Informazione indipendente

Tutto quello che le tv per bene non ti raccontano

Quando Sant’Ambrogio organizzava le orge per non fare il vescovo.

A ottobre mio padre e mia madre torneranno sulle scene con un nuovo spettacolo sulla vita di Sant’Ambrogio.
E credo che ancora una volta ci sara' chi si scagliera' contro Dario Fo e Franca Rame come sempre colpevoli di lesa maesta'.
So di farvi cosa gradita anticipandovi l’essenza della storia anche perche' essa e' di estrema attualita'.
Ambrogio (Treviri, incerto 334/339 - Milano, 397), prima di divenire Santo era un alto funzionario dell’impero, un uomo potente… E proprio in virtu' della sua carica imperiale si trova a fare da moderatore nello scontro pubblico tra il candidato cattolico e quello ariano allo scranno di vescovo della citta'. Durante il dibattito, cercando di riassumere quali fossero le caratteristiche ideali del vescovo che bisognava scegliere, Ambrogio arriva a infervorare talmente il pubblico che alla fine gli gridano: “Fallo te il vescovo che sei cosi' bravo e simpatico!”
Lui non ne ha nessuna voglia e cerca di defilarsi: “Non sono neanche un prete…”
“Non ci importa niente!” grida la folla esaltata alla vista di un uomo che non si butta a pesce sopra una carica di altissimo rango.
Insomma lo incastrano per acclamazione.
Ma Ambrogio proprio non ne vuol sapere e per sfuggire al favore del popolo organizza una grande festa a casa sua, grazie alla collaborazione di alcuni amici fidati invita un gruppo di giovanissime e avvenenti prostitute e tutti insieme fan di tutto, con urla gemiti ululati e schiamazzi, per dar l’idea che si stia svolgendo un’orgia scatenata. E vanno cosi' avanti finche' arriva la polizia comunale e li porta via tutti, donne seminude comprese. Una volta riconosciuto e liberato dalle guardie Ambrogio si presenta all’assemblea della citta' di Milano e dice: “Perdonatemi, e' chiaro che non sono degno di ricoprire una carica religiosa, sono un peccatore, ho invitato le piu' grandi peccatrici della citta' a casa mia, ho compiuto con esse tutti gli atti piu' impuri che si possano immaginare, ho disonorato l’autorita' che rappresento, rinuncio quindi a essere investito della carica vescovile! Perdonatemi.”
A questo punto la folla grida: “Finalmente un uomo che ammette le sue colpe!”
“Finalmente un alto papavero che non scarica le sue responsabilita' sui suoi sottoposti!”
“Finalmente un uomo che ha il coraggio di ammettere i suoi peccati!” E’ te che vogliamo vescovo!”
Cosi' Ambrogio resta fregato e non puo' piu' tirarsi indietro e accetta di diventare la guida spirituale della citta'.
Ambrogio diventera' poi santo.
Vi lascio alle molte riflessioni possibili sulla differenza tra questo grande Ambrogio e altri personaggi contemporanei…
Visti i tempi che corrono e la decadenza della chiesa moderna forse anche Berlusconi avrebbe potuto diventare santo. Ma si e' fregato per non aver avuto il coraggio di recitare un mea culpa adeguato alla misura dei suoi peccati.
E questa e' una buona notizia.
Rischiare di vederlo anche santo sarebbe stato troppo per le mie fosche pupille.
Anche lui finira' nel dimenticatoio di quella schiera infinita di potenti che colti con le mani nel sacco hanno detto: “Io non sapevo che erano prostitute le 19 ucraine vestite da Babbo Natale che mi si spalmavano addosso. Le ha portate un amico. E poi essere un consumatore ultimo non e' reato. Io non ho mai pagato una donna…”
Vorrei chiosare sopra una sottigliezza: che tipo di ego pressurizzato ha un uomo ultrasettantenne calvo-trapiantato, basso di statura e con la faccia asfaltata dal cerone, che e' convinto di essere talmente sessualmente attrattivo da trovare normale che centinaia di ragazze con la pelle d’angelo facciano a gomitate per trastullarlo senza essere pagate per farlo?

PS
Nota storica: Sant’Ambrogio poi fu un vescovo veramente rivoluzionario. Una delle sue battaglie piu' violente e pericolose fu quella in difesa delle monache di clausura.
Fa ridere dirlo oggi ma le monache furono un fenomeno piu' rivoluzionario di Lotta Continua.
A quei tempi, siamo nel 300 dopo Cristo, la donna era una cosa di proprieta' del padre prima e del marito poi, e il matrimonio era una questione economica importantissima. Serviva per stringere alleanze, suggellare patti commerciali, fusioni politiche e incassare denaro contante.
Bambine venivano sposate a vecchi rugosi, bassi, calvi e con l’alito mefitico. E non avevano nessuna possibilita' di sottrarsi a un destino infame di botte e gravidanze a catena.
A meno che non scegliessero di fuggire e adattarsi a vivere in mezzo ai paria pochi anni di fame e sofferenze (i poveri morivan giovani oltretutto, le donne in particolare…).
Siamo ancora sotto l’Impero Romano e le donne contano quanto gli animali.
Quando alcune giovinette fuggono di casa e con l’appoggio di alcuni settori della chiesa creano delle comunita' monacali scoppia il finimondo. Gruppi di signorotti spalleggiati dai loro sgherri vanno a sfondare le porte dei monasteri e si portano a casa le figlie con la forza. Gran parte del clero si unisce a loro sostenendo che la donna e' indegna e incapace di dedicare la propria vita al Signore fuggendo cosi' dalla patria potesta'.
Esse compiono un peccato mortale non rispettando il padre e la madre e ribellandosi al loro potere!
Sant’Ambrogio interviene in difesa delle monache, arrivando a schierare i suoi uomini, armati, in difesa dei conventi e intraprendendo uno scontro a tutti i livelli per garantire la sopravvivenza di questa esperienza religiosa e sociale incredibile per quei tempi: comunita' composte solo da donne che si organizzavano in modo autonomo per gestire la propria vita.
E fu grazie a questa battaglia che alla fine i monasteri si imposero in Italia e in Europa.
Qualcuno dira' che la clausura non e' una grande alternativa al matrimonio coatto.
Credo che se provasse a passare una notte con un commerciante di pesce del Giambellino di 73 anni, basso, pelato e reazionario, e col diritto di usare la frusta, forse cambierebbe idea. Rapidamente.
La clausura e' meglio.
Molto meglio!


Il 25 luglio, a Alcatraz, faremo una grande festa e proclameremo la secessione dall’Italia!

