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I nuovi sintomi del Covid | Pechino scuole chiuse fino al 1° marzo | Sfida su TikTok , per bimba di 10 anni morte cerebrale

People For Planet - 54 min 46 sec fa

Corriere della Sera: Lingua da Covid e anomale ulcere in bocca: i nuovi sintomi del coronavirus;

Il Giornale: Colpiscono le nostre case. Arriva la patrimoniale? Cosa ci aspetta davvero;

Il Manifesto: Il governo prepara l’esposto contro Pfizer: «Intervenga l’Ue»;

Il Mattino: Attentati a Baghdad, tornano i kamikaze;

Il Messaggero: Pechino chiude scuole a asili fino al 1° marzo: la battaglia contro il Covid non è finita;

Ilsole24ore: Lagarde fredda sulla ripresa frena le Borse europee. Spread sale a 117 – Cosa potrebbe far cambiare il piano Bce – Autogrill, aumento da 600 milioni: il titolo crolla – Autostrade, ecco il nuovo piano;

Il Fatto Quotidiano: Lorenzo Cesa indagato in un’inchiesta di ‘ndrangheta. I pm: “Connubio diabolico tra politici e imprenditori”. Arrestati in 48. Uno diceva: “Ero al compleanno di B.”;

La Repubblica: “Le riammissioni dei migranti in Slovenia sono illegali”: il Tribunale di Roma condanna il Viminale;

Leggo: Blackout challenge su TikTok, morte cerebrale per una bambina di 10 anni. Si è legata una cintura alla gola. Cos’è il «gioco del soffocamento»;

Tgcom24: Recovery Plan, l’Italia ha consegnato la bozza alla Commissione Ue;

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10 abitudini minimaliste da cui prendere spunto

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 19:00

Come si legge sul canale YouTube di Lemon Couple: Come abbiamo detto in altri video sul minimalismo, sono le nostre abitudini a definire chi siamo nella nostra vita. Prendere coscienza delle nostre abitudini e modificarle nella nostra quotidianità.

Il minimalismo è un viaggio al quale è difficile mettere un traguardo ed il bello di tutto ciò è godersi il viaggio durante il nostro percorso di crescita. Ecco le 10 abitudini che noi stiamo cercando di integrare giorno dopo giorno nelle nostre vite:

  1. decluttering
  2. non paragonarsi
  3. riordinare
  4. essere grati
  5. digital decluttering
  6. acquisti intelligenti
  7. godersi lo spazio
  8. dire di no
  9. budget minimalista
  10. godersi il percorso

Ecco spiegate nel video

Lemon Couple

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Navalny mostra il “palazzo segreto” di Vladimir Putin

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 15:30

Il palazzo di Putin, foto tratte dal documentario realizzato e messo in rete da Navalny, oppositore al regime recentemente avvelenato e animatore di una fondazione contro la corruzione in Russia.

Questo Documentario, visto da più di 20 milioni di persone, mostra una proprietà di più di 7 milioni di metri quadrati con decine di migliaia di metri quadrati di costruzioni che comprendono una villa da più di 7mila mq, al cui interno c’è un teatro, un night, un piccolo casinò, un bar, saloni e camere da letto arredate con sfarzo imperiale e incredibilmente di cattivo gusto.

Roba da petrolieri arricchiti.

Nella proprietà c’è poi di tutto; una casa per il the con ponte lungo 80 metri, un tunnel per raggiungere la spiaggia che può essere usato come bunker, una dacia, impianti sportivi, varie casette probabilmente per la servitù, antenna radio alta decine di metri, capannoni immensi.

Il cancello che dà accesso alla proprietà è la copia di quello del palazzo dello zar di San Pietroburgo. Il tutto costato la modica cifra di 1,1 miliardi di euro.

Qui il documentario

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La cura delle ferrovie a base di biometano

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 14:00

Il primo è rappresentato dalle sua formula: CH4. Una molecola di carbonio e quattro d’idrogeno. Quindi quando lo bruciamo per estrarre energia usiamo le quattro molecole d’idrogeno e “buttiamo” quella singola di carbonio – che in precedenza era sotto terra – creando gas serra. Ma non basta: il nostro CH4, infatti, ha anche un altro vizio. Se immesso direttamente nell’atmosfera ha un fattore di riscaldamento globale (GWP) pari a 28 su una scala di cento anni. Tradotto: un grammo di metano immesso nell’atmosfera senza essere utilizzato riscalda il Pianeta quanto 28 grammi di CO2. Quindi se valutiamo la filiera del metano fossile considerando sia la combustione sia le perdite potremmo arrivare alla conclusione, dati alla mano, che il risparmio sotto al profilo del riscaldamento globale non sia grande.

Tutto dipende dalla fonte

Se al posto del metano fossile parliamo di biometano le cose cambiano radicalmente. La formula è sempre la stessa, CH4, ma il bilancio molto diverso. La molecola di carbonio che ci avanza e che immettiamo nell’ambiente, infatti, era già presente nell’atmosfera ed è stata sequestrata dalla vegetazione che è alla base della filiera del biometano grazie al processo di fotosintesi, mentre le perdite sono molto inferiori visto che il nostro CH4 bio si sviluppa al chiuso in processi anaerobici – privi d’aria – e compie una strada molto meno lunga rispetto ai gasdotti del metano fossile che misurano spesso migliaia di chilometri. Il CH4 bio, infatti, è a filiera corta, viene prodotto vicino alle fattorie o alle fabbriche dove si lavorano gli scarti alimentari ed è distribuito spesso a poche decine di chilometri di distanza anche se si stanno realizzando compressori che consentono la distribuzione negli autoveicoli a ridosso della produzione. In un prossimo futuro, per esempio, potrebbe essere normale fare il pieno di biometano a ridosso del digestore e nei pressi dell’azienda agricola, andando a realizzare così una filiera di pochi metri.

Elettroni di riserva

Già, e della trazione elettrica cosa ci facciamo? La useremo di sicuro, ma come tutto ciò che ha a che fare con le sfide ambientali e climatiche la soluzione non sarà una sola. Se l’elettrico già oggi è maturo per la micro mobilità, dal monopattino allo scooter passando per la bicicletta elettrica, lo sarà a breve per le autovetture. Quando pensiamo alla mobilità pesante, come quella delle merci legata agli autocarri e a quella navale l’utilizzo dell’elettrico si allontana di molto. La fisica infatti è severa maestra. Per spostare mezzi di quella portata sarebbero necessarie grandi quantità di batterie che a loro volta pesano e consumano energia per essere messe in movimento. In pratica la densità energetica degli accumulatori è ben distante dal nostro CH4 che se impiegato nella sua versione bio permette a questi mezzi di muoversi in maniera rinnovabile con le stesse performance dei combustibili fossili.

