Un mazzo di spugne per te

E’ questo il regalo che i maschi della Susa australiana, una specie di delfini, offrono alle femmine  durante il corteggiamento: un mazzo di spugne colorate.
Il fenomeno è stato studiato da un team di biologi dell’Università della Western Australia, della Murdoch University e dell’Università di Zurigo.
Ok, non saranno rose rosse a gambo lungo ma voglio vedere voi a non emozionarvi davanti a un bouquet di spugne multicolor.
(Fonte: Greenme)

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Noi viviamo in mezzo alle allucinazioni – Parte seconda

In certi momenti di emozione il nostro cervello formula dei sistemi di associazione di idee terribili e capita a tutti.
Una ragazza mi ha chiesto: “Allora non c’è la certezza della vita, del proprio pensiero, di niente…” Certo, rispondo io, c’è una certezza media: mediamente sono una persona civile e rispettosa, poi ho fatto delle cazzate nella mia vita che mi dispiace moltissimo aver fatto, ma non ho il controllo al 100% di me stesso. Non sono un guru. Non sono perfetto.
Quante volte abbiamo sentito dire: mi sono fatto male come uno stupido. No, SEI uno stupido. Se eri intelligente non lo facevi; si è mai sentito di una persona che si è fatto male in maniera intelligente? Esiste un modo intelligente di farsi male? No, sei un coglione.
E guarda che questa consapevolezza provoca un grande rilassamento nella propria vita, è una formazione basic: io non sono intelligente, ho le allucinazioni.
Ti sei resa conto nella tua vita di vedere cose che non ci sono?
Sbagliamo tutti. Non dico che siccome sei un cretino non puoi neanche uscire di casa e prendere l’autobus perché sei troppo scemo. Non voglio estremizzare. Dico semplicemente che rispetto a quello che fai e rispetto a quello che dicono gli altri di quello che tu fai, se mantieni un atteggiamento possibilista vivi meglio.
Ho raramente scontri con le altre persone ma quando capita e ho una contestazione su una cosa specifica che io non ricordo di aver fatto e l’altra persona ne è convinta, invece di litigare gli dico: forse hai ragione, mi dispiace.
Non sono in grado di giurare che non ho detto quello che lui afferma di aver sentito, però che ne sai, ho il 50% di probabilità, forse ho avuto un’allucinazione io o forse ce l’ha avuta l’altro.
Questo non distrugge la possibilità che tu riesca a prendere il tram tutti i giorni e di arrivare al lavoro in orario. O che tu abbia delle idee giuste sulla guerra, la fame, l’inquinamento, l’amore, l’amicizia, il rispetto degli altri, però ti dà una valvola di sicurezza.
Sulla difficoltà di capirsi, di comunicare vi posso raccontare un episodio molto significativo. Era il primo giorno di lavoro per mio cugino. Lo metto davanti a un computer e gli dico: “scannerizza questi 500 disegni, cancella con la gomma la matita”. Torno dopo due ore e lui aveva scannerizzato il primo disegno e stava cancellando la matita col mouse sul computer con la gomma del programma, tempo di lavoro: 20 ore.
Se avesse cancellato prima, proprio sul disegno, ci avrebbe messo 3 secondi.
Gli dico: “Ma sei scemo? Prima si cancella e poi si scannerizza”. E lui risponde: “Eh no, tu hai detto: scannerizza E cancella. E’ il mio primo giorno di lavoro; se tu mi dici così, io eseguo.”
E’ stato un imprinting violento, da quel giorno ogni volta che dico a una persona di fare qualcosa mi chiedo: “Cosa gli ho detto?” e per non sbagliare glielo chiedo: “Cosa ti ho detto?”
Ho scoperto che nelle trattative di lavoro questa modalità è fondamentale. Uno ti dice una cosa e tu invece di rispondere se puoi o non puoi farla chiedi: “Scusami, io ho capito che mi hai detto questo…” e l’altro di solito risponde: “No, non ti ho detto questo…”
Mi è successo con la HP che aveva un problema drammatico: i suoi dirigenti medi andavano dal cliente che voleva un software particolare, si facevano spiegare dal cliente cosa voleva, tornavano in azienda, incaricavano un paio di programmatori di realizzare una demo per il cliente. I programmatori ci lavoravano un mese e quando portavano il software di prova al cliente, questi diceva che non era quello che aveva chiesto.
Per ovviare al problema hanno frequentato un corso di una settimana qui ad Alcatraz ma in realtà la soluzione gliela potevo già dare il primo giorno: Se dovete firmare un contratto da 200mila euro prima andate due giorni in un agriturismo con il cliente a giocare a ping pong o a tennis o a quello che volete, così stabilite un linguaggio comune. Perché se due persone non si conoscono non riescono a capirsi. Se il contratto è di una cifra inferiore quanto meno portatelo a cena, così c’è un minimo di confidenza umana.
Robert Redford, oltre a essere attore e regista, è un uomo geniale. E vi dico perché. Scoppia negli Usa una battaglia tra ecologisti e petrolieri perché questi ultimi vogliono trivellare in una riserva naturale. Ne seguono scontri pazzeschi.
A un certo punto i 7 capi della più importanti aziende petrolifere e i 7 più importanti esponenti del movimento ecologista ricevono una lettera da Redford che li invita a passare una settimana in crociera sul suo yacht. E se ti invita Robert Redford a passare una settima sul suo yacht di solito ci vai…
Sospetto che Redford abbia scelto la settimana con le peggiori previsioni atmosferiche e questi poveri 14 esseri umani si trovano sballottati dal mare per 7 giorni e 7 notti e quindi devono collaborare perché altrimenti affogano.
Quando finalmente scendono a terra Redford li mette intorno a un tavolo e trovano un accordo che riesce a soddisfare entrambe le parti.
E’ chiaro che è una strategia di fondo, se ammettiamo che la stupidità e il malinteso sono meccanismi trainanti dei problemi umani è un progresso rivoluzionario.
Il fatto di ammettere di avere le allucinazioni, unito al fatto che non ci sentiamo parte di un gruppo di esseri umani che collabora ma ci sentiamo divisi in fronti contrapposti, fa sì che non vediamo un’intelligenza collettiva, non ci fa vedere che le nostre competenze, la nostra biodiversità sono necessarie.

