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Alcatraz, il GAI e i gruppi di acquisto per le automobili

Alcatraz Gruppo Acquisto Automobili

Abbiamo conosciuto i ragazzi del GAI, Gruppo Acquisto Ibrido, grazie a una segnalazione su Cacao e ora, dopo un anno di lavoro preparatorio, siamo in grado di lanciare due nuovi gruppi di acquisto:
1) Per auto a benzina o diesel
2) Per auto ibride.

In questa fase iniziale, grazie alle trattative già avviate dal GAI,  proponiamo auto della gamma Toyota ma il nostro obiettivo è di ottenere sconti per acquisti di gruppo anche da altre case automobilistiche per aumentare la scelta, in modo che ognuno possa scegliere non solo il modello ma anche la marca che preferisce.
Il progetto si chiama Alcatraz-Gruppo Acquisto Automobili. Ancora non sappiamo quali sconti e condizioni riusciremo a ottenere, ma sicuramente saranno più convenienti di quanto un singolo potrà mai avere!

Informazioni tecniche

Sei interessato all'acquisto di un'auto a benzina o diesel? Questa la pagina di riferimento, iscriviti al form e riceverai tutte le informazioni. I rapporti vengono gestiti dai ragazzi del GAI.

Sei interessato all'acquisto di un'auto ibrida? Qui il link.
Iscriviti al form e riceverai tutte le informazioni. I rapporti vengono gestiti dai ragazzi del GAI.

L'iscrizione ai gruppi di acquisto è gratuita e non comporta nessun obbligo di acquisto dell'auto.

Ovviamente, per poter sfruttare la forza del gruppo e beneficiare dello sconto, dobbiamo andare tutti ad acquistare dallo stesso concessionario. Contiamo di riuscire ad individuarne 3: uno per il Nord, uno per il Centro e uno per il Sud Italia.

Gestiremo l’intera trattativa via mail e telefono; compresa la firma del contratto, il versamento dell’acconto e l’eventuale valutazione dell’usato.

Se abiti lontano dal concessionario fornitore non preoccuparti; l’unico viaggio che dovrai fare sarà quello per il ritiro della tua nuova auto.

Se hai una Partita Iva puoi intestare la tua nuova auto alla tua attività.

Se sei disabile puoi chiedere l’agevolazione sull’Iva.

PS: Come abbiamo scritto sopra ad oggi non siamo ancora in grado di offrire sconti certi ma le prime esperienza del GAI hanno dato risultati a dir poco strabilianti: 19% di sconto sul prezzo di listino dell'auto chiavi in mano, il 50% di sconto sui pneumatici invernali, il 20% di sconto sui tagliandi e il 10% di sconto sugli accessori. Condizioni che singolarmente non si riuscirebbero ad ottenere!

Per maggiori informazioni guarda il video, dal minuto 45:30.

 

GAI PRIDE AD ALCATRAZ

GAI Pride ad Alcatraz (Gruppo Acquisto Ibrido)11-12 ottobre 2014

Il G.A.I. Gruppo Acquisto Ibrido, che da due anni organizza e gestisce gruppi d'acquisto di automobili ibride Toyota, vi invita a partecipare numerosi alla seconda edizione mondiale del GAI PRIDE:
Dopo il successone della prima edizione del Gai Pride col Giro Ibrido del Lago Maggiore sapevamo che non sarebbe stato facile superarci… Invece ce l’abbiamo fatta!
Il secondo Gai Pride, per venire incontro a tutti i nostri associati di Roma e del centro Italia, si terrà in una location veramente esclusiva: la Libera Università di Alcatraz di Jacopo Fo! Un luogo incantevole, immerso nella natura umbra, abitato da persone veramente uniche e speciali…
Per maggiori informazioni clicca qui

