Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Un discorso tra uomini. L’onore maschio ha valore o no?

Ho scoperto che lo sport più in voga tra i calciatori, gli allenatori e i patron intervistati nel dopo partita è la lamentela patetica. Non avevo mai seguito questo tipo di programma televisivo, non sono tifoso.
Mi è capitato per caso di soffermarmi sull’intervista a un allenatore che annunciava che avrebbe tenuto chiusi in ritiro i calciatori “perché perdere va bene ma ci vuole un minimo di rispetto”.
Mi son detto:”Ma testa di cavolo, se i tuoi giocatori non ti rispettano sarà anche perché non sai gestire un gruppo?”
Sicuramente a uno che fa una dichiarazione così in televisione gli serve un corso di leadership e di comunicazione.
Attaccare pubblicamente i propri giocatori vuol dire rompere quel rapporto di fiducia indispensabile per creare il senso di appartenenza. Questo pirla usa ancora l’archetipo del signore medioevale!!!
Incuriosito da questa fauna sono restato a vedermi una ventina di interviste agli eroi della partita domenicale.
UN PANORAMA ALLUCINANTE!!!
Sono sconvolto.
Il comportamento che accomuna quasi tutti è lo scaricabarile assoluto. Ci sanno fare meglio che con la palla.
I giornalisti non li aiutano certo perché le interviste sono roba da piccoli pettegoli cerebrolesi. La domanda migliore è una cacca. Ma le risposte non hanno rivali.
Se uno perde una partita dovrebbe stare zitto. Non c’è niente da dire. Se pensi che l’arbitro si è venduto denuncialo. Se no incassi con un sorriso. Questa è la filosofia dello sport. Questa è la filosofia del guerriero. E se invece vinci stai zitto.
Cosa vuoi dire? La tua vittoria parla da sé.
Al massimo puoi fare come qualche raro uomo calciatore che ringrazia la moglie perché grazie al suo amore è cresciuto. Questo fanno gli uomini.
Queste caccole se perdono piagniucolano e non si pigliano le loro responsabilità..
Io credo che gli manchi proprio la cultura della responsabilità. L’ho riscontrato in molti italiani. Si chiama mammismo.
I giapponesi hanno un sacco di difetti anche loro ma ad esempio questo non ce l’hanno.
Uno dei punti fermi della loro cultura è il concetto della responsabilità. Sei comunque sempre responsabile dei risultati del tuo impegno. Che tu debba affrontare ostacoli è implicito. Se perdi perché gli ostacoli sono difficili non sei giustificato, dovevi metterli in conto. Se non lo hai fatto hai sbagliato valutazione. Se vai ad allenare una squadra di idioti lo scemo sei tu che non hai appurato prima con chi andavi a lavorare. Se l’arbitro ti fotte una rete è pure colpa tua che non hai agito in modo da garantire che gli arbitri fossero imparziali e lo sport onesto.
In Giappone nessuno avrebbe mai osato chiedere la riassegnazione dello scudetto come hanno fatto il signor Moratti e quell’essere che dirige il Milan.
Si vergognerebbero di non aver saputo prevenire quel disastro fermando la banda Moggi. In Giappone il giudizio sociale sarebbe stato durissimo per il gruppo degli imbroglioni ma gli imbrogliati sarebbero stati disprezzati quasi altrettanto.
Capisco che la filosofia taoista della responsabilità totale e lo spirito di sacrificio scintoista sono troppo duri e complessi per noi mammoni.
Ma qui siamo a livelli di lacrimuccia che fanno venire la diarrea.
La cosa tragica è che la maggioranza degli italiani si comporta così: se non riescono a mantenere gli impegni che hanno preso si giustificano tirando fuori i motivi che hanno provocato il loro insuccesso!
Non capiscono che sul lavoro non valgono le scuse. Hai detto che lo facevi. L’hai fatto? Sì o no. Vivo o morto.
Il professionista è quello che si è dato un metodo di lavoro tale che porta a casa il risultato nella maggioranza dei casi. L’esperienza gli ha insegnato a misurare gli impegni che prende calcolando le incognite proprio per riuscire a ottenere il risultato promesso.
Se non ci riesce è un caso. L’errore non va giustificato è una macchia che va lavata col maggior impegno. Tutti sbagliano. C’è chi sbaglia poco e chi sbaglia tanto.
Il resto sono chiacchiere e distintivo.

I tifosi che guardano questa roba come si giustificano? Dicendo che non c’è di meglio? Oppure gli piace?


Gli impiegati pubblici addetti alle autorizzazioni sono per il 78,7% sacchi di merda che si appellano ai regolamenti per fotter

...per fottere i cittadini onesti.

