politica

Se Rutelli era giapponese faceva harakiri

Il mio sospetto è che, disgraziatamente per lui, sia innocente.

Molti sospettano che Rutelli non potesse non saper nulla su quello che stava succedendo alle casse della Margherita. Tanto più che, nell’estate 2011, promise solennemente trasparenza sui fondi del partito. Ma il mio sospetto è che veramente non si sia accorto dei 13 milioni di euro scippati da Lusi. Rutelli è completamente sprovvisto di senso pratico. È vanesio come un fiordaliso.

Ricordo la puntata di Annozero di Santoro, nella quale ebbi la grande soddisfazione di ribattere a Rutelli, allora vicepresidente del Consiglio, dimostrando che non sapeva un cavolo della legge approvata dal suo governo che finanziava al 100% gli impianti fotovoltaici. All’inizio ironizzò dandomi del disinformato. Poi si rese conto che stava nuotando nel vuoto e abbozzò in modo patetico. Nella stessa puntata ammise, candido come un giglio, di non aver mai sentito parlare della strage di operai causata dall’amianto a Monfalcone. Semplicemente Rutelli non vive in Italia in questo millennio.
CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Ecco chi salva l’Italia

C’è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c’è chi lavora… Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.

Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all’idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta Società Civile si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere l’unica alternativa alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d’uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


I salti logici uccidono più dell’aviazione americana

Venerare la realtà.

Quando mi trovo a costruire un piano d’azione è necessario innanzi tutto che io decida se voglio raccogliere la sfida di capire com’è la realtà.
Se voglio osservare la realtà DEVO cercare di usare il mio cervello in modo sensato. E per riuscirci devo rendermi conto che esistono livelli, piani, differenti della realtà. Se voglio seguire un ragionamento sensato DEVO evitare di mischiare questi livelli.
Ad esempio è meglio comprendere quali sono le cause e quali gli effetti.  E quali sono le cause principali e quelle secondarie.
Sennò rischio di cadere in spaventose illusioni ottiche.

Uno degli errori più frequenti è mischiare idee, emozioni e fatti. Negli ultimi anni è cresciuto il numero delle persone che sono incazzate con la medicina ufficiale. Molte di queste sono diventate fans delle medicine alternative.
Tra le motivazioni che queste persone portano spesso vi è l’alto numero di malattie provocate dalle medicine e da interventi chirurgici sbagliati. La medicina ufficiale poi ha una visione settoriale della realtà umana. Separa la mente e le emozioni dal corpo.

Ora ti prego di rileggere il paragrafo qui sopra, in neretto. Che cosa sto dicendo? A prima vista si tratta di un discorso consequenziale, logico e posso trovare migliaia di persone disposte a sottoscriverlo. E anche la maggioranza di chi non condivide questo giudizio sarà comunque d’accordo che si tratta di un discorso coerente.
Siamo sicuri?

