Salute e Benessere

ELEONORA AMORE MIO

Eleonora, amore mio, sono stato costretto a aprire questo spazio perché i miei amici e le mie amiche vogliono proprio dirti spontaneamente quanto secondo loro io sono innamorato di te. Oh Eleonora!

Eleonora, dolce fiore, vorrei che tu sapessi che il mio cuore batte per te. Che non esiste nulla come l’abbraccio delle tue braccia. Mi piacciono le tue braccia.
Tesoro,
vorrei che tu sentissi
la perturbazione della mia anima quando ti vedo al mattino
e mi dico:
che colpo di culo
ho avuto
a incontrarti
che se la tua amica Paola non ti diceva di venire a fare il corso alla Locanda del Gallo, e io non ti incontravo….
Sarebbe bastato un niente.

Invece no.
E poi abbiamo scoperto che avevamo un mare di pensieri a metà. E tu avevi l’altra metà.
Dei miei gesti.
Aderisco così bene alla tua pelle morbida.
Sembriamo fatti apposta.
Ti amo.
Tantissimo.


AMORE SOLIDALE

Chiedo aiuto sentimentale, disposto contraccambiare.
Carissimi, ci sono dei momenti, nel più felice dei matrimoni, che bisogna fare qualche cosa per stupire la donna che ami. E’ una legge essenziale dei rapporti d’amore. Allora ho pensato che potrei fare a Eleonora una sorpresa. E ho pensato che su questo blog c’è tanta gente simpatica che sicuramente sarebbe disponibile a aiutare un’altra persona a corteggiare la donna che ama. Se mi dai una mano ti prometto di offrire anche a te questo spazio per lanciare appelli all’aiuto per la tua storia d’amore e mi impegnerò in prima persona nell’aiutarti a portare a compimento un tuo progetto di giocoso corteggiamento. Saresti disponibile a inviare a Eleonora un messaggio in cui le dici che mi hai incontrato e che abbiamo parlato e che volevi proprio dirle che io sono molto innamorato di lei e che dico sempre cose meraviglose sul suo conto?
Allora ti do un po’ di informazioni. Io e Eleonora ci siamo conosciuti 13 anni fa ed è stato un colpo di fulmine. Io facevo lezione a un corso di fumetto organizzato da Angese alla Locanda del Gallo, quando da dietro altri studenti seduti lungo un tavolone di grandi dimensioni, spunta una testa nera e riccioluta e un viso abbagliante che mi dice che sto dicendo sciocchezze perché l’arte non ha bisogno della politica per essere spiegata.
Sono passati 13 anni, abbiamo una figlia, i suoi occhi sono pezzi di cielo gettati sulla foresta
E a volte quando la guardo mi manca il respiro,
ho visto il suo viso con il sole e con la pioggia e ho deciso che voglio vivere insieme a lei.
OK.
Per quanto riguarda i dati tecnici possiamo esserci incontrati a Alcatraz, praticamente sempre, o a Roma al V-Day, oppure anche il 16 ottobre. Io pubblico sul mio blog un post intitolato: “Eleonora, amore mio, sono stato costretto a aprire questo spazio perché i miei amici e le mie amiche vogliono proprio dirti spontaneamente quanto secondo loro io sono innamorato di te. Oh Eleonora”. Bene. Mi affido alla vostra fantasia. Siate toccanti.
A buon rendere. Jacopo

PS
Ogni gesto compiuto per aiutare un amore a riempirsi di passione è un atto rivoluzionario che cambia concretamente i rapporti di forza tra il bene e il male.

Grande frase. E’ mia.

PPSS
Fra poco, ovviamente questo post sarà rimosso.


Tumore al seno solidale

Ricevo questa richiesta di aiuto.
Avete informazioni su quali siano le migliori strutture in Italia per curare il tumore al seno?
Avete altri consigli da offrire? Esperienze da condividere...
Credo che condividere le proprie esperienze esistenziali sia un atto rivoluzionario di solidarietà umana. Una cosa che fa bene a chi la fa e a chi la riceve, anche dal punto di vista della salute. Per questo tengo molto a questi spazi di condivisione... Ringrazio tutti per l'aiuto.

"..........
In questi giorni hanno diagnosticato a mia mamma (56 anni) un tumore maligno bilaterale al seno con interessamento dei linfonodi ascellari (lato destro) .Fortunatamente la lesione linfonodale pur superando i due centimetri di diametro al momento è composta da cellule non invasive e questo ci ha un pò tranquillizzato per quanto riguarda la presenza di eventuali metastasi! Siamo in attesa di un ultimo esame (risonanza magnetica) ma il protocollo che I medici ci hanno preventivato è quello della chemio seguita dall operazione e quindi radioterapia.

Ora devi sapere che 9 anni fa abbiamo perso mio padre per un tumore al retto (con metastasi al fegato)...insomma...purtroppo abbiamo provato sulla ns pelle l inutilità dell operare della medicina ufficiale quando si tratta di tumori non calcificati, non ben delimitati, quelli, per farla breve, non risolti totalmente dalla sola chirurgia!...........

