Quando i capitalisti piangono

Il grande ritorno di Toni Barra, investigatore privato al servizio del Sindacato Metalmeccanici
di Jacopo Fo

Joon Libniez si era buttato dal trentaduesimo piano.
Era deceduto.
Paul White si era sparato alla testa con una pistola di grosso calibro.
Anche lui era morto.
Era prevedibile.
Lasciavano entrambi alcune centinaia di milioni di dollari di debiti.
I loro imperi si erano sbriciolati negli ultimi trenta giorni, travolti dal Grande Crack Finanziario.
Come la Grande Guerra, ma con piu' morti.
Ma almeno qualcuno pagava per i suoi peccati.
Questa era la novita' di questa crisi. Nonostante tutto il mio amore per il genere umano non riuscivo a versare lacrime per i poveri miliardari rovinati.
E’ autunno e i miliardari cadono dai grattaceli.
Pittoresco.
L’autunno dell’impero, un autunno da fantascienza. L’autunno che succedono cose impensabili.
Banche che falliscono? Enormi banche?
Questa volta non si sono limitati a fregare i poveretti, il parco buoi. Con la Parmalat e la Enron ci avevano rimesso solo i poveracci. Questa volta si sono scannati ai piani alti. Nell’Olimpo della finanza, nei salotti buoni. Hanno regolato odi antichi, questioni di corna, brevetti rubati, immobili in Kuwait, figlie che avevano perso la verginita', miniere in Sud Africa.
Avevo il sospetto che pero', anche questa volta, i super mega potenti, la' all’attico, non stessero li' a contare i feriti. Ai piani altissimi si salvano sempre. O almeno quasi sempre. Ogni cento anni ne prendono un po’ e tagliano loro la testa. Quelli non si salvano.

Comunque ero di buon umore.
E avevo continuato a sentirmi proprio bene anche quando Sacco e Vanzetti si erano presentati al bar dove stavo facendo colazione dopo aver accompagnato a scuola la piccola Engels.
Quel giorno avevo evitato di minacciare la sua maestra. Dopo l’ultima riforma mi faceva pena anche se non aveva la piu' pallida idea della storia della colonizzazione delle Americhe.
“Il capo ti vuole vedere.” Disse Sacco. Vanzetti fece di si' con la testa. Era impressionante. Probabilmente gli si era ingrassato il collo.

Quando arrivammo alla sede del Sindacato Metalmeccanici non c’era quasi nessuno. Colpa del riflusso spaventoso della voglia di militare politicamente. La pressione economica toglie il desiderio a ribellarsi.
Il Capo stava in piedi di fronte alla finestra. Guardava fuori. La giornata era assolata.
Si giro' verso di me: “Toni, hai visto come ci hanno fottuto miliardi che potevano sfamare il mondo per anni? E poi non c’hanno i soldi neanche per le pensioni. Le senti le urla la fuori? Milioni di persone che vengono lentamente sospinte verso la miseria! E qui c’ho la crisi della militanza politica. Meta' dei ragazzi sono spariti: crisi depressive, disastri familiari, gastrite, fratture ossee. E’ il linguaggio del corpo. Il potere usa la crisi economica per sfiancare le masse. Repressione economica la chiamo io!”
Poi respiro' con l’aria di uno che vuole sniffarsi tutta l’aria che e' restata in giro. “Vorrai sapere perché ti ho convocato…” Non dissi niente. Tanto era superfluo. Mi avrebbe detto comunque perché mi aveva chiamato. Senno' non mi avrebbe chiamato. Si chiama pensiero lineare. Lo so fare.
“Ho voglia di menare le mani, Toni. Ho voglia di far loro male fisicamente. Devono pagare per questo grande imbroglio che hanno messo in piedi. Hanno giocato con il nostro futuro. Ci hanno guadagnato da schifo facendo i trucchetti finanziari e poi ci stanno guadagnando ancora mentre la borsa crolla. Da te voglio una cosa semplice. Trovami i nomi dei pesci grossi. I pesci piu' grossi a livello mondiale. Tu mi dai i nomi e poi io organizzo che smettono di ridere alle nostre spalle per sempre.”
“E come fai? Usi l’aviazione?” dissi ironico.
Ma lui ando' avanti. “Esattamente. I ragazzi giu' alla fonderia, sai che gli ha preso il pallino del modellismo… Hanno costruito venti modellini di B52. Bombardieri. Aerei bombardieri. Piccoli. Sono delle macchinette lunghe tre metri. Possono trasportare una bomba di 50 chili di nitroglicerina per 3 chilometri. Telecomandati. Quando sai dov’e' il porco ci fai sopra un cratere di 50 metri per 50.”
Non gli dissi che non era legale perché tanto non mi avrebbe capito. Gia' lo sentivo rispondermi: “Legale? Perché e' legale ammazzare milioni di bambini giocando con le azioni?”