Io ho dei dubbi. Infatti ho usato apposta delle parole che sono ambigue.
Cosa vuol dire MEDICINA UFFICIALE? Mi riferisco alla medicina moderna ufficiale, basata sul metodo scientifico? Sto criticando il metodo scientifico?
Oppure mi riferisco al modo nel quale la medicina moderna viene praticata nella maggioranza degli ospedali?
Negli anni 60 io sono stato curato insieme a 50 mila bambini, con dosi massicce di Gardenal e Aparoxal, psicofarmaci piuttosto pesanti, per 7 anni. Peccato che poi si è scoperto che la sindrome di cui soffrivamo era un errore. Non è che io sono stato curato per una malattia che non avevo. Era proprio la malattia che non esisteva.
Un certo segnale in un encefalogramma diceva ai medici che c’era questa malattia. Poi si sono accorti che i bambini che mostravano questo segnale erano invece perfettamente sani. Ma questo disastro che ho patito non dipende dalla medicina moderna scientifica. Dipende dal fatto che i principi scientifici non sono stati seguiti con sufficiente attenzione. Esistono case farmaceutiche che si inventano malattie inesistenti e corrompono i medici perché prescrivano medicine inutili, ma non siamo di fronte alla dimostrazione che il metodo scientifico non funziona, siamo di fronte a banditi che se ne fottono del metodo scientifico. Sei contro la medicina scientifica o sei contro l’uso speculativo e corrotto della medicina?
C’è una grande differenza.
Ma anche la seconda parte del paragrafo in neretto contiene una grossolana mistificazione.
Il metodo scientifico della medicina moderna non separa proprio per niente il corpo dalla mente e dalle emozioni.
Negli ultimi 30 anni anzi sono stati condotti migliaia di esperimenti che hanno dimostrato scientificamente che le emozioni influenzano in modo determinante l’efficienza del sistema immunitario, la quantità di dopamine in circolo e addirittura il modo nel quale funziona il sistema epigenetico, incaricato di scegliere quale parte del codice genetico sarà applicata e quale no.
E’ un fatto invece che i soldi di parecchie case farmaceutiche e gli interessi di parecchi baronati universitari hanno determinato che queste scoperte siano state poco utilizzate.
E’ scientificamente dimostrato che un medico spiritoso guarisce il 30% in più dei casi ma ancora oggi in nessuna facoltà di medicina c’è un esame di barzellette.
Sono anni che propongo che venga istituito: chi non lo supera potrà fare ricerca ma non curare i malati…
Ma questa proposta non discende dai dettami di qualche terapia olistica ma dalle scoperte stesse della scienza.
A questo punto un’altra domanda: ti sembra che io sia critico verso le medicine complementari o alternative che dir si voglia?
Se hai avuto questa sensazione ti invito a rileggere quel che ho scritto. Io ho criticato chi confonde la medicina moderna con la pratica della medicina moderna. Sostengo il valore del metodo scientifico e al contempo denuncio il fatto che il metodo scientifico viene in pratica tradito da alcuni furbi, corrotti o stupidi. Ma non ho criticato le medicine alternative.
Se devo parlare di medicine alternative o delle terapie complementari devo innanzi tutto decidere di cosa voglio discutere. Una ricerca francese ha individuato circa 3.000 casi certificati dagli ospedali di decorsi anomali di malattie. Gente che teoricamente avrebbe dovuto essere morta da tempo e che invece se ne va in giro in perfetta salute.
Poi sono andati a intervistare queste 3.000 persone e hanno scoperto che erano guarite seguendo circa 1.500 percorsi terapeutici diversi. Alcuni completamente stupidi. Però avevano funzionato lo stesso. Alcuni erano guariti in modo miracoloso curandosi con la medicina ospedaliera, altri buttandosi nell’acqua ghiacciata di un fiume all’alba, altri avevano scalato una montagna, altri avevano scelto l’omeopatia o la medicina tradizionale cinese…
L’unica caratteristica comune a tutte e 3.000 le persone era che erano convinte di aver trovato la loro medicina perfetta.
Quello che attraverso ragionamenti e ricerche è arrivato con la sua testa a decidere (con passione) che sarebbe guarito buttandosi nell’acqua ghiacciata ha qualche possibilità di guarire effettivamente. Quelli che vedendo che lui è guarito lo imitano muoiono tutti per broncopolmonite fulminante.
Quindi ne deduco che le emozioni, i pensieri, hanno un grande potere. Certamente non danno la certezza della guarigione (prima o poi si muore comunque) ma possono produrre effetti enormi.
Alcune delle terapie che queste 3.000 persone hanno utilizzato avranno avuto certamente effetto di per sé. Io ad esempio ho grande fiducia nell’agopuntura. Altre terapie hanno avuto solo un effetto placebo. Ma l’effetto placebo non è una roba da buttare via. Le medicine finte, è dimostrato scientificamente, in alcune patologie non gravissime guariscono anche il 50% dei malati.
E quindi quando sperimento una medicina devo tenere conto che una parte delle guarigioni non sono da imputare al medicamento in sé (alla sua azione chimica) bensì alla sua azione psicologica. Ed è questo che fa un ricercatore capace e onesto.
A qualcuno parrà che facendo questo discorso attacco le scuole mediche non scientifiche e ne sminuisco il valore.
Ma non sto dicendo questo. Ho studiato per anni la medicina cinese e anche se si è sviluppata in modo empirico credo sia innegabile la sua efficacia. Nessuno può ottenere con l’effetto placebo un’anestesia di un’ora. Io ho visto alcuni interventi chirurgici con il paziente sveglio e ci chiacchieravo mentre gli aprivano la pancia; ed esiste una notevolissima letteratura scientifica che attesta l’efficienza degli aghi in anestesia.
Ciononostante non possiamo affermare che tutta la medicina tradizionale cinese sia basata su principi scientifici perché tutta una serie di diagnosi e terapie, per quanto valide a tutt’oggi restano scientificamente inspiegabili. Agiscono ma non si sa perché. Esiste una teoria che ne spiega il funzionamento ma si tratta di una teoria empirica, non scientifica, che fa riferimento a meccanismi, addirittura a organi che non si sa dove siano. Nessuna ha mai fotografato il Triplice Riscaldatore.
Io sono convinto che ci sia ma non ne ho le prove scientifiche. Il che non mi impedisce di massaggiarmi il canale del Triplice Riscaldatore e trarne beneficio.
E aggiungo che sono convinto che non si tratti di un effetto placebo. Ma non posso provarlo scientificamente visto che la teoria cinese non mi dice neppure esattamente dov’è questo aggeggio. Non posso vederlo! Il che non vuol dire che non ci sia. Semplicemente oggi non ne sappiamo abbastanza. Sono cose che succedono. La fisica moderna sostiene ad esempio di essere sbagliata.
E’ una situazione esaltante e avvilente al tempo stesso. Abbiamo varie teorie che spiegano in modo efficiente vari fenomeni. Ma nessuna di queste teorie è capace di spiegare tutti i fenomeni. Era già il cruccio di Einstein: trovare la teoria onnicomprensiva. Non ci riuscì e ancor oggi resta questo buco enorme. Buco che sottintende che tutte le teorie che oggi si insegnano all’università prima o poi verranno rovesciate (sperano tutti) da una nuova rivoluzionaria teoria capace di spiegare tutti i fenomeni. E l’ammissione della necessità di una nuova teoria più avanzata sottintende che le attuali teorie contengano errori.
La scienza avanza per approssimazioni.
 
