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Jacopo Fo alla Festa del PD a Quarrata

Jacopo Fo alla Festa del PD di QuarrataDomenica 20 luglio Jacopo Fo interverrà alla Festa Democratica del PD di Quarrata, Pistoia.

Incontro dibattito sulla "Città Eco-Sostenibile"
Intervengono: Marco Mazzanti, Sindaco di Quarrata;
Stefano Lomi, Assessore allo Sviluppo Ecosostenibile del Comune di Quarrata;
Jacopo Fo, Scrittore, attore, registra, attivista sul fronte ecologico;
Fabio Roggiolani, vice presidente Associazione G.I.G.A - FREE;
Coordina: Franco Scarnato, segreteria PD Quarrata
 

Per maggiori informazioni clicca qui http://www.pdquarrata.it/


Berlusconi firma per la liberalizzazione della marijuana e aumenta nei sondaggi

Berlusconi

Mai nella storia dell’Occidente cristiano televisivo si era vista simile incapacità da parte della sinistra di parlare in tv.
Mandano in onda chilotoni di dibattiti nei quali si discute sulla decadenza di B. da senatore e le possibili alternative e dei conseguenti crolli del governo e non un cane che racconti PERCHÉ B. è stato condannato.
La gente di sinistra va in tv e sembra che abbiano lasciato il cervello a casa. Non dicono quali prove schiaccianti hanno raccolto i giudici sull’evasione fiscale di Mediaset. Non si discute della sentenza ma degli effetti della sentenza. Risultato: il Pd perde consensi. Guadagna solo il Sel, ma senza meriti, semplicemente accatta i delusi di sinistra…

E di argomenti per demolire B. ce ne sarebbero a iosa, ma si tace.
Ad esempio non si tira fuori a martello l’assurdità di B. che fa la legge sulle droghe e poi firma per il referendum che la vuole abolire. Un comportamento schizofrenico dettato solo dalla convenienza tattica di attaccare il sistema giudiziario alleandosi con chiunque... E stai certo che su questo fatto la destra sta zitta e ringrazia il cielo che stia zitta anche la sinistra… Che se gli elettori di Silvio lo sapessero, che lui adesso vuole le canne libere, non la prenderebbero bene…
E che dire di B. difensore della famiglia e della morale mentre le sue tv inaugurano ben 3 canali porno a pagamento? Pochissimi hanno riportato questa notizia, quasi nessuno evidenzia la mancanza di etica in una scelta simile. Sono certo che molti elettori del Pdl sarebbero perplessi se sapessero che i soldi di Mediaset contribuiscono a rendere florido un sistema che corrompe migliaia di giovani fanciulle sottoponendole a trattamenti violenti e degradanti… Perché non è certo sesso amorevole, rispettoso della donna e ecologico quel che vende Mediaset… Te l’immagini se un leader politico Usa o nord europeo possedesse 3 televisioni porno cosa succederebbe?
Altro che decadenza da senatore…
Ma quando i progressisti inizieranno a porsi veramente il problema di imparare a comunicare?

 


Lo stupido è colui che danneggia gli altri senza ricavare vantaggio per se stesso.

Bersani abbraccio AlfanoIl grande economista Carlo Maria Cipolla a un certo punto ha compreso che le dinamiche del mercato sono inspiegabili se si utilizza un modello teorico che vede come “forze trainanti” solo il capitale, il lavoro, il profitto e il potere.
Per disegnare diagrammi dell’evoluzione economica in modo veramente aderente alla realtà era necessario inserire un nuovo “grande attrattore”: la stupidità.
Ha quindi scritto il teorema della stupidità: il malvagio è colui che nuoce agli altri per ottenere un vantaggio.
Lo stupido pur di danneggiare gli altri si procura disastri incommensurabili.

