Il Blog di Dario Fo

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“Ho visto un re, era nudo”, Intervista a Dario Fo

8 Agosto, 2008 - 09:55

Chi non ricorda “Ho visto un re” di Dario fo? Il re, il vescovo, il ricco, piangono per la perdita di un frammento della loro ricchezza. Solo il povero contadino è costretto a ridacchiare per non turbare la serenità dei potenti.

“Bisogna nascondere quel che guasta l’umore dei potenti. E’ l’impasto di sempre, ipocrisia e arroganza del potere”
La logica è sempre quella: non facciamoci scoprire. E’ la massima forma di ipocrisia italica clericale, invece di preoccuparsi per chi non ha da mangiare vogliono cancellare chi è costretto a rovistare nella spazzatura per rimediare un frutto marcio…."

"Basta guardare la tv per capire la filosofia che regola la comunicazione al servizio del potere. L’Italia batte tutti i record per morti sul lavoro ma la gente non deve saperlo, deve invece associare la violenza e la sicurezza alla vecchietta scippata o alla donna violentata in periferia…"

"Vogliono dare al cittadino l’impressione che ci si stia occupando di lui, poi si scopre che l’impegno del governo sulla casa è un imbroglio in cui si toglie al poveraccio, allo sfrattato, per favorire i ricchi, i palazzinari……"

Il manifesto intervista Dario Fo.

LEGGI L'INTERVISTA

TRE ITALIANI IN CINA

4 Agosto, 2008 - 19:13

Poche sono le opere del teatro italiano che hanno viaggiato fino in Cina, e ancora meno numerose quelle che sono state ospitate sulle scene cinesi....

TRE ITALIANI IN CINA GOLDONI PIRANDELLO E FO

Metto in scena il Lodo e il nano gigante

25 Luglio, 2008 - 12:02

“…ne vedremo delle belle, anche sessualmente, in teatro, in teatro di piazza, teatro di strada, teatro con 60 milioni di posti…”
“Parti dal presupposto, non smentibile per disgrazia universale, che qui in Italia qualcuno sia riuscito a mettere in pratica il programma della loggia P2….”
“…il più ricco di tutti innocente quasi qualunque cosa faccia a dispetto della Costituzione…”
“…adesso viene il bello perché si gioca senza arbitro, lui può prendere il pallone con le mani, spezzare le reni all’avversario, può vincere anche se ha perso…”
“…predica il nucleare e da quando ha detto “avanti nucleo” in Francia si rompe una centrale dopo l’altra. Poi dicono: contaminati? Poco poco, rispondono…”

DA ARLECCHINO A RUZZANTE A UBU RE INTERVISTA A DARIO FO

25 Luglio, Padova: Mario Pirovano recita Mistero buffo di Dario Fo

16 Luglio, 2008 - 21:53

ESTATE 2008
VENERDI’ 25 LUGLIO ALLE ORE 21,30
22° STAGIONE TEATRALE della PROMOVIES
ARENA ROMANA di  PADOVA

“MISTERO BUFFO” di DARIO  FO
con MARIO PIROVANO.

Padova - Lo spettacolo comico più celebre del teatro italiano  contemporaneo, il  “Mistero Buffo” di Dario Fo, torna  dopo dieci anni all’Arena Romana di Padova (ingresso da piazza Eremitani, info: 049-8718617; www.promovies.it) nell’ambito della 22° stagione teatrale estiva della Promovies.
Lo spettacolo andrà in scena venerdì 25 luglio alle ore 21,30 ed avrà come interprete Mario Pirovano che proprio con la Compagnia di Dario Fo e Franca Rame si è formato.

Nel video: Mario Pirovano recita Mistero Buffo di Dario Fo


Si parlava di piazza Navona - Dario Fo

15 Luglio, 2008 - 21:16

DARIO FO al 1° Forum Giovani dell'Italia dei Valori a Bellaria.

