Memoria Futura, IV Festival dell’OUTSIDER ART e dell’ARTE IRREGOLARE

Vi aspettiamo il 4-5-6 ottobre 2019 a Verona!

Un progetto innovativo giunto alla sua 4a edizione per far conoscere e apprezzare artisti che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali.

http://arteirregolare.comitatonobeldisabili.it/

Quest’anno il Festival si svolgerà a Verona il 4, 5 e 6 ottobre, coinvolgendo vari punti della città con un programma che prevede mostre, convegni, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni, spazi espositivi, performance e laboratori dove sarà possibile incontrare le esperienze più significative a livello nazionale nel campo dell’arte outsider e dell’arte  irregolare.

Memoria Futura per ricordare l’importanza della dimensione storica dell’arte outsider e allo stesso tempo sottolineare la sua proiezione progettuale perché il Festival è uno spazio per immaginare nuove prospettive estetiche e veicolare importanti contenuti culturali e sociali attraverso la bellezza.
Grazie al contributo di atelier, esperti, operatori ed artisti il Festival abbraccia differenti ambiti di interesse ed è accessibile a un pubblico vasto che comprende chi si approccia per la prima volta all’arte outsider e chi invece se ne occupa a vario titolo.

Qui l’elenco degli atelier partecipanti

Qui la programma dell’evento

Qui l’elenco dei relatori che interverranno

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Il progetto Erasmus+ TELL ME per l’uso del Teatro nell’alfabetizzazione dei migranti riconosciuto con due importanti premi internazionali

Dopo la consegna dello European Language Label istituito dalla Commissione Europea, la cui cerimonia ha avuto luogo a Firenze il 9 maggio 2019 nell’ambito delle celebrazioni per il Festival d’Europa, TELL ME riceverà il Premio Confucio per l’Alfabetizzazione assegnato al Comitato il Nobel per i Disabili fondato da Dario Fo e Franca Rame per devolvere in beneficenza i soldi del Premio Nobel per la Letteratura 2017.

Istituito dall’UNESCO con il supporto del governo della Repubblica Popolare Cinese, il Premio Confucio sarà consegnato in due distinte cerimonie che si svolgeranno a Parigi e nella cittadina cinese di Qufu, terra natale del filosofo cinese cui il premio è titolato, rispettivamente, il prossimo 9 e 28 settembre.

Sito web: www.tellmeproject.com    | Social Platform: https://social.tellmeproject.com 
Indirizzo email dell’organizzazione italiana: europe@comitatonobeldisabili.it 

Label europeo delle lingue: http://bit.ly/EULangLab

Premio Confucio UNESCO per l’Alfabetizzazione degli adulti: http://bit.ly/ConfuciusUNESCO

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TELL ME: UN PROGETTO ERASMUS+

“TELL ME – Theatre for Education and Literacy Learning of Migrants in Europe”, progetto di educazione ed alfabetizzazione dei migranti attraverso il teatro è stato finanziato dal programma Erasmus+ ed è stato ideato da Jacopo Fo e da Nazzareno Vasapollo per il Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili, capofila di una partnership strategica che ha visto coinvolti altri tre enti europei: Associazione Nuovi Linguaggi di Loreto, provider accreditato per la formazione professionale che da oltre vent’anni gestisce al proprio interno una scuola di recitazione; ASTA, compagnia teatrale portoghese che specializzata in produzione teatrale e teatro educativo; IFALL, associazione svedese che si occupa di rifugiati.

Il kit metodologico-educativo rappresenta il prodotto più importante del progetto. Creato nel biennio 2016-2018 da un’equipe transnazionale di ricercatori che lo ha sperimentato in due corsi per migranti e in tre workshop rivolti a 24 operatori europei, è liberamente disponibile sul sito www.tellmeproject.com

Dal rilascio di tutti i prodotti del progetto ad oggi, la partnership è stata invitata a varie conferenze europee tenutesi a Francoforte, Lisbona e Siviglia ed ha ricevuto due alti riconoscimenti, a livello Europeo, lo European Language Label, e a livello mondiale, il Premio Confucio.