Io aggiungo che durante i processi di decadimento esiste una verticalizzazione dell’idiozia.
Fino ad un certo punto ho osservato le mosse di Bersani e dei vertici del Pd cercando di cogliere una sottile raffinatezza tattica, un disegno magari perverso ma ben studiato.
Ma quel che stiamo ora vedendo è qualche cosa che supera gli angusti confini dell’insensato. Qui c’è un manifesto stato di masochismo organizzato. Una specie di coralità del dissesto autoflagellante.
Se ti interessa riflettere su quel che sta succedendo in questo momento in Italia ti invito a lasciare per un momento da parte le tue eventuali animosità contro la nomenclatura del Pd. Ti invito a far finta di essere uno studioso di logica che vuole analizzare “scientificamente” la natura delle dinamiche sociali. Ecco, distacchiamoci un attimo dal giudizio sul Pd e guardiamo semplicemente i fatti.
Io trovo affascinante dal punto di vista antropologico la semplice successione degli eventi di questi giorni.
Bersani ripete 542 volte, prima delle elezioni e dopo le elezioni: “In nessun caso faremo accordi con Berlusconi”.
Grillo si prepara alle elezioni del presidente interpellando i 40mila iscritti al M5S, per scegliere il candidato.
Bersani non interpella nessuno per scegliere il candidato.
Lo decide in un incontro con Berlusconi.
Poi mercoledì sera si presenta all’assemblea dei suoi e dice: “Ho una bella sorpresa.”
La bella sorpresa è Marini.
Invece di spellarlo vivo, i parlamentari del Pd fanno finta di niente, anzi sembra che votino ok per Marini.
Intanto la base del Pd insorge e sono veramente fuori dalla grazia di Dio. Sono furibondi (e furiBindi). Si occupano le sedi, si bruciano le tessere, si minacciano le zie degli onorevoli del Pd.
Il Pdl e la Lega votano Marini, gran parte del Pd no.
Allora Bersani ripiega su un nome gradito al M5S, presente nella rosa dei candidati del M5S.
Ma non scelgono Rodotà (per non dare soddisfazioni a Grillo?).
Scelgono invece Prodi.
In assemblea votano all’unanimità: ok Prodi.
Ma in aula 100 elettori del Pd non votano Prodi.

Questa sequenza di eventi risponde perfettamente alla legge enunciata da Cipolla: si stanno provocando un danno abissale senza trarne vantaggio alcuno.
Se avessero voluto salvare la poltrona oppure far del bene all’Italia avrebbero dovuto in ogni caso dedicarsi ad altro.

Credo proprio che questo Pd, il vecchio Pd, sia finito.
E mi sembra che l’eccesso di incapacità politica e comunicativa sia un sintomo.
35 anni fa ho visto qualche cosa del genere durante l’ultimo grande scontro con la polizia a Milano. Quel giorno vidi il fior fiore dei servizi d’ordine comunisti fatto a pezzi dalla polizia. Anzi, ci facemmo male da soli. Qualche cosa di simile ai bisonti che si buttano in branco giù dal burrone spaventati da un incendio… Fu un vero macello e io passai la notte a tagliare pelle bruciata e a medicare ustioni in una specie di infermeria di guerra improvvisata. E mentre tagliavo mi facevo domande scomode sulla fine del sogno rivoluzionario e il nostro livello accademico di stupidità militare. La polizia era restata a guardare inorridita l’Armata Rossa che si dava fuoco da sola. Cazzo, non picchiarono nessuno: ci facemmo più di 100 feriti buttandoci addosso le bottiglie molotov. Uno riuscì addirittura a salire in cima a un palazzo e poi buttarsi giù sfondando un lucernario… Come era stato possibile che il miglior esercito ribelle si fosse suicidato a quel modo? (vedi: 7 DICEMBRE 1976. La vera storia dell’assalto alla Scala di Milano).
Mentre scrivo Eleonora, la mia adoratissima consorte, mi urla: “Si è dimesso Bersani!” Ecco, appunto. Ma cazzo! “Capitano Schettino torna a bordo, CAZZO!”
MA PROPRIO ADESSO TI DIMETTI?
Ma almeno segnare il punto della bandiera! Ma allora facevi meglio a votare Rodotà…
In questo momento quelli del M5S si stanno come minimo facendo delle flebo di barbera direttamente in vena!
Ma neanche nei loro sogni più smodati.
Le balene si spiaggiano da sole!
Bersani, per salvare la propria carriera politica ha messo alla berlina tutto il partito per arrivare alle dimissioni con disonore. Pazzesco!

