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La lunga vita del legno (Infografica)

People For Planet - 3 ore 51 min fa

Oltre il 90% del materiale legnoso riciclato viene utilizzato per la creazione di pannelli truciolari e pannelli MDF, che vengono per l’85% assorbiti nell’industria del mobile.
Scopriamo il mondo del riciclo del legno!

Per visualizzare l’infografica più grande clicca qui

 

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Migranti, la Cassazione: protezione umanitaria, decreto Sicurezza non è retroattivo

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 15:39

Importante sentenza della Corte. Le richieste di asilo presentate prima del 5 ottobre vanno esaminate con le vecchie regole. A gennaio la protezione è crollata al minimo storico del 2 per cento. Prevedibile una pioggia di ricorsi

Le nuove norme restrittive sulla protezione umanitaria varate dal decreto sicurezza non possono essere applicate alle domande che sono state presentate prima del 5 ottobre, data di approvazione del decreto.

Lo ha stabilito la corte di Cassazione con una sentenza depositata oggi che potrebbe allungare di molto i reali effetti del decreto sicurezza sulla protezione umanitaria visto che la maggior parte delle domande che sono state esaminate ( e respinte) in questi mesi dalle Commissioni d’asilo sono state tutte presentate prima di ottobre. Sono più di 23.000 i migranti che negli ultimi quattro mesi si sono visti negare qualsiasi tipo di protezione in applicazione della legge Salvini e ora è prevedibile una pioggia di ricorsi.

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Scoperto in Giappone l’elisir di lunga vita

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 14:59


L’elisir di lunga vita sembrerebbe esser stato scoperto nella comune pianta giapponese Angelica Keiskei, più comunemente conosciuta con il nome di Ashitaba che tradotto significa foglia del domani, per la sua capacità di riprodurre il suo gambo e la foglia quasi quotidianamente.

Coltivata da oltre duemila anni, appartenente alla stessa famiglia delle carote, è da sempre utilizzata dal popolo del Sol Levante come pianta medicinale, alimento, energizzante, rigenerante: insomma, un superfood che oggi sembra godere di un’altra proprietà a tutti ambita: la capacità di rallentare l’invecchiamento. 

La scoperta, apparsa su Nature Communications, arriva dal team internazionale guidato da scienziati dell’istituto NAWI presso l’Università di Graz (Austria), in collaborazione con colleghi del Leibniz Research Institute for Environmental Medicine di Düsseldorf (Germania), dell’istituto INSERM di Parigi, dell’Università di Berlino e di altri centri e atenei europei.

Il team di ricercatori ha scoperto l’elisir di lunga vita analizzando le molecole antiossidanti racchiuse nelle foglie dell’Ashitaba riuscendo ad identificare un flavonoide che rallenta il decadimento cellulare. È stato scoperto che la molecola attiva il meccanismo di riciclaggio cellulare scoperto dal biologo giapponese Yoshinori Ohsumi e che gli è valso il Nobel per la medicina del 2016.

Il meccanismo scoperto da Ohsumi prende il nome di autofagia e prevede la rimozione e degradazione delle componenti danneggiate delle cellule, come proteine e organelli, per ottenere materie prime con cui costruire nuove molecole. Il cattivo funzionamento di questo meccanismo è all’origine sia di malattie molto diffuse, come infezioni, infiammazioni e tumori, sia di disturbi legati all’invecchiamento, a causa dell’accumulo di molecole tossiche nella cellula.

Grazie In test di laboratorio, la sostanza si è rivelata in grado di allungare la vita di lievito, vermi, moscerini della frutta di circa il 20% e è stato in grado di ridurre il declino cellulare associato all’età nelle cellule umane in coltura. Non solo, la molecola è stata sperimentata anche nei topi con problemi al cuore, soggetti a riduzione del flusso sanguigno (ischemia miocardica prolungata), e il trattamento ha avuto l’effetto di proteggere i tessuti. Il risultato, secondo gli autori, conferma il ruolo dell’autofagia nella protezione delle cellule e rappresenta un passo nell’identificazione di terapie anti-invecchiamento.

Una scoperta promettente che però necessita di ulteriori ricerche per determinare se questa è una valida strategia per la giovinezza eterna degli esseri umani.

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Donazioni di organi: il 2018 secondo miglior anno di sempre in Italia

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 12:00

Il 2018 è stato il secondo miglior anno di sempre per quello che riguarda la donazione degli organi in Italia. I dati dell’attività dello scorso anno sono stati presentati dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dal ministero della Salute. Da quando è nata la Rete Nazionale Trapianti 20 anni fa, il 2018 è stato il secondo anno migliore, dietro al 2017 dei record.

