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Parte il progetto Il Teatro Fa Bene

Santa Cristina di Gubbio, 13 luglio 2015

Sbarca in Italia una strana compagnia di saltimbanchi
Parte il progetto “Il Teatro Fa Bene”
Un’esperienza di teatro di informazione sanitaria e comicità

Il teatro fa bene - Mozambico

E’ sbarcato in Italia un gruppo di 7 attori mozambicani, destinazione Alcatraz; non il carcere americano ma la Libera Università sulle colline sopra Perugia, una riserva naturale dove vivono attori, scrittori e videomaker invece delle gazzelle e degli ippopotami.
Gli attori mozambicani sono stati selezionati tra oltre 100 per partecipare a un progetto: “Il Teatro Fa Bene” (www.ilteatrofabene.it) che sarà realizzato con il coordinamento di Jacopo Fo e Bruno Patierno e il sostegno organizzativo, ideativo e finanziario di Eni Foundation.
Per 25 giorni, nel corso di 2 diversi stage, un team italiano di attori, videomaker e sceneggiatori collaborerà con gli attori provenienti dal Mozambico fornendo ogni tipo di supporto per preparare al meglio uno spettacolo che, secondo le previsioni, andrà in tournée nei villaggi dell’area di Cabo Delgado, nell’estremo nord del Mozambico, raggiungendo un pubblico di circa 25.000 persone.
“Il Teatro Fa Bene” ha l’obiettivo di diffondere una migliore conoscenza sui temi della salute, con particolare riguardo alla maternità e alla cura dei neonati in un’area geografica in cui, assieme a Eni Foundation, opera anche la fondazione Medici con l’Africa Cuamm.
Cosa succede quando un Arlecchino bianco incontra un Arlecchino nero?
Riusciranno attori mozambicani e italiani a trovare una sintesi tra i teatri Macua e Maconde e il Teatro dell’Arte?
Come reagiranno gli spettatori nei villaggi?
Non possiamo aggiungere altro: il finale dello spettacolo è ancora tutto da scrivere.
Chi resterà incuriosito dall’intrico della storia potrà seguire passo passo il racconto di quest’avventura sulle pagine di www.ilteatrofabene.it, grazie anche ai diari di Simone Canova e ai video di Iacopo Patierno.
Non perdetevi l’intreccio!

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MEDICI CON L'AFRICA CUAMM - ENI FOUNDATION - JACOPO FO SRL

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31 luglio - 9 agosto: 6° FESTIVAL DELLA MUSICA DI ALCATRAZ

LE TUE VACANZE IN MUSICA!!!

Ogni anno Alcatraz si trasforma per una settimana in un luogo d'incontro e di scambio con attori, musicisti, cantanti, danzatori.
Seminari, corsi, concerti e spettacoli con più di 50 musicisti, poeti e attori!

I seminari e i corsi, inclusi nella manifestazione, puntano soprattutto aldivertimento e al benessere psicofisico tirando fuori tutta l'energia positivache ci offrono la musica, le danze e il ritmo, nelle loro variazioni dalle forme più tradizionali alle più moderne, e arrivando al nostro cuore.
Una intera settimana dedicata alla musica e alla poesia delle diverse culture del Mondo, vissute, suonate, parlate e ballate.

Qui i prezzi
Qui la pagina Facebook del Festival

Anche i boy scout gay possono essere capi

Anche i boy scout gay possono essere capi

La svolta in casa dei Boy Scouts of America (Bsa) è arrivata con una decisione del consiglio esecutivo, che ha abolito il divieto di adulti 'capi' e dipendenti apertamente gay. La decisione ha effetto immediato e mette fine ad anni di controversie con le quali l'associazione ha rischiato varie cause. Per i boy scout americani si tratta di una vera rivoluzione. 
(Fonte: IlPost)

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Il teatro fa bene - GONÇALO MABUNDA

Gonçalo Mabunda, nato nel 1975 a Maputo, costruisce statue e sculture utilizzando armi e proiettili (disinnescati) della guerra civile, una guerra che, tra il 1981 e il 1994, ha provocato circa un milione di morti, di cui 95% civili.
Noti in tutto il mondo sono i suoi Troni della Pace. La seduta è fatta con bossoli di proiettili, il bracciolo è il calcio di un fucile. Mi ci sono seduto, che onore!
Gonçalo ci fa vedere le sue foto con Bill Clinton e Papa Giovanni Paolo II: "Ho fatto anche una scultura per il Vaticano. Sono stato in Italia!"
Ci racconta che ora vive stabilmente a Maputo e si occupa soprattutto dei ragazzi poveri del suo quartiere, a cui insegna a saldare e lavorare il metallo. E proprio mentre ci parla, sul terrazzo, sgrida un ragazzino che stava attraversando la strada senza guardare.
Le maschere e le sculture hanno una forza incredibile, se ne sente l'energia sfiorandole. Gli domando quanto ci mette a creare un'opera, mi risponde che dipende, per alcune ci vogliono anche settimane di lavoro. Visitiamo il suo laboratorio, all'aperto, ci sono pezzi di metallo ovunque. Ci spiega che le armi vengono disinnescate da una ONG di Maputo: quando sono pronte lui le va a ritirare.
Gonçalo ha una faccia giovane, non dimostra i suoi 40 anni, ha un occhio rovinato, probabilmente dalle scintille di una saldatura, ha carisma, ride, scherza, insiste per portarci a bere.
E perché no...
(Per maggiori informazioni su Gonçalo Mabunda, pagina Facebook. Per vedere le sue opere digitate cerca Gonçalo Mabunda su Google immagini).

