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Tutto quello che le tv per bene non ti raccontano

I tagli alle spese che vorrei

La sinistra si oppone ai disastri di B. ma nel farlo a volte difende assurdi sprechi.

L’opposizione e' debole. Si dice e si ripete. Ma dove e' debole?
Il governo libertino taglia la cultura. E’ chiaro che si tratta di una follia. Ma non puoi opporti efficacemente allo scempio di B. senza contemporaneamente dire come cambiare il MODO DI SPENDERE. Credo che una cosa essenziale sarebbe che la sinistra fissasse un impegno inderogabile nel ristrutturare la spesa culturale oltre che difenderla.
Ad esempio, ho sentito pochi affermare che i finanziamenti al teatro di prosa e al teatro lirico sono una vergogna perche' sono costruiti in modo tale da non finanziare chi fa teatro ma chi si e' organizzato un giochino tra amici, con compagnie che vengono scambiate tra un teatro e l’altro, come figurine, per prendere i finanziamenti. Produzioni faraoniche che pochissimi spettatori vanno a vedere. E soglie minime di numero di spettacoli che escludono automaticamente i giovani e le piccole compagnie dalla cuccagna del denaro pubblico.
E che dire dell’inconsistenza degli aiuti per le migliaia di gruppi amatoriali di dilettanti ai quali vengono negati perfino gli spazi per esibirsi. In altri Paesi buona parte dei finanziamenti pubblici e' dedicata al fornire supporto ai saggi scolastici e delle scuole di arte e sport. A Copenaghen ho visto una manifestazione straordinaria realizzata dal Comune che ha offerto un migliaio di euro a tutti i gruppi amatoriali che si fossero esibiti per strada. Il risultato e' stato tutto il centro della citta' trasformato in un grande teatro con decine di cori e band (di bambini, di anziani, di gruppi religiosi) e poi di attori, clown, giocolieri, ballerini, acrobati, ginnasti. Finanziare la cultura dovrebbe significare innanzitutto sviluppare un grande vivaio di appassionati, gratificarli… Solo cosi' si concima il tessuto artistico di un Paese. Servono i vivai come per il calcio. Quanto spende lo Stato italiano per questo? Quanto si spende per portare il teatro nelle scuole?
Nell’opposizione alla riforma Gemini si e' parlato poco della scarsa qualita' dell’insegnamento e dell’opposizione corporativa di parte del corpo insegnante a sistemi di valutazione oggettiva della qualita' dell’insegnamento (leggi progressi nell’apprendimento degli allievi svantaggiati).
L’opposizione ha avanzato ottime proposte per stroncare i baronati e le parentopoli, proponendo sistemi di valutazione affidati a giurie indipendenti, addirittura con membri stranieri, come si fa in altri Stati.
Ma ho sentito pochi parlare della necessita' di sbloccare sistemi burocratici deliranti che rendono improbabile che un’universita' possa vendere il frutto delle ricerche portate avanti al suo interno. Vorrei poi che a fianco dei fondi per la ricerca scientifica istituzionale vi fossero sistemi per sostenere anche i piccoli, ma a volte geniali, ricercatori indipendenti, che oggi in Italia si trovano sbarrate tutte le strade. In altri paesi sono offerti agli “inventori” servizi di supporto (incubatori) che permettono di passare dall’ideazione al prototipo.
Ugualmente si e' parlato poco della necessita' che la scuola insegni anche cose essenziali tipo come si cura un neonato, come si presta un primo soccorso, come e' scritta una busta paga, come funziona un’assicurazione, un conto in banca, un mutuo.
E vorrei veder cancellati tutti i corsi di formazione finanziati dai soldi dell’Unione Europea, che vengono realizzati senza nessuna verifica in termini di risultati: assunzioni, imprese create, fatturati.
E poi vorrei che il candidato dei miei sogni firmasse col sangue un impegno a cancellare le Comunita' montane, le province, il 98% delle auto blu (che prendano il taxi, ci conviene! E magari qualche volta i mezzi pubblici o la bicicletta).
Vorrei che uno che e' riuscito a dimezzare in 4 anni il volume di affari del settore trasporto merci delle Ferrovie venisse cacciato.
E vorrei che la qualita' dei servizi degli uffici pubblici venisse monitorata come in Svezia, con metodi oggettivi e chi non sta al passo se ne va.
Intanto speriamo che B. scompaia. Ci sono dubbi e terrori.
Li racconto nel video horror qui sotto.


Bondi, il sesso e il suicidio energetico

Da giorni continuo a vedermi davanti la scena del premio finto di Bondi a questa attrice-regista bulgara, Michelle Bonev.
C’e' la grande sala dove viene svolta la manifestazione ufficiale, “Action for Women”, con relativo premio vero.
Intorno ci sono tutti quelli del Ministero della Cultura pronti a intervenire appena la manifestazione ufficiale finisce. Il pubblico esce e loro si affannano a cambiare locandine e pannelli, issare striscioni, cartelli, segnaposto, una squadra delle pulizie ripulisce la sala abbandonata.
Qualche funzionario della Mostra del Cinema chiede: “Cosa succede?”
Subito viene circondato da uomini con occhiali neri e aria circospetta: “Non si preoccupi lei, siamo in missione speciale per conto dei Beni Culturali. Mantenga il riserbo.”
Un giornalista, col cartellino appuntato sul risvolto del giaccone si affaccia: “E’ qui il rinfresco?”
La funzionaria del settore Musei e Mostre del Ministero, arruolata nella force de frappe, lo identifica e lo intercetta, dissuadendolo come da istruzioni: “No, qui non c’e' nessun rinfresco, e' tutto finito, stiamo smontando.”
Infatti e' essenziale che non ci siano giornalisti.
O meglio che ci siano ma “embedded” come al fronte, in Iraq. E c’e' anche una squadra di fotografi. Ma solo un paio sono veri, gli altri sono 12 fattorini del Ministero. Arrivano i ministri, Galan, la Carfagna, ed e' tutto uno svolazzare di depliant e presentazioni.
Neanche i Ministri devono capire, che se scoprono che sono li' con la funzione del lubrificante in una storia di sesso del Presidente, magari si sentono un po’ usati malamente, peggio che lacche'…
E’ la beffa delle commedie piu' incredibili, situazioni da film muto… Arrivano anche i deputati, italiani e europei, non ci si fa mancare niente. Si dice che qualcuno abbia ordinato: “Il Presidente e' stato chiaro: deve essere come un premio vero con le autorita' e tutto!”
E via con le autorita'. E il pubblico? Mica si poteva rischiare. Li hanno fatti venire con 8 pullman da Isernia, li hanno rivestiti alla meglio, correggendo alcuni casi umani disperati (gli avevano detto: venite vestiti bene ma non si prevedeva che qualcuno arrivasse con un gessato rosa su fondo giallo).
Hanno poi aggiunto un minimo di riqualificazione del parterre con una manciata di vip e vippini ingaggiati da una nota agenzia specializzata in ospitate a matrimoni dei seguaci del Grande Fratello, una spruzzata di signore e signori distinti, ingaggiati in un circolo del bridge da un’anziana bibliotecaria membro del complotto ministeriale. Li ha convinti dicendo che c’era una bomba nel locale del circolo e che invece al Lido premiavano la piu' grande attrice cristiana di tutti i tempi, perseguitata dal comunismo. Ci sono state delle urla di approvazione.
Insomma… avrei voluto esserci al premio di Bondi. E pure quando, pochi giorni fa, la Carfagna ha scoperto di aver fatto da testimonial dentro il pacchetto premio per una sveltina. Credo che la Carfagna abbia urlato. E non erano urla di approvazione… Che scena! Secondo me e' per quello che le e' scattata la cosa delle dimissioni. La camorra e' il motivo di fondo ma la molla che ha tirato il grilletto e' il premio Bondi.

