cacao della domenica

Le risposte della Presidente di Rete Ferroviaria Italiana

Perché all’Alta Velocità di Bologna mancano le panchine?
Dopo il flash-mob alla stazione di Bologna e una lettera aperta indirizzata a lei, la Presidente di Rete Ferroviaria Italiana ci ha concesso un’intervista condotta da Jacopo Fo che trovate qui.
La domanda chiave era: perché con tutti i soldi che la stazione è costata non si è pensato di mettere delle sedute per i passeggeri in attesa sulle banchine dei binari? (…)
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Quel che serve oggi è più passione. Noi sappiamo produrla. Chi è capace di venderla?

Le coltellate ai professori, il disagio sociale, i suicidi, l’emarginazione, la crisi economica e politica…
La società è malata, la passione è l’unica cura possibile.
Negli ultimi decenni una frazione minoritaria della popolazione ha deciso di costruirsi una vita più appassionante e ha scoperto che è possibile riuscirci e addirittura trasmettere questa passione.
Quando dico che “NOI” siamo in grado di produrre passione e di trasmetterla mi riferisco al grande arcipelago di associazioni sportive, gruppi teatrali, pittorici, poetici, narrativi, musicali, relazionali, hobbistici, ghiottoni o genericamente culturali e solidali…
Una compagine che nel suo insieme è la grande esperienza italiana di resistenza all’avvilimento umano. Grande per risultati e per numero dei partecipanti: si mormora che siamo almeno un milione… Un milione di persone che hanno messo la qualità e il senso della vita al primo posto. Persone coraggiose che affrontano incredibili difficoltà ma ogni giorno continuano a provarci cercando di opporsi alla miseria, al degrado, all’alienazione alienazione, alla noia di vivere.

Oggi la società è ai ferri corti con sé stessa, i cittadini con la politica, le aziende con i consumatori, la civiltà con l’inciviltà, la cooperazione sociale con lo sfascismo.
Qualcuno inizia a rendersi conto che il danno sociale che deriva dalla mancanza di un senso positivo della vita inizia a presentare conti salati e che l’investimento in cultura e socialità non è più un lusso per intellettuali illuminati e ricchi ma un’esigenza sociale urgente. Conveniente anche dal puto di vista del bilancio del sistema Italia.
E lo iniziano a capire pure alcuni anche provvisti di mezzi economici immensi, una minoranza vivace all’interno di fondazioni, industrie, associazioni filantropiche, Unione Europea, regioni ecc.
La cultura e la passione sono cose che si mangiano, galvanizzano il Pil e riducono follia, criminalità e corruzione. E non lo dice il nipote scemo di Carlo Marx ma addirittura Visco, il capo di Banca Italia… Son cose che danno soddisfazione…
E sarebbe naturale che queste brave persone dotate di mezzi economici spaventosi si rivolgesse a NOI, che da decenni ci facciamo le ossa in questo settore, e ci dicesse: “Ragazze e ragazzi, visto che siete così bravi ad appassionarvi, ecco qui una valigia di dobloni, fateci delle belle cose che diffondano la passione e la gioia!”
E NOI potremmo trasformare in quattro e quattr’otto l’Italia in un luna park fantasmagorico, ecologico, a energia rinnovabile, che usa l’arte al posto del gasolio e diffonde solidarietà e cooperazione. Salveremo esistenze vuote, argineremmo crisi di mancanza di senso. Distribuiremmo salvagenti onirici a tutti! WOW!
(….!!!)
Ma nei fatti la domanda stenta a incontrare l’offerta.
Perché noi siamo fatti strani e quegli altri pure. Non siamo bravi a scrivere progetti in politichese, industrialese, europeese…
Non siamo bravi a creare sinergie tra noi, scambiarci visibilità, connetterci. E poi c’è la questione dei soldi. A noi fanno un po’ schifo, ce li puoi dare ma solo se lo vuoi veramente e noi li pigliamo con le pinze per non infettarci. E quando dobbiamo trattare coi manager delle grandi aziende e dipartimenti, pubblici e privati, sopra le camice a fiori e i jeans stracciati indossiamo tute pressurizzate di plastica per evitare che le loro cravatte ci contagino (la cravattite è mortale).
E poi, sia chiaro, che se vuoi lavorare con noi ti possiamo, forse, pagare pochissimo.
Per tutto questo stato di cose succede che non riusciamo a prendere i soldi che potremmo, non riusciamo a realizzare quel che vorremmo… Non ce la facciamo neanche a acchiappare i finanziamenti europei che nessuno vuole e che tornano all’Unione Europea che poi li dà ai tedeschi e ai portoghesi che successivamente ci sgrufolano dentro felici e benedicenti la stupidità italica.
Certo se la domanda di finanziamento la fai fare a Teodolindo, che è il tuo cugino, che suo padre era commercialista (ora fa la femme fatale a Parigi) allora forse puoi capire cosa non va…
Certo è inquietante pagare 100.000 euro a uno che è tanto sveglio e c’ha la cravatta talmente bella e parla l’europeese talmente bene che ti ha fatto prendere un milione di euro… Orrore!
Meglio non averli…
Beh questa è la situazione.
Noi siamo i meglio, i più cazzutissimi e passerizzatissimi del quartiere, potremmo costruire chissacché ma intanto non siamo neanche stati capaci di avere uno straccio di portale dove trovi l’indice dei blog della rete e un cavolo di calendario con gli eventi che NOI realizziamo ogni santo giorno che qualcuno lassù manda in terra.
Apriamo la discussione sul tema: “Perché la crema della crema dell’arte, della solidarietà, dell’ecologia e della cultura è così divisa, schizzinosa e spatoccata che riesce a realizzare solo un centesimo di quel che potrebbe?”
Avanti miei prodi: facciam funzionare le tastiere che con le parole non ci batte nessuno!

