Risparmio energetico

Campagna contro le limitazioni alla detrazione fiscale del 55% sugli interventi di efficienza energetica

Copia il codice qui sotto e pubblicalo sul tuo blog per sostenere questa campagna!
<a href="http://www.jacopofo.com/berlusconi-contro-fonti-rinnovabili-efficienza-e... target="_blank" ><img src="http://www.jacopofo.com/files/suicidio-energetico.jpg" border="0" title="No al suicidio energetico!" alt="No al suicidio energetico!"/></a>

No al suicidio energetico!

QUALCHE COSA INIZIA A MUOVERSI!!!!
Ripubblico qui il commento pubblicato da Fabio (grazie)
La domanda che mi pongo: è legale che lo stato prima mi faccia spendere i soldi per migliorie ecologiche e poi quando faccio le migliorie cambia la legge e non mi dà più i soldi?
A me sembra fuori da ogni criterio legislativo. C'è un avvocato che ci capisce qualche cosa?

Rigiro un post appena inviato su FabioNews:

http://www.obiettivo.info/FabioNews/View.php?id=4907

 

Comincio io - ecologia ambiente - politica italiana
Iniziano ad arrivarci le prime segnalazioni su iniziative per contrastare il taglio della detrazioen del 55% (per ristrutturazioni ambientali).
Sottolineo come la forza "mediatica" sia determinate anche per quest ebattaglie: ieri tutti parlavano dell'aumento dell'iva al 20% per le PayTv (grazie alla forza dei media di Murdoch)e nessuno del taglio del 55% anche se ben piu' grave coem provvedimento.
Anche per questeo e' necessaria un anostr amobilitazioen dal basso in prima persona...
Ciao
Fabio

Scrivi anche tu al Governo cliccando sul sito :
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp,  chiedi spiegazioni e l'immediata cancellazione dell'art. 29 inerente agli sgravi degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici.

Fac simile da scrivere nel testo:
Vorrei avere spiegazione scritta dei motivi che hanno portato ad approvare l'art 29 del decreto legge n.185 del 28 novembre  08. Esso rende più difficile e meno efficace l'accesso agli sgravi al 55% degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici. Essendo una delle pochissime iniziative concrete
fatte dal Governo per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il protocollo di
Kyoto, chiedo che l'iniziativa venga ripristinata. grazie

Roma, 2 dicembre 2008      Comunicato Stampa 

In piazza per il clima e per i diritti dei cittadini 

Assolterm (associazione operatori del solare termico) e Legambiente

in piazza con i cittadini, le aziende, le associazioni

contro il provvedimento che taglia gli incentivi del 55%  

per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico 

l’11 Dicembre appuntamento alle 11,00 davanti a Palazzo Chigi  

In Piazza per chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici.

Assolterm (associazione degli operatori del solare termico) e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 un’iniziativa di mobilitazione per fermare quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo.

Un provvedimento deleterio per il clima, per le imprese e per i cittadini, che rende più difficile la possibilità di usufruire dello sconto del 55% su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica grazie ad un complicato iter burocratico per accedere agli sgravi, un limite stabilito per la copertura economica che non garantisce l’accesso all’incentivo, un sistema di presentazione delle richieste confuso e incerto.

La norma, retroattiva, andrà anche a colpire coloro che hanno già realizzato o prenotato gli interventi di risparmio ed efficienza nel 2008, e questo aprirà la strada a una valanga di ricorsi da parte di chi vorrà veder rispettato quanto prevedeva la normativa.  

“Facciamo sentire forte la nostra voce – hanno dichiarato Legambiente e Assolterm –. Sosteniamo le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Mentre l’Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Italia s’impegni e faccia la sua parte, a cominciare dalla revisione completa del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo”. 

L’iniziativa è aperta a tutti. Per aderire: Legambiente (www.legambiente.eu) e Assolterm (www.assolterm.it). 

L’ufficio stampa Legambiente (06.86268353-76 -79-99)

Servizio di informazioen personalizzabile e partecipativo www.obiettivo.info/FabioNews


IL GOVERNO BERLUSCONI CONTRO LE FONTI RINNOVABILI E L’EFFICIENZA ENERGETICA

ABBIAMO VINTO: ABOLITI I TAGLI, CONFERMATE LE DETRAZIONI CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU' ORA ANDIAMO AVANTI PER OTTENERE I DECRETI ATTUATIVI PER I FINANZIAMENTI A MINI EOLICO, BIOMASSE E IDRICO! VINCEREMO ANCHE QUESTA SE TI INCATENI ANCHE TU!

Questa è la cronaca di come si è svolta fin'ora la campagna. I primi articoli sono i più recenti. ULTIMA NOTIZIA: LA PRESTIGIACOMO SI DICHIARA CONTRARIA AI TAGLI DEGLI INCENTIVI NEL SETTORE ENERGETICO. ANDIAMO AVANTI, STIAMO VINCENDO. DOPO LA RINUNCIA ALLA RETROATTIVITà DEI TAGLI DEI FINANZIAMENTI (PRIMA VITTORIA ESSENZIALE!) INCASSIAMO ANCHE LE PRIME INCRINATURE NEL GOVERNO!

'FANCULO! Ce l'abbiamo fatta!!! Abbiamo ottenuto un rpimo successo! Le associazioni del settore, Legambiente, i Verdi, Caterpillar, i singoli fregati dalla legge, gli ecotecnologisti della blogosfera, tutti insieme siamo riusciti a far fare marcia indietro al governo. Non ci sarà la norma che toglieva in modo retroattivo la detrazione fiscale del 55% per i lavori di miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili: un'obrobrio giuridico che non poteva stare in piedi. E ci sono segnali positivi anche per i disgraziati che si sono visti bloccare un impianto solare fotovoltaico perfettamente in regola e funzionante, venendo esclusi dal finanziamento del Gse, per un puro cavillo burocratico, il ritardo anche solo di un'ora nella spedizione di una raccomandata finale al Gsa stesso. I responsabili del Gse ci hanno comunicato che il Ministro per lo Sviluppo Economico CLAUDIO SCAJOLA si è impegnato a RIVEDERE LA NORMA. Stiamo a vedere... (intanto firma la petizione) Ma il primo risultato ottenuto sul 55% è solo l'inizio. Tutta la norma va cancellata in quanto toglie un incentivo fondamentale per svilupare in futuro pannelli solari per l'acqua calda e caldaie ad alto rendimento, isolamento termico dei tetti e finestre con doppi o tripli vetri. La campagna NO AL SUICIDIO ENERGETICO va avanti, il governo deve fare marcia indietro su tutta la linea e varare i provvedimenti che tiene bloccati. Leggi tutte le follie di Berlusconi che vuole ammazzare le fonti rinnovabili cliccando sul banner della campagna, qui sotto.

