politica

Abbiamo un sogno: la rete federata degli Ecologisti e Civici

Convention Ecologista e CivicaIl 21 e 22 maggio, a Roma, si terrà la Convention nazionale della Costituente Ecologista e Civica, un nuovo progetto politico di cui fanno parte “calibri grossi” come Marco Boschini, Michele Dotti e Domenico Finiguerra (Comuni virtuosi), Roberto Burdese (Vice Presidente Slow Food Italia), Giuliano Tallone (Presidente Lipu e Coordinatore dell’Appello Io Cambio), Fabio Salviato (fondatore di Banca Etica), Mario Agostinelli (Contratto Mondiale per l’Energia), Pippo Onufrio (direttore Greenpeace) e Jacopo Fo (esperto di ecotecnologie!!!).
La Convention sarà divisa in due giornate, la prima dedicata ai workshop, la seconda all'Assemblea plenaria. Per maggiori informazioni e per il calendario completo dell'iniziativa clicca qui


Quando una donna è più sexy?

A proposito dei meccanismi inconsci che cambiano la storia

Il destino è strano. Dopo due settimane che in questo articolo domenicale mi occupo di neuroni a specchio e relazioni tra visione esistenziale e modo di lavorare del cervello, esce sull’ultimo numero di Internazionale un articolo sulla seduzione che dà conto di una ricerca un po’ strana.
Hanno chiesto a 25 donne di farsi fare 3 fotografie con addosso un vestito dimesso, un vestito sexy e il vestito che amavano di più. Le foto ritraevano solo il viso. Cioè nella foto non si vede nulla del vestito. Inoltre alle donne si chiedeva di mantenere la stessa espressione neutra. Non dovevano sorridere o altro. Poi le foto sono state mostrate a un gran numero di uomini chiedendo loro di scegliere la donna più attraente. Nella maggioranza dei casi sono state scelte le foto dei visi delle ragazze che indossavano il loro vestito preferito.
Il che vuol dire due cose importantissime: le donne sono più attraenti quando si sentono a proprio agio. Sono meno attraenti quando interpretano (anche solo relativamente) un personaggio (indosso un vestito sexy).
Seconda implicazione, ancora più potente, il nostro cervello irrazionale distingue micro espressioni del volto. Non è una novità che le espressioni, i toni di voce, i gesti, insomma il linguaggio corporeo, siano essenziali nella comunicazione umana ma questo esperimento evidenzia in modo magistrale che sono sufficienti lievissime contrazioni o decontrazioni del viso per cambiare sensibilmente la percezione che gli altri hanno di noi. Durante una gita scolastica, pochi giorni fa, ho tenuto una lezione di Yoga Demenziale, nella quale proponevo esperimenti sul rapporto tra forza muscolare e pensiero e un ragazzino mi ha mostrato un gioco stupefacente.
Mi ha chiesto di afferrargli il polso tenendo la mano in modo che io avessi poca presa. Poi con un movimento violento si è liberato. Poi mi ha detto: “Immagina che stai tenendo il polso di un bambino. Tu ami questo bambino. Siete sul bordo della strada, sta arrivando una macchina, devi assolutamente impedire che il bambino si butti in strada perché sennò morirà.” Ha dato un secondo grande strattone ma io non ho mollato, nonostante la posizione del mio polso non mi aiutasse a tenere la presa.
Insomma, non solo micro cambiamenti nel mio linguaggio corporeo cambiano quello che la gente vede guardandomi ma la mia forza fisica cambia notevolmente se modifico quel che penso. L’immagine che ho di me e di quello che sto facendo, mi rende più forte e più seduttivo oppure più debole e non deduttivo. Si tratta di un’informazione essenziale per determinare la propria strategia esistenziale.
E’ vero che ci sono persone false che riescono chissà come a sedurre e fregare un sacco di gente, mentendo e recitando ruoli, mettendosi in faccia delle maschere… Ma alla lunga queste persone non ottengono di soddisfare le proprie profonde aspirazioni e alla fin fine fanno una vita un po’ di merda.
Merda in Rolls Royce, ma comunque merda.
Su Cacao della domenica ho scritto spesso su questa interazione fortissima tra mente, corpo, stato d’animo, salute, immagine di sé, relazioni con gli altri.
L’idea che mi è maturata in testa, sempre più nelle ultime settimane, è che queste interrelazioni individuali si sommino con quelle degli altri esseri umani e alla fine vadano a determinare addirittura macroeventi. Una specie di Matrix globale formata dalle singole vibrazioni dei singoli individui.
Il 7 dicembre 1977 ero tra gli sventurati che si convinsero di essere stati imbottigliati dalla polizia in via Magenta, a Milano.
Eravamo circa 700, quasi esclusivamente membri esperti dei servizi d’ordine dei Circoli Giovanili. Avevamo con noi la Banda Bellini, i 150 migliori combattenti di piazza di quel periodo. Nonostante il gran numero di veterani il piccolo corteo fu preso dal panico quando vide che da Piazza Cadorna ci stavano caricando i carabinieri e da via Meravigli arrivava la polizia. Le squadre dei militanti invece di contrattaccare in modo disciplinato, come erano abituate a fare, precipitarono nel caos e la gente iniziò a cadere per terra con le molotov in mano e ne uscì un incendio disastroso, con decine di ustionati gravi e una ragazza in coma. La polizia stessa restò paralizzata da quel disastro, una specie di suicidio collettivo. E la cosa era ancor più assurda visto che in realtà avevamo una via d’uscita, una strada bella larga. Ma si era impossessata di noi l’idea di essere imbottigliati. La gente urlava: “Ci hanno presi in trappola!” e non riusciva a vedere che c’era un’intera via completamente sgombra. Molti scapparono invece dentro i palazzi, cercando un’impossibile via di fuga sui tetti. Un ragazzo cadde da un lucernario e si ruppe entrambe le gambe.
Fu l’ultimo grande scontro a Milano. Era finita un’epoca.
La mia netta sensazione fu che ci doveva essere stato una specie di crollo ideale, psicologico, emotivo, a causare quell’improvvisa incapacità di affrontare sensatamente uno scontro di piazza. Qualche cosa si era rotto a livello emozionale anche se razionalmente la nostra determinazione a combattere non era diminuita.
Mi affascina questa correlazione tra sensazioni, comunicazione non verbale, relazioni che veicolano messaggi, immagini, suggestioni. E’ affascinante come la rivolta del 1968 sia scoppiata contemporaneamente in tutto il mondo. Incredibili questi contagi politico culturali. E mi vien da sospettare che vi sia anche qualche cosa che ha a che fare con i frutti avvelenati di una falsità reiterata da molta gente, una comunicazione distorta, successi rubati con astuzia e crudeltà, rifiutando di godere i frutti benedetti dell’empatia con gli altri, del rispetto, della gioia della collaborazione. E, gaudente e un po’ stronzo, osservo la parabola discendente di Berlusconi che appare sempre più sfigato. Pare quasi che si sia bruciato il suo grande capitale di fortuna. E adesso è diventato il Grande Nulla.
Riesce a bloccare processi, a vincere battaglie, e poi gli finisce addosso l’acido corrosivo delle sue storie tristemente orgiastiche. E vuol rilanciare il nucleare e gli salta in aria il Giappone…
Fa il gradasso con i dittatori nordafricani e scoppia il finimondo e addirittura la guerra contro Gheddafi. E anche questa storia del Giappone. Io credo che sia vero che statisticamente un incidente nucleare a livello 6 può succedere solo una volta ogni 100 milioni di anni. Ma la statistica è carogna e c’è capitato di averne 2 in 30 anni. Perché? Perché tutta la storia del nucleare è pelosa, è il sogno collettivo di uomini falsi che vogliono sentirsi onnipotenti, che sedano le loro ansie interiori e i loro amori negati cercando di realizzare qualunque stronzata di cui si convincono…
Questa gente dà vita a una vibrazione collettiva tremendamente puzzolente e le vibrazioni puzzolenti attirano anomalie statistiche negative. Insomma, in effetti è un discorso difficile e non ho le idee chiarissime, ma comunque spero di aver reso l’idea e di sollecitare la discussione…
La domanda topica è: quale comportamento vibrazionale collettivo amorevole potremmo mettere in atto per velocizzare l’avvento di un mondo più giusto?
Esiste la possibilità di inventare azioni emozionanti che agiscano come vaporizzante della Matrix degli stronzi?

