economia

Solidarietà: mi racconti la tua microrivoluzione?

Solidarietà: mi racconti la tua microrivoluzione?A Perugia sta succedendo qualche cosa ma sospetto anche altrove…
La politica dei piccoli passi avanza inarrestabile. Il vantaggio delle azioni minime è che possono dare risultati subito.
Alcuni mesi fa mi sono incontrato con il sindaco di Perugia Boccali e l’assessore Cernecchi e abbiamo iniziato a discutere di una serie di iniziative di microeconomia per sostenere situazioni di disagio e sperimentare soluzioni di economia etica. Ovviamente questo è stato possibile perché il comune aveva già intrapreso una serie di azioni positive. Perugia è una città che in questi anni ha riscoperto la sua vocazione ecologica e solidale. Il taglio dello spreco energetico, la produzione da fonti rinnovabili, l’appoggio a cooperative di autocostruzione in collaborazione con Banca Etica (93 appartamenti già consegnati e un progetto per altri 16 appartamenti “agevolati” all’interno dell’Ecovillaggio Solare di Alcatraz.

Siamo così riusciti a creare un coordinamento di 25 associazioni e cooperative sociali che hanno appoggiato la nascita di un mercato dell’usato e del baratto, che da 8 settimane ogni domenica si svolge in una piazza “disagiata”, Piazza del Bacio.
Ad oggi hanno partecipato al mercato più di 500 espositori e migliaia di visitatori, si sono svolti spettacoli di ogni sorta, autogestiti dalle associazioni, e questo appuntamento è diventato un modo diverso per comprare e vendere, riusare e riciclare ma anche un luogo dove la Perugia che fa diversamente si racconta.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Una botta di ottimismo per cominciare bene il 2014!

Perché per fortuna Grillo ha torto sull’imminente bancarotta e perché l’economia italiana sta ripartendo.
(il tutto spiegato in modo tale che lo puoi leggere anche se l’economia ti fa schifo)

Non sono un ottimista per partito preso.
Insieme a Grillo mi sono trovato con dispiacere a annunciare con un anno di anticipo che stava arrivando una crisi spaventosa.
Dopo 3 anni di disastro ora la situazione per milioni di italiani è drammatica ma lo scenario sta finalmente migliorando. Beppe ha annunciato il crollo entro ottobre, siamo a dicembre e non è crollato niente. Si è sbagliato (e con questo non voglio dire che Grillo è antipolitico, terrorista, velleitario o altro e nonostante non sia d’accordo con lui su parecchie questioni, continuo a pensare che bisogna dargli il merito di aver finalmente smosso la situazione italiana… E come spiegherò meglio in seguito tocca comunque ringraziarlo per questo).
Detto questo vorrei passare a illustrare quel che penso succederà nei prossimi mesi in Italia. E spero che le informazioni che ti propongo provochino afflati ottimisti che ti inducano a trascorrere più serenamente l’inizio del nuovo anno. Il che peraltro ti farà bene alla salute. Questa quindi non è soltanto una lucida analisi politico finanziaria ma anche un presidio medico chirurgico.
Per entrare appieno nello spirito ottimistico che ti propongo dobbiamo partire dall’inizio.

Le origini della crisi
Per 2.000 anni gli italiani si sono esercitati a impantanare gli invasori (dai Romani in poi) in un ginepraio di poteri locali, leggi cavillose, bizantinismi. E ne avevamo ben d’onde visto che ci hanno invaso e depredato praticamente tutti: unni, galli, visigoti, longobardi, bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi, austriaci, senza contare che nei momenti liberi ci invadevamo tra noi stessi.
La nostra tattica è stata da sempre quella degli Ozi di Capua e dei Labirinti Burosadici. Gli invasori dovevano fare i conti con i bizantinismi delle nostre leggi e delle nostre strutture amministrative.
Un sistema creato ad arte per non funzionare e far proliferare l’antistato.
Questa antica tradizione ci ha permesso nel dopoguerra di vendere un prodotto che ci ha arricchiti più dell’industria. L’Italia è stata la porta tra l’economia legale mondiale e quella illegale. Serviva una nazione dove la giustizia non funzionasse, dove evadere le tasse fosse facile, dove non esistessero leggi contro le speculazioni azionarie disoneste (insider trading) e dove il falso in bilancio venisse punito come un divieto di sosta. E avevamo un impressionante sistema bancario legale, semi legale e illegale, con la banca vaticana, San Marino e addirittura Campione, enclave italiana in mezzo alle banche svizzere. E passavano da noi i commerci inconfessabili tra Usa e Urss, Israele e gli Arabi, Iran e Iraq.
Il Sistema Italia si è basato su un patto sociale scellerato, figlio di questa economia, uno strano sistema che invece di elargire salari sociali o puntare sullo sviluppo del sud ha assunto un esercito di dipendenti pubblici pagati per non lavorare (la Lombardia ha 7.000 dipendenti regionali, un’enormità, ma la Sicilia ne ha 57 mila!). E abbiamo avuto uno strano corporativismo sindacale che a volte si trova a difendere i disonesti, i furbi e gli inetti (hai mai provato a far cacciare da una scuola media un insegnante pedofilo? Non è così facile…).

Poi è arrivata la globalizzazione e il Sistema Italia è diventato inutile, anzi un ostacolo: come fai a commerciare con una nazione dove se non ti pagano le fatture impieghi 9 anni a ottenere una sentenza?

Il mondo è cambiato, dopo l’11 settembre 2001 la Cia e l’Fbi scoprirono che Osama Bin Laden aveva guadagnato 7 miliardi di dollari speculando in borsa sugli effetti finanziari del massacro; i capi della Cia e dell’Fbi dichiararono in coro: “Se vogliamo battere i terroristi bisogna chiudere i paradisi fiscali”. Dal dire al fare c’è di mezzo il mare ma qualche cosa, lentamente, è successo: Obama ha iniziato a mettere dei paletti… E i droni Usa hanno imposto restrizioni agli stati canaglia, dalle Cayman al Costarica, alle Bahamas. Papa Francesco ha demolito la finanza nera, la Svizzera ha accettato di tassare gli evasori internazionali, Malta ha fatto la spiritosa e l’hanno bombardata con la speculazione finanziaria e i capitali là depositati sono stati decurtati di più di un terzo; un chiaro messaggio ai clienti dei paradisi fiscali: i vostri soldi non sono più al sicuro da nessuna parte!

Nel frattempo la Merkel (anche grazie al terrore diffuso dalla vittoria di Grillo) è riuscita a imporre in Italia alcune riforme essenziali. Chi dice che Monti e Letta non hanno cambiato nulla non si rende conto che l’avvio dell’anagrafe fiscale unificata è la prima grande riforma che abbiamo visto negli ultimi 50 anni. Riforma che ha già dato un risultato clamoroso: sono state scoperte un milione e 400 mila case sconosciute al fisco. Praticamente una città come Milano… Non l’avevamo vista!!!

E la gente inizia a rendersi conto che siamo in crisi ma che sprechi, corruzione, burocrazia, Casta, evasione fiscale e mafia ci costano 500 miliardi di euro all’anno e basterebbe recuperarne 100 per rimettere in sesto le casse dello Stato, dare uno stipendio minimo a chi è alla disperazione e iniziare a diminuire il debito pubblico.
(Non sei in crisi se butti dalla finestra 500 miliardi! Sei scemo!!!)

