Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Alcatraz Band: istruzioni per l'uso

foto Alcatraz Band

Intenti
L’Alcatraz Band è un libero agglomerato di ingegni appassionati di amore per gli esseri viventi e la natura.
Ingegni che hanno scelto per piacere e per senso pratico la via dell’arte, dello stupore e del ridere, unica a portare alla Città Futura che si spera più bella e più giusta.
Noi pratichiamo la filosofia Shangai, il gioco con le bacchette; perché è meglio affrontare i problemi piccoli piuttosto che i grandi, muovere le bacchette più facili da spostare senza creare scompiglio. È la strategia dell’azione piccola che porta un risultato immediato; la spinta gentile, alla ricerca dello scoppio ìlare che apre la mente a pensieri trasversali.
L’Alcatraz Band sogna.
E propugna nuovi livelli energetici dentro le carezze.
La liberazione dei muscoli.
Il rispetto verso gli insetti, l’alleanza con i batteri, la complicità col vento.
Il respiro durante il culmine del piacere sessuale.
La fisicità dell’anima.
L’ampliamento delle percezioni, l’affinare i sensi, l’identificare il tripudio delle emozioni.
Noi propugniamo l’unione amorosa come massimo stato di estasi e di valore della vita e ne ricerchiamo l’essenza nella contemplazione della natura, dell’arte, della soddisfazione profonda che proviamo quando cooperiamo, regaliamo, aiutiamo.
Non ci siamo uniti per riempire gallerie e teatri, piazze e schermi digitali, di altre vuote rappresentazioni dei nostri baratri psicoanalitici. Siamo qui per creare scompiglio nel mondo, per costruire cose mai viste e portare evoluzione.
 
Attitudini
Alcatraz Band è un consesso basato sulla mitezza, la tolleranza e la collaborazione.
Una cooperativa creativa, un cenacolo di buongustai, un ente immateriale.
Si può partecipare all’Alcatraz Band per un’ora per un mese o per sempre. Si può arrivare in ritardo, andarsene prima, si può vedere poi, la registrazione (ma in questo caso non si può intervenire nella conversazione visto che c’è già stata, e questo non per nostra prepotente volontà ma per le leggi immanenti che regolano il tempo e lo spazio).
L’Alcatraz Band è un’entità fluida e giocosa che aborre ogni sorta di scortesia.
Essa è basata sulla metodologia della Tampesta di Cervelli Comica e Irruente.
 
Azioni
L’Alcatraz Band è di poche parole. Essa mira a non sfiancare l’estro con micidiali concioni verbali che solo portano al trionfo egoico parossistico. Essa desidera agire all’impronta improvvisando, costruendo, scavando, organizzando lazzi, schiamazzi, ritualità e danze teatrali, immagini distorte, riproduzioni cinematografiche di umani eventi scioccanti allo scopo di divertimento che solo porta, a volte, alla riflessione sul proprio modo di pensare e di vivere e quindi a nuove idee e diverse azioni, che si spera contribuiscano all’umano progredire.

Categorie: 