Uno scontro epocale tra la cultura mansueta e quella aggressiva

di Jacopo Fo

La pensiamo diversamente. Siamo una minoranza anche nel movimento progressista ad aver capito che per migliorare il mondo serve calma, lavoro metodico, comprensione del punto di vista degli altri e la diffusione della passione.
Siamo quelli che non credono all’efficacia delle punizioni e dei brutti voti per “far rigare dritto” figli e studenti.
Siamo quelli che quando leggono certe notizie prima di tutto si chiedono: “È vero? È proprio così?”
Siamo quelli che credono di far parte di una collettività solidale anche se a volte non sembra.
Siamo quelli che credono nella sostanziale amorevolezza umana e considerano i criminali persone che hanno perso la loro umanità: sono solo macchine che sono pure rotte.
Abbiamo capito che la cooperazione è indispensabile anche con chi non la pensa come te. E abbiamo capito che per cooperare serve sviluppare l’elasticità mentale e la comprensione. Nessun matrimonio regge se non si accetta la diversità di chi ami. Nessun grande progetto riesce se non vuoi unire anche chi la pensa diversamente.

E’ difficile capire che anche chi è in contrasto con te può essere prezioso. Ed è difficile cercare di valorizzare gli aspetti positivi anche di un tuo avversario.
Certo quando hai di fronte le armate di Hitler c’è poco da valorizzare…
Però anche quando affronti il male assolto (quello vero) devi saper riconoscere che non sono tutti malvagi alla stessa maniera. Durante il nazismo ci furono molti Schindler, grandi e piccoli. Molti nazisti e fascisti che aiutarono chi cercava di salvare ebrei, zingari, russi, serbi, omosessuali… La più grave malattia della cultura oggi dominante è l’incapacità di capire il peso delle sfumature.
Ho avuto la fortuna di avere un nonno, il padre di mio padre, che salvò parecchi ebrei e una volta arrestato dai fascisti venne rilasciato grazie a un complotto di fascisti umanitari che giurarono sulla sua innocenza.
E quando la Resistenza vinse, mio nonno prese su la mitraglietta e con altri quattro iniziò a girare fermando i plotoni di esecuzione che stavano fucilando gente che magari era fascista ma non si era mai macchiata di crimini…
Nessun grande progresso dell’umanità è possibile se non si riesce a coinvolgere anche alcuni avversari.

Esattamente quel che non sta succedendo oggi in Italia, con una classe politica uniformemente dedita all’insulto, sempre incapace di riconoscere quel che c’è di buono nello schieramento avverso. Gente che nei comizi non parla mai d’amore e di mansuetudine. Hanno scoperto che la maggioranza degli elettori premia i più rissosi e ci danno dentro, con risultati alterni… A volte vince un rissoso a volte vince un altro rissoso.
Le recenti sceneggiate per varare un governo hanno mostrato quanto la rissosità sia un pericolo primario per il nostro paese.

Il razzismo, le guerre, la follia del sistema sono prodotti dell’aggressività.
Un atteggiamento verso la vita che devasta famiglie e nazioni.
Da sempre sostengo che il mondo sta migliorando. Troppo lentamente, ma sta migliorando (vedi questa infografica animata - richiede Flash Player - qui il grandioso documentario di Gapminder, sottotitolabile in italiano “Niente panico, la fine della povertà”).
Ma certamente assistiamo a una recrudescenza della rabbia.
Si tratta di un passaggio storico drammatico: negli ultimi 10 anni siamo stati travolti da cambiamenti tecnologici enormi. Il modo di comunicare, avere relazioni, lavorare, comprare, viaggiare, fare e consumare cultura è cambiato radicalmente. E chi studia il cervello ci dice che è un’entità che adora la ripetizione, perché quando si trova in una situazione nota si rilassa e ci premia con meravigliose scariche di droghe naturali.
Se invece ci troviamo in una situazione nuova entriamo in agitazione perché la mente identifica tutto quello che non riconosce come un potenziale pericolo, e partono le adrenaline, le anfetamine che le nostre ghiandole sono capaci di produrre in gran quantità.
Quando miliardi di persone non riconoscono più gli elementi della quotidianità si scatenano reazioni ansiogene a catena.
La guerra è dentro la testa della gente e Trump diventa presidente promettendo di riportare gli Usa al glorioso passato.

Servirebbe che le persone che hanno superato lo stadio iroso della crescita umana si rendessero conto che sono meravigliose portatrici di futuro.
Nel nostro modo di pensare ci sono gli anticorpi a questa ondata di follia distruttiva. Ma ora sarebbe assolutamente necessario che ci incontrassimo, dobbiamo unire le nostre voci, collaborare.
Non so se sarà possibile promuovere veramente un salto di qualità nelle coscienze. Forse richiederà ancora tempo attraversare questo periodo di crisi. Ma sento forte il bisogno di tentare di arginare questa follia.
Noi, come gruppo di amici senza bandiere, stiamo provandoci in molti modi.
La nostra azione è incentrata sul racconto di esperienze positive e sulla realizzazione di iniziative che diffondano la passione.
E stiamo cercando di connettere chi sta lavorando nella stessa direzione.
A giorni partirà un nuovo portale che permetterà lo scambio automatico di contenuti tra blog etici, ecologici, solidali e artistici. Un servizio gratuito che potrebbe finalmente connettere molti produttori di cultura mansueta.
E cercando di diffondere passione stiamo realizzando un progetto all’interno dell’Altenanza Scuola Lavoro: 593 studenti di Gela e di Lovere, lago di Iseo stanno creando un loro blog individuale, sulle proprie passioni. Questi blog sono collegati da una rete di link reciproci (i contenuti di 180 blog sono già visibili su Fb e qui puoi vedere il portale del sistema, appena attivato, di scambio di contenuti tra i blog studenteschi).
I ragazzi di Lovere sono nel frattempo riusciti a sviluppare un’idea nata durante una gita didattica ad Alcatraz, dove abbiamo realizzato una tempesta creativa dalla quale è scaturita l’idea di costruire un’isola di bottiglie di plastica, con pannelli solari, pompe, filtri e piante, che ha lo scopo di depurare l’acqua del lago più inquinato d’Italia. Nel giro di 60 giorni sono riusciti a realizzare un progetto dettagliato, un calendario dei lavori e trovare sponsor per coprire il costo dell’isola: 10mila euro!
E hanno contemporaneamente scatenato il dibattito nei comuni lacustri, portando all’attenzione di tutti lo stato di degrado dell’acqua.
I giovani, quando si propone loro di appassionarsi a progetti concreti, che li mettono in gioco, sanno sviluppare energie straordinarie!
Piccoli progetti, certo, ma noi seguiamo la filosofia Shanghai, azioni piccole che danno risultati immediati e stupefacenti, come nel gioco delle bacchette cinesi cerchiamo di seguire la linea di minor opposizione. E puntiamo sul fatto che una palla di neve che rotola può diventare una slavina.

Da 20 anni ormai siamo impegnati nella diffusione della cultura della positività. Il pensiero positivo non funziona molto, ma funziona invece in modo potente il pensiero negativo, e i media sono impegnati a diffonderlo a piene mani, dando al contempo grande spazio alla cultura della rissa. A Cacao, il quotidiano delle buone notizie, si è recentemente aggiunto People For Planet nel quale raccogliamo notizie di esperienze positive evolute e proponiamo iniziative come le 3 leggi facili tentando di individuare proposte capaci di creare un grande consenso. E ci rendiamo conto della repulsione che questo modo di pensare e agire provoca nella maggioranza rancorosa. Abolire i vitalizi privilegiati è senz’altro giusto e si risparmierebbero 150 milioni di euro ma con la vendita delle medicine sfuse, cioè nella quantità ordinata dal medico, si risparmierebbero 500 milioni. E un’inchiesta di Gian Antonio Stella sul Corriere ci spiega che solo razionalizzando i servizi base degli ospedali (farmaci, mense, pulizie e lavanderia, cancelleria) si otterrebbero altri 700 milioni di euro di risparmio. E così pochi ne parlano...
Con Ecofuturo Festival (prossima edizione Padova 18-22 luglio) abbiamo raccolto un dossier che dimostra che l’efficienza energetica potrebbe portare al sistema Italia un risparmio di 200 miliardi di euro vedi “Ecotecnologie per un ecofuturo”. Lo abbiamo presentato in 3 incontri alla Camera e al Senato e al Parlamento di Bruxell.

La domanda è: riusciremo a fare rete?
Riusciremo a diffondere un po’ di passione per il ragionamento pacato e razionale?
Riusciremo a usare le maniere tenere per cambiare il mondo?
Improbabile.
Ma eventi improbabili accadono continuamente, ogni volta che le persone di cuore decidono di non abbassare la testa, di non tacere, di non restare isolati.

Forse qualcuno penserà che con tutta la violenza che c’è in giro serve qualche cosa di meno morbido di una carezza.
Ma c’è modo e modo. La mansuetudine è morbida ma non è incapace di agire con energia e forza.

Gesù, che in quanto a mansuetudine non era secondo a nessuno, ha mostrato che esser mansueti non vuol dire tirarsi indietro quando c’è da rovesciare i banchi dei mercanti nel Tempio.

Pd-M5S, idee per un programma condiviso alla tedesca!

di Jacopo Fo

Una cosa che pochi raccontano è che il M5S ha votato a favore delle leggi approvate dal Senato. Nel 39,5% dei casi. E parecchie sono state le leggi e gli emendamenti presentati dal M5S e poi approvati con i voti del Pd. Quindi una base da cui partire c’è e non è vero che il 5 Stelle ha detto sempre di no a tutto.

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Gli intellettuali di sinistra alla carica contro il Pd… Sono innocenti?


di Jacopo Fo

I maestri del pensiero assolvono sempre sé stessi. E quelli progressisti di più. Che si prendano le loro responsabilità è oggi impensabile: sono loro a riempire i dibattiti televisivi e gli editoriali dei giornali: qualche colpa ce l’avranno se l’Italia è a pezzi… Ma figuriamoci se riescono a fare autocritica. Loro sono al di sopra delle parti.

A volte si impegnano in duelli urlati ma poi si stringono la mano, e dopo le scaramucce si incontrano ai party, alle prime degli spettacoli, ai festival, e si scambiano premi, recensioni, prefazioni. Magari in una recensione stroncano l’avversario, ben sapendo che un po’ di polemica aumenta la visibilità di entrambi i contendenti.
E tutti insieme se la prendono con i politici, salvo poi affollare le sale d’aspetto dei ministeri alla ricerca di soldi, incarichi, spazi televisivi.
A volte possono trascendere e insultarsi gridando, ma sempre rispettando una certa etichetta. Si colpiscono con bastoni fasciati con la gomma piuma, attenti a non farsi mai veramente male, sempre lì a calcolare costi e ricavi di ogni scontro.

Si parla tanto degli sprechi di Stato, mai nessuno che denunci il fatto che i teatri pubblici hanno bilanci in perdita per milioni di euro e un costo per spettatore abominevole. Mica vorrai prendertela veramente con altri intellettuali?
Sono pronti a inveire contro gli stipendi di parlamentari e parrucchieri del Senato ma quando mai si mettono a discutere sull’ammontare delle fatture per le consulenze culturali?
E magari attaccano B. per le evasioni fiscali, i suoi rapporti con la mafia e con donne a pagamento, ma quanti hanno detto che B. aveva le mani in pasta in due canali a pagamento pornografici e una centrale di gioco d’azzardo on line? Sarebbe stato un colpo sotto la cintura, meglio occuparsi di questioni più “importanti”.

