Informazione indipendente

Tutto quello che le tv per bene non ti raccontano

Qualcuno complotta contro la tua stampante allo scopo di truffarti?

Un microchip blocca la tua stampante dopo un certo numero di copie?
Fabbricano macchine che si devono rompere alla svelta?
La lampadina che illumina il tuo bagno ha le ore contate? I prodotti sono programmati per rompersi?
Fatti ridare i soldi!

È il suicidio delle merci. Ce lo racconta il documentario: OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

C’è la storia della lampadina che funziona da 100 anni. Ma come fai a vendere lampadine se quelle che produci durano un secolo?
Così agli inizi dell’industria di largo consumo i produttori si misero d’accordo per fabbricare lampadine che non durassero più di 1500 ore. E chi sgarrava doveva pagare multe salate. E schiere di chimici lavorarono per anni per produrre un nylon che fosse un po’ più fragile di quello inizialmente messo sul mercato. Sennò i collant duravano anni…
Un ingegnere un po’ fissato si irritò profondamente quando la sua stampante si bloccò. Fece una ricerca sul web e scoprì che il problema non era solo suo. La stampante che aveva comprato aveva un microchip che contava le copie prodotte e bloccava il funzionamento della meccanismo di stampa dopo un certo numero di fogli.
Grazie a un software realizzato da un programmatore russo questo consumatore pignolo azzerò il contatore delle copie e la stampante riprese a funzionare perfettamente.
Altri consumatori scoprirono amaramente che la Apple non vendeva batterie di ricambio per il loro iPod. E questo provocò in loro profondo dolore perché erano un po’ feticisti e vivevano un attaccamento morboso per il loro iPod. “Ricoverateli!” dirà qualcuno… Comunque questi maniaci degli auricolari scoprirono anche che le batterie dell’iPod erano costruite per non durare troppo. E questo generò attacchi di rabbia e convulsioni che ridussero molti in stato vegetativo. A quel punto essi fecero causa alla Apple e vinsero. Furono pure risarciti per i danni psichici e morali e la Apple fu obbligata a vendere batterie di ricambio. Ora mi chiedo: è legale vendere un prodotto sostenendo che è il migliore possibile mentre invece si investe denaro per studiare un modo perché si rompa alla svelta?
E’ legale costruirlo in modo che sia difficile da riparare, ad esempio usando viti e bulloni di forma assurda che richiedono particolari strumenti per essere svitate (hai presente quelle viti del tuo frullatore con teste dotate di due fori invece delle tacche di forma tradizionale che combaciano con la forma dei cacciaviti in commercio… Hai mai provato a procurarti un cacciavite per quelle viti? NON ESISTONO. Ce li hanno solo i fabbricanti. E anche un mio amico di Bergamo che è un maniaco e ha tutti i cacciaviti per tutte le viti possibili e immaginabili. Le vita e le svita… Si diverte a riparare frullatori dati per morti).
E' sensato che le aziende possano produrre caricabatteria, jack e spinotti delle forme più stravaganti in modo tale che tu possa usare solo il caricabatteria di QUEL marchingegno elettronico? (Il che ti porta, probabilmente, ad avere anche tu un cassetto pieno di vecchi cavi e caricabatteria obsoleti che non hai il coraggio di buttare via…).
Costruire prodotti programmati per rompersi è un crimine contro i consumatori e contro l’ambiente. Che si fa?

 


Tremonti sbaglia sul Titanic

TitanicIl nostro ministro delle finanze, parlando del rischio di crollo economico italiano ha detto: “è come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe”. I media hanno ripreso la dichiarazione senza commentare lo svarione e altri si sono messi a citarlo, tipo Casini nel suo discorso alla Camera di venerdì 15 luglio.
Ora c’è da dire che le persone a bordo del Titanic erano circa 2.225. Solo 704 sopravvissero e 1.519 morirono (i dati sono leggermente discordanti a seconda delle fonti…). Si salvarono il 60% dei passeggeri di prima classe, per un totale di 199 persone. In seconda classe furono salvate 120 persone, corrispondente al 42%. In terza classe, i sopravvissuti furono 174, equivalente al 25%, mentre tra l'equipaggio si salvarono in 214, corrispondente al 24% del numero totale. (Fonte)
Quindi il paragone di Tremonti non regge. O meglio, ha senso come ulteriore prova che ancora una volta si prospetta una crisi che colpirà soprattutto i poveracci.
Ma il parallelo tra il Titanic e la situazione italiana diventa ancor più curioso, una strana coincidenza che svela la verità, perché l’affondamento del Titanic fu ben diverso da come viene generalmente raccontato.
Se è vero che non c’erano a bordo scialuppe di salvataggio sufficienti è vero anche che su di esse ci salirono poco più della metà dei passeggeri che avrebbero potuto salvare. La strage del Titanic fu ingigantita a causa dell’idiozia umana. Esattamente quel che sta succedendo in Italia!
Il senatore William Alden Smith, che dirigeva l’inchiesta ufficiale Usa nel 1912 scrisse: “Le scialuppe furono riempite con tanta indifferenza, e abbassate con tanta velocità, da sacrificare inutilmente 500 persone in nome della ordinata disciplina del caricamento… C'erano 1.176 posti disponibili nelle scialuppe, ma esse contenevano solo 704 persone, 12 delle quali furono ripescate dal mare, in condizioni climatiche favorevoli e acqua perfettamente calma.” (Vedi qui)
Anche l’Italia rischia di patire una strage evitabile. Potremmo avere a bordo più scialuppe di salvataggio, potremmo anche riempirle con tutti i passeggeri della nave. Basterebbe un po’ di buon senso.
Il Parlamento ha approvato una manovra finanziaria che colpisce i più poveri e salva i ricchi.
E ancora non si vedono tagli sostanziosi ai costi della politica e agli sprechi.
Vergogna!