E adesso che succede?
Cavolo non fai tempo a scrivere un articolo di pacato commento che la cronaca è già andata avanti di 500 metri.
Certamente sono momenti appassionanti.
Dal suicidio dell’ala militare del movimento nel 1977 vennero fuori gli indiani metropolitani.
Dal suicidio della nomenclatura del Pd cosa verrà fuori?
Di sicuro dovrà essere qualche cosa di completamente diverso.
Né un formato D’Alema né un formato Renzi.
Penso alle centinaia di amministratori onesti del Pd che hanno fatto vera innovazione e democrazia diretta nei loro Comuni… Penso ai nuovi eletti al parlamento: facce nuove…
Credo che ci dobbiamo aspettare grosse novità…
Ormai è evidente che deve nascere qualche cosa di innovativo oppure il Pd diventerà insignificante.
I nuovi leader dovranno forse avere un’idea diversa del loro rapporto con gli iscritti, del loro modo di comunicare con la gente… E anche avere un’idea diversa sulle cose più urgenti da fare in questo paese che sta affrontando un momento drammatico.

Sul Fatto on line ho commentato la rivoluzione che si sta svolgendo nel Pd grazie alla rivolta della base. Le dimissioni di Bersani confermano che un cambiamento totale è in corso. Il vecchio Pd è morto.

 


Il Pd rinuncia ai rimborsi elettorali? Un partito sull’orlo del suicidio

Cos’è il Pd oggi? Cosa vuol fare? Non si capisce.

È il partito delle centinaia di sindaci che amministrano bene e stanno realizzando una grandiosa rivoluzione delle ecotecnologie e dell’efficienza energetica? (Secondo il rapporto di Legambiente sui comuni italiani sono 400 quelli che si autoproducono l’energia elettrica)
Oppure è il partito che sostiene la Tav, gli inceneritori, e fa finta di non vedere gli scempi ecologici e gli avvelenamenti di centinaia di migliaia di persone? (Oltre a Taranto, ci sono Acerra, Gela eccetera, ma non se ne parla…)
Il Pd è il partito della trasparenza o è il partito che ha fatto finta di non accorgersi della mega truffa del Cip6? (Con la quale il Parlamento ha girato 35 miliardi di euro, destinati alle fonti rinnovabili, agli impianti di produzione elettrica dal gas e dagli scarti del petrolio; soldi che continuiamo a pagare sulla bolletta elettrica, quotidianamente)
È il partito dell’informazione libera o quello che ha sostenuto Berlusconi impedendo a Francesco di Stefano di ottenere (dal 1999 in poi) le frequenze per due reti tv?

Continuo a incontrare amministratori del Pd veramente validi e innovativi e chiedo loro come mai il Pd non faccia dei loro successi una bandiera. Perché Bersani in campagna elettorale non ha raccontato delle eccellenze dentro il Pd? Quanti voti in più avrebbe preso se avesse mandato in televisione quelli che sono riusciti a cambiare il rapporto tra cittadini inventando forme di democrazia diretta, sistemi di solidarietà e cooperazione, economia alternativa, cultura, efficienza amministrativa…
 
E perché non esiste un gruppo di lavoro che aiuta tutti i comuni governati dal Pd a replicare le esperienze di successo?

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Beppe Grillo e la trappola leninista

Beppe Grillo

Tra le migliaia di commenti che sono arrivati ai miei articoli uno in particolare è perfetto per spiegare il pensiero di una parte consistente dei simpatizzanti del M5S e di Grillo. È di una persona forse non troppo soddisfatta di sé ma estremamente tenera che si firma Coso Brutto e scrive:

“Prima l'appello del ‘facciamolo’.
 Poi gli ultimi richiami ‘state perdendo una grande occasione... il paese muore... bisogna fare in fretta’.
Abbiamo capito, volete comprarci con qualche perlina per poi poter dire che anche noi siamo uguali a tutti gli altri e ugualmente colpevoli. Meglio perdere qualche voto di chi crede a queste favolette e si fa abbindolare, piuttosto di mischiarci con ladri, traditori della repubblica e menzogneri.”

Caro Coso Brutto,
la questione è che tu ti aspetti di avere per l’M5S, alle prossime elezioni, il 50% dei voti + 1. Ed è questa l’idea che Grillo evoca quando dice: prenderemo il 100% dei voti. Ovviamente è un’iperbole, lo sa anche lui.
La questione è quindi: il M5S potrebbe prendere più del 50% dei voti e quindi, avendo la maggioranza schiacciante in parlamento, governare e regalarci finalmente un’Italia riformata, giusta, ecologica ed efficiente?