Se ci pensate è grottesco: gli elettori di destra sono insensibili alla voracità sessuale del capo e alla disinvoltura finanziaria… Ma magari si sarebbero scandalizzati, almeno i cattolici e i razzisti, scoprendo che il loro leader lucrava sulla ludopatia e sulle immagini di neri che con falli smisurati sodomizzano fanciulle dalla pelle chiarissima.

Questo fatto da solo fa comprendere molte cose. L’obiettivo di questi progressisti alla camomilla non era quello di battere B. ma quello di guadagnare visibilità e stima con le proprie critiche. Una critica la fai se ti fa sembrare estremamente intelligente e informato, non se è efficace contro il tuo avversario. E poi se quando B. era potente lo colpivi sotto la cintura magari si incazzava…

Per capire come funziona questa gente basta vedere il peso che i direttori dei giornali danno agli eventi.
Tre assassinati da un terrorista islamico in Francia hanno più spazio di 3mila morti per i bombardamenti in Siria.
Lo sterminio dei curdi, eroi contro l’Isis, vale quanto l’incendio, senza vittime, di un capannone in Piemonte.
E fiumi di parole scorrono sugli immigrati che annegano nel Mediterraneo, poche righe sui campi di concentramento libici, gironi infernali di violenze e morti che nessuno potrà mai contare.
Dicono che sono costretti a condurre così i giornali perché sennò nessuno li legge… Poi però parlano di etica dell’informazione.

Patetico.
E sono abili a scegliere la parte comoda di tutte le notizie. Comoda perché non richiede di sforzarsi il cervello ed è priva di rischi.
Parlano di aiutare i neri a casa loro ma poi non dicono che i paesi ricchi continuano a distruggere l’economia africana con l’invasione dei pescherecci, con le reti a strascico, e i prodotti agricoli venduti sotto prezzo.

Ma forse la cosa peggiore che smerciano questi intellettuali mosci è il loro ossessivo formalismo.
Non interessa che un’idea sia sensata, l’importante è che sia bella e facile.
Quando hai sentito un intellettuale dire che se la politica non inizia a investire denaro ed energie nella realizzazione di bilanci analitici delle spese dello Stato non avremo mai una razionalizzazione delle spese?
I bilanci fiscali dividono i costi per categorie (cultura, turismo, trasporti pubblici…) il bilancio analitico divide i costi per tipologie (riscaldamento, elettricità, cancelleria, auto di servizio).
Milena Gabanelli è stata per anni una spina nel fianco di questa gente perché lei lavorava proprio sull’analisi dei bilanci, andando a scovare i macrocosti che sfuggono nei bilanci fiscali. Ma questo è un ragionamento complicato… Che importa se è una questione fondamentale per il futuro dell’Italia. I telespettatori si annoiano se scendi nei dettagli. Meglio restare nei cieli altissimi…

Loro sono attenti solo per quanto concerne il loro look, magari si vestono da cani ma con un certo non so che, magari spettinati, ma con stile. Lo stile di vita è essenziale. Non distinguono una patata fritta con l’olio di semi industriale, ma poi pontificano sui grandi chef, sui vini d’annata, sempre pronti a osannare i piatti più stupefacenti, con 50 ingredienti, lavorati e rilavorati, che poi non digerisci. Non interessa il cibo come nutrimento del corpo, guardano lo share dello show. Vivono così, ossessionati dal look, dal glamour, dal trendy.

Perché per fare le bolle di sapone ci vuole molta classe non è facile riempirle col nulla.

Notizie dall’Oltrebomba

Eravamo lì e sembrava tutto normale.
Poi è scoppiato il casino, la crisi, le banche che fregavano le caramelle ai bambini, e i telefonini che non ti fanno soltanto i bocchini, gli asfaltati resuscitati, i babbuini vestiti da Armani, i ferri da stiro sentimentali e tutta quella gente lì con in testa idee liofilizzate…
Per non cadere in depressione è bene notare che quella è solo una parte del mondo.
Poi c’è la gente che prova a fare le cose utili per tutti.
Guardare quel che funziona è meglio.
E sapere che c’è vita fuori dalla tv ti può far bene lunedì 5 marzo, alla mattina… Perché mi sa che al di là delle bandiere partitiche, a nessun progressista faranno allegria i risultati elettorali.
Comunque noi ci si sta dando da fare. Piano piano.
Stiamo caricando i video, stiamo facendo scoppiare la pace, stiamo lanciando bombe alla crema, stiamo sparando cazzate, stiamo ammazzando il tempo a barzellette, stiamo facendo saltare in aria gli acrobati.
Volevo dirtelo perché lo so che non sembra, ma tramiamo nell’ombra.
E quando non sai che pensare potresti fantasticare sul fatto che un’orda sterminata di gente alterata umanamente di giorno e di notte va in giro a mettere trappole logiche, avvitare le scalette ai muri e liberare i cani delle pistole. Così non sparano più.
Te lo dico perché non è appariscente.
Ma ce n’è tanta di gente, che da un po’ s’è decisa a connettersi.
E nessuno vuol fare un partito. Non facciamo assemblee, facciamo tardi costruendo idee idrodinamiche, pannelli fotoprosaici, pale utopiche, gargarismi difensivi.
Partecipa al complotto inconografico. Dai un’occhiata alle novità.
Entra nella cospirazione. Ti facciamo subito ministro, capo del governo o generale. Segui le orme di Paolino Sbaradasso che è diventato ammiraglio di sé stesso.
Però appena fai qualche cosa linkalo al Sistema.
Dov’è il Sistema?
Cazzo è vero! Non abbiamo ancora fatto i cartelli segnaletici.
Gravissimo.
Comunque dai, in fondo sai dove trovarci…
Comunque dopo le elezioni sarà ancora possibile amarsi.
Il che fa la differenza.