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Pet Therapy on line

Pet Therapy on line

Guardare video di gattini fa bene alla salute, lo afferma uno studio appena condotto dai ricercatori della Indiana University Media School, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.
Secondo gli studiosi guardare video di gattini rende più energetici e positivi e fa provare meno emozioni negative, come ansietà, noia e tristezza.
Si elimina l'ansia di accudire un gatto vero, per esempio.

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Il teatro fa bene - MANUELA SOEIRO E IL TEATRO AVENIDA

Abbiamo appena pranzato, riprendiamo la macchina e cambiamo quartiere e panorama. Siamo diretti al Teatro Avenida. La struttura sorge in uno stradone ampio, con attività commerciali sui due lati e traffico, siamo nella zona più servita della città.
L'Avenida è proprio come nelle foto che abbiamo trovato in rete, siamo di fronte a quello che molto probabilmente è uno dei migliori teatri di Maputo.
Incontriamo Manuela Soeiro, da 30 anni dirige il Teatro Avenida. Ci accoglie sorridente, sa benissimo chi siamo, conosce Dario, Franca e Jacopo, ha organizzato rappresentazioni teatrali delle loro commedie, ci racconta che nel 2006 avrebbe anche dovuto incontrare Jacopo ma poi non c'è stato modo.
Abbiamo scoperto questa realtà grazie all'attrice Daniela Poggi, già incontrata in Italia, che qui, nel 2006, ha girato il cortometraggio "Non si paga, social Theatre", ispirato proprio a un testo di Dario Fo.
Siamo seduti in semicerchio davanti a questa anziana signora che ci racconta le storie del "suo" teatro e dei "suoi" attori. Non è solo la direttrice, lei è Mamma Avenida!
Le raccontiamo brevemente il nostro progetto, lei ci risponde che il teatro ha una sua compagnia, Mutumbela Gogo, e che sarebbe felice di poter lavorare con noi.
Ridendo ci dice che l'Avenida non è mai riuscito ad autofinanziarsi, per questo molti anni fa ha comprato il locale a fianco del teatro e ha avviato una panetteria.
Il miglior teatro di Maputo si finanzia grazie a una panetteria. Bella Africa!
Facciamo un giro all'interno del teatro, stanno montando le luci e una scenografia, foto di rito e prima di andare via, ovviamente, acquisti nella panetteria.

Abbiamo rischiato di finire in prigione!!!
Ok, forse esagero ma siamo stati fermati dalla Polizia perché abbiamo fotografato la loro caserma. Volevano sequestrare tutto, hanno chiesto i passaporti, insomma un po' di strizza c'è stata...
Grazie all'autista che ha spiegato la situazione ne siamo usciti solo con un ammonimento verbale.
Devo dire che a me quelle pistole e quei fucili mi hanno convinto. Assolutamente convinto.

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La fine di un mito

La fine di un mito

Chiude definitivamente il catalogo Postalmarket, lo storico catalogo di vendite per corrispondenza. Dopo 56 anni dall'uscita del primo numero, il tribunale di Udine ne ha decretato il fallimento su istanza del Gruppo Bernardi, che nel 2003 aveva rilevato Postalmarket con l'intento di rilanciarlo senza però riuscirci.
Sulle copertine dello storico catalogo hanno posato i volti di modelle e attrici: da Ornella Muti a Ornella Vanoni, ma anche Dalila Di Lazzaro e Carol Alt.
Particolare attenzione veniva data dagli adolescenti alla sezione biancheria intima.
(Fonte: Ansa)