Treno gasato

Ma c’è un altro mezzo che a sorpresa impiegherà il biometano: il treno. Il gas sostituirà gli elettroni? No, non è così. Un recente accordo tra Ferrovie dello Stato, Snam e Hitachi Rail, porterà in Italia la sperimentazione che punta alla conversione della flotta di motrici non elettriche che ora sono alimentate a gasolio. La sperimentazione partirà con la conversione di due motrici, successivamente saranno individuati altri mezzi. L’alimentazione potrà essere a metano liquefatto (LNG) oppure compresso (CNG). Si tratta di due tipi diversi di immagazzinamento della nostra molecola di CH4, la prima consente una maggiore autonomia visto che il gas ha una “densità” maggiore e quindi contiene più energia. E i vantaggi ci saranno già utilizzando la versione fossile del CH4 visto che saranno azzerate le polveri sottili e ridotte del 20% le emissioni di CO2. Il tutto considerando la parte finale della filiera del metano come abbiamo specificato. Successivamente, quando sarà pronta la filiera esclusiva del biometano le emissioni climalteranti saranno ridotte a zero. Senza contare l’aspetto economico. L’applicazione su larga scala di questa pratica consentirebbe alle Ferrovie dello Stato di risparmiare circa 2,5 milioni di euro sull’acquisto del carburante. La conversione delle motrici, intervento che non è particolarmente aggressivo, ne allunga anche il ciclo di vita diminuendo i costi ambientali che si dovrebbero sostenere nella realizzazione di nuove motrici. E in Norvegia puntano alle grandi distanze. C’è il progetto di biometanizzare la ferrovia più lunga della Norvegia, la Nordlandsbanen, che conta ben 700 chilometri, in zone non esattamente ospitali, mentre treni alimentati a bio CH4 stanno arrivando negli Stati Uniti e in Russia. Il motivo è semplice: per elettrificare queste linee bisogna sia creare l’infrastruttura aerea, sia quella di distribuzione dell’elettricità e in alcuni casi anche le centrali di produzione.

H2 in arrivo

Ma l’impiego del metano, anche bio, potrebbe aprire la porta anche ad altre soluzioni. Motrici elettriche potrebbero essere convertite a CH4 con la conversione delle nostre molecole di gas in elettricità attraverso delle celle a combustibile. Ciò consentirebbe ai mezzi ferroviari alimentati dagli elettroni “catturati” dalle linee aeree di muoversi con disinvoltura anche sulle linee non elettrificate, risparmiando le risorse economiche e ambientali che dovrebbero essere impiegate nella realizzazione delle linee elettriche aeree. Il tutto realizzando una sperimentazione per utilizzare idrogeno puro che altro non è che una molecola di CH4 divisa in due e senza il carbonio. L’H2. Fantascienza. Non esattamente.
Sulle linee ferroviarie tedesche, infatti, circola il primo treno esclusivamente a idrogeno dal cui scarico esce solo vapore acqueo. Certo, allo stato attuale l’utilizzo dell’idrogeno è ancora poco pulito, visto che oggi questo gas è al 99% prodotto da fonti fossili. In futuro sarà possibile usare, per la produzione dell’H2, energia elettrica da fonti rinnovabili che non viene utilizzata all’istante o stoccata nei sistemi d’accumulo.

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Instancabile Biden: 17 provvedimenti in meno di due ore

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 12:46

Operativo già da subito con ben 17 decreti nel giro di due ore. Così inaugura la scrivania Joe Biden, nuovo Presidente degli Stati Uniti, con un’amministrazione che a suo stesso dire “tocca il suolo per la prima volta e già corre”. Due i filoni che percorrono i 17 decreti, uno, l’urgenza di cancellare le misure più controverse introdotte dal presidente Donald Trump, una su tutte, quella sulla mascherina, che con Biden diventa obbligatoria nelle aree di giustizia federale, dai palazzi governativi ai mezzi di trasporto che attraversano tutti gli Stati Usa. L’altro filone è invece quello che definisce già da ora il nuovo orientamento presidenziale in materia di giurisdizione federale.

Di particolare importanza sono poi due provvedimenti internazionali che fanno sì che l’America torni a sedersi ai tavoli in materia di ecologia e sanità, con Biden, infatti, gli Stati Uniti tornano negli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico e nell’Organizzazione mondiale della sanità.

E sempre in materia ambientalista spicca poi il decreto che blocca la costruzione dell’oleodotto Keystone Xl che deve collegare il Canada al Golfo del Messico, decisione, questa, che ha però provocato malumori da parte del premier canadese Trudeau.

Attesissimi i due decreti sull’immigrazione: l’uno cancella le restrizioni all’ingresso che discriminavano i cittadini da nazioni islamiche (Muslim Ban); l’altro, invece, tutela gli immigrati clandestini che arrivarono negli Stati Uniti da bambini, i cosiddetti Dreamers (“sognatori”) che già Barack Obama aveva deciso di proteggere, escludendoli dall’obbligo di espulsione.

Vista l’emergenza Covid, non potevano mancare provvedimenti di carattere sociale legati alla crisi economica da lockdown, uno su tutti, la proroga della moratoria sia sugli sfratti sia sui pagamenti d’interessi per i prestiti agli studenti. Giorni proficui per il Presidente.

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Lancet: Brescia 1° in Europa per mortalità da smog

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 10:52

Torino e Milano sono al top della classifica europea – rispettivamente 3a e 5a – quanto ad incremento di mortalità da biossido di azoto, gas che deriva principalmente dal traffico e in particolare dai veicoli diesel. Moltissime città della Pianura Padana subiscono il più grave impatto a livello europeo per la cattiva qualità dell’aria, prima fra tutte l’area metropolitana di Milano, 13esima in classifica quanto a impatto del particolato sottile. Agire su questo problema come hanno fatto le città del Nord Europa, e più di recente capitali quali Londra, Parigi o Barcellona, significherebbe eliminare il 9% delle morti premature in Italia, ovvero 3.967 decessi l’anno.

