Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Il Laboratorio Lunatico di Alcatraz

Un posto dove realizzare sogni

Che cosa ci serve per migliorare il mondo e la nostra vita?
Ci serve progettare la realizzazione dei nostri sogni e poi lavorare per realizzarli.
Ma da soli a volte e' difficile.
Oggi esiste Il Laboratorio Lunatico, il tempio della realizzazione dell’onirico sul piano pratico.
Per capire come funziona il laboratorio puoi sgombrare la mente da qualunque idea tu abbia mai avuto su un laboratorio d’arte. Il nostro e' l’Obama dei laboratori. L’impossibile in formato spray.
Il laboratorio e' un posto dove tu arrivi, non paghi un solo euro, esprimi la tua arte, lavori a costruire modellini dei tuoi sogni e se riesci li costruisci anche a grandezza naturale e se la cosa funziona anche dal punto di vista dei soldi ci guadagni pure. Gente simpatica, veri professionisti, codice d’onore, rispetto di tutti, gente allegra il cuor l’aiuta e se non capisci e rompi i coglioni saluti cari e grazie. Unico limite e' che non siamo in grado di fornire questo servizio 365 giorni all’anno. Per adesso vorremmo farlo per 7 giorni. Solo sette giorni? Dira' qualcuno. Ognuno fa quel che puo' diremo noi.
Ovviamente e' auspicabile che qualcuno poi veda quel che si realizza e dica, eccezionale! E allora dica: mi piace, voglio investire 200 euro su di voi.
Okkei. Duecento euro ti vendo un quadro 50x70. Ok dice il compratore. Fatto.
Bim bum bam, ne vendiamo 200 a 200 euro, ci sono 4 zeri, 2 per 2 fa 4, se non sbotto in matematica ti fa 40mila euri secchi.
Tenere aperta Alcatraz e gestire il bailamme di 25 ospiti con coordinatori, conferenze e stage mi costa 1000 euro al giorno, 10mila mi vanno in dotazioni tecniche, materiali e comunicazione, risultato tengo aperta Alcatraz dei sogni col Laboratorio Lunatico per 30 giorni, con 25 ospiti gratis.
I conti sono conti.
E sognare e' un dovere salutista.
Quindi, comunque iniziamo con 7 giorni per 25 persone. Ahime' necessita selezione dei candidati cause remote esperienze.
Quindi se hai compreso la levatura dell’esperimento e ti interessa, mandaci il tuo curriculum e 30 righe in cui spieghi che cosa ti piacerebbe fare.
Attenzione il sogno e' che ognuno faccia quel che vuole ma qui siamo ancora a livello di test. Quindi dobbiamo creare delle azioni e progettazioni che riescano a entrare in sinergia. E’ l’unico modo, secondo noi, per muovere un passo fruttifero nella direzione della piena liberta' creativa: accettare un vincolo tematico, non andare fuori tema. Ovviamente del tema si discutera' e dovra' essere un tema condiviso. Proprio per questo necessita una selezione.
Attenzione, pratichiamo il codice dei professionisti d’onore, una cosa un po’ samurai che si attacca alle piccolezze. In questo messaggio c’e' un tranello, ma visto che siamo pacifisti te lo sveliamo in anticipo, poi se ci caschi o non hai letto queste righe e non riusciamo a comunicare sulla stessa onda.
Ho scritto: raccontami in 30 righe quel che vuoi fare.
30 righe, no 32. E’ una prova sciamanica. Sei capace di rispondere a una domanda B con un oggetto B?
Se si' possiamo stabilire un contatto. E’ come per gli extraterrestri, tocca prima stabilire un linguaggio, poi gli puoi parlare. Abbiamo una fiducia enorme nel genere umano ma sappiamo anche che ognuno di noi e' una galassia misteriosa e usiamo come mezzo di trasporto i famosi piedi di piombo.
La data del seminario e' la quarta settimana di marzo 2009 (23-29). Dal lunedi' sera alla domenica pomeriggio.
L’indirizzo a cui inviare i curriculum e': marianna@alcatraz.it.
Astenersi perditempo.

PS: Il linguaggio non ti induca in errore, scrivere scherzando non vuol dire non essere capaci di disciplina, indispensabile per costruire i sogni migliori. Sognare e' arte e lavoro duro. A fare il claun si suda.

Jacopo Fo

 

Evidentemente questa proposta è nata sotto una cattiva stella.
Solo una persona ha superato la terribile prova di scrivere un curriculum di 1800 battute.
La inviteremo a Alcatraz e le proporremo di diventare amministratore delegato di tutto, visto che la sua mente si staglia nell'empireo degli eroi.
MA OVVIAMENTE IL LABORATORIO GRATUITO è STATO ANNULLATO PER MANCAZA DI CANDIDATI ADATTI.
SE QUALCUNO VUOLE FARLO A PAGAMENTO SARà ESENTATO DAL SUPERARE L APROVA.
IL SEMINARIO INDIVIDUALE COSTA 10 MILA EURO, OSPITALITà ESCLUSA.


La sfida della complessità: Berlusconi è spiritoso.

A chi gli chiedeva cosa pensasse di Obama ha risposto: “E’ giovane, è bello, è abbronzato… E quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione.”
Apriti o cielo! Franceschini afferma che dire che Obama è abbronzato è un insulto gravissimo.
Veltroni lo accusa di ridicolarizzare l’Italia davanti al mondo.
Silvio risponde: Dio ci salvi dagli imbecilli.
Berlusconi risponde che uno può prendere la laurea da coglione quando vuole.
Berlusconi ha ragione.
E chiunque abbia il senso dell’umorismo ha capito il senso della battuta.
I leader del Pd hanno fatto un altro colossale errore di comunicazione. Livore infantile.
Io penso che Obama abbronzato sia una grande battuta e non sia razzista. Anzi.
Considerare un nero semplicemente un tipo abbronzato vuol dire negare le differenze razziali e al contempo fare un’affermazione scientificamente corretta. Si tratta di una battuta molto raffinata. E fa veramente ridere solo se la pronuncia un capo del governo di una nazione europea. Quindi è doppiamente spiritosa detta da Silvio. Rompe l’ampollosa formalità burocratica che il popolo aborrisce. Porta la comunicazione da bar sula scena della diplomazia internazionale creando un effetto iconoclasta per sovrapposizione di codici e loro conseguente reciproca conflagrazione semiologica.
La figura di Berlusconi è doppia. Complessa. Sicuramente non è un razzista. Da sempre afferma che la topa non ha colore. Berlusconi mangia solo biologico da 30 anni, manda i figli alla scuola staineriana, è un libertario in campo sessuale, è un pioniere delle tecniche psicologiche di vendita.
Ha scelto di vivere nel lato oscuro della forza spinto dalla necessità.
E io vi avevo avvisato che dopo il trionfo di Obama, Berlusconi si sarebbe sentito surclassato come Grande Comunicatore e avrebbe iniziato a fare pazzie… Con 2 parole è già riuscito a far parlare tutto il mondo di sé e a prendere per il culo Veltroni a livello planetario, facendolo cadere in una trappola semantica.
Dio umilia gli stupidi.
La satira è sacra anche quando la fa il presidente del Consiglio dei Ministri.
Poi non piangete se qualcuno dice: “Quelli di sinistra sono tristi, come gli interisti.”

Quando c'è da difendere la satira io non guardo in faccia a nessuno.
Per la prima volta in vita mia mi sento obbligato a lanciare una campagna di sostegno a Berlusconi.
Anche questo per colpa di Veltroni.
Avremo anche noi un Obama o continueremo coi Mazinga de Trastevere.


L'acuto Corrado Guzzanti: la satira non fa più paura!

