Risparmio energetico

Libri: "SALVARE L'AMBIENTE CONVIENE" di Jacopo Fo

Carissimi,
questa settimana vi presentiamo un nuovo libro di Jacopo Fo, dal titolo “Salvare l’ambiente conviene”, ed Nuovi Mondi. Leggere per credere.
Buona lettura!

Per leggere l'estratto clicca qui sotto la scritta in rosso "LEGGI TUTTO".

Jacopo Fo, “Salvare l’ambiente conviene”

Puoi acquistare il libro online cliccando qui oppure direttamente sull'immagine.
Credo che la classe politica italiana e internazionale si vedra' costretta a operarare un cambiamento drastico solo a seguito di una mutazione culturale nella quale agiranno due forze: la protesta e la costruzione di pezzi di economia e cultura alternativi ma oltremodo concreti (gruppi d’acquisto, ecotecnologie, commercio equo, cultura, ricerca e informazione, nonche' rifiuto dei prodotti che veicolano e alimentano guerre, sfruttamento del lavoro,
inquinamento).
Se da un lato la contestazione implica un soggetto in grado di capirla e di tradurla in azione; dall’altra, l’azione diretta, nel momento in cui ottiene un risultato positivo, e' gia' cambiamento.
Intendiamoci, costruire non e' mai facile; ideare e realizzare qualcosa di innovativo genera quasi sempre forti critiche e innumerevoli problemi.
Ciononostante, sono proprio le esperienze nuove ed efficienti a ottenere i più grandi risultati perche' le cose che funzionano tendono a essere imitate.
Ecco dunque il più autentico dei cambiamenti: quello alla portata di tutti. Migliaia di persone stanno mutando le loro abitudini, i costi sostenuti per la gestione familiare calano, il bisogno di dipendere da politiche distruttive e guerrafondaie diminuisce di conseguenza.
L’idea di scrivere un libro sulla salvaguardia dell’ambiente – che, attenzione, non solo può essere sostenibile ma persino piacevole! – e' nata da un’esperienza personale: dal pazzesco successo di un’iniziativa di risparmio energetico e dalle migliaia di adesioni che essa ha ricevuto in tutta Italia. Il nostro paese più di ogni altro ha bisogno di punti di rottura, di iniziative semplici ma efficaci perche' sono in molti ormai ad aver capito che non servono grandi o eclatanti gesti per salvare l’ambiente. In fin dei conti, se ci pensate bene, le basi per rivoltare il pianeta come un calzino sono “giusto” un paio: la consapevolezza (e qui gioca un ruolo cruciale l’informazione) e il buon senso. La prima, la consapevolezza, per scoprire e capire fino in fondo cosa non funziona nell’attuale gestione politica ed economica rispetto alle questioni ambientali, chi sta agendo in maniera scorretta, quali sono i reali problemi che affliggono sia l’ambiente che le persone che lo popolano, quali saranno le conseguenze che noi e le generazioni future dovremo subire. Il secondo, il buon senso, per capire come migliorare la situazione con piccoli passi nemmeno definibili “sforzi”, come imparare a prevenire le emergenze attraverso la gestione responsabile e quotidiana delle risorse a nostra disposizione.
Il libro che avete tra le mani nasce dunque da questi due semplici presupposti e, nella sua ideazione e realizzazione, vuole rispettare tale semplicita' presentandosi come una guida immediata e chiara. In poche parole: alla portata di tutti, proprio come il cambiamento di cui parlavo poco fa.
Le parti di cui si compone il libro sono due: la prima in cui si ritrae la situazione attuale e la seconda in cui vengono presentate molte proposte per modificare quanto c’e' di sbagliato e valorizzare gli esempi virtuosi. Leggendolo, non troverete un approfondimento accademico o giornalistico su tutte le problematiche ambientali, ma uno strumento concreto e agile, per muoversi, per agire. E per farlo subito.

PERCHE' IL MOMENTO DI SALVARE IL MONDO E' ADESSO!
NON ABBIAMO UNA SECONDA POSSIBILITA'!

Puoi acquistare il libro direttamente online cliccando qui
http://www.commercioetico.it/libri/librijacopo/salvare-ambiente.htm

 


Anni luminosi per la Nuova Zelanda

Dopo l'Australia anche la Nuova Zelanda mette al bando le lampadine a incandescenza.
In commercio da oltre 125 anni le vecchie lampadine a incandescenza spariranno dalla circolazione entro ottobre 2009, con un risparmio in costi in energia pari a 275 milioni in 12 anni.
Il prossimo passo sara' vincere un campionato del mondo di rugby...
(Fonte: Ansa)

Lampadine a risparmio energetico lunga durata


Scheda informativa: cos'è la geotermia

 

Geotermia "tradizionale" e Geotermia "avanzata"

La disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, e non, è oggetto di continua attenzione nel nostro Paese; il tema energetico e le possibili risposte attivabili, fra le quali lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'aleggiato rientro italiano nel nucleare, sono oggetto di continui dibattiti sui media.

Fra le energie rinnovabili indichiamo quella geotermica, molto promettente ma oggi molto trascurata: a Larderello (Toscana) l'ENEL trae dalla geotermia il 20% del totale energetico regionale (2% a livello nazionale), a costi competitivi.

La geotermia "tradizionale" è però possibile solo in situazioni geologiche particolarmente favorevoli, è quindi considerata come fenomeno locale e di "nicchia".

Il nostro paese presenta però anche rilevanti giacimenti "non tradizionali" sfruttabili tramite la "geotermia avanzata"- EGS (Enhanced Geothermal Systems), modalità di "geotermia artificiale" necessitante però di tecnologie innovative, oggi allo stato iniziale, ed in Italia poco conosciute e per nulla studiate.

Attraverso la Geotermia di terza generazione, e le tecnologie attinenti, la EGS Association valuta realistico, nel medio termine (10 anni), e purché tenacemente perseguito, raggiungere un contributo della geotermia pari ad almeno il 10% dell�energia prodotta in Italia.

Negli anni '80, con le prime crisi energetiche, il ministro Donat Cattin, richiese (obbligò) ENEL ed ENI a cooperare sul geotermico; attraverso tale cooperazione si effettuarono un migliaio di prospezioni nelle aree italiane geotermicamente più favorevoli, traendo una mappa delle potenzialità geotermiche complessive.

Da sottolineare che unire sul tema ENEL - ENI era molto ragionevole: l'ENEL aveva (ed ha) solida esperienza sul geotermico, le tecnologie geotermiche erano (e sono) mutuate da quelle petrolifere, inoltre solamente le società petrolifere attuano prospezioni e sono quindi consapevoli di cosa nasconda il sottosuolo; tali conoscenze sono ovviamente tenute gelosamente riservate.

Alla fine degli anni '80 ENI ed ENEL proposero al Governo la modifica del Piano Energetico Nazionale (PEN), con l'ampliamento della quota geotermica.

La proposta, con la caduta del Governo, non ebbe seguito, e l'ENI ridusse la propria attenzione al tema.

Ad oggi, quindi, la sola ENEL prosegue ad investire sulla geotermia, con le limitazioni del caso ed in verità senza grandi ambizioni, risultando, a livello nazionale, più conveniente (e talvolta più economico) orientarsi verso il più semplice utilizzo dei combustibili fossili di importazione (metano e recentemente carbone in sostituzione del petrolio).

La EGS Association si ricollega idealmente all'iniziativa degli anni '80, nella convinzione che le attuali criticità nazionali sul tema energetico possano stimolare il riesame delle potenzialità offerte dalla fonte geotermica attraverso le opportunità offerte dalle moderne tecnologie.

L'EGS Association


Operante da diversi anni come gruppo multidisciplinare di esperti appassionati al tema, la EGS Association (con denominazione italiana: AISGA - Associazione Italiana Sistemi Geotermici Avanzati) è stata costituita legalmente nel 2005, quale Associazione no-profit.


La EGS Association ha la missione di creare le condizioni atte allo sviluppo della fonte Geotermica, e particolarmente della Geotermia di terza Generazione, fino a permettere a tale fonte di raggiungere contributi rilevanti nella produzione di energia elettrica nazionale.

I Soci Fondatori e membri della EGS Association sono, per lo più, appartenenti ad Università, Politecnici e Centri di Ricerca (CNR) nazionali, che condividono le potenzialità della fonte Geotermica EGS, particolarmente per il nostro paese.

La proposta EGS-A

Il nostro Paese, fra i paesi maggiormente industrializzati, solidamente affernato nell'industria, nei processi industriali, nelle tecnologie avanzate, già leader nella geotermia "tradizionale", geologicamente favorito nella geotermia EGS, leader nelle competenze scientifiche"adiacenti": geologia/ geofisica/ geochimica/ vulcanologia/ studi sui terremoti, possiede tutte le potenzialità per divenire, in tempi brevi, leader mondiale assoluto nella Geotermia di terza Generazione, in grado di esportare il tema sia in termini di know how che di applicazioni industriali.

In tale direzione stanno orientandosi diversi paesi europei (Islanda, Francia, Germania, Svizzera...), e mondiali (USA, Indonesia, Messico, Filippine, Australia, Giappone,.....), ma ancora nessuno con la determinazione necessaria: o perché frenati da condizioni geologiche meno favorevoli, o perché poco stimolati dal facile accesso ad altre fonti energetiche o perché indirizzati verso altre tecnologie con risvolti diversi (talvolta anche minacciosi).

Generazioni della Geotermia

La Geotermia è fonte energetica naturale nota dall'antichità e sempre utilizzata (Terme, ecc).

Il termine "Bassa Entalpia" indica le possibilità di sfruttamento diretto del calore naturale a fini civili,agricoli ed industriali.

Possiamo iniziare a parlare di "Generazioni di Geotermia" dai primi del 1900, quando, per la prima volta, fù generata in Toscana energia elettrica tramite una fonte geotermica; riportiamo qui le diverse Generazioni che stanno caratterizzando lo sfruttamento geotermico:


1. Geotermia a BASSA ENTALPIA - "naturale" - (utilizzo diretto del calore, anche con limitate temperature delle fonti geotermiche) : l'Italia presenta diversi giacimenti di tale tipo, alcuni già utilizzati da tempi immemorabili (antichi Romani, terme, ecc), altri conosciuti ma non sfruttati, molti altri ad oggi ignoti e potenziali; la loro ricerca, individuazione, sviluppo e sfruttamento non necessita l'impiego di tecnologie particolarmente innovative.

L'utilizzo in Italia delle risorse geotermiche in Bassa Entalpia rimane, però, marginale rispetto ad altri paesi, anche europei; la BE mal si presta a generare energia"nobile" (elettrica) ma può consentire consistenti riduzioni nei combustibili fossili utilizzati per il riscaldamento degli edifici o nell'energia elettrica utilizzata per riscaldare l'acqua per usi civili, agricoli, industriali.

Sono da segnalare, nella geotermicamente "fredda" Europa, un crescente numero di Impianti in BE con "cogenerazione", (elettricità + calore), in grado di migliorare le efficienze complessive degli impianti ed i ritorni economici sugli investimenti.


2.Geotermia di prima Generazione - IDROTERMALE - "naturale - Larderello-like"; (produzione energia elettrica e termica); è il cavallo di battaglia geotermico dell'ENEL: stime ENEL valutano che il contributo-GEO, a livello nazionale, possa passare dal citato 2%, fino ad un 3%.; la Geotermia di 1^ Generazione è di piena applicazione industriale ed utilizza tecnologie sofisticate ma disponibili; le potenze per singolo impianto rimangono però limitate, e sono presenti alcune sfavorevoli implicazioni ambientali che inducono disagi e diffidenza nelle popolazioni locali; quanto sopra rende difficile reperire nuovi siti e conduce ad aumento nei costi; è infine da rilevare che i giacimenti idrotermali nel mondo sono molto rari e concentrati solo in alcuni paesi.