Dario Fo difende Piazza Navona e la satira “insultante”

14 Luglio, 2008 - 16:44

“E’ l’unico modo civile di rispondere ad un potere violento” (AUDIO)


Dario Fo e Franca Rame: Canzonissima 62 Scandali e Censure 1a parte

9 Luglio, 2008 - 11:35

Puntata inchiesta sullo scandalo della Canzonissima 1962, quando Dario Fo e Franca Rame lasciarono la trasmissione per le numerose censure


Per vedere il canale Youtube di Dario Fo clicca qui

MALA TEMPORA... DI DARIO FO

3 Luglio, 2008 - 08:38

Certo, bisogna ammetterlo… siamo in un brutto periodo. Eravamo già in crisi con l’altro governo, quello di centrosinistra: disoccupazione, precariato per i giovani che frequentano con sacrifici l’università nella speranza di ottenere un buon posto qualificato e sicuro, e poi si ritrovano nel pollaio dei co.co.co. spernacchianti e spernacchiati – stipendi ridotti al minimo saccheggiati dalle tasse – ici, irpef, parfi, tittor, fecci, ci.ci.pi. – meno male che c’è l’amore, con tanto di passione e voglia di stare insieme, farsi una famiglia, no? Lo dice anche il Papa: la famiglia è la cosa più importante, senza famiglia non c’è neanche religione! Dio, patria e famiglia.
E invece, ti tocca convivere tu con lei, lei con te, ma ognuno a casa dei propri genitori… e aspettare la domenica che tutti escano, per poter far l’amore… e quindi sei nel peccato, vivi nel peccato: siete una coppia di conviventi non autorizzati da Dio, peccatori… e tutto per via dell’ici, irpef, parfi, tittor, fecci, ci.ci.pi.; oltretutto sei precario e la tua donna è in apprendistato, se resta incinta non ha diritto né al parto né alla maternità. Senza casa non hai alcun diritto sociale. La casa è tutto.
Ma come si fa ad averla? Per fortuna, ci sono le banche che ti offrono un vantaggioso mutuo, a tasso fisso o a tasso variabile: il direttore bancario ti consiglia il variabile: puoi perfino guadagnarci, oppure perdere, perdere tutto – è il caso più facile - e quello che hai pagato viene riassorbito dalle banche: ti può capitare addirittura di assistere alla vendita all’asta della tua casa pagata oltre il 70%, tutto a vantaggio della banca, che così ha incassato i soldi tuoi, quelli della vendita a terzi e ha pure venduto i mobili che t’ha requisito. È la regola di mercato, regola da strozzini ma legale!
Ma come si può continuare a vivere in un mondo di soprusi, di trappole bancarie che sorpassano ogni più infame usura? Ma perdio! Non c’è qualcuno, un San Giorgio qualsiasi, anche di seconda mano, che ci venga a liberare, che entri in campo, lancia in resta, a trafiggere il drago dell’infamità? Sì che c’è, ed è un eroe di prima classe, nuovo e invincibile. Chi è? Dov’è? Eccolo annunciato da trombe potenti che fan tremare il suolo. Non lo riconoscete? Ma perdio, è Iulius Tremontis detto il tremendo Tremonti che urla dal suo cavallo scoccando dal terribile arco l’infallibile freccia: “Bastardi! Avete succhiato il sangue alla gente con il petrolio e gli interessi da rapina, ora verserete tutto il maltolto. Metterò in campo tasse pesanti verso i tiranni moderni. Voi, petrolieri e banchieri, dovrete sputare il maltolto! Vi voglio veder piangere lacrime di sangue. È finita la pacchia, non godrete più del trucco di incassare a tutto vostro vantaggio miliardi destinati alle imprese serie e all’università per la ricerca scientifica di nuovi propellenti. No. Voi non vi ingoierete più ciò che non vi spetta, cioè l’intiera torta.”
Esaltati dalla promessa di Robin il terribile, stiamo aspettando tutti frementi di assistere alla mortificazione dei grandi signori del mercato e della finanza, che avanzano ricurvi battendosi il petto e sgorgando lacrime anche dalle orecchie, e invece no… la robin hood tax con un giochetto da prestigiatore la paghiamo noi consumatori, e loro, indenni, sghignazzano come sempre e finanziano le loro stupende squadre di calcio per farci divertire un po’, mentre ce lo mettono in quel posto!