Siamo al Bingo Bongo mentale

Il governo banderuola sta proprio male
(chiamate l’ambulanza…
serve una ragazza che sia una gran gnocca
che gli faccia la respirazione bocca bocca)
Un po’ di rianimazione
Per il Gran Pelatone
per il governo pasticcione
per schiere di incriminati
colpiti da depressione
per l’intercettazione
nella quale dicono male di tutti
galantuomini e farabutti

E intanto l’Italia va giù
Lo dice anche la tv.
Nuotiamo nella cacca e nella pupù
Nuotiamo a testa in giù

Il Cavaliere ha detto che Tremonti non vuol fare il gioco di squadra col governo.
Tremonti ha detto che Brunetta è un deficiente.
Bossi ha detto che il comma che salvava Berlusconi dal pagamento dei danni per il Lodo Mondadori non è stato discusso in Consiglio dei Ministri.
Formigoni ha detto che col cavolo che accetta Alfano come capo, vuole le primarie per decidere chi sarà il leader del PDL.
E Feltri ha scritto che non ne può più di questo pollame.
Belpietro grida:
“Babbani! avete messo le mani nelle tasche degli italiani!!!”

Forse ci saranno la riforma della giustizia, il Piano Casa, la fine della burocrazia, la cancellazione delle province, il taglio delle auto blu, la rinuncia allo stipendio dei ministri, la fine delle missioni militari, la fine del fotovoltaico, forse abbasseranno le tasse e aumenteranno le pensioni. Forse non ci sarà un bel niente fritto con le patatine.
Forse sì, forse no, forse l’Italia finisce KO.
Intanto sale il debito pubblico inesorabilmente e salgono gli interessi sul debito che dobbiamo pagare perché gli investitori vogliono più soldi se si devono fidare a comprare il nostro debito.
Il nostro debito li fa vomitare, sono sofferenze che dobbiamo ripagare.
Non siamo più affidabili…
Nessuno lascerebbe la nipotina di 17 anni insieme a Berlusconi e 20 puttane. Perché dovrebbero fidarsi che se ci fanno un prestito poi gli ridiamo i soldi?
Soldi veri, si intende, non quelli del Monopoli.

Però non va tutto male. Abbiamo le ministre più belle del mondo.
Nessuno può competere con noi se si parla di seno rotondo.


Assassini finanziari

Quel che si capisce poco da giornali e tv è il meccanismo pazzesco che sta massacrando l’economia mondiale.
Questo meccanismo si chiamo Sistema Finanziario Internazionale.
Se compro una pistola generalmente devo seguire un minimo di procedura e sono sottoposto a una certa quantità di regole che non mi permettono, ad esempio, di aprire la finestra di casa mia e sparare sulla gente che cammina in strada.
Se voglio comprare armi più potenti di una pistola esistono restrizioni più rigide. Ad esempio, comprare una bomba atomica non è molto semplice.
Invece gli speculatori finanziari non hanno praticamente limiti. E possono uccidere milioni di persone in modo assolutamente legale mandando sul lastrico interi Stati, provocando guerre e affamando i popoli.
Da una parte esistono procedimenti legali grazie ai quali astute lobby di speculatori riescono a rastrellare soldi facendoseli prestare senza offrire vere garanzie sulla loro capacità di restituire questo denaro.
Dall’altra parte questi predatori possono scommettere, come se si trattasse di una partita di calcio, sul crollo di un’azienda o di uno Stato. Usano degli strumenti finanziari che si chiamano DERIVATI…
Il meccanismo delle società per azioni era nato per dividere i rischi che gli imprenditori affrontavano.
Dieci imprenditori che possedevano una nave a testa si mettevano insieme per evitare che l’affondamento di una nave rovinasse un proprietario. Il rischio era diviso per 10.
La nascita delle società per azioni ha generato un grandioso sviluppo economico mondiale durato secoli…
Ma oggi il meccanismo lavora esattamente al contrario. Visto che organizzare un’impresa che fa utili è difficile, gli speculatori si sono messi a scommettere sui crolli. Creano castelli di carta portando famiglie e Stati che non si possono indebitare a indebitarsi, usando ogni sorta di astuzia, e poi rivendono questi debiti ad altri poveracci e ci guadagnano lautamente. Poi, quando la bolla speculativa è sufficientemente grossa, la fanno scoppiare avendo preventivamente scommesso sulle aziende e gli Stati che andranno in fallimento.
Esiste cioè una potente forza economica che investe enormi somme di denaro sui tracolli economici e qualunque altra forma di disastro, dalle guerre al terrorismo, perfino gli tsunami e i disastri nucleari diventano fonte di guadagno. E la mole stessa, enorme, dei denari scommessi sulle crisi, pesa creando panico nei mercati e ingigantendo la misura delle crisi.
Se non si regolamenterà questo sistema schifoso e criminale il mondo non si tirerà fuori da questa crisi globale.
Lo dicono in tanti ma non si fa…
Il sistema è costruito per creare disastri.
Il disastro conviene!


Questa è la battaglia tra il bene e il male.

Dirlo mi fa fatica.
Ma come possiamo chiamarla altrimenti?
C’è una linea rossa che taglia in due il tempo.
Un traguardo potremmo dire.
Ci sono due corridori.
Se il corridore con la maglietta grigia oltrepassa per primo la linea rossa un miliardo di persone muoiono nel giro di un anno.
Se passa per primo il corridore con la maglietta blu il mondo continua a essere il casino che è sempre stato ma si evita un’ecatombe. Un miliardo di persone, mi capisci? Non è cosa da poco. Un miliardo di vite.
Se questa non è la madre di tutte le battaglie non so che dire… Eppure è una questione che sembra interessi a una minoranza… i media non ne parlano… nessun politico è andato in televisione a dire: “FERMATEVI! STATE PREPARANDO UN’APOCALISSE…”

Ma chi sarebbero questi due corridori?
Sono due modi di pensare.
Questo rende difficile questa guerra. Non ci sono eserciti a combattersi bellamente in un campo di battaglia cosparso di cadaveri e morenti. Non ci sono trombe e bandiere. E neppure il frastuono della battaglia che costringe la gente ad accorgersi che sta succedendo qualche cosa.
Non c’è un fiume di sangue.
La gente muore di fame senza sanguinare.
L’Umanità si alza ogni mattina, ognuno segue le sue storie ma l’insieme di queste storie determineranno scelte che avranno un esito: determineranno o impediranno la più grande strage della storia del mondo.