E sarebbe veramente divertente avere una classe politica che si dedica su scala industriale a imbrogliare giovani seducenti allo scopo di rendere piu' agevole la penetrazione al loro leader… In fondo essere la nazione Amici Miei non e' male… in Birmania stanno peggio…
Ma il problema e' che in questo delirio, poi, quando devono scrivere una legge, gli da' di volta il cervello che ce l’hanno gia' troppo pieno di controfigure e targhe finte.

Cosi' siamo alla schizofrenia e, con tutto il teatrino dell’assurdo che ci crolla addosso, i media manco se ne occupano piu', e i politici tanto meno… Te ne racconto due, tanto per darti la misura...
In novembre il governo ha deciso di lanciare una CAMPAGNA CONFUSIONARIA: ha prima cancellato e poi reintrodotto la detrazione fiscale del 55%, per chi migliora l’efficienza energetica della sua casa. Lo ha fatto per sbalordire. E’ la loro strategia: continuano ad annunciare che cambiano questo e quello e poi cambiano di nuovo e non hanno cambiato niente ma sembrano molto attivi.
Tre giorni fa una nuova disposizione stabiliva il divieto totale di costruire grandi impianti fotovoltaici a terra.
Pare che l’unico ad accorgersene e a dare l’allarme sia stato un imprenditore del settore. Ne e' scoppiato un putiferio di cui i giornali non hanno dato notizia. Qualcuno ha telefonato a qualcun altro con minacce selvagge di ritorsioni fisiche, sessuali ed economiche.
La legge poi veniva modificata permettendo la costruzione di impianti fino a mille kilowatt.
Effetto immediato: migliaia di lavoratori licenziati perche' i lavori gia' in corso dovrebbero interrompersi immediatamente. Bloccata la realizzazione di una quantita' di impianti gia' progettati, contrattualizzati e autorizzati che entro dodici mesi avrebbero iniziato a produrre quanto una centrale nucleare inizierebbe a produrre tra 11 anni.
 
E, colmo dell’incredibile, alcuni ecologisti si dichiarano contenti: perche' gira la voce che se su un campo ci fai un impianto solare poi restera' sterile per 200 anni.
Mistero come cio' avvenga visto che i pannelli stanno a due metri di altezza e sotto si coltivano senza problemi cespugli perenni… Tra l’altro si tratta di un metodo ottimo per rigenerare terreni esausti a causa delle coltivazioni chimiche… Il parziale riposo dei terreni e la protezione parziale dalla pioggia diretta, offerta dai pannelli, favoriscono il ricrearsi dell’humus.
Perche' vietare i grandi impianti? Non si puo' neanche accusare i grandi gruppi finanziari di aver determinato questo divieto… Per ora sono solo i grandi gruppi che realizzano i grandi impianti…
Mistero senza senso.
Tagliano le spese?
Tagliarsi via i genitali non e' il modo piu' economico per evitare gravidanze indesiderate.
Gia' e' idiota tagliare la ricerca scientifica, perche' vuol dire piangere fra pochi anni, ma come si fa a tagliare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che ci servono ora, e che finalmente avevano iniziato a svilupparsi in modo potente?
Una follia psicotica!
Contemporaneamente la diffusione degli ultimi dati sulle ferrovie e' sconcertante: negli ultimi 4 anni il traffico di merci sui binari si e' dimezzato. E si e' deciso di smantellare  buona parte di tutto il sistema degli scali merci ferroviari che verranno ridotti da piu' di 200 a meno di 80. Buttata al cesso tutta la storia dell’efficienza del sistema Italia e della razionalizzazione dei trasporti, della diminuzione dei consumi di carburante e dei prezzi delle spedizioni (i piu' alti d’Europa, un chiodo nel fianco della possibilita' di fare concorrenza internazionale). Ho sentito l’intervento di un imprenditore del settore trasporti ferroviari di merci in commissione parlamentare, dove spiegava perche' l’impresa privata non decolla nelle ferrovie. Diceva di avere 6 locomotive e di fare un fatturato di 8 milioni di euro: e ora le Ferrovie gli chiedono di posteggiare vicino a 12 stazioni una locomotiva di riserva in caso di guasti delle locomotive viaggianti. Costo 28 milioni di euro…
Ma allora ditelo che fate solo finta.

 


Sta per crollare!

Spostatevi da sotto.
Gli scommettitori danno 2 a 1 che Berlusconi arriva fino al primo aprile. Ma io sono convinto che si sbagliano.

Ora, per valutare la situazione con realismo ti invito a riflettere su un episodio riferitomi da persona fidata e attendibile, avvenuto pochi giorni fa, in un importante incontro tra 5 grosse societa' che si occupano di ecotecnologie fantascientifiche. Parliamo del top del top, addirittura piu' dell’hula-hop.
Un manager rampante di una di queste aziende, che generalmente indossa slip commestibili (perche' non si sa mai), aveva scritto al proprio amministratore delegato una mail privata, dicendo peste e corna di una delle aziende che avrebbero partecipato all’incontro, aggiungendo qualche termine scurrile per rendere piu' chiaro il concetto. Solo che poi, questo stesso manager ha stampato la mail con gli insulti in fondo al documento base per l’incontro. Ovviamente ne e' nato un pandemonio. Racconto quest’episodio assurdo a una mia amica di Roma e lei mi dice: “Incredibile, e' successa la stessa cosa ieri nella ditta dove lavoro!”
E’ una sindrome?
E’ un’epidemia?
Si'.
Non esiste altra spiegazione logica alla situazione italiana.
Una percentuale sensibilmente alta di nostri connazionali ha perso il lume della ragione. Questo spiegherebbe un mucchio di eventi.
Prendi la crisi dell’immondizia a Napoli. Ora spero converrai che per quanto uno possa essere disonesto e stupido pare assurdo che riduca in uno stato cosi' una citta', perche' e' evidente che se tiri troppo la corda poi c’e' un minimo di reazione dell’opinione pubblica e, alla lunga, anche dello Stato…
La ‘ndrangheta poteva comunque guadagnare miliardi di euro e i politici corrotti farsi bustarellizzare a morte senza arrivare allo sfascio totale.
Non e' normale… I criminali esistono in tutto il mondo… Solo da noi usano 3.000 tonnellate di rifiuti per far sapere che sono i padroni di un’intera regione…
Questo e' autolesionismo. Vorrei sapere chi e' il loro consulente strategico… E quanto lo pagano…