Nel 2018 sono stati 1.680 i donatori, con una diminuzione di 80 rispetto al 2016, ma con un trend in crescita dal 2014 che ha registrato un aumento del 24,4%. I trapianti effettuati nel 2018 sono stati 3.718, confermando anche in questo caso un trend in crescita dal 2014, con un incremento pari al 20,4%. Nel dettaglio sono stati eseguiti 2.117 trapianti di rene, 1.245 di fegato, 233 di cuore, 143 di polmonee 41 di pancreas.

Alessandro Nanni Costa, direttore del CNT, spiega:

Considerando gli altissimi numeri raggiunti negli anni passati, poter parlare di un anno consolidamento è un ottimo risultato.

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Nigeriano sventa rapina al market e viene assunto

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 11:55

Richard, 30 anni, stazionava davanti al supermercato per dare una mano ai clienti in cambio di qualche spicciolo: sabato pomeriggio ha bloccato un rapinatore che aveva puntato la pistola alla cassiera. Il titolare del negozio: «Da lunedì sarà magazziniere».

… Sabato pomeriggio Richard – una moglie e 3 figli in Nigeria che non vede da 3 anni, a Gallipoli da qualche mese con regolare permesso di soggiorno – ha fatto molto di più che portare i sacchetti della spesa: quando ha visto un uomo a volto coperto e armato fare irruzione nel supermercato e puntare la pistola (che poi si è scoperto essere caricata a salve), facendosi consegnare 500 euro, è intervenuto senza indugio.

«Lo ha bloccato, disarmato e immobilizzato – spiega il vice questore Marta De Bellis, vice questore, dirigente del commissariato di Gallipoli – con l’aiuto di un’altra persona, come ci ha spiegato lo stesso Richard che abbiamo sentito con l’aiuto di un interprete, poiché non parla bene italiano. Quando siamo intervenuti, ci siamo trovati di fronte a un caso di arresto fatto da un privato cittadino».

Il rapinatore è finito prima al pronto soccorso (perché durante la colluttazione s’è fatto un po’ male) e poi agli arresti. Richard, invece, sta bene. E da lunedì avrà anche un lavoro vero.

Michelangelo Borrillo
Corriere della Sera

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Chili di troppo, il Dna decide dove vengono distribuiti

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 09:17

È il Dna a decidere dove si distribuiscono i chili di troppo nell’organismo, lo rivela una ricerca della rivista Nature Genetics, dal consorzio internazionale Giant che riunisce 275 ricercatori. Lo scopo dello studio è quello di offrire una nuova arma alla lotta contro l’obesità e alle malattie collegate, come quelle cardiache e il diabete. Coordinato dall’epidemiologo Kari North, della University of North Carolina, il gruppo di ricerca ha individuato 24 regioni del Dna, di cui 9 rare, che predispongono ad accumulare grasso sul girovita. Queste si aggiungono alle 49 già note per il ruolo che hanno nella distribuzione del grasso corporeo. Le nuove regioni predispongono a un rapporto fra girovita e fianchi più alto della norma, cioè tendono a far accumulare il grasso nell’addome. Comprendere le basi genetiche dell’obesità, secondo gli esperti, può migliorare anche la comprensione di malattie come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari, alle quali l’aumento di peso contribuisce in modo significativo. Di conseguenza può portare allo sviluppo di trattamenti mirati per ridurre il rischio di queste malattie.​

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Danimarca, sciare su una ‘montagna di rifiuti’

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 09:00

Grazie al progetto dell’architetto Bjarke Ingels, a Copenaghen è nato Copenhill, un termovalorizzatore unico al mondo per via della pista da sci artificiale situata sul suo tetto. L’impianto di smaltimento di rifiuti è operativo dal 2017, mentre la pista da sci è stata provata solo recentemente e sarà aperta definitivamente al pubblico a maggio prossimo
Fonte: REPUBBLICA.IT

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Mobilità sostenibile… in monopattino!

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 08:54

I monopattini elettrici sono tra i più efficienti, comodi e innovativi sistemi di mobilità sostenibile oggi sul mercato, ottimi per i brevi tragitti in città. Siamo andati a conoscere la start up Helbiz, la prima in Italia a offrire un servizio di noleggio di monopattini “free floating” (si può lasciare il mezzo ovunque senza doverlo per forza riconsegnare in un’area prestabilita).
Si attende ora che il Ministero dei Trasporti colmi i vuoti normativi che riguardano la circolazione di questi nuovi mezzi.