Ma perché succederà tutto questo? Cosa ucciderà a un miliardo di persone?
Potremmo dire l’avidità umana, o la stupidità… Siamo nel bel mezzo di una crisi energetica, i consumi mondiali stanno crescendo grazie allo sviluppo di Cina, India, Brasile, Indonesia e Russia, il petrolio è sempre più costoso da estrarre, il nucleare fa paura… Entro breve tempo il prezzo del petrolio si attesterà su un prezzo superiore a quello dei combustibili ricavati dai cereali e dai legumi.
E allora si userà cibo per fare andare le macchine e illuminare le nostre città di notte. E il prezzo del cibo aumenterà sempre di più, seguendo quello del petrolio…
E chi oggi vive con un dollaro al giorno non avrà denaro sufficiente per comprare cibo. E un miliardo di persone resterà senza mangiare… E moriranno.

Ma come possiamo fermare questo disastro?
Esiste un solo modo: dobbiamo impedire che il prezzo dell’energia sia maggiore di quello del cibo. E non possiamo certo stabilirlo per legge. Dobbiamo realizzare un’opera colossale, una rivoluzione delle tecnologie, del modo di pensare, di acquistare, di consumare, di risparmiare.
Questa non è una novità. In molti lo ripetiamo da decenni.
La novità è che le rivolte nel mondo arabo, il disastro nucleare in Giappone e la conseguente chiusura di parecchie centrali nucleari nel mondo hanno creato un’instabilità dei rifornimenti energetici…
Quindi a questo punto il fattore TEMPO è essenziale.

Su quali forze possiamo contare?
Oggi un grande numero di ricercatori, scienziati, sperimentatori, imprenditori e comuni cittadini sta dimostrando con i fatti che le nuove tecnologie ci permetterebbero di ottenere tutta l’energia di cui abbiamo bisogno dalle fonti rinnovabili.
E convertire la produzione mondiale in percentuale consistente entro pochi anni è la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato.
Una sfida tecnica, economica e tecnologica.
Dobbiamo fisicamente costruire decine di milioni di impianti solari, eolici, idrici, a biomasse.
Potremmo riuscirci ma per farlo abbiamo bisogno che questo sviluppo tecnologico sia al centro dell’attenzione dell’Umanità.
Le forze politiche e sociali e i media dovrebbero concentrare e coordinare tutte le risorse disponibili su questo fronte.
Al contrario, la logica di gran parte dei partiti e dei movimenti è concentrata su questioni diverse e riserva alla concretezza della rivoluzione energetica scarse risorse.
I partiti e i movimenti oggi sono bravi a organizzare il consenso ma hanno poca capacità di  installare pannelli fotovoltaici… oggi servono gruppi di acquisto energetici, fondi di investimento, scuole di formazione e gruppi di ricerca ecotecnologica.
Lo stesso vale per i media, prigionieri del gossip, che hanno rinunciato al loro ruolo di guida culturale della società in cambio di una valigia di denaro.

La questione che vorrei mettere sul tappeto è: come possiamo organizzare un movimento politico, sociale ed economico veramente in grado di far fronte alle necessità?
Come possiamo superare vittoriosi la linea rossa di un miliardo di morti?
Se non si inizia a discutere di questo non ci riusciremo.
Questo è un appello. Non ho risposte, non ho soluzioni. Proprio per questo sento la necessità bruciante che si inizi a parlarne. Sarebbe il primo passo.

Dal 4 al 10 luglio ci troveremo ad Alcatraz per festeggiare i nostri 30 anni di attività e l’inizio dei lavori di costruzione dell’Ecovillaggio Solare (il 20 giugno, alle ore 15, abbiamo fondato la cooperativa che gestirà la ciclopica impresa!!!).
Durante questa settimana di festa discuteremo di progetti e sogni e di come organizzarci e lavorare per impedire che sia superata la linea rossa dell’ecatombe.
Chi non potrà venire di persona potrà esserci grazie a una supertecnologica diretta web.
So che sarà difficile e duro, ma sono convinto che riusciremo a vincere la più grande battaglia che la nostra generazione deve affrontare… Dopo che De Magistris ha vinto a Napoli e i referendum hanno raggiunto il quorum possiamo ben dire che tutto è possibile.
Viviamo il tempo dei miracoli!

 


L'impossibilità di vietare.

Lui ti tradisce?
Ti sei limitata a minacciarlo o hai anche intensificato il numero di agguati orali a sorpresa?

In questi giorni mi sono trovato a discutere su una questione che ritengo sia una spartiacque filosofico: vietare è efficiente?
Si tratta di una questione che divide sia a destra che a sinistra. Ad esempio, si discute molto delle tasse che potrebbero scendere se fossero tutti a pagarle. Si tratta di una proposta sacrosanta. Ma come si fa a ottenere che realmente la maggioranza degli evasori fiscali decida di smettere?
Si inaspriscono le pene per gli evasori?
Si aumentano i controlli?
Li si appende per le parti intime a Piazzale Loreto, tutti i venerdì mattina?
Se si fa così funziona?

Esistono già pene severe per gli assassini ma questo fatto non impedisce che parecchie persone vengano uccise. Alcuni dicono: se ci fosse la pena di morte ci sarebbero meno omicidi. Ma l’esperienza di parecchi stati, gli Usa ad esempio, dimostra che non funziona così. Confrontando il numero di omicidi per ogni milione di abitanti si scopre che negli Usa ce ne sono molti più che in Italia.