Questo è il problema. Il popolo italiano è pieno di gente strana, analfabeti di ritorno, collusi, gente che trae il suo piccolo vantaggio dal sistema marcio... E gente completamente incapace di capire chi sono i ladri. Non c'è modo di uscirne, almeno in tempi brevi... Neppure se il M5S fosse l’organizzazione più perfetta e potente del mondo. Si tratta di un limite fisiologico dato dall’attuale reale situazione sociale e culturale. Per cambiare l’Italia dobbiamo cambiare la testa agli italiani, ma per farlo ci vuole tempo. Non ci sono scorciatoie. Per questo io sono favorevole ad accordi con il PD. La politica è lo specchio del Paese. Lo specchio dei reali rapporti di forza tra gruppi sociali, interessi e modi di pensare. Una trattativa, viste le forze del M5S e le spinte verso il rinnovamento provenienti dalla base del PD, potrebbe portare oggi non a un governo e a un programma perfetti, ma almeno all’inizio di una vera stagione di riforme. Se si riuscisse a realizzare almeno gli 8 punti di Bersani otterremmo già un risultato eccellente… Sono 50 anni che parlano di riforme e poi non fanno niente.
Aspettando che il livello culturale ed etico migliori dobbiamo impedire la macelleria sociale che provocherebbe un peggioramento delle condizioni morali, etiche e culturali...
Questa idea che si possa sconfiggere totalmente, con un trionfo elettorale, una classe politica e una tipologia umana, ben radicata e numerosa, è errata. La corruzione dei politici non è la causa della stupidità e disonestà degli italiani. Sono un gran numero di italiani ignoranti o collusi che determinano i risultati elettorali e la pessima qualità dei governanti.
Il contrario non può funzionare e non ha mai funzionato. Già ci han provato Lenin e Mao. Un popolo con una cultura da schiavo genera sempre e comunque un potere schiavista, le buone intenzioni sono a zero! La realtà è determinata dalla qualità dei singoli non dalla grandiosità dei leader.

Si tratta di una questione filosofica e pratica essenziale che da più di un secolo spacca il movimento progressista. Un interrogativo che rasenta la profondità assoluta del mistico “È nato prima l’uovo o la gallina?”

Quando avevo 17 anni entrai nel Gruppo Gramsci, una formazione extraparlamentare microscopica, eravamo qualche centinaio in tutta Italia. Avevamo pure un servizio d’ordine patetico che arrivava sempre in ritardo ai cortei… Terribile!
Però nel nostro esecutivo nazionale c’erano un filosofo, un economista, un operaio, una donna e un omosessuale. Ed eravamo l’unico gruppo comunista che parlava d’amore e musica rock. Inoltre ci facevano una scuola quadri eccellente. Ho imparato molto più lì che a scuola. Le lezioni di Romano Madera e Nanni Arrighi (grande economista riconosciuto a livello internazionale) erano affascinanti perché proponevano una visione del mondo completamente nuova.
La prima lezione di Madera aveva come tema la rivoluzione russa.
Madera iniziò chiedendo perché la rivoluzione russa fosse fallita.
La mia idea allora era quella che andava per la maggiore nel movimento comunista: Lenin era morto troppo presto, e Stalin, che era un criminale, aveva fatto un colpo di stato, ammazzato decine di migliaia di veri rivoluzionari comunisti e instaurato una dittatura fascista sanguinaria truccata da comunista.
Madera mi costrinse con la sua logica a rovesciare il mio punto di vista.
Marx aveva ben spiegato che è il modo di vivere che determina il modo di pensare. Le idee nascono dalle azioni che compiamo.
Marx era convinto che gli operai, che lavoravano in migliaia nelle immense fabbriche, fossero portati, a causa della loro concentrazione numerica e del tipo di lavoro, sostanzialmente collettivo, a sviluppare una mente diversa, a capire la possibilità di collaborare, a comprendere che così come potevano gestire la fabbrica senza i padroni potevano gestire lo Stato direttamente.
Questa coscienza figlia dell’organizzazione del lavoro e della vita degli operai avrebbe quindi determinato la coscienza di classe.
Contemporaneamente lo sviluppo capitalista, in virtù delle leggi economiche che lo governavano, avrebbe portato a uno stato endemico di crisi nel quale alla fine il capitalismo speculativo sarebbe diventato un ostacolo alla produzione capitalista. Il capitalismo, cioè, avrebbe cessato di essere capace di portare sviluppo e ricchezza. Quindi sarebbe divenuto obsoleto e a quel punto (solo a quel punto) i lavoratori sarebbero stati costretti, per necessità, a prendere in mano la situazione e creare una società socialista, basata sulla cooperazione.