Ha ragione: i politici (e per primo Berlusconi) si sono accorti che la satira in tv non toglie voti.
E non toglie consensi.
Guzzanti pare abbia detto, ma forse è il solito malinteso giornalistico, che chi fa satira non dovrebbe avere obiettivi politici.
Su questo dissento.
Che scopo ha la satira che si fa se non serve a diffondere idee diverse in menti conformiste?
Allora serve solo a divertire chi è già convinto?
Obiettivo comunque meritorio rinfrancare l'opposizione.
Far ridere fa bene e quindi grazie alla satira almeno vivremo di piu. Ma c'è solo questo? C'è da chiedersi se sia una satira efficiente.
Ad esempio credo che Beppe Grillo, tanto per dirne uno che non è mio parente, qualche idea nuova l'abbia regalata a menti intorpidite.


Chi vuole uno studente morto? (E cosa possiamo fare per evitarlo)

A proposito dei provocatori, di come organizzare l’autodifesa dei cortei e come salvarsi dai nuovi leaderini. E anche a proposito degli scontri di piazza Navona a Roma, con una ricostruzione inedita dei fatti e alcuni video di supporto.
Per leggere tutto e vedere tutti i video clicca su LEGGI TUTTO scritto in rosso in fondo.

di Jacopo Fo

Piazza Navona: ragazza tenta di fermare chi vuole lo scontro
Questa ragazza che tenta di fermare chi vuole lo scontro con i fascisti e' l’emblema degli incidenti di Piazza Navona. Sono questi i nostri eroi. Quelli che hanno la capacita' e il coraggio di non cadere nelle provocazioni e di fermare chi vuole buttarcisi dentro.

Non volevo scrivere questo articolo perché e' faticoso fare il grillo parlante. Ma mia madre mi ha detto: “Scrivilo!”. Non so se hai presente mia mamma. Dirle di no e' un problema.
E allora eccomi qui a bere l’amaro calice. E a dire un paio di cose sugli scontri di piazza e su come funzionano le provocazioni. Mi sembra di essere un vecchio nonno che fa le raccomandazioni ai nipotini.
Ardua speranza che le nuove generazioni sfruttino le esperienze dei vecchi.
Ma tant’e', la capacita' indomita di sperare e' la caratteristica che ha reso grande l’umanita'.
Cerchero' di essere almeno sintetico.
E’ chiaro che il governo mira a usare vecchi sistemi contro questo movimento fantastico degli studenti. Cercano di dimostrare che solo una piccola minoranza di facinorosi protesta e contemporaneamente cercano di radicalizzare il movimento con provocazioni violente.
Finora il movimento non ha preso iniziative per tutelarsi.
Si tratta di un movimento chiaramente pacifista ma non si e' ancora giunti a un’azione necessaria quanto difficile: creare un servizio d’ordine non violento. Il prezzo di sangue pagato a Genova e' figlio dell’avventurismo che ha portato i dirigenti del movimento a non prevedere aggressioni violente e provocazioni organizzate.
Non basta decidere di essere pacifisti: se si vuole scendere in piazza nonostante i provocatori e' necessario che tutti i partecipanti alle manifestazioni si facciano carico di isolare i provocatori e di non reagire alle aggressioni. E su questo punto non c’e' stata molta discussione negli ultimi anni. Scendere in piazza in modo non violento vuol dire essere disposti a prendere botte senza reagire. E’ una delle cose piu' difficili che si possono tentare. Per capire quello che intendo, consiglio la visione del film su Gandhi, la scena in cui vanno in migliaia a prendere il sale e gli inglesi li bastonano e loro continuano ad avanzare e vengono abbattuti uno dopo l’altro a migliaia. Una cosa spaventosa. Ma questo deve essere lo spirito oggi con il quale si affrontano fascisti e polizia. L’unico modo per evitare di cadere in questa trappola che e' aperta ormai sotto i piedi dei prossimi manifestanti. Potete scommettere che episodi di provocazione come quello di Piazza Navona si ripeteranno. Se avete dubbi guardatevi bene il video che linko qui sotto realizzato proprio dal gruppo che era in piazza con i bastoni.
Ma il movimento ha anche il problema di bloccare chi invece spera, a sinistra, di trascinarli negli scontri. In piazza Navona questa divisione si e' vista chiaramente. I fascisti entrano in piazza, si schierano con i bastoni in mano e aspettano a pie’ fermo. Alcuni manifestanti li circondano pacificamente e iniziano a discutere con loro. Dopo un poco arrivano alcune centinaia di giovani, che si sono infilati i caschi e sono li' in gran parte con l’idea di frapporsi tra i fascisti e i manifestanti. Ma alcuni di questi giovani di sinistra con i caschi vorrebbero non limitarsi a contenere i fascisti. Ed ecco che accorrono altri che si mettono tra il gruppone con i caschi e i fascisti. Ci saranno 30 metri di distanza e questo spazio viene riempito da una specie di forza cuscinetto: manifestanti pacifici, operatori e giornalisti.
Nel video si vede bene un gruppo di ragazzi che si mette davanti a quelli con i caschi per fermarli. In particolare una ragazza, con le braccia nude, spalancate, che immagino bellissima, si mette a fare argine contro i piu' scalmanati.
Passano pochi minuti. I non violenti non riescono a organizzarsi, sono troppo pochi in quel punto, la maggioranza dei manifestanti e' restata dall’altra parte della piazza o e' scappata. Questo e' stato il problema. Sarebbe servito un servizio d’ordine di massa, che si fosse piazzato tra i fascisti e i violenti di sinistra. C’erano ma erano pochi e non organizzati. Anche noi le prime volte che scendevamo in piazza non eravamo organizzati. Solo dopo un po’ di feriti gravi si e' capito che ci si doveva dare una struttura. Ma per noi fu semplice: cercammo di iniziare a menare piu' forte di chi ci aggrediva. Oggi e' molto piu' difficile… Si e' capito che la violenza non e' la via giusta, etica ed efficace ma non c’e' una chiara idea del pericolo fisico che gli studenti stanno correndo.
E poi ci sono molti che credono di avere il dovere morale di picchiare i fascisti.
A chi dice che DOBBIAMO REAGIRE AGLI ATTACCHI FASCISTI chiedo: PERCHE'? e rimando alla lettura del discorso di Cossiga che consiglia a Berlusconi di infiltrare un po' di provocatori nel movimento per poi poter picchiare tutti (http://www.jacopofo.com/cossiga_studenti_provocatori_berlusconi_strategia_tensione). E rimando alla storia di Gandhi che ottenne l'indipendenza dell'India senza reagire alle bastonate.
E Martin Luther King che ottenne la fine della segregazione razziale senza reagire alle bastonate.