La buona notizia e' che secondo me B. e' morto e sepolto.
E il Ministro Mara Carfagna, spiattellando coraggiosamente la camurria del PDL campano, ha messo i chiodi alla bara.
Persino i giornali del Presidente non ce la fanno piu' e attaccano Bondi accusandolo brutalmente di aver trovato un lavoro sia per il figlio della propria compagna che per l’ex marito e aver poi dichiarato, senza ritegno, che e' intervenuto perche' era un caso umano…
Avete visto la faccia di Fitto mentre B. telefonava in diretta a Ballaro'?
Era livido. Stava male fisicamente, povera creatura. Ma come si fa a stare dietro a un leader che ormai ha perso ogni senso della realta'?
Comunque capisco i bookmaker che hanno quotato positivamente B. in sopravvivenza fino ad aprile e anche oltre. In un’Italia cosi' puo' succedere che i morti continuino a camminare per mesi… Tanto chi se ne accorge?
E intanto a sinistra non si vede la possibilita' di mettere assieme un grande fronte ecoetico alla francese. Un bel sogno… Una sinistra etica che sappia unificare la societa' civile. Ma non puo' funzionare… Altro che unita', siamo quelli di rissa continua. Ognuno arroccato nel suo orto perfetto. A coltivare grossi cetrioloni sodomiti.
E la base progressista che fa?
Pare proprio che dal popolo rosso, viola, verde, rosa, con le paillettes, non ci sia da aspettarsi gran che… ci si indigna, ci sediamo sul divano a milioni, con passione, a guardare Saviano (grande trasmissione!), sentiamo un piacevole pizzicorino lungo la spina dorsale e siamo quasi contenti che ci venga da vomitare, partecipiamo a un grande rito catartico, dobbiamo essere li' in diretta, vivere l’evento, la rivalsa, la soddisfazione di sentire qualcuno che finalmente gliele canta… ma poi da questo popolo imbufalito non riesce a venir fuori qualche cosa di piu' solido di un rutto bestiale...
O meglio, si sta facendo moltissimo come societa' civile, volontariato, gruppi d’acquisto ecc. Ma sul piano politico e' tutto un pantano di dissapori incrociati.
Risultato?
Alle imminenti, possibili, elezioni, potremmo scegliere tra un asse Fini-Bersani passando per Casini e Rutelli (bentornata DC), oppure un’alleanza confusa tra PD, IDV e qualche altro gruppo di ex ex ex. E rischiamo pure un asse Bossi-Mpa-Katanga pugliesi-extraterrestri marchigiani… Puo' succedere di tutto. Anche Woody Allen candidato alle primarie del PD (vincerebbe). In alternativa potremo tirarci fuori dalla tenzone votando Grillo per affermare il rifiuto totale a questo Nuovo Sugnagnesimo.
Molti dicono che bisogna rassegnarci, che per arrivare a una grande unita', costruita dalla base, a sinistra, dovremo aspettare ancora… Bisogna ricostruire il movimento e ci vuol tempo… Quanto? Gli ottimisti parlano di un anno minimo. I pessimisti di 5. Gli iettatori di 10.
Si', ma se ci becchiamo altri 5 anni di delirio poi ci resta solo di prendere scopa e paletta e raccogliere le ceneri di questa nazione. A Pompei ci mettiamo le foto di com'era…
 
Pero', gente, tocca non smettere di sperare…
Chi l’avrebbe detto, due anni fa, che Fini avrebbe piantato giu' questo caos?
Per non parlare del Bunga Bunga. Neanche nei miei sogni piu' sfrenati ho immaginato uno che si coprisse cosi' di Mubarak, da solo.
Quindi mentre ci prepariamo a resistere sulle montagne a eventuali altri anni di yuppismo malato, propongo di tirarci su il morale con un gioco: cosa potrebbe succedere in Italia capace di causare l’avvento di un Obama riunificatore del popolo del buon senso?
Quale tipo di Nuovo Partito Incredibile potrebbe vincere contro il grigiore della ghenga del tanga?
Quale fenomeno paranormale potrebbe ridare entusiasmo e capacita' di intendere e di volere a un popolo stanco di farsi raggirare da polipi dotati di due lingue, entrambe biforcute?
Insomma, immagina di avere una ubriacatura eccessiva di
ottimismo: cosa potrebbe succedere che possa rapidamente trasformare il nostro paese in un posto che quando sei all’estero non fingi di essere spagnolo perche' sei stufo di rispondere a una serie di domande su come mai noi italiani siamo in balia di una setta diabolica di pulcinella maniaci sessuali… Un paese normale insomma… Dai! Partecipa a questo gioco… E’ una roba tipo rito sciamanico. Magari se ci mettiamo a pensare tutti assieme a una via d’uscita poi si avvera.
E comunque e' storicamente dimostrato che quando sei nello sterco di ippopotamo fino al collo e' meglio impegnarsi a sognare di tuffarti dentro una vasca d’acqua coi sali da bagno e i petali di rosa, che continuare a ripetersi che le deiezioni di ippopotamo fanno proprio schifo. Quello si sa…
Mandela ha mantenuto il suo equilibrio mentale durante i 27 anni di carcere duro facendo finta che le lettere che scriveva ogni giorno alla direzione carceraria per protestare contro varie piccole illegalita', alla fine avrebbero ottenuto dei risultati. Un’idea assurda quando sei prigioniero di un regime filonazista e spacchi pietre tutto il giorno col piccone, per produrre sabbia. Ma nel suo caso l’idea ha funzionato… Alla lunga.
Io speriamo che sia piu' breve.


Stop alla base militare di Vicenza

Cari amici,
oggi rilanciamo la petizione contro l'ampliamento della base militare americana a Vicenza. Firmate numerosi!