SONO GIà PIù DI 5000 GLI ADERENTI A "FALCE E PANNELLO" SU FACEBOOK, INIZIATIVA LANCIATA DA CATERPILLAR(SANTI SUBITO) Ecco il primo articolo che ho pubblicato su questo argomento:

Senza che i leader dei partiti del centro sinistra mostrino qualche tipo di reazione, sta passando una mappata di leggi che vanno a colpire gli incentivi e gli sgravi fiscali per le ecotecnologie.
Contemporaneamente il governo Berlusconi cerca addirittura di fare marcia indietro sugli accordi presi con l’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Non è una questione ideologica. E’ una questione di buon senso. In questo momento per superare la crisi economica Obama sta puntando tutto sull’efficienza energetica ma lo stesso stanno facendo anche i governi conservatori in Francia, Germania, Grecia e in molti altri paesi.

(Clicca sotto la scritta in rosso LEGGI TUTTO per continuare.) Copia il codice qui sotto e pubblicalo sul tuo blog per sostenere questa campagna!
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No al suicidio energetico!

Il governo Berlusconi non ha capito che per il nostro Paese puntare sulla rivoluzione delle ecotecnologie e del risparmio energetico è l’unica possibilità per uscire dalla crisi economica.
Infatti possiamo finanziare gli interventi per la riduzione dello spreco direttamente con il denaro risparmiato grazie a una maggiore efficienza, semplicemente spalmando l’ammortamento degli investimenti su più anni: lo spreco attuale di energia è tale che ci permette di pagare il costo del finanziamento e trovarci ad avere in tasca, da subito, una parte dei soldi risparmiati. Soldi subito che potrebbero rappresentare una differenza notevole per molte aziende e famiglie.
Finanziare la rivoluzione delle ecotecnologie sarebbe utile anche per le banche che potrebbero prestare denaro per progetti veri e produttivi, ora che il gioco speculativo è arrivato al capolinea.
Abbiamo un immenso lavoro da realizzare: tanto per dare un’idea delle dimensioni, in Italia ci sono almeno 10 milioni di tetti che andrebbero isolati termicamente e che ora disperdono la maggior parte del calore. Un costo per le famiglie e per il sistema Italia insostenibile che ci mette alla mercè di qualsiasi crisi petrolifera. Oggi circa la metà del consumo di energia in Italia è per scaldare le case, raffreddarle d’estate e produrre acqua calda.
L’Italia deve assolutamente e urgentemente fare scelte che taglino lo spreco anche perché tutti gli altri paesi industrializzati lo stanno facendo decisamente e velocemente.
La Grecia ha 240 metri quadrati di pannelli solari per l’acqua calda ogni 1000 abitanti. Noi 10 metri quadrati. La Spagna in 2 anni ha installato il doppio dei pannelli solari che due anni fa erano presenti in tutto il mondo.
Dobbiamo farlo anche noi sennò il Sistema Italia non avrà modo di essere concorrenziale sul piano internazionale e continuerà a essere sottoposto ai ricatti internazionali dei signori del petrolio.
Ma perché questo succeda il governo deve predisporre strumenti di incentivazione e di semplificazione burocratica come aveva iniziato a fare il governo Prodi.
Al contrario Berlusconi ha reso più complesso e farraginoso e meno conveniente l’incentivo per i pannelli fotovoltaici e praticamente inapplicabile la detrazione del 55% per gli interventi di efficienza energetica (isolamento termico dei tetti, tripli vetri, pannelli solari per l’acqua calda, caldaie efficienti eccetera).
Minaccia di istituire l’Ici sugli impianti fotovoltaici a terra.
Ha reso inoperante, abolendo ogni sanzione, l’obbligo per chi vende un immobile di fornire la certificazione dell’efficienza energetica.
Non ha approvato i decreti attuativi per il finanziamento di mini eolico, idrico e biomasse rendendo lettera morta la legge approvata dal governo Prodi che li incentiva.
E anzi si vocifera che se e quando questi decreti saranno approvati sarà comunque cancellato l’obbligo di rifornire gli impianti a biomasse (scarti di legno, immondizia organica, oli vegetali, letame, vegetali umidi) con materiali vegetali provenienti da una distanza non superiore ai 30 km (filiera corta). In questo modo si aprono le porte agli speculatori disposti ad affamare il terzo mondo per sostituire il petrolio trasformando in carburante il cibo e si chiude la possibilità di sviluppare aziende agro-energetiche sul territorio nazionale e di avviare un vero riciclaggio dell’immondizia organica. Diventerà più conveniente importare olio di palma ottenuto convertendo altre coltivazioni essenziali per l’alimentazione dei paesi poveri.
Il governo Berlusconi non ha aggiornato i criteri per ottenere il riconoscimento dei Titoli di Efficienza energetica che premiano oggi chi diffonde lampadine ad alta resa, riduttori di flusso ma non chi installa illuminazione pubblica a led o impianti geotermici di climatizzazione impedendo così a molte aziende italiane di percepire i vantaggi derivati dalla vendita di questi Titoli sul mercato internazionale. Soldi che non deve tirare fuori lo stato italiano e che arriverebbero nelle tasche dei comuni e degli imprenditori virtuosi.
E non sono stati sbloccati i 150 impianti fotovoltaici che sono stati assurdamente bocciati per un cavillo tecnico: un ritardo anche solo di 1 ora nell’invio di una raccomandata. Impianti perfettamente in regola e funzionanti, bloccati dal deliro burocratico.
Centinaia di migliaia di euro buttati via, una punizione draconiana per cittadini che hanno la colpa di aver fatto del loro meglio per risparmiare energia ma che hanno commesso una dimenticanza burocratica.
Infine non sono stati attivati sistemi per il recupero dell’olio fritto che potrebbe confluire, come accade in Germania, in un circuito di riciclo per ottenere bio carburante. Ad esempio presso i distributori di benzina sono presenti campane dove i cittadini possono versare l’olio fritto ottenendo uno scontrino che permette uno sconto nell’acquisto del carburante. Una quantità di olio che si aggira intorno alle centomila tonnellate all’anno. Possiamo permetterci di continuar a buttare via anche questa ricchezza?

A nostro avviso queste scelte non possono che avere effetti tragici sull’ambiente e la nostra economia.
Invitiamo tutti gli italiani che hanno capito la gravità della direzione intrapresa da Berlusconi a dar vita a iniziative concrete.
Innanzi tutto facendo girare queste informazioni.
Vi invitiamo a pubblicare questo appello sui vostri blog insieme al banner di questa campagna che trovi qui sotto.
Il primo alleato del governo in queste scelte scellerate è il silenzio.

No al suicidio energetico!

IL GOVERNO BERLUSCONI CONTRO LE FONTI RINNOVABILI E L’EFFICIENZA ENERGETICA

Incatenati anche tu, metti un post nel tuo blog, riporta tutti gli altri anelli della catena e segnalalo QUI

Si sono già incatenati:

Si sono già incatenati 104 siti: Commercioetico.it, ilKuda, Vivere Cernusco, Jacopo Fo, Informazione senza filtro, Sharondreams, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Blog del Giorno, CernuscoTv, Appunti e Virgole, Andrea Mollica, Giuseppe Civati, Samie, PDLissone, Gruppo Acaja, Life in Italy, I giardini pensili hanno fatto il loro tempo Letizia Palmisano Cittadino a Pero Cronache Marziane Impianti Termici Marcello Saponaro nel senso di Marcello, PD Vedano Olona, Soluzioni Immaginarie, Resistenza Civile, Tau Zero, Fiore Blog, Minima academica, Alessandro Ronchi, Verdi Treviglio, Verdi Ferrara, Writer, Network games, Spreaderss, Fonte Live, YANNB, Opinioni e benessere, Nati non fummo, Al massimo dell'energia, Maxso's blog, Il giro del mondo in 80 parole, Sciura Pina, Il Ferdinando, EcoAlfabeta, Con Ezechiele, Fuoriluogo, Whistleblower, Il blog di Alessio, No alla turbogas a Pontinia, La mia battaglia, Vivere ad orecchio, Il conte Mascetti, Blogeko, Amico Fragile, PdCI Federazione di Latina, Verdi Emilia Romagna, Verdi Forlì e Cesena, Voglio il fotovoltaico, Florablog, Lilith, Spartacus Quirinus, Mauvera, Radio Utopie, Spartaco il Trace, C'è chi dice no!, il Boss.net, Zadig, Equologia, Follonica, Radicalsocialismo, La tana del mostro, ArcanoPennazzi, Global Warming's blog, Mani in rete, Liberamente, EuLorisTopia, Marco Lamperti, Mauro Minnella, La città continua, Lama Democratica, I'm no Jack Kennedy, Zorro è vivo, Piazza Pulita, Videotubenews, Rigeneriamoci,Quileccolibera Roberto Caprioli,La Marianna, Alberto Cane, Commercioetico.it, Il Derviscio, Il Vimercatese, 100 Blogger gegen Berlusconi,Spazio Aperto,Informazioni per tutti, Silvia Terribili - IdV,
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No al suicidio energetico!

QUALCHE COSA INIZIA A MUOVERSI!!!! Ripubblico qui il commento pubblicato da Fabio (grazie) La domanda che mi pongo è: sarebbe legale che lo stato prima mi fa spendere i soldi per migliorie ecologiche e poi quando faccio le miliorie cambia la legge e non mi dà più i soldi? A me sembra fuori da ogni criterio legislativo. C'è un avvocato che ci capisce qualche cosa?

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Ciao
Fabio

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Fac simile da scrivere nel testo:
Vorrei avere spiegazione scritta dei motivi che hanno portato ad approvare l'art 29 del decreto legge n.185 del 28 novembre  08. Esso rende più difficile e meno efficace l'accesso agli sgravi al 55% degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici. Essendo una delle pochissime iniziative concrete
fatte dal Governo per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il protocollo di
Kyoto, chiedo che l'iniziativa venga ripristinata. grazie

Roma, 2 dicembre 2008      Comunicato Stampa 

 
 
 
 
 

In piazza per il clima e per i diritti dei cittadini
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in piazza con i cittadini, le aziende, le associazionicontro il provvedimento che taglia gli incentivi del 55% per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico
 

 

l’11 Dicembre appuntamento alle 11,00 davanti a Palazzo Chigi  

 

In Piazza per chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici.

 

Assolterm (associazione degli operatori del solare termico) e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 un’iniziativa di mobilitazione per fermare quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo.

 

Un provvedimento deleterio per il clima, per le imprese e per i cittadini, che rende più difficile la possibilità di usufruire dello sconto del 55% su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica grazie ad un complicato iter burocratico per accedere agli sgravi, un limite stabilito per la copertura economica che non garantisce l’accesso all’incentivo, un sistema di presentazione delle richieste confuso e incerto.

 

La norma, retroattiva, andrà anche a colpire coloro che hanno già realizzato o prenotato gli interventi di risparmio ed efficienza nel 2008, e questo aprirà la strada a una valanga di ricorsi da parte di chi vorrà veder rispettato quanto prevedeva la normativa.  

 

“Facciamo sentire forte la nostra voce – hanno dichiarato Legambiente e Assolterm –. Sosteniamo le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Mentre l’Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Italia s’impegni e faccia la sua parte, a cominciare dalla revisione completa del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo”. 

 

L’iniziativa è aperta a tutti. Per aderire: Legambiente (www.legambiente.eu) e Assolterm (www.assolterm.it). 

 

L’ufficio stampa Legambiente (06.86268353-76 -79-99)

 

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Una pagina ecologica di Alcatraz sul Manifesto. Aiutaci in questa campagna.