Le monete della Libera Repubblica di AlcatrazFonderemo una Libera Repubblica naturalistica e poetica, un gesto dadaista, un grande gioco. Ma un gioco vero.
Ogni volta che diciamo che fondiamo una repubblica vediamo le facce degli amici che si illuminano.
Abbiamo bisogno di uno spazio per il sogno.
Dal 25 luglio saremo una Libera Repubblica fondata sul gioco, il comico, la passione, la fantasia e l’impegno civile.
Abbiamo gia' avviato le pratiche per essere riconosciuti dalle decine di micro repubbliche del mondo (siamo dentro un movimento planetario).
Poi chiederemo di entrare nell’Onu, nell’Unione Europea e nel G14 (che dovra' diventare G15).
Una cosa possiamo garantire fin d’ora: La Repubblica sara' un grande strumento per fare casino!
Fin d’ora e' possibile diventare cittadini della Libera Repubblica di Alcatraz e ottenere denaro, passaporto, bandiera e quant’altro pagando una tassa di 100 euro (che verranno investiti per il 90% in ricerca scientifica e solidarieta' internazionale e per il 10% per fornire aiuto ai cittadini della Repubblica che si trovassero in difficolta'.).
Da settembre sara' anche possibile aderire alla Repubblica per via telematica.
Per ora fateci gli auguri.
(Intanto Bossi chiacchiera e noi facciamo i fatti)
Vuoi saperne di piu'? Leggi qui http://www.jacopofo.com/libera-repubblica-alcatraz-costituzione

I francobolli della Libera Repubblica di Alcatraz
Nelle foto le monete e i francobolli della Libera Repubblica di Alcatraz
(clicca sulle immagini per vederle più grandi)

 


La Libera Repubblica di Alcatraz

Il 12 aprile 2008 scrivevamo: se rivince Berlusconi la Libera Universita' di Alcatraz dichiara la secessione dall’Italia!
Berlusconi, indiscutibilmente ha vinto e noi ci apprestiamo a tener fede agli impegni. In questi mesi abbiamo lavorato in silenzio e abbiamo battuto moneta, IL TALENTO, abbiamo stampato bandiere e passaporti, francobolli e autoadesivi e il 25 luglio 2009 proclameremo la seccessione dall’Italia. Ciao ciao! Ce ne andiamo!
Li lasciamo con i loro scandaletti, le ballerine ucraine vestite da Babbo Natale per trastullare il Premier, l’evasione fiscale, i maleducati, quelli che saltano le code, che superano gli ingorghi usando la corsia d’emergenza, vivono di piccole furbate, mazzette, mancanza d’amore, sindrome dell’avarizia piccina eccetera. Segnatevi questa data: 25 luglio 2009, sara' la nostra festa dell’Indipendenza.

La Bandiera della Libera Repubblica di Alcatraz
La bandiera della Libera repubblica di Alcatraz


LA LIBERA REPUBBLICA DI ALCATRAZ (COME SARA’? DI’ LA TUA!)

Elementi per la CARTA COSTITUZIONALE di una LIBERA REPUBBLICA SIMPATICA.

1 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' una nazione fondata sulla poesia. Essa nasce dal rifiuto della banalita', dalla ricerca e il desiderio di fantasia e generosita' e nel diritto alla felicita'.

2 - La Libera Repubblica di Alcatraz promuove la crescita spirituale dei suoi cittadini. Riconosce il valore mistico e terapeutico del comico, del gioco, della convivialita', del bello e del rispetto della parola data.

3 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' un atto d’amore universale, una ribellione dello spirito, un sogno, un gioco, una realta' energetica ed empatia capace di agire sulla storia del mondo come un lievito emozionale positivo. Libera Repubblica di Alcatraz e' un’immodesta scalata al cielo degli archetipi del potere.

4 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' una nazione laica e spirituale.
Intrattiene legami genetici con il culto gioioso della Dea Madre e con qualunque altro culto che esalti l’amore, la fratellanza, il ridere come fulcro dell’esperienza di vivere. Aborrisce invece quelle fedi che esaltano la mortificazione del corpo, il dolore, la guerra, la benedizione delle armi, il perdono per gli sfruttatori di bambini, la censura delle idee, la vendetta come struttura mentale.

5 - Ogni cittadino e' simbolo della nazione e ha quindi la resposabilita' di perseguirne gli scopi. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge ma profondamente diversi. La Libera Repubblica di Alcatraz promuove la diversita' in tutte le sue forme e adora il valore individuale, il senso dell’onore, la generosita', il sentimento pacifico, la gentilezza e l’amore.
Tutti i cittadini hanno diritto di voto di parola, di gioco e di rispetto.
Tutti i cittadini sono tali se partecipano attivamente alla costruzione della Libera Repubblica, nei loro cuori e nelle loro azioni.

6 - Ogni cittadino e' un dipartimento dello stato e ne ha le funzioni e le prerogative. Puo' quindi proporre leggi, iniziative e festeggiamenti a patto che sia poi disposto e capace di concretizzarli (anche trovando chi voglia concretizzarli con lui).
Ogni cittadino e' quindi un distaccamento dell’Esercito Disarmato della Libera Repubblica, dipartimento dell’educazione, sede di giustizia, unita' di soccorso mobile, partito politico, nucleo dell’apparato burocratico.
I cittadini prendono a maggioranza tutte le decisioni che ritengono di voler prendere, tramite una votazione elettronica.

7 - I CITTADINI godono del diritto di protezione. La Repubblica si prende cura dei suoi cittadini. La Repubblica crea fin da subito un FONDO INALIENABILE DI SOLIDARIETA’ con il quale sosterra' la difesa dei propri cittadini corrispondente al 10% DELLE ENTRATE ERARIALI. IL RESTO DELLE ENTRATE DELLA REPUBBLICA VIENE COMUNQUE DEVOLUTO AL BENESSERE DEI CITTADINI attraverso il finanziamento di imprese solidali, ricerca scientifica e tecnologica, iniziative internazionali volte al miglioramento della vita su questo pianeta (ad esempio chiederemo di partecipare al prossimo G14 che grazie alla nostra presenza sara' un G15).
 
8- Ogni cittadino difende i suoi connazionali

9 - La Repubblica ha a cuore anche la vita dopo la morte dei propri cittadini.  Il riposo eterno sia confacente a una vita passata alla ricerca della felicita'. Ogni cittadino ha quindi il diritto di seppellire le proprie ceneri all’interno dei maestosi boschi della Repubblica. Questa opportunita' sara' gratuita (ovviamente restano a carico dei cittadini l’individuazione del luogo, il funerale e l’inumazione).