E' nato il primo "asilo nel bosco" italiano

E' nato il primo "asilo nel bosco" italiano

Si trova a Ostia, Roma, in un vecchio casale ristrutturato all'interno del Parco della Madonnetta di Acilia. Nell'Asilo nel bosco i bambini dai 2 ai 6 anni possono giocare all'aperto, senza banchi, senza cemento e senza tappeti, sporcandosi nella terra, toccando con mano l'erba, le foglie e creando giochi di contatto con gli alberi e la natura.
Il progetto è nato da un'idea di Ella Flatau, che realizzò il primo asilo a Søllerød, in Danimarca, negli anni '50. Il modello poi si è sviluppato in tutta Europa, a oggi in Germania ci sono più di 1000 asili nel bosco.
Come scrive Eticamente.net: "Alcuni studi effettuati dal prof. Peter Hafner dell'Università di Heidelberg e da Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti dell'Università di Bologna, mettono in evidenza come i bambini che frequentano l'asilo nel bosco sono molto creativi e curiosi, prestano una maggiore attenzione e si concentrano di più, rispettando di più le regole e risolvendo i conflitti in modo pacifico, inoltre sembra che si esprimano in maniera più precisa e argomentino meglio le proprie opinioni."
Per info o su FB

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Il distributore automatico più pazzo del mondo

Il distributore automatico più pazzo del mondo

E' stato installato all'aeroporto di Brindisi nel 2013 e distribuisce calzini e mutande da uomo. L'idea è di un imprenditore locale, Argimiro Lanzillotti, patron del marchio 'Argi', noto più che altro per le camicie e le cravatte. La macchinetta è stata pensata per quei viaggiatori distratti che si rendono conto solo all'ultimo momento di aver dimenticato la biancheria intima. O per chi ha avuto paura nell'atterraggio.
(Fonte: Ansa)

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The People's Supermarket

The People's Supermarket

A Londra, a due passi dal British Museum, c'è il People's Supermarket, "Un supermarket gestito dal popolo per il popolo, che vende il cibo migliore ai prezzi più bassi" come recita lo slogan.
Tre le idee: un orto dietro al negozio, una cucina all'interno che prepara piatti da asporto con gli ingredienti dell'orto e la possibilità, per i clienti, di risparmiare il 20% se lavorano per 4 ore alla settimana nel negozio stesso.
Grazie a questo tipo di gestione i prezzi sono bassissimi e il supermercato del popolo non produce rifiuti.
thepeoplessupermarket.org
(Fonte: Ecoblog)

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Emorroidi solidali: guarire giocando con i videogames!

Emorroidi solidali: guarire giocando con i videogames!

Quello che sto per dirti è sconvolgente!

Grazie anche ai molti consigli ricevuti (grazie) sono riuscito in questi anni a ridurre progressivamente il disagio dovuto a questo malanno che molti considerano imbarazzante, ma non a eliminarlo.
Ma le mie care emorroidi mi hanno anche portato a una scoperta sensazionale (per la quale spero di ottenere il Nobel per la Pace: meno emorroidi, meno guerre).
Mi sono reso conto di un fenomeno stranissimo: la pratica che ha la maggiore e più rapida efficacia sulla mia irritazione intima è mettermi semisdraiato in poltrona, impugnare quell'aggeggio pieno di tasti e iniziare a giocare ai videogames.
Non videogames qualsiasi: serve roba tipo difendere la Città Sacra dall'attacco delle cavallette giganti, utilizzando meravigliosi lanciagranate rossi, oppure i giochi che corri come un pazzo e devi evitare burroni, ruote dentate con lame acuminate e lanciafiamme. Insomma parlo di videogames adrenalinici.
Ora la prima domanda è: succede solo a me? (attendo risposte)
La seconda domanda è, anche se succede a me soltanto perché ciò accade?

Sono anni che lavoro sulle qualità della muscolatura non razionale, sottospecie della muscolatura volontaria.
Mi riferisco a quella muscolatura che scatta quando istintivamente schiacci il freno dell'auto prima ancora che il tuo cervello razionale abbia capito cosa è successo.
Ma ora sto parlando di un altro livello muscolare, ancor più sconosciuto; mi riferisco ai muscoli che quando si muovono ci danno quelle strane sensazioni che poi chiamiamo "tuffo al cuore", "peso sullo stomaco", "tensione alle gambe"... C'è tutto un apparato muscolare, che coinvolge anche la pelle, la circolazione del sangue, ci fa diventare rossi in viso, ci si ghiaccia la nuca, ci si gela il sangue. Si tratta di un vasto territorio che va dal soprassalto emotivo quando vedi una persona che desideri molto, alla pelle d'oca...

