Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Va beh… ecche’ sara’ mai un altro governo Berlusconi?!?

di Jacopo Fo

Va bene, e’ stata una batosta questo crollo di Prodi, prima ancora che riuscisse a compiere qualche piccolo o grande passo verso il rinnovamento dell’Italia.
Devo dire che anch’io sono crollato psicologicamente, telefono ai miei amici e piangiamo insieme singhiozzando.
Ma ci meritiamo veramente questa situazione di merda? Dopo tutti gli sforzi di questi anni, finalmente si intravedeva un filo di luce… E adesso che succede?
Comunque, a questo punto, tocca farsene una ragione, elaborare il lutto e cercare di capire quale lezione positiva possiamo ricavare.
Ovviamente, prima, hai l’autorizzazione a urlare per quindici minuti che i leader del centro sinistra sono persone con le quali non vorresti mai, in nessun caso, fare sesso. E puoi anche scendere in dettagli vigorosi esprimendo i tuoi giudizi sul loro buon senso, coerenza, fantasia e dedizione alla causa del progresso.
Ma poi ti tocca anche cercare i lati positivi delle questione! Se no cadi in depressione e Silvio ci gode. Vuoi dargliela vinta?
Non ci credo!
Quindi tiriamo su i pezzi della nostra anima e cerchiamo di cambiare prospettiva.
Innanzitutto possiamo dire che la nostra delusione nasce dal fatto che siamo persone ottimiste, desiderose del bene comune, amanti della vita e del piacere.
In ogni caso viviamo molto meglio di quel branco di dannati senza Dio che grufolano nei tunnel del potere assetati di presenze a Porta a Porta.
Hai mai seriamente pensato come vive un D’Alema, un Casini, un Fini?
Un incubo senza tregua di telefonate, complotti da scoprire e da ordire, voci sussurrate, sospetti, con tutti sempre pronti a tagliarti una mano per fregarti l’orologio.
Certo, questo non ci consola del fatto che speravamo fosse giunto l’inizio del cambiamento e invece ci tocca di aspettare ancora.
Ma pensa se nascevi nel 1700 ed eri un progressista che sentiva il cambiamento arrivare. Pensa che tristezza: tutti i progressisti del 1700 sono morti senza vedere un grande cambiamento.
E anche quelli del 1800 hanno sofferto. Hanno visto le macchine arrivare, certo, ma hanno visto anche il mondo incrudelirsi e avanzare i germi folli del militarismo e del fascismo.
Cavolo, a noi e’ andata decisamente meglio. Innanzitutto abbiamo scopato in modo tale che non succedeva da millenni in Europa.
Bisogna risalire al matriarcato, 15000 anni fa, per ritrovare una simile celebrazione felice del piacere, condiviso da maschi e femmine, alla pari.
Ed e’ ovvio che far l’amore alla pari e’ impareggiabile: c’e’ il piacere della complicita’, del gioco, della tenerezza.
Quindi dobbiamo dire che c’e’ andata di culo gia’ solo per la fortuna sessuale che abbiamo goduto.
Sesso sfrenato in un’epoca in cui ci si lava e si fanno i gargarismi!
Il meglio!
E poi c’e’ stato il rock & roll, i festival pop, la marijuana! Cazzo se ci siamo divertiti: tutti nudi al parco Lambro!
L’altra sera hanno mandato un documentario in tv e mi sono rivisto nudo che ballavo insieme a mille persone sotto il palco del Festival di Re Nudo. Sono apparso per un attimo. Ho gridato a mia figlia:”Guarda il tuo papa’ in televisione!” E lei ha detto: “Ma papa’, fai schifo!”
Va beh, non si puo’ avere tutto dalla vita…
E ti ricordi la rivoluzione studentesca? Le scuole occupate dentro cui facevamo sesso in modo esagerato?
(Anzi perche’ non torniamo a occupare le nostre vecchie scuole? Magari anche solo il sabato e la domenica. Non sarebbe divertente? Tirerebbe su il morale!)
Cavolo! E abbiamo anche visto la rivoluzione dei computer. Ma vi ricordate che casino erano gli appuntamenti prima dei cellulari?
Ho perso decine di occasioni di fare sesso perche’ non ci si ritrovava agli appuntamenti! Adesso con il cellulare basta telefonarsi: “Dove sei?”
“Sono qui?”
“Ma qui dove?”
“Nella stazione.”
“Va bene, allora tu stai ferma li che io faccio tutto il giro della stazione fino a che ti trovo che se ci cerchiamo in due non ci troviamo mai!”
Abbiamo vissuto grandi svolte della storia: la fine della segregazione razziale negli Usa e in Sud Africa ad esempio. Vi ricordate Martin Luther King? “Io ho un sogno”. Beh, quel sogno si e’ realizzato e addirittura un nero e’ in corsa per la carica di Presidente degli Stati Uniti.
Stiamo guardando un mondo incredibile!
Un mondo pieno di ecologisti, gente che fa volontariato, gente che lavora al di fuori del sistema. E ognuno di noi possiede mezzi di comunicazione straordinari. Vi ricordate quando stampavamo quei volantini schifosi col ciclostile?
Cazzo, mia figlia non sa neanche cos’e’ un ciclostile!
E vogliamo parlare delle dittature in Sud America che non ci sono piu’?
Della caduta del muro di Berlino?
Nella nostra vita abbiamo visto un mutamento globale incredibile.
E ci siamo illusi che la storia corresse con la velocita’ dei nostri sogni.
Invece adesso e’ un momento di merda.
Ma in fondo abbiamo visto di peggio.
Chi ha la mia eta’ si ricorda quando il pericolo era il colpo di stato e si doveva dormire fuori la notte.
Veramente l’Italia rischio’ la guerra civile. E la storia che i democristiani di allora fossero meglio di Berlusconi e’ una favola!
C’erano meno scandali ma solo perche’ i giornali avevano un bavaglio totale. Anche oggi ce l’hanno ma esistono Report e Santoro.  I giovani forse non sanno neppure che negli anni sessanta c’era anche la censura. Mio padre e mia madre si beccavano decine di denunce perche’ non recitavano esattamente il testo che era stato approvato dalla commissione censura.
C’erano proprio funzionari che giravano per i teatri con il testo omologato e una pila e controllavano che gli attori durante la rappresentazione non aggiungessero una sola parola!
E vogliamo parlare della mafia?
Scusate se ricorro a un altro piccolo esempio personale ma credo che sia estremamente illuminante.
Nel 1962 i miei genitori furono costretti dal livello insopportabile di censura ad abbandonare Canzonissima, trasmessa su Rai 2, alla settima puntata. Fu uno scandalo enorme. I motivi scatenanti dello scontro furono due scenette: una riguardava gli incidenti su lavoro. Argomento del quale non si era mai parlato in tv.
L’altro pezzo parlava di mafia. Una madre piangeva il figlio ucciso. Non si accusava nessun pezzo grosso della politica di essere colluso con la mafia. Si osava solo dire che in Sicilia la mafia uccideva contadini, sindacalisti, giornalisti.
Malagodi, allora segretario del partito liberale, fece un’interpellanza alla commissione parlamentare di controllo dicendo:”due guitti insultano l’onore del popolo siciliano sostenendo l’esistenza di un’organizzazione criminale chiamata MAFIA.”
E i giornali di destra in coro lanciavano insulti ai miei…
Oggi neanche Cuffaro ha il coraggio di dire che la mafia non esiste.
Ne abbiamo fatta di strada da allora. Chilometri.
Cinquant’anni fa nessun boss mafioso veniva mai arrestato e interi reparti dello stato a partire dal governo erano direttamente alleati dei mafiosi.
Gli affari sporchi, le raccomandazioni e le tangenti erano la legge e MAI che la magistratura indagasse.
Abbiamo resistito a 50 anni democristiani, potremo sopravvivere ad altri 5 di Berlusconi.
E, comunque, secondo me anche se vince non e’ detto che duri cosi’ tanto.
L’Italia sta cambiando. Pare che ormai il 50% dei nostri connazionali sia collegato a Internet.
Spero che tutti questi scandali, che nessuno puo’ piu’ coprire, stiano creando un effetto valanga nelle coscienze.
L’altro giorno Beppe Grillo passava di fronte al Senato con alcuni amici. Un soldato di guardia, di quelli sull’attenti che non possono muoversi pena la fucilazione ha abbandonato la garitta e gli e’ corso dietro. Lo ha raggiunto e gli ha detto: “Grillo faccia qualche cosa lei! Non se ne puo’ piu’!”
Sono solo piccoli segnali e ancora all’orizzonte non si vede come tutta questa voglia di cambiare possa trovare uno sbocco costruttivo.
Ma vuoi che alla fine non ci riusciamo?
Sono decenni che rompiamo i coglioni. E’ divertente, si conosce gente fantastica e si fa molto sesso.
Non smetteremo certo di farlo solo perche’ un signore fanatico del lifting puo’ dettare leggi che lo assolvono da tutte le sue colpe.

 


Merda a babordo!

(Berlusconi e’ alle porte, tutto e’ perduto)
Abbandona l’Italia e vieni a vivere nella Blogosfera! Botteghe d’arte virtuali contro la guerra.

Mi chiedo se veramente dovremo patire un’altra stagione di Berlusconi. Niente Santoro, neanche quel poco che avevamo, la Rai ridotta a un sistema per trovar ragazze piacenti disposte a far pompini ai capi, altri condoni, altre leggi per salvare i capi, il ponte sullo stretto di Messina, i buchi della Tav nelle montagne d’amianto, i nostri soldati che tornano a combattere in Iraq, l’Italia in cima agli obiettivi dei terroristi, le botte nei cortei, il debito pubblico che esplode, gli evasori fiscali che fanno festa, i poveri ancora piu’ poveri e cornuti.
Non credo proprio che l’Italia possa reggere a una nuova cura Berlusconi.
D’altra parte il centrosinistra si e’ sparato nei coglioni da solo, trascinato dalla peggiore gentaglia che aveva accettato per vincere.
Dini con la moglie condannata per furbate finanziarie, Mastella incriminato con tutta la sua famiglia, Bassolino e Jervolino che fanno sprofondare la Campania nella monnezza.
Una sinistra stupida, che non e’ stata capace di comunicare niente di quel poco di buono che ha fatto.
Sicuramente il governo Prodi ha eseguito la respirazione bocca a bocca all’Italia e il cuore del Paese ha ripreso miracolosamente a battere.
Ma ha fatto troppo poco.
Difficile dare giudizi. E non e’ tutta colpa neanche dei politici. L’Italia e’ proprio spaccata tra onesti e furbi, lavoratori e raccomandati. I partiti rispecchiano questa situazione di stallo.
Nessuno puo’ governare senza scendere a patti con un po’ di furfanti.
E’ indiscutibile che se Mastella e Dini avessero scelto di stare alle elezioni con la destra non avremmo avuto il governo Prodi e quel che di buono ne e’ venuto.
Il problema dell’Italia e’ che Mastella non vede proprio cosa ci sia di male a trafficare per la nomina di un ginecologo. E quasi la meta’ della sinistra e’ d’accordo con lui, la destra quasi tutta.
Il centro della questione e’ che da noi e’ normale iscriversi a un partito per diventare primario in ospedale. Ed e’ normale telefonare a un politico per avere una Tac in fretta.
E sia chiaro che con Berlusconi al governo non ci sara’ spazio politico per niente.
Il peso del V-Day con Prodi e’ molto piu’ grande che con Berlusconi che e’ un lanzichenecco e se ne frega di qualunque cosa.
Il suo referente sono gli italiani che non vogliono pagare le tasse, cosa vuoi che gliene freghi se raccogliamo firme contro gli inquisiti in Parlamento? Lui fa una legge che ti cancella anche le firme con la scolorina.

