beppe grillo

Europee 2014, onore al Movimento 5 Stelle

Jacopo Fo Fatto QuotidianoPerché dobbiamo ringraziare Grillo.

Il web è pieno di ironie sui pentastellati: vinciamo poi…
Ma se usciamo dalla miopia del momento e guardiamo a quel che sarà scritto sui libri di storia dobbiamo innanzitutto essere grati a questo gruppo di persone appassionate.
Una cosa fuori da ogni dubbio è che il M5S è stato capace di rovesciare la situazione italiana come un calzino.
E i primi che dovrebbero ringraziare Grillo sono i militanti del Pd. Senza Grillo il vecchio gruppo di potere sarebbe ancora in sella e i risultati elettorali sarebbero stati ben diversi.
Solo grazie al terrore per il M5S Renzi è riuscito a diventare segretario e poi premier.
È grazie al terrore per il M5S che si sono ridotti (un poco) i costi della politica ed è stato messo un tetto agli stipendi da paura dei manager pubblici, è partita l’anagrafe fiscale e si è iniziato a parlare seriamente di riforme.
Quindi, amici miei vi ringrazio. E non prendetevela per questo arretramento. Ogni secondo del vostro impegno politico è stato ben speso e ha già dato frutti che (forse) faranno uscire l’Italia da 50 anni di corruzione.

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M5S è la madre di tutti i disastri italiani!

Di chi è la colpa del debito pubblico? Chi causa la corruzione? Chi spreca i soldi dei cittadini? Beppe Grillo!

Chi tiene l’Italia sotto il giogo della burocrazia più folle? Chi impedisce che vengano approvate leggi contro l’economia mafiosa e l’evasione fiscale? Chi per 50 anni è restato insensibile di fronte al degrado del territorio nazionale che causa frane e alluvioni? Chi usa i soldi dei rimborsi regionali per comprarsi le mutande di cachemire, i proiettili per il fucile e i pranzi con le prostitute?
Chi ha rubato la marmellata? Beppe Grillo.

Notoriamente non sono un sostenitore del Movimento 5Stelle, non sono d’accordo con il suo programma, non condivido scelte tattiche, strategiche e linguaggio. E ho aspramente criticato le strizzatine d’occhio ai fascisti eccetera…
Ma quello che vedo oggi in giro mi sembra un attacco di fobia anti-M5S che sta tracimando il buon senso: siamo al tifo da squadra.
Situazione che fa il paro con i modi di alcuni sostenitori del M5S che ogni tanto sembra di essere in mezzo a una rissa tra interisti e milanisti.

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Canto d’amore disperato per una bella grillina

Ma quanto sei carina, grillina
Ma quanto sei difficile a volte, amore mio…

Fin da quando ti ho vista, grillina,
mi hai fatto battere il cuore
coi tuoi riccioli scuri
i tuoi occhi scuri
con quella luce ballerina dentro

Ma tu mi strapazzi, morettina
E t’incazzi… così carina
E mi fai domande trabocchetto
Tipo: “Il Pd aveva detto che non faceva patti con i ladroni di destra e poi non hanno mantenuto la promessa!”

E a me lo dici, patatina?
Non sono del Pd e son d’accordo…
E mi si affastellano pensieri:
il Pd dei vertici, il Pd dei tanti compagni che conosco, il Pd della nomenclatura, il Pd delle primarie e delle facce nuove in Parlamento

Ma tu non vai per il sottile,
non discuti di coltello ma di fucile
mi fai lo sgambetto:
“Ma come fanno a stare al governo
insieme a quel tizzone d’inferno?
Dov’è la coerenza?
Han finito la decenza?”

E la tua bocca, grillina
È rossa come una bandiera
E quei tuoi occhi morettina,
bruciano come la benzina

E mentre tu misuri la decenza
E gli obblighi della coscienza
Io faccio i conti delle vittime potenziali
E accetto la trattativa pure coi maiali

Tu t’arrabbi, e come darti torto?
Si vive in un mondo capovolto
io miro al male minore,
al piccolo risultato
al conteggio che dice:
“Oggi uno l’abbiamo salvato”.

E di certo il tuo ragionamento
è bello e forte come il tuo portamento
E io mi sento preso da te
grillina
E mi piace che già 17 anni fa ti ho sposata
E non sei ancora cambiata.

 


Letta e Grillo amano burocrazia e inefficienza?

