Caro Gesu' Bambino, non ti chiedo il tritolo

Riflettendo a lungo e mobilitando a fondo i miei vispi neuroni mi son chiesto cosa chiedere a Gesu' Bambino a Natale.

Di cosa avremmo bisogno?
Cioe', dovendo scegliere un solo desiderio, come nelle favole, cosa sceglieresti?
Beh, oggi mi sento molto umanista, forse perche' siamo sotto la neve, e mi sono impegnato a pensare a qualche cosa di utilita' per tutti.
Cosa vorrei?
UN PO’ DI METODO!
Mi sono persuaso che il problema non sono i signori calvi con un grande pisello che non sta mai tranquillo.
Non sono i complotti planetari degli illuminati e neanche l’inquinamento.
Quel che ancora non si e' affermato e' un metodo sensato per affrontare i problemi.
Da anni ormai esimi scienziati e filosofi battono su questo punto: l’umanita' vive molti drammi per un errore metodologico profondamente radicato.
Cosa fai se tuo figlio ti crea dei problemi?
Lo sgridi? Gli fai la predica?
Lo punisci?
Perche' lo fai? Hai avuto anche tu 14 anni e sai benissimo che nessuna di queste azioni e' utile. “Mio padre mi puniva, io invece saro' democratico e spieghero' gentilmente a mio figlio che sbaglia.”
Non ti viene in mente che non basta migliorare un metodo che e' completamente sbagliato.
Una relazione, qualunque relazione, si misura in termini di ESPERIENZA COMUNE. Le persone si amano, coltivano sentimenti di amicizia e di solidarieta' se nella relazione vivono esperienze comuni.
Ora quanta esperienza comune c’e' tra genitori e figli?
Quanto tempo si gioca insieme? Quanto tempo si chiacchiera (fare le prediche e criticare sono due cose diverse dal chiacchierare amichevole), che avventure si vivono assieme?
Gli adolescenti hanno bisogno di esperienze intense per crescere, per sognare positivamente la loro vita futura.
Hanno bisogno di dare un senso alla loro vita.
Compito dei genitori dovrebbe essere quello di condividere esperienze positive e emozionanti con i figli. Passare una notte nella foresta, dipingere una grande parete, curare i fiori, riparare la moto, andare a un concerto.
Se ci sono problemi con un adolescente, si dovrebbe dedicare un minuto a dire cosa non va. Poi bisognerebbe dedicare molte ore a qualche cosa di appassionante.
Ma quanti genitori hanno tempo di farlo?
Quanti sono disposti a credere che e' meglio NON occuparsi del figlio che va male a scuola, minacciandolo, e dedicarsi invece a vivere con lui esperienze appassionanti?
Gia' sento qualcuno che dice: “Ma cosa c’entra portarlo di notte nel bosco se non studia.”
Posso citare un esempio. Ho lavorato per anni con i tossicodipendenti e ho visto i metodi usati dai genitori per far ragionare i figli. Metodi autoritari, metodi gentili, violenti, colpevolizzanti. Nessuno di questi metodi aveva dato qualche risultato. I figli si bucavano e le famiglie erano distrutte. A volte anche economicamente.
So solo di una madre che ha ottenuto un risultato stabile e immediato.
Ha scoperto alla mattina che lui si faceva le pere e alla sera erano sopra un aereo diretto in Amazzonia. Hanno passato 4 anni insieme a girare deserti, giungle e vette di montagne. Tutti posti dove se il ragazzo dice: “mi faccio un giro” puoi stare sereno che il primo spacciatore e' a 500 chilometri.
La madre ha affittato l’appartamento che avevano a Milano e con quei soldi hanno vissuto alla grande. Anche perche' nella foresta e' difficile spendere piu' di un paio di euro al giorno per mangiare e dormire e' gratis.
Quando sono tornati dopo 4 anni il ragazzo non aveva piu' nessuna intenzione di drogarsi. Aveva combattuto contro i coccodrilli bianchi del Sahara e aveva visto i piranha mangiarsi un toro. L’eroina non gli sembrava piu' tanto interessante.

Credo che lo stesso ragionamento lo si possa fare in politica.
Le manifestazioni, le chiacchiere sui capelli del mostro di Milano2, le sue donne, le loro tette e i suoi processi, sono senz’altro giuste. Ma sono utili quanto una predica: poco.
La situazione italiana non cambia se le persone non cambiano modo di ragionare e questo puo' succedere solo se ci sono cambiamenti nel loro modo di vivere.
In questo momento solo una parte minima del movimento progressista ha capito che non servono le prediche ma ESPERIENZE COMUNI.
I gruppi di acquisto solidali, i negozi equi, le cooperative sociali, le imprese ecologiche che permettono ai cittadini di produrre la loro elettricita' stanno cambiando gli italiani perche' coinvolgono direttamente le persone in modalita' di vita diversa, di economia diversa, fanno sperimentare prodotti migliori, sapori piu' intensi e un modo di spendere e consumare che ruota intorno alla convivialita', alla socializzazione e induce naturalmente a stili di vita e di pensiero diversi, antagonisti al sistema del dolore, dello shopping e della solitudine.