Conosco molte persone che hanno avuto effetti decisamente positivi scoprendo un’intolleranza alimentare.
Vi sono test scientifici, che possono determinare che una data persona è sprovvista delle sostanze che permettono di digerire i latticini. Quindi è ovvio che se questa persona beve latte poi si sente male.
In altri casi i medici “alternativi” usano altri strumenti per determinare queste intolleranze. Ad esempio i macrobiotici danno per scontato che il latte sia una sostanza che fa male all’essere umano. Semplicemente non viene considerato adatto all’alimentazione umana insieme a molti altri cibi.
Altri ancora compiono analisi che riguardano una serie di aspetti della pelle, delle unghie, degli occhi, del carattere e determinano così se sei intollerante a qualche cosa.
Nel caso della macrobiotica e dell’analisi olistica dell’individuo siamo di fronte a complesse teorie che posso condividere o non condividere ma che hanno una loro consequenzialità, una coerenza logica. Non si tratta di teorie scientificamente provate ma di idee che si sono sviluppate empiricamente. E possiamo aggiungere che più volte il metodo empirico ha preceduto di secoli le scoperte scientifiche. Quindi ho una buona ragione per poter scegliere queste scuole di cura, perché l’esperienza e i risultati ottenuti su migliaia di persone possono convincermi della validità di queste scuole di pensiero.
Io seguo da 38 anni la teoria macrobiotica, ma non la considero una teoria scientifica bensì un’ipotesi filosofica.
Un’ipotesi filosofica nel senso che qualunque filosofia è un’ipotesi. Nel momento in cui diventa una certezza scientifica non è più una filosofia.
Ma andiamo avanti con il nostro discorso sulle intolleranze alimentari.
Altri ancora determinano l’intolleranza grazie a un test muscolare. Ti mettono in mano una sostanza neutra e vedono quale è la forza di un tuo muscolo. Poi provano con altre sostanze. Quando si verifica che una sostanza dimezza la forza di quel muscolo vuol dire che sei intollerante a quella sostanza.
La spiegazione di questo fenomeno è il fatto che il nostro corpo contiene una specie di sensore vibrazionale che riconosce la vibrazione delle sostanze che gli fanno bene o male.
Non posso escludere che esista un simile sensore, anzi la trovo una teoria molto affascinante e per questo da 30 anni mi curo anche con medicine omeopatiche.
Ma in questo caso specifico il sensore vibrazionale non c’entra.
Nella nostra bella università libera abbiamo fatto decine di test sulle reazioni muscolari usando un sensore elettronico (carissimo) capace di misurare esattamente la forza muscolare. E abbiamo verificato che se una persona ha in mano una sostanza tossica la sua forza muscolare crolla del 50% circa. Succede anche se la persona NON sa quale sostanza ha in mano perché è chiusa in una boccetta opaca.
Ma se anche lo sperimentatore NON sa che cosa c’è nella boccetta e non c’è nessuno nella stanza che conosce il contenuto della boccetta allora non c’è più nessuna diminuzione della forza.
Sto dicendo che questo modo di diagnosticare le intolleranze alimentari non funziona nel modo nel quale viene spesso spiegato.
Ma non sto dicendo che NON funziona.
Anzi io credo che possa funzionare in molti casi. Se il medico è molto bravo. Se è bravo usa l’artificio della reazione muscolare per creare un contatto tra il suo inconscio e quello del paziente. Come molti metodi sciamanici serve per far emergere le intuizioni. E le intuizioni sono importantissime per curare le persone. E le usano pure i medici scientifici (quelli bravi).
La scienza non è contro le intuizioni.
Ma la spiegazione che si dà del metodo di diagnosi è completamente falsa. Non c’è nessun rapporto diretto tra la perdita di forza e la sostanza maneggiata.