E sono proprio questi "muscoli emotivi" a muoversi quando gioco ai videogames?... Il gonfiore delle emorroidi scatta tipo venuzza che viene strozzata da un muscolo (e si gonfia, la venuzza, tipo fistola) e questo a me succede in situazioni emozionanti... Anche positive... E con tutti gli esercizi di rilassamento e tonificazione che conosco ho difficoltà ad arrivare a decontrarre quel muscolo che mi strozza la venuzza... Invece se mi metto a giocare ai videogames, le emozioni del gioco mi fanno smuovere quel livello muscolare e arrivo al bloccaggio inconsapevolmente... Ci riesco a volte anche semplicemente ascoltando le sensazioni emotive... Se ti metti ad ascoltare senti che a volte scattano sensazioni simili a quelle dovute alle emozioni, anche senza emozioni... senti l'effetto senza la causa...
Credo che su questo terreno bisognerebbe fare ulteriori indagini perché mi sembra interessante. Sono graditi commenti pertinenti...

Vedi anche:
Della guerra e della frigidità emotiva
Una sperimentazione sulla riduzione della spasticità

Jacopo Fo

Mammeonline.it, essere donna, diventare mamma

Mammeonline.it, essere donna, diventare mammaDopo Mamma Chimica e Mamme Zen, in questo Cacao del sabato iniziamo una nuova collaborazione con la redazione di Mammeonline. Qui il primo articolo, si parla di allattamento e rientri al lavoro.

Molte mamme che allattano pensano di dover staccare il bambino dal seno quando devono rientrare a lavoro (o riprendere altre attività fuori casa come lo studio). In realtà l'allattamento si può assolutamente conciliare col lavoro, dando così la possibilità di continuare a godere dei suoi benefici sia per la madre che per il bambino.
Buona lettura!

Allattamento al seno e rientro al lavoro: sono conciliabili?
I dubbi delle mamme che lavorano e le risposte della nostra consulente IBCLC Martina Carabetta

Quando una mamma allatta, chiaramente è necessaria la sua presenza fisica. Una mamma che fa allattamento esclusivo a richiesta, probabilmente non si è mai separata dal suo bambino o lo ha fatto per brevi periodi.
Ci sono anche mamme che gestiscono la separazione dal bambino cercando di renderla il più breve possibile, e tirando il latte in modo da avere il buon lattuccio pronto se il pupo avesse fame in loro assenza.
E' settembre, molte mamme, forse anche tu, sono alle prese con l'inserimento al nido o alla materna. Cosa succede se si sta allattando?
Molte mamme pensano che si debba anticipare l'introduzione dei cibi solidi, o diradare le poppate, o addirittura smettere di allattare, altrimenti l'inserimento sarà complicato, o che comunque l'allattamento non sia compatibile con la separazione dal bambino.
Diverse mamme mi contattano per sapere come staccare il bambino o diminuire la produzione perché hanno detto loro che mandare un bambino ancora allattato sarà ingestibile.

Naturalmente niente di questo è vero.

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Dario Fo e Renato Accorinti, sindaco di Messina

Video di Giuseppe Cardullo

Arrivano anche in Italia le ferie solidali

Arrivano anche in Italia le ferie solidali

Come in Francia, anche in Italia sarà possibile donare giorni di ferie ai colleghi che ne necessitano per motivi di salute di familiari. La norma è ispirata alla Legge Mathis, approvata a maggio dal Senato francese.
L'emendamento prevede la "possibilità di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute".
La norma vale per dipendenti pubblici e privati.
(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

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La rivoluzione è iniziata stamattina