 

EUROPEAN LANGUAGE LABEL

Il Label Europeo delle Lingue è un premio della Commissione Europea nato con l’intento di incoraggiare le iniziative che riguardano l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue, un riconoscimento assegnato a metodologie innovative che si sono rivelate efficaci nel promuovere e diffondere la conoscenza dei numerosi idiomi che esistono nell’Unione Europea.

Con cadenza biennale, il Label viene assegnato ai progetti che si sono contraddistinti per la loro proposta innovativa, contribuendo così ad innalzare lo standard d’insegnamento delle lingue e a valorizzare una ricchezza così importante per la cultura europea.

Nell’anno corrente sono state premiate 15 nomination su 57 e TELL ME si è collocato al 2° posto (http://bit.ly/EULangLab). 

La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nella prestigiosa cornice del Festival Europa dal 7 al 9 maggio scorso a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

 

PREMIO CONFUCIO

Supportato dalla Repubblica Popolare Cinese, il Premio è un riconoscimento istituito dall’UNESCO per coloro che si impegnano nell’alfabetizzazione degli adulti.

Per il 2019 il Premio aveva “Alfabetizzazione e Multilinguismo” come tema di riferimento e a livello mondiale sono stati scelti solo tre progetti, tra cui TELL ME (http://bit.ly/ConfuciusUNESCO). 

Il Premio Confucio sarà consegnato al Comitato il Nobel per i Disabili  in due distinte cerimonie che si svolgeranno a Parigi e nella cittadina cinese di Qufu, terra natale del filosofo cinese cui il premio è titolato, rispettivamente, il prossimo 9 e 28 settembre.

TELL ME è stato realizzato da una partnership composta da quattro organizzazioni provenienti da Italia, Portogallo e Svezia. Il Comitato ha perciò deciso di dare valore alla Partnership nel suo complesso decidendo che fosse Sérgio Novo, presidente della Compagnia Teatrale ASTA di Covilhã (Portogallo) a ritirare il premio nella Cerimonia che si terrà il 9 settembre presso il quartier generale UNESCO a Parigi. In tale occasione, egli sarà altresì speaker nella conferenza “Alfabetizzazione e multilinguismo” in occasione della Giornata internazionale dell’alfabetizzazione (http://bit.ly/IntLitDayParis). 

La seconda cerimonia si terrà invece nella cittadina cinese di Qufu, terra natale del filosofo cinese cui il premio è titolato. L’evento è inserito in una Visita di Studio organizzata nel periodo 25-28 settembre da Commissione UNESCO e governo cinese per le tre organizzazioni premiate. Sarà Nazzareno Vasapollo, project designer e project manager del Comitato e di TELL ME a ritirare il premio e a intervenire al Seminario Internazionale sull’Alfabetizzazione.

 

TELL ME MORE

Incoraggiati dai successi conseguiti, per il 2020 le strategie di diffusione e valorizzazione del progetto  saranno indirizzate al territorio italiano e a quello europeo.

Il Comitato intende, infatti, realizzare dei workshop rivolti ai Centri per l’Istruzione degli Adulti (CPI). Per ognuna delle 20 regioni italiane verrà individuato un CPIA che organizzerà l’attività formativa e funzionerà da polo per accogliere operatori di altri CPIA regionali.

Su scala europea ci si intende muovere principalmente presentando il progetto TELL ME+ il cui scopo specifico è tradurre gli output di TELL ME in tedesco, francese e spagnolo e disseminare la metodologi in Spagna, nei paesi germanofoni e in quelli francofoni. Sarà così possibile coprire quasi l’80% delle lingue europee non interessate in precedenza dal progetto originario e la metodologia TELL ME sarà disponibile in oltre l’86% delle lingue più parlate in Europa! 

Nel mese di aprile 2020, infine, è previsto un workshop a Siviglia per diffondere la metodologia fra gli operatori che si occupano di alfabetizzazione dei migranti nelle associazioni private e nei centri di istruzione degli adulti che fanno capo alla Junta de Andalucía.