Spero di aver mostrato con questo discorso la possibilità di darsi un metodo nel ragionare. Un metodo che parte dal guardare i particolari di un problema senza cercare di semplificarli per praticità. Il diavolo si nasconde nei particolari!

E’ giusto dire che la Casta ha portato l’Italia alla rovina.
E' giusto dire che bisogna tagliare le spese della politica, i privilegi e gli stipendi dei parlamentari.
Serve un segnale morale, innanzi tutto!
Ma ho sentito dire a molti che se tagliassimo i soldi che la Casta intasca i problemi economici dell’Italia sarebbero risolti.
Le spese della politica sono complessivamente circa 25 miliardi di euro. E comprendono tutto, dal Parlamento ai sindaci… Non possiamo tagliare completamente queste spese perché vorrebbe dire rinunciare a qualunque forma di governo. Ma anche se decidessimo di farlo non si risolverebbe ugualmente l’attuale disastro economico. Abbiamo un buco di 1.900 miliardi.
E ogni anno, al di là dei soldi che la Casta prende legalmente, abbiamo altri 500 miliardi che se ne vanno tra inefficienza, lentezze burocratiche, corruzione, sprechi, evasione fiscale, economia mafiosa. 500 miliardi è più di 25 miliardi.
Suppongo.
 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

12 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti


La crisi non esiste!

E’ solo terrorismo dei media. Nessuno si vuol comprare il debito italiano? E a noi che ce ne frega?

Devo fare autocritica. Sono caduto anch’io nella rete dei mass media.
Mi ha aperto gli occhi una lunga discussione con Vincino.
La storia della crisi è una favola inventata dagli speculatori dell’alta finanza e tutta quella roba lì!
Non rischiamo di precipitare in un nuovo medioevo con città incendiate, bambini affamati e bande mercenarie che controllano il territorio.
E’ la solita favola che serve per spaventare la gente, far fare le montagne russe agli indici azionari e lucrare vergognosamente sui future sugli spread dei Btp.
Tutta roba sporca che se fossimo in un paese civile se la tocchi ti danno 10 anni di lavori forzati. E poi ti picchiano.
Le prove dell’imbroglio erano sotto i miei occhi e non le vedevo.
CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Nasce la rete degli Ecologisti e Civici - Verdi europei