Stop alla base militare di Vicenza

Gentile Presidente Obama,
ci rivolgiamo a Lei perche' siamo convinti che LEI  sia il solo a poter fare un regalo alla PACE, mettendo fine a una inutile vicenda di spese militari e sprechi.
A Vicenza, nel Nordest dell’Italia, da molti anni gli abitanti si oppongono all’insensato allargamento della base militare americana Ederle – Dal Molin, fino alla periferia della citta'.
Questo progetto che e' stato siglato tra il governo italiano e il Suo predecessore, George W. Bush, e' un monumento alla paranoia militarista dei tempi in cui il nemico era il blocco sovietico. Da allora molto e' cambiato, il pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti e' considerato da tutti altrove. Per noi, in particolare, si trova nella poverta' in cui vivono molte popolazioni, e' qui che si sviluppa il terrorismo. Terrorismo prodotto da colonialismo e razzismo, e dalle guerre combattute dagli europei per saccheggiare materie prime e depredare i territori fertili nel mondo.
La Sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America ed il Suo programma di rientro delle truppe dai territori di guerra ci fanno sperare in un cambiamento positivo anche per la base militare di Vicenza.
Di piu': sarebbe rivoluzionario dismettere la base militare e destinare i fondi ottenuti, per finanziare scuole, ospedali, medicinali, cibo, acqua potabile nei paesi poveri o in guerra. Questo gesto avrebbe un impatto piu' forte della cattura di Bin Laden e garantirebbe maggiore sicurezza di qualsiasi base militare. Si tratterebbe di dire finalmente al MONDO che gli STATI UNITI preferiscono la CIVILTA’ alle ARMI, la TUTELA DELL’AMBIENTE ALLE DEVASTAZIONI, LA SOLIDARIETA’ AL DENARO, L’ECONOMIA DI PACE A QUELLA DI GUERRA. 
SAPPIAMO CHE LEI LO PUO’ FARE, PRESIDENTE OBAMA.
LEI PUo' FARE SOGNARE AL MONDO LA PACE.
YES YOU CAN.

Per firmare la petizione in italiano

 

Stop the military base in Vicenza

Dear President Obama,
we write directly to you because we are convinced that you are the only one that can make this gift to peace, putting an end to a lengthy and useless story of military spending. The citizens of Vicenza, in the North-East of Italy, have been opposing the meaningless expansion of the US military base Ederle - Dal Molin for many years. This project was agreed upon by the Italian Government and your predecessor Gorge W. Bush and is a monument to the military paranoia of the cold war. Many things have changed since then and many agree that the threats to US security are now elsewhere. We believe that new threats lie in the poverty of many nations: it is here that terrorism develops – terrorism that has its roots in racism and colonialism, in the wars that the Europeans fought to prey on raw materials and fertile ground around the world. Your election as President of the United States of America and your programme to return troops from war territories gives us hope also for the military base in Vicenza. We dare say more: it would be revolutionary to dismantle the base and use the money that would thus be saved to finance schools, hospitals, medicine distribution, food, clean water projects in developing countries and in war zones. It would be a means to finally say that the US chooses PEACE instead of ARMS, the PROTECTION OF THE ENVIRONMENT instead of ECOLOGICAL DEVASTATION, SOLIDARITY instead of PROFIT, an ECONOMY OF PEACE instead of an ECONOMY OF WAR. You can make the world dream of peace again..

Sign the petition


Io amo Corradino Mineo

Corradino Mineo
Quello di Rai News
Parla gentilmente
Comunque
Gli hanno cambiato il nome della sua rete solo per dispetto
Prima era Rai News 24
Ma 24 sembravan troppe per uno gentile come Mineo e gliele hanno tolte tutte
Gli hanno tagliato il minutaggio ritrasmesso da Rai3.
Sulla sua banda digitale, a tradimento, gli hanno messo un canale di sport al posto di Rai News, cosi' a un certo punto non lo trovavi piu'
Una cosa da sadici perversi
Poi gli han cambiato anche il numero del canale su Sky,
dal 506 l’han sbattuto brutalmente al 508
Che io piangevo la mattina
Che mi sveglio e lo guardo sempre
E sul 506 non c’era piu'
Bastardi!
Ma Mineo continua a essere gentile
Magari se ne sta con le braccia conserte
Perche' e' un po’ scocciato
Ma fa finta di niente
E’ questa gente con l’eroismo trasparente
Che evitera' all’Italia
Di diventare del tutto fetente.

Pompei, voce del verbo pompai?

Crollano le case di Pompei
Crolla il santuario di Gela
Allagamenti in Veneto e Calabria
Smottamenti, frane,
Crolla il governo
Crolla l’indice di gradimento
Crolla la credibilita' internazionale
Crolla l’affidabilita' finanziaria dello Stato
“E’ un complotto!”
urlo' l’uomo che si era trapiantato tutto
poi si mise ritto, fece un rutto, un putto,
uno starnuto, un ululato
sussulto' e implose.

La lotta

La lotta politica passa per i sentimenti
e' meglio essere contenti
Speranzosi
Positivi
Sorridenti
Senno' dopo che hai abbattuto i potenti
Rischi di trovarti in stati deprimenti
Perche' siccome non hai piu' un nemico da insultare
Ti vuoi suicidare
Quindi
e' importante,
prima della battaglia
chiediti cos’e' per te la cuccagna!

PS: se ti mancano idee puoi ascoltare il parere di queste 137 persone


Happenig Seminole ed elezioni. La situazione politica, le elezioni e l'arte della trattativa e del combattimento Seminole

Jacopo Fo Indomiti SeminoleI Seminole hanno resistito 500 anni perche' non hanno mai smesso di lottare e di trattare. Le due cose contemporaneamente. Ecco perche' ci siamo messi a raccontare la storia Seminole.
Se vogliamo uscire dal pantano tocca essere disposti a combattere fino in fondo e mediare.

Stamattina mi sono svegliato storto, anzi molto storto. Ieri abbiamo avuto una serie di problemi tecnici. E poi c'era la tensione del momento fatidico. Si', perche' non e' che il solo fatto di mettere insieme 18 attori, cantanti, musicisti, scrittori, ballerini e fumettari basti per far uscire qualche cosa di buono. Non e' automatico. Puo' quagliare o non quagliare, dipende dal caso, dalla fortuna, da quel che hai mangiato. E ovviamente io stavo molto in tensione. Su questa storia abbiamo messo 8 mesi di lavoro nel collettivo web sul mio blog “privato” (http://www.jacopofo.com/facciamo-un-romanzo-collettivo).
Quello che e' successo oggi e' stato grande. Mio padre che improvvisava insieme a grandissimi cantori, Sergio Laccone, i Modena City Ramblers, i Sud Sound System, Imad Zebala. E abbiamo trasmesso in diretta la nascita di un paio di canzoni improvvisate con dei livelli musicali altissimi. Raro che si riesca a registrare il momento della nascita di un pezzo. Generalmente questo la gente non lo vede, al pubblico arriva il pezzo finito. Ma io credo che far vedere questa fase del lavoro creativo sia importantissimo, sia una lezione fenomenale e rara.
Al di la' della produzione di un dvd dello show, che e' lo scopo del lavoro, questa parte, questo mostrare il vivo della pratica creativa, era per me l’obiettivo fondamentale. E lo abbiamo centrato al 100%. Abbiamo immortalato un momento magico, lo abbiamo pure vissuto con grande emozione. (E poi ho avuto una grande emozione a sentire mia madre recitare magistralmente un pezzo scritto da me...)