Alcuni sostengono che questo dipende dal fatto che ucciderli non basta, ci sarebbero meno omicidi se invece della sedia elettrica si usasse un’affettatrice per il prosciutto, arrugginita. Ma anche qui i dati contraddicono. In epoche nelle quali il trattamento dei criminali era veramente allucinante c’erano molti più omicidi. In Italia nel 1850 c’era una forma di giustizia mediamente sadica e carceri spaventevoli e un numero di omicidi enormemente più grande di quello attuale. Si potrebbe anzi dire che il numero degli omicidi diminuisce via via che le carceri diventano più umane…
Neppure limitare pesantemente il numero delle armi in circolazione serve. Come dimostrò il film di Michael Moore “Bowling a Colombine”, in Svizzera o in Canada c’è un’analoga disponibilità di armi da fuoco in mano ai privati ma molti meno omicidi. Sembra che abbiano più incidenza nel limitare gli ammazzamenti il tempo che i tg dedicano alla cronaca nera e la protezione sociale di cui gode il cittadino (assistenza sanitaria gratuita, servizi sociali ecc).
In questi giorni è uscito il libro “L’erba del Diavolo” che ho scritto insieme a Nina Karen (edizioni Flaccovio). L’obiettivo di questo libro è proprio quello di dimostrare, mettendo insieme tutte le statistiche ufficiali degli ultimi 40 anni (un mare di statistiche), che nei paesi dove le leggi repressive sono meno dure si ottiene la riduzione del consumo di droghe pesanti, quasi si azzerano le morti per overdose, si riducono la quantità di crimini compiuti per procurarsi il denaro per comprare la droga e addirittura si osserva una leggera diminuzione anche nel consumo delle droghe leggere.
Laddove le punizioni sono più aspre e si reprimono allo stesso modo il consumo di canapa (marijuana, hashish) e quello delle droghe pesanti (eroina, cocaina, anfetamine, oppio ecc.) si ottiene sia un aumento del consumo di tutte le droghe e in particolare di quelle pesanti, aumentano i morti, i reati e i reclusi in carcere per ragioni di droga. La qualità della vita dei tossicomani inoltre peggiora drasticamente e diminuiscono quelli che riescono a liberarsi della “scimmia”.
Potremmo dire che, per quanto riguarda le droghe, la realtà dimostra che aumentare le pene non dà forza ai divieti ma ottiene proprio l’effetto contrario.
E questo, lo ripeto, non lo dico io ma i dati ufficiali forniti dai governi e dalle organizzazioni internazionali.
E, come dimostra la storia del proibizionismo sugli alcolici in Usa, i divieti non solo incrementano i crimini ma danno alla malavita strumenti finanziari enormi, capaci di far dilagare la corruzione nello Stato. Il divieto del consumo delle droghe ha fatto crescere a dismisura la mafia dandole i mezzi economici per infiltrarsi nell’economia legale e condizionarla.
E ora torniamo al discorso sulle tasse.
La Cgil ha sacrosanta ragione a chiedere la diminuzione delle tasse su pensioni e salari ma come si fa? Mi permetto di avanzare alcune idee.
Prima di tutto dobbiamo fare come in Danimarca: i lavoratori ricevono tutto lo stipendio e due volte all’anno pagano tasse. Se un operaio che guadagna 1.000 euro al mese nette, ricevesse tutto il suo stipendio, circa 1360 euro mensili, e ogni anno dovesse versare (calcolando tredicesime eccetera) circa 6.000 euro di tasse, prelevandole dal suo conto bancario… ma sai quanto gli girerebbero le palle?
Allora sì che potrebbe iniziare a svilupparsi una coscienza fiscale. E uno si incazzerebbe quando il medico, l’idraulico o il ristoratore non ti fanno la fattura… E poi crescerebbe anche la spinta a occuparsi di come l’amministrazione pubblica butta via i tuoi soldi. Pannella una ventina di anni fa aveva proposto un referendum che aboliva il prelievo fiscale a monte delle tasche del lavoratore. La sinistra osteggiò duramente questo referendum… Una grande occasione persa.
Un’altra azione essenziale sarebbe quella (che Grillo persegue da tempo) di rendere pubblici e consultabili su internet tutti gli elementi relativi all’operato della pubblica amministrazione, a partire dai video dei consigli comunali.
Sai quanti rompicoglioni si divertirebbero a spulciare i conti pubblici?
E’ chiaro che un’operazione simile, unita alla precedente, porterebbe a un aumento esponenziale del desiderio e delle possibilità di un controllo di massa su politici e funzionari.
La terza azione, indispensabile anche per dare una batosta alla criminalità, è l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali (contro i quali sarei disposto perfino a usare i bombardieri… Ma vedrete che quando finalmente la comunità internazionale lo deciderà non ci sarà bisogno di sparare… i banchieri sono pavidi…). C’è poi l’adozione, oggi possibile, della moneta elettronica… Così tutti pagamenti diventano trasparenti… E per far questo bisognerebbe abbattere alcuni capisaldi della privacy (non ho mai capito perché la sinistra sia così attaccata alla privacy… Un conto è vietare lo spamming o le intercettazioni telefoniche non autorizzate dalla magistratura, o le telefonate di venditori assillanti… Un conto è rompermi i santissimi se metto una telecamera che riprende la strada di fronte a casa mia…).
Infine si dovrebbe semplificare brutalmente tutto il meccanismo dei processi… Abolire la possibilità di aggrapparsi ai cavilli più assurdi per non pagare il dazio…

Se chiediamo che tutti paghino le tasse senza dire come si fa non si va da nessuna parte… Oppure otteniamo solo la bancarotta dello Stato italiano, che non conviene neanche agli operai…
A questo punto arriva l’ultima domanda. Nella tua vita privata, di fronte a comportamenti che non accetti nel tuo amante o di tuo figlio o nel socio d’affari, che strategia usi?
Scegli l’imposizione, sostenuta da una minaccia di dura sanzione (non ti voglio più bene!) oppure una strategia che rimuova il contesto perverso che genera il comportamento scorretto? Cerchi mai di andare a scoprire quali sono i meccanismi meno appariscenti di un fenomeno?
Hai qualche esperienza scabrosa da raccontarci?