Articoli precedenti
- Grandi notizie censurate: i neuroni a specchio ti cambiano la vita! Subito!!!

- La controinformazione politica è inutile: iniziamo a fare sesso per la strada!
 


La controinformazione politica è inutile: iniziamo a fare sesso per la strada!

Sommario
Quelli di destra hanno un cervello diverso…
Hai una scenografia in testa!
Come sedurre tua moglie

La settimana scorsa ho scritto a proposito dei neuroni a specchio e come al solito devo ringraziare i lettori di Cacao per la discussione che ne è nata. Nel mio articolo, raccontavo di una serie di esperimenti scientifici che hanno dimostrato che quando noi vediamo una persona compiere un gesto si attivano nel nostro cervello molti neuroni che si attiverebbero se realmente compissimo NOI quell’azione. Il che vale anche per i sentimenti. Se io vedo una persona sorridere attivo gli stessi neuroni a specchio che attiverei se fossi io a sorridere, il che mi porta a risuonare delle stesse emozioni che vedo nell’espressione della persona che ho davanti. Andavo oltre poi aggiungendo che non solo la percezione degli altri esseri umani è FISICA, ma anche la comprensione stessa dei concetti non è SOLO MENTALE. La parola BANANA mi da anche fisicamente una sensazione diversa della parola FRAGOLA perché alle parole sono attaccate le memorie dei momenti e delle emozioni che ho vissuto mentre mangiavo banane o fragole. Sento BANANA in tutto il corpo, non solo nel cervello!

Quelli di destra hanno un cervello diverso…
In un commento al mio articolo Antoninocarloaleo mi ha segnalato molti siti che parlano di un’altra scoperta sconcertante: in chi vota a destra è più sviluppata l'amigdala, in chi vota a sinistra domina invece il cingolato. Lo sostiene una ricerca dell'University College London (sezione Istituto di Neuroscienze Cognitive) diretta dal professor Geraint Rees. La squadra UCL ha coinvolto 90 studenti e due membri del Parlamento Europeo, tutti sottoposti ad analisi del cervello. La procedura ha concluso come il cervello presentasse due diverse strutture, legate alla forma politica. I soggetti di destra mostravano un maggiore sviluppo dell'amigdala, la parte del cervello che disciplina emozioni e paura. Al contrario la loro corteccia cingolata, sezione deputata al coraggio e al cogliere il positivo della vita, aveva dimensioni inferiori. Situazione contraria per i soggetti di sinistra. Ammette Rees: "Siamo stati tutti molto sorpresi dallo scoprire che c'era un'area del cervello che permette di “diagnosticare” una posizione politica.” Una ricerca condotta dall'università di New York, diretta dal professor David Amodio e pubblicata su Nature Neuroscience è arrivata a risultati analoghi che il professor Amodio riassume così: "Le tendenze politiche potrebbero essere legate a differenze fondamentali nel modo in cui ciascuna persona elabora le informazioni a livello cerebrale e regola i propri comportamenti".
(Fonte: "How thick your brain is may explain why you are on left or right", The Irish Times 29/12/2010 Kevin Fallons, "Research Shows Political Leanings May Originate in Brain", New York Times, 20/09/07, da un articolo di Matteo Clerici.)

Hai una scenografia in testa!
Come cacio sui maccheroni arriva Daniele Q. che mi segnala il libro: “Contributi al Pensiero” di Silo.
Questo libro si pone un problema apparentemente assurdo: come facciamo a percepire il mondo esterno e contemporaneamente agirci dentro? Ma in realtà ci dice una cosa che tutti ben sappiamo ma della quale si tende a non rendersi conto. Quando io sto camminando per strada in un certo modo mi sto creando in un’area remota della mente, una specie di palcoscenico che è un modellino della realtà. E dentro questo modellino io muovo un modellino di me stesso. Faccio compiere a questo modellino le stesse azioni che sto facendo nel mondo reale e solo così riesco a orientarmi nella percezione “esterno/interno”. Silo sostiene che questo palcoscenico mentale non contiene solo gli oggetti fisici ma anche elementi emotivi e simbologie mentali. Mentalmente a volte capita ad esempio di “vedersi” piccoli di fronte ad altre persone perché siamo in soggezione. Mentalmente modifichiamo la misura delle persone, degli oggetti, alcune persone le “vediamo” più luminose, le associamo a sapori, odori, sensazioni tattili. Lo stesso accade per le idee, in qualche modo trasformiamo i concetti in immagini-sensazioni. Ad esempio, possiamo mettere al centro della nostra scenografia mentale la famiglia, oppure il successo o la passione per la musica. Questi elementi diventano determinati quando, davanti a un problema, reagiamo rapidamente. La nostra risposta, il nostro atteggiamento, dipendono dalla collocazione della situazione che stiamo vivendo dentro il nostro palcoscenico mentale. Se per noi la famiglia è il centro di tutto, qualunque idea/comportamento che abbia un “colore” o una forma dissonante diventa immediatamente un ostacolo o una minaccia...
Così succede che se a Tizio rubano la macchina impazzisce di rabbia, se invece la rubano a Caio questi è solo un poco contrariato. Vivono all’interno di una MATRICE diversa (vedi Matrix). Potremmo dire che abitano dentro un diverso modello del mondo. Cioè una persona che nutre sentimenti razzisti vedrà un nero o un arabo in modo diverso da come lo vede un bianco. Silo conclude il suo discorso dicendo: “Se le immagini permettono di riconoscere e di agire, allora gli individui e i popoli tenderanno a trasformare il mondo in modi diversi a seconda di come il loro paesaggio risulti strutturato”.
Patch87  aggiunge che il modo che abbiamo di vedere noi stessi “provoca” il modo in cui gli altri ci vedono. E va oltre parlando di una continua autosuggestione, autoipnosi, con la quale indirizziamo la nostra azione e influenziamo il comportamento degli altri. Cita a proposito l’enorme potere dei medicamenti placebo, false medicine che, ormai anche questo è dimostrato, hanno effetti reali sull’organismo.