Sarebbe molto importante che ci si rendesse conto che veramente il potere e' disposto a ogni nefandezza per fermare proteste di massa come questa. Sono terrorizzati e sono disposti a uccidere. Sono veramente cattivi. Non e' solo propaganda. Quella di Roma e' stata una piccola provocazione semplicemente perché si inizia cosi'. I fasci erano li' per essere aggrediti. Erano un gruppo di kamikaze. Hanno preso a calci e a bastonate un po’ di ragazzi prendendo la testa di un corteo di studenti medi e poi si sono messi in piazza Navona, schierati ad aspettare la reazione. Erano li' per prenderle, non per darle. Si sono comportati da professionisti cercando di risultare le vittime. Guardati il loro video che pubblico in appendice...
E il movimento ha perso il controllo. Non c’era coscienza della posta in gioco. All’arrivo di quelli di sinistra con i caschi i manifestanti pacifisti sono scappati. Si vede proprio un fugone. Una chiara dicotomia tra i violenti e gli altri. Ma i violenti avevano le idee chiare, i non violenti no.
La maggioranza della gente che non aveva intenzioni violente ha preferito togliersi di mezzo invece di organizzare cordoni che isolassero i violenti.
Quel che e' successo poi e' che i violenti hanno caricato lanciando sassi e bottiglie contro i fascisti, incuranti del fatto che tra loro e i fascisti c’erano manifestanti pacifici che si sono presi in testa bottiglie lanciate male e sono stati malamente spintonati dall’armata rossa. Dopodiche', nei video si vede, solo una trentina di persone si sono realmente lanciate sui fascisti. Gli altri si sono fermati. Da sottolineare il coraggio di alcuni che si lanciavano a mani nude contro i fasci con i bastoni. Coraggio? Coraggio militare, stupidita' umana. Che senso ha lanciarsi su uno con un bastone a mani nude? L’hai visto fare nei film?
La tua vita non vale niente?
Il problema e' che siamo imbevuti della cultura dell’eroe. E’ molto piu' esaltante affrontare un fascista a mani nude, a costo di prenderle, piuttosto che subire le botte per battere le provocazioni. Ma non ci sono alternative. O si rinuncia ai cortei o ci si danno strumenti per affrontarle.
E qui ritorno sul problema della gravita' dello scontro. Negli ultimi 30 anni ci sono state poche esperienze di scontri con la polizia. Di fronte al macello di Genova si e' restati scioccati come se cose del genere non si fossero mai viste. Bisogna invece essere consci che negli anni settanta erano pane quotidiano. Gli scontri erano di una violenza spaventosa e non c’era pieta' per i contestatori fatti prigionieri.
Ben presto si arrivo' a un tale livello di scontro che le formazioni a corteo non reggevano piu', ci venivano addosso con gli autoblindo. Allora scegliemmo di organizzarci in gruppi di una ventina, divisi in squadre di 5, tutti in giacca e cravatta, stavamo ai lati del corteo con le borse piene di pietre e altro. Uno dei criteri essenziali era che non dovevi essere identificabile come manifestante. Questo ci permetteva di agire alla svelta e poi sparire. Quando ho visto il servizio d’ordine dei disubbidienti a Genova, con la gommapiuma sulle spalle e gli scudi di plastica sono stato male. Gia' me li vedevo massacrati, ‘sti poveri ragazzi, che non riuscivano neanche a immaginare quello che li aspettava. E quando scrivevamo sul forum delle Tute Bianche, all’inizio di giugno, che si voleva un morto a Genova, non capivano di cosa stessimo farneticando.
Per questo credo sia cosi' importante sapere che le botte saranno vere, e che anche i morti saranno veri se il movimento non sapra' scegliere una linea ferrea contro la violenza e non sara' capace di affrontare le botte senza reagire. Da questo punto di vista dobbiamo imparare dai fascisti che erano in piazza Navona. E, tra parentesi, il fascista con la maglietta blu che alcuni hanno indicato come un agente della polizia in borghese, e' invece veramente un fascista, e anche abbastanza noto.
Nel video mandato in onda da Santoro si vede benissimo mentre le prende da un poliziotto, e dopo, in altri video, si nota che sta sanguinando dalla tempia sinistra. Sta in piedi e parla con i poliziotti perché e' uno dei capi dei fasci. In effetti il suo atteggiamento e' strano. Ma durante gli scontri succede anche questo. I capi del servizio d’ordine trattano con la polizia anche quando ci si mena. Da questo punto di vista si puo' imparare da questo ragazzo. Si vede innanzi tutto che e' uno che ci crede, quantomeno al suo ruolo. Ha deciso di andare a prendersi le botte. Il suo scopo e' quello di ottenere il casino e far finire la storia in televisione.
Attenzione, quando parliamo di provocatori non dobbiamo semplificare. Quel che dice Cossiga (cito in appendice la sua dichiarazione) e' il progetto a grandi linee. Ma poi gli agenti provocatori veri e propri sono pochissimi e si limitano a soffiare sopra un fuoco che c’e' gia'. Ci sono i fascisti e ci sono i compagni che giudicano sia un intollerabile disonore non scontrasi con loro se osano farsi vedere in piazza. Basta poco per ottenere il caos, a volte gli agenti provocatori dello stato deviato non devono fare quasi niente. E se fanno qualche cosa si occupano di colpi grossi come la bomba alla banca dell’Agricoltura o il rapimento Moro.
Faccio tutto questo discorso perché si capisca che quando si ha di fronte un gruppo di fascisti si possono fare tante cose invece di picchiarsi. Ad esempio parlare, spiegare. Questi ragazzi di destra erano veramente convinti che fosse loro diritto togliere il monopolio della piazza ai rossi. E quel che hanno ottenuto e' la conferma delle loro convinzioni. Se avessero trovato uno schieramento di persone che avessero impedito lo scontro avremmo anche cambiato il loro atteggiamento. Non sarebbero diventati buoni ma avremmo limitato la loro capacita' di fare danni.
E’ importante che si capisca che lasciando che le cose siano andate come sono andate abbiamo avuto dei feriti, abbiamo dato modo ai media di tirar fuori la storia degli opposti estremismi che si danno le mazzate e abbiamo oltretutto radicalizzati i fascisti nelle loro convinzioni. La prossima volta saranno piu' numerosi e piu' incazzati. Abbiamo cioe' fatto un regalo ai piu' estremisti tra di loro.
Se volete vedere come dovrebbe agire un gruppo di interposizione pacifista guardatevi il video trasmesso da Anno Zero. Il ragazzo con la maglietta blu viene colpito da un poliziotto. Le prende. Arretra di qualche metro, poi ritorna a parlare con i poliziotti che lo hanno appena colpito. Perde sangue dalla testa. Non molla. Non reagisce ma non molla. Non e' facile.
Siete sicuri di voler continuare a fare cortei?

NOTA ESISTENZIALE SUI LEADER

Ad Anno Zero c’erano due giovani chiamati a rappresentare in qualche modo le idee del movimento. Non so ne' da chi ne' come siano stati designati ma la loro presenza e' indicativa dello stato filosofico di questa nuova onda ribelle. Una ragazza, straordinaria, che parlava chiaro e non interrompeva mai, e un giovanotto che invece mi e' sembrato il prototipo umano del leader vecchio stampo. Salace, competitivo, aggressivo. Magari e' un bravissimo ragazzo ma quel che ha fatto da Santoro e' stato un errore. Ha dato proprio l’impressione di un prepotente, paraculo, con la battuta pronta. Mirava a un punteggio di supremazia invece di puntare a comunicare idee chiare ed emozioni positive. Inoltre era molto bello. Il tipico figo che tutti si sono trovati intorno al liceo a spaccare i maroni.
Dal punto di vista mediatico esattamente l’opposto di quel che serve.
Molto dipendera' dalla tipologia umana delle persone che questi studenti si sceglieranno come leader. Se passa il macho sono cazzi acidi.

A proposito degli scontri di piazza Navona, sulla dinamica dei fatti.
I fascisti sono venuti per trovare lo scontro e lo hanno trovato.
Obiettivo raggiunto al 100% grazie a chi non ha ancora capito il perché della NON VIOLENZA IN PIAZZA, AD OGNI COSTO.

TESTIMONIANZE SU QUEL CHE E' SUCCESSO

TESTIMONIANZA DI CURZI, GIORNALISTA DI REPUBBLICA. NEL VIDEO SI VEDONO I MEMBRI DI BLOCCO STUDENTESCO ARMATI DI BASTONI E SCHIERATI.