Brescia prima: Bergamo, Vicenza Saronno e Milano a ruota

La nuova classifica pone inoltre Brescia, Bergamo e Vicenza rispettivamente al primo, secondo e quarto posto a livello europeo quanto a rischio di morire a causa dell’inquinamento da particolato e assegna alla “Leonessa d’Italia”, Brescia, con il 15%, la più elevata percentuale di mortalità attribuibile a questo inquinante.

Lo dice un nuovo studio pubblicato oggi su The Lancet Planetary Health, che stima il tasso di mortalità legato all’inquinamento da particolato sottile (PM2.5) e biossido di azoto (NO2) in 1000 città europee. Lo studio è stato condotto dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), in collaborazione con i ricercatori del Swiss Tropical and Public Health Institute (Swiss TPH) e dell’Università di Utrecht. Ben 18 fra le prime 100 città nella classifica del biossido di azoto sono italiane.

Il confronto impietoso

La ricerca ha anche classificato e paragonato l’impatto subito dalla popolazione delle città più inquinate con quello molto inferiore che si verificherebbe alle concentrazioni misurate nelle città più pulite, per la maggior parte in Nord Europa. Se per esempio Milano avesse i livelli di NO2 di Tromso (Norvegia) si eviterebbero ogni anno 2.271 morti premature (circa il 6% del totale). 

Oltre 1000 morti a Roma e a Napoli

In generale, i risultati rivelano che ogni anno possono essere evitate, rispettivamente, 51.000 e 900 morti dovute al PM2.5 e all’NO2 se in tutte le città oggetto dello studio venissero rispettate le Linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Secondo la ricerca, se Napoli e Roma rispettassero a loro volta i limiti dell’OMS per il PM2.5 ogni anno si risparmierebbero, rispettivamente, 1.352 e 1.029 vite umane.

Le cause? Traffico e riscaldamento, soprattutto a legna o pellets

I ricercatori evidenziano che la maggiore mortalità da PM2.5 si verifica dove al particolato che proviene de scarichi e abrasione di freni e pneumatici si aggiunge quello dei combustibili solidi utilizzati per riscaldare gli edificiA livello europeo fra le prime 100 città per rischio da esposizione al PM2.5 ben il 37% è sito in Italia. “Ogni anno in Italia muoiono migliaia di persone per l’inquinamento atmosferico e, nonostante questo, è Governo, regioni e sindaci sembrano immoti. Questa ricerca dimostra il problema va affrontato subito, a partire dal PNRR, che deve mettere al centro dell’azione del paese le città e la mobilità delle aree metropolitane”, ha commentato Anna Gerometta, Presidente dell’Associazione Cittadini per l’Aria Onlus. “Ancora una volta emerge poi chiaro che è indispensabile, almeno nelle aree di pianura dove si violano i limiti per il particolato, imporre il divieto all’uso di legna e pellet per riscaldare le case”.

“Nessuna soglia è sicura”

Mark Nieuwenhuijsen, direttore dell’Urban Planning, Environment and Health Initiative in ISGlobal e co-autore dell’articolo, ha precisato: “Il nostro studio dimostra che non esiste una soglia di esposizione sicura al di sotto della quale l’inquinamento atmosferico è innocuo per la salute. La legislazione europea attualmente in vigore non è sufficiente a proteggere la salute dei cittadini. Per questo motivo i livelli massimi di NO2 e PM2.5 consentiti dalla legge andrebbero rivisti”. 

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Vendita al dettaglio: senza dati sui clienti non posso valutare la customer experience

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 10:00

Centri silenziosi, vie della moda deserte, centri commerciali vuoti, negozi che abbassano le saracinesche. Uno scenario che fino a qualche anno fa sembrava impossibile immaginarsi ma che oggi, dopo il knock out delle chiusure forzate per effetto della pandemia, è realtà! La causa, però non è solo il Covid! Il virus ha solo avuto l’effetto di accelerare un processo di consapevolezza.

Il settore della vendita al dettaglio è totalmente cambiato e, come in ogni altro settore, chi non si adatta è destinato al fallimento. Perché in un mondo in cui uno shop viene scelto basandosi su un giudizio osservato sino all’ultima virgola vi è la necessità di rendersi conto che ciò che differenzia un rivenditore da un altro è la customer experience, cioè l’esperienza complessiva che i clienti vivono durante tutta la loro relazione con l’azienda.

I vecchi concetti di marketing, assorbiti solo teoricamente dagli imprenditori, ribadiscono che la strada da percorrere è quella di essere la fonte per risolvere il problema dei clienti o di regalare un’emozione piacevole o ancora di aver rettificato una ingiustizia. Ma dalla teoria alla pratica c’è di mezzo l’organizzazione della cassetta degli attrezzi dell’imprenditore che presenta una enorme lacuna: non si raccolgono ed elaborano i dati dei clienti (anche potenziali).

I dati dei clienti, infatti, sono l’elemento essenziale per migliorare la customer experience. Non solo dati anagrafici o relativi agli acquisti già effettuati ma è necessario conoscere anche le connessioni emotive (ad esempio quella relativa alla coda per entrare nel negozio), le risposte ai desideri più reconditi (ad esempio il processo di restituzione dell’oggetto acquistato), per la vendita al dettaglio del futuro.

Immaginiamo un concessionario automobilistico che vende auto personalizzabili in tutto. Le infinite opzioni del colore, della finitura, delle motorizzazioni, dei servizi integrati, ecc. portano il consumatore a pensare e ripensare sin quando sceglierà l’opzione più semplice: non comprare affatto.

Ancora una volta chi ha, invece, la possibilità di utilizzare i dati potrà restringere il campo delle opzioni per offrire un prodotto mirato al singolo e convincere i consumatori della necessità di dover vivere quel tipo di esperienza e prima ancora di educarli sui benefici di quella esperienza. E poi, dopo l’acquisto, capire se quel tipo di esperienza lo ha soddisfatto!

Ciò che il consumatore desidera è che tu anticipi le sue esigenze in un modo che non può articolare da solo. Pertanto, il rivenditore di domani potrebbe avere meno articoli e maggiore attenzione al cliente. E questo potrebbe essere un vantaggio, perché meno prodotti da supportare significa un budget inferiore.