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Mi illumino in modo sostenibile

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 02:31

Durante il Siae – la fiera che promuove le tecnologie per l’edilizia e l’ambiente che si è tenuta a Bologna dal 17 al 20 ottobre 2018 – è stato presentato allo stand della Colacem e Colabeton un calcestruzzo luminescente. Questo materiale dovrebbe essere utilizzato per costruire strade che di notte si illuminano. Ed è totalmente sostenibile. Inoltre si potranno realizzare strade con colorazioni diverse e questo renderà più agevole l’integrazione con l’ambiente circostante e la differenziazione delle diverse tipologie di strade.

Il principio è semplice: il calcestruzzo immagazzina la luce solare durante il giorno e poi la rilascia nelle ore notturne.

Della questione della sicurezza degli automobilisti, ciclisti e pedoni sulle strade e soprattutto del risparmio energetico si discute da molti anni. A Singapore in un tratto di strada lungo 400 metri è stato sperimentato un agglomerato di minerali atossici a base di stronzio alluminato che assorbe i raggi UV durante la giornata e che di notte crea un suggestivo effetto glitter sulla strada. La sperimentazione ha evidenziato qualche difetto: la luminescenza era incostante e a volte diventava troppo fioca.

L’olandese Studio Roosegaarde ha dipinto la carreggiata dell’autostrada M329, vicino a Oss, comune dei Paesi Bassi, con una pittura nel cui impasto c’era una polvere fotosensibile, e i risultati sono stati ottimi.

In Toscana a ottobre 2018 è stata assegnata la gara per riqualificare la strada detta “Chiassetto di Diecimo”, in provincia di Lucca. Ne parla il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti: “La nuova strada pedonale – dice – verrà realizzata con asfalto fotoluminescente e sarà la prima in Toscana di questo tipo. Il nuovo tratto collegherà le due estremità del paese permettendo agli abitanti di spostarsi in completa sicurezza … Sarà anche possibile percorrerla durante le ore notturne, grazie a un manto stradale che si caricherà di energia luminosa nelle ore diurne e si illuminerà dal crepuscolo fino ad esaurimento dell’energia accumulata”. L’intervento costerà 60mila euro.

Fra qualche anno organizzeremo giri notturni in bici su strade colorate e illuminate. Sarà bellissimo.

 

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Sappiamo leggere le etichette?

People For Planet - Mer, 02/20/2019 - 01:54

Cosa significa quando leggiamo su un sito o su un prodotto sigle come UNI EN ISO 9001 22000 o altri numeri e lettere? Può esserci utile come consumatori? Può servirci saperlo quando acquistiamo un prodotto?

Lo abbiamo chiesto all’avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare internazionale, fondatore di Great Italian Food Trade e del sito Fare, che contiene anche informazioni sulle regolamentazioni dei prodotti alimentari.

“Si tratta di certificazioni di qualità. Le certificazioni attestano tramite un ente indipendente accreditato, a seguito di audit periodici che comprendono esami documentali e ispezioni, il rispetto di uno standard o di una norma (cogente o volontaria) da parte di un’organizzazione. Per quanto attiene ai sistemi di gestione di qualità, il percorso di certificazione è adottato dagli operatori su base volontaria”, spiega l’avvocato.

Certificazioni di processo

Poi in questo caso bisogna distinguere tra certificazione di processo e certificazione di prodotto. “Le certificazioni di processo attestano che l’intero insieme delle operazioni condotte nell’ambito di una organizzazione – dalla selezione dei fornitori e l’approvvigionamento delle materie prime, fino all’immissione in commercio e la gestione di eventuali non conformità successive – siano eseguite nel rispetto delle procedure definite, con regolarità e continuità” spiega Dongo. “La qualità viene perciò intesa come la capacità di seguire con criterio le procedure volte a garantire il rispetto della legislazione, dei requisiti di contratto e delle politiche aziendali”.

La ISO 9001 e 22000

La norma principale è la ISO 9001, legata all’Organizzazione Internazionale per la Normazione.  Spesso in etichetta è accompagnata alle sigle UNI EN, che sono i corrispondenti in Italia e in Europa dell’ente di normazione internazionale.

La ISO 9001 è una certificazione di qualità di ampio spettro, che vale per tutte le aziende, non solo quelle dell’agroalimentare e “certifica la capacità dell’azienda di seguire procedure razionali, documentate, improntate al rispetto delle norme e al miglioramento continuo. È sicuramente un ottimo biglietto da visita”, spiega Dario Dongo.