La storia di Inanna – Prima parte

di Jacopo Fo

Oggi vi racconterò una storia che vi riguarda molto da vicino e che concerne il fatto che siamo stati vittime di una falsificazione globale della realtà. 
I primi testi sono dei sumeri, fino a un mese fa ero convinto che il primo testo dell’umanità fosse il Gilgamesh, un testo meraviglioso. Nel 1935 ci fu un grande convegno di glottologi, immaginatevi una sala con 500 glottologi americani, tutti vecchissimi con bastoni, deambulatori ecc e arriva un gruppo di scienziati che avevano tradotto per la prima volta il Gilgamesh, presentano questa scoperta e per la prima volta nella storia scoppia una rissa tra glottologi, si sono menati come degli spaccalegna bergamaschi. Di quale scoperta parliamo? Questo gruppo di scienziati affermava che nel Gilgamesh c’è il racconto del Diluvio Universale. 
L’uomo in questione non si chiama Noè ma Dio gli ordina di fare un’arca, le misure sono un po’ diverse ma vai a sapere… la storia però è la stessa: tutti gli animali sull’arca e poi viene mandato fuori un altro tipo di uccello. Differenze irrisorie e praticamente si sosteneva che Dio avesse copiato dai Sumeri, capite che era una cosa inaccettabile negli anni ’30 nell’America oscurantista e razzista e segregazionista. 
Insomma, una rissa incredibile e sono andato avanti per anni a dire che il Gilgamesh era l’opera più antica del mondo, e un mese fa scopro che non è vero perché c’è l’Epopea di Inanna, che si compone di vari testi e che è precedente al Gilgamesh, si parla di 5000 anni fa ed è incredibile che non si sia pensato che è un testo fondamentale, racconta una storia pazzesca. 
Inanna è la Dea madre, la più importante, la dea dell’amore e del sesso. Ama gli esseri umani e l’epopea contiene tutte le storie di tutta la letteratura. Inanna è una e trina, determina l’alternarsi delle stagioni. Inanna va dal dio sapiente, quello che crea l’acqua dolce e quindi la vita biologica ubriaca e lo seduce, una scena di sesso infuocato e mentre lui ha un orgasmo sconfinato lei lo convince a dirle i 100 segreti della conoscenza: l’astronomia, la medicina, l’architettura, la geometria, la matematica ecc. Quindi ruba tutte le conoscenze di questo dio e cosa fa? Le regala agli uomini. Una donna meravigliosa. E’ lei che rende le città vivibili, tutto quello che serve per vivere lo porta lei. Lo ruba per amore degli esseri umani.
Non solo, a un certo punto il suo amore viene ucciso e lei scende nel mondo dei morti, muore e dopo tre giorni resuscita. 
Nei testi antichi di gente che muore e dopo tre giorni risorge ce n’è un sacco e questo fenomeno ha una sua spiegazione logica, il fatto di essere materialisti e andare a cercare la concatenazione logica degli eventi è meraviglioso. 
Nel nostro cielo dal 22 al 25 dicembre c’è un fenomeno che è esattamente questo, non ce ne accorgiamo ma in quei tre giorni per un effetto ottico sembra che il Sole si fermi, c’è una ragione scientifica per questo ma se sei un primitivo che guarda il cielo hai l’impressione che il Sole vada avanti e indietro. Ecco perché troviamo sempre questa storia di un dio che muore e poi risorge dopo tre giorni. 
Questa storia di Inanna è anche un documento storico strepitoso su un momento della nostra storia che è fondamentale.  
Secondo alcuni storici c’è stato un periodo in cui l’umanità ha vissuto di pesca e agricoltura lungo i grandi fiumi e queste erano società in cui uomo e donna erano alla pari, la Riane Eisler nel suo libro Il Piacere è sacro le chiama società di “partnership”. Non conoscevano la guerra perché si è scoperto che vivevano in città senza mura, le sepolture di maschi e femmine erano uguali e da questo si deduce che fossero società pacifiche. 
A un certo punto queste città sono invase da allevatori guerrieri delle steppe auroasiatiche che erano diventati violenti perché avevano scoperto che potevano vivere allevando le pecore e di conseguenza avevano scoperto anche che le pecore sono facili da rubare perché hanno le gambe e quindi diventano agguerriti per difendere o rubare il bestiame. Quando inventano l’arco e la doma dei cavalli si spostano e invadono le grandi pianure.
Sono selvaggi e bravi a combattere e hanno vittoria facile su questi contadini che culturalmente però sono molto più avanti. Questi invasori non sanno niente di astronomia, di matematica, di scienze, di irrigazione, di ingegneria. Vivere sulle sponde del Nilo o del fiume Giallo significava saper fare un sacco di cose complicate.
E che storia troviamo nell’epopea di Inanna riguardo a questo periodo?
Inanna vuole sposare un contadino e il fratello le dice: “Ma no, sposa un guerriero pastore, sposa il vincitore”, ma lei non è d’accordo e risponde: “Il pastore? Non sposerò il pastore, le sue vesti sono rozze, la sua lana è ruvida. Sposerò l’agricoltore, l’agricoltore coltiva il lino per le mie vesti, l’agricoltore coltiva l’orzo per la mia tavola…”
E vanno avanti con questa discussione arrivando esattamente al momento in cui c’è l’integrazione tra i vincitori. Le società matriarcali erano molto brave a integrare gli stranieri. 
Arriva il re straniero che si chiama Dumuzi: 
“Perché parli dell’agricoltore? Perché ne parli? Se lui ti dà farina nera io ti darò lana nera. Se lui ti darà farina bianca io ti darò farina bianca…”.
Il re continua a magnificare quanto è bravo e una notte va a trovare Inanna:
“Inanna gli aprì la porta, all’interno della casa si parò splendente davanti a lui come la luce della Luna. Dumuzi la guardò esultante. Premette il suo collo contro il collo di lei, la baciò”
E qui inizia una scena… Io vorrei che voi tornaste alla vostra prima classe al liceo: siete lì e la professoressa di lettere inizia a leggere il punto clou della prima grande opera letteraria dell’umanità. 
Dopo che si sono baciati sul collo Inanna fa questa dichiarazione:
“Quanto a me Inanna, chi arerà la mia vulva? Chi arerà il mio alto campo? Chi arerà il mio umido terreno? Quanto a me, giovane donna, chi arerà la mia vulva? Chi disporrà il bue? Chi arerà la mia vulva? 
Dumuzi rispose: Grande Signora, il re arerà la tua vulva, io, Dumuzi, il re arerò la tua vulva!
Inanna disse: Ara dunque la mia vulva, o uomo del mio cuore, ara la mia vulva. 
In grembo al re si ergeva l’alto cedro, egli ha fatto scorrere le sue belle mani sui miei fianchi, il pastore Dumuzi mi ha inondato il grembo di panna e di latte, mi ha accarezzato il pelo del pube e innaffiato il mio grembo. Ha posto la sua mano sulla mia sacra vulva. Ha lisciato la mia nera nave con la sua panna. Mi ha svegliato la mia agile nave con il suo latte. Sul letto mi ha accarezzato.”
Io credo che qualunque classe di quindicenni mi darebbe tutta la sua attenzione e forse muoverei anche la passione verso la letteratura.
(Continua)


