“Mio padre era incuriosito pure dalle sue allucinazioni”

Pubblichiamo alcuni estratti del libro “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo” scritto da Jacopo Fo e pubblicato da Guanda.

L’atteggiamento che ti porta ad affrontare i momenti tragici continuando a osservarli con curiosità l’ho notato anche quando mio padre stava morendo. Aveva difficoltà a respirare e andammo da uno pneumologo, il professor...
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Proiezione in piazza a Villa D’Agri di “Indovina chi viene a pranzo”

Dopo essere stato proiettato in anteprima ai festival di Maratea e Cinemadamare dove ha riscosso molti consensi, il cortometraggio Indovina chi viene a pranzo arriva “a casa”, a Villa D’Agri, ospite dell’Amministrazione di Marsicovetere.

La sera di sabato 21 settembre, alle 21,00, sarà proiettato in piazza Zecchettin.
Indovina chi viene a pranzo è stato realizzato nell’ambito del progetto CuoreBasilicata. E’ una produzione Jacopo Fo srl (GruppoAtlantide) in collaborazione con l’I.T.T. Rocco Scotellaro di Marsicovetere, con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Marsicovetere.

Vi aspettiamo!


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Attacco d'arte

Davide Stanuovo Polacco e i suoi amici hanno realizzato questo attacco d’arte...
Complimenti!
È la prima azione realizzata da partecipanti al gruppo Alcatraz Band su FB.
Abbiamo intenzione di scatenare il gioco!
Abbiamo intenzione di emozionare.
Abbiamo intenzione di migliorare questo pianeta stupefacente.

Ecco cosa racconta Davide:
Ciao, volevo condividere con voi questo piccolo successo riguardo l’idea dell’affissione di manifesti nelle città. Questa affissione è costata circa 300 euro compreso di stampa del manifesto e affissione per 14 giorni. Con qualche amico abbiamo fatto una colletta e abbiamo coperto le spese. Secondo me di gruppi che potrebbero essere interessati a investire pochi euri in un regalo per la cittadinanza c’è ne sono in tutte le città.Bisogna che qualcuno si prenda l’incarico di organizzarlo. Se qualcuno volesse replicare questo manifesto in altre città scrivetemi che vi mando il file già pronto per la stampa e se posso vi do una mano! Baci baci!
P.s. spero che da voi chi si occupa di affiggerli faccia un lavoro migliore. 

Vuoi entrare nel gruppo di Alcatraz Band? Clicca qui! Ti aspettiamo!

 


L’amore è essenziale. Ma l’amicizia?

Si parla tanto di passione amorosa. Meno dell’amicizia. Prima parte.

Le difficoltà nel coltivare le amicizie fanno meno notizia dei drammi sentimentali.
E sembra quasi che l’amicizia sia meno importante dell’amore.
E se è vero che i drammi di coppia fanno stragi mentali e fisiche è un peccato non accorgersi che gran parte del nostro benessere dipende dall’amicizia.
Si tratta di una forma di amore meno dirompente di quello sessuale ma non meno fondamentale.
L’amore per gli amici, uno per uno ma anche in gruppo: il senso di appartenenza a una comunità che ti sostiene, ti protegge, si prende cura di te e che ti induce a qualunque sforzo solidale, non per costrizione morale ma perché tu ami quella persona, è parte della tua vita.
Quando un amore sensuale finisce fa un gran rumore, quando si rompe un’amicizia meno. Esistono consulenti matrimoniali, non consulenti amicali.
E se per recuperare un amore una persona è disposta a compiere azioni mirabolanti meno si è disposti a impegnarsi per salvare un’amicizia.
Abbiamo dati statistici sui divorzi, nessuna informazione sul numero di amicizie che ogni anno finiscono. E quanti una volta trovato l’amore lasciano perdere gli amici? Come se avere amici non fosse essenziale per far fiorire la propria vita e quindi anche per far durare un amore…
E qui vorrei scrivere a proposito dei motivi che minano le amicizie, proprio perché se ne parla troppo poco.
La causa prima delle rotture è il tradimento della fiducia e del rispetto che sono i fondamenti dell’amicizia.
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Ecofuturo TV: dopo il successo delle puntate di primavera presto uno speciale

