fatto quotidiano

Cosa ci manca per cambiare il mondo?

Stefano Benni sta parlando in palestra dell’immaginazione.
Racconta che secondo recenti ricerche neurologiche ogni volta che ti viene in mente un’idea fantastica subito il tuo cervello produce uno sciame di pensieri repressivi che cercano di fermarti: non si può fare; stai con i piedi per terra; non volare alto; già qualcun altro ci avrà pensato; se ci provi fai farai brutta figura; ti daranno addosso, eccetera.
Nella testa abbiamo neuroni atavici che adorano la sicurezza del già visto, del conosciuto. Circuiti neurali che vivono qualunque cambiamento come una minaccia potenziale. Modalità emotive figlie della vita nella foresta primordiale dove qualunque mutamento poteva nascondere l’arrivo della tigre con i denti a sciabola. Per questo siamo così bravi a identificare e incasellare, quando tutto quel che ci circonda è conosciuto il cervello gode e secerne dopamina. Per questo il cambiamento repentino crea reazioni di malessere: il cervello ci nega il piacere della dopamina.
La mente non solo mente, è pure reazionaria!

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Finanziamenti europei: la supercazzola


Dopo anni di tentativi infruttuosi sono giunto alla conclusione che tutto il sistema dei finanziamenti europei è un delirio zdanoviano.
Solo persone dotate di facoltà che rasentano il paranormale burocratico, la metempsicosi modularistica e la chiaroveggenza bandistica possono aspirare a ricevere soldi dell’Unione Europea.
Soldi che peraltro non finiscono nelle tasche di astuti corrotti visto che l’Italia perde ogni anno miliardi perché non ci sono abbastanza progetti decenti!!!
È chiaro che esiste un grave deficit di professionalità se gli spagnoli riescono a ricevere quasi tutti i soldi a loro destinati e noi no…
Ma non tutta la colpa può essere data alla nostra munifica ignavia.
È la logica che sta dietro alle modalità di erogazione che è perversa. Oserei dire sessualmente malata.
La valutazione di chi deve avere i soldi avviene sulla base di quanto si è bravi a descrivere il proprio progetto. Un principio che in alcuni casi va anche bene ma che non dovrebbe essere il solo preso in considerazione. Si dovrebbe creare un meccanismo parallelo di accesso ai finanziamenti sulla base non solo di quel che voglio fare ma anche di quel che ho già fatto.

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Migranti: uccidono più le lattine di pomodoro che le bombe!

Migranti: uccidono più le lattine di pomodoro che le bombe!

Lacrime di coccodrillo a pioggia dopo i 700 annegati.

Forse adesso l’aviazione italiana bombarderà tutti i barconi fatiscenti ancorati nei porti libici. Speriamo che lo facciano senza i migranti dentro.
Ma comunque sarà un’azione inconcludente.
Perché le ragioni di questo massacro sono altrove.
Ad esempio nei campi profughi spesso in mano alla criminalità, dove si accalcano secondo alcuni 3 milioni di persone.
Cosa deve fare questa gente se non cercare di fuggire?
Cosa si sta facendo? Tanto poco.
Soccorrere i profughi non è solo un’azione umanitaria, è lo strumento più potente per combattere il terrorismo.
Lo dice il Papa, lo dice il Presidente della Repubblica: solo vincendo la lotta contro la miseria e la disperazione si può vincere il terrorismo.
Si calcola che riducendo del 50% le spese militari delle nazioni ricche potremmo cancellare fame e analfabetismo.
Utopico. E non basterebbe in realtà. Dovremmo anche smettere di sostenere golpisti e governi corrotti.
Utopico.
E poi bisognerebbe anche smetterla di distruggere le economie dei paesi poveri con la concorrenza sleale.

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Manuali: costruisci il tuo ecovillaggio! (Funziona)

Che l’idea del gruppo d’acquisto per le case dia enormi vantaggi possiamo affermarlo sulla base non solo delle teorie ma anche dell’esperienza dopo che sono passati sette mesi da quando il primo gruppo di inquilini ha traslocato e dopo che il freddo invernale ha mostrato l’efficienza dei sistemi costruttivi.

