Salute e Benessere

Crampi allo stomaco? Mal di testa? Una nuova cura azzera questi malanni!!! (e e' gratis)

L’Universita' di Harward non ha certo bisogno di presentazioni. E quindi ottiene una certa credibilita' il professor Sigfrid Hersillon quando presenta, con l’avvallo della medesima, uno studio che dimostra che chi soffre di crampi allo stomaco e mal di testa ha, nel 67% dei casi, un profilo psicologico e comportamentale incredibilmente simile.
L’idea di Hersillon e' che alcuni tra i malanni più diffusi potrebbero essere curati intervenendo sul comportamento delle persone proprio perche' esiste una correlazione provata, nel 67% dei casi, quindi non in tutti, con alcuni meccanismi comportamentali.
La cura che Hersillon propone e' molto particolare: intensificare i rapporti sessuali (almeno 21 al mese, non avendo un partner si possono conteggiare anche rapporti autoerotici), ricevere almeno due massaggi di 45 minuti alla settimana, fare almeno due massaggi alla settimana (scambiandoseli non c’e' nulla da pagare) regalare qualche cosa di bello a una persona ogni giorno (valgono anche mazzetti di fiori raccolti nei prati o sveglie telefoniche gentili).
Infine il ricercatore prescrive ai suoi pazienti di iscriversi ogni mese a un corso di qualche cosa e poi, finito il mese, lasciare quel corso e passare a un altro: lo scopo e' quello di poter partecipare almeno una volta al mese a una festa con gente nuova e avere la possibilita' di chiacchierare per almeno 40 minuti con una persona nuova ogni settimana.


NON FARE IL PROF REAZIONARIO! L'anno prossimo porta i tuoi allievi in gita a Alcatraz

Gentile insegnante
Perché non proponi ai tuoi allievi un’esperienza completamente diversa per la prossima gita scolastica?

La Libera Università di Alcatraz propone da 20 anni gite scolastiche incentrate sulla didattica ambientale, sulla scoperta dei sapori naturali, le percezioni, il teatro e la scrittura creativa.
Quello che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi è la passione di imparare.
E lo facciamo proponendo alle scuole programmi aperti, fatti su misura.

A Alcatraz si mangia divinamente, i cibi sono biologici con menù studiati apposta per dimostrare ai ragazzi che le cose che gli piacciono possono essere molto più buone se sono cucinate con prodotti di alta qualità.
Possiamo stupire i vostri allievi e cucinare hamburger e patatine fritte in olio extravergine di oliva biologico, con salsa di ketchup biodinamica e maionese biologica e convincerli istantaneamente che la cucina di qualità è migliore del fast food.
Oppure possiamo proporre un viaggio nei sapori più sfiziosi delle cucine di molti popoli facendo scoprire che non c’è solo la pasta al pomodoro.

Ad Alcatraz gli insegnanti non sono sottoposti allo stress tipico della gita. Qui non ci sono i pericoli che potete incontrare in un albergo in città: nessuno scappa perché non c’è nessun posto dove andare per chilometri. Siamo in mezzo alla foresta, tutto è più tranquillo.
E se le nostre proposte culturali non vi bastano siamo a 25 chilometri da Perugia e Gubbio, 35 da Assisi e intorno ad Alcatraz ci sono decine di piccoli gioielli medioevali: castelli, abbazzie, chiese e paesini fortificati.

ARGOMENTI DELLE LEZIONI PROPOSTE
Potete scegliere all’interno di un menù di proposte:
Escursioni nel bosco (Angelo Airaghi)
Riconoscimento delle piante (Angelo Airaghi)
Alimentazione naturale (Jacopo Fo)
Yoga demenziale (Jacopo Fo)
Giocoleria (Corrado Fusto)
Arte Zen, pittura, (Eleonora Albanese)
Scrittura Creativa (Jacopo Fo)
Teatro, mimo e recitazione (Jacopo Fo)
Canto e impostazione della voce (Eleonora Dal Bosco)
Giochi di relazione (Gabriella Canova)
Tecnologie ecologiche e risparmio energetico (Jacopo Fo)

Se vi interessano argomenti diversi possiamo vedere se siamo in grado di soddisfarvi. La Libera Università di Alcatraz ha rapporti con decine di insegnanti di provata esperienza in decine di settori.

Per programmare la vostra venuta a Alcatraz e il programma delle lezioni potete contattare Giuliana Costantini: 075 9229911
info@alcatraz.it


L’autoascolto può far male?

Pratichi discipline psicofisiche? (yoga, ci kung, bio danza, arti marziali ecc.) Ti occupi di terapie alternative?
Questo articolo riguarda la tua salute. I laboratori segreti di Alcatraz hanno scoperto una nuova insidiosa sindrome.

Una delle grandi scoperte della controcultura post ’68 e' stato l’ascolto delle sensazioni del corpo.
Può sembrare un’affermazione azzardata. Qualcuno obiettera' che gli esseri umani hanno ascoltato sempre le proprie sensazioni. E questo e' sicuramente vero.
Ma solo la cultura degli ultimi decenni ha messo al centro di tutto l’ascolto di se'.
Per provare questo mi basta far notare che nella nostra lingua manca addirittura una parola forgiata dal linguaggio comune, che indichi l’azione di ascoltarsi, tanto che si sono coniati solo recentemente goffi neologismi come PROPRIOCEZIONE o AUTOASCOLTO.

Sono assolutamente convinto che la capacita' di ascoltare se stessi sia un elemento essenziale del benessere psicofisico e della crescita interiore.
Sono 30 anni che traggo piacere e informazioni preziose da questo ascolto. E più ascolto, più conosco il mio corpo, i miei movimenti, il mio respiro.
E in effetti l’ascolto di se' e' la porta di tutta l’esperienza umana, tutto ciò che percepisco dell’esterno mi arriva non direttamente ma ricostruito attraverso le sensazioni interne.
Io sento il mondo esterno attraverso i sensi che sono allocati internamente.
Io non vedo il mare. I miei occhi trasformano l’ineguale rifrarsi della luce sul mondo in segnali elettrici che attraverso il nervo ottico giungono al cervello. Qui vengono trasformati in un modello del mondo esterno. E io aggiungerei che questa ricostruzione in effetti e' solo parzialmente un’immagine. La mente crea un insieme di SEGNI intimamente legati a sensazioni: guardo il mare e VEDO impastate nelle onde le sensazioni di tutti i bagni che ho fatto.
Si tratta di un aspetto centrale della nostra percezione che finora non e' stato tenuto nella giusta considerazione.
Quando io guardo il mare e mi emoziono, ciò avviene perche' io ri-sento TRIDIMENSIONALMENTE, con tutti i sensi, tutto ciò che e' associato alla mia esperienza con il mare.
Le persone che non si emozionano davanti al mare sono molte e solo recentemente si sta diffondendo l’idea che questa frigidita' emotiva sia una disfunzione della percezione di se'.
Queste persone che non si emozionano, non si innamorano, non riescono a trarre piacere dalla contemplazione nelle sue mille forme (arte, amore, gioco, cooperazione) soffrono di mancanza di autoascolto. Se non sei capace di ascoltarti profondamente, ti sfugge tutto un livello delle percezioni. Non hai identificato l’immensa diversificazione delle sensazioni minute, sottili, del tuo corpo. Non guardi in quella direzione (verso il centro di te) e quindi non identifichi i microtuffi al cuore, i piccoli blob allo stomaco, i fruscii irregolari del cuore. Classifichi tutto questo minuto fiorire di piccole sensazioni come un RUMORE DI FONDO privo di interesse e quindi ignori tutto tenendo basso il volume delle percezioni.
Milioni di esseri umani non hanno mai messo tutta la loro attenzione nell’ascolto totale della sensazione della mano che semplicemente sta appoggiata, ferma, morbida, in ascolto sulla pelle calda della persona amata. Perche' questa sensazione prenda corpo nella tua mente e' necessaria una scelta, un interesse, la comprensione della centralita' di questa esperienza nella vita.
Io voglio ascoltare la sensazione che il corpo della persona mi da' a prescindere dalla sequenza dell’atto sessuale. Voglio ascoltare il suo corpo perche' sono curioso della magica unicita' della sensazione che lei mi trasmette. E so che ascoltando e crogiolandomi in questa sensazione, amplifico addirittura il volume della vita che vivo in ogni istante. Più ascolto, più vivo!

L’impegno essenziale al quale mi sono dedicato negli ultimi 30 anni e' stato proprio questo: vivere di più ogni istante ascoltando il più possibile.

Ma ad un certo punto mi sono reso conto che c’era qualche cosa che non andava.
E devo ringraziare le mie preziose emorroidi per avermi dato un segnale robusto: sono state un campanello d’allarme che non potevo ignorare.
Ed ecco cosa ho scoperto.

Quando ascolto me stesso posso cadere in un grave errore, una sorta di autismo endogeno.
Sostanzialmente mi ascolto, scopro che e' gradevole e via via divento sempre più bravo ad ascoltarmi. Diventa il mio rifugio, la mia droga.
Ascolto solo verso l’interno.

Infatti anche nell’autoascolto ci sono due possibilita': ascoltare in modo chiuso o aperto verso l’esterno.
Mi rendo conto che si tratta di una frase un po’ ostica da capire ma non trovo modo migliore di esprimermi.
Comunque provo a dare qualche altro elemento.
Abbiamo detto che mentre percepisco l’esterno in realta' ascolto l’interno di me stesso.
Ma comunque questa funzione di ascolto esterno caratterizza un’area della mente (un sistema di funzioni) che potremmo indicare come IL MONDO ESTERNO DENTRO DI ME. Quando io ascolto me stesso lo posso fare in qualche modo chiudendo l’area dell’ascolto interno tipo bozzolo oppure mantenendo un flusso verso l’esterno, cioe' facendo vibrare le sensazioni interne insieme a quel che intanto ascolto all’esterno.
Quel che io facevo era di CONTRARMI  in qualche modo mentre ascoltavo le sensazioni interne impedendomi cosi' di ascoltare contemporaneamente quelle esterne. Per me l’autoascolto era diventato un modo per NON ascoltare il mondo esterno, quindi non coinvolgere l’area del cervello che se ne occupa. Fino a qui potrebbe sembrare un discorso solo cervellotico se non fosse che nel momento in cui ho iniziato a ascoltare le sensazioni interne senza chiudermi a quelle esterne ho notato un immediato rilassarsi di una serie di contrazioni che non riuscivo a sciogliere.
E le mie emorroidi hanno beneficiato di un grande miglioramento.
E registro che questo autismo dell’autoascolto da eccesso di yoga e simili, ha vari corollari.
Ad esempio, la sopravvalutazione del lavoro sull’area del bacino, rispetto a quella collo/spalle, quasi fosse nel basso ventre/sesso che risiede questo se' che andiamo ad ascoltare in modo esagerato.
Ugualmente spesso si privilegiano gli esercizi respiratori incentrati sull’impegno dell’area del basso ventre. La stessa cosa possiamo dirla a proposito di molti esercizi sulla voce: si spinge troppo verso il basso e si privilegiano le note e i toni bassi.
Non mi stupirei se una statistica registrasse una forte presenza di disturbi legati a troppa pressione nell’area inferiore del corpo tra i praticanti occidentali di tecniche psicofisiche orientali.

E noto anche quanto sia diffusa negli ambienti new age una tipologia umana che fa della ricerca interiore un sistema per fortificarsi contro il dolore e le delusioni, mettendo se' stessi al centro di tutto invece di ricercare la collaborazione e la convivialita'.

E potremmo aggiungere che lo schema stesso guru-allievo e' strutturato intorno a questa forma di attenzione smodata verso l’interno/comunicazione unidirezionale.

Mi fermo qui perche' se mi hai preso per pazzo e' inutile che continuo, se hai inteso quel che voglio dire ho detto abbastanza.
 
Jacopo Fo

Fonte immagine
http://www.bobartlett.com/paintings/images/oil/water/ishmael.jpg
http://blog.libero.it/oscuroebuio/


SOFFRI DEL MORBO DEL MUSONE SOLITARIO?

SE NON TI VEDI MAI CON NESSUNO, SE I TUOI AMICI SI CONTANO SULLE DITA DELLA MANO DI UN FALEGNAME DISTRATTO, SE L’ULTIMA VOLTA CHE HAI VISTO PIU' DI 5 PERSONE TUTTE INSIEME E' STATO IL V2-DAY ALLORA HAI UN GRAVE PROBLEMA.
SEI UN ESSERE SOLITARIO. E NON E’ UNA COSA AFFASCINANTE, E’ UNA MALATTIA.

La domanda semplice che ti permette di diagnosticare quanto tu sia vittima del morbo e': sei tu che vai verso gli altri o sono gli altri che devono venire verso di te?

L’atteggiamento solitario e' una malattia gravissima che ne' medici ne' psicologi “ufficiali” riconoscono e che pochi tra i terapisti alternativi hanno “fotografato”.

Parliamo della non capacita' di passare del tempo a parlare con altre persone.

PUNTO UNO: perche' e' UNA MALATTIA GRAVE. Psicologica e fisica.

Si tratta di una malattia molto più diffusa di quel che si crede.
Ma molti potrebbero non essere d’accordo con questa affermazione.
STARSENE DA SOLI E’ ADDITTURA CONSIDERATO UN SEGNO DI EFFICIENZA E FORZA!
Ma si tratta di un grave errore di valutazione.
Siamo esseri sociali, per milioni di anni la vita dei nostri antenati ha ruotato intorno alla collettivita' della tribù. La nostra intelligenza, il nostro linguaggio, la nostra capacita' di creare arte, ridere e amare sono derivati della vita sociale. Abbiamo bisogno di parlare con le altre persone. E’ una banalita' che viene poco considerata in campo clinico. Quasi nessun medico ordina a un paziente di iscriversi a un corso di salsa o di scrittura creativa. E questo e' molto grave.
La mancanza di contatti umani, di scambio di opinioni, di chiacchiere futili, convivialita', gioco, sono un disturbo dell’anima che ha forti effetti sul fisico.
E’ ormai noto che i comportamenti giocosi e creativi, l’ascolto delle sensazioni piacevoli e il ridere, provocano la produzione di dopamina e di altre sostanze essenziali per il benessere.
Ed e' stato stradimostrato che l’umore e le emozioni hanno un effetto immediato sul sistema immunitario. Un bacio di dieci minuti devasta i virus meglio degli antibiotici.

PUNTO DUE: LE RAGIONI

Non voglio qui fare un trattato sulla tristezza e le ragioni che ci spingono a comportamenti autolesionisti. E’ chiaro però che una persona che non e' capace di trascorrere una quota considerevole della propria vita godendo del rapporto con gli altri ha subito un grande trauma.
Ma al di la' dei traumi passati vi sono alcuni modi di vedere che cementano l’incapacita' di comunicare:

-- Paura di raccontarsi: ma checcavolo hai fatto nella vita per pensare che non sia conveniente raccontarla?

-- Avarizia: raccontare di se stessi vuol dire dare qualche cosa agli altri.

-- Senso di inferiorita': la mia vita e quel che penso sono privi di interesse. Percheccavolo pensi che la tua vita non valga la pena di essere raccontata?
Se una straordinaria unicita'!

-- Paura degli altri: se uno viene a farti una domanda lo fa solo per farsi i cazzi tuoi.

-- Disinteresse: sono tutti coglioni cosa ci parlo a fare?

-- Mancanza di tempo: ho cose più urgenti da fare che perdere tempo a chiacchierare!

Credo che se una persona riflette su queste idee può capire facilmente che si tratta di trappole mentali.

PUNTO TRE: PARLARE E’ INDISPENSABILE PER LA PROPRIA VITA!

Chiacchierare con le persone, aprirsi, raccontarsi, ascoltare i racconti, condividere emozioni e sogni, giocare, sono cibo per la nostra anima. Di fronte alla morte e al dolore tutto il resto perde importanza e significato.
Ma l’amore, l’amicizia, il gioco e il ridere restano valori, motivi per i quali ha avuto senso vivere. Anche in punto di morte.
Dedicare un posto fondamentale nella nostra vita ai rapporti con gli altri non e' solo piacevole e l’essenza della vita. E’ anche necessario!
Hai bisogno che la gente sia partecipe della tua gioia. Condividerla la amplifica e la rende più efficace come medicina.
E ne hai doppiamente bisogno quando una malattia o un lutto ti colpisce. Affrontare questi momenti tragici da soli e' terribile.

Speriamo che queste parole ti inducano a aumentare la tua tensione verso gli altri.
All’inizio può sembrare difficile. Ma poi e' come l’eroina: non ne puoi più fare a meno.
E a differenza dell’eroina la comunicazione con gli esseri umani fa bene, e' legale e arricchisce la tua vita.
Per iniziare a godersi questa droga naturale e' sufficiente guardare un essere umano e pensare: “Questo e' un meraviglioso, unico esemplare di una specie fantastica e io ho l’incredibile opportunita' di sapere qualche cosa di lui!”
(Non devi assolutamente pensare: “UN ALTRO ESSERE UMANO! CHE PALLE CE NE SONO MILIARDI E SONO TUTTI STRONZI”)
Trovare qualcuno con cui parlare e' facile, porca miseria, smetti di dire che non e' facile, vai li' e gli fai una domanda.

PUNTO QUATTRO: CONTRO IL GOVERNO DEI CENSORI lanciamo una campagna di intensificazione dei rapporti umani.

Per chi non lo avesse ancora capito esiste un rapporto diretto tra la possibilita' di Schifani di rompere i coglioni a Travaglio e il numero di italiani che si abbracceranno nelle prossime 24 ore.
Non credere ai parametri della vecchia politica:
AMARE E’ RIVOLUZIONARIO!
Ti invitiamo a pubblicare sul tuo sito questo appello:
PARLA CON UN ESSERE UMANO!
E’ PIU’ AFFASCINANTE DI UN PANDA!

Jacopo Fo


Brainiac, la trasmissione di Discovery Channel, sbaglia i conti sul cervello!

Il noto e simpatico Jonathan Tickle, conduttore televisivo britannico, ha preso un grosso granchio che ci permette di riflettere sulla lentezza con la quale si diffondono le scoperte scientifiche.
Tickle ha ripetuto uno storico esperimento sulla velocita' della mente: si tratta di prendere al volo una penna biro (nel disegno una variante con una banconota, il tempo di caduta sulla distanza di pochi centimetri e' uguale). Questo esperimento dimostra che il tempo minimo di reazione del cervello e' in realta' notevole, superiore al tempo di caduta di una biro.
Avevo gia' visto questo esperimento in tv, circa 25 anni fa. Un centinaio di spettatori venivano invitati a fare l’esperimento e nessuno ci riusciva. Più prova scientifica di cosi'!
E invece si trattava di suggestione. In quanto tutti sono capaci di afferrare la banconota al volo. Ma se in tv un professorone ti dice che non sei capace ci credi e non ci riesci.

Quando vidi questo esperimento per la prima volta stavo studiando arti marziali e in particolare l’incredibile velocita' di alcuni maestri.
Provai quindi ad applicare le tecniche della visualizzazione a questo esperimento e riuscii subito a prendere l’oggetto al volo (senza muovere la mano).
L’errore degli scienziati e' che sono solo i riflessi razionali a essere lenti ma se usiamo i nostri riflessi istintivi non ci sono problemi perche' sono 5 volte più veloci. Tant’e' che se usi la mente non razionale le dita si schiudono quando la banconota e' caduta solo per un quinto della sua lunghezza.
Riuscirci e' facilissimo: basta dedicare una frazione di secondo, prima dell’esperimento, a visualizzare la sensazione di avere gia' preso la banconota, la sensazione delle dita che stringono la carta (o la penna). La visualizzazione deve contenere anche la sensazione di trionfo e vittoria per aver preso la banconota. I riflessi istintivi infatti vengono attivati dall’emozione.
Senza emozione non succede.
L’altra cosa importante e' che dopo la visualizzazione e' necessario che la mente razionale si metta nella posizione del testimone, cioe' stia a guardare senza fare nulla. Lo so che sembra un discorso assurdo ma funziona cosi'. E’ esattamente la stessa situazione che viviamo quando siamo soprappensiero e stiamo guidando. Se lungo la via appare un ostacolo schiacciamo il freno prima di pensare: “Devo frenare.”
E’ una reazione conosciuta, viene chiamata “riflesso condizionato”. Quel che succede nel nostro esperimento e' che si costruisce un riflesso condizionato con una visualizzazione emozionata che dura meno di un secondo (non bisogna assolutamente CONCENTRARSI sennò si ottiene l’effetto contrario, si impegna la mente razionale e si diventa più lenti).
Dopo un po’ di tempo che ci si allena a questo gioco si scopre che si sente proprio una sensazione diversa quando si usa il cervello non razionale e che ricordando questa sensazione si entra istantaneamente nella condizione nella quale lavora la mente non razionale e si e' velocissimi.
Sono 25 ani che insegno questo gioco a studenti delle scuole superiori e medie in gita, pensionati, soci di cooperative di muratori, studenti di psicologia, allievi dei corsi di yoga demenziale eccetera. Ci riescono tutti!
Ma ancora c’e' gente che crede a queste fanfaluche pseudoscientifiche sul cervello.
Ovviamente sono disposto a dimostrare quanto dico in qualsiasi momento.

Per maggiori dettagli su questo e altri falsi sulla mente vedi: La Rivoluzione Pigra, manuale definitivo di Yoga Demenziale (http://www.jacopofo.com/?q=node/1531).

Jacopo Fo