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Cultura | Natura | Gusto
Aggiornato: 31 min 54 sec fa

“Stozze” alle mandorle

Lun, 12/09/2019 - 11:28
Livello di difficoltà: BASSOCosto: BASSOTipologia: DOLCI TRADIZIONALIINGREDIENTI
  • 800 g di farina di grano tenero 00
  • 5 uova
  • 400 g di zucchero
  • 200 g di mandorle
  • 15 g di ammoniaca per dolci (in alternativa 1 bustina e mezza di lievito)
  • buccia grattugiata di ½ limone
PREPARAZIONE

Disponete su una spianatoia la farina “a fontana”, aggiungendo all’interno le uova già sbattute, la buccia di limone, lo zucchero e l’ammoniaca per dolci.

Impastate il tutto cercando di amalgamare per bene la farina ai vari ingredienti, fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Aggiungete le mandorle tagliate grossolanamente (o intere) e continuate a lavorare la pasta.

Create dei filoncini lunghi (simili a baguette), all’incirca 4-5, e disponeteli su una teglia rivestita con carta da forno. Cuocete in forno a 180° per una ventina di minuti circa.

Estraeteli dal forno, lasciate che si raffreddino per qualche minuto e tagliateli con un coltello ben affilato in senso obliquo ogni 1-2 cm.

Disponete nuovamente i biscotti sulla teglia e infornate per 4 minuti. Capovolgeteli e cuocete ancora per altri 4 minuti dall’altra parte per avere una cottura omogenea su ambo i lati.

Sfornate e lasciate intiepidire: saranno ancora più fragranti se freddi. Le stozze sono ottime accompagnate con un buon bicchiere di vino bianco locale.

CURIOSITÀ

Meglio conosciuti con il nome di “cantucci toscani”, questi gustosi biscotti a base di mandorle sono diffusi in molte regioni italiane con diversi nomi e varianti. Le “stozze” lucane (nome che si riferisce ai pezzi grossolani di mandorle all’interno del biscotto) venivano preparate un tempo durante le festività natalizie e specialmente in occasione dei matrimoni: in alcune zone della Basilicata sono infatti conosciuti con il nome “vscuott della zita” ovvero i biscotti della sposa.

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Cartellate

Lun, 12/09/2019 - 11:16
Livello di difficoltà: MEDIOCosto: BASSOTipologia: DOLCI TRADIZIONALIINGREDIENTI

Per l’impasto:

  • 500 g di farina bianca 00
  • 50 g di zucchero
  • ½ bicchiere di vino bianco o spumante
  • olio di semi per friggere
  • strutto (1 cucchiai) o in alternativa olio di semi
  • 2 uova
  • sale q.b.

Per la guarnizione:

  • zucchero a velo
  • miele q.b. (o vincotto)
PREPARAZIONE

Setacciate la farina, dopodiché disponetela a fontana, aggiungendo un pizzico di sale, le uova, mezzo bicchiere di vino bianco (poco alla volta), lo strutto e lo zucchero.

Impastate fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Lasciate riposare per circa mezz’ora coprendo il tutto con un canovaccio.

Prelevate dei pezzi di pasta e stendetela il più possibile, magari aiutandovi con la macchina per la pasta.

Con una rotella tagliapasta smerlata tagliate delle strisce di pasta larghe 2-3 cm e lunghe circa 15 cm.

A questo punto prendete ciascuna striscia di pasta dando ad essa la forma che preferite: rosetta, spirale, nocchetta.

Friggete in abbondante olio di semi bollente. Una volta che saranno ben dorate, toglietele e lasciatele asciugare su carta assorbente.

Si consiglia di servire le cartellate fredde, spolverate con zucchero a velo o irrorate con miele fuso.

CURIOSITÀ

Le “cartellate” sono un antico dolce natalizio diffuso in tutta la regione, ma che prende nomi diversi a seconda dell’area (crispelle, crespole, scarteddate ecc…).

Nella tradizione cristiana, le cartellate simboleggiano l’aureola o i panni che avvolgevano il Bambino Gesù nella culla, oppure ancora la corona di spine posta sul capo di Cristo al momento della crocifissione.

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Pastorale lucana

Ven, 11/15/2019 - 10:25
Livello di difficoltà: BASSOCosto: BASSOTipologia: SECONDI PIATTI, RICETTE TRADIZIONALIINGREDIENTI
  • 1 kg di carne di pecora
  • 1 peperoncino piccante
  • 1 costa di sedano
  • 4 patate
  • 5 pomodori maturi
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • sale q.b.
PREPARAZIONE

Tagliate a pezzi grossolani la carne di pecora.

Pulite e mondate la costa di sedano, il peperoncino, i pomodori, la cipolla, le patate e le carote a rondelle.