Il problema non sono solo i soldi che buttiamo via. Burocrazia, illegalità e sprechi bruciano le potenzialità. Francia e Italia hanno grossomodo lo stesso numero di abitanti. Ma in Francia la burocrazia funziona (e per avere una concessione edilizia impieghi 30 giorni, o è sì o è no!). La differenza di efficienza fa sì che la Francia abbia un Pil maggiore del 50%!

Anche Confindustria ha capito che tocca farla finita con la burocrazia delirante e lo spreco… E generalmente Confindustria riesce a ottenere dalla Casta quello che vuole. Quindi credo che Letta metterà veramente mano alla semplificazione dello Stato.

E quello che Letta sta contrattando con la Merkel è la creazione di un fondo europeo, garantito dalla Bce, che emetta titoli per il 30% di tutti i debiti pubblici europei, sui quali si pagherebbero interessi bassissimi, riducendo drasticamente il costo del debito italiano.
Ma, continuano a ripeterci i leader nord europei, se vogliamo un ombrello finanziario che riduca drasticamente gli interessi che paghiamo ogni anno sul debito dello Stato, vogliono che facciamo le riforme: burocrazia, giustizia, sprechi che impediscono di investire sulle infrastrutture portandoci a livello europeo.

Le pressioni internazionali continuano ad essere forti perché devono salvare l’economia italiana perché siamo troppo grandi, andrebbe a rotoli mezzo mondo.

Un altro segnale positivo è che la nostra economia si sta riprendendo, si prevede che l’ultimo trimestre del 2013 sarà per la prima volta dall’inizio della crisi, in pareggio. Secondo alcuni potrebbe segnare addirittura un lieve aumento. Cioè, abbiamo smesso di precipitare…
E molti indicatori finanziari sono in crescita, a partire dalla produzione industriale (vedi sotto altri dati). Ma mi induce ottimismo anche il fatto che tutti i paesi industrializzati stanno sperimentando una forte ripresa economica. Chi prevedeva che la crisi si estendesse a Cina, India e Brasile s’è sbagliato. E ora anche gli Stati Uniti sono in ripresa, insieme a Russia e Indonesia… In questa situazione espansiva, nonostante tutto, il sistema Italia continua incredibilmente a essere competitivo in molti settori: produciamo cibi straordinari, moda, design e innovazioni tecnologiche di altissimo livello, abbiamo un incredibile patrimonio di arte, cultura e natura. Viviamo in un paese talmente ricco di bellezza che basta camminare per il centro storico di qualsiasi città per ricevere un massaggio cerebrale che galvanizza la creatività. Siamo insieme ai giapponesi il popolo che vive più a lungo, ma ci divertiamo molto di più dei giapponesi e il mondo invidia l’Italian Style.

I pessimisti finanziari sostengono da un anno che il debito italiano sta passando dalle mani della finanza internazionale a quelle degli italiani e appena tedeschi & C. finiranno di liberarsi del nostro debito crolleremo.
Invece non stiamo crollando e anzi all’estero hanno ricominciato a comprare il debito italiano.

Ci vorrà tempo perché gli effetti postivi arrivino a alleviare le sofferenze della gente ma stare su una barca che galleggia è meglio che stare sopra una nave in fiamme.

Ma la Casta cosa fa?
(come arrivare alla bancarotta nonostante tutto)
Con questo discorso non voglio dire che siamo fuori pericolo. Rischiamo ancora: se la politica non riuscirà a realizzare vere riforme non avremo l’ombrello finanziario dell’UE né la ripresa economica… Rischiamo forte.
Dobbiamo quindi chiederci se sia oggi finalmente possibile che la Casta rinunci a una serie di privilegi. Perché è di questo che si tratta. Snellire la burocrazia, farla finita con lo spreco, far funzionare in tempi rapidi la burocrazia, varare norme dure e sistemi di controllo efficaci contro la corruzione, tagliare i costi della politica, vuol dire per la Casta perdere potenti leve di potere. Se la macchina dello Stato funziona non hai più bisogno di chiedere all’assessore di darti una mano per una Tac o per un’autorizzazione edilizia. E se la giustizia funziona i politici furbi non riescono più a evitare la galera.
La domanda che dobbiamo quindi porci è: C’è qualcuno tra i politici che vuole attuare le riforme e che ha il potere di farlo?
Per valutare la situazione dobbiamo osservare che il problema della politica italiana è che anch’essa è concepita per non funzionare. Gruppi di potere trasversali gestiscono in proprio interi pezzi di partiti e enti pubblici e da questo potere traggono il consenso elettorale.
Ma possiamo anche osservare che Monti e Letta in questi due anni drammatici sono riusciti a fare qualche cosa. In modo insufficiente e contraddittorio (certo!) ma mi chiedo se, data la situazione, io avrei potuto fare di meglio… Non credo. E bisogna dar loro atto che minimamente gli ingranaggi delle riforme li hanno mossi. La riforma fiscale, dei sistemi di acquisto da parte degli enti pubblici, dei sistemi anticorruzione nella Sanità… Innovazioni parziali, che faticano ad essere messe in pratica perché incontrano resistenze accanite, ma che lentamente stanno iniziando a funzionare.

Oggi poi c’è una novità: Renzi, Alfano e Letta possono anche essere giudicati cattivissimi ma è un fatto che il loro futuro politico dipenda dalla loro capacità di riformare veramente questo paese e contemporaneamente intervenire in aiuto delle famiglie in difficoltà.
In questi giorni si sono sbilanciati, hanno promesso mari e monti, Renzi ha dichiarato che entro 6 mesi dimezzerà i costi della politica… Sono in un fortino assediato da Berlusconi, dalla Lega, da Grillo, dai Forconi e dalla Merkel. E hanno una sola possibilità: iniziare a riformare sul serio.
Le cose indispensabili da fare per far ripartire il sistema ormai sono dette e ridette e le ricette proposte si sprecano. E c’è anche un grande fronte moderato, dalla Confindustria alla Cna fino a parte dei sindacati, che spinge per queste riforme.
Secondo me Renzi, Alfano e Letta sono giovani e ambiziosi e hanno sufficiente potere nelle mani per governare un cambiamento minimo ma sufficiente per rilanciare l’economia.
Non sto dicendo che costruiranno un paese giusto e amorevole, questo non lo credo… Ma forse ci porteranno a un livello austriaco di ingiustizia e follia, cioè un cambiamento abissale rispetto la situazione attuale.