3.Geotermia di seconda Generazione - HDR (hot dry rocks) - "artificiale - Soulz-like"; dai primi esperimenti USA degli anni '70, tale Generazione di Geotermia rimane ancora oggi allo stadio sperimentale; gli impianti pilota fino da oggi realizzati (USA, Gran Bretagna, Giappone, Soulz-Europa, Australia, Svizzera) se hanno permesso di affinare modelli e tecnologie, al contempo hanno evidenziato l'esistenza di molteplici limiti tecnici, industriali ed ambientali che portano ad allontanare nel tempo l'inizio dello sfruttamento industriale ed a costi crescenti; gran parte di tali limiti sono derivati direttamente dalla impostazione concettuale realizzativa HDR (creazione reservoir per fratturazione, circolazione diretta dei fluidi, ecc); in Italia non sono mai state avviate sperimentazioni HDR..


4. Geotermia di terza Generazione - EGS -"artificiale"; (ciclo generativo e di scambio termico CL, di nuova concezione, identificato dalla EGS Association); la Geotermia EGS con il ciclo CL offre una ampia gamma teorica di fonti geotermiche utilizzabili (reservoir, fluidi ipercritici, alta profondità, off-shore e magmatica) ed appare molto promettente sia come potenzialità che come possibili ricadute energetiche (energia, calore, acqua, idrogeno, ecc); il processo di sfruttamento e scambio termico si basa su modelli innovativi che permettono potenze delle Centrali teoricamente elevate coniugate con l'assoluto rispetto dell'ambiente; disponendo delle tecnologie adatte sia le risorse geotermiche utilizzabili che la potenza delle centrali non sarebbero più vincolate dalle condizioni geologiche locali ma solo dai livelli di tecnologie disponibili.

Gli studi e le simulazioni effettuate dalla EGS Association hanno portato a suddividere la Geotermia di terza Generazione  in 3"Livelli" a sviluppo successivo e concatenato, identificando, per ognuno di essi, Target crescenti di: Profondità, Temperatura, Pressione, Flussi di calore, Aggressività dei fluidi, Permeabilità,Tipologia delle rocce, Durezza delle rocce, ecc, ai quali le Tecnologie dovranno rispondere.

Le valutazioni economiche effettuate suffragano costi finali dell'energia così prodotta estremamente favorevoli, permettendo alla Geotermia di terza Generazione di 3° Livello, di raggiungere costi unitari dell'energia assolutamente competitivi o addirittura inferiori a quelli di tutte le altre fonti primarie, nucleare incluso.

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Disponibili ad approfondire quanto qui sinteticamente riportato

Giorgio Santucci

EGS Association

(Enhanced Geothermal Systems - Association)

e-mail address: giorgio.santucci@egs-a.com


web: www.egs-a.com

http://blogs.it/0100206/stories/2007/07/12/laSettimaMossa.html

riporto:

 

 

 


Il solare in Vaticano

L'azienda tedesca SolarWorld realizzera' un impianto fotovoltaico che sostituira' la copertura in cemento della Aula Paolo VI, nota anche come Aula Nervi.
Il progetto, previsto per quest'estate, prevede l'installazione di quasi duemila moduli solari costruiti appositamente per rispettare la struttura a volta dell'Aula e consentira' la produzione di 315mila kWh di energia pulita all'anno.
Che idea della madonna!
(Fonte: Repubblica.it)
Stefano Piazza

Nel video: una ragazza mastica un chewing gum, lo sputa e lo riprende in bocca


Funzionano gli aggeggi per spegnere le lucine degli stand by? Apriamo il dibattito.

Care amiche cari amici vi chiedo aiuto per capire se questa tecnologia funziona. Cerchiamo pareri e informazioni (NON mandate e-mail pubblicate il vostro contributo nei commenti a questo messaggio!!!). Easy Off e Stand By Stop sono due macchinette che sentono quando spegni con il telecomando il televisore o il video registratore e spengono lentamente questi elettrodomestici. A primo acchito sembra una genialata. Ma mi suona un campanello d'allarme quando sul sito www.standbystop.com/cosa.htm leggo di un risparmio di 100 euro l'anno! Con solo un televisore e un decoder? A naso mi sembra tanto. Poi non ti dicono quanto costa l'aggeggio. Comunque smanettando su Google sotto la voce stop stand by risparmio energia, trovo un sacco di roba, tra cui un sito che da vari prezzi. Entrambi gli aggeggi vengono venduti dai 35 ai 46 euro, Entrambi i prezzi sono iva e spese di spedizione compresi (vedi http://www.trovaprezzi.it/prezzo_altro-audio-video_easy-off.aspx). Nella presentazione dello Stand By Stop trovo anche un accenno all'esistenza di prese autoswitch, che il sito disprezza. E' vero che sono una fregatura? Quanto costano? Esiste qualche cosa d'altro? Quel che vorrei sapere dagli specialisti in ascolto è se questi aggeggi funzionano, se il prezzo è giusto, se si potrebbe venderli a meno, se esiste qualche altra tecnologia migliore per ottenere lo stesso effetto. Varie ed eventuali connesse. Sapiamo che i lettori di Cacao sanno quasi tutto Cito anche un blog: http://www.8log.it/2007/12/30/easyoff-spam-e-pubblicita-ingannevole/ dove ho trovato l'articolo che segue seguito da un interessante dibattito. Riflessioni: EasyOff, Spam E Pubblicità Ingannevole Scritto da sognatore Purtroppo, a volte, mi capita di accendere la Televisione nel momento sbagliato. Il momento diventa sbagliato quando, nel mentre di uno zapping caratterizzato dalla speranza di trovare qualcosa di dignitoso in Tv, approdo su Canale5. Là mi si para davanti un’incosapevole Amadeus che parla del risparmio ottenibile grazie ad un’innovativo prodotto: EasyOff. Cos’è e come funziona? Semplicissimo. Avete presente quella lucina rossa che ci dà la possibilità di accendere la Tv comodamente dal divano ma che però, sommata a tutte le lucine del mondo, ci costa un puttanaio di kWh e quindi soldi e CO2? PICCOLA PARENTESI, MITO DA SFATARE Non è la lucina in se che consuma nello stato di standby, ma i vari circuiti che rimangono funzionati come ad esempio quello che riceve gli infrarossi del telecomando oppure quello che trasforma la corrente alternata in corrente continua per farli funzionare. Se non fosse così avrei rotto tutte le lucine ed eviterei di fare il giro degli elettrodomesti per spegnerli col pulsantone. E non mi sentirei in colpa come quando adesso vado a dormire con il salotto che al buio sembra un albero di Natale… FINE PICCOLA PARENTESI Torniamo alla Rivoluzione ecologica, il cosiddetto EasyOff… Questa spettacolare innovazione della tecnica si frappone tra la presa della corrente e la spina della tv. A questo punto, spegnendolo, alla televisione non viene più data corrente come se l’avessimo spenta con il pulsantone. E tutto questo lo possiamo fare con il solito telecomando. Eccezionale. Direi se non amassi capire come funzionano le cose. Perchè qui sembra veramente di avere a che fare con le intercettazioni di Berlusconi, si guarda al dito invece che alla Luna che ci sta dietro. Poniamo di utilizzare EasyOff per spegnere la Tv. Per poterla riaccendere lo stesso EasyOff è reattivo al telecomando (oltre ad avere BEN 2 LUCINE malefiche). Conseguenza ovvia è che non abbiamo risolto il problema ma l’abbiamo solo spostato: invece che consumare inutilmente con lo standby del televisiore adesso lo possiamo fare con quello di EasyOff. Ah, questa si è l’invenzione che risolverà il problema della crisi energetica. Prontamente sul loro sito non forniscono i dati sul suo consumo, ma solo un’esagerazione di quello degli elettrodomestici in standby di una famiglia media. Di 34 persone. Se l’avete già comprato non disperate; c’è un modo per utilizzarlo e risparmiare qualche centesimo cioè collegare più elettrodomestici insieme, ma diciamocelo in faccia: cos’altro avete da collegare oltre alla tv? Il videoregistratore così ogni volta che lo spegnete perdete l’ora? Ma non vi crede nessuno… Ultima perla. Cercando se qualcuno già parlava di questa rivoluzione della tecnica, mi sono imbattuto solo in decine di forum dove un fantomatico utente easyoff spamma continuamente lo stesso messaggio. Cliccare sul link per credere! VUOI ABBATTERE I CONSUMI DELLO STANDBY? SPEGNI LO SPRECO E ACCENDI IL RISPARMIO. LA EASY LIVING HA LA SOLUZIONE AL VOSTRO PROBLEMA: IL DISPOSITIVO EASYOFF


M’illumino di meno, per la quarta volta

Il 15 febbraio 2008 torna “M’illumino di meno” (http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm), quarta e ormai storica Giornata del risparmio energetico, organizzata dai futuri ministri dell’ambiente Massimo Cirri e Filippo Solibello.
L’invito e’ quello di spegnere luci e le apparecchiature elettriche non indispensabili (il polmone artificiale del nonno lasciatelo acceso) dalle ore 18:00 alle 19:30, facendo cosi’ crollare i consumi nazionali di energia e contribuendo alla salvaguardia del pianeta.
Piu’ in generale l’iniziativa mira al risparmio energetico tutto l’anno, installando lampadine a risparmio energetico, pannelli termoriflettenti, pannelli solari termici e fotovoltaici (http://www.commercioetico.it/indice/risparmio-energia.htm).
Per il quarto anno consecutivo CommercioEtico ripropone il solito decalogo con 21 consigli per risparmiare energia, gas e acqua.
Per il quarto anno consecutivo sveliamo anche il primo segreto dell’Ecologia: risparmiare soldi. Trovate tutto su http://www.commercioetico.it/ecologia/risparmi.htm


LA FINANZIARIA VARA IL FINANZIAMENTO AL 100% DI IMPIANTI EOLICI E A BIOMASSE.

NESSUNO LO DICE!
LA FINANZIARIA VARA IL FINANZIAMENTO AL 100% DI IMPIANTI  EOLICI E A BIOMASSE.

Una notizia da prima pagina che nessun quotidiano ha pubblicato e nessun telegiornale ha citato!
Una grande notizia positiva censurata dai mass media.
Un'altra radiosa prova dell'incapacita' del governo Prodi di comunicare le cose buone che riesce a realizzare.
Realizzare un impianto DOMESTICO di produzione di energia elettrica dal vento (tramite micro mulini eolici, NON parliamo dei tralicci alti dieci metri) e' un'occasione economica per milioni di famiglie italiane. L'impianto si ripaga da se' grazie a un premio per ogni kilowatt prodotto che e' addirittura maggiore, in proporzione, di quello stabilito per i pannelli solari che producono elettricita'.
Grazie a questo finanziamento del Conto Energia Eolico i cittadini che installano sul tetto o in giardino un impianto hanno energia elettrica gratis e un premio che e' superiore al costo dell'impianto e del finanziamento bancario, per chi vuole realizzarlo senza tirar fuori un euro!
Una volta tanto abbiamo il piu' alto contributo statale al mondo per incentivare la diffusione di una fonte rinnovabile!
E quindi e' pensabile poter colmare il nostro ventennale ritardo in questo settore.