15 anni fa ho iniziato una pratica per costruire un ampliamento di Alcatraz.
3 anni fa ho ottenuto tutte le autorizzazioni preliminari e presentato il progetto per ottenere la licenza edilizia per una casetta di 10 metri per 8, su due piani con sotto una cantina.
Sono così entrato in un balletto allucinante di continue nuove richieste di studi e documentazioni, con intanto le leggi che cambiano e devi rifare tutto un pezzo dell’iter burocratico.
Stamattina mi sono trovato a discutere con un esimio funzionario che mi spiegava perché devo presentare uno studio sull’impatto di questa costruzione di 80 metri quadrati sulla flora e la fauna della valle.
Uno studio che costa più di 4 mila euro e che capisce anche un pazzo che non ha senso. Come si misura l’impatto della diminuzione del prato di 80 metri quadrati? Potresti spenderci 1 milione di euro senza poter dare nessuna risposta dotata di senso.
Ma quell’ufficio, in base alla legge xyz, può chiedermi questo studio e lo fa.
Ora ho cercato di sapere quali fossero esattamente le domande alle quali dovesse rispondere questo studio e il funzionario mi ha risposto che non era suo compito formulare le domande, ero io che dovevo fornire uno studio che dimostrasse che non vi è impatto negativo sulla flora e la fauna.
Gli ho detto che mi sembrava che una costruzione di ottanta metri quadrati in un territorio di 3 milioni settecentomila metri quadrati probabilmente non avrebbe modificato un bel nulla e che lo si poteva capire anche senza farmi spendere 4 mila euro. Lui mi ha risposto che tutto ha un impatto. E che io dovevo fornire dati di valutazione di questo impatto.
(ma cosa? Santiddio! Il computo delle formiche che potrebbero restare ferite quando si scaricano i mattoni dal cammion?)
Non c’è stato verso. Siamo andati avanti così una mezzora poi ho capito che non avevo davanti un essere umano ma una persona che si diverte con il suo piccolo potere datogli da un regolamento scritto da una banda di tangentisti cocainomani.
L’enorme numero delle leggi, dei regolamenti, dei protocolli procedurali, la loro assurdità, il loro linguaggio bizantino, la faziosità contro i cittadini, sono la porta delle raccomandazioni, dei privilegi, delle camurrie. Sono la benzina della corruzione.
Questi piccoli funzionari carogne sono spesso così stronzi solo con chi non paga la tangente. Ma a volte lo sono solo per divertimento. Povere merde sprovviste di vita, sogni, fantasie e sentimenti che si sentono vivi solo quando applicano i loro regolamenti di cacca e scoregge.
Poveri cazzoni.
Invito tutti coloro che sono vessati e oppressi dalla burocrazia di questo stato di merda a usare lo spazio dei commenti a questo articolo per sfogarsi. Evitate di mettere nomi.
Queste merde non si possono neanche nominare che con le leggi che hanno fatto finisci nei guai…Si appellano ai regolamenti e come li smuovi?
Merda.
Limitatevi a raccontare i fatti.
Fa ben alla salute. E magari vedendo che non siamo da soli a subire questa vergogna ci si sente meno isolati e meno pirla.
E preghiamo Santa Rosalia, che tutti i burocrati di merda se li porta via!
(Si questo è il luogo dove sfogare la tua livida rabbia!!!! Qui puoi scriverlo mille volte: Burocrati di merda affogate la gente onesta! Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!
Burocrati di merda affogate la gente onesta!


Altro che Cei

Dal prossimo anno il Seminario Teologico Ebraico (Jts) di New York, considerato il centro spirituale dell'ebraismo conservatore, accettera' anche aspiranti rabbini e cantori dichiaratamente omosessuali. La decisione dei vertici dell'istituto e' stata presa dopo che lo scorso dicembre un pool di esperti legali aveva tolto il bando all'ordinazione di rabbini gay e alla celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso.
(Fonte Peacereporter.net)


Vandana Shiva e le lotte delle donne indiane contro Coca-Cola e Pepsi

Carissimi,
questa settimana vi proponiamo un articolo di Vandana Shiva pubblicato da znet.it
.
In questo testo l'economista indiana ci racconta delle lotte delle donne indiane contro i due colossi delle bevande analcoliche: Coca Cola e Pepsi. E delle loro vittorie.
Vandana Shiva (Dehra Dun, India, 1952), fisica ed economista indiana, e' una tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale. Nel 1982 ha fondato il Centro per la Scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali, un istituto di ricerca da lei diretto. Attivista politica radicale e ambientalista, ha vinto il Right Livelihood Award, Premio Nobel alternativo per la pace nel 1993, ed e' una dei principali leader dell'International Forum on Globalization. Ha scritto numerosi saggi, alcuni tradotti in italiano. E' autrice anche di uno dei saggi di "Tutto in vendita" edito da Nuovi Mondi Media.