10 - La Libera Repubblica di Alcatraz ha un suo centro geografico ma e' anche dovunque ci sia un cittadino. Quindi e' provvista di enclavi entro i confini di altre nazioni. Isole territoriali autonome, sub localita' poetiche. All’atto della presa di cittadinanza il nuovo membro della Repubblica decide se intende asservire un luogo geografico di sua esclusiva proprieta' all’interno dei confini sacri della nazione. In questo caso dovra' issare la BANDIERA NAZIONALE in modo che possa garrire spavalda ai venti.

11 - Ogni cittadino puo' sostenere la Repubblica con le opere e con il pagamento di una tassa annuale di euro 100 (clicca qui) che dara' alla Repubblica i mezzi economici per sostenere la sua missione nel consesso delle altre nazioni del pianeta: PORRE FINE A TUTTE LE GUERRE, ALLA POVERTA’ MATERIALE E INTELLETTUALE, ALLA DENIGRAZIONE DELL’AMORE.  La Libera Repubblica di Alcatraz perseguira' questi obiettivi attraverso pratiche pacifiche e stupefacenti via via concordate con i cittadini attraverso liberi sondaggi.
Qualora un cittadino intendesse proporre un evento, una campagna promozionale, una qualsiasi  iniziativa che richiedesse  un investimento economico la richiesta sara' vagliata dagli altri cittadini e messa ai voti nonche' eventualmente finanziata da una sottoscrizione  specifica.

12  - I cittadini che vorranno potranno riconoscere il valore economico della moneta nazionale e usarla per i loro scambi al posto di altre valute. Ugualmente i francobolli della Libera Repubblica di Alcatraz potranno essere utilizzati per spedire messaggi cartacei all’interno della Libera Repubblica di Alcatraz e nelle enclavi che si attrezzeranno con un Ufficio Postale Poetico.

13 - All'interno dei territori della Repubblica sono legalizzati tutti i matrimoni, anche interspecie.

14 - Nella Libera Repubblica di Alcatraz la sfiga e' un reato punibile con massaggi in acqua calda e sedute di comicoterapia.

Avevo scritto:
Fondiamo la Libera Repubblica di Alcatraz. Scaviamo un fossato, battiamo moneta, stampiamo francobolli, distribuiamo passaporti. Grazie al sole abbiamo l'indipendenza energetica, grazie a internet disponiamo di terribili canali di controinformazione, abbiamo acqua e cibo a sufficienza e abbiamo il nostro cimitero, la nostra bandiera. I veterani delle guerre indiane metropolitane del '77, i veterani delle Brigate Macondo e i claun sciamani difenderanno i nostri confini.
Fra poco avremo anche le auto elettriche e un pulmino a batterie assicurera' i trasporti pubblici del nostro stato indipendente. E visto che fra breve avremo anche uno spaventoso surplus energetico grazie ai mulini a vento, l'Italia non potra' scocciare piu'; di tanto perche' la nostra corrente elettrica sara' per lei vitale.
Abbiamo in mano la leva energetica!
Qualcuno potra' dire che al massimo arriveremo a produrre 200 kwh che non e' un gran che. Ma la differenza tra il black-out e il NON black-out e' di un solo kilowatt. Ecco, noi produciamo quello.
E siccome oggi come oggi nessuno Stato e' tale se non e' in grado di difendersi con le armi, i laboratori segreti di Alcatraz hanno gia' iniziato la progettazione di una batteria di baliste e catapulte, oltre a un grande specchio di Archimede che incenerira' qualunque forza militare straniera vorra' solcare i nostri cieli senza autorizzazione.
Inoltre abbiamo acquistato una partita di 200 cerbottane a due colpi realizzate da valenti armaioli piemontesi con ottime canne da lampadario.

Chiunque volesse appoggiare il progetto della Libera Repubblica di Alcatraz puo' contribuire nei seguenti modi:

1. Realizzare l'Inno Nazionale.
2. Trovare una tipografia in grado di realizzare banconote e francobolli con filigrana.
3. Progettare il Passaporto Digitale di Alcatraz che e' dotato di una memoria di dati, un sistema di identificazione, un rilevatore di posizione passivo, una torcia elettrica e una lente di ingrandimento. E' altresi' dotato di pinzetta per togliere le spine che si piantano nella pelle (come sopravvivere senza?).
4. Realizzare la costituzione e le leggi, che verranno approvate dall'assemblea web della Nazione Nascente dopo apposito dibattito.
5. Scrivere una lista di tutto cio'; che ci serve per fare una nazione e che qualcuno potrebbe poi realizzare (solo chiacchiere).
6. Scrivere fiabe e leggende mitologiche della nazione.
7. Realizzare il museo virtuale di Alcatraz.

Per concludere vorrei osservare che avere una nazione e' meglio.
Soprattutto se si tratta di una nazione amorevole che cerca di proteggere con tutte le sue forze i propri componenti.

Riconciliati con la vita!
Taglia anche tu i ponti con l'Italia.
Non ne vale la pena.

Ora che sono arrivato a scrivere fino a qui mi sono reso conto che in fondo forse varrebbe la pena di dichiarare l'indipendenza dall'Italia anche se, puta caso, l'Essere non vincesse.

Usare lo spazio dei commenti a questa news per proposte, critiche, osservazioni, riflessioni e quant'altro. Il dibattito e' aperto.

Per diventare cittadino della Libera Repubblica di Alcatraz clicca qui


Appello per Rudra Bianzino, il padre entrò in carcere per alcune piante di canapa. Il giorno dopo era morto...

Una vergogna nazionale.
Ora la madre di Rudra è morta e pure la nonna con la quale lui viveva. Lanciamo insieme a Beppe Grillo e al gruppo degli Amici di Beppe Grillo di Perugia una sottoscrizione.

Potete versare i vostri contibuti sul conto corrente aperto presso Banca Etica,
IBAN: IT61R0501812100000000128988 BIC: CCRTIT2T84A intestato a: "BEPPE GRILLO PER RUDRA BIANZINO".

Trovi la storia di Bianzino ai seguenti link: http://www.jacopofo.com/node/3777
http://www.jacopofo.com/bianzino_cannabis_marijuana_droga_proibizionismo

CANAPA LIBERA!
Perché vogliamo la liberalizzazione della canapa e perché alcol e antidepressivi sono molto più pericolosi: http://www.jacopofo.com/proibizionismo-droghe-psicofarmaci-antidepressivi

Palpare i bambini, tirare la coca, ubriacarsi, rubare, fare la guerra e rompere i coglioni a chi si fa le canne http://www.jacopofo.com/?q=node/2249

Combatti la mafia! Pianta marijuana! http://www.jacopofo.com/?q=node/2767


Cosa stiamo cercando di fare?