Cosa c’entra questo con la situazione politica e le elezioni?
Tantissimo, e cerco di spiegare il perche'.
Questa iniziativa sui Seminole mi ha fornito un quadro che reputo molto realistico della situazione del movimento progressista oggi: la maggioranza della gente e' scoglionata. Scoglionata a un punto tale che anche se organizzi un evento veramente di grandissimo livello non ci crede, si sta occupando d’altro. Intendiamoci, il nostro obiettivo non era fare grandi numeri. Quelli li faremo quando quel che abbiamo fatto andra' in televisione. Non quella italiana che da tempo rifiuta di trasmettere qualunque cosa realizzata da Franca e Dario, questo prodotto e' destinato a paesi civili dove ci sono tv che fanno cultura, andremo in onda nei paesi scandinavi, in Francia e in Canada… Ma comunque mi ha sinceramente stupito il poco interesse che un evento cosi' potente ha trovato nella stampa nazionale, solo il Fatto Quotidiano ci ha dato lo spazio per parlarne. E mi ha stupito ancor di piu' che poche migliaia di persone siano interessate a quel che stiamo realizzando.
La situazione era ben diversa qualche anno fa. Quando mandammo in onda “Ubu Bas va alla guerra” fu visto da 2 milioni di persone. 150 mila solo sul web, su Virgilio, durante la diretta.
Certo c’era la grande emotivita' dell’inizio della guerra in Iraq e ci fu una mobilitazione di migliaia di siti web e singoli che si scatenarono a scrivere mail a chiunque conoscessero. Per questa iniziativa ci hanno linkato 400 siti circa, che non e' certo poco, ma rispetto a Ubu c’e' un baratro.
Stamattina ho passato un’ora al telefono con Michele Dotti, che insieme a Marco Boschini si sta impegnando allo stremo per cercare di organizzare una consociazione di associazioni della societa' civile, per fare una lista alla francese, di grande unita' ecologista. Ecologie Europeenne ha preso alle ultime elezioni il 16% dei voti, e qualche cosa di simile e' accaduto in Germania e altri Paesi…
In Italia pare impossibile riuscire a mettere insieme un fronte di volonterosi.
Ancora prima di iniziare c’e' chi chiede di tirar fuori distinguo, linee di confine, tabu' e dogmi. E la cosa e' in salita…
Oltretutto, sfoderando la proverbiale rissosita' italica, gia' c’e' chi accusa Marco e Michele di essere due furbastri con chissa' quale obiettivo recondito… Forse vogliono solo farsi eleggere…
Ma cavolo, sono due ragazzi che da sempre si fanno in quattro per missioni in Africa, iniziative ecologiche, comuni virtuosi, eccetera… Ma io li benedico se hanno ancora la voglia di provare a far politica in modo corretto… Ma la nevrosi pessimista vuole le sue vittime da sacrificare sull’altare del nichilismo, dello sfascismo.
Ora, porca patata zozza, mi chiedo: ma la vediamo la situazione in Italia?
I dogmatici dovrebbero chiedersi: cosa succedera'?
Cioe' cavolo, crolla Pompei, intere regioni sono sott’acqua, e' uno scenario da caduta dell’impero romano!
Io vedo che se va su di nuovo Berlusconi (improbabile, ma possibile) siamo morti.
E siamo morti anche se va su un inguacquo PD, UDC, Fini.
Abbiamo poche possibilita' di fare qualche cosa di meglio ed evitare anni di sudore e sangue per milioni di italiani che gia' oggi sono in difficolta'.
E, ahime', anche se ci uniamo tutti insieme a Grillo, se andiamo da soli contro il PD, abbiamo un successo travolgente e prendiamo il 7%, spingiamo il PD tra le braccia dell’UDC e lasciamo Di Pietro a rappezzare qualcosina... E moriamo poveri e democristiani.
L’unica possibilita' di salvare l’Italia dal tracollo totale e' quella di trovare qualche cosa di meglio. Non la cosa perfetta. Quella realizzabile.
Io credo che Travaglio abbia centrato il discorso: bello Vendola, bravissimo, ma possiamo star certi che il PD non accettera' mai un candidato che e' di un partito che non sia il PD. E mi sembra anche logico.
Travaglio cosa dice? Concentriamo la nostra forza su un candidato che sia PD e contemporaneamente abbia caratteristiche di onesta' e spirito innovativo. E schieriamoci dietro a questo candidato pretendendo pero' alcuni impegni essenziali.
Ad esempio, io porrei come condizione primaria che il PD rinunci a candidare inquisiti. E poi io vorrei anche che il PD giurasse che nei primi 30 giorni di governo il Parlamento approvera' quella cinquantina di leggi elementari ed essenziali che cambierebbero il volto della giustizia e della spesa della pubblica amministrazione. Una cinquantina di leggi che sono tutte gia' scritte e presentate in Parlamento da tempo. Tutte firmate anche da esponenti del PD, quindi il PD dovrebbe condividerle. Ma sono leggi che finora non si ha avuto il coraggio di portare in aula quando la sinistra aveva la maggioranza. Beh, vogliamo che si giuri che il Parlamento le approvera' subito.
Questo non vorra' dire che se vinceremo le elezioni avremo il governo che sogniamo. Vuol dire che riusciremo pero' a togliere dai binari alcune grosse pietre che stanno per far deragliare la nazione Italia.
Questo e' il mio obiettivo fondamentale e sono disposto a allearmi anche con il PD per arrivarci.
Capisco che l’idea di ritirarsi puri e perfetti oltre il disgusto per l’inciucio abbia il suo fascino.
Ho sentito dire: dobbiamo toglierci da questo pantano, costruire lentamente, magari ci metteremo 10 anni prima di creare un partito che possa vincere le elezioni.
10 anni? Ma avete calcolato quanti morti e quanto dolore causerebbe il tracollo italiano?
Si', morti. Non e' un gioco. L’Italia e' veramente al collasso come dice Beppe Grillo (che io amo). Ha ragione. Ma proprio perche' ha ragione non possiamo rinunciare a costruire un salvagente. Non posso limitarmi a dire: “Ora guardate come questa Casta inciuciona porta l’Italia al massacro e la prossima volta fate meglio i vostri conti quando votate…” Non me la sento.
C’e' di mezzo il posto di lavoro di milioni di persone, l’assistenza medica, l’aria velenosa delle citta', il disastro geologico, la distruzione di un patrimonio artistico incredibile.
Non posso ritirarmi dalla battaglia in purezza. Non ce la faccio. Io sono disposto a combattere e a trattare. Le due cose insieme possono ammortizzare i colpi piu' duri e ottenere risultati anche se circoscritti.
Quelle 50 leggi che il PD ha presentato e mai approvato, se fossero attuate, creerebbero, con costi ridicoli, nuovi posti di lavoro (piu' di un milione li porterebbe solo una saggia politica energetica e mica i posti di lavoro di B. a fare docce fredde e saltare sul lettone di Putin… posti veri).
Teoricamente potremmo mettere insieme un 16% alla francese che ci dia il peso per indurre il PD a fare il bravo… Entro certi limiti…