L’unica via per cambiare l’Italia passa dai comportamenti culturali, dal diffondersi di Internet, dei gruppi di acquisto, dell’informazione sessuale, della cultura del ridere, del piacere, della condivisione.
Il Movimento italiano invece e’ ancora prigioniero dell’idea che la storia si scrive nelle piazze.
In questi due anni eravamo veramente pochi a impegnarci per costruire alternative concrete che facessero crescere le coscienze nella pratica.
Abbiamo avuto grandi successi nell’organizzare il Gruppo d'Acquisto sul fotovoltaico, nel diffondere la cultura delle ecotecnologie e l’ottimismo delle buone notizie e la politica dei piccoli passi (le dieci piccole leggi per cambiare l’Italia). Ma abbiamo continuato a essere troppo soli nel proporre questa logica. La gran parte del Movimento ha scelto la via dei grandi gesti, delle grandi parole, delle battaglie con le bandiere.
Centinaia di migliaia che scendono in piazza sono certo una bella cosa. Ma quando di questa marea di gente positiva solo pochi cambiano il loro modo di consumare, formano gruppi di acquisto e smettono di comprare i prodotti delle guerra, allora siamo messi male.
Ma questo concetto stenta proprio a essere compreso. Comprare insieme ci fa risparmiare, ma soprattutto ci insegna la cultura della collaborazione e ci da’ un enorme potere economico. Centomila persone che scendono in piazza valgono 1, diecimila persone che consociano i loro acquisti valgono 100.
Perche’ se tu proponi una teoria, un bel discorso, gli italiani non ti ascoltano piu’, sono secoli che sentono un sacco di chiacchiere. Se invece dimostri che TU risparmi, ottieni prodotti migliori e il tuo acquisto ha anche un valore etico allora NON fai chiacchiere e le persone iniziano a imitare quel che fai perche’ capiscono che conviene anche a loro.

Dire adesso cosa succedera’ e che spazi avremo di iniziativa politica non ha senso. Non ci capisco piu’ un cazzo.
Certo mi viene male quando sento dire che adesso dobbiamo presentarci anche noi alle elezioni con liste civiche. Difficile costruire in questo momento un’alternativa al centro sinistra, difficile allearsi con loro. La mia sensazione e’ che ancora una volta si voglia dividersi e perdere a tutti i costi; e lasciare il campo alla destra per poi potersi lamentare meglio.
Qualunque cosa succedera’ vedremo se potremo fare qualche cosa di buono e vi proporremo di collaborare ai nostri tentativi di ottenere una piccola cosa subito. Tre delle 10 leggi per salvare l’Italia sono state approvate, una quarta, sulle cause collettive, e’ stata approvata a meta’. Meglio di niente. Un grande risultato, in effetti, visto che e’ stata una battaglia condotta da 4 gatti.
Un altro grande risultato e’ stato essere riusciti a far passare le leggi per il finanziamento al 100% di impianti di pannelli fotovoltaici, eolici, a biomasse. Li’ in effetti i Verdi hanno avuto un ruolo determinante. Ma le potenzialita’ di questi finanziamenti non sono state capite e ci siamo trovati di nuovo quasi da soli a cercare di costruire la possibilita’ per migliaia di persone di riuscire a sfruttare questa opportunita’ offerta dall’inizio della rivoluzione energetica.
Il risultato di consociare 2.500 persone e’ stato enorme e dobbiamo ringraziare i piu’ di 100 blog che ci hanno sostenuto facendo girare l’informazione e dandoci credibilita’ e fiducia.
Ma mi sono stupito che il Movimento non abbia fatta sua questa proposta e che molti autorevoli siti alternativi non abbiano dedicato una riga a quello che si stava costruendo.
Non e’ giusto, compagni.
Non si puo’ scrivere e parlare di ecologia per anni e poi quando un gruppo cerca di costruire un’opportunita’ per permettere alla gente di farsi la sua energia ecologica la maggioranza del Movimento fa finta che la cosa non la riguardi.
A me sembra che questo sia un obiettivo strategico per tutti. Cosi’ com’e’ la situazione, solo hobbisti molto abili possono riuscire a orientarsi nella giungla delle proposte commerciali e riuscire a installare un impianto che funzioni con le dovute garanzie contrattuali.
Solo se noi costruiremo, come Movimento, un sistema di acquisto e di finanziamento garantito avremo migliaia di famiglie che riescono a installare impianti e a guadagnarci veramente.
Io mi aspettavo che nascessero altri Gruppi di Acquisto e che potessimo consociarci, collaborare, mi sarei aspettato un appoggio di comunicazione piu’ deciso (avremmo avuto molto piu’ potere contrattuale e avremmo risparmiato mesi di faticose contrattazione con banche che non ci prendevano sul serio).

Ma con le recriminazioni non si fanno gli spaghetti.
E a questo punto vorrei fare una proposta.
Partiamo proprio dal fatto che comunque stiamo iniziando a costruire i primi 20 impianti, abbiamo il sostegno di un centinaio dei siti piu’ appassionati e lungimiranti del Web e 200mila romantici etici che vengono a leggere quel che pubblichiamo sui siti e su Cacao.
E poi c’e’ un migliaio di persone squisitissime che si sono associate a Cacao Alcatraz pagando 27 euro e permettendoci di stare in piedi sotto Berlusconi e sotto Prodi e 10mila persone deliziose e illuminate che hanno scelto di comprare i nostri prodotti etici e di aderire ai nostri Gruppi di Acquisto.
La mia idea e’ di fare qualche cosa per noi, che ci faccia sopportare meglio la vita ai tempi di Berlusconi (se ci tocchera’ un altro giro di giostra infernale) e che ci dia piu’ forza nella nostra vita privata. Utilizziamo Internet per collaborare, scambiamoci informazioni, idee, contatti.
Credo che creare, tra gli amanti delle buone notizie e delle ecotecnologie, una sorta di comunita’, di social forum, sarebbe utile per tutti e offrirebbe parecchi vantaggi oltre a dare la possibilita’ di conoscere persone nuove e molto particolari. E questo lo sappiamo fare bene, Alcatraz come La Citta’ Segreta e il Web Corteo sono stati occasioni di conoscenza formidabile e hanno fatto nascere amicizie d’acciaio, amori dolcissimi, figli felici e collaborazioni di lavoro.

E questo e’ importante. E’ politica anche questa.
E’ cultura dell’incontro e della collaborazione, l’unico antidoto efficace contro la cultura mafiosa.
Abbiamo gia’ fatto un passo in questa direzione inaugurando il sito http://www.stradaalternativa.com che in questo momento sta gestendo lo scambio di banner tra una cinquantina di siti internet etici.
E’ un primo passo per collegare meglio le proposte alternative che vivono in rete, spesso con pochissima visibilita’.
Ma la mia idea e’ che questa comunita’ virtuale viva anche intorno a dei laboratori nei quali occuparsi di comunicazione, controinformazione, arte, ricerca.
Attenzione pero’, non voglio fare quelle cose in cui ci si fanno delle gran seghe intellettuali e non si conclude un cavolo.
La mia idea e’ di creare insieme delle botteghe artigianali virtuali (su Internet) nelle quali si lavora, si produce e si sviluppa la creativita’ concretizzandola.
Partire da progetti realisticamente realizzabili in un mese. Azione, risultato.
La prima idea che vorrei proporre e’ di iniziare a produrre brevissime clip video e arrivare nel giro di alcuni mesi a realizzare un film documentario che faccia ridere e dimostri che gli italiani sono fuori di testa. Cerco operatori, montatori, giornalisti, anchorman, grafici, realizzatori di cartoni animati in 2D e 3D, fotografi, fotomontatori, doppiatori, attori, cantanti, musicisti, scenografi, web master, programmatori, organizzatori, ricercatori. E cerco qualcuno che sia capace di coordinare un bel po’ di gente mantenendo il sorriso sulle labbra e riuscendo contemporaneamente a portare a casa il lavoro.
Si fa il film e se va bene si dividono i proventi, un tanto per ogni ora di lavoro. Per essere chiaro dico subito che io sul lavoro sono un rompicoglioni. Ed e’ chiaro che per entrare in questa bottega una persona dovra’ gradualmente dimostrare di aver voglia di lavorare in modo costruttivo.
Sono anni che faccio esperimenti. L’ultimo ha portato a Alcatraz, gratuitamente, 25 persone per 45 giorni. E’ stata un’esperienza molto interessante e proprio da questa vorrei partire per creare un sistema di lavoro collettivo a distanza.
Attenzione: non pretendo di lavorare solo con persone con decenni di esperienza. Anche i principianti sono ben venuti e sicuramente faranno un’esperienza professionale interessante.
Inoltre, chi e’ agli inizi spesso ha idee fresche e geniali.
Quello che non e’ possibile tollerare in una bottega sono quelli che parlano per ascoltare la propria voce e quelli che non sanno onorare gli impegni che si sono presi.
Comunque, questa e’ l’idea e come al solito vi chiedo di esprimere un parere. Se ci saranno abbastanza risposte positive nei commenti a questo post allora ne discuteremo meglio aprendo un pre-laboratorio che avra’ lo scopo di fissare le linee del progetto.
Se invece pochi rispondono l’Italia cadra’ nel caos perche’ tu non mi hai dato retta.

Jacopo Fo

Per maggiori informazioni sul Gruppo di acquisto sul fotovoltaico http://www.jacopofo.com/pannelli-solari
Prendi al volo le possibilita’ di lavoro offerte dai finanziamenti al 100% delle fonti rinnovabili http://www.jacopofo.com/node/4114
Per associarti a Cacao e sostenere la controinformazione claun http://www.alcatraz.it/soci.html

 


Ridi che ti passa

Se la caduta del governo ha fatto crollare anche la vostra autostima, vi consigliamo di rivolgervi a uno dei cinquemila e cinquecento Centri specializzati in “Yoga della risata”. Ce ne sono dalla Thailandia, alla Svezia fino al Giappone, non c’e’ neanche bisogno di rimanere in Italia…
In questi Centri decine di persone si ritrovano per ridere insieme, una pratica yoga serissima, il cui esponente piu’ conosciuto, dopo Jacopo Fo e la Redazione di Cacao, e’ Madan Kataria, che nel 1995 fondo’ a Mumbai il primo club dedicato alla risata.
Vera e propria energia terapeutica e rigenerante per il corpo e per lo spirito, ridere allevia lo stress, la depressione, l'ansia, ed e’ un’ottima cura post-traumatica in seguito a lutti o malattie. E’ un aiuto per migliorare la propria autostima e la qualita’ delle relazioni interpersonali, rinforza inoltre il sistema immunitario, aiuta a prevenire le malattie del sistema circolatorio e respiratorio, in particolare la bronchite, migliora la qualita’ dell'epidermide garantendo un maggior afflusso di sangue al viso.
Secondo il dottor William Fry della Standford University: “Un minuto di risate equivale a dieci minuti di vogatore”.

(Fonte: Repubblica)


Che fai sabato mattina alle 7.08?

Donna Sheehan, 76 anni, e Paul Reffell, 55 anni, due pacifisti americani, hanno proposto per il prossimo 22 dicembre un "Orgasmo globale per la Pace" per una soluzione definitiva al conflitto del Medio Oriente. L'ultima idea, nel filone del "fate l'amore, non fate la guerra", prevede che tutti coloro che vogliono aiutare tale causa possano parteciparvi semplicemente facendo l'amore e "veicolando quel gigantesco flusso di energia" capace di favorire la Pace.
Per raggiungere l'orgasmo tutti contemporaneamente in Italia il termine e' alle 7,08 di sabato mattina. Mettete la sveglia un po' prima, che' 15 minuti di preliminari sono indispensabili. Doccia e colazione esclusi

(Fonte: Lastampa.it)


E' possibile morire in modo dolce

Vi parlo del modo di affrontare la morte di Angese non per rattristarvi ma perche' dimostra che e' possibile morire dolcemente.

