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Storie ordinarie di onestà e straordinarie di bontà

Stuart Kilgannon e Leanne StefanovicCamminando per strada una signora di Prato ha trovato un portafogli con 640 euro in contanti. Senza esitazioni lo ha subito portato alla Polizia che è riuscita a rintracciare il legittimo proprietario, un giovane della zona che le sarà grato per un'intera mensilità.
Se questa notizia vi ha stupito aspettate di sentire cosa ha fatto Stuart Kilgannon, 39enne di Beverley, East Yorkshire, Inghilterra, per la sua amica Leanne Stefanovic. La ragazza, che si è sposata nel 2010 chiedendo proprio a Stuart di farle da testimone, entra ed esce dagli ospedali per le sedute di dialisi, la sua vita matrimoniale non esiste più e nell'ultimo periodo passa in terapia anche 9 ore al giorno.
Come regalo di nozze, anche se un po' in ritardo, la settimana prossima Stuart le donerà un rene.
“Mi sento pronta per il trapianto - ha dichiarato la donna - ultimamente mi sono sentita più stanca del normale, mi sento fatiscente. E Stuart si sta mettendo sul tavolo operatorio per me. Gli sono estremamente grata perché avrei potuto dover aspettare altri cinque o dieci anni”.
(Fonte: Giornalettismo.com)

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Ecco chi salva l’Italia

C’è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c’è chi lavora… Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.

Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all’idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta Società Civile si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere l’unica alternativa alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d’uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.

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La mela di Eva è a rischio estinzione

Malus sieversiiLo denuncia l'associazione Alma nata due anni fa proprio per tutelare la mela selvatica “Malus sieversii” da cui si pensa discendano tutte le altre specie di mele. Il frutto, che cresce in maniera spontanea nella regione di Almaty, nel sud-est del Kazakistan, sarebbe minacciato dalla deforestazione e dall'urbanizzazione. Lasciarlo estinguere sarebbe un peccato.
(Fonte: Corriere.it)

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Le megalopoli non danno la felicità

Ecovillaggio Solare Alcatraz(Come e perché stiamo costruendo qualche cosa di completamente diverso)

A partire dal 1991 abbiamo iniziato a lavorare su un progetto, piuttosto ambizioso: creare un centro residenziale di nuovo tipo. Una città verde.
Alcatraz è un centro di ospitalità e attività culturali.
Ad Alcatraz vivono solo 3 persone.
Ma a Santa Cristina, Casa del Diavolo e Monturbino si sono trasferite parecchie persone attirate dalla possibilità di lavorare con noi e dall’indotto creato dalle nuove attività che si sono via via sviluppate.
L’idea della Città Verde rappresenta un salto di qualità. La creazione di un’area abitativa, che pur restando a bassissima densità, avesse la possibilità di offrire opportunità esistenziali, di relazione, formazione e lavoro molto maggiori di una grande città. Creando un’economia basata su schemi che non mettono al centro il solo profitto ma lo coniugano con la soddisfazione delle aspirazioni più profonde dei singoli.
Un sistema economico basato sulle reti, le comunità, la condivisione di accessi, strumentazioni e tecnologie e sulla costruzione di sistemi integrati sinergici (dalla permacultura agricola, ai sistemi di banca del tempo e del baratto).
Abitazioni ecologiche autosufficienti energeticamente, spazi individuali ma anche spazi collettivi con la condivisione “condominiale” di lavanderie, piscine, sale multifunzionali, sistemi di produzione di energia, calore, acqua, biogas e di mezzi di trasporto elettrici.
Una Città Futura dotata di tutti i confort e di tutte le più moderne tecnologie (dalla banda larga ai sistemi di gestione automatizzata di luce, calore ecc).

Il ponte incompiuto di Napoli

Inchiesta de "Il Male" sullo spreco in Italia. Il ponte incompiuto di San Giacomo de'Capri. Possibili, ludici, artistici riusi!