Esattamente alle 7,35, mi ha telefonto Stefano Benni e mi ha detto: “Curicicucù”…
…che è la parola d’ordine che abbiamo deciso 40 anni fa al quotidiano “Il Foglio” di Bologna (no di Ferrara) quand’era occupato.
La parola d’ordine che avremmo dovuto usare per far sapere all’altro che le rivoluzione era iniziata senza farsi capire dalle Forze della Reazione. Quando Stefano mi ha detto “Curicicucù” sono schizzato sull’attenti col pugno chiuso alzato. Riflessi genetici. Poi sono andato su FB è ho allertato la Banda. La più grande forza sonora dell’Occidente Cristiano, una roba da paura, ci sono anche gli Akuna Matata di Roma, quelli amici di Vania… Cioè con i tamburi di latta fanno un fracasso che ti abbattono un missile Cruise!
Verso le 8,15 Rosanna di Quarto Oggiaro ha postato notizie fresche su quanto era successo, sotto i commenti a una foto di Che Guevara con la salopette della Bandabardò (introvabile!).
Praticamente la notte prima, al Circolo Arci Bandiera Rossa di Calvairate (che si credeva estinto), si era tenuta un’assemblea alla quale erano intervenuti rappresentanti di un centinaio di associazioni della zona; avevano parlato delle guerre in corso e della necessità di fermarle. Per sempre. E alla fine, sfidando il senso del ridicolo, tutti i presenti avevano giurato che non avrebbero più comprato un prodotto che fosse sprovvisto della foto dell’operaio che l’aveva realizzato mentre sorrideva soddisfatto. Nunzio Restelli del circolo Acli San Giuseppe Operaio aveva chiesto: “Ma ora come ora non c’è in nessun supermarket qualche prodotto del genere… Come si fa se mi si rompe il frullatore?”
Allora Katia Perotti Devani, del circolo Difendiamo il bastardo quadrupede (che pare abbia avuto trascorsi col Restelli) aveva risposto senza esitazione: “Ne fai a meno, se ti si rompe; oppure ne cerchi uno usato che baratti con un po’ del tuo alito che dovrebbe essere ottimo per stecchire le zanzare a distanza!”
Non era scoppiata una rissa fisica solo perché Don Matteo Inzaghi, il prete più grosso della Brianza, si era messo di mezzo con in mano una torcia elettrica appartenuta a Primo Carnera. Un deterrente militare meccanico di impatto spaventevole. Tanto che qualcuno aveva commentato: “Per fortuna che ci sono anche i preti…” Perché diciamolo, anche tra i progresssiti la tonaca nera fa. Retaggi dell’oratorio diffuso.
Aldovrandi Renato, del centro sociale Sub Comandante Marcos, di Bussolengo, aggiunse: “Prendiamo per esempio la storia: solo i popoli che hanno saputo concentrare la loro forza su un obiettivo irrinunciabile hanno cambiato il loro presente. I neri in America, nella città di Montgomery non hanno preso gli autobus per più di un anno, fino a quando non fu tolto il divieto per i neri di sedersi davanti… Quel Luther King l’aveva capito che era necessario tracciare una linea invalicabile: e noi non compreremo più niente che abbia a che fare con gente che ama la guerra!”
La discussione era andata avanti a lungo e Don Matteo era dovuto intervenire un altro paio di volte per evitare che si degenerasse, ad esempio quando un renziano aveva dato della cripto checca a un’esponente del Gruppo Saffico di Cermenate. Un insulto che faceva sangue e sul cui senso molti restarono a lungo meditabondi.
Quindi fu stupefacente arrivare, nonostante tutto, alla fine, alla firma del Comunicato Numero Uno del Comitato dei Consumatori Uniti che Rifiutano Insieme i Prodotti Antietici e Tristi (la cui sigla è CNUCCURIPAT, praticamente impronunciabile).
Nel suddetto comunicato, al quale era seguito un solenne giuramento collettivo, si affermava, tra le altre cose: “Il capitalismo non lo si può colpire al cuore. Il Capitalismo non ha un cuore. Ha solo il portafoglio. Quindi colpiremo il capitalismo del dolore con lo strumento che più teme: lo sciopero degli acquisti. Quando pratichi lo sciopero del lavoro perdi il tuo salario. Quando non compri una merce che non possiede la qualità totale che desideri tu non perdi nulla e infliggi una punizione dolorosa ai malvagi.”
Erano le 2,20 quando Renzo Saudelli, oriundo di Catanzaro, residente a Bollate, postò sul suo blog www.vogliolagiustiziasocialesubitocazzo.org il testo del Comunicato numero 1. Per 179 secondi non successe assolutamente nulla. Poi Fausto Radaelli, di Trapani condivise commentando: “Le operaie indiane che non hanno i soldi per comprare le medicine ai loro bambini sputano nei cellulari la loro disperazione!” E Santa Nataticola di Porto Torres rispose: “Se mi vogliono vedere ancora in un negozio di elettronica devono prima chiedere scusa in ginocchio!”
Poi si scatenò il caos. Non facevi tempo a leggere un messaggio che ne arrivavano altri quattro. Una valanga che diventò un'alluvione, poi uno tzunami.
Poi il Gruppo Capelli d’Argento e Rossi di Forlì, composto in gran parte di pensionate comuniste insonni, decise di darsi da fare. Con la velocità che solo un’ex dattilografa anni ’60 può avere, con l’allenamento che solo 100 maglioni all’uncinetto ti possono immettere nelle dita, iniziarono a tormentare le loro tastiere svolazzando sui blog come meteore danzanti.
8 donne, 80 dita, 5.000 anni di oppressione da riscattare, 18 nipotini per i quali costruire un mondo migliore. Possono essere molto più devastanti dell’artiglieria polacca.