Rubare l'acqua per creare la sete
Coca-cola, Pepsi e la politica della sicurezza alimentare
di Vandana Shiva

In una democrazia, bandire prodotti e attivita' dannose e' un'espressione della liberta' e dei diritti dei cittadini. La messa al bando protegge i cittadini dai rischi per la salute e per l'ambiente. E' per questo che il fumo e' stato vietato nei luoghi pubblici. E' per questo che le sostanze dannose per l'ozono sono state proibite dal Protocollo di Montreal. E' per questo che la Convenzione di Basilea ha bandito il commercio di rifiuti tossici e pericolosi.
La Coca Cola e la Pepsi sono entrate senza dubbio a far parte del gruppo dei prodotti tossici e dannosi che e' necessario bandire per proteggere la salute dei cittadini e per proteggere l'ambiente. Il 22 agosto la campagna "Coca Cola e Pepsi lasciate l'India" ha intensificato l'attivita' per bandire Coca Cola e Pepsi con una giornata di azioni. Il Kerala ha bandito le coca cole. Il Karnataka, il Madhya Pradesh, il Gujarat, il Rajastan hanno vietato le bevande analcoliche dalle istituzioni educative e dalle mense del governo. E "zone libere da Coca Cola e Pepsi" si stanno diffondendo in tutto il Paese.
Rubare l'acqua, creare sete.
Ci sono serie ragioni ambientali e umanitarie per vietare la produzione di bevande analcoliche in India. Ogni stabilimento di Coca Cola e Pepsi estrae 1-2 milioni di litri d'acqua al giorno. Se ogni stabilimento estrae 1-2 milioni di litri d'acqua al giorno e ci sono 90 stabilimenti, l'estrazione giornaliera va dai 90 ai 180 milioni di litri. Questo potrebbe soddisfare il fabbisogno giornaliero di acqua potabile di milioni di persone. Ogni litro di queste bevande distrugge ed inquina 10 litri d'acqua. E si e' scoperto che le acque di scolo cosi' prodotte contengono alti livelli di cadmio e piombo (Pollution Control Board, Kerala, Hazard Centre).
Una prolungata esposizione al cadmio puo' potenzialmente avere effetti quali disfunzioni renali, danni alle ossa, al fegato e al sangue. Il piombo colpisce il sistema nervoso centrale, i reni, il sangue e il sistema cardio-vascolare. Le donne di un piccolo villaggio del Kerala sono riuscite a far chiudere uno stabilimento della Coca Cola. "Quando bevete una coca, bevete il sangue della gente", ha detto Mylamma, la donna che ha dato inizio al movimento contro la Coca Cola a Plachimada. Lo stabilimento della Coca Cola di Plachimada nel marzo 2002 ricevette una commessa per la produzione di 1.224.000 bottiglie di prodotti Coca Cola al giorno e ricevette dal panchayat una licenza condizionata per installare una pompa a motore per l'acqua. Ad ogni modo, la compagnia comincio' ad estrarre illegalmente milioni di litri di acqua pulita. Secondo la gente del posto, la Coca Cola estraeva 1,5 milioni di litri d'acqua al giorno. Il livello dell'acqua comincio' a calare, passando da 150 a 500 piedi sotto la superficie terrestre. Membri delle tribu' e contadini si lamentarono che i depositi e le scorte d'acqua risentivano negativamente dell'installazione indiscriminata di pozzi per lo sfruttamento delle falde freatiche, con gravi conseguenze per le coltivazioni. I pozzi minacciavano anche le fonti tradizionali di acqua potabile, gli stagni, i serbatoi, i fiumi e i canali navigabili. Quando la compagnia non riusci' a soddisfare la richiesta di informazioni dettagliate da parte del panchayat, fu notificato un avviso che la invitava a provare il proprio diritto, e la licenza fu cancellata. La Coca Cola cerco' invano di corrompere il presidente del panchayat, A. Krishnan, con 300 milioni di rupie. La Coca Cola non solo rubava l'acqua della comunita' locale, ma inquinava anche quella che non prendeva. La compagnia depositava materiali di scarto all'esterno dello stabilimento, materiali che durante la stagione delle piogge si propagavano nelle risaie, nei canali e nei pozzi, causando gravi rischi per la salute. In seguito a questo scarico, 260 pozzi creati dalle autorita' pubbliche per l'approvvigionamento di acqua potabile e per l'agricoltura si sono prosciugati. La Coca Cola inoltre pompava le acque di scarico nei pozzi asciutti all'interno della proprieta' della compagnia. Nel 2003 l'ufficiale medico del distretto informo' la gente di Plachimada che la loro acqua non era adatta ad essere bevuta. Le donne, che gia' sapevano che la loro acqua era tossica, dovevano fare chilometri per procurarsi l'acqua. La Coca Cola aveva provocato una carenza idrica in una regione ricca d'acqua scaricando acque di scolo contenenti grandi quantita' di piombo, cromo e cadmio.
Le donne di Plachimada non avevano intenzione di permettere di questa pirateria idrica. Nel 2002 cominciarono un dharna (sit-in) ai cancelli della Coca Cola. Per festeggiare il primo anniversario della loro agitazione mi unii a loro nella Giornata della Terra del 2003. Il 21 settembre 2003 una grossa manifestazione consegno' un ultimatum alla Coca Cola. E nel gennaio 2004 la Conferenza Mondiale per l'Acqua porto' attivisti globali a Plachimada per sostenere gli attivisti locali. Un movimento iniziato da donne adhivasi locali aveva messo in moto un'ondata di energia a loro sostegno a livello nazionale e globale. Oggi lo stabilimento e' chiuso e movimenti sono iniziati in altri stabilimenti. I giganti della Coca Cola stanno aggravando la crisi idrica gia' conosciuta dalle popolazioni delle aree rurali.
Ci sono un solo criterio e una sola misura nel problema dell'uso dell'acqua: il diritto fondamentale di ogni uomo ad acqua pulita, sana e adeguata non puo' essere violato. E la Coca Cola e la Pepsi stanno violando questo diritto. E' per questo che la loro estrazione di milioni di litri d'acqua dev'essere vietata. Nel caso di Plachimada l'Alta Corte del Kerala aveva stabilito "che le falde sotterranee appartengono alla popolazione. Lo Stato e le sue istituzioni dovrebbero fungere da amministratori di questo grande bene. Lo Stato ha il dovere di proteggere le falde da un eccessivo sfruttamento e l'inattivita' dello Stato a questo proposito equivale ad una violazione del diritto della gente alla vita, garantito dall'art. 21 della Costituzione dell'India. Le falde freatiche, sotto la terra dell'imputato, non gli appartengono. Le falde appartengono al pubblico e il secondo imputato non ha nessun diritto di reclamare una forte partecipazione e il Governo non ha il potere per permettere ad un privato di estrarre una tale quantita' di acque sotterranee, che sono una proprieta' che gli e' stata affidata. Questo principio dell'acqua come un bene pubblico e' cio' che ha condotto al divieto di estrazione dell'acqua a Plachimada. E' il principio che il 20 gennaio 2005 ha portato le comunita' locali in 55 stabilimenti di Coca Cola e Pepsi per notificare alle aziende che stavano rubando una risorsa comune.

