movimento 5 stelle

Europee 2014, onore al Movimento 5 Stelle

Jacopo Fo Fatto QuotidianoPerché dobbiamo ringraziare Grillo.

Il web è pieno di ironie sui pentastellati: vinciamo poi…
Ma se usciamo dalla miopia del momento e guardiamo a quel che sarà scritto sui libri di storia dobbiamo innanzitutto essere grati a questo gruppo di persone appassionate.
Una cosa fuori da ogni dubbio è che il M5S è stato capace di rovesciare la situazione italiana come un calzino.
E i primi che dovrebbero ringraziare Grillo sono i militanti del Pd. Senza Grillo il vecchio gruppo di potere sarebbe ancora in sella e i risultati elettorali sarebbero stati ben diversi.
Solo grazie al terrore per il M5S Renzi è riuscito a diventare segretario e poi premier.
È grazie al terrore per il M5S che si sono ridotti (un poco) i costi della politica ed è stato messo un tetto agli stipendi da paura dei manager pubblici, è partita l’anagrafe fiscale e si è iniziato a parlare seriamente di riforme.
Quindi, amici miei vi ringrazio. E non prendetevela per questo arretramento. Ogni secondo del vostro impegno politico è stato ben speso e ha già dato frutti che (forse) faranno uscire l’Italia da 50 anni di corruzione.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Canto d’amore disperato per una bella grillina

Ma quanto sei carina, grillina
Ma quanto sei difficile a volte, amore mio…

Fin da quando ti ho vista, grillina,
mi hai fatto battere il cuore
coi tuoi riccioli scuri
i tuoi occhi scuri
con quella luce ballerina dentro

Ma tu mi strapazzi, morettina
E t’incazzi… così carina
E mi fai domande trabocchetto
Tipo: “Il Pd aveva detto che non faceva patti con i ladroni di destra e poi non hanno mantenuto la promessa!”

E a me lo dici, patatina?
Non sono del Pd e son d’accordo…
E mi si affastellano pensieri:
il Pd dei vertici, il Pd dei tanti compagni che conosco, il Pd della nomenclatura, il Pd delle primarie e delle facce nuove in Parlamento

Ma tu non vai per il sottile,
non discuti di coltello ma di fucile
mi fai lo sgambetto:
“Ma come fanno a stare al governo
insieme a quel tizzone d’inferno?
Dov’è la coerenza?
Han finito la decenza?”

E la tua bocca, grillina
È rossa come una bandiera
E quei tuoi occhi morettina,
bruciano come la benzina

E mentre tu misuri la decenza
E gli obblighi della coscienza
Io faccio i conti delle vittime potenziali
E accetto la trattativa pure coi maiali

Tu t’arrabbi, e come darti torto?
Si vive in un mondo capovolto
io miro al male minore,
al piccolo risultato
al conteggio che dice:
“Oggi uno l’abbiamo salvato”.

E di certo il tuo ragionamento
è bello e forte come il tuo portamento
E io mi sento preso da te
grillina
E mi piace che già 17 anni fa ti ho sposata
E non sei ancora cambiata.

 


Elezione Presidente della Repubblica, per ora hanno vinto gli elettori progressisti!

Per la prima volta in vita mia ho l’impressione che il parere della gente conti qualche cosa.

Mentre scrivo non so ancora se Prodi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Comunque possiamo scrivere sul nostro diario che abbiamo vinto.
Per la prima volta, dalla notte dei tempi, si vede una grande novità in politica: la gente.

E dobbiamo certo ringraziare Grillo che ha innescato questo cambiamento.

Quel che è successo è che quasi 20 milioni di italiani, la maggioranza dei votanti, hanno espresso in modo diverso il loro desiderio di cambiamento, votando Pd, Sel e 5 Stelle.
Subito ci siamo resi conto però che si rischiava di bruciare questa occasione storica.
E pareva proprio impossibile che nascesse un governo capace di fare le riforme.

Bersani si rifiutava di fare una proposta di vero cambiamento al 5 Stelle, e il 5 Stelle pareva incapace di trattare, fermo sulla sua linea.
E abbiamo avuto molta paura che questa situazione di stallo portasse alla fine al grande regalo per Berlusca: l’ennesimo governo dell’inciucio.
E così stavano andando, irrimediabilmente le cose.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Beppe Grillo e la trappola leninista

Beppe Grillo

Tra le migliaia di commenti che sono arrivati ai miei articoli uno in particolare è perfetto per spiegare il pensiero di una parte consistente dei simpatizzanti del M5S e di Grillo. È di una persona forse non troppo soddisfatta di sé ma estremamente tenera che si firma Coso Brutto e scrive:

“Prima l'appello del ‘facciamolo’.
 Poi gli ultimi richiami ‘state perdendo una grande occasione... il paese muore... bisogna fare in fretta’.
Abbiamo capito, volete comprarci con qualche perlina per poi poter dire che anche noi siamo uguali a tutti gli altri e ugualmente colpevoli. Meglio perdere qualche voto di chi crede a queste favolette e si fa abbindolare, piuttosto di mischiarci con ladri, traditori della repubblica e menzogneri.”

Caro Coso Brutto,
la questione è che tu ti aspetti di avere per l’M5S, alle prossime elezioni, il 50% dei voti + 1. Ed è questa l’idea che Grillo evoca quando dice: prenderemo il 100% dei voti. Ovviamente è un’iperbole, lo sa anche lui.
La questione è quindi: il M5S potrebbe prendere più del 50% dei voti e quindi, avendo la maggioranza schiacciante in parlamento, governare e regalarci finalmente un’Italia riformata, giusta, ecologica ed efficiente?

Questo è il problema. Il popolo italiano è pieno di gente strana, analfabeti di ritorno, collusi, gente che trae il suo piccolo vantaggio dal sistema marcio... E gente completamente incapace di capire chi sono i ladri. Non c'è modo di uscirne, almeno in tempi brevi... Neppure se il M5S fosse l’organizzazione più perfetta e potente del mondo. Si tratta di un limite fisiologico dato dall’attuale reale situazione sociale e culturale. Per cambiare l’Italia dobbiamo cambiare la testa agli italiani, ma per farlo ci vuole tempo. Non ci sono scorciatoie. Per questo io sono favorevole ad accordi con il PD. La politica è lo specchio del Paese. Lo specchio dei reali rapporti di forza tra gruppi sociali, interessi e modi di pensare. Una trattativa, viste le forze del M5S e le spinte verso il rinnovamento provenienti dalla base del PD, potrebbe portare oggi non a un governo e a un programma perfetti, ma almeno all’inizio di una vera stagione di riforme. Se si riuscisse a realizzare almeno gli 8 punti di Bersani otterremmo già un risultato eccellente… Sono 50 anni che parlano di riforme e poi non fanno niente.
Aspettando che il livello culturale ed etico migliori dobbiamo impedire la macelleria sociale che provocherebbe un peggioramento delle condizioni morali, etiche e culturali...
Questa idea che si possa sconfiggere totalmente, con un trionfo elettorale, una classe politica e una tipologia umana, ben radicata e numerosa, è errata. La corruzione dei politici non è la causa della stupidità e disonestà degli italiani. Sono un gran numero di italiani ignoranti o collusi che determinano i risultati elettorali e la pessima qualità dei governanti.
Il contrario non può funzionare e non ha mai funzionato. Già ci han provato Lenin e Mao. Un popolo con una cultura da schiavo genera sempre e comunque un potere schiavista, le buone intenzioni sono a zero! La realtà è determinata dalla qualità dei singoli non dalla grandiosità dei leader.

Si tratta di una questione filosofica e pratica essenziale che da più di un secolo spacca il movimento progressista. Un interrogativo che rasenta la profondità assoluta del mistico “È nato prima l’uovo o la gallina?”

Quando avevo 17 anni entrai nel Gruppo Gramsci, una formazione extraparlamentare microscopica, eravamo qualche centinaio in tutta Italia. Avevamo pure un servizio d’ordine patetico che arrivava sempre in ritardo ai cortei… Terribile!
Però nel nostro esecutivo nazionale c’erano un filosofo, un economista, un operaio, una donna e un omosessuale. Ed eravamo l’unico gruppo comunista che parlava d’amore e musica rock. Inoltre ci facevano una scuola quadri eccellente. Ho imparato molto più lì che a scuola. Le lezioni di Romano Madera e Nanni Arrighi (grande economista riconosciuto a livello internazionale) erano affascinanti perché proponevano una visione del mondo completamente nuova.
La prima lezione di Madera aveva come tema la rivoluzione russa.
Madera iniziò chiedendo perché la rivoluzione russa fosse fallita.
La mia idea allora era quella che andava per la maggiore nel movimento comunista: Lenin era morto troppo presto, e Stalin, che era un criminale, aveva fatto un colpo di stato, ammazzato decine di migliaia di veri rivoluzionari comunisti e instaurato una dittatura fascista sanguinaria truccata da comunista.
Madera mi costrinse con la sua logica a rovesciare il mio punto di vista.
Marx aveva ben spiegato che è il modo di vivere che determina il modo di pensare. Le idee nascono dalle azioni che compiamo.
Marx era convinto che gli operai, che lavoravano in migliaia nelle immense fabbriche, fossero portati, a causa della loro concentrazione numerica e del tipo di lavoro, sostanzialmente collettivo, a sviluppare una mente diversa, a capire la possibilità di collaborare, a comprendere che così come potevano gestire la fabbrica senza i padroni potevano gestire lo Stato direttamente.
Questa coscienza figlia dell’organizzazione del lavoro e della vita degli operai avrebbe quindi determinato la coscienza di classe.
Contemporaneamente lo sviluppo capitalista, in virtù delle leggi economiche che lo governavano, avrebbe portato a uno stato endemico di crisi nel quale alla fine il capitalismo speculativo sarebbe diventato un ostacolo alla produzione capitalista. Il capitalismo, cioè, avrebbe cessato di essere capace di portare sviluppo e ricchezza. Quindi sarebbe divenuto obsoleto e a quel punto (solo a quel punto) i lavoratori sarebbero stati costretti, per necessità, a prendere in mano la situazione e creare una società socialista, basata sulla cooperazione.

Corollario di questa idea, che è il fondamento della teoria di Marx e Engels, era il fatto che Lenin era un pirla.
Se fosse stato un marxista non avrebbe mai cercato di creare una società socialista in una nazione che aveva ancora una struttura economica contadina, con un numero irrilevante di operai.
Avrebbe dovuto al contrario guidare la transizione dalla Russia semi feudale a un capitalismo dal volto umano, alleandosi con la borghesia nazionale e limitandosi a garantire un livello decente di equità sociale.
Solo quando il capitalismo avesse esaurito la sua funzione di forza di propulsione dello sviluppo, avrebbe potuto iniziare la transizione verso il socialismo.
Invece Lenin aveva perso la testa: a causa di un colpo di culo spaventoso (dal punto di vista della probabilità storica) un piccolo gruppo di comunisti ben organizzati, era riuscito a prendere il potere con una rapida azione militare. Quindi avevano scambiato quella vittoria come la prova che il popolo russo avesse compiuto in pochi mesi quel salto di stile di vita e di modo di pensare che solo decenni di sviluppo capitalista avrebbero potuto creare. L’ascesa di uno Stalin era inevitabile. La creazione di una burocrazia statale comunista non avrebbe mai potuto diventare uno strumento di crescita umana e intellettuale del popolo. Milioni di contadini russi erano abituati a ubbidire e a essere trattati come schiavi. I funzionari dello Stato e del partito divennero così i nuovi padroni (violenti e corrotti) perché quella era la loro mentalità e la mentalità dei cittadini.
Questo tragico paradigma si può applicare a tutti tentativi di imporre militarmente un sistema socialista a popolazioni precapitaliste: Albania, Cina, Cuba, Vietnam, Cambogia… Un disastro dopo l’altro perché non è possibile imporre la democrazia laddove la struttura produttiva non ha portato allo sviluppo di una coscienza democratica. Per avere la democrazia è necessario che le persone la vogliano veramente e sappiano gestirla.

Nonostante queste lezioni illuminate io non riuscii a capire fino in fondo il senso di questo ragionamento. Due anni dopo, nel 1974, mi trovai insieme ad altre migliaia di comunisti a credere che fosse giunto in Italia il momento in cui il socialismo era maturo e quindi si poteva iniziare a costruire il socialismo.
Era sufficiente che ci procurassimo un po’ di armi e iniziassimo a sparare perché il potere ci cadesse in mano.
Per fortuna prima che io mi sporcassi le mani di sangue, mi trovai a pormi una domanda che nasceva da una semplice constatazione.
In quel momento in Italia c’erano 3-4mila compagni pronti alla guerra civile. Ipotizzai che se avessimo lavorato bene avremmo potuto mettere insieme in un paio di anni altri 50mila militanti pronti a tutto.
I capitalisti avevano dalla loro parte l’aviazione. Eravamo realmente in grado di vincerli?
Posi questa domanda a Toni Negri durante una riunione dell’esecutivo nazionale di Rosso. Parlò un’ora senza riuscire a rispondere alla mia semplice domanda militare. In effetti bastava andare in giro guardando le facce delle persone per rendersi conto che non esisteva una massa enorme di italiani intenzionati a fare la rivoluzione. Lo shopping tirava di più.
Di lì a pochi giorni uscimmo in 150 da Rosso, ed è stata una delle cose più intelligenti che abbiamo fatto in vita nostra.
Quei pochi che restarono con Toni Negri ebbero la vita distrutta o morirono ammazzati. Erano caduti in una trappola mentale spaventosa. E che fosse una trappola divenne evidente quando a partire dal 1977 le bande armate furono distrutte in poco tempo grazie a un numero spaventoso di pentiti. La maggioranza degli arrestati quando si trovò in prigione, con la prospettiva di farsi 20 anni, si rese conto che nessuna rivoluzione ci sarebbe stata, che nessuno li avrebbe liberati, che non c’era nessun proletariato pronto alla rivoluzione… Le loro illusioni crollarono e per lo più si pentirono (e denunciarono i compagni a 100 per volta) o si dissociarono. Nel giro di pochi mesi la potente Armata Rossa fu azzerata. E non può esserci dimostrazione migliore del fatto che la valutazione sullo stato dello sviluppo del capitalismo in Italia e della coscienza di classe fosse basata su pure allucinazioni oniriche (e sinceramente non capisco proprio chi ancora continua ad ascoltare persone come Toni Negri, che insistono imperterrite ad affermare che le loro analisi di 40 anni fa erano perfette. Hanno guidato un’armata di disperati verso la rovina, sostenendo che avevano la prova scientifica della volontà di milioni di operai di insorgere e non hanno mai fatto autocritica… La loro religione è basata sull’avere le fette di salame sugli occhi…).

I fallimenti delle rivoluzioni socialiste nei paesi contadini e dei tentativi insurrezionali degli anni settanta nei paesi capitalisti hanno entrambi dietro l’idea errata che la qualità delle persone (dei leader) possa sostituire il livello di coscienza del popolo.

Il M5S sta cadendo in un’analoga trappola logica.
Se il Pdl e il Pd fanno un governo insieme faranno schifo e alle prossime elezioni noi vinceremo col 50%.
In questo caso la battaglia elettorale ha preso (fortunatamente) il posto dell’insurrezione armata (un grande passo avanti, sono molto meno pirla di quanto lo fossi io a 19 anni).
Ma la tipologia dell’errore è simile: si pensa che esista un popolo che nella sua maggioranza desidera veramente la democrazia, e che esista dietro questo popolo una società che a causa della sua struttura produttiva e ha creato una crescita culturale tale da rendere cosciente e matura per la democrazia diretta la maggioranza dei nostri connazionali.
Quante persone leggono i vostri blog? Quante persone guardano il Grande Fratello? Come puoi pensare che chi guarda il Grande Fratello abbia la testa per partecipare alla democrazia diretta a partire da domani mattina?
Grillo non tiene conto che gran parte di chi ha votato M5S lo ha fatto per rabbia contro la Casta, non perché ha veramente capito i valori (e i doveri) della democrazia diretta.
Come Lenin ha vinto la rivoluzione militare per un colpo di culo così Grillo ha avuto il culo (e l’abilità) di radunare attorno a se un grande consenso. Un consenso ottenuto CONTRO l’esistente, non a favore di un chiaro progetto per il futuro. In Italia la cultura dei furbetti va ancora forte.
Datemi retta amici del M5S, cerchiamo di cambiare quel che le condizioni storiche ci consentono. Se ci riusciremo convinceremo altri al cambiamento. Se si tornerà invece a votare, prima di fare le riforme essenziali (spreco, corruzione, burocrazia, evasione fiscale, illegalità) non aumenterete i voti. Nessuno vi darà la medaglia neanche se riuscirete a dimostrare che i cattivi sono gli altri. Non importa. Il voto di protesta se non arrivate ai risultati evaporerà perché è basato su un particolare momento emotivo e di disperazione economica. Sotto il 24% non sareste più determinanti in parlamento. E in più rischiamo di Nuovo Berlusconi.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

 


Grillo crolla? E noi siamo all’ultima spiaggia?

Se non si fanno le riforme l’Italia ha chiuso. Ci sarà il cambiamento? Come?

Non conosco un altro caso di un successo come quello del M5S, così grande e rapido. E non ho neppure notizia di un movimento politico che si sia suicidato tanto rapidamente.
Evidentemente gli amici del M5S non hanno letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu, un manuale scritto circa 2.400 anni fa.
Sun Tzu sostiene che per vincere una guerra è indispensabile saper dividere il nemico.
E questo Grillo non è stato proprio capace di farlo: nel giro di un mese è riuscito a unire le forze che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente ha spaccato in due gli elettori del M5S.
E già i sondaggi registrano un diminuzione dei suoi consensi. Ma io credo che stia perdendo molto di più di quel che mostrano i sondaggi. Almeno a sentire la gente che conosco.
Una fetta maggioritaria della base Pd premeva per il cambiamento e sarebbe stato possibile tirar fuori un governo con un programma decente. Ma a forza di insulti hanno spinto Bersani e Napolitano a percorrere un’altra via… La mossa dei 10 saggi è un modo nuovo per fare un governo Bersani (o simil Bersani) con il sostegno esterno, più o meno nascosto, di Lega e Pdl.
Potevamo ottenere un vero cambiamento con un governo dei sogni alla siciliana, e ci ritroviamo in mano una cacca rimasticata.
Grazie.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Nuovo governo, perché Bersani ce la farà

Ho finalmente capito dove sta il trucco. Grillo l’ha capito?

A “Un giorno da pecora” Sabelli mi ha chiesto quante probabilità ha Bersani di ottenere la maggioranza. Ho risposto: il 2%.
In trasmissione c’era il ministro della Sanità Balduzzi (in forza nel governo Monti) che ha dato a Bersani un 50%. Mi è parso strano. Poi come un flash back ho risentito una nota sorniona nascosta nelle parole che Balduzzi aveva appena pronunciato. E ho capito che non avevo capito niente…Ma per arrivarci ci ho messo un po’.
All’inizio ho solo avuto la sensazione che il ministro sapesse qualche cosa che io non sapevo.
Allora, appassionati del giallo, ecco la soluzione dell’enigma nascosto nella voce di Balduzzi.

Apparentemente per Bersani non c’è alcuna possibilità.
M5S, Pdl e Lega gli han detto di no.
Quindi, o lascia a un altro, più gradito al M5S, oppure si va a elezioni. In entrambi i casi è politicamente finito. Se invece per la disperazione si allea con il Pdl è comunque finito e in più uccide pure il Pd che alle prossime elezioni prende il 12%. E questo l’han capito tutti.

Ma Bersani sa una cosa che gli dà la forza di tentare l’impossibile.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO

 


Viva Grillo! Viva Bersani! Un governo delle riforme è possibile!

Ma non stare a guardare!!! Datti da fare!

L’elezione di Grasso alla presidenza del Senato dimostra che abbiamo avuto ragione a spingere in ogni modo verso una convergenza tra Pd e M5S su obiettivi concreti e persone di valore.
Alla fine Bersani ha capito che se accettava il cambiamento, poteva ottenere i voti che servivano per evitare Schifani (un nome una missione) alla presidenza del Senato.
Dal primo giorno dopo le elezioni in moltissimi stiamo spingendo in questa direzione.

A causa della mia sovraesposizione televisiva, la gente mi riconosce per strada e molti mi fermano per dirmi la stessa cosa: “Devono mettersi d’accordo, non c’è tempo da perdere, sennò l’Italia affonda”.
Alcuni senatori siciliani del M5S lo hanno detto chiaro: ‘se permettiamo che eleggano Schifani invece di Grasso quando torniamo a casa ci fanno il mazzo‘.
Io credo che in tutta Italia, in questo momento, ci sono alcuni milioni di persone che stanno rompendo i coglioni casa per casa a chiunque conti qualche cosa nel Pd o nel M5S. E se non arrivano a qualcuno del Pd o  del M5S vanno a rompere i coglioni alle loro zie: “Dillo a tuo nipote che non ce la facciamo più! Che abbiamo bisogno che si cambi qualche cosa perché stiamo annegando!”
È un movimento di popolo che sta scatenando una pressione potente.

CONTINUA SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO


Finalmente ho parlato con Grillo e Casaleggio, e li ho convinti

Poi ho parlato anche con Bersani. Lui retrocede a Ministro dell’Economia, la Puppato capo del governo.
La Gabanelli ministro della Cultura e delle Telecomunicazioni, Barca agli Affari Comunitari, Settis ai Lavori Pubblici, Carlo Petrini all’agricoltura e turismo, Celentano allo Spettacolo.
Poi ho telefonato al Berlusca e gli ho detto: “Adesso la devi piantare!” Ha detto che ci pensa.
Sono quindi andato da Barbanera e mi sono fatto dare precise indicazioni sul futuro.
La prima mossa del nuovo governo sarà decapitare i rimborsi elettorali, sgozzare gli stipendi dei parlamentari, bucare le gomme alle auto blu, e farle a pois. Poi ghigliottineranno le province e se si trova un politico in una banca gli si taglia via il pipo.
Burocrazia alla tedesca, giustizia svizzera, efficienza danese, si scaricano tutti gli scontrini e a chi denuncia gli evasori gli diamo il 5% dell’evasione recuperata (ma c’è chi è disposto a farlo gratis per spirito di vendetta).
Poi si costituisce la Banca Nazionale del Tempo e del Baratto, una rete di cooperative sociali viene finanziata per gestire il riuso dei beni riciclabili e il recupero degli alimenti prossimi alla scadenza.
Coi soldi che recuperiamo dallo spreco e dall’inefficienza ci finanziamo il lavoro di due milioni di disoccupati che vanno a piantare alberi sulle frane e a dragare via i sedimenti che si sono accumulati dentro il letto dei fiumi ingorgandoli, e si ripuliscono pure le piazzole delle autostrade che fanno schifo.
Isoliamo tutti i tetti d’Italia e saltano fuori altri due milioni di posti di lavoro e 20 miliardi di risparmio annuo.
Il primo che costruisce una casa che non è autosufficiente energeticamente lo si butta dalla torre di Pisa durante l’orario di chiusura per non dar fastidio ai turisti.
Si danno 500 euro a scuole di ginnastica, cori di anziane cattoliche, equilibristi, gruppi di salsa, attori dialettali, scalatori, mangiatori di spade e fachiri in genere, burattinai, pattinatrici, calzolai, trampolieri, birrai, imitatori dell’Uomo Ragno e si fa la giornata dell’Orgoglio Nazionale durante la quale in tutte le piazze d’Italia si fa vedere come siamo bravi a far tutto. Il giorno dopo si fa la Giornata della Gentilezza con gli immigrati e i leghisti. A questa segue la Giornata Nazionale delle coccole tra amanti.
Poi ci scateniamo sul made in Italy, approfittando dalla sovraesposizione mediatica pluriennale, frutto del Bunga Bunga, del Loden e della vittoria del M5S, pompiamo le esportazioni di capelli finti, danze tribali africane, prodotti tipici della Lucania, tortellini, vestiario, profumi e nanotecnologie calve.
Dopodiché l’economia nazionale si impenna, i tedeschi ci invitano a bere una birra e Obama si fa fotografare che si mangia una vera pizza.
E finalmente a Roma arrivano più turisti che a Parigi (che quel poco di opere d’arte che c’anno le hanno rubate quasi tutte a noi, maledetto Napoleone!).
Dopodiché rivinciamo i mondiali. E pure quelli di rugby per umiliare la perfida Albione.
Contemporaneamente il Papa Argentino vende il tesoro del Vaticano per pagare gli studi ai bambini del Burundi e si vede con l’Imam di Teheran per una polca. Ma finisce che fanno un Harlem Shake con le maschere di Topolino e Paperino insieme a 400 teologi di entrambe le confessioni e un Pope Copto con la testa di giraffa.
Quindi mandiamo Bruno Vespa a trattare con i talebani e loro sono disposti a firmare la pace a patto che ce lo riprendiamo.
Poi Toto Cutugno scopre la formula della mozzarella biologica che provoca spaventose erezioni negli uomini e particolari turgori nelle donne.
E via così verso un socialismo dal volto umano che assomiglia a Raul Bova.
Non ci credi?
Stai a guardare!
Noi ci divertiremo a farlo.
(Scartate le possibilità possibili restano le possibilità impossibili)

 


Cara Laura Puppato: costruisci un ponte per un governo Pd-M5S?

Pd e M5S parlano lingue diverse… Serve un traduttore e tu conosci entrambi i linguaggi.

Se si vuole arrivare a collaborare in qualche modo con il M5S è necessario che qualcuno nel Pd inizi a parlare nella loro lingua…
Il Pd ha fatto 8 buone proposte, che in realtà sono molte di più se si ha la pazienza di andarsele a leggere, ma evidentemente non sono sufficientemente appetibili per M5S. Santoro ha provato a proporre un governo di grandi personalità fuori dai partiti ma anche questa idea ha ricevuto una risposta negativa dal M5S.

Noi crediamo che il M5S aprirebbe spiragli di trattativa solo se si presentasse un programma dettagliato, con un calendario preciso di voto in Parlamento, per i disegni di legge. E sarebbe necessario che questo programma fosse veramente innovativo.

Il nostro tentativo in queste due settimane è stato quello di interpellare esperti di vari settori per ampliare una proposta di programma possibile per un governo possibile.
Gli 8 punti di Bersani e ai 20 punti di M5S vertono sui grandi temi. Ma ci sono molte piccole leggi banali, basate sul buon senso, che si potrebbero approvare subito, sono a costo zero e produrrebbero immediatamente risparmi per lo Stato, ossigeno per l’economia e nuovi posti di lavoro.

CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DEL FATTO QUOTIDIANO