Qualche tempo fa una ragazza mi ha chiesto cosa stessi facendo, in realta'.
IN REALTA’, come se quel che stessi facendo in pratica fosse solo un paravento per altro.
Non lo chiedeva in modo aggressivo. Semplicemente le sembrava che dietro le cose delle quali ci occupiamo ad Alcatraz ci dovesse essere qualche cosa che le sfuggiva.
Era curiosa.
E mi sono reso conto che quel che per me era chiaramente espresso e visibile in realta' non risulta per nulla chiaro guardando quel che combiniamo dal di fuori.
Ecco quindi il motivo di questo articolo, spiegare cosa stiamo tentando di fare (e ogni tanto ci riesce).

Per anni ho provato ad attaccare questo sistema di potere e di soprusi. C’e' chi ha la mania delle donne con il seno grosso, chi ha la mania dei soldi, chi quella della Juve e chi ha quella della rivoluzione.
A differenza delle altre manie, quella di migliorare il mondo ha implicazioni esistenziali potenti. Determina il modo nel quale vivi. E ti insegna a cambiare ogni volta che subisci una sconfitta. Il che accade sovente.
Seguendo l’evoluzione dei tempi ho tentato vari sistemi insieme a molti altri compagni, raccogliendo qualche risultato concreto e molti insuccessi. Esasperati dalla ferrea resistenza delle abitudini, delle convenzioni mentali e delle paure verso il cambiamento abbiamo passato notti intere a discutere.
A un certo punto, era il 1974, abbiamo capito che tentare di concludere qualche cosa con la violenza era inutile e, anzi, rafforzava l’aristocrazia del denaro.
Abbiamo deciso di continuare il nostro lavoro politico in modo pacifico.
Ben presto ci siamo resi conto che a quel lavoro mancava qualche cosa.
Abbiamo trovato una parte di quel che ci mancava, estraendo dall’arte e dal comico il senso del ridicolo e usandolo come spada filosofica. Abbiamo scelto la risata come scopo spirituale dell’esistenza. E lentamente abbiamo capito che l’ironia e' la forza che fa levare il sole quotidianamente. Un percorso che e' partito con le vignette dell’Avventurista sul quotidiano comunista Lotta Continua ed e' continuato con il Male, Zut, Tango, arrivando a Patch Adams, Miloud e Kataria con i quali ci incontrammo in un grande convegno a Alcatraz nel 1999, riuscendo con riti sciamanici strabilianti a fermare la fine del mondo che era prevista allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno del millennio.
Il centro dello Chu Du Zai del comico e': non prendersi sul serio, non prendere sul serio il mondo, chiedersi sempre: “Dove sono ridicolo?”

Il ridere dona il senso della concretezza. E agli inizi degli anni ’80 era chiaro che una stagione di lotte era finita e che ci attendevano bui anni di yuppismo sfrenato.

Nel 1980 realizzai un supplemento speciale del Male intitolato: “Dal rosso alla policromia” un manifesto politico che poi diventera' un libro:”Come fare il comunismo senza farsi male”. L’idea sostanziale e' che il potere imperialista e stronzo non si regge piu' sulla forza militare ma sul consenso. Possiamo teoricamente cambiare il mondo semplicemente smettendo di comprare i prodotti che contengono guerra e inquinamento e creando auto, cibi, elettrodomestici e vestiti ad alto contenuto etico di gioia e rispetto. Nel libro si proponevano gruppi di acquisto, commercio equo e solidale, boicottaggio delle multinazionali, cooperative ribelli. Il libro ebbe un certo successo, negli anni ne vennero vendute 15 mila copie. Ma erano discorsi prematuri. Un sogno. Quello della nascita di un nuovo tipo di militante rivoluzionario, capace di collegare imprese economiche antagoniste e cultura ribelle grazie a una macchina fantascientifica: il Comunicatore Globale. Non avevo proprio idea che contemporaneamente, negli Usa stessero trafficando con i primi pc. Allora il pc era solo il Partito Comunista. E anche adesso, ogni volta che leggo pc ho un sobbalzo maoista (in fondo il PC non e' morto, si e' solo trasformato in un computer).

Nel 1981, insieme a un gruppo di amici ci rendemmo conto che prendere per il culo il Sistema del Dolore non era sufficientemente devastante. Era necessario costruire un posto dove poter far sopravvivere lo spirito della rivolta minacciato dall’Edonismo Reganiano.
La rivoluzione non c’era stata perche' le persone non avevano fiducia, non avevano digerito le nuove idee. La fine del sistema delle multinazionali del dolore era una questione essenzialmente culturale, di stili di vita, di modi di pensare.

Ci serviva un incubatore per le nuove idee.
Per questo decidemmo di creare un centro dove si potesse dibattere, studiare, sperimentare e costruire diversamente. Un posto che fosse ecologico, biologico, si occupasse di proteggere boschi, uccellini, insettini deliziosi. Nasce cosi' Alcatraz con i suoi 4,7 milioni di mq di boschi salvati dalle motoseghe e 80 mila alberi piantati per rallentare l’avvelenamento del pianeta. E iniziano le campagne di informazione degli anni ’80 sul risparmio energetico e l’isolamento termico dei tetti delle case. Ci pigliavano per marziani.
Da 27 anni alla Libera Universita' passano grandi innovatori nel campo dell’arte, del benessere, dell’ecologia, a volte sconosciuti, che ci portano informazioni non omologate e invenzioni straordinarie. Alcatraz diventa il centro di produzione, tra l’altro, di decine di libri e video che hanno cercato di raccogliere gli elementi essenziali della nuova cultura fiorita a partire dai giorni della grande rivolta del ‘68.
Siamo megalomani e vogliamo realizzare un’enciclopedia universale alternativa (mica bubbole). Qualche cosa riusciamo a mettere insieme: 32 volumi e le 150 puntate di Atlantide Tv.