Come sedurre tua moglie
Dove voglio arrivare con questo discorso?
Alla comprensione che esiste un livello di complessità della realtà maggiore di quello che siamo abituati a considerare. Le ricadute di questo discorso sulla vita quotidiana sono notevoli. Se la nostra scenografia mentale determina le nostre emozioni e azioni allora se con mia moglie le cose non funzionano è inutile mettersi a discutere sulle reciproche colpe: bisognerebbe inventarsi qualche azione divertente e spettacolare che modifichi la percezione che mia moglie ha di me e quella che io ho di lei. E se il modo di pensare, persino politico, è determinato dal modo di lavorare del cervello e dall’allestimento della scenografia mentale (dai pesi e dai colori che attribuisco a pensieri, persone, eventi) e da tutte le memorie percettive e le suggestioni e autoipnosi…
Allora magari i progressisti dovrebbero usare l’arte, le feste e altre situazioni emotive per far evolvere i modelli mentali della gente… I volantini forse non servono quasi a nulla…
Questo discorso potrebbe anche spiegare perché la gente di destra guarda Santoro, riceve ogni sorta di informazione sulla malefatte di B. ma non cambia idea su B. Il ragionamento non è il veicolo che cambia le scenografie mentali. Solo esperienze emozionali sono in grado di farla. I leader della sinistra dovrebbero iniziare a cantare…
Bersani dovrebbe telefonare a Apicella? Apriamo la discussione.

Per approfondire vedi: Non raccontiamoci balle: e' veramente in corso lo scontro tra il Bene e il Male! e serie di articoli citati alla fine di questo testo.


Le ragioni di Paolo Guzzanti

Musica rinascimentale a casa Berlusconi

Possiamo semplicemente dire che Guzzanti e gli altri che sono tornati a sostenere il governo (dopo averne dette di tutti i colori) si sono venduti a Paperon de' Paperoni.
Ma la risposta non mi soddisfa completamente.
Credo che il mondo sia più complesso di come ce lo rappresentiamo.
Credo che ci sia un baratro tra Storace e Guzzanti.
L'altra sera ad Anno Zero Storace ha seraficamente dichiarato che anche lui ha ricevuto telefonate dai potenti… Ad esempio voleva licenziare un dirigente Asl perché incapace, ma un ministro gli ha chiesto di non farlo e lui ha rinunciato…
Cosa dici a uno che non riesce neppure a concepire i principi di responsabilità e correttezza di un rappresentante del popolo? Uno, che se gli spieghi cos’è la concussione, quando hai finito ti chiede: “Ma allora cos’è la concussione?”
Storace si capisce che appoggia B. Per lui la correttezza, l’onestà, il decoro sono robe noiose per intellettuali froci.
E te lo spiattella di fronte a 9 milioni di telespettatori.
Inutile discutere del perché fa certe cose. Non ha dei perché, ha solo pulsioni belluine.
Ma, scusate, Paolo Guzzanti è uno che capisce la differenza semantica tra governare e depredare.
Non è un analfabeta filosofico semovente.
E poi devo confessare che nonostante tutto ho una certa stima per Paolo Guzzanti. Fosse soltanto per i figli geniali che ha generato avrebbe diritto a una sospensione del giudizio (i meriti dei figli ricadono sempre sui padri).
Ma è anche la sua storia che mi induce a dubitare che un tipo spiritoso, mentalmente agile, colto e intelligente come lui possa semplicemente tradire le sue idee per un centinaio di milioni di euro…

Quindi vi propongo un gioco di fantasia: immaginare come sia possibile che Paolo Guzzanti decida di ricambiare idea escludendo la motivazione costituita da una valigia di milioni o altri benefit allettanti.
La domanda è: esiste un percorso logico plausibile che può portare l’autore di un libro feroce come Mignottocrazia a ritornare sui suoi passi?

Parliamo di una persona che ha estremamente a cuore la propria immagine pubblica, il proprio rapporto con i lettori... che non hanno importanza solo perché ti comprano i libri, il lettore per un vero scrittore è un’entità essenziale che va lusingata e sedotta con qualunque mezzo. Tutte le forze dello scrittore sono concentrate su questo gioco di fascinazione... Non credo che ci sia denaro che tenga... Questo vale più di ogni cosa...
E il caso di Paolo Guzzanti mi interessa particolarmente  perché è evidente che lui non crede alle balle su un capo di governo che pensa veramente che Ruby sia la nipote di Mubarak. E ha denunciato con furore la scelta demenziale di nominare ad alte cariche dello Stato fanciulle avvenenti, scegliendole sulla base della loro abilità a letto.
Quindi ha capito come stanno le cose.
Eppure, egli dice, in questa situazione di assenza di alternative, di fronte a un’opposizione totalmente balorda e incapace, l’unica cosa sensata è quantomeno far continuare a galleggiare la barca. Almeno adesso un governo c’è, se si va a votare in questa situazione ci troviamo di fronte la certezza dell’ingovernabilità: vince la coalizione D’Alema-Casini-Fini, che non riesce a concludere niente perché questa coalizione è d’accordo solo sull’odio verso B., e nel frattempo l’Italia collassa.
Ha senso questo discorso?
Non ha senso ma lo capisco... E credo che Guzzanti sappia che è proprio il perdurare di B. e del suo sistema di potere a svilire tutta la vita politica italiana e fare da tappo verso il nuovo e anche verso la nascita di un’opposizione decente. Nell’acqua stagnante vivono solo le creature che divorano il putrido.
Quindi stento a credere che questa sia l’idea di Paolo Guzzanti.
Sospetto che lo scopo di Paolo Guzzanti sia un altro.
Per capirlo bisogna ricordare quanto lui si è sempre divertito a fare gli scherzi. Si racconta di telefonate fatte ad Andreotti imitando Pertini, dove lo minacciava di mandargli i Corazzieri ad arrestarlo.