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Il teatro fa bene - MACHAKA

Il teatro fa bene - Il teatro fa bene - INCONTRO CON L'ASSOCIAZIONE MACHAKA
Come vogliono l'educazione, il rispetto e il decoro mozambicano, Michel Sendela, in arte Zito, ci accoglie elegantissimo e sorridente, distribuisce bottigliette di acqua a tutti, e ci fa entrare nella sede dell'associazione.
Il Grupo Machaka è nato nel 2000 per aiutare i bambini di strada del quartiere Mafalala di Maputo. Bambini, ci spiega Zito, che senza le attività teatrali organizzate dall'associazione sarebbero probabilmente destinati allo sfruttamento, alla delinquenza e alla droga.
Grazie al Grupo Machaka, composto da una ventina membri attivi, questi bambini imparano danze tradizionali, testi teatrali e ad andare sui trampoli. Si tratta di un progetto nato in collaborazione con il Teatro dei Venti di Modena, di cui ho già parlato, e che sta coinvolgendo 30 ragazzini, maschi e femmine.
Zito ci fa vedere le foto degli spettacoli, ci racconta che sono una piccola associazione sempre a caccia di fondi. Hanno un paio di computer e hanno organizzato un internet point, fanno molti spettacoli nel quartiere e in città, sono conosciuti e amati. Si sono esibiti anche al Teatro Avenida, il più autorevole della capitale.
Come Alvim Cossa alcune ore prima, anche Zito sarebbe entusiasta di poter lavorare con noi, sarebbe una grande occasione per la sua associazione.
Ci diamo un secondo appuntamento dove ci farà vedere uno spettacolo organizzato dai suoi ragazzi.
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Il teatro fa bene - LO SPETTACOLO DEL GRUPPO MACHAKA
Alcuni ragazzi stanno approntando i fili di lampadine per illuminare la corte, altri quattro accendono un fuoco: devono scaldare la pelle dei tamburi. Ci sono i trampolieri e arrivano anche i mangiafuoco.
Assisteremo, ci spiega Zito, a due danze tradizionali, la prima è di festa, tutti vestono un costume colorato, saltano, si muovono insieme, poi ognuno improvvisa.
Il pubblico ride, urla, scherza, partecipa, qualcuno balla con gli attori, in mezzo a loro.
La seconda danza invece parla di ragazzi di strada e finalmente Zito si spoglia degli abiti formali, indossano tutti una maglietta lisa e jeans strappati. I ragazzi di strada, ci racconterà poi lui stesso, sono tanti, abbandonati ed emarginati ma sono curiosi, conoscono la città meglio di chiunque altro. E' questo il significato della performance.
Al ritorno in macchina nessuno parla, guardo le facce sorridenti dei miei compagni di viaggio, ci scambiamo apprezzamenti sul lavoro di questi ragazzi, è stato un onore che abbiano organizzato uno spettacolo solo per noi, tutti annuiscono, è vero, hai ragione, poi di nuovo gli sguardi persi... come sempre dopo uno spettacolo emozionante si ha bisogno di un po' di silenzio, di digerire le sensazioni.
I ragazzi di Machaka sono bellissimi.
Lezione quotidiana di portoghese: àgua (acqua), frango (pollo), peixe (pesce).

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Jacopo racconta cosa sta per succedere

Che cosa succede all’Ecovillaggio Solare?
Ora è quasi un anno che Casa Solare è abitata da un bel gruppo di persone!
Tutta la storia in questo video di Jacopo!


Che cosa faremo ad Alcatraz in questo bollente agosto 2015?
Un sacco di cose: Estasi Musicando, poi la Super Vera Vacanza e infine il Festival dell’Immaginazione!
Ce ne parla Jacopo in questo video!

Il teatro fa bene!
E se lo diciamo noi potete crederci!
Un’esperienza incredibile quella che stiamo vivendo grazie a questo progetto con il Mozambico.
Siamo tornati in Africa!

 

Il Teatro fa bene - I Diari

Il Teatro fa bene - I diari

Carissimi, continuiamo con i racconti della nostra avventura africana. 

INCONTRO CON ALVIM COSSA

A cena incontriamo Alvim Cossa
Piccola parentesi sul Teatro do Oprimido, o Teatro degli Oppressi. Si tratta di una metodologia teatrale nata in Brasile negli anni sessanta per dar voce a tutti coloro si trovavano in situazioni di oppressione, soprattutto operai e contadini.
Una delle tecniche più utilizzate del teatro degli oppressi è il coinvolgimento diretto del pubblico nello spettacolo. Coinvolgimento che può arrivare anche a cambiare il finale di una rappresentazione per adattarlo alla situazione del momento e del luogo.
Durante la cena a cui partecipa anche Giulio Borgnolo di Eni, Alvim ci racconta come viene organizzato il lavoro nella sua associazione: ogni spettacolo nasce da una discussione di gruppo, il teatro degli oppressi deve far riflettere e tratta di temi importanti e complessi. Cerca di sensibilizzare la gente all’uso dei preservativi, parla di Aids, di prostituzione, violenza, salute. Ai vari gruppi partecipano sia donne che uomini e si recita soprattutto in portoghese.
Alvin è serio e parla con orgoglio del suo lavoro.
Domani li vedremo all’opera…
In albergo, prima lezione di portoghese: buonanotte, boa noite!

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