 

Ufficio Stampa Lp Press di Luigi Piga
mob. 3480420650 – email. luigipiga@lp-press.com

 

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Voglio Salvini al potere! Così poi potrò lamentarmi di più

Tanto peggio tanto meglio!

Ma chissenefrega se Salvini, in poco più di un anno è riuscito a verticalizzare l’odio nazionale. Ma che importa se omosessuali, negri e zingari subiscono sempre più gesti di intolleranza, odio e a volte violenza.

Ma chi se ne importa se chi fugge della Libia viene rimandato indietro nei campi di concentramento e tortura.

A Salvini stare al governo e avere il massimo di attenzione di tutti i telegiornali fa bene, lo rimpinza di voti. Ed è chiaro che se si va ad elezioni rischiamo di avere per i prossimi 5 anni, di nuovo, la destra becera al potere. Verranno cancellate tutte le leggi contro corrotti e truffatori, ritorneremo alla depenalizzazione del falso in bilancio, briglie sciolte a evasori fiscali e un altro giro di impoverimento dell’Italia. Quel che è capace di realizzare questa gente lo abbiamo visto per 20 anni. Quando Berlusconiha lasciato il suo ultimo governo ancora stava dicendo che i ristoranti erano pieni. Poi abbiamo patito gli anni della crisi nera. E la povertà è aumentata facendo precipitare nella miseria milioni di italiani.

Adesso credo che sia indiscutibile che l’unica opportunità per bloccare questa svolta a destra sia un accordo di governo tra Pd e M5S.

Ho implorato per questa scelta già ai tempi di Bersani. E poi ancora mi sono inginocchiato in diretta tv prima dell’alleanza tra Di Maio e la Lega. E so che probabilità in questa direzione sono magrissime. Perché appena si parla di una possibile mediazione ecco che da entrambi gli schieramenti si levano strali di rabbia: “Noi non ci metteremo mai con quei farabutti!!!!!!!!!!!!!!!!”.
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Cara amica del M5s, tocca a te. Prego Karl Marx e John Lennon che tu faccia la scelta giusta

Cara amica del M5S, ti scrivo e ti prego.

Tu che sei stata sbeffeggiata dalle amiche, quando col sostegno di decine di migliaia di attivisti Grillo proponeva a Prodi la rivoluzione dell’efficienza energetica.

Tu che quando si protestava contro la corruzione con i Vaffanculo Day, sei stata derisa dai colleghi di lavoro che citavano Fassino.

Tu che hai dovuto incassare insulti su insulti e hai giurato: “Mai col Partito Democratico”.

Ti prego, ascoltami: pare proprio che il Pd abbia ormai deciso di tentare un accordo su alcuni obiettivi condivisi. Adesso sarai tu a decidere con la votazione su Rousseau se questo accordo sul programma si dovrà fare o no. E alla faccia di tutti gli sberleffi sulla democrazia digitale di Davide Casaleggio potrebbero prevalere quelli che sono talmente offesi e irati col Pd da preferire andare al voto e regalare il potere a Salvini.

So benissimo che per molti, vale più di qualunque strategia la soddisfazione di sbugiardare chi non credeva che la piattaforma Rousseau fosse l’unico esempio di vera democrazia dentro un gruppo politico.

Ma ti prego di riflettere per un’istante su di una delle accuse più ripetute dai militanti del Pd: i Cinque Stelle sono il gruppo del NO! In effetti in tanti dimostrammo che non era vero, fin dai tempi dei governi del Pd. Nella realtà il M5S votò a favore delle proposte di legge del Pd nel 39% dei casi. E molte leggi sono state approvate con le migliorie che i Cinque Stelle hanno proposto e che il Pd ha accettato.
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ANIMILLO IN RETROMARCIA - VACANZE AD ALCATRAZ GIOCHIAMO INSIEME 2019