Io credo che un simile progetto potrebbe perfino funzionare. Ma servirebbe mettere insieme un paio di migliaia di attivisti concreti che si mettessero a cucire insieme i contatti tra terzo settore (cooperative sociali) movimento etico, gruppi di difesa del territorio e delle minoranze… Esistono ancora? Io credo di si', sono lo zoccolo durissimo, gli incrollabili, quelli che continuano a tirare la carretta negli organismi di base… Ma sono un pochettino stanchi. E li capisco…. Gli ultimi 10 anni sono stati duri…
Ancora non vedo moltissima gente disposta a sbattersi, ANCORA, per un sogno…
Per questo, per inciso, abbiamo deciso di raccontare la storia dei Seminole. In questo momento di scoramento e scazzatura puo' essere utile ricordarsi di quanto grande puo' essere la determinazione degli esseri umani e di come sempre, alla fine, questa determinazione trionfi. Magari ci metti 500 anni ma ci riesci. Se non tu i tuoi figli.
E noi non dobbiamo neanche resistere 100 anni nascosti nelle paludi mangiando solo coccodrilli CRUDI, senza neanche piu' poter avere una casa.
Noi dobbiamo solo riuscire a mettere su una cavolo di alleanza tra gente di buona volonta', con obiettivi chiari e semplici che ormai sappiamo a memoria, e riuscire a spostare un po’ il PD verso il buon senso individuando un candidato che possa incarnare un sano borghese razionalismo, legalitarismo, efficienza, innovazione.
Beh, non e' poco…. Ma non e' neanche come scalare il Monte Bianco con le scarpette da ballo.

Il primo passo in questa direzione e' contarci. Ci servono una montagna di firme, sotto la dichiarazione di intenti di questo nuovo “movimento dei movimenti”, dobbiamo fondare una cosa basata sulle buone pratiche invece che sulle chiacchiere. Ma non riusciamo neanche a partire se non ci mettiamo un minimo di attivismo. Cioe', sto parlando di raccogliere un paio di milioni di firme… Le buone vecchie sane firme. Abbiamo bisogno di dimostrare che ci siamo!
Se lo facciamo tutto il resto e' in discesa. Perche' se raccogliamo 2 milioni di firme vuol dire che si sono svegliati i guerrieri e perche' se raccogliamo 2 milioni di dichiarazioni di voto possiamo convincere la parte abulica e la parte pessimista del movimento che si puo' immaginare qualche cosa di leggermente diverso. Ma tocca darsi una mossa… E senno' accontentatevi della soddisfazione di aver gridato: “Affonda!” Mentre la nave affondava.
Poi pero' non vorrei sentire lamentele.
E vorrei concludere in modo proporzionato alla reale gravita' del momento con la poesia che sostenne Mandela nei momenti piu' duri dei suoi 27 anni di prigionia.

INVICTUS

dalla notte che mi avvolge
nera come la fossa dell’inferno
rendo grazia a qualunque Dio ci sia
per la mia anima invincibile.
la morsa feroce degli eventi non m’ha tratto smorfia o grido
sferzata a sangue dalla sorte non si e' piegata la mia testa
di la' da questo luogo d’ira e di lacrime
si staglia solo l’orrore della fine
ma in faccia agli anni che minacciano
sono e saro' sempre imperturbato
Non importa quanto sia stretta la porta
quanto impietosa la sentenza
Sono  il padrone del mio destino:
il capitano dell'anima mia.

Di William Ernest Henley

Diventa promotore del sogno:
http://www.abbiamounsogno.it/index.php/aderisci

Su questo argomento:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/20/si-va-a-votare/72665/

Hanno promosso questo appello:
Michele Dotti - Educatore, formatore e scrittore
Francuccio Gesualdi - Coordinatore Centro nuovo modello di sviluppo
Marco Boschini - Assessore a Colorno
Andrea Segre' - Preside Facolta' di agraria di Bologna, ideatore del Last Minute Market
Riccardo Petrella - Economista, fondatore del Contratto Mondiale dell'Acqua
Jacopo Fo - Scrittore, attore, esperto di ecotecnologie
Chiara Sasso - Rete dei Comuni Solidali
Flavio Lotti - Coordinatore Tavola della pace e Enti locali per la pace
Dario Fo - Attore, scrittore nobel per la letteratura
Franca Rame - Attrice e scrittrice
Fabio Salviato - Fondatore di Banca Etica
Michele Buono - Giornalista, autore televisivo
Luca Fioretti - Sindaco di Monsano
Antonio Vermigli - Rete Radio Resch, promotore Marcia per la giustizia di Quarrata
Franco Bassi - Socio fondatore circolo arci Fuori Orario
Salvatore Borsellino - Movimento delle Agende Rosse
Domenico Finiguerra - Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Federico Taddia - Scrittore e autore radiofonico, radio 24, La stampa
Don Andrea Gallo - Sacerdote, fondatore della comunita' di San Benedetto al Porto di Genova
Alessio Ciacci - Assessore all'ambiente Capannori
Giulietto Chiesa - Giornalista, pacifista e politico
Vincenzo Cenname - Gia' sindaco di Camigliano
Loris Mazzetti - Giornalista, autore televisivo
Marco Fratoddi - Direttore de La nuova Ecologia
Don Giorgio De Capitani - Sacerdote, Monte di Rovagnate
Lucia Cosmetico - Giornalista ed autrice radiofonica
Massimo Marino - Ambientalista, Gruppo delle Cinque Terre
Eugenio Scardaccione - Dirigente scolastico, vice-presidente del GEP (Gruppo Educhiamoci alla Pace)
Matteo Ponzano - Direttore di Reset Radio
Alfredo Giacon - Movimento Etico Solidale, scrittore e velista
Giovanni Costa - Imprenditore, Eco-Recuperi
Giuliano Tallone - Ambientalista
Ezio Orzes - Assessore all'ambiente di Ponte nelle Alpi
Paolo Cacciari - Giornalista e politico
Eugenio Melandri - Fondatore di Chiama l'Africa e direttore di Solidarieta' internazionale
Salvatore Giannella - Giornalista gia' direttore di Airone e L'Europeo
Padre Ottavio Raimondo - Missionario Comboniano