Abbiamo dimostrato che unirsi per aggirare le tagliole (e i ricarichi) del mercato immobiliare conviene e si può fare (si risparmia più del 20% del costo di mercato). Nel progetto della cooperativa del gruppo d’acquisto c’era la costruzione di appartamenti in classe energetica A, con bolletta zero, grazie a un impianto fotovoltaico da 20 kw, per 8 appartamenti, e un impianto solare per l’acqua calda. Sono state invece consegnate abitazioni in classe A+ e nelle casse della cooperativa sono restati più di 50 mila euro, economizzati. Il che non è poco visto che in Italia, generalmente, se preventivi di spendere 100 alla fine spendi 120….

A questo punto speriamo che altri abbiano voglia di intraprendere iniziative analoghe. E come contributo solidale offriamo tutto il nostro lavoro di progettazione. Speriamo che possa essere utile e che faccia risparmiare ad altri tempo e denaro. Eccovi una guida sintetica con i link a tutta l’esperienza e la progettazione ormai realizzata (siamo parecchio open source).

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Spesa dei comuni: Fassino cieco, Renzi sordo e i giornalisti muti

FassinoMi fa veramente incazzare sentire il delirio quotidiano.
Ad esempio Piero Fassino dice: i comuni non hanno più soldi, abbiamo sostenuto tagli spaventosi…

Ma che tagli hanno fatto i comuni?
Come mai a tutt’oggi, ad eccezione di Padova, nessun grande comune italiano ha cambiato le lampadine dell’illuminazione stradale?
Parliamo di bollette superiori ai 20 milioni di euro l’anno per comuni come Milano e Roma. Bollette che si potrebbero agilmente dimezzare. A Padova lo abbiamo dimostrato nel 2005, con Maurizio Fauri dell’Università di Trento; per questo intervento abbiamo anche ottenuto 12 premi nazionali e internazionali ma solo a sindaci di piccoli comuni è venuto in mente di fare altrettanto.

E che dire degli stipendi dei dirigenti (segretari comunali, ingegneri comunali ecc) che per lo più stanno tra gli 80 e i 200mila euro?

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Andreas Lubitz, tagliagole e lupi solitari: alla base delle tragedie c’è la follia sociale

Ogni nuova tragedia riempie i tg spazzando via le altre notizie dai palinsesti televisivi e il problema più importante diventa di volta in volta: il terrorismo, le inondazioni, le centrali atomiche, la guerra, la criminalità, la corruzione, la droga, la violenza domestica.

Poi ci sono le notizie di secondo piano, quelle che non aumentano gli ascolti. Notizie che non sono sostenute da una bella schiera di cadaveri simultanei perché se i morti sono a rate non fanno notizia. Basti pensare che l’amianto in Italia ha fatto più morti di tutte le azioni terroristiche in Europa negli ultimi 40 anni. I barboni per strada, l’inquinamento, gli incidenti d’auto sono argomenti di contorno.

È una logica che funziona per vendere gli spazi pubblicitari ma porta alla difficoltà di comprendere in che mondo viviamo e come possiamo migliorarlo.

Il modo di pensare oggi dominante spezzetta i problemi.

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La crisi ha risolto il problema dell’inquinamento!

Proteste in Messico per l'alto inquinamentoTutti contenti! Anni fa cresceva l’incazzatura per le città camere a gas, si mormorava che i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dessero come prima causa di morte vivere nelle metropoli e fumare, come seconda causa vivere nelle metropoli e non fumare. Si parlava di madri che perdevano le staffe se qualcuno accendeva un sigarillo nel raggio di 20 metri ma poi lasciavano che il loro pupo respirasse inquinanti corrispondenti a 11 sigarette al giorno.
Si vociferava che i dati OMS certificassero che gli abitanti dell’area a sud di Milano (la più inquinata dai combustibili) vivessero fino a 6 anni meno di quelli di Macerata.

Rubbia dichiarò che il costo delle spese sanitarie e sociali dovute ai danni dell’inquinamento era di 1600 lire per ogni litro di combustibile bruciato (allora la benzina costava 1400 lire al litro).