E il Movimento progressista che fa?
A completare il quadro delle previsioni per il 2014 ci siamo poi noi, quelli che sognano un mondo veramente migliore, non solo di uscire dalla crisi per riprendere un sistema di laido sfruttamento.
Sicuramente il Movimento Progressista sta facendo grandi passi in avanti. Ed è grazie a milioni di volontari che oggi riusciamo a far fronte almeno in parte alla disperazione sociale. La situazione sarebbe ben più tragica senza questo impegno immenso e quotidiano. Siamo uno dei paesi del mondo dove il volontariato è più presente.
Vittorie della società civile e solidale come quella di Messina dimostrano che quando il Movimento riesce a praticare l’azione diretta, partendo dalle esigenze concrete della gente, trova tra i cittadini grande partecipazione. E sicuramente questa crisi ha dimostrato a molti che cooperando possiamo affrontare e superare grandi difficoltà. Si sono sviluppati gruppi di acquisto, finanza etica, commercio solidale, cooperative sociali dedite al riciclo e al riuso, ecc, ecc…
Ma questo grande movimento, all’interno del quale trovi gente straordinaria del Pd, del Sel, di Ingroia, del M5S, che lavorano assieme, non riesce a dar vita a un progetto politico unitario.
Siamo spaccati, c’è difficoltà a fare rete e nessuna organizzazione nazionale si preoccupa di mettersi al servizio dei gruppi locali che difendono il territorio, i diritti e cercano di sviluppare l’economia alternativa…
E manca un’entità politica forte che possa fare da ponte tra la parte sana del Pd e il M5S. Ingroia sembra definitivamente fuori da ogni gioco, insieme a Rifondazione, Verdi Civici e Italia dei Valori, il Sel sembra incapace di prendere iniziative che siano all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Su questo terreno non sono molto ottimista nel breve periodo. Il bizantinismo dello Stato, progettato per non funzionare e dar vita a un estenuante conflitto di poteri, ha contaminato anche la cultura dei progressisti: troppi si perdono nei bizantinismi ideologici e difendono il loro piccolo orto con le unghie e con i denti… Gli stessi vizi che critichiamo nella politica e nella struttura del potere li alleviamo a casa nostra… Costruire un Movimento Progressista capace di unità e senso pratico non sembra a portata di mano.
Ma ci arriveremo, perché quando milioni di italiani iniziano ad avere qualche cosa in testa prima o poi la si concretizza… Abbiamo inventato la pizza, i cappelletti alla panna e la polenta al ragù, vuoi che non riusciamo a capire che collaborare è indispensabile?

Sintesi dati del rapporto mensile della Confindustria (PDF)

Frena la contrazione del PIL nel 3° trimestre (-0,1%, dal -0,3% nel 2°)
Anticipatore OCSE, migliorato in settembre per il 13° mese di fila
Produzione industriale sale dello 0,3% in ottobre
(stime CSC), dopo il +0,2% di settembre. La variazione congiunturale acquisita nel 4° trimestre è +0,5%.
Ulteriore miglioramento dei giudizi sugli ordini.
A settembre il volume delle esportazioni italiane è cresciuto dello 0.7% su agosto.
A ottobre il PMI ordini esteri si è ulteriormente rafforzato (52,1 da 50,9) valore più elevato dal marzo 2011.
Stabile il ricorso alla Cassa Integrazione.
Rallenta l’aumento della disoccupazione da -0.7 del primo trimestre a -0,2.
Intanto Spagna, Irlanda e Portogallo stanno aumentando lievemente il Pil, per loro la ripresa è già iniziata.
Nel resto dell’Europa, dei paesi industrializzati e di quelli emergenti la ripresa economica sta andando a gonfie vele.

 

 


Lo sapevate che?

Costo produzione monete da 1-2-5 centesimi di euroSel, Pd, Psi, Scelta Civica e M5S hanno presentato una mozione per chiedere al governo la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi. Il motivo? Produrre una monetina da 1 centesimo di euro costa 4,5 centesimi. Per le monete da 2 centesimi ci vogliono 5 centesimi e 5,7 per quelle da 5.

LEGGI QUI LE ALTRE NOTIZIE DI CACAO


Ed ecco a voi la ripresa economica!

Ed ecco a voi la ripresa economica!Ha avuto poco spazio sui media il rapporto di Confindustria, si preferisce tacere le buone notizie.

Il terrore è un prodotto che rende e fa comodo per mantenere sottoschiaffo le famose Masse Popolari.
Certamente siamo nel momento più duro della crisi, abbiamo raggiunto il maggior numero di disoccupati e i salari sono aumentati molto meno dell’inflazione. Inoltre i tagli selvaggi ai servizi stanno mettendo in ginocchio un numero enorme di famiglie italiane.
Ma mentre vediamo inasprirsi i costi umani della crisi economica, che hanno raggiunto il massimo, sarebbe bene avere un quadro generale della situazione. Ma questo pare importi a pochi.
Anzi, sotto elezioni tutti i partiti cercano di sedurre gli elettori facendo a gara per risultare i più pessimisti. Il terrore rende anche dal punto di vista elettorale.
Solo Monti si è lasciato scappare tenui sospetti di miglioramento. Ma poi ha fatto finta di niente. Anche perché la sua paura è che se si sparge la voce che la crisi è finita poi non si fanno le riforme.

Per disinnescare almeno qualcuno dei troll che abitualmente mi massacrano nei commenti ai miei articoli ripeto il concetto: la situazione presente è pessima per il popolo italiano. La peggiore da decenni. Ciononostante possiamo dire che si vede la luce in fondo al tunnel e non è un treno.

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI


Giornalisti terroristi non raccontano che la ripresa è iniziata

L’idea che serpeggia anche nei media progressisti è che solo il terrore possa spingere i politici e le lobbies ad accettare una riforma sostanziale del sistema Italia.
Il terrore della bancarotta, della Merkel, di Beppe Grillo (che è più cattivo di Barbablù).
E giù tutti a snocciolare notizie tragiche: stiamo precipitando e niente riesce a fermare la caduta!
Io invece penso che la rinascita italiana sia già iniziata e che dire che qualche cosa inizia ad andare meglio ci serve, perché l’ottimismo è prezioso.
E per essere un po’ ottimisti basta leggere i dati raccolti dalla Confindustria nel suo rapporto mensile.
Leggiteli qui sotto, ti faranno bene alla salute più di un’aspirina.

E vorrei sottolineare che il mio non è ottimismo a priori.
Ben prima dello scoppio della crisi ho scritto e riscritto che eravamo sull’orlo del tracollo e che la situazione stava precipitando. Anche allora bastava leggersi i numerini per capirlo.
Ma i media che oggi strepitano inni di morte e di distruzione, nel 2006 cantavano peana all’economia in crescita in modo illimitato.
(E nessuno che mi abbia proposto una cattedra alla Bocconi! Razza dannata!)

Ora parliamo di semplici, onesti numeri. In sintesi aumentano le esportazioni, diminuisce la cassa integrazione, riparte il mercato della casa, le economie di Cina, Russia, Brasile e India continuano a crescere e in Usa diminuisce la disoccupazione e aumenta il Prodotto Interno Lordo (PIL).
Dopo tre anni di notizie solo pessime sarebbe da farci i titoloni in prima pagina. E c’è pure la notizia recente che aumentano gli investimenti stranieri in Italia. E continua a crescere anche l’economia Indonesiana + 6,4% (l’Indonesia, con 250 milioni di abitanti, è il quarto Stato più popoloso del mondo).
È c’è anche da dire che alcune riforme omeopatiche di Monti sono finalmente vicine alla partenza. A gennaio, partirà il sistema informatico fiscale, che incrocerà tutti i dati, i movimenti bancari e le spese dei contribuenti.
Una riforma globale del sistema che permetterà di incrementare veramente il recupero dell’evasione fiscale, attualmente ferma a circa 12 miliardi di euro, poco maggiore rispetto al 2011, ma comunque notevole rispetto agli anni precedenti.
E lentamente si mette in moto anche un’altra grande riforma della spesa pubblica: non sarà più possibile che una penna biro costi un euro a Bologna e 5 a Palermo. I prezzi massimi non potranno essere superiori alla media dei 10 prezzi più bassi, pagati per la stessa merce.
Cioè è diventato finalmente legge un criterio di comparazione tra i costi dei diversi uffici pubblici, ed è stato stabilito un ventaglio di prezzi accettabili sulla base dei costi sostenuti dalle amministrazioni più virtuose.
Certo che si poteva fare di più, certo che se ero io il Presidente del Consiglio realizzavo iniziative più incisive e fantasiose.
Ma io non sono Monti e viceversa.
E bisogna dare atto che il governo è riuscito a intrufolare una serie di cambiamenti reali, a volte piccolissimi ma incisivi, oltre il blocco conservatore dei partiti e delle lobbies.

