smarketing

Alcune proposte per cambiare l’Italia senza aspettare che tu diventi Presidente del Consiglio

(Il web come strumento di rivoluzione culturale)

Marco Geronimi Stoll “Smarketing”

Marco Geronimi Stoll ha pubblicato con Altreconomia “Smarketing”, agile e intelligente analisi delle possibilità del web a basso costo.
L’idea dalla quale parte Stoll è che se hai pochi soldi raggiungerai poche persone, almeno inizialmente… Ma puoi rovesciare questo svantaggio se curi il rapporto con queste persone. Sono poche ma sono anche persone speciali perché hanno un alto livello di interesse e di affinità con te. E in gran parte, essendo navigatori specializzati (sennò non ti troverebbero) hanno anche loro canali di comunicazione. Quindi se quel che racconti sul web ha qualità, troverai in questi pochi visitatori iniziali un grande sostegno e saranno loro a far girare il link verso il tuo sito.
Questa impostazione fa saltare tutte le idee dominanti sul target e il marketing. Se cerchi poche persone particolari non le puoi trovare identificando un target (una tipologia unitaria di utenti che è possibile raggiungere perché frequenta percorsi facilmente identificabili). Non c’è nessun target, c’è solo la tua qualità. Il libro comunque non si limita ai discorsi generali, entra nel merito dei dettagli: come sbagliare il nome della tua pagina web, come sbagliare a scrivere, come crearsi una pessima reputazione web… Quindi se hai progetti internet ti consiglio di leggerlo (e ti propongo anche di utilizzare www.stradaalternativa.it, scambio banner gratuito con 550 siti etici e culturali e www.networketico.it database della solidarietà e della cultura alternativa, entrambi servizi gratuiti per aumentare la tua visibilità in rete).
Networketico.it database associazioni benefiche solidarietà volontariatoTi parlo di questo libro perché nel web risiede una grande risorsa, che usiamo ancora poco, per i progressisti.
I progressisti italiani, le associazioni solidali e di volontariato gestiscono oggi in Italia migliaia di siti. Un movimento culturale fenomenale che fa più visitatori quotidiani di Repubblica ma che solo raramente riesce a connettersi.
Un enorme spreco di energie e di opportunità potenziali.
Accusiamo lo Stato di sprecare energia ma poi non riusciamo a gestire con saggezza le nostre personali fonti rinnovabili.
Ma come possiamo aiutare il movimento a sviluppare la collaborazione?
Noi stiamo sperimentando un’ipotesi: abbiamo lanciato una campagna di iniziative per cercare di far circolare l’idea che convenga usare fino in fondo le potenzialità della rete. La campagna “Ti gratto la schiena fratello” parte dall’idea che un buon modo per proporre l’uscita dalla logica dei piccoli orti, timorosi di connettersi sia quello di iniziare a regalare servizi alle associazioni e a chi ha voglia di impegnarsi nella solidarietà e nella cooperazione.
Con il Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus stiamo finanziando una serie di corsi gratuiti: come chiedere finanziamenti europei, grafica digitale di base, come realizzare applicazioni per smartphone e cartoni animati. In questo momento ad Alcatraz 36 persone stanno seguendo un corso su come fondare e gestire una cooperativa dal punto di vista tecnico, fiscale, legale.
E abbiamo in programma corsi sulla comunicazione e sulle azioni legali, e corsi di formazione professionale (benessere, naturopatia e fai da te).
Abbiamo anche organizzato incontri che hanno portato alla formazione di gruppi di lavoro sulla storia degli schiavi ribelli brasiliani (realizzeremo un libro e uno spettacolo), sulle ecotecnologie per arrivare a editare una rivista, si è formato un gruppo di avvocati e un gruppo di volontari che vogliono offrire servizi gratuiti per il mondo solidale (se ti interessa aderire a uno di questi gruppi di lavoro via web scrivi a gabriella@alcatraz.it).
Si tratta di una serie di iniziative che si collegano con il sistema di gruppi di acquisto che abbiamo da tempo formato: elettricità da fonti rinnovabili, pannelli solari fotovoltaici, olio biologico spremuto a freddo, cooperativa di costruzione dell’Ecovilaggio di Alcatraz.
Tutto questo lavoro ci ha portato ad avere un sogno: creare una rete di collettivi che arrivino a integrare interessi molto specifici con la connessione interpersonale (nulla a che fare con un partito, un’organizzazione piramidale, un leader o simili, semplicemente vogliamo connetterci in modo autonomo e indipendente).
Ma perché vogliamo creare questa rete?
Perché conviene in maniera pazzesca, non solo dal punto di vista sociale ma anche umano.
Mi spiego: quando devi trovare un dentista, un avvocato, comprare un pc, leggere un romanzo o andare in vacanza ti rivolgi alla tua rete di conoscenze cercando chi sappia darti consigli e indicazioni valide.
Questa capacità di trarre informazioni dai tuoi amici fa la differenza nella vita, è determinante per la qualità della tua esperienza. Per questo si dice che la vita è l’arte dell’incontro. Ma nonostante che noi si sia tutti d’accordo sull’importanza della cooperazione umana non siamo riusciti a darci strumenti che mettano in rete le risorse e le conoscenze che ognuno ha. Si tratta di risorse che hanno un grande valore esistenziale, ti allungano la vita, ti fanno leggere romanzi migliori e sono determinanti anche per la tua situazione economica… Allora, immagino una rete di collettivi di interesse, simili ai meetup di Grillo, che però non ha lo scopo di creare un partito ma solo di mettere in relazione gruppi di persone che hanno interessi analoghi con altri gruppi di persone che pur avendo altre passioni hanno un comune sentire. Se ho un problema chiedo al mio gruppo di lavoro (oltre che ai miei amici) e raddoppio le possibilità di avere una risposta efficiente, e se non trovo una risposta esaustiva posso far circolare la mia domanda all’interno degli altri gruppi con i quali il mio fa rete. E, a differenza di altri servizi già in rete, so che le persone che aderiscono a questi gruppi sono molto selezionate, proprio dal fatto che sono capaci di lavorare collettivamente (che è tanto complicato) e che la pensano come me sulle questioni fondamentali.
Cioè, si tratta di ottenere non risposte generiche ma referenze di alta qualità.
Riesci a immaginare quali meravigliose opportunità una macchina sociale del genere potrebbe produrre?
Crea il tuo gruppo di lavoro sul web e connettiti con noi.

P.S. Il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili cerca volontari: psicologi, commercialisti e persone di buona volontà. Se interessati scrivete a gabriella@alcatraz.it