Quando la situazione si fa seria tocca farla ridere!

Per chi è deluso dall'umana insipienza, per chi è avvilito per la disumana scemenza, per chi dei sogni non riesce a farne senza,  ecco qualche cosa di completa differenza.

Stiamo radunando la banda dei teatrivi, comunicattivi, per dar vita alla più colassiale operazione dadaista di menti rinnovabili, spiriti atossici, fantasie biodinamiche, e mi fermo qui per non divenire prolesso.

L'obiettivo è formare un laboratorio creattivo permanente e immanente, ma anche un po' invadente, che produrrà inchieste rutilanti, video shock, buffonate flash mob, arte da asporto, filosofia da diporto.

Dopo i fasti del Male, dopo l'invenzione dei ristoranti biologici, dei corsi di scrittura creativa, i trionfi dei muscoletti vaginali e del parto dolce, dopo l'esplosione della comicoterapia nei reparti pediatrici, dopo lo sterminio delle lampadine ad incandescenza, dopo l'olio di colza andato a ruba nei supermercati e la scoperta dell'acqua calda solare... dopo il ritrovamento di Arlecchino in Africa, dopo il tripudio mondiale di Wiwanana cerchiamo volontari senza macchia e senza paura, per far vedere a Mark Zuckerberg che si può usare il web per fare qualche cosa di completamente diverso!

Chi cerchiamo
Esseri maschi, femmine e ibridi, di tutte le età, anche non muniti di titolo di studio, capelli, cappelli o altro, ma estremamente ricchi di dinamiche oniriche evolute, gente capace di entusiasmarsi, tramare, tremare, avere la pelle d'oca, passare le notti sugli aisberg a pelle d'orso, infiltrarsi nelle trincee della disinformazione fingendo di essere Pippo o Pluto (Paperino no perché è passato al nemico) e che contemporaneamente amino cooperare, collaborare, condividere, couorchizzare, sperimentalizzarsi.  