Care amiche, cari amici, domani, sabato, uscirà un’intera pagina sul Manifesto dedicata alla necessità di far capire alla sinistra italiana che il risparmio energetico è l’unica possibilità per uscire dalla crisi economica.
Secondo scopo di questa pagina è quello di presentare il nostro progetto economico fatto di gruppi d’acquisto e cooperazione. Invitiamo tutti a comprare Il Manifesto, che tra l’altro sta affrontando una grossa crisi, e appendere la nostra pagina in scuole, posti di lavoro, eccetera.
Aiutateci in questa campagna. Stiamo facendo enormi sforzi per sostenerla. Tra l’altro a giorni faremo un restyling del blog e vi presenteremo una serie di nuovi siti di servizio per il movimento e i nuovi stili di vita. E stiamo mettendo a punto una serie di iniziative concrete che speriamo ti entusiasmeranno.
La vittoria di Obama ci ha riempito di speranze.
Ce la possiamo fare a rilanciare l’iniziativa ecologica in Italia se ci dai una mano. Se lo faremo insieme potremo creare economia alternativa e agire positivamente in questo momento cruciale di passaggio dall’economia del petrolio a quella verde.


Risparmio energetico. Obama promette 5 milioni di posti di lavoro. E' pazzo?

Obama è un pazzo oppure, semplicemente, è più bravo in aritmetica della maggioranza dei politici italiani?
Ecologia e sinistra masochista. La rivoluzione delle ecotecnologie è iniziata e non se ne sono accorti.
Come spesso mi capita, me ne sto a bocca aperta ascoltando la radio e i telegiornali e mi chiedo: perché i leader della sinistra comprendono così poco l’efficienza energetica?
Fra poco si riaccenderà il dibattito a proposito del rifiuto di Berlusconi di adeguarsi agli accordi dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2). E assisteremo nuovamente all’incapacità di comunicazione della sinistra e alla sua inettitudine a ideare progetti di grande respiro. Schiere di politici e di giornalisti progressisti si affanneranno a dire che Berlusconi è cattivo perché non vuole rispettare i patti di difesa dell’ambiente e lui risponderà sorridente: se dovessimo tirare fuori tutti questi soldi le nostre aziende, soprattutto quelle piccole, andrebbero in fallimento. Lo scontro quindi è tra la sinistra virtuosa che vuole proteggere l’ambiente e la destra cinica che vuole salvare le imprese. Secondo voi in un momento di tracollo economico, quale è la posizione più popolare? Idee contro soldi… Il mitico italiano medio è istintivamente dalla parte di Berlusconi che ci difende dalle pretese dell’Unione Europea.
Ovviamente ha poca presa anche il discorso di Veltroni e di tanti altri secondo i quali i sacrifici economici di oggi sono indispensabili per rilanciare occupazione, competitività e sviluppo domani.
Nessuno accetta di mettersi un cappio al collo oggi sperando di mangiarsi una gallina dopodomani.
A volte sostenere scelte giuste anche se impopolari è comunque moralmente necessario e lungimirante, ma in questo caso è completamente inutile. Invece di parlare di ambiente e di riprese economiche future (bei discorsi!) si dovrebbe rovesciare il paradigma di Berlusconi. Berlusconi non è malvagio perché vuole continuare a inquinare. Berlusconi è un analfabeta economico.
Silvio afferma che le imprese italiane non possono sostenere il peso dei costi dovuti agli interventi di riduzione dello spreco energetico. Falso.
È vero esattamente il contrario: le imprese italiane sono destinate al tracollo se NON TAGLIANO LO SPRECO ENERGETICO ORA!
Le imprese possono trovare i soldi di cui hanno bisogno ORA, rilanciare la propria competitività e smettere anche di buttare via denaro! Il centro della questione, lo ripetiamo da decenni, è questo, che per gli italiani, e in particolare per le piccole imprese, continuare così è un suicidio ECONOMICO.
Non si può parlare di crisi economica mentre si sprecano miliardi di euro ogni giorno a causa della mancata adozione di sistemi energetici efficienti che già esistono da anni. Smettila di buttare i soldi dalla finestra e vedrai che la crisi ti passa.
E se mi dai 3 minuti del tuo tempo te lo dimostro. In questo momento non prendere provvedimenti contro l’inquinamento non sta facendo risparmiare denaro al Sistema Italia. In questo momento il Sistema Italia sta buttando soldi dalla finestra perché spreca una quantità enorme di energia e petrolio che in futuro costeranno sempre di più.
L’Unione Europea, in pratica, ci chiede di sostituire le lampadine antiquate che utilizziamo per l’illuminazione pubblica e privata con led (88% di energia risparmiata) e con lampadine ad alta resa e lunga durata (80% di energia risparmiata, 150 euro per ogni lampadina da 15 mila ore installata). Ci chiedono di utilizzare termostati che spengano i riscaldamenti quando si raggiunge la temperatura desiderata (taglio del 2% della bolletta energetica dello Stato), caldaie ad alto rendimento (diminuzione del 30% dei consumi).
E via di questo passo.
Sono tutte cose che ci fanno smettere di buttare soldi dalla finestra. Non si tratta di tirar fuori denaro ma di smettere di sprecarlo.
A questo punto scatta un’obiezione: per ottenere questi risparmi dobbiamo però tirar fuori adesso soldi che non abbiamo. Per alcuni anni saremo in perdita e solo nel tempo inizieremo a vedere i risparmi, una volta ripagati gli investimenti. Ma se spendiamo questi soldi adesso, a dopodomani non ci arriviamo perché saremo morti. E allora è meglio continuare a sprecare, ma restare vivi, piuttosto che suicidarsi per un futuro che non vedremo. Un ragionamento che sembra sensato. E che invece è privo di logica.
Dove li trova Obama i soldi per l’ecologia? Li trova dal risparmio energetico, che si ottiene immediatamente.
E che è in grado di ripagare la banca che finanzia l’efficienza energetica.
Il vantaggio è talmente sostanzioso che, pagate le rate del mutuo, ti resta un 25% di risparmio in tasca.
Soldi che non hai speso per sprecare energia. Di fatto soldi guadagnati.
La finanza capitalista, da due secoli, serve alle imprese proprio per ripagare a rate gli investimenti in modo tale che siano spalmati su più anni. Si chiama ammortamento. Non è una cosa nuova. È la base dell’economia reale. E di questa sana interazione finanziaria c’è bisogno soprattutto oggi che stiamo assistendo a un drammatico crollo finanziario.
Noi abbiamo bisogno di grandi investimenti per smettere di buttare dalla finestra energia e denaro e le banche hanno bisogno di prestare soldi per investimenti sensati, non rischiosi e produttivi.
Le due esigenze si sposano perfettamente.