Con un premio per ogni kilowatt prodotto di 30 centesimi per 15 anni, gli impianti di produzione di energia da vento e scarti vegetali e organici (cacca compresa) diventano un affare incredibile.
E si possono installare anche impianti eolici piccolissimi con pale inferiori ai 2 metri di diametro sostenuti da pali di qualche metro e una produzione di picco di un klowatt. Questi impianti hanno una misura poco superiore a quella di un cartello per la segnaletica stradale. Inoltre gli impianti eolici costano poco. Il costo di un mulino a vento che produca 1 kilowat all'ora va dai 2500 ai 5000 euro. La differenza di costo e' dovuta dai diversi tipi di impianto eolico che a parita' di potenza al massimo della produzione hanno diversa capacita' di lavorare con poco o troppo vento. I mulini a vento piu' costosi permettono di produrre elettricita' in condizioni nelle quali gli altri si fermano. Un impianto di un kilowat e' perfettamente in grado di coprire il consumo medio di una famiglia di 3 persone. Il costo complessivo di un impianto famigliare e' quindi di molto inferiore a quello di un impianto di pannelli solari fotovoltaici. Infine ha meno problemi a essere collocato su un tetto o in giardino rispetto a un impianto fotovoltaico e meno vincoli di posizione. Attenzione pero': e' necessario essere sicuri di piazzarlo in un posto sufficientemente ventoso, sbagliare collocazione significherebbe rischiare un disastro economico.
Ovviamente stiamo valutando la possibilita' di costituire un gruppo d'acquisto sul modello di quello fotovoltaico anche sull'eolico e sulle biomasse (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari). L'obiettivo anche in questo caso e' garantire un acquisto sicuro a prezzi competitivi. Stiamo studiando il problema e vedremo cosa si puo' fare.
Intanto pubblichiamo un riassunto delle disposizione di legge realizzato da Francesco Meneguzzo, del Partito dei Verdi (www.ecquologia.it) che illustra i risultati ottenuti con questa legge. In appendice forniamo per  nostri lettori con interessi piu' specialistici anche una trattazione tecnica, realizzata anche questa dal prode Meneguzzo.
Sicuramente i verdi hanno messo a segno un grosso risultato con questa legge, che apre realmente l'Italia a una rapida conversione alle energie rinnovabili, ed e' giusto rendere loro merito.
Prossimamente pubblicheremo altre informazioni sulla questione e una scheda sulle biomasse che sono un settore interessantissimo anche se si tratta di impianti non alla portata delle famiglie.
Si tratta comunque di un'occasione unica per cooperative sociali, gruppi di contadini, amministrazioni pubbliche, aziende per la gestione della nettezza urbana.
Soldi dalla merda! Cosa volete di piu'?

PS
Il petrolio ho superato i 100 dollari al barile.
Ho lanciato un grido di gioia.
Adesso anche i pirla teste di pietra dovranno fare i conti con il risparmio energetico!

PPS
Hai messo i pannellini isolanti dietro i caloriferi della tua casa?
Evitano che il calore si disperda nel muro. Danno piu' confort e costano circa 8 euro a calorifero.
E ti fanno risparmiare il 10% secco dei costi di riscaldamento. Comprali tramite www.commercioetico.it, risparmierai del denaro, danni all'ambiente e sosterrai la nostra campagna di informazione! (http://www.commercioetico.it/ecologia/caloriferi.htm).
Hai fatto il Contratto Commercioetico per comprare energia elettrica per la tua casa prodotta da energie rinnovabili? Oltretutto risparmi il 2% sul costo dell'elettricita'! (http://www.commercioetico.it/energia-rinnovabile/index.htm)
Salvi l'ambiente ogni volta che accendi la luce!
Aiutaci a sviluppare questa iniziativa aderendo e facendola conoscere ai tuoi amici.
Grazie da parte nostra e del pianeta Terra.

LEGGE FINANZIARIA 2008 E PROVVEDIMENTI COLLEGATI

FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA

Sintesi definitiva a cura dell'Ufficio nazionale del Programma dei Verdi

 

PREMESSA
Una Finanziaria di consolidamento delle conquiste in materia di sostegno e diffusione delle fonti rinnovabili, conseguite nel corso della presente Legislatura,  e di ulteriore accelerazione della svolta verso l'economia ecologica, sulla scorta degli impegni sempre piu' ambiziosi assunti dalla Unione Europea, con il grande triplice obiettivo "20-20-20" (+20% energie rinnovabili, -20% emissioni CO2, -20% fabbisogno energetico) al 2020, e finalmente anche a livello davvero globale, come scaturito dalla recente Conferenza di Bali: un impegno condiviso e obbligatorio sul clima, per tutti i Paesi del mondo, sul piano globale: l'impegno a raggiungere un accordo entro il 2009, che li impegni ad abbattere le emissioni di anidride carbonica tra il 25% e il 40% entro il 2020, e del 50% entro il 2050. Utopie? No, obiettivi alla portata delle tecnologie esistenti!
Bastano questi due impegni a rendere conto dell'acquisita consapevolezza dell'emergenza climatica, necessaria per inquadrare lo sforzo della politica globale e anche, in modo crescente, del mondo produttivo, verso la sostenibilita'.
Un'altra e altrettanto grave emergenza, non ancora assurta ufficialmente al mainstream della comunicazione, e' data dalla pericolosissima riduzione dei margini dell'offerta di petrolio rispetto alla domanda, su scala globale.
Questa incipiente scarsita', che si manifesta da alcuni anni con il "picco" della estrazione, e il conseguente aumento fuori controllo del prezzo del barile, taglia fuori una parte del mondo dalle risorse energetiche convenzionali, e nei Paesi sviluppati erode i bilanci e, come e' noto a tutti almeno come effetto finale, il welfare. Un'altra potentissima spinta verso il superamento dell'economia e della produzione basate sulle fonti fossili!
A tutto questo l'Italia sta rispondendo, dal 2006, con un programma accelerato di diffusione delle fonti rinnovabili e di miglioramento dell'efficienza energetica, per recuperare il tempo perduto, e scontando un localismo che oggi finalmente si tenta di superare, almeno parzialmente e faticosamente, per via legislativa e normativa.

INNOVAZIONI NORMATIVE
La nuova Legge 24 dicembre 2007, n. 244 ("Legge Finanziaria 2008"), insieme alla collegata Legge 29 novembre 2007, n. 222, si presenta complessivamente, sul piano della sostenibilita' ambientale e della sicurezza energetica, come una manovra di consolidamento delle precedenti conquiste, corredata di misure atte a favorire in modo formidabile la diffusione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Possono essere segnalati, in maniera certamente non esaustiva, i punti molto rilevanti brevemente illustrati di seguito; il lettore e' comunque invitato a consultare il documento completo.
Efficienza energetica: e' prorogata fino al 31 dicembre 2010 la possibilita' di detrarre dall'imposta lorda le spese per l'efficienza energetica a livello residenziale e industriale, una misura che ha gia' riscosso un successo straordinario, con alcune fondamentali novita':
Il periodo di detrazione puo' essere esteso dal minimo di 3 anni, come era stato fissato nella precedente Finanziaria, fino a 10 anni, in pratica consentendo anche a qualsiasi lavoratore dipendente, precario, pensionato, ecc, che altrimenti avrebbe inutilmente acquisito un credito d'imposta, di godere di una detrazione che da sola ripaga oltre meta' dell'investimento: una misura fortemente attesa!
Sono incluse, tra le tecnologie ammesse a godere della detrazione del 55%, le pompe di calore ad alta efficienza e le pompe geotermiche, sistemi che godono ormai di una ampia diffusione, e offrono un enorme potenziale di risparmio.
Fonti rinnovabili: Costituisce una  base essenziale la constatazione che il "conto energia" per l'incentivazione dei sistemi solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sta producendo un vero e proprio "boom" del settore, sia industriale che artigianale e dei servizi, probabilmente piu' di ogni altro settore produttivo: questa evidenza ha da un lato incoraggiato a proseguire e incrementare le politiche di sostegno alle fonti rinnovabili, dall'altro ha suggerito l'estensione del conto energia alle altre fonti rinnovabili.
"CIP 6", incentivi alle fonti "assimilate": ristabilita la norma corretta! La Finanziaria 2008 ristabilisce finalmente la lettera corretta della norma che assegna finanziamenti e incentivi statali esclusivamente alle fonti rinnovabili, fatta eccezione soltanto per gli impianti alimentati da fonti non rinnovabili che siano realizzati e operativi, che ne abbiano precedentemente acquisito il diritto: la pietra tombale sullo scandalo "Cip 6"!
La Finanziaria 2008 assegna ai Comuni importanti responsabilita':
dare un segnale forte e positivo sul territorio, direttamente ai cittadini, per mezzo della possibilita' di ridurre l'ICI, a fronte della installazione del solare termico o di altri sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili;
dare, allo stesso tempo, un segnale forte di rigore, imponendo, per il rilascio del permesso a costruire, non soltanto la certificazione energetica dell'edificio, ma anche la predisposizione al recupero delle acque meteoriche: accanto al risparmio di energia, il risparmio dell'acqua!
La stessa Finanziaria 2008 definisce finalmente anche il divieto di importare e vendere elettrodomestici poco efficienti oppure non staccabili dalla rete elettrica, nonche' di lampadine a incandescenza, vera e propria "strage termoinamica" dell'energia domestica.
Ancora con la Finanziaria 2008, nel merito del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili si operano semplificazioni e si propongono ulteriori incentivazioni, come specificato di seguito.
Per le imprese, in particolare, viene garantito un aumento del risparmio in bolletta attraverso l'estensione dello "scambio sul posto" agli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 200 kW.
Per tutti i soggetti, viene disposta la semplificazione delle autorizzazioni, vero "tallone d'Achille" del settore: fino a 20 kW di potenza, circa 200 metri quadri di superficie fotovoltaica, servira' soltanto la DIA (Denuncia di Inizio Attivita'), cosi' come per l'eolico, fino a 60 kW, per le biomasse, con 200 kW, e cosi' via: una piccola rivoluzione nel caos localistico nazionale! Inoltre i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente potranno anche, per decreto, innalzare tali soglie per specifici siti e applicazioni.
Per gli Enti locali, quindi Comuni, Province e loro Consorzi, che installeranno per proprio conto impianti fotovoltaici, saranno applicate sempre le tariffe massime, anche per grandi impianti a terra: si estende la possibilita' concreta della democrazia energetica partecipata!
Le stesse inerzie e resistenze dei gestori delle reti elettriche locali, Enel in testa, saranno mitigate dall'inasprimento delle sanzioni e da vere e proprie "procedure sostitutive", previste ancora in Finanziaria.
Con le nuove norme, si responsabilizzano inoltre le Pubbliche Amministrazioni e gli stessi cittadini e le imprese:
Secondo la Finanziaria 2008, alle Regioni saranno attribuiti obiettivi vincolanti di diffusione delle fonti rinnovabili, e quindi di abbattimento delle emissioni dannose per il clima; le stesse Regioni dovranno coordinare Province e Comuni ai fini del rispetto degli obblighi;
Le nuove opere pubbliche, secondo La Legge 29 novembre 2007, n. 222, dovranno essere accompagnate, oltre che dalla valutazione d'impatto ambientale, quando richiesta, dalla certificazione del proprio contributo alla diminuzione delle emissioni clima-alteranti, secondo criteri definiti dal Ministero dell'Ambiente;
"Un centesimo per il clima": ai cittadini e alle imprese di distribuzione di carburante ed elettricita', la Finanziaria 2008 affida un compito fondamentale: il contributo volontario di 1 centesimo per ogni litro di carburante, e ogni 6 kWh di energia elettrica consumata, per alimentare un fondo presso il Ministero dell'Ambiente, da impiegare per favorire la mobilita' sostenibile, le fonti energetiche rinnovabili, e per contrastare i cambiamenti climatici: una piccola offerta volontaria per il bene di tutti!
Con la Finanziaria 2008, insieme alla Legge 29 novembre 2007, n. 222, viene riformato, migliorandolo senza stravolgerlo, il regime di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili:
Per i sistemi di potenza elettrica fino a 1 MW, viene introdotto il "conto energia", come per il fotovoltaico, che prevede tariffe fisse, differenziate per fonte, corrisposte per 15 anni, e quindi la sicurezza finanziaria dell'investimento;
In particolare, sono premiate le biomasse raccolte entro 70 km di raggio, le cosiddette "filiere corte", tanto attese sia dagli agricoltori che dalle imprese artigiane e industriali del settore energetico, con una incentivazione altissima (0,3 euro/kWh), in grado cosi' di alimentare sia la produzione di energia sia la cura del territorio, delle foreste, e la stessa economia agricola e rurale;
Di notevole interesse, per lo sviluppo del settore micro e mini-eolico, e' l'altissima tariffa incentivante (ancora 0,3 euro/kWh) riconosciuta agli impianti eolici di potenza inferiore a 200 kW, cosi' come gi 0,34 euro/kWh riconosciuti all'energia da moto ondoso e maremotrice;
Per impianti di potenza oltre 1 MW, rimane il regime dei "Certificati Verdi", titoli negoziabili adatti a produttori energetici "di mestiere", concessi per 15 anni contro i 12 attuali, cui tuttavia si affianca una misura di "salvaguardia", in quanto gli stessi Certificati potranno essere venduti ogni anno (anziche' ogni tre anni) semplicemente al GSE (Gestore di Servizi Elettrici), in pratica allo Stato, evitando le insidie del mercato!
Gli stessi Certificati Verdi saranno assegnati in misura diversa secondo la fonte, sempre premiando, per esempio, le filiere corte delle biomasse e l'energia da moto ondoso e maremotrice!
www.ecquologia.it
Per maggiori informazioni vai su: http://www.jacopofo.com/node/4034