I sogni diventano realtà, perchè tutto è possibile ad Alcatraz!
a storia di un Animillo (creatura immaginaria creata da Jacopo Fo) che vuole diventare reale. Verrà aiutato da un gruppo di Bambini e Genitori in vacanza nelle verdi colline Umbre che si impegneranno per cercare di realizzare il desiderio del piccolo amico! Dal 3D al reale, una vacanza in retromarcia!
Edizione estate 2019 delle Vacanze per Famiglie alla Libera Università di Alcatraz. IN VACANZA GIOCHIAMO INSIEME IN RETROMARCIA. Un progetto coordinato e realizzato da Adolfo Zilli Vacanze organizzate da Mattea Fo Location Libera Università di Alcatraz - Gubbio.
Si ringraziano tutte le famiglie che hanno partecipato con entusiasmo alla vacanza, e Elena Prati, Angela Prati e Carla Roscioli e tutto lo staff, persone eccezionali che hanno contribuito alla creazione di questo video, ma soprattutto hanno contribuito allo svolgimento di tutta la settimana sempre con il sorriso!

Per informazioni: info@alcatraz.it www.alcatraz.it

 

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Ti meriti di vivere meglio! E lo puoi fare - seconda parte

Vedi la prima parte dell’articolo qui

Qualunque sconfitta è per me meglio di una resa preventiva e del rimpianto.
Ma io la penso così perché ho avuto la grande fortuna di nascere comunista. Che detto così sembra una stronzata. Mi spiego… 

Provengo da una famiglia strana forte. 
Sono stato cresciuto con l’idea di dovermi impegnare a fondo per poter diventare un VERO COMUNISTA.
Che era una cosa che c’entrava solo lateralmente con la politica. Essere un vero comunista voleva dire mettere in pratica quotidianamente gli ideali di rispetto, impegno, disciplina… Non so se mi capisci… Forse se non hai avuto una mamma maoista e una nonna che ricuciva i partigiani feriti hai difficoltà a immaginare.
Qualche cosa del genere forse accade tra i più ferventi cristiani. Ma nelle famiglie comuniste c’era un accento particolarmente drammatico.
Per me è sempre stato chiaro che nell’essere comunista c’erano anche buone probabilità di essere ammazzato o di fare secoli di carcere… Il che a 12 anni è un po’ ansiogeno. Sapevo che eravamo sulla lista dei ribelli che in caso di colpo di Stato sarebbero finiti nella base militare di Decimomannu, in Sardegna. Avevo letto carrettate di libri sui campi di concentramento e i colpi di Stato, e le torture… E mio zio era finito prigioniero in Germania.
A 13 anni mi sono messo d’accordo con mia madre che se c’era il colpo di Stato mi doveva avvisare subito, con una frase in codice. Io abitavo ai margini di un bosco, sopra Cernobbio, e mi ero allenato a raggiungere di corsa il reticolato del confine svizzero percorrendo un tratturo semiverticale. Ci impiegavo 45 minuti.
Questo per dire che per me essere comunista era una cosa seria. E soprattutto era uno stile di vita, un far parte di un popolo indomabile, vestirsi in modo diverso, pensare in modo diverso.
E mettere al primo posto l’interesse della collettività.
Era un modo di vivere la “causa politica” che discendeva da un’antica tradizione. 
I progressisti di 100 anni fa avevano un sogno: la crescita della coscienza del popolo. L’idea era di lottare nell’immediato per l’aumento salariale, senza trascurare la crescita globale dell’individuo.
Imparare a leggere e scrivere, mettere in pratica la parità dei sessi, educare i bambinirispettando la loro unicità, sviluppare la cooperazione, la professionalità, il rispetto e il “senso dell’onore comunista”.
Col tempo questi obiettivi “culturali” si sono un po’ persi per strada. E sono restate le rivendicazioni salariali, le lotte elettorali, e per finire abbiamo scoperto che anche i comunisti rubano… Amara constatazione che ha divelto l’idea stessa dell’essere comunisti… Disastri delle ideologie… Illusioni di perfezione mitica e successivo disincanto… Sono pure diventato pacifista, indiano metropolitano, claun militante. E mi sono anche reso conto che quando eravamo dentro il sogno comunista parlavamo troppo poco di amore e di arte.
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Ti meriti di vivere meglio! E lo puoi fare