Avevo un bel cazzo di problema. Il Capo aveva sclerato e voleva scatenare lo sterminio selettivo dei malvagi tramite bombardamento aereo. Sapevo per esperienza come vano certe cose. Incominci volendo bombardare qualcuno e finisci invischiato in storie di banda armata. Meglio evitare. Ma dire di no al capo era per me problematico. Per via che avevo una nonna comunista che mi ha educato nel culto del centralismo democratico.
Io mi chiedevo se c’era il modo di evitare la mattanza.
Ovviamente l’unico modo per fermare gli intenti omicidi del Capo era trovare un altro sistema, meno illegale, di fare male ai capitalisti ingordi.
Per questo ero andato a trovare la Beba. Una ragazza che nutriva per me sentimenti di gratitudine perché l’avevo liberata da un paparazzo che la ricattava per via di un video piuttosto caldo che la ritraeva mentre compiva azioni che la mamma preferirebbe non vedere su internet.
Non gli avevo fatto male. Ero andato a trovarlo a casa della sua amante. Mi ero portato dietro Sacco e Vanzetti. Avevo chiesto a Sacco di togliersi la giacca e la camicia. A torso nudo fa impressione.
Poi avevo detto alla ragazza: “Se questo scemo importuna ancora la mia cliente muore. Se esce una sola foto della mia cliente muore. Se succede qualche cosa alla mia cliente muore. Qualunque cosa. Anche solo che la tamponano in auto. Oppure ha l’influenza. Lui muore.”
Quando minacci qualcuno e' meglio se esprimi il concetto in modo chiaro e onnicomprensivo.
Non si era piu' fatto sentire, vedere o altro. A Vanzetti un po’ era dispiaciuto.
Alla Beba chiesi: “Conosci un modo per far soffrire i grandi magnati della finanza senza fare niente di illegale?”
Lei mi sorrise: “Se gli togli i soldi soffrono moltissimo.” Lo chiedevo a lei perché di mestiere fa la consulente finanziaria ad alto livello. I ricchi li frequenta di persona. Quindi pensavo fosse informata.
“Ok, immagina di avere a disposizione 500 militanti pronti a tutto, una certa quantita' di denaro e di capacita' tecniche e volendo anche una ventina di caccia bombardieri in miniatura telecomandati. Sei in grado di pensare qualche cosa che…?”

