Alla scoperta dell’Italia che non c’é

di Jacopo Fo

(Un progetto al quale forse ti interesserà partecipare, standotene a sedere comodamente sulla tua poltrona)
Negli ultimi mesi ho girato l’Italia per realizzare le interviste per il documentario sui miei genitori, per alcuni progetti culturali e per recitare.
Ho incontrato molte persone veramente notevoli. Gente che sta realizzando progetti ambiziosi e difficili. E che ci riesce.
Un nuovo tipo di lievitazione per la pizza, un nuovo sistema per tirar fuori biogas dagli scarti dell’olio d’oliva (assolutamente impossibile fino a ieri), una mensa per chi è in difficoltà, una compagnia teatrale, un film.
Persone straordinarie per la loro passione.
Persone delle quali raramente i media parlano.
E se le tv non parlano di te non esisti.
E anche grazie a questo buco nella comunicazione ho incontrato moltissime persone che ti dicono che l’Italia sta affondando, che non ci sono possibilità, che la gioventù non ha speranze…
Ho pensato che se riuscissimo a far conoscere di più l’Italia che ufficialmente non c’è faremmo qualche cosa di utile per curare questi casi di pessimismo disfattista, effetto collaterale della disinformazione.
E magari se si sapesse di più quel che la gente di buona volontà sta costruendo (ora) qualcuno potrebbe essere catturato dalla passione, che come si sa fa bene al pancreas e riduce l’alitosi.
Questi sono due buoni motivi sociali e solidali e anche culturali. Ma c’è una terza linea di spinta che mi induce a pensare di fare qualche cosa a proposito delle persone positive che ho incontrato e delle migliaia che non ho incontrato: qui siamo di fronte a un patrimonio spaventosamente ricco!!!
Lo facciamo rendere abbastanza?
Mi sembra che ci sia poca comunicazione tra chi sta percorrendo strade irregolari.
Intervistando Cochi e Renato, Dacia Maraini, Giovanna Marini, Ornella Vanoni, mi sono reso conto che il punto di forza della cultura progressista che ha preparato il ’68 è stata una grande disponibilità a incontrarsi.
A Milano come a Roma c’erano bar, ristoranti e cabaret dove i miei si vedevano per fare quattro chiacchiere con Jannacci, Gaber, Moravia, Pasolini, Fontana e tanti altri. Senza un obiettivo, solo per scambiarsi idee, conversare del mondo. A volte nascevano una canzone improvvisata o progetti fantasiosi. Ma l’obiettivo era il dialogo. Un’esperienza analoga l’ho vissuta col Male negli anni ’70 col vortice di disegnatori, scrittori, fotografi, attori che giravano intorno alla redazione e il lavoro collettivo della redazione: 20 pazzi incavolati intorno a un immenso tavolo.
Penso che sia iniziato un periodo di riflusso. Non è più il momento delle proteste in piazza. Tocca rimettersi a lavorare sui fondamentali della nostra cultura, fare formazione, diffondere il gusto per l’arte, ma soprattutto intensificare i rapporti tra chi è sulla strada alla ricerca di quello che ancora non esiste.
A questo soprattutto vorrei dedicare una buona parte delle iniziative di Alcatraz nel 2017… Ad esempio penso a una decina di giorni durante i quali invitare un po’ di persone strane, senza un obiettivo, una festa delle relazioni umane.
Interessa?
Innanzi tutto procediamo a un minimo di mappatura. Conosci gruppi o singoli che stanno realizzando esperienze interessanti?
Scrivi a elena@alcatraz.it
Quattro righe di descrizione, indirizzo e telefono. Poi se ne avrai voglia potrai partecipare alla progettazione di qualche evento. Ovviamente sono benvenute anche proposte.