Ma torniamo a quell’Alcatraz che muoveva i primi passi: gia' da subito ci accorgemmo che ancora mancava qualche cosa.
Abbiamo girato a lungo intorno al problema del nocciolo duro della tristezza e della noia, dell’ignavia e della pigrizia mentale, malattie dell’anima ingrassate dal virus della televisione passiva. E ci siamo convinti che la rivoluzione non aveva bisogno solo di lotta di classe e di ecologia, dovevamo portare avanti anche la cultura della rivolta nei comportamenti individuali. Avevamo appreso la lezione del femminismo e della contestazione omosessuale dei ruoli. E ora arrivavano sulle nostre colline uomini e donne che ci dicevano che se non si liberava anche il corpo, se non si capivano i meccanismi della mente, se non si sviluppavano stati d’animo e pensieri positivi non avremmo mai avuto una societa' nuova. La cultura non e' solo quello che sai e come ti comporti con gli altri, e' anche l’idea che hai di te e come ti ascolti.
Nasce cosi' nel 1983 il primo corso di Ecologia del Corpo, punto di arrivo di una ricerca durata parecchi anni, che coinvolge molti ricercatori nel settore del benessere psicofisico.
Questo laboratorio interdisciplinare e' all’origine dei corsi di Yoga Demenziale che iniziano qualche anno dopo.
Contemporaneamente partono iniziative sul parto dolce, la didattica non autoritaria con il sostegno all’asilo Diana di Reggio Emilia. E fanno scalpore le iniziative sull’educazione sessuale.
Se parli di sesso sei un maniaco sessuale e il punto G e' un’allucinazione feticista.
E anche questo lavoro di catalogazione di conoscenze proibite entrera' a far parte dell’Enciclopedia Universale (come quella di Diderot ma piu' sexy).
Passano gli anni, con centinaia di corsi organizzati, da quelli per scalpellini che lavorano la pietra a quelli di comunicazione interpersonale per una cooperativa di muratori emiliani. Vacanze per bambini, ragazzi, disabili, pazzi, giovani teppisti, attori, claun terapeuti. Apriamo un maneggio dove si pratica la doma etologica (coi cavalli ci si discute invece di picchiarli) e ci deliziamo con 20 tonnellate di cibo biologico cucinati deliziosamente da Angela Labellarte. Milioni di lire di prodotti del commercio equo e solidale venduti, centinaia di migliaia di volantini, manifesti, giornaletti (Cacao) stampati.
Nel 1997 ci rendiamo conto che sta succedendo qualche cosa. Internet. Sostanzialmente il paradiso per gente abituata a stampare volantini illeggibili con il ciclostile.
E contemporaneamente una nuova idea che arriva dall’oriente ma non c’entra niente con lo yoga.
Mi capita in mano “Il banchiere dei poveri” di Yunus. E questo diventa una bomba nel mio cervello. Nel terzo mondo milioni di donne sono uscite dalla miseria grazie a un’invenzione: il microcredito. Riprende forza la speranza di creare una struttura economica capace di far germogliare nuove forme di imprenditoria antagonista.
E capiamo che i tempi sono maturi per sposare questo sogno con le ecotecnologie che nel frattempo si sono sviluppate raggiungendo la maturita' tecnica e la produzione su vasta scala. 
Apriamo 15 siti internet, trasformiamo Cacao, rivista cartacea di Alcatraz, in un quotidiano di buone notizie, apriamo chat, forum e un sito di vendita per corrispondenza di prodotti ecotecnologici, bio, del commercio equo e solidale. Ci indebitiamo per lanciare una campagna: Pannelli solari termici contro la guerra.
Organizziamo un gruppo di ingegneri, corsi per idraulici, ci connettiamo con produttori etici. Contemporaneamente ci mettiamo alla ricerca di nuove tecnologie: riduttori di flusso, auto ad aria compressa. Proponiamo conti bancari a costo zero con 4,5% di interesse annuo, un tasso eccellente per quei tempi, poi c’e' l’assicurazione etica, la telefonia etica. Eppure c’e' qualche cosa che non funziona. Siamo partiti troppo presto. Riusciamo a costruire solo due impianti solari termici. Non li vuole nessuno. Quando parliamo di riduttori di flusso ci ridono in faccia. Per la maggioranza della sinistra la rivoluzione delle ecotecnologie non ha senso.
Affrontiamo un disastro colossale quando le banche ci dicono che il nostro indebitamento ha superato il tetto massimo consentito (TMC) e noi siamo completamente nella merda (CNM).
Capisco anche di aver fatto un errore colossale dal punto di vista organizzativo. CommercioEtico, la struttura che gestisce il progetto nasce come incubatore e ha lo scopo di sparire al piu' presto, ma comunque e' una struttura piramidale che non riesce a sviluppare le potenzialita' di iniziativa dei singoli. Non avevo capito il valore portante che nel microcredito di Yunus ha lo spirito di autoimpresa, la soddisfazione e l’entusiasmo che genera essere padroni di se' stessi.
La nave sta affondando. Alcatraz sta per chiudere. Berlusconi vince le elezioni e due attentati abbattono le Torri Gemelle.
La pubblicita' su internet crolla mentre raggiungiamo il milione di utenti al mese. Chiudiamo le chat, i forum, lo studio dove lavoravano 5 web master straordinari.
Azzeriamo i costi e lanciamo una sottoscrizione.
Raccattiamo i pezzi. Incassiamo qualche colpo di fortuna. Smembriamo tutta l’azienda. Alcuni pezzi vengono salvati da chi se la sente di fondare una societa' e rilevare un ramo dell’impresa.
Si sopravvive nuotando sott’acqua grazie a molti che continuano a darci ossigeno.
Qualche cosa di buono l’abbiamo seminato se c’e' qualcuno che non vuole che si chiuda. 1500 persone sottoscrivono i 27 mitici euro dell’abbonamento a Cacao e con un referendum decidono che pero' dovra' continuare a essere spedito ogni giorno gratis anche a chi non ha pagato.
10 mila persone comprano i prodotti di www.commercioetico.it, ora gestito da Merci Dolci Srl. Comunque ci aspettano 5 anni di vacche magrissime. Ma qualche altro punto riusciamo a segnarlo, grazie alla rete di contatti che abbiamo costruito e questo ci aiuta a non morire di depressione.
Con uno storico spettacolo contro la guerra, insieme a Dario e Franca riusciamo a mettere insieme 2 milioni di spettatori che ci vedono sul web, sul satellite e su 28 televisioni locali. Parrebbe persino possibile riuscire a mettere in piedi una tv indipendente. Facciamo i conti e proponiamo di finanziarla con gli utili che raccoglieremmo con la consociazione di 50 mila contratti telefonici: risparmi sulla bolletta del telefono il 15% e contemporaneamente finanzi la tv della controinformazione. Gli artisti, i giornalisti e gli anchorman cacciati a pedate dalle tv di Berlusconi sono ormai un battaglione, se si riuscisse a metterli assieme ne uscirebbe una tv popolare di grande successo.
Ma il movimento non e' interessato.
Segniamo il punto della bandiera con Atlantide Tv e con un altro spettacolo storico di Dario e Franca, “L’Anomalo bicefalo” che prima va in onda su Sky senza audio e poi con l’audio, per la seconda volta raggiungiamo i due milioni di spettatori. Un’audience che molte trasmissioni Rai si sognano. Quantomeno abbiamo dimostrato che si puo' fare.
Ma anche sul fronte delle ecotecnologie otteniamo risultati notevoli. Esplode l’uso dei riduttori di flusso; l’olio di colza acquistato come biocarburante va esaurito nei supermercati del nord Italia; a Padova, con l’ingegner Fauri, realizziamo il risparmio di un milione e mezzo di euro all’anno delle spese del Comune, con un costo iniziale zero, ammodernando illuminazione stradale e caldaie.
Anche il fronte esistenziale ci da' soddisfazioni.
La comicoterapia si diffonde in decine di ospedali, il parto dolce pure, in tutto il mondo diventa famoso il metodo creativo dell’asilo Diana. Una serie notevole di ricerche scientifiche confermano il rapporto stretto tra stati d’animo e efficienza del sistema immunitario, e tra stati di coscienza, livelli di ascolto percettivo, creativita', mente animale e forza muscolare. Viene insomma confermata dalla scienza l’ipotesi cardine dello Yoga Demenziale. Ormai e' un fatto scientifico innegabile che fare un regalo, baciarsi, ridere e ascoltare le sensazioni sono metodi piu' efficaci contro l’influenza dell’aspirina. E se impariamo a usare meglio la mente scopriamo risorse creative, emotive, percettive e muscolari insospettate e ci guadagna la nostra autostima.
Poi esplode sui mass media l’emergenza ambientale e avanza un nuovo modo di pensare: milioni di persone scendono in piazza con Beppe Grillo.
Si scopre che la guerra in Iraq non era poi una cosa veloce e indolore. Le bombe non sono mai intelligenti. E forse avevamo ragione anche quando lanciavamo l’allarme economico: il sistema finanziario internazionale e' una truffa pazzesca.
Nel 2007 rilanciamo i gruppi d’acquisto con i pannelli solari fotovoltaici ed e' un successo enorme. Si scopre che l’auto ad aria compressa funziona veramente e Tata Motors inizia a costruire gli stabilimenti per produrla su grande scala. Con una grande campagna di ristrutturazione totale di tetti e pavimenti tagliamo il 90% della bolletta energetica e Alcatraz diventa una vetrina di ecotecnologie applicate. Partono iniziative a raffica per far arrivare in Italia tecnologie che altrove hanno ampiamente dimostrato la loro efficienza. I nostri video sulla rete raggiungono i 300mila spettatori. Qualche cosa si sta muovendo in tutto il mondo. Yunus prende il Nobel, il microcredito supera i cento milioni di prestiti.
Il resto e' cronaca di questi mesi. Il crollo delle banche fa aumentare esponenzialmente i conti correnti di Banca Etica.
Obama viene eletto proponendo l’efficienza energetica per rilanciare l’economia. Nelle scuole e nelle universita' si sente fischiare il vento della rivolta.
Qualche cosa sta cambiando. La rivoluzione delle ecotecnologie sta esplodendo. Sara' qualche cosa di incredibile. L’elezione di un nero alla presidenza degli Usa e' uno dei primi effetti collaterali.

Cosa vogliamo fare adesso?

Ci servirebbe un Obama, per uscire dalla crisi etica economica e politica italiana.
Intanto che aspettiamo il redentore che ci salvera' pero' vorremmo concludere qualche cosa di positivo da per noi.

In questo momento ci sembrano essenziali due direttrici sulle quali pochi compagni stanno lavorando e che invece richiederebbero maggiori investimenti e attenzioni:
A-Fronteggiare i danni economici della crisi con lo sviluppo delle ecotecnologie e di imprese etiche e alternative (come i mercati dell’usato e del baratto, i gruppi d’acquisto, la consociazione dei servizi).
B-  Dare forza al discorso esistenziale, alla crescita personale, alla condivisione della filosofia del dono e della collaborazione, alla strategia comica e ludica, perche' nei momenti difficili abbiamo piu' bisogno di amore, di risate, di fratellanza e sorellanza.

Per fare questo vorremmo seguire il metodo che finora ci ha dato maggiori risultati. Affiancare persone che lavorano professionalmente (pagate) al lavoro volontario. Creando contemporaneamente la possibilita' che via via che le singole azioni raggiungono la maturita' ci sia il passaggio di alcuni dal lavoro volontario a quello retribuito. Questo e' un punto molto importante. Il lavoro dei volontari e' essenziale in questo momento, come lo sono le donazioni di denaro che ci permettono di stare in piedi. Ma e' importante che al contempo si lavori per permettere a un numero sempre maggiore di persone di abbandonare lavori alienanti al servizio dell’economia dominante rendendo redditizia anche economicamente l’attivita' ribelle. Le imprese etiche sono le uniche in grado di fornire alla lunga il carburante (energia e denaro) necessario al Movimento.
Vorremmo organizzare un piccolo gruppo di persone capaci di collaborare via web per sviluppare azioni semplici, fattibili in tempi rapidi e che realisticamente possano portare al successo creando microcambiamenti concreti e duraturi.
Se ti interessa collaborare e hai tempo da investire vieni a trovarci ad Alcatraz, ne parliamo e vediamo se c’e' un settore della nostra attivita' che possa interessarti.
Per chi poi volesse aiutarci ma ha poco tempo ci sono parecchie altre possibilita'.
Continuiamo a lanciare appelli per rendere piu' visibile l’attivita' che svolgiamo.
Il lavoro di aiutarci sui singoli temi, facendo girare le informazioni in rete e tra gli amici e linkandoci, e' per noi essenziale. E oggi, grazie ai blog, a Facebook eccetera, e' facile sostenerci ed e' possibile farlo anche con poco tempo a disposizione. A questo proposito in appendice ripubblico un articolo che ho scritto un po’ di tempo fa sulla possibilita' di concludere molto di utile anche solo investendo mezz’ora alla settimana. Basta che sia una mezz’ora proficua e centrata su un programma.
Un altro modo semplice per appoggiare il nostro lavoro e' aiutandoci nelle ricerche e segnalandoci notizie interessanti.
Puoi sostenerci anche nel progetto http://www.nonfartifregare.it/Ospedali/ fornendo la tua recensione di un reparto ospedaliero. Un tentativo eroico di riformare il servizio sanitario italiano partendo dal basso. Per saperne di piu' sul progetto vedi: http://www.jacopofo.com/recensioni-ospedali-non-farti-fregare-sanita-salute-medicina
Se hai un blog o un sito hai la possibilita' di connetterti alla nostra rete di scambio banner tra siti etici www.stradaltenativa.it.
E puoi scambiare con noi recensioni: http://www.jacopofo.com/scambio_link_siti_etici_ecologici_artistici_gratis
Oppure potresti aderire al gruppo d’acquisto di telefonia fissa e adsl (http://www.commercioetico.it/servizi/telefonia/index.htm) o al gruppo d’acquisto di energia da fonti rinnovabili (http://www.commercioetico.it/energia-rinnovabile/index.html).
Se poi hai un tetto orientato a sud puoi aderire al gruppo d’acquisto fotovoltaici (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari). Puoi ristrutturare o costruire la tua casa utilizzando il nostro servizio di consulenza sull’efficienza energetica (http://www.jacopofo.com/gruppo-acquisto-case-ecologiche-legno-efficienza-energetica).
E fra breve potrai anche diventare cittadino della Libera Repubblica di Alcatraz. Si', abbiamo deciso di proclamare la secessione. Non vogliamo farci mancare niente.