Il 26 e 27 novembre nasce la rete degli Ecologisti e Civici - Verdi europei (http://www.ecologistiecivici.it/)

Fin da quando Michele Dotti e Marco Boschini lanciarono il progetto “abbiamo un sogno” ho seguito il loro lavoro con grande entusiasmo. Con Michele e Marco collaboriamo da anni e condividiamo l’idea pratica, concreta, dell’ecologia e dell’economia alternativa e etica.
Questo percorso, che si è unito a tanti altri gruppi locali e a quello dei Verdi, domani si trasformerà in un nuovo gruppo politico con tanto di congresso fondativo.
E non solo, hanno fatto pure le primarie per decidere nome e simbolo, raccogliendo il voto di più di 15 mila persone…
Insomma siamo di fronte a un gruppo che ci prova a funzionare in modo diverso, in modo condiviso…
L’idea di fondo è eccellente: abbiamo un grande movimento che fa le cose localmente, dal volontariato alla finanza e all’economia etica, ai gruppi di difesa territoriale. Questa gente non ha una forza che la rappresenta.
Possiamo pensare che anche in Italia ci sia lo spazio per un’alleanza ecologista e etica che raccolga il 17% dei voti come in Francia?
Vedremo.
Intanto bisognerà vedere cosa farà questa organizzazione e come saprà portare nella realtà l’idea di politica diversa sulla quale è nata.
Siamo in un momento tragico per l’Italia e i progressisti brillano per incapacità di iniziativa.
In questo vuoto di pratiche utili gli ecologisti etici hanno la grande possibilità di lanciare iniziative che possano offrire ammortizzatori sociali sul territorio. Penso a quel che si è fatto in Argentina, non siamo ancora a quel punto ma sarebbe sensato darsi da fare, visto che già si sperimenta un notevole peggioramento sociale.
La rete dei gruppi civici ecologisti potrebbe sviluppare e generalizzare una serie di attività che già si portano avanti: la consociazione degli acquisti, i mercatini dell’usato e del baratto, il circuito del riuso, il boicottaggio delle banche e delle multinazionali del dolore, la costruzione di reti autogestite di produzione di energia.
Sul fronte più politico credo che sarebbe importante riuscire a raccontare agli italiani che la crisi nasce della follia del sistema Italia, con più di 500 miliardi di euro, buttati via ogni anno tra delirio burocratico, inefficienza, corruzione, evasione fiscale e contributiva, economia mafiosa. Un sistema stupido e ingiusto che spreca denaro e brucia opportunità per chi ha voglia di lavorare onestamente.
Vogliono far pagare la crisi ai lavoratori perché non hanno intenzione di mollare modelli ormai obsoleti anche per loro: questo sistema non funziona più.
Spero proprio che i Verdi Civici riescano a farci sentire un’altra canzone…
Auguri!


Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

Molte persone hanno una splendida passione per quel che fanno ma vanno comunque incontro al disastro a causa della mancanza di senso della realtà.
Metto tutta la mia attenzione nel risultato che voglio ottenere ma non mi occupo di studiare le possibili diverse strade che posso percorrere per arrivarci.
A volte non riusciamo a lasciare che il mare interiore dei desideri si plachi prima di intraprendere una serena valutazione di costi e ricavi, difficoltà e opportunità.
E se il mare interiore non si placa le emozioni devastano la nostra capacità di ragionare in modo conseguente.
Non è vero che l’essere umano è intelligente.
E’ la stupidità la nostra qualità più evidente.
L’essere umano può essere intelligente, a volte, se riesce a distogliere l’attenzione da pulsioni, abitudini e paure e concentrarsi su quel che esiste realmente.
Bisogna partire dai fatti semplici.

