fatto quotidiano

Sesso, il punto G è vivo e lotta insieme a noi. Per trovarlo basta fare ginnastica

Tempo fa scrissi un post a proposito del Punto G che raccolse le critiche del dottor Puppo, blogger de ilfattoquotidiano.it.
Peraltro da più parti arriva una campagna di demolizione verso questo aspetto dell’anatomia femminile. Si ha notizia di un’assemblea di mille donne che avrebbero sostenuto all’unanimità l’inesistenza di questo tempio del piacere femmineo.
Stamattina ho telefonato al professor Jannini, esimio ricercatore nonché primo a fotografare l’area in questione dimostrando la sua esistenza.
Gli ho detto: “Emanuele, ma il Punto G esiste ancora o l’avete perso?”.
Ho tirato un sospiro di sollievo quando mi ha confermato che è ancora lì: “Ma mi si dice che avete ritrattato!”, gli ho detto. E lui: “Ma per niente!” e mi ha spiegato che un coacervo di ricercatrici e ricercatori ha soltanto deciso di non utilizzare più la definizione di “punto G”, in quanto hanno verificato che questo nome induce alcuni a un’idea fuorviante: “Molti si aspettano di trovare un pulsante da schiacciare”.
Si parla quindi di “area” più che di “punto”. Ma la sostanza resta immutata. E allora, dirà qualcuno, com’è che addirittura mille donne hanno dichiarato di non averlo trovato?

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Crisi e burocrazia, scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti

 

Sicuramente Berlusconi è stato odiato in modo smisurato. Ma questo odio ha scelto di non travalicare alcuni limiti.
Ad esempio, non è mai stata condotta una campagna incisiva sul fatto che le aziende del presidente del Consiglio possedessero due reti televisive pornografiche a pagamento e un casinò online. Credo che sarebbe stato uno shock per i suoi cattolici elettori.

Parto da questa osservazione perché il tema del post è l’efficacia limitata dell’azione dei progressisti. Prova ne è che Berlusconi è durato 20 anni e se ne è andato solo dopo aver dato il colpo di grazia all’economia. E nonostante questo, è raro che si rinfacci alle destre il disastro che hanno realizzato. Se i progressisti avessero più senso pratico in ogni dibattito televisivo, qualunque cosa dicano gli esponenti delle destre dovremmo sentir rispondere: con che faccia mi parli, dopo che avete condotto l’Italia al tracollo economico?

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Da Celebrity MasterChef ai Trattati di Roma, notizie da ogni mondo

Da Celebrity MasterChef ai Trattati di Roma, notizie da ogni mondo

Notiziona

I capi di stato europei sbagliano a firmare il trattato e le firme finiscono una sull’altra. La Merkel accusa il presidente di Cipro: ha cominciato lui a invadere lo spazio della Francia! Ma come cazzo pensate che ci esca un’Europa migliore se non sono neanche capaci di firmare nello spazietto giusto?

Notiziona da prima pagina

La Cucinotta scoppia a piangere perché quel che ha cucinato disgusta gli chef. Orde di fans della Cucinotta, sessualmente invasati, danno la caccia a Cannavacciuolo. E poi vediamo se si mette a dare paccheri sul coppino.

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Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Se invece sai le risposte, sei una mitica avanguardia degli italiani di domani.

Perché, diciamolo, siamo preda di una casta corrotta, infingarda e incapace, ma è pur vero che c’abbiamo milioni di connazionali che pensano che tutto è loro dovuto senza fare un cazzo: non si informano, non riflettono sui problemi, non verificano le storie, prendono posizione sulla base di luoghi comuni e idee preconcette (e antiche nel senso peggiore del termine). E questi svaporati civili oltre a mugugnare sul Web, e mettere “mi piace” a cazzo dovunque sentano un tiramento pelvico, non fanno un’emerita minchia di concreto, di fattivo. Solo rutti e scoregge sociali.
Quindi cominciamo con le domande. Rullo di tamburi per favore:

L’Italia possiede l’80% del patrimonio artistico mondiale? Oppure c’ha poco più del 10%?

La corruzione in Italia si mangia 6 miliardi all’anno o 60 miliardi?

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Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

È ormai scientificamente dimostrato che esiste una zona cerebrale adibita specificamente alla produzione di sensazioni estatiche e al senso di appartenenza, a qualche cosa che ci pervade e ci innalza dandoci la sensazione di far parte di un tutto dominato dall’amore e dalla pietà e dotato di una progettualità rigogliosa, fantasiosa, stupefacente. Cioè il senso del sacro è fisiologico: a fianco delle pulsioni primarie (identificare, attaccare, fuggire, nascondersi) ne esiste una quinta: contemplare.

Immagino già, che mentre stai leggendo pensi: ecco, gli è presa la botta mistica e si è convertito al cristianesimo oppure vuol mettersi a fare l’indù zen!
Invece no. Ma osservo, che i roghi dell’Inquisizione, la caccia alle streghe e l’insistente bigottismo di parte dei fedeli di tutte le religioni hanno generato un muro contro muro tra credenti e atei che si è radicalizzato portando noi atei a rifiutare in blocco qualunque concetto sia “inerente” alla fede. Tocca fare un restyling di questa rigidità cresciuta nel dolore delle persecuzioni contro gli eretici.

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‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a intervistare decine di persone che hanno lavorato o che erano amiche dei miei genitori. È stata un’esperienza molto emozionante. Ho trovato grandissimo affetto nei loro confronti e storie inedite anche per me. E ho scoperto aspetti del loro carattere che non conoscevo.

Ad esempio Cochi Ponzoni mi ha raccontato di quando un giorno, sulla spiaggia di Cesenatico, erano insieme a Enzo Jannacci e Renato Pozzetto e mio padre si mette a scrutare il mare e poi indica un punto all’orizzonte ed esclama: “Guardate, laggiù, una nave sta affondando!“. Gli altri tre capiscono il gioco al volo e si mettono a indicare anche loro: “Sì, laggiù. Guardate!”. In pochi minuti una piccola folla si riunisce e si scatena un’allucinazione collettiva… Non pensavo che mio padre da giovane fosse così poco serio!

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Dal 13 febbraio alle 21.15 su Rai5

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