NEL VIDEO DI BLOCCO STUDENTESCO, IL GRUPPO FASCISTA AUTORE DELLA PROVOCAZIONE, SI VEDE BENE COME UNA PARTE DEI MANIFESTANTI ABBIA CERCATO DI TRATTARE CON I FASCISTI E DI FERMARE IL GRUPPO DI SINISTRA CHE VOLEVA ACCETTARE LO SCONTRO.  POI ALCUNI MANIFESTANTI DI SINISTRA CON I CASCHI SI BUTTANO IN UN ABBOZZO DI ATTACCO CHE SI SFALDA SUBITO, VENGONO LANCIATE BOTTIGLIE VUOTE, SEDIE E TAVOLINI. IL GRUPPO DI BLOCCO STUDENTESCO INVECE STA CON IN MANO I BASTONI (SI VEDE SOLO PER UN SECONDO). A QUESTO PROPOSITO VEDI GLI ALTRI VIDEO.

LA POLIZIA SI RITIRA, GLI STUDENTI DI BLOCCO STUDENTESCO SONO SCHIERATI CON I BASTONI E I CASCHI. ALCUNI PARTECIPANTI AL CORTEO CERCANO DI IMPEDIRE LO SCONTRO E PARLAMENTARE. POI ALTRI DAL CORTEO ATTACCANO

 

COSSIGA HA DETTO:
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'... questa e' la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Intervista a Francesco Cossiga. Presidente della Repubblica Italiana e senatore a vita.

I FATTI
A Roma il 29 ottobre durante la manifestazione contro il decreto taglia scuola della Gelmini, mentre il corteo era in piazza Navona, la polizia ha lasciato entrare un camion bianco e un gruppo di fascisti che si sono schierati con i bastoni in mano.
Precedentemente questi stessi fascisti avevano gia' malmenato alcuni ragazzi.
La polizia non e' intervenuta. Alcuni manifestanti si sono messi tra i fascisti e il grosso dei compagni cercando di evitare lo scontro. Poi un gruppetto di poche decine di astuti compagni si sono buttati alla carica, peraltro dimostrando una straordinaria cialtronaggine militare. Evidentemente non erano un gruppo organizzato e peraltro erano sprovvisti di strumenti contundenti, si sono battuti con bottiglie, sedie e tavolini presi dai bar della piazza. Un esagitato ha lanciato con scarso successo una bombola del gas con tanto di stufetta a fungo attaccata. Stupido e pericoloso.
Il risultato dello scontro e' stato per fortuna non grave dal punto di vista dei feriti. Gravissimo dal punto di vista politico perche' ha permesso ai media di accusare il movimento degli studenti di essere pieno di violenti opposti estremismi.

RIPORTO PARTE DELL'ARTICOLO DI CURZIO MALTESE SULLA REPUBBLICA

e' quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa, bastoni alla mano, il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto e' memorabile: "Non li abbiamo notati".

DAL GRUPPO DEI FUNZIONARI PARTE UN SEGNALE. UN POLIZIOTTO FA A UN ALTRO: "ARRIVANO QUEI PEZZI DI MERDA DI COMUNISTI!". L'ALTRO RISPONDE: "ALLORA SI VA IN PIAZZA A PROTEGGERE I NOSTRI?". "SI', MA NON SUBITO". PASSA IL VICE QUESTORE: "POCHE CHIACCHIERE, GIU' LE VISIERE!".

Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html

Aggiungo una poesia pubblicata da Sara nei commenti al blog di Beppe Grillo

”Ora non voglio fare la catastrofista,
ma pensate che con questo
CLIMA
prima o poi non ci scappi
qualcosa di veramente grave?

Le uniche assunzioni che lo stato
in questo momento sta facendo
sono i posti
di lavoro che
stanno assegnando
AGLI INFILTRATI.

Pronti per provocare
guerriglie,
pestaggi,
lotte,
parapiglia,
feriti
e la storia racconta...
anche MORTI.

Ma possibile che
non ci sia un modo democratico
per appellarci
al governo europeo
affinché qualcuno
possa venire a fermare
lo scempio?

Il rischio e' alto ragazzi.
E non perche' ricordo bene
cosa successe negli anni 70,
ma perche' da questi
governanti
non si puo' aspettare
ormai
NESSUNA FORMA DI DEMOCRAZIA.

Attenzione ragazzi ,
guardatevi alle spalle.

Cossiga ha pubblicamente spiegato
come funziona il sistema
delle provocazioni.

Non fidatevi di chi vi vuole
portarvi verso la catastrofe.

No alla violenza.“

Sara


Ma quanto soffrono i reazionari?

Quel che non capiscono i ribelli e’ quanto soffrano, fisicamente i reazionari.
Gli svaporati di sinistra vedono solo il proprio dolore per il mondo che continua a essere un trogolo di violenza e sopruso. Ma anche a destra c’e’ chi soffre, tantissimo. Perche’ il mondo continua a cambiare andando in una direzione che i benpensanti non riescono a sopportare. Gli fa impazzire assistere impotenti all’affondare e allo sgretolarsi del loro mondo antico (vedi http://www.jacopofo.com/node/2810).

Io invece adoro il mondo proprio perche’ continua a migliorare. Certo migliora lentamente, mannaggia, ma migliora.
E oltretutto gli eventi sono spesso segnati da una sottile ironia. Il che rende il cambiamento anche divertente. Me ne sto alla finestra e guardo il mondo che gira e mi chiedo: cosa succedera’ adesso?
Vuoi vedere che Berlusconi riesce a rilanciare il movimento ribelle in Italia facendo incazzare gli studenti? 
E trak, ecco che succede. Mi piace il mondo perche’ accadono cose impossibili. Persino i piu’ cattivi sono loro malgrado costretti, dalle implacabili leggi dell’Universo, a compiere qualche buona azione.
Chi ha inventato internet? Il Pentagono. Sono stati loro a creare il piu’ grande strumento di comunicazione diretta e democratica.
E chi e’ stato il primo leader di un partito politico a dichiarare la sua omosessualita’ rompendo un tabu’ secolare?
Petzner, che fino a pochi giorni fa era al vertice del partito nazionalista austriaco dopo la morte del fondatore Haider. Una storia commuovente di eroismo sentimentale, di emozioni che travolgono ogni calcolo di convenienza. Una roba talmente etica che ti dispiace che l’abbia fatta un mezzo fascista.
Haider, 58 anni, il leader xenofobo degli Austriaci estremi, e’ morto schiantandosi in auto a 170 all’ora, dopo essere uscito da un locale frequentato da omosessuali, un’ora dopo aver litigato con Petzner, il suo portavoce, 27 anni, in un altro night club. Dopo la sua morte, Petzner, si e’ lasciato andare, scoppiando a piangere, a dichiarazioni che hanno fatto pensare a una relazione amorosa tra i due, avvalorata da una dichiarazione della moglie che ha detto che i due “in qualche modo si amavano”. Ovviamente e’ scoppiato il caos mediatico, il bailamme giornalistico, l’orgia delle telecomunicazioni. E pare che alcuni proprietari delle maggiori testate austriache, al culmine della verticalizzazione delle vendite dei quotidiani, si siano masturbati sulle rotative tipografiche al culmine dell’estasi comunicativa.
Ora non so se vi rendete conto della forza di impatto emotivo che questa dichiarazione di Petzner ha avuto sui militanti xenofobi che adoravano Haider considerandolo il piu’ maschio del quartiere. E invece era bisessuale, innamorato pazzo del suo portavoce tanto da nominarlo suo successore alla testa del partito. Tanto per capire la misura del dramma esistenziale sarebbe come se domani si scoprisse che il Papa ha un portavoce giovane e bellissimo con il quale si bacia nella cappella Sistina quando sono andati via i turisti. Uno shock!
Oppure sarebbe come scoprire che un presidente del consiglio ha messo nel governo un po’ di ragazze che avevano il merito di avergli rivitalizzato la banana.
Petzner ha pagato cara soprattutto un’intervista radiofonica, che ha cercato di bloccare all’ultimo momento, senza riuscirci. Haider lo aveva nominato suo successore, nella migliore tradizione imperiale ma c’e’ stata una mezza insurrezione nel partito e Petzner e’ stato silurato e si da’ per finita la sua carriera politica. Ma forse Pezner potrebbe risorgere anche politicamente fondando un movimento gay di estrema destra. E potrebbe raccogliere le simpatie di tutti gli omosessuali austriaci non di sinistra, che sono tanti. E forse anche di quelli di sinistra. Oltretutto e’ un gran bel ragazzo.
In ogni caso diventera’ un’icona omosessuale: l’uomo che ha gettato al vento una trionfale e fulminea carriera politica per dare sfogo alla propria emotivita’.
Grande!


