisogno che qualcuno mi dia dei segnali. Innanzi tutto: mi ricevete? A quante persone arrivano realmente questi messaggi? A quanti interessano?
Datemi un segnale, per favore.

Cronache dal mondo dei sogni
Indice

Puntata 1 - Liberate Jacopo Fo
Ho passato le ultime due notti a fuggire dalla polizia cecoslovacca. Mi hanno beccato con una pistola calibro 22 a canna lunga e un computer.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2442

Puntata 2 - Liberate Jacopo Fo. Smettere di fare la doccia e di leggere i quotidiani! I Grog attaccano.
Fu la ragazza del bar a dirmi che le docce sono un'idea dei Grog. I terribili Grog.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2462

Puntata 3 - Guardando lo scandalo della sporcizia negli ospedali dal mondo dei sogni
Mentre ero qui, in questo bosco di querce con le foglie rosa e fucsia, di fronte a questo computer verde pisello, a manovella, con connessione wi-fi cattiva, che mi ha prestato un aborigeno di etnia San che ho incontrato al bar Dove Passano Tutti, un luogo mitico dei miei sogni, ho provato a pensare alla morbidezza dei seni delle donne.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2466

Puntata 4 - Un blog da un'altra dimensione
Sono qui. Continuo a sognare e non mi sveglio più. Sto scoprendo un  mondo stranissimo. Ci sono territori immensi. Mai visti.
La Società di Sotto. La Città Segreta. Zanzibar.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2467

Puntata 5 - E' il riassunto pubblicato in questo post

Puntata 6 - “Come è mai possibile che così tanta gente, restando praticamente immobile, riesca a compiere una tale mole di azioni strabilianti?”
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2468

Puntata 7 - Il clima è impazzito ma questa ragazza si spoglia per portati nel mondo dei sogni. Lui pure.
Solo coloro che conosco la cultura dei ribelli passeranno e potranno entrare nella Fortezza.
La porta della Città Segreta.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2470

Puntata 8 - Controluce
Frammenti di un sogno. Frammenti che metto insieme convinto che ci sia un filo a tenerli assieme. Un filo nascosto e incomprensibile. In gioco, come al solito, i destini dell'Universo.
Continua su www.jacopofo.com/?q=node/2487

La Rivoluzione Pigra - Manuale di Jacopo Fo - INDICE

Manuale definitivo dello Yoga Demenziale. Leggi un'anticipazione del libro che uscirà nell'autunno 2009 edito da Fazi Editore.

 

LA RIVOLUZIONE PIGRA

Il manuale definitivo dello Yoga Demenziale.
Il testo che mette a tua disposizione tutte le nuove scoperte sulle trappole della mente, le illusioni mentali e i qui pro quo esistenziali.
Se mai ho scritto qualche cosa che ti ha interessato sappi che questo libro e' per me il punto di arrivo di 30 anni di esperienze disastrose alla ricerca del senso della vita. Che peraltro non ho trovato anche se ogni tanto l'ho incrociato, di notte, mentre correva nudo lungo la superstrada. Quello che di certo posso dirti e' che, inspiegabilmente, aveva delle linee blu e bianche dipinte sul membro.
Ma non ho mai capito perche'.

 

 

Capitolo primo
Stai facendo una fatica boia per procurarti devastazioni permanenti.
Smettila.

C'e' qualche cosa che non funziona nel mondo contemporaneo.
Basta accendere la televisione per accorgersene: e' pieno di defunti che cercano di sembrare persone intelligenti.
La meta' del cibo prodotto ogni anno su questo pianeta viene buttata via e 10 milioni di persone ogni anno muoiono di fame. Molti di piu' muoiono perche' mangiano troppo.
Milioni di persone muoiono per la mancanza delle medicine piu' elementari e milioni di persone muoiono per troppe medicine.
Gli abitanti delle ricche citta' industriali spendono miliardi per comprare vestitini eleganti ai loro figli e poi, grazie a un modernissimo sistema di inquinamento urbano, gli fanno respirare l'equivalente di 11 sigarette al giorno, privandoli cosi' di almeno 6 anni di vita.
Ci si scanna, con decine di migliaia di morti ogni anno, per accaparrarsi le materie prime e i giacimenti di petrolio e poi non si fa quasi niente per recuperare queste materie prime riciclando. E non si realizza quasi nulla per risparmiare energia isolando le case e ottimizzando motori, lampadine e caldaie.
Milioni di bambini e di donne vengono ogni anni stuprati ma nelle scuole non si tengono corsi di educazione ai sentimenti, all'amore e al sesso.
Potremmo limitare enormemente il potere devastante del terrorismo, della criminalita' organizzata, dell'evasione fiscale e delle truffe finanziarie abolendo il segreto bancario e i paradisi fiscali ma non lo facciamo.
La nostra societa' e' un gioiello di demenza collettiva. (Patatine fritte su per il culo!)
La collettivita' umana non riesce neppure a esprimere una condanna unanime per la tortura. Non riesce a difendersi dal crimine. E almeno la meta' degli esseri umani fa ricorso massiccio ad alcool, sonniferi, eccitanti, droghe pesanti.
Insomma la situazione non e' ottimale. Per volerla dire tutta siamo un po' nella merda.