Ecco la mia risposta:
Caro ..........
mi dispiace per la situazione di tua madre.
E capirai che è proprio difficile dare consigli in questi casi.
Anche se le terapie convenzionali danno risultati solo in certi casi non mi sento di consigliarti di abbandonarle. Non ho notizie di nessuna terapia alternativa che faccia miracoli.
Le terapie alternative sono potenti come cura aggiuntiva, rafforzativa. Come lo sono le condizioni psicologiche del malato. Ma sinceramente, pur utilizzando le terapie naturali se si trattasse di mia madre non rinuncerei alle terapie ufficiali perché, allo stato attuale sono le più promettenti in casi di questa gravità. Certo a un certo punto uno può ragionare sui pro e sui contro della situazione se le cure prospettate dai medici sono troppo invasive... Ma insomma non sono questioni facili da affrontare se uno c'è dentro... Parlare sapendo ben poco sarebbe folle.
Comunque credo che la cosa che farei al tuo posto sarebbe innanzi tutto di sapere quali sono i centri di eccellenza per questo tipo specifico di tumore, dove cioè stanno sperimentando le terapie più avanzate. Sapere dove farsi curare è essenziale proprio per non finire nei protocolli di rutine e ottenere invece le cure migliori, specifiche per quel particolare tipo di tumore. Da quel che so i tumori al seno sono di diversi tipi...
In Italia lo scarto tra un ospedale e l'altro è a volte abissale. E credo che parlando con i medici e cercando su internet tu possa trovare consiglio. Da parte mia quel che posso fare è pubblicare un appello sul blog per ottenere informazioni da qualcuno che ci è passato.
Lo faccio subito ovviamente togliendo il tuo nome e cambiando i riferimenti. spero che qualcuno ti risponda dandoti più notizie.
Un abbraccio e auguri. E tieni conto che ogni tumore è diverso dall'altro e che per quanto la situazione sia grave si può sempre sperare. E sperare fa bene. Spesso le diagnosi sono più pericolose delle malattie... se creano la resa psicologica...
Ciao
Jacopo Fo


La maggioranza dei ricchi non capisce niente del lusso

Quella che vedete qui sotto e' la migliore coperta possibile. Ed e' progressista.
E fra poche righe spieghero' perché.
A qualcuno sembrera' strano che mi occupi di un argomento cosi' vacuo come la qualita' delle coperte. Proprio in questo momento, nel quale la finanza mondiale sta crollando, non ho di meglio di cui parlare?
Invece il confronto di qualita' tra le coperte e' essenziale.

Imbottite di bambagia di seta pura

I mercati crollano perché non capiscono un cazzo della qualita'. Oggi potete comprare una coperta o un piumone per cifre astronomiche.
Sicuramente c’e' qualche manager di Wall Street che si e' bevuto miliardi di dollari passando le notti sotto trapunte pagate 10mila dollari. E’ sempre successo che i ricchi volessero il meglio. Ma e' una novita' storica che i miliardari oggi non comprino i prodotti piu' confortevoli ma solo i piu' cari.
Ricchi ma fessi. Tempo fa me la sono presa con un nuovo prodotto: lenzuola di cachemire da 3 mila euro. Una stronzata perché dormirci dentro e' tutt’altro che confortevole. Inoltre la lana a contatto con la pelle favorisce le infezioni cutanee. Il cotone e' meglio e costa 100 volte meno. Al massimo possiamo discutere sul lino d’estate… Ma resto convinto che il cotone e' il massimo.
Per questa critica delle lenzuola di lana mi sono beccato una causa dalla ditta produttrice. Ho evitato di pagare miliardi di danni perché in Italia puoi dire che un prodotto fa schifo.
Ma ho capito che la questione del lusso e' un argomento molto sensibile. I ricchi generalmente si fanno fregare dalla massoneria del finto lusso. Vivono male e per questo sono particolarmente cattivi, avidi e vendicativi.
Sono incazzati perché gli avevano detto che i ricchi hanno il meglio e loro invece sotto sotto sanno che pagano milioni per delle cagate.
E’ come per le donne rifatte. Una ragazza con le tette di silicone fa la sua figura. Ed e' comprensibile che qualche ricco complessato voglia esibirne una con una misura di reggiseno strabiliante. Gente che non ama palpare veramente i seni delle donne. Perché indiscutibilmente il seno siliconato al tatto non da' la stessa soddisfazione del seno naturale. Ma comunque quest’esibizionismo della tetta della donna che hai conquistato la si puo' capire anche se non riesco a condividerla perché per me toccare le tette e' una forma di religione… Ma mi spieghi dove sta il bello nelle labbra a gommone?
Le donne con i labbroni sono indiscutibilmente piu' brutte. Ma che ci vuoi fare, va di moda, e' uno status symbol, e giu' a farsi gonfiare le labbra tanto che gli restano rigide come due salsicce…
E che dire della fiera della ristorazione d’élite?
La maggioranza dei ristoranti di lusso, incensati dalle guide gastronomiche, fanno schifo perché friggono con l’olio di semi industriale e cucinano pesante. Cibi troppo lavorati, conditi, male accostati. Ma i clienti non sono provvisti di un palato capace di cogliere la differenza tra il salmone e la salmonella. Si fidano delle guide e mangiano robaccia. Pero' si beano a consumare vini da 100 euro a bottiglia anche se, per la predetta lesione gustativa, non saprebbero distinguerli da un vino da 1 euro. Pagano una fortuna per rovinarsi lo stomaco con banalita' percettive inventate dal marketing.
I venditori di lusso sono la peggio razza. Ti vogliono convincere che una stanza in un albergo, per essere veramente di lusso deve costare migliaia di euro. Ma cavolo! Ci devi solo dormire? Che senso ha buttar via 10mila dollari per dormire una notte?
E’ chiaro che stanno approfittando di te, povero ricco.
I miliardari si fanno fregare come qualunque massaia che compra il Dash perché lava piu' bianco.
Ma la massaia magari e' analfabeta, molti ricchi invece sono pure laureati.
E poi non dovevano essere loro i signori del mondo?
Invece vivono da fessi.
Allora io credo che un punto non secondario della lotta per il progresso sia deridere il lusso finto, che e' una colonna culturale sulla quale si modella la cultura del denaro.
Credo sia molto utile smascherare il consumismo fine a se stesso. Il consumismo che si basa su una scala di valori dove l’amore, l’amicizia, il gioco e la solidarieta' non valgono niente.
Ma per arrivare a negare i valori essenziali della vita, il consumismo deve mentire su tutto.
Molte persone dotate di grandi ricchezze e potere rinunciano a costruire un mondo migliore (anche per loro, alla fin dei conti) perché sono convinte che solo questo offra la possibilita' del vero lusso a cui aspirano. Spiegargli che si tratta di un’aspirazione egoistica e' spreco di tempo. Ed e' inutile anche dir loro che vivere in un mondo senza fame e senza guerre e' il piu' grande lusso. Si fa prima a dimostrare che il vero lusso non e' quello che comprano loro a dieci volte il suo valore (poveri fessi) ma e' un altro ed e' compatibile con una societa' piu' giusta ed ecologica.
Da anni il ristorante di Alcatraz dimostra che si puo' servire la cucina migliore del mondo, biologica e fantasiosa, su tovaglie di carta, a 24 euro per un pranzo illimitato (mangi tutto quello che vuoi senza extra). E i nostri vini, tutti al di sotto dei 15 euro, non hanno paura di nessuno. E Alcatraz produce piu' energia di quanta ne consuma e controbilancia la propria impronta ambientale gestendo la trasformazione di 3 milioni di metri quadrati di boschi depauperati in boschi ad alto fusto e con la piantagione di 370 mila metri quadrati di nuovo bosco.
Questo e' il nostro lusso.
Non ne parliamo mai. E’ ora di farlo.