Ma calma, i nostri governanti è vero che spesso ci tirano bidoni orrendi, ma certe volte il loro cuore batte generoso. Infatti, chi sono quei cittadini che si presentano al supermercato e ad altri mercati esibendo al momento di pagare, una carta che permette loro uno sconto? Sono milioni di pensionati o operai o impiegati di basso reddito. Questa specie di carta annonaria dell’ultima guerra mondiale è senz’altro un soccorso verso i bisognosi di grande umanità… qualcuno di loro è impacciato, si vergogna… perché?
Si sente mortificato, poiché quella carta vuol dire povero in canna, cittadino pezzente.
Ma bando alle malinconie.
Non lasciamoci abbattere dagli eventi. Cosa è successo di così tragico dopotutto? Noi della sinistra centro sinistra un po’ moderati propensi al dialogo… abbiamo perso, ci hanno battuti come stracci da cucina, e per la terza volta Berlusconi implacabile ha stravinto.
Ma la colpa è nostra che ci siamo presentati all’elettorato senza un’idea viva, sconvolgente. Al contrario, Berlusconi è sceso subito in campo con un programma davvero geniale. S’è rifatto niente meno che a Terenzio Placido, saggista e stratega romano che diceva: “Per vincere una battaglia politica devi spargere paura, terrore, ma non tanto nei tuoi nemici, quello è secondario. Devi creare panico in quel popolo che tu hai individuato come tuoi più che probabili elettori. Devi montare in loro l’ossessione di qualcosa di estraneo, possibilmente proveniente da un’altra razza, magari di colore e lingua diversi, che incombono su ogni cittadino, che rubacchiano, scippano e magari fanno violenza, stuprano. Ma per raggiungere l’ossessione devi parlarne molto, in ogni occasione, spargere notizie a tormentone: rendetevi conto, succede qua e là, per strada, nella periferia, nei suburri e nei vicoli…. Ma attenti – avverte Terenzio - dovete soprattutto trattarne con passione continua in Senato, dove testimonianze di questa violenza debbono straripare giù inondando le piazze così da indignare ognuno, farlo sentire indifeso, fino a gridare: ‘Dateci sicurezza!’. E qui, ecco voi che entrerete in gioco declamando: ‘Noi! Siamo qui apposta, a questo scopo. La sicurezza è la nostra bandiera.”.
E all’istante noi scopriamo che Berlusconi, vi sembrerà impossibile, ha letto Terenzio Placido, ancor più, l’ha imparato a memoria e ha applicato il metodo dello stratega romano alla perfezione, servendosi a man bassa di ogni veicolo; ha indotto perfino vescovi, cardinali e, seppur di sguincio, anche il Papa a parlarne, al quale ha promesso, baciandogli la mano che gli avrebbe elargito denaro per le scuole cattoliche private.
La televisione poi, della violenza e dell’insicurezza, ne ha trattato ogni giorno a valanga in tutti i telegiornali, per non parlare dei servizi più o meno speciali, approfondimenti culturali, dibattiti… addirittura nei telequiz. E così la destra è riuscita a piantar chiodi nei cervelli fino a ubriacare massaie, pensionati, agricoltori e perfino metalmeccanici.
Attenzione, Berlusconi, da quell’uomo colto e informato che è, sapeva bene di barare a schifio, era a completa conoscenza del fatto che statistiche recenti ci assicurano che furti, scippi e violenze contro le donne in strada in tutta l’Europa stanno diminuendo notevolmente, e che oltretutto noi italiani siamo il popolo che vanta un numero limitato di atti criminali a cielo aperto rispetto a tutta l’Europa… forse è l’unico caso in cui gli italici si ritrovano in coda alle classifiche di indennità.
E ancora, non solo lui, il Presidente, ma tutto il Popolo della Libertà, compresi Maroni, Bossi e Cicchitto, sanno bene che non è dai vu cumprà, dai rom e dagli immigrati clandestini, che viene l’orrore più alto della violenza, specie quella sessuale, ma… tenetevi tutti, nasce e si sviluppa nelle famiglie. Sicuro! E’ dentro le sane famiglie italiane che si perpetrano gli atti di infamia contro donne, mogli, figlie per non parlare dei bambini. Insomma, lo stupratore ha le chiavi di casa. Infatti, l’85%, ripeto l’85% degli atti di violenza, compresi gli stupri, si consumano dentro le mura domestiche. Ma per carità… questo non bisogna dirlo, sennò i rom e i loro piccoli, come fai a schedarli e prendere loro le impronte digitali!? Dovresti prima di tutto cominciare col metter sotto controllo e monitorare milioni di abitanti del nostro Paese.