Picchia lo studente!!!

Picchia lo studente!
Picchialo sul dente!
E se interrogato
non risponde educato
passaci sopra col blindato!

Picchia lo studente
è irriverente
Fallo stare sui ginocchi
gonfiagli gli occhi
dagliele di santa ragione
così la pianta con la ribellione!

Picchia lo studente
crede che la vita
possa essere divertente
Portalo in questura
spiegagli quanto è dura
e se non abiura
usa la tortura

Tag: Berlusconi, scuola, protesta, Gelmini, rifoma, tagli scuole, università, rabbia studentesca, occupazioni, polizia, forze dell'ordine, alievi, sciopero, picchetti, lezioni in strada.


Berlusconi minaccia gli studenti: sono dementi!

Il Presidente dice, dice il Presidente: Vi mando la polizia se occupate!
Poi ritratta. Ma ormai è fatta, fuori dal vaso, qualunque studente respiri ancora, sta occupando la scuola.
E bravo Manolesta, hai moltiplicato per cento la festa.
Lo senti l'urlo nella foresta?
Tornano a marciare.
Li hai fatti incazzare.
Gli studenti.
Tornano i baci dopo i cortei, spossati, magari bagnati, perché se piove continui a protestare.
Presidente, questa volta hai cannato, povero patato.
Non sai che se fai incazzare gli studenti poi ti danno i tormenti?
Sono giovani, sono intransidenti e coraggiosi. E permalosi.
Gli studenti tornano a marciare.
Li vuoi picchiare come a Genova?
Personalmente?
Ma come fai? Questi fanno lezione in strada.
Sono pacifici.
Presidente, è stata una mossa inefficiente.
Credi che non sia niente, i sondaggi dicono che sei amato.
Ma questi si baciano, presidente, sono maschi e femmine e protestano e dormono nelle università occupate.
Sono cose che fanno colpo sulla gente. Ricordano quando eravamo giovani e credevamo alla rivoluzione. E ci baciavamo.
Presidente, non hai idea che bailamme hai evocato.
Qualunque studente che respiri sogna la rivolta, la scuola con la porta divelta.
Sono tornati a marciare, Presidente, e se continui così magari riusciranno a farti cadere.
Presidente, non illuderti di conoscere la gente.
A volte basta un sogno che vola negli orecchi, una sola canzone, per far sognare al popolo la rivoluzione e far cadere un vecchio furbone.

Ps
Su Repubblica di oggi un paginone sulla contestazione, tanti riquadrini, città per città, due notizie, uno slogan: E LA FOTO DEL LIDER CITTADINO degli studenti. Lider cittadino? Ma da dove se le succhiano queste cazzate? Come si fa a dire che in questo momento in ogni città è stato nominato un lider? Chi l'avrebbe nominato? Come si stabilisce che quello è il lider in un movimento appena nato? Assurdo. Se lo inventano perchè la fotina ci sta bene. Geometria grafica. Che altro potevano scrivere sotto la fotina? "Lo studente che ho incontrato al bar"? Non era grafico. Le facevano anche 30 anni fa queste stronzate folcloristiche i giornalisti. Son così, povere creature, appena gli studenti scendono in piazza si mettono a ricordare i loro primi baci, si commuovono e non capiscono più un cazzo.

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La Vera Vita Di Gesù (quarta parte)

La Vera Storia Del Mondo (Atlantide Tv)
La vera vita di Gesù, Bibbia, Vangelo e crimini della Chiesa (Documentario di Jacopo Fo)

QUARTA PARTE

 

TERZA PARTE

 

SECONDA PARTE

 

PRIMA PARTE

Categoria: I video di Jacopo Fo
Temi: religione, Gesù, Chiesa, Cristianesimo

Gli argomenti trattati sono tratti da:

DVD Jacopo Fo La vera storia del mondo

DVD La Vera Storia del mondo di Jacopo Fo

e

Libri Jacopo Fo Gesù amava le donne

Libri: Gesù amava le donne e non era biondo di Jacopo Fo e Laura Malucelli


Proibizionismo delirante

Proibire per alcuni e' una metodologia esistenziale. Sono convinti che proibendo il male questo scompaia. La realta' che l’esperienza pratica di questo principio ci offre e' ben diversa. Proibire comportamenti di massa non serve a un fico secco, anzi sortisce effetti contrari. Vi presentiamo in anteprima mondiale un capitolo di un libro che sto preparando con mia figlia Mattea sulle leggi italiane contro il consumo di marijuana.