Rubare la salute, creare malattia.
La lotta contro la Coca Cola e' anche una lotta per la salute. Residui di pesticidi sono stati trovati nella Coca Cola e nella Pepsi. Comunque le bevande analcoliche sono pericolose anche senza pesticidi. Le bevande analcoliche non hanno nessun valore nutrizionale in confronto alle nostre bevande locali, quali nimbu pani, lassi, panna, sattu. Con le loro campagne pubblicitarie aggressive i giganti delle bevande analcoliche sono riusciti a far vergognare i giovani indiani della nostra cultura gastronomica locale, nonostante i suoi valori nutrizionali e la sua sicurezza.
Hanno monopolizzato il mercato della sete, acquistando compagnie locali. Ma cio' che vendono Coca Cola e Pepsi e' una brodaglia colorata tossica, con valori anti-nutritivi. Il Ministro della Salute indiano ha chiesto alle star del cinema di non sostenere Coca Cola e Pepsi per via dei rischi rappresentati dallo zucchero contenuto nelle bevande analcoliche, implicate nelle epidemie di obesita' e diabete tra i bambini.
Marion Nestle ha definito le bevande analcoliche delle "porcherie", ricche di calorie ma poco nutrienti. Il Centro per la Scienza e l'Ambiente nell'Interesse Pubblico ha definito le bevande analcoliche "caramelle liquide". Una lattina da 12 once contiene 1,5 once di zucchero.
I giganti delle bevande analcoliche si stanno orientando sempre di piu' sullo Sciroppo di Grano ad Alta Concentrazione di Fruttosio (High Fructose Corn Syrup, HFCS). Il Ministero della Salute non ha ancora affrontato la questione dei rischi per la salute dell'HFCS e dei rischi per la salute dei cibi geneticamente modificati se il grano utilizzato fosse grano geneticamente modificato. Se il Governo vuole che i cittadini usino dolcificanti sicuri dovrebbe bandire l'HFCS ed incoraggiare i produttori di zucchero di canna in India a passare all'agricoltura organica. Il Governo Centrale sta chiaramente fallendo nel proteggere la salute dei cittadini indiani.
Lo zucchero contenuto nelle bevande analcoliche non e' zucchero naturale, saccarosio, bensi' HCFS. Gli stabilimenti per la produzione dello sciroppo di grano hanno cominciato ad essere impiantati in India, e se non vengono stabilite delle regole rigide la dieta indiana potrebbe prendere la via di quella statunitense, dove lo sciroppo di grano ad alta concentrazione di fruttosio provoca resistenza all'insulina. A differenza del saccarosio, il fruttosio non passa attraverso alcune fasi critiche intermedie di collasso, ma viene deviato verso il fegato, dove imita la capacita' dell'insulina di far rilasciare al fegato acidi grassi nel sangue. Degli studi hanno scoperto che le diete a base di fruttosio contengono il 31% in piu' di trigliceridi rispetto alle diete a base di saccarosio. Il fruttosio inoltre riduce il tasso di ossidazione degli acidi grassi. P.A. Mayes, uno scienziato dell'universita' di Londra, e' giunto alla conclusione che l'assunzione prolungata di fruttosio provoca un adattamento dell'enzima che aumenta la lipogenesi, la formazione del grasso, e la formazione di VLDL (colesterolo cattivo), che conducono a trigliceridemia (eccesso di trigliceridi nel sangue), ridotta tolleranza al glucosio, e iperinsulinemia (eccesso di insulina nel sangue). Gli scienziati dell'Universita' della California a Berkley hanno anche confermato che un consumo eccessivo di fruttosio stava deviando la dieta americana verso cambiamenti metabolici che inducono all'accumulo di grasso.
L'India non puo' affrontare gli elevati costi sanitari di una dieta a base di fruttosio, che ha anche altri costi nutrizionali come effetti collaterali. Quando il grano viene utilizzato per produrre sciroppo ad alta concentrazione di fruttosio, ai poveri viene negato un elemento nutritivo basilare. Il 30% del grano viene gia' utilizzato per produrre materia grezza per la produzione industriale di cibo per il bestiame e fruttosio e non viene usato come alimento per l'uomo. Inoltre, la sostituzione di dolcificanti piu' sani derivati dallo zucchero di canna, come il gur e il khandsari, derubano i contadini di guadagni e mezzi di sostentamento. L'impatto dei prodotti della cola sulla catena alimentare e sull'economia e' pertanto molto ampio e non finisce con la bottiglia.
Ad ogni modo, quello che c'e' nella bottiglia non va bene per una dieta sana. E' risaputo che il consumo di bevande analcoliche contribuisce a rovinare i denti, e gli adolescenti che consumano bevande analcoliche mostrano un rischio di fratture ossee 3-4 volte superiore rispetto a quelli che non ne bevono. Le bevande analcoliche stanno diventando la maggiore fonte di caffeina nelle diete dei bambini, visto che ogni lattina da 33 cl contiene circa 45 mg di caffeina. E ci sono altri ingredienti nella brodaglia tossica, un composto antigelo - etilenglicole per ridurre la temperatura di congelamento, acido fosforico per dargli un po' di mordente.