E così, applicando questo metodo di geniale discriminazione misto all’ossessione d’insicurezza, il partito della libertà seppur provvisoria ha stravinto, e la nostra nuova coalizione unica della sinistra un po’ di centro fatti più in là ma senza dare nell’occhio, è rimasta imbragata come le pecore quando le spingi nel corridoio della standerga a farsi tosare.

Ma insomma, questi bambini che rubano, infilando le mani nelle tasche e nelle borsette… da chi sono organizzati? Pare addirittura che ci siano alle loro spalle i padri, che li costringono con la forza alla rapina e, secondo quanto assicurano fonti ben informate, fanno loro violenza, anche sessuale, per punirli nel caso si ribellino; ma quando questi piccoli mariuoli, presi con le mani nel sacco vengono identificati e si rintracciano i loro genitori, questi li disconoscono, spudoratamente assicurano che quelle creature non sono del loro sangue. “Ecco – ci spiega Maroni – perché dobbiamo schedarli quei piccoli, prender loro le impronte digitali: per poterli salvare!” E come si salvano? Traendoli dalle grinfie di padri criminali, raccogliendoli in strutture adeguate. I bambini così saranno liberi… liberi, ma figli di nessuno. Sopravviveranno come orfani, senza padre tiranno ma anche senza madre, né sorelle… insomma, come dicono i sociologi, privi di ogni identità. Si sa, gli orfanotrofi sono istituti ideali per ridare il sorriso agli innocenti!
I nazisti risolsero il problema offrendo ai piccoli rom una famiglia: sequestravano quei derelitti quindi li affidavano a coppie di razza ariana, senza dir loro di dove provenissero.
È un sistema dolce di pulizia etnica, importante è segare loro le radici, cancellar nel loro dna ogni memoria.
Qualche giornale cattolico ha stigmatizzato questa idea di sgombero forzato di innocenti, ricordando che anche Gesù, fin da bambino, si trovò a essere un paria perseguitato, e agli occhi dei romani e dei loro sostenitori, gli ebrei, anche appena venuti al mondo, erano considerati degni di una strage come quella ordinata da Erode, loro rappresentante. Ma il nostro pontefice di tutto questo non se n’è accorto: ha continuato a inveire contro le coppie di fatto, gli omosessuali, ed è tornato perfino a riconsiderare la condanna a Galileo Galilei e alla sua idea dell’universo.
Meglio non scendere in conflitto ideologico con la Lega, che, anche se rozza, è sempre un movimento vagamente paracristiano. E non è il caso di irritarla.