Buon divertimento!
(La rivoluzione e' uno spettacolo di gala!)

Sempre su questo argomento puoi leggere anche Fai la rivoluzione! Bastano 30 minuti alla settimana.


Ho sposato una napoletana e non è vero che non si lava! A proposito dei canti razzisti del leghista Matteo Salvini

Ecco il video di MATTEO SALVINI, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE BILANCIO DELLA REGIONE LOMBARDIA, MENTRE A PONTIDA CANTA UNA CANZONE CONTRO I NAPOLETANI in coro con altri leghisti.
SI è GIUSTIFICATO DICENDO: SOLO INNI DA STADIO...
BEATO LUI...


Ohh! Mister Obama, io ti prego! Solo tu puoi aiutarci.

Mister Obama, noi siamo qui in Italia, alla periferia dell’Impero e ti scrivo perche' solo tu puoi aiutarci.
Qui sta succedendo qualche cosa che non va.
Bush, quella strana persona, ha deciso di costruire vicino a Vicenza una immensa base militare. Ce n’era gia' una ma gli sembrava piccolina.
La gente di Vicenza e molti italiani sono scesi in piazza a manifestare. Non abbiamo proprio bisogno di una nuova base militare, un nuovo monumento allo spreco di denaro, alla paura e all’odio.
Non ci servono missili piu' grossi carichi di bombe nucleari.
La tua elezione alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America ha segnato un punto di svolta nella storia di questo pianeta. Ora possiamo immaginare un’epoca di pace, di comprensione, di comunicazione. Un’epoca nella quale non ci si uccida piu' per il petrolio e si prenda l’energia dal sole, dal vento e dagli oceani.
E allora, Presidente, che c’entra con questo sogno una nuova luccicante base militare? Veramente vuoi buttare tutti questi soldi in nuovi bunker sotterranei, rampe di lancio, bombe?
Se qualcuno impazzisse potrebbe gia' adesso lanciare missili a testata nucleare sufficienti a distruggere mille volte questo pianeta. Quale potenza aggiuntiva potrebbe portare questa nuova base militare? Quando l’avrete costruita potrete distruggere il mondo milleuno volte?
Ne vale la pena?
Ne avete proprio bisogno?
Con i soldi che si risparmierebbero rinunciando a questo progetto potreste dare da mangiare e una scuola a un milione di bambini.
Se tu domani mattina facessi questo annuncio al pianeta, la gente direbbe: “Vedi, questo presidente vuole veramente cambiare il mondo.” E questo proteggerebbe l’America molto piu' di cento basi militari.
E poi a cosa servono oggi nuove basi militari?
L’Unione Sovietica non esiste piu' e sta lentamente aprendosi al progresso. La guerra con la Cina per il petrolio non ci sara' perche' tu stai aumentando dieci volte la velocita' della transizione all’economia delle fonti rinnovabili con i grandi investimenti che stai realizzando.
Una base militare nuova non servira' contro i nemici della tua patria che sono terroristi difficili da colpire con una bomba atomica.
Anzi, costruendo questa follia darai forza ai nemici degli Stati Uniti d’America che diranno: “Vedi, gli americani, parlano di pace ma costruiscono la guerra.”
Non conviene a chi ama il sogno di un mondo nuovo, investire denaro e intelligenza nel costruire, ancora, cattedrali del terrore irte di cannoni e filo spinato.
Abbiamo bisogno di segnali d’amore.
Yes we can!
Fermiamo i cani della notte.
Ieri a Vicenza, ancora una volta, questo sogno oscuro di potenza ha causato altri feriti e altro dolore.
Gia' ora questa base militare sta armando le mani di chi conosce solo l’odio.
Tra i manifestanti pacifici si infila gente che vuole la guerra. E invita a nozze chi nelle forze dell’ordine rimpiange l’uso di massa dei manganelli e dei lacrimogeni.
Ti prego Obama, ti prego.
Compi l’impossibile, l’inaspettato.
Un gesto d’amore, un gesto di fiducia, una preghiera per l’anima degli uomini.
Ferma questa follia.
Noi stiamo lottando e gridando, da anni contro questa malvagita' insensata. Ma le nostre proteste vengono calpestate, ignorate.
Viviamo in un pezzo di mondo strano, dove il buon senso, momentaneamente e' svenuto.
Noi abbiamo lottato con tutte le nostre forze, sinceramente, ma stiamo perdendo.
Noi non possiamo fermare questo ingranaggio, siamo uno Stato vassallo, alla periferia dell’Impero.
Si sta eseguendo quel che Bush ha deciso per noi e nessuno qua potra' mai opporsi. Ci sono trattati, accordi, impegni presi dai nostri strani governanti.
Noi non possiamo vincere da soli questa battaglia della civilta' della pace contro quella della guerra.
Tu puoi farlo.
Solo tu puoi farlo.
Se tu agisci noi saremo con te, siamo sempre stati con te.
Insieme possiamo farlo.

P.S.: Credo che l'unica via per impedire la costruzione della nuova base militare sia rivolgerci in massa a Obama e ai singoli cittadini Usa.
Al piu' presto pubblicheremo questa lettera tradotta e ti inviteremo a inviarla a qualche statunitense che conosci.
Potrebbe realmente funzionare.

 


Siamo riusciti a far passare l'informazione sulla censura allo spettacolo di Dario bloccato dal Vescovo...

Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno appoggiato nel cercare di far saper che il vescovo di Assisi ha bloccato lo spettacolo di Dario su Giotto.
Martedi' avevo mandato il comunicato stampa all'Ansa ma solo alcuni giornali locali avevano ripreso la notizia. E' stato risolutivo il fatto di tradurre l'articolo in inglese e inviarlo alla stampa estera. E il fatto che contemporaneamente su Facebook e sui blog la notizia e' rimbalzata. Dopo quattro giorni finalmente gli articoli sono usciti sui maggiori quotidiani e ieri anche il Tg3 ne ha parlato. Grazie alla collaborazione di molte persone straordinarie, che ancora hanno voglia di faticare su battaglie che si possono vincere, abbiamo ottenuto al 100% il nostro obiettivo.
Piccole vittorie... Ma una piccola vittoria al giorno toglie piano piano gli stronzi di torno.