A questo punto resta solo un’ultima domanda: il denaro che risparmiamo è sufficiente a ripagare le rate di restituzione dei soldi prestati dalla banca, interessi compresi? E qui la risposta è meravigliosa: spalmando la restituzione su 5, 10 oppure 20 anni (a seconda delle tipologie degli interventi e dei tempi di ammortamento dell’investimento) possiamo ripagare il debito con il 50-70% del risparmio ottenuto dalla diminuzione dello spreco energetico. Non è una chimera. Si tratta di una normale operazione di finanziamento alle imprese: quando compro una macchina utensile calcolo che una parte di quel che mi fa incassare la nuova macchina vada a pagare le rate dell’acquisto e un’altra mi venga in tasca sotto forma di guadagno. E il meccanismo funziona perfettamente anche se,  invece di investire in macchine utensili per produrre oggetti, spendiamo per smettere di lasciare che il calore delle ciminiere se ne vada sprecato in cielo. Ma c’è una differenza.
Se prendo in prestito denaro per comprare una macchina che produce bottiglie mi assumo il rischio: potrei non riuscire poi a vendere tutte le bottiglie che riesco a produrre.
Se invece investo per smettere di sprecare denaro, ottengo sicuramente un vantaggio economico senza rischio. Risparmio denaro che comunque spenderei. Non ci sono di mezzo consumatori che possono comprare o non comprare le mie bottiglie.
Quindi per le banche si tratterebbe di un prestito estremamente sicuro.
Non tagliare la bolletta energetica vorrebbe dire spararsi in testa. Infatti, è fuori di dubbio che tra alti e bassi il costo dell’energia continuerà a salire ed è anche evidente che in molte nazioni il costo energetico dei prodotti e dei servizi è già oggi molto più basso di quello del Sistema Italia.
Possiamo rilanciare l’economia italiana subito, a costo zero, perché stiamo buttando via un mare di soldi.
Leggi tutto su:
http://www.jacopofo.com/investimenti-ambiente-unione-europea

Inserzione a pagamento sul Manifesto del 22 novembre 2008.
stiamo cercando di lanciare una campagna su questo tema. Riuscire a far passare l'idea della necessità economica del risparmio energetico ci sembra particolarmente urgente in questo momento di disastro economico.
La nostra speranza è che questo messaggio rimbalzi nella rete.
Grazie a tutti coloro che vorranno darci una mano.


Consigli gratis per Veltroni (e un appello agli amici del Partito Democratico)

Obama nell'ultimo faccia a faccia con il bestione repubblicano, ha detto chiaramente che gli investimenti nelle fonti rinnovabili possono essere la leva per rilanciare l'economia! Obama ha aggiunto che il settore energetico può dare 5 milioni di nuovi posti di lavoro negli Usa.
Bene! Ce ne abbiamo messo di tempo a farglielo capire ma alla fine lo ha detto.
Adesso caro Veltroni tocca a te capire questo semplice concetto: il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili sono l'unica possibilità che ha l'Italia per rilanciare l'economia.
La potenzialità di questo settore è che gli investimenti possono essere finanziati direttamente dai risparmi ottenuti. STIAMO BUTTANDO VIA CENTINAIA MILIARDI DI EURO! Una quota del risparmio ottenuto ogni anno può ripagare le banche che finanziano gli investimenti, spalmando la restituzione su una decina di anni, e ci restano in tasca da subito decine di miliardi di euro risparmiati. Non so se ti rendi conto che abbiamo 10 milioni di tetti che necessitano un isolamento termico di 10-20 centimetri e almeno 150 milioni di vetri da sostituire con quelli termici a tre strati. E poi servono nuove caldaie, sistemi di teleriscaldamento, pannelli solari eccetera eccetera eccetera (se ti serve un riassunto degli interventi necessari puoi trovarlo su http://www.jacopofo.it/jacopofo/ecologia/ecologiasubito.html, è una testo che abbiamo pubblicato 8 anni fa, ma vista l'italica lentezza a capire è di bruciante attualità).

Caro Veltroni, in questo momento hai la grande possibilità di fare qualche cosa di veramente utile per il nostro paese.
Anche se non sei al governo il PD ha comunque il controllo di alcune migliaia di comuni, decine di province e regioni.
Tutti posti dove il PD può decidere molto e prendere iniziative immediate.
In questo momento solo un piccolissimo manipolo di comuni ha iniziato a risparmiare denaro razionalizzando i consumi energetici.
Questi comuni hanno ottenuto risultati strepitosi, come nel caso di Padova, dove (tre anni fa) abbiamo collaborato a organizzare la sostituzione delle caldaie obsolete e delle lampade per l'illuminazione stradale con quelle a led, ottenendo un risparmio annuo di 1 milione e mezzo di euro!!! (Se tu lo avessi fatto quando eri sindaco di Roma avreste risparmiato decine di milioni di euro in pochi anni).
Se tu volessi potresti convincere i sindaci del tuo partito a prendere esempio da queste esperienze e imitarle celermente.
Potresti dimostrare che è possibile cambiare rotta con i fatti e inaugurare un'epoca di buon governo. Il potere dei comuni è potenzialmente immenso anche perché, vedendo i risultati che un comune virtuoso ottiene, i cittadini sono invogliati a imitarlo.
POTREBBE ESSERE L'INIZIO DELLA RIVOLUZIONE VERDE ITALIANA!!!
Possiamo cambiare l'Italia NONOSTANTE Berlusconi. CI sono le forze e le intelligenze, le conoscenze tecnologiche e le esperienze.
Perchè non vuoi farlo?
Sarebbe più esaltante di una Notte Bianca!