La gente consuma 4 kg di prodotti chimici a testa all'anno, sulla base di 20,6 milioni di tonnellate di prodotti chimici sotto forma di coloranti artificiali, aromi, ecc. (Prashant Bhushan, "Soft drinks - a toxic brew"). Pertanto non e' solo dei pesticidi che dovremmo preoccuparci, ma delle miscele tossiche da cui i giganti della cola stanno rendendo dipendenti i nostri figli. L'altra violazione commessa da Coca Cola e Pepsi e' la violazione del diritto alla salute. L'acido fosforico e il diossido di carbonio rendono le bevande analcoliche fortemente acide, il che spiega come mai siano efficaci come detergenti per il bagno. Non approveremmo mai che i nostri figli bevessero detergente per il bagno, tuttavia le bevande analcoliche, che hanno le stesse proprieta' acide, vengono vendute liberamente. E' a causa di questi rischi che negli Stati Uniti le scuole hanno vietato le bevande analcoliche. E' a causa di questi rischi che 10.000 scuole e college indiani si sono dichiarati "zone libere da Coca Cola e Pepsi". E' a causa di questi rischi che il Governo del Kerala ha bandito le Cole. E' a causa di questi rischi che la mensa del Parlamento Indiano non serve Coca Cola e Pepsi. Ed e' a causa di questi rischi che i rappresentanti della Pepsi hanno ammesso che le loro bevande non sono sicure per i bambini.
Tuttavia, il Governo dell'Unione sta esitando sotto la pressione delle aziende e degli Stati Uniti. Il Ministero della Salute dell'Unione ha messo in discussione uno studio del Centro per la Scienza e l'Ambiente sui residui di pesticidi in Coca Cola e Pepsi, citando testualmente uno studio commissionato dalla Coca Cola. Chiaramente la salute dei cittadini non puo' essere messa nelle mani di un Governo che fissa degli standard arbitrari che garantiscono a Coca Cola e Pepsi la sicurezza per fare profitti enormi, ma che non garantiscono la sicurezza per la salute dei cittadini.
Il Ministero della Salute ha annunciato che entro i primi mesi del 2007 avra' degli standard di sicurezza idonei per Coca Cola e Pepsi. Tuttavia Coca Cola e Pepsi non diventeranno sicure dopo questa data. Ci sono due motivi per cui dipendere solo dalla fissazione di uno standard non e' affidabile per garantire che i cittadini ricevano prodotti sicuri e salutari. In primo luogo, le decisioni centralizzate del Governo possono essere facilmente influenzate dagli interessi aziendali, come abbiamo visto nella risposta del Governo al dibattito in Parlamento. C'e' una scienza aziendale e c'e' una scienza pubblica. In un'epoca in cui sono le aziende a dettar legge, governera' la legge societaria. In secondo luogo, per loro natura gli standard sono riduttivi. Verranno fissati gli standard per i residui di pesticidi basandosi solo sui livelli permessi per ingredienti quali acqua e zucchero, senza badare agli effetti dannosi del prodotto sulla salute della gente e sull'ambiente. Abbiamo bisogno di una sicurezza alimentare olistica, non di standard per una pseudo - sicurezza riduttivi e manipolati che proteggono le corporazioni e non la gente. Le osservazioni dello stesso Ministro della Salute chiariscono che "standard di sicurezza riduttivi non rendono sicure Coca Cola e Pepsi". Mentre dichiarava che i residui di pesticidi erano "entro i limiti di sicurezza" nelle bottiglie testate a Myson e Gujarat, affermava anche che le cola sono porcherie e non erano sicure per la salute. La sicurezza e' piu' di uno standard per residui di pesticidi. E, come abbiamo visto, differenti laboratori danno risultati differenti.
Vietare o meno Coca Cola e Pepsi non puo' e non dovrebbe dipendere solamente da se un particolare laboratorio non trova particolari livelli di residui di particolari pesticidi oltre i limiti permessi nelle bevande analcoliche. I problemi dovuti alla creazione da parte di Coca Cola e Pepsi di una crisi idrica e di una crisi sanitaria sono separatamente ragioni sufficienti per vietarle. Prese insieme, rendono il divieto imperativo. Sono crimini contro la natura e le persone. I crimini vengono determinati dal loro impatto, non dallo "standard" degli strumenti usati per commettere un crimine. Coca Cola e Pepsi sono impegnate a devastare le risorse idriche della terra e stanno lentamente avvelenando i nostri figli. E non c'e' uno standard sicuro per la devastazione. Nessuno "standard sicuro" per un lento omicidio. E' per questo che dobbiamo bandirle dalle nostre vite con azioni da liberi e sovrani cittadini di un'India libera e sovrana.
Un discorso di un Ministro influenzato dai giganti della Cola non li scagiona, come hanno affermato. Devono essere i liberi cittadini indiani a scagionarli. E le popolazioni indiane non hanno scagionato la Coca Cola e la Pepsi. Dobbiamo costruire sull'esempio fornito da Plachimada e dal Kerala per liberare l'India da Coca Cola e Pepsi per proteggere le nostre falde e la salute delle generazioni future.
Dobbiamo resistere ad ogni tentativo di togliere a cittadini e stati i diritti costituzionali di prendere decisioni circa la sicurezza del nostro cibo, come propone il Food Safety Act 2006.