(Continua dal Fatto Quotidiano on Line)

“A tutti i compagni, a tutti gli amici, i fratelli, i parenti, i vicini e i lontani, SOTTOSCRIVETE IL COMUNICATO NUMERO UNO! Mai più comprare sfiga sugli scaffali dei supermercati. Non compriamo niente che non abbia sopra l’etichetta dell’operaio che ride!”
“Minchia!” Esclamò Toledo, da Radio Col Cavolo Che Me Ne Sto Zitto!, emittente web che si definiva renitente alla banalità e riscuoteva un successo inquietante quanto inspiegabile tra Porto Valtravaglia e Luino: “Qui si sta scaldando il web, l’hastag …#fanculoprodottitristi sta al primo posto con 2765 fallower negli ultimi 15 minuti.” Ed erano solo le 4,46 del mattino.
Poi Vanessa, una liceale che aveva rinunciato a preparare l’interrogazione di letteratura perché il telefono le faceva trilli per le notifiche tipo raffica di Kalashnikof, aveva postato il suo videomessaggio ripercorrendo la via tracciata dalla giovane musulmana che aveva scatenato la Primavera Egiziana appellandosi agli uomini d’onore: “Parlo a te che vuoi essere il mio sposo, parlo a te che vuoi crescere i miei figli, parlo a te che vuoi condividere con me la leggerezza del tramonto, come puoi pensare che io creda alla tua determinazione in amore se di fronte alle crudeltà del mondo tu non fai nulla? Io non ti chiedo di morire combattendo, non ti chiedo di metterti in fila insieme a Gandi, di fronte alle saline dell’India e aspettare che i bastoni inglesi ti abbattano, senza reagire; non ti chiedo di bagnare il sale con il tuo sangue. Io ti chiedo un piccolo risolutivo cambiamento privo di pericoli: ti chiedo di non finanziare più con i tuoi soldi il marcio del mondo. Ti chiedo di far sentire a chi offende l’amore, a chi non rispetta la sacralità della terra, che non sei più disposto a spendere i tuoi soldi per comprare i prodotti delle multinazionali del dolore!”.
E quella voce iniziò a rimbalzare da i.p. a i.p. a viaggiare nelle mail, a filtrare attraverso gli rss.
Alle 7,15 Alex Zanotelli twittò: “Finalmente si capisce che voti ogni volta che fai la spesa!” E Gesualdi gli rispose: “Mi sa che oggi è il giorno che un popolo si alza in piedi e comincia a camminare!”
Poi si scatenò il maremoto.
Dalle montagne della Puglia, alle 9,30, comunicarono che l’Ecovillaggio Lu Sun (quello che spostava le montagne, con la pala) aveva fondato una compagnia di telefonia etica che offriva il 15% di sconto sulla bolletta di cellulari e internet, comprando il traffico telefonico in Ungheria. Era da tanto che ci pensavano e avevano deciso che era ora di farlo.
Alle 10,15 il gruppo 3D Arcobaleno, maker incazzati della Garbatella, aveva aperto le prenotazioni per un’auto elettrica autoassemblata con pezzi riciclati. Avevano cominciato pubblicando la foto di loro che ridevano con le chiavi inglesi in mano.
Alle 14,12 c’erano già più di 400 prodotti di piccole cooperative e imprese che avevano sopra la foto di operai sorridenti in vendita sul portale www.operaiocheride.net .  
