Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

fatto quotidiano

Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

È ormai scientificamente dimostrato che esiste una zona cerebrale adibita specificamente alla produzione di sensazioni estatiche e al senso di appartenenza, a qualche cosa che ci pervade e ci innalza dandoci la sensazione di far parte di un tutto dominato dall’amore e dalla pietà e dotato di una progettualità rigogliosa, fantasiosa, stupefacente. Cioè il senso del sacro è fisiologico: a fianco delle pulsioni primarie (identificare, attaccare, fuggire, nascondersi) ne esiste una quinta: contemplare.

Immagino già, che mentre stai leggendo pensi: ecco, gli è presa la botta mistica e si è convertito al cristianesimo oppure vuol mettersi a fare l’indù zen!
Invece no. Ma osservo, che i roghi dell’Inquisizione, la caccia alle streghe e l’insistente bigottismo di parte dei fedeli di tutte le religioni hanno generato un muro contro muro tra credenti e atei che si è radicalizzato portando noi atei a rifiutare in blocco qualunque concetto sia “inerente” alla fede. Tocca fare un restyling di questa rigidità cresciuta nel dolore delle persecuzioni contro gli eretici.

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‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a intervistare decine di persone che hanno lavorato o che erano amiche dei miei genitori. È stata un’esperienza molto emozionante. Ho trovato grandissimo affetto nei loro confronti e storie inedite anche per me. E ho scoperto aspetti del loro carattere che non conoscevo.

Ad esempio Cochi Ponzoni mi ha raccontato di quando un giorno, sulla spiaggia di Cesenatico, erano insieme a Enzo Jannacci e Renato Pozzetto e mio padre si mette a scrutare il mare e poi indica un punto all’orizzonte ed esclama: “Guardate, laggiù, una nave sta affondando!“. Gli altri tre capiscono il gioco al volo e si mettono a indicare anche loro: “Sì, laggiù. Guardate!”. In pochi minuti una piccola folla si riunisce e si scatena un’allucinazione collettiva… Non pensavo che mio padre da giovane fosse così poco serio!

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Dal 13 febbraio alle 21.15 su Rai5

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Vorrei essere Donald Trump

Vorrei essere Donald Trump

Siete entusiasti?
Lo so che vi alzate la mattina urlando di gioia: “Grazie a Dio, c’è Donald Trump!”.

Va beh… Alcuni hanno paura, perché si mormora che Trump si masturbi sulla valigetta blindata col pulsante rosso della guerra nucleare… Lo so che fa piangere vedere come tratta Melania, lo so che è un evasore fiscale neofascista, razzista, xenofobo al comando del più grande esercito della storia… Ma bisogna saper vedere il bicchiere mezzo pieno! Suvvia!
Cazzo ragazzi, se siete di sinistra come minimo dovete avere un orgasmo al giorno! Ma li avete visti i manifestanti anti-Trump? Avete visto le ragazze in corteo?

Adesso non venitemi a dire che le ragazze in corteo non c’entra se sono più o meno belle… Che palle, qui col politically correct non si può dire niente… Mi spiego: le ragazze belle nei cortei sono un essenziale marcatore dello stato di salute del movimento. Più il Movimento è all’attacco, più belle ragazze in corteo.

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Donald Trump, aiuto! E’ panico generalizzato?

Donald Trump

Inizia una nuova epoca. La paura serpeggia. Un esagitato sessomaniaco alla Casa Bianca. Terrorismo, migrazioni di massa, povertà in aumento, corruzione. E la Raggi che entra con una mazza da baseball nella cristalleria dei nostri sogni.

È uno di quei momenti dei quali faresti volentieri a meno. Ci eravamo abituati a pensare al futuro come un difficile cammino verso il meglio. Vi ricordate l’emozione quando Obama divenne presidente? Era il grande, epocale cambiamento dei parametri di pensiero. E adesso guardate chi c’è nello Studio Ovale.

Mi ricordo nel ’77, discutendo con mio padre e due amici della mia età. Eravamo sconfortati, era ormai chiaro che non mancavano pochi mesi e neanche pochi anni al crollo dell’Impero del Male e all’avvento del Mondo Nuovo. Mio padre tirò fuori una pagina di Bertold Brecht…

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Roma, viva il M5s! Ma qualche cosa deve cambiare

Beppe Grillo Virginia Raggi

Il Movimento ha cambiato lo scenario della politica italiana.
Finalmente la Casta si è trovata a fare i conti con una forza politica in grado di contrastarla. Se non ci fosse stato il M5S a dare una risposta civile alla corruzione ci saremmo trovati con un Salvini o un altro Trump italiano come più votato.
E da quando i cittadini hanno dato la fiducia al M5S hanno messo in moto un sistema di controllo sulle scelte degli organismi decisionali dello Stato.
Per la prima volta un gruppo di eletti ha deciso di tagliarsi lo stipendio e restituirlo alla società, per la prima volta un gruppo politico ha rinunciato ai finanziamenti pubblici…
E se andiamo a vedere cosa è successo a Roma per la prima volta una dirigente di un gruppo politico, Roberta Lombardi, ha denunciato pubblicamente la pericolosità di un gruppo interno alla sua stessa organizzazione (Marra e compagnia) dopodiché è andata dai magistrati facendo seguire alle parole un esposto. È la prima volta che un esponente di un gruppo politico rinuncia a “tacere per il bene dell’organizzazione”…
E se c’è chi si stupisce del fatto che la Raggi sia in difficoltà… beh…

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Referendum, ora che abbiamo vinto ci occupiamo di chi non arriva a fine mese?

Referendum Jacopo Fo Fatto Quotidiano

Mi hanno insegnato che i progressisti, prima di tutto, si occupano della gente.
Il movimento progressista in Italia ha una doppia natura: c’è chi è convinto che il centro dell’iniziativa debba essere parlamentare ed elettorale: dobbiamo vincere i referendum e le elezioni e avere quindi il potere per cambiare le cose.
Una minoranza invece crede nella centralità dell’azione diretta. Le battaglie principali si conducono laddove c’è gente in difficoltà e dove si possono sviluppare le opportunità culturali, di vita e di lavoro.
Renzi, come Berlusconi è riuscito a fare un grande gioco di prestigio: diventare il centro del mondo. La maggioranza delle energie dell’opposizione progressista sono state spese per attaccare Renzi.
Siamo di fronte a due visioni diverse. L’Italia è malata e i progressisti sono divisi sulla cura migliore.

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