Inizio quindi da questo articolo a presentarvi una serie di schede sui prodotti migliori del mondo.
E parto dalla trapunta che citavo all’inizio di questo articolo.
Nel 1973, andai con i miei in Cina. Mia madre durante quel viaggio mi regalo' una coperta molto particolare. Era un’imbottita di bambagia di seta, seta non tessuta. Hai presente il cotone idrofilo? Ecco la seta che riempie queste trapunte, rivestite di cotone, e' come quella bambagia.
Si ottiene dai bozzoli del baco quando lo si lascia vivere. Quando il baco diventa farfalla rompe il bozzolo per uscire. I fili di seta non possono quindi essere utilizzati per tessere perché sono spezzati. Vengono quindi lavati accuratamente, stesi in strati sottili e utilizzati cosi', senza altra lavorazione, per formare grandi pezzi di bambagia di seta che tagliati a misura diventano l’imbottitura delle trapunte cinesi.
Si tratta di un tipo di coperta che in Estremo Oriente si usa da millenni ed e' considerata in assoluto la migliore possibile. Leggera, anallergica, non si polverizza nel tempo (non te la respiri dormendo), ha soprattutto il vantaggio di mantenere semplicemente la temperatura corporea senza scaldare. Una sola coperta e' perfetta sia in primavera che in pieno inverno. Sembra impossibile ma e' cosi'. Sono trentacinque anni che uso quella coperta che mia madre mi regalo'. Non ho mai trovato niente di meglio, niente che sia anche solo lontanamente paragonabile. Per questo quando abbiamo iniziato a costruire un negozio etico on line abbiamo inviato una persona in Cina per cercare dove fosse possibile comprarle, verificando anche le condizione di lavoro degli operai che le producono (ci piace la qualita' totale).
Da 8 anni sono diventate le coperte ufficiali dei letti della Libera Universita' di Alcatraz e le proponiamo con successo su internet. Migliaia di persone le hanno sperimentate e ci hanno confermato che sono le migliori.
La cosa divertente e' che le migliori coperte del mondo costano al massimo 365 euro e durano una vita. Le farfalle le adorano e pregano per la fortuna di chi dorme nella bambagia di seta e si veste di cotone.
Ma pochissimi ricchi lo sanno.
Poveretti.

Jacopo Fo

Nel video: Il potere dei consumatori. Le aziende sono costrette a produrre ciò che chiede il mercato. orientarsi verso prodotti etici, biologici, puliti, non inquinanti, equi e solidali potrebbe costituire una svolta nella produzione globale...

Categoria: I video di Jacopo Fo


Yoga Demenziale (ora in DVD!)

DVD corso di yoga demenziale Jacopo FoQuando sono arrivata ad Alcatraz, ormai 16 anni fa, di yoga demenziale si parlava gia': Jacopo, barba e capelli lunghissimi, sembrava un Rasputin buono. Era affascinato allora, come oggi, dai meccanismi segreti del corpo, si divertiva moltissimo a scoprire nuove sensazioni, quelle che poi avrebbe chiamato “percezioni sottili” e soprattutto lo esaltava trovare e inventare giochini divertenti che permettessero immediatamente una verifica di quanto andava affermando.
Ed eccomi allora, 35enne scettica e comunista cattiva, a cercare disperatamente di prendere mille lire al volo, a scoprire che il mio braccio si alzava da solo o che non riuscivo a piegarlo se solo immaginavo che fosse un tubo pieno d'acqua che scorreva allegramente.
Al momento ho pensato: si va beh, e allora? A che mi serve tutto questo?
Mi sono dovuta ricredere quando anni dopo, spostando dei pacchi di libri ho immaginato il loro peso e attivato la muscolatura profonda, scoprendo cosi' che facevo molta meno fatica nel trasportarli. Evviva lo Yoga demenziale!
Negli anni il corso si e' ampliato e trasformato. Sono state aggiunte altre attivita' collaterali come la giocoleria, il tai chi chuan, i massaggi in acqua calda, l’arte zen dove si impara che siamo tutti un po’ pittori, e cosi' via.
Ogni volta si e' aggiunto un pezzetto, un gioco, sempre per far verificare in pratica che il nostro corpo e la nostra mente sono degli aggeggi meravigliosi e che, come per i piu' sofisticati computer, ne utilizziamo solo una piccola parte, preferendo affidarci, per risolvere qualsiasi disagio, a pillole o guru.
Yoga demenziale: perché quello serio non ci viene bene, demenziale perché e' la risata il motore del sapere e quando si ride il cervello razionale va in corto circuito e libera le endorfine.
Demenziale perché quando la new age era all’apice ci siamo sempre rifiutati di farci coinvolgere in discorsi mistici o che delegassero a un ulteriore “altro”, si chiamasse Osho, Visnu' o Manitu', la comprensione di quanto noi stessi siamo creature meravigliose e complete.
Da anni centinaia di persone ad Alcatraz sbadigliano, si stiracchiano imparando cosi', semplicemente, la respirazione profonda. In un altro momento 5 persone massaggiano lentissimamente una sesta che se la gode. Il giorno dopo tutti bendati a scoprire che l’uva, se non la vedi, ha un sapore diverso.
Oggi il corso ha una sua struttura solida ed e' per questo che ci siamo decisi a metterlo in sei dvd, cosi' che un pezzetto di Alcatraz possa entrare nelle case di tutti.
Buon divertimento!