LEGGE FINANZIARIA 2008 E PROVVEDIMENTI COLLEGATI

FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA

Sintesi definitiva a cura dell'Ufficio nazionale del Programma dei Verdi

INDICE

PREMESSA 1
LEGGE 29 NOVEMBRE 2007, N. 222 1
BIOMASSE: la "rivoluzione" delle filiere corte! 2
OPERE PUBBLICHE: obbligatoria la riduzione delle emissioni, l'efficienza energetica, le fonti rinnovabili! 3
"LEGGE FINANZIARIA 2008" 4
INCENTIVI FISCALI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA: estesi, semplificati e prorogati! 4
EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI PER GLI EDIFICI: agevolazioni ICI 5
EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI PER GLI EDIFICI: obblighi e vincoli 6
EFFICIENZA ENERGETICA: ulteriori obblighi 6
QUOTA MINIMA DI BIOCARBURANTI: ulteriore aumento al 3% dal 2009! 7
"CIP 6", INCENTIVI ALLE FONTI "ASSIMILATE": ristabilita la norma corretta! 7
INCENTIVAZIONE AL TELERISCALDAMENTO RINNOVABILE: interpretazione di una importante incentivazione! 8
INCENTIVAZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI: la rivoluzione del conto energia e della semplificazione! 8
SEMPLIFICAZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI PER LE FONTI RINNOVABILI: misure molto attese e indispensabili!!! 12
CONNESSIONE ALLA RETE DELLE FONTI RINNOVABILI: piu' certezza nei tempi e nei modi, grazie a nuove prescrizioni e sanzioni! 16
RESPONSABILIZZAZIONE DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI: l'energia rinnovabile e' un dovere e un obbligo, non un lusso! 17
ENTI LOCALI IN PRIMA LINEA PER LO SVILUPPO DEL FOTOVOLTAICO: una ulteriore straordinaria incentivazione!!! 19

PREMESSA

Le misure adottate nella Legge Finanziaria 2008, e nel Decreto-legge ad essa collegato, coprono un numero cosi' grande di ambiti economici, produttivi, finanziari, istituzionali, sociali, ambientali, ecc, che occorrerebbe un ponderoso trattato per illustrarle tutte in modo "utile".
Non basta, infatti, elencare gli articoli, i commi e le lettere, ne' anche raggrupparli per argomento, occorre invece approfondire le conseguenze di ogni singolo atto, seguirne le diramazioni lungo i tortuosi sentieri dei rimandi, spesso incrociati, tentare di inferirne le conseguenze pratiche per i settori economici e sociali, per le istituzioni, cosi' come per la vita di ogni giorno, azzardare perfino qualche previsione, che non potra' prescindere dal contesto di partenza, necessariamente "globale" oltre che nazionale e locale, in cui vanno a calarsi le nuove disposizioni.
L'obiettivo di questa nota, predisposta dall'Ufficio nazionale del Programma dei Verdi, per iniziativa del Presidente Fabio Roggiolani, e da Ecquologia, e' sicuramente limitato nell'ambito, che tuttavia si prefigge di approfondire per quanto possibile e per "target" finali definiti.
L'ambito e' quello delle fonti energetiche rinnovabili e dell'efficienza energetica, i target sono rappresentati dai settori produttivi e dei servizi, dall'industria all'artigianato alle professioni, a vario titolo e in diversa misura "portatori di interessi" rispetto all'ambito definito, dalle Pubbliche Amministrazioni, il cui ruolo nel favorire, ovvero - in modo assai deprecabile - ostacolare, il raggiungimento degli obiettivi energetici ed ambientali si fa sempre piu' cruciale, incluse le Istituzioni regionali e locali, dagli utenti finali, cittadini e imprese, ma anche le stesse Pubbliche Amministrazioni, per i quali la conoscenza dei propri diritti e doveri in fatto di fonti rinnovabili ed efficienza energetica costituisce la premessa indispensabile al funzionamento del sistema e alla possibilita' di cogliere opportunita' straordinarie.
Si procedera', inoltre, separatamente per le due fonti normative fondamentali, e in ciascuna di esse per tematiche omogenee, piuttosto che secondo l'ordine progressivo degli articoli e dei relativi commi.
Se si dovesse condensare in un giudizio molto sintetico la natura della manovra complessiva, nell'ambito sopra specificato, si potrebbe parlare di una riappropriazione del ruolo da parte della politica, che finalmente appare in grado di assumere la funzione di "pilota" di un settore economico gia' molto vasto e crescente a velocita' esorbitanti, nonche' probabilmente il piu' strategico per il Paese in questa fase storica e ancora per molto tempo, l'interazione e il confronto con il quale e' diventata una delle missioni fondamentali per il Partito dei Verdi.

LEGGE 29 NOVEMBRE 2007, N. 222
RECANTE INTERVENTI URGENTI IN MATERIA ECONOMICO-FINANZIARIA, PER LO SVILUPPO E L'EQUITA' SOCIALE
CONVERSIONE DEL DECRETO-LEGGE 1 OTTOBRE 2007, N. 159

Il decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito nella Legge 29 Novembre 2007, N. 222, offre importantissime innovazioni e complessivamente appare costituire una svolta per certi versi rivoluzionaria sul percorso della penetrazione e la diffusione delle energie rinnovabili, oltre che il miglioramento dell'efficienza energetica; l'impronta dei Verdi appare molto chiara e incisiva.

Si evidenziano in particolare i punti seguenti, relativi a misure afferenti in particolare alle fonti energetiche rinnovabili e all'efficienza energetica.

BIOMASSE: la "rivoluzione" delle filiere corte!

Ai fini della prevenzione della crescente catastrofe ambientale legata alla distruzione degli ambienti autoctoni della foresta pluviale e in generale degli ecosistemi tropicali, finalizzata a lasciare spazio alle coltivazioni dedicate ai prodotti energetici, in particolare olio vegetale e legname, da una parte, e a rinforzare la sinergia tra produzione nazionale di energia da biomasse e filiere nazionali di coltivazione e raccolta, dall'altra, e' stato determinato un notevolissimo incremento della remunerazione dell'energia elettrica prodotta a partire da biomasse di origine agricola e forestale, prodotte e raccolte entro brevi distanze in base a contratti di filiera.
L'incremento e' pari a circa l'80% in piu' rispetto al passato, cui si aggiunge l'aumento della durata di concessione delle incentivazioni.
Una ulteriore e fondamentale innovazione e' rappresentata dalla possibilita', per i soggetti responsabili di impianti di potenza elettrica nominale non superiore a 1 MW (un MegaWatt), di scegliere il "conto energia", analogamente a quanto avviene per la fonte solare fotovoltaica.
Il conto energia, per l'elettricita' prodotta a partire da biomasse, prevede una elevatissima tariffa incentivante fissa, omnicomprensiva, intesa a favorire la sicurezza e l'accesso al credito per i piccoli produttori e conseguentemente le filiere locali a monte degli impianti.
La norma, introdotta durante l'iter parlamentare di conversione in legge del DL 1° ottobre 2007, n. 159, come comma 4-bis dopo il comma 4 dell'art. 26, modifica il comma 382 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2007, n. 296 ("Finanziaria 2007"), nel modo seguente:

"4-bis. Al fine di sviluppare l'offerta di energia ottenuta da fonti rinnovabili, all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2007, n. 296, il comma 382 e' sostituito dai seguenti:
        "382. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, oppure di filiere corte, cioe' ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall'impianto che li utilizza per produrre energia elettrica, autorizzata in data successiva al 31 dicembre 2007, e' incentivata con i meccanismi di cui ai successivi commi. Con le medesime modalita' e' incentivata la sola quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche di cui sopra, realizzata in impianti che impiegano anche altre fonti energetiche non rinnovabili.
        382-bis. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui al comma 382 e di potenza elettrica superiore ad 1 megawatt (MW), e' incentivata mediante il rilascio di certificati verdi, per un periodo di quindici anni. Sono fatti salvi i piu' favorevoli diritti acquisiti ai sensi del comma 382-quinquies. I predetti certificati sono utilizzabili per assolvere all'obbligo della quota minima di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. L'immissione dell'energia elettrica prodotta nel sistema elettrico e' regolata sulla base dell'articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
        382-ter. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui al comma 382 e di potenza elettrica non superiore ad 1 MW, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi di cui al comma 382-bis e su richiesta del produttore, a una tariffa fissa omnicomprensiva pari a 0,30 euro per ogni (kWh), per un periodo di quindici anni. Al termine di tale periodo, l'energia elettrica e' remunerata, con le medesime modalita', alle condizioni economiche previste dall'articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. La tariffa omnicomprensiva di cui al presente comma puo' essere variata, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, assicurando la congruita' della remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo di tali fonti.
        382-quater. A partire dall'anno 2008, i certificati verdi, ai fini del soddisfacimento della quota dell'obbligo di cui all'articolo 11, comma  1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, hanno un valore unitario pari ad 1 MWh e vengono emessi dal Gestore del sistema elettrico (GSE) per ciascun impianto a produzione incentivata, in numero pari al prodotto della produzione di energia elettrica dalle fonti di cui al comma 382 dell'anno precedente, moltiplicata per il coefficiente di 1,8. Tale coefficiente puo' essere aggiornato, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, assicurando la congruita' della remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo delle suddette fonti.
        382-quinquies. Per gli impianti alimentati dalle fonti di cui al comma 382, l'elevazione del periodo di riconoscimento dei certificati verdi eventualmente acquisita ai sensi dell'articolo 20, comma 6, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e successive modificazioni, e' da intendersi aggiuntiva al prolungamento del periodo di diritto ai certificati verdi, di cui al medesimo articolo 20, comma 5, ottenuto dagli impianti entrati in esercizio dopo il 29 aprile 2006 e fino al 31 dicembre 2007. Per i medesimi impianti l'accesso agli incentivi di cui ai commi da 382 a 382-quinquies e' cumulabile con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40 per cento del costo dell'investimento.
        382-sexies. In caso di sostituzione del combustibile di origine agricola di cui al comma 382, in data successiva all'autorizzazione, con altre biomasse agricole, viene acquisito il diritto alle diverse e specifiche forme di incentivazione eventualmente previste per tali combustibili in sostituzione di quelle previste dai commi 382-ter e 382-quater. In caso di sostituzione con altri combustibili non di origine agricola, tale quota di energia non avra' diritto all'emissione di certificati verdi.
        382-septies. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalita' con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, sono tenuti a garantire la tracciabilita' e la rintracciabilita' della filiera, al fine di accedere agli incentivi di cui commi da 382 a 382-quinquies".

OPERE PUBBLICHE: obbligatoria la riduzione delle emissioni, l'efficienza energetica, le fonti rinnovabili!

Il bilancio ambientale ed energetico entra finalmente e formalmente in gioco anche per le opere pubbliche: d'ora in avanti, non si potra' piu' considerare soltanto la (talvolta presunta o strumentale) pubblica utilita', e non bastera' la consueta valutazione d'impatto ambientale (quando necessaria), ma anche, sempre, il rispetto degli obiettivi di protezione del clima e dell'ambiente, secondo criteri definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: una garanzia di sicurezza!
Per inciso, certe "grandi" opere gia' programmate non resisterebbero un minuto a un'analisi condotta secondo questa disposizione.
La norma, introdotta durante l'iter parlamentare di conversione in legge del DL 1° ottobre 2007, n. 159, ne sostituisce il comma 2 dell'art. 26, nel modo seguente:

"2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al fine del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto, i nuovi interventi pubblici devono essere accompagnati da una certificazione attestante il contributo ai fini degli obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra nonche' da una certificazione energetica che attesti la realizzazione degli interventi secondo standard di efficienza energetica conformi alle migliori tecniche disponibili e l'utilizzo di una quota obbligatoria di calore ed elettricita' prodotti da fonti rinnovabili. Le procedure e le modalita' di certificazione sono definite con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri interessati sulla base delle tipologie di intervento. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta annualmente al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione delle misure di cui al presente comma"

"LEGGE FINANZIARIA 2008"
DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO

La Legge Finanziaria 2008, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", approvata definitivamente il 21 Dicembre 2007 (testo definitivo in formato PDF) e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, delinea un quadro di eccezionale impulso alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica, nell'ottica dello sforzo per la riduzione delle emissioni clima-alteranti, cosi' come per l'aumento della sicurezza energetica, la riduzione dei costi di approvvigionamento e lo sviluppo dei settori nazionali dell'innovazione e delle energie rinnovabili. Ancora una volta, molto poco di tutto questo sarebbe stato possibile senza l'azione decisiva dei Verdi.