C’è poi uno standard dedicato alla sicurezza alimentare, che è la ISO 22000, che prende le sue basi dalla 9001 e sviluppa i temi specifici di buone prassi igieniche e di autocontrollo igienico-sanitario nella filiera agroalimentare.

Le troviamo in etichetta?

Le certificazioni di processo non dovrebbero in teoria venire indicate in etichetta, anche se ciò a volte accade e tutto sommato non è da biasimare, poiché si tratta di un’informazione che i consumatori possono apprezzare. Se ne trova comunque notizia sui siti web aziendali.

Dongo ribadisce che si tratta di una certificazione di processo, quindi si tratta di una garanzia sulla cultura organizzativa: “Queste certificazioni non esprimono il valore intrinseco del prodotto, ad esempio le prerogative nutrizionali e organolettiche, o la provenienza e qualità delle materie prime. Attestano invece il rispetto di apposite procedure in fase di produzione, tese a garantire il rispetto delle regole e degli impegni assunti (nei confronti dei clienti commerciali e dei consumatori), oltreché i più elevati standard di sicurezza alimentare”.

Alle certificazioni “di processo” si possono poi abbinare quelle “di prodotto”, mediante le quali si attesta che le qualità del prodotto rispondano a determinate caratteristiche, e anche qui può intervenire un ente certificatore. Sono per esempio le certificazioni che attestano l’assenza di residui di pesticidi, oppure l’adesione a un particolare disciplinare, anche a quelli di cui abbiamo parlato, ad esempio Dop, Doc, Igp .

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Armati di pistola rapinano l’Eurospin: immigrato interviene e sventa il colpo

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 17:49

Saliti rapidamente sullo scooter lasciato fuori dall’Eurospin di via Casilina a Roma i due rapinatori non avevano fatto i conti con il cittadino nigeriano che aiuta i clienti a portare i carrelli della spesa, chiedendo qualche moneta in cambio del suo aiuto.

Una volta visti i due malviventi salire sul mezzo a due ruote l’uomo non si è fatto scrupoli e ha ingaggiato una colluttazione con gli stessi. Disarcionati dallo scooter, i due hanno quindi colpito il cittadino africano per liberarsi e poi scappare a piedi, ma senza denaro.

Allertati i soccorritori il cittadino nigeriano è stato medicato sul posto dal personale sanitario del 118.

(Fanpage.it, 15-1-2018)

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Philip Morris: no alla cannabis legale, sì al cambiamento climatico

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 15:10

«IQOS è un prodotto che scalda il tabacco senza bruciarlo ed è importante perché il danno del tabacco non è nella nicotina, ma nel fumo che genera circa 8mila composti molto tossici che possono provocare bruttissime malattie e anche condurre alla morte», ha dichiarato ad Askanews l’amministratore delegato di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli.

Il colosso, proprietario anche di Marlboro, nel 2018 ha aumentato le vendite di IQOS fino al 14,4%, con picchi in Unione europea, Germania e Italia in testa. Un risultato promettente, specie se rapportato ai dati della vendita delle tradizionali sigarette a combustione, in calo invece del 2,8%. A influenzare la scelta dei consumatori gioca ancora l’idea che le IQOS siano davvero reduced-risk products, come sostengono Philip Morris e gli altri produttori.

L’idea che le IQOS e le sigarette elettroniche siano innocue è una narrazione che gli studi hanno smentito l’indomani della loro comparsa. L’ultimo è lo studio pubblicato sul giornale della European Respiratory Society ERJ Open Research. Analisi in laboratorio condotte su cellule umane delle vie aeree (epiteliali e muscolari lisce) esposte per 72 ore a concentrazioni di fumo di sigaretta, di vapore di sigaretta elettronica, e di aerosol emesso da IQOS, evidenziano che mentre gli effetti dannosi delle sigarette e dell’aerosol dell’IQOS compaiono già a basse concentrazioni (1,5 e 5%), quelli delle sigarette elettroniche si manifestano ugualmente, ma a concentrazioni più elevate (5-10%).

Gli obiettivi di André Calantzopoulos, Ceo di Philip Morris, vanno però al di là della medicina, e puntano dritto verso una società prospera, in salute. Come più volte dichiarato, l’dea del più grande produttore di tabacco al mondo è di spostare il proprio core business dalle bionde alle sigarette senza combustione e “a rischio ridotto”, che garantirebbero, oltre che il fatturato di Philip Morris, il «futuro a lungo termine della società e la sostenibilità dell’aumento di utili e dividendo».

