La demolizione finisce male

Siamo abituati a vedere le demolizioni spettacolari dove grattacieli interi implodono su loro stessi lasciando intatti gli edifici attorno. Ecco, non è andata esattamente così in Danimarca, nella città di Vordingborg, dove dovevano abbattere un silo. Beh, ecco… è caduto malamente e ha abbattuto una biblioteca. Secondo i media locali nessuno è rimasto ferito nella caduta
Solo un piccolo errore di calcolo…
(Fonte: Repubblica)
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La Youtuber assassina e la politica vessatoria di YouTube

Nasim Aghdam, 38 anni, assalta il quartier generale di Youtube a San Bruno in California, uccide due impiegati e ne ferisce un terzo e poi si toglie la vita. Un crimine orrendo, una donna con simpatie naziste impazzita. Una violenza che si scatena contro persone innocenti e inermi.
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Meno sacchetti di plastica nel mare

Lo sostiene uno studio pubblicato su Science riferendosi alle coste del Regno Unito dove si è calcolato che i sacchetti di plastica in mare sono diminuiti addirittura del 30% rispetto allo scorso decennio. I motivi? Più di uno, probabilmente e non ultimo il fatto che i sacchetti di plastica per la spesa sono a pagamento e quindi vengono utilizzati con maggior criterio, il cambiamento delle correnti marine e l’utilizzo sempre più frequente di materiali biodegradabili.
Avanti così!!!
(Fonte: Ansa.it)

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Gli intellettuali di sinistra alla carica contro il Pd… Sono innocenti?


di Jacopo Fo

I maestri del pensiero assolvono sempre sé stessi. E quelli progressisti di più. Che si prendano le loro responsabilità è oggi impensabile: sono loro a riempire i dibattiti televisivi e gli editoriali dei giornali: qualche colpa ce l’avranno se l’Italia è a pezzi… Ma figuriamoci se riescono a fare autocritica. Loro sono al di sopra delle parti.

A volte si impegnano in duelli urlati ma poi si stringono la mano, e dopo le scaramucce si incontrano ai party, alle prime degli spettacoli, ai festival, e si scambiano premi, recensioni, prefazioni. Magari in una recensione stroncano l’avversario, ben sapendo che un po’ di polemica aumenta la visibilità di entrambi i contendenti.
E tutti insieme se la prendono con i politici, salvo poi affollare le sale d’aspetto dei ministeri alla ricerca di soldi, incarichi, spazi televisivi.
A volte possono trascendere e insultarsi gridando, ma sempre rispettando una certa etichetta. Si colpiscono con bastoni fasciati con la gomma piuma, attenti a non farsi mai veramente male, sempre lì a calcolare costi e ricavi di ogni scontro.

Si parla tanto degli sprechi di Stato, mai nessuno che denunci il fatto che i teatri pubblici hanno bilanci in perdita per milioni di euro e un costo per spettatore abominevole. Mica vorrai prendertela veramente con altri intellettuali?
Sono pronti a inveire contro gli stipendi di parlamentari e parrucchieri del Senato ma quando mai si mettono a discutere sull’ammontare delle fatture per le consulenze culturali?
E magari attaccano B. per le evasioni fiscali, i suoi rapporti con la mafia e con donne a pagamento, ma quanti hanno detto che B. aveva le mani in pasta in due canali a pagamento pornografici e una centrale di gioco d’azzardo on line? Sarebbe stato un colpo sotto la cintura, meglio occuparsi di questioni più “importanti”.

Se ci pensate è grottesco: gli elettori di destra sono insensibili alla voracità sessuale del capo e alla disinvoltura finanziaria… Ma magari si sarebbero scandalizzati, almeno i cattolici e i razzisti, scoprendo che il loro leader lucrava sulla ludopatia e sulle immagini di neri che con falli smisurati sodomizzano fanciulle dalla pelle chiarissima.

Questo fatto da solo fa comprendere molte cose. L’obiettivo di questi progressisti alla camomilla non era quello di battere B. ma quello di guadagnare visibilità e stima con le proprie critiche. Una critica la fai se ti fa sembrare estremamente intelligente e informato, non se è efficace contro il tuo avversario. E poi se quando B. era potente lo colpivi sotto la cintura magari si incazzava…

Per capire come funziona questa gente basta vedere il peso che i direttori dei giornali danno agli eventi.
Tre assassinati da un terrorista islamico in Francia hanno più spazio di 3mila morti per i bombardamenti in Siria.
Lo sterminio dei curdi, eroi contro l’Isis, vale quanto l’incendio, senza vittime, di un capannone in Piemonte.
E fiumi di parole scorrono sugli immigrati che annegano nel Mediterraneo, poche righe sui campi di concentramento libici, gironi infernali di violenze e morti che nessuno potrà mai contare.
Dicono che sono costretti a condurre così i giornali perché sennò nessuno li legge… Poi però parlano di etica dell’informazione.