Carissime, carissimi,
in questi giorni sono stato vicino a un caro amico che sta affrontando una grave malattia: Sergio Angeletti, in arte Angese. Questo articolo è stato scritto in n momento in cui non pensavamo che potesse sopravvivere. Ora sergio sta meglo.
Ve ne parlo non per rattristarvi ma per raccontarvi che e' possibile affrontare la morte in modo diverso.
Ve lo dico perche' credo che tutti abbiamo una paura fottuta del momento nel quale capisci che la tua vita sta per finire. E credo sia di conforto sapere che e' possibile affrontare questo momento serenamente.
Non che Sergio non avesse paura o non fosse dispiaciuto (se la tua morte non ti crea scompiglio sei un lobotomizzato emotivo oppure sei stupido). Ma e' riuscito a trovare un atteggiamento positivo anche di fronte a un evento cosi' sconvolgente.
La settimana scorsa ho scritto che era stato ricoverato per una "cazzata". Una peritonite agli intestini. Complicazioni seguite a una precedente operazione, invece ieri sono arrivate le analisi istologiche che insieme ai risultati della Tac hanno dato informazioni che non lasciano speranze. Ieri sera e' stato operato di nuovo d'urgenza anche se c'era poco da fare.
Ci siamo trovati intorno a lui che era ancora perfettamente lucido, desiderava avere intorno gli amici, almeno quelli che per ragioni geografiche potevano accorrere rapidamente.
Abbiamo parlato per ore con Paola, Irish, Rita, Angela ed Eleonora. Un po' scherzando, Sergio sparava battute esilaranti, un po' parlando del fatto che stava per morire. Era convinto di non risvegliarsi dall'anestesia. Ci ha dato istruzioni sulla sua sepoltura. E per la festa da fare al posto del funerale con i lamenti. Vuole essere cremato e seppellito ad Alcatraz sulla strada per la Torre, dove ci sono le pietre dipinte. Ha detto: "Seppellite li' i miei resti... Nel cimitero indiano." Vuole che ci mettiamo una pietra con sopra un cavallo dipinto, con il muso verso il ristorante, come se stesse tornando a casa dalla Torre. Poi ha voluto firmare la disposizione per essere cremato e una dichiarazione che richiedeva ai medici di evitare ogni accanimento terapeutico. E poi abbiamo parlato di cosa pensiamo succeda quando la vita finisce. Nessuno di noi e' credente ma non riusciamo neanche a immaginare che non continui a esistere nulla di nulla dei pensieri e dei ricordi. Non abbiamo le idee chiare, e in fondo non e' richiesto capirci qualche cosa di fronte al mistero della morte. Ma il semplice materialismo bruto (muori e basta) non ci sembra credibile. Forse non continua a esistere proprio la tua entita' cosciente ma solo qualche cosa di piu' labile... Ma proprio tutto tutto non puo' sparire. Quanto meno resta l'eco della tua vita. Come quando una boccia colpisce un'altra boccia mettendola in moto. Beh, non siamo arrivati a grandi conclusioni.
Comun      a surreale vederci li', intorno al suo letto a discutere della vita dopo la morte non in astratto ma come cosa imminente.
L'unica conclusione sicura a cui siamo giunti e' che una volta che Sergio sara' sepolto sotto la pietra con il cavallo dipinto, se qualcuno vorra' sapere come la pensa potra' andare li' e provare a parlargli.
Non ha garantito che rispondera' a tutti ma ci ha promesso che passando di li' sentiremo la sua amorevole presenza. Sono 30 anni che con Angese dividiamo le esperienze fondamentali della vita e so che se dice una cosa poi la fa. Se non esistesse niente dopo la vita, ma proprio niente, il nulla pressofuso degli atei duri, in ogni caso questa sarebbe solo una regola generale. E sicuramente Angese costituirebbe l'eccezione.
Il fatto che l'universo abbia sue leggi e' un suo problema non un nostro problema.
Si', perche' quando ti trovi a vedere una persona che affronta la morte, capendone la drammaticita' e la tristezza capisci anche che sta compiendo un gesto che trascende i limiti della condizione umana. In fondo Dio, se anche dovesse esistere, non ha grandi meriti: e' Dio, per lui e' l'unica condizione possibile. Non fa nessuna fatica. Invece l'essere umano, per riuscire a affrontare con relativa serenita' la fine della vita deve compiere un atto straordinario che camminare sull'acqua a confronto e' una sciocchezza.
Sergio Angese e' riuscito a dire a se stesso: ho vissuto alla grande, ho avuto una vita intensa, ho fatto esperienze grandiose, adesso e' finita, vaffanculo, mi va bene cosi'.
Grande Angese, lo abbiamo ringraziato tutti, dicendogli che ci stava facendo un regalo mostrandoci come si possa morire in modo degno, concludendo la vita con eleganza, riuscendo a stemperare l'angoscia.
L'ultima immagine di Sergio, che porto con me, per l'eternita': lui che viene sospinto via in barella per questi corridoi infiniti di questo ospedale fabbrica. Incredibilmente rimpicciolito - lui, che e' sempre stato possente - con la testolina sprofondata tra le lenzuola, guarda il muro del corridoio che scorre con un sorriso, sembra un sorriso incantato, che avresti guardando un capolavoro, un tramonto o tuo figlio che gioca.
Mi piace pensare che guardasse la vita, che persiste anche in uno squallido corridoio d'ospedale, con lo stupore che merita.
E auguro a tutti voi che mi leggete di saper affrontare la morte come Sergio.
E vi auguro anche di avere una vita intensa e di gustarla il piu' possibile. Secondo per secondo. E' l'unico valore che ti ritrovi quando finisce.
E vi auguro di amare molto molti amici. Avrete piu' occasioni per soffrire ma credo che sia bello avere intorno persone che ti amano quando la vita fisiologica termina. Soffrire per amore e' un prezzo accettabile da pagare per il lusso di amare e essere amati.
Credo che si possa accettare la fine solo se hai assaporato quello che hai vissuto e lo hai condiviso.

Aggiungo due riflessioni.
Se e' vero che la vita e' una sola e' anche vero che la morte e' una sola.
Credo che morendo si compia un'azione attiva che ha uno scopo anche se non saprei dire quale.
Probabilmente scoprirlo e' lo scopo della vita. Non e' un gioco di parole.
Questo e' un pensiero bifronte.
Da una parte sostengo che la morte potrebbe essere un fenomeno attivo che libera nell'universo l'energia mentale accumulata in una vita. E ipotizzo che lo scopo della vita e' alimentare e far crescere l'universo, migliorandolo attraverso l'apporto di miliardi di cariche energetiche liberate dai decessi. La qualita' dei decessi determina la potenza del miglioramento cui danno vita. Morendo bene diamo maggiori possibilita' di essere felici a chi vivra' dopo di noi.
D'altra parte la vita forse non ha uno scopo reale e quanto ho detto e' privo di costrutto. Ma in quanto io lo affermo, questo pensiero esiste e se riesco a morire restandone convinto ho creato uno scopo nella vita.
D'altronde per provare questa affermazione posso solo esistere assaporando la vita, e cio' da una parte mi dara' piacere, dall'altra mi permettera' di provare a me stesso che la vita ha un senso positivo e vale la pena migliorarla in quanto gia' cosi' mi permette di soddisfare la prima condizione essenziale: stabilire che la vita ha valore e quindi senso.
Forse la vita e' priva di senso ma noi possiamo compiere il miracolo di vivere talmente intensamente da poter dire, alla fine, eccone il senso, l'ho inventato io, l'ho costruito io e ora nessuno puo' mettere in dubbio che esista veramente.
Trovare il proprio senso della vita e' un atto che travalica i semplici limiti che essa stessa ci impone.
E probabilmente io sono sotto shock, senno' non avrei il coraggio di fare questi discorsi.

La nostra cultura rimuove la morte e poi la impaccheta in mille telefilm e telegiornali.
Non vogliamo parlare della morte ma non riusciamo a non pensarci. Non la affrontiamo come compimento del nostro lavoro di vivere e poi siamo disposti a pagare per vedere piu' morti di quelli che ci passa gratuitamente la tv. Cosi' ci abboniamo a Sky o andiamo al cinema.
Quanto sarebbe educativo invece discutere della propria morte anche a scuola e fare gite scolastiche in ospedale?
La morte e' una grande maestra. E' lei che ci insegna che la vita ha un immenso valore. La vita in se', non i grandi successi. La vita: guardare, camminare, annusare, toccare, correre, baciare, giocare, godere, mangiare, accarezzare e dire stupidaggini.

Mi sono sempre chiesto come mi trovero' io, come mi sentiro' quando capiro' che devo morire.
Ovviamente sommo privilegio sarebbe morire nel sonno. Ma se non mi e' dato...
Stare vicino ad Angese in queste ore mi ha insegnato un grande trucco.
Io sono il mio stato mentale di adesso. Ed e' ovvio che non possa pensare di dover affrontare la morte.
Ma quando ti trovi li', e sai che morirai presto, avviene una metamorfosi istantanea nella tua mente. Lo shock agisce in qualche modo come una droga miracolosa e, se riesci a guardare in faccia la situazione, entri in uno stato irreale dove puoi persino dare un senso alla morte. Beh, magari un senso no... Ma riesci almeno ad accettarla, a farla in qualche modo tua.
Lo stesso mi e' successo mentre andavo in ospedale la prima volta. Avevo paura di come avrei trovato Sergio dopo il primo intervento. Poi quando sei li' lo shock ti aiuta e ti trovi ad essere la persona che puo' affrontare quella prova. Pensare prima alle cose brutte non serve. Quando dovremo affrontarle, affiorera' dalla nostra mente piu' profonda un'identita' sconosciuta, un altro me stesso capace di affrontare quello stato perche' e' nato apposta per farlo. Averlo capito mi ha dato una grande tranquillita'.
Io non devo morire. Io sono quello che deve vivere perche' ora sto vivendo. Quando dovro' morire sara' un altro a doverlo fare. Uno specialista della propria morte.

2
Si muore una sola volta, abbiamo il diritto di farlo bene.

Se anche tu hai intenzione di morire (prima o poi), leggi qui.
Ospedali disumani e accanimento terapeutico.
Nell'altro articolo di oggi vi ho parlato di Sergio e di come ha affrontato la consapevolezza della sua morte imminente.
L'unico grande problema che ora ha lui e noi che gli vogliamo bene e' che non e' ancora morto. Il rischio terribile e' che finisca invischiato in un episodio di accanimento terapeutico.
A che serve soffrire ancora quando non ci sono piu' speranze?
Ognuno avrebbe il diritto di accomiatarsi dai suoi cari, ricevere qualche droga piacevole e poi un'anestesia totale, prima di ricevere una sostanza che ti termini senza dolore.
Ma come ben sapete, in Italia l'eutanasia e' vietata.
E si tratta di un doppio crimine contro l'umanita'.
Infatti oltre a provocare il dolore del malato e dei suoi cari, negare l'eutanasia significa rendere molto piu' difficile per un essere umano andarsene con una relativa serenita'.
Accettare l'idea della morte, accomiatarsi con un bel ricordo dalla vita, richiede una forza d'animo enorme.
Negare l'eutanasia significa portare l'essere umano oltre la sua capacita' di sopportazione e metterlo davanti alla fine della vita in condizioni psicofisiche disastrose, quindi rende difficilissimo avere una buona morte.
E questo e' un crimine orribile.
L'incivilta' di questo paese si tocca anche qui.
E fa il paio con il modo nel quale sono organizzati molti ospedali.
Non tutti per fortuna.
Ma, ahime', sono molti i reparti che funzionano malissimo, perche' sono gestiti da primari insensibili o incapaci.
Credo che a tutti sia capitato di vedere la lentezza e la burocrazia, le attese e la disorganizzazione di molti ospedali. Le piccole incivilta' di infermieri e medici che urlano e sbattono le porte.
Gabriella, mentre assisteva suo padre morente, protesto' con un infermiere per il vociare del personale.
E lui rispose: "Ma siamo in ospedale, si sa che qui non si riesce a riposare!"
Poi c'e' la piccola disumanita' di lasciare i pazienti da soli, nella sala pre operatoria. Quando operarono mia figlia di appendicite l'accompagnai alla sala operatoria mentre lei era in barella. E non volevano che entrassi con lei a farle compagnia fino a che l'anestesia avesse fatto effetto. L'infermiere si avvicina e mi dice: "Lei non puo' stare qui!" Potevo lasciare una bambina di 12 anni da sola, terrorizzata, ad aspettare l'anestesista?
Ero in una delle poche situazioni che mi rendono violento.
Dissi all'infermiere di chiamare la polizia e di avvisare che dovevano venire in tanti perche' avevo intenzione di fare molta resistenza. Ovviamente mi lasciarono con la mia bambina fino all'anestesia e nessuno provo' piu' a rompere i coglioni con le stronzate burocratiche.