In una pentola capiente inserite la carne e le verdure ricoprendo il tutto con dell’acqua. Cuocete a fuoco moderato per qualche ora, fino a quando la carne risulterà molto tenera. Durante la cottura eliminate la schiuma in eccesso.

Quindi salate, disponete carne e verdure nel piatto e servitele utilizzando il brodo di cottura.

CURIOSITÀ

La “pastorale” chiamata anche “cutturidd” o “pignata” è uno stufato a base di carne di pecora e verdure, proveniente dall’antica tradizione contadina. Un tempo tra i pastori era frequente l’usanza di cucinare i capi di ovini più vecchi, oppure morti per cause accidentali o addirittura per malattia: la carne veniva cotta per svariate ore in grossi paioli in rame insieme a erbe selvatiche o funghi. Oggi questa ricetta viene spesso riproposta in feste e sagre di paese.

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Biscotti glassati

Dom, 10/06/2019 - 10:51
Livello di difficoltà: MEDIOCosto: BASSOTipologia: DOLCI TRADIZIONALIINGREDIENTI

Per i biscotti:

  • 500 g di farina di grano duro
  • 1 cucchiaino di liquore all’anica
  • 5 uova
  • ½ bicchiere di olio di oliva
  • sale q.b.
  • zucchero q.b.

Per la glassa:

  • zucchero a velo
  • acqua q.b.
  • un cucchiaio di succo di limone
PREPARAZIONE

Impastate la farina aggiungendo il liquore all’anice, l’olio e le uova.

Prelevate dall’impasto dei bastoncini di 2 cm di diametro e formatevi dei taralli di forma circolare.

Portate a bollore una pentola d’acqua, immergetevi poco alla volta i vostri biscotti e, man mano che vengono a galla, prelevateli con una schiumarola e scolateli su un canovaccio. Passateli poi in forno a 200 gradi per una ventina di minuti, fino a quando saranno dorati.

A questo punto bisogna prestare particolare attenzione alla preparazione della glassa: sciogliete lo zucchero a velo in acqua (1 kg per 250 cc di acqua), quindi fate bollire per qualche minuto (4-5 minuti in genere), aggiungendo il succo di limone e mescolando continuamente in modo da ottenere un composto denso e cremoso. Un trucco per verificare l’esatto grado di consistenza è quello di prendere il liquido zuccherato, lavorarlo con pollice e indice e valutare se, allontanando lentamente le dita, si vada a creare un filo solido, che non si spezzi.

Adesso togliete il composto dal fuoco e lavoratelo velocemente aiutandovi con uno sbattitore da cucina, fino a quando non diventerà una pasta di colore bianco neve (la lavorazione può essere eseguita in alternativa spatolando energicamente il composto su di un piano di marmo).

Quindi fate sciogliere lentamente la glassa a bagnomaria per riportarla alla consistenza originaria.

Immergete i vostri biscotti raffreddati nella glassa e lasciateli asciugare.

CURIOSITÀ

biscotti al “naspro” sono dolci tipici lucani ricoperti da una delicata glassa bianca aromatizzata al limone, preparati tradizionalmente per il Carnevale, la Pasqua e altre importanti ricorrenze.

Un tempo era il dolce simbolo del matrimonio poiché le famiglie benestanti, grazie all’aiuto di donne esperte chiamate “mustazzulare”, lo offrivano agli invitati al banchetto nuziale.

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Fiori di zucca in pastella

Gio, 09/05/2019 - 15:59
Livello di difficoltà: BASSOCosto: BASSOTipologia: CONTORNI, ANTIPASTIINGREDIENTI
  • 10 fiori di zucca freschi
  • 150 g di farina
  • 2 uova
  • olio di semi per la frittura
  • acqua minerale gassata o birra q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
PREPARAZIONE

Pulite i fiori di zucca estraendo il pistillo ed eliminando i gambi. Lavate i fiori, sgocciolate e asciugate delicatamente.

In una ciotola inserite la farina, le uova già sbattute, l’acqua minerale gassata o della birra (per rendere la pastella ancor più croccante), salate e pepate a piacere.

Amalgamate bene il composto. Immergete i fiori uno per uno nella pastella e poi friggeteli in abbondante olio bollente. Quando saranno dorati, scolateli e lasciateli asciugare su carta assorbente.

I fiori di zucca fritti sono ottimi serviti sia caldi al momento che freddi dopo qualche ora.

CURIOSITÀ

Sia i fiori femminili che quelli maschili presenti sulla pianta di zucca sono commestibili, ma generalmente è consigliabile consumare solo i secondi, in modo tale da consentire l’impollinazione e ottenere così un raccolto sia di fiori che di frutti. I fiori femminili si differenziano da quelli maschili in quanto si trovano sulla parte finale del frutto e non sono direttamente collegati alla pianta.

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