Si protestava perché i furbastri che collocavano le centraline mobili, misuratrici di smog, le piazzavano scientemente lontano dagli incroci più frequentati falsificando così i dati sulla polluzione. E si protestava per via che i tubi aspiratori di dette centraline, aspiravano l’aria da analizzare ben più in alto dei nasi dei pedoni, diminuendo ulteriormente i valori dell’inquinamento reale. E lo dimostrarono analisi indipendenti.

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Gruppi d’acquisto: 350 auto comprate tutti assieme!

Mesi fa ho proposto un gruppo d’acquisto automobilistico e sono stato incoraggiato da molte manifestazioni di interesse. Forti di queste pre-adesioni abbiamo iniziato a lavorarci e ci siamo resi conto che la cosa era molto complicata. Strada facendo abbiamo stretto i rapporti con un altro gruppo d’acquisto, il Gai Gruppo Acquisto Ibrido, che aveva già acquistato un centinaio di Toyota ibride. Abbiamo quindi deciso di unire le forze per sviluppare l’iniziativa, anche loro avevano già costruito un ottimo portale che permette di gestire in modo fluido ed efficiente tutte le adesioni.

Contemporaneamente Altroconsumo era al lavoro nella stessa direzione e anche loro hanno deciso di convergere sul sistema gestito dal Gai.
Si è creata così una collaborazione a rete molto interessante perché è un modello replicabile in altri settori. Infatti il portale del Gai permette a ogni “sottogruppo d’acquisto” di agire in modo indipendente, gestendo la propria comunicazione e assistendo i propri associati, con il vantaggio che lavorando tutti insieme si risparmia un mare di lavoro e di denaro perché si utilizza lo stesso software e si collabora sulle iniziative.

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Geotermico, anche gli ecologisti litigano: proviamo a fare pace?

È da tempo che mi affanno a ripetere che il movimento progressista ha bisogno di praticare al suo interno l’efficienza energetica. Da anni parliamo di efficienza energetica di abitazioni e sistemi produttivi ma poi continuiamo a sprecare le nostre energie perché abbiamo difficoltà a fare rete. Non esiste neppure un indice collettivo dei siti ambientalisti. Siamo divisi in bande e spesso invece di collaborare si litiga.
Da tempo, ad esempio, è in atto uno scontro sul geotermico e devi stare attento alle virgole di quello che dici perché sennò vieni iscritto d’autorità a questa o quella fazione.
Sono stato coinvolto in una di queste animose discussioni a causa di un’intervista e mi sono quindi messo a parlare con alcune persone schierate apertamente sugli opposti versanti per chiarire la mia opinione e capire qual è la loro; e ho scoperto una cosa piacevole: se ci si mette a sviscerare serenamente gli argomenti si scopre che siamo tutti sostanzialmente d’accordo. Ci sono delle differenti valutazioni ma si tratta di questioni secondarie.
Tutti sono d’accordo che il geotermico a bassa profondità è innocuo e bellissimo.

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Terrorismo: a chi mettiamo in conto i prossimi morti italiani?

Terrorismo: a chi mettiamo in conto i prossimi morti italiani?

Indiscutibilmente il Califfato dell’Isis è un pericolo. Sono completamente pazzi e sadici.
Sicuramente bisogna fare qualche cosa per fermarli.
Sicuramente cercheranno di colpire l’Italia.
Sicuramente dobbiamo difenderci.
Però questa volta pregherei in ginocchio i signori che muovono il nostro esercito di usare un po’ anche il cervello.
Nell’amnesia collettiva che ha colpito tutte le tv i commentatori sono (per il 95%) accecati dal panico o dall’ira e rifanno esattamente i discorsi che abbiamo sentito in occasione delle missioni in Somalia, Afghanistan, Iraq e Libia.
Mi piacerebbe poter parlare con queste persone e chiedere loro: avete sostenuto quattro interventi militari che hanno portato a disastri di proporzioni galattiche e dopo anni di morti ci ritroviamo che in questi Paesi la forza dei terroristi è centuplicata, non volete fermarvi un attimo a riflettere? Non vi sfiora il dubbio che ci sia qualche cosa di profondamente sbagliato nel modo nel quale queste guerre sono state condotte?

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