Le misure contenute nella "Legge Finanziaria 2008" sono innumerevoli, nel seguito si procedera' a una breve analisi dei punti piu' importanti, relativi a misure afferenti in particolare alle fonti energetiche rinnovabili e all'efficienza energetica.
Si raccomanda, per altro, la lettura completa delle norme di seguito menzionate e in generale dell'intero testo della Legge Finanziaria 2008.

INCENTIVI FISCALI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA: estesi, semplificati e prorogati!

Sono prorogati gli incentivi fiscali, per mezzo della detrazione del 55% dall'imposta lorda, gia' previste dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007"), per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2010, afferenti a interventi di efficienza energetica.
Le spese potranno inoltre riguardare anche le pompe di calore e le pompe geotermiche a bassa entalpia, escluse dalla precedente normativa, e le stesse detrazioni potranno essere ripartite da tre fino a dieci anni, consentendo cosi' un piu' conveniente accesso da parte dei lavoratori dipendenti e di tutti coloro che non possono fruire di ingenti crediti d'imposta.
Le suddette norme si trovano all'art. 1, dal comma 20 al comma 24, e al comma 286:

20. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, 353, 358 e 359, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura e alle condizioni ivi previste, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2010. Le disposizioni di cui al citato comma 347 si applicano anche alle spese per la sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale non a condensazione, sostenute entro il 31 dicembre 2009. La predetta agevolazione e' riconosciuta entro il limite massimo di spesa di cui al comma 21.
21. Per le finalita' di cui al secondo periodo del comma 20 e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' per il riconoscimento dei benefici di cui al medesimo periodo del comma 20.
22. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, nonche' commi 353, 358 e 359, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono applicate secondo quanto disposto dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 febbraio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007, recante disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Sono corrispondentemente ridotte le assegnazioni per il 2007 disposte dal CIPE a favore degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, a valere sul Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
23. La tabella 3 allegata alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' sostituita, con efficacia dal 1º gennaio 2007, dalla seguente: ...(omissis)...
24. Ai fini di quanto disposto al comma 20:
a) i valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale ai fini dell'applicazione del comma 344 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e i valori di trasmittanza termica ai fini dell'applicazione del comma 345 del medesimo articolo 1 sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico entro il 28 febbraio 2008;
b) per tutti gli interventi la detrazione puo' essere ripartita in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci, a scelta irrevocabile del contribuente, operata all'atto della prima detrazione;
c) per gli interventi di cui al comma 345 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, limitatamente alla sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unita' immobiliari, e al comma 346 del medesimo articolo 1, non e' richiesta la documentazione di cui all'articolo 1, comma 348, lettera b), della medesima legge 27 dicembre 2006, n. 296.
...
...
286. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura e alle condizioni previste, anche alle spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.

EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI PER GLI EDIFICI: agevolazioni ICI

La Finanziaria 2008 assegna ai Comuni una importante responsabilita': di dare un segnale forte sul territorio, direttamente ai cittadini, premiando lo sforzo di produzione rinnovabile dell'energia a copertura del fabbisogno domestico.

Il comma 6 dell'art. 1 dispone la possibilita', per i Comuni, di ridurre l'ICI sotto il 4 per mille, in caso di installazione, a servizio di specifiche unita' immobiliari, di sistemi solari termici ovvero di altri sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili; lo strumento legislativo individuato consiste nella modifica dell'art. 6 del Dlgs 30 dicembre 1992, n. 504, istituivo dell'imposta comunale sugli immobili.

6. All'articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
"2-bis. La deliberazione di cui al comma 1, puo' fissare, a decorrere dall'anno di imposta 2009, un'aliquota agevolata dell'imposta comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille per i soggetti passivi che installino impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica
per uso domestico, limitatamente alle unita' immobiliari oggetto di detti interventi e per la durata massima di tre anni per gli impianti termici solari e di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. Le modalita' per il riconoscimento dell'agevolazione di cui al presente comma sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni";
....................

EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI PER GLI EDIFICI: obblighi e vincoli

In attesa e nella speranza che la gran parte dei Comuni e degli altri Enti locali si decidano a recepire, nei propri strumenti urbanistici, le disposizioni di legge in merito alla efficienza energetica "obbligatoria" dei nuovi edifici (le brillanti eccezioni esistenti si perdono in un mare di indifferenza), la Finanziaria 2008 ricorda quali sono questi vincoli,  e in alcuni casi li estende, delineando un quadro teutonico per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili.

Il comma 288 dell'art. 1 dispone che, in attesa dei provvedimenti attuativi del Dlsg 19 agosto 2005, n. 192, dall'anno 2009 il permesso di costruire sia subordinato non soltanto alla certificazione energetica dell'edificio, come gia' previsto dal ricordato Dlgs, ma anche alla predisposizione dell'edificio al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche.

288. A decorrere dall'anno 2009, in attesa dell'emanazione dei provvedimenti attuativi di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, il rilascio del permesso di costruire e' subordinato alla certificazione energetica dell'edificio, cosi' come previsto dall'articolo 6 del citato decreto legislativo n. 192 del 2005, nonche' delle caratteristiche strutturali dell'immobile finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche.

Il comma 289 dell'art. 1 estende la norma gia' presente al comma 350 della legge 27 dicembre 2007, n. 296 ("Finanziaria 2007"), disponendo che, dal 1 gennaio 2009, il permesso di costruire sia subordinato, per gli edifici di nuova costruzione, alla installazione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili di potenza non inferiore a 1 kW per ciascuna unita' abitativa. Nel caso di fabbricati industriali, di estensione almeno 100 metri quadri, tale obbligo e' elevato a 5 kW. Una norma attesa e di enorme importanza.

289. All'articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:
"1-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unita' abitativa, compatibilmente con la realizzabilita' tecnica dell'intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima e' di 5 kW".

EFFICIENZA ENERGETICA: ulteriori obblighi

Il comma 162 dell'art. 2 contiene il divieto alla commercializzazione, dal 1 gennaio 2010, di elettrodomestici e motori elettrici poco efficienti.

162. ... A decorrere dal 1º gennaio 2010 e' vietata la commercializzazione di elettrodomestici appartenenti alle classi energetiche inferiori rispetto alla classe A, nonche' di motori elettrici appartenenti alla classe 3 anche all'interno di apparati. ....

Il comma 163 dell'art. 2 stabilisce il divieto alla importazione, distribuzione e vendita, dal 1 gennaio 2011, di lampadine a incandescenza, nonche' di elettrodomestici che possano rimanere in stand-by e quindi connessi alla rete elettrica.

163. A decorrere dal 1º gennaio 2011 sono vietate in tutto il territorio nazionale l'importazione, la distribuzione e la vendita delle lampadine a incandescenza, nonche' l'importazione, la distribuzione e la vendita degli elettrodomestici privi di un dispositivo per interrompere completamente il collegamento alla rete elettrica.

QUOTA MINIMA DI BIOCARBURANTI: ulteriore aumento al 3% dal 2009!

Nel settore dei biocarburanti per trasporto, ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicativi nazionali, e ormai anche degli obiettivi Europei (10% al 2020), il comma 139 dell'art. 2 della Finanziaria 2008 eleva al 3% la percentuale di biocarburanti da immettere al consumo, sulla base della immissione di benzina e gasolio nell'anno precedente, rispetto al 2% che la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Finanziaria 2007") fissava per il 2008:

139. Per l'anno 2009, la quota minima di cui all'articolo 2-quater, comma 1, del decreto-
legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, come sostituito dall'articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' fissata, senza oneri aggiuntivi a carico dello Stato, nella misura del 3 per cento di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in consumo nell'anno solare precedente, calcolata sulla base del tenore energetico.

"CIP 6", INCENTIVI ALLE FONTI "ASSIMILATE": ristabilita la norma corretta!

Viene finalmente ristabilita la lettera originaria della norma che gia' nella Finanziaria 2007 intendeva escludere i finanziamenti e le incentivazioni pubbliche alle fonti non rinnovabili, minata da un "errore" tuttora inspiegabile: uno scandalo nello scandalo, che finisce per sempre!
La norma approvata dal Senato si trova al comma 136 dell'art. 2, mentre le residue deroghe sono regolate dal successivo comma 137:

136. Ai fini della piena attuazione della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, con particolare riferimento all'articolo 2 della direttiva medesima, i finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo del comma 1117 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono concessi ai soli impianti realizzati ed operativi.
137. La procedura del riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi di cui al comma 1118 dell'articolo 1 della citata legge n. 296 del 2006, per gli impianti autorizzati e non ancora in esercizio, e, in via prioritaria, per quelli in costruzione, e' completata dal Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, inderogabilmente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

INCENTIVAZIONE AL TELERISCALDAMENTO RINNOVABILE: interpretazione di una importante incentivazione!

Per favorire l'adozione del teleriscaldamento alimentato da biomasse, la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'art. 8, comma 10, lettera f), stabiliva un'agevolazione fiscale con credito d'imposta per la gestione di reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa, da traslare sul prezzo i cessione all'utente finale. Il comma 138 dell'art. 2 della Finanziaria 2008 precisa che tale credito puo' essere utilizzato in compensazione anche se il soggetto "utente finale" coincide con il soggetto "gestore", inoltre estende il beneficio alle reti di teleriscaldamento alimentate dalla fonte geotermica:

138. L'articolo 8, comma 10, lettera f), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che la disciplina ivi prevista si applica anche alla fattispecie in cui la persona giuridica gestore della rete di teleriscaldamento alimentata con biomassa o ad energia geotermica coincida con la persona giuridica utilizzatore dell'energia. Tale persona giuridica puo' utilizzare in compensazione il credito.

INCENTIVAZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI: la rivoluzione del conto energia e della semplificazione!

Viene positivamente rivoluzionato, pur assicurandone la continuita', il regime di incentivazione delle fonti rinnovabili!
Fatta esclusione per la fonte solare fotovoltaica, per la quale il regime di incentivazione rimane regolato dal D.M. 19 febbraio 2007, per tutte le altre fonti rinnovabili la riforma prevede una maggiore sicurezza di conseguire tempestivamente le incentivazioni e, in particolare per i piccoli produttori, la garanzia dell'entita' delle incentivazioni stesse attraverso il meccanismo del "conto energia". Le tariffe sono in generale incrementate, sia attraverso una rivalutazione dei Certificati Verdi, variabile secondo la specifica fonte rinnovabile, sia attraverso il prolungamento a 15 anni del periodo di attribuzione dei Certificati Verdi, cosi' come dalla fissazione agli stessi 15 anni del periodo di attribuzione delle tariffe incentivanti per gli impianti ammessi a godere del "conto energia".

Il comma 143 dell'art.  2 assume carattere introduttivo, stabilendo inoltre l'accesso alle incentivazioni per gli impianti "ibridi", cioe' alimentati sia da fonti rinnovabili che da fonti non rinnovabili.

137. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento, e' incentivata con i meccanismi di cui ai commi da 144 a 154. Con le medesime modalita' e' incentivata la sola quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche rinnovabili, realizzata in impianti che impiegano anche altre fonti energetiche non rinnovabili. Le modalita' di calcolo di tale quota sono definite, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il comma 144 dell'art. 2 stabilisce che gli impianti di potenza "nominale media annua" (attenzione!) superiore a 1 MW possono accedere ai certificati verdi, proprio come oggi, ma per un periodo di 15 anni contro i 12 attuali.

144. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui alla tabella 2 allegata alla presente legge e di potenza nominale media annua superiore a 1 megawatt (MW), e' incentivata mediante il rilascio di certificati verdi, per un periodo di quindici anni, tenuto conto dell'articolo 1, comma 382, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. I predetti certificati sono utilizzabili per assolvere all'obbligo della quota minima di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. L'immissione dell'energia elettrica prodotta nel sistema elettrico e' regolata sulla base dell'articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 145 dell'art. 2 stabilisce che gli impianti di potenza "nominale media annua" (attenzione!) non superiore a 1 MW - immessa nel sistema elettrico (attenzione!) - possono accedere in alternativa al conto energia, quindi a tariffe incentivanti fisse e omnicomprensive, sempre per un periodo di 15 anni, fatte salve le diverse disposizioni in materia di impianti alimentati a biomasse, di cui al decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito nella Legge 29 Novembre 2007, N. 222. Interessantissima e' la grande remunerazione prevista per gli impianti mini-eolici, fino alla potenza nominale di 200 kW.

145. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui alla tabella 3 allegata alla presente legge e di potenza nominale media annua non superiore a 1 MW, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi di cui al comma 144 e su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entita' variabile a seconda della fonte utilizzata, come determinata dalla predetta tabella 3, per un periodo di quindici anni, fermo restando quanto disposto a legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da allevamento e forestali ottenute nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte. Al termine di tale periodo, l'energia elettrica e' remunerata, con le medesime modalita', alle condizioni economiche previste dall'articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. La tariffa onnicomprensiva di cui al presente comma puo' essere variata, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, assicurando la congruita' della remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

Tabella 3
(Articolo 52, comma 3)

Fonte          Entita' della tariffa
         (euro cent/kWh)

1  Eolica per impianti di taglia inferiore a 200 kW ...............   30
2  Solare ** ..........................................................   **
3  Geotermica........................................................   20
4  Moto ondoso e maremotrice ...........................    34
5  Idraulica diversa da quella del punto precedente .............   22
6  Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo ................    22
7  Biomasse e biogas prodotti da attivita' agricola, allevamento e forestale da filiera
corta * ...........................................................    *
8  Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e biogas diversi da quelli del
punto precedente ...........................................    18

* E' fatto salvo quanto disposto a legislazione vigente in materia di produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 102 del 2005 oppure di filiere corte.
** Per gli impianti da fonte solare si applicano i provvedimenti attuativi dell'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 146 dell'art. 2 stabilisce che la quota di energia rinnovabile da introdurre nel mercato elettrico nazionale crescera' dello 0,75% all'anno, contro il valore attuale di 0,35%, conseguentemente offrendo una notevole ulteriore sicurezza per la vendita dei Certificati Verdi, oltre che ovviamente stabilendo obiettivi sempre piu' ambiziosi: il quadro si fa sempre piu' stabile e coraggioso!

146. All'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, le parole da: "Il Ministro delle attivita' produttive" fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "Per il periodo 2007-2012 la medesima quota e' incrementata annualmente di 0,75 punti percentuali. Con decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata, sono stabiliti gli ulteriori incrementi della stessa quota per gli anni successivi al 2012".

Il comma 147 dell'art. 2 stabilisce che i certificati verdi saranno attribuiti a ogni singolo MWh prodotto da fonti rinnovabili - quindi includendo anche la micro-generazione - e che il loro valore effettivo viene calcolato in base a un coefficiente moltiplicativo, specifico di ogni singola fonte.

147. A partire dal 2008, i certificati verdi, ai fini del soddisfacimento della quota d'obbligo di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, hanno un valore unitario pari a 1 MWh e vengono emessi dal Gestore dei servizi elettrici (GSE) per ciascun impianto a produzione incentivata di cui al comma 143, in numero pari al prodotto della produzione netta di energia elettrica da fonti rinnovabili moltiplicata per il coefficiente, riferito alla tipologia della fonte, di cui alla tabella 2, allegata alla presente legge, fermo restando quanto disposto a legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da allevamento e forestali ottenute nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte.

Tabella 2
(Articolo 52, comma 2)

Fonte          Coefficiente

1  Eolica per impianti di taglia superiore a 200 kW ..............   1,00
1-bis  Eolica offshore .................................................    1,10
2  Solare ** ..........................................................   **
3  Geotermica........................................................   0,90
4  Moto ondoso e maremotrice ...........................    1,80
5  Idraulica ............................................................   1,00
6  Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo ................    1,10
7  Biomasse e biogas prodotti da attivita' agricola, allevamento e forestale da filiera
corta * ...........................................................    *
7-bis  Biomasse e biogas di cui al punto 7, alimentanti impianti di cogenerazione ad alto rendimento,
con riutilizzo dell'energia termica in ambito agricolo * ....................................    *
8  Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e biogas diversi da quelli del
punto precedente ...........................................    0,80

* E' fatto salvo quanto disposto a legislazione vigente in materia di produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 102 del 2005 oppure di filiere corte.
** Per gli impianti da fonte solare si applicano i provvedimenti attuativi dell'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 148 dell'art. 2 stabilisce criteri per il calcolo del valore dei certificati verdi, comunque affidato all'andamento del mercato.

148. A partire dal 2008, i certificati verdi emessi dal GSE ai sensi dell'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, sono collocati sul mercato a un prezzo, riferito al MWh elettrico, pari alla differenza tra il valore di riferimento, fissato in sede di prima applicazione in 180 euro per MWh, e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in attuazione dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell'anno precedente e comunicato dalla stessa Autorita' entro il 31 gennaio di ogni anno a decorrere dal 2008.
Il valore di riferimento e i coefficienti, indicati alla tabella 2 per le diverse fonti energetiche rinnovabili, possono essere aggiornati, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, assicurando la congruita' della remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

Il comma 149 dell'art. 2 assume una importanza capitale: se nonostante tutto un produttore di energia da fonti rinnovabili non riuscisse a piazzare sul mercato i certificati verdi, ogni anno il GSE - Gestore dei Servizi Elettrici - e' tenuto all'acquisto dei medesimi al prezzo medio di mercato dell'anno precedente: la produzione di energia rinnovabile non e' mai stata cosi' sicura!

149. A partire dal 2008 e fino al raggiungimento dell'obiettivo minimo della copertura del 25 per cento del consumo interno di energia elettrica con fonti rinnovabili e dei successivi aggiornamenti derivanti dalla normativa dell'Unione europea, il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell'anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all'obbligo della quota minima dell'anno precedente di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell'anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.

Il comma 150 dell'art. 2 stabilisce le procedure di attuazione dei precedenti commi, e in particolare - finalmente! - l'estensione del regime dello scambio sul posto fino a impianti di potenza nominale media annua 200 kW, che di fatto consentira' una ulteriore importantissima remunerazione per le applicazioni di media taglia, per esempio impianti fotovoltaici installati su fabbricati industriali!!!

150. Con decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabilite le direttive per l'attuazione di quanto disposto dai commi da 143 a 149. Con tali decreti, che per le lettere b) e c) del presente comma sono adottati di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, inoltre:
a) sono stabilite le modalita' per assicurare la transizione dal precedente meccanismo di incentivazione ai meccanismi di cui ai commi da 143 a 157 nonche' le modalita' per l'estensione dello scambio sul posto a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nominale media annua non superiore a 200 kW, fatti salvi i diritti di officina elettrica;
b) sono stabiliti i criteri per la destinazione delle biomasse combustibili, di cui all'allegato X alla parte quinta, parte II, sezione 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, a scopi alimentari, industriali ed energetici;
c) sono stabilite le modalita' con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse sono tenuti a garantire la provenienza, la tracciabilita' e la rintracciabilita' della filiera, anche ai fini dell'applicazione dei coefficienti e delle tariffe di cui alle tabelle 2 e 3;
d) sono aggiornate le direttive di cui all'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. Nelle more trovano applicazione, per quanto compatibili, gli aggiornamenti emanati in attuazione dell'articolo 20, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 152 dell'art. 2 stabilisce, coerentemente con l'impostazione generale che incentiva l'efficienza produttiva di impianti operativi piuttosto i progetti degli impianti, che dal 2009 le incentivazioni stabilite in questi commi non potranno essere concesse in caso di altre incentivazioni, anche di natura diversa (conto capitale, ecc). Sono quindi fatti salvi i progetti che si concluderanno positivamente entro l'anno 2008.

152. La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2008, ha diritto di accesso agli incentivi di cui ai commi da 143 a 157 a condizione che i medesimi impianti non beneficino di altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata.

Il comma 153 dell'art. 2 stabilisce il ruolo della AEEG e in particolare la copertura dei nuovi "conti energia", e del ritiro obbligatorio dei certificati verdi, per mezzo della componente tariffaria A3 della bolletta elettrica.

153. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas definisce:
a) le modalita' di erogazione delle tariffe di cui al comma 145;
b) le modalita' con le quali le risorse per l'erogazione delle tariffe di cui al comma 145, nonche' per il ritiro dei certificati verdi di cui al comma 149, trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3 delle tariffe dell'energia elettrica.

SEMPLIFICAZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI PER LE FONTI RINNOVABILI: misure molto attese e indispensabili!!!

Viene compiuto finalmente un attesissimo passo in avanti sulla via della semplificazione amministrativa per l'autorizzazione degli impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili!!!
Riconoscendo la necessita' di un'analisi piu' approfondita delle norme introdotte con il comma 158 e seguenti, dell'art. 2, si segnalano le seguenti modifiche al Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 158 dell'art. 2 stabilisce, alle lettere a) e b), che l'autorizzazione unica, che ai sensi dell'art. 12, comma 3 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, e' necessario conseguire, salvo i casi di esclusione, ai fini della costruzione e l'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, puo' essere rilasciata - lettera a) - dalla Regione o dalle Province delegate, inoltre che la stessa autorizzazione unica - lettera b) - costituisce, ove occorre, variante  allo strumento urbanistico, precisando quindi una questione annosa e purtroppo ancora aperta, soprattutto nei rapporto con gli enti locali.

158. All'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, le parole: "o altro soggetto istituzionale delegato" sono sostituite dalle seguenti: "o dalle province delegate";
b) al comma 3, dopo le parole: "del patrimonio storico-artistico" sono inserite le seguenti: ", che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico";

Il primo periodo del comma 3 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, integrato con le lettere a) e b) del comma 158 dell'art. 2 della Finanziaria 2008, quindi, recitera':

"3. La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonche' le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato o dalle province delegate dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. A tal fine la Conferenza dei servizi e' convocata dalla regione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione..........."

Lo stesso comma 158 dell'art. 2 stabilisce, alla lettera c), che l'autorizzazione unica, nel caso di impianti offshore (quindi in prevalenza eolici), passa in capo al Ministero dei Trasporti. Considerando l'interesse crescente per queste applicazioni, la misura e' alquanto utile e tempestiva.

c) al comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per gli impianti offshore l'autorizzazione e' rilasciata dal Ministero dei trasporti, sentiti il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con le modalita' di cui al comma 4 e previa concessione d'uso del demanio marittimo da parte della competente autorita' marittima";

Lo stesso comma 158 dell'art. 2 stabilisce, alla lettera d), che nel caso in cui, nel corso del procedimento unico, instaurato ai fini della concessione dell'autorizzazione unica, emerga un dissenso tra i soggetti coinvolti, la decisione e' rimessa alla Giunta Regionale, a meno che il dissenso non sia espresso da una Autorita' statale, come una Sovrintendenza (come purtroppo e' spesso il caso). Una misura, quindi, intesa a semplificare il procedimento autorizzativo.

d) dopo il primo periodo del comma 4 e' inserito il seguente: "In caso di dissenso, purche' non sia quello espresso da una amministrazione statale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, o del patrimonio storico-artistico, la decisione, ove non diversamente e specificamente disciplinato dalle regioni, e' rimessa alla Giunta regionale ovvero alle Giunte delle province autonome di Trento e di Bolzano";

Lo stesso comma 158 dell'art. 2 precisa, alla lettera e), il contenuto delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione unica, afferenti al ripristino dei siti, nel caso di impianti idroelettrici.

e) al secondo periodo del comma 4, le parole: ", in ogni caso," sono soppresse e, dopo le parole: "a seguito della dismissione dell'impianto" sono aggiunte le seguenti: "o, per gli impianti idroelettrici, l'obbligo alla esecuzione di misure di reinserimento e recupero ambientale";

Il comma 4 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, integrato con le lettere d) ed e) del comma 158 dell'art. 2 della Finanziaria 2008, quindi, recitera':

"4. L'autorizzazione di cui al comma 3 e' rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalita' stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. In caso di dissenso, purche' non sia quello espresso da una amministrazione statale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, o del patrimonio storico-artistico, la decisione, ove non diversamente e specificamente disciplinato dalle regioni, e' rimessa alla Giunta regionale ovvero alle Giunte delle province autonome di Trento e di Bolzano. Il rilascio dell'autorizzazione costituisce titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformita' al progetto approvato e deve contenere, in ogni caso, l'obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione dell'impianto o, per gli impianti idroelettrici, l'obbligo alla esecuzione di misure di reinserimento e recupero ambientale. Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non puo' comunque essere superiore a centottanta giorni."