Gabriella Canova

Per acquistare online i dvd http://www.commercioetico.it/dvdvhscd/yoga-demenziale.htm

Per maggiori informazioni sullo Yoga demenziale vedi anche La Rivoluzione pigra, manuale definitivo dello yoga demenziale

Nel video: Tremarella, ginnastica delirante rivoluzionaria di Jacopo Fo

Categoria: I video di Jacopo Fo


Proibizionismo delirante

Proibire per alcuni e' una metodologia esistenziale. Sono convinti che proibendo il male questo scompaia. La realta' che l’esperienza pratica di questo principio ci offre e' ben diversa. Proibire comportamenti di massa non serve a un fico secco, anzi sortisce effetti contrari. Vi presentiamo in anteprima mondiale un capitolo di un libro che sto preparando con mia figlia Mattea sulle leggi italiane contro il consumo di marijuana.

Capitolo 1

Proibire le droghe e' utile?
Sarebbe bello se tutte le persone trovassero il loro equilibrio e riuscissero a dare un senso alla loro vita.
Ma cosi' non e' e molti fanno fronte al dolore di vivere utilizzando varie sostanze chimiche. Si tratta di un problema sociale e umano enorme ed e' giusto che lo Stato si impegni per arginare questo fenomeno.
La nostra convinzione e' che l’azione contro l’uso delle sostanze stupefacenti della maggioranza degli Stati sia inefficace perché profondamente irrazionale.
Innanzi tutto si fa una distinzione arbitraria tra le sostanze stupefacenti.
L’alcol e' una droga estremamente potente che come vedremo provoca ogni anno venti volte piu' morti di tutte le droghe considerate illegali e danni sociali altrettante volte piu' gravi. Negli Usa tra il 1920 e il 1933 si vieto' il consumo di alcol. Quando dopo 13 anni di proibizionismo il parlamento abrogo' questo divieto votarono a favore della liberalizzazione il 73% degli onorevoli.
Una maggioranza schiacciante. Come mai il proibizionismo fu abrogato? Semplicemente perché la maggioranza degli americani si era resa conto che produceva piu' danni dei benefici che offriva. Tredici anni di repressione durissima non avevano intaccato il consumo di alcol creando invece la necessita' per chiunque volesse bere un goccetto di finanziare il mercato illegale. La malavita statunitense si era arricchita enormemente arrivando ad avere mezzi economici tali da renderle possibile la corruzione di un numero enorme di poliziotti e giudici. Gli Usa pullulavano di locali che facevano dollari a palate mischiando alla vendita di alcol l’esercizio della prostituzione, delle scommesse clandestine, della ricettazione e di altre attivita' illegali che fiorirono prepotentemente sulla scia del commercio degli alcolici. Inoltre la giustizia americana si trovo' a mandare in prigione molti cittadini per altro probi, colpevoli solo di desiderare prendersi una sbornia ogni tanto. Infine, le bevande vendute dalla malavita erano spesso di pessima qualita', con aggiunte di ogni sorta di schifezza e questo provoco' danni alla salute dei bevitori maggiori di quelli provocati dal consumo di alcol di buona qualita'.
Alla fine ci si rese conto che continuare sulla via del proibizionismo avrebbe dato una tale forza alla malavita e avrebbe corrotto la vita pubblica americana a un tale livello che i vantaggi del divieto erano molto inferiori dei disastri che produceva.
Semplicemente e' impossibile vietare a milioni di persone di bere se desiderano fortemente farlo. E’ possibile invece convincere le persone a smettere di consumare prodotti nocivi o limitarne il consumo. Questo e' accaduto, ad esempio, con il fumatori di tabacco, da anni in costante diminuzione nei paesi occidentali, grazie a una imponente campagna di informazione, la tassazione, il divieto di vendita ai minori e la limitazione degli spazi dove il consumo e' consentito.
Anche l’informazione sui pericoli legati al consumo di alcol, anche se piu' lentamente che rispetto al consumo di tabacco, sta dando risultati.
Il numero dei consumatori di quantita' eccessive di alcol in Italia e' notevole ma in diminuzione. L’elaborazione dell’Indagine Multiscopo ISTAT 2002 “Stili di vita e condizioni di salute” effettuata dall’Istituto Superiore di Sanita' stima in circa 36 milioni i consumatori di bevande alcoliche in Italia, 20.500.000 maschi e 15.500.000 femmine; di questi il 14,2 % (7.136.000 circa) dichiara consumi alcolici eccedenti i limiti massimi indicati dalle Linee Guida per una sana alimentazione in maniera prevalente tra le consumatrici (19,1 %) rispetto ai maschi (9,2 %).”
Il numero dei forti consumatori di alcol rappresenta una percentuale del 14,4%, sul totale dei consumatori, un dato in decrescita dal 1993 quando i forti consumatori erano il 18,6% del totale. (Fonte: Sintesi della presentazione di Emanuele Scafato in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2005. Roma , 21 Aprile, Istituto Superiore di Sanita'.)
Una diminuzione di quasi un quarto delle persone a rischio alcolismo, in 9 anni non e' un grande risultato, ma e' comunque un segnale positivo, ottenuto senza utilizzare particolari divieti, grazie alla crescita della cultura del benessere e della cura del corpo. E c’e' da dire che lo Stato non si e' proprio impegnato contro l’alcolismo nonostante i terribili danni che provoca. Come vedremo in seguito, secondo i dati della relazione del governo sulle droghe, l’alcol ha provocato, nel 2006, addirittura 24mila morti. Non ci sono state campagne di informazione in tv, corsi nelle scuole ne altre iniziative degne di nota. Che cosa sarebbe successo se invece lo Stato avesse fatto il possibile per dissuadere i cittadini italiani a esagerare con l’alcol?
Secondo i dati dell’Istituto superiore della Sanita' in Italia anche il fumo di tabacco provoca danni notevoli che sono quantificati in 80mila morti all’anno circa. Anche qui osserviamo che si sta verificando una diminuzione dei consumi in tutti i paesi industrializzati. Questo grazie alle grandi campagne anti tabacco patrocinate dai media e forse anche grazie alle scritte terroristiche stampate sui pacchetti di sigarette.
Dal 2003 al 2005 grazie a questa attenzione dei media il consumo in Italia era diminuito di piu' di 10 milioni di tonnellate all’anno.
A prima vista parrebbe che in questa diminuzione del danno abbia giocato anche la bordata di divieti decisa da Sirchia nel 2005. Ma i dati del 2006 dimostrano esattamente il contrario. I divieti sono arrivati quando il consumo del tabacco stava diminuendo spontaneamente. In un primo momento questi divieti hanno accompagnato la decrescita senza incrementarla in modo particolare ma a distanza i due anni si scopre che i consumi hanno smesso di diminuire e anzi si e' registrato un aumento di un milione di tonnellate di sigarette fumate in piu'. (Fonte)
I divieti incattiviscono i consumatori e rendono piu' affascinanti le sigarette per i giovani? Sembrerebbe proprio di si'.
Il proibizionismo non paga.