Chi siamo
L'Alcatraz Band, la più tosta unità d'assalto mediatico invisibile, attualmente in circolazione. Abbiamo passato questi mesi a tessere alleanze strategiche e a stabilire principi di coesistenza pacifica: aborriamo le assemblee perché nelle assemblee ci sono i leader e gli anti leader, quelli che parlano e quelli che no; abbiamo cassato il centralismo democratico perché crediamo che tutto funziona bene solo se la maggioranza si sottomette alle decisioni della minoranza, abbiamo sostituito i meccanismi di potere con la mansuetudine.

Siamo per la tempesta di cervelli estrema (che all'inizio cominci a parlare ma non sai neanche di che cosa) crediamo nella casualità creativa e nella coincidenza devozionale.

Quanto costa? Niente è gratis.

Non siamo qui per vendere e neanche per regalare.

Quel che cerchiamo e quel che offriamo non ha prezzo. Rilasciamo pure attestati di frequenza per sedare parenti e coniugi ansiosi e nella migliore delle ipotesi creeremo insieme un milione di posti di lavoro in professioni che al momento ancora non esistono come lo Spulciatore di Bufale, il Pettinatore di Bambole Bulimiche, il Pattinatore di Scie Chimiche, il Calzolaio per Millepiedi, il Succhiatore di Verdure, l'Orco Sinergico, lo Snocciolatore Semantico, il Grànfico, l'Azzappa Garbugli.

Se l'idea ti sollucchera e ti giuggiola martedì sera ore 21,30, sul mio FB in diretta video e possibilmente anche audio per non vedenti, con interazione chat, skyp, telephon. L'evento sarà disponibile anche in differita senza possibilità di intervenire retroattiva causa persistenza conseguenzialità temporale non iporesistente. Per tenersi informati registrati sulla meiling list degli amici di Alcatraz.

Ps
Mo' vojo vedé che trollano i troll su questo stesto!


Thea e la Clowncucina

L’altro giorno mi telefona Thea da Vicenza. Ve la ricordate? Vi ho parlato di lei prima dell’estate, andava a tenere dei corsi di inglese ad Amatrice.

Thea dalla voce di bambina, con la erre che scivola via, l’aria di una mamma d’altri tempi e la tenacia di un carrarmato Panzer.
Dicevo, mi telefona e parliamo di lavoro per un po’. Lei gestisce un’agenzia di traduzioni, interpretariato e altro. Avete bisogno di una traduzione in aramaico? Lei e i suoi collaboratori vi trovano il traduttore e fanno un lavoro bello, pulito e soprattutto puntuale. (…)

Continua a leggere CACAO del Sabato


IgNobel 2017!

E come ogni anno dedichiamo questo numero di Cacao ai premi IgNobel.
Il premio, arrivato alla ventisettesima edizione viene assegnato dalla rivista Annals of Improbable Research a dieci autori di ricerche al limite dell’assurdo ma sempre scientificamente ineccepibili.
Il riconoscimento comprende anche una banconota da dieci bilioni di dollari. Emessa dallo Zimbabwe ed equivalente a circa quaranta centesimi di euro. (...)

Leggi CACAO di oggi


Wiwanana al Perugia Social Film Festival

Lunedì 25 settembre a Perugia, Cinema Sant’Angelo (via Lucida 6), all’interno del Perugia Social Film Festival, verrà proiettato Wiwanana, il film del progetto Il Teatro Fa Bene. Ore: 17:45.
A seguire dibattito con Jacopo Fo e Iacopo Patierno, rispettivamente produttore e regista.

Qui il programma del PerSo Festival
Il sito: http://www.persofilmfestival.it/
Il sito de Il Teatro Fa Bene, dove potete vedere il trailer di Wiwanana: http://www.ilteatrofabene.it/

Categorie: