Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Come si fa a diventare Rasta? (E non essere accusati di spaccio se ti prendono con l'erba)


Vorrei saperne di più su questa religione?
Quali sono i riti?
Quali le preghiere?
Si viene battezzati? Iniziati?
Come si certifica l'adesione ai Rasta?
Esiste una gerarchia religiosa Rasta?
In Italia esiste una Chiesa Rasta Ufficiale?
Come fai a dimostrare che sei Rasta?
Basta o non basta dire solo che sei Rasta?

Ho fatto una ricerca in rete ma non ci ho capito molto.
Cito comunque un pezzetto da wikipedia interessante e un altro da www.cesnur.org

Rastafarianesimo
I RasTa e l'uso dell'erba Ganja [modifica]

I Rasta utilizzano la marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera. Viene sostenuto che l'erba Ganja sia cresciuta sulla tomba del re Salomone, chiamato il Re Saggio, e da esso ne tragga forza. La marijuana è anche associata all'Albero della Vita e della Saggezza che era presente nell'Eden a fianco dell'Albero della conoscenza del bene e del male.[2]

« Non puoi cambiare la natura umana, ma puoi cambiare te stesso mediante l'uso dell'Erba ...
In tal modo tu permetti che la tua luce risplenda, e quando ognuno di noi lascia risplendere la sua luce, ciò significa che stiamo creando una cultura divina[3] »
I rastafariani, comunque, predicano la disciplina morale ed il controllo di sé, e sono avversi ad ogni forma di ubriachezza.

Nel 2008 la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 28270 della Sesta sezione penale, accogliendo il ricorso di un imputato adepto di questa religione, ha dato per la prima volta rilievo all'appartenenza dell'imputato a tale religione.[4] L'imputato era stato trovato in possesso di una quantità pari a venti volte il limite, indicato dalle legge, oltre il quale si rischia l'incriminazione per spaccio di sostanze stupefacenti. Contrariamente a quanto riportato dai giornali, l'uomo non è stato "assolto"; la Cassazione ha però ritenuto non sufficientemente motivata la decisione di merito che aveva affermato la finalità di spaccio esclusivamente in base alla quantità di stupefacente detenuta, senza tenere in alcun conto le affermazioni dell'imputato, per cui la dose detenuta era "giustificata" dai precetti del rastafarianesimo. [5]

In http://www.cesnur.org/religioni_italia/m/movimenti_sviluppo_07.htm
ho trovato questo:

Nel 1966 Hailé Selassié visita la Giamaica, accolto da una straordinaria folla adorante: ma non esprime alcun desiderio di prendere la testa del movimento rastafariano. Detronizzato da una rivoluzione comunista, l’imperatore muore nel 1975. I rastafariani non credono alla notizia della sua morte, interpretata come un tentativo di disinformazione da parte dell’uomo bianco, ovvero come l’assunzione di una forma spirituale in cui Hailé Selassié può operare in modo più potente ancora che attraverso un corpo di carne. Un ruolo decisivo alla diffusione mondiale del movimento ha il cantante Bob Marley (1945-1981) attraverso la musica reggae.

La Bibbia è riletta facendo coincidere i salvati con i neri, Babilonia con il mondo degli uomini bianchi, e la nuova Gerusalemme con l’Etiopia. Il concetto di “neri” è peraltro piuttosto vasto perché comprende, per esempio, i surinamesi (lo stile rastafariano – non sempre la religione – è stato adottato da diversi calciatori olandesi famosi, che sono di origine surinamese), i maori della Nuova Zelanda, gli aborigeni australiani. Tutti questi “neri” sono insieme i discendenti delle “tribù perdute” di Israele e la reincarnazione degli antichi israeliti. Loro compito è riscoprire l’identità nera, frustrata e negata dai bianchi, attraverso una serie di pratiche culturali particolari: l’acconciatura, la musica, alcuni divieti alimentari di radice biblica (come quello della carne di maiale), l’uso della ganja (peraltro limitato agli allucinogeni naturali, con esclusione delle droghe sintetiche), l’adozione di una nuova “afro-lingua”, l’abbigliamento in colori particolari (nero, ma anche rosso, che rappresenta il sangue dei martiri; verde, il colore dell’Etiopia e della ganja; oro, il colore della Giamaica).
Parafrasando quanto Gesù diceva del “mondo”, molti rastafariani pensano che si può vivere in Babilonia (cioè nei paesi occidentali) senza essere di Babilonia, riconquistando l’identità attraverso le pratiche rastafariane. Queste ultime non comprendono una vera e propria liturgia, ma piuttosto momenti di festa e riunioni di “ragionamento” (reasoning) in cui si “ragiona” di teologia e di interpretazione dei testi biblici. Non c’è bisogno di chiese, cappelle o luoghi di culto perché Dio, anche se presente in modo eminente nel messia Hailé Selassié, “pervade” ogni persona umana e, da questo punto di vista, in ciascuno si “incarna”.

Nuove prospettive storico-teologiche sui rastafariani emergono peraltro dall’importante studio di William David Spencer Dread Jesus (1999). Spencer getta qualche luce sulle origini del movimento, notando che alcuni dei suoi primi pionieri erano membri di una organizzazione chiamata Grande Fraternità Antica del Silenzio, o Antico e Mistico Ordine dell’Etiopia. Questa organizzazione faceva parte del vasto movimento noto in tutta l’area di lingua inglese come “massoneria Prince Hall”, una massoneria “parallela”, riservata agli afro-americani.

Secondo Spencer, il movimento rastafariano si trova oggi a un bivio, e l’esito sarà probabilmente la separazione fra due branche diverse. La prima preciserà sempre di più la sua identità come movimento di carattere esoterico, gnostico, non cristiano, nella linea di certe sue origini di tipo massonico ovvero orientaleggiante. Una seconda branca – rappresentata oggi da un gruppo diffuso internazionalmente, le Dodici Tribù di Israele – potrà evolversi in direzione di un movimento pienamente cristiano, predicatore di un cristianesimo “selassiano” nel senso di considerare l’imperatore Hailé Selassié come un testimone e un profeta, non come una figura divina o messianica.

Fonte immagine: http://homepage.ntlworld.com/davebulow/wow/images/rastafarian_last_suppe...


Poi Silvio si ruppe i coglioni e disse: “Ma vaffanculo!”

Poi Silvio si ruppe i coglioni e disse: “Ma vaffanculo!” E telefono’ a Bruno Vespa e gli disse: “Bruno, voglio venire in trasmissione.”
E il buon Bruno, che non sa mai dire di no, rispose: “Certamente Presidente!”.
E Silvio Tv, ando’ da Bruno Cronaca Nera.
Le agenzie di stampa avevano previsto che il Presidente Cavaliere avrebbe detto qualche cosa di sensazionale e milioni di italiani erano assiepati davanti alla tv.
E Silvio arrivo’. E molti bisbigliarono subito sul fatto che era particolarmente raggiante.
Altri si diedero di gomito perche’ oltre a Silvio e ai suo 8 body gard entrarono anche 12 ragazze di una bellezza fulminante.
E qualcuno disse: “Certo che in fatto di gusti non lo batte nessuno!”
Bruno Doppialingua fece portare altre poltroncine perche’ Silvio Ammazzasentenze voleva che tutte le ragazze partecipassero al talk show.
E Bruno l’Al Qaeda dell’audience, si accorse di avere un’erezione pazzesca all’idea della verticalizzazione tosta dell’indice d’ascolto e anche di qualche cos’altro che si prospettava con tutte quelle gnocche superlative a portata di telecamere. E disse ai cameraman di indugiare sulle zone d’ombra, particolareggiare sulle dita dei piedi, avvolte nelle strisce dorate e argentate dei sandali estivi. Disse: “Tuffatevi teleobbiettivamente nelle scollature come se ci aveste appena smarrito l’anima, zummate sulla curva delle caviglie e sul buio tra il collo e i capelli fluenti, nutriti con balsami orientali dal prezzo stratosferico, scivolate sulle lunghe braccia, stupitevi nell’incavo dei gomiti, celebrate i ginocchi, perdetevi sull’ombra del capezzolo sotto i tessuti avari di fili!”
E quando inizio’ la trasmissione Vespa sudava, sudavano gia’ anche i cameraman, il regista e gli ispettori della produzione.
Solo Silvio, l’uomo che assolse se’ stesso, non sudava. Sorrideva come un cieco che ha finalmente raggiunto la cima dell’Everest.
E dopo poche, pacate, rispettose parole di Bruno Lafaccia, il Premier Indagato disse: “Italiani, sono qui per dirvi la verita’. In effetti ho molto amato. Moltissimo. E’ un peccato? Si’, per i bigotti e i comunisti. Ma non disse forse Gesu’, che di peccati se ne intendeva, che bisogna perdonare chi ha peccato per troppo amore?
E vorrei vedere chi al mio posto non avrebbe fatto lo stesso. Ne vorrei vedere solo uno di quelli che oggi mi crocefiggono con questa storia delle registrazioni delle mie telefonate. Cosa farebbe se avesse la possibilita’ di fare l’amore ad esempio con queste dodici stupende ragazze che sono qui con me questa sera. Guardatele. Onestamente, dico onestamente, c’e’ qualche italiano che puo’ biasimarmi per aver fatto quello che tutti al mio posto avrebbero fatto? Che morale e’ quella che si applica a uno e non a tutti? Dovrei essere condannato per aver realizzato un sogno comune?
Oppure dovrei essere premiato per questo?
La maggioranza degli italiani mi ha dato il suo voto. I comunisti dicono che lo hanno fatto perche’ sono stupidi, disinformati dalle mie televisioni, disorientati dalle mie promesse fantasmagoriche. Io credo invece che mi abbiano votato perche’ sono un uomo vero, non un perfetto. I perfetti sono gia’ morti, puzzano e fanno tristezza. Io sono stato votato proprio perche’ ho realizzato un sogno di vita. E in qualche modo tutti gli italiani hanno goduto all’idea che sia possibile in una sola vita fare l’amore con decine, centinaia di donne di impareggiabile bellezza. Io ho regalato sogni nuovi agli italiani. E poi, generosamente ho preteso che le donne che hanno fatto l’amore con me potessero essere ammirate da tutti, democraticamente, in televisione. Non sono stato egoista, le avete viste tutte, molto svestite, a volte totalmente svestite come le ho viste io. Ne’ piu’ ne’ meno. E questo non e’ stato piacevole? Non e’ stato eccitante? Non e’ stata pura condivisione di un sogno?”
Silvio, si schiari’ la bocca, sorrise sornione come solo lui sa fare.
Bruno l’Arrapato degluti’ due o tre volte e si chiese quanti cazzi di milioni di telespettatori c’erano in quel momento con la bocca aperta e il fiato trattenuto. E Silvio Trapianto  bevve un sorso d’acqua portandolo alla bocca con estrema eleganza, e mentre le telecamere se lo bevevano come ambrosia, perche’ lui e’ nato per essere ripreso, continuo’: “Pero’ vorrei chiarire una cosa. A chi ha ascoltato le registrazioni delle mie telefonate i miei rapporti con le donne sono apparsi certamente aridi baratti senza sentimento, mercato della carne. E non c’e’ nulla di piu’ falso. Si’, perche’, dovete sapere, io sono un poeta della vita. E’ ridicolo vedermi soltanto come un bieco accumulatore di ricchezze. Anche chi ha di me l’idea peggiore, che io abbia iniziato la mia carriera ricevendo finanziamenti occulti dalla mafia, dovrebbe ammettere che e’ comunque difficile, a prescindere dal denaro che si ha a disposizione, costruire quel che io ho costruito. Altri costruttori si sono trovati ad avere disponibilita’ economiche dieci volti piu’ grandi delle mie e non sono riusciti a creare 3 televisioni di successo, decine di periodici, centinaia di best seller. Credo che si dovrebbe darmi atto del fatto che io sono capace di sentire i desideri della gente e di capire le esigenze delle migliaia di persone che lavorano per me in modo tale da ottenere da loro il meglio. E pagare bene chi lavora per te non basta per ottenere l’eccellenza. Io ho incontrato singolarmente tutte le redazioni di tutti i giornali, le trasmissioni, le collane editoriali. Ho parlato con loro, ho fatto da guida nella visita alla mia casa e alla mia tomba, ho mangiato con loro, e dopo abbiamo cantato assieme. Da sempre, una sera alla settimana l’ho dedicata a questo. E ho curato con la medesima fremente attenzione tutti i miei rapporti, costruendo una rete di relazioni umane solide e durature basate sul mutuo vantaggio. E per fare questo, lo capirebbe anche un bambino, essere assetati di denaro non basta. Il mondo e’ pieno di assetati di denaro che non concludono niente. E cosa distingue un imprenditore di successo da un fallito? La passione, le capacita’ e il destino. E io ho messo sempre comunque un’enorme passione in tutto quello che ho fatto. Non ho mai trattato con nessun essere umano senza metterci tutta la mia passione. E’ la chiave del mio piacere e del mio successo. E allora perche’ pensate che io abbia potuto far l’amore anche con una sola donna senza esprimere tutta la passione di cui sono capace? E credo che il modo migliore per farvi capire i miei sentimenti sia quello di raccontarvi la mia storia d’amore con queste dodici ragazze. E’ un regalo che vi faccio. Sicuramente caro Bruno, questa serata qui da te fara’ epoca.” Dicendo questo si era girato a guardare bruno sfoderando quel suo malandrino sorriso storto, con la mandibola inferiore che si spinge in avanti furbetta e il labbro inferiore che cerca quello superiore impertinente. A Bruno gli casco’ la catena della bicicletta dell’anima all’idea di che cosa avrebbe voluto dire quello in termini di telespettatori. Le parole FOLLA  e OCEANICA rimbalzavano nella sua testa come macigni spinti da razzi multicolori.
E Silvio continuo’:”Vorrei cominciare raccontando come ho conosciuto Sandra, immaginatevi, stavo camminando lungo il porticciolo di Livorno, con una piccola folla di persone che mi stringevano la mano e mi incoraggiavano e ad un tratto e’ stato come se tutto si oscurasse e io vidi soltanto questi suoi occhi.” Bruno Bellestorie lancio’ un‘occhiata al regista per assicurarsi che nel suo gabbiotto di vetro insonorizzato stesse urlando al cameraman della 2 di inquadrare solo gli occhi di lei, cazzo!
Silvio Liberitutti sembro’ perdersi nel cielo trapunto di stelle di quegli occhi. Poi si riprese con un sorriso dolce. Alla melassa. Disse: “La vedo e non riesco piu’ a far altro che a pensare a lei. Le vado incontro, la prendo per mano e le dico che e’ una visione.”
E cosi’, lentamente, con grazia, Silvio Sentimenti racconto’ una per una le dodici storie d’amore. E racconto’ di Maria, che l’aveva aspettato per un’intera serata, al gelo, per chiedergli dopo un comizio se poteva far l’amore con lei perche’ era ammalata di solitudine. E di Angela che aveva un tumore e che dopo l’amplesso era guarita (c’e’ giusto qui in collegamento il primario che puo’ confermare, non che io faccia i miracoli ma sapete tutti quanto forte possa essere il potere dei sentimenti e delle emozioni). E c’era poi Rita, che pensava di essere brutta perche’ non aveva mai incontrato un uomo che la rispettasse.
E c’erano ormai milioni di mogli deluse con le lacrime agli occhi che ascoltavano il Presidente come una medicina.
E prima che la trasmissione finisse gia’ qualcuna era guarita dalla sindrome della secchezza delle ghiandole lacrimali, dalla stitichezza, il mal di testa o la sindrome premestruale.
E gli uomini scoprivano che avevano il sistema endocrino in subbuglio e una voglia selvaggia di trombare come il Presidente Desiderio che aveva raccontato di aver trascorso almeno due ore a accarezzare l’aureola del capezzolo della signorina Luigia e che era stato in quel momento che aveva avuto l’intuizione che sarebbe entrato in politica.
Fu una notte selvaggia. Bruno Vespa fu arrestato all’alba con 4 ballerine russe, per schiamazzi notturni. Furono segnalate 72 guarigioni miracolose. Nove mesi dopo ci fu un’impennata nel numero delle nascite. Veltroni non si riprese mai piu’ dallo shock e finalmente D’Alema ammise di essere gay.


Stiamo vincendo

Ma questa volta facciamo un Vaffanculo Day da ridere?

Stiamo vincendo
Non fatevi travolgere dalle immagini del telegiornale!
Stiamo scardinando la melma immobile delle anime congelate.
Stiamo facendo più l’amore.
Stiamo suonando di più i tamburi dell’alba.
Stiamo pensando a scherzi colossali.

Le nuove leggi di Berlusconi, la tristezza di Veltroni
Non cascare nella trappola.
Stanno per cadere nella bocca spalancata del passato
Come gocce di pioggia
Durera' ancora un po’ ma poi diremo:
ti ricordi che paura?

E’ finito il petrolio, si deve cambiare.
E’ finito il monopolio delle informazioni
Sul Web non mi puoi vietare di raccontare
E’ come quando inventarono i telefoni
Dopo un po’ i piccioni viaggiatori non si usavano più.
Il mondo cambia.
Pensa che una volta non esisteva il sesso: solo organismi asessuati unicellulari
Si moltiplicavano per partenogenesi, cioe' si spaccavano a meta'.
E non era un’esperienza piacevole.

Noi adesso siamo organismi pluricellulari estremamente sessuati, possiamo far l’amore e cantare.
Continua: clicca LEGGI TUTTO.

Nel video: San Valentino 2008, Parigi, record mondiale di bacio alla francese

Categoria: Video teatro comico

Temi: french kiss world record bacio collettivo

Ma deve essere chiaro che c’e' bisogno anche di un po’ di spinta per far girare la ruota inesorabile della storia.
Dobbiamo lanciare un’offensiva totale.
e' il nostro compito storico, in quanto progressisti.
Noi non si fa altro: lanciamo mobilitazioni generali una dopo l’altra, ogni volta che abbiamo il fiato per farlo. Ci piace cosi'. Si conosce un sacco di gente interessante e a volte hai anche delle soddisfazioni.
E oggi l’offensiva totale all’ordine del giorno e' fare più l’amore. Un piccolo sforzo, possiamo ancora migliorare.
Scrivi una poesia per la persona che ami.
Di’ a un amico che gli vuoi bene.
Disegna un fiore sul muro di fronte alla sua casa cosi' ogni volta che esce si ricordera' che la ami.
Fai qualche cosa di straordinario, di temerario.
Baciala sulla bocca come se fosse la prima volta.
E’ sufficiente mettere indietro la linea del passato.
E trovarsi a un attimo prima della prima volta che ci siamo baciati. E ricordarsi che per un istante, mentre le bocche si avvicinavano hai annusato il profumo che saliva dal collo.
Dischiudi le labbra, la tua lingua e' in attesa di un sapore che non hai sentito mai.
Un sapore che contiene il suono delle foglie del riso che sbocciano nell’umido dell’acqua.
Senti quella sensazione di onnipotenza che hai nelle spalle per via che tu ora desideri una sola cosa al mondo. Una sola cosa esiste e ha qualche valore, una sola cosa in tutto l’universo riesce ad essere più grande di tutto quello che esiste. E quella cosa tu la stai vivendo tutta, non c’e' niente altro che ti rubi l’attenzione. Vivi interamente il sublime.
E vivere, con tutti i suoi costi, ti appare il più immenso affare che potevi fare.
E benedici la fortuna di essere nato.
Ecco cosa ci serve ora.
E qualcuno, che c’e' sempre, dira': ma checcazzo c’entra questo con Berlusconi.
E questo e' il disastro che il Movimento ribelle non ha capito.
Quando tu sei li', che vi baciate come fosse la prima volta, Berlusconi non esiste più.
E’ gia' sparito.
Tu pensi che io stia dicendo esagerazioni travolto dal gusto per l’iperbole?
No.
Moretti diceva: con questa sinistra non vinceremo mai.
Aveva ragione.
Ma altrettanto giusto sarebbe dire: con questa idea retorica, altisonante, seriosa, noiosa del far politica siamo destinati allo sgampazzo perdente.
Il prodotto del sistema, la linfa del male e' la paura e l’ignoranza nutrite dalla noia e dal conformismo, dall’incapacita' di mettere in discussione, manca la vivacita' della mente.
Non e' il solito brodetto della contestazione che ci cambia la vita.
Ovunque questa politica sta scivolando nel riflusso.
La novita' viene fuori altrove. Nella voglia di prendere per il culo.
La Sinistra Arcobaleno e' vaporizzata. Ma i maestri del pensiero non l’hanno ancora capito.
Il Manifesto non ha mai ancora spiegato ai suoi lettori l’esistenza del piacere anale maschile eterosessuale.
Liberazione ha sempre taciuto sull’orgasmo maschile multiplo e sul punto G. Bertinotti non ha detto una parola sull’eiaculazione femminile e il fatto che il 20% delle donne non ha l’imene o ha un imene inconsistente.
E Pecoraio Scanio non ha mai parlato dell’amore, dei sobbalzi cardiaci legati alla cotta amorosa, dello straripante esplodere delle emozioni durante un amplesso sentimentalmente coinvolgente.

E’ ora di cambiare.
Sono favorevole al V/Day 3. Tutti in piazza a protestare e a firmare contro le leggi della vergogna. Però propongo che si protesti producendoci in un lunghissimo bacio, collettivo.
Un milione di persone che si baciano contemporaneamente in 100 piazze d’Italia.
E sono ammessi anche un po’ di toccamenti per quelli che sono più incazzati.
E poi vorrei che si distribuissero dei volantini che dicono: “Migliora il mondo adesso! Abbraccia una persona che ti vuole bene.”
Berlusconi e' come l’eroina, e' un segnale indicatore del livello di tristezza della gente.
Più tristezza, più paura, più psicofarmaci, più Berlusconi, più suicidi, più crimini.
Scendiamo in piazza per far divertire la gente!
Facciamo gli stupidi contro le leggi vergogna.
Stupiamo questa Italia narcotizzata, facciamo qualcosa di imprevedibile.
Incendiamo le nostre scoregge per protestare contro la non diffusione della produzione di gas combustibile dai liquami e le immondizie organiche.
Serve far correre la fantasia. Attaccarli dove si sentono sicuri. Cambiare gli stili di vita, i pensieri.
Inventarci nuovi consumi.
Perche' nel giorno del Vaffanculo Day 3 non firmiamo anche, tutti insieme, una convenzione per creare una compagnia cellulare autogestita che telefoni solo via internet, risparmi il 95% e hai un cellulare modello Tupamaros che ha la pila, le pinzette, il cacciavite, il cannocchiale, la lente di ingrandimento, il coltellino, le forbicine e una dose di marijuana se ti senti triste?
Cambiare il mondo e' possibile.
Ma solo se hai voglia di giocare.
Il mondo migliora cosi' lentamente perche' i progressisti hanno arie cosi' tristi che la gente inizia a pensare che  sia meglio restare nel passato.

Vinceremo soltanto se sara' gradevole!

Jacopo Fo


INFORMAZIONE SESSUALE CONTRO LA GUERRA!!!

SE LE PERSONE SAPESSERO DOVE SONO IL PUNTO G, IL PUNTO L, LA CLITORIDE MASCHILE ECCETERA, VOTEREBBERO ANCORA BERLUSCONI?
Installerebbero più pannelli solari?
Diventerebbero più pacifisti?

Sono proprio convinto che ci sia un nesso tra la disinformazione sessuale e la tristezza.
E sono convinto che se le persone fanno meglio il sesso poi sono più contente e meno desiderose di avere un capo carismatico che governa la loro vita, li trascina alla conquista di paesi lontani e gli solletica i pruriti sessuali repressi con le ballerine ignude in tv.

CONTRO L’IDIOZIA DEL MONDO LANCIAMO UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SESSUALE E SENTIMENTALE!

Grazie allo strenuo lavoro di Eleonora sono su You Tube 8 video su argomenti sessuali essenziali e sconosciuti alla maggioranza degli italiani. Si tratta della prima mossa. Poi ne metteremo altri.
Ma abbiamo bisogno del tuo aiuto per far sapere che ci sono.
E vorremmo rilanciare anche il sito
www.sessosublime.it che contiene tutte le informazioni possibili su:

La sessualità maschile
Il sesso maschile
Il clitoride maschile
Il Punto L
Carezze Peniche
Eiaculazione Precoce
Impotenza
Frigidità maschile

Cosa piace agli uomini
Ma la donna com'è
Il sesso femminile
La clitoride
Punto G
Eiaculazione Femminile
Cosa piace alle donne
Frigidità nella donna
Muscoletti vaginali
Il sesso tantrico

Anche il maschio ha la clitoride, si trova al di sotto delle chiappette del glande. Il maschio ha pure il punto L, un altro centro dell'orgasmo maschile sconosciuto. Dal punto L dipende il piacere anale maschile. 

Non trovavo la clitoride

Dov'è il punto G, dov'è la clitoride

 

Consigli per le ragazze a cui fa impressione il pene...

 

Frigidità maschile, eiaculazione senza orgasmo (adenia)

 

Impotenza del maschio

 

A proposito dei famosi preliminari sessuali.

 

Hit Parade delle posizioni sessuali più goduriose.

 

Trovi altri video su
http://www.youtube.com/profile_videos?user=videojacopofo
http://www.jacopofo.com/taxonomy/term/45


Sabato 28 giugno, Giornata Mondiale della Guerriglia Sessuale.

Il coordinamento mondiale delle associazioni che si battono contro i tabu' sessuali, cui Alcatraz aderisce, riunito a Curitiba, nel Brasile meridionale, ha fissato per sabato 28 giugno una giornata dedicata alla provocazione erotica.
La mozione conclusiva parte dalla constatazione che il panico per il collasso energetico rischia di far precipitare la situazione a livello internazionale.
Come possiamo fronteggiare una simile emergenza?
Erotizzando la situazione!
Le cose vanno male anche perche' la gente fa poco l'amore.
Se si facesse piu' sesso piu' spesso tutto andrebbe meglio. Il sesso fa bene al corpo e allo spirito, si risparmiano medicine, la pelle e' piu' luminosa, non si consuma energia, ci si diverte, non si spendono soldi, si dedica del tempo al prossimo e alla solidarieta', si valorizza la generosita', si produce amore e dialogo, ascolto e contemplazione. Inoltre, come dimostrano ormai parecchie ricerche, chi fa piu' sesso, oltre a campare di piu', e' piu' disponibile a modificare le proprie opinioni e sperimentare cose nuove, il che sarebbe molto utile in una fase come questa nella quale milioni di persone devono capire che hanno tutta la convenienza a investire per produrre da soli l'energia elettrica di cui hanno bisogno.
Detto questo invitiamo tutti a preparare iniziative e performance per sabato 28 giugno.
Mobilitiamoci.
Contro la guerra
Contro l'idiozia
Contro l'inquinamento
Guerriglia erotica!

Nel Video: nudi per il clima, Spencer Tunick


Nude per la pace

New York: 200 studentesse si spogliano davanti al liceo Abramo Lincol Public School per protestare contro la guerra in Iraq. Hanno scritto sui propri corpi: "Non andare a morire in Iraq!", "No sangue per il petrolio!".
Sono state tutte sospese per un giorno. Le ragazze fanno parte del Movimento pacifista Woman for peace. A luglio arriveranno a Washington da tutti gli Stati Uniti per sfilare nude davanti alla Casa Bianca.
Erica Oberauer, la portavoce dell'associazione, ha dichiarato che spogliarsi e' un modo per combattere la guerra. La nudita' e' l'antitesi della guerra, esporre il proprio corpo nudo e' un atto di gioia e di liberazione e un modo per creare scompiglio nella societa' pornocratica. Soprattutto quella estiva.

Nel video: galleria di pacifisti nudi che disegnano il simbolo della pace coi loro corpi

Categoria: Video teatro comico


Espulsa dalla scuola perche’ sorpresa a fare sesso orale nel bus scolastico.

Secondo il sociologo Alan Miller, dell’Universita’ statale di Detroit, e’ in aumento l’eccitazione sessuale sul pianeta a causa della crescente paura e insicurezza.

M.D, 16 anni, viene descritta dai giornali locali di Saint Paul, Alabama, come una ragazza molto carina, bionda, sguardo innocente, figlia di un piccolo costruttore edile e di un’impiegata di banca. E forse proprio questo suo essere una ragazza normale, con buoni voti a scuola (il liceo pubblico George Washington) ha scandalizzato in modo particolare.
La storia poi e’ esplosa quando si e’ scoperto che non si trattava di solo sesso. La ragazzina, sorpresa mentre in fondo al bus praticava quella che alcuni hanno definito come l’arte piu’ antica a un estasiato allievo di prima liceo (fortune che ai miei tempi ai primini non capitavano mai), non era sospinta da semplice lussuria ma da precisi scopi magici. Pare che un gruppo di ragazze suggestionate dalla pioggia di telefilm imperniati intorno alle avventure di gruppetti di streghe adolescenti, abbiano deciso di fondare un circolo alchemico.
Non sarebbe stato nulla di grave se non fosse che queste ragazze (pare una decina) erano allieve modello. Decidono infatti di documentarsi sulla stregoneria in modo approfondito e scoprono che quelle televisive sono tutte balle, cianfrusaglia messa insieme a partire dalla letteratura nata dagli scritti degli inquisitori che descrivevano in modo farneticante la ritualita’ delle sciamane, la cui cultura resisteva da secoli in zone impervie del continente cristiano. Quindi abbandonano il satanismo medioevale di bassa lega e si danno agli studi sulla Wikka, la Dea Madre di matrice sassone. Ma neppure questo le soddisfa e alla fine del travagliato percorso approdano alle divinita’ progenitrici del paleolitico e ai culti descritti da Erodoto al suo ritorno dalla turpe Babilonia con le sue sacerdotesse prostitute. Le liceali dell’Alabama scoprono cosi’ che il centro della forza delle seguaci della magia bianca matriarcale stava in una serie di riti orgiastici e nella funzione di missionarismo sessuale. L’estasi sessuale come iniziazione al divino.
Sembra una storia scritta apposta per solleticare i pruriti voyeristici dei media ben pensanti.
Sesso sul bus e stregoneria hanno causato un cortocircuito emotivo che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e oceani di pixel.
Appena e’ scoppiato lo scandalo e sono trapelate le prime indiscrezioni, tutti si sono sperticati a immaginare quali fossero questi riti. Il santo protettore dei giornalisti ha voluto che sul tavolo di un redattore dell’Alabama News Radio sia giunto addirittura un quaderno con il diario di una delle ragazze. Dove non solo si spiegavano tutte le teorie magiche che esse stavano sperimentando con piglio da scienziate, annotando i risultati, ma si forniva anche una descrizione molto cruda dei dettagli tecnici dei riti sessuali ai quali la congrega di giovani streghe sottoponeva i compagni di scuola.
Infatti, secondo la corrente teorica cabalistica alla quale le ragazze avevano aderito, ogni singolo gesto doveva essere perfetto e niente poteva essere lasciato al caso.
Eccone un passo (ringrazio Fabio Zanetti per avermi fornito la traduzione).
“16 novembre 2007
Abbiamo deciso oggi di passare all’azione e divenire nei fatti giovani streghe secondo la tradizione delle Grandi Madri.
Abbiamo stabilito di rifiutare la condizione di cecita’ interiore alla quale questo sistema culturale ci condanna e rivendicare il nostro diritto di vivere nel Sogno Magico.
La prima azione che stabiliamo di compiere e’ quella di iniziarci all’arte Magica. Per compiere questo atto non abbiamo certo bisogno di ciarlatani satanisti o altri maestri illuminati.
La nostra via e’ quella della scoperta della Luce dentro di noi e non abbiamo bisogno di nient’altro che il nostro amore per farlo.
Quindi, il giorno della prossima luna piena, quando sara’ notte ci ritroveremo sotto una grande quercia nei pressi di un luogo di sepoltura in modo che lo spirito delle nostre antenate ci sia testimone. La’ faremo convenire 5 giovani uomini. Essi dovranno essere legati perche’ mantengano la disciplina. Per prima cosa eseguiremo la danza del Cerchio, quindi i maschi verranno purificati con acqua mista a essenza di lavanda. Quindi dovranno essere sottomessi (?). Successivamente le officianti, usando la mano sinistra, dovranno ungere con olio di San Giovanni i lampi dei convenuti e quindi trarne il seme utilizzando movimenti lenti e ponendo il dito indice dell’altra mano sotto la capocchia del lampo. Quindi il seme raccolto sara’ mischiato ai liquidi delle donne e a acquavite. Quindi bevuto dai presenti. A questo punto i maschi verranno sciolti dai legami e si ballera’ la danza dei serpenti.”
Immaginate 150 pagine di questo tenore gettate sui media. Frenesia!
Tutti a cercare di tradurre alcuni passi oscuri: cosa si intende per sottomettere i maschi?
Cosa vuol dire il dito indice sotto la capocchia del lampo?
E pare che la stessa frenesia sia stata fatale alle neo streghe.
Infatti, il rito orale mattutino nel bus scolastico avrebbe creato una certa frenesia nei ragazzi che aspettavano il loro turno e questo ha insospettito un’insegnante che stava seduta davanti.
L’insegnante ha dichiarato di essersi trovata di fronte a una scena disgustosa con la ragazzina intenta a soddisfare piu’ maschi contemporaneamente, con altri intorno che avevano perso ogni ritegno e se ne stavano piuttosto sbottonati. Ma quello che e’ stato giudicato intollerabile e’ stato che l’insegnante abbia dovuto prendere fisicamente la ragazza e strapparla dai suoi amanti perche’, nonostante la presenza della professoressa che aveva iniziato a urlare, non aveva intenzione di smettere.
Il perche’ di un tale improvvido comportamento ce lo spiega chiaramente Joon Stewar, uno psicologo di Denver specializzato in psicosi di gruppo tra gli adolescenti: “Le ragazze hanno in realta’ studiato attentamente il culto matriarcale, non si sono fermate alla sua versione medioevale di Wikka, sono andate alle origini. Nel loro diario si rifanno esplicitamente agli antichi riti che portarono le prime donne a farsi sacerdotesse, inventando una realta’ onirica concretizzata nel monastero-tempio dove esse ricevevano cibo senza lavorare e ottenevano energia vitale dai maschi, sempre bramosi di ottenere piacere fisico. Cosi’ le giovani streghe di Saint Paul Alabama scelgono la via del sacerdozio segreto per non essere intercettate, il loro accoppiarsi smodato diventa una missione di evangelizzazione estatica e clandestina. Una sfida: vivere al di fuori delle regole e usare una sessualita’ malsana, palesemente immorale come strumento per rompere l’immagine convenzionale della realta’, creare un mondo alieno, un monastero onirico le cui pareti sono le rotture delle consuetudini morali in campo sessuale. L’uso del sesso, in una sua forma eroica oltre che erotica, come strumento per una magia molto terrena. Abbiamo innumerevoli testimonianze sul fatto che le ragazze usassero del proprio commercio sessuale per ottenere dai compagni di scuola un’obbedienza e un servilismo totale che andava ben al di la’ della soddisfazione del desiderio di qualche bene terreno. Le ragazze pretendevano di essere venerate e ricambiavano i loro succubi con esperienze esaltanti, ancora una volta sfide. Quella scena di sesso bestiale in fondo al bus della Gorge Washington Public School con l’insegnante che urla sconvolta e la ragazzina abbarbicata ai membri dei suoi succubi che la incitano a resistere urlando non era un’intemperanza erotica adolescenziale ma un’azione dimostrativa, un atto eroico, una sfida a tutte le convenzioni. I partecipanti all’immorale festino si vedevano come ribelli intenti ad assaltare le mura dell’ipocrita obbligatorieta’ comportamentale. Una prova di iniziazione per la giovane strega che si dimostra capace di spezzare i tabu’ attingendo l’energia per farlo dal pozzo di luce della propria anima.”
Certamente questa storia e’ piu’ che altro una storia di pruriti letterari. Montata ad arte dal carrozzone dei filologi impotenti che ammorbano i media del pianeta della globalizzazione dello stupido.
Probabilmente hanno fatto di qualche intemperanza giovanile un casus nazionale. L’elemento streghe matriarcali ha fatto impazzire tutti i sensori. In effetti di un fatto simile parlammo qualche tempo fa su questo blog.
Inizio’ anche li’ tutto da un bel pompino fatto in fondo all’autobus della scuola. La ragazza fu sospesa. La storia ebbe un secondo rimbalzo giornalistico quando la madre dell’allieva fece causa alla scuola perche’ non aveva diritto di impicciarsi della questione private di sua figlia, in quanto, secondo le leggi Usa, l’allievo e’ sotto la responsabilita’ della scuola solo a partire dall’ingresso nei locali della scuola stessa. “Quindi se mia figlia faceva i pompini ai compagni di scuola in fondo all’autobus sono stracazzi suoi e non dovete impicciarvi, luridi moralisti di merda che non sopportate che i giovani si divertano in modo sano, naturale, solidale, senza impatto energetico, gratuito e non consumistico.
Fascisti di merda!”

In America il ribellismo hippy non e’ mai morto, Quella madre, si e’ poi saputo era a sua volta figlia di una figlia di fiori che aveva teorizzato (e non solo) il sesso tribale di gruppo ai tempi delle occupazioni dei campus. Tale nonna, tale figlia, tale nipote.
Per concludere il discorso vorrei aggiungere che sono d’accordo con Alan Miller, che in un convegno terminato domenica scorsa a Berna, e’ intervenuto fornendo una notevole mole di dati, raccolti analizzando in modo sistematico migliaia di ricerche statistiche, grazie ai nuovi sistemi di calcolo che utilizzano migliaia di computer dalle universita’ quando nelle ore notturne non vengono utilizzati.
Alan Miller sostiene che siamo di fronte a una mutazione epocale del modo di vivere. Soprattutto nei paesi occidentali a partire dall’11 settembre 2001, si riscontra un’impennata del 50% nel consumo di ansiolitici, sonniferi, antidepressivi. Sono aumentati complessivamente inoltre l’abuso di alcool e altre droghe pesanti. Parallelamente e’ raddoppiato lo spazio televisivo dedicato al terrorismo e alle guerre.
Le masse reagiscono allo stato di paura del dopo massacro cercando di anestetizzarsi con la chimica oppure stordendosi con le anfetamine prodotte dal corpo quando la mente e’ sottoposta allo stress della paura o della rottura degli schemi comportamentali.
Il comportamento che rompe i tabu’, e’ risaputo, genera scariche di tensione emotiva del tutto simili a quelle che i soldati sperimentano nel terrore della battaglia. Pura anfetamina che da’ scariche potenti di benessere condite con la sensazione di onnipotenza. Questo provano i ragazzini in fondo al bus del peccato. E’ quello che provano quelli che corrono a fari spenti di notte o che si travestono in discoteca. E’ la droga emotiva dell’eterno carnevale. Una droga che da’ tossicodipendenza e richiede di alzare progressivamente le dosi.
E’ cosi’ aumentato il numero degli acquirenti di auto sportive, canali satellitari, cellulari ipertecnologici, il fatturato delle case da gioco e delle lotterie nazionali.
E grazie alla paura sono aumentati i fondamentalismi religiosi, le chiese ufficiali hanno trovato nuovo impulso e sono cresciute anche le sette, le confraternite e i circoli ideologici piu’ o meno minoritari ed estremi.
Ma il settore dove si e’ avuto il piu’ grande sviluppo della reazione alla paura e’ quello sessuale. Si verticalizza la libido pagana.
E uno degli aspetti positivi di questo momento, per altri versi di cacca, e’ proprio che la paura, pompata dai media, sta creando, come sempre accade, un notevole aumento della libido.
Me ne sono accorto stamattina andando al bar e trovando sul bancone, nell’indifferenza delle persone che andavano al lavoro, i volantini di una festa paesana, una sagra classica, che annuncia di essere animata dalla presenza della grande Dj Lola la Formosa che viene esibita nella foto a tutto campo mentre maneggia i livelli del mixer con gli abbondanti seni ignudi!
Ma com’e’ possibile che nella tranquilla Umbria, culla dell’ancestrale italica cultura, dove tutto profuma di medioevo e arte, che la proloco di un pio paesello di cattolici comunisti, devoti alla Madonna e al Partito, scelga di far agitare una starletta nuda sul palco della festa del paese?
E le bariste toste lasciano passare un’immagine cosi’ scandalosa sul loro bancone?
Ho ululato allo scandalo, ma nessuno ci ha fatto caso, come al solito. Ormai sono tollerato come un extra di scemo esotico del villaggio, un’interferenza digitale, e mi vogliono bene, mi lasciano parlare di rivoluzione delle coscienze e sorridono.
E comunque ecco quel che sta succedendo. I canuti manzi del branco non hanno voluto la rivoluzione sessuale, non hanno voluto una societa’ piu’ etica e adesso sono nel panico perche’ le persone hanno perso qualunque senso morale drogate dai soldi. Cadute le vecchie certezze, le leggi morali che tenevano unite le pietre della casa, non c’e’ nessuna morale, nessun senso della vita. Si diventa famosi e ricchi col Grande Fratello, tutto fa spettacolo, scoregge, movimenti sotto le lenzuola, lacrime e pompini, strilli e travestiti.
Fai troppo schifo, sei troppo santa, sei troppo grassa, sei troppo perversa, basta che sei troppo qualche cosa. Ammazzi due bambini perche’ guidi troppo ‘mbriaco e prima di sera ti fanno un contratto per uno spot pubblicitario sulla birra analcolica.
Chi non c’ha un figlio gay si sente un diverso.
Questo il nudo conteggio della vita che la paura dell’aereo simbolico ti cancella dal mondo in una fiammata, sporco, stupratore, extracomunitario, infetto, assassino.
E allora se la vita e’ troppo breve, come gli appestati degli schizzi osceni del 600, scateniamoci nell’orgia che tutto travolge, droghiamoci dell’emozione di bruciare ogni ritegno verso il piacere, ogni morigeratezza, ogni limite, moriremo comunque ancor prima che gli effetti del nostro comportamento possano causarci danni. Quindi perche’ trattenerci? Poco ci manca, prendiamo tutto il piacere a bracciate!
Da sempre nella citta’ assediata, nei bracci della morte, tra i profughi, nel mezzo dei cataclismi naturali, i vincoli morali di chi non possiede un’etica si ammollano.
Quel che non hanno potuto le armate dei fricchettoni rivoluzionari del ’68 lo potranno forse i pruriti sessuali.
Quando il mondo sara’ un’orgia irrefrenabile e le masse televisive faranno il tifo per gare di tiro alla fune con la passera, come accade gia’ oggi nelle classifiche dei filmini su Porno Tube, allora forse qualcuno, soddisfatto sessualmente e spanato mentalmente, iniziera’ a chiedersi se non sia il caso di cercare qualche cosa di piu’ sostanziale della pornocrazia televisiva.
Ad esempio, il sogno di un mondo d’amore, perche’ trombasi l’anima e’ meglio! Perche’ e’ meglio trombare con amore, con lo stupore della contemplazione delle sensazioni sottili e paradisiache che ti pervadono l’anima quando fai sesso illuminato dallo splendore dello stupore e delle emozioni sostanziali, primarie assolute.
Il sesso mercificato dello show system e’ un prodotto altamente deteriorante. Un acido che avra’ l’unico pregio di sgorgare le tubature del mondo ingorgate da 5mila anni di violenza patriarcale di guerrieri assassini e schiavisti e rifiuto del miracolo del piacere del corpo.
L’alba di un nuovo giorno preme all’orizzonte ma la precede la tempesta dello tsunami sessuale che ha iniziato a sconvolgere le coste della morale televisiva.
Quel che vedremo e’ che un mondo che perde il proprio ordine sessuale diventa incontrollabile.
Sono secoli che i potenti lo ripetono ed e’ proprio vero. Il protagonismo sessuale sviluppa l’intolleranza alle gerarchie, il desiderio di autonomia, autogestione e ricchezza fa a pugni con il lavoro dipendente, la burocrazia, la legislazione opprimente, il divieto di fumare marijuana, i prezzi truffa, i prodotti firmati, lo spreco di risorse.
E poi comunque scopare, comunque lo fai, fa bene. Ci guadagnera’ anche il bilancio dello stato risparmiando medicine.
Sempre meglio un’orgia che una guerra.

fonte imm

 


Yunus, annuncia la fine della fame nel mondo

Cellulare per ricchi, tempestato d diamanti. Nokia delirio.

A proposito del BUSINESS SOCIALE proposto da Yunus, delle bugie sulla fame della Fao, dei censori e dell’opposizione per finta.

La notizia che i media oggi non hanno dato riguarda l’atto d’accusa di molti contro le bugie sui morti per denutrizione (vedi discorso di Lula http://www.jacopofo.com/lula_fame_mondo_biocarburanti)
La verità taciuta è che la fame nel mondo è causata principalmente dai dazi doganali e dai finanziamenti all’agricoltura nei paesi più ricchi che impediscono ai popoli del terzo mondo di competere alla pari: gli agricoltori poveri non riescono a reggere la concorrenza, quindi falliscono, perdono le loro terre e diventano diseredati e affamati.
Questo è il grande crimine!
(Vedi più sotto a proposito della crisi del riso di Haiti e dei sussidi agricoli, CITO DUE ARTICOLI MOLTO INTERESSANTI)

Ed è vergognoso che quasi nessuno lo dica e ci dobbiamo sorbire le cazzate dei nostri politici.
E i giornalisti zitti davanti a Bush che promette 200 milioni di dollari e Berlusconi che vuole raddoppiare gli aiuti ma metterli fuori dal bilancio dello stato per non sforare i vincoli di bilancio dell’Unione Europea. Una cosa idiota che non c’entra nulla con la fame nel mondo.
Aiuti buttati dalla finestra. Da una parte si danno soldi che in gran parte ritornano nelle tasche dell’economia occidentale, dall’altra si mantengono i vincoli commerciali e i finanziamenti all’agricoltura!
Ed è strano che il Movimento eco pacifista sia restato muto su questa questione. Se cerchi sui motori di ricerca troverai ben pochi articoli su questo tema pubblicati dai siti del Movimento ecopacifista.
C’è un riflusso peloso.

L’altra notizia che non ho visto da nessuna parte non è proprio uno scup, è una notizia vecchia di due anni, ce la racconta Muhammad Yunus, premio Nobel e banchiere dei poveri.
Nel suo ultimo libro, “Un mondo senza povertà” (Feltrinelli).
In questo libro annuncia i successi della banca dei poveri e la nuova fase nella quale sono entrati e che promette, semplicemente, la fine della povertà.
Yunus è quello che può dire di aver tirato fuori dalla miseria 100 milioni di donne in tutto il mondo grazie a piccoli prestiti finalizzati all’auto impresa. Non c’è nessuno che sia riuscito a realizzare niente di simile.
Ora, nel suo nuovo libro, Yunus ci spalanca una nuova prospettiva (vera) di lotta alla povertà.
Come suo solito lo fa andando controcorrente e mettendo in pratica strategie che scandalizzano la buona parte del mondo del Movimento solidale, almeno di quello italiano.
Nel 2006 è nata una società tra la banca dei poveri di Yunus (Grameen Bank) e la multinazionale Danone leader mondiale nel settore alimentare (in Usa si chiama Dannon).
Quel che ha fatto Yunus è qualche cosa di veramente geniale.
Parte da un problema concreto: i bambini del Bangladesh si ammalano e muoiono perché dopo l’allattamento mangiano solo riso. Serve un alimento ricco di vitamine e proteine adatto allo svezzamento. Studiano il problema e scoprono che la cosa migliore sarebbe uno yogurt arricchito.
Domanda:
Come facciamo a far sì che milioni di bambini possano mangiare questo yogurt nei prossimi decenni?
Soluzioni:
1) Facciamo una raccolta di fondi e regaliamo
Yogurt. No, perché servirebbe una quantità di denaro impensabile, ogni anno, per sempre.
2) Creiamo una società, un’impresa capitalista, di nuovo tipo. I finanziatori (la Danone) mettono i soldi ma rinunciano a guadagnarci. Potranno soltanto riavere i loro soldi rivalutati rispetto all’inflazione. Ma attenzione lo scopo della società è fare utili per potersi sviluppare. L’obiettivo di questa Spa non è quella di guadagnare il più possibile, non è quello di regalare, vuole essere un’impresa sana, con i conti in attivo ma il suo obiettivo è raggiungere questo scopo vendendo yogurt per lo svezzamento al prezzo più basso possibile, senza perderci.

La soluzione del problema nasce da una concezione diversa della logistica.
Innanzi tutto tagliano un costo principale che è quello di conservare e trasportare al freddo lo yogurt. Invece di costruire una grande fabbrica ne costruiscono tante piccole che servono una zona limitata dove il prodotto viene realizzato e consumato in giornata. Questo semplice accorgimento permette di tagliare enormemente i costi offrendo al contempo un prodotto migliore.
Semplice e geniale. E funziona.
E attenzione: l’azienda finanziatrice rinuncia alla rendita finanziaria dell’investimento ma non ci rimette in quanto il denaro verrà rivalutato.
Ma l’azienda ottiene un guadagno ben maggiore di quello che perde, in termini di pubblicità. In questo articolo sto parlando bene della Danone e sto cercando di convincerti che sono capitalisti di tipo nuovo che hanno dato vita a una delle più grandi rivoluzioni di questo secolo. E questo lo faccio per convinzione senza che la Danone mi abbia dato un solo euro.
E la Danone ottiene anche un clamoroso successo verso i suoi dipendenti che possono avere la soddisfazione di vedere che il frutto del loro lavoro non finisce solo in donne e champagne per gli azionisti ma viene utilizzato per salvare la vita di migliaia di bambini. E si sa che i dipendenti motivati lavorano meglio e hanno meno voglia di sabotare l’azienda per dispetto. E anche questi sono soldi!
Ecco che Yunus e la Danone hanno inventato un nuovo modello di impresa capitalista che riesce a dare utili notevolissimi a costi irrisori. Quel che ci rimette la Danone sono i soldi che potrebbe guadagnare investendo il capitale immobilzzato. Ma il capitale continua a essere suo.
Quando le aziende spendono denaro in pubblicità non lo vedono più. In questo caso la Danone si paga la pubblicità rinunciando a utili (ipotetici).
Ma c’è un altro elemento interessante dal punto di vista economico che Yunus ci fa capire.
Sono i dirigenti della Danone che contattano Yunus. Sono loro a dirgli: abbiamo un sacco di soldi, vorremmo combinare qualche cosa di buono, avrebbe mica un’idea nella quale potremmo spendere una vagonata di milioni di euro?
La Danone è l’azienda che ha gestito in modo più geniale la propria attività umanitaria ma non è la sola. Bill Gates ha scelto di donare 50 miliardi di dollari (che una volta erano circa 100 MILA miliardi di lire) e molti altri lo hanno imitato con cifre superiori al miliardo di euro (duemila miliardi di lire).
Ora ammetterete che donazioni di questo calibro ci costringono a rivedere l’immagine del capitalista pronto a sterminare i bambini per un dollaro in più.
Esiste pure quello. I petrolieri e i venditori di armi hanno fatto l’impossibile per ottenere una bella guerra in Iraq, con un numero di morti civili che viene valutato dai 650 mila al milione.
Ma esiste anche un capitalismo che ha identificato la solidarietà come un lusso irrinunciabile. Preferiscono cercare di vivere in un mondo migliore piuttosto che comprarsi altre 100 Ferrari, altre 10 barche a vela e altri 10 aerei da gran turismo.
Chi l’avrebbe detto che la ricchezza estrema avrebbe generato qualche cosa di buono?
E vorrei anche osservare che Yunus ha organizzato questa Spa umanitaria dedita allo sviluppo ma non alla massificazione dei profitti, in modo molto particolare.
Ad esempio i manager del progetto sono dirigenti Danone, pagati a suon di milioni di dollari.
Yunus non ha chiesto che gli venisse ridotto lo stipendio. E questo va contro una delle leggi della morale solidaristica. Sono anni che attacchiamo i funzionari Onu che si occupano di fame del mondo con stipendi da favola.
Ma a Yunus non interessa. Ha bisogno dei migliori del mondo per progettare le linee di ricerca, produzione e distribuzione di uno yogurt che oggi esiste e costa pochissimo.
E reputa conveniente pagarli a livello capitalista.

Attenzione Yunus non dice che questo sia l’unico sistema GIUSTO.
Lui dice: va benissimo l’organizzazione che aiuta elargendo aiuti senza chiedere niente e si regge sulle donazioni, come Emergency; va benissimo l’organizzazione commerciale solidale come la banca dei poveri o il commercio equo, che sono un’impresa, devono avere i conti in attivo ma utilizzano anche volontari non pagati e danno stipendi con un “tetto morale” medio basso; va bene anche l’impresa capitalistica classica che si limita a devolvere in imprese umanitarie una quota degli utili; tutto questo va bene ma ci serve anche qualche cosa d’altro.
La povertà è legata soprattutto alla mancanza di opportunità per i poveri. La banca dei poveri, le reti cellulari per collegare i paesi più sperduti alle linee telefoniche e a internet, la creazione di scuole di impresa studiate per i micro imprenditori individuali, vanno in questo senso: offrono accesso a possibilità.
Ma per affrontare i problemi della povertà ci serve anche che arrivino sul mercato in quantità massiccia prodotti a basso costo e alta qualità. Prodotti studiati apposta per i più poveri, fatti su misura per le loro esigenze, dalo yogurt arricchito alla tanica a forma di ruota alle pompe solare e al computer a basso costo. Ideare e progettare questi nuovi prodotti è difficilissimo proprio perché sono rivolti a clienti molto particolari. Questi nuovi prodotti richiedono investimenti colossali e tempi lunghi di ritorno che le imprese del no-profit classico non possono affrontare.
Inoltre non è pensabile inventare da zero una struttura industriale capace di creare decine di prodotti diversi, è molto più semplice, e economico, associarsi con aziende che hanno uomini, mezzi e conoscenze (anche se i loro manager sono super pagati).
Ecco da dove nasce l’idea della joint venture tra imprese solidali e multinazionali per la creazione di questo BUSINESS SOCIALE (come lo battezza Yunus).

E’ esattamente il problema che ci troviamo di fronte noi in Italia. Le ecotecnologie potrebbero rendere più ricche le famiglie dei lavoratori, aiutandole ad arrivare alla fine del mese.
Oggi potremmo ad esempio mettere in commercio un’auto elettrica che costa come un’utilitaria e fa 100 chilometri a 100 all’ora con 1 euro e ha 150 km di autonomia ( www.selvas.org
). Oppure potremmo avere una nostra compagnia cellulare che ti fa telefonare via internet con un risparmio del 95% sulla bolletta.
Oppure potremmo creare un sistema che integrare il sistema di prestiti diretti risparmiatore-creditore (come quello proposto da a href=" http://www.zopa.it/ZopaWeb/"> Beppe Grillo) con un sistema di brocheraggio sui mutui e consulenza per offrire alle famiglie la possibilità di ricontrattare in modo sensato il mutuo firmato a condizioni vicine allo strozzinaggio.

Si potrebbe farlo. Sarebbe un reale beneficio per chi non ha soldi. Sarebbe un’impresa che potrebbe autofinanziarsi… Non si riesce ancora a fare perché si tratta di realizzazioni tecnicamente molto complesse che richiedono un investimento notevole di soldi e competenze. Mettere sul mercato un’auto elettrica affidabile, competitiva, economica, certificata è possibile teoricamente e è facile a dirsi. Sono due mesi che ci lavoriamo e più andiamo avanti più troviamo difficoltà. C’è la tecnologia, ci sono le officine, ci sono esperienze consolidate, istituti di certificazione validi, c’è richiesta di auto elettriche… Eppure gli aspetti tecnici ci bloccano continuamente. Quel che ci manca innanzi tutto è proprio un management professionale che sia al livello del problema e poi mancano i soldi per comprare all’ingrosso batterie e motori. Se compri dieci set di batterie per volta il prezzo schizza in alto!

Il problema è che abbiamo almeno 3 milioni di persone che si riconoscono nei discorsi di Beppe Grillo e le idee ecosolidali ma solo poche migliaia comprendono la potenzialità e la necessità di costruire nuovi consumi creando nuove merci e nuovi sistemi di distribuzione di produzione e di acquisto consociato. Si guarda altrove mentre è qui che possiamo dare i maggiori risultati in termini di diminuzione della miseria e delle sofferenze e di sviluppo delle opportunità.

Sicuramente la discesa in campo su questo terreno di Yunus darà nuova forza a questo modo di vedere le cose: affrontiamo i grandi problemi con strumenti imprenditoriali laddove i sistemi soltanto solidaristici non funzionano.
E alla fine avremo anche l’auto elettrica a basso costo. In fondo ci basta che la Fiat ci telefoni proponendoci una joint venture nel settore del business sociale.
Dici che la Fiat non è la Danone?
Cazzo. Ho paura che c’hai ragione.

E se provassimo a lanciare una campagna di lodi sperticate verso la Danone?
Proposta: pubblichiamo su ogni sito una elegia della Danone.
Magari a qualche capitalista italiano gli viene l’invidia.
Aderisci anche tu. Modestamente è un’idea geniale.
Ecco un esempio di inno alla Danone.

Oh Danone, Danone
Fai lo yogurt per la donna cannone
per l’uomo che aspetta alla stazione
Lo succhio cantando questa canzone

Oh Danone,
tu non fai solo lo yogurt per passione
tu hai un cuore
nel refrigeratore

tu fai lo yogurt anche per il bambino
quello poverino
gracile come un grissino
fai lo yogurt speciale
che da una forza eccezionale
e lo vendi per un centesimo
alla sua mamma
che è contenta mentre
lo mette a nanna.

Grazie Danone
Hai fatto la rivoluzione.

(PS
suppongo che questa canzone vincerà il festival di San Remo e un paio di Emmy Award. Non sono ottimista. Sono realista.)