Un’altra questione metodologica essenziale riguarda il modo di organizzarsi. E’ chiaro che se vuoi concludere qualche cosa devi creare un sistema di coesione e coordinamento nazionale delle iniziative. Ma e' anche chiaro che il “sistema partito” genera spontaneamente ogni sorta di gruppi di potere che fisiologicamente sono portati a competere e farsi guerra invece che a collaborare.
Inoltre il “sistema partito” e' strutturalmente indirizzato a creare un sistema leaderistico e al contempo incoraggia i militanti a fidarsi dei capi e a delegare la fatica di trovare le soluzioni ai problemi.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ma come e' possibile organizzarsi senza creare leader, militanti che delegano e linee politiche confezionate dai vertici e approvate dalla base?
Anche in questo caso in realta' gli esempi non mancano.
La manifestazione del B-Day del 5 dicembre e' stata un successo.
Ma anche l’esperienza dei gruppi di acquisto ci insegna che e' possibile organizzare azioni molto complesse praticando un tipo di organizzazione orizzontale. Linux, il programma per gestire i computer, e' stato realizzato da migliaia di volontari che hanno lavorato insieme utilizzando sistemi avanzati di gestione di community.
E, modestamente, anche la nostra esperienza di costruzione di 200 impianti fotovoltaici, diffusione di centinaia di migliaia di riduttori del flusso dell’acqua e altri aggeggi ecologici, e' un esempio funzionante di organizzazione orizzontale, con piu' di 50 aziende che collaborano con decine di professionisti e associazioni, in modo paritario.

 

Commenti

Hai detto bene. E' quel che ci vuole. Bravo. Le proteste da sole peggiorano addidittura la situazione. State facendo cose mirabilianti ad Alcatraz. Un giorno potri tornarci chissà. Per ora non ci sono mai riuscito. Fammi sapere se hai letto il commento se no mi sento un povero idiota davanti a un modulo, da solo :-(

Condivido E' INDISPENSABILE "METODO" , Ti porto un piccolo esempio un paio di settimane fa ho partecipato alla riunione di presentazione per alcuni GAS della provincia di Modena delle scarpe Astorflex, molto interessante il prodotto finale ed il metodo di produzione!!!!
Finita la riunione un piccolo problema da risovere, la maggior parte dei componenti dei GAS non era presente, come fare provare le scarpe che per comprarle mi sembra il minimo ?!!!
Ho inviato una comunicazione per e-mail chi vuole fare una visita alla ditta ASTORFLEX??
Non ha importanza quanti hanno aderito, rimane il fatto che giovedi scorso sono satato alla ASTORFLEX, mi sono fatto consegnare un CAMPIONARIO COMPLETO, ed ora il CAMPIONARIO ITINERANTE inizia il giro dei GAS !!!!!!
Cosa ho guadagnato personalmente ??? Niente .. ma tutti quanti abbiamo guadagnato un pochettino, cioe' possiamo provarci le scarpe, ordinarle etc. etc. etc. !!!!

Ciao
Marco L.

Aderisco completamente al tuo pensiero. Non c'è altro da dire, bisogna solo cominciare veramente a FARE.

Sono pienamente daccordo con quello che hai scritto perchè anche io ho avuto una piccola esperienza del metodo che descrivi e la cosa mi ha fatto molto riflettere.

Spero di non risultare prolisso e noioso....

Tutto è inizato con un invito, da parte della scuola media che frequenta mia figlia, a partecipare ad un campus sperimentale di formazione per genitori patrocinato dalla ASL 9 di Grosseto.

Ad un primo esame ho bollato la cosa come "iniziativa-ridicola-figurati-cosa-possono-insegnare-in-una-sola-giornata-ad-un-gruppo-di-genitori-non-ci-penso-nemmeno-a-perdere-tempo-co-ste-menate"

Poi però ho fatto un po di autocritica, la cosa mi incuriosiva, ho rispolverato insieme a mia moglie tutti i dubbi e le incertezze che ci agitano per via dell'ingresso di nostra figlia nel difficile periodo dell'adolescenza e ci siamo detti: va bè, prendiamoci una giornata ed andiamo a sentire che ci dicono tanto probabilmente saremo gli unici e tempo un'ora si torna alle nostre occupazioni.

Arrivati sul posto abbiamo scoperto che avevano aderito altre coppie di genitori, perciò ci siamo rassegnati ad ascoltare i vari pistolotti dell'esperto di turno (psicologa, esperto di comunicazione, docenti, responsabile ASL) che monta in cattedra e sciorina ai presenti il suo sapere ma...............SORPRESA!

Niente di tutto questo!

Per fartela breve ci siamo trovati a svolgere in gruppo una serie di compiti assegnati di volta in volta dalle persone che hanno organizzato il campus; cose a volta ridicole, a volte decisamente imbarazzanti ma con risultati spesso esilaranti ed apparentemente non attinenti al tema del campus. Insisto sull'apparentemente perchè alla fine della giornata
le singole coppie che si sono presentate la mattina si sono trasformate rapidamente in un gruppo coeso che si è scambiato informazioni e raccontato esperienze personali, anche molto private, senza entrare in competizione e tutti siamo tornati a casa con la convinzione di avere appreso qualcosa di molto importante su noi stessi e sugli altri e con la voglia di ripetere di nuovo simili esperienze.

Saluti ed auguri di Buone Feste a tutti.

Max