GUERRA: AVEVAMO RAGIONE NOI

Mi ricordo le polemiche prima dell’invasione dell’Afghanistan e all’inizio della seconda guerra in Iraq. Ci dicevano: “Voi pacifisti volete lasciare le donne afgane al loro infame destino! Voi non volete battere Al Qaida, voi volete che Saddam continui a torturare i democratici. Che soluzioni avete voi? Non fare niente?”
Noi rispondevamo che si doveva agire attraverso aiuti internazionali, attraverso lo sviluppo, il microcredito, investimenti nell’istruzione. Aiutiamo quei popoli a stare meglio, a fare autoimpresa e poi saranno loro a buttare dalla finestra dittatori e fondamentalisti.
A distanza di anni appare chiaro quanto fosse, come sempre, assurda l’opzione militare.
Le due guerre sono costate in quasi due anni mille miliardi di dollari. E il costo aumenta di mille dollari al secondo come si puo' vedere in tempo reale sul sito www.costofwar.com.
Piu' di 5.000 soldati Usa morti, almeno 600mila civili uccisi, intere aree distrutte dai bombardamenti e a volte pure contaminate dai proiettili all’uranio impoverito, 4 milioni di profughi dall’Afghanistan, 2 milioni dall’Iraq.
L’Afghanistan ha 22 milioni di abitanti, l’Iraq 31 milioni. 53 milioni di persone. Diciamo che il 50% e' povero. 26,5 milioni di persone.
Con 1.000.000.000.000 (mille miliardi di dollari) si sarebbero potuti dare 37.000 dollari a
26 milioni e mezzo di persone. Il che da quelle parti equivale a una casa, un campo e istruzione per 3 figli per qualche anno. Distribuendoli con un minimo di buon senso si sarebbe potuto rivoluzionare la situazione economica del paese.
Ma questi dissennati non sono disposti a spendere soldi per aiuti, li tirano fuori solo se c’e' da uccidere.

Il forum Kabulpress, sostenuto dalla Harvard Kennedy School, ci informa che in Afghanistan, gli Usa nel 2010 hanno speso cento miliardi di dollari per uccidere 2.000 talebani. 50 milioni di dollari a nemico morto. L'esercito Usa stima che in totale i talebani riescano a mettere in campo 35.000 uomini armati. Ucciderli tutti costerebbe 1.700 miliardi di dollari. Non ci vuole un premio Nobel dell’economia per capire che economicamente gli Usa non possono reggere.
 


CORRADINO MINEO MARTIRE.

Rai News e' sotto attacco. Un attacco feroce.
Hanno iniziato cambiando il nome, non e' piu' RaiNews24 ma solo RaiNews.
Poi all’improvviso e immotivatamente hanno cambiato il canale.
Praticamente una bella mattina ho acceso la tv e non ho piu' trovato nessuno.
Hanno oscurato il canale, ce ne hanno messo un altro, di sport.
Cosi' chi voleva vedere Mineo doveva risintonizzare.
Una carognata, una ovvia perdita di ascolti, un danno per la Rai.
Ma in quest’Italia preda del vuoto mentale non e' successo niente.
Crimini impunibili.
Ora hanno ridotto il tempo di trasmissione su Rai3.
E c’e' chi mormora che stiano per cacciarlo.
Ma Mineo e la sua banda resistono e continuano a fare il miglior Tg in circolazione.


Rinunciare al futuro?

Il sistema scolastico e universitario italiano e' in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e stranamente neppure causato dai mutamenti climatici; la scuola e l’universita' italiana sono a rischio perche' si vogliono tagliare drasticamente le risorse che, pur tra mille difficolta', hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori convinti di star svolgendo un compito importante.

Forse e' per questo senso profondo di autostima e di fiducia verso se stessi che insegnare non e' un lavoro come un altro, e' una vocazione. Fare ricerca non e' una comoda pratica per timbrare il cartellino e poi subire un lavoro piu' o meno tollerato o detestato: e' spendere sogni, anni, fatica e sudore per studiare, interpretare, valutare, elaborare ipotesi, fare confronti, trasmettere conoscenze e gli strumenti per elaborarle.

In tutti i Paesi dell’Unione europea l’insegnamento, dalle scuole materne alle universita', e' considerato attivita' degna del massimo rispetto, in quanto riserva strategica di competenze e sapere; nel nostro paese l’insegnante e' screditato agli occhi di un’opinione pubblica resa sempre meno responsabile verso il futuro, il docente universitario viene visto come un comodo elefante parcheggiato in una placida savana, mentre il ricercatore viene considerato un tipo strambo prossimo al disadattamento.

Non e' esagerazione dare queste definizioni, sono le stesse che possono spiegare il progetto di mutazione antropologica del Paese che vari governi hanno portato avanti nel tempo. Prima, con la campagna di tagli indiscriminati all’istruzione, all’Universita' e alla ricerca avviata nel giugno 2008; poi, con il DdL per l’universita' che, in questo momento, sta arrancando alla Camera, dove gli e' stato imposto un salutare “stop”:  una riforma strategica non si puo' fare senza risorse.

In totale, alla formazione scolastica e universitaria italiana vengono sottratti in cinque anni 10 miliardi di euro. Si tratta di una cifra paragonabile all’entita' degli aiuti inviati in Italia col Piano Marshall dal 1948 al 1952. Quattro anni che allora cambiarono in meglio un Paese devastato dalla guerra, cinque anni che oggi possono distruggere quello che rimane di un sistema scolastico e universitario che un tempo era additato come tra i migliori al mondo.

Un piano Marshall al contrario che rappresenta il piu' complesso e strutturato attacco al sistema dell’istruzione inferiore, media e superiore attuato in Italia dalla nascita dello Stato unitario. Una campagna che da un lato mira a dequalificare i docenti accorpando le classi di insegnamento – nel caso della scuola media inferiore e superiore – e dall’altro a colpire le universita' come centri di ricerca e studio.  Viene infatti accentrato il controllo degli Atenei nelle mani dei rettori e dei Consigli di amministrazione; si precarizzano ulteriormente i canali di accesso alla docenza; si elimina ogni rappresentativita' dagli organi di governo degli atenei; viene prevista la possibile trasformazione delle universita' in fondazioni dalla natura giuridica ambigua, libero campo di speculazione e di profitto per consorterie di furbetti e rapaci; infine, non vengono previste assunzioni per sostituire i pensionamenti e vengono lasciate inalterate retribuzioni che, soprattutto nel caso dei «giovani» ricercatori appena assunti, rasentano il ridicolo per un lavoro di alta specializzazione: 1.200 € al mese. Insomma, l’Universita' e la Scuola vengono relegati in un ruolo secondario, mentre in tutta Europa, si combatte la crisi investendo in istruzione e ricerca per garantire un futuro.