E proprio sul futuro, in relazione al cambiamento climatico in atto, i portavoce di Philip Morris hanno esposto una teoria tutta loro.  Stando a una comunicazione riportata da CDP, associazione no profit che raccoglie le informazioni dalle imprese e monitora così l’impatto ambientale di ciascuna, Philip Morris ha dichiarato di ritenere che piogge e temperature sempre più intense potrebbero far risparmiare alla multinazionale 10 milioni di dollari.

Le piogge costanti, infatti, mantenendo costantemente umido il terreno, prolungherebbero il ciclo di vita delle piantagioni di tabacco, addirittura migliorandone potenzialmente la qualità. E così anche il clima torrido, altro spettro che sembra venirci incontro dal futuro, sarebbe un toccasana per il tabacco di Philip Morris, che vedrebbe dimezzato il lavoro di essiccazione delle foglie di tabacco, che comporta tempi, costi e quantitativi enormi di legna da ardere per riscaldare gli edifici adibiti all’essiccazione.

Una dichiarazione quantomeno coraggiosa quella di Philip Morris, perché stridente con l’operazione di brand washing con cui la multinazionale del tabacco da anni sta cercando di riabilitarsi agli occhi dell’opinione pubblica, al punto da accaparrarsi una nota di merito in materia di salvaguardia ambientale proprio da parte dell’associazione CDP, e da rifiutare il mercato della cannabis legale, settore in fortissima espansione ormai ovunque. “Certe Ong che sempre ci attaccano, anche quando proponiamo prodotti che eliminano la nociva combustione, non mi pare facciano osservazioni critiche su un settore come quello della marijuana, che va a combustione” ha insinuato non senza ambiguità Calantzopoulos.

No alla cannabis, sì al cambiamento climatico, purché l’aumento delle temperature globali entro il 2040 non raggiunga l’1,5° come pronosticato da IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) nei sui reports. In quel caso ci perderebbe anche un colosso come Philip Morris.

Photo credits Today.it

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La tari non morde più

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 12:29

Il problema del randagismo è presente in tutta Italia, in Sicilia in modo particolare. Ogni anno l’amministrazione comunale spende circa 1.500 euro per ogni cane custodito nel canile convenzionato. Il costo della tari è di circa 300 euro a famiglia. Di qui l’intuizione del Comune guidato dal sindaco Sebastiano Scorpo. Per chi adotta un cane la tari non si paga più.

In questo modo il comune risparmia un sacco di soldi (circa 1.200 euro per ogni cane “sottratto” al canile), gli animali trovano un posto dove vivere e una famiglia che li accoglie, e si stimola un senso di solidarietà e comunità.

Periodicamente le famiglie che adottano un cane vengono visitate dai vigili urbani che verificano che il cane sia ancora a casa. L’azzeramento della Tari cessa al momento della morte dell’animale a quattro zampe. Il progetto va avanti da qualche anno ed è contenuta nel “Regolamento sulla detenzione di cani, gatti e lotta al randagismo”.

Abbiamo ritenuto di riconfermare questa iniziativa che ci ha portato a essere il primo comune a proporre un intervento di quesito genere, seguito poi da tanti altri comuni in tutta Italia– ha detto il sindaco Scorpo – Verrà quindi riconosciuto un bonus fino ad un massimo di 750 euro per i cittadini che decidessero di adottare un cane: questo, oltre a garantire le cure domestiche ai piccoli animali, permette ai cittadini in alcuni casi di azzerare la bolletta Tari, ed all’ente di dimezzare il costo delle rette per il ricovero in canile. Altra novità contenuta in questo ultimo regolamento, il contributo di 150 euro per i volontari che intendessero prendersi cura dei cosiddetti cani di quartiere”.

Fonte: COMUNIVIRTUOSI.ORG

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Le autostrade del mare possono ridurre lo smog e lo stress

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 10:33

“Si sta a litigare su TAV e non sento nessuno discutere del sistema trasporti italiano”

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L’assordante silenzio delle donne italiane sulla vicenda Wanda Nara

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 04:05

Uno scherzo de Le Iene a Insigne, con la complicità della moglie, per sottolineare la sua debordante gelosia; e l’incancrenirsi del turbolento rapporto tra Icardi e l’Inter a causa soprattutto della sua moglie-procuratrice Wanda Nara.

Nel primo caso non sono mancati, sia sui social sia sulla stampa cosiddetta tradizionale, voci che esprimessero critiche anche feroci nei confronti della visione della donna che ha il neocapitano del Napoli. Tutto nasce dalla moglie che racconta di aver dovuto chiudere i social per espresso desiderio di Insigne. Il Fatto quotidiano ha definito lo scherzo un’unità di misura del fallimento delle politiche di educazione di genere in Italia.