E' assurdo che la battaglia per ottenere un'assistenza sanitaria piu' efficiente e pietosa trovi cosi' poco interesse nel Movimento per un mondo migliore. E' uno dei punti chiave che tiene le grandi masse lontane dal Movimento. Il Movimento ha delle priorita' politichesi e le grandi masse non sono stupide e scappano.
Priorita' sbagliate.
Anche perche' nessuno di noi e' immortale e rischiamo nella nostra vita di dover fare i conti con l'assistenza sanitaria e l'accanimento terapeutico. Lottate adesso, farlo in punto di morte e' un casino.

3
Perche' oggi non pubblichiamo la terza puntata del romanzo.
Ieri e' stata una giornata intensa. Con Sergio all'ospedale, l'intervento d'urgenza eccetera. Torniamo a casa di notte e c'e' una bufera di neve. Riesco ad andare a dormire alle 3. E mentre dormo un ladro forza la porta di casa mia e mi ruba il computer, un meraviglioso Mac portatile color argento, con la terza puntata del romanzo. Avevo fatto una copia sulla pennina che avevo messo sulla libreria dentro la borsa del portatile. Hanno rubato anche quella. E oggi non ho proprio avuto la forza di riscriverla.
Ringrazio il ladro per non avermi sgozzato nel sonno.
E vi prego di pazientare fino alla prossima domenica. 

Jacopo

PS: Se trovate in giro un Mac portatile, color argento 17 pollici, con un'ammaccatura sulla sinistra della tastiera, sulla ghiera dell'amplificatore, e' il mio.

Constatare che la tua casa e' stata violata e' traumatizzante.
Ma forse riusciro' a costruire una teoria positiva anche su questo.
L'intelligenza e' l'arte di cambiare le carte in tavola.
C'era un tempo in cui nessuno voleva mangiare le interiora di bovino piene di cacca.
Poi qualcuno invento' la TRIPPA.
Il resto e' cronaca.


Voglio diventare alcolizzato!

Una volta sognavamo la Rivoluzione, il Mondo Migliore o almeno un Nuovo Modello di Sviluppo.
Adesso il massimo delle mie aspirazioni e' diventare alcolizzato all'ultimo stadio.
Voglio trascinarmi per strada con una bottiglia di gin di pessima qualita' nascosta in un sacchetto e non essere piu' in grado di ricordarmi chi sia Veltroni, Berlusconi, D'Alema.
Che altro posso fare per sopravvivere all'angoscia di una situazione politica che non va da nessuna parte?
Siamo immersi in una crisi mentale, sessuale e ideale.
Siamo prigionieri di una ghenga sincopata di politici bolsi. Il nuovo che avanza annega quotidianamente sommerso da dosi di merda diarroica.
E si staglia orrenda la prospettiva di rivedere la Banda Bassotti al governo, il partito dei nani e delle veline.
Non mi ricordo quando mi sono abbonato a una realta' che sembra un esperimento sulla schizofrenia dei ratti.
Ma checcazzo fa il governo? Checcazzo fa la sinistra, checcazzo fa Di Pietro?
Sono tentato di ripetere l'ansiogeno elenco delle leggi che ci aspettavamo fossero cancellate subito e di quelle che eravamo sicuri avrebbero approvato immediatamente. Ma mi astengo perche' riscrivere per la centesima volta quelle parole sarebbe orribile. Sessualmente depressivo.
E non ce la faccio neanche piu' a dire ai compagni del movimento che la protesta non basta e bisogna imboccare la via di un'opposizione vera. Si', perche' dopo il radioso Vaffanculo Day, ci si trova a brancolare nel buio emotivo della ripetizione della mobilitazione di piazza, inutile coazione a ripetere...
E pochi han preso sul serio i nostri appelli a un movimento perche', dopo aver protestato, si metta a costruire partendo dai gruppi di acquisto, dall'ironia di massa e dagli abbracci gratis.
Allora che faccio?
Smetto di scrivere di politica e mi do' alla letteratura occulta?
Chiedo l'eutanasia per non dover piu' soffrire come una bestia di fronte allo spettacolo osceno delle polemiche da telegiornale?

Sono seriamente in crisi.
Dal punto di vista professionale, come scrittore, non so piu' che cosa raccontare.
Da mesi mi rigiro in questo empasse, trappola emotiva per topi.
E scrivere queste righe non mi ha dato la soluzione.
Il massimo che riesco a immaginare e' questo sfogo.
La mia musa ispiratrice, la chimera che guida la mia anima, non so dove sia finita.
Da un anno ormai macino inizi di romanzi e racconti che mi si avvizziscono in mano perche' mi accorgo che mancano della forza necessaria per superare il cicalio dei mortiferi cellulari mediatici, per superare le vertigini che mi prendono guardandomi intorno, in questo ipermercato della desolazione.

La situazione italiana e' ingessata al di la' di qualunque incubo.
Il movimento progressista gira a vuoto in questa melma gelatinosa, la speranza respira solo con il polmone artificiale.
Che faccio?
Che dico?
Cosa sogno?

Mi rendo conto che non posso finire qui questo articolo.
Sarebbe un'istigazione al Valium totale.
E mi ricordo la nonna di Toni Barra che, citando Bertoldt Brecht, diceva che quando tutto crolla e il fango travolge le grandi speranze e' il momento di decidere se essere un ribelle e' veramente l'unica possibilita', qualunque cosa succeda.
Ma a cosa posso ribellarmi in questa tempesta di sabbia obnubilante?

Ho dovuto pensare un po' su questa domanda che mi e' uscita sullo schermo del computer, dettata dalla mia mente non razionale. Ho letto con la parte raziocinante le parole e, come a scuola durante l'interrogazione di greco, mi sono accorto di non avere nessuna risposta.

A cosa posso ribellarmi in un momento nel quale le ribellioni si infrangono su muri di gomma planetari?

Scartate tutte le ipotesi possibili restano soltanto le ipotesi impossibili.

L'unico terreno sul quale la rivolta oggi puo' dare risultati immediati (necessari per evitare l'imminente annegamento) e' l'unico terreno sul quale non devo fare i conti con la marea nera dei veti incrociati.

Io.
Si', io. La soluzione ora mi appare chiara. Non e' un artifizio letterario.
Scrivendo queste righe mi sono accorto che posso essere fedele in un solo modo al desiderio di battere un nemico al giorno.
Oggi mi tocca ribellarmi a me stesso.
Si', perche' oggi non posso restare nella comodita' di attaccare qualcun altro.
Oggi tocca che mi scomodo.
Un soldato solo non fa la guerra.
Quindi devo chiedermi: in che modo sono complice dello stato di fatto?
Dentro di me si nasconde un briciolo di ne-carne-ne-pescismo veltroniano?
Sono affetto di caoticita' autodistruttiva dipietrista? Sono un po' nano e un po' psicotico anch'io? Oppure c'e' in me un sottile doppialamismo dalemiano? E, infine, ho la vocazione al sono-stato-bravo-ma-ho-perso-lo-stessismo-prodista?

La risposta e' si'.
Sento che questa melma mi ha corrotto.
In qualche modo ne faccio parte.
Torno indietro di 30 anni, a quando il peso delle esperienze negative non mi aveva ancora infeltrito la voglia.
E sento che avrei potuto essere piu' fedele a me stesso.
Troppe volte ho sacrificato la spontaneita' al ragionamento.
Questo stare chino sulla mia rabbia contro i potenti e' diventato spesso un alibi per sentirmi impegnato e giusto e magari rifiutare di inventarmi una giornata dedicata all'amore, al gioco, agli amici, ai figli.
Si', per molti versi il mio impegno politico di questi anni, battaglia donchisciottesca, e' stato un paravento per nascondermi dalla vita quotidiana, dalla sfida di portare nell'esperienza di tutti i giorni elementi nuovi.
Voglia di ribellarmi alla tendenza del mio rapporto d'amore di arrotolarsi su se stesso.
Voglia di ribellarmi agli anni della crescita delle mie figlie che scivolano via lasciandomi con la sensazione che avrei potuto vivermi piu' momenti con loro.
La rivoluzione: o la porti nelle tue giornate, sconvolgendo le priorita' che ti impone il sistema mentale della velocita' e della catastrofe incombente oppure, alla lunga diventa nevrosi rivoluzionaria, ninfomania politica.
Quindi oggi proclamo la mia personale giornata di lotta contro la perdita di ideali e tradimento del programma elettorale del mio personale governo interno.
Prendo su la famiglia e dopo mesi di superlavoro fotovoltaico ci andiamo a fare una gita. Andiamo a trovare Angese.it a Massa Martana, dove si e' costruito un favoloso pavimento di legno, intarsiando con le sue mani arabeschi. E andiamo a vedere uno dei piu' antichi ponti romani, che, completamente ignorato dalle promozioni turistiche, sta giusto li', sotto Massa Martana.
E cercheremo un buon ristorante e parleremo solo di questioni divertenti.
E poi, stasera, parlero' con mia moglie, la donna della mia vita, e le diro' di quanto sono stato stupido, a scrivere di ambiente piu' di quanto abbia scritto del nostro amore e del fatto, certo piu' di un mulino a vento, che ho avuto una grande fortuna a conoscerla e essere comunque riuscito a non rovinare tutto, e trovarmi ancora, dopo 12 anni, a desiderarla in modo selvaggio.

Il mio programma di lotta per l'inverno e' molto semplice: scherzare di piu', fare molto piu' sesso, raddoppiare i massaggi, costruire un grande igloo con le bambine e andare una settimana a Ginevra a vedere come fanno gli svizzeri a vivere senza burocrazia. E voglio dipingere 100 quadri di donne nude e scrivere il romanzo piu' scemo della storia del mondo.
Un romanzo che la gente lo legge e non riesce a smettere di ridere. E ride talmente tanto che si dimentica che viviamo in Italia, il paese dove galleggiano gli stronzi.

 

Jacopo Fo


YOGA DEMENZIALE 2 - dal 27-12-07 al 2-1-08

Care amiche e amici,

sono lieto di presentarvi un'altra mirabolante iniziativa volta migliorare il mondo, la qualità della marmellata di arance e i livelli di piacere percepibili in un bacio.