Insisto a dire partiti e lobbies perché mentre ormai tutti odiano i partiti, pochi si rendono conto che dietro a loro ci stanno le lobbies che in Italia controllano gran parte del potere reale.

In Italia il sistema è bloccato, la ruota non gira, perché a ogni raggio sono aggrappati tutti i piccoli interessi, di casta, di bottega, di paese…
Quel che io vedo è che nonostante tutti i suoi vizi e gravi peccati (come la riforma delle pensioni o la politica energetica) il governo è riuscito a far muovere la ruota. Solo di un centimetro ma s’è mossa. Basterà? Non so ma sicuramente un passo è stato fatto e un tenue miglioramento economico si vede.

E anche un cambiamento culturale.
La gente inizia a pretendere lo scontrino quando paga il caffè. E se non glielo danno s’incazza.
E all’uscita di Perugia della superstrada ho notato una netta diminuzione dei furbi che saltano la coda di auto e si immettono a cuneo nella corsia di uscita.
Siamo passati da 30 pirla a 2. Un fenomeno che mi ha veramente stupito.
E mi piacerebbe se tu rispondessi al sondaggio: Ti sembra che il numero di furbi che saltano la coda di auto agli svincoli siano in diminuzione?

E a proposito di salto culturale tutti i partiti della sinistra gridano giustamente contro le ingiustizie sociali, ma nessun partito o movimento ha deciso di mettere le sue energie nel costruire ammortizzatori sociali per le famiglie.
Loro chiedono al governo di farlo, ma intanto che a colpi di cortei si convince Monti, perché non fare alcune cose che ridarebbero fiato alle famiglie?
L’unica forza che realmente si sta impegnando per aiutare la gente in difficoltà è la galassia enorme (per fortuna) dei gruppi civici, delle associazioni solidali, delle cooperative sociali ed etiche.
Ma l’azione di questi presidi territoriali contro la disperazione è resa meno incisiva di quel che potrebbe proprio per l’assenza di un forte centro di propulsione e interconnessione. Non si riesce a fare rete.
E i partiti invece di appoggiare ed essere megafono delle istanze di questo settore se ne fregano (ne ho scritto anche la settimana scorsa).
Non fa parte del loro settore operativo occuparsi di gruppi di acquisto, autocostruzione di case, sviluppo di nuove forme di imprenditoria cooperativa.
I partiti hanno altre priorità.
Perché?

Ed ecco i dati pubblicati da Confindustria, leggiteli sorseggiando un buon caffè. È il futuro migliore che avanza. Alla faccia dei catastrofisti.

- L’anticipatore OCSE per l’Italia descrive una contrazione del PIL fino a inizio 2013 minore rispetto ai precedenti trimestri. È diminuito in agosto dello 0,04% (-0,07% in luglio)
- L’attività industriale: L’incremento del 3° trimestre (+0,2% sul 2°) è il primo da un anno.
- Gli ordini del PMI manifatturiero sono saliti in settembre a 43,0 (da 41,5)
- Le esportazioni italiane in volume sono aumentate del 2,2% in agosto su luglio
- Diminuisce il bacino di utilizzo della CIG (Cassa Integrazione), che è stato stimato dal CSC pari a 346mila unità di lavoro standard a settembre (-9,6% rispetto al bimestre luglio-agosto).
- Sempre più solido il rimbalzo del mercato immobiliare. L’indice dei prezzi Case-Shiller è aumentato dello 0,5% congiunturale in agosto; in settembre i nuovi cantieri (+15,0%), i contratti già firmati (+0,3%) e le vendite di case nuove (+5,7%), giù quelle di case esistenti (-1,7%), ma in continua riduzione lo stock di invenduto.
- Nel terzo trimestre il PIL USA è cresciuto del 2,0% annualizzato. Il calo della disoccupazione (al 7,8% in settembre) e la risalita delle quotazioni finanziarie e immobiliari, che migliora i bilanci familiari e facilita il rientro dal debito, hanno sostenuto la fiducia. Le famiglie hanno ridotto il tasso di risparmio (3,3% in settembre dal 4,4% di giugno) e aumentato i consumi (+2,0% nel 3o trimestre).
- Tra gli emergenti il PIL cinese nel 3°trimestre ha frenato ancora su base annua (+7,4% da +7,6%), ma accelerato il ritmo congiunturale (+2,2% da +2,0%). Il rallentamento è al termine: in settembre +9,2% annuo la produzione industriale (+8,9% in agosto, minimo da 39 mesi), +13,2% le vendite reali al dettaglio (+12,1%), +9,9% l’export (+2,7%). PMI a 49,1 in ottobre (da 47,9)
- Segnali di ripresa in Brasile, dove la Banca centrale continua a tagliare il tasso ufficiale (-0,25% in ottobre, a 7,25%): in agosto calo annuo per l‘output industriale (-2,0%) ma terzo aumento consecutivo mensile (+1,5% dopo +0,5% e +0,3%), anche per le vendite al dettaglio (+0,2%; +3,2% da giugno). Torna a crescere la produzione in India (+2,7% annuo in agosto da -0,2%), la dinamica è pressoché invariata in Russia (+2,0% da +2,1%).

Fonte: Confindustria.it clicca qui
 


Siamo fuori dal tunnel?