Pieta' per il dolore dei conservatori benpensanti.

Voi ribelli che frequentate questo sito,
voi dediti a rapporti sessuali esagerati e a sogni di mondi liberi,
voi vi lamentate che le cose evolvano cosi' lentamente e vi sentite vittime di una storia angusta, prima di protestare tanto e atteggiarvi a vittime incomprese di un sistema becero e corrotto dovreste volgere il pensiero a chi veramente soffre per la situazione odierna e sente ogni giorno, fisicamente, il dolore provocato dallo sgretolarsi di tutte le certezze.
Sono i conservatori benpensanti le vere vittime del 2000.
Il loro mondo va a pezzi e tutte le certezze evaporano in una scoreggia.

Noi ribelli soffriamo, sensibili al dolore del mondo, per il perdurare delle piu' ignobili ingiustizie.
Ma la storia con noi e' generosa e, fin da quando lo schiavismo fu abolito in America, non passa giorno che non si ottenga una piccola vittoria sociale, scientifica, morale. Basta leggere gli obiettivi sociali che Marx poneva come centrali per dare inizio a una societa' socialista, che sono scritti alla fine del "Manifesto del Partito Comunista", scritto con il prode Engels. Non ce n'e' uno che oggi non sia realta' nei paesi industrializzati. Non voglio con questo dire che si viva in una societa' socialista, me ne guarderei bene, ma resta il fatto che a Marx molti risposero che quelle sue rivendicazioni elementari erano folli utopie.
Al contrario, i conservatori, quelli che chiamavamo un tempo "benpensanti", se la passano ben peggio di noi.
Ogni giorno la storia demolisce il loro mondo. Impietosamente.
Prova a immaginare come si senta oggi chi vive in un sistema ideologico mentale basato sul maschio padrone di moglie e figli, amante di una societa' strettamente regolamentata e chiusa, fiducioso nello stato e nel sistema capitalista, convinto che al potere ci sia gente valida e che i contestatori sono solo mentecatti e maniaci sessuali drogati e fannulloni.
Se vediamo la situazione da questo punto di vista possiamo solo soffrire per il suo dolore.
Si', perche' ci sono persone che vivono dolorosamente tutti questi culattoni che imperversano ovunque, e vincono addirittura il Grande Fratello, votati da milioni di casalinghe... Omosessuali stilisti, registi, cantanti, calciatori, presidenti di Regione (eletti nonostante fosse di pubblico dominio, rivendicata, quell'orrenda deviazione comportamentale). Omosessuali osannati nonostante il loro vizio vergognoso. Che si puo' dir di piu' o di peggio?
E che pensare di tutte queste prostitute dichiarate, addirittura pornoattrici, che non solo arrivano al Parlamento ma pure appaiono in televisione trattate come persone normali?
E che dire di quell'orda di divorziati e conviventi che si annidano perfino dentro i partiti cattolici, come quel Casini...
Che tra l'altro i casini li hanno pure chiusi e rischi di finire nei guai con la legge a comprare il sesso da una meretrice.
Poi c'e' la televisione. A noi ribelli fa schifo, ma ci possiamo consolare pensando che possiede anche lati positivi e offre, nonostante tutto, un incremento della circolazione delle informazioni ed e' uno strumento di diffusione di una cultura che per quanto bassa e vuota e' comunque meglio dell'atavica ignoranza totale che ci ha angustiato per millenni.
Ma per i conservatori la televisione e' abominio senza possibilita' di riscatto ne' contropartita.
Ad esempio, c'e' quel Papi che, come dice www.angese.it, e' un gran fetentone.
Gestisce uno schifo di trasmissione nel quale i concorrenti arrivano a pisciare.
Ma il massimo dell'assenza di significato lo si raggiunge quando un concorrente vince una fiammante auto di lusso. La portano sul palcoscenico, lo fanno salire, il concorrente, sopra l'oggetto del desiderio per rimirarlo. Poi per portarla via deve rispondere ad alcune domande. Se sbaglia una risposta per alcuni secondi i concorrenti che ha sconfitto si accaniscono sull'auto con mazze di ferro.
Ogni domanda sbagliata sono migliaia di euro di valore automobilistico distrutto a mazzate.