La Società del Gioco, ovvero la Macchina della Solidarietà

(Qual è l’unico
tesoro che nessuno
vuol tenere per sé?
La conoscenza!)

Vuoi cambiare il mondo o fare solo chiacchiere?
Hai voglia di costruire la prima Comunità Ribelle ATTIVA?

Premessa 1
La vita sarebbe di molto peggiore e complicata se non esistessero al mondo tantissime persone gentili che ti aiutano dandoti informazioni utili.
Questo è uno dei modi più semplici e naturali per essere solidali con gli altri: offrire la nostra esperienza e le nostre conoscenze, condividere con gli altri quello che la vita ci ha insegnato.
La circolazione delle informazioni è la più grande macchina di solidarietà del mondo, condizione indispensabile per la felicità e il progresso.
Non a caso da sempre i malvagi hanno cercato di impedire che le conoscenze circolassero.
Lo strumento più efficace per tenere le donne sottomesse fu non insegnare loro a leggere e scrivere. I Papi vietarono per secoli la lettura del Vangelo a chi non era un prete.
Il potere di Internet, delle informazioni che veicola, sta facendo crescere la democrazia e la libertà nel mondo.

Ma oggi Internet ci permette di moltiplicare la nostra capacità di dare e ricevere informazioni, unendola a nuovi strumenti di relazione e di incontro.
Infatti, anche conoscere persone è sempre stata una fonte di potere. La Massoneria, ad esempio, è un modo per aumentare la propria capacità di contatti “garantiti” da un sistema circolare di referenze. Ma ognuno usa un sistema sostanzialmente massonico quando chiede a un amico del quale si fida di consigliargli un bravo avvocato.
Facebook è una sorta di sistema di generazione di circoli massonici. Ho usato il termine “massonici” ma è brutto. Potremmo usare il termine “gruppi di affinità etica e professionale”… Beh… anche questo nome è brutto. Va beh, spero ci siamo capiti.
Comunque potremmo costruire qualche cosa di molto più efficiente e avanzato di FB…

Premessa 2
L’Italia cambia quando cambiano gli italiani, e gli italiani cambiano modo di pensare quando cambiano il modo di vivere.
Il movimento progressista italiano sta raccogliendo grandi soddisfazioni nella battaglia per cacciare Berlusconi ma non riusciremo a cacciare pure il berlusconismo dalle teste degli italiani (comprese le nostre) se non saremo capaci di creare un diverso modo di condividere la vita. Abbiamo fatto progressi enormi nella controinformazione in rete, abbiamo strumenti straordinari, ma ancora nessuno ha inventato un sistema per creare una VERA COMUNITA’ WEB. Facebook è bello ma non ci basta.

Un nuovo modo di cooperare, condividere, conoscersi, giocare, aumentare il valore del nostro denaro.
In un viaggio con Gabriella abbiamo sviluppato un’idea e vorremmo discuterla e farla crescere insieme ai nostri insigni lettori.
Se socchiudo gli occhi e mi metto a fantasticare mi viene in mente qualche cosa che permetta di dare veramente un contributo al miglioramento del mondo traendone (una volta tanto) gradevoli vantaggi (il martirio è superato).
Penso a nuovi livelli di connessione: mettiamo insieme le nostre risorse e la nostra voglia di trascorrere il tempo in modo sensato, approfittando della meravigliosa occasione che abbiamo di vivere in mezzo a miliardi di meravigliosi esseri umani (ci sono anche gli stronzi, certo, ma quelli simpatici sono comunque tanti…).

Da dove cominciare?
Mai come oggi la conoscenza fa la differenza: il mondo oggi è sempre più complesso, allo stesso prezzo puoi ottenere cure mediche, scuole, prodotti e servizi migliori. Se hai le conoscenze giuste puoi conoscere le persone più interessanti invece di perdere tempo con gli stupidi.
Le conoscenze sono una ricchezza ma sono relativamente pochi quelli che riescono a trasformarle in utilità efficienti per sé e per gli altri.
Allora, innanzi tutto immagino una gioiosa macchina della condivisione basata su un gruppo di SAGGI che offrono informazioni. Una rete di specialisti e appassionati che aiutano gli altri ad orientarsi nella complessità.
Non voglio farla lunga ma spero sia evidente che solo fornendo un minimo di consulenza è possibile migliorare la condizione concreta di molte persone. Sono anni che vedo persone che in modo volontario e gratuito si rendono disponibili ad aiutare gli altri in settori complicati. Ma questo viene fatto in modo casuale ed episodico. Quanto di più potremmo fare se organizzassimo questa attività rendendola un servizio fruibile fuori dai ristretti circuiti delle amicizie individuali: FACCIAMO RETE!

Regalare qualche cosa fa bene.
Regalare informazioni permette anche di conoscere persone. Ma visto che regalare fa bene al sistema immunitario più degli antibiotici, quelli che regalano informazioni non devono essere egoisti e devono permettere anche a chi riceve questo regalo informativo di curarsi il fisico e l’anima regalando qualche cosa. E in effetti possiamo iniziare regalando il superfluo. Siamo la società dello spreco e possiamo liberarci di quel che non ci serve ottenendo il beneficio di fare un regalo a una persona che è stata tanto meravigliosa da regalarti informazioni. E se non hai oggetti da regalare puoi regalare il tuo tempo, quello che sai fare.