Nello splendore della Libera Università di Alcatraz ecco a voi

 

YOGA DEMENZIALE 2

Non si tratta di un approfondimento del corso di primo livello, non si tratta di un rimescolamento degli stessi discorsi, bensì di QUALCHE COSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO!
Un mirabolante viaggio alla scoperta di un aspetto essenziale e, come al solito, nascosto, della nostra nobilissima esistenza.
Questo corso si svolgerà solo una volta all'anno, solo a Capodanno, dal 27-12-07 al 2-1-08 e essendo rivolto essenzialmente a chi ha già frequentato un corso di Yoga Demenziale darà la possibilità di conoscere altre meravigliose persone che hanno frequentato Alcatraz condividendone lo spirito. Il che ovviamente è prova indiscutibile di eccellenza (modestamente...).
Il mio dissennato proposito è di realizzare un viaggio all'interno dell'idea della vita come avventura, spettacolo, lotteria pirotecnica, tavola imbandita di opportunità.
Insieme alla solita band vi proporrò di osservare l'esistenza da un punto di vista completamente nuovo.
Grazie a esperimenti buffi fisici e mentali, allocuzioni come senso estetico della vita, avere stile, sentire la magia del mondo, essere centrati, ascoltare il corpo come un maestro, curare l'intenzione, cambiare stato psicofisico, modulare le vibrazioni, assumeranno un senso completamente diverso. In questo corso parlerò molto meno e vi chiederò di parlare e sperimentare molto di più.
Vorrei riuscire insieme a voi a mappare alcuni elementi determinanti nel nostro modo di vivere, sentire e pensare.
Spero di aver destato una curiosità spasmodica e spero mi regalerete ancora una volta la vostra fiducia. Ho aspettato 25 anni prima di proporre un altro tipo di corso e sono (ragionevolmente) sicuro di essere arrivato, dopo tante ricerche, a poter dire qualche cosa di nuovo.
Sono partito da un problema di emorroidi assolutamente insopportabile, un cul de sac che mi ha costretto ad accettare il fatto che tutto il mio yoga non aveva ancora affrontato un problema che si nascondeva da qualche parte, al di fuori delle mappe mentali che avevo faticosamente costruito.
Ho dovuto così ripercorrere per più di un anno tutte le convinzioni che avevo costruito alla ricerca di un pezzo inesplorato del rapporto tra me e il mondo.
Alla fine l'ho beccato. E come al solito ho scoperto che era una cazzata mostruosa, assolutamente banale, evidente, semplice.
Poi ho dovuto capire che nesso c'era tra questo e le mie emorroidi con continue sorprendenti guarigioni e drastiche ricadute.
Comunque non parleremo delle mie emorroidi. Sceglierò temi più aulici.
A questo punto spero che tu muoia dalla voglia di sapere il resto.
E spero che tu sopravviva fino a Capodanno per riuscirci.
Va bene, mi fermo qui prima di cadere nell'irreparabile.
Un abbraccio a tutti.

Jacopo Fo

Per maggiori informazioni e prenotazioni chiama lo 075 9229938/39 oppure manda una mail a info@alcatraz.it

 


Gratis a Alcatraz: vieni a inventare una Libera Universita'.

Ho buttato li' questa idea di venire gratis a Alcatraz tra il 15 settembre e il 30 ottobre (minimo 24 giorni) a raccogliere legna e mettersi alla prova con stage teorico-pratici.
La mia proposta ha raccolto parecchie risposte entusiastiche e questo mi ha confortato.
E dopo giorni passati a fare i conti e a vedere se poteva veramente stare in piedi economicamente tutta la storia sono arrivato alla conclusione ponderata che possiamo riuscire veramente a gestire Alcatraz in pareggio per 45 giorni, senza far pagare niente a 30 stagisti. Ovviamente le varianti sono numerose e i rischi economici notevoli. Ma affrontandoli ci sentiremo estremamente vivi. Il che e' bene.
Ma cosa faremo nelle 4 ore al giorno dedicate ai seminari?
Su questo sono 25 anni che faccio sogni.
E in effetti se questo esperimento funzionasse potremo veramente creare un'esperienza assolutamente nuova e ripetibile.
Una Libera Universita' gratuita dove si fanno esperienze unendo studio e lavoro pratico e dando la reale possibilita' a persone motivate di costruirsi un'attivita' lavorativa appassionate, appagante e remunerativa.
Ecco quindi (udite udite) il Grandioso Programma Didattico Teoricopratico.

ATTENZIONE SI TRATTA DI UNA PROPOSTA. LE ATTIVITA' SI SVOLGERANNO REALMENTE SOLO SE VI SARANNO ALMENO 5 PARTECIPANTI A OGNI "CLASSE", DISPOSTI A RESTARE A ALCATRAZ PER ALMENO 24 GIORNI. QUINDI SE UN TEMA TI INTERESSA DATTI DA FARE A TROVARE ALTRI 4 ISCRITTI.

Sezione scrittura Libri Antagonisti.
Realizzazione di un volume sugli svizzeri.
Nell'alta Lombardia quando vuoi dire che uno e' ciula dici: "sei un po' svizzero". Invece gli svizzeri sono dei geni. Tanto per dirne una da 700 anni non fanno una guerra. Come hanno fatto?
Il titolo provvisorio del libro e' "Perche' gli svizzeri sono piu' intelligenti degli italiani." L'obiettivo e' realizzare una ricerca (internet, biblioteca, interviste telefoniche) e discussione, scrivere quel che vien fuori e andare a casa con il libro stampato e rilegato. Prossimamente scrivero' un post dando tutti gli elementi sul tema che ho finora raccolto.

Sezione Naturopata Olistico

Un seminario che dia una conoscenza generale delle terapie naturali e metta in grado di utilizzare in modo appropriato alcune tecniche base di massaggio e che permetta un intenso allenamento pratico. Inoltre vorremmo formare la capacita' di insegnare semplici sistemi di rilassamento e movimento che permettano alle persone di mantenersi in buona salute.
Ci sono molti corsi per diventare naturopata basati sull'insegnamento di sistemi terapeutici ognuno dei quali richiederebbe anni di studio. Il risultato e' quello di formare persone che poi non sono realmente in grado di curare nessuno perche' non conoscono a sufficienza nessuna terapia.
La nostra proposta e' quella invece di offrire una specializzazione approfondita su una sola tecnica elementare: il Movimento Spontaneo (vedi "La Rivoluzione Pigra"  http://www.jacopofo.com/?q=node/1531).
Ci siamo inspirati all'esperienza cinese dei Medici dai Piedi Scalzi che avevano una formazione generica sulle regole dell'igiene di base e una preparazione specialistica su una sola malattia. Riuscirono a dar vita a una rivoluzione sanitaria ottenendo risultati enormi come quello di debellare la sifilide in pochi anni.
Non ci proponiamo di formare terapeuti ma facilitatori del benessere.
Soprattutto ci poniamo il problema di non mandare in giro gente a fare danni.
A partire da questa esperienza che permette di offrire subito un servizio di base, ma veramente utile, una persona potra' poi intraprendere il difficile e lungo percorso per diventare sul serio Naturopata Olistico.

Realizzazione dell'Autostrada Informatica Ribelle.
A partire dal 15 settembre lanceremo
una proposta di scambio link e affiliazione per dare ai siti del Movimento maggiore visibilita' e creare una rete di contatti. Inoltre creeremo un sistema di affiliazione che permettera' ai siti di ospitare un pacchetto di pubblicita' di web shop etici e ecologici traendone benefici anche economici in modo da potenziare la capacita' di iniziativa culturale.
Durante lo stage ci occuperemo di sviluppare concretamente questo progetto. Ci sara' anche la possibilita' di realizzare un proprio sito all'interno della rete e di studiare modi per permettere ai siti gemellati di interagire.
(Per collaborare a questa impresa e' necessario portarsi un computer portatile).

Realizzazione campagna di promozione delle ecotecnologie.
Vogliamo sviluppare l'attivita' intrapresa con il gruppo d'acquisto fotovoltaico.
L'idea e' di sviluppare una rete di promotori-informatori. Sperimenteremo vari sistemi per far conoscere le possibilita' offerte dalle ecotecnologie.
In primo luogo assemblee di zona nelle case del popolo, nei circoli Arci e nei bar. Vedremo come organizzarle, pubblicizzarle, gestirle. Sperimenteremo poi altri sistemi e vedremo in pratica quali danno risultati.

Lo spirito dell'impresa
Come ho gia' detto questa idea di 45 giorni di universita' libera e gratuita e' un esperimento totale. Lo ripeto perche' non vorrei che ci si facesse delle aspettative sbagliate.
Ovviamente il primo interrogativo e' se ci saranno persone sufficienti disposte a restare per almeno 24 giorni di seguito in modo di potere creare iniziative organiche.
Se questo non avverra' dovremo ripiegare su attivita' piu' semplici. Fare un discorso coerente con persone che restano pochi giorni non e' pensabile.
In caso non ci fosse un numero sufficiente di persone disposte a restare per 24 giorni proporremo comunque una serie di lezioni e di discussioni ogni giorno e cercheremo di inventarci assieme attivita' che abbia senso seguire anche per pochi giorni.
Per adesso mi interessa capire se ci sono adesioni sufficienti o no.
Vi daro' notizia degli sviluppi e approfondiro' i temi proposti nei prossimi post.

ATTENZIONE
Alle persone che vogliono partecipare a questo esperimento e' richiesto impegno.
Vorremmo essere chiari su questo.
E' richiesto senso di responsabilita'.
Crediamo che imparare, vivere assieme, inventarsi una professione indipendente e etica sia difficile e non ci interessa sprecare il tempo con chi non ha voglia di impegnarsi e di rispettare le regole elementari del vivere e lavorare insieme.

Jacopo Fo


Io vi sfido, comunisti bastardi!

Il Corriere della Sera sta conducendo una campagna di denuncia contro lo spreco di stato che lo porta a sinistra delle posizioni di Lotta Continua del 1977.
Il libro di Rizzo e Stella, "La Casta", e' in testa alle classifiche dei libri piu' venduti.
Montezemolo grida contro i costi della politica.
E grazie ai titoli cubitali di tutti i quotidiani ora anche i sassi sanno che la Camera dei Deputati ci costa 1 miliardo e rotti di euro. 2000 miliardi di lire.
Duemila miliardi di lire. Aggiungi i costi del Senato e del Quirinale e dei ministeri e arrivi a una cifra di denaro intorno ai 4000 miliardi di lire. Molto piu' del doppio dei costi di Francia, Germania, Inghilterra.
Un bilancio che offende qualunque buon senso, qualunque decenza, qualunque moralita'. E mentre milioni di italiani faticano ad arrivare a fine mese la classe politica brucia quantita' di denaro immense. A colpi di delirio: un pasto alla camera costa 90 euro a coperto, gli onorevoli pagano 9 euro. I cittadini 81.
I M P O S S I B I L E da credere, da giustificare, da comprendere.
E gli italiani che fanno?
Bofonchiano al bar, mugugnano in metropolitana, si lamentano in ufficio.
Patetico popolo di cazzoni senza spina dorsale, idee, volonta', ideali.
Troppo abituati a chinare la testa, chiedere una raccomandazione, una spintarella, un aiutino piccolino.
E sinceramente se tieni la testa sulle spalle e i piedi per terra, non puoi credere che si riuscira' a uscire da questa merda.
Non c'e' alcuna possibilita'. Il sistema appare perfetto e onnipotente. L'opposizione dei ribelli risibile e impotente.
Il sistema ha scavato un buco morale nella societa', una rete di complicita' nutrita da guadagni sibaritici, stipendi generosissimi, piccoli favori meschini, impunita', alleanze, regalie. Uscieri che non fanno un cazzo, difendono il loro stipendio insieme a funzionari pubblici che approfittano del loro posto nella rete merdona delle leggi impossibili che puoi aggirare ottenendo autorizzazioni, per legge negate, grazie agli amici. Scorciatoie, mangiatoie, tangenti.
Non sembra proprio che ci sia una via per uscirne.
I metodi della vecchia militanza, le strategie facili dei cortei di piazza, i volantini, i blog incazzati non sembrano proprio avere la forza necessaria per cambiare veramente la struttura di questa societa' italiana marcia e putrida, con un'evasione fiscale di piu' di cento miliardi di euro. Duecentomila miliardi di lire.
Abbiamo di fronte un costo della politica e dello spreco di stato, della burocrazia cretina e delle opere incompiute difficile da quantificare ma sicuramente nell'ordine di decine di miliardi di euro all'anno. E contempliamo raggelati un costo altrettanto enorme dei frutti avvelenati di uno stato che non funziona. Alla politica va imputato il costo della criminalita', del disfunzionamento della giustizia, degli incidenti stradali (altro record italiano), della malasanita', dell'inquinamento: altre decine di miliardi di euro.
All'anno. Tutti gli anni.