Solo una piccola percentuale di persone si occupa di migliorare la propria vita usando un minimo di buon senso

Credo sia questo il vero disastro. La crisi economica in confronto fa ridere. Anzi, la causa della crisi, di tutte le crisi, ha origine nell’atteggiamento individuale di milioni di persone che pur rendendosi conto che vivono male fanno poco o niente per regalarsi un po’ di buona qualità.
È una sorta di ipnosi collettiva

Milioni di italiani soffrono di mal di piedi
Ora non credo che ci voglia un genio per capire che se la punta del piede è più larga del tallone non è sensato mettersi scarpe che hanno la punta stretta. E queste scarpe “a papera” sono sul mercato da almeno 30 anni.
Ma molti si guardano i piedi, deformati e pieni di calli e non riescono a collegare questa loro orribile sofferenza con il tipo di scarpe che indossano.
Molti poi sanno benissimo che esistono scarpe con la punta larga, ma si vergognano a indossarle, perché la moda dominante è a punta stretta.
Ci sono milioni di persone che soffrono di mal di schiena e non si sono mai fatti fare un massaggio. È un’idea fuori dal loro campo visivo. Molti hanno anche sentito parlare di corsi di antiginnasticaginnastica isometricayoga, che danno gran sollievo a chi soffre questi dolori. Ma non gli viene di frequentarli. Loro pigliano gli antidolorifici e poi gli si ammala il fegato.
Ci sono milioni di persone che hanno gravi problemi sessuali ma non hanno mai letto un manuale di educazione sessuale. Loro sanno già tutto.
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«Mistero Buffo» di Dario Fo compie cinquant’anni

Mezzo secolo fa debuttò la pièce che consacrò il futuro Nobel e Franca Rame
Il figlio Jacopo: «Un’avventura che divenne pericolosa». In scena oltre 5 mila volte

Era il 30 maggio 1969 quando Dario Fo entrò, con Franca Rame, nell’Aula Magna della Statale di Milano durante un’assemblea organizzata dagli studenti. Nasce così la prima messinscena sperimentale di Mistero Buffo davanti a tremila ragazzi: «Alla fine ci fu un’esplosione festosa veramente sconvolgente — ricordava il grande attore Premio Nobel — ma i più felici eravamo io e Franca. Insieme avevamo rovesciato un luogo comune invalicabile, volevamo dimostrare che nel nostro Paese non esistono soltanto la poesia e la cultura aristocratica, ma c’è anche quella popolare, che testimonia un’autonoma vitalità».

Straordinario impasto comico-drammatico, le cui radici affondano anche nelle sacre rappresentazioni medievali, nelle giullarate e nella Commedia dell’Arte, è stato rappresentato in tutto il mondo, con oltre cinquemila allestimenti non solo nei teatri, ma nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche e perfino nelle chiese. Per celebrarne i cinquant’anni di carriera è prevista una serie di eventi, a cominciare da un nuovo allestimento dell’opera: lo spettacolo andrà in scena nello stesso giorno, il primo ottobre, e sullo stesso palcoscenico, il Teatro Ariston di Sestri Levante (Genova), dove debuttò in forma ufficiale mezzo secolo fa. Stavolta sarà interpretato da Mario Pirovano, attore-fabulatore da sempre legato alla Compagnia Fo Rame.

«Mistero Buffo — osserva Jacopo Fo, che prosegue nel percorso tracciato dai suoi genitori — ha dato vita a un inedito stile teatrale. Quel genere di monologo, all’epoca, veniva fatto solo nei cabaret e non nei contesti di alto livello. L’one man show era una novità assoluta, poi è stato ripreso ovunque, anche nel teatro “colto”. Io avevo 14 anni e ricordo bene la decisione dei miei di passare a una formula teatrale non convenzionale. Erano stati sollecitati da un operaio che li aveva apostrofati dicendo: è bello il vostro teatro ma non lo fate per le classi più umili. Così nacque l’idea di costruire una struttura scenica mobile e smontabile, adatta a girovagare per andare incontro a chi non poteva permettersi di accedere ai teatri importanti».
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