La struttura di base del Gioco dei Regali 2.0
Due anni fa proponemmo la prima versione del Gioco dei Regali, che ebbe un certo successo ma via via naufragò per l’avidità di pochi. C’era una lunga lista di regali, ne prendevi uno e ne lasciavi un altro… Io avevo messo, nel cesto dei regali, 10 fine settimana ad Alcatraz per due persone, 10 miei quadri, pacchi di libri, eccetera e anche altri iniziarono a offrire regali di un certo pregio… Poi arrivò una banda di giannizzeri che si prendeva una casa per una settimana in Sardegna, sul mare, e lasciava un cd di foto di quando avevano avuto il morbillo… Rapidamente il gioco si impoverì fino a soffocare…
Credo che per far funzionare una cosa così serva quindi un po’ di regolamentazione…
Allora immagino innanzi tutto un grande catalogo di specialisti (precedentemente valutati da una commissione di Saggi Fondatori e via via “votati” dai partecipanti al gioco, in base alla loro abilità nel dare consigli).
Poi abbiamo un catalogo di tutti i regali disponibili. E c’è una seconda commissione di saggi che giudica la congruità del valore dei regali offerti da chi riceve le informazioni.
Attenzione, non è esattamente un baratto, in quanto ricevi subito le informazioni e solo dopo decidi che regalo offrire, quindi se vuoi fregare il gioco puoi farlo, non c’è un obbligo CONTINGENTE come nel caso di un acquisto con contropartita in natura. Quindi essendo un atto volontario lo possiamo proprio classificare nella categoria dei regali che innescano il meccanismo sociale del RICAMBIARE IL REGALO. E’ la cultura della reciprocità del regalo, non si studia a scuola e non so se ci sono dotte disquisizioni filosofiche ma è così.
Il REGALO è un sistema circolare, ognuno viene festeggiato quando è il suo compleanno ed è considerato ovvio che se una persona non fa mai regali per i compleanni degli altri poi si trova che quando compie gli anni difficilmente lo coprono di regali.
Quindi una soluzione efficiente potrebbe essere che chi dà informazioni riceve in cambio dei Talenti, il denaro della Libera Repubblica di Alcatraz (che esiste, lo abbiamo veramente stampato insieme ai francobolli e ai passaporti), e con questi può comprare i regali lasciati da chi ha ricevuto informazioni.
Lo stesso meccanismo fin qui descritto potrebbe essere applicato ad altri settori…
Ad esempio, potrebbero esserci i COSTRUTTORI DI CONNESSIONI, che si occupano di costruire pagine web di un unico grande portale collettivo che offra tutti i link e i rimandi ragionati a tutto il mondo artistico etico.(1)

NOTA 1
Tanto per dare un’idea dello stato disastroso della situazione da questo punto di vista, basti osservare che non esiste una sola pagina internet che riunisca tutte le risorse della galassia progressista. Non esistono neppure portali che raccolgano tutto almeno di un settore, cioè rendano disponibili i link a tutte le agenzie di viaggio etiche o a tutte le associazioni che si occupano di commercio etico e solidale o il cartellone globale di spettacoli e manifestazioni culturali. Non esiste una connessione tra le migliaia di siti etici e solidali, culturali, artistici.
Siamo un popolo di gente divisa, rissosa, ossessionata dalle microdifferenze, preoccupata per il proprio orto.
Ma creare un simile livello di interconnessione sarebbe solo il primo passo. ANCHE NEL SETTORE DELLE RELAZIONI TRA GRUPPI E ASSOCIAZIONI POSSIAMO REALIZZARE QUALCHE COSA DI MOLTO PIU' GRANDE E NUOVO, CONDIVIDENDO CONNESSIONI E CONOSCENZE!
E ci potrebbero essere anche i VOLONTARI DELL’IMPOSSIBLE, capaci di arrivarti a casa e ripulirtela tutta, oppure diserbarti l’orto.
Persone che desiderano fornire aiuti manuali o comunque che richiedono un contatto diretto… E qui potrebbero venir fuori un gran numero di servizi potenziali...
Ma il meccanismo di gioco deve essere più appassionante se vogliamo divertirci e non solo compiere buone azioni.
Allora potremmo immaginare un terzo comitato, quello dei Saggi Burloni, che passano le notti a bere, mangiare e fare piani geniali per costruire sorprese per i Saggi che così generosamente si dedicano al bene del prossimo oppure per persone che si rivolgono a noi con estrema urgenza di coccole.
Così, anche a seconda della perizia, valenza ed eccellenza che il tal Saggio del Gioco dimostra, essi organizzano sorprese e celebrazioni coinvolgendo altri Saggi e anche semplici Affiliati (cioè coloro che ricevono ad esempio informazioni dai Saggi).
Un’altra attività del Comitato dei Burloni è quella di vivacizzare la vita sociale del gioco organizzando regalie a sorpresa per estrazione, feste, rinfreschi, mostre di pittura e concerti per pentole e piatti.

L’amore è il motore del mondo!
Ma come possiamo immaginare un gioco globale senza metterci l’amore?
Allora possiamo immaginare che le persone che hanno accumulato crediti nella Società del Gioco (quindi hanno avuto referenze positive, quindi sono persone umane) se si trovano a essere single, potranno usufruire dell’aiuto del Comitato Storie d’Amore e Affini, che passa intere notti di luna piena a vagliare i profili dei singoli giocatori immaginando trame amorose. Un servizio di aiuto sentimentale, non un semplice archivio di single inquinato da quelli che raccontano bugie sulle loro qualità. Ancora una volta è l’elemento del rapporto umano con un consulente in carne ed ossa a fare la differenza nel servizio offerto.

Provo a immaginare una struttura tecnica
Per gestire un tale arnese avremo sicuramente bisogno di un portale.
Provo a ipotizzare una struttura.