La formazione militare delle ragazze. Ragazze educate

Capitolo secondo

RAGAZZE EDUCATE

A volte la città non sembra più un ammasso di case, strade e semafori, ma un luogo misterioso, una foresta percorsa da fiumi metallici, o lava incandescente che sgorga dagli incendi intermittenti che vivono dentro i motori.
E tu veleggi su una barca a vela con le ruote, lungo quei canali infernali o lussureggianti. Lava o giungla… Forse dipende dall’umore. Per me era lava scura.
Dopo un’ora di giri, di garage per posteggiare il motorino, di portoni, cortili, centri commerciali e cunicoli sotto le cantine che lei, la mia guida, evidentemente ben conosceva e di cui, ragazza previdente, aveva le chiavi, arrivammo di fronte a una porta qualsiasi di un qualsiasi appartamento urbano. Una porta rivestita di legno, blindata, che si aprì grazie a chiavi nate per impensierire gli scassinatori. La ragazza si era tolta il casco, e sotto il suo viso era luminoso. Aprì la porta senza incertezze. Aveva le dita affusolate.
L’appartamento era spoglio, vuoto. Una serie di stanze dove sembrava non ci fosse nulla. Solo il frigorifero era moderno, enorme e pieno. Lei mi offrì un succo di frutta corretto con un dito di vodka. Mi fece bene. “Mi chiamo Teresa. So che tu sei Giovanni Lanzacurte…” Ci stringemmo la mano dopo che per mezz’ora ero stato abbracciato a lei sul motorino… Insolito.
C’era un’unica stanza con un minimo di arredi: un materasso steso per terra, sopra un tappeto pachistano di poco prezzo, sopra il materasso lenzuola bianche, una trapunta color panna, poi un tavolo e due sedie. Un portatile per terra. La ragazza si accoccolò sul materasso bevendo da una tazza. Io presi una sedia e mi misi di fronte a lei: “Mi puoi raccontare cosa è successo? Ho le idee un po’ confuse.”

Per vincere tocca essere cattivi?

Molti vi risponderanno che sono i buoni a vincere.
Ma non è vero.
I buoni non soffrono di rimorsi, sono in pace con se stessi e fanno una vita mediamente migliore, con rapporti umani e amorosi molto più profondi e di valore. Hanno anche una maggiore sensibilità ed empatia e vivono la vita con un’intensità molto più grande. I cattivi per essere cattivi devono abbassare il loro livello di empatia e sensibilità, sennò non potrebbero fregarsene del male che compiono.
Ma così facendo diventano meno sensibili alla vita, vivono con minor intensità ogni secondo. Sono sordi.
Possiamo dunque dire che dal punto di vista globale, della qualità della vita, i cattivi perdono sempre.
Ma se invece vogliamo considerare i traguardi della vita materiale dobbiamo ammettere che essere cattivi dà dei vantaggi immediati notevoli.
E se guardiamo ai grandi personaggi del passato possiamo vedere chiaramente che, quantomeno, essere un po’ stronzi aiuta.
Se uno pensa, ad esempio, all’osannato Steve Job, il creatore di Apple, non si può dire che fosse una persona gradevole. Era un colossale ladro di idee che rubò icone e mouse alla Xerox. Era un isterico, scortese, pretendeva che i suoi ricercatori lavorassero come muli…
Forse non era proprio cattivo ma neanche un buono.

Ho conosciuto molti grandissimi professionisti e ho sempre scorto in loro la capacità di fottersene delle buone maniere. E se non sono un po’ stronzi sono almeno completamente incoscienti…
E da bambini erano dei teppisti incapaci di rispettare le regole e sprovvisti di buon senso. Mio padre, insieme a suo fratello, legò sua sorella piccolina a un palo, accumulò delle fascine e cercò di bruciarla viva. Un’altra volta si buttarono dal balcone aggrappati a due ombrelli. Non soddisfatti cercarono di attraversare il lago Maggiore a bordo di una tinozza che affondò a 30 metri dalla riva. Insomma, non era un bravo bambino. E con la stessa incoscienza sfidò la Rai, il Vaticano, il Pci…
Peraltro è una brava persona… Ma è meglio che sul lavoro gli diate retta…