Oriana Fallaci ha ragione? Ultima Puntata

Indice:
(Prima puntata, seconda puntata, terza puntata, quarta puntata, quinta puntata)

Se la Fallaci fosse ancora viva e io potessi parlarle le direi: “Signora, credo che potrebbe convenire che le mie idee siano accettabili quanto le sue e vi sono punti che possiamo certamente condividere. E questo credo sia il senso di una serena conversazione. Anche perché, cara signora, io e lei, ne converrà, siamo solo piccole mosche sul sedere della storia.
Sinceramente, nonostante le nostre divergenze, credo che se dipendesse da me e da lei un accordo lo troveremmo di certo. Ma, come lei ha brillantemente detto, siamo nel bel mezzo di una crisi dell'etica e di una scomparsa dell'orgoglio. Orgoglio: ecco una parola che la cultura di sinistra ha cancellato. Usarla nel titolo del suo libro certamente è stato un piccolo vezzo di perfidia, che ho apprezzato. Dovremmo proprio riscoprire l'Orgoglio. Ma, dopo che la signorina Loon ha masturbato un maiale durante un reality show inglese, lei capisce, l'orgoglio scarseggia… E se i musulmani vomitano solo pensando a quello che ha fatto la signorina Loon per un pugno di audience, sinceramente li capisco. Anche perché il nostro sistema oltre a indurre giovani donne di bell'aspetto a fare sesso con animali sporcaccioni uccide ogni anno 10 milioni di esseri umani di fame e, contemporaneamente, butta dalla finestra la metà del cibo prodotto sul pianeta. Lo dicono le ricerche realizzate del Rocky Montain Institute, come a dire i consulenti della Ford e della General Motors, non delle femministe viscerali...
Detto questo non so proprio che altro possiamo fare oltre a starcene qui a chiacchierare io e lei, sul senso della vita. Di certo non riceveremo nessun incarico ufficiale plenipotenziario. Ci toccherà continuare a guardare questo sfacelo di terrore e osservare che servirebbe un po' di questo orgoglio molto più di quanto ci serva il petrolio. Ma signora, le chiedo sinceramente, lei conosce un modo per convincere i cristiani a cambiare direzione? Perché è questa la questione. Noi che abbiamo bazzicato i marxisti in gioventù sappiamo bene che un simile scatto d'orgoglio avrebbe bisogno di un cambiamento epocale, del modo stesso di vivere e lavorare. Un cambiamento tale che possa indurre nell'uomo e nella donna un salto di qualità mentale. In effetti signora, nelle notti nelle quali sono ottimista e non mi pento di aver messo al mondo altri esseri umani, spero che questo cambiamento sia già avvenuto. L'invenzione tecnologica che ha cambiato la vita quotidiana degli esseri umani esiste: è il computer. Per migliaia di anni l'essere umano non ha avuto la prova certa dei suoi errori. Alla fine contavano i risultati. A volte i pensieri sbagliati portavano a risultati giusti. A volte pensieri giusti avevano effetti disastrosi. La stupidità umana perciò, fino ad oggi, è restata velata. Ognuno di noi aveva pochi mezzi per scoprire quanto fosse fesso. Il computer invece ci mette ogni giorno davanti alla nostra incapacità di ragionare con coerenza. Al computer non interessa se tu protesti perché ha cancellato tutto il tuo lavoro che non avevi salvato prima di schiacciare il tasto "distruggi!". Urla quanto vuoi. Il computer non ti sente neanche. E prima o poi, se proprio non sei scemo, riesci a capire che devi stare un po' più attento e ragionare assicurandoti di aver prima acceso il cervello. Forse il computer sta facendo sì che la mente umana stia realmente cambiando dentro, lentamente, con la velocità di uno scanner. Il buon senso sta avanzando via via che milioni di esseri umani giungono a vedere con i propri occhi che è vero che, se non fai una copia dell'hard disk, prima o poi piangi perché ti è saltato tutto e ti si è cancellato il romanzo che avrebbe venduto un milione di copie e avevi finito di scriverlo giusto ieri cazzo!
La mente umana sta finalmente imparando a pensare? Verrebbe da dire di no. Ma forse questo fenomeno sta accadendo sotto i nostri occhi senza che si riesca a vederlo. Forse il vecchio mostro culturale patriarcale è sfatto, anche se da lontano pare integro. Forse concetti come Cristianesimo o Islam sono stati disintegrati e noi vediamo soltanto il loro ologramma. Forse tra breve comprenderemo che Dio è un mistero e che limitarne la natura codificandola significa non accettare l’immensità del mistero della divinità. Lo scriveva un grande gesuita: De Mello. La chiesa l’ha messo all’indice. Ma avevano messo all’indice anche il rock & roll e adesso lo suonano in Vaticano… Chissà. Speriamo, signora. Speriamo che il computer sia capace di resettarci il cervello. E magari anche l'anima. Speriamo che sia la medicina giusta. Speriamo che faccia effetto in fretta. In caso contrario, non dovesse esserci un salto di qualità nei cervelli, allora, signora, ci sarà solo da osservare come fa una civiltà quando crolla. E non crolleremo solo noi, crolleranno l'Islam, la Cina, l'India e il Giappone. A lei e a me, resterà solo la magra soddisfazione di poter dire: "l'avevamo detto". E non se la prenda, signora, per tutti quegli stronzi (me lo lasci dire) che l'attaccano in modo volgare senza entrare nel merito di quel che lei realmente afferma. Alla fine sono feroci con lei più di quanto sarebbero con i veri colpevoli. Non sopportano che lei dica quel che moltissimi pensano, non sopportano che lei venda tanti libri. Ma soprattutto non sopportano che lei abbia veramente vissuto. E questo è un fatto che niente può cambiare: lei signora ha vissuto pienamente, vivendo con tutta se stessa, traguardo che pochi raggiungono. E non le si può imputare nessun crimine, nessuna colpa, al massimo si può non condividere qualche sua idea... Tanto di cappello, signora. Continui così, alla faccia dei falsi vivi.