Questa è la domanda che credo prema di più a tutti: ce la si fa oppure, come dicono alcuni, a settembre salta tutto?
Io fino a ieri temevo il peggio.
Ma questa cosa della REVISIONE DELLA SPESA (che da provincialotti tutti chiamano spending review) ci dà una possibilità.
E dobbiamo ringraziare che Monti ha convinto la Merkel, sennò era fregato. Invece la vittoria a livello europeo gli ha dato potere. Ed è riuscito a fare questa manovra. Che attenzione è solo la prima… Ce ne vorranno almeno 4 per tagliare una quarantina di miliardi di spreco annuale.
Se si recuperano 20 miliardi di evasione fiscale, 2 o 3 dalla mafia, e si fa la riforma della burocrazia e della giustizia siamo salvi.
Non sto inneggiando a Monti, non avrei mai fatto quel che ha fatto lui. Ma credo che oggi sia necessario fare esercizio di realismo: io non sarò mai Presidente del Consiglio e al momento nessun altro sensato progressista potrebbe esserlo.
Monti è l’unico che è lì e può farcela o no.
Ed è importante capire che anche se volesse non potrebbe fare le cose GIUSTE, è costretto a limitarsi a quel che funziona.
Sento proporre da molti compagni una serie di azioni essenziali che si potrebbero fare. Ad esempio una patrimoniale, la Tobin Tax, raddoppiare le tasse a chi tiene le case sfitte, distribuire un salario minimo ai disoccupati. Ma io non credo che Monti possa fare queste cose giustissime.
Non adesso almeno. Adesso deve riuscire a evitare che a settembre ci si ritrovi come a novembre, con la prospettiva di chiudere gli ospedali e mandare a casa i poliziotti perché non ci sono più soldi. Perché quando parliamo di bancarotta, di uscita dall’euro eccetera si sta parlando di questo: il crollo dello Stato e 5 milioni di dipendenti pubblici senza stipendio. Con il corollario delle piazze messe a ferro e fuoco dalla gente coi forconi e decine di migliaia di persone che si trovano a dormire per strada.
Cosa può fare?
La Svezia ha affrontato all’inizio degli anni ’90 la ristrutturazione della struttura funzionale dello Stato, una rivoluzione che ha cambiato il volto del Paese, semplificato la burocrazia, elevato la qualità dei servizi, tagliato gli sprechi. Quello che dovremmo realizzare in Italia.
Ma ci hanno messo 10 anni. Noi abbiamo un’emergenza che si misura in settimane. Non possiamo reggere molto pagando il 6% di interessi sul debito pubblico con una diminuzione del PIL che minaccia di superare il 2% (diminuzione di biglietti del cinema e vacanze del 50%, diminuzione del traffico urbano a Roma del 30%).
La buona notizia è che corruzione, inefficienza, sprechi, burocrazia folle, lentezza dei processi, evasione fiscale e mafia si pappano ogni anno 500 miliardi di euro.
Per rimettere le cose a posto e iniziare a diminuire il debito, servirebbe tagliare in modo stabile 120 miliardi di euro all’anno (calcolo spannometrico, i puristi mi perdoneranno) e mantenere questo ridimensionamento della spesa.
Gli economisti calcolano che sia indispensabile ridurre il debito di poco meno di 50 miliardi di euro all’anno. 70 miliardi ci servono per rimettere a posto l’Italia (e tagliare un minimo le tasse ai ceti popolari).
Ma è chiaro che 120 miliardi di euro di tagli il primo anno sono impensabili. La linea di confine tra il tracollo e la rinascita sta in qualche punto tra la trentina di miliardi già tagliati o provenienti dagli altri provvedimenti di Monti (Imu, eccetera).
Raggiungere un’ottantina di miliardi non sarà facile ma può succedere. E un minimo di semplificazione burocratica e efficienza dello Stato potrebbe liberare immense energie creative oggi soffocate da uno stato borbonico (lo dice ormai anche il presidente di Confindustria, lo dicono gli artigiani, lo dicono le piccole imprese, lo dice la sinistra, lo dice la destra e lo dice Monti).
E si potrebbe fare molto. Ad esempio, cancellare una valanga di miliardi (12) che si stanno spendendo per acquistare i cacciabombardieri (che pare siano pure una schifezza)…
E io credo addirittura che Monti sarebbe disposto a farlo. Il problema per una serie di tagli e riforme è che il potere in Italia è parcellizzato in una serie di micro massonerie, potentati locali, associazioni di categoria, di banda, di zona…
Monti alla fine sta facendo il funambolo della mediazione e del tira e molla (in modo, lasciatemelo dire, genialmente mollaccione, monotono e subdolo, l’unico modo che alla fine funziona per aggirare queste incrostazioni di potere).
Monti fa le cose sospinto dalla pressione.
E diciamolo: in questo momento la capacità di pressione della sinistra è zero. Si salva solo Grillo. Ma da solo non ha abbastanza forza, nonostante il meraviglioso successo.
Ad esempio, il Movimento pacifista sta mostrando una grande incapacità su questa storia dei caccia… Ma cavolo! Questa è un’occasione per inventarsi 1000 modi di far spettacolo in piazza!
Chiaro che Monti non riesce a tagliare i caccia: c’è scarsa pressione in quella direzione!!!
In realtà nessuno a sinistra, neppure Grillo, sta facendo le cose che la sinistra dovrebbe fare: c’è una crisi patocca, vogliamo darci da fare per arginare concretamente la sofferenza di milioni di famiglie?
Dei mezzi ho scritto fino alla nausea: fare come in Argentina, costruire un paracadute fatto di banche del tempo, consociazione degli acquisti, ecovillaggi, autocostruzione, risparmio energetico, condivisione di mezzi e risorse, risparmio etico, mercatini dell’usato, cooperative di riuso e riciclo, monete locali, ridistribuzione dei cibi in scadenza (ogni anno viene gettato cibo sufficiente per 40 milioni di persone).
In Italia esistono centinaia di esperienze notevolissime in questo campo ma su questo terreno si stanno muovendo solo i gruppi di base, le piccole cooperative, alcuni comuni (anche con sindaci PD) alcuni gruppi che si riconoscono in Grillo, parte degli Ecologisti e Civici, alcuni del Sel e anche alcuni di Idv. Ma tutte queste azioni, seppur encomiabili e grandiose, non sono coordinate a livello nazionale, non fanno gioco di squadra, e nessuna forza politica indica l’economia ribelle come un elemento essenziale della resistenza di massa alla crisi e alle logiche che l’hanno prodotta. Né si comprende che solo lo sviluppo della cooperazione e della condivisione può portare fuori veramente dalla crisi. Monti può solo tappare le falle più grosse. E' in ballo un cambiamento totale di modello di sviluppo. E pure pochi intellettuali e giornalisti di sinistra credono che l’economia etica sia il centro della nostra possibilità di cambiare il mondo.
Quindi la partita è molto aperta. Ti consiglio di giocare.
Riusa qualche cosa, scambia qualche cosa, regala qualche cosa.

PS:
Ad esempio usa http://www.reoose.com/, un’idea geniale: il baratto circolare o asincrono. Metti quel che vuoi barattare in un catalogo e ricevi in cambio un punteggio che ti permette di prendere quel che desideri dal catalogo delle offerte. Una specie di banca del tempo insomma… On line.
Usarlo è un atto politico?
Io credo che il mondo si inizia a cambiare tirando fuori dall’armadio un paio di blu jeans che ti stanno stretti e usandoli per far girare l’economia alternativa.
Con un paio di calzoni puoi cambiare il mondo perché il potere non ce l’ha Monti. Ce l’hanno le piccole azioni di 7 miliardi di persone.
Corollario: se smetti di comprare i prodotti delle Multinazionali del Dolore, poi esse falliscono?


Servizio recupero evasione fiscale

Servizio recupero evasione fiscale Dopo un mese e mezzo di attività il Servizio recupero evasione fiscale del Comune di Firenze tira un primo bilancio: grazie all'incrocio delle informazioni nelle banche dati della Polizia Municipale, dell'Agenzia delle Entrate e della Direzione Risorse Finanziarie sono stati segnalati alla Guardia di Finanza 30 casi sospetti. Fra questi c'è un uomo, socio in un ristorante, che dichiara zero euro di reddito annuale ma ha intestate ben 175 auto. Un altro, ristoratore anche lui, dichiara zero dal 2007 ma recentemente ha acceso un mutuo. Terzo caso: un pasticcere con quattro dipendenti che non presenta una dichiarazione dei redditi dal 2003.
(Fonte: ilreporter.it)

Leggi qui le altre notizie di Cacao di oggi


I salti logici uccidono più dell’aviazione americana

Venerare la realtà.