A me fa vomitare questa esaltazione dello spreco. Mi da' la nausea. Ma al conservatore gli fa male fisicamente. Vede un pezzo dei suoi valori ("la centralita' della ROBA") buttati al vento, disprezzati. Gli salta il suo parametro sui valori materiali. E' come strappargli un pezzo di stomaco e sputarci sopra.
E come si e' sentito, il nostro conservatore, scoprendo quanti preti si dedicavano alla pedofilia?
E cosa ha sentito dentro quando ha scoperto che la sua bella banca capitalista gli ha fatto comprare Cirio, Parmalat e bond argentini?
E quando ha scoperto che le partite di calcio erano truccate e i calciatori drogati?
Come si sente uno che vorrebbe tutto in ordine perfetto a sapere che Baudo e' ancora in tv, nonostante il processo che ha subito per le mazzette?
E come sta mentre guarda la Gregoraci, rea confessa di mancanza di moralita', che se la gode apparendo su tutti i settimanali, ospite ambita insieme a Moggi dei salotti dentro la tv?
E poi, se ne sara' accorto, che dopo che per trent'anni ha creduto sinceramente che gli ecologisti fossero solo checche isteriche, c'avevamo ragione noi! Che si siano fottuti l'inverno anche loro lo capiscono.
Una volta per non parlar di niente parlavano del tempo. Ora non possono fare neanche questo. Parlar del tempo mette angoscia.
In fondo noi abbiamo avuto trent'anni per assimilare il concetto del pericolo ambientale. A loro e' caduto in testa in 4 mesi.
Hanno creduto in una guerra rapida e giusta in Iraq. Poi hanno scoperto che Bush aveva mentito sulle armi di distruzione di massa di Saddam, che i marines torturano, che la guerra e' un disastro senza fine e che i soldati Usa che tornano feriti in patria vengono curati in ospedali che sono letamai... Che immensa serie di cocenti delusioni. Non si salva nessuna grande convinzione. Roba da sentirsi perennemente sull'orlo dell'Apocalisse.
Che ansia. Per forza che cosi' tanti uomini veri sbroccano e si suicidano oppure sterminano la famiglia. Siamo nel mezzo di una crisi di valori epocale. Non sanno piu' cosa pensare del mondo e questo crea un vero e proprio stato fisico di sofferenza e prostrazione. Essere ancora patriarcali convinti in questo millennio e' una sindrome grave.
Se la sinistra avesse un po' di cuore e un maggior senso pratico, si adopererebbe per istituire subito un "Telefono Amico per Conservatori Delusi dalla Storia".
So che questa mia idea non trovera' ascolto. Eppure si salverebbero delle vite umane.
L'unica possibilita' per tentare di arginare questa sofferenza e' quella che ognuno, nel suo piccolo, cerchi di parlare con loro e confortarli.
Con calma e amore tocca spiegargli che, nonostante tutto, il mondo migliora e che anche loro, se mollano le loro rigidita', possono vivere meglio.
Poi dovete fargli vedere "Ti presento i miei" (anno 2000) e "Mi presenti i tuoi?" (anno 2004), soprattutto il secondo con Barbra Streisand, Dustin Hoffman, Robert De Niro.
E mentre guardano il film, tocca tenergli la mano. La sola idea della possibilita' che genitori e figli parlino di sesso li getta nel terrore.
Poi, quando si sono ripresi dallo shock, fategli vedere "Hair".

Jacopo Fo


Quanto e' meglio oggi rispetto agli anni cinquanta?


Immagine da http://www.scaricone.it

E' ora di ammetterlo!!!
di Jacopo Fo

Per infiammare le moltitudini spesso i compagni affermano: "Non se ne puo' piu'! Le cose vanno sempre peggio! Abbiamo passato ogni limite!"
Si tratta di figure retoriche efficaci per strappare un applauso di sdegno nell'immediato ma masochiste per le implicazioni a lungo termine.
Innanzi tutto l'idea che in 2.000 anni di storia non si sia riusciti a migliorare la situazione ha un grande potere demotivante. Porta a pensare: "Tanto e' tutto inutile, perche' mi dovrei impegnare?"
In secondo luogo e' un'affermazione falsa: tendiamo a dimenticare com'era realmente la situazione una volta. Si tratta di un comune errore della mente. Tendiamo a mitizzare il passato, in particolare i primi decenni della nostra vita. Abbiamo generalmente un ricordo gradevole dell'infanzia e della gioventu' e tendiamo a dipingere quegli anni con il rosa della nostalgia.