Una muraglia cinese di soldi nostri buttati al vento. Un oceano di difficolta' e sofferenze per milioni di cittadini che non riescono a sedersi alla tavola imbandita dei vincenti.

E tutto questo ormai e' chiaro, detto e ridetto da decine di eccellenti trasmissioni televisive, libri, giornali, pagine web.

E' chiaro che solo se succedera' qualche cosa di nuovo, solo se si fara' strada un'idea diversa della politica, dell'iniziativa, della protesta, della resistenza al sistema del dolore, solo allora potremo sognare un cambiamento.
Ma niente di questo si vede all'orizzonte.
Neppure si riesce a ipotizzare questo cambiamento di strategia e di tattica.

I partiti della sinistra sono parte del sistema della pappatoria totale.
I movimenti vivono un'era asfittica di opposizione senza fantasia e senza capacita' di incidere sulla realta': chiusi nei nostri ghetti ci lamentiamo.

Cari compagni, comunisti bastardi, sopravvissuti ai sogni di un mondo migliore, ribelli artritici, abbiamo di fronte una prova immensa.
E non sembra proprio che abbiamo la forza, l'energia e l'intelligenza per affrontarla.
Guardiamoci in faccia: siamo vecchi, siamo stanchi, siamo bravi a parlare e a litigare tra di noi e non abbiamo certo il fiato per metterci a scalare questa montagna di merda franosa.
Facciamo solo finta. Ginnastica.

Dalla nostra parte abbiamo solo un elemento: qualche cosa che ci ha contaminato la mente cancellando, inspiegabilmente, insieme a vecchi numeri di telefono di donne che abbiamo amato, anche la capacita' di smettere di incazzarci.
E allora e' inutile la manfrina di continuare a dire che tanto non c'e' niente da fare contro questa merda che abbiamo di fronte da quando siamo nati.
Allora prendiamo la situazione per quello che e'. Fino che saremo vivi continueremo a fare quel che vogliamo fare, qualunque cosa sia, e non potremo smettere di cospirare contro questo schifo, sperando che finalmente crolli.
Ma allora, se proprio non riusciamo a farne a meno, mettiamoci a ragionare sul serio sulle possibilita'.
E allora vi sfido, comunisti bastardi, amici miei, a spremere quel poco di cervello che ci e' restato dopo gli eccessi di consumi di sostanze psicotrope, alcool, notti in bianco sui treni verso i punti di raduno dei cortei e amori terribili e incompresi e disgrazie crudeli che ci hanno tagliato il fiato e impietrito l'anima.

E la prima mossa, come in tutti i grandi complotti che si rispettano, e' cominciare a discutere, scientificamente.
E quel che segue e' il mio contributo alla discussione.
E tanto per cominciare con il piede giusto vorrei circoscrivere questa discussione al cosa fare e come.
Se ci mettiamo a discutere di teoria, di filosofia, di Hegel e Marx siamo fottuti, lo sappiamo per esperienza.
E non partiro' neppure da zero in questa discussione. Ci sono una serie di punti fermi che do per scontati.
Non sto parlando a tutti ma solo ai miei compagni. A quelli che in questi due decenni durissimi hanno fatto la scelta dell'opposizione concreta, della costruzione di pezzi di alternativa: il consumo critico, il commercio equo e solidale, il boicottaggio economico delle multinazionali del dolore, la diffusione dei consumi etici, del biologico, delle ecotecnologie, la ricerca di nuove vie di comunicazione e organizzazione all'interno della rete, una nuova idea sulla vita, l'etica, l'amore, i sentimenti.
Su questi temi ho scritto gia' abbastanza. In particolare rimando a tre testi: "Pessimismo cosmico e gnocca globale" e "Perche' internet salvera' il mondo" e "La rivoluzione pigra".

Da dove comincia la nuova politica?

Tutta l'attenzione di sindacati, partiti e buona parte del Movimento e' incentrata su richieste di aumenti salariali, pensionistici, assistenziali eccetera.
Il ragionamento cardine della sinistra e': i lavoratori, i disoccupati, gli emarginati hanno bisogno di piu' soldi, facciamoceli dare.
In una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando questa strategia e' perdente.
Io credo che il centro della nostra strategia dovrebbe essere invece la lotta allo spreco, ai costi deliranti della politica alla burocrazia e all'inefficienza.
Come ho detto all'inizio, ogni anno l'Italia butta via una cifra di denaro nell'ordine di un paio di centinaia di miliardi di euro (400 mila miliardi di lire).
Quindi, non si tratta di chiedere aumenti salariali quanto di imporre un taglio dello spreco che realisticamente potrebbe raggiungere i cento miliardi di euro: duecentomila miliardi di lire.
Una ricchezza enorme che potrebbe liberare energie colossali e creare benessere e ricchezza per i lavoratori.
Tagliare i costi e i tempi della burocrazia, spuntare le unghie alla criminalita' vorrebbe dire rendere piu' competitivi i prodotti italiani. Far funzionare la macchina dello Stato vorrebbe dire cancellare una tassa nascosta che costa a piccole e medie imprese il 20% almeno del fatturato. Ma questo calcolo economico non rende l'idea della potenzialita' di un simile cambiamento.
In Italia siamo in testa alle classiche della corruzione, delle fatture non pagate, dei fallimenti, delle piccole truffe e camurrie messe in atto da banche, assicurazioni, aziende telefoniche eccetera. Sistematicamente le aziende disoneste e quelle infiltrate dai capitali mafiosi hanno piu' probabilita' di fare affari delle aziende che lavorano onestamente. I furbi ottengono facilmente quelle autorizzazioni e quelle facilitazioni che invece sono negate a chi lavora con qualita' e impegno. Quindi non solo le aziende gestite da persone onorevoli pagano una tassa supplementare del 20% (burocrazia, criminalita', disonesta' commerciale), devono pure pagare le tasse per chi non le paga e devono inoltre sprecare energie preziose (mentali ed economiche) per non annegare in un sistema che privilegia i peggiori.
Dare opportunita' agli onesti moltiplicherebbe per 3 volte la loro capacita' di iniziativa economica e di innovazione.
A questo e' da aggiungere che, a causa dell'inefficienza latrocinante della politica, in Italia i servizi essenziali funzionano male: mancano infrastrutture essenziali.
Ad esempio, il trasporto delle merci ha un costo enorme perche' non esiste un sistema di interfaccia tra il trasporto su rotaia (per le grandi distanze) e il trasporto su ruote (dalla stazione piu' vicina al punto di consegna). In molti altri paesi in ogni stazione esistono strutture che permettono di scaricare velocemente i container dai treni caricandoli sui camion.
Non esistono poi sistemi analoghi di interfaccia tra il trasporto su acqua e quello su ruote. Addirittura, la nostra meravigliosa rete di fiumi e canali, che fino a cento anni fa assorbiva gran parte del trasporto di merci, e' quasi impraticabile per il suo totale abbandono. Il trasporto su acqua e' quello meno costoso ed e' essenziale per le grandi potenze economiche.
Il fatto che in Italia cio' non esista provoca un aumento vertiginoso del trasporto su ruote intasando le autostrade e quindi creando un costo enorme in termini di rallentamento del traffico, di usura delle strade e di investimenti per lo sviluppo della rete stradale costantemente insufficiente. Sviluppare dell'1% la rete stradale ha un costo enormemente maggiore che ottenere lo stesso aumento di capienza, in termini di tonnellaggio, della rete ferroviaria o idrica.
Una rivoluzione in questa direzione porterebbe a una diminuzione dei costi di tutti i prodotti italiani, una diminuzione del costo al consumo di tutte le merci e di tutti i servizi, una diminuzione delle ore di lavoro (andare e tornare dal lavoro e' un lavoro e NON e' pagato).
Inoltre si otterrebbe una riduzione dell'inquinamento, delle malattie dovute ad esso, delle giornate perse e dei costi dell'assistenza medica e una maggior efficienza di tutto il sistema produttivo.
Infine, si otterrebbe una diminuzione notevole del consumo di carburanti e un conseguente miglioramento della bilancia dei pagamenti con l'estero, quindi una maggiore solidita' del Sistema Italia.
Discorsi analoghi li potremmo realizzare a proposito dei costi della telefonia e del mancato collegamento a internet veloce di parte del paese, della mancanza di garanzie sul sistema azionario (Parmalat docet), dell'assenza di controlli sull'inquinamento, sulla qualita' dei prodotti e dei contratti di massa (telefonia, assicurazioni, banche ecc), della cattiva qualita' della scuola e della formazione, della mancanza di mezzi per la ricerca, dei tempi biblici della giustizia e della mancanza di certezza della pena (viviamo nel paradiso dei cavilli legali che permettono ai delinquenti di salvarsi).
Un'azione intelligente, efficiente e decisa in tutti questi settori porterebbe a un aumento enorme del benessere degli italiani, una maggiore ricchezza reale a parita' di stipendio, uno sviluppo dell'economia, una diminuzione della disoccupazione, una diminuzione dei prezzi (visto che il 20% del costo di un qualunque prodotto italiano e' costituito dal costo della burocrazia e dei truffatori, grazie dell'inefficienza del sistema giudiziario). A questo 20% andrebbe poi aggiunto il costo dell'inefficienza delle infrastrutture e dei servizi (trasporti eccetera).
E' impossibile pensare oggi di ottenere un aumento degli stipendi dei lavoratori del 20%. E' invece possibile ottenere una diminuzione dei prezzi delle merci e dei servizi teoricamente superiore a piu' del 20%. Ovviamente, centrare interamente questo obiettivo e' improbabile ma e' realistico pensare di ottenere una diminuzione del 10% dei prezzi al consumo in 5 anni.
Abbiamo visto risultati di questo genere nel mercato dei computer, dei cellulari, dei viaggi aerei. Perche' non possiamo sognare un taglio dei costi di tutte le merci ottenuto grazie a una razionalizzazione del Sistema Italia?

Stiamo parlando di dare a tutti i lavoratori l'equivalente di uno stipendio in piu' all'anno.

Mettere al centro della nostra iniziativa politica la lotta alla burocrazia, allo spreco, all'inefficienza, alla disonesta' economica, alla corruzione, alla criminalita' cambierebbe completamente la nostra capacita' di incidere sulla realta'.
Riusciremmo a costruire un'alleanza tra i lavoratori e gli artigiani, i commercianti, i piccoli e i medi imprenditori capace di opporsi al blocco sociale costituito da classe politica, grandi gruppi economici e le caste privilegiate di funzionari pubblici, avvocati, notai, commercialisti, truffatori e delinquenti che hanno tutto l'interesse a continuare a vivere in un sistema che non funziona.
Vogliamo veramente liberarci dal giogo delle corporazioni e delle massonerie?
I leader della sinistra parlamentare e del Movimento lo dicono ma non vogliono capire che solo dando efficienza all'Italia possiamo riuscirci.

Tre stipendi in piu' all'anno per tutti i lavoratori e i pensionati!!!