Link per approfondire la notizia: http://www.jacopofo.com/vescovo_assisi_vieta_piazza_dario_fo


Giovanni voleva baciare Gaia. Ora si e' suicidato!

Una storia veramente triste. La sua vicina di casa, una pupa stratosferica, aveva risposto alla sua corte insistente con una sfida che sapeva di presa in giro: “Ti bacio solo se me lo chiedono in 50 mila”. Ma lui, occhialuto, calvo, il prototipo dello sfigato totale, aveva pensato di avere una possibilita'. Aveva lanciato un appello in rete: “Per favore, chiedete a Gaia di darmi un bacio!”
E in 50 mila si erano commossi di fronte alla forza dell’amore, immensa e vivificante, che ti fa tentare l’impossibile, avevano scritto a Gaia. Miracolo della generosita' del popolo italiano, prono di fronte a tutte le angherie e le mazzette, ma ancora capace di svegliarsi di fronte al piu' sacro dei sentimenti.
La richiesta di Giovanni, che rimbalzava su YouTube, aveva commosso perfino una grande multinazionale come la Nestle' che aveva deciso di sostenere Giovanni, per via che anche i Baci Perugina sono Nestle' e quando si parla di baciare si sentono parte in causa. Cosi' l’appello di Giovanni era rimbalzato su enormi cartelloni pubblicitaria nelle piazze italiane: “Aiuta Giovanni a baciare Gaia!”
Alla fine lei lo aveva baciato. Un bacio rapido, insignificante, senza passione, ma comunque un bacio.
Il problema di Giovanni era che lui si era veramente innamorato di Gaia. Ma tutta la storia era un’invenzione pubblicitaria. Un esperimento di pubblicita' virale escogitato dai cervelli malsani della multinazionale. Giovanni era stato scelto durante un provino che aveva riunito centinaia di possessori di facce da sfigato. Giovanni era risultato, agli occhi dei selezionatori della Perugina, il prototipo del super sfigato. Lo avevano pagato bene ma come ti senti quando scopri che incarni perfettamente la sfigataggine cosmica?
E come accade nella favole noir questo era solo l’inizio del calvario di Giovanni. Quando poi, sul set ha incontrato Gaia ha sentito le ginocchia tremare, il respiro spegnersi, la luce vacillare.
Gaia e' veramente una ragazza di una bellezza straordinaria. E non e' solo bellissima, e' anche una persona dolce, sensibile, intelligente. E Giovanni, l’attore, perde il controllo, si innamora perdutamente di lei. E sa che in nessun caso, la donna piu' bella tra mille che hanno partecipato al casting, si mettera' con lo sfigato assoluto scelto dagli uomini della produzione. E’ timbrato. E’ un giovane che ha un marchio addosso. Un marchio che non ti mette nella miglior condizione di partenza per dire a una donna che la ami.
E che cosa fai se sei tanto pazzo da tentare di corteggiarla comunque? Quale eroica azione puoi compiere, per davvero, che superi l’idea finta di chiedere a 50 mila persone di implorarla di baciarti?
Come fai a stupirla con un’idea di corteggiamento che superi le trovate dei piu' efficienti (e piu' spietati) pubblicitari d’Europa?
E poi c’era una questione che gli bruciava sulle labbra. Per tutto il tempo che era durata la campagna lui aveva aspettato, sempre piu' eccitato, il momento nel quale si sarebbero raggiunte le 50 mila mail e veramente lui avrebbe potuto baciare Gaia.
Quando era arrivato quel momento Giovanni non riusciva quasi a far arrivare l’aria ai polmoni.
L’avrebbe baciata! Un’unica volta. Un unico bacio. Un’unica possibilita' che la chimica dei loro corpi (che va al di la' delle etichette da sfigato) potesse innescare un’emozione amorosa nell’algida femmina riccioluta. Un sogno. O forse il delirio di un ragazzo che aveva la faccia impastata con la sfiga.
E oltretutto, verita' inconfessabile, quello sarebbe stato il primo bacio della sua vita. 31 anni, mai baciato. Giovanni aveva vissuto nella parte del mondo dove quelle cose non ti riguardano, le vedi solo alla tv.
E poi era arrivato il momento. Lui e' dietro alla porta che si apre su una parete finta in uno studio televisivo. Gaia e' dietro la porta che sta aspettando il ciak per suonare al campanello. Giovanni aprira' la porta e Gaia lo bacera'. LO BACERA’. Ma il regista si avvicina e dice: “Gaia, voglio un bacio veloce, non devi aprire la bocca, niente strusciamenti di lingua per favore, una cosa casta, un contatto di labbra e via!”
E Gaia aveva annuito. E a Giovanni il mondo gli era cascato addosso come un autotreno col rimorchio impazzito sopra un’autostrada cosparsa di olio di dolore e notti senza sonno. Non avrebbe avuto neppure quell’unico, sognato, bacio.
Che merda di mondo!
Alla fine Giovanni non ha retto alla depressione e si e' tolto la vita buttandosi sotto un camion di Baci Perugina. Ultima possibilita' di vendetta. Postuma. Ahime'.  
(Le multinazionali del latte in polvere gassificano l’amore. Non comprate i loro prodotti, hanno un sapore triste)

PS

Questa storia e' falsa solo in un punto: Giovanni non si e' suicidato. Sta bene e ha fondato l’associazione “Uomini con la faccia da sfigati che voglio cambiare il mondo.”
E per inciso Gaia, poi, e' anche andata a letto con lui. E lo ha trovato estremamente profumato.
Avranno un bambino a gennaio.

PPSS
Non so se abbiano fatto sesso assieme. Teoricamente sarebbe auspicabile, soprattutto per Gaia, gli uomini di valore con la faccia da sfigati sono decisamente meglio dei produttori di spot con il Ferrari.
Il tutto ipotizzando che Giovanni sia un tipo di valore. Ma niente e' mai certo. A volte anche quelli con la faccia da sfigato possono essere degli sfigati. La vita non e' un film.

Su questa storia e la campagna mediatica che abbiamo lanciato contro lo sfruttamento pubblicitario del romanticismo del popolo vedi: http://www.jacopofo.com/aiuta_giovanni_baciare_gaia_truffa_mediatica