Quando mi trovo a costruire un piano d’azione è necessario innanzi tutto che io decida se voglio raccogliere la sfida di capire com’è la realtà.
Se voglio osservare la realtà DEVO cercare di usare il mio cervello in modo sensato. E per riuscirci devo rendermi conto che esistono livelli, piani, differenti della realtà. Se voglio seguire un ragionamento sensato DEVO evitare di mischiare questi livelli.
Ad esempio è meglio comprendere quali sono le cause e quali gli effetti.  E quali sono le cause principali e quelle secondarie.
Sennò rischio di cadere in spaventose illusioni ottiche.

Uno degli errori più frequenti è mischiare idee, emozioni e fatti. Negli ultimi anni è cresciuto il numero delle persone che sono incazzate con la medicina ufficiale. Molte di queste sono diventate fans delle medicine alternative.
Tra le motivazioni che queste persone portano spesso vi è l’alto numero di malattie provocate dalle medicine e da interventi chirurgici sbagliati. La medicina ufficiale poi ha una visione settoriale della realtà umana. Separa la mente e le emozioni dal corpo.

Ora ti prego di rileggere il paragrafo qui sopra, in neretto. Che cosa sto dicendo? A prima vista si tratta di un discorso consequenziale, logico e posso trovare migliaia di persone disposte a sottoscriverlo. E anche la maggioranza di chi non condivide questo giudizio sarà comunque d’accordo che si tratta di un discorso coerente.
Siamo sicuri?

Io ho dei dubbi. Infatti ho usato apposta delle parole che sono ambigue.
Cosa vuol dire MEDICINA UFFICIALE? Mi riferisco alla medicina moderna ufficiale, basata sul metodo scientifico? Sto criticando il metodo scientifico?
Oppure mi riferisco al modo nel quale la medicina moderna viene praticata nella maggioranza degli ospedali?
Negli anni 60 io sono stato curato insieme a 50 mila bambini, con dosi massicce di Gardenal e Aparoxal, psicofarmaci piuttosto pesanti, per 7 anni. Peccato che poi si è scoperto che la sindrome di cui soffrivamo era un errore. Non è che io sono stato curato per una malattia che non avevo. Era proprio la malattia che non esisteva.
Un certo segnale in un encefalogramma diceva ai medici che c’era questa malattia. Poi si sono accorti che i bambini che mostravano questo segnale erano invece perfettamente sani. Ma questo disastro che ho patito non dipende dalla medicina moderna scientifica. Dipende dal fatto che i principi scientifici non sono stati seguiti con sufficiente attenzione. Esistono case farmaceutiche che si inventano malattie inesistenti e corrompono i medici perché prescrivano medicine inutili, ma non siamo di fronte alla dimostrazione che il metodo scientifico non funziona, siamo di fronte a banditi che se ne fottono del metodo scientifico. Sei contro la medicina scientifica o sei contro l’uso speculativo e corrotto della medicina?
C’è una grande differenza.
Ma anche la seconda parte del paragrafo in neretto contiene una grossolana mistificazione.
Il metodo scientifico della medicina moderna non separa proprio per niente il corpo dalla mente e dalle emozioni.
Negli ultimi 30 anni anzi sono stati condotti migliaia di esperimenti che hanno dimostrato scientificamente che le emozioni influenzano in modo determinante l’efficienza del sistema immunitario, la quantità di dopamine in circolo e addirittura il modo nel quale funziona il sistema epigenetico, incaricato di scegliere quale parte del codice genetico sarà applicata e quale no.
E’ un fatto invece che i soldi di parecchie case farmaceutiche e gli interessi di parecchi baronati universitari hanno determinato che queste scoperte siano state poco utilizzate.
E’ scientificamente dimostrato che un medico spiritoso guarisce il 30% in più dei casi ma ancora oggi in nessuna facoltà di medicina c’è un esame di barzellette.
Sono anni che propongo che venga istituito: chi non lo supera potrà fare ricerca ma non curare i malati…
Ma questa proposta non discende dai dettami di qualche terapia olistica ma dalle scoperte stesse della scienza.
A questo punto un’altra domanda: ti sembra che io sia critico verso le medicine complementari o alternative che dir si voglia?
Se hai avuto questa sensazione ti invito a rileggere quel che ho scritto. Io ho criticato chi confonde la medicina moderna con la pratica della medicina moderna. Sostengo il valore del metodo scientifico e al contempo denuncio il fatto che il metodo scientifico viene in pratica tradito da alcuni furbi, corrotti o stupidi. Ma non ho criticato le medicine alternative.
Se devo parlare di medicine alternative o delle terapie complementari devo innanzi tutto decidere di cosa voglio discutere. Una ricerca francese ha individuato circa 3.000 casi certificati dagli ospedali di decorsi anomali di malattie. Gente che teoricamente avrebbe dovuto essere morta da tempo e che invece se ne va in giro in perfetta salute.
Poi sono andati a intervistare queste 3.000 persone e hanno scoperto che erano guarite seguendo circa 1.500 percorsi terapeutici diversi. Alcuni completamente stupidi. Però avevano funzionato lo stesso. Alcuni erano guariti in modo miracoloso curandosi con la medicina ospedaliera, altri buttandosi nell’acqua ghiacciata di un fiume all’alba, altri avevano scalato una montagna, altri avevano scelto l’omeopatia o la medicina tradizionale cinese…
L’unica caratteristica comune a tutte e 3.000 le persone era che erano convinte di aver trovato la loro medicina perfetta.
Quello che attraverso ragionamenti e ricerche è arrivato con la sua testa a decidere (con passione) che sarebbe guarito buttandosi nell’acqua ghiacciata ha qualche possibilità di guarire effettivamente. Quelli che vedendo che lui è guarito lo imitano muoiono tutti per broncopolmonite fulminante.
Quindi ne deduco che le emozioni, i pensieri, hanno un grande potere. Certamente non danno la certezza della guarigione (prima o poi si muore comunque) ma possono produrre effetti enormi.
Alcune delle terapie che queste 3.000 persone hanno utilizzato avranno avuto certamente effetto di per sé. Io ad esempio ho grande fiducia nell’agopuntura. Altre terapie hanno avuto solo un effetto placebo. Ma l’effetto placebo non è una roba da buttare via. Le medicine finte, è dimostrato scientificamente, in alcune patologie non gravissime guariscono anche il 50% dei malati.
E quindi quando sperimento una medicina devo tenere conto che una parte delle guarigioni non sono da imputare al medicamento in sé (alla sua azione chimica) bensì alla sua azione psicologica. Ed è questo che fa un ricercatore capace e onesto.
A qualcuno parrà che facendo questo discorso attacco le scuole mediche non scientifiche e ne sminuisco il valore.
Ma non sto dicendo questo. Ho studiato per anni la medicina cinese e anche se si è sviluppata in modo empirico credo sia innegabile la sua efficacia. Nessuno può ottenere con l’effetto placebo un’anestesia di un’ora. Io ho visto alcuni interventi chirurgici con il paziente sveglio e ci chiacchieravo mentre gli aprivano la pancia; ed esiste una notevolissima letteratura scientifica che attesta l’efficienza degli aghi in anestesia.
Ciononostante non possiamo affermare che tutta la medicina tradizionale cinese sia basata su principi scientifici perché tutta una serie di diagnosi e terapie, per quanto valide a tutt’oggi restano scientificamente inspiegabili. Agiscono ma non si sa perché. Esiste una teoria che ne spiega il funzionamento ma si tratta di una teoria empirica, non scientifica, che fa riferimento a meccanismi, addirittura a organi che non si sa dove siano. Nessuna ha mai fotografato il Triplice Riscaldatore.
Io sono convinto che ci sia ma non ne ho le prove scientifiche. Il che non mi impedisce di massaggiarmi il canale del Triplice Riscaldatore e trarne beneficio.
E aggiungo che sono convinto che non si tratti di un effetto placebo. Ma non posso provarlo scientificamente visto che la teoria cinese non mi dice neppure esattamente dov’è questo aggeggio. Non posso vederlo! Il che non vuol dire che non ci sia. Semplicemente oggi non ne sappiamo abbastanza. Sono cose che succedono. La fisica moderna sostiene ad esempio di essere sbagliata.
E’ una situazione esaltante e avvilente al tempo stesso. Abbiamo varie teorie che spiegano in modo efficiente vari fenomeni. Ma nessuna di queste teorie è capace di spiegare tutti i fenomeni. Era già il cruccio di Einstein: trovare la teoria onnicomprensiva. Non ci riuscì e ancor oggi resta questo buco enorme. Buco che sottintende che tutte le teorie che oggi si insegnano all’università prima o poi verranno rovesciate (sperano tutti) da una nuova rivoluzionaria teoria capace di spiegare tutti i fenomeni. E l’ammissione della necessità di una nuova teoria più avanzata sottintende che le attuali teorie contengano errori.
La scienza avanza per approssimazioni.
 