Credo che un elemento essenziale per avere successo sia l’essere liberi dalle regole.
Quello che frega quelli troppo buoni è che quando fanno un progetto si sentono obbligati a rispettare tutta una serie di regole morali e di consuetudini che alla fine impoveriscono la loro visione.
E’ evidente che è possibile essere buoni e fregarsene delle regole e delle convenzioni. Ma statisticamente è più probabile che la mente di una persona buona sia limitata dal senso del dovere e della disciplina. Che per l’appunto sono due qualità abbastanza buone.
Chi ha successo invece, generalmente non è disciplinato, è ossessivo.
Ora la domanda è: una persona gentile, educata, rispettosa, buona e ligia al dovere, può essere anche una persona di successo?
Io credo che potenzialmente queste persone potrebbero battere in tutti i campi i malvagi.
Ma credo che per riuscirci sia importante capire che il successo è alla fin fine una questione di potenza energetica, potenza di intenti, libertà progettuale, visione della realtà libera da condizionamenti e preconcetti.
Quindi, si può anche non essere indisciplinati o egoisti o malvagi ma bisogna capire che è indispensabile essere liberi mentalmente.
Credo che un esercizio che potrebbe essere molto utile è quello di affrontare la realizzazione dei propri desideri smettendo per un paio d’ore di essere delle brave persone.
Soprattutto nella fase iniziale della progettazione abbiamo bisogno di procedere senza alcuna regola.
In pratica, ti metti lì e ti immedesimi nella versione della tua persona egoista, schizoide, aggressiva, imbrogliona e mentitrice, spietata, vendicativa eccetera.
Quando hai deciso quali sono i tuoi interessi più sordidi, le tue aspirazioni più basse, le tue pulsioni più selvagge e quando hai realizzato un piano ambizioso, vanaglorioso, esaltante e moralmente inaccettabile ci dormi sopra.
Il giorno dopo riprendi quel progetto elaborato dalla parte più malvagia di te e inizi a togliere tutti i reati e le azioni vergognose cercando di sostituirle con qualche cosa di più accettabile per la tua anima pia.
Poi, quando passi all’azione devi tirar fuori quell’energia ossessiva che ti animava quando facevi finta di essere stronzissiamente determinato e usarla a fin di bene.
Se i buoni vogliono essere gentili e vincenti devono giocare a fare gli stronzi. Solo per finta.

PS
Ovviamente ho un po’ esagerato questo gioco dei cattivi che vincono. Ma l’essenza di quel che ho scritto è vera.
E io mi sforzo di essere un grande egoista, narcisista, perfezionista ossessivo e prepotente. Almeno una volta l’anno.

L'eco-casa di Simon Dale

L'eco-casa di Simon Dale

Gallese di 32 anni, stanco di pagare il mutuo per la sua casa in città, ha preso famiglia e burattini e si è costruito una casa completamente ecologica in mezzo ai boschi. Ispirandosi alle case degli Hobbit, descritte nei libri di J.R.R. Tolkien, ha utilizzato legno di quercia per la struttura della casa, balle di fieno per muri e tetto, fango e pietre per coibentare. Finestre, tubature e tutte le altre finiture sono state invece ricavate da materiali di scarto. Il pannello solare fornisce tutta l'energia elettrica necessaria.
Oltre ad essere bella, comoda e a basso consumo energetico, la casa di Simon Dale è costata solo 3mila sterline, poco più di 3.500 euro. Ci hanno lavorato Simon e suo padre per 4 mesi.
Per maggiori informazioni http://www.simondale.net/house/index.htm
(Fonte: tuttogreen.it)

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Che la Forza sia con voi!

Sono usciti i risultati del censimento nazionale condotto nella Repubblica Ceca. 15.070 persone si sono dichiarate appartenenti all'Ordine dei Cavalieri Jedi. Hanno 30 giorni di tempo per consegnare alle autorità le spade laser.
(Fonte: Virgilio Notizie)

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La mamma è sempre la mamma

CarabinieriNon ditelo ad Alexandru Duta, romeno 21enne residente a Roma. Condannato agli arresti domiciliari per rapina, qualche giorno fa ha chiamato i carabinieri dicendo: “Venitemi ad arrestare, sono nella piazza centrale. Io in casa con mia madre non ci voglio stare”.
Quando la madre è venuta a sapere dell'arresto del figlio ha commentato: “Bravi, portatevelo via quello sfaticato!”. E vissero tutti felici e contenti.
(Fonte: IlGazzettino)

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