Per gli amici del PD
Mai come in questo periodo ho sentito, parlando con militanti e dirigenti intermedi del PD, un sentimento tanto amareggiato e deluso verso l'attuale dirigenza del PD.
Ma questi amici sono come paralizzati dall'idea che non si possa far nulla per cambiare.
Cari amici: siamo nel bel mezzo di una collasso economico epocale. Stanno saltando gruppi finanziari che fino a ieri dominavano il mondo.
I lavoratori italiani sono minacciati da un brutale restringimento delle loro possibilità economiche e sociali.
Se Veltroni non capisce la potenzialità e le necessità di questo momento perché voi non usate il potere che avete a livello locale per imporre a sindaci e assessori di svegliarsi dal sonno energetico e iniziare a far marciare la macchina in un'altra direzione?
Avete un partito molto potente e lo state buttando al cesso.
Chi pensate che sia ancora disposto a votare PD alle europee se l'unica cosa che viene fatta è un melenso piagnisteo e appello al governo perché rispetti le regole?
Perchè dovremmo votare per il PD alle europee se non vediamo nessuna azione concreta in un momento tanto drammatico.
Il PD sembra addormentato. Svegliatelo.


Cari amici del Partito Democratico, Veltroni non può salvare il partito. L’unica speranza è Filizola!

Repubblica di oggi magnifica Torraca, paesino del Cilento, dove il sindaco Daniele Filizola, ha installato i led per l’illuminazione stradale, montato pannelli solari termici e fotovoltaici, isolamento termico, risparmiando 77 mila euro all’anno solo di elettricità. In un paesino di 1400 persone!!!
E’ gente come questa che può salvare il Partito Democratico. Non certo Veltroni che i led crede che siano una roba da impianto stereo. E neanche gli altri sindaci del PD. Non l’hanno capito a Bologna, a Torino, a Napoli, a Venezia. Menti deboli. Lo ha capito invece il sindaco di Padova, Zanonato (PD), che 3 anni fa, appena eletto, ci diede l’incarico (a me e a Fauri) di sostituire lampioni e caldaie e da allora fa risparmiare ai cittadini un milione e mezzo di euro all’anno. Il team di Maurizio Fauri (esimio professore dell’Università di Trento) aveva già realizzato la piccola rivoluzione dei led a Trezzano Rosa, un paio di anni prima. Filizola l’aveva già capito 7 anni fa quando diede il via al suo progetto. 7 anni avanti a Veltroni. Ammesso che Veltroni lo capisca subito. A Roma si sarebbero risparmiati almeno 15 milioni di euro all’anno, per 7 anni: 75 milioni solo con caldaie efficienti e led. Con un intervento di razionalizzazione energetica a tutto campo quanto avrebbe potuto risparmiare Roma? Almeno 50 milioni di euro all’anno. 350 milioni di euro in 7 anni. Cari amici del Pd, dove volete andare con un ritardato tecnologico come Veltroni? Cosa ve ne fate di questo letterato quando avete geni dell’innovazione come Filizola e Zanonato?
Svegliatevi che è tardi!
Ma non è, in effetti, colpa solo di Veltroni. Il suo problema è che lui legge Repubblica. E anche Repubblica, in effetti, è arrivata tardi. Ne parlano adesso.
Quando realizzammo il progetto di Padova inviammo centinaia di comunicati stampa.
Ma Repubblica non capì che si trattava di una questione molto interessante.
All’Unità pensavano che i Led fossero ua squadra di calcio scozzese. Al Manifesto erano convinti che fosse una sottospecie dell’epatite (l’epatite Led). A Liberazione consideravano i Led un gruppo guerrigiero nato da una scissione delle Farc. Nessuno pubblicò mai una sola riga.
Letterati….


Cosa fare quando l’economia crolla e tu sei ancora vivo.