Diversi su tutto sono d’accordo sulla via da seguire: aumentare il debito pubblico.

Al di là delle enormi differenze tutti i progressisti pensano che dalla crisi si esca solo dando più soldi ai lavoratori, ai pensionati e ai disoccupati. Ovviamente su questo sono d’accordo anch’io.
Ma il problema nasce quando bisogna capire dove si prendono i soldi.
Le risposte sembrano differenti ma seguono la stessa filosofia: facciamo pagare più tasse ai ricchi e allentiamo i vincoli imposti dall’Europa al debito pubblico.
In fondo ai discorsi arrivano anche ad accennare, di sfuggita, alla necessità di semplificare la burocrazia e far funzionare la macchina dello Stato.

Non è che non sappiano che burocrazia e inefficienza costano all’Italia 140 miliardi di euro e altri 200 costano l’evasione fiscale e contribuiva e altri 130 l’incapacità di stroncare l’economia mafiosa. E altri 60 miliardi ci costa la corruzione. Ma non vedono il nesso tra efficienza dello Stato e lotta all’evasione fiscale e alla criminalità: non pensano che i problemi si risolvano con l’efficienza, loro pensano a leggi più dure.

È questa forma mentis che impedisce di vedere da dove tocca iniziare ad affrontare i problemi. Non capiscono l’origine delle cose.

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Prigionieri di un modello sbagliato del mondo

Prigionieri di un modello sbagliato del mondo

Il nuovo governo mi lascia perplesso…
Molto perplesso…
Ho la sensazione di essermi perso qualche cosa. Ancora pochi giorni fa si poteva sperare in “qualche cosa di completamente diverso”. Molto diverso.

Ho una sensazione simile a quella che sentii negli anni settanta quando mi resi conto che non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione.
Né comunista né hippy.
Un cretino in televisione dice che gli italiani ne hanno le palle piene della contrapposizione tra Berlusconi e gli anti Berlusconi.
Avremo tempo per misurare colpe e responsabilità.
Probabilmente molto tempo, prima di rivedere in Italia la possibilità che l’alternativa al sistema diventi governo del paese.
Probabilmente questo governo riuscirà a fare qualche cosa per allentare la morsa della crisi, sicuramente non sarà un governo capace di costruire pezzi di una società nuova.
Credo che in questi momenti sia necessario rimettere a fuoco l’intera scena che abbiamo di fronte per poter decidere cosa possiamo fare noi progressisti, noi che abbiamo un sogno, noi che desideriamo un mondo giusto, dove la gente possa cercare la propria felicità.
Se guardiamo i fatti nel loro insieme vediamo che alla fin fine la maggioranza degli italiani, in un modo o nell’altro, ha scelto di non affrontare il rischio del cambiamento.
Il centro della questione non sono gli inciuci e le rigidità, è che la maggioranza delle persone ha la testa che funziona in un certo modo.