Corollario di questa idea, che è il fondamento della teoria di Marx e Engels, era il fatto che Lenin era un pirla.
Se fosse stato un marxista non avrebbe mai cercato di creare una società socialista in una nazione che aveva ancora una struttura economica contadina, con un numero irrilevante di operai.
Avrebbe dovuto al contrario guidare la transizione dalla Russia semi feudale a un capitalismo dal volto umano, alleandosi con la borghesia nazionale e limitandosi a garantire un livello decente di equità sociale.
Solo quando il capitalismo avesse esaurito la sua funzione di forza di propulsione dello sviluppo, avrebbe potuto iniziare la transizione verso il socialismo.
Invece Lenin aveva perso la testa: a causa di un colpo di culo spaventoso (dal punto di vista della probabilità storica) un piccolo gruppo di comunisti ben organizzati, era riuscito a prendere il potere con una rapida azione militare. Quindi avevano scambiato quella vittoria come la prova che il popolo russo avesse compiuto in pochi mesi quel salto di stile di vita e di modo di pensare che solo decenni di sviluppo capitalista avrebbero potuto creare. L’ascesa di uno Stalin era inevitabile. La creazione di una burocrazia statale comunista non avrebbe mai potuto diventare uno strumento di crescita umana e intellettuale del popolo. Milioni di contadini russi erano abituati a ubbidire e a essere trattati come schiavi. I funzionari dello Stato e del partito divennero così i nuovi padroni (violenti e corrotti) perché quella era la loro mentalità e la mentalità dei cittadini.
Questo tragico paradigma si può applicare a tutti tentativi di imporre militarmente un sistema socialista a popolazioni precapitaliste: Albania, Cina, Cuba, Vietnam, Cambogia… Un disastro dopo l’altro perché non è possibile imporre la democrazia laddove la struttura produttiva non ha portato allo sviluppo di una coscienza democratica. Per avere la democrazia è necessario che le persone la vogliano veramente e sappiano gestirla.

Nonostante queste lezioni illuminate io non riuscii a capire fino in fondo il senso di questo ragionamento. Due anni dopo, nel 1974, mi trovai insieme ad altre migliaia di comunisti a credere che fosse giunto in Italia il momento in cui il socialismo era maturo e quindi si poteva iniziare a costruire il socialismo.
Era sufficiente che ci procurassimo un po’ di armi e iniziassimo a sparare perché il potere ci cadesse in mano.
Per fortuna prima che io mi sporcassi le mani di sangue, mi trovai a pormi una domanda che nasceva da una semplice constatazione.
In quel momento in Italia c’erano 3-4mila compagni pronti alla guerra civile. Ipotizzai che se avessimo lavorato bene avremmo potuto mettere insieme in un paio di anni altri 50mila militanti pronti a tutto.
I capitalisti avevano dalla loro parte l’aviazione. Eravamo realmente in grado di vincerli?
Posi questa domanda a Toni Negri durante una riunione dell’esecutivo nazionale di Rosso. Parlò un’ora senza riuscire a rispondere alla mia semplice domanda militare. In effetti bastava andare in giro guardando le facce delle persone per rendersi conto che non esisteva una massa enorme di italiani intenzionati a fare la rivoluzione. Lo shopping tirava di più.
Di lì a pochi giorni uscimmo in 150 da Rosso, ed è stata una delle cose più intelligenti che abbiamo fatto in vita nostra.
Quei pochi che restarono con Toni Negri ebbero la vita distrutta o morirono ammazzati. Erano caduti in una trappola mentale spaventosa. E che fosse una trappola divenne evidente quando a partire dal 1977 le bande armate furono distrutte in poco tempo grazie a un numero spaventoso di pentiti. La maggioranza degli arrestati quando si trovò in prigione, con la prospettiva di farsi 20 anni, si rese conto che nessuna rivoluzione ci sarebbe stata, che nessuno li avrebbe liberati, che non c’era nessun proletariato pronto alla rivoluzione… Le loro illusioni crollarono e per lo più si pentirono (e denunciarono i compagni a 100 per volta) o si dissociarono. Nel giro di pochi mesi la potente Armata Rossa fu azzerata. E non può esserci dimostrazione migliore del fatto che la valutazione sullo stato dello sviluppo del capitalismo in Italia e della coscienza di classe fosse basata su pure allucinazioni oniriche (e sinceramente non capisco proprio chi ancora continua ad ascoltare persone come Toni Negri, che insistono imperterrite ad affermare che le loro analisi di 40 anni fa erano perfette. Hanno guidato un’armata di disperati verso la rovina, sostenendo che avevano la prova scientifica della volontà di milioni di operai di insorgere e non hanno mai fatto autocritica… La loro religione è basata sull’avere le fette di salame sugli occhi…).