Secondo me la situazione nella testa di Guzzanti è la seguente: è chiaro che B. si sta più o meno comprando parlamentari a man bassa.
Allora Paolo Guzzanti e alcuni altri onorevoli si ritrovano nella saletta di un ristorante romano e decidono di fare una cosa molto semplice: ritornare con il Pdl, così che B. si convince di avere i numeri per governare e fargli lo sgambetto votandogli contro alla prima occasione che offra un risultato devastante per il premier.
E’ un’astuzia diabolica!
Guzzanti sta preparando il più grande scherzo politico che sia mai stato ordito. I truffatori napoletani lo chiamano Pacco-contropacco-contropaccotto. Noi al nord lo chiamiamo colpo triplo con capriola rovesciata.
B. si crede intelligente ma è solo un povero premier.

E qui entriamo in gioco noi. Cioè io e voi, cari lettori.
Possiamo tentare un contro-contropaccotto.
Se riusciamo a diffondere la voce che Guzzanti, Barbareschi, Rosso e Moffa si sono incontrati una sera al ristorante Il Moro e hanno deciso di sbertucciare B., come fa B. a sapere se è vero o no?
Perché la paranoia dei tiranni è il tradimento. Non ci dormono la notte. E se si insinua l’idea che ormai B. è solo un grande BANCOMAT  che tutti hanno deciso di mungere al meglio prima della mattanza, allora sai come ci sta male? E tanto più se di valige di milioni di euro ne ha distribuite veramente.
B. sa che molti dei suoi pensano soltanto: “Come faccio a spillare altri soldi al vecchio col culo flaccido?” e questo pensiero lo può distruggere e far saltare tutti gli equilibri interni al Pdl, in un rush finale a incassare prima che la salma inizi a puzzare (un bancomat morto che cammina).
Insinuate, gente! Insinuate!

 


La sinistra è morta per mancanza di idee

Ricardo Semler(La fine del modello di partito leninista)

Viviamo in un sogno.
Come in Matrix non vediamo la realtà.
Ho sentito ripetere un milione di volte che la sinistra italiana non è capace di opporsi in modo decente a Berlusconi.
Ma poi non ho sentito molti dire cosa farebbero loro, al posto di Bersani.
In un articolo precedente ho raccontato la storia della Semco, grossa azienda brasiliana dove il proprietario,
Ricardo Semler, ha deciso un cambiamento radicale del sistema. Orari flessibili e stipendi flessibili, ognuno decide quanto guadagnare e quanto lavorare, si accorda con i colleghi e si reca al lavoro all’ora che preferisce, non ci sono neppure turni fissi!
Sono stati aboliti i controlli e molta burocrazia aziendale.
I lavoratori in assemblea intervistano i candidati per le nuove assunzioni, siano essi manager o semplici manovali.
I dipendenti discutono i programmi imprenditoriali e ogni anno l’azienda investe nella creazione di nuove imprese proposte dai dipendenti. E chi ha avuto l’idea collabora a gestirla. Quindi chi ha buone idee diventa rapidamente un manager. In questo modo la Semco permette ai lavoratori di sviluppare le loro aspirazioni, realizzare progetti, trovare la propria unicità.
La chiave di tutto per Ricardo Semler è trattare i lavoratori da adulti, puntare sul loro senso di disciplina e responsabilità e sulla loro creatività.
La Semco 20 anni fa era un’acciaieria, oggi è un sistema estremamente variegato di imprese in decine di settori diversi: dai software alla ristorazione. (Clicca qui)
Ecco, questo secondo me vuol dire avere un vero programma innovativo. Avere un nuovo modello di società in testa ed essere capaci di svilupparlo.
Un modello che parte dalla capacità della gente di pensare collettivamente.
La sinistra italiana non ha nulla di tutto questo.
Viaggia ancora pensando che la partita consista nel vincere le elezioni e “governare bene”, e poi non ci riesce neanche molto. Ma anche se la sinistra governasse in modo perfetto, non riuscirebbe a rispondere ai bisogni del paese. Il mondo sta cambiando alla velocità della luce e solo riuscendo a immaginare un modello Semco globale possiamo sperare di stare al passo con i tempi e fermare il declino morale e economico italiano.
Dobbiamo creare una nazione che consideri adulti i propri cittadini, capaci di prendersi le loro responsabilità e non possiamo farlo con partiti politici che considerano i propri iscritti dei bambini. 
C’è qualcuno che ha il coraggio di dirmi che veramente i partiti interpellano i loro militanti per conoscere le loro idee e fare appello alla loro creatività?
Se sei stato una sola volta a una discussione precongressuale non puoi dirmelo!
Ci sono linee politiche decise ai vertici che si scontrano, ci sono documenti già scritti che vengono discussi, leaderini di paese che si esibiscono in discorsi difficili di fronte al delegato regionale. E’ un teatrino dove non ci si mette veramente a sviscerare i problemi, a far funzionare l’intelligenza collettiva per trovare soluzioni.
Questo in pratica significa che non si discute mai di come affrontare i problemi concreti della gente.
Oggi il movimento progressista è scisso in due parti ben distinte. Da una parte ci sono le battaglie elettorali gestite dai partiti, dall’altra c’è una marea di organismi di base, che con i partiti di sinistra hanno rapporti solo saltuari e casuali, che si occupano di cambiare le cose: costruiscono gruppi di acquisto, cooperative per autocostruzioni edilizie, comitati di difesa del territorio, gruppi di solidarietà, gruppi culturali eccetera eccetera.
Tutte le grandi novità nel modo di fare politica non vengono dai partiti: il commercio equo e solidale, la finanza etica, le banche del tempo… Ma ancora queste entità non sono in grado di connettersi e dare vita a un’azione collettiva capace di generare un progetto elettorale. E sicuramente arrivarci sarà un processo lungo e graduale. Ma lo sviluppo delle comunità web e l’uso crescete delle potenzialità di connessione che la rete offre spingono prepotentemente in questa direzione.
Immagino “forme di partito” completamente nuove.
Vediamo cosa succede...

 

 


Conclave ecologista e civico: il coraggio di osare il cambiamento

Riceviamo da Michele Dotti e volentieri pubblichiamo:

Abbiamo un sogno

Se dovessimo giudicare dalle esperienze del passato -sempre rigorosamente fallimentari- parrebbe quasi follia il semplice sognare di poter raccogliere in un percorso politico unitario tante esperienze diverse nate in seno alla società civile, nei mondi dell'ecologismo, del pacifismo, della solidarietà e della legalità. Non parliamo poi del tentare di farlo concretamente...

Ma come disse Albert Einstein: "Spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza."
Beh, questa volta gli sprovveduti potrebbero essere davvero tanti e la speranza è che possano finire per realizzarlo questo meraviglioso sogno.