Lo stesso comma 158 dell'art. 2 rimedia, alla lettera f), a un errore materiale contenuto nel comma 5 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, gia' corretto con una circolare del (ex) Ministero delle Attivita' Produttive.

f) al comma 5, le parole: "di cui all'articolo 2, comma 2, lettere b) e c)" sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c)";

Lo stesso comma 158 dell'art. 2 stabilisce, alla lettera g), intervenendo ancora sul comma 5 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, che per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, di potenza nominale inferiore alle soglie stabilite alla Tabella A allegata al Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, a sua volta definita al successivo comma 161 dell'art. 2, e' dovuta la sola Denuncia di Inizio Attivita' ("DIA"). Le stesse soglie potranno essere innalzate, per specifiche fonti e particolari siti di installazione, per mezzo di un decreto del MSE di concerto con il MATTM e la Conferenza Unificata.
Un risultato straordinario (che potra' anche migliorare!), un ulteriore fondamentale passo in avanti verso la diffusione delle fonti rinnovabili!!!

g) al comma 5, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Ai medesimi impianti, quando la capacita' di generazione sia inferiore alle soglie individuate dalla tabella A allegata al presente decreto, con riferimento alla specifica fonte, si applica la disciplina della denuncia di inizio attivita' di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono essere individuate maggiori soglie di capacita' di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la medesima disciplina della denuncia di inizio attivita'";

Il comma 5 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, integrato con le lettere f) ed g) del comma 158 dell'art. 2 della Finanziaria 2008, quindi, recitera':

"5. All'installazione degli impianti di fonte rinnovabile di cui all'articolo 2, comma 2, lettere b) e c) di cui all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c) per i quali non e' previsto il rilascio di alcuna autorizzazione, non si applicano le procedure di cui ai commi 3 e 4.
Ai medesimi impianti, quando la capacita' di generazione sia inferiore alle soglie individuate dalla tabella A allegata al presente decreto, con riferimento alla specifica fonte, si applica la disciplina della denuncia di inizio attivita' di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono essere individuate maggiori soglie di capacita' di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la medesima disciplina della denuncia di inizio attivita'."

Conviene passare immediatamente alla lettura del comma 161 dell'art. 2 della Finanziaria 2008, che contiene la Tabella A da allegare al Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, quindi le soglie di generazione, specifiche per ciascuna fonte, sotto le quali vale il regime autorizzativo definito dalla DIA.
Di particolare rilievo e' l'armonizzazione conseguita per la fonte solare fotovoltaica, la cui soglia di riferimento e' 20 kW! Gli stessi impianti "mini-eolici", fino alla potenza di 60 kW, cosi' come gli impianti alimentati da biomasse, fino alla potenza di 200 kW, sono finalmente e definitivamente liberalizzati.

161. Al decreto legislativo n. 387 del 2003 e' allegata la seguente tabella:

"Tabella A      (Articolo 12)

Fonte      Soglie

1  Eolica . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  60 kW
2  Solare fotovoltaica . . . . . . . . .  20 kW
3  Idraulica . . . . . . . . . . . . . . . . .  100 kW
4  Biomasse . . . . . . . . . . . . . . . . .  200 kW
5  Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  250 kW".

Tornando al comma 158 dell'art. 2, questo, alla lettera h), amplia il comma 10 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, che a sua volta stabilisce l'approvazione di linee guida nazionali per il procedimento volto al rilascio dell'autorizzazione unica, stabilendo per le Regioni un termine di recepimento delle stesse linee guida entro 90 giorni, dopo di che devono essere applicate le linee guida nazionali.

h) al comma 10 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Le regioni adeguano le rispettive discipline entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle linee guida. In caso di mancato adeguamento entro il predetto termine, si applicano le linee guida nazionali".

Il comma 10 dell'art. 12 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, integrato con la lettera h) del comma 158 dell'art. 2 della Finanziaria 2008, quindi, recitera':

"10. In Conferenza unificata, su proposta del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del Ministro per i beni e le attivita' culturali, si approvano le linee guida per lo svolgimento del procedimento di cui al comma 3. Tali linee guida sono volte, in particolare, ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio. In attuazione di tali linee guida, le regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti. Le regioni adeguano le rispettive discipline entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle linee guida. In caso di mancato adeguamento entro il predetto termine, si applicano le linee guida nazionali."

Il comma 159 dell'art. 2, all'apparenza piuttosto marginale, e molto tecnico, in realta' contiene una semplificazione importante.
Nell'autorizzazione unica sopra menzionata, rilasciata ai fini della costruzione ed esercizio di impianti alimentati da fonti rinnovabili, comparira' sempre un termine per l'inizio dei lavori, che a sua volta risulta spesso di difficile rispetto a causa degli infiniti ostacoli amministrativi e di altra natura. Il comma 159, quindi, offre al soggetto responsabile dell'impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonti rinnovabili un ampio spettro di possibilita' di dimostrare l'inizio dei lavori.

159. Per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili la dimostrazione di avere concretamente avviato la realizzazione dell'iniziativa ai fini del rispetto del termine di inizio dei lavori e' fornita anche con la prova di avere svolto le attivita' previste dal terzo periodo del comma 1 dell'articolo 15 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, introdotto dall'articolo 1, comma 75, della legge 23 agosto 2004, n. 239.

Vale quindi la pena di leggere il disposto del comma 75 dell'art. 1 del Dlgs 23 agosto 2004, n. 239:

"75. Al comma 1 dell'articolo 15 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo il secondo periodo, sono inseriti i seguenti: "I soggetti destinatari di incentivi relativi alla realizzazione di impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili che non rispettino la data di entrata in esercizio dell'impianto indicata nella convenzione e nelle relative modifiche e integrazioni sono considerati rinunciatari qualora non abbiano fornito idonea prova all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas di avere concretamente avviato la realizzazione dell'iniziativa mediante l'acquisizione della disponibilita' delle aree destinate ad ospitare l'impianto, nonche' l'accettazione del preventivo di allacciamento alla rete elettrica formulato dal gestore competente, ovvero l'indizione di gare di appalto o la stipulazione di contratti per l'acquisizione di macchinari o per la costruzione di opere relative all'impianto, ovvero la stipulazione di contratti di finanziamento dell'iniziativa o l'ottenimento in loro favore di misure di incentivazione previste da altre leggi a carico del bilancio dello Stato. I soggetti beneficiari che abbiano adempiuto l'onere di cui al terzo periodo non sono considerati rinunciatari e perdono il diritto alle previste incentivazioni nei limiti corrispondenti al ritardo accumulato"."

CONNESSIONE ALLA RETE DELLE FONTI RINNOVABILI: piu' certezza nei tempi e nei modi, grazie a nuove prescrizioni e sanzioni!

Un altro attesissimo passo in avanti verso la certezza della connessione alla rete degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, cosi' come, in senso piu' strutturale, verso la ristrutturazione della rete stessa ai fini della connessione e del dispacciamento dell'energia elettrica prodotta per mezzo di fonti rinnovabili!
I commi rilevanti procedono prevalentemente attraverso modifiche al Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.

Il comma 164 dell'art. 2 stabilisce, ancora una volta, la priorita' della connessione alla rete degli impianti alimentati da fonti rinnovabili:

164. Il gestore di rete connette senza indugio e prioritariamente alla rete gli impianti che generano energia elettrica da fonti rinnovabili che ne facciano richiesta, nel rispetto delle direttive impartite dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas.

Il comma 165 dell'art. 2 introduce ben 6 lettere a quelle gia' fissate nel comma 2 dell'art. 14 del Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, che a loro volta rappresentano le condizioni cui devono conformarsi le specifiche direttive, emesse dall'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG), relativamente alle condizioni tecniche ed economiche per l'erogazione del servizio di connessione di impianti alimentati da fonti rinnovabili alle reti elettriche con tensione nominale superiore ad 1 kV, i cui gestori hanno obbligo di connessione di terzi (comma 1 dell'art. 14 del Dlgs n. 387/2003).
Notevoli sono:
- alla lettera f-bis), l'introduzione delle "procedure sostitutive" in caso di inerzia del gestore di rete,
- alla lettera f-ter), la definizione di una sorta di "arbitrato", da svolgersi a cura della AEEG in caso di controversie, vincolante per le parti,
- alle lettere da f-quater) a f-sexsies), la definizione della priorita' e urgenza di ristrutturare la rete al fine di accettare l'energia prodotta da fonti rinnovabili, con ripartizione equa dei costi,
- alla lettera f-septies), l'indicazione di favorire la generazione distribuita e la piccola cogenerazione, presso i siti di consumo, ad opera di Esco, imprese artigiane e consorzi.

165. Al comma 2 dell'articolo 14 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, sono aggiunte le seguenti lettere:
" f-bis) sottopongono a termini perentori le attivita' poste a carico dei gestori di rete, individuando sanzioni e procedure sostitutive in caso di inerzia;
f-ter) prevedono, ai sensi del paragrafo 5 dell'articolo 23 della direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, e dell'articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 14
novembre 1995, n. 481, procedure di risoluzione delle controversie insorte fra produttori e gestori di rete con decisioni, adottate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, vincolanti fra le parti;
f-quater) prevedono l'obbligo di connessione prioritaria alla rete degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, anche nel caso in cui la rete non sia tecnicamente in grado di ricevere l'energia prodotta ma
possano essere adottati interventi di adeguamento congrui;
f-quinquies) prevedono che gli interventi obbligatori di adeguamento della rete di cui alla lettera f-quater) includano tutte le infrastrutture tecniche necessarie per il funzionamento della rete e tutte le installazioni di connessione, anche per gli impianti per autoproduzione, con parziale cessione alla rete dell'energia elettrica prodotta;
f-sexies) prevedono che i costi associati alla connessione siano ripartiti con le modalita' di cui alla lettera f) e che i costi associati allo sviluppo della rete siano a carico del gestore della rete;
f-septies) prevedono le condizioni tecnico-economiche per favorire la diffusione, presso i siti di consumo, della generazione distribuita e della piccola cogenerazione mediante impianti eserciti tramite societa' terze, operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili ".

Il comma 166 dell'art. 2, infine, intende stimolare la ristrutturazione della rete proprio in funzione dei carichi elettrici provenienti da fonti rinnovabili.

166. Il Ministro dello sviluppo economico e' autorizzato ad emanare, con proprio decreto, misure e linee di indirizzo tese a promuovere e realizzare gli adeguamenti della rete elettrica ulteriori che risultino necessari per la connessione ed il dispacciamento dell'energia elettrica generata con impianti alimentati da fonti rinnovabili.

RESPONSABILIZZAZIONE DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI: l'energia rinnovabile e' un dovere e un obbligo, non un lusso!