Patetico.
E sono abili a scegliere la parte comoda di tutte le notizie. Comoda perché non richiede di sforzarsi il cervello ed è priva di rischi.
Parlano di aiutare i neri a casa loro ma poi non dicono che i paesi ricchi continuano a distruggere l’economia africana con l’invasione dei pescherecci, con le reti a strascico, e i prodotti agricoli venduti sotto prezzo.

Ma forse la cosa peggiore che smerciano questi intellettuali mosci è il loro ossessivo formalismo.
Non interessa che un’idea sia sensata, l’importante è che sia bella e facile.
Quando hai sentito un intellettuale dire che se la politica non inizia a investire denaro ed energie nella realizzazione di bilanci analitici delle spese dello Stato non avremo mai una razionalizzazione delle spese?
I bilanci fiscali dividono i costi per categorie (cultura, turismo, trasporti pubblici…) il bilancio analitico divide i costi per tipologie (riscaldamento, elettricità, cancelleria, auto di servizio).
Milena Gabanelli è stata per anni una spina nel fianco di questa gente perché lei lavorava proprio sull’analisi dei bilanci, andando a scovare i macrocosti che sfuggono nei bilanci fiscali. Ma questo è un ragionamento complicato… Che importa se è una questione fondamentale per il futuro dell’Italia. I telespettatori si annoiano se scendi nei dettagli. Meglio restare nei cieli altissimi…

Loro sono attenti solo per quanto concerne il loro look, magari si vestono da cani ma con un certo non so che, magari spettinati, ma con stile. Lo stile di vita è essenziale. Non distinguono una patata fritta con l’olio di semi industriale, ma poi pontificano sui grandi chef, sui vini d’annata, sempre pronti a osannare i piatti più stupefacenti, con 50 ingredienti, lavorati e rilavorati, che poi non digerisci. Non interessa il cibo come nutrimento del corpo, guardano lo share dello show. Vivono così, ossessionati dal look, dal glamour, dal trendy.

Perché per fare le bolle di sapone ci vuole molta classe non è facile riempirle col nulla.

Che emozione correre in Formula E tra le strade di Mosca

di Alessandro Ribaldi
Vitantonio Liuzzi, con oltre 80 Gran Premi disputati in Formula 1, oggi a 36 anni gareggia nella categoria International GT Open, un campionato destinato alle auto sportive dove corrono Audi, Lamborghini e Ferrari.
Nel recentissimo passato di Tonio, il soprannome con il quale è conosciuto il pilota italiano, però c’è stata anche la Formula E, dove ha corso per due stagioni.
Ma come può divertirsi un ex pilota di Formula 1 a guidare un mezzo che non fa neanche rumore?
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La Bibbia dei villani

Carissimi,
oggi riprendiamo un libro di Dario Fo pubblicato da Guanda nel 2010. Si tratta della Bibbia dei Villani, il testo è a cura di Franca Rame ed è correlato da 68 tavole a colori.
Esistono Bibbie degli imperatori, splendidamente miniate, ed esistono meno appariscenti e meno note ma non meno preziose, Bibbie dei villani.
E di questa ve ne raccontiamo un pezzetto, lasciamo la parola a Dario Fo.
Buona lettura!

Una storia apocrifa e piuttosto arrangiata
La Bibbia, lo testimoniano esimi ricercatori, è il frutto dell’intervento di vari autori che in epoche diverse hanno scritto capitoli straordinari sulla storia della creazione, delle gioie, dei dolori e delle umiliazioni subiti dal popolo di Dio, dalla sua liberazione dalla schiavitù in Egitto fino alla riappropriazione delle terra dei padri.

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Nuovo governo: cari Pd e M5S, fatelo per l’Italia, mettetevi d’accordo

I politici italiani ci trattano come bambini. Ed è avvilente vedere che spesso funziona.

Non sopporto questa politica muscolare. I leader che dicono vinceremo e poi non ammettono che non hanno vinto. Di Maio e Salvini non hanno vinto niente; onore a Bersani quando nel 2013 disse abbiamo non vinto: “E’ chiaro che chi non riesce a garantire governabilità al suo paese non può dire di aver vinto le elezioni. Quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi”. Ma anche il Pd non la racconta giusta quando dice che gli italiani hanno votato perché resti all’opposizione.

Cinque anni fa M5S e Pd hanno perso una grande occasione per cambiare veramente l’Italia. Il M5S fece il gran rifiuto ma, si mormora, anche il Pd non aveva molta voglia di trattare; se avesse fatto una proposta basata su un programma succoso e chiaro, il M5S non avrebbe potuto dire di no.

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