fatto quotidiano

Iraq, ammazzare i bambini è terribile

Anche ammazzare gli adulti non va bene. Ma ammazzare i bambini è terribile, incommensurabile.

Sono giorni che scrivo e riscrivo questo articolo. Come puoi spiegare che ammazzare i bambini non si fa?
Come puoi spiegare una cosa che tutti dovrebbero sapere?
Chiunque abbia un briciolo di sentimento nelle vene, chiunque possa comprendere il dolore di una madre, chiunque abbia un capello di senso umano lo capisce da sé che ammazzare i bambini è orribile.
Tanto orribile che non ci può essere scusa, spiegazione, attenuante. Niente.
Eppure questi poveri esseri umani senza coscienza, senza senso dell’amore, continuano ad ammazzare bambini.

Queste teste vuote riescono a trovare una MOTIVAZIONE per cui, per i loro sacri principi di merda, va bene ammazzare i bambini. Stanno facendo cose talmente importanti che degli effetti collaterali non gliene frega un cazzo.
Terroristi islamici che fanno la guerra santa, e legali governi democratici che devono combattere il terrorismo islamico… E ammazzano bambini iracheni, siriani, palestinesi, israeliani.
E se sei un terrorista, lo dice la parola, t’ha fuso il cervello e pensi di costruire qualche cosa di buono ammazzando i bambini… Ma se sei uno che dice di volere la pace e la democrazia come fai a dire: “Scusate, un mio drone ha bombardato in sbaglio un matrimonio, c’erano anche 16 bambini…”, “Mannaggia m’è scappata una cannonata, ho distrutto una scuola con dentro 20 bambini…”.
Son cose che capitano? Vittime collaterali?

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Ecofuturo: Caro Renzi eccoti un altro paio di finanziarie

Idee elementari per risparmiare miliardi e bombe su Gaza.

La pioggia battente, pare voler sottolineare lo sconvolgimento climatico e il fatto che agire è ineluttabile e urgente.
Ma nonostante il tempo (in fondo per essere novembre non è poi così male) qui le attività impazzano. Praticamente ogni giorno si propongono tecnologie e metodi di gestione che produrrebbero risparmi o utili per miliardi.
Ecco alcuni esempi:
Le potature dei giardini comunali e il taglio della vegetazione lungo le strade non producono denaro dalla vendita della biomassa ottenuta ma un costo: questi vegetali sono considerati rifiuti da smaltire in discarica.

La Senatrice Puppato ci ha parlato di una sua proposta di legge che la faccia finita con l’obbligo, per le imprese che producono scarti di produzione organici e non tossici, di conferirli in discarica. In pratica, nelle norme vigenti gli scarti organici e non tossici se fanno parte di un processo che viene considerato industriale devono essere obbligatoriamente conferiti in discarica.

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Ecofuturo, giorno II: Milano e Roma potrebbero tagliare 30 milioni di elettricità

Nel 2005 con Maurizio Fauri, docente dell’Università di Trento, abbiamo realizzato la modernizzazione dell’illuminazione pubblica e dei sistemi di riscaldamento del comune di Padova ottenendo un milione e mezzo di euro di risparmio all’anno e 12 premi nazionali e internazionali. Sono passati 9 anni, le tecnologie sono migliorate molto con l’ultima generazione di lampadine a led, ma ancora nessun grande comune italiano ha seguito l’esempio di Padova. Uno spreco che a livello nazionale è di centinaia di milioni di euro, basti pensare che la bolletta elettrica di città come Milano o Roma superano i 20 milioni di euro.
Perché? Cosa si potrebbe fare per diffondere il buon senso tecnico nei comuni? Di questo si è parlato nella tavola rotonda moderata da David Perluigi, direttore della tv del Fatto Quotidiano, con l’Onorevole Laura Puppato (Pd), Marco Boschini (Comuni Virtuosi), e Angelo Bonelli (Verdi Civici) (su www.alcatraz.it è disponibile anche on demand).
Stiamo trasmettendo urbi et orbi una valanga di informazioni su come potremmo migliorare la qualità della nostra vita e la situazione economica italiana usando un po’ di buon senso e le nuove meravigliose ecotecnologie.
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Rivoluzione Verde, sviluppiamo la rete degli eco-tecnici

Festival Ecofuturo di Alcatrax 26 luglio - 2 agosto 2014

Incontriamoci a Ecofuturo Festival per progettare il cambiamento.
Stai per sperimentare le macchine, gli strumenti e i modi di cooperare che hai sempre sognato.
Ad Alcatraz, per 7 giorni, dal 26 luglio al 2 agosto, potrai toccare con mano il futuro migliore.
Stampanti 3d, nuovi sistemi fotovoltaici, forni solari, fitodepurazione, riscaldamento dai batteri, zappe e altri attrezzi agricoli ergonomici, lampadine a led di ultima generazione, sistemi di filtraggio dell’acqua, moto, bici e risciò elettrici, materiali e soluzioni per la bioarchitettura (con la possibilità di visitare due case costruite con diversi sistemi, entrambe in classe A super), e molto altro ancora.