(Continua nella prossima puntata: Non potremmo vivere senza le persone di destra)

Oggi ricordiamo anche Franca

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne anticipiamo una bella iniziativa: il 29 novembre prossimo vi sarà una serata dedicata a questa tematica nel corso della quale verrà proiettato il video "Lo stupro" recitato da Franca Rame.
L'appuntamento è mercoledì 29 novembre 2017, ore 21:00, presso la Sala Einstein della biblioteca del comune di San Martino Siccomario (PV).

 

Buone Notizie da Animazione Sociale e da Mamma Chimica

Buone Notizie da Animazione Sociale e da Mamma Chimica e siamo felici di annunciare che da lunedì 27 novembre, ore 21:15, su Rai 5, riprendono le puntate di Dario Fo e Franca Rame: La nostra storia! Dalla puntata 16 alla 19, ogni lunedì fino al 18 dicembre. (…) Continua a leggere CACAO del Sabato

Torna il documentario Dario Fo e Franca Rame - La nostra storia

Siamo felici di annunciare che da lunedì 27 novembre, ore 21:15, su Rai 5, riprendono le puntate di "Dario Fo e Franca Rame - la nostra storia"! Dalla puntata 16 alla 19, ogni lunedì fino al 18 dicembre.

Puntata 16 
Sono anni difficili quelli dopo il ‘68. In tutta Italia e soprattutto nelle grandi città c’erano manifestazioni, cortei, proteste. Si ribellava il mondo studentesco e quello operaio e soprattutto a partire dalla bomba alla Banca dell’Agricoltura a Milano era iniziata una stagione di violenti scontri. E la repressione era durissima. 
Per proteggere e dare assistenza ai detenuti Franca Rame crea Soccorso Rosso, una rete di volontari che seguono i vari processi, aiutano anche finanziariamente i detenuti proletari, trovano testimoni e avvocati. 
E questa attività dà un sacco di fastidio al potere, i servizi segreti controllano la famiglia Fo, Dario viene arrestato a Sassari e Franca viene rapita e seviziata da un gruppo di fascisti che negli anni si scoprirà hanno agito con la benedizione di alcuni servizi deviati dello Stato. 
Oltre a straordinari documenti dell’epoca le interviste, tra gli altri, a Paolo Mieli, Gad Lerner, Lella Costa, Dacia Maraini, Marina De Juli, Gianni Minà, Jacopo Fo.

Clicca qui per rivedere le prime 15 puntate.