fatto quotidiano

Storia eretica: le Colonne d’Ercole, Atlante, il centro del mondo e la Sardegna

Tanti anni fa Sergio Frau, che allora era un reporter di Repubblica, si fece una domanda che gli sconvolse la vita. Si era accorto di un particolare evidente: nelle narrazioni antiche, il fondale marino intorno alle Colonne d’Ercole è sempre descritto come poco profondo, tanto che le navi correvano il rischio di arenarsi. Come è possibile mettere d’accordo questo fatto con la localizzazione delle Colonne d’Ercole nello stretto di Gibilterra dove il mare è al contrario molto profondo? Non è che la localizzazione è sbagliata? 

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È morto Vincino. Panico in Paradiso

Era il 1976, Gad Lerner mi disse che al quotidiano Lotta Continua serviva un sostituto per Vincino che doveva andare in vacanza. Così arrivai nella sede del giornale con tipografia annessa, la porta vigilata da alcuni compagni del servizio d’ordine. C’era uno strano direttore, Enrico Deaglio, medico che di mattina prima di iniziare a fare il giornalista visitava i redattori malati, facendoli sdraiare sui tavoli e poi prescriveva medicamenti.

Vincino mi venne incontro con quel suo sorrisone, era grande e grosso e mi fu subito simpatico, spettinato con i vestiti raffazzonati, mi invitò quella sera stessa a cena. Abitava in una viuzza fetida nella zona dei Fori Imperiali, l’ingresso della palazzina era buio e sporco e io iniziai a temere di dover mangiare schifezze in un antro putrido. Vincino suonò alla porta del primo piano e quando si aprì restai a bocca spalancata vedendo una ragazza di una bellezza scioccante: Giovanna Caronia, sua moglie, che mi offrì pure una fantastica cena siciliana. Poco tempo dopo fummo chiamati a lavorare ai Quaderni del Sale da Pino Zac, il grande maestro che tornava in Italia dopo anni di fuga in Francia per una serie spaventosa di denunce per oltraggio a qualunque cosa. Fui io a trattare sui soldi con l’editore, anche per Vincino.

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Nuovo governo: cari Pd e M5S, fatelo per l’Italia, mettetevi d’accordo

I politici italiani ci trattano come bambini. Ed è avvilente vedere che spesso funziona.

Non sopporto questa politica muscolare. I leader che dicono vinceremo e poi non ammettono che non hanno vinto. Di Maio e Salvini non hanno vinto niente; onore a Bersani quando nel 2013 disse abbiamo non vinto: “E’ chiaro che chi non riesce a garantire governabilità al suo paese non può dire di aver vinto le elezioni. Quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi”. Ma anche il Pd non la racconta giusta quando dice che gli italiani hanno votato perché resti all’opposizione.

Cinque anni fa M5S e Pd hanno perso una grande occasione per cambiare veramente l’Italia. Il M5S fece il gran rifiuto ma, si mormora, anche il Pd non aveva molta voglia di trattare; se avesse fatto una proposta basata su un programma succoso e chiaro, il M5S non avrebbe potuto dire di no.

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Le Ferrovie dello Stato odiano i viaggiatori. Anche quelli ricchi.

Ondata di flashmob per convincere le Ferrovie dello Stato ad amare l’umanità. In quest’Italia dell’assurdo conclamato c’è gente che ha difficoltà a mettere al primo posto la gente che si alza presto al mattino e prende il treno locale per andare a lavorare. Così i treni sono sporchi, sovraffollati, insicuri, in ritardo e con orari decisi da disturbati aritmetici.
L’Alta Velocità per alcuni è un sacco figa, mentre il pendolare rovina il panorama. E di questo non c’è da stupirsi perché l’ideologia classista è dura a morire, più facile che muoia un pendolare per un treno che si ribalta perché il binario era sostenuto da un pezzo di legno. È invece stupefacente scoprire che ai vertici delle Ferrovie c’è qualcuno che ce l’ha anche con i ricchi, compresi quelli che viaggiano in primissima classe. Forse qualche militante estremo di Potere al popolo, forse qualche nichilista esistenziale che odia l’umanità in toto per il solo fatto che siam bipedi…

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Cristoforo Colombo e Re Erode erano brave persone

Aldo Grasso mi ha citato tre volte nei suoi articoli. Due volte contro e una a favore, quindi, suppongo che non mi odi a priori e per questo lo ringrazio. Inoltre ha concluso il suo ultimo articolo con una frase che ho trovato geniale, a prescindere dal fatto che fosse rivolta contro di me: mi avvisa del rischio che corro di “far ricadere sui padri le colpe dei figli”. GRANDE! Quindi cerco di rispondere alle sue obiezioni in modo amichevole e diciamolo, anche lusingato.

La questione è la seguente: in un video realizzato con Mario Pirovano abbiamo sostenuto che Colombo era un criminale e lo abbiamo condannato a una pena antica: la dannazione della memoria.

A differenza di alcuni ignoranti seriali, Grasso non ha contestato i fatti storici, inoppugnabili e comprovati da numerose testimonianze, a partire dai diari scritti da Colombo stesso. Grasso muove invece una critica che ha una sua logica: egli pensa che i crimini di Cristoforo siano mitigati dal fatto che sono stati compiuti in un’epoca nella quale schiavismo, torture ed esecuzioni sommarie erano pratica corrente e osserva che è difficile spiegarmi che “è sempre un errore leggere la storia della fine del secolo XV, per quanto crudele ed efferata, con gli occhi di oggi”.

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Salute: Zendium e i batteri buoni, il dentifricio fa la rivoluzione

Giuro che il marchio Zendium non mi ha pagato per scrivere questo post. Non conosco nessuno che lavora alla Zendium, non sono neppure mosso dalla libidine di conoscere una delle fantasmagoriche informatrici sanitarie Zendium, famose nel mondo per la loro cruda avvenenza. Io sto con il dentifricio Zendium perché è la prima azienda che ha avuto il coraggio di schierarsi senza se e senza ma con i batteri eubiotici, cioè quelli che vivono in simbiosi con noi e ci difendono da quegli stronzi dei batteri patogeni, cioè cattivi, e dai virus aggressivi.

Sono anni che blatero a proposito del complotto criminale dei produttori di disinfettanti per la casa, disgraziati perché insinuano nella mente delle mamme amorevoli l’idea malata che per proteggere i pargoli sia necessario irrorare casa e vestiti di liquidi terminator assassini di batteri buoni.

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Saper fingere migliora la vita

Gli attori usano il cervello in maniera diversa perché recitano.
Fare finta di essere un dottore, un ladro, un assassino, un operaio, porta il cervello a lavorare in maniera diversa. Recentemente ho ascoltato parlare su questa questione Monica Salvi che gestisce l’orto Collettivo sinergico di Casale Podere Rosa a Roma, si occupa di teatro-terapia e di malati di alzheimer. La Salvi sostiene che esiste un rapporto tra l’esperienza di recitare e il modo con il quale affrontiamo le situazioni difficili. Di fronte a un disastro esistenziale, una situazione pericolosa, una malattia, gli attori hanno un vantaggio sostanziale rispetto alle altre categorie umane: possono recitare. Cioè “fare finta che” come hanno fatto quotidianamente sul palcoscenico.
Questa esperienza offre un doppio vantaggio…

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Migranti, la storia ci giudicherà perché di fronte al massacro siamo restati fermi e zitti

Migranti, la storia ci giudicherà perché di fronte al massacro siamo restati fermi e zitti

Ha ragione Alex Zanotelli. Quelli che abbiamo di fronte sono crimini nazisti.
Sentiamo gente vantarsi del fatto che Berlusconi e la Lega strinsero un accordo con il dittatore e torturatore Gheddafi e decisero di finanziare la costruzione e la gestione di campi di concentramento gestiti dal dittatore libico, nei quali internare chi cercava di raggiungere l’Europa. Così diminuirono gli immigrati sui gommoni. Possiamo facilmente immaginare che razza di campi di concentramento misero insieme i killer di Gheddafi.
La storia giudicherà questa gente.

C’è da vergognarsi a sentire della gente che si fregia dell’essere umanista e progressista, attaccare le Ong perché salvano i rifugiati in mare. Secondo questi spostati morali le Ong possono intervenire solo se il profugo sta annegando. Riuscire a sapere prima dove sono e andarli a prendere prima che la barca affondi non va bene perché è chiaro che l’informazione te la danno i criminali scafisti e quindi sei complice. Ed è colpa tua se poi arrivano più immigrati.

Io rovescerei la questione: perché non andiamo direttamente con l’esercito sulle spiagge libiche a liberare questa gente in ostaggio di criminali?

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Agrigento, burocrazia folle: giù le mani da Favara! Giù le mani dall’arte!

Favara, Agrigento, Farm Cultural Park

Ho conosciuto Andrea Bartoli e Florinda Saieva a Gela, lo scorso dicembre, e mi hanno raccontato la loro storia straordinaria. A Favara, un luogo nel quale nessun turista arrivava, neanche per sbaglio, hanno restaurato alcune case del fatiscente centro storico e hanno iniziato a invitare artisti di tutte le discipline, allestire mostre, installazioni, decorare i muri esterni delle case dal marciapiede al tetto, inventare cartelli stradali, oggetti, giochi visivi e sonori. Una festa. Ma anche una capacità titanica di far arrivare da tutto il mondo artisti disposti a passare dieci giorni a Favara per scoprirla. Scoprire che? Non c’era niente!

Fatto sta che nasce il Farm Cultural park. E con la loro elegante cortesia e ospitalità sono riusciti poi a far arrivare anche un’orda di giornalisti fin dal Giappone, che chissà come si erano convinti che non potevano assolutamente perdere l’occasione di raccontare l’incredibile stupore che ti coglie quando arrivi a Favara. Miracoli dell’immaginazione al potere.

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Siccità: non piove, Raggi ladra! (Ma il cambiamento climatico cosa c’entra?)

Siccità: non piove, Raggi ladra! (Ma il cambiamento climatico cosa c’entra?)
Sinceramente sono scioccato dal cumulo di informazioni sbagliate a proposito della siccità. Da una parte è tutto un rimpallo di responsabilità: è colpa di Acea se Roma avrà l’acqua razionata, è colpa di qualcun altro se molti comuni laziali sono già al razionamento. Dall’altra parte, sembrano tutti d’accordo sul fatto che il colpevole numero uno sia il cambiamento climatico.
Anche molti ecologisti lo dicono. E anzi, sembrano proprio contenti che alla fine sia chiaro a tutti che è necessario smetterla di bruciare petrolio e carbone inquinando il mondo. I fatti ci danno ragione, evviva!
Le cose non stanno così.
Fermo restando che se non vogliamo che la vita umana su questo ridente pianeta finisca, dobbiamo cambiare sistema: il disastro della siccità è figlio solo in parte del cambiamento climatico. Il centro della questione in questo caso è un altro: il nostro sistema idrico è a pezzi.
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