Capitolo 1

Proibire le droghe e' utile?
Sarebbe bello se tutte le persone trovassero il loro equilibrio e riuscissero a dare un senso alla loro vita.
Ma cosi' non e' e molti fanno fronte al dolore di vivere utilizzando varie sostanze chimiche. Si tratta di un problema sociale e umano enorme ed e' giusto che lo Stato si impegni per arginare questo fenomeno.
La nostra convinzione e' che l’azione contro l’uso delle sostanze stupefacenti della maggioranza degli Stati sia inefficace perché profondamente irrazionale.
Innanzi tutto si fa una distinzione arbitraria tra le sostanze stupefacenti.
L’alcol e' una droga estremamente potente che come vedremo provoca ogni anno venti volte piu' morti di tutte le droghe considerate illegali e danni sociali altrettante volte piu' gravi. Negli Usa tra il 1920 e il 1933 si vieto' il consumo di alcol. Quando dopo 13 anni di proibizionismo il parlamento abrogo' questo divieto votarono a favore della liberalizzazione il 73% degli onorevoli.
Una maggioranza schiacciante. Come mai il proibizionismo fu abrogato? Semplicemente perché la maggioranza degli americani si era resa conto che produceva piu' danni dei benefici che offriva. Tredici anni di repressione durissima non avevano intaccato il consumo di alcol creando invece la necessita' per chiunque volesse bere un goccetto di finanziare il mercato illegale. La malavita statunitense si era arricchita enormemente arrivando ad avere mezzi economici tali da renderle possibile la corruzione di un numero enorme di poliziotti e giudici. Gli Usa pullulavano di locali che facevano dollari a palate mischiando alla vendita di alcol l’esercizio della prostituzione, delle scommesse clandestine, della ricettazione e di altre attivita' illegali che fiorirono prepotentemente sulla scia del commercio degli alcolici. Inoltre la giustizia americana si trovo' a mandare in prigione molti cittadini per altro probi, colpevoli solo di desiderare prendersi una sbornia ogni tanto. Infine, le bevande vendute dalla malavita erano spesso di pessima qualita', con aggiunte di ogni sorta di schifezza e questo provoco' danni alla salute dei bevitori maggiori di quelli provocati dal consumo di alcol di buona qualita'.
Alla fine ci si rese conto che continuare sulla via del proibizionismo avrebbe dato una tale forza alla malavita e avrebbe corrotto la vita pubblica americana a un tale livello che i vantaggi del divieto erano molto inferiori dei disastri che produceva.
Semplicemente e' impossibile vietare a milioni di persone di bere se desiderano fortemente farlo. E’ possibile invece convincere le persone a smettere di consumare prodotti nocivi o limitarne il consumo. Questo e' accaduto, ad esempio, con il fumatori di tabacco, da anni in costante diminuzione nei paesi occidentali, grazie a una imponente campagna di informazione, la tassazione, il divieto di vendita ai minori e la limitazione degli spazi dove il consumo e' consentito.
Anche l’informazione sui pericoli legati al consumo di alcol, anche se piu' lentamente che rispetto al consumo di tabacco, sta dando risultati.
Il numero dei consumatori di quantita' eccessive di alcol in Italia e' notevole ma in diminuzione. L’elaborazione dell’Indagine Multiscopo ISTAT 2002 “Stili di vita e condizioni di salute” effettuata dall’Istituto Superiore di Sanita' stima in circa 36 milioni i consumatori di bevande alcoliche in Italia, 20.500.000 maschi e 15.500.000 femmine; di questi il 14,2 % (7.136.000 circa) dichiara consumi alcolici eccedenti i limiti massimi indicati dalle Linee Guida per una sana alimentazione in maniera prevalente tra le consumatrici (19,1 %) rispetto ai maschi (9,2 %).”
Il numero dei forti consumatori di alcol rappresenta una percentuale del 14,4%, sul totale dei consumatori, un dato in decrescita dal 1993 quando i forti consumatori erano il 18,6% del totale. (Fonte: Sintesi della presentazione di Emanuele Scafato in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2005. Roma , 21 Aprile, Istituto Superiore di Sanita'.)
Una diminuzione di quasi un quarto delle persone a rischio alcolismo, in 9 anni non e' un grande risultato, ma e' comunque un segnale positivo, ottenuto senza utilizzare particolari divieti, grazie alla crescita della cultura del benessere e della cura del corpo. E c’e' da dire che lo Stato non si e' proprio impegnato contro l’alcolismo nonostante i terribili danni che provoca. Come vedremo in seguito, secondo i dati della relazione del governo sulle droghe, l’alcol ha provocato, nel 2006, addirittura 24mila morti. Non ci sono state campagne di informazione in tv, corsi nelle scuole ne altre iniziative degne di nota. Che cosa sarebbe successo se invece lo Stato avesse fatto il possibile per dissuadere i cittadini italiani a esagerare con l’alcol?
Secondo i dati dell’Istituto superiore della Sanita' in Italia anche il fumo di tabacco provoca danni notevoli che sono quantificati in 80mila morti all’anno circa. Anche qui osserviamo che si sta verificando una diminuzione dei consumi in tutti i paesi industrializzati. Questo grazie alle grandi campagne anti tabacco patrocinate dai media e forse anche grazie alle scritte terroristiche stampate sui pacchetti di sigarette.
Dal 2003 al 2005 grazie a questa attenzione dei media il consumo in Italia era diminuito di piu' di 10 milioni di tonnellate all’anno.
A prima vista parrebbe che in questa diminuzione del danno abbia giocato anche la bordata di divieti decisa da Sirchia nel 2005. Ma i dati del 2006 dimostrano esattamente il contrario. I divieti sono arrivati quando il consumo del tabacco stava diminuendo spontaneamente. In un primo momento questi divieti hanno accompagnato la decrescita senza incrementarla in modo particolare ma a distanza i due anni si scopre che i consumi hanno smesso di diminuire e anzi si e' registrato un aumento di un milione di tonnellate di sigarette fumate in piu'. (Fonte)
I divieti incattiviscono i consumatori e rendono piu' affascinanti le sigarette per i giovani? Sembrerebbe proprio di si'.
Il proibizionismo non paga.

Gli psicofarmaci fanno molto male ma nessuno penserebbe mai di vietarli.
In farmacia sono legalmente in vendita centinaia di tipi di droghe estremamente potenti, capaci di provocare effetti negativi a breve e lungo termine.
Queste sostanze sono da molti sospettate di essere causa di svariati malanni, tendenze suicide, aggressivita', comportamenti asociali.
Per rendersi conto di quanto gli psicofarmaci siano potenti citiamo un articolo dell’Observer: “La droga per i bambini: il Ritalin ha effetti sul cervello piu' potenti di quelli della cocaina.
Usando il brain imaging (tecnica usata per registrare immagini che si ipotizza rappresentino fedelmente le variazioni dell’attivita' neurale regionale), degli scienziati hanno scoperto che in forma di pillole, il Ritalin - assunto da centinaia di migliaia di bambini inglesi e da quattro milioni di bambini negli Stati Uniti - satura quei neurotrasmettitori che sono responsabili dell’euforia sperimentata dai consumatori di droga, piu' che la cocaina inalata o iniettata.” (Fonte: di Jean West The Observer)
Anche la Federal Drugs Agency (FDA) inizia a porsi il problema. In particolare si osserva che con l’uso degli psicofarmaci raddoppiano le tendenze suicide.
Da una meta-analisi pubblicata dagli Archives of General Psychiatry risulta che, in bambini e adolescenti trattati con antidepressivi, la probabilita' di sviluppare suicidalita' e' quasi doppia rispetto a quelli trattati con placebo. Quella dell’FDA e' la revisione finale di una serie di dati disponibili gia' da alcuni anni, finora tenuti sotto il piu' stretto riserbo. Gia' nell’agosto 2004 la notizia era trapelata dopo alcune dichiarazioni di Andrew Mosholder, esperto dell’ufficio FDA incaricato alla valutazione della sicurezza dei farmaci. Queste dichiarazioni avevano suscitato la reazione piccata dei vertici FDA, indispettiti dalla violazione delle regole di discrezione.  Dopo la valutazione di dati ancor piu' recenti, l'FDA e' giunta alla conclusione che la percentuale di rischio per la suicidalita' per i farmaci antidepressivi disponibili e' di 1,95. Irving Kirsh, professore di Psicologia alla University of Plymouth afferma: “Ci sono tre fattori da considerare: il rischio, il beneficio e le alternative. I benefici degli antidepressivi rispetto al placebo nei bambini non sono clinicamente significativi. D’altra parte, la risposta al placebo appare sostanziale. Cio' significa che si riescono ad ottenere gli stessi benefici con praticamente ogni trattamento. E allora perché sceglierne uno che puo' far aumentare il rischio di suicidio?”. (Fonte: Yahoo News da Nopsych.it. 26 marzo 2006)
Si stima che a 17 milioni di bambini, in Italia 30.000, vengono prescritti farmaci e droghe che alterano la mente. Questi dati assumono una valenza piuttosto preoccupante, basti pensare anche a quanto affermato dal dott. Elliot Valenstein, biopsicologo, autore di Incolpare il cervello: “E' un fatto consolidato che i farmaci usati nel trattare un disturbo mentale, per esempio, possono indurre un mutamento biochimico duraturo e perfino mutamenti strutturali [anche nel cervello], che nel passato sono stati ipotizzati essere la causa del disordine, ma potrebbero realmente essere un effetto del trattamento stesso.”  Solo nell’ultimo anno e mezzo, in cinque diversi Paesi sono stati pubblicati 18 allarmi governativi sui pericoli, fino ad allora nascosti, relativi a farmaci psichiatrici che evidenziavano effetti secondari tra cui: dipendenza da questi psicofarmaci, mania, ostilita', aggressione, psicosi, suicidio e violenza. (Fonte: http://suicidi.splinder.com/post/7587207/FDA:+antidepressivi+nei+bambin )