Conosco molte persone che hanno avuto effetti decisamente positivi scoprendo un’intolleranza alimentare.
Vi sono test scientifici, che possono determinare che una data persona è sprovvista delle sostanze che permettono di digerire i latticini. Quindi è ovvio che se questa persona beve latte poi si sente male.
In altri casi i medici “alternativi” usano altri strumenti per determinare queste intolleranze. Ad esempio i macrobiotici danno per scontato che il latte sia una sostanza che fa male all’essere umano. Semplicemente non viene considerato adatto all’alimentazione umana insieme a molti altri cibi.
Altri ancora compiono analisi che riguardano una serie di aspetti della pelle, delle unghie, degli occhi, del carattere e determinano così se sei intollerante a qualche cosa.
Nel caso della macrobiotica e dell’analisi olistica dell’individuo siamo di fronte a complesse teorie che posso condividere o non condividere ma che hanno una loro consequenzialità, una coerenza logica. Non si tratta di teorie scientificamente provate ma di idee che si sono sviluppate empiricamente. E possiamo aggiungere che più volte il metodo empirico ha preceduto di secoli le scoperte scientifiche. Quindi ho una buona ragione per poter scegliere queste scuole di cura, perché l’esperienza e i risultati ottenuti su migliaia di persone possono convincermi della validità di queste scuole di pensiero.
Io seguo da 38 anni la teoria macrobiotica, ma non la considero una teoria scientifica bensì un’ipotesi filosofica.
Un’ipotesi filosofica nel senso che qualunque filosofia è un’ipotesi. Nel momento in cui diventa una certezza scientifica non è più una filosofia.
Ma andiamo avanti con il nostro discorso sulle intolleranze alimentari.
Altri ancora determinano l’intolleranza grazie a un test muscolare. Ti mettono in mano una sostanza neutra e vedono quale è la forza di un tuo muscolo. Poi provano con altre sostanze. Quando si verifica che una sostanza dimezza la forza di quel muscolo vuol dire che sei intollerante a quella sostanza.
La spiegazione di questo fenomeno è il fatto che il nostro corpo contiene una specie di sensore vibrazionale che riconosce la vibrazione delle sostanze che gli fanno bene o male.
Non posso escludere che esista un simile sensore, anzi la trovo una teoria molto affascinante e per questo da 30 anni mi curo anche con medicine omeopatiche.
Ma in questo caso specifico il sensore vibrazionale non c’entra.
Nella nostra bella università libera abbiamo fatto decine di test sulle reazioni muscolari usando un sensore elettronico (carissimo) capace di misurare esattamente la forza muscolare. E abbiamo verificato che se una persona ha in mano una sostanza tossica la sua forza muscolare crolla del 50% circa. Succede anche se la persona NON sa quale sostanza ha in mano perché è chiusa in una boccetta opaca.
Ma se anche lo sperimentatore NON sa che cosa c’è nella boccetta e non c’è nessuno nella stanza che conosce il contenuto della boccetta allora non c’è più nessuna diminuzione della forza.
Sto dicendo che questo modo di diagnosticare le intolleranze alimentari non funziona nel modo nel quale viene spesso spiegato.
Ma non sto dicendo che NON funziona.
Anzi io credo che possa funzionare in molti casi. Se il medico è molto bravo. Se è bravo usa l’artificio della reazione muscolare per creare un contatto tra il suo inconscio e quello del paziente. Come molti metodi sciamanici serve per far emergere le intuizioni. E le intuizioni sono importantissime per curare le persone. E le usano pure i medici scientifici (quelli bravi).
La scienza non è contro le intuizioni.
Ma la spiegazione che si dà del metodo di diagnosi è completamente falsa. Non c’è nessun rapporto diretto tra la perdita di forza e la sostanza maneggiata.

Spero di aver mostrato con questo discorso la possibilità di darsi un metodo nel ragionare. Un metodo che parte dal guardare i particolari di un problema senza cercare di semplificarli per praticità. Il diavolo si nasconde nei particolari!

E’ giusto dire che la Casta ha portato l’Italia alla rovina.
E' giusto dire che bisogna tagliare le spese della politica, i privilegi e gli stipendi dei parlamentari.
Serve un segnale morale, innanzi tutto!
Ma ho sentito dire a molti che se tagliassimo i soldi che la Casta intasca i problemi economici dell’Italia sarebbero risolti.
Le spese della politica sono complessivamente circa 25 miliardi di euro. E comprendono tutto, dal Parlamento ai sindaci… Non possiamo tagliare completamente queste spese perché vorrebbe dire rinunciare a qualunque forma di governo. Ma anche se decidessimo di farlo non si risolverebbe ugualmente l’attuale disastro economico. Abbiamo un buco di 1.900 miliardi.
E ogni anno, al di là dei soldi che la Casta prende legalmente, abbiamo altri 500 miliardi che se ne vanno tra inefficienza, lentezze burocratiche, corruzione, sprechi, evasione fiscale, economia mafiosa. 500 miliardi è più di 25 miliardi.
Suppongo.
 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

12 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti


Come fallire per troppo successo

Scrivere questo libro mi sta coinvolgendo sempre di più. Continuo a scrivere capitoli che non leggerete mai perché li butto.
Mi rendo conto che ho scritto un mare di parole per tracciare un sentiero che possa portare alla realizzazione di un progetto ma finora mi sono occupato solo dello stato d’animo giusto che ci può portare al successo e non di questioni pratiche.
È il momento di farlo.
Vediamo quindi alcuni modi particolarmente efficaci per riuscire a fallire.