Gli psicofarmaci fanno molto male ma nessuno penserebbe mai di vietarli.
In farmacia sono legalmente in vendita centinaia di tipi di droghe estremamente potenti, capaci di provocare effetti negativi a breve e lungo termine.
Queste sostanze sono da molti sospettate di essere causa di svariati malanni, tendenze suicide, aggressivita', comportamenti asociali.
Per rendersi conto di quanto gli psicofarmaci siano potenti citiamo un articolo dell’Observer: “La droga per i bambini: il Ritalin ha effetti sul cervello piu' potenti di quelli della cocaina.
Usando il brain imaging (tecnica usata per registrare immagini che si ipotizza rappresentino fedelmente le variazioni dell’attivita' neurale regionale), degli scienziati hanno scoperto che in forma di pillole, il Ritalin - assunto da centinaia di migliaia di bambini inglesi e da quattro milioni di bambini negli Stati Uniti - satura quei neurotrasmettitori che sono responsabili dell’euforia sperimentata dai consumatori di droga, piu' che la cocaina inalata o iniettata.” (Fonte: di Jean West The Observer)
Anche la Federal Drugs Agency (FDA) inizia a porsi il problema. In particolare si osserva che con l’uso degli psicofarmaci raddoppiano le tendenze suicide.
Da una meta-analisi pubblicata dagli Archives of General Psychiatry risulta che, in bambini e adolescenti trattati con antidepressivi, la probabilita' di sviluppare suicidalita' e' quasi doppia rispetto a quelli trattati con placebo. Quella dell’FDA e' la revisione finale di una serie di dati disponibili gia' da alcuni anni, finora tenuti sotto il piu' stretto riserbo. Gia' nell’agosto 2004 la notizia era trapelata dopo alcune dichiarazioni di Andrew Mosholder, esperto dell’ufficio FDA incaricato alla valutazione della sicurezza dei farmaci. Queste dichiarazioni avevano suscitato la reazione piccata dei vertici FDA, indispettiti dalla violazione delle regole di discrezione.  Dopo la valutazione di dati ancor piu' recenti, l'FDA e' giunta alla conclusione che la percentuale di rischio per la suicidalita' per i farmaci antidepressivi disponibili e' di 1,95. Irving Kirsh, professore di Psicologia alla University of Plymouth afferma: “Ci sono tre fattori da considerare: il rischio, il beneficio e le alternative. I benefici degli antidepressivi rispetto al placebo nei bambini non sono clinicamente significativi. D’altra parte, la risposta al placebo appare sostanziale. Cio' significa che si riescono ad ottenere gli stessi benefici con praticamente ogni trattamento. E allora perché sceglierne uno che puo' far aumentare il rischio di suicidio?”. (Fonte: Yahoo News da Nopsych.it. 26 marzo 2006)
Si stima che a 17 milioni di bambini, in Italia 30.000, vengono prescritti farmaci e droghe che alterano la mente. Questi dati assumono una valenza piuttosto preoccupante, basti pensare anche a quanto affermato dal dott. Elliot Valenstein, biopsicologo, autore di Incolpare il cervello: “E' un fatto consolidato che i farmaci usati nel trattare un disturbo mentale, per esempio, possono indurre un mutamento biochimico duraturo e perfino mutamenti strutturali [anche nel cervello], che nel passato sono stati ipotizzati essere la causa del disordine, ma potrebbero realmente essere un effetto del trattamento stesso.”  Solo nell’ultimo anno e mezzo, in cinque diversi Paesi sono stati pubblicati 18 allarmi governativi sui pericoli, fino ad allora nascosti, relativi a farmaci psichiatrici che evidenziavano effetti secondari tra cui: dipendenza da questi psicofarmaci, mania, ostilita', aggressione, psicosi, suicidio e violenza. (Fonte: http://suicidi.splinder.com/post/7587207/FDA:+antidepressivi+nei+bambin )