I fallimenti delle rivoluzioni socialiste nei paesi contadini e dei tentativi insurrezionali degli anni settanta nei paesi capitalisti hanno entrambi dietro l’idea errata che la qualità delle persone (dei leader) possa sostituire il livello di coscienza del popolo.

Il M5S sta cadendo in un’analoga trappola logica.
Se il Pdl e il Pd fanno un governo insieme faranno schifo e alle prossime elezioni noi vinceremo col 50%.
In questo caso la battaglia elettorale ha preso (fortunatamente) il posto dell’insurrezione armata (un grande passo avanti, sono molto meno pirla di quanto lo fossi io a 19 anni).
Ma la tipologia dell’errore è simile: si pensa che esista un popolo che nella sua maggioranza desidera veramente la democrazia, e che esista dietro questo popolo una società che a causa della sua struttura produttiva e ha creato una crescita culturale tale da rendere cosciente e matura per la democrazia diretta la maggioranza dei nostri connazionali.
Quante persone leggono i vostri blog? Quante persone guardano il Grande Fratello? Come puoi pensare che chi guarda il Grande Fratello abbia la testa per partecipare alla democrazia diretta a partire da domani mattina?
Grillo non tiene conto che gran parte di chi ha votato M5S lo ha fatto per rabbia contro la Casta, non perché ha veramente capito i valori (e i doveri) della democrazia diretta.
Come Lenin ha vinto la rivoluzione militare per un colpo di culo così Grillo ha avuto il culo (e l’abilità) di radunare attorno a se un grande consenso. Un consenso ottenuto CONTRO l’esistente, non a favore di un chiaro progetto per il futuro. In Italia la cultura dei furbetti va ancora forte.
Datemi retta amici del M5S, cerchiamo di cambiare quel che le condizioni storiche ci consentono. Se ci riusciremo convinceremo altri al cambiamento. Se si tornerà invece a votare, prima di fare le riforme essenziali (spreco, corruzione, burocrazia, evasione fiscale, illegalità) non aumenterete i voti. Nessuno vi darà la medaglia neanche se riuscirete a dimostrare che i cattivi sono gli altri. Non importa. Il voto di protesta se non arrivate ai risultati evaporerà perché è basato su un particolare momento emotivo e di disperazione economica. Sotto il 24% non sareste più determinanti in parlamento. E in più rischiamo di Nuovo Berlusconi.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

 