E' vero… ci troviamo in tempi duri, ‘MALA TEMPORA CURRUNT’ diceva un detto latino, e aggiungeva ‘atque peiora premunt’ (sono tempi duri, ma ne arrivano di peggiori) cioè ci aspettano tempi peggiori e tutti lo tacciavano di menagramo. Poi puntuali arrivarono i barbari, ma questa è un’altra storia.
Ma non vogliamo soffermarci troppo all’analisi della situazione davvero angosciante in cui ci sta portando questo ultimo governo e la sua politica, le leggi ad personam che cadono a valanga sulle nostre teste, compresa la pretesa di una immunità parlamentare per le quattro autorità massime dello Stato, dove, guarda caso, come quarto intoccabile salta fuori dallo scatolone a molla, il pupazzo nano dei baubau, urlando: “UAU!!! UAU! Sono l’impunito!”
“Ma tutti calmi, non diamo in escandescenze, non poniamoci a livello di quell’attaccabrighe: faremmo il suo gioco! - ci frena Veltroni - “Io sono d’accordo che bisogna mettere in campo una feroce opposizione, ma non adesso: aspettiamo settembre… quello sarà il tempo di farci sentire”.
“Eh no - gli urla di rimando una gran folla - il tempo di agire è adesso, se aspettiamo settembre ci troveremo con una situazione ormai bloccata, addirittura un’altra Costituzione. Questa, dovete rendervene conto, è la minaccia più grave che stiamo subendo dal dopoguerra ad oggi. E’ un grave colpo di Stato, col quale si farà strame di ogni libertà, a cominciare dalla libertà di stampa, dall’indipendenza della magistratura e di tutti i nostri diritti civili. Quello che si sta compiendo è un obbrobrio: per evitare un suo processo Berlusconi impone la sospensione di tutti i reati a partire dallo stupro fino all’usura, truffa e associazione a delinquere, comprese bancarotta fraudolenta e corruzione in atti giudiziari, e così in sol colpo vengono congelati più di 100.000 processi. Per i delinquenti sarà una pacchia, grazie a Berlusconi potranno godere di un anno in libertà garantita. D’ora in poi, in segno di gratitudine, faranno parte del suo elettorato più vitale, se non lo sono di già!

Quello che ci aspetta quindi se non riusciamo a porvi argine, sarà un disastro dal quale usciremo tutti con le ossa rotte.
Ma noi non vogliamo buttarci in ginocchio, ripiegati su noi stessi per meglio piangerci sulle mani, al contrario vogliamo mirare più in alto e trattare di un cataclisma a dir poco smisurato: uno tsunami di dimensioni inimmaginabili che spazzerà in un sol colpo governi, parlamenti e ogni simbolo di questa bassa politica che mira solo al potere.
Il fenomeno viene da lontano, prima della creazione biblica, e fa parte dell’apocalisse e dei sette sigilli che si susseguono a spazi di tempo calcolabili in miliardi di anni l’uno dall’altro, sempre più affrettati, fino al conteggio finale.

Continua….

"Slip infame!" video inedito con Dario Fo

23 Giugno, 2008 - 15:05

 


intervista per mondosenzaguerre.org

17 Giugno, 2008 - 07:34

Dario Fo - Milano 23 Maggio 2008
Intervista integrale a Dario Fo,
premio Nobel per la letteratura 1997,
rispetto la campagna europea
NO ALLO SCUDO SPAZIALE.



Narni 27 giugno

16 Giugno, 2008 - 08:32


Venerdi 27 Giugno
Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo
insieme presenteranno la prima nazionale de
"L'apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe".


Narni Opera Openair
via delle Rose, 15 - Narni scalo (TR)


Dario Fo - “L’apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe!”