Per la vicenda Wanda Nara, invece, è molto più arduo imbattersi in voci anche femminili che si levino in sua difesa. Soprattutto sui social. Sulla stampa più o meno tradizionale, qualcuno lo ha fatto. Gianni Mura, ad esempio, su Repubblica. Ha scritto che “Wanda Nara manager turba i tifosi maschi”. In realtà, a nostro avviso, fa anche inviperire e di brutto le tifose. Ne hanno scritto il manifesto e il giornale on line.

Nel salottino di domenica sera di Sky, il povero Sandro Piccinini si è trovato isolato in difesa della moglie di Icardi. Additata dal resto degli ospiti – tutti ex calciatori – di aver violato la sacralità dello spogliatoio e di aver accusato di inefficienza i compagni di squadra del marito. Billy Costacurta – glorioso difensore centrale del Milan che fu e della Nazionale – si è spinto fino a dire che se sua moglie avesse pubblicamente parlato male dei suoi compagni di squadra, l’avrebbe cacciata di casa. E Piccinini, con tutta la nostra solidarietà, lo ha garbatamente tacciato di sessismo e maschilismo.

In questa vicenda di pallone, il tanto vituperato e volgare pallone, è assordante il silenzio dell’universo femminile. Verrebbe da dire: se non ora, quando? C’è una donna che fa la procuratrice di un calciatore che è anche suo marito. Accade ormai per tantissimi giocatori i cui interessi vengono curati dai propri familiari. Tutti vengono accettati. Lei no. Noi una nostra ideuzza ce la siamo fatta. E non è legata certo alle accuse di Wanda ai compagni del marito. Ha solo detto che a Icardi arrivano pochi palloni giocabili. O che Perisic – altro calciatore dell’Inter – aveva chiesto di andar via. Per questo ha violato la sacralità dello spogliatoio? Mah.

La verità, a nostro avviso, è che Wanda Nara è donna, è bella, anzi è bona, non sta nel calcio in punta di piedi, non chiede permesso, non si genuflette anzi sbatte la porta e alza la voce. Gestisce potere e soldi a modo suo e in nome e per conto del marito. Come fanno tutti i procuratori. Che però non hanno la sua avvenenza. Avvenenza che lei mostra sui social, in tv. E ovunque. Perché – e qui torniamo a Insigne – se ci scandalizziamo (giustamente) che un uomo nel 2019 impone o comunque chiede alla moglie di non avere profili social, allo stesso tempo ci infastidisce chi quei strumenti li usa come meglio crede?

Wanda Nara è fondamentalmente colpevole di aver osato violare le maschiliste regole del calcio. La prima delle quali è che le donne vanno bene solo per quello. Che di calcio non capiscono niente. E figuriamoci di affari, e persino col coltello dalla parte del manico. Senza arretrare. Sfrontata. Icardi è stato a lungo escluso dalla Nazionale argentina perché “reo” di aver soffiato la donna a un altro calciatore argentino: Maxi Lopez. Che la signora Wanda Nara possa liberamente divorziare da un uomo e poi sposarne un altro, è dettaglio del tutto irrilevante nel mondo del calcio. Uomo con cui ha messo su una famiglia allargata che fa invidia agli spot del Mulino Bianco.

Tutto questo, e molto altro, ci racconta la vicenda Wanda Nara. O meglio, le cronache misogine della vicenda Wanda Nara. Senza che l’universo femminile dica a.

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Auto elettriche e componenti: le imprese italiane non sono ancora pronte

People For Planet - Mar, 02/19/2019 - 02:55

I nostri produttori di componentistica sono infatti indietro rispetto ai competitor europei e mondiali: il 68,5% delle imprese di questo settore non ha progetti di sviluppo nelle nuove motorizzazioni.

Nel 2017 soltanto il 18,8% delle imprese italiane della fornitura automotive ha investito nei motori a propulsione alternativa. La percentuale è molto simile a quella del 2016 (18,4%). Nessun progresso insomma.

Eppure i segnali di un cambiamento sono lampanti. Vari Paesi stanno regolamentando la questione, imponendo in qualche modo il passaggio all’elettrico, così come le case produttrici una dopo l’altra hanno annunciato piani strategici che prevedono l’abbandono progressivo della produzione di modelli dotati di motori tradizionali a favore invece di altri a idrogeno, elettrici o ibridi.