Il secondo punto del nostro programma rivoluzionario dovrebbe essere la consociazione dei consumatori.
Oggi il sistema con il quale i lavoratori spendono i loro salari e' basato sulla debolezza dei consumatori e sulla pervicace prepotenza delle multinazionali che controllano il mercato.
Semplicemente organizzando acquisti collettivi di generi di prima necessita' e consociando servizi semplici (banche del tempo) possiamo ottenere un risparmio pari a uno stipendio all'anno.
Lo hanno dimostrato i gruppi di acquisto che stanno sviluppandosi ovunque.
Il movimento degli acquisti collettivi e' la spina dorsale della nostra strategia.
Si ottiene l'effetto immediato di pagare meno merci migliori e si diffonde la cultura della collaborazione. E la cultura della collaborazione innesca comportamenti che portano a ulteriori vantaggi economici e esistenziali.
Andare in discoteca costa 20 euro, organizzare una festa tra amici non costa quasi niente e ti diverti 6 volte di piu'.

Oggi i gruppi di acquisto soffrono per due scelte ideologiche che ne limitano fortemente la forza.
Innanzi tutto sono generalmente esclusi dagli acquisti collettivi tutti i servizi (banche, assicurazioni, telefonia, elettricita', viaggi ecc) e molti prodotti (auto, cellulari, computer, elettrodomestici). Non ha senso: consociamo tutti i consumi, non solo quelli elementari.
Ma alla scelta di comprare collettivamente solo i prodotti di base (cibo, vestiti, detersivi, ecc) e' collegata la scelta di gestire i gruppi di acquisto solo con il lavoro volontario. Il Movimento e' terrorizzato all'idea di costruire delle centrali professionali che gestiscano grandi contratti collettivi. Anche perche' si porrebbe automaticamente la necessita' di pagare questi professionisti che andrebbero a trattare contratti da milioni di euro.
E' inaccettabile, per il modo di vedere di molti compagni, che un membro di un gruppo di acquisto sia pagato per gestire il gruppo stesso, figuriamoci l'idea di dare 10 mila euro al mese a un manager che deve contrattare  e controllare centomila contratti telefonici.
Oggi un dirigente di una multinazionale supera facilmente le decine di migliaia di euro al mese di stipendio. Come e' possibile pensare di avere manager di grande livello offrendo loro 1500 euro al mese? Se chiediamo a un grande professionista di lavorare per una grande causa rinunciando al 90% del suo stipendio potenziale forse ci da' retta. Ma se gli chiediamo di rinunciare al 98,5% del suo stipendio potenziale ci mandera' affanculo.
Non possiamo pensare di trovare decine di santi che siano contemporaneamente grandi professionisti. Il massimo che possiamo sperare e' trovare dei grandi professionisti che siano disposti a lavorare per uno stipendio non esagerato.
Io sarei disposto a pagare anche 20 mila euro al mese uno capace di organizzarmi un contratto di telefonia collettiva che frutti un risparmio del 20% dei costi telefonici a milioni di consociati.
Il problema di quanto siamo disposti a pagare manager capaci e onesti, disposti a lavorare in modo trasparente sotto il costante controllo dei gruppi di acquisto, e' centrale.
Se riuscissimo a consociare 100mila persone potremmo anche decidere COME vogliamo i prodotti che acquisteremo. Ad esempio, potremmo comprare ogni anno 10mila auto ecologiche, che consumano meno di 2 litri di carburante per 100 chilometri, che sono coperte di pannelli solari fotovoltaici e hanno un sistema di propulsione ibrido (carburante-elettrico).
E potremmo contemporaneamente organizzare un sistema di acquisto basato sull'affitto delle auto ai soci compratori che sono disposti a condividere l'uso dei mezzi ottenendo ulteriori risparmi.
Ma e' chiaro che per gestire un'operazione di questa portata servono i migliori manager sulla piazza.
Possiamo cercare dei leader carismatici animati da illuminazioni divine oppure cercare professionisti di provata esperienza e pagarli il giusto non rispetto alle paghe medie dei lavoratori ma rispetto alle loro capacita'. Ricordo che il vecchio Marx diceva che dopo il capitalismo avremmo avuto il socialismo che e' la societa' dove ognuno viene pagato secondo le sue capacita'. Solo successivamente la societa' socialista avrebbe prodotto l'uomo nuovo capace di edificare la societa' comunista dove ognuno viene pagato in ragione dei suoi bisogni. L'idea di pagare oggi tutti allo stesso modo e' figlia del populismo cattolico non certo del marxismo.
Se riuscissimo a creare un sistema simile avremmo ottenuto il risparmio di un altro stipendio mensile all'anno. Piu' uno risparmiato con i generi di prima necessita' e fanno due. E sono tre se ci aggiungiamo un'eventuale diminuzione dei prezzi ottenuta razionalizzando il Sistema Italia e liberandolo da burocrazia, inefficienza e disonesta'.

Far crescere la cultura della gestione razionale del bilancio familiare.

La costruzione della consociazione di massa degli acquisti e la produzione conseguente di nuove tipologie di prodotti piu' intelligenti ed ecologici e' pero' solo un elemento di questa strategia.
Un altro passo essenziale e' la creazione di una struttura professionale capace di aiutare le famiglie italiane a razionalizzare la loro spesa. Grazie a una ricerca del Politecnico di Milano sappiamo che negli ultimi 30 anni le famiglie del centro nord hanno buttato dalla finestra l'equivalente del valore della loro casa perche' hanno sprecato energia.
Le famiglie italiane potrebbero risparmiare uno stipendio all'anno semplicemente razionalizzando i loro consumi energetici: e' necessario isolare i tetti, mettere doppi vetri e termostati, adottare caldaie efficienti che servano il maggior numero possibile di abitazioni, installare pannelli solari termici e fotovoltaici, lampadine ad alto risparmio e riduttori di flusso, usare filtri per l'acqua potabile invece di comprare acqua minerale in bottiglia.
Un altro risparmio verrebbe dalla razionalizzazione dei contratti assicurativi: la maggioranza delle famiglie e delle imprese ha contratti che sono mal congegnati e che non coprono i veri rischi. Paghi l'assicurazione per anni e quando subisci un disastro scopri che non sei coperto sufficientemente da quel rischio.
Lo stesso discorso lo potremmo fare sul modo nel quale le famiglie e le imprese gestiscono i loro risparmi. Oggi una cooperativa che investisse il denaro dei suoi soci in impianti fotovoltaici, idrici ed eolici potrebbe offrire un rendimento annuo superiore al 7% con una sicurezza imparagonabile rispetto a qualunque altro prodotto finanziario. Un simile prodotto finanziario in Italia non esiste ma esiste in molti paesi del nord Europa. Ad esempio, si tratta di uno dei punti di forza del sistema Germania. Li' sia lo Stato che i sindacati hanno lavorato in questa direzione offrendo alle famiglie la possibilita' di aumentare il loro livello di benessere economico gestendo in questo modo i loro risparmi.

Mettiamo insieme il risparmio ottenuto negli acquisti, con i tagli allo spreco energetico, con il miglioramento della qualita' e della convenienza dei prodotti che i gruppi di acquisto potrebbero commissionare, con la razionalizzazione del sistema di assicurazione e risparmio adottato, con la diminuzione dei prezzi delle merci ottenuto con la lotta all'evasione fiscale, alla burocrazia, alla disonesta' e all'inefficienza e otteniamo un aumento potenziale del potere d'acquisto dei lavoratori veramente notevole.
Nessuna lotta sindacale per l'aumento dello stipendio puo' ottenere un decimo di questo risultato.
Ma l'iniziativa sulla lotta allo spreco e la consociazione degli acquisti ha un vantaggio che supera qualunque considerazione meramente economica. Parlo di un aumento del benessere esistenziale: meno inquinamento, meno malattie, meno ore perse nel traffico, piu' fiducia nella cooperazione, migliori rapporti umani, meno criminalita', piu' serenita', piu' possibilita' per chi ha qualita' di farle fiorire e trarne soddisfazione, meno ingiustizie, meno privilegi, meno furbi.
Parlo di un aumento della qualita' totale della vita!

E qui finisce questa proposta di programma strategico.
Solo due punti: razionalizzazione del sistema (no burocrazia, no costi della politica, no delinquenti e incapaci) e consociazione degli acquisti con la creazioni di prodotti di maggiore qualita'.

Tutte le altre battaglie, la lotta per la pace, contro lo sfruttamento del terzo mondo e la fame, contro l'inquinamento, per la difesa dei diritti dei piu' deboli, stanno completamente dentro questi due obiettivi essenziali. Vogliamo la pace? Per favore basta con i cortei, facciamo delle belle feste e smettiamo di comprare i carburanti dei petrolieri. 
Capire che centomila persone che fanno un corteo concludono mille volte meno di centomila persone che firmano un contratto per comprare solo energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e' un cambiamento di punto di vista totale sulla strategia del movimento (attualmente con il contratto di Alcatraz rispamiamo 0,25 centesimi di euro a Kw sulla bolletta dell'Enel. Abbiamo ottenuto questo accordo con 100 contratti firmati. Quanto risparmieremmo con 100mila contratti?).

Come arrivarci?

La grande domanda e' se l'Italia, legata con i cavi d'acciaio di un sistema tra i piu' corrotti del mondo, sia in grado di liberarsi.
Io credo che sia veramente difficile. Si calcola che direttamente o indirettamente vivano, grazie ai costi esorbitanti della politica, almeno 500mila italiani. Altrettanti sguazzano nel sistema furbesco delle ruberie e dell'evasione fiscale. Aggiungete le corporazioni che si avvantaggiano di privilegi vergognosi e i familiari di tutta questa gentaglia e otteniamo che almeno 10 milioni di italiani hanno tutto l'interesse a continuare a nuotare in questa cloaca.
Da questo punto di vista l'orribile governo Prodi ci offre una possibilita' che non possiamo perdere. Prodi rappresenta una lobby di imprenditori illuminati che ha compreso che il sistema Italia collassa se non si diminuisce il potere delle corporazioni e non si razionalizza il sistema alleggerendo la burocrazia, gli sprechi e i tempi della giustizia. Non sono buoni, semplicemente pensano di poter guadagnare di piu' lavorando all'interno di un sistema che funzioni.
La proposta di Prodi di tagliare 500 milioni di euro dei costi della politica in 3 anni, una cifra analoga nello spreco energetico e gestionale dello Stato e qualche punto percentuale sull'evasione fiscale, e' risibile a fronte di uno sperpero che come si e' detto e' nell'ordine dei 200 miliardi di euro.
Ma e' comunque un inizio, e il fatto che neppure questo primo timido passo riesca a superare il muro corazzato dei lobbisti del dissesto ci dice che Prodi e' oggi un nostro alleato fondamentale perche' rappresenta l'ala pragmatica della classe politica e gli interessi dei grandi gruppi industriali e finanziari che hanno deciso di guadagnare sullo sviluppo del paese, piuttosto che lucrare sul suo collasso.
E' un fatto che le spese della Camera e del Senato come dell'insieme della politica siano lievitate in modo spaventoso sotto il governo di Berlusconi che ha messo in scena un assalto selvaggio alle casse dello Stato. Il problema di Prodi e' che il suo governo e' pesantemente infiltrato dalle truppe degli sfascisti.
Quelli che hanno deciso di usare la potenza finanziaria delle cooperative rosse e bianche per oscuri giochi di potere invece che per i loro scopi originari di sviluppo della cooperazione tra i lavoratori e tra i consumatori.

Quello che possiamo fare in questo campo e' sviluppare l'aggregazione di un blocco sociale che comprenda il capitalismo non speculativo, le piccole e medie imprese (il settore piu' vessato da burocrazia, corruzione e inefficienza) e il popolo dei lavoratori e dei consumatori.