Il sogno di avviare, insieme, un processo costituente per raggruppare tutti i soggetti che vogliono portare il respiro della società civile nelle rappresentanze e nei luoghi della decisione, superando i limiti dell'assurdo sistema partitico attuale, con una visione ecologista, civica, democratica e sociale costruita dal basso.

Dopo anni di drammatica frammentazione, negli ultimi mesi ci sono stati diversi appuntamenti importanti in varie città d’Italia che hanno portato centinaia di realtà a conoscersi e confrontarsi, gettando le basi per avviare un processo unitario aperto, inclusivo e partecipato.

"I tempi stanno cambiando", come cantava Bob Dylan e per cercare di fare sintesi di tutti questi percorsi è stato auto-convocato a Bologna per questo week-end (29 e 30 gennaio) un grande "Conclave ecologista e civico" intorno al quale gravitano grandi aspettative e speranze.

La sfida è quella di tracciare una via credibile per uscire dalla crisi, attraverso un progetto che offra una visione a medio e lungo termine di una società desiderabile, che punti alla qualità di vita, al rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona e che veda nella sostenibilità ambientale una opportunità e non un problema.

Certo si tratta di una sfida enorme, ma come ha scritto Johann Wolfgang von Goethe: "Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente."

Allora voglio augurare una buona partita a tutti noi!!!

Qui potete trovare maggiori informazioni sul Conclave.


Fan piu' danni i black bloc o Assange?

Il potere e' ingiusto e criminale. Siamo d’accordo. Ma come fai a colpirlo?

Non sto a dilungarmi sui motivi che spingono giustamente i giovani a scendere in piazza. Siamo pienamente d’accordo. Ma in questo momento molti stanno discutendo sull’uso della violenza e di questo vorrei parlare, perche' non siamo tutti d’accordo e sarebbe sciocco negare che molti pensano sia giunto il momento di “passare dalle parole ai fatti”. Questi ragazzi dicono: non ci ascoltano, spacchiamo tutto e vediamo se vanno avanti a far finta che non esistiamo.

La questione della violenza e' molto complessa. La nostra cultura ci porta a pensare che sia un buon sistema per affrontare i problemi. Una bella sberla puo' raddrizzare un figlio disubbidiente. Una bella rivoluzione armata puo' portare a una societa' giusta. Io non credo che la violenza possa portare qualche cosa di buono, anche se riconosco il diritto alla legittima difesa (che in quanto legittima difesa deve cessare non appena la minaccia lampante non e' piu' presente).

D’altra parte e' evidente che esiste un problema di sordita' del potere e di censura dei media, e che la violenza resta sempre un modo efficace per attirare l’attenzione. Ma bloccare il traffico, sfondare vetrine e danneggiare auto sono azioni che gettano discredito sul movimento e danno al potere scuse per picchiare piu' duro. Ci conviene? Cosa pensiamo sia ottenibile?

Sicuramente ci sono azioni di piazza che funzionano perche' contengono elementi di sensazionalismo e stupore, come salire pacificamente sopra la torre di Pisa o occupare i tetti delle universita'. E probabilmente la creativita' popolare potra' inventare altre forme di lotta dura, spettacolare e pacifica. Se non danneggi nessuno e ottieni il massimo della visibilita' hai vinto due volte. Se poi l’obiettivo e' mettere in difficolta' la Casta Furbastra che ci malgoverna, ci sono altri metodi molto potenti che per giunta non hanno controindicazioni rispetto all’opinione pubblica, anzi, ottengono l’effetto di rendere simpatico e affascinante il movimento ribelle.

Il mondo globalizzato di internet ci offre possibilita' inedite. Ci vuol poco a capire che azioni come quelle di Assange, che pubblica un milione di documenti segreti sulla rete, hanno una capacita' di colpire duramente il sistema di potere piu' di quanta ne abbiano i cortei. Certo, avere accesso ai file segreti del Pentagono non e' alla portata di tutti… Ma sarebbe un errore pensare che siano necessari grandi agenti segreti per creare grossi danni al sistema. Il potere e' talmente sicuro di se' che nasconde malamente le tracce dei suoi imbrogli.

Se gli studenti e i precari vogliono rispondere colpo su colpo all’imbarbarimento del sistema scolastico e della ricerca possono, ad esempio, iniziare a dare un’occhiata affilata ai bilanci delle universita', sono sicuro che basta leggerli per scoprire un po’ di magagne. Soprattutto nelle facolta' dove il rettore assume il figlio, la nuora, la zia e la cugina. Figuratevi se un tipo simile non fa anche la cresta sul riscaldamento e i rimborsi spese…

Oggi rendere semplicemente visibile l’intrallazzo e poi denunciare il tutto alla magistratura e' una sperimentata arma di guerra. Laddove i compagni hanno reso trasparente la casa del potere hanno inferto un duro colpo al sistema. E’ una tattica che sta funzionando per molti gruppi locali di difesa del territorio che la stanno usando come clava.

Noi a Santa Cristina l’abbiamo usata con successo per bloccare la costruzione di un’enorme porcilaia che avrebbe deturpato una valle meravigliosa. Sapevamo che e' difficile bloccare un progetto che ha dietro grossi interessi economici. Ci riunimmo con tutti gli abitanti della valle (dai neonati ai novantenni) e alle 6 e mezzo del mattino occupammo l’area pacificamente, bloccammo i camion e le ruspe che dovevano iniziare i lavori. E contemporaneamente ci mettemmo al lavoro con avvocati e ingegneri per verificare tutte le autorizzazioni. Non ci volle molto per scoprire un po’ di furbate illegali e nel giro di 48 ore la battaglia era vinta e ottenemmo pure il vincolo paesaggistico della valle.

Immaginate se mille studenti dedicassero qualche giorno di lavoro a spulciare i bilanci delle facolta', dei licei, dei centri di ricerca, verificare la congruita' legale dei concorsi… Immaginate se gli studenti entrassero nel merito dei bilanci pretendendo che si smetta di buttare ogni anno dalla finestra centinaia di milioni di euro perche' scuole e universita' sono sprovviste del piu' elementare isolamento termico e tutto e' improntato allo spreco. Immaginate se i ricercatori precari si mettessero a verificare quanto sono state pagate le attrezzature per la ricerca. Tutte informazione che si possono ottenere abbastanza facilmente…

Immaginatevi se qualcuno si dedicasse a lasciare in giro qualche registratorino, o a riprendere con un cellulare quei professori che fanno avances alle studentesse.

Sarebbe una guerriglia devastante…


I giovani hanno un futuro!

Parlare di Generazione Zero e' un crimine contro l’autostima dei ragazzi.
Non dite che non c’e' futuro.
Il futuro ve lo potete conquistare (senza ammazzare nessuno).

Vorrei commentare questa lettera inviata da una lettrice di Repubblica che si firma Martabcn, a Saviano.