Ogni volta che sento parlare Tremonti mi viene in mente l’imitazione di Corrado Guzzanti, con lui che dice: “Povvca puttana, povvca puttana!” e non riesce a far tornare i conti.
Da un po’ di giorni Tremonti ulula che i conti non gli tornano a livello mondiale. Modestamente, alcune cime dell’economia come me e' da tempo che si sono accorti che qualche cosa non funziona. E proprio non capisco come sia riuscito a battere insigni economisti, io che non ho ancora capito le equazioni di primo grado e non sono laureato neanche in storia del mio ombelico.
La crisi economica e' da mo’ che e' qualche cosa di grosso. Grosso come diciotto transatlantici messi uno sull’altro tipo pila di transatlantici in mezzo a Piazza Duomo a Milano. Cioe', una cosa che, non vedenti esclusi, si dovrebbe scorgere a occhio nudo.
Devo dire però che se Tremonti e' lento, la sinistra italiana, da Waterloo al Movimento, passando per l’Arcobaleno (cimitero della gioventù), e' mentalmente paralizzata.
Di fronte alla crisi ormai in avanzato stato di deflagrazione, le reazioni sono a livello “girino morto”. Il massimo che si sente dire e' che il governo Berlusconi dovrebbe diminuire le tasse sui salari. Grande idea. Se tutto va bene riusciremo a ottenere una defiscalizzazione di quanto? 300 euro all’anno? Fantastico.
Ma questo liberera' dall’assillo di arrivare a fine mese per quei 20 milioni di italiani che la crisi sta impoverendo? No. 300 euro all’anno spostano poco. Inoltre questi 300 euro andranno ai dipendenti in regola che sono la fascia media dei lavoratori. Quelli che stanno peggio, chi lavora in nero, i disoccupati, i pensionati, non vedranno una lira.
E pensare che la sinistra (tutta) potrebbe cogliere l’occasione di compiere azioni che veramente sono in grado di incidere sul livello di vita delle fasce più colpite dalla crisi economica mondiale e, in particolare, dal tracollo del sistema Italia.
Esistono gia' esperienze (rare) che hanno dimostrato che si può ottenere un corposo miglioramento del tenore di vita di chi e' in difficolta'. Esistono ormai centinaia di gruppi di acquisto e banche del tempo, che funzionano bene e (come dimostrano i dati raccolti dai Bilanci di Giustizia, http://www.bilancidigiustizia.it/, gruppo d’acquisto di ispirazione cattolica) fanno risparmiare ai partecipanti un intero stipendio all’anno. Esistono cooperative per l’autocostruzione delle case. Queste esperienze trasformano il denaro speso per l’affitto in una forma di risparmio: con gli stessi soldi che pagavi per la pigione ti paghi la proprieta' della casa che abiti. Parliamo della differenza tra spendere 4-5 mila euro all’anno per l’affitto e mettere da parte questi stessi soldi.
Esistono gruppi che ottengono vantaggi sostanziosi comprando collettivamente anche auto e elettrodomestici, contratti assicurativi e bancari. Gruppi che consociano il proprio risparmio. Altri utilizzano forme di gestione avanzata dei risparmi attraverso sistemi innovativi come il prestito diretto sostenuto da Beppe Grillo (http://www.zopa.it/ZopaWeb/) che attualmente remunera al 7,2% il denaro prestato.
Esistono poi gruppi che organizzano mercatini dell’usato e del baratto che permettono di comprare senza spendere denaro ma liberandosi di tutto quel che non ti serve.
Ci sono esperienze di scambio di vestiti per bambini, carrozzine eccetera. Gruppi che insegnano a non buttare denaro per i detersivi industriali, producendone da soli di migliori, e gruppi che insegnano a risolvere meglio, spendendo meno, decine di problemi.
Potremmo avere contratti collettivi per affittare auto (car sharing) e lavatrici invece di comprarle pagando magari in funzione dell’uso che se ne fa: esperienze del genere esistono gia' anche in Italia ma sono poco diffuse.
E poi esistono migliaia di esperienze di persone che hanno ridotto del 60% le loro spese per riscaldamento, acqua, energia elettrica migliorando al contempo il confort della loro abitazione. E sono migliaia le famiglie che stanno installando pannelli fotovoltaici e smetteranno tra poco di pagare l’energia elettrica (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari).
Ma forme di economia alternativa possono anche offrirti vacanze di sogno a prezzi stracciati. Con http://www.servas.org/, un’associazione internazionale (vedi storia e consigli su http://www.utopie.it/nonviolenza/servas.htm) che permette di trovare e offrire ospitalità a viaggiatori di tutto il mondo. E' un sistema per conoscere nuove persone e nuove culture. E puoi anche far precipitare i costi dei tuoi viaggi utilizzando servizi per la condivisione delle automobili, trovando un passaggio per la tua meta in cambio di un contributo per il carburante (http://www.viavai.com/autostop/) poi ci sono siti tramite i quali i pendolari possono condividere le spese quotidiane per andare al lavoro (http://www.autostop.it/).
Ma se improvvisamente Bertinotti vedesse la Madonna (che adora la razionalizzazione e la consociazione dei consumi) e Veltroni diventasse buddista (che Budda era un fan delle coop) cosa potrebbe succedere?
Ad esempio, le Coop potrebbero vendere generi primari non rapidamente deperibili (pasta, conserve, olio, pagliette, biancheria, eccetera) con consegne a scatoloni per le famiglie di uno stesso palazzo che fanno ordinazioni collettive.
E potresti investire i tuoi soldi nella banca della Coop e avere interessi altissimi in alimenti o altri prodotti invece che in denaro (la Coop potrebbe darti interessi doppi in merce).
Ma l’elenco delle forme di risparmio e consociazione in realta' sarebbe interminabile se si usasse un po’ di creativita' spinti dal desiderio di non farsi più fregare dal consumismo obbligatorio e sprecone.
Molti disoccupati potrebbero specializzarsi nella riparazione di piccoli elettrodomestici. 
Oggi le ditte produttrici impediscono che questo avvenga, ad esempio utilizzando viti che richiedono cacciaviti particolari che non sono in commercio.
Cosi' quando il frullatore si rompe lo butti perche' spedirlo alla ditta produttrice per una riparazione costerebbe più di un frullatore nuovo.
Se qualche cosa di simile succedesse su larga scala ci troveremmo a ottenere realmente un risparmio per le famiglie che supererebbe i 3 stipendi mensili all’anno. E oltretutto avremmo un gradevole intensificarsi dei rapporti umani.
I gruppi di acquisto non sono solo un modo per risparmiare ottenendo prodotti e servizi di qualita' superiore e con maggiori garanzie. Perche' poi finisce che il contadino che vende la frutta al gruppo di acquisto invita tutti a una festa in fattoria, si canta, si balla, i bambini giocano nel verde tutti assieme e si divertono da pazzi e tu conosci nuove persone, nascono amicizie, amori, collaborazioni, eccetera. Migliora la qualita' della vita e lo stile di vita cambia in meglio. Tutta roba che abbassa il PIL ma alza l’allegria.
Di fronte a un tracollo economico probabilissimo, la sinistra dovrebbe iniziare ad ammonticchiare i sacchi di sabbia della consociazione dei consumi per alzare gli argini contro i disastri della globalizzazione degli speculatori che colpiranno il popolo.
Ma, ahime', il massimo che possiamo aspettarci nei prossimi mesi e' qualche corteo di protesta contro il cavaliere mascherato. D’altra parte se non c’avevamo i progressisti catatonici non ci trovavamo col Berlusconi tre. Tocca farsene una ragione. Il Barbarossa era peggio.
State quindi certi che nessuno tra quelli che potrebbero muoversi fattivamente, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone, fara' di più di qualche timido passetto (se lo fara').
La buona notizia e' che se il lavoro faticoso non sei capace di farlo tu, alla fine lo fa la storia.
Se fra sei mesi la situazione sara' come penso, vedrete che la gente non aspettera' le proposte della sinistra. Lo si e' gia' visto in Argentina.
Quando il sistema economico e' saltato e la gente si e' trovata con l’acqua alla gola, da un giorno all’altro i gruppi di acquisto, le banche del tempo e i mercati del baratto sono diventati lo strumento che faceva mangiare milioni di argentini.
Folle enormi di persone si ritrovavano nelle piazze e potevi pagare un taglio di capelli (li' in piazza, su una panchina) con uova, una lezione di matematica con i calzoni di papa' e la riparazione del tubo del lavandino con una torta o una lezione di tango sulla pubblica via. E c’erano gli operai che mandavano avanti le fabbriche fallite in autogestione, dopo averle occupate, che andavano a barattare in piazza i loro prodotti e i contadini che venivano da fuori citta' che scambiavano cipolle con gasolio per i trattori.
Certo, se partivamo a farlo 30 anni fa era meglio. Ma che ci vuoi fare… Comunque noi italiani siamo lenti ma quando ci svegliamo andiamo di corsa. Guarda cos’e' successo con i telefonini. Eravamo gli ultimi in Europa e adesso ne abbiamo poco meno dei Finlandesi (che ne hanno 3 a testa, uno lo usano per depilarsi o farsi la barba).