Dopo il successo del ciclo di puntate di questa primavera, torna -fra pochi giorni- la trasmissione televisiva di EcoFuturo nel circuito di emittenti di Fox Production & Music.
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Il teatro e la lotta - seconda parte

Vedi la prima parte qui

Insieme a Giustino Durano e Franco Parenti mio padre e mia madre avevano fatto uno spettacolo che si chiamava I Sani da legare.
L’anno dopo la compagnia mise in scena Il dito nell’occhio e Parenti e Durano dissero a mio padre che lo avrebbero ripreso in compagnia ma da solo. Senza Franca. Mio padre non sapeva come dirglielo e quindi le ha chiesto: “Mi vuoi sposare?” e immediatamente dopo: “Però non reciti l’anno prossimo”. Quindi io modestamente arrivo per un problema di recitazione. E immaginatevi come sono messo.
Questo fatto di raccontare i cavoli propri oggi è ancora poco diffuso e si trova in particolare nel cabaret americano. Ai tempi è stata una novità assoluta inventata da mia madre. E’ chiaro che ogni attore racconta se stesso, ma mia madre è stata una delle prime grandi attrici – probabilmente la prima grande attrice a livello mondiale – che ha iniziato a raccontare la sua vita per filo e per segno: da quando aveva 4 anni e ha incontrato il primo maniaco sessuale che le ha mostrato il membro e lei non capiva perché questo signore le mostrasse una salsiccia ansimando, via via tutte le esperienze della sua vita. E la comicità che riusciva a sviluppare partiva proprio dal fatto che raccontava episodi esilaranti che le erano successi veramente.
Certo che per poter raccontare episodi esilaranti della propria vita, bisogna viverli.
In uno spettacolo in particolare, Sesso, grazie, tanto per gradireFranca Rame racconta proprio la sua storia, il suo rapporto con la sessualità con i maschi, e questa è stata la grande rivoluzione di quel momento.
Come si fa a diventare attori di questo tipo?
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Un governo che cambia l’Italia? Iniziamo a rottamare le balle?

Per ragioni diverse la maggioranza dei politici e degli economisti ci hanno mentito su una questione fondamentale per capire come mai l’Italia fatica a uscire dalla crisi. I soldi. Ci hanno ripetuto fino alla nausea che non ci sono i soldi. Ma la verità è un’altra: siamo il popolo più stupido dell’occidente industrializzato. I soldi ci sono, ma li buttiamo via!

Credo che sia fondamentale capire questa questione. Il sistema Italia va riformato perché è la causa prima della povertà, della disoccupazione e del rallentamento economico. Il nostro paese è stretto in una tenaglia a tre ganasce: burocrazia demente, corruzione, infrastrutture antiquate.

La burocrazia dà potere ai politici e ai funzionari pubblici e crea il tessuto sul quale germoglia la malapianta dei favoritismi e delle clientele; inoltre infligge alle aziende una tassa nascosta del 10%, fa morire sul nascere migliaia di progetti, rallenta la giustizia; infine scoraggia gli investitori stranieri che temono di doversi misurare con una macchina amministrativa sadica, grazie alla quale dopo che sindaco e tecnici ti hanno assicurato “in linea di massima” la possibilità di costruire un capannone, puoi aspettare un’autorizzazione operativa per dieci anni. E a causa della burocrazia dinosaura il nostro Stato si trova oggi ad avere in tasca 150 miliardi di euro, in buona parte provenienti dai fondi europei, che non riusciamo a spendere (e se non riusciamo a spendere la quota proveniente dall’Ue dobbiamo restituirla).

Poi c’è la corruzione. Grazie al sistema elefantiaco della burocrazia i processi sono eterni, aggiungi che le leggi sono scritte per favorire i criminali in giacca e cravatta e che non c’è certezza della pena… Ed ecco che il sistema paese premia i disonesti e lascia gli imprenditori onesti in balia della concorrenza sleale, dei debiti non pagati, delle bancarotte fraudolente. E per te le banche i soldi non li hanno perché hanno prestato 150 mila milioni di euro ad amici degli amici, senza chiedere garanzie.
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