In sintesi la customer experience inizia molto prima che il cliente metta piede all’interno del negozio e finisce molto dopo. Non dimentichiamo che, negli ultimi 10 anni, ci sono stati tre fondamentali cambiamenti di contesto che spesso gli imprenditori fanno fatica a considerare.

Innanzitutto bisogna fare i conti con il forte incremento della comunicazione. Siti di recensioni come TrustPilot e TripAdvisor rendono certo che ogni qualvolta qualcuno parla di una brutta esperienze, le persone si allontanano sempre più anche da ciò che gli viene consigliato da amici e parenti.

In secondo luogo occorre tener presente l’aumento del numero di canali. L’immediatezza del mobile può fare la fortuna o distruggere, ad esempio, un film nel momento in cui viene proiettato per la prima volta, semplicemente attraverso i commenti scritti persino mentre si è seduti in sala per la visione.

Infine è sicuramente aumentata la percezione delle aspettative. Siti come Amazon dimostrano come dovrebbe essere realizzato un servizio al consumatore ed i clienti sono meno disposti che mai a sopportare un servizio scadente. Un dato, quindi, è certo: i consumatori di domani non continueranno a fare shopping negli stessi rivenditori d’oggi. Ma gli imprenditori, soprattutto i piccoli, non vogliono accettarlo.

Nei processi di riorganizzazione di imprese del settore della grande distribuzione che mi sono trovato ad interfacciare in questi ultimi anni ho riscontrato, quasi sistematicamente, che i rivenditori di oggi non sanno chi sono i loro clienti o, quando li riconoscono, sanno solo una piccola parte di loro che è ancora peggio visto che, in tal modo, non si riesce a capire quali sono i loro desideri reali, di avere, insomma, il quadro completo.

In conclusione, ciò che il cliente si aspetta e desidera sta cambiando rapidamente. I migliori rivenditori di domani saranno, almeno un po’, come i migliori rivenditori del lontano passato. Venderanno un chiaro vantaggio, in un modo divertente, che risolve una situazione riconosciuta dal cliente. E lo faranno ovunque il cliente desideri fare acquisti, sia che si tratti di un centro commerciale che di uno store virtuale. Il domani è qui, è tempo di iniziare però.

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Primi 100 giorni di Biden, cosa farà? | Paura privacy: è fuga da Whatsapp | Morti per polveri sottili: Brescia e Bergamo prime in EU

People For Planet - Gio, 01/21/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Nuovo Dpcm, sì alle seconde case ma bisogna essere i proprietari (o affittuari): «Non vale se è di un parente»;

Il Giornale: Paura per la privacy: in fuga da Whatsapp;

Il Manifesto: Mimmo Lucano: «Bene de Magistris, ma solo uniti si vince»;

Il Mattino: L’azzurro Di Giorgio squalificato: doping;

Il Messaggero: Israele, siero debole: «Positivi 12mila vaccinati». Ritirati lotti in California Ritardi Pfizer, piano da cambiare;

Ilsole24ore: Dall’economia al clima, cosa farà Biden nei primi cento giorni alla Casa Bianca;

Il Fatto Quotidiano: Vaccini Covid, il governo attiva l’Avvocatura. Pfizer: “Rispettiamo gli impegni sulle dosi”. Land tedesco costretto a stop: “Fiale finite”;

La Repubblica: Trump grazia il suo ex stratega Bannon. Niente “perdono” per Assange e Snowden;

Leggo: Esplosione in centro a Madrid: distrutto un palazzo, almeno tre morti VIDEO. Le prime FOTO dell’edificio sventrato;

Tgcom24: Brescia e Bergamo prime in Europa per morti da polveri sottili;

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Deliveroo crescono ordini plastic-free: 88% senza posate usa e getta

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 19:00
  • Aumentano gli ordini effettuati nel 2020 senza ricevere forchette, cucchiai e coltelli usa e getta: +5% rispetto al 2019
  • Deliveroo è stata la prima piattaforma in Italia a introdurre l’opzione “no posate”, in linea con le iniziative in materia di ambiente e sostenibilità
  • La “provincia” italiana si scopre green: centri di piccole e medie dimensioni nella TOP10 delle città più sensibili al tema della sostenibilità

Milano, 20 gennaio 2021. Plastica, addio. Aumentano gli ordini su Deliveroo effettuati senza richiedere, insieme al cibo ordinato, le posate in plastica: nell’anno appena trascorso sono stati infatti quasi l’88%, per un aumento del 5% rispetto al 2019

Deliveroo è stata la prima piattaforma di food delivery in Italia ad introdurre, nel giugno 2017, l’opzione “no posate”. Questa funzione dà la possibilità ai clienti di non richiedere, al momento dell’ordine, forchette, cucchiai e coltelli usa e getta. Un’iniziativa che fin da subito ha riscosso un grande successo tra gli utenti della piattaforma leader dell’online food delivery e che rientra nell’ambito di un impegno più ampio a favore del riciclo e della riduzione della quantità di rifiuti.

L’impegno per l’ambiente è parte del DNA di Deliveroo” ha detto Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia. “Vogliamo farlo insieme ai nostri consumatori e ai ristoranti partner, che sono direttamente coinvolti nelle attività sviluppate a favore della sostenibilità. Oltre a dare la possibilità ai nostri clienti di non ricevere le posate in plastica, consumatori e ristoratori sono stati protagonisti delle campagne sul riciclo e la riduzione dei rifiuti promosse nei mesi scorsi a Milano, in collaborazione con AMSA, e a Brescia con Aprica. E’ un impegno che vogliamo portare avanti anche nel 2021, per fare di Deliveroo una presenza sempre più positiva per le comunità e nei territori nei quali operiamo”.

Ma quali sono state le città più sensibili alla riduzione della plastica? Confrontando gli ordini effettuati senza ricevere le posate usa e getta rispetto al volume totale degli ordini, è la “provincia” italiana a distinguersi nella TOP10 delle città più green del 2020. Tra queste troviamo infatti centri di piccole e medie dimensioni come Bassano del Grappa e San Donà di Piave in Veneto, Casalpusterlengo in Lombardia, Guidonia nel Lazio, Piombino e Cecina in Toscana, Città di Castello in Umbria, Chieri in Piemonte, Enna in Sicilia e Gioia Tauro in Calabria.