La strada è praticamente definita: nel breve periodo saranno i motori a benzina a sostituire quelli diesel, poi si assisterà al passaggio verso ibrido ed elettrico, che via via invaderanno i mercati, complici anche le regolamentazioni e le scadenze fissate sul fronte della riduzione delle emissioni a livello europeo. Senza contare che il diesel è ormai un nemico anche nell’immaginario collettivo, che ha perso appeal anche a causa di scandali come quello che ha visto protagonista la Volkswagen, ormai pronta ad investire 44 mld in 5 anni sulla propulsione alternativa, guida autonoma inclusa.

Se, però, i numeri parlano di un’Europa in cui si acquistano già i nuovi modelli con crescente curiosità le aziende non sono pronte, almeno nel nostro Paese, al cambio di passo e cercano un sostegno. Nei primi 9 mesi del 2018 in Ue la vendita di auto a propulsione alternativa è cresciuta del 33,7%, in Italia del 26,5%. Anche soltanto questo dato parla chiarissimo.

Ma c’è una differenza, evidenziata anche dall’Osservatorio sulla componentistica auto 2018 dell’Università Ca’ Foscari di Venezia: alcuni hanno investito negli anni precedenti, altri si ritrovano a dover investire adesso e in maniera cospicua per formare il personale e per adattare la produzione alla domanda di elementi destinati ad auto che devono essere più leggere, più resistenti e più silenziose. Su questa differenza si giocherà la partita e si scoprirà chi riuscirà a tenere il passo.


Immagine di copertina: Armando Tondo

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Domani c’è la “superluna”

People For Planet - Lun, 02/18/2019 - 17:13

La “superluna” sarà visibile in cielo domani, 19 febbraio, a partire dall’orario in cui la Luna sorgerà in Italia: tra le 17.20 e le 18.00. La Luna apparirà più grande del solito perché il momento in cui si trova più vicina alla Terra nella sua orbita ellittica (perigeo) coincide con la luna piena: alle 10.07 del mattino raggiungerà il perigeo, mentre alle 16.53 il plenilunio. Il fenomeno può ripetersi più volte in un anno, ma quella di domani sarà l’opportunità migliore per osservarlo, tanto più che il cielo sarà sereno in quasi tutte le regioni.

L’orbita della Luna intorno al nostro pianeta è ellittica, quindi la distanza tra i due corpi celesti varia nel corso dell’anno (se fosse perfettamente circolare, la distanza sarebbe sempre uguale, un po’ come avviene per un qualsiasi punto su una circonferenza rispetto al centro). Avvicinandosi e allontanandosi da noi, il diametro apparente della Luna appare quindi di diverse dimensioni (quello reale è sempre uguale, di circa 3.476 chilometri). La distanza minima della Luna dalla Terra, il perigeo, è pari a circa 360mila chilometri, mentre la distanza massima, l’apogeo, e più o meno di 405mila chilometri. Per questo motivo all’apogeo il diametro apparente della Luna è inferiore rispetto al perigeo.

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Vuoi essere assunto? Fai una cosa eroica!

People For Planet - Lun, 02/18/2019 - 15:01

Gallipoli. Giovane nigeriano blocca un rapinatore e viene assunto come premio.

E’ notizia di oggi che Richard, un giovane nigeriano di 33 anni che chiedeva l’elemosina fuori da un supermercato di Gallipoli (Lecce) ha sventato una rapina. Ha lottato con un rapinatore e lo ha fatto arrestare. Il ladro era armato di pistola (poi rivelatasi un’arma giocattolo), con cui aveva minacciatogli impiegati e gli altri presenti per poi fuggire con i contanti della cassa prima che Richard riuscisse a bloccarlo.

Richard, come “premio”, ora sarà assunto con un regolare contratto come magazziniere dal supermercato. Il titolare del supermercato ha detto: “È giunto il momento di dargli un lavoro e dignità, dopo essere stato per mesi esposto al freddo così come al caldo torrido all’esterno del supermercato, aiutando i clienti e stando a stretto contatto con i nostri dipendenti.”

Cartigliano. Disoccupato trova portafoglio con 900 euro e lo restituisce: assunto come ricompensa.

Esattamente un mese fa, il 18 gennaio, Omar, un marocchino cinquantanovenne, trova un portafoglio con circa 900 euro più carte di credito e documenti e lo porta al Comune di Cartigliano (Vicenza) affinché venga riconsegnato al proprietario. Il portafoglio smarrito apparteneva a un dipendente di una conceria della zona e il titolare ha deciso di assumere Omar. Il titolare dell’impresa ha detto: “Una persona di tale onestà va premiata. Abbiamo verificato, è stato sfortunato ed era disoccupato per colpe non sue”.