10 leggi per cambiare l'Italia
Da tempo portiamo avanti la proposta di individuare una serie di leggi basate sul buon senso che possano essere appoggiate anche da settori della destra.
Abbiamo gia' individuato un pacchetto di dieci leggi semplici capaci di creare un piccolo ma sensibile cambiamento nel Sistema Italia.
Parliamo della possibilita' di realizzare cause collettive, le class action americane, un indispensabile strumento di difesa dei consumatori che e' presente in tutti i paesi civili e non e' certo un obiettivo comunista, parliamo di elementari diritti civili che teoricamente dovrebbero essere alla base di qualunque sistema capitalista moderno.
Un altro gruppo di proposte contenute nella piattaforma delle 10 leggi per cambiare l'Italia riguarda la necessita' di rendere disponibili in tempi rapidi i beni sequestrati alla mafia e il denaro confiscato durante i processi.
Altre leggi che sosteniamo riguardano la responsabilita' dei pubblici dipendenti, la razionalizzazione di alcuni meccanismi giudiziari e le responsabilita' penali per l'inquinamento.
Abbiamo individuato poche leggi essenziali e ora stiamo costruendo un fronte trasversale di parlamentari e di associazioni che abbia la forza di imporne l'approvazione.
Questa iniziativa non ha per ora scaldato gli animi del Movimento. Manca la concezione di una strategia dei piccoli passi con poche bandiere che sventolano.
Ma si tratta di una proposta veramente potente. Se riuscissimo a spuntarla su questo piccolo pacchetto di leggi avremmo creato un precedente storico e reso concreta la coesione dell'Italia che non vuole affondare.
Riusciremmo inoltre a produrre una crepa nel muro della casta politica dando la possibilita' ai parlamentari che vogliono veramente servire gli interessi della nazione di trovare un modo di farlo e di costruire un forza politica trasversale ed esterna alle segreterie dei partiti.
Questa via e' inoltre l'unica che puo' permettere a Prodi di uscire dall'accerchiamento nel quale lo tengono le lobby delle corporazioni infiltrate nel suo governo.
Noi siamo l'unica speranza di Prodi anche se non sembra che lui l'abbia capito.
Pare invece che lo stia capendo qualcuno all'interno della maggioranza. Ad esempio Di Pietro sta tentato un'alleanza trasversale con Alemanno proprio sull'idea di sostenere insieme un pacchetto di leggi basate sul buon senso.
Si tratta di un segnale molto interessante e positivo, ovviamente passato sotto il silenzio della maggioranza degli osservatori politici.
Ma siamo solo ai primi passi.
Solo se iniziative di lobbing di massa come quella che stiamo proponendo insieme ad alcuni amici del meet up di Roma (www.adottaunparlamentare.it)
troveranno un sostegno massiccio potremo raggiungere un risultato.
Non mi faccio illusioni e non penso a decine di migliaia di militanti che da un giorno all'altro decidano di impegnarsi sulla via dei piccoli passi legislativi.
In questo momento basterebbero 5 persone disposte a lavorare 2 ore al giorno e qualche centinaio disposte a lavorare due ore alla settimana per darci una spinta mostruosa.
Questa e' la caratteristica interessante del nostro progetto. Per essere attuato non necessita della partecipazione di grandi masse popolari. Un piccolo gruppo di militanti, organizzati in modo efficiente, puo' ottenere risultati enormi.
Per maggiori informazioni sulle 10 leggi per cambiare l'Italia clicca qui

La politica dei piccoli passi

Se riusciremo a dimostrare con i risultati che questa via ci porta a cambiare realmente la situazione allora le grandi masse arriveranno.
Quando saremo riusciti a costruire un inizio di consociazione efficiente potremo ottenere condizioni di acquisto e qualita' talmente superiori a quelle del mercato capitalista classico che in molti comprenderanno cosa stiamo facendo.
L'esplosione del numero degli aderenti al gruppo d'acquisto dei pannelli solari fotovoltaici e' la prova che quando si riescono a costruire proposte che uniscono la convenienza economica all'ecologia e alla qualita', le persone rispondono in gran numero anche su proposte complesse come la costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica.
Cercando di sviluppare il successo ottenuto con il gruppo d'acquisto del fotovoltaico abbiamo lanciato altri gruppi di acquisto: solare termico, caldaie ad alto risparmio, prodotti finanziari legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, telefonia fissa, elettricita' da fonti rinnovabili. Sul blog (http://www.jacopofo.com) pubblichiamo un contatore che registrera' il numero di adesioni ad ogni gruppo di acquisto. Tenete d'occhio questi numeri perche' vi diranno se questo movimento sta crescendo o no.

Ovviamente non ho nessuna prova certa del fatto che questo movimento si sviluppera' e che sviluppandosi otterra' gli obiettivi che si e' prefissato e che questo potra' far uscire l'Italia dalla morsa della delinquenza, dello spreco e della burocrazia.
Mi rendo perfettamente conto che le probabilita' che questo avvenga sono scarse e che il potere dell'oligarchia pare invincibile. Ma visto che non ci sono altre vie vincenti non abbiamo altra possibilita' che sperare che un'ipotesi difficile da realizzare si concretizzi.
Quando non vi sono possibilita' facili restano solo quelle difficili.
Quindi ti prego di partecipare alla discussione su questa proposta non limitandoti a dire "non funzionera'", dimmi come potrebbe funzionare altrimenti.
Non credo che si abbia molto tempo da perdere ormai. Se non ci sono proposte migliori prendiamo quelle che ci sono e assumiamoci il rischio di fallire. Ne sara' valsa la pena comunque: se non succede niente di veramente nuovo l'Italia e' destinata a crollare economicamente e di finire sbranata dalla corruzione e dalla criminalita' organizzata.
E se a livello mondiale la tendenza alla pace, all'ecologia e alla liberazione economica del terzo mondo non prevarra' sul partito della guerra, della fame e dell'inquinamento, ci estingueremo nel giro di pochi decenni e prima del 2020 le condizioni di vita sul pianeta precipiteranno. Siamo di fronte a un'ecatombe, siamo pochi e siamo stanchi, ma siamo sempre i peggiori comunisti bastardi sulla piazza, i peggiori cristiani invasati di buoni sentimenti, i piu' fetenti idealisti romantici, i piu' sputtanati libertari compulsivi.
Uniamoci e rimbocchiamoci le maniche.
C'e' un mondo meraviglioso da costruire. 

Jacopo Fo


La donna nubile (Rap in cerca di musica)

La donna nubile
sguardo solubile
guardava incredula
la faccia da cedola
del politico in fregola
causa consensi in graticola

Il politico muoveva la bocca
emettendo parole da filastrocca:
“Vivere in Italia sara’ piacevole
come succhiare un’albicocca.”

Ma la donna nubile
con lo sguardo spiaccicato
sullo schermo illuminato
non crede piu’ a niente
e si domanda veramente
se quel politico sia un delinquente
Un inconcludente cotonato
Un deficiente vomitato
dal culo di un dinosauro clonato
Un parassita dello stato
Rimbecillito
dalla nevrosi elettorale
di trovare qualcuno col cervello ascellare
ancora disposto a dimenticare
e ad andarlo a votare.

E io danzo contento
sulla devastazione del cemento
sulla centrale a carbone
e il rigassificatore di Crotone
e la discarica di Curtatone
(mannaggia la rima con COGLIONE)
E io danzo sul mare
e sulle leggi che avevano promesso di approvare
e quelle che avevano giurato di abrogare.

La ragazza formosa
non vuole unirsi a me nell’ombra sinuosa
sulla spiaggia spaziosa
dice che non la erotizza
sapere che questa nazione priva di urbana nettezza
sta andando a sbattere contro il parabrezza
e una montagna di schifezza

E quell’altra,
con la pelle di salamandra
e’ depressa
per la pace repressa
e il sangue della rissa
fissa

E anche quella ragazza di Forli’
mi ha detto che non voleva farlo li’ per li’
perche’ si sentiva insicura
emotivamente
in questa Italia scura
delirante e puzzolente
di idiozia dirompente.

Ho parlato con gli amici al bar
e dicono che le ragazze non lo vogliono piu’ far
e sicuramente non si puo’ accettar
di non far l’amore per via di una crisi crepuscolar
di quel cazzo del welfar

E allora ragazzi
se si vuole tornare
A far l’amore
Sul mare
Tocca darsi da fare.

Tocca mettersi giu’ a far casino
E pretendere un’Italia che funzioni un pochino
Mica tanto
Solo quel tantino
che ci permetta di far sorridere le ragazze
e faccia venir voglia di fare un po’ le pazze
Con noi ben inteso
che ce ne stiamo con lo spirito teso
e l’animo appeso.

E allora dichiariamo
che quel che vogliamo
e’ che arrivi il giorno strano
che la giustizia smettera’ di fare la sciocca
e metteremo la musacca
alla crudelta’ di quella vacca
della burocrazia bislacca
che annega l’economia nella cacca
e i coglioni spacca
alla gente onesta
che dagli uffici pubblici esce pesta
e dalla disperazione si butta dalla finestra.
Burocrati, genia funesta
Tassa nascosta
Premiano la cosca dei briganti,
fanno le seghe ai furfanti,
e i piaceri ai lestofanti
intriganti, sfuggenti
funzionari corrotti indecenti
che Dio vi faccia divorare vivi dai crotali putrescenti.

Ma cari uomini
se vogliamo sgominare gli ignobili
bisogna mettere la fantasia
al posto dell’artiglieria
usare un altro metodo
simpatico
per sfottere il sinodo catodico
non basta il solito corteo canonico
ci vuole qualcosa di veramente potente.

E’ inutile
colpire il potere al cuore
organo nobile
che manca completamente
alle schiere degli angeli del male
abissale
i potenti non hanno niente di cardiaco
al posto della pompa biologica tengono
un portafoglio pieno di veleno.
Se li vuoi far soffrire veramente
Smetti di comprare il loro sbiancante dentale
Il loro panino speciale
(che fa male all’anima immortale).
Smetti di bere,
il succo di pere
raccolte con tristezza
da bambini derubati dalla tenerezza.

Al principio sembra che non hai fatto niente di grosso
se non compri il materasso
promosso
da un presentatore lesso.
E’ la politica dei piccoli passi
Dei voli bassi
Della ricerca dei passi incustoditi
dalle truppe dei banditi.

E’ una cosa che cresce lentamente
Una differenza sottile, poco attraente
Inizialmente.
Costruire un mercato alternativo
e’ un lavoro retrivo.
Difficile sostituire
il commercio del dolore.
Arduo abolire il pomodoro
che vola per ore
dall’equatore a San Vittore
e il carbone bruciato
per rovinarti il palato.

E’ un lavoro difficile,
scrivere contratti e’ un impegno risibile
da calvo contabile
da uomo mite, malleabile
flessibile
manca la poesia
delle battaglie con la polizia.
Non sventolano le bandiere
e le ragazze non fanno le infermiere
per le eroiche schiere dei ribelli
feriti dai manganelli
durante i caroselli.

Avvitare viti di impianti solari
e affondare microturbine nei mari,
isolare tetti dai freddi lunari
e scartare i preventivi troppo cari,
insomma costruire alternative funzionanti
non sembra proprio un lavoro da giganti
ma sono queste
le azioni modeste
che possono cambiare le orchestre
e far suonare finalmente una musica campestre
che faccia scaldare il ventre alle fantesche
che si spogliano per stare piu’ fresche
tra le tue braccia furbesche.

Certo e’ un poco complicato
dover cambiare tutto il mondo per un po’ di sesso negato
ma stai certo che quando lo avremo cambiato
avremo un amore moltiplicato
e potremo essere contenti
guardando i nostri figli respirare
senza soffocare
per quest’aria da vomitare.