Grazie alla collaborazione con un gran numero si associazioni, imprese, blog, ricercatori e comunicatori, siamo riusciti a radunare per una settimana, gran parte di chi oggi in Italia sta lavorando concretamente per accelerare la Rivoluzione Verde.
Non vogliamo fare un partito o una nuova associazione, vogliamo collaborare in modo paritario, scambiare idee e risorse, creare alleanze e sinergie.
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Riforme: caro Renzi, te lo do io un miliardo di euro. Gratis!

Matteo Renzi

Ci sono alcune azioni a costo zero che si potrebbero decidere domani pomeriggio volendo…
Hai fatto molto promesse, e hai avuto anche il coraggio di sbilanciarti sulle date. Coraggioso ma adesso rischi grosso: quando prendi il 41% dei voti poi devi portare a casa i risultati, sennò lo sai come sono gli italiani: ti girano le spalle.
Non sono renziano ma penso che se tu riuscissi a portare a casa alcune riforme, sarebbe utile.
Secondo me stai facendoli un po’ di conti… Hai una maggioranza che ti fa impazzire, più di 800 decreti legge pregressi da varare, qualche risultatino l’hai portato a casa, qualche cos’altro te lo fai dare dalla Merkel, altri due sorrisi alle telecamere e poi spari un altro Stai sereno! e si vota… E dici: “Avrei fatto tutto quello che ho promesso ma non me lo fanno fare… Votatemi e vi faccio l’Italia come Disneyland ma con le donne nude e il vino al posto del succo di frutta…”. E rischi di riprendere il 40% e fare un monocolore di soli toscani duri.

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Iraq, dolore nel silenzio dei media

Iraq, dolore nel silenzio dei mediaNel silenzio assordante dei media il tripudio della disumanità.

Non riesco a togliermi dagli occhi un’immagine che non ho visto e che nessuna televisione ti farà vedere: due ragazzi sunniti vengono prelevati in casa da una squadra di militari governativi, portati in strada e uccisi sotto gli occhi della madre. Colpevoli soltanto di essere sunniti, quindi terroristi.
Quello che arriva dai canali diretti che abbiamo con l’Iraq, persone che certamente non hanno nessuna vicinanza con i fondamentalisti islamici come non ne avevano con il regime dittatoriale e criminale di Saddam Hussein, è un grido di dolore immenso di fronte a una barbarie allucinante.
Un’amara lezione che la storia sta impartendo a chi in buona fede si era illuso che l’invasione dell’Iraq avrebbe migliorato la vita degli iracheni.

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Genocidio in Iraq

Iraq, sfilata miliziani sciitiDopo i massacri compiuti dai fondamentalisti islamici le forze regolari irachene si scatenano facendo strage di civili. L’Iraq è in preda all’orrore. Fonti della società civile irachena raccontano di stragi continue. I media hanno dato conto delle orribili esecuzioni sommarie di governativi da parte dell’Isis (o Isil).

Ma non una parola è uscita sui crimini che stanno compiendo le truppe addestrate da Usa e company. Pare che abbiano ben appreso le lezioni su torture e massacri.
Fonti irachene neutrali segnalano bombardamenti di case e ospedali e raccontano che nelle aree di guerra i governativi entrano nelle case dei sunniti, prendono i giovani e li ammazzano. Se sei giovane e sei sunnita sei un terrorista! Hanno scatenato una pulizia etnica!
Per assurdo sembra che lo scopo del governo iracheno non sia riportare la pace ma spingere i sunniti ad arruolarsi nelle truppe fondamentaliste. Ma forse non è poi così assurdo… La guerra civile può essere un affare… La pace farebbe diminuire i finanziamenti occidentali?

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Dario Fo torna in Rai con ‘Francesco’: mio papà è diventato papista

Sette anni fa la Rai lo allontanò per lesa maestà pittorica.