Grazie


La gentilezza: chiacchierata con Renato Palma

E’ sempre una grande gioia incontrare Renato Palma: tra i mille motivi c’è la sua straordinaria capacità di “raccontare” parole trasformandole in modi di essere: così è stato, per esempio, con la “facile felicità” (anche titolo di un libro di successo), con la “democrazia affettiva” (nome dell’associazione di cui è fondatore), e così è oggi per la parola “gentilezza”. L’occasione è data dal Convegno “La gentilezza e le sue declinazioni”, una giornata di studio sugli effetti della gentilezza che si terrà il 31 marzo prossimo a Firenze, alla Limonaia di Villa Strozzi: il titolo dell’intervento di Renato – La gentilezza non si insegna, si impara – è già un bel manifesto… Ne volevamo sapere un po’ di più, gli abbiamo fatto alcune domande e – ci crederete?!? – ci ha gentilmente risposto. (…)

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Scia ai mondiali senza aver mai visto la neve

Adrian Solano è uno sciatore di fondo venezuelano che deve partecipare ai mondiali di Lahti. Visto che nella sua vita non ha mai visto la neve vera ma si è allenato solo sugli skyroll ha deciso di andare in Svezia un mese prima della gara per allenarsi.
Allo scalo di Parigi il doganiere non crede che sia un atleta e lo rispedisce in Argentina con la convinzione che visto che nel paese sudamericano non c’è la neve non ci possono essere nemmeno sciatori.
A questo punto interviene nella vicenda un personaggio pubblico finlandese e Adrian arriva ai mondiali di Lahti senza alcuna preparazione e decide di gareggiare ugualmente.
Riuscirà solo a percorrere 6 dei 10 chilometri previsti, per ritirarsi schiantato dalla fatica, dopo decine di cadute e scivoloni ma dal sorriso al traguardo si direbbe che non gliene sia importato poi molto.

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Marina De Juli recita Dario Fo e Franca Rame

Marina De Juli recita Dario Fo e Franca Rame

Tre gli appuntamenti:

Lunedi 6 marzo, ore 20.30,
Teatro di Azzate (Varese)
Marina De Juli in JOHANNA PADANA a la descovèrta de le Americhe, di Dario Fo 
Adattamento al femminile di MARINA DE JULI
Ingresso gratuito riservato alle donne
Guarda il video!

 

Mercoledì 8 marzo, ore 21:00,
Palestra-Auditorium di Pieve di Bono (Trento)
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Da giovedì 9 a domenica 12 marzo, ore 21.00,
Teatro di Vetro di Milano
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile. La seconda parte dello spettacolo è dedicata all’argomento “sesso”. Se ne parla sia attraverso un’esilarante lezione d’orgasmi sia con un’antica giullarata, piena d’umorismo, di poesia e con una morale, dal titolo “La parpaja topola”.
Uno spettacolo tra il comico e il grottesco che si dipana fra un'ironia sapiente e uno slancio alla riflessione, all'impegno sociale, tra i tanti perché lasciati senza risposte. Tutto visto con gli occhi delle donne che non hanno perso la capacità di ridere guardandosi allo specchio.

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In Fuga dal Senato di Franca Rame

n Fuga dal Senato di Franca Rame Spettacolo con Mario Pirovano e Sara Bellodi

La Compagnia teatrale Fo-Rame è lieta di presentare

In Fuga dal Senato di Franca Rame
Spettacolo con Mario Pirovano e Sara Bellodi

Mercoledì 8 marzo 2017, ore 21:00, al Teatro Comunale di Cesenatico

Lo spettacolo, come l’omonimo libro, è una testimonianza unica di una battaglia civile e politica. Quella di Franca Rame in Senato, tra il 2006 e il 2008. 19 mesi raccontati attraverso storie, aneddoti, personaggi…

 

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Notizie da Nuovo Comitato Nobel per i Disabili

Il nostro nuovo eroe

Perché ogni tanto qualcuno ci si infuria e Pif si è proprio arrabbiato con Crocetta. A nome di tutte le persone disabili ha cacciato un bel po’ di urla.
Ehhh, quanno ce vo’ ce vo’!

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