Faccio un esempio.
Se vogliamo che l’Italia esca dalla crisi è giusto innanzi tutto affermare che una congrega di succhiatori di sangue corrotti e criminali ha rubato i soldi e ora vuole far pagare il conto ai lavoratori.
Ma dobbiamo anche trovare un modo alternativo per abbassare il debito pubblico e le spese dello Stato.
In questo momento la gran parte dei progressisti è convinta che se azzeriamo lo sperpero di denaro che si pappa la politica, con i suoi stipendi faraonici e le auto blu, risolviamo il problema.
E’ giusto e indispensabile tagliare i costi della politica, si tratta di un obiettivo etico e morale imprescindibile, ma dal punto di vista dei soldi possiamo risparmiare 10 miliardi di euro: indispensabile ma non sufficiente. Il costo globale della politica è intorno ai 25 miliardi ma dentro non ci sono solo le auto blu, ci sono anche costi che possiamo diminuire ma non cancellare, come l’esistenza dei sindaci e di un parlamento, le elezioni… La struttura stessa di una democrazia. E, suppongo, non vogliamo una dittatura…
Altri aggiungono che dobbiamo tagliare anche le spese militari. Bene, giusto, sono altri 10 miliardi.
Ma il fabbisogno finanziario dello Stato è nell’ordine di cento miliardi, subito.
Dove li si piglia senza togliere le carrozzine ai disabili e il latte agli orfani?
I soldi ci sono, e parliamo di più di 400 miliardi buttati ogni anno in evasione fiscale, evasione contributiva, sprechi, corruzione, burocrazia demenziale, lentezze giudiziarie ed economia mafiosa.

Guardando i programmi dei partiti e delle associazioni progressiste, dal PD a Grillo, si può notare che grande peso si dà al taglio dei costi della politica, delle spese militari, della corruzione, della lotta all’evasione fiscale e alla mafia.
Due punti sono citati solo incidentalmente, in fondo alla classifica delle priorità e non sono mai al centro dell’iniziativa politica: la lotta alle follie burocratiche e la lotta allo spreco e all’inefficienza.
Eppure queste due voci di bilancio vengono valutate tra i 110 e 130 miliardi di euro all’anno buttati dalla finestra. Grossomodo quanto l’evasione fiscale o poco più.
Una cifra simile è anche il bilancio annuale delle mafie.
Ma se guardo bene scopro che c’è un rapporto stretto tra evasione fiscale, mafie e inefficienza delle leggi.
Sono i cavilli burocratici, i codicilli, la NON certezza della legge che fanno uscire di prigione i killer mafiosi e impediscono allo Stato di utilizzare concretamente i soldi sequestrati alla mafia. Sono i regolamenti che si sovrappongono e si contraddicono che fanno sì che le multe agli evasori poi non vengano effettivamente pagate e che lo Stato non riesca a incassare centinaia di miliardi dalle concessioni dei videopoker e delle frequenze televisive.
Non è concretamente possibile far pagare le tasse o vincere contro la mafia se non si mette in atto la più grande e urgente riforma: l’abolizione per legge del cavillo, la semplificazione burocratica, la certezza e tempestività della legge. Come abbiamo detto, l’elefantiasi burocratica è poi la madre dello spreco della pubblica amministrazione, ma è anche una tassa nascosta per cittadini e imprese e un modo sadico per distruggere la voglia di creare imprese e attività.
Abbiamo bisogno di una botta di entusiasmo nazionale. E quel poco di entusiasmo che c’è va a sbattere contro il muro di gomma delle autorizzazioni e dei regolamenti sadici e psicotici. Dobbiamo liberare le energie di questa nazione che oggi sono umiliate, derise, avvilite e incatenate da una montagna di codicilli e controcodicilli. Dalla pedanteria che non prende in considerazione la sostanza delle cose ma la forma.