10 Giugno, 2008 - 14:57

Che accadrebbe se una bella mattina scoprissimo che il petrolio e’ finito? Beh… dopo un primo momento di sconforto... forse… magari…
Un Dario Fo scatenato in un libro esilarante, buona lettura

"La Terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all’avidita’ di alcuni.”
GANDHI

Ogni tanto, su quotidiani e riviste scientifiche, si legge di convegni che si svolgono in centri diversi dell’Asia e dell’Europa ai quali, oltre a rappresentanti dei massimi Stati e governi, partecipano geologi, astrofisici e ricercatori tra cui diversi premi Nobel.
Si propongono regole e programmi per migliorare la condizione del pianeta ma, immancabilmente, puntuali gli Stati Uniti, l’Australia, Cina, Giappone e altri importanti paesi dell’Onu non offrono la propria adesione; per di piu’ ci sembra che il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sollevi timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione.
Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima tormentata categoria.
Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento col classico approccio: “Ha notato? Non c’e’ proprio piu’ stagione… un momento si scoppia dal caldo… all’istante c’e’ tempesta, grandine e perfino neve nella quale affondano immense regioni dallo Stato di New York fino al Canada, e l’intera Cina.”
I piu’ scantonano, ma se l’interlocutore abbocca e’ spacciato! Gli tengo una concione sugli effetti dell’inquinamento da stordirlo…
Ci provo anche in taxi col conducente e perfino in autobus sia con i passeggeri sia con il responsabile che controlla i biglietti! Non parliamo poi di quando mi ritrovo a viaggiare in treno… guai se qualcuno mi chiede di essere fotografato con me mostrando il cellulare! Lo faccio subito accomodare nella poltrona vicino, se non c’e’ posto lo prendo addirittura sulle ginocchia, e qui al par d’un ragno, inizio a tesser la tela. Qualcuno, pur di salvarsi dall’aggancio, scende qualche fermata prima!
Un giorno sull’aereo Palermo-Milano, ho agganciato una bellissima signora, anziana ma di un’eleganza raffinata… sembrava uscita da una sequenza del Gattopardo di Visconti. Appena ho accennato al disastro atmosferico, mi ha afferrato una mano e accarezzandola mi ha supplicato: “Oh si’, me ne parli…! Mi interessa moltissimo.”
Ho iniziato la mia lezione con entusiasmo: “Vede, il problema e’ complesso e articolato. Ormai non c’e’ quasi piu’ nessuno che non ammetta la responsabilita’ dell’uomo riguardo alla condizione del pianeta e al suo surriscaldamento. Ma esplode una feroce diatriba appena si comincia a discutere del come salvare la Terra e ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica… tonnellate di gas tossico che letteralmente intasano l’atmosfera.”
La signora mi seguiva come incantata, io incalzavo: “Sorgono tre categorie di pensiero. C’e’ chi dice ‘Basta diminuire per gradi ma drasticamente l’uso dei motori a scoppio con propellente fossile… Eliminare le vecchie caldaie per il riscaldamento delle case e degli uffici e installare nuovi impianti di eolico, solare… E perche’ no?, anche nucleare.”
La signora ha un sussulto. “Certo - la tranquillizzo schioccandole un piccolo bacio sulla fronte - non si preoccupi… Oggi come oggi, riprendere col nucleare e’ una soluzione improponibile! A parte la produzione di scorie radioattive che tuttora non sappiamo dove e come sistemare… sto parlando delle centinaia di migliaia di tonnellate che l’America e l’Europa, Russia compresa, hanno prodotto dall’inizio del nucleare e che non siamo ancora riusciti a smaltire, se non collocandole in luoghi e spazi provvisori come lo Stato dello Utah, che e’ diventata un’orrenda discarica di morte, operazione con un costo all’infinito di miliardi di dollari. Ma lo sa che per riuscire a produrre energia pulita sufficiente per il 50 per cento del fabbisogno globale dovremmo costruire una centrale nucleare alla settimana per i prossimi 63 anni?” (*Jeremy Rifkin, Repubblica 22 settembre 2007).
La signora, con un sorriso dolcissimo stampato in viso, accenna a un abbraccio poi si ricompone imbarazzata.
“Quindi non ci resta - incalzo io - che scegliere le cosiddette energie eco-compatibili che produrrebbero elettricita’, e altre energie accettabili ma in grado purtroppo di soddisfare solo una percentuale minima del nostro fabbisogno.”
“E quindi? - mi chiede la deliziosa creatura che ormai pende letteralmente dalle mie labbra - E allora?”
“Se l’intiera umanita’, i governi, i produttori, gli Stati, non s’impegnano in un’azione stravolgente, creando nuovi sistemi produttivi potenti e non inquinanti, siamo alla fine.”
La signora, con un’espressione addolorata implora: “Oh… salvaci!” E si butta fra le mie braccia.
“Faremo l’impossibile… - balbetto, leggermente imbarazzato per quell’approccio appassionato, ma poi mi riprendo - vede signora, dando per certo il cambio di rotta definitivo dei Paesi occidentali altamente industrializzati e all’avanguardia, il problema saranno poi i Paesi orientali emergenti, che vogliono assolutamente raggiungere il nostro livello di vita e di ammodernamento tecnologico, quindi si rifiutano di aborrire i propellenti fossili.”
“Oh, che ambiziosi!” esclama la dama.
“Non dimentichiamo che la Cina sta superando ormai i due miliardi di abitanti e che l’India sta raggiungendo a sua volta il miliardo… forse l’ha superato, e poi c’e’ l’Indonesia… e via dicendo…”
La signora, sconvolta, si stringe sempre piu’ a me tremante, e mi inonda di lacrime.
Non posso fare a meno di tranquillizzarla “Ma vedra’ che si trovera’ il modo di uscire indenni da questa tragedia.”
Giungiamo a Milano.
“La prego, parli con i miei figli. Sarei felicissima di poter vivere con lei.”
Dal fondo del corridoio appaiono un medico e un infermiere; caricano su una sedia a rotelle la signora che non abbandona mai la mia mano.
“Grazie di avermi regalato questo stupendo viaggio - dice mentre la legano alla poltrona mobile, poi aggiunge - lei dovrebbe fare l’attore.”
Il medico si rivolge a me e chiede: “Non l’ha importunata, spero? Purtroppo, ogni tanto, esce letteralmente di senno.”
La signora e’ gia’ in fondo al corridoio e, rivolgendosi al suo accompagnatore, esclama: “Che bella storia mi ha raccontato quel signore. Era cosi’ romantica! Mi ha fatto piangere… Peccato non sapere come finisce.”
E’ proprio vero: il mestiere del divulgatore scientifico e’ carico di insidie e delusioni!