Altri dati sugli effetti degli psicofarmaci li troviamo nel libro: “Gli inquietanti effetti collaterali degli psicofarmaci” di Luciano Gianazza, Nuovi Mondi Media. “Alcuni ricercatori indipendenti, non sovvenzionati dalle case farmaceutiche hanno rilevato che alcuni psicofarmaci causano nelle persone che li prendono tendenza al suicidio e atteggiamenti violenti. E piu' di 200 azioni legali sono state indette contro la Eli Lilly, Pfizer e GlaxoSmithKline, i produttori rispettivamente del Prozac (fluoxetine), Zoloft (sertraline) e Paxil (paroxetine) per essere risarciti da suicidi o omicidi da parte di pazienti pochi giorni o settimane dopo che furono prescritti loro uno o piu' di questi psicofarmaci… Il Prozac e' stato immesso sul mercato degli Stati Uniti dalla Eli Lilly nel gennaio 1988. Zoloft e Paxil sono subentrati rispettivamente nel dicembre 1991 e nel dicembre 1992. Circa 45.000 rapporti di reazioni avverse al Prozac sono stati registrati dalla FDA. Questi includono rapporti di circa 2500 morti, con la stragrande maggioranza collegata a suicidio o violenza… Il Dr. Martin Teicher, della Harvard Medical School, nel 1990 ha riportato che lui e i suoi colleghi avevano osservato tendenza al suicidio in sei pazienti che prendevano il Prozac. Piu' recentemente, il Dr. David Healy, un esperto sul sistema della serotonina del cervello e il direttore del North Wales Department of Psychological Medicine all'Universita' del Galles, ha stimato che “probabilmente 50.000 persone hanno commesso suicidio a causa del Prozac dal suo esordio, una cifra molto piu' alta del numero di quelli che avrebbero commesso comunque suicidio se non fossero stati curati.”
Insomma, gli psicofarmaci sono vere e proprie droghe assimilabili alle droghe pesanti e hanno effetti enormi su chi li consuma. Non sappiamo molto su questi effetti anche perché le case farmaceutiche fanno il possibile per insabbiare tutte le ricerche che provano i danni del consumo di massa degli psicofarmaci. Ma i sospetti continuano ad aumentare. Ad esempio, alcuni hanno notato che la maggioranza dei giovani che in Usa hanno compiuto massacri nelle scuole erano sotto psicofarmaci. E si pensa che queste sostanze assunte come medicine invece di inibire i comportamenti violenti li abbiano sollecitati.
“L’uso di psicofarmaci e' il denominatore comune di otto recenti sparatorie scolastiche. Nei casi rimanenti, il dossier medico non é mai stato reso noto, lasciando il dubbio sul fatto che vi fosse stato o meno uso di queste sostanze:
21 maggio 1998 - Springfield, Oregon: il quindicenne Kip Kinkel uccide i suoi genitori e poi si reca a scuola dove fa fuoco su altri studenti che si trovavano nella caffetteria, uccidendone due e ferendone 22. Kinkel stava assumendo Prozac.
16 aprile 1999 - Notus, Idaho - il quindicenne Shawn Cooper svuota due caricatori sparando all’impazzata e mancando per un pelo diversi compagni di scuola: era in cura con un mix di antidepressivi.
20 aprile 1999 - Columbine, Colorado: il 18enne Eric Harris era in cura con il Luvox, un antidepressivo, quando lui e il suo compagno Dylan Klebold ammazzarono 12 compagni di classe ed un insegnante, ferendone altri 23 prima di suicidarsi. Il medico legale confermo' la presenza dell’antidepressivo nel sangue di Harris, mentre l’autopsia di Klebold non fu mai resa pubblica.
20 maggio 1999 - Conyers, Georgia: il quindicenne T.J. Solomon era in cura con un mix di antidepressivi quando ha fatto fuoco sui suoi compagni di classe ferendone sei.
7 marzo 2000 - Williamsport, Pennsylvnania: la quattordicenne Elizabeth Bush era sotto Prozac quando ha sparato a compagni di scuola a Williamsport, ferendone uno.
22 marzo 2001 - El Cajon, California: il diciottenne Jason Hoffman si trovava sotto l’effetto di due antidepressivi - Effexor e Celexa - quando ha fatto fuoco nel suo liceo ferendo cinque persone.
10 aprile 2001 - Wahluke, Washington: il sedicenne Cody Baadsgaar si reca a scuola con un fucile e tiene sotto sequestro 23 compagni di classe ed un insegnante dopo avere assunto un’alta dose di Effexor, un antidepressivo.
21 marzo 2005 - Riserva Indiana di Red Lake, Minnesota: il sedicenne pellerossa Jeff Weise era sotto l’influenza di Prozac quando ha sparato a scuola ammazzando nove persone e ferendone cinque prima di suicidarsi.
28 settembre 2006 - Bailey, Colorado: Duane Morrison, 53 anni, entra nel liceo di Platte Canyon e spara, uccidendo una ragazza e abusando sessualmente di altre sei. Nella sua auto sono stati trovati antidepressivi.
(Fonte: http://www.disinformazione.it/psicofarmaci_violenza.htm)

Ma contro l’abuso di psicofarmaci non c’e' nessuna iniziativa. Chi oserebbe mettersi contro le case farmaceutiche?
In assenza di campagne di informazione sui danni provocati dagli psicofarmaci e grazie alla potente macchina promozionale dei fabbricanti di queste droghe legali, gli psicofarmaci stanno diventando una risposta di massa all’ansia di vivere al pari dell’alcol.
Addirittura, per vendere piu' psicofarmaci pare proprio che le case farmaceutiche arrivino a inventarsi nuove malattie, ecco un articolo su questo argomento pubblicato dal Corriere della Sera dell’8 febbraio 2003 firmato da Margherita De Bac:
“La prescrizione di antidepressivi a carico del Servizio Sanitario Nazionale rispetto all’anno precedente e' aumentata del 17,1%.
In Italia negli ultimi quattro anni il consumo di psicofarmaci e' aumentato del 60%. Non e' un caso secondo gli esperti. Dietro spesso vi sono malattie ‘inventate’ o ‘indotte’ ad arte. Al problema ‘dell'informazione sponsorizzata che genera prima le malattie e poi i farmaci per curarle’ e' dedicato l'editoriale che uscira' sul prossimo numero di ‘Dialogo sui farmaci’, il bimestrale curato dal servizio farmaceutico di Verona. ‘La novita' e l'originalita' della strategia consistono nel presentare una sindrome psichiatrica minore ma con una popolazione estremamente ampia di potenziali sofferenti, molto spesso presunti’ commenta Luigi Bozzini, uno degli esperti. L' esempio piu' eclatante risale alla primavera del 2001: gli americani vengono informati da stampa e tivu' di una nuova epidemia che avrebbe colpito gia' 10 milioni di persone. Senso di affaticamento, debolezza, irritabilita', fastidi muscolari, nausea, diarrea i sintomi predominanti. Ognuno di noi li avra' provati, almeno una volta nella vita, anche se perfettamente sano. Pero' i cittadini, bersagliati da messaggi martellanti, cadono nella rete, si lasciano condizionare. Pensano di essere rimasti anch'essi vittime di questa minacciosa malattia indicata col nome di disordini d' ansia generalizzata, il Gad. Guarda caso, proprio nello stesso periodo, l'agenzia dei farmaci statunitense (FDA) approva con l' indicazione contro il Gad un antidepressivo, la paroxetina. In pochi mesi il prodotto va alle stelle. Luigi Ravizza, del Dipartimento di neuroscienze dell' universita' di Torino, si sofferma sul Gad: “Ha una prevalenza del 3-4 per cento, ma alcuni ne mettono in dubbio l'esistenza. Operazioni commerciali che spingono a trattare con antidepressivi disturbi passeggeri e non hanno niente di patologico vanno condannate. Sono truffe ai danni del paziente”. Vendere le malattie, a volte inventandole di sana pianta, altre sfumando i contorni di quelle reali in modo da catturare una larga fetta di potenziali utenti-pazienti. E' l' ultima strategia delle industrie, che basano la loro politica commerciale su un principio, ricordata da un articolo del British Medical Journal: ‘Si possono ricavare un mucchio di soldi dalle persone sane convinte di essere malate’ ”. (Fonte)