PS
Ho scritto che i gruppi di acquisto, le banche del tempo e i mercati del baratto non fanno crescere il Pil. Il che e' vero ma relativamente. Il Pil (Prodotto interno lordo) e' la somma di tutti i soldi che sono stati spesi in una nazione. Quindi se scambio un calzino con un lecca lecca non faccio crescere il Pil perche' non c’e' scambio di denaro.
Ma se vogliamo essere pignoli, gli strumenti della razionalizzazione dei consumi hanno indirettamente effetti positivi sull’economia e quindi anche sul Pil.
Tanto per fare un esempio, la famiglia che oggi non riesce a risparmiare nulla potrebbe, con un bilancio arricchito dall’abbattimento dei costi, risparmiare e investire in fondi etici dedicati alle fonti di energia rinnovabile (che offrono ottimi tassi intorno al 6% annuo e livelli di rischio nulli) e quindi finanziare uno sviluppo in questa direzione che a sua volta diminuirebbe la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, quindi agirebbe da una parte sulla Bilancia dei pagamenti con l’estero e dall’altra sul costo energetico dei prodotti italiani e quindi renderebbe più competitivi i nostri prodotti portando a un rafforzamento delle esportazioni e infine a un aumento del Pil. Quindi se e' vero che direttamente la razionalizzazione e la consociazione dei consumi non fa alzare il Pil e' anche vero che libera risorse. Se diminuisco dell’80% i miei consumi energetici creando un sistema di quartiere di teleriscaldamento, ho più denaro per acquistare prodotti e servizi.
I combustibili fossili sono un prodotto che genera una filiera di vantaggi molto corta: guadagnano i petrolieri che usano il denaro ottenuto per speculare in borsa. Solo una piccola quota del denaro rientra in circolo nell’economia produttiva. Ben diversa e' la lunghezza della ricaduta di prodotti come patate, scarpe, musica che generano ricchezza che viene reinvestita maggiormente nella produzione e meno nella speculazione.

Jacopo Fo

Fonte imm


Efficienza energetica

Il 4 luglio e' ufficialmente entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 115 del 30 maggio 2008, sull'efficienza energetica.
Tra le novita' più importanti segnaliamo che non serve più presentare in Comune la DIA (Denuncia di inizio attivita') se gli impianti solari o termici vengono installati aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda. Stessa esenzione per singole pale eoliche alte fino a 1,5 m e con diametro non superiore a 1 metro.

(Fonte: http://www.scienzaegoverno.org/n/045/045_05.htm)


L'AUTO AD ARIA COMPRESSA è ARRIVATA!

Sta per arrivare sul mercato l'auto ad aria compressa inventata da Négre.
La produce Mdi (www.mdi.ne). In India ha comprato i diritti per quest'auto Tata Motors, una delle maggiori aziende asiatiche di automobili. L'auto, in versione city car, sarà venduta in Francia all'inizio del 2009 a un prezzo incredibile: a 3500 euro. Cento chilometri con un euro. (Per leggere tutto clicca Leggi tutto in fondo. Ci sono 4 video, due in francese, due in inglese)

IN INGLESE

IN FRANCESE.

Négre spiega che è possibile comprare i diritti per diventare concessionari di zona e impiantare una fabbrica. In Italia ci sono ancora aree commerciali libere. Se hai 8 milioni di euro fammi una telefonata.

Cito da: http://oknotizie.alice.it/go.php?us=198010a8e9b12a1d

Automobile rivoluzionaria che funziona ad aria compressa. 1,5 euro per fare 200 km! (QUESTO DATO NON CORRISPONDE A QUELLO DATO NEL PRIMO VIDEO IN FRANCESE. 1 euro per 100 chilometri nda)

BBC News ha segnalato che una società francese ha messo a punto un'automobile ecologica, che funziona ad aria compressa. India's Tata Motors ha già cominciato la produzione e l'auto sarà in vendita in Europa e in India entro la fine dell'anno. L'automobile ad aria, chiamata anche Mini-CAT o City Cat, può essere rifornita in pochi minuti da un compressore d'aria da stazioni appositamente attrezzate e può percorrere 200 km con 1,5 euro. La velocità massima sarà di oltre 110 km/h e il costo del veicolo a partire da 7000 $. La vettura dispone di una carrozzeria in fibra di vetro e di un rivoluzionario sistema elettrico che è completamente controllato dal computer. E' alimentato dall'espansione dell'aria compressa, senza usare nessun tipo di combustione, e il gas di scarico è completamente pulito e fresco, tale da essere usato per il sistema interno di aria condizionata. Tata Motors è nota per il suo interesse in materia di innovazione e nel 2000 aveva già messo in vendita l'autobus ad aria compressa. Si sta attualmente lavorando alla produzione su scala mondiale di quest'auto, che sarà quasi per il 100% in plastica e sarà venduta in India per circa 2500 $. Tata è adesso in piena espansione nel mercato mondiale e promette bene per tutti i tipi di applicazioni ecologiche.


La Prius fotovoltaica

Entro la primavera del prossimo anno la giapponese Toyota lancera' sul mercato un nuovo modello della celebre ibrida Prius.
Sara' la prima auto commerciale dotata di pannelli solari fotovoltaici, installati sul tetto e in grado di soddisfare parte del fabbisogno energetico della vettura (riscaldamento, aria condizionata, alzacristalli elettrici).
Pare si possa arrivare a un risparmio di benzina tra il 17% e il 29%.
(Fonte: Buonenotizie.it)

La Prius coi pannelli fotovoltaici

Fonte imm