Altri dati sugli effetti degli psicofarmaci li troviamo nel libro: “Gli inquietanti effetti collaterali degli psicofarmaci” di Luciano Gianazza, Nuovi Mondi Media. “Alcuni ricercatori indipendenti, non sovvenzionati dalle case farmaceutiche hanno rilevato che alcuni psicofarmaci causano nelle persone che li prendono tendenza al suicidio e atteggiamenti violenti. E piu' di 200 azioni legali sono state indette contro la Eli Lilly, Pfizer e GlaxoSmithKline, i produttori rispettivamente del Prozac (fluoxetine), Zoloft (sertraline) e Paxil (paroxetine) per essere risarciti da suicidi o omicidi da parte di pazienti pochi giorni o settimane dopo che furono prescritti loro uno o piu' di questi psicofarmaci… Il Prozac e' stato immesso sul mercato degli Stati Uniti dalla Eli Lilly nel gennaio 1988. Zoloft e Paxil sono subentrati rispettivamente nel dicembre 1991 e nel dicembre 1992. Circa 45.000 rapporti di reazioni avverse al Prozac sono stati registrati dalla FDA. Questi includono rapporti di circa 2500 morti, con la stragrande maggioranza collegata a suicidio o violenza… Il Dr. Martin Teicher, della Harvard Medical School, nel 1990 ha riportato che lui e i suoi colleghi avevano osservato tendenza al suicidio in sei pazienti che prendevano il Prozac. Piu' recentemente, il Dr. David Healy, un esperto sul sistema della serotonina del cervello e il direttore del North Wales Department of Psychological Medicine all'Universita' del Galles, ha stimato che “probabilmente 50.000 persone hanno commesso suicidio a causa del Prozac dal suo esordio, una cifra molto piu' alta del numero di quelli che avrebbero commesso comunque suicidio se non fossero stati curati.”
Insomma, gli psicofarmaci sono vere e proprie droghe assimilabili alle droghe pesanti e hanno effetti enormi su chi li consuma. Non sappiamo molto su questi effetti anche perché le case farmaceutiche fanno il possibile per insabbiare tutte le ricerche che provano i danni del consumo di massa degli psicofarmaci. Ma i sospetti continuano ad aumentare. Ad esempio, alcuni hanno notato che la maggioranza dei giovani che in Usa hanno compiuto massacri nelle scuole erano sotto psicofarmaci. E si pensa che queste sostanze assunte come medicine invece di inibire i comportamenti violenti li abbiano sollecitati.
“L’uso di psicofarmaci e' il denominatore comune di otto recenti sparatorie scolastiche. Nei casi rimanenti, il dossier medico non é mai stato reso noto, lasciando il dubbio sul fatto che vi fosse stato o meno uso di queste sostanze:
21 maggio 1998 - Springfield, Oregon: il quindicenne Kip Kinkel uccide i suoi genitori e poi si reca a scuola dove fa fuoco su altri studenti che si trovavano nella caffetteria, uccidendone due e ferendone 22. Kinkel stava assumendo Prozac.
16 aprile 1999 - Notus, Idaho - il quindicenne Shawn Cooper svuota due caricatori sparando all’impazzata e mancando per un pelo diversi compagni di scuola: era in cura con un mix di antidepressivi.
20 aprile 1999 - Columbine, Colorado: il 18enne Eric Harris era in cura con il Luvox, un antidepressivo, quando lui e il suo compagno Dylan Klebold ammazzarono 12 compagni di classe ed un insegnante, ferendone altri 23 prima di suicidarsi. Il medico legale confermo' la presenza dell’antidepressivo nel sangue di Harris, mentre l’autopsia di Klebold non fu mai resa pubblica.
20 maggio 1999 - Conyers, Georgia: il quindicenne T.J. Solomon era in cura con un mix di antidepressivi quando ha fatto fuoco sui suoi compagni di classe ferendone sei.
7 marzo 2000 - Williamsport, Pennsylvnania: la quattordicenne Elizabeth Bush era sotto Prozac quando ha sparato a compagni di scuola a Williamsport, ferendone uno.
22 marzo 2001 - El Cajon, California: il diciottenne Jason Hoffman si trovava sotto l’effetto di due antidepressivi - Effexor e Celexa - quando ha fatto fuoco nel suo liceo ferendo cinque persone.
10 aprile 2001 - Wahluke, Washington: il sedicenne Cody Baadsgaar si reca a scuola con un fucile e tiene sotto sequestro 23 compagni di classe ed un insegnante dopo avere assunto un’alta dose di Effexor, un antidepressivo.
21 marzo 2005 - Riserva Indiana di Red Lake, Minnesota: il sedicenne pellerossa Jeff Weise era sotto l’influenza di Prozac quando ha sparato a scuola ammazzando nove persone e ferendone cinque prima di suicidarsi.
28 settembre 2006 - Bailey, Colorado: Duane Morrison, 53 anni, entra nel liceo di Platte Canyon e spara, uccidendo una ragazza e abusando sessualmente di altre sei. Nella sua auto sono stati trovati antidepressivi.
(Fonte: http://www.disinformazione.it/psicofarmaci_violenza.htm)

Ma contro l’abuso di psicofarmaci non c’e' nessuna iniziativa. Chi oserebbe mettersi contro le case farmaceutiche?
In assenza di campagne di informazione sui danni provocati dagli psicofarmaci e grazie alla potente macchina promozionale dei fabbricanti di queste droghe legali, gli psicofarmaci stanno diventando una risposta di massa all’ansia di vivere al pari dell’alcol.
Addirittura, per vendere piu' psicofarmaci pare proprio che le case farmaceutiche arrivino a inventarsi nuove malattie, ecco un articolo su questo argomento pubblicato dal Corriere della Sera dell’8 febbraio 2003 firmato da Margherita De Bac:
“La prescrizione di antidepressivi a carico del Servizio Sanitario Nazionale rispetto all’anno precedente e' aumentata del 17,1%.
In Italia negli ultimi quattro anni il consumo di psicofarmaci e' aumentato del 60%. Non e' un caso secondo gli esperti. Dietro spesso vi sono malattie ‘inventate’ o ‘indotte’ ad arte. Al problema ‘dell'informazione sponsorizzata che genera prima le malattie e poi i farmaci per curarle’ e' dedicato l'editoriale che uscira' sul prossimo numero di ‘Dialogo sui farmaci’, il bimestrale curato dal servizio farmaceutico di Verona. ‘La novita' e l'originalita' della strategia consistono nel presentare una sindrome psichiatrica minore ma con una popolazione estremamente ampia di potenziali sofferenti, molto spesso presunti’ commenta Luigi Bozzini, uno degli esperti. L' esempio piu' eclatante risale alla primavera del 2001: gli americani vengono informati da stampa e tivu' di una nuova epidemia che avrebbe colpito gia' 10 milioni di persone. Senso di affaticamento, debolezza, irritabilita', fastidi muscolari, nausea, diarrea i sintomi predominanti. Ognuno di noi li avra' provati, almeno una volta nella vita, anche se perfettamente sano. Pero' i cittadini, bersagliati da messaggi martellanti, cadono nella rete, si lasciano condizionare. Pensano di essere rimasti anch'essi vittime di questa minacciosa malattia indicata col nome di disordini d' ansia generalizzata, il Gad. Guarda caso, proprio nello stesso periodo, l'agenzia dei farmaci statunitense (FDA) approva con l' indicazione contro il Gad un antidepressivo, la paroxetina. In pochi mesi il prodotto va alle stelle. Luigi Ravizza, del Dipartimento di neuroscienze dell' universita' di Torino, si sofferma sul Gad: “Ha una prevalenza del 3-4 per cento, ma alcuni ne mettono in dubbio l'esistenza. Operazioni commerciali che spingono a trattare con antidepressivi disturbi passeggeri e non hanno niente di patologico vanno condannate. Sono truffe ai danni del paziente”. Vendere le malattie, a volte inventandole di sana pianta, altre sfumando i contorni di quelle reali in modo da catturare una larga fetta di potenziali utenti-pazienti. E' l' ultima strategia delle industrie, che basano la loro politica commerciale su un principio, ricordata da un articolo del British Medical Journal: ‘Si possono ricavare un mucchio di soldi dalle persone sane convinte di essere malate’ ”. (Fonte)