Non vengono risparmiati dal consumo di queste droghe neppure i bambini.
I genitori non hanno tempo di occuparsene, non hanno voglia di giocare e parlare con loro, non li sanno educare, li lasciano per giornate intere davanti al televisore e poi si accorgono che sono irrequieti e poco motivati a scuola? Diamo anche a loro un bel pasticcone!
 “Psicofarmaci ai bambini italiani, e' uno scandalo. Troppi e somministrati con troppa leggerezza. In cinque anni in Italia la prescrizione di psicofarmaci ai bambini e' aumentata addirittura del 280 per cento. Negli Usa, dove i bambini in terapia sono piu' di undici milioni, l’aumento e' stato del 150 per cento. Ministro Turco, intervenga subito”. E’ l’appello che hanno lanciato Luca Poma, portavoce di “Giu' le Mani dai Bambini”, la piu' visibile campagna di farmacovigilanza in Italia, e Federico Bianchi di Castelbianco psicoterapeuta dell’eta' evolutiva. E con loro piu' di cento Associazioni e 230mila addetti ai lavori del settore della Salute rappresentati dal Comitato Giu'leManidaiBambini. (Fonte: http://www.giulemanidaibambini.org/)
Sia per gli adulti che per i bambini i consumi sono quindi in crescita ormai da anni.
Tra il 2001 e il 2006 il consumo di psicofarmaci e' aumentato del 75%. Come osserva il dottor Giuseppe Nicolo', responsabile del Centro Salute Mentale (CSM) Boccea di Roma, nonché presidente europeo della Societa' di Ricerca in Psicoterapia. (Fonte: http://www.ciumeo.it/ )
Nel biennio 2000-2002 il consumo di psicofarmaci fra i giovanissimi e' quadruplicato. (Fonte: http://www.girodivite.it/article.php3?id_article=2119)

Il dato e' confermato anche da un’inchiesta di Rainews24:
“…Diverse le terapie, da adattare ad ogni singolo caso. Sempre piu' seguita quella farmacologica. A dimostrarlo e' anche l’aumento delle prescrizioni degli antidepressivi. Negli ultimi sette anni, dal ‘99 al 2006, il numero delle persone a cui vengono somministrati si e' quasi triplicato.” (Fonte: http://www.cineca.it/stampa/rassegna_stampa/w_sanita_RaiNews24_antidep.pdf )

Ma oltre a quanto detto, gli psicofarmaci possono causare danni alla salute. A questo proposito l’associazione Giu le mani dai bambini sostiene che: “… Recentemente in Giappone, Canada , Nuova Zelanda ed Australia, l'uso degli psicofarmaci sui minori e' stato sottoposto in molti casi a restrizione da parte delle autorita' sanitarie di controllo. Negli USA …migliaia di famiglie hanno intentato causa ai produttori del settore farmaceutico per i gravi danni alla salute arrecati dai facili abusi nella somministrazione di dette sostanze.” (Fonte: http://www.giulemanidaibambini.org/petizione.php )

Insomma, l’uso che milioni di persone fanno quotidianamente di antidepressivi, calmanti, sonniferi, ansiolitici eccetera comporta danni alla salute e rischi sociali notevoli. Si tratta di sostanze che hanno una pericolosita', come vedremo, nettamente superiore a quella della canapa. Eppure possono essere venduti in tutte le farmacie mentre la canapa non puo' essere consumata neppure per scopi terapeutici.
Che senso ha una legislazione simile?
Ben poco come vedremo. Il senso glielo danno i soldi.

Tavola degli psicofarmaci in vendita oggi in Italia:

Tavola degli psicofarmaci in vendita oggi in Italia:

Fonte: http://www.oism.info/it/farmaci/libro_effetti_collaterali/antidepressivi_italia.htm

Jacopo Fo


Cose sul sesso che non ti dicono: esiste l'eiaculazione maschile senza orgasmo.

FRIGIDITA' MASCHILE. SI CHIAMA ADENIA, SUI LIBRI DI MEDICINA C'è MA NON C'è SUI MANUALI DI EDUCAZIONE SESSUALE! Campagna contro la disinformazione sessuale.

Sull'eiaculazione maschile senza orgasmo vedi anche: Sul concetto specifico della frigidità maschile.
Ancora sulla frigidità maschile.
Sul rapporto tra violenza sessuale e frigidità.
Categoria I video di Jacopo Fo

Temi: sesso, sessualità, educazione sessuale, frigidità maschile, piacere, orgasmo, godere, uomo.


L'INCREDIBILE CUCINA DI ALCATRAZ: ANGELA LABELLARTE, LA PIù GRANDE CHEF D'EUROPA!

Ecco le foto di alcuni piatti preparati da Angela.