Ma la lotta alla burocrazia è importante anche per un altro motivo.
Quando ci sono troppe regole fatte male, quando tutto è appellabile, derogabile, quando non c’è certezza della legge, si dà ai politici il potere di concedere o non concedere.
Oggi il potere della Casta non si basa sui soldi degli stipendi faraonici e neanche sull’esercito. Si basa sul potere di decidere quando tu, cittadino, potrai fare una Tac o aprire un ristorante.
Questo è il potere quotidiano dei politici che penetra ogni attività e incombe su ogni singolo individuo.
Questo è il colossale sistema di mungitura dalla quale la Casta trae nutrimento.
Quindi dovrebbe essere il primo, prioritario obiettivo di un movimento progressista.
Togliere il carburante al sistema di corruzione, lobbismo, nepotismo e clientela.
Non è così.
Non vedo moti che dicono che la certezza e semplificazione della legge, l’efficienza della macchina dello Stato, sia la prima riforma da fare. (Vedi qui come funziona in Svizzera)
E questo nonostante il fatto che la maggioranza degli italiani sia sinceramente esasperata dalle follie burocratiche e legali contro cui deve lottare ogni giorno.
Si tratta di un obiettivo che potrebbe unificare il 99% degli italiani. Dai piccoli e medi imprenditori agli artigiani, dagli operai ai pensionati, dai commercianti ai disoccupati, siamo tutti vittime delle burocrazia dei cavilli.
Avremmo contro solo la Casta, i super ricchi, un manipolo di avvocati e commercialisti perversi che si divertono a fare lo slalom tra le leggi.
È importante rendersi conto che un movimento progressista non va da nessuna parte se non riesce a capire quale è l’obiettivo primario e quali sono quelli secondari.
Nel linguaggio marxista questo si chiama “saper distinguere la contraddizione principale da quella secondaria”.
E la contraddizione principale è sempre quella sulla quale puoi ottenere l’alleanza più vasta.
Si può dire molto di male su Mao Tze Tung (altrimenti noto come Mao Ze Dong) ma non si può negare che fosse un abile stratega. Esso si batteva contro i nazionalisti del Kuomintang di Shan Kai Shek che avevano il potere in Cina e si erano dedicati a assassinare e torturare alcune migliaia di comunisti. Ma quando i giapponesi invasero la Cina Orientale, Mao fece un accordo con i nazionalisti. Avrebbero combattuto insieme i giapponesi. Fu un’alleanza tormentata e più volte i nazionalisti ripresero a sparare sui comunisti. Ma la linea di Mao fu quella di limitarsi all’autodifesa verso i nazionalisti scatenando tutte le proprie forze contro i giapponesi.
I giapponesi erano proprio cattivi e compivano massacri e violenze inaudite e il primo obiettivo dei comunisti era impedire queste violenze proteggendo il popolo e attaccando il nemico. Il partito comunista riuscì così a coagulare intorno a sé il sostegno di milioni di cinesi, costruendo un esercito formidabile e riuscendo contemporaneamente a migliorare le condizioni di vita del popolo nelle zone sotto il suo controllo. Misero grande sforzo nel costruire strutture sanitarie, scuole, cooperative; distribuirono le terre ai contadini e garantirono la parità tra uomini e donne. I nazionalisti non riuscirono a compiere lo stesso salto di qualità perché mentre combattevano i giapponesi e saltuariamente anche i comunisti non smettevano di occuparsi della cosa che gli stava più a cuore: depredare il popolo e fare gli interessi dei più ricchi, non muovendo un dito di fronte alla miseria che dilagava.
Quando i giapponesi furono sconfitti il Partito Comunista si concentrò sull’obiettivo secondario che a quel punto era diventato principale: far fuori i nazionalisti. La storia ci dice che ci riuscirono.
Poi il socialismo non fu quella cosa meravigliosa che molti avevano sognato… Ma questa è un’altra storia…

Negli ultimi mesi i giornali di tutto il mondo si sono divertiti a deridere due cose: mister Bunga Bunga e l’assurdità della burocrazia italiana.
Nella lettera di Trichet a Berlusconi un punto riguarda precisamente la lotta alla burocrazia:

“Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione)….”

Ma su questo passaggio della lettera i media, nella quasi totalità, hanno glissato.
La situazione è quindi che la Casta lotterà con le unghie e con i denti per difendere il suo sistema di mungitura burocratico bizantino mentre la maggioranza dei progressisti non vede che il primo bastoncino da muovere se si vuol vincere questa partita di Shanghai è quello della certezza e semplicità della legge.
Allo stato attuale delle cose prevedo sangue e dolore per il nostro popolo.