Mi chiese un paio di giorni: Quando la richiamai mi disse che aveva trovato qualche cosa. Andai a casa sua. Aveva l’aria radiosa.
“Ho trovato la soluzione ai tuo problemi, Toni. Forse possiamo evitare un bombardamento a tappeto”.
Sperai che non mi proponesse cazzate. Avevo bisogno di una soluzione vera. Il Capo non l’avrei convinto con niente che fosse stato meno che dolorosissimo per i nemici di classe.
Beba mi verso' un the e mi disse: “Ieri sera abbiamo avuto un colpo di fortuna. Stavo cenando con Blair che come sai e' uno ben informato e mi dice…” Non approfondii come mai lei cenasse con Blair. Ho rinunciato da tempo a comprendere le basi pratiche della sua vita. “ Mi dice: Ma capisci che se questo sistema lo usassero i terroristi distruggerebbero l’occidente in sette giorni? Capisci?”
“No, non lo capisco. Forse e' meglio che mi spieghi di quale sistema stai parlando.”
“Parlo del sistema che hanno usato per gonfiare la bolla speculativa e poi farla esplodere. Tutto si basa sui future e i derivati.”
La guardai come si guarda uno yeti in primavera: sbigottito.
Lei storse il labbro. Poi si riprese: “Devi immaginare la finanza come un immenso gioco di scommesse sui cavalli. Puoi scommettere su chi arrivera' primo, oppure sulla distanza tra il secondo e il terzo. E puoi scommettere sull’insieme dei cavalli bianchi, marroni, neri, pezzati… Puoi puntare sulle azioni di una Spa, oppure prestare soldi all’Olanda, puoi investire solo sul caffe' o sull’oro, oppure su tutti i prodotti agricoli nel loro insieme. Puoi scommettere sul settore informatico o sulle aziende coreane. Quale gruppo vincera' di piu'? Quale perdera' di piu'? Ma puoi anche scommettere sui giocatori, comprare le loro scommesse, assicurare le loro perdite. Ma c’e' un aspetto di tutto questo gioco che lo rende unico e pazzesco. Puoi scommettere non solo nel presente, comprando oggi qualche cosa e aspettando che aumenti il suo valore, ma anche nel futuro! Tramite i future appunto. C’e' la possibilita' di vendere oggi un’azione che non hai. Non e' incredibile? Ti vendo una cosa che non ho, mi impegno a consegnartela tra 10 giorni… Funziona con tutto: un titolo, un’obbligazione, un derivato, qualsiasi cosa, compreso ferro e caffé.”
“Perché dovrei vendere oggi qualche cosa che non ho?”
“Per fare soldi! Perché senno'? Vendo oggi un titolo ma non lo consegno oggi, lo consegno tra 10 giorni. Ma mi viene pagato al prezzo di oggi. Lo comprano persone che sono convinte che fra dieci giorni costera' di piu'. Tu invece sei convinto che il prezzo diminuira'. Lo vendi oggi sperando di poterlo poi comprare realmente fra dieci giorni a un prezzo piu' basso. Se diminuisce guadagni tu, se aumenta guadagna chi ha comprato.”
“Mi sembra un po’ folle, ma come si puo' usare questo sistema per colpire i potenti della terra?”
“Semplicissimo. Oggi chi compra e chi vende prodotti futuri lo fa per guadagnare. E questo crea dei limiti ovvi. Ma che cosa potrebbe fare qualcuno che non vuole guadagnare ma solo fare un bel casino?”
La guardai con il vuoto negli occhi, sperando che andasse avanti.
Lei capi' che non conoscevo la risposta.
“Immagina che tu venda oggi 100 milioni di euro di azioni di un’azienda sulla quale ha puntato anche Bush. Cento milioni di azioni non sono sufficienti per influenzare le quotazioni direttamente. Ma sicuramente qualcuno se ne accorge e decide di dare un’occhiata in giro. Basta avere qualche giornalista amico, nelle pagine economiche dei quotidiani… I tuoi amici iniziano a scrivere che quell’azienda ha qualche problema contabile. Una voce che sembrerebbe infondata, ma ci sono quei 100 milioni di euro che hai scommesso che danno consistenza alla storia. Allora tu scommetti altri 100 milioni di euro vendendo azioni a 10 giorni a meta' del prezzo attuale.”
“Scusa se ti interrompo, ma qui nasce un problema, gia' era difficile trovare i primi 100 milioni di euro, ma altri 100 milioni non sapremmo proprio dove trovarli. Siamo il Sindacato metalmeccanici mica la Confindustria.”
Lei mi guardo' preoccupata, si passo' la mano sulla guancia, poi riprese a parlare: “Il bello sta proprio qui! I soldi te li procuri nello stesso modo che usano i pescecani della speculazione: te li fai prestare. Poi usi la leva finanziaria e li moltiplichi. Le grandi banche Usa scommettevano fino a 60 dollari per ogni dollaro che avevano in tasca. Ad esempio quando tu vendi un’azione che consegnerai fra dieci giorni, al momento di comprare non la paghi, dai solo un anticipo, diciamo del 10%. E puoi non depositare denaro vero ma solo garanzie, ad esempio una fidejussione garantita con una casa.”
“E se perdo la scommessa ci rimetto la casa?”
“Certo ma noi non possiamo perdere. Qui sta il colpo di genio di Blair. Gli speculatori scommettono sperando di vincere. I grandi del mondo sono sicuri di vincere perché sanno in anticipo cosa succedera'. Se stai per invadere l’Iraq, dieci minuti prima di dirlo ai giornali compri petrolio in consegna fra dieci giorni, al prezzo di oggi. Quando lo pagherai realmente costera' il 30% di piu'. Tutto guadagno per te. Ma questo rappresenta pur sempre un rischio. A volte il mercato fa le bizze e neanche i grandi del mondo riescono a prevedere tutto. Soprattutto oggi che le borse si moltiplicano. E magari ti trovi contro un cartello di cinesi, coreani e sudafricani che riesce a fregarti. Ma tutti questi problemi li ha chi vuole guadagnare. Se a te i soldi non interessano e vuoi solo distruggere, puoi giocare sul sicuro. Vendi a ribasso e intanto fai dei contro-acquisti al rialzo, alla fine non guadagni e non perdi ma sei riuscito a far impazzire il mercato. Crei fibrillazione, sospetti, congiure e contro congiure. Diventano tutti matti, tutti sospettano di tutti e tu soffi sul fuoco. Gli speculatori vedono che qualcuno sta puntando forte al ribasso sulla Spa della quale detengono azioni per centinaia di milioni e si chiedono: c’e' qualche cosa che non so? Qualcuno sta organizzando uno sgambetto? Vanno nel panico e iniziano a farsi la guerra. Magari decidono di ricapitalizzare, il titolo sale, ma cosi' si indeboliscono, oppure si spaventano e vendono e crollano i muri della diga. Se tu non ci vuoi guadagnare e vuoi solo provocargli dolore immenso puoi mettere su un castello di carta e leve finanziarie da far paura.”
“Ma loro non se ne accorgono che stai facendo solo scommesse e contro scommesse?”
“Ci sono mille modi per camuffare tutto. Puoi puntare su titoli collegati, valori collaterali, materie prime connesse. La finanza e' un tale caos che se ti muovi bene, con delle belle societa' anonime domiciliate nei paradisi fiscali, e lavori su tutte le borse del pianeta, li freghi. Certo non e' facile ma puo' funzionare. Invece bombardarli mi sembra un puro suicidio. Li ammazzi, dopo dieci minuti li sostituiscono e poi vengono a farti il culo. Nessuno puo' ammazzare una ventina degli uomini piu' ricchi del mondo con degli aerei miniaturizzati e farla franca. Sarebbe la fine del mondo. Sarebbero disposti a cancellare dalla carta geografica intere nazioni pur di eliminarti.”
Mi piaceva. Alcune parti non le avevo capite ma mi piaceva. “E come facciamo a scoprire in quali aziende i cattivi hanno messo i loro soldi?”
“Questo e' facile. Basta guardare chi in questo momento sta divorandosi le banche e le assicurazioni agonizzanti. Dietro ci sono sicuramente i signori del mercato.”
“Ma tutto questo comprare e vendere titoli di possesso futuro avra' un prezzo? Le banche non si pigliano una percentuale per l’intermediazione?”
“Si', ma si puo’ risolvere anche questo. Sicuramente il sindacato avra' buoni rapporti con qualche piccola banca popolare disposta a dare una mano…”