Alle 18 fonti ben informate quanto anonime, avevano fatto filtrare la notizia che c’era stata un’indubbia flessione degli acquisti a livello nazionale tra il 3 e il 6%. Un dato sensibile che mise in allarme le borse.
Alle 20 quelli della Guida al Consumo Critico fecero sapere che erano bersagliati da telefonate di amministratori delegati che chiedevano come cazzo si potesse avere il marchio dell’Operaio Che Ride. Alle 9,15 del mattino dopo la Guida al Consumo Critico pubblicò i criteri di valutazione di un prodotto, dopo aver registrato il marchio Operaio che Ride.
Poi la gente iniziò a credere che si potesse fare il Gruppo d’Acquisto Globale Ecologico dei Prodotti Etici (GAGEPE).
Le persone iniziarono a credere che può esserci un mondo migliore subito e che abbiamo la forza per farcelo da soli.
Poi le suore di clausura del Santa Cecilia ligure aderirono al Movimento dell’Operaio che Ride. E telefonarono al Papa. E il Papa disse loro: “Si può fare!”
A quel punto si scatenò l’inferno: 50 mila boy scout si misero a presidiare i supermercati piangendo se qualcuno comprava qualche cosa di crudele.
E poi Renzi disse: “Non bevo Coca Cola da anni!”
E poi Nando Citarella iniziò a cantare la canzone:
“Non riesco a dirti che ti amo
dentro al cellulare coreano
la voce esce strana,
senti in sottofondo
i rumori della fine del mondo!”
E la gente la ballava per strada, di fronte agli ipermercati abbandonati.
Venerdì alla 16,30 avevamo vinto. Tutti.

PS
Gli amici citati non sono responsabili del complotto. E non sono responsabili delle mie visioni oniriche.

PPS
Se vuoi saperne di più leggi su quanto stiamo facendo e su come connetterti al movimento dei consumatori e produttori ribelli.

Gruppi di acquisto: vuoi comprare una Toyota con me?

Finalmente è partito il gruppo d’acquisto auto, con un risparmio fino al 20%.

(Ed è iniziata la rivoluzione dei consumatori!)
Cosa c’è di più facile che mettere assieme 100 persone per comprare un’auto tutti assieme e ottenere condizioni migliori?
Beh, non è stato così semplice.
Il nostro primo tentativo con Volkswagen, è andato a vuoto.
Ce ne siamo fatti una ragione e in collaborazione con il gruppo di acquisto G.a.i. abbiamo concluso un accordo per l’acquisto di automezzi Toyota ibride (Yaris, Auris e Prius) che prevede, oltre allo sconto del 20% sul costo dell’auto, anche sconti su pneumatici da neve (50%) manutenzione (20%) e accessori (10%).
Ma vogliamo ora acquistare insieme anche auto a carburante tradizionale (benzina, diesel, gas). Per il momento acquisteremo in gruppo solo automobili della gamma Toyota (diesel e benzina) e l’accordo prevede sia la permuta dell’eventuale usato che la possibilità di accedere ai finanziamenti proposti dalla casa automobilistica.
Per sapere quale sconto otterremo sui mezzi diesel e benzina dobbiamo prima avere adesioni dettagliate dai singoli acquirenti (…)

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