Fase 1

Pagina iniziale che propone i settori nei quali puoi richiedere una consulenza.
Potrebbe essere strutturato come forum. Suddiviso in aree tematiche (lavoro-salute-arte-benessere-bellezza-bambini-cucina-piante-animali-legge-costruzioni-prodotti e servizi).
Ogni settore ha un Master responsabile del coordinamento che si assicura che tutti quelli che fanno una domanda ricevano una risposta, e dei Saggi esperti di quello specifico settore.
L’area prodotti e servizi potrebbe essere il sito sperimentale che abbiamo già creato ma non lanciato decentemente http://www.nonfartifregare.it/.
Anche qui servirebbero una decina di Saggi che diventino Master di ogni sottocategoria merceologica (in questo sito esiste un’area Recensioni Reparti di Ospedali che potrebbe essere annullata e sostituita con un link a www.pazienti.org che realizza già lo stesso servizio di orientamento nella scelta del reparto dove farsi ricoverare e lo fa meglio di quanto si sia riusciti a far noi…).
Esiste poi un’area del portale nella quale ci sono le pagine personali dei Saggi e dove gli utenti possono dare le loro referenze e giudizi sui servizi ricevuti, creando un sistema di controllo di massa sulla qualità delle consulenze offerte.
Poi dovrebbe esistere un’area riservata ai Saggi dove si trova:
Catalogo Dettagliato delle Competenze.
Catalogo delle competenze e disponibilità dei VOLONTARI DELL’IMPOSSIBLE (lavori pratici e servizi in carne ed ossa).
Catalogo dei Regali disponibili per i Saggi, con relativo Comitato di controllo sulla congruità dei regali offerti in cambio di informazioni e altro.
Conto Bancario in Talenti dove i Saggi accumulano i loro incassi per i servizi offerti.
Il Forum dei Saggi Burloni che organizzano sorprese e eventi.
Comitato Storie d’Amore e Affini.
Un blog gestito dalla Centrale Operativa per raccontare tutto quel che succede e raccogliere e ridistribuire proposte, convenzioni, opportunità eccetera, sponsorizzazioni, ecc.

Collateralmente dovrebbe esistere anche un catalogo delle risorse in rete, servizio parallelo che offre link su tutto quanto interessa il popolo dei progressisti allegri (arte, viaggi, sport, finanza etica, condivisioni, cooperazione, gruppi d’acquisto, ecovillaggi ecc ecc).
L’ideale è che questo gruppo riuscisse poi a collegare tutti questi siti coinvolgendoli in una rete di scambio di banner e di scambio di promozione: www.stradaalternativa.it

Fase 2

Tutto ciò, una volta partito, potrebbe svilupparsi rapidamente offrendo un servizio telefonico gratuito funzionante giorno e notte e un sito web presidiato da una persona che chatta con chi entra nel sito, o ci parla via Skype.

Come si finanzia il gioco
I più prosaici tra i cortesi lettori, osserveranno che queste attività hanno un costo.
Vero.
Ma è anche vero che se parte una cosa così avremmo un sistema con una quantità enorme di pagine viste. Con un po’ di pubblicità se ne potrebbero cavare dollari.
Ci sono diverse linee possibili per finanziare il gioco… Ci potrebbero essere aziende illuminate ed etiche, disposte a offrire prodotti o servizi in regalo (una pubblicità che funziona, crea buon umore e non costa nulla, ad Alcatraz la pratichiamo da anni: dove mangiano 30 persone mangiano anche 35 persone)
E si potremmo usare formule tipo quelle di Groupon, con vendite a prezzi super scontati, oppure offerte promozionali di prodotti da testare.
Per non parlare di convenzioni o carte-sconti che potrebbero fornire alla Centrale Operativa i mezzi economici per finanziare tutto l’ambaradam.

Ulteriori spaventosi sviluppi e un milione di posti di lavoro
Ora immagina che una tale organizzazione esista…
Oltre a essere meraviglioso darebbe anche la possibilità di offrire parallelamente servizi complessi a pagamento basandosi sulla stessa logica di eccellenza e certificazione: avvocati, commercialisti, notai, massaggiatori, artigiani, eccetera eccetera…
Su un’idea di questo tipo stiamo pensandoci da tempo: anche questa struttura non esiste oggi e se esistesse semplificherebbe la vita a tutti…
Avevamo soprannominato il progetto Mamma Service.
La domanda finale è: ti interessa far parte dei 72 Saggi Fondatori necessari a dar vita al primo step del gioco? Innanzi tutto dobbiamo discuterne un po’ (usa solo lo spazio dei commenti a questa news).
Poi dovremo incontrarci, dal 4 al 10 luglio, alla festa del compleanno di Alcatraz.
Poi c'è da fare il programma, creare il forum, ecc ecc. I problemi sono molti e le questioni tecniche importanti per chi come noi non ha ancora vinto la lotteria. Ma ci possiamo provare.
E poi si inizia a giocare!

Ok, mi fermo qui, per fare un abbozzo dell’idea mi pare sufficiente.


Chi farà i soldi con Internet?