La saluto porgendole i miei migliori auguri
Jacopo Fo

P.S.: Dimenticavo di porre anche una critica che sento però doverosa. E non sarebbe segno di vera stima tacerla. In alcuni passi dei suoi libri ho percepito una sorta di disprezzo verso le capacità culturali dell'Islam. Una certa ironia verso alcuni intellettuali sinistrorsi che vogliono addebitare tutte le scoperte scientifiche all'Islam. Ora concordo con lei che a volte si  esagera a voler dare agli arabi meriti che non hanno. Ma fuori dal furore polemico credo che sia sotto gli occhi di qualunque orecchiante di storia che l'Europa fino al 1600 ha dato al mondo ben poco in quanto a tecnologia e scienza. Il teorema di Pitagora era noto agli indiani mille anni prima, la cultura greca rubò tutto a egiziani e persiani. I romani furono svezzati dagli etruschi di provenienza proto semitica e dai greci. E non furono certo i frati benedettini a salvare la cultura romana e greca e a tradurre i testi arabi ma gli ebrei. Ma comunque fino al 1600 tutto, dalla polvere da sparo, alla bussola, dalla chirurgia all'arte della classificazione delle piante, alla metallurgia, all'uso dei mulini a vento e ad acqua, delle lenti e delle pompe, tutto, viene da Oriente. O direttamente dagli arabi o dai cinesi attraverso di loro. Sicuramente avrà letto le descrizioni inorridite che i chirurghi arabi davano degli interventi dei medici dei crociati medioevali, compiuti senza nessun criterio e con un esito mortale nella maggioranza dei casi. Fino al 1600 perfino la medicina dei Calusa/Seminole della Florida era più avanzata di quella europea. Per non parlare degli indiani dell'India... Ma se queste considerazioni non bastassero a convincerla vorrei aggiungere un'osservazione di tipo pratico che spero non potrà rifiutare. Signora, non conviene mai, in nessun caso, soffiare sul fuoco del demonio. Lei forse non si rende conto che getta le sue parole, che hanno dentro un peso, un'etica, una meditazione e un'ironia, a cani feroci che le sbranano senza sentirne il sapore. Signora lei viene fraintesa. Milioni di suoi lettori succhiano un veleno che lei non ha infilato nelle sillabe ma che loro sono in grado di estrarre sublimando la sua sintassi. Ecco, credo, signora mi permetta di dire, che noi che usiamo la penna abbiamo il bisogno di spargere nei nostri scritti antidoti efficaci al possibile stravolgimento del senso delle nostre parole. Dobbiamo intingere la penna nel calamaio della pace perché il mondo ha il viso torbido e la mente febbricitante. Guai, signora, a stuzzicare per incuria la bestia volgare del razzismo. Siamo tutti fratelli e sorelle, signora. E conosco almeno cento marocchini che sarebbero disposti a morire per proteggere lei o me, o chiunque altro. Perché c'è tanto dolore nel mondo, signora, e lei lo sa meglio di me. Ma c'è anche tanto amore, e le colonne del cielo si reggono sulle spalle di persone che vedono la sacralità della vita e la rispettano. Quindi, signora, vorrei che lei, nel suo prossimo libro scrivesse un piccolo semplice labirinto filosofico in grado di disperdere le nuvole orrende dell'arroganza razzista.
Qualche cosa tipo:
Amo gli arabi.
Amo i mussulmani.
Amo le loro canzoni e come sorridono ai loro bambini. Amo la loro cucina e come danzano. Amo la loro sincerità e il loro coraggio. Li amo perché viviamo sulla stessa terra, ci bagniamo nella stessa acqua e a ogni respiro io prendo dentro di me la stessa aria che hanno respirato per migliaia di anni arabi, indiani, americani, africani e australiani.
E vediamo lo stesso sole e la stessa luna e forse il nostro Dio non è poi così diverso.
E questo mondo sarà un posto meraviglioso dove vivere quando avremo scacciato la guerra dai nostri cuori.
Forse arriverà un giorno nel quale nessuno penserà più che esista qualche cosa che valga più della pace. Io sono tra quelli che ancora sperano. Se coltivi l'idea della superiorità o della vendetta non potrai mai essere d'accordo con neppure una delle mie parole. Perché quel che scrivo con l'inchiostro della pace perde ogni senso se è letto con gli occhiali della guerra.