Finalmente ho parlato con Grillo e Casaleggio, e li ho convinti

Poi ho parlato anche con Bersani. Lui retrocede a Ministro dell’Economia, la Puppato capo del governo.
La Gabanelli ministro della Cultura e delle Telecomunicazioni, Barca agli Affari Comunitari, Settis ai Lavori Pubblici, Carlo Petrini all’agricoltura e turismo, Celentano allo Spettacolo.
Poi ho telefonato al Berlusca e gli ho detto: “Adesso la devi piantare!” Ha detto che ci pensa.
Sono quindi andato da Barbanera e mi sono fatto dare precise indicazioni sul futuro.
La prima mossa del nuovo governo sarà decapitare i rimborsi elettorali, sgozzare gli stipendi dei parlamentari, bucare le gomme alle auto blu, e farle a pois. Poi ghigliottineranno le province e se si trova un politico in una banca gli si taglia via il pipo.
Burocrazia alla tedesca, giustizia svizzera, efficienza danese, si scaricano tutti gli scontrini e a chi denuncia gli evasori gli diamo il 5% dell’evasione recuperata (ma c’è chi è disposto a farlo gratis per spirito di vendetta).
Poi si costituisce la Banca Nazionale del Tempo e del Baratto, una rete di cooperative sociali viene finanziata per gestire il riuso dei beni riciclabili e il recupero degli alimenti prossimi alla scadenza.
Coi soldi che recuperiamo dallo spreco e dall’inefficienza ci finanziamo il lavoro di due milioni di disoccupati che vanno a piantare alberi sulle frane e a dragare via i sedimenti che si sono accumulati dentro il letto dei fiumi ingorgandoli, e si ripuliscono pure le piazzole delle autostrade che fanno schifo.
Isoliamo tutti i tetti d’Italia e saltano fuori altri due milioni di posti di lavoro e 20 miliardi di risparmio annuo.
Il primo che costruisce una casa che non è autosufficiente energeticamente lo si butta dalla torre di Pisa durante l’orario di chiusura per non dar fastidio ai turisti.
Si danno 500 euro a scuole di ginnastica, cori di anziane cattoliche, equilibristi, gruppi di salsa, attori dialettali, scalatori, mangiatori di spade e fachiri in genere, burattinai, pattinatrici, calzolai, trampolieri, birrai, imitatori dell’Uomo Ragno e si fa la giornata dell’Orgoglio Nazionale durante la quale in tutte le piazze d’Italia si fa vedere come siamo bravi a far tutto. Il giorno dopo si fa la Giornata della Gentilezza con gli immigrati e i leghisti. A questa segue la Giornata Nazionale delle coccole tra amanti.
Poi ci scateniamo sul made in Italy, approfittando dalla sovraesposizione mediatica pluriennale, frutto del Bunga Bunga, del Loden e della vittoria del M5S, pompiamo le esportazioni di capelli finti, danze tribali africane, prodotti tipici della Lucania, tortellini, vestiario, profumi e nanotecnologie calve.
Dopodiché l’economia nazionale si impenna, i tedeschi ci invitano a bere una birra e Obama si fa fotografare che si mangia una vera pizza.
E finalmente a Roma arrivano più turisti che a Parigi (che quel poco di opere d’arte che c’anno le hanno rubate quasi tutte a noi, maledetto Napoleone!).
Dopodiché rivinciamo i mondiali. E pure quelli di rugby per umiliare la perfida Albione.
Contemporaneamente il Papa Argentino vende il tesoro del Vaticano per pagare gli studi ai bambini del Burundi e si vede con l’Imam di Teheran per una polca. Ma finisce che fanno un Harlem Shake con le maschere di Topolino e Paperino insieme a 400 teologi di entrambe le confessioni e un Pope Copto con la testa di giraffa.
Quindi mandiamo Bruno Vespa a trattare con i talebani e loro sono disposti a firmare la pace a patto che ce lo riprendiamo.
Poi Toto Cutugno scopre la formula della mozzarella biologica che provoca spaventose erezioni negli uomini e particolari turgori nelle donne.
E via così verso un socialismo dal volto umano che assomiglia a Raul Bova.
Non ci credi?
Stai a guardare!
Noi ci divertiremo a farlo.
(Scartate le possibilità possibili restano le possibilità impossibili)

 


Cara Laura Puppato: costruisci un ponte per un governo Pd-M5S?

Pd e M5S parlano lingue diverse… Serve un traduttore e tu conosci entrambi i linguaggi.

Se si vuole arrivare a collaborare in qualche modo con il M5S è necessario che qualcuno nel Pd inizi a parlare nella loro lingua…
Il Pd ha fatto 8 buone proposte, che in realtà sono molte di più se si ha la pazienza di andarsele a leggere, ma evidentemente non sono sufficientemente appetibili per M5S. Santoro ha provato a proporre un governo di grandi personalità fuori dai partiti ma anche questa idea ha ricevuto una risposta negativa dal M5S.

Noi crediamo che il M5S aprirebbe spiragli di trattativa solo se si presentasse un programma dettagliato, con un calendario preciso di voto in Parlamento, per i disegni di legge. E sarebbe necessario che questo programma fosse veramente innovativo.

Il nostro tentativo in queste due settimane è stato quello di interpellare esperti di vari settori per ampliare una proposta di programma possibile per un governo possibile.
Gli 8 punti di Bersani e ai 20 punti di M5S vertono sui grandi temi. Ma ci sono molte piccole leggi banali, basate sul buon senso, che si potrebbero approvare subito, sono a costo zero e produrrebbero immediatamente risparmi per lo Stato, ossigeno per l’economia e nuovi posti di lavoro.

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