Il Capo volle mettere su una commissione di verifica composta da 4 commercialisti e da 4 casalinghe che facevano la spesa con 800 euro al mese e dovevano mangiarci e vestirsi in cinque. Ragazze toste. I commercialisti erano stati tutti radiati dall’albo ed erano assetati di vendetta.

Un mese dopo eravamo alle Isole Cayman in 25.
Avevamo 8 laureati in economia con degli algoritmi che facevano paura per calcolare indici di rischio, strutture di copertura e leve finanziarie verticalizzanti. Sacco e Vanzetti bivaccavano con 20 ragazzi del servizio d’ordine e 12 segretarie contabili negli uffici della Banca Popolare di Narni, praticamente l’avevamo espropriata, chiusa per ferie e precettati tutti e 5 i dipendenti. Una cinquantina di commercialisti e ragionieri erano collegati via Skype suddivisi in 3 turni di lavoro 7 giorni su 7. Avevamo una linea criptata gestita da un centro sociale di Bergamo. Rasta tecno che fumavano piu' di un incendio di conifere ma con i bit erano delle bestie feroci.
Pestammo duro per 45 giorni, giorno e notte. Poi Bush si butto' dalla finestra del cinquantaseiesimo piano di un anonimo grattacelo di Manhattan. Fu abolito il segreto bancario, interdetti i paradisi fiscali e regolamentata in modo decisamente restrittivo la possibilita' di usare le leve finanziarie e accantonamenti di garanzia.
Per i grandi speculatori del pianeta fu come per Al Capone quando venne abolito il proibizionismo sugli alcolici e lui dovette chiudere la sua rete di distillazione e vendita clandestina di whisky.
Miliardi che avrebbe potuto guadagnare e che non riusci' mai a vedere. Persi.
Restammo soddisfatti.

Tornammo a casa. Durante il viaggio di ritorno in aereo cantammo l’Internazionale e il Capo stappo' una decina di bottiglie di lambrusco che fa sua zia. Colore viola. Micidiale. In serata arrivai ad abbracciare la mia dolce Rosa e la piccola Engels. Mi dedicai a giocare con mia figlia e far l’amore con la donna della mia vita.
Per giorni e giorni.
Cose che gli speculatori finanziari non capiranno mai.
Avevamo fatto un danno epocale ai cattivi del pianeta. Storie che puoi raccontare ai nipoti. Mi meritavo un po’ di sana gioia laica e progressista.