Mentre alcune Regioni, e piu' ancora molti Enti locali, ancora ritengono che l'energia rinnovabile sia forse un prezzo da pagare, ma appena possibile un sacrificio evitabile, la Legge Finanziaria 2008 stabilisce i criteri e il percorso secondo i quali sara' possibile stabilire e rispettare obiettivi vincolanti sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, a carico delle regioni e degli enti locali, oltre che ovviamente dello Stato.

Il comma 167 dell'art. 2 definisce l'importante obiettivo della copertura del 25% del consumo interno lordo di elettricita' per mezzo di fonti rinnovabili, e assegna al Ministero dello Sviluppo Economico il compito di ripartire gli obblighi di incremento minimo tra le Regioni.

167. Il Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce con proprio decreto la ripartizione fra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano della quota minima di incremento dell'energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili necessaria per raggiungere l'obiettivo del 25 per cento del consumo interno lordo entro il 2012, e dei successivi aggiornamenti proposti dall'Unione europea.

Il comma 168 dell'art. 2 impone alle Regioni di adeguare le proprie normative ai fini del raggiungimento egli obiettivi di cui al comma precedente.

168. Entro i successivi novanta giorni, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano i propri piani o programmi in materia di promozione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica negli usi finali o, in assenza di tali piani o programmi, provvedono a definirli, e adottano le iniziative di propria competenza per concorrere al raggiungimento dell'obiettivo minimo fissato di cui al comma 167.

Il comma 169 dell'art. 2 definisce le procedure di verifica dei risultati ottenuti nelle varie Regioni.

169. Ogni due anni, dopo l'entrata in vigore delle disposizioni di cui ai commi da 167 a 172, il Ministro dello sviluppo economico verifica per ogni regione le misure adottate, gli interventi in corso, quelli autorizzati, quelli proposti, i risultati ottenuti al fine del raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 167, e ne da' comunicazione con relazione al Parlamento.

Il comma 170 dell'art. 2 assume notevole importanza in quanto introduce anche per il fondamentale ambito delle energie rinnovabili il potere sostitutivo del Governo rispetto alle Regioni, sia che queste non adeguino i propri piani (comma 168), sia che adottino misure perfino ostative rispetto all'obiettivo definito in base al comma 167 (si pensi, per inciso, alle "moratorie" sull'eolico): a questo si riferisce il richiamo all'art. 8 della Legge 5 giugno 2003, n. 131.

170. Nel caso di inadempienza dell'impegno delle regioni relativamente a quanto previsto al comma 168, ovvero nel caso di provvedimenti delle medesime regioni ostativi al raggiungimento dell'obiettivo di pertinenza di cui al comma 167, il Governo invia un motivato richiamo a provvedere e quindi, in caso di ulteriore inadempienza nei sei mesi successivi all'invio del richiamo, provvede entro gli ulteriori sei mesi con le modalita' di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

Il comma 171 dell'art. 2 richiama le Regioni al coinvolgimento degli Enti locali per il raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 167.

171. Le regioni promuovono il coinvolgimento delle province e dei comuni nelle iniziative per il raggiungimento dell'obiettivo di incremento delle fonti energetiche rinnovabili nei rispettivi territori.

Il comma 172 dell'art. 2, infine, indirizza i Ministeri e le Regioni alla stipula di accordi di programma finalizzati allo sviluppo dei settori economici sia sul lato industriale che su quello della produzione energetica, indicando anche le modalita' per il reperimento delle risorse: una misura importante per sostenere lo sviluppo del Paese.

172. Con accordi di programma, il Ministero dello sviluppo economico o altri Ministeri interessati e le regioni promuovono lo sviluppo delle imprese e delle attivita' per la produzione di impianti, ed apparecchi, e interventi per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, avvalendosi in particolare delle risorse del Quadro strategico nazionale per il periodo 2007-2013.

ENTI LOCALI IN PRIMA LINEA PER LO SVILUPPO DEL FOTOVOLTAICO: una ulteriore straordinaria incentivazione!!!

Il comma 173 dell'art. 2 stabilisce che, qualora il soggetto responsabile di un impianto fotovoltaico sia un ente locale (ai sensi del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si intendono per "enti locali" i comuni, le province, le citta' metropolitane, le comunita' montane, le comunita' isolane e le unioni di comuni), si applicano sempre le tariffe incentivanti piu' alte, stabilite dal D.M. 19 febbraio 2007 (tra 1 kW e 3 kW: 0,49 euro/kWh, tra 3 kW e 20 kW: 0,46 euro/kWh, oltre 20 kW: 0,44 euro/kWh), anche se, per esempio, tali impianti fossero collocati sul terreno: una rivoluzione, premessa - laddove esista la volonta' - a una larga "democrazia energetica" !!!

173. Nell'ambito delle disponibilita' di cui all'articolo 12 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2007, e ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 del medesimo decreto, gli impianti fotovoltaici i cui soggetti responsabili sono enti locali sono considerati rientranti nella tipologia dell'impianto, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b3), del medesimo decreto.

Il comma 174 dell'art. 2, infine, stabilisce che, qualora un ente locale sia soggetto responsabile di uno o piu' impianti fotovoltaici, l'autorizzazione unica di cui al comma 3 del Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387, qualora necessaria, sia rilasciata attraverso un solo procedimento unico di cui all'art. 4 del medesimo Dlsg, svolto sul complesso degli impianti, piuttosto che sul singolo impianto: una importante semplificazione!

174. L'autorizzazione di cui al comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, per la costituzione e l'esercizio degli impianti fotovoltaici i cui soggetti responsabili sono enti locali, ove necessaria ai sensi della legislazione nazionale o regionale vigente e in relazione alle caratteristiche e alla ubicazione dell'impianto, e' rilasciata a seguito di un procedimento unico svolto ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 12 per il complesso degli impianti.

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Dobbiamo convincere le masse?!? Di che? Perche’? Io sono contrario!

riduttori di flussoRecentemente, durante un incontro tra associazioni del “Movimento”, ho sentito parecchi compagni parlare della necessita’ di far capire le nostre idee e il nostro sogno di un mondo migliore alle “Grandi masse”.
Un’idea giusta in senso strategico ma che porta la maggioranza del Movimento a ragionare in termini disastrosi.
Trent’anni di pratica politica sono li’ a dimostrarlo.
Questi amici pensano che siccome dobbiamo cambiare il mondo e per farlo dobbiamo essere in tanti, allora il cuore del lavoro sono le azioni di proselitismo e di educazione delle masse.
Io invece credo che non serva diventare milioni per poter fare le cose.
Dobbiamo fare il contrario: facciamo le cose, dimostriamo che sono positive e che fanno bene e poi vedrete che altri si convinceranno.
Sono i fatti e non le parole che convincono le persone.
Credo che in questi anni abbiamo dimostrato nei fatti che questa logica funziona.
Produrre cibi biologici, diffondere tecnologie ecologiche, aprire centri culturali dove si praticano rapporti umani diversi, organizzare feste, giochi, performance, praticare uno stile di vita diverso con amici e amanti, e’ stata la nostra rivoluzione. Una rivoluzione che abbiamo vinto proprio perche’ e’ stata concreta e ha cambiato nei fatti il modo di vivere, di fare arte, di comunicare, di partorire, di occuparsi del benessere del corpo e della mente.
E, visto che il nostro stile di vita ci ha fatto vivere meglio, altri hanno visto quel che facevamo e lo hanno giudicato intelligente.
filtro a struttura composita per il trattamento dell'acqua potabileOggi il cibo biologico, il commercio equo, il risparmio energetico, le ginnastiche dolci e la conoscenza dei muscoletti vaginali sono patrimonio di milioni di italiani che molto spesso non la pensano come noi ma sono stati comunque contaminati dalle cose buone che abbiamo scoperto, reso reperibili e sperimentato con grande vantaggio.

Ho sentito recentemente compagni che si lamentavano perche’ la loro associazione dedicava tanto tempo alle cene conviviali invece di concentrarsi sulla propaganda politica, i banchetti informativi e i volantinaggi.
Un compagno ha risposto che era necessario fare cosi’ perche’ le cene conviviali sono un modo efficace e astuto per diffondere il messaggio aggirando le resistenze.
Non sono d’accordo con questa logica. La penso proprio al contrario. Le cene conviviali, le gite, gli spazi ludici e ricreativi come Alcatraz non sono un modo astuto per far passare i messaggi ne’ tantomeno una perdita di tempo.
Il centro della mia lotta e’ innanzi tutto vivere meglio, con persone che sentono l’emozione della vita come me.
Coltivare il gioco, il ridere, l’amicizia, il dialogo, lo scambio artistico ed emotivo e’ il centro della mia attivita’.
E’ da qui che si parte per trovare l’energia, la fiducia per vivere appieno. Solo chi e’ veramente arrivato a crescere dentro, a trovare le ragioni di un ottimismo profondo e di una gioia di vivere puo’ pensare di poter dare un contributo per il miglioramento del pianeta. Un contributo che viene spontaneo perche’ quando ami e ti ami e ti diverti ti viene voglia di far crescere il tuo stile di vita fuori dalla tristezza commerciale delle multinazionali del dolore.
Al contrario, gente che non e’ cresciuta emotivamente, che non si dedica con tutte le forze alla ricerca della felicita’, che non ha lo scambio emotivo al centro del bersaglio esistenziale potra’ riempirsi la bocca con tutte le frasi ecologiste e rivoluzionarie che vuole ma non sapra’ dare alcun contributo positivo al mondo migliore.
Sono persone tristi e irose e da trent’anni ci dimostrano che sono capaci di produrre solo vecchia politica, scontri ideologici, riunioni spaccapalle, logiche competitive, idee stitiche e banali.
Capacita’ di azione concreta zero.
Calore umano zero.
Politica maschile (poche donne e sempre zitte in un angolo).
Venerazione del leader e seghe mentali.

Sarebbe ora che si mandi al diavolo questo modello ideologico e politichese.

Ma questo discorso ha un’implicazione strategica essenziale.
Gli italiani oggi sono culturalmente e politicamente divisi: meta’ con la sinistra, meta’ con la destra. Cresce il risentimento contro i partiti ma gli elettori non vedono alternative.
In questa situazione di transizione verso nuove forme di rappresentanza e democrazia diretta non e’ pensabile dar vita ad azioni che spostino le coscienze di una decina di milioni di persone, tantomeno della meta’ piu’ uno degli elettori.
Ma ci sono moltissime iniziative che possono determinare grandi cambiamenti e porre le premesse per una maturazione culturale.
lampadineLe nostre battaglie sul biodiesel, sui riduttori di flusso dell’acqua, sulle lampadine ad alto risparmio, sulla legge sui pannelli solari hanno dimostrato che un piccolo gruppo di persone determinate e’ piu’ che sufficiente per lanciare comportamenti di massa o smuovere gli equilibri nel centro sinistra, portando a risultati concreti. In pochi possiamo riuscire a smuovere le amministrazioni e coinvolgere milioni di persone ad adottare comportamenti positivi.
Che cosa succederebbe se questa logica, finora promossa da poche centinaia di persone, diventasse la strategia di alcune migliaia?
Se 3.000 persone aderissero a un gruppo d’acquisto di telefonia mobile potremmo offrire contratti collettivi per i cellulari. Lo stesso vale per banche, assicurazioni, elettricita’. Con 10mila persone consociate potremmo ottenere auto energeticamente efficienti come quella proposta da Beppe Grillo che fa 100 chilometri con 3 litri di benzina.
Potremmo ottenere servizi e prodotti piu’ economici, eticamente ed ecologicamente validi.
Convenienza+etica+ecologia.
Chi potrebbe resistere a simili proposte?
Cosi’ potremmo realmente conquistare l’attenzione di milioni di  italiani delusi dalla politica e da questo sistema dominato dai furbi.
Il problema che abbiamo di fronte e’ proprio questo. In Italia almeno un milione di persone vorrebbe fare qualche cosa per un mondo migliore, ma non riusciamo a metterne insieme poche migliaia su proposte di consumo consociato, critico, conveniente e ecologico. Ma non esistono scorciatoie. Fino a che la politica parolaia non cedera’ di fronte alla pratica del potere dei consumatori non faremo un solo passo in avanti.

Se sei d’accordo aderisci ai gruppi di acquisto che stiamo sviluppando:

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