Realtà e quantità.
A un certo punto la Nasa (tutti scienziati!) decise di costruire un grande capannone per riparare dalle intemperie gli Shuttle. Ma gli Shuttle sono veramente enormi e così dovettero realizzare il più grande capannone mai costruito. Pensarono: non abbiamo problemi a costruire un capannone grande, non avremo problemi a costruire un capannone MOLTO grande.
E lo costruirono, ci misero dentro gli Shuttle e se ne andarono a casa contenti dalle loro famiglie, chiacchierando di stelle e lontani pianeti.
Il giorno dopo il custode del capannone gli telefonò e gli disse: “Scienziati, venite qui un attimo a vedere cosa è successo?”
E quando arrivarono trovarono che il capannone era così grande che dentro si era creato un microclima accelerato con nuvole, pioggia, grandine, fulmini e neve. Un disastro! Tenere gli Shuttle lì dentro era peggio che lasciarli all’aria aperta.
Anche Napoleone non aveva capito che la quantità, quando è tanta, modifica la qualità.
Napoleone aveva già un grande esercito. Decise di invadere la Russia e mise insieme un esercito ancora più grande. Non si rese conto che un esercito molto più grande crea problemi di una classe superiore.
Soprattutto se devi invadere un posto grande come la Russia. Quello che lo fregò non fu la forza dell’esercito russo ma le distanze che i rifornimenti dovevano percorrere. Risultato: le divise invernali non arrivano in tempo per evitare che i soldati muoiano congelati.
Sembra una banalità ma Napoleone, pur non essendo stupido ripetè l’errore compiuto decenni prima dall’armata svedese. E nonostante questi due disastrosi precedenti Hitler si rovinò nello stesso identico modo.
Molti progetti crollano miseramente perché dopo aver compiuto un’osservazione corretta della realtà su piccola scala, la uso per costruire un progetto molto più grande, senza tener conto che la quantità modifica la qualità.
Si tratta di un errore difficile da evitare proprio perché si basa su un’analisi corretta della realtà (il mio esercito è invincibile). L’errore sta nel non capire che le dinamiche di una realtà piccola cambiano qualitativamente quando si espande questa realtà.

Migliaia di ristoranti falliti per troppo successo.
Il ristorante di Alcatraz è sempre stato eccellente e 20 anni fa serviva 80 persone per pasto, massimo 100. Visto che aveva successo decisi di portare i coperti a 130 con punta massima a 150. Dopodichè andai in bancarotta e Alcatraz rischiò di chiudere definitivamente.
Eppure la gente continuava a venire a mangiare ed essere entusiasta del cibo.
I miei calcoli erano semplici se 6 persone, tra cuochi e camerieri danno da mangiare fino a 100 persone assumendone altre 3 arriviamo a 150 coperti.
In questo caso avevo sottovalutato il fattore umano.
Avevo impiegato anni a costruire una squadra affiatata di 6 persone. Trovarne altre 3 dello stesso livello professionale e inserirle nella squadra non è automatico.
Inoltre ci sono problemi di spazio e di organizzazione del lavoro. Una cucina perfetta per 100 persone diventa un disastro se devi cucinarci per 150. Alla fine per non rischiare di far scendere la qualità dovetti assumere non 3 ma 6 persone. Ci fu poi un momento di crisi economica con diminuzione degli avventori e del 15% degli incassi.
Quindi colammo a picco.
Oggi Alcatraz è tornata alla misura di 100 coperti come massimo. E se dobbiamo mandar via qualcuno, ogni tanto, ci dispiace ma questa è la misura massima che riusciamo a gestire senza abbassare la qualità o alzare i prezzi.

La curva Karen
Il teorema di Karen, insigne economista umbro, recita: “Se vendere una spilletta richiede 5 minuti, vendere 10 spillette richiede 50 minuti. Ma vendere 1.000 spillette richiede, a volte, dieci anni.”
Trovare 10 conoscenti disposti a comprare una divertente spilletta non è difficile. E con un po’ di impegno posso trovare 50 persone. Ma a questo punto devo rendermi conto che ho esaurito la mia cerchia di relazioni e che vendere altre spillette sarà sempre più difficile.
Se voglio vendere 1.000 spillette devo cambiare metodo. Ad esempio creare un sito internet.
Ma dev’essere un sito molto visitato. Oggi si considera un ottimo risultato concludere 1 vendita ogni 1.000 persone che entrano in un sito. Quindi devo immaginare che, se il mio prodotto è veramente interessante, devono entrare nel mio sito internet almeno un milione di persone perché io riesca a vendere 1.000 spilette.

Quanto costa un prodotto?

La maggioranza delle persone dovendo ipotizzare un piano economico parte dai costi di produzione dell’oggetto da vendere e lì si ferma.
Una spilletta costa 20 centesimi, la macchina per produrla 100 euro, se vendo 1.000 spillette il costo spilletta + ammortizzazione della macchina = 30 centesimi.
Le vendo a 1 euro e guadagno 70 centesimi.
Vero.
Ma devo aggiungere il costo del lavoro.
Anche se lavoro io.
Se in un’ora faccio 30 spillette impiegherò, calcolando anche il tempo per procurarmi l’attrezzatura, 40 ore per realizzare 1.000 spillette, a 10 euro l’ora sono 400 euro. E sono altri 40 centesimi.
E se poi calcolo anche le spese amministrative e fiscali finisce che la spilletta mi costa più di un euro.
E poi devo anche calcolare in quanto tempo il mio investimento avrà un ritorno economico e quindi gli interessi passivi sui soldi investiti.
A questo punto la spilletta dovrò venderla a un po’ di più…
Sembrano sciocchezze ma io sono riuscito a vendere una ventina di materassi in lattice biologico benedetto, perdendoci 25 euro a materasso.
Avevo fatto tutti i conti.
Mi ha fregato la differenza delle percentuali tra salire e scendere. Una cazzata da prima media che ha distrutto più imprese dei bombardamenti americani sulla Germania.
Voglio incassare 100 euro (cifra alla cavolo) per ogni materasso venduto, e su questo prezzo calcolo poi una percentuale del 30% per un venditore. 100+30=130 euro.
Ma quando il venditore lo vende a 130 euro è su quella cifra che calcola il suo 30%. Quindi vuole 39 euro.
(Se non riesci a capire questo concetto procurati un buon commercialista perché, come me, hai una tara contabile)

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

11 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti


La crisi non esiste!

E’ solo terrorismo dei media. Nessuno si vuol comprare il debito italiano? E a noi che ce ne frega?

Devo fare autocritica. Sono caduto anch’io nella rete dei mass media.
Mi ha aperto gli occhi una lunga discussione con Vincino.
La storia della crisi è una favola inventata dagli speculatori dell’alta finanza e tutta quella roba lì!
Non rischiamo di precipitare in un nuovo medioevo con città incendiate, bambini affamati e bande mercenarie che controllano il territorio.
E’ la solita favola che serve per spaventare la gente, far fare le montagne russe agli indici azionari e lucrare vergognosamente sui future sugli spread dei Btp.
Tutta roba sporca che se fossimo in un paese civile se la tocchi ti danno 10 anni di lavori forzati. E poi ti picchiano.
Le prove dell’imbroglio erano sotto i miei occhi e non le vedevo.
CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO