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Sentite questa!!!

Christian Nayet

A Berck, nel nord della Francia, un paziente si trovava in ambulanza quando l'autista ha avuto un malore. Christian Nayet, 60 anni, che stava andando in ospedale per un controllo (è malato di cancro) non si è fatto prendere dal panico, ha somministrato una medicina all'autista e poi si è messo alla guida dell'ambulanza, trasportando l'uomo all'ospedale di Lens e affidandolo, vivo, alle cure dei medici. Grande!
(Fonte: Ansa)

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Jacopo Fo EcoShots: video corso sulle ecotecnologie (comico ma veritiero): RISPARMIARE ACQUA

Risparmiare acqua si può, e senza nessuno sforzo! Jacopo Fo ci spiega come: grazie al frangigetto (detto anche riduttore del flusso dell'acqua), un piccolo ed economico strumento che ci permette di sprecare meno acqua. Finalmente possiamo farci la doccia e lavare i piatti in maniera più sostenibile.

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Storie di ladri

Eric Brown, 49enne di Richmond (Virginia)

Eric Brown, 49enne di Richmond (Virginia), è stato condannato a 7 anni di prigione per furto. Nell'ottobre del 2011 rubò da un furgone parcheggiato un gobbo elettronico. Il gobbo elettronico di Barack Obama!
Il procuratore Roderick Young ha dichiarato che si tratta di un furto grave.
(Fonte: Corriere.it)

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A un italiano il Nobel dell'Ambiente

Rossano Ercolini Goldman Environmental PrizeRossano Ercolini ha vinto il Goldman Environmental Prize 2013, considerato il premio Nobel per l'Ambiente. 58 anni, maestro elementare a Capannori, in provincia di Lucca, è fondatore dell'Associazione Rifiuti Zero che negli ultimi anni ha portato ben 117 Comuni italiani a chiudere i propri inceneritori e a convertirsi alla raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti.
Erano 15 anni che il Goldman Prize non veniva assegnato a un italiano. Rossano “vince” 150mila dollari.
(Fonte: Corriere)

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Un vero affare alla Casa Solare!

Casa Solare Ecovillaggio Solare Alcatraz

Grazie alla detrazione Irpef sulle ristrutturazioni puoi acquistare uno degli appartamenti di Casa Solare, nell'Ecovillaggio di Alcatraz, risparmiando fino a 48mila euro!
E hai un'abitazione di Classe energetica A dotata di pannelli solari termici e fotovoltaici, riscaldamento a pavimento, pompa di calore, coibentazione dei muri e tripli vetri alle finestre. Nonché 2.000 mq di territorio, una quota degli spazi comuni dell'Ecovillaggio che comprenderanno la lavanderia collettiva, le piscine calda e fredda, due ettari di tartufaia, l'area barbecue e i vani tecnici (per gli attrezzi da giardinaggio ad esempio).
A Casa Solare sono ancora disponibili 4 appartamenti, due al piano terra e due al primo piano.

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Ecologia, follia e dintorni. Intervista a Jacopo Fo

Jacopo Fo Ecologia Follia e dintorniDa Ambienteambienti.com
"Venerdì dopopranzo a Radio2 a “Un giorno da pecora” e sabato dopocena nelle Marche per il suo spettacolo “Ecologia, follia e dintorni”. «Un raccontare in modo divertente che è una via di mezzo tra conferenza e spettacolo teatrale» come lo definisce lui stesso dal palco. Una conversazione scenica in cui raggiunge il climax di ilarità in sala dissertando del sistema uomo-donna, ma dove l’intero discorso è incorniciato dall’inutilità e la nocività dell’egoismo in favore dell’armonia. Un’ecologia della mente, si potrebbe azzardare, alla base. A partire dalla lezione delle scimmie bonobo, “fate l’amore non fate la guerra”, da cui discendiamo."

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Crisi e vie d’uscite – Io vivo in un’altra galassia! E tu?

Come uscire dalla crisi tagliando i ponti con i poveri di spirito.

Milioni di italiani (ancora troppo pochi) hanno da tempo iniziato la rivoluzione degli stili di vita.
Una rivoluzione silenziosa e pacifica. Tanto silenziosa che il resto degli italiani non se n’è accorto.
E’ ora che cominciamo a dirlo.
Ci sono persone preoccupate di cosa pensano gli altri. Persone che scelgono il modo di vestire, di parlare, le espressioni del viso, sulla base dell’effetto che hanno sugli altri: “Mi si nota di più se vado alla festa e sto in disparte o se non ci vado?”
Persone che mentre ti parlano cercano di capire quanto ti hanno affascinato e trasformano subito il risultato in un punteggio che si annotano sul loro taccuino mentale.
Esistono moltissime variazioni di questo modo di essere. Ci sono gli aggressivi, smaniosi di imporsi, che ti dicono in malo modo: “Io sono così, sono aggressivo! Sei capace di accettare che io ho un’altra modalità di comunicazione?” Ecco a queste persone possiamo iniziare a rispondere: “No. Se sei aggressivo mi stai aggredendo, il che mi dà fastidio. Quindi non avrò nessun rapporto con te perché sei un relé nevrotico e io frequento solo esseri umani.”

Poi ci sono quelli che vogliono che tu li ascolti per ore mentre ti raccontano tutto il male che è capitato loro, con tanto di particolari disgustosi. E quelli che ti parlano male di tutti quelli che conoscono… E forse alle tue spalle parlano male pure di te. E ci sono quelli che ti vengono a raccontare che il tale ha detto che tu sei più stronzo di un venditore di bambole costruite con plastica avvelenata. E te lo dicono felici di dirti una cosa sgradevole. Ci godono… Ed è evidente che non hanno insultato quel tale che ha detto cattiverie su di te. No, erano lì che ascoltavano e godevano già all’idea di poterti raccontare quelle calunnie. Ecco, cancelliamo dalla lista delle persone con cui parlare anche questi.

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Combattete la vecchiaia fin da giovani!

(È un consiglio)

Ho appena compiuto 58 anni. Questo è un problema.
Quando ti avvicini ai 60 praticamente sei vecchio.
È una situazione imbarazzante anche perché dentro la mia testa io ho 18 anni.
Mi sono fermato lì.
Poi ti guardi allo specchio, hai la barba bianca, con rade tracce grigie.
Vorrei qui notare che si tratta di una situazione assolutamente assurda, fuori da qualunque buon senso. Perché dovrei invecchiare? Io? Una cazzata spaventosa.
Mi rifiuto assolutamente. E non c’è nessuna legge che mi obblighi. Neanche se vengono a prendermi con i carri armati!
Volete invecchiare? Cazzi vostri. Io ho altro da fare.
 
Ma poi ci sono quei discorsi che hai sentito fare mille volte dai vecchi: “Come va?” Chiedi tu.
“Da poveri vecchi” dice il vecchio.
“Non ho più la forza di una volta.”
“Alla mia età…”
I vecchi si commiserano. Perché sono vecchi. Come se da giovani non si sapesse che, se non si muore prima, poi si invecchia.
Ma è vero o è tutta autosuggestione?
A furia di dire “Sono vecchio! Sono vecchio!” sicuramente poi ti NON ti ritrovi adolescente. Alla fine ti convinci di essere vecchio e smetti di fare certi movimenti, certi pensieri, certe smorfie, non vai più in giro con il tirasassi, non hai neanche una biglia in  tasca… Uno yo-yo… Niente…
Io stamattina ho preso il tirasassi e ho tirato alle nuvole per mezz’ora. Ho un’ottima mira. E non dirò mai “Ho ANCORA un’ottima mira…” Cazzo. È lì la trappola… Io ho deciso che non voglio farmi fregare.
Io non sono vecchio. Sono diversamente giovane.
È importante capire che si tratta di guerra. Guerra per la sopravvivenza.

Poi c’è il fatto che sono pure nonno. Oggi la mia nipotina adorata ha compiuto 7 anni! Cavolo. Entusiasmante. Ma c’è quest’idea assurda che i nonni siano vecchi per definizione. Un umano è in grado di generare intorno ai 15 anni. Quindi a 37 anni potresti già essere nonno. Uno è vecchio a 37 anni? Non diciamo stronzate. A 37 anni sei poco più che minorenne. Quindi solo alcuni nonni sono vecchi, altri sono giovani. Io sono giovanissimo.

Quanto la vecchiaia è reale? Quanto è frutto del condizionamento?
È una cosa sulla quale è meglio iniziare a riflettere da giovani.
Credo sia molto utile rifiutare subito l’idea dominante della vecchiaia, prima di caderci dentro. Quelle parole di merda tipo: “Sono anziano”… ANZIANO… Ma dai… Non è una parola è un crimine federale!

È vero che non ho la resistenza dei 20 anni.
Ma faccio anche molte meno cazzate.
E poi ho avuto la fortuna che a 20 anni ero malaticcio.
Adesso sto una favola. Da qualche mese mi è pure passata l’acne giovanile che m’ha rotto i coglioni per tutta le vita.
La mia linea rossa invalicabile parte dall’evaporazione del concetto di VECCHIO.
Uno scarpone è vecchio. Io ho vissuto a lungo, ho conosciuto molte persone, ho visto molte primavere. E ho rotto i coglioni a mezzo mondo.
Non vivrò in eterno certamente.
E fra qualche decina d’anni salirò le scale molto lentamente.
Ma questo non ha niente a che fare con la mia età.
È che hai vissuto tanto e hai esaurito le possibilità di salire velocemente le scale. Mi spiego: potenzialmente siamo immortali. Ma siamo sottoposti al divieto della ripetizione. Hai a disposizione un numero prestabilito di brioche che puoi mangiare, di scale che puoi salire in fretta.
Non puoi rivedere più di 25 volte “Tutti pazzi per Mary”.
Non puoi infilarti un golf blu più di 47.467 volte.
Non puoi dire: “Scusate il ritardo” più di 5.893 volte.
Eccetera. C’è un numero massimo di volte per ogni tipo di azione.
Quindi per prima cosa cerca di non ripeterti. E non mangiare troppo.

Poi c’è un’altra cosa che ti può essere utile sapere prima che sia troppo tardi.
Mio padre mi ha sempre detto: “Fai quel che vuoi che campi di più”.
Grande principio. Quando fai una cosa che desideri e mentre la fai ti piace e te la godi, quest’azione non viene conteggiata. Quindi cerca di fare delle rivoluzioni, dei cambiamenti, essere stupefacente, soprattutto è te che ti conviene stupire.

Forse la gente muore quando non trova più desideri.
Oppure quando non desideri più niente si interrompono i circuiti della vita. Oserei dire che vivere e desiderare sono la stessa cosa.
E cerca di non avere desideri idioti. Suppongo sia meglio.

Quindi se sei ancora giovane fai tesoro di questi consigli: non etichettare mai nessuno come VECCHIO, cerca di non ripeterti quasi mai e impegnati a fare quel che desideri veramente.
E fintanto che sei giovane non cedere mai il posto a sedere a uno che ti sembra vecchio. È una cosa incivile. Il vecchio ti deve proprio schiattare davanti col respiro a fischietto e la bava alla bocca. Allora gli cedi il posto. Ma solo perché sta morendo lì… Lo faresti anche con un ragazzino.

Non so se esiste un Dio con il quale passeremo il resto dei tempi a cantare la magnificenza dell’Universo… Non so se ci limiteremo a scioglierci nel tutto energetico cosmico senza neanche ricordarci il sapore di una mousse di cacao e melone.

Non siamo esistiti per miliardi di miliardi di anni e non esisteremo poi per altri miliardi di miliardi di anni.
Abbiamo un certo tempo da passare su questo pianeta blu, verde e di un sacco di altri colori. Possiamo muoverci in svariate direzioni, saltare, ballare, costruire piramidi e scoreggiare.
Non ho un minuto di tempo da dedicare a cazzate tipo essere vecchi. Non ci si guadagna niente. E rischi di perderti una di quelle scene pazzesche che succedono da queste parti. Che Dio chissà cosa darebbe per essere nei tuoi panni.

 

EcoLogica. La vita a basso impatto ambientale alla portata di tutti

EcoLogica. La vita a basso impatto ambientale alla portata di tutti

C’era una volta la Guida al Consumo Critico, e c’è ancora, per fortuna: la Bibbia del consumo consapevole, ogni azienda catalogata e passata allo scanner da tutti i punti di vista: eticità, trattamento dei lavoratori, materie prime, ecc.
A questo libro edito dalla Emi oggi se ne affianca un altro: "EcoLogica. La vita a basso impatto ambientale alla portata di tutti" di Johann Rossi Mason, scritto con Paola Emilia Cicerone e Sonia Minniti, edito dalla LOG edizioni.
Eco-Logica è una guida semplice, per tutti noi che abbiamo poco tempo, figli da crescere, la casa e il lavoro, e che allo stesso tempo abbiamo voglia di esercitare un’azione “politica” con le nostre scelte.
In questo libro c’è tutto, solo a scorrere l’indice c’è di che divertirsi: ecoigiene, ecofashion, ecocasa, ma c’è anche l’ecomatrimonio, l’ecobeneficenza, l’ecoufficio.

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Le 4 leggi dell'Ecologia

Barry Commoner Le 4 leggi dell'EcologiaLe conoscete? Sono state scritte nel 1971 da Barry Commoner, biologo e politico statunitense, considerato uno dei padri del movimento ambientalista globale. Nel suo libro più famoso, Il cerchio da chiudere, illustra le quattro leggi dell'ecologia:
1 - Ogni cosa è connessa con ogni altra. C'è una sola ecosfera per tutti gli organismi viventi e ciò che interferisce con uno, interferisce con tutti gli altri.
2 - Ogni cosa deve finire da qualche parte. In natura non ci sono “rifiuti” e non c'è “un lontano” dove le cose possono essere gettate.
3 - La natura sceglie sempre la strada migliore.
4 - Non ci sono pasti gratuiti. Lo sfruttamento della natura inevitabilmente porta alla trasformazione di risorse da utili a inutili.
Oggi ci sembrano concetti quasi scontati, ma negli anni 70 erano rivoluzionari. Per alcuni sembrano scritti ieri.

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