Grazie alla sua cucina naturale, leggera, squisita e esteticamente inebriante Alcatraz è un posto che vale la pena visitare.
Da anni sentiamo centinaia di persone ripetere: non ho mai mangiato così bene in vita mia.
A noi piacciono il biologico, il naturale, le tecniche di cottura intelligente, cerchiamo il meglio negli ingredienti e nei procedimenti di cottura. Ma poi il cibo deve essere squisito!
E lì non è questione di tecniche ma di passione e di arte.

Grazie Angela!


E meno male che era depresso!

Juan Riveraz, 27 anni, disoccupato, soffriva di depressione cronica. Una malattia che non e' facile che ti venga diagnosticata quando vivi con meno di due dollari al giorno. Generalmente se uno e' povero al massimo gli dicono che e' giù di morale perche' non mangia. Ma Juan Riveraz, da questo punto di vista era stato fortunato. A San Francisco, un villaggio nel Nord dell’Honduras a ovest di San Pedro Sula, sotto La Celba, era finalmente arrivato un ambulatorio gratuito e una giovane dottoressa l’aveva visitato con attenzione, lo aveva ascoltato a lungo e quindi aveva scritto una diagnosi impeccabile.
Ma da li' a poco la vita di Juan avrebbe subito uno scossone. Da anni era fidanzato con Julissa Sasime, una ragazza che amava fin dall’adolescenza, ma senza un lavoro non poteva pensare di mettere su casa con lei. E questo era per lui un ulteriore motivo di tristezza. In un giorno di piogge torrenziali, con le strade diventate fiumi, Julissa, ragazza minuta, scompare. 
Juan e' disperato. La polizia ha altro da fare che cercare una ragazza scomparsa, c’e' stata una frana con parecchi morti. Allora Juan corre alla sede di una piccola radio locale. Lo fanno parlare in diretta. Juan e' povero ma sa parlare, la disperazione gli da' forza, e racconta quanto ami Sasime, quanto lei sia meravigliosa e dolce e parla di come sia capace di cantare. Iniziano ad arrivare telefonate, altre ragazze sono scomparse. In diretta si ricostruisce un’ipotesi su quello che e' successo: sono state rapite. Poi una voce bisbigliata, quasi inudibile spiega che ci sono otto ragazze sopra un camion che sta viaggiando verso San Miguel. Lo scopo del rapimento fa inorridire ed e' sottinteso, a cos’altro possono servire le giovani donne? Juan parte all’inseguimento del camion. Un camionista gli da' un passaggio per un tratto, la radio segue il viaggio del giovane, l’intervista viene ritrasmessa e ripresa da altre radio locali e gli ascoltatori segnalano dov’e' Juan. E’ un gran casino perche' lo avvistano ovunque. Intanto, dopo vari passaggi, Juan sta camminando verso sud, verso la costa del Pacifico, a piedi, arrancando sulla strada che supera faticosamente lo spartiacque delle Ande.
Sta diluviando e il pulmino sul quale viaggiava si e' rotto. Passano poche auto veloci e nessuno da' un passaggio a un campesino fradicio. E proprio grazie al fatto che stava camminando a piedi Juan sente un rumore, colpi dati con una pietra sulla lamiera. Juan cerca di capire da dove vengano quei suoni. Si sporge oltre il ciglio della strada, c’e' una discesa ripida, Juan si sporge, dai rami spezzati e dalle tracce nel fango capisce che un mezzo e' finito giù di sotto.  L’acqua ruscella rendendo il terreno scivoloso. Ma Juan capisce che qualcuno e' in pericolo e riesce a scendere per 200 metri. Arrivato in fondo alla pettata trova un camion rovesciato in mezzo al fiume, l’acqua non e' profonda. Urla. Da dentro il cassone gli rispondono gridando e battendo sulla lamiera. Si avvicina e scopre che dentro c’e' anche la sua Julissa. Fa il giro del mezzo, l’autista e' moribondo, un altro uomo e' morto. Il portellone del camion però non si apre, e' bloccato da un masso contro il quale ha sbattuto ribaltandosi. E il livello del fiume sta aumentando a causa della pioggia battente.
Juan prova in tutti i modi a forza il portellone. Ma non ci riesce.
Tranquillizza le donne prigioniere nel camion che vedono l’acqua salire, poi va a cercare aiuto. Mentre cerca di raggiungere la strada inerpicandosi sul pendio si trova di fronte un puma. Juan ha con se' un coltello, glielo caccia nella gola e tira avanti mentre il puma ferito scappa. Arrivato alla strada cerca di fermare un pulmino ma questo non rallenta e quasi lo investe, Juan cade male, rotola e si lussa un braccio. Percorre 4 chilometri prima di arrivare a una casa, riesce a convincere una decina di persone ad andare ad aiutarlo, ritorna con loro al fiume, dove intanto 
l’acqua e' salita in modo spaventoso. Gli uomini si legano per non essere travolti dalla corrente e tendono una corda tra un albero e il finestrino del camion rovesciato. Con alcune sbarre di ferro riescono a svellere il portellone e fanno uscire le donne. A questo punto Juan riabbraccia Julissa ma proprio in quel momento un tronco trasportato dalla corrente lo colpisce, perde i sensi e viene travolto dalle acque tumultuose.
Lo danno per morto ma due giorni dopo uno spettro appare al villaggio di San Francisco, Honduras. Oltre al braccio lussato ha due costole rotte e molta fame. Ma sta abbastanza bene. Grossomodo e' vivo. La notizia rimbalza alla radio e mentre Julissa corre a riabbracciarlo migliaia di persone arrivano a festeggiarlo da tutta la provincia…
Un uomo alcuni giorni dopo gli riporta il coltello insieme alla pelliccia del puma.
Due settimane fa Julissa e Juan si sono sposati, grazie a una sottoscrizione lanciata dalla radio hanno potuto comprare una piccola casa con un orto.
Juan sta piantando alberi da frutta.
A chi gli ha chiesto se era ancora depresso ha risposto che al momento aveva altro da fare e che scoprire di avere tanta forza per sopravvivere a tutto quello che gli e' successo lo ha reso ottimista.

Della serie: La depressione dipende dal contesto. La cura migliore e' lanciarsi a testa bassa in imprese impossibili.

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