Nel 1980 scrissi un libro, con un titolo divertente, Come fare il comunismo senza farsi male, nel quale sostenevo idee molto ponderate. Sostenevo che il potere reale, quello economico, era ormai nelle mani del popolo, in quanto i consumatori avrebbero potuto in qualunque momento determinare il fallimento di un’azienda semplicemente non comprandone i prodotti.
E sostenevo che questo potere, unito a quello di votare alle elezioni per candidati muniti di buon senso, rendeva possibile la transizione verso una società amorevole, senza spargimenti di sangue.
Sono passati 33 anni, sono ancora convinto di quel che ho scritto ma devo ammettere che il processo verso una società migliore è stato un po’ lento. E in più, in questo momento, stiamo pure vivendo una fase economicamente disastrosa che ha brutalmente peggiorato la condizione dei lavoratori, azzerando conquiste che erano costate decenni di lotte.
La questione tragica è che, nonostante l’esplosione della cultura e degli strumenti di comunicazione, ancora la maggioranza degli esseri umani è ingabbiata in schemi mentali assurdi.
Schemi mentali presenti in tutti i gruppi politici, così come sono presenti in tutte le categorie sociali. Questo è il vero inciucio, è mentale, l’inciucio politico è solo l’ombra di un inciucio umano, quotidiano.
Lo scoglio che i sinceri progressisti devono superare per far crescere il cambiamento in Italia è proprio il fatto che non sarà mai possibile vincere le elezioni e ottenere un governo dei sogni se non ci sarà un movimento sociale, culturale, artistico ed emotivo, capace di contrastare le incrostazioni di secoli di violenza nella testa delle persone.
Quando alla fine degli anni settanta capii che la rivoluzione era impossibile decisi di occuparmi di mettere insieme quel che di buono aveva prodotto l’irruenza rivoluzionaria.
Avevamo perso lo scontro nelle piazze e nei centri del potere ma avevamo vinto nella cultura. Avevamo parole nuove che avevano significati capaci di aprire la mente delle persone: femminismo, dignità omosessuale, collettività, non violenza, ecosistema, cibo biologico, efficienza energetica, visione unitaria del rapporto tra mente e corpo, parto dolce, educazione non autoritaria, rispetto delle emozioni…
Queste nuove parole portarono migliaia di ricercatori e soprattutto ricercatrici, a rovesciare la scienza, le idee sulla psiche umana e sulla storia.
Si scoprirono le pacifiche società matriarcali, si sconvolsero le idee sulla vita dei popoli primitivi, si buttò all’aria il concetto stesso di malattie psicosomatiche affermando il fatto che corpo e mente sono un tutt’uno. Si scoprirono i neuroni a specchio e la sintonizzazione delle onde cerebrali come basi fisiche del desiderio di empatia e cooperazione. Cambiarono le idee sul piacere sessuale, sui meccanismi percettivi, sulla comunicazione corporea.
Milioni di abitanti di questo pianeta iniziarono a seguire strani corsi durante i quali si insegnavano le cose più disparate. Certo alcune erano veramente assurde e folli, ma fu il più grande movimento di autoformazione della storia umana.

In questi 30 anni queste idee hanno fatto molta strada e hanno cambiato il modo di pensare di milioni di esseri umani.
E anche il loro modo di vivere.
Abbiamo creato luoghi di aggregazione di nuovo tipo, libere università, scuole alternative, microcredito, finanza etica, ecovillaggi, cooperative, gruppi di acquisto, nuovi mestieri, nuove terapie, imprese ecologiche, una quantità incredibile di siti internet, libri, giornali. La rivoluzione del Web ha fatto esplodere la nostra capacità di comunicare, collaborare, lavorare senza metterci al servizio delle multinazionali del dolore.
In mille modi abbiamo sperimentato che è possibile vivere altrimenti, rifiutando la follia del sistema patriarcale basato sulla guerra e sulla cultura del dominio.
Non abbiamo preso il potere ma abbiamo modellato la nostra vita in modi completamente diversi, sperimentando un livello di libertà e di sogno che non era possibile in nessun’altra epoca storica.
E abbiamo anche elaborato una nuova potente teoria del cambiamento sociale basata sulla spinta gentile e sulla strategia dei piccoli passi.
E credo che oggi, per la prima volta, qualche milione di esseri umani abbia raggiunto la consapevolezza del fatto che questa è l’unica via che porta veramente il frutto del cambiamento.

Vorrei dirti che va tutto bene e che il nuovo mondo è imminente.
Ma onestamente credo che stiamo sperimentando la capacità del potere di rigenerarsi e adattarsi, asservendo alle sue logiche anche gli oppositori.
Ma credo anche che il potere non possa ingabbiare chi invece di sperare nelle vittorie elettorali è capace di impegnarsi a costruire pezzi di nuova cultura e di vita rispettosa dell’amore e del diritto al sogno.

Forse dovremo aspettare ancora un po’ per veder sorgere il sol dell’avvenire.
Nel frattempo continueremo a sperimentare che vivere altrimenti, pensare altrimenti, amare altrimenti è meglio.
E se riesci a vivere seguendo le tue inclinazioni vivi molto meglio.
Pensare e agire in modo diverso fa la differenza.
Essere progressisti è preferibile!

Eccoti un piccolo indice delle idee rivoluzionarie che stanno cambiando il mondo.

Il capitalismo è bugiardo!

Lo stupratore è frigido

Gli egoisti muoiono come mosche

10 cose che il capitalismo non ti ha detto

 


Grillo è cattivo! Rodotà è nemico del popolo! E Prodi è un mezzo brigatista

Scena 1: più di 800 esaltati applaudono Napolitano che sta dicendo loro che sono una manica di incapaci sordi e tolleranti verso i ladroni.

Stacco: presunti grillini assediano il ristorante dove Franceschini sta cenando. Grillo sale in ginocchio sull’auto, urla “Arrendetevi!” e poi scappa.

Scena 2: Bersani si riferisce al Pd chiamandolo “La ditta”, gente che non conosce il valore delle parole. Barca nel suo documento propositivo per una nuova forma di partito usa la parola “catoblepismo”, a chi gli chiede perché risponde: magari qualcuno va a guardare il significato sul vocabolario. Il nuovo Pd sarà un partito che sa educare le masse?

Stacco: Impazza il grillino espulso per indegnità di talk show. È al di sotto dell’anello di congiunzione tra la scimmia e il microonde. Lo fanno vedere in giro come un selvaggio pellerossa, attrazione nelle piazze romane del 1500. Il sottotesto è: ecco che animali hanno eletto nel M5S! Grillo non vuole che si facciano vedere in televisione perché sono replicanti subumani. Presunti grillini assediano Franceschini. Grillo sale in ginocchio sopra un’auto e urla “Arrendetevi!”. E poi scappa inseguito dai giornalisti perbene.

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Caro Grillo: trattare è quasi sempre utile (perfino con i nazisti, figuriamoci col Pd!)

La politica è l’arte della trattativa. Ecco come il re di Danimarca salvò 8.329 ebrei.

La storia della Danimarca non la insegnano a scuola perché i danesi sono più intelligenti degli italiani e i ministri dell’Istruzione non vogliono che si pensi che sono stati eletti solo perché gli italiani sono un po’ fessi. Che se erano in Danimarca non gli facevano fare manco i venditori di guanti per pinguini.
I Danesi sono proprio diversi da noi, da sempre. Mentre nell’antica  Roma le donne erano oggetti di proprietà del maschio più anziano della famiglia, i barbari danesi le rispettavano. E le camere delle ragazze erano munite di una porticina che dava sull’esterno per permettere ai giovanotti di passare la notte con le ragazze nubili… Se non erano incinte non potevano sposarsi…
Quando i Papi cattolici decisero che lavarsi era peccato i danesi li mandarono a quel paese e continuarono a far la sauna, tutti nudi. Nel sud Europa la gente puzzava in modo indemoniato, in Scandinavia profumavano di betulla. Il che permise loro di evolversi aprendo il naso ai profumi e la mente alle idee. Spero che anche tu sia d’accordo sul fatto che se chiudi il naso per la puzza ti si chiude anche il cervello. Ecco, la mentalità italiana è figlia di secoli di puzza di ascelle putride.
Si capisce quindi come mai quando i Papi (puzzoni pure loro) decisero che si poteva vendere il diritto di andare in paradiso anche agli assassini, agli stupratori e ai pedofili, i Danesi diventarono protestanti.

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Beppe Grillo e la trappola leninista

Beppe Grillo

Tra le migliaia di commenti che sono arrivati ai miei articoli uno in particolare è perfetto per spiegare il pensiero di una parte consistente dei simpatizzanti del M5S e di Grillo. È di una persona forse non troppo soddisfatta di sé ma estremamente tenera che si firma Coso Brutto e scrive:

“Prima l'appello del ‘facciamolo’.
 Poi gli ultimi richiami ‘state perdendo una grande occasione... il paese muore... bisogna fare in fretta’.
Abbiamo capito, volete comprarci con qualche perlina per poi poter dire che anche noi siamo uguali a tutti gli altri e ugualmente colpevoli. Meglio perdere qualche voto di chi crede a queste favolette e si fa abbindolare, piuttosto di mischiarci con ladri, traditori della repubblica e menzogneri.”

Caro Coso Brutto,
la questione è che tu ti aspetti di avere per l’M5S, alle prossime elezioni, il 50% dei voti + 1. Ed è questa l’idea che Grillo evoca quando dice: prenderemo il 100% dei voti. Ovviamente è un’iperbole, lo sa anche lui.
La questione è quindi: il M5S potrebbe prendere più del 50% dei voti e quindi, avendo la maggioranza schiacciante in parlamento, governare e regalarci finalmente un’Italia riformata, giusta, ecologica ed efficiente?

Questo è il problema. Il popolo italiano è pieno di gente strana, analfabeti di ritorno, collusi, gente che trae il suo piccolo vantaggio dal sistema marcio... E gente completamente incapace di capire chi sono i ladri. Non c'è modo di uscirne, almeno in tempi brevi... Neppure se il M5S fosse l’organizzazione più perfetta e potente del mondo. Si tratta di un limite fisiologico dato dall’attuale reale situazione sociale e culturale. Per cambiare l’Italia dobbiamo cambiare la testa agli italiani, ma per farlo ci vuole tempo. Non ci sono scorciatoie. Per questo io sono favorevole ad accordi con il PD. La politica è lo specchio del Paese. Lo specchio dei reali rapporti di forza tra gruppi sociali, interessi e modi di pensare. Una trattativa, viste le forze del M5S e le spinte verso il rinnovamento provenienti dalla base del PD, potrebbe portare oggi non a un governo e a un programma perfetti, ma almeno all’inizio di una vera stagione di riforme. Se si riuscisse a realizzare almeno gli 8 punti di Bersani otterremmo già un risultato eccellente… Sono 50 anni che parlano di riforme e poi non fanno niente.
Aspettando che il livello culturale ed etico migliori dobbiamo impedire la macelleria sociale che provocherebbe un peggioramento delle condizioni morali, etiche e culturali...
Questa idea che si possa sconfiggere totalmente, con un trionfo elettorale, una classe politica e una tipologia umana, ben radicata e numerosa, è errata. La corruzione dei politici non è la causa della stupidità e disonestà degli italiani. Sono un gran numero di italiani ignoranti o collusi che determinano i risultati elettorali e la pessima qualità dei governanti.
Il contrario non può funzionare e non ha mai funzionato. Già ci han provato Lenin e Mao. Un popolo con una cultura da schiavo genera sempre e comunque un potere schiavista, le buone intenzioni sono a zero! La realtà è determinata dalla qualità dei singoli non dalla grandiosità dei leader.

Si tratta di una questione filosofica e pratica essenziale che da più di un secolo spacca il movimento progressista. Un interrogativo che rasenta la profondità assoluta del mistico “È nato prima l’uovo o la gallina?”

Quando avevo 17 anni entrai nel Gruppo Gramsci, una formazione extraparlamentare microscopica, eravamo qualche centinaio in tutta Italia. Avevamo pure un servizio d’ordine patetico che arrivava sempre in ritardo ai cortei… Terribile!
Però nel nostro esecutivo nazionale c’erano un filosofo, un economista, un operaio, una donna e un omosessuale. Ed eravamo l’unico gruppo comunista che parlava d’amore e musica rock. Inoltre ci facevano una scuola quadri eccellente. Ho imparato molto più lì che a scuola. Le lezioni di Romano Madera e Nanni Arrighi (grande economista riconosciuto a livello internazionale) erano affascinanti perché proponevano una visione del mondo completamente nuova.
La prima lezione di Madera aveva come tema la rivoluzione russa.
Madera iniziò chiedendo perché la rivoluzione russa fosse fallita.
La mia idea allora era quella che andava per la maggiore nel movimento comunista: Lenin era morto troppo presto, e Stalin, che era un criminale, aveva fatto un colpo di stato, ammazzato decine di migliaia di veri rivoluzionari comunisti e instaurato una dittatura fascista sanguinaria truccata da comunista.
Madera mi costrinse con la sua logica a rovesciare il mio punto di vista.
Marx aveva ben spiegato che è il modo di vivere che determina il modo di pensare. Le idee nascono dalle azioni che compiamo.
Marx era convinto che gli operai, che lavoravano in migliaia nelle immense fabbriche, fossero portati, a causa della loro concentrazione numerica e del tipo di lavoro, sostanzialmente collettivo, a sviluppare una mente diversa, a capire la possibilità di collaborare, a comprendere che così come potevano gestire la fabbrica senza i padroni potevano gestire lo Stato direttamente.
Questa coscienza figlia dell’organizzazione del lavoro e della vita degli operai avrebbe quindi determinato la coscienza di classe.
Contemporaneamente lo sviluppo capitalista, in virtù delle leggi economiche che lo governavano, avrebbe portato a uno stato endemico di crisi nel quale alla fine il capitalismo speculativo sarebbe diventato un ostacolo alla produzione capitalista. Il capitalismo, cioè, avrebbe cessato di essere capace di portare sviluppo e ricchezza. Quindi sarebbe divenuto obsoleto e a quel punto (solo a quel punto) i lavoratori sarebbero stati costretti, per necessità, a prendere in mano la situazione e creare una società socialista, basata sulla cooperazione.

Corollario di questa idea, che è il fondamento della teoria di Marx e Engels, era il fatto che Lenin era un pirla.
Se fosse stato un marxista non avrebbe mai cercato di creare una società socialista in una nazione che aveva ancora una struttura economica contadina, con un numero irrilevante di operai.
Avrebbe dovuto al contrario guidare la transizione dalla Russia semi feudale a un capitalismo dal volto umano, alleandosi con la borghesia nazionale e limitandosi a garantire un livello decente di equità sociale.
Solo quando il capitalismo avesse esaurito la sua funzione di forza di propulsione dello sviluppo, avrebbe potuto iniziare la transizione verso il socialismo.
Invece Lenin aveva perso la testa: a causa di un colpo di culo spaventoso (dal punto di vista della probabilità storica) un piccolo gruppo di comunisti ben organizzati, era riuscito a prendere il potere con una rapida azione militare. Quindi avevano scambiato quella vittoria come la prova che il popolo russo avesse compiuto in pochi mesi quel salto di stile di vita e di modo di pensare che solo decenni di sviluppo capitalista avrebbero potuto creare. L’ascesa di uno Stalin era inevitabile. La creazione di una burocrazia statale comunista non avrebbe mai potuto diventare uno strumento di crescita umana e intellettuale del popolo. Milioni di contadini russi erano abituati a ubbidire e a essere trattati come schiavi. I funzionari dello Stato e del partito divennero così i nuovi padroni (violenti e corrotti) perché quella era la loro mentalità e la mentalità dei cittadini.
Questo tragico paradigma si può applicare a tutti tentativi di imporre militarmente un sistema socialista a popolazioni precapitaliste: Albania, Cina, Cuba, Vietnam, Cambogia… Un disastro dopo l’altro perché non è possibile imporre la democrazia laddove la struttura produttiva non ha portato allo sviluppo di una coscienza democratica. Per avere la democrazia è necessario che le persone la vogliano veramente e sappiano gestirla.

Nonostante queste lezioni illuminate io non riuscii a capire fino in fondo il senso di questo ragionamento. Due anni dopo, nel 1974, mi trovai insieme ad altre migliaia di comunisti a credere che fosse giunto in Italia il momento in cui il socialismo era maturo e quindi si poteva iniziare a costruire il socialismo.
Era sufficiente che ci procurassimo un po’ di armi e iniziassimo a sparare perché il potere ci cadesse in mano.
Per fortuna prima che io mi sporcassi le mani di sangue, mi trovai a pormi una domanda che nasceva da una semplice constatazione.
In quel momento in Italia c’erano 3-4mila compagni pronti alla guerra civile. Ipotizzai che se avessimo lavorato bene avremmo potuto mettere insieme in un paio di anni altri 50mila militanti pronti a tutto.
I capitalisti avevano dalla loro parte l’aviazione. Eravamo realmente in grado di vincerli?
Posi questa domanda a Toni Negri durante una riunione dell’esecutivo nazionale di Rosso. Parlò un’ora senza riuscire a rispondere alla mia semplice domanda militare. In effetti bastava andare in giro guardando le facce delle persone per rendersi conto che non esisteva una massa enorme di italiani intenzionati a fare la rivoluzione. Lo shopping tirava di più.
Di lì a pochi giorni uscimmo in 150 da Rosso, ed è stata una delle cose più intelligenti che abbiamo fatto in vita nostra.
Quei pochi che restarono con Toni Negri ebbero la vita distrutta o morirono ammazzati. Erano caduti in una trappola mentale spaventosa. E che fosse una trappola divenne evidente quando a partire dal 1977 le bande armate furono distrutte in poco tempo grazie a un numero spaventoso di pentiti. La maggioranza degli arrestati quando si trovò in prigione, con la prospettiva di farsi 20 anni, si rese conto che nessuna rivoluzione ci sarebbe stata, che nessuno li avrebbe liberati, che non c’era nessun proletariato pronto alla rivoluzione… Le loro illusioni crollarono e per lo più si pentirono (e denunciarono i compagni a 100 per volta) o si dissociarono. Nel giro di pochi mesi la potente Armata Rossa fu azzerata. E non può esserci dimostrazione migliore del fatto che la valutazione sullo stato dello sviluppo del capitalismo in Italia e della coscienza di classe fosse basata su pure allucinazioni oniriche (e sinceramente non capisco proprio chi ancora continua ad ascoltare persone come Toni Negri, che insistono imperterrite ad affermare che le loro analisi di 40 anni fa erano perfette. Hanno guidato un’armata di disperati verso la rovina, sostenendo che avevano la prova scientifica della volontà di milioni di operai di insorgere e non hanno mai fatto autocritica… La loro religione è basata sull’avere le fette di salame sugli occhi…).