PS
Siccome oltre ad osservare argutamente la realtà vorrei anche riuscire a diminuire la sofferenza che si appresta a venirci addosso, ho deciso di realizzare un tentativo per rendere più visibile l’improrogabilità della lotta alla scemenza burocratica.
Dopo aver valutato realisticamente le mie possibilità ho pensato che l’unica forza che posso cercare di coinvolgere in questo tentativo, è quella di chi ha la meravigliosa cortesia di leggermi.
Ieri ho quindi lanciato un appello sul Fatto Quotidiano on line.
Ho pensato che tecnicamente esiste la possibilità che molte persone facciano proprio un testo e che questa azione collettiva riesca a portare all’attenzione “del grande pubblico” un tema altrimenti sottovalutato.
E’ difficile… C’è in giro molta delusione e rassegnazione che neanche la caduta di Berlusconi è riuscita a vaporizzare… Ma la posta in gioco è esorbitante e la speranza è l’ultima a morire.
So bene che le probabilità di successo sono minime. Ciononostante non vedo altre iniziative possibili.
A volte essere arrivati a una realistica valutazione della realtà ti dice che c’è poco da fare. Ma la passione induce a far quel poco che è possibile con tutte le forze.

Oggi ognuno di noi ha a disposizione una spaventosa potenza di comunicazione. E in passato è successo che un nostro appello sia stato rilanciato da centinaia di migliaia di persone riuscendo a smuovere le acque… Potrebbe succedere di nuovo, oggi?
Non lo so ma vale la pena di tentare.
E a volte l’universo premia gli audaci.

Mi dai una mano diffondere questo appello?
Oppure potresti lanciarne uno parallelo tu.
Oppure potresti fare qualche cosa d’altro che non mi viene in mente.
Ma perché mai far pagare la crisi agli operai?

PPS
Se sei d’accordo innanzi tutto potresti aderire utilizzando lo spazio dei commenti sotto l’appello, non qui ma sul Fatto Quotidiano on line.
Già un appello sottoscritto da qualche migliaio di persone potrebbe dare un segnale che questo tema esiste.

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

 


La priorità è la burocrazia?

Caro Tito Boeri,
Perché nelle proposte  de Lavoce.info si dà così poco spazio a inefficienza e delirio burocratico?
Ho letto il primo capitolo del tuo libro, visitato il vostro sito, ascoltato il tuo video e trovo ottime le vostre proposte di grandi riforme a costo zero, che dimostrano che la mancanza di fondi è solo una scusa per la Casta per non fare nulla. Molto si potrebbe fare per far ripartire il sistema Italia che costerebbe solo un po’ di intelligenza.
Trovo però che si potrebbe dedicare più spazio a quelle che secondo me sono le priorità assolute. Secondo l’ultimo sondaggio di Ballarò il 40% degli italiani è convinto che basterebbe tagliare le spese della politica per salvare l’economia italiana. E leggendo i risultati delle votazioni sulle riforme economiche, sul sito di Beppe Grillo, si ha conferma della diffusione di questa idea. Il giusto odio verso la Casta si è trasformato nell’idea che basti tagliare i soldi ai politici per risolvere tutti i problemi. E questa è un’illusione ottica che si dovrebbe sanare.
CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Il Cavaliere suicida l’Italia

Ha detto bene Corradino Mineo, l’altra mattina nella sua sempre validissima rassegna stampa: nella lettera di B. all’Unione Europea non c’è nulla su evasione fiscale e corruzione. E io aggiungo che non c’è nulla neanche su spreco e burocrazia. E sì che l’Europa ce lo aveva detto chiaro che, se non si fa funzionare la macchina dello Stato e della giustizia, l’Italia affonda.

Ma da quest’orecchio i politici italiani ci sentono poco. La linea B. sulla crisi è fare poco e quel poco possibilmente contro i lavoratori. Ora c’è da dire che le misure del governo, oltre che ingiuste, sono assolutamente inefficaci, tant’è che già B. avvisa che, se ce ne sarà bisogno, si dovranno varare altre manovre. E che ce ne sarà bisogno è una certezza.

Sulle pensioni poi B. piglia per il c…: alzando l’età pensionabile a 67 anni, ma nel 2026. 

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO