movimento 5 stelle

M5S e Pd, ecco come possiamo sbloccare la situazione

Ecco un piano dettagliato di riforme concrete, banali e dimenticate (ma abbiamo bisogno di te: dai una possibilità al cambiamento!)

Il M5S continua a ripetere che non darà la fiducia né a un governo Pd né a un governo tecnico di grandi personalità. Eppure crediamo che ci sia qualche spiraglio per una collaborazione su obiettivi concreti. Ma per arrivare a un governo di idee e a una collaborazione sui fatti il Pd deve uscire dall’ambiguità degli otto punti e deve accettare di confrontarsi con il M5S, o sfidarlo, se il verbo vi sembra più consono alla situazione,  fuori dalle ritualità inciuciose  dei vecchi schemi.
Subito dopo le elezioni abbiamo lanciato una proposta che va in questa direzione. Siamo partiti dall’idea che un accordo ci può essere solo su un governo che non si basi né sui partiti, né sulle persone, ma su un programma una volta tanto dettagliato, concreto, efficace. Niente liste di mere intenzioni che  allontanano soluzioni e diluiscono le idee in chiacchiere.
Non è tempo di chiacchiere.
Un programma dettagliato vuol dire un documento che indichi in modo chiaro che cosa si vuol fare  con l’impegno a mettere ai voti in Parlamento quel preciso articolo di legge, entro un certo tempo.
Un accordo che contenga già i testi delle leggi da approvare, perché è essenziale come lo scrivi l’articolo di legge, è lì che può scattare l’inefficienza in pratica!
La prima cosa che bisogna fare per dare un minimo di dignità ad una trattativa è mettere sul tavolo un’offerta chiara e certa, anche nei tempi di approvazione, una lista di intenti non basta, non è credibile.
Del resto visto fino ad oggi nessuno ha proposto al M5S qualcosa del genere, con un calendario e un impegno vincolante, non si può onestamente dire che l’M5S abbia rifiutato tutte le proposte.

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Italia nel caos?

E adesso vediamo di che pasta siamo fatti.

Care amiche, cari amici, non vi faccio perdere tempo con tutte le preoccupazioni del momento.
Credo che tutti si condivida che se non si fanno riforme urgenti e semplici per rilanciare l’economia, subito, abbiamo la bancarotta e se si rivota, rischiamo di avere il calvo pentito per altri 4 anni, dopo la bancarotta lo sfracello…

In questo momento vediamo all’opera tutti i vizi nazionali che da tempo denunciamo, rissosità da stadio, calunnie contro gli avversari politici, idee semplificate fino a rasentare la stupidità, macchine del fango all’opera, addirittura falsi militanti del M5S che fanno gli isterici per dimostrare che TUTTI quelli del M5S sono isterici…
Tutta roba alla quale cerchiamo di opporci da decenni, convinti che vi sia un livello di CIVILTA’ minima da difendere.

Sono 11 giorni che sto conducendo una onerosa campagna di pacificazione… Che a far muro all’indecenza della disinformazione si fa pure fatica…
E ho la sensazione di non essere il solo.
Continuo a incontrare persone che mi dicono: anch’io sto cercando di calmare chi mi sta attorno, anch’io sto cercando di convincerli che solo se si trova un punto d’unione evitiamo il baratro.
Bene, sono convinto che stiamo facendo la cosa giusta.
E sono convinto che ci riusciremo perché tanta gente sta spingendo in questa direzione.
E sono convinto che la comunità degli abbonati a questo quotidiano di buone notizie sia geneticamente una straordinaria forza spontanea di interposizione contro la demenza collettiva.

Noi siamo i peacekeeper, gli acchiappatori di pace.
Ed è importante quel che stiamo facendo.
Ed è importante capire che oggi, la propria opposizione quotidiana, ai discorsi esagerati, ai toni isterici, alle imprecisioni, alle approssimazioni, alla superficialità, farà la differenza. Questa volta è l’azione piccola che comanda sulla grande.

Molti mi hanno criticato (insultato, vilipeso, smerlato, ecc) perché sono andato da Barbara D’Urso, alla Zanzara o al TGCom24.
Allora vorrei qui spiegare la linea di condotta che mi sono dato.

1 - Io cerco la pace. Il mio primo obiettivo è che Pd e M5S, possano discutere sulla base di quel che sono e non sulla base di reciproci toni di aggressività. Il primo obiettivo è quindi stabile una situazione di rispetto dell’avversario. Grillo non è Hitler, Mussolini, l’antipolitica… Bersani non è Stalin, e neanche Berlusconi e non è neppure D’Alema (che neanche lui è Berlusconi, ma solo per un pelo…).

2 - Esistono 100 leggi necessarie subito all’Italia sulle quali più della metà degli italiani sono d’accordo, questo è un terreno di trattativa possibile per un governo possibile. Ovunque vada ottengo il mio obiettivo se riesco a dire questo. Quindi sono disposto ad andare a parlare ovunque. E parlerò gentilmente, usando parole semplici rivolte a entrambi gli schieramenti (e siccome i militanti del M5S preferiscono essere chiamati M5S, li chiamerò sempre e soltanto M5S). Praticare oggi la gentilezza e la pacatezza è lo strumento più potente. Essere chiari e netti è obbligatorio.

3 - Ogni volta che qualcuno cerca di far passare una falsità o un’imprecisione sull’avversario io devo fermare tutto fino a quando non si ritorna al rispetto della realtà. Se non ci riesco vado via. I raccoglitori di pace devono essere pazienti, gentili, ma irremovibili: non posso continuare a parlare con te se non ammetti che hai fatto un’affermazione falsa (vedi quel che è successo alla Zanzara…).

4 - Tanto più dobbiamo impegnarci a non tollerare le falsificazioni calunniose preparate ad arte. Il mio intervento dalla D’Urso è stato il più criticato… Invece io credo che esserci è stato utile, perché almeno un milione di persone si sono rese conto che la storia non stava in piedi, che c’era un falso militante del M5S, e quindi qualcuno cercava di creare una suggestione artefatta. Sulla responsabilità del trappolone non mi pronuncio. Non mi interessa sapere se era un mitomane che ha buggerato la redazione della D’Urso, o se la redazione della D’Urso ha organizzato il trappolone e se la D’Urso era al corrente oppure è stata buggerata pure lei. Per ora mi interessa smascherare il falso e raccogliere il maggior numero di alleati sul fatto che di falso si tratti. E che si tratti di una caduta di civiltà ricorrere a questi metodi. In questo modo ho raggiunto un punto di alleanza perfino con persone apertamente di destra. Devi scegliere: o fai il peacekeeper o fai il giudice. I due ruoli non sono sovrapponibili. L’obiettivo del raccoglitore di pace è diffondere pace ovunque a tutti i costi.

5 - In questi giorni ho continuato a parlare con decine di persone anche individualmente, faccia a faccia: dobbiamo insistere ovunque sul fatto che serve aumentare la dose di gentilezza e generosità oggi presente nella società italiana. Questa non è una battaglia che si vince mandando pochi pacificatori in tv… Quello che serve è un’azione capillare di migliaia di persone che cercano di trovare momenti di pacificazione quotidiana: distribuiamo torte, massaggi, sorrisi per strada e stiamo ad ascoltare tutti quelli che ci vogliono raccontare la loro agitazione… Così si scaricano. Permettiamo che intorno a noi le tensioni si sgonfino. Ognuno di noi può essere un territorio ospitale. So che qualcuno leggendo queste parole le sentirà assurde o retoriche… Ma io sono convinto che le grandi svolte che un paese prende, nel bene o nel male, siano in realtà determinate dalle microazioni dei singoli, non il contrario. Se proponessi di fare un corteo parrebbe logico e non retorico… Ma oggi i cortei non servono. Serve la testimonianza individuale, nei fatti, negli atteggiamenti, nei sorrisi, di migliaia di persone.

6 - Continua a costruire ponti. Continuiamo a spremerci le meningi per trovare modalità di mediazione. Bene la proposta di Santoro di un governo di eccellenze. Ma troviamone anche altre. Noi stiamo lavorando su una piattaforma di leggi banali, per lo più a costo zero, che metterebbero in pari il bilancio dello Stato e rilancerebbero l’economia… Banalità che i grandi politici si dimenticano sempre… A giorni le pubblicheremo.

7 - Non arrendersi, neanche quando ti trovi 7 contro uno. La pace è l’unica possibilità ragionevole, la trattativa è l’unica opzione che ci mantiene in piedi come popolo. Chi si ostinerà a non volersi mettere d’accordo sarà ricordato come Grande Pirla e come peccatore di fronte alla Galassia.

8 - Vinceremo perché non vogliamo sopraffare nessuno, vogliamo solo una botta di buon senso e sana prudenza. E quando si metteranno d’accordo daremo a loro tutto il merito.

 


Amo Bersani. Lui mi ama? Abbassiamo i toni. È solo la fine del mondo

Se avessi potenti mezzi economici coprirei l’Italia di cartelloni di 10 metri per 4 con la foto di Maurizio Costanzo che dice flemmatico: “Calmi! State calmi!”

Mi telefonano continuamente cari amici che mi dicono tutti la stessa cosa:
Che bello che Grillo ha fatto saltare il banco.
E adesso speriamo che trovino un accordo e facciano le riforme essenziali per questo Paese.
Se si ritorna alle elezioni, dopo qualche mese di terrorismo mediatico sullo spread e la bancarotta ingovernabile, rivince Crapa Pelata Pentita e noi ci siamo persi un’occasione epocale.

I miei amici hanno votato Grillo, Ingroia, Vendola o Bersani.
E non sono solo amici miei, sono anche amici tra di loro.
Cioè, uno del Pd amico con uno del Movimento 5 Stelle. E a volte fanno pure sesso insieme. E magari hanno anche dei bambini insieme.
Gente del Pd che è contenta che l’M5S è il primo partito?
Sì.
L’importante per tutti è che si sia arrivati a un punto di rottura.
Alcuni credevano che il miglior cambiamento l’avrebbe portato la vittoria di Bersani. Altri addirittura speravano in Renzi. E ci ho mangiato assieme!!!

Secondo me, Grillo adesso che ha vinto dovrebbe fare un respiro di sollievo.
Cazzo, hai vinto! Adesso devi cambiare registro.

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Appello per un governo possibile che faccia veramente le riforme

Jacopo Fo

Insieme a Fabio Roggiolani e Fabio Faina esponenti di Sel, abbiamo lanciato una campagna di comunicazione che ha lo scopo di incoraggiare Pd e M5S a trovare punti d’accordo per poter dar vita a un governo con l’appoggio esterno di M5S.
Crediamo che sia gli elettori del Centrosinistra che quelli di M5S desiderino profondamente un cambiamento.
E crediamo che questo cambiamento sia indispensabile per evitare la bancarotta nazionale.
Siamo convinti che si possa mettere insieme un programma che contenga alcune essenziali riforme e che sia condiviso dal Centrosinistra e da M5S, come dalla stragrande maggioranza degli italiani.
E vorremmo operare in questo senso, invitando gli elettori a proporre quali sarebbero i punti essenziali di questo programma e vorremmo pure interpellare alcuni specialisti che ci aiutino a capire esattamente COME trasformare queste proposte di cambiamento in articoli di legge.
Infatti, non si tratta solo di fare le riforme giuste ma anche di farle in modo che ottengano il risultato sperato, e quindi le proposte vanno concepite in modo tecnicamente efficiente. E questo sarà possibile solo coinvolgendo la società civile e le sue risorse e creando nuove forme di dialogo tra governo e cittadini. Oggi grazie alla rete è possibile.
Su questa strada abbiamo già fatto un’esperienza in passato, quando mia madre divenne senatrice.
In quel caso immaginammo una serie minima di leggi a costo zero, che andando a cambiare in modo preciso alcuni gangli del sistema, avrebbero potuto ottenere reali cambiamenti. Proposte basate sul buon senso e sulle quali si poteva immaginare un ampio consenso, che tentammo invano di far approvare dal governo Prodi. E tra chi coordinò quel tentativo c’è chi oggi siede al Parlamento nelle file di M5S.
Crediamo che questo modo di ragionare possa quindi diventare un punto di unione tra le forze veramente progressiste, dentro e fuori dai partiti e dai movimenti.
Proponiamo quindi alle persone che vogliono impegnarsi su questo discorso di aderire all’evento FB che abbiamo creato.

I prossimi 10 giorni saranno decisivi per arrivare a una qualche forma di accordo… ma non sarà facile oltre che per le comprensibili resistenze del M5S anche per le meno comprensibili resistenze del Pd, nel quale è presente una corrente che preferirebbe un governo di larghe intese... E non capiscono che per il Pd sarebbe il suicidio (poi chi lo voterebbe ancora?)
Invito tutti a darsi da fare in qualunque modo. Solo se la gente sarà capace di una potente presa di posizione possiamo immaginare di cavare il ragno dal buco.
E, non per fare terrorismo, se non riusciamo a ottenere che il buon senso prevalga l'Italia rischia veramente il caos... Andare a elezioni dopo due mesi di spread al 1000, con tutte le tv che strepitano "Al fuoco al fuoco!" creerebbe un tale terrore che alla fine rivincerebbe il caimano... A quel punto ci converrebbe traslocare in Grecia per prendere una boccata d'aria fresca...
Trovare un punto di intesa per un governo che vari le riforme indispensabili è necessario come il pane...
Forse non tutti si rendono conto che sono questi i momenti in cui una nazione decide il suo destino. Scusate la retorica, ma quanto ce vo' ce vo'!
Siamo in un momento simile al dopoguerra e dobbiamo allearci con tutti coloro che sono disposti ad appoggiare il cambiamento.
Come nel dopoguerra ci troviamo di fronte a un paese ridotto in macerie da 20 anni di delirio e dobbiamo ricostruire... Immaginatevi se nel 1945 gli antifascisti invece di mettersi insieme a scrivere la costituzione non fossero riusciti a trovare un accordo.
Spero che anche tu non resti impassibile di fronte a questa emergenza nazionale.
Fai quel che vuoi, dove vuoi, ma fallo subito!
Sperare, fare di testa propria e combattere!
Gli italiani che hanno votato Pd, Sel, Grillo e Ingroia, vogliono tutti la stessa cosa: le riforme!
E sono più della metà!
Li abbiamo mandati al Parlamento perché facessero le riforme e potrebbero riuscirci.
Non permettiamo che prevalga lo scontro e che gettino via un'occasione epocale di cambiamento!
Se po' fa!
E speriamo che molti aderiscano e altri ancora diano vita ad iniziative che portino alla realizzazione di questa convergenza pratica sulle le riforme.
Non sarà facile ma l’alternativa di tornare al voto ci pare un crimine contro la Galassia.

 


Giornate da cardiopalma a casa dei miei

Sono andato a Milano: casa dei miei è un casino: giornalisti, fotografi, cameraman, telefoni roventi, non potevi girarti che andavi a sbattere contro un inviato olandese, e in bagno c’era un giornalista svizzero che cercava un buon punto per collegarsi con il satellite.
Mio padre a un certo punto ha detto: “Non ho più voce, basta interviste!” Si è messo a dipingere barricato in una stanza e non è uscito più.
È il deliro. Che poi mio padre dice una cosa e i giornali pubblicano il contrario. E addirittura nello stesso articolo gli si fa affermare due concetti che si contraddicono…
I giornalisti sono sotto shock. Leggendo La Nazione Umbria scopro di aver fatto un’intervista nella quale affermo che Grillo è venuto un pacco di volte ad Alcatraz. Mai fatta l’intervista. Grillo ci è venuto ad Alcatraz e mi ha fatto molto piacere, ma una volta sola, in occasione della consegna dei soldi per la sottoscrizione a favore di Rudra Bianzino…
Giornalismo di fantasia. Va forte!
Che succede? Non lo so.
Spero che si faccia un governo al più presto. Spero che sia un governo che vara subito le riforme più urgenti. Almeno quelle che sono dentro sia al programma del Pd-Sel che a quello dei 5 Stelle. Si potrebbe trovare un accordo sul buon senso.
Ma vorranno?
Travaglio scrive che ci sarebbe un piano del Pd per fare un governo ottenendo l’appoggio esterno del 5 Stelle e poi iniziare a varare leggi porcata con l’appoggio del Pdl, costringendo così M5S a far cadere il governo e prendersene la colpa…
Boh. Non so. Mi sembra troppo complicato.
D’altronde mi pare che il Pd sia in stato confusionale.
Dovrebbero tirar fuori una proposta concreta, con le date di approvazione di una serie di leggi…
E potrebbero fare una piccola rivoluzione anche loro iniziando finalmente a valorizzare le ottime esperienze di innovazione realizzate da tanti amministratori del Pd e le tante biografie di tutto rispetto di buona parte degli eletti grazie alle primarie.
E spero anche che Grillo abbassi i toni. Hanno stravinto, continuare a gridare ora può essere controproducente. Bisogna iniziare a costruire.
La maggioranza degli italiani anela un vero cambiamento e ora, indiscutibilmente, il Pd DEVE accettarlo, sennò rischia l’estinzione. E se si facesse un accordo trasparente, ripeto, con le date in cui le singole leggi saranno approvate (giorno e ora) nessun piano di imbroglio potrebbe funzionare.
E poi resto dell’idea che in questo momento anche Bersani abbia l’interesse a farle queste benedette riforme. Se non riesce a costruire un qualche tipo di accordo con i 5 Stelle la sua carriera politica è finita.
Io se fossi in Grillo mi fiderei. Patti chiari, scritti e pubblici, ma mi fiderei.
E un pacchetto di riforme vere oggi sarebbe una manna per questo paese stremato ed emotivamente prosciugato da 20 anni di berlusconismo.

 


Elezioni 2013, e ora ecco a voi l’alleanza Bersani-Grillo?

Non vedo altre possibilità oltre al suicidio nazionale. Aderisci al nostro appello!

Cari amici del M5S, ora potete cambiare l’Italia! Lo straordinario successo del M5S ha creato, finalmente, una nuova situazione. E c’è andata proprio bene perché siamo andati a un soffio dall’avere Berlusconi col premio di maggioranza alla Camera (vedi “Perdere le elezione è facile se sai come si fa”). E con la maggioranza di Berlusconi alla Camera avremmo avuto davanti a noi solo il baratro.

Adesso esistono 3 possibilità: un governo Berlusconi-Bersani, un governo Bersani con l’appoggio esterno del M5S, oppure tornare a votare. I numeri al Senato non danno altre opzioni. Per Bersani fare un governo con il Pdl sarebbe un suicidio politico… Questo credo che lo capisca. E sarebbe un disastro per l’Italia, perché significherebbe un governo incapace di qualsiasi riforma. Un governo Pd con l’appoggio esterno del M5S appare molto difficile. Da quel che dice Grillo, pare che non darà la fiducia a un governo Bersani, anche se sono disposti a votare le singole leggi che reputano positive: sostanzialmente quel che M5S sta già facendo con successo in Sicilia.

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M5S, in difesa di mio padre, Dario Fo

Basta una scelta che non condividi per condannare una persona che per 60 anni ha lottato insieme a te?

Sono restato leggermente scosso dalle reazioni di molti alla scelta di mio padre di sostenere Grillo.
Amici di vecchia data si sono lasciati andare a commenti pesanti.
Addirittura hanno criticato con acredine “la deriva della famiglia Fo”. Le colpe dei padri ricadono sui figli…
Io alle prossime lezioni, peraltro, voterò Vendola, Sel.
E cosa c’entra la mia mamma? Non è che la donna aderisce alle scelte del marito per centralismo fallico democratico.

I miei hanno pagato a caro prezzo le loro scelte. E non hanno mai mollato. E credo che ci siano tanti compagni che come loro hanno lottato per il progresso umano.
E bisogna rispettarli anche se militano nel Pd, nel Sel, in Rivoluzione Civile o nel M5S e tu non sei d’accordo con loro.
Basta con le tifoserie!
Il berlusconismo è un virus del pensiero…
Tocca mettere in discussione i moduli del pensiero: chi vede bianco o nero si perde i colori.

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Amo moltissimo Beppe Grillo!

In questo momento i media embedded si stanno scatenando contro Beppe. Con la storia del fuori onda di Savia ci vanno a nozze. E Grillo viene iscritto tra gli estremisti, a braccetto con Al Qaeda. Ci si dimentica che Grillo è quello che ha raccolto le firme per leggi di iniziativa popolare e per i referendum, e ogni volta la Casta è riuscita a bloccare i suoi tentativi di far funzionare la democrazia italiana. Dov’è l’antipolitica? Dov’è l’estremismo?
Nel pretendere che al parlamento non ci vadano i pregiudicati? Nel pretendere buon senso energetico, vietare le industrie inquinanti? E, tanto per dirla tutta, Grillo dovrebbe avere il rispetto di tanti tromboni, visto che ha previsto con grande anticipo il crollo dell’economia. E ha anche presentato a Prodi, quando questi era a capo del governo, un piano dettagliato su come evitare il collasso, risparmiare miliardi, ridurre l’inquinamento… E cosa ne ha fatto Prodi di quel progetto?
Intanto i politici non riescono a varare uno straccio di legge anti corruzione (che quegli estremisti dell’Unione Europea pretendono da tempo, compresa quell’antipolitica della Merkel). E anche tutte queste storie sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle mi paiono molto pretestuose. Il M5S ha scelto democraticamente il suo programma con un dibattito unico nel suo genere che ha impegnato migliaia di persone per mesi. Sceglie democraticamente i suoi candidati. Ma se Grillo non facesse da controllore e garante il movimento sarebbe facile preda di arrivisti e furbastri. I partiti appena nati sono fragili… Non si sono ancora fatti le ossa, non hanno ancora costruito una rete di quadri intermedi sperimentati.
Grillo è riuscito da solo e senza mezzi a mettere insieme un movimento di opposizione che oggi è dato al 18%. Lo ha messo insieme dal nulla in pochissimi anni. E credo che se oggi Monti riesce a fare qualche indispensabile riforma deve ringraziare l’estremista Grillo: la paura dannata che il M5S fa alla Casta (insieme al rischio bancarotta) sono la ragione per la quale i partiti stanno accettando i cambiamenti (minimi) che hanno bloccato per 40 anni.
Quel che manca al Movimento 5 Stelle non è tanto la democrazia quanto la difficoltà di passare da un movimento virtuale a un’organizzazione radicata sul territorio che selezioni i suoi leader a partire da battaglie locali. Quando questo processo sarà maggiormente sviluppato si ridurrà la necessità da parte di Grillo di fare da garante.
Imputare a Grillo il fatto che il suo movimento sia ancora infante non ha senso.
Detto questo voglio chiarire che io non faccio parte del M5S. Li stimo, collaboro con loro ma preferisco impegnarmi sulla costruzione di pezzi di economia alternativa. Robe che funzionino nel piccolo. Grillo attraverserà a nuoto lo Stretto di Messina (geniale) noi consegneremo i primi 19 appartamenti dell’Ecovillaggio Solare. Non è meglio o peggio. Conduciamo la stessa lotta con strumenti diversi. Credo che il nostro lavoro sia parallelo ma credo anche che non sia sovrapponibile o unificabile. Lo penso perché fin’ora siamo restati amici ma separati. E credo anche che le migliaia di persone che oggi sono impegnate nella creazione di cooperative sociali, percorsi formativi, produzioni culturali, sostegno a nuove imprese ecologiche, commercio solidale, finanza etica, abbiano bisogno di darsi una rappresentanza politica propria.
Questa parte del movimento progressista (il nostro partito dei tecnici) ha un’identità e una metodologia che a volte collidono con quella del M5S. Questo non perché non siamo d’accordo con le rivendicazioni di Grillo ma perché il nostro orizzonte è differente.
Il bersaglio di Grillo è la rete, i media. Il nostro bersaglio sta nelle relazioni con le persone. E per questo non ci sentiamo rappresentati dagli slogan e dai vaffanculo. E vorrei spendere due parole anche sullo stato di quella parte del movimento dedica alla pratica che generalmente viene indicata come movimenti civici. Oggi queste persone meravigliose dovrebbero dedicare un minimo di energie al creare una cooperazione a livello nazionale tra tutte le realtà dell’economia indipendente, etica ed ecologica. E' assurdo che se cerco su internet “turismo solidale” i risultati riportino diverse centrali che propongono viaggi senza che si sia creato un portale unitario e meccanismi di reciproca promozione (e relativo guadagno). E' assurdo che non vi sia una centrale in grado di aiutare i gruppi locali a fare domande per i finanziamenti dell’UE. Trovo incredibile che tutto sia spezzettato in congreghe che non si parlano. A volte neanche si conoscono. Anche perché quando ci si incontra si riesce a metter su discussioni sui peli del culo di Barbablù eterne e noiosissime…
Tanto bravi sul campo quando noiosi in assemblea. Da questo punto Grillo, con la sua fantasia, avrebbe da insegnare molto ai movimenti civici…

Infine, credo che un obiettivo strategico sia quello di unire tutte le forze eco-etico-pacifiste.
Qualcuno dirà: allora perché non lo facciamo subito?
Perché al momento ci sono interessi divergenti.
Oggi il M5S ha bisogno di contarsi e, comunque vada, riuscirà a mandare in parlamento un numero spaventoso di rappresentanti e sicuramente questo farà la differenza, perché credo che faranno un lavoro straordinario e utile per tutto il Paese. Saranno un presidio di legalità. I movimenti civici invece non si riconoscono nelle modalità di organizzazione basate sul web.
C’è un dna di partenza diverso: quelli bravi nel lavoro sul campo, quelli capaci di far quadrare i bilanci di una cooperativa, hanno una testa diversa, si sentono lontani dai Vaffanculo Day.
È gente abituata a lavorare nel piccolo, a misurare i compagni di strada sulla base della professionalità, sono allergici a qualunque tipo di leader. Anche il migliore li rende nervosi. Sono artigiani, sono attaccati in modo spasmodico alla loro indipendenza. E questo spiega anche perché abbiano così tante difficoltà a diventare visibili o a coordinarsi a livello nazionale. In effetti, è curioso che i militanti dei movimenti civici-economici siano numericamente di più dei militanti del M5S, eppure hanno una visibilità che non arriva a un centesimo di quella degli amici di Grillo. Certo se si unissero tutti… Ma per ora resta una divisione netta, anche se poi quotidianamente, in strada, si collabora… E molti compagni del M5S sono contemporaneamente validissimi imprenditori sociali, attivissimi nei movimenti civici…
E, ripeto, i punti di contrasto ideologico tra queste due anime del movimento progressista sono minimi, ma le modalità sono strutturalmente diverse.
E va bene così: ci sono due strade, ci sono storie diverse, io credo che si andrà verso la fusione ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Però è importante dirsi che andiamo dalla stessa parte. Il settarismo mi ha un po’ rotto i coglioni, da qualunque parte venga.
Viva Grillo! Viva l’M5S! Viva tutti quelli che fanno RESISTENZA alla cultura del dolore!