GENOCIDIO COMMERCIALE: COME UCCIDERE CON I SUSSIDI ALL’AGRICOLTURA
DA
www.selvas.org

Trent’anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, cosa è accaduto? I recenti disordini dovuti all’assurdo aumento del costo dei generi alimentari sono costati la vita a 6 persone. Ci sono stati disordini anche in altri Paesi, come in Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto, Guinea, Mauritania, Messico, Marocco, Senegal, Uzbekistan, Yemen e altri. The Economist, che ha definito la crisi “il silenzioso tsunami” riporta che lo scorso anno il prezzo della farina è aumentato del 77% ed il riso del 16%, ma da gennaio il riso è aumentato del 141%. Hermite Joseph, madre di due bambini che lavora nel mercato di Port-au-Prince, dichiara: prima, con un dollaro e 25 centesimi potevi acquistare della verdura, riso, 10 centesimi di carbone, ed un po’ d’olio per cucinare. Adesso una piccola latta di riso costa da sola 65 centesimi e non è affatto del buon riso. L’olio costa 25 centesimi, il carbone 25 centesimi. Con un dollaro e 25 cents non riesci nemmeno più a preparare un piatto di riso per un bambino!
La chiesa di St. Claire, serve 1.000 pasti gratuiti al giorno, quasi tutti a bambini affamati. I bambini di Cité Soleil camminano per 8 chilometri per raggiungere la chiesa e ricevere un pasto. Il costo di riso, fagioli, verdura, carne, olio da cucina, propano per le stufe sono aumentati drammaticamente e le porzioni di cibo sono di conseguenza più piccole, ma la fame cresce e sempre più bambini raggiungono la chiesa per un pasto gratuito. Gli adulti usavano attendere che i bimbi si fossero sfamati per cibarsi a loro volta di ciò che restava, ma ora non resta più nulla. Nel 1986, dopo l’espulsione del dittatore Jean Claude Duvalier (Baby Doc) il Fondo Monetario Internazionale ha concesso un prestito di 24,6 milioni di dollari, dei quali il Paese aveva disperato bisogno dopo che il dittatore aveva depredato i fondi che, in parte, si trovano ancora in una banca svizzera, senza che Haiti riesca a farseli restituire. Per concedere il prestito l’FMI ha preteso la riduzione delle tariffe d’importazione del riso e di altri prodotti agricoli, aprendo il mercato alla concorrenza di altri Paesi. 

Il dott. Paul Farmer, medico che ha vissuto molti anni nelle zone rurali, era ad Haiti quando è successo “In meno di due anni è diventato impossibile per gli agricoltori haitiani competere con quello che chiamano il “riso di Miami” L’intero mercato del riso locale ha ceduto al riso a basso costo, sostenuto da lauti sussidi, proveniente dagli USA. Ci furono violente proteste, una “guerra del riso” ed alcuni agricoltori persero la vita. “Il riso americano ha invaso il Paese” ricorda Charles Suffrard, un agricoltore durante un’intervista al Washington Post nel 2000. “Dal 1987 al 1988 arrivò così tanto riso che molti smisero di lavorare la terra” La gente dalle campagne, perso il lavoro, si trasferì in città. Ma ancora, la comunità internazionale degli affari non era soddisfatta. 

Nel 1994, quale condizione per “ripristinare la democrazia” (essenzialmente per porre fine agli sbarchi di migliaia di disperati sulle coste della Florida, che fuggivano le violenze della dittatura militare di Cedras)e ricondurre nel Paese il Presidente legittimo Jean-Bertrand Aristide , che gli stessi USA avevano rovesciato 3 anni prima con un violento colpo di stato, Stati Uniti, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, imposero una ancora maggiore apertura del mercato. Le tariffe doganali sull'importazione del riso scesero al 3%. Ma quale ragione poteva indurre gli Stati Uniti a distruggere il mercato interno del Paese più povero del continente americano, dove più di metà della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno? Ebbene Haiti è diventato uno dei maggiori importatori di riso dagli USA: il Dipartimento dell'agricoltura indica Haiti come il terzo maggiore importatore, per 240.000 tonnellate di riso all'anno. 




I coltivatori di riso degli Stati Uniti ricevono forti sussidi: fra il 1995 ed il 2006 i sussidi concessi hanno raggiunto gli 11 miliardi di dollari. Un solo produttore, la Riceland Foods Inc. di Stuttgart Arkansas, ha ricevuto in sussidi 500 milioni di dollari fra il 1995 ed il 2006. Il riso è uno dei prodotti che viene maggiormente sovvenzionato negli USA, con tre differenti tipi di sussidi. Le sovvenzioni programmate per i prossimi anni, almeno fino al 2015, ammontano a 700 milioni di dollari per anno. Il risultato? Decine di milioni di coltivatori di riso nei Paesi poveri non riescono più a mantenere le proprie famiglie a causa del bassissimo e volatile prezzo dovuto alla politica interventistica dei Paesi più ricchi. In più, negli USA le barriere doganali sul riso raggiungono anche il 24%, lo stesso tipo di protezione che Stati Uniti e FMI hanno preteso venisse eliminata dai governi di Haiti. 

Ma non sono solo i produttori di riso ad essere stati colpiti. 
Paul Farmer ha visto succedere la stessa cosa ai produttori di zucchero di canna. Una volta Haiti era il maggior esportatore di zucchero ed altri prodotti tropicali in Europa. Adesso sta importando persino lo zucchero dalle compagnie che lo producono nella Repubblica Dominicana, controllate dagli USA, e dalla Florida. “E' stato terribile vedere gli agricoltori Haitiani espulsi dal loro lavoro. Tutto questo è stato l'inizio di quella spirale che ha portato alle proteste per fame di questi giorni”
Illuminante per capire parte dela storia recente di Haiti è l'esempio riportato dallo stesso Jean-Bertrand Aristide, Anno 2000, nel su trattato "Eyes of the Heart: Seeking a Path for the Poor in the Age of Globalization".

E CITO ANCHE QUESTO PEZZO TRATTO DA
VOLONTARI PER LO SVILUPPO

Dossier
Esportazioni fatali

In Ghana il concentrato di pomodoro che arriva dall'Italia costa cinque volte meno dei pomodori locali. In Nigeria la carne più economica è quella importata da Germania e Inghilterra. E ancora: il 67% del latte consumato in Giamaica è di provenienza europea, e gli allevatori locali devono buttar via migliaia di litri di latte. Effetti perversi del dumping, cioè la vendita di beni al di sotto del costo di produzione e del prezzo di mercato. Frutto di una politica che tutela le grandi imprese del Nord, affossando i piccoli produttori del Sud.
di Emanuele Fantini
Si scrive dumping, ma si può tranquillamente leggere "concorrenza sleale". Si tratta di un termine inglese che spiega come mai, in un mondo dove oltre un miliardo di persone deve sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, una mucca europea ne riceva invece ben due e mezzo e una sua collega giapponese addirittura sette. Grazie a questa cospicua dote, l'Unione europea è diventata il secondo produttore e il primo esportatore di carne bovina. In seguito alla crisi della mucca pazza e al crollo del 20% dei consumi di carne bovina in Europa, gli stock comunitari sono ulteriormente aumentati e le mucche del continente hanno girato ancora di più il mondo. Germania e Inghilterra hanno pensato bene di smaltire le loro eccedenze in Nigeria, esportandole al patetico prezzo di 0,2 euro al chilo e destabilizzando i mercati locali.
Bingo? No, più semplicemente, dumping.
Il problema delle eccedenze
Nei manuali di economia, il dumping viene definito come la vendita di prodotti al di sotto del costo di produzione e al di sotto del prezzo mondiale di mercato. Nella vita di tutti i giorni questo si traduce, ad esempio, nel fatto che in Ghana il concentrato di pomodoro prodotto in Italia costi cinque volte meno rispetto ai pomodori freschi locali. Difficile da giustificare con il costo di manodopera più basso, o con minori spese di produzione e trasporto. Il trucco sta infatti nei sussidi che i paesi industrializzati concedono ai loro produttori per favorire lo smaltimento delle eccedenze agricole.
In Europa, tutto ha origine negli anni '50, quando i sei paesi fondatori dell'allora Comunità economica europea, ancora traumatizzati dal recente passato di guerra e fame, danno vita alla Politica agricola comunitaria (Pac). Gli obiettivi principali sono garantire l'autosufficienza alimentare, migliorare la produttività e il tenore di vita dei contadini. All'inizio è un successo, ma negli anni '70 gli alti livelli di produttività raggiunti si traducono in saturazione del mercato e crescenti surplus. Oltre alle eccedenze agricole crescono anche le polemiche e si moltiplicano progetti e tentativi di riforma del sistema. Fino ad arrivare ai nostri giorni, quando la Pac costa 40 miliardi di euro all'anno, e comporta 23 euro in più di spesa settimanale per ogni famiglia europea. Un sacrificio per i consumatori che si traduce in un guadagno generale per i produttori europei? Non sempre, visto che il 70% dei sussidi della Pac finisce nelle tasche del 20% dei più grandi agricoltori europei. I piccoli produttori, che rappresentano il 40% dell'agricoltura europea, ricevono soltanto l'8% dei sussidi.
Concorrenza insostenibile
Ma a rimetterci sono soprattutto i paesi in via di sviluppo. In base ai dati del Rapporto sullo sviluppo umano 2002, i sussidi alle esportazioni praticati dai paesi industrializzati, in particolare Unione europea e Stati Uniti, si traducono in 100 miliardi di dollari l'anno di perdite per mancati introiti da parte dei paesi in via di sviluppo. Una somma pari al doppio dell'intero ammontare dei fondi stanziati per la cooperazione allo sviluppo. Ma prezzi più bassi non dovrebbero favorire i consumatori e migliorare l'accesso al cibo di una buona fetta della popolazione ancora malnutrita? Il problema è più complesso, perché i prodotti sovvenzionati rappresentano una concorrenza insostenibile per i produttori locali: chi ci rimette sono soprattutto i piccoli agricoltori, che perdono mercati e lavoro, con pesanti ripercussioni per il tessuto sociale e la sicurezza alimentare del paese. Più della metà della popolazione mondiale dipende dall'agricoltura o dal lavoro agricolo per il suo sostentamento. Inoltre, non sempre i prezzi per i consumatori alla fine sono più bassi: i prodotti venduti sottocosto spesso vengono utilizzati dagli intermediari locali per manipolare i prezzi a proprio vantaggio, importando e stoccando grandi quantità prima del raccolto per abbassare i prezzi da corrispondere ai produttori locali. Una volta comprati a basso costo i raccolti locali, le importazioni diminuiscono e i prezzi risalgono. I contadini ci perdono, e i consumatori non ci guadagnano.

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SOFFRI DEL MORBO DEL MUSONE SOLITARIO?

SE NON TI VEDI MAI CON NESSUNO, SE I TUOI AMICI SI CONTANO SULLE DITA DELLA MANO DI UN FALEGNAME DISTRATTO, SE L’ULTIMA VOLTA CHE HAI VISTO PIU' DI 5 PERSONE TUTTE INSIEME E' STATO IL V2-DAY ALLORA HAI UN GRAVE PROBLEMA.
SEI UN ESSERE SOLITARIO. E NON E’ UNA COSA AFFASCINANTE, E’ UNA MALATTIA.

La domanda semplice che ti permette di diagnosticare quanto tu sia vittima del morbo e': sei tu che vai verso gli altri o sono gli altri che devono venire verso di te?

L’atteggiamento solitario e' una malattia gravissima che ne' medici ne' psicologi “ufficiali” riconoscono e che pochi tra i terapisti alternativi hanno “fotografato”.

Parliamo della non capacita' di passare del tempo a parlare con altre persone.

PUNTO UNO: perche' e' UNA MALATTIA GRAVE. Psicologica e fisica.

Si tratta di una malattia molto più diffusa di quel che si crede.
Ma molti potrebbero non essere d’accordo con questa affermazione.
STARSENE DA SOLI E’ ADDITTURA CONSIDERATO UN SEGNO DI EFFICIENZA E FORZA!
Ma si tratta di un grave errore di valutazione.
Siamo esseri sociali, per milioni di anni la vita dei nostri antenati ha ruotato intorno alla collettivita' della tribù. La nostra intelligenza, il nostro linguaggio, la nostra capacita' di creare arte, ridere e amare sono derivati della vita sociale. Abbiamo bisogno di parlare con le altre persone. E’ una banalita' che viene poco considerata in campo clinico. Quasi nessun medico ordina a un paziente di iscriversi a un corso di salsa o di scrittura creativa. E questo e' molto grave.
La mancanza di contatti umani, di scambio di opinioni, di chiacchiere futili, convivialita', gioco, sono un disturbo dell’anima che ha forti effetti sul fisico.
E’ ormai noto che i comportamenti giocosi e creativi, l’ascolto delle sensazioni piacevoli e il ridere, provocano la produzione di dopamina e di altre sostanze essenziali per il benessere.
Ed e' stato stradimostrato che l’umore e le emozioni hanno un effetto immediato sul sistema immunitario. Un bacio di dieci minuti devasta i virus meglio degli antibiotici.

PUNTO DUE: LE RAGIONI

Non voglio qui fare un trattato sulla tristezza e le ragioni che ci spingono a comportamenti autolesionisti. E’ chiaro però che una persona che non e' capace di trascorrere una quota considerevole della propria vita godendo del rapporto con gli altri ha subito un grande trauma.
Ma al di la' dei traumi passati vi sono alcuni modi di vedere che cementano l’incapacita' di comunicare:

-- Paura di raccontarsi: ma checcavolo hai fatto nella vita per pensare che non sia conveniente raccontarla?

-- Avarizia: raccontare di se stessi vuol dire dare qualche cosa agli altri.

-- Senso di inferiorita': la mia vita e quel che penso sono privi di interesse. Percheccavolo pensi che la tua vita non valga la pena di essere raccontata?
Se una straordinaria unicita'!

-- Paura degli altri: se uno viene a farti una domanda lo fa solo per farsi i cazzi tuoi.

-- Disinteresse: sono tutti coglioni cosa ci parlo a fare?

-- Mancanza di tempo: ho cose più urgenti da fare che perdere tempo a chiacchierare!

Credo che se una persona riflette su queste idee può capire facilmente che si tratta di trappole mentali.

PUNTO TRE: PARLARE E’ INDISPENSABILE PER LA PROPRIA VITA!

Chiacchierare con le persone, aprirsi, raccontarsi, ascoltare i racconti, condividere emozioni e sogni, giocare, sono cibo per la nostra anima. Di fronte alla morte e al dolore tutto il resto perde importanza e significato.
Ma l’amore, l’amicizia, il gioco e il ridere restano valori, motivi per i quali ha avuto senso vivere. Anche in punto di morte.
Dedicare un posto fondamentale nella nostra vita ai rapporti con gli altri non e' solo piacevole e l’essenza della vita. E’ anche necessario!
Hai bisogno che la gente sia partecipe della tua gioia. Condividerla la amplifica e la rende più efficace come medicina.
E ne hai doppiamente bisogno quando una malattia o un lutto ti colpisce. Affrontare questi momenti tragici da soli e' terribile.

Speriamo che queste parole ti inducano a aumentare la tua tensione verso gli altri.
All’inizio può sembrare difficile. Ma poi e' come l’eroina: non ne puoi più fare a meno.
E a differenza dell’eroina la comunicazione con gli esseri umani fa bene, e' legale e arricchisce la tua vita.
Per iniziare a godersi questa droga naturale e' sufficiente guardare un essere umano e pensare: “Questo e' un meraviglioso, unico esemplare di una specie fantastica e io ho l’incredibile opportunita' di sapere qualche cosa di lui!”
(Non devi assolutamente pensare: “UN ALTRO ESSERE UMANO! CHE PALLE CE NE SONO MILIARDI E SONO TUTTI STRONZI”)
Trovare qualcuno con cui parlare e' facile, porca miseria, smetti di dire che non e' facile, vai li' e gli fai una domanda.

PUNTO QUATTRO: CONTRO IL GOVERNO DEI CENSORI lanciamo una campagna di intensificazione dei rapporti umani.

Per chi non lo avesse ancora capito esiste un rapporto diretto tra la possibilita' di Schifani di rompere i coglioni a Travaglio e il numero di italiani che si abbracceranno nelle prossime 24 ore.
Non credere ai parametri della vecchia politica:
AMARE E’ RIVOLUZIONARIO!
Ti invitiamo a pubblicare sul tuo sito questo appello:
PARLA CON UN ESSERE UMANO!
E’ PIU’ AFFASCINANTE DI UN PANDA!

Jacopo Fo


Quando il senso della tua vita cambia in un attimo.

Alcatraz, casetta di pietra dipinta da Eleonora Albanese.

Domenica sono stato operato per due ernie addominali.
E’ andato tutto bene ma ho avuto molta paura.
Irrazionale forse visto che si trattava di una piccola operazione in anestesia totale.
Ma ho avuto paura lo stesso.
Di cosa?
Della morte, della possibilità che la mia vita finisse.
La paura che spazza in un istante quella spece di idiotismo nel quale ti dimentichi che è vera la storia che siamo esseri evanescenti e basta un attimo per farci sparire dal mondo.
Di fronte a questo pensiero ho trovato solo un modo per non soccombere al panico: sentire quel che sto vivendo come un assurdo miracolo che si ripete minuto per minuto.
In effetti solo una magia potente può darci la forza di sopportare questa incertezza, evanescenza, dell’essere vivi e contemporaneamente sentire in modo struggente l’immensa forza che, COMUNQUE, hanno i nostri sentimenti.
L’amore è magico perché è veramente più forte persino dell’insostenibile inconsistenza della vita.
Questo fatto di sentire che i tuoi sentimenti e i sentimenti delle persone che ti amano sono stellarmene più forti della vita e della morte…
Sentire che il piacere del ridere, del gioco e dell’arte sono capaci di resistere alla vertigine del vuoto, dello sconosciuto che ci attende.
Se riesci ad ascoltare questo, a sentirlo per un istante poi trovi anche la forza di dare una misura finita al dolore e alla paura, mentre lo stupore dell’innamorato non ha limiti.

Nei momenti in cui (“adesso ti operiamo”) la paura semplice mi sommergeva lasciandomi al panico senza difese ho poi benedetto quel meraviglioso meccanismo di autodifesa animale della mente.
Quando pensi al dolore che potresti provare hai paura. Ma la paura diminuisce se ti rendi conto che quando dovrai realmente affrontare un dolore non sarà la tua identità razionale a doverlo fare.
Il dolore non lo vivrà il tu di adesso che ci pensa sopra, ma un tu futuro che nascerà apposta per farlo.
Il dolore fa nascere in te un’altra identità, più forte, istintiva, bestiale e potente che sa come affrontare i casi limite. E’ un grande dono che ci sia lei a sostituire la mia spaventata identità pensante, identificata, quando la situazione si fa dura.
Questa identità appare all’improvviso e guarda qualunque disastro con occhi distaccati, sembra venga anche lei da un mondo incantato dove tu sei un gigante.

Sentire queste sensazioni ti dà una grande forza e una grande speranza e ti cambia istantaneamente la prospettiva della vita.
Anche Berlusconi ti appare una creatura microscopica che vive nel mondo della carta e dei televisori, un mondo che confina solo per un pezzettino con il tuo universo.

Chi non ha mai passeggiato nel mondo delle emozioni assolute non ha la più pallida idea di quanto amore io abbia visto in un solo sguardo di mia moglie.