P.P.S.: Un'ultima questione. La tortura. Lei che ha sperimentato gli effetti devastanti di questo orrore non potrà non convenire con me che sia agghiacciante questo continuo palese ricorso alla violenza più bruta e a pratiche di umiliazione a carattere religioso come costringere un credente a orinare sul Corano. Siamo di fronte a una legalizzazione delle violazioni più feroci dei diritti umani. È ormai assodata l'esistenza di carceri extralegali ad Abu Graib come in Romania e in molti paesi arabi (paghiamo dei musulmani per torturare per conto nostro altri musulmani... Molto etico...). E nessuno cerca neppure di negare i sequestri extralegali compiuti dalle forze speciali Usa in mezzo mondo. E addirittura assistiamo allo spettacolo degradante della legalizzazione della tortura quando è utilizzata all'interno di un interrogatorio "moderatamente violento" contro prigionieri sospettati di terrorismo... Ha idea che cosa stia succedendo in pratica? Penso che possa immaginarlo... Orrore puro, signora, orrore puro. E certamente  può scorgere gli effetti di questo orrore. Gli effetti devastanti sulla nostra stessa cultura perché la tortura è un abuso contro l'anima, una contaminazione del male assoluto. E ha pensato agli effetti devastanti che questa pratica massiccia della tortura ha sull'idea che i musulmani e tutti i popoli del terzo mondo, hanno di noi.
Al di là dell'etica e della morale, signora, anche restando al semplice ragionamento sul vantaggio, non conviene mai, MAI, vivere in un mondo dove cinque miliardi di persone sono convinte che sei tu il porco assassino.
Signora, mettersi contro a cinque miliardi di esseri umani non conviene mai... Puta caso che s'incazzino veramente...

Oriana Fallaci ha ragione? Quinta puntata

Indice
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E cosa succede se un popolo esce dalla povertà?
Appena si sparge un po' di benessere, succede quel che già è successo altrove: il crollo delle nascite.
Negli anni '60 si calcolò che se le nascite fossero continuate ai ritmi di allora entro il 2000 avremmo superato i 10 miliardi. Pareva impossibile che si potessero convincere milioni di indiani e cinesi a smettere di fare figli come conigli.
Oggi Cina e India si pongono il problema di organizzare campagne in favore di nuove nascite perché non c'è più incremento e si teme di entrare in una fase recessiva.
È successo prima in Europa e in America, poi in Giappone, Australia e sta succedendo in Sud America. Appena la popolazione raggiunge un certo benessere e le donne acquisiscono più libertà (fenomeni collegati) il numero delle nascite crolla.
E se crolla il numero delle nascite e si raggiunge il benessere in tutto il mondo gli islamici non hanno più motivo di venire a islamizzare l'Europa. Ed ecco che non c'è più nessun pericolo islamico.

L'occidente Cristiano ha a disposizione un'altra potente leva per disinnescare la questione islamica, fermare il terrorismo, favorire i regimi democratici e aiutare l'economia dei popoli arabi: la solidarietà.

In uno scatto d'orgoglio potremmo comprendere che la ricchezza dell'Occidente è figlia di secoli di rapine e che è ora che si inizi a restituire. Alcuni ricercatori hanno tentato di calcolare quanto oro e argento sia stato rubato dagli spagnoli in Sud America. Una cifra colossale alla quale potremmo aggiungere gli interessi di secoli… Il risultato del calcolo sarebbe una cifra con cui si potrebbe comprare mezza Europa. Cosa succederebbe se gli occidentali decidessero di indennizzare i discendenti dei 180 milioni di schiavi fatti morire di stenti e delle centinaia di milioni che hanno servito in catene per quasi 400 anni?
E che dire di tutto il petrolio che ci siamo portati via per un prezzo ridicolo? E quanto the, quante banane, quanto caffè, cacao, diamanti, tungsteno, rame, stagno...
Allora converrebbe che quando Senegalesi, Marocchini, Colombiani, Cingalesi arrivano a casa nostra per lavorare si mostrasse loro un minimo di civiltà.
Se si importa manodopera straniera si deve anche provvederle un tetto e condizioni di lavoro e di vita equi...

Quando gli italiani erano poveri come gli albanesi, e forse di più, andarono in America, in Germania, in Inghilterra e furono trattati a pesci in faccia. Negli Usa, modestamente, poi ci siamo vendicati creando la famosa Malavita di Little Italy.
Per questo dovremmo sapere per esperienza che non conviene far incazzare gli immigrati. E dovremmo preoccuparci di organizzare in modo razionale l'immigrazione della manodopera che ci è necessaria... Ma questo oggi non avviene.

Io ne ho fatto l'esperienza diretta, come responsabile della Libera Università di Alcatraz mi sono trovato a far venire in Italia un cuoco cingalese. Sei mesi di problemi, difficoltà assurde, telefonate alla questura, all'ambasciata, al ministero... Se voglio assumere un immigrato illegale lo pago un quarto e ce l'ho al lavoro domani mattina.
E chi mi sa dire per quale ragione politica, economica o di sicurezza si fanno stare gli extracomunitari a far la coda per notti intere davanti agli uffici preposti a sbrigare le pratiche per il permesso di soggiorno?
Non potremmo mettere qualche impiegato in più?
E non dovremmo permettere che gli immigrati sprechino il loro tempo a fare code allucinanti anche perché abbiamo bisogno che studino. Dobbiamo innalzare il livello culturale, la conoscenza e la capacità di impresa di tutti gli extracomunitari che arrivano in modo che l'esperienza nel nostro paese li convinca della superiorità della democrazia, dell'istruzione laica, dell'assistenza medica gratuita. Se noi li accoglieremo come fratelli e daremo loro le nostre conoscenze migliori essi diventeranno più interessati a tornare a casa e creare imprese e costruire la democrazia. E anche a noi farebbe bene capire che ci possono insegnare molto perchè sono i depositari di una cultura antica e raffinata. Ma ho il dubbio che la loro permanenza in Italia, costellata di abusi, disonestà e razzismo, li faccia tornare a casa ancora più convinti che l'Occidente è Satana e va schiacciato nel sangue.

L'altro fronte della solidarietà si gioca direttamente nei paesi più poveri. Per fortuna già molti italiani sono impegnati ai quattro angoli del mondo nell'aiuto a donne, bambini e infermi e riescono addirittura a dimostrare che esistono anche cristiani timorati di Dio. Bisogna certo aumentare questo impegno ma la solidarietà dell'Occidente dovrebbe fare un passetto in più.
L'Occidente dovrebbe fare sua l'idea di rapporti umani basati sulla semplice equità.