“Caro Roberto. Le tue parole sono come sempre bellissime; ma questa volta, ahime', sterili. Ho 26 anni, due lauree e tanta voglia di fare. Sono arrabbiata, stufa, sconfortata. Non ho piu' ragione di credere che con "le buone" si ottenga qualcosa, non a questi livelli. Un anno fa mi sarei indignata per Roma, oggi no, oggi sono felice. Perche' e' vero che la violenza e' uno schifo, ma e' l'ultima risorsa di chi e' disperato. Uso questo termine non a caso: disperato e' colui senza speranza. E io sono cosi'. Io non ho futuro: ho 26 anni e non ne ho gia' piu' uno. Non potro' mai comprarmi una casa perche' non faro' mai un lavoro che mi permetta di accendere un mutuo, i miei genitori non possono aiutarmi economicamente e non so nemmeno se potro' mai comprarmi una macchina nuova. Se avro' dei figli non riusciro' a pagare le tasse per mandarli all'universita', e quando saro' vecchia non avro' pensione. Non ho piu' niente da perdere e come me tantissimi, troppi altri.”

Indiscutibilmente in queste parole ci sono alcune verita': i giovani si vedono depredati del loro futuro e questo spinge a una ribellione distruttiva. Saviano e tanti altri hanno cercato di spiegare in molti modi che seguendo questa via non si rafforza il Movimento ma lo si annega. E basterebbe andare a vedere cosa e' accaduto a noi negli anni ’70 per averne prova certa.
Cosi' come e' certo che l’attuale situazione economica esigera' il suo sanguinante tributo in termini di vite annullate, di reazioni popolari di rabbia cieca e di controreazioni del potere ancora piu' violente e selvagge.
Questo ci racconta il passato e l’unica speranza e' che si formi un argine culturale a questa follia: da una parte una classe di malfattori e speculatori butta sul lastrico milioni di persone e dall’altra monta la reazione violenta dettata dall’esasperazione. Oggi ci sono personaggi come Saviano che possono avere un grande peso nel convincere molti giovani a scegliere strumenti pacifici di lotta.
Ma credo che vi sia un altro punto essenziale che dobbiamo affrontare se vogliamo limitare questa tendenza a rispondere alla follia criminale del sistema con la violenza (o la depressione).
Si tratta di una questione essenziale che la sinistra non vuole affrontare a causa del vuoto culturale nel quale anch’essa nuota.
Questa ragazza di 26 anni, con 2 lauree, che scrive in modo pulito e elegante, ci dice: “Io non ho futuro”. E la sinistra applaude, alla ricerca di nuovi argomenti contro B.
Invece io vorrei dire a questa ragazza: sbagli a pensare che di non avere futuro! Sbagli di grosso. Hai accettato uno stato mentale disastroso. Se vuoi puoi convincerti di non avere speranze, ma ti fai un danno, butti via le possibilita' enormi che hai davanti.
Anche se al governo c’e' una masnada di filibustieri, anche se c’e' una crisi economica verticale causata da una cricca di speculatori criminali, anche se c’e' il nepotismo e si buttano per auto blu i soldi che servirebbe per la ricerca…
I progressisti dovrebbero dire a questa ragazza: “E’ vero, e' pieno di ingiustizie. E’ vero stanno spazzando via le conquiste di decenni di lotte. Ma non dire mai che non hai futuro perche' se lo dici sei morta.”
Vogliamo confrontare la situazione attuale che vivono i giovani con quella degli anni ’50? Che futuro avevano i ragazzi che partivano con le valige di cartone per lavorare nel Nord Europa trattati molto peggio di quanto lo siano oggi i senegalesi in Italia? Eppure quella generazione ha saputo lottare, non ha mai detto “non abbiamo futuro”. Il futuro se lo sono creato. Spesso riuscendo a costruirsi una casa e a mandare i figli a scuola. Una scuola che non ha saputo insegnare la passione e la professionalita'.
Come fa una persona giovane, che ha due gambe, due braccia e due lauree, un cellulare, un computer e un tetto sulla testa, a dire che non ha futuro?
Il futuro se lo stanno costruendo perfino i piu' poveri del pianeta, creando cooperative e autoimprese… 100 milioni di donne che vivevano in condizioni miserabili hanno ottenuto un prestito dal microcredito e hanno cambiato vita basandosi soltanto sul loro cervello e le loro capacita'.
Io non posso vedere invece questo scoramento, e non sopporto la politica di sinistra che per calcolo miope lo alimenta. Ancora non si e' compreso che B. poggia le proprie fondamenta morali su una cultura da sconfitti, vittimista e spaventata, che la maggioranza degli italiani ha assorbito succhiando il terrorismo dei telegionali e la prassi videomasturbatoria del dolore trasformato in spettacolo.
Questo vittimismo disperato e' poi dimostrazione della totale incapacita' di comprendere cosa stia succedendo oggi nel mondo. E’ come se la scuola e la tv avessero ipnotizzati questi giovani laureati imbottendogli la testa di informazioni deprimenti che gli impediscono di vedere la realta'.
E’ vero, negli ultimi 15 anni le prospettive per i giovani sono crollate. Ma questo non e' colpa di Berlusconi. Non TUTTO  e' colpa sua. La causa e' che il mondo sta cambiando e l’Italia non ha saputo stare al passo per un blocco mentale che ha generato tra l’altro anche B (che non e' il padre ma il figlio di questa situazione).
La societa' industriale globale sta facendo saltare il mercato del lavoro cosi' come lo conoscevamo. E disgraziatamente non c’e' modo di fermare questo processo. Possiamo pretendere degli ammortizzatori sociali veri in questa fase di transizione, ma non possiamo fermare l’economia mondiale anche se sarebbe bello poterlo fare.
Ma d’altra parte questo processo storico coincide con l’aprirsi di enormi possibilita' di creare un lavoro appassionante sul web. Lo sviluppo impetuoso dei social network, dei gruppi di acquisto, delle comunita' in rete, offre oggi a giovani, con due lauree, possibilita' di lavorare in settori che oltretutto hanno un grande impatto positivo sulla vita delle persone. Come si fa oggi a dire “non ho futuro” mentre il futuro stesso sta cambiando alla velocita' della luce?
Un giovane oggi ha un milione di volte le possibilita' di comunicare (e fare impresa) rispetto a 20 anni fa.
Ti bastano un’idea, un pc, una telecamera da 100 euro e un amico per arrivare a migliaia di persone.
Un settore dove, tra l’altro, c’e' una fame continua di giovani capaci di aggiornarsi.
In questo momento sono gia' alcuni milioni i giovani che lavorano in internet o per internet.
La realta' imprenditoriale che conosco e' quella di aziende che restano bloccate perche' non trovano gente capace di sviluppare un’applicazione per i cellulari, un progetto in 3D o un libro digitale. Cose che nessuna scuola ti insegna ma che puoi imparare da solo. Sul web trovi tutte le informazioni che ti servono.
E non si rende conto la sinistra che continuare a urlare “generazione futuro zero” e' un valido sistema per erodere speranza, autostima, determinazione e peggiorare le prospettive di questi ragazzi?
Non si rende conto che, oltretutto, se devo scegliere tra uno che mi dice: “Hai un futuro di cacca!” e uno che mi dice: “Va tutto bene, ce la puoi fare se ti impegni!” e' molto probabile che alla fine io voti per quello che mi vende un po’ di ottimismo?
Certo B. mente quando dice che tutto va bene. Ma lo battiamo solo se noi diciamo la cruda verita': “Sei in una situazione di merda, ma non arrenderti, uniamoci tutti insieme e costruiamo un futuro migliore! Ce la possiamo fare”.
Io ci credo nel futuro migliore. L’ho visto ascoltando le storie dei ragazzi di Bucarest che vivevano nei cunicoli sotterranei e insieme a Miloud sono diventati clown e giocolieri, e le storie dei Ragazzi di Scampia che sono diventati atleti o chef.
Ce la fa la gente che parte veramente svantaggiata, ce la possono anche fare quelli con due lauree.
Ho speranza.
In Italia non vedo soltanto gli scheletri e le ballerine di B. che danzano. Vedo anche tante persone di valore che costruiscono, ogni giorno, fuori dal Giardino Terrestre dei potenti, opportunita' per cambiare insieme agli altri.
 