Un uomo preistorico camminava spedito nella tundra.
Incappo’ in un mammut e gli ando’ a sbatter contro.
Indispettito grido’: “Ma con tutta la piana che hai a disposizione, proprio di qui dovevi passare?”
E se ne ando’ imprecando.
Quel primitivo non era un temerario, era soltanto cieco!

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"Palcoscenico"

6 Giugno, 2008 - 16:53

Venerdì 4 luglio, alle ore 23.30 su Rai Due, quinta puntata della nuova serie del Teatro in Italia con Albertazzi, Dario Fo e con la partecipazione di Franca Rame dal titolo: "Eroi amore e guerra da Romeo e Giulietta ad Antonio e Cleopatra."

Nello splendido cortile di Palazzo Te a Mantova, incontriamo il Fool di Shakespeare, il giullare di Corte che ha licenza di parlare e sparlare dei potenti. Un pretesto per raccontare i rapporti del Bardo con l’Italia e i suoi artisti a cui si era abbondantemente ispirato.


clicca sull'immagine e guarda il video del 6 giugno

Canto degli Italioti

6 Giugno, 2008 - 16:35


Canto degli Italioti

Guardandoci intorno, fischiettando, vi proponiamo questa canzone tratta da "7° ruba un po' meno" del 1964

Buon ascolto!

Da po' che deo savéa

6 Giugno, 2008 - 16:34


Da po' che deo savéa

A tutti quelli che s'indignano, a tutti quelli che credono, a tutti quelli che si chiedono perché

ri-Buon ascolto!

Albertazzi e Fo: sei nuove puntate de "Il teatro in italia" a Palcoscenico

5 Giugno, 2008 - 14:27

Sei nuove puntate-evento del “Teatro in Italia” con Giorgio Albertazzi e Dario Fo andranno in onda tra giugno e luglio in seconda serata su Rai Due.

Il nuovo ciclo di Palcoscenico, di Giovanna Milella, Alida Fanolli e Felice Cappa, è dedicato ai due secoli d’oro del teatro italiano, il Seicento e il Settecento, e comincerà venerdi’ 6 giugno su Rai Due alle ore 23,10.

Le sei puntate sono così articolate:

1. LaCommedia dell’arte e le maschere
2. I teatranti italiani conquistano l’Europa
3. Il teatro, il potere e la scienza-spettacolo, da Ruzante a Galilei
4. L’eredità dei comici, Molière e Shakespeare
5. Eroi, amore e guerra, da Romeo e Giulietta ad Antonio e Cleopatra
6. Il mondo nuovo, Casanova e Goldoni

Albertazzi e Fo, con la partecipazione di Franca Rame, accompagnano gli spettatori in un viaggio animato da incontri, luoghi e memorie. I tre attori non spiegano il fascino del palcoscenico ma lo fanno vivere puntata dopo puntata. Più che l’accademia amano l’esperienza, più che la teoria amano la pratica teatrale.

I set di incredibile bellezza artistica italiana, in cui sono ambientati i periodi storici, sono: per il ‘600 il Teatro Farnese di Parma e Padova, Verona, Roma, Napoli; per il ‘700 il Teatro Bibiena di Mantova, Venezia, e ancora Padova, Roma, Napoli.

Il percorso è insieme reale e virtuale. Ogni puntata ha un set principale in esterni, un teatro, una piazza, una corte dove i due protagonisti conducono il pubblico a vedere la materia di cui è fatto il teatro - mattoni, marmi, legno, velluti - e ad ascoltare le parole che ne rappresentano l’anima. Ma la cornice del programma è uno studio virtuale, un limbo in cui Albertazzi e Fo compongono l’armonia dell’intera opera.

La prima puntata è dedicata a: La Commedia dell’Arte e le maschere. Comincia nel Teatro Farnese di Parma, da anni trasformato in museo e riaperto eccezionalmente dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Parma proprio per Palcoscenico. Da questo straordinario set parte il racconto dei Comici Italiani che con i loro canovacci e le loro maschere - da Brighella, Pantalone, Colombina ad Arlecchino e i vari Zanni - hanno conquistato le scene italiane e quelle di tutta Europa.

Palcoscenico è sottotitolato su Televideo in italiano a pagina 777 e in inglese a pagina 778; altre notizie sugli spettacoli a pagina 552 di Divertirai. Il programma è diffuso in tutto il mondo da Rai International.
">Guarda il video

Patto anti atomo vent'anni dopo a Montalto di Castro

1 Giugno, 2008 - 13:24

Il patto sarà firmato in uno dei luoghi simbolo degli anti atomo, Montalto di Castro davanti alla mega centrale.

Ed ha subito trovato adesioni eccellenti: Dario e Jacopo Fo, Franca Rame, Alberto Asor Rosa, Grazia Francescato, Vittorio Emiliani, Gianni Mattioli, il presidente della provincia di Ascoli, Massimo Rossi, il climatologo Vincenzo Ferrara e Tommaso Campanile,responsabile ambiente del Cna, solo per fare alcuni nomi.

Patto anti atomo