C'è una realtà arida e invisibile che viene taciuta. Esiste una rete di iniquità che avvolge il mondo ed è basata su una serie stupidissima di leggi e leggine, accordi commerciali e regolamenti...Tutte scartoffie apparentemente insignificanti, testi che disquisiscono burocraticamente sulla misura delle banane. E solo se li si legge molto attentamente si scopre che queste curiose classificazioni poi determinano quali siano le banane che possono essere importate.
Capisce, signora, siamo al delirio. Decidono per legge la forma delle banane. E stabiliscono perciò che i contadini della tal zona dell'Africa sono fuori norma e non possono più venderci le loro buonissime banane perchè gli manca un centimetro…

Io credo che resteremmo stupiti da quel che succederebbe se tutti i paesi del mondo potessero semplicemente vendere i loro prodotti in condizioni paritarie senza che le lobby e le multinazionali cristiane possano truccare le carte.
Grazie a un mare di astuzie commerciali milioni di contadini sono ogni giorno rovinati. Altri milioni sono rovinati dal fatto che la globalizzazione è truccata. Ad esempio l’agricoltura italiana è super finanziata dall’Unione Europea il che permette ai grossi gruppi italiani di vendere sui mercati africani pomodori già lessati e imbarattolati a un prezzo inferiore di quello che riescono a fare i contadini locali. Anche perché questi agricoltori non ricevono nessun sussidio e la loro agricoltura è tecnicamente arretrata.

Questa a casa mia si chiama concorrenza sleale. E quei contadini come fanno a sopravvivere? Non ce la fanno. Vanno a fare i disoccupati in città e le loro mogli si prostituiscono. Negli ultimi venti anni decine di milioni di coltivatori di sono stati poi rovinati da un gioco che vuole riuscire a concentrare tutta la produzione da esportare nelle mani delle multinazionali. I monopolisti del caffè non fanno guerre. Sono gente più morbida. Loro strozzano il mercato.

E che dire dei pescherecci europei e cinesi che depredano le coste africane con la pesca a strascico che da noi è illegale? Anche li ci sono migliaia di pescatori che non ce la fanno a sopravvivere e che devono emigrare!

Le sembra logico? Le sembra lungimirante? Come può succedere? Imbrogli, inventati da gente che ha studiato a Oxford.

E dove vuoi che cerchi di andare tutta questa gente che il nostro sistema economico ha mandato sul lastrico? Vogliono venire nella ricca Europa! E attenzione: non sono tutti islamici. Quando si parla dei numeri spaventosi dell’immigrazione islamica si dovrebbe ricordare che la stragrande maggioranza degli immigrati in Italia viene dall’est Europa e sono tutti cristiani. E gli immigrati dai paesi musulmani sono in gran parte cristiani che se ne vanno proprio perché non sopportano le dittature islamiste!

E se tutti i motivi che ho fin qui elencato non bastassero a convincere che la signora Fallaci sbaglia, aggiungerei ancora qualche parola sulla criminalità. Spero che avrai ancora la pazienza di seguire il mio ragionamento.

Perché i governi e i partiti non affrontano realmente il problema della criminalità? Non parlo soltanto dei piccoli crimini e del fatto che non esiste un'iniziativa preventiva e repressiva concreta contro la piccola criminalità.
Cosa si fa contro la grande criminalità, le mille cosche che si spartiscono il commercio di droga, il gioco d'azzardo, la prostituzione, il traffico d'armi, di rifiuti tossici e di prodotti con i marchi contraffatti? Non leggo mai molto a proposito del costo umano spaventoso che queste multinazionali del crimine infliggono all'Umanità.
A confronto della criminalità internazionale bin Laden era un foruncoletto. Parliamo di una macro-sanguisuga che ogni giorno in tutto il mondo ruba, uccide, ricatta, corrompe, riduce alla schiavitù e rovina vite umane con la prostituzione, la droga, il gioco d'azzardo e ogni sorta di nefandezza.
Negli ultimi vent'anni in tutto il mondo migliaia di organizzazioni criminali si sono evolute dal livello "banditi da strada" e sono arrivate a controllare pacchetti di aziende, imprese, banche, partiti, governi.
E credo converrai con me che la mafia russa, cinese, giapponese, colombiana sono sicuramente composte dalla gente peggiore che si possa immaginare.
Non credo che si dica uno sproposito parlando di un esercito di milioni di soldati del demonio pronti a tutto ventiquattrore su ventiquattro.
Aboliamo del tutto il segreto bancario e i paradisi fiscali e otterremo di tagliare loro la testa e lasciare contemporaneamente i terroristi nella vera difficoltà di trovare i soldi per finanziare i massacri.
Questo mi aspetterei che qualche illuminato politico dicesse!
La crisi dell'etica e la mancanza di orgoglio rendono i nostri politici vilmente inetti su questo come su altri fronti.

I cittadini non se la prendono come dovrebbero per questo stato di cose. Al massimo qualche manifestazione di sostegno a un commerciante che si è difeso da un bandito. Non ci si incavolo altrettanto perché lo Stato e L’UE non reagiscono come dovrebbero al crimine.

E pochi sanno quanto ci costa questa follia: le mafie fatturano 120 miliardi, 60 i falsificatori di marchi, 80 i truffatori (e la truffa in Italia è punita in modo ridicolo!!!), aggiungiamo furti e rapine, altri 700 milioni… Non pochi certo ma è curioso osservare che le truffe costano agli italiani 90 volte di più delle truffe che sono punite all’acqua di rose.

È da notare comunque che furti e rapine sono diminuiti in Italia dal 2011 al 2016.
(continua)