Questo si stanno chiedendo migliaia di super manager, mentre infuria la crisi della musica su cd e dei giornali di carta (ad esclusione de il Fatto Quotidiano).
Eminenti studiosi si cimentano a risolvere l’arcano. In palio, si dice, ci sono ricchezze tali da far impallidire il tesoro di Tutankamon. Visto che ho letto tante corbellerie, e che alcune delle ipotesi più accreditate sono fallite (come quella di far pagare i contenuti dei quotidiani on-line), mi permetto di avanzare anche io un’ipotesi.
Io credo che la rete sia fisiologicamente, strutturalmente, un animale difficile da governare per chi ha in mente il concetto tradizionale di guadagno.
Molti hanno già osservato che le imprese che hanno ottenuto i maggiori successi economici in rete sono quelle aziende che hanno regalato qualche cosa di molto utile.
Non pago nulla per fare le ricerche con Google, per mettere i miei video su Youtube, o per aprire un profilo Facebook. Sarebbe ora di capire che questo è l’unico sistema per guadagnare che la rete offre. Internet è un fiume che ha un’unica direzione: rendere disponibili servizi gratuiti. La promessa che fino ad ora la rete ha mantenuto è stata quella di permettermi di realizzare in un’ora, gratis, quello che altrimenti avrei ottenuto solo pagando e impiegando parecchio tempo. Invece di andare fino all’edicola e comprare un giornale me lo guardo restandomene a letto. E non ho un solo giornale a disposizione, li ho tutti!
Per quanto un giornale mi offra in un’area riservata articoli più belli, contenuti più ampi o quel che vuoi, ci sarà sempre qualcun altro (o migliaia di altri tutti assieme) che mi offre di meglio gratis. Quelli disposti a pagare per ottenere qualche cosa di più continueranno a esistere ma resteranno sempre una nicchia di mercato.
La mia idea è che nei prossimi anni la rete e il mercato si muoveranno verso la direzione di fornire gratuitamente servizi sempre più complessi. Complessi ma facili da usare.
Quello che accade oggi all’essere umano è che via via che cresce la sua capacità di fare, grazie alle nuove tecnologie, aumenta anche la difficoltà nel compiere delle scelte. Cento anni fa si entrava in un negozio e si comprava la farina, lo zucchero, il burro. Oggi ogni volta che compro qualche cosa devo scegliere tra centinaia di marche e di opzioni, e sono ben cosciente di essere esposto a ogni sorta di etichetta falsa, certificazione di fantasia, truffe, veleni, adulterazioni. Io credo che l’elemento chiave che determina le aspirazioni del consumatore/cittadino è che non sa più che pesci prendere. Ed è sempre più convinto che ci sia qualcun altro che riesce a spendere i soldi meglio di lui. La gente sa bene ormai che lo stesso cellulare, la stessa quantità di minuti di conversazione la puoi pagare più o meno a seconda della tua conoscenza dei contratti, delle tariffe, delle specifiche tecniche e delle modalità d’acquisto. Molti rinunciano a capirci qualche cosa ma lo fanno soffrendo perché sanno che ci rimetteranno denaro e fatica. E lo stesso vale se devi scegliere in quale ospedale farti ricoverare, che scuola scegliere per i figli, quale chirurgo ti aprirà la pancia. Sai che ti potrebbe capitare quello che si dimentica le garze, le forbici e l’orologio nella pancia dei pazienti. Io credo che nel futuro nasceranno servizi web che si proporranno ai consumatori come servizi di consulenza gratuita. Consulenza su qualunque settore del mondo. E queste società investiranno grandi somme di denaro nella certificazione dei prodotti e dei servizi e nell’assistenza alle persone dopo l’acquisto. Saranno molto più dei semplici servizi automatizzati di oggi. Non ci si limiterà a offrire un motore di ricerca o un archivio di recensioni sui prodotti, realizzate dai consumatori. Io immagino la nascita di servizi globali che incorporano quelli che oggi sono le funzioni dei sindacati, delle associazioni dei consumatori, delle associazioni di tutela delle minoranze, dell’avvocato, del commercialista e molti altre funzioni che oggi sono appannaggio dell’amico che capisce di computer, la zia che è già stata in Giamaica, il fratello di tua moglie che bazzica in auto usate a chilometro zero.
E come si ripagheranno tutti questi servizi gratuiti? Semplicemente l’Organizzazione Consulenza Globale non solo ti dice quale frullatore è il migliore ma ti offre anche una tessera che ti permette di comprarlo a un prezzo veramente basso.
A te conviene perché spendi meno, hai più garanzie, hai un prodotto affidabile e l’Organizzazione di Consulenza Globale ottiene una royalty sul tuo acquisto.
Qualcuno obietterà che organizzazioni con carte sconti di questo tipo esistono già.
Altri, pronti alla critica, individueranno in questo punto la criticità: se chi certifica prende una percentuale sulle vendite, cosa gli impedirà di accordarsi per rifilare ai clienti un prodotto di minor qualità intascando dal produttore una royalty più alta?
La buona notizia è che questo può reggere per poco tempo nell’epoca del Web. Si viene a sapere subito.
L’associazione Altroconsumo è un esempio di questo discorso. Con un lavoro di più di 30 anni si è guadagnata fiducia e rispettabilità svolgendo un lavoro di qualità straordinaria. Solo recentemente, con prudenza enorme, ha iniziato a proporre ai suoi soci alcune opportunità di convenzione decisamente convenienti. E nessuno ha potuto pensare che Altroconsumo sia disposta a buttar via 30 anni di onorato lavoro per qualche punto di percentuale in più su un servizio. E’ un’idea dissennata.
Ho forti sospetti che in futuro saranno grandi organizzazioni di consulenza globale a caratterizzare il mercato in modo notevole e completamente nuovo. Ed è evidente che queste imprese dovranno innanzi tutto saper gestire il rapporto individuale e personale con i singoli clienti. E arriveranno ben presto a intervenire sul ciclo produttivo facendo in modo che le aziende producano esattamente quello che i loro associati desiderano. Ad esempio, se un’organizzazione di questo tipo oggi esistesse vorrebbe soddisfare il desiderio diffuso di possedere un’auto ecologica.
Questa nuova forma di organizzazione sociale potrebbe avere una notevole funzione di acceleratore dell’evoluzione della società verso il meglio, diventando nei fatti una forma potente di organizzazione degli acquisti e quindi un canale di distribuzione dei prodotti, ed essendo in un modo nuovo una forma di organizzazione estremamente democratica (perché desidera soddisfare le esigenze di ognuno).
Io credo che le persone abbiano desideri sostanzialmente positivi.
E’ infine da vedere chi saranno i “proprietari” di queste imprese di consulenza. Imprenditori ecologisti? Associazioni di nuovo tipo o sindacati tradizionali che si ristrutturano per far fronte a mutate esigenze?


Mandalo a Caca...o

“Vorrei mandare a caca..o il sindaco della mia città che vuole far aprire i negozi di Firenze il primo maggio. E' o non è festa nazionale? I che vo fare questo bischero? Il gran ducato di Toscana?”
(Grazie Costanza!)
“Mando a Caca...o il Ministero dell'Ambiente, per aver autorizzato perforazioni petrolifere alle isole Tremiti, in piena riserva marina”.
(Anonimo)
Mandateci i vostri Mandalo a Caca...o!