Domenica 22 giugno Dario torna in tv, su Rai1, alle 21,25, e recita Francesco, lo Santo Jullare, dedicato addirittura al nuovo Papa e Il Fatto mi chiede di raccontare cosa succede a mio padre…
In effetti ce n’è da scrivere, perché di cose ne stanno succedendo più d’una e io credo di essere abbastanza informato sui fatti.
Innanzitutto mio papà è diventato papista. Delle 12 cose che io pensavo non potessero succedere a mio padre questa era solo un pelo sotto la sua nomina a Presidente della Repubblica (nomina che l’avrebbe costretto a presenziare a sfilate di carri armati! Atto per lui fisiologicamente impossibile). E non si può dargli dell’incoerente voltagabbana. Il problema non è Dario. È il Papa che all’improvviso gli ha preso questa smania di fare il cristiano.
Un Papa che fa fuori i vertici corrotti della finanza vaticana! Roba da fantascienza!
Un Papa che telefona a Carlo Petrini per complimentarsi per il progetto “10.000 orti per l’Africa” e poi lo invita a fare quattro chiacchiere in Vaticano. Che poi Petrini si mette a raccontare a mio padre tutto quel che si sono detti con il Papa…
Francesco è uno dei testi più incisivi e poetici di mio padre. Quando debuttò, una ventina di anni fa, lasciò stupito persino il recensore di Civiltà Cattolica. Dario non aveva mai affrontato nel suo racconto la questione della fede e del mistero dell’esistenza. Questione rilevante anche per gli atei, perché non credere nell’esistenza di un Dio barbuto e onnipotente non vuol dire che quando ci si alza la mattina non si resti stupiti per la clamorosa bellezza di tutto quel che esiste.
E con Francesco Dario riesce a raccontare questo in modo meraviglioso. È uno spettacolo che sprizza gioia e stupore.

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Elezioni amministrative 2014: la sconfitta di Perugia, dolore fisico e anche bugie

Wladimiro Boccali

Non è stato sconfitto il vecchio apparato del Pd.
Grossomodo Renzi il Rottamatore ha detto che il Pd ha perso dove non si è rinnovato. Gli hanno fatto eco in molti.

Mi pare vero in genere. Ma non è vero per Perugia.

Il sindaco Boccali non è un esponente della vecchia politica.

A Perugia è il rinnovamento.

Vladimiro Boccali non solo è una persona onesta ma è anche capace.

È sempre stato tra gli innovatori, fu uno dei fondatori di Banca Etica a Perugia e durante il suo mandato ha sostenuto molte iniziative solidali come l’autocostruzione di case, lo sviluppo delle cooperative sociali, il sostegno ai giovani artisti, a sistemi di riuso e riciclo come il mercato dell’usato e del baratto e alla diffusione dell’efficienza energetica.
Ma soprattutto la giunta Boccali si è dedicata a costruire il rilancio economico della città. E Boccali, contro ogni aspettativa, è riuscito a portare a casa un risultato enorme. Infatti, Perugia è riuscita a essere selezionata tra le 6 finaliste che concorrono per diventare capitale europea della cultura nel 2020. Ed essere tra le 6 finaliste vuol dire aumentare la visibilità in Europa e  intercettare le enormi risorse dei finanziamenti europei che vengono erogati alle città finaliste. Quindi anche se alla fine non si dovesse vincere si è già ottenuto un risultato molto positivo.

In soldoni, parecchi punti di Pil comunale
Ma se Boccali è stato così bravo, c’è da domandarsi che cosa abbia determinato una sconfitta elettorale che sembrava impossibile…

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Europee 2014, onore al Movimento 5 Stelle

Jacopo Fo Fatto QuotidianoPerché dobbiamo ringraziare Grillo.

Il web è pieno di ironie sui pentastellati: vinciamo poi…
Ma se usciamo dalla miopia del momento e guardiamo a quel che sarà scritto sui libri di storia dobbiamo innanzitutto essere grati a questo gruppo di persone appassionate.
Una cosa fuori da ogni dubbio è che il M5S è stato capace di rovesciare la situazione italiana come un calzino.
E i primi che dovrebbero ringraziare Grillo sono i militanti del Pd. Senza Grillo il vecchio gruppo di potere sarebbe ancora in sella e i risultati elettorali sarebbero stati ben diversi.
Solo grazie al terrore per il M5S Renzi è riuscito a diventare segretario e poi premier.
È grazie al terrore per il M5S che si sono ridotti (un poco) i costi della politica ed è stato messo un tetto agli stipendi da paura dei manager pubblici, è partita l’anagrafe fiscale e si è iniziato a parlare seriamente di riforme.
Quindi, amici miei vi ringrazio. E non prendetevela per questo arretramento. Ogni secondo del vostro impegno politico è stato ben speso e ha già dato frutti che (forse) faranno uscire l’Italia da 50 anni di corruzione.

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