I tagli alle spese che vorrei

La sinistra si oppone ai disastri di B. ma nel farlo a volte difende assurdi sprechi.

L’opposizione e' debole. Si dice e si ripete. Ma dove e' debole?
Il governo libertino taglia la cultura. E’ chiaro che si tratta di una follia. Ma non puoi opporti efficacemente allo scempio di B. senza contemporaneamente dire come cambiare il MODO DI SPENDERE. Credo che una cosa essenziale sarebbe che la sinistra fissasse un impegno inderogabile nel ristrutturare la spesa culturale oltre che difenderla.
Ad esempio, ho sentito pochi affermare che i finanziamenti al teatro di prosa e al teatro lirico sono una vergogna perche' sono costruiti in modo tale da non finanziare chi fa teatro ma chi si e' organizzato un giochino tra amici, con compagnie che vengono scambiate tra un teatro e l’altro, come figurine, per prendere i finanziamenti. Produzioni faraoniche che pochissimi spettatori vanno a vedere. E soglie minime di numero di spettacoli che escludono automaticamente i giovani e le piccole compagnie dalla cuccagna del denaro pubblico.
E che dire dell’inconsistenza degli aiuti per le migliaia di gruppi amatoriali di dilettanti ai quali vengono negati perfino gli spazi per esibirsi. In altri Paesi buona parte dei finanziamenti pubblici e' dedicata al fornire supporto ai saggi scolastici e delle scuole di arte e sport. A Copenaghen ho visto una manifestazione straordinaria realizzata dal Comune che ha offerto un migliaio di euro a tutti i gruppi amatoriali che si fossero esibiti per strada. Il risultato e' stato tutto il centro della citta' trasformato in un grande teatro con decine di cori e band (di bambini, di anziani, di gruppi religiosi) e poi di attori, clown, giocolieri, ballerini, acrobati, ginnasti. Finanziare la cultura dovrebbe significare innanzitutto sviluppare un grande vivaio di appassionati, gratificarli… Solo cosi' si concima il tessuto artistico di un Paese. Servono i vivai come per il calcio. Quanto spende lo Stato italiano per questo? Quanto si spende per portare il teatro nelle scuole?
Nell’opposizione alla riforma Gemini si e' parlato poco della scarsa qualita' dell’insegnamento e dell’opposizione corporativa di parte del corpo insegnante a sistemi di valutazione oggettiva della qualita' dell’insegnamento (leggi progressi nell’apprendimento degli allievi svantaggiati).
L’opposizione ha avanzato ottime proposte per stroncare i baronati e le parentopoli, proponendo sistemi di valutazione affidati a giurie indipendenti, addirittura con membri stranieri, come si fa in altri Stati.
Ma ho sentito pochi parlare della necessita' di sbloccare sistemi burocratici deliranti che rendono improbabile che un’universita' possa vendere il frutto delle ricerche portate avanti al suo interno. Vorrei poi che a fianco dei fondi per la ricerca scientifica istituzionale vi fossero sistemi per sostenere anche i piccoli, ma a volte geniali, ricercatori indipendenti, che oggi in Italia si trovano sbarrate tutte le strade. In altri paesi sono offerti agli “inventori” servizi di supporto (incubatori) che permettono di passare dall’ideazione al prototipo.
Ugualmente si e' parlato poco della necessita' che la scuola insegni anche cose essenziali tipo come si cura un neonato, come si presta un primo soccorso, come e' scritta una busta paga, come funziona un’assicurazione, un conto in banca, un mutuo.
E vorrei veder cancellati tutti i corsi di formazione finanziati dai soldi dell’Unione Europea, che vengono realizzati senza nessuna verifica in termini di risultati: assunzioni, imprese create, fatturati.
E poi vorrei che il candidato dei miei sogni firmasse col sangue un impegno a cancellare le Comunita' montane, le province, il 98% delle auto blu (che prendano il taxi, ci conviene! E magari qualche volta i mezzi pubblici o la bicicletta).
Vorrei che uno che e' riuscito a dimezzare in 4 anni il volume di affari del settore trasporto merci delle Ferrovie venisse cacciato.
E vorrei che la qualita' dei servizi degli uffici pubblici venisse monitorata come in Svezia, con metodi oggettivi e chi non sta al passo se ne va.
Intanto speriamo che B. scompaia. Ci sono dubbi e terrori.
Li racconto nel video horror qui sotto.