Non vengono risparmiati dal consumo di queste droghe neppure i bambini.
I genitori non hanno tempo di occuparsene, non hanno voglia di giocare e parlare con loro, non li sanno educare, li lasciano per giornate intere davanti al televisore e poi si accorgono che sono irrequieti e poco motivati a scuola? Diamo anche a loro un bel pasticcone!
 “Psicofarmaci ai bambini italiani, e' uno scandalo. Troppi e somministrati con troppa leggerezza. In cinque anni in Italia la prescrizione di psicofarmaci ai bambini e' aumentata addirittura del 280 per cento. Negli Usa, dove i bambini in terapia sono piu' di undici milioni, l’aumento e' stato del 150 per cento. Ministro Turco, intervenga subito”. E’ l’appello che hanno lanciato Luca Poma, portavoce di “Giu' le Mani dai Bambini”, la piu' visibile campagna di farmacovigilanza in Italia, e Federico Bianchi di Castelbianco psicoterapeuta dell’eta' evolutiva. E con loro piu' di cento Associazioni e 230mila addetti ai lavori del settore della Salute rappresentati dal Comitato Giu'leManidaiBambini. (Fonte: http://www.giulemanidaibambini.org/)
Sia per gli adulti che per i bambini i consumi sono quindi in crescita ormai da anni.
Tra il 2001 e il 2006 il consumo di psicofarmaci e' aumentato del 75%. Come osserva il dottor Giuseppe Nicolo', responsabile del Centro Salute Mentale (CSM) Boccea di Roma, nonché presidente europeo della Societa' di Ricerca in Psicoterapia. (Fonte: http://www.ciumeo.it/ )
Nel biennio 2000-2002 il consumo di psicofarmaci fra i giovanissimi e' quadruplicato. (Fonte: http://www.girodivite.it/article.php3?id_article=2119)

Il dato e' confermato anche da un’inchiesta di Rainews24:
“…Diverse le terapie, da adattare ad ogni singolo caso. Sempre piu' seguita quella farmacologica. A dimostrarlo e' anche l’aumento delle prescrizioni degli antidepressivi. Negli ultimi sette anni, dal ‘99 al 2006, il numero delle persone a cui vengono somministrati si e' quasi triplicato.” (Fonte: http://www.cineca.it/stampa/rassegna_stampa/w_sanita_RaiNews24_antidep.pdf )

Ma oltre a quanto detto, gli psicofarmaci possono causare danni alla salute. A questo proposito l’associazione Giu le mani dai bambini sostiene che: “… Recentemente in Giappone, Canada , Nuova Zelanda ed Australia, l'uso degli psicofarmaci sui minori e' stato sottoposto in molti casi a restrizione da parte delle autorita' sanitarie di controllo. Negli USA …migliaia di famiglie hanno intentato causa ai produttori del settore farmaceutico per i gravi danni alla salute arrecati dai facili abusi nella somministrazione di dette sostanze.” (Fonte: http://www.giulemanidaibambini.org/petizione.php )

Insomma, l’uso che milioni di persone fanno quotidianamente di antidepressivi, calmanti, sonniferi, ansiolitici eccetera comporta danni alla salute e rischi sociali notevoli. Si tratta di sostanze che hanno una pericolosita', come vedremo, nettamente superiore a quella della canapa. Eppure possono essere venduti in tutte le farmacie mentre la canapa non puo' essere consumata neppure per scopi terapeutici.
Che senso ha una legislazione simile?
Ben poco come vedremo. Il senso glielo danno i soldi.

Tavola degli psicofarmaci in vendita oggi in Italia:

Tavola degli psicofarmaci in vendita oggi in Italia:

Fonte: http://www.oism.info/it/farmaci/libro_effetti_collaterali/antidepressivi_italia.htm

Jacopo Fo


Arcano Pennazzi for president!

Oggi vorrei parlarvi del blog di Arcano Pennazzi che da tempo gestisce un suo spazio molto interessante e divertente. E' pieno di articoli, video, audio, immagini sui temi della pace, l'ecologia e la cooperazione tra gli uman, e certamente potrai trovarci ragionamenti e segnalazioni insoliti. Inoltre Arcano è un amico e una persona squisita e scambiare idee con lui l'ho sempre trovato interessante e stimolante. Ed è anche sposato con una ragazza simpaticissima e insieme hanno prodotto un grufolino meraviglioso.
Ma questo sito, insieme a molti altri come
Life in Italy citato giorni fa, ha anche una caratteristica particolare. E' realizzato da una persona generosa che ha capito che in rete conviene allearsi e collaborare invece di farsi la guerra.
Questi siti infatti pubblicano molti pezzi di altri e link. Chi ha un blog ha in effetti il grande potere di aiutare con le sue recensioni e segnalazioni altri siti a scalare le classifiche dei blog e i motori di ricerca.
Disgraziatamente la blogosfera di sinistra in Italia è molto restia a regalare link. E questo penalizza l'insieme della capacità di comunicazione del movimento.
Avere molti link di segnalazione vuol dire uscire nelle prime pagine di Google e degli altri motori di ricerca e quindi essere visti e visitati in modo molto maggiore.
Da tempo stiamo facendo campagna di informazione in questa direzione con diverse iniziative.
Ad esempio questo blog linca tutti i siti che lo lincano (vedi lista in fondo alla colonnina di sinistra), in questo modo diamo visibilità e alziamo il rank (il punteggio dei blog) e la posizione nelle classifiche dei siti che sono stati cortesi con noi ricambiandoli. Questo articolo fa poi parte di una serie di recensioni che vogliamo realizzare sui siti più interessanti. Un altro modo di appoggiare i siti che sentiamo vicini al nostro modo di sentire è quello di citare sempre dove abbiamo trovato i video che ripubblichiamo. Potremmo mettere solo l'indirizzo di You Tube, ma ci sembra giusto riconoscere l'aiuto che ci ha dato chi è andato a scovare quel particolare video nel mare magnium della rete. Lo stesso vale per le immagini o le notizie.
Un'altra azione è stata la creazione di www.stradaalternativa.it che raccoglie attualmente 180 siti che scambiano tra di loro, in modo automatico, spazi pubblcitari. Un risultato enorme con 3 milioni di banner scambiati ogni mese, dato in costante crescita.
E stiamo lavorando anche sulla creazione di www.mercatoribelle.com, che permetterà di aprire su ogni sito un angolo di vendita di prodotti etici e ecologici e di vendere spazi pubblcitari, offrendo così la possibilità di autofinanziare i costi di gestione di un sito e magari ripagare il lavoro di redazione.
Certamente se molti di più seguissero l'esempio di il blog di Arcano Pennazzi e Life in Italy aumenterebbe esponenzialmente la visibilità della controinformazione e della cultura alternativa in rete. Una cosa piccola ma essenziale per chi voglia costruire una società migliore.