I fallimenti delle rivoluzioni socialiste nei paesi contadini e dei tentativi insurrezionali degli anni settanta nei paesi capitalisti hanno entrambi dietro l’idea errata che la qualità delle persone (dei leader) possa sostituire il livello di coscienza del popolo.

Il M5S sta cadendo in un’analoga trappola logica.
Se il Pdl e il Pd fanno un governo insieme faranno schifo e alle prossime elezioni noi vinceremo col 50%.
In questo caso la battaglia elettorale ha preso (fortunatamente) il posto dell’insurrezione armata (un grande passo avanti, sono molto meno pirla di quanto lo fossi io a 19 anni).
Ma la tipologia dell’errore è simile: si pensa che esista un popolo che nella sua maggioranza desidera veramente la democrazia, e che esista dietro questo popolo una società che a causa della sua struttura produttiva e ha creato una crescita culturale tale da rendere cosciente e matura per la democrazia diretta la maggioranza dei nostri connazionali.
Quante persone leggono i vostri blog? Quante persone guardano il Grande Fratello? Come puoi pensare che chi guarda il Grande Fratello abbia la testa per partecipare alla democrazia diretta a partire da domani mattina?
Grillo non tiene conto che gran parte di chi ha votato M5S lo ha fatto per rabbia contro la Casta, non perché ha veramente capito i valori (e i doveri) della democrazia diretta.
Come Lenin ha vinto la rivoluzione militare per un colpo di culo così Grillo ha avuto il culo (e l’abilità) di radunare attorno a se un grande consenso. Un consenso ottenuto CONTRO l’esistente, non a favore di un chiaro progetto per il futuro. In Italia la cultura dei furbetti va ancora forte.
Datemi retta amici del M5S, cerchiamo di cambiare quel che le condizioni storiche ci consentono. Se ci riusciremo convinceremo altri al cambiamento. Se si tornerà invece a votare, prima di fare le riforme essenziali (spreco, corruzione, burocrazia, evasione fiscale, illegalità) non aumenterete i voti. Nessuno vi darà la medaglia neanche se riuscirete a dimostrare che i cattivi sono gli altri. Non importa. Il voto di protesta se non arrivate ai risultati evaporerà perché è basato su un particolare momento emotivo e di disperazione economica. Sotto il 24% non sareste più determinanti in parlamento. E in più rischiamo di Nuovo Berlusconi.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

 


Grillo crolla? E noi siamo all’ultima spiaggia?

Se non si fanno le riforme l’Italia ha chiuso. Ci sarà il cambiamento? Come?

Non conosco un altro caso di un successo come quello del M5S, così grande e rapido. E non ho neppure notizia di un movimento politico che si sia suicidato tanto rapidamente.
Evidentemente gli amici del M5S non hanno letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu, un manuale scritto circa 2.400 anni fa.
Sun Tzu sostiene che per vincere una guerra è indispensabile saper dividere il nemico.
E questo Grillo non è stato proprio capace di farlo: nel giro di un mese è riuscito a unire le forze che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente ha spaccato in due gli elettori del M5S.
E già i sondaggi registrano un diminuzione dei suoi consensi. Ma io credo che stia perdendo molto di più di quel che mostrano i sondaggi. Almeno a sentire la gente che conosco.
Una fetta maggioritaria della base Pd premeva per il cambiamento e sarebbe stato possibile tirar fuori un governo con un programma decente. Ma a forza di insulti hanno spinto Bersani e Napolitano a percorrere un’altra via… La mossa dei 10 saggi è un modo nuovo per fare un governo Bersani (o simil Bersani) con il sostegno esterno, più o meno nascosto, di Lega e Pdl.
Potevamo ottenere un vero cambiamento con un governo dei sogni alla siciliana, e ci ritroviamo in mano una cacca rimasticata.
Grazie.

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