Maggiori informazioni al LINK

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Quanto della tua salute dipende da come fai lavorare il cervello?

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 17:00

Quarant’anni fa, vicino a Wuxi, Cina, seduto su una panchina dalla quale si poteva ammirare lo splendido lago e un’assurda piscina con falso colonnato greco, costruita da un inglese con grave turbe psichiche, ascoltavo un amico neurologo, che mi raccontava la storia di un suo strano paziente.

Quest’uomo soffriva di una grave malattia degenerativa della muscolatura. Ma aveva stupito i medici perché, nonostante il malanno, continuava a camminare e a muoversi, vent’anni dopo la manifestazione iniziale del male. Quel che affascinava il medico era che quest’uomo era riuscito a contrastare la malattia allenando muscoli “secondari” in modo da mantenere la mobilità. Camminava in modo un po’ inconsueto, ma camminava.

Quel discorso non si svolgeva per caso a Wuxi, entrambi eravamo incuriositi dal gran numero di anziani che all’alba se ne stavano immobili, in posizioni strane, nelle piazze e nei parchi, a volte in gruppi molto numerosi. Se restavi a osservarli ti rendevi conto che non erano del tutto immobili. Si muovevano ma molto, molto lentamente. Solo tempo dopo scoprii che stavano eseguendo i movimenti del Tai Ci, una specie di yoga cinese là praticato spesso in modo diverso da quel che poi vidi fare in Italia. La differenza sta proprio nell’estrema lentezza che sfiora l’immobilità. Il sospetto del neurologo era che esistesse un nesso tra quel che il suo paziente faceva per contrastare la degenerazione muscolare e queste tecniche di movimento praticate con grande soddisfazione in Cina soprattutto dagli anziani per mantenere il corpo elastico e lenire problemi di artrite, cattiva circolazione, pressione alta. Una tecnica antichissima inizialmente adottata dai guerrieri per velocizzare la guarigione di ferite e contusioni attivando il potere rigenerativo dell’ascolto e dell’aumento del nutrimento portato dal sangue alle cellule attraverso il miglioramento della circolazione sanguigna capillare (e forse anche grazie ad altri meccanismi dei quali parleremo in seguito).

Mi appassionai a questa disciplina e iniziai a praticarla da autodidatta scoprendo che il movimento rallentato determina una serie di reazioni nel corpo molto interessanti. Muovendo una parte del corpo al rallentatore si ottiene entro un minuto o poco più una sensazione di caldo, o di aumento di peso o di formicolìo. Queste sensazioni dipendono dal fatto che il movimento rallentato provoca la tonificazione muscolare, le contratture si sciolgono e quindi il sangue scorre meglio nei capillari, dando la sensazione di caldo… Tempo dopo seguii un corso di Ci Cung (una specie di Tai Ci) con un maestro cinese che insisteva su un punto: perché il movimento sia efficace, mentre lo fai devi ascoltare la sensazione che ti procura e visualizzare i movimenti mentre li esegui.

L’approccio al benessere proposto dal Tai Ci è molto originale

Potremmo definirlo un sistema “mentale” ma esso non assomiglia a quel che comunemente definiamo “l’aspetto mentale di una malattia”. Non è incentrato sui meccanismi psicologici o psicanalitici, non tira in ballo il complesso di Edipo e la depressione… Ma non è neppure un sistema che si occupa del corpo e dei muscoli attraverso il semplice allenamento.

L’ambito di azione riguarda il modo in cui la mente interagisce con il movimento. Il movimento rallentato è efficace perché per ottenerlo DEVI entrare in uno stato di ascolto del tuo corpo molto particolare. In questo stato di coscienza induci non solo la tonificazione della muscolatura irrazionale (altrimenti detta profonda oppure emotiva), cambi anche il modo in cui la mente ascolta le sensazioni. Questo cambiamento aumenta notevolmente la tua capacità di ascolto: è come se tu alzassi il volume delle sensazioni che il tuo corpo vive. L’ascolto delle sensazioni nella nostra cultura non è considerato essenziale per il benessere.

Si tratta di uno strumento di autocura potente.

Ascoltare in modo rilassato le sensazioni dentro di te dà beneficio innanzi tutto perché, come ormai molte scuole di pensiero propongono, se la mente ascolta il corpo si facilita la capacità del corpo di autocurarsi. L’ascolto aiuta il nostro incredibile sistema di autoregolazione fisiologica a “individuare” squilibri e disfunzioni e quindi correggerle. L’idea è che le sensazioni interne permettano ai diversi “dipartimenti” del nostro organismo di segnalare al “sistema di controllo centrale” che cosa non va; se una persona non ascolta le sensazioni non permette che i messaggi che esse contengono raggiungano la mente e che la mente possa decodificarli, effettuare una diagnosi del problema e quindi attivare una risposta adeguata (ad esempio secernendo ormoni utili all’uopo).

Questo discorso per molti occidentali è privo di sostanza e sono rari i medici che contemplano questo approccio con gli assistiti, siano essi terapeuti regolari o alternativi.

In questi 40 anni mi sono dedicato a esplorare questo territorio e ho scoperto parecchie cose interessanti.

Ad esempio, un’antica tecnica che si basa sul pensare un movimento, visualizzarlo, senza compierlo realmente. Se mi fa male il gomito non è il caso di muoverlo né velocemente né lentamente. Ma posso ottenere gli stessi effetti che mi procura il movimento rallentato anche soltanto pensando di muoverlo: sento che il mio gomito si scalda! (E quindi ho migliorato la circolazione).

Si tratta di un meccanismo curioso che ha forse a che fare con i neuroni specchio. Quando guardo una persona compiere un’azione (sorridere, correre ecc) si attivano nella mia mente le stesse zone che si attiverebbero se fossi io a compiere quell’azione. E questo vale sia a livello muscolare che emotivo: le persone che sono tranquille e soddisfatte “trasmettono” un senso di tranquillità e soddisfazione.

Questo è lo sconfinato terreno delle emozioni e dell’empatia che solo recentemente la scienza ha iniziato a esplorare (ricordo il poderoso lavoro svolto fin dagli anni ’80 dal dottor Ruggeri e dalla dottoressa Fabrizio docenti all’Università La Sapienza di Roma).

Non ho elementi scientifici per dire quanto ascoltare le sensazioni e visualizzare i movimenti sia efficace dal punto di vista clinico. Sicuramente si tratta di un’esplorazione del SÉ che mi ha arricchito e che mi ha dato benefici dal punto di vista fisico. Ben mi guardo qui da proporre queste esplorazione come un medicamento miracoloso, credo piuttosto che si tratti di una interessante pratica che può essere di supporto e completamento per terapie specifiche. Ma i confini dell’efficacia della pratica dell’autoascolto e della visualizzazione non sono ancora stati segnati…

N.B.: Propriocezione è la parola tecnica che indica l’ascolto di sé, l’hanno inventata perché nella nostra lingua non vi è una parola che indica l’ascolto del proprio corpo e questo la dice lunga sulla censura che la nostra cultura pratica sulle percezioni e quindi sull’ascolto delle sensazioni emotive… A scuola ci hanno insegnato che i sensi sono 5, ma a medicina insegnano che sono 6…

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Foto di Gianni Crestani da Pixabay

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Lo scandalo del costo dei farmaci da banco e altre cose da cambiare

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 15:30

Su Antenna 3, ospite al programma L’egregiouno fuori dal gregge, Bruno Patierno – Project designer di People For Planet.

Condotta da Max Rigano, una puntata incentrata su come la cosa pubblica possa (o dovrebbe) occuparsi della cittadinanza, avendo cura di alcuni aspetti del nostro quotidiano.

Nell’intervista trasmesso anche il video I farmaci da banco in Italia costano fino a 16 volte di più che negli altri Paesi UE la nostra indagine in cui abbiamo chiesto ad amici residenti in Olanda, Germania, Francia e Regno Unito di acquistare alcuni farmaci da banco per vedere le differenze di prezzo con l’Italia.

Max Rigano
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Il Bimby versione Lidl a rischio ritiro dal mercato

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 14:30

A rischio ritiro dal mercato – in Spagna – uno dei più celebri must have della catena di supermercati Lindl: Monsieur Cuisine Connect, versione low cost dell’epico robot da cucina della tedesca Vorwerk, il Bimby. Questo Bimby dei povery è amato al punto che la catena deve rifornirlo periodicamente con grandi annunci, specie via social, seguiti da prese d’assalto ai punti vendita.

Stop alle vendite in Spagna

Ebbene, Lidl dovrà ritirare dal mercato spagnolo e cessare l’esportazione del suo robot da cucina Monsieur Cuisine Connect perché il Tribunale di Barcellona ha stabilito che viola i diritti esclusivi del brevetto europeo che protegge l’originale, ovvero appunto, Bimby.

Nello specifico, il giudice ha stabilito che è in particolare la funzione bilancia del Bimby che “Lidl – illeggittimamente – riproduce sul suo robot Monsieur Cuisine”.

Tutto nasce nel 2018

La Vorwerk ha presentare il suo primo reclamo a Lidl un anno dopo che la catena di supermercati aveva iniziato a vendere la propria versione dell’elettrodomestico, ovvero nel giugno del 2019, dato l’enorme successo riscontrato.  

E ora che succede in Italia?

Con la decisione del tribunale Lidl dovrà immediatamente rimuove l’attrezzatura dagli scaffali spagnoli, e poi potrà naturalmente impugnare la sentenza. Succederà anche da noi? Presto per dirlo.

Ma se vi è venuta una improvvisa voglia di correre a comprarne uno, sotto l’ultimo post che su Facebook ne pubblicizzava un nuovo invio nei negozi italiani c’è un buon numero di recensioni a cui dare un occhio.

Decrescita felice, crescita, sviluppo sostenibile: facciamo chiarezza

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Il governo Conte vincicchia al Senato. E ora…

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 12:16
Maggioranza relativa, sopravvivenza relativa

Il governo Conte bis è sopravvissuto al voto in Senato, ottenendo la maggioranza relativa dei voti espressi (156) ma non la maggioranza assoluta (161), conseguenza da un lato dell’astensione di Italia Viva e dall’altro del supporto al Governo di senatori a vita che di solito non sono presenti al senato per ragioni di salute (commovente la presenza di Liliana Segre) e di un paio di transfughi di Forza Italia.

Un voto che dà una quadro tutt’altro che rassicurante sulle sorti future del governo, anche se in Italia siamo abituati a governi precari.

Di sicuro il governo Conte 2 appare indebolito dopo l’uscita di Italia Viva, non avendo fin qui trovato una alternativa organica con cui sostituire i parlamentari di Renzi.

Le strategie di Conte

Conte sta lavorando a raccogliere una squadra di deputati e senatori, cercando tra gruppi misti e Forza Italia, che sostenga il governo e precostituisca in prospettiva l’embrione di una nuova entità politica che sfrutti la sua popolarità personale nel paese e si collochi al centro del panorama politico, come era un tempo la DC, potendo scegliere di volta in volta con chi allearsi. Si conosce già anche il nome possibile, Insieme, il nome che Conte ha registrato da un notaio.

Questa è la prima opzione di Conte, mantenere in vita il governo con il sostegno organico di un nuovo gruppo che faccia riferimento direttamente a lui.

La seconda opzione di Conte, se la prima non riuscisse, è andare al voto subito, per tesaurizzare il credito che ha ora nel paese presentandosi con una propria lista. Altrimenti se fosse sostituito alla guida del governo rischierebbe di scomparire politicamente.

L’obiettivo di Renzi

A queste ipotesi si oppone Renzi che lo vuole disarcionare senza andare alle elezioni per eliminare l’avversario più pericoloso per il suo disegno di leadership personale di un nuovo centro della politica ed avere il tempo per risalire la china rispetto ai suoi attuali bassissimi incide di popolarità nel paese.

Un war game mentre l’Italia rischia di bruciare

Tutto questo accade mentre siamo in presenza di uno dei momenti più critici della storia repubblicana, attanagliati dalla pandemia, dalla crisi economica, dai conti delle Stato sempre più traballanti: non bisogna dimenticare che per sussidi  e “ristori” dati a pioggia, spesso in maniera indiscriminata, in questa fase lo Stato italiano (cioè noi) si è ulteriormente indebitato per quasi 100 miliardi.

Non abbiamo ancora ottenuto il Recovery Fund 

E spira un’aria di ingiustificato ottimismo sul Recovery Fund. 

Come diceva Vujadin Boskov “partita finisce quando arbitro fischia” e la partita con l’Ue è lungi dall’essere finita.

Il Recovery Plan, la cui versione definitiva va presentata entro aprile, è ancora un embrione di progetti senza programmi operativi, senza indicazione dei risultati attesi e senza indicazione di quale sarà la governance chiamata a gestire i fondi. E senza questi elementi i fondi dell’UE sarebbero una chimera. 

Il torpore del paese

Il tutto mentre il paese sembra attraversare una fase di torpore, di afasia, come se la pandemia avesse prosciugato le energie fisiche e psichiche della società civile. 

E’ ora di svegliarsi dal torpore. Parafrasando Georges Clemenceau “La politica è una cosa troppo seria per lasciarla solo in mano ai politici.”

Foto Yara Nardi da Courrier International

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Pulizie di casa ecologiche e zero waste!

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 10:00

Dal canale YouTube eco.chiara alcuni consigli su quali prodotti ecologici (e economici!) che possiamo utilizzare per le nostre pulizie domestiche in alternativa dei prodotti chimici che troviamo in commercio.

Un video che ci insegna a prenderci cura dell’ambiente esterno evitando di inquinare falde acquifere e aria, oltre a prenderci cura del nostro ambiente domestico va protetto e di noi stessi evitando di entrare a contatto con agenti chimici e tossici.

eco.chiara

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La lana merino, dal passato il futuro per lo sport

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 09:00

La lana merino è da sempre conosciuta per le sue caratteristiche uniche, ma l’uso di tessuti tecnici derivati dal petrolio ce lo aveva fatto dimenticare. Una maggiore sensibilità ambientale ha invece riportato in auge un tessuto certamente prezioso e mediamente più caro rispetto ai derivati della plastica, ma più durevole e molto più performante: niente pruriti, niente irritazioni, nessun odore (cosa particolarmente importante per chi lo usa per lo sport), una perfetta termo regolazione estate inverno e una flessibilità perfetta. Soprattutto, questa lana si asciuga rapidamente: cosa non solo piacevole per chi la indossa ma anche importante per non rischiare l’ipotermia, quando si suda, in montagna. Ancora più importante, questo materiale naturale non genera microplastiche al lavaggio, né per sfregamento mentre lo si indossa. La lana merino era per questo da sempre il tessuto d’eccellenza per gli sport invernali, e sta tornando ad esserlo.

Ci sono addirittura reggiseni in merino premiati al Self Fitness Award per l’eccezionale performance. Sono molte le aziende che producono leggins, berretti, maglie termiche o calzini in lana merino, da Lapasa (azienda britannica Asas) all’alta qualità italiana di Reewolution, storico lanificio biellese nato 150 anni fa a Valle Mosso e che oggi ha dimostrato che innovazione e successo fa rima con ambiente: 80 milioni di euro di fatturato, una quota di export che tocca l’85%, 375 dipendenti, 6,2 milioni di metri di tessuto prodotti in un anno, 3 fattorie in Nuova Zelanda.

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Covid-19, la mortalità corre 3 volte più veloce

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 08:00

Il coronavirus si sta diffondendo sempre più velocemente. Secondo il Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University, se ci sono voluti 9 mesi prima che il numero di morti in tutto il mondo raggiungesse il milione, sono bastati adesso tre mesi per raddoppiare quel numero. Il bilancio globale delle vittime di Covid-19 ha superato infatti i 2 milioni di decessi venerdì scorso, a poco più di un anno da quando è stata segnalata la prima morte correlata al virus, in Cina, a Wuhan.

2 milioni di morti, dato sottostimato

Come riporta il prestigioso centro di ricerca, i numeri reali sono tra l’altro sicuramente più alti, perché molti casi non vengono diagnosticati e le persone muoiono in relazione a patologie preesistenti come malattie cardiache, che le rendono più vulnerabili al virus. “Abbiamo calcolato che in media i decessi totali sono del 20% superiori a quelli riportati“, ha detto alla CNN Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington a Seattle, con punte massime in alcuni Paesi.

Ecuador, Perù e Russia inaffidabili

“Ci sono casi estremi come l’Ecuador, il Perù o la Russia, dove le morti totali sono del 300-500% più alte delle morti riportate”. Ma concentrandosi solo sulla mortalità dei Paesi che rendono disponibili dati affidabili, “la relazione media è di una mortalità del 20% più alta”, ha aggiunto.

Negli Usa anche 400 morti al giorno

Gli Usa segnano la mortalità più alta al mondo. Da lunedì pomeriggio a ieri hanno segnalato quasi 400mila decessi correlati a covid-19, contribuendo da soli a circa il 19% della mortalità totale mondiale. In questo mese gli Usa hanno contato oltre 4mila vittime al giorno già almeno due volte. I Paesi con la più alta mortalità, dopo gli Stati Uniti, sono il Brasile (210.299), l’India (152.556), il Messico (141.248) e il Regno Unito (91.643).

Il vaccino? Non ci libererà quest’anno

Secondo gli esperti solo il vaccino può rallentare la diffusione del COVID-19 e il crescente bilancio delle vittime. Ma è presto per sperare nei suoi effetti. Anche i Paesi – come appunto gli Stati Uniti e il Regno Unito – dove la distribuzione del vaccino procede velocemente, questo non ha affatto ridotto il tasso di mortalità. Secondo un ricercatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la distribuzione non omogenea del vaccino nei vari Paesi del mondo significa che l’immunità di gregge globale non sarà raggiunta quest’anno. “Anche se accadrà in alcuni Paesi, questo non servirà a proteggere le persone globalmente”, ha detto Soumya Swaminathan all’Associated Press.

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Gran Bretagna: 1.600 morti in un giorno | Conte: “Senza numeri andiamo a casa” | Caso Zaki: altri 15 giorni di reclusione

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 06:25

Corriere della Sera: In Gran Bretagna 1.600 morti in un giorno. Negli Usa i decessi totali sono più di 400 mila;

Il Giornale: Pfizer taglia altre 240mila dosi, ecco la clausola che la inchioda;

Il Manifesto: Contagio in classe, esperti divisi. «La vera falla è la mancanza dei dati»;

Il Mattino: Addio a Macaluso, storico dirigente del Pci;

Il Messaggero: MOSCA Navalny attacca Putin dalla cella: «Ecco il suo palazzo segreto da 1,1 miliardi di euro» Video;

Ilsole24ore: Conte in Senato: «Senza numeri andiamo a casa». Renzi: «Serve esecutivo più forte». Salvini attacca senatori a vita – Gli scenari: nodo rimpasto e nuovo governo – Perché Renzi si è messo contro Conte;

Il Fatto Quotidiano: Banchi a rotelle, l’ultima balla di Renzi: “Spesi 461 milioni”. Falso: i dati ufficiali parlano di 119 milioni;

La Repubblica: La nuova holding debutta a Wall Street. Elkann: “Il nostro più grande vantaggio è la diversità”;

Leggo: Famiglia sterminata dal Covid. Ivan muore a 42 anni, 15 giorni dopo il virus uccide anche mamma e papà;

Tgcom24: Caso Zaki, uno dei suoi legali: altri 15 giorni di reclusione;

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La ricette di Angela Labellarte: spaghetti alla Carbonara

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 17:00

Ingredienti per 4 persone

Spaghetti 400 gr
Formaggio Pecorino 5 cucchiai
Pancetta tesa tagliata sottile 8 fettine
Uova 4 intere + 2 tuorli
Sale q.b.
Pepe q.b.

Preparazione

Tagliate le fettine di pancetta in tre parti, disponetele in una teglia da forno e infornate tre minuti a 220 gradi. Così diventerà croccante. In una ciotola versate 4 uova intere e due tuorli, il pecorino, sale e pepe e mescolate bene. Cuocete gli spaghetti al dente avendo cura di conservare un po’ di acqua di cottura della pasta. Scolate e versate la pasta in una padella con la pancetta e il composto di uova e pecorino, aggiungete due cucchiai di acqua di cottura e saltate velocemente per amalgamare gli ingredienti. Impiattate gli spaghetti aggiungendo un po’ di pecorino e qualche fettina di pancetta dorata.

Questa è una delle tante versioni degli spaghetti alla carbonara, spero vi piaccia!

Ph: Angela Prati

Leggi qui tutte le ricette con la pasta

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Rinnovabili: nuovi impianti in Lazio copriranno il consumo di 60mila famiglie

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 17:00

Al via a giorni, nel Lazio, i cantieri dei primi 3 nuovi impianti fotovoltaici che daranno l’avvio a un ben più ampio progetto, tra i più grandi in Italia in grid parity, ovvero in assenza di incentivi statali. Promossi dal fondo inglese EOS IM e da Capital Dynamics, leader mondiale di settore, questi primi 3 impianti avranno 87 MW di capacità e daranno nuova occupazione 120 persone.

Con oltre 169GWh generati all’anno, gli impianti saranno in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 60mila famiglie, e permetteranno di conseguire un risparmio di oltre 100mila tonnellate di CO₂.

Le autorizzazioni per la costruzione prevedono l’avvio dei cantieri a giorni. L’operazione è sostenuta da EOS ReNewable Infrastructure Fund II, seconda generazione di fondi infrastrutturali promossi da EOS IM, focalizzati sullo sviluppo di progetti in energia rinnovabile in grid parity, ovvero in assenza di incentivi pubblici, e greenfield, ovvero di nuova costruzione.  

Senza incentivi: si rafforza l’autonomia delle rinnovabili

Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure (“CEI”) gestisce investimenti in infrastrutture energetiche in ambito solare, eolico e storage, con oltre 7,9GW di potenza installata in oltre 150 impianti negli Stati Uniti e in Europa ed è uno dei primi tre proprietari di impianti fotovoltaici al mondo. EOS ReNewable Infrastructure Fund II e Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure si focalizzano entrambi su investimenti in energia verde e sull’accelerazione della transizione europea delle rinnovabili verso il regime di non sussidio pubblico, tra l’altro particolarmente importante in questo momento a seguito della crisi economica da covid-19. 

Gli avanzamenti tecnologici

Gli impianti si avvarranno delle più avanzate soluzioni tecniche in grado di garantire i massimi livelli di efficienza e affidabilità e sono, inoltre, già autorizzati e predisposti per cogliere le opportunità offerte dalle più moderne tecnologie di storage. Oltretutto, questi progetti contribuiscono direttamente a 5 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, tra cui Salute e Benessere, Energia Pulita e Accessibile, Innovazione e Infrastrutture, Città e Comunità Sostenibili e Protezione del clima. 

“Puntiamo a un approccio industriale, con una visione della finanza che guarda all’economia reale, quella che traina occupazione e sviluppo per le comunità locali”, ha commentato Ciro Mongillo, CEO e Founding Partner di EOS IM. “Il nostro nuovo fondo, EOS ReNewable Infrastructure Fund II, segna un’evoluzione nella nostra strategia, identificando modalità innovative di investimenti nella transizione energetica, e quindi producendo energia verde senza il ricorso a incentivi statali. Siamo grati ai nostri investitori che, con EOS IM, contribuiscono agli obiettivi del Green Deal europeo, senza impiego di risorse pubbliche che possono così essere liberate per altri ambiti di intervento a impatto ambientale”, conclude Mongillo

“Con accordi di cessione dell’energia prodotta a lungo termine e solidi presupposti ESG, questi tre progetti ben integrano il nostro portafoglio di investimenti in energia solare in Europa che continua a crescere sensibilmente. Siamo lieti di collaborare con EOS IM, la cui significativa conoscenza e competenza nel mercato italiano ci aiuterà ad accelerare la costruzione degli impianti, creando nuovi posti di lavoro a sostegno dell’economia locale, in particolare durante questi tempi difficili”, ha commentato Dario Bertagna, Director del team europeo di Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure. 

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Come (non) vivere l’idea della vecchiaia?

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 15:00

Oggi ci occupiamo di una grossissima questione che prima o poi, volenti o nolenti, riguarda tutti: la vecchiaia.

Cominciamo dagli approcci che non vanno bene, quegli atteggiamenti mentali che aumentano la percezione della vecchiaia stessa, aggravando la situazione con effetti di mitizzazione del vecchio decaduto.

Oggi l’aspettativa di vita è migliorata grandiosamente, ma il concetto di “vecchio & incapace” aleggia ancora nella nostra società, invece di promuovere un’immagine di una persona ancora in grado di fare potentemente.

La vecchiaia contiene una sfida potentissima, la sfida alla paura.

Approfondiamo questo tema con Jacopo Fo

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