I firmatari di questa lettera denunciano questo scempio scellerato a tutti i cittadini coscienti del ruolo fondamentale che la scuola e la universita' ha giocato nella formazione di ciascuno di loro, richiedono al governo di recedere dall’azione di impoverimento dell’istruzione e ricerca pubblica; chiedono una riforma del sistema universitario condivisa e ragionata e non improvvisata su logiche aziendalistiche, dicono si' alla tutela della professionalita' e al riconoscimento dei meriti ma chiedono anche l’adeguamento delle retribuzioni ai livelli degli insegnanti e ricercatori dei Paesi dell’Unione europea.

Un paese nel quale chi insegna o ricerca e' costretto ad andarsene dal suo Paese o vergognarsi di cio' che fa, perche' sottovalutato, denigrato e offeso proprio da chi dovrebbe garantire la sua professionalita', non e' un paese ne' per giovani ne' per vecchi: e' un paese di anime morte.

Dario Fo
Franca Rame
Jacopo Fo
Stefano Benni
Luciano Gualandri, ricercatore
Piero Graglia, ricercatore
Alessandro Ferretti, ricercatore
Alessandro Pezzella, ricercatore
Guido Mula, ricercatore
Massimiliano Tabusi, ricercatore
Sergio Zilli, ricercatore
Loris Giorgini, ricercatore
Eleonora Gallucci, ricercatrice
Piero Morelli, ricercatore
Marco Prandini, ricercatore
 

Per non rinunciare al futuro: firma la petizione


Il primo nemico dell’Umanita'

Qualche giorno dopo l’11 settembre si scopri' che alcuni misteriosi speculatori finanziari avevano scommesso sul crollo delle aziende che furono colpite dagli attentati: linee aeree e compagnie assicurative.
Una scommessa che frutto', dissero alcuni, piu' di 7 miliardi di dollari.
Anche le teste di legno dell’FBI capirono che dietro quella speculazione c’erano gli organizzatori degli attentati. Solo loro potevano sapere in anticipo cosa sarebbe successo.
Quindi dissero: se vogliamo battere il terrorismo dobbiamo abolire il segreto bancario e i paradisi fiscali. Dissero: la forza del nuovo terrorismo e' nel suo enorme potere finanziario.
Poi se ne dimenticarono e non se ne fece niente.
Isole Vergini Britanniche delle Antille. Caraibi. Un tempo erano rifugio dei pirati. Oggi e' la grotta di criminali ben peggiori. Sono capaci di uccidere centomila bambini scommettendo sul prezzo di quello che mangeranno. E’ un governatorato britannico. Cioe' e' un’emanazione del sistema di potere mondiale. Come e' possibile che la Regina sia invischiata in simili storie?
Nell’800 la corona britannica mando' le navi a bombardare Nanchino, in Cina. Vinsero cosi' due guerre con le quali riuscirono a imporre ai cinesi il loro diritto di commerciare oppio. Cioe' di venderlo ai cinesi. Spacciatori di droga a livello industriale con cannoniere al seguito. Non e' cambiato molto. Un po’ si' ma non molto.
In un anno nelle isole Vergini Britanniche delle Antille sono state registrate 70mila nuove societa'. Vi sono complessivamente 350mila societa', 19 societa' per abitante, gestite da 90 studi legali specializzati.
Ci sono 72 paradisi fiscali nel mondo. Si stima che siano nascoste li' decine di migliaia di miliardi di dollari.
Da dove vengono questi soldi?
Da diverse fonti: un uomo ruba, uccide, riduce in schiavitu', vende droga, vende armi al mercato nero e poi nasconde i soldi in un paradiso fiscale, intasca bustarelle e poi le nasconde in un paradiso fiscale, da li' i soldi escono in maniera anonima e, ripuliti vengono investiti in attivita' legali.
Cosi' la criminalita' organizzata mette le sue mani sull’economia. E non e' un bene.
Oppure compri banane in Nigeria a 1 euro e le rivendi a 10. Dovresti pagare le tasse su 9 euro. Allora le banane vengono comprate da una societa' domiciliata in un paradiso fiscale a due euro e poi rivendute in Europa a 8 euro a una societa' che ha lo stesso proprietario. Vendono a se stessi e poi rivendono a 10 euro. Cosi' pagano le tasse su 1 euro in Nigeria e su 2 euro in Europa. In totale pagano le tasse su 3 euro invece che su 9. Il grosso del guadagno lo fa la societa' domiciliata in un paradiso fiscale dove non si pagano tasse.
Ci sono poi quelli che fanno affari in nero nel loro paese, truffano il fisco. Magari mettono su un sistema di societa' finte che emettono fatture false per decine di milioni di euro. Ingegnoso. Poi i soldi li nascondono in un paradiso fiscale.
Infine ci sono i terroristi che usano i meccanismi finanziari per speculare sugli sbalzi del mercato determinati dai loro attentati. E usano il segreto bancario per finanziare con tranquillita' ed efficienza la loro rete di killer.
Quel che voglio dire e' che non ci sono brave persone che mettono i loro soldi nei paradisi fiscali.
O comunque sono molto rare. Generalmente non metti in un paradiso fiscale del denaro pulito.
Dovresti avere dei motivi molto contorti per farlo.
Nei paradisi fiscali ci sono le ricchezze rubate, le tasse evase, le mazzette.
Il crimine organizzato, le guerre, le grandi speculazioni sulle materie prime che affamano i popoli hanno li' le loro radici. Li' ci sono le ricchezze del mondo.
Se non c’e' nessun posto dove nascondere i soldi, che rubi a fare?
Ci sara' un grande cambiamento quando manderemo delle belle cannoniere a riprendere i nostri soldi e chiuderemo cosi' i paradisi fiscali.
Non e' legale?
Beh, per una volta faremo uno strappo all’etica….

(Lo so che oggi come oggi pare utopistico parlare di cancellazione dei paradisi fiscali e del segreto bancario. Ci vorra' tempo. Ma possiamo star sicuri che prima o poi succedera'. Intanto e' importante spargere la voce che e' questo il nostro obiettivo strategico a lungo termine. Sapere che prima o poi dovranno restituire tutto li demotiva e quindi li indebolisce)