Bondi, il sesso e il suicidio energetico

Da giorni continuo a vedermi davanti la scena del premio finto di Bondi a questa attrice-regista bulgara, Michelle Bonev.
C’e' la grande sala dove viene svolta la manifestazione ufficiale, “Action for Women”, con relativo premio vero.
Intorno ci sono tutti quelli del Ministero della Cultura pronti a intervenire appena la manifestazione ufficiale finisce. Il pubblico esce e loro si affannano a cambiare locandine e pannelli, issare striscioni, cartelli, segnaposto, una squadra delle pulizie ripulisce la sala abbandonata.
Qualche funzionario della Mostra del Cinema chiede: “Cosa succede?”
Subito viene circondato da uomini con occhiali neri e aria circospetta: “Non si preoccupi lei, siamo in missione speciale per conto dei Beni Culturali. Mantenga il riserbo.”
Un giornalista, col cartellino appuntato sul risvolto del giaccone si affaccia: “E’ qui il rinfresco?”
La funzionaria del settore Musei e Mostre del Ministero, arruolata nella force de frappe, lo identifica e lo intercetta, dissuadendolo come da istruzioni: “No, qui non c’e' nessun rinfresco, e' tutto finito, stiamo smontando.”
Infatti e' essenziale che non ci siano giornalisti.
O meglio che ci siano ma “embedded” come al fronte, in Iraq. E c’e' anche una squadra di fotografi. Ma solo un paio sono veri, gli altri sono 12 fattorini del Ministero. Arrivano i ministri, Galan, la Carfagna, ed e' tutto uno svolazzare di depliant e presentazioni.
Neanche i Ministri devono capire, che se scoprono che sono li' con la funzione del lubrificante in una storia di sesso del Presidente, magari si sentono un po’ usati malamente, peggio che lacche'…
E’ la beffa delle commedie piu' incredibili, situazioni da film muto… Arrivano anche i deputati, italiani e europei, non ci si fa mancare niente. Si dice che qualcuno abbia ordinato: “Il Presidente e' stato chiaro: deve essere come un premio vero con le autorita' e tutto!”
E via con le autorita'. E il pubblico? Mica si poteva rischiare. Li hanno fatti venire con 8 pullman da Isernia, li hanno rivestiti alla meglio, correggendo alcuni casi umani disperati (gli avevano detto: venite vestiti bene ma non si prevedeva che qualcuno arrivasse con un gessato rosa su fondo giallo).
Hanno poi aggiunto un minimo di riqualificazione del parterre con una manciata di vip e vippini ingaggiati da una nota agenzia specializzata in ospitate a matrimoni dei seguaci del Grande Fratello, una spruzzata di signore e signori distinti, ingaggiati in un circolo del bridge da un’anziana bibliotecaria membro del complotto ministeriale. Li ha convinti dicendo che c’era una bomba nel locale del circolo e che invece al Lido premiavano la piu' grande attrice cristiana di tutti i tempi, perseguitata dal comunismo. Ci sono state delle urla di approvazione.
Insomma… avrei voluto esserci al premio di Bondi. E pure quando, pochi giorni fa, la Carfagna ha scoperto di aver fatto da testimonial dentro il pacchetto premio per una sveltina. Credo che la Carfagna abbia urlato. E non erano urla di approvazione… Che scena! Secondo me e' per quello che le e' scattata la cosa delle dimissioni. La camorra e' il motivo di fondo ma la molla che ha tirato il grilletto e' il premio Bondi.

E sarebbe veramente divertente avere una classe politica che si dedica su scala industriale a imbrogliare giovani seducenti allo scopo di rendere piu' agevole la penetrazione al loro leader… In fondo essere la nazione Amici Miei non e' male… in Birmania stanno peggio…
Ma il problema e' che in questo delirio, poi, quando devono scrivere una legge, gli da' di volta il cervello che ce l’hanno gia' troppo pieno di controfigure e targhe finte.

Cosi' siamo alla schizofrenia e, con tutto il teatrino dell’assurdo che ci crolla addosso, i media manco se ne occupano piu', e i politici tanto meno… Te ne racconto due, tanto per darti la misura...
In novembre il governo ha deciso di lanciare una CAMPAGNA CONFUSIONARIA: ha prima cancellato e poi reintrodotto la detrazione fiscale del 55%, per chi migliora l’efficienza energetica della sua casa. Lo ha fatto per sbalordire. E’ la loro strategia: continuano ad annunciare che cambiano questo e quello e poi cambiano di nuovo e non hanno cambiato niente ma sembrano molto attivi.
Tre giorni fa una nuova disposizione stabiliva il divieto totale di costruire grandi impianti fotovoltaici a terra.
Pare che l’unico ad accorgersene e a dare l’allarme sia stato un imprenditore del settore. Ne e' scoppiato un putiferio di cui i giornali non hanno dato notizia. Qualcuno ha telefonato a qualcun altro con minacce selvagge di ritorsioni fisiche, sessuali ed economiche.
La legge poi veniva modificata permettendo la costruzione di impianti fino a mille kilowatt.
Effetto immediato: migliaia di lavoratori licenziati perche' i lavori gia' in corso dovrebbero interrompersi immediatamente. Bloccata la realizzazione di una quantita' di impianti gia' progettati, contrattualizzati e autorizzati che entro dodici mesi avrebbero iniziato a produrre quanto una centrale nucleare inizierebbe a produrre tra 11 anni.
 
E, colmo dell’incredibile, alcuni ecologisti si dichiarano contenti: perche' gira la voce che se su un campo ci fai un impianto solare poi restera' sterile per 200 anni.
Mistero come cio' avvenga visto che i pannelli stanno a due metri di altezza e sotto si coltivano senza problemi cespugli perenni… Tra l’altro si tratta di un metodo ottimo per rigenerare terreni esausti a causa delle coltivazioni chimiche… Il parziale riposo dei terreni e la protezione parziale dalla pioggia diretta, offerta dai pannelli, favoriscono il ricrearsi dell’humus.
Perche' vietare i grandi impianti? Non si puo' neanche accusare i grandi gruppi finanziari di aver determinato questo divieto… Per ora sono solo i grandi gruppi che realizzano i grandi impianti…
Mistero senza senso.
Tagliano le spese?
Tagliarsi via i genitali non e' il modo piu' economico per evitare gravidanze indesiderate.
Gia' e' idiota tagliare la ricerca scientifica, perche' vuol dire piangere fra pochi anni, ma come si fa a tagliare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che ci servono ora, e che finalmente avevano iniziato a svilupparsi in modo potente?
Una follia psicotica!
Contemporaneamente la diffusione degli ultimi dati sulle ferrovie e' sconcertante: negli ultimi 4 anni il traffico di merci sui binari si e' dimezzato. E si e' deciso di smantellare  buona parte di tutto il sistema degli scali merci ferroviari che verranno ridotti da piu' di 200 a meno di 80. Buttata al cesso tutta la storia dell’efficienza del sistema Italia e della razionalizzazione dei trasporti, della diminuzione dei consumi di carburante e dei prezzi delle spedizioni (i piu' alti d’Europa, un chiodo nel fianco della possibilita' di fare concorrenza internazionale). Ho sentito l’intervento di un imprenditore del settore trasporti ferroviari di merci in commissione parlamentare, dove spiegava perche' l’impresa privata non decolla nelle ferrovie. Diceva di avere 6 locomotive e di fare un fatturato di 8 milioni di euro: e ora le Ferrovie gli chiedono di posteggiare vicino a 12 stazioni una locomotiva di riserva in caso di guasti delle locomotive viaggianti. Costo 28 milioni di euro…
Ma allora ditelo che fate solo finta.