Scorrendo la cronaca sono abbastanza frequenti i casi di persone “premiate” con un lavoro dopo che hanno compiuto un gesto di generosità, magari, come nel caso di Richard, rischiando anche la loro incolumità. Fa riflettere che in questi casi un lavoro, una occupazione, sia concessa loro come “premio”, a conferma del fatto che in Italia il lavoro più che un diritto sia diventato in molti casi un privilegio, soprattutto per i soggetti più svantaggiati. E che, come nel caso di Omar, se si è disoccupati bisogna poter dimostrare che lo si è “non per proprie colpe”.

Quindi, cari disoccupati, se volete un lavoro, in attesa dei Navigator, aprite gli occhi e cercate portafogli da restituire o ladri da bloccare.

Fonti:

  • Ansa
  • Agi
  • Corriere Veneto
  • Today.it
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Ri-capsula: da Altromercato la capsula riutilizzabile

People For Planet - Lun, 02/18/2019 - 13:00

Si presenta in un kit ready-to use in cui, oltre a capsula in acciaio e tappo in silicone alimentare, è presente anche un comodo utensile che ti consente di raccogliere il macinato nel giusto quantitativo e di livellarlo per chiudere in modo corretto la capsula.

Ri-capsula, prodotta in Austria da organizzazioni no-profit che supportano e danno lavoro a persone con disabilità, è pensata per diminuire l’impatto ambientale e aumentare quello sulle comunità. Il suo uso, inoltre, ti consentirà un significativo risparmio economico se confrontato con la spesa media delle capsule per macchine espresso casa che consumi normalmente.

CONTINUA SU ALTROMERCATO.IT

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Le spugne, magazzini di batteri

People For Planet - Lun, 02/18/2019 - 10:17

L’Istituto zooprofilattico delle Venezie ha calcolato in un miliardo per metro cubo il numero di batteri che può trovarsi in una spugna. E ha fornito alcuni consigli pratici per rendere più pulito l’ambiente in cui cuciniamo

In cucina l’igiene è fondamentale, e questo lo sappiamo più o meno tutti. Quello che molti non sanno, però, è che gli stessi oggetti che usiamo per pulire e igienizzare possono trasformarsi, a loro volta, in magazzini di batteri anche patogeni.

In un video pubblicato nei giorni scorsi, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha parlato di spugne e strofinacci, fornendo consigli su come utilizzarli al meglio e sui comportamenti da evitare se vogliamo tenerci alla larga da infezioni alimentari. Se i piatti e la cucina vengono lavati con spugne sporche, infatti, uno dei maggiori rischi è quello della contaminazione incrociata mani-cibo-ambiente, che finisce per colpire anche il cibo che mangiamo.

Quando si parla di batteri spesso è difficile rendersi conto dei rischi. Il microscopio in questi casi ci restituisce un quadro completo e piuttosto inquietante: nelle spugne da cucina, rileva l’istituto, possono trovarsi fino a un miliardo di batteri per centimetro cubo. Non avremmo mai pensato che potessero essere così popolate. E ai batteri piace la pacifica convivenza: in pochissimo spazio c’è spazio per diverse specie, dalle Moraxelle (che conferiscono il cattivo odore ai lavandini e alle spugne), agli enterobatteri fino a quelli più pericolosi come salmonella, listeria, klebsiella e stafilococco aureo. Gli strofinacci, seppure in numero inferiore, possono comunque ospitare un’ampia gamma di germi. I più rilevati dalle analisi dell’Istituto zooprofilattico sono i coliformi e gli stafilococchi.

Consigli pratici. Premesso che in cucina, come in qualsiasi altro ambiente non sterile, il contatto con i microrganismi è inevitabile, esistono diversi modi per abbattere la carica batterica di spugne e strofinacci.
Non lasciare le spugne bagnate sul fondo del lavandino. Dopo l’utilizzo bisogna sciacquarle bene e strizzarle il meglio possibile, poi riporli in un luogo asciutto;

  • Disinfettare le spugne periodicamente. Un buon metodo è quello di lasciarle in acqua bollente per cinque minuti circa;
  • Anche se le igienizziamo spesso, meglio sostituire le spugne con una buona frequenza;
  • Lo stesso vale per gli strofinacci: dopo un paio di giorni è meglio che facciano “un giro” in lavatrice;
  • Non utilizzare gli strofinacci per pulire o asciugare ripiani o fornelli;
  • Non utilizzarli al di fuori della cucina.

Fonte: REPUBBLICA.IT

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