In realta' 50 anni fa la situazione in Italia era pazzesca. Se realmente confrontiamo i dati quasi non riusciamo a crederci. Abbiamo aperto sul blog un laboratorio proprio per approfondire questa analisi e raccogliere informazioni (www.jacopofo.com/?q=node/1984).
Lo scopo e' di arrivare a realizzare un libro che dimostri fino in fondo quanto questa idea nostalgica sia falsa.

Il lavoro di ricerca e' appena iniziato ma dai primi dati che stiamo raccogliendo risulta gia' chiaro che tutti gli indicatori di benessere sono migliorati in modo notevole: istruzione, disponibilita' di acqua corrente e elettricita', salari, abbandoni scolastici, numero di poveri, durata della vita, assistenza medica, pensioni minime.
Se leggiamo i giornali, questo non appare soltanto perche' di certe cose una volta non si parlava.
E' difficile far capire che la questione della pedofilia e della violenza sulle donne non e' una novita'. Statisticamente le vittime erano molte di piu' 50 anni fa.
Le persone ti guardano scettiche perche' "Certe cose si sentono solo adesso!".
Ma la verita' inconfutabile e' questa: il numero di violenze sessuali su adulti e bambini e' notevolmente diminuito negli ultimi 50 anni. Nei casini, quando erano legali, era normale e tollerato, comprare la verginita' di ragazzine di 12 anni.
E gli stupri domestici delle figlie erano un'abitudine sulla quale si stendeva un velo scandaloso.
Quel che dovrebbe veramente scioccare, e dare la misura dell'orrore di quegli anni, e' che le denunce per la compravendita dei minori, spesso bambini, e per gli stupri delle figlie, compaiono nelle cronache solo negli anni '70. Non perche' non ci fossero i crimini ma perche' nessuno li denunciava, la polizia non faceva indagini e i giudici non se ne interessavano.
Attenzione: il concetto stesso di inviolabilita' del bambino e' nato molto tardi nella nostra cultura.
Presso gli antichi romani era normale sollazzarsi con prostitute e prostituti di 5 anni. E i genitori patrizi affidavano ad un amico l'educazione dei figli. Ed era sottinteso che l'amico avrebbe educato anche sessualmente i giovanetti.
Ancora nel 1500, la chiesa, stabilendo l'importo dei pagamenti necessari per ottenere il perdono dei peccati, fisso' per lo stupro di un bambino una multa tra le meno onerose, poco piu' di un divieto di sosta. Nessun esercito ha mai posto limiti sull'eta' che dovessero avere le donne per essere stuprate dopo la caduta della citta' nemica.
E raramente erano maggiorenni le servette, passione dei benestanti, che le prendevano in casa e le licenziavano quando erano incinte.

Oggi le persone restano impressionate dalle notizie di ragazze violentate per strada e di stupri ripresi con i cellulari.
La meccanica della violenza e' scioccante. Indiscutibilmente fatti simili non erano mai accaduti prima. Anche perche' non avevano inventato i cellulari.
Oggi poche persone si rendono conto che pero' gli stupri in strada sono solo la parte piu' appariscente del dramma. Piu' del 90% delle violenze vengono praticate da parenti, amici di famiglia e fidanzati.
Queste violenze domestiche una volta non facevano notizia solo perche' erano taciute.
E, sembra incredibile solo dirlo oggi, erano in gran parte LEGALI. Se una donna si presentava con la faccia gonfia e il labbro spaccato e sanguinante in questura per denunciare le percosse e lo stupro subito dal marito veniva accolta con due sorrisini e rimandata a casa. Pare impossibile ma e' nel 1956 che la Cassazione sancisce il diritto del marito di percuotere "moderatamente" la moglie se essa non gli ubbidisce.
Questa legge, in vigore da millenni, si traduceva in una vita di martirio per milioni di donne. E non esisteva neppure il divorzio, ne' la possibilita' di ottenere gli alimenti dopo una separazione!
Fu solo all'inizio degli anni sessanta che, per la prima volta, una donna rifiuto' il "Matrimonio Riparatore", una legge barbara che permetteva a un uomo di rapire una donna, violentarla per giorni e poi evitare qualunque conseguenza penale soltanto sposandola. Guadagnava cosi' il diritto di farne la sua schiava, per tutta la vita a suon di botte.
Mai nessuna donna aveva fino agli anni sessanta osato affrontare lo scandalo e il disonore rifiutando questo orrore.
Fu una ragazza siciliana, Franca Viola, la prima donna a ribellarsi a questa consuetudine. Era stata rapita da sedici uomini armati (tutti mafiosi) che avevano picchiato la madre, e che l'avevano tenuta prigioniera per 7 giorni, permettendo a uno di loro di violentarla ripetutamente. Incredibile come la sua coraggiosa denuncia, a cui segui' un processo ai 16 criminali, abbia diviso l'Italia, con i ben pensanti che urlavano perche' "di questo passo dove andremo a finire!?!". La legge che sanciva il Matrimonio Riparatore venne cancellata solo nel 1981!!!
E soltanto negli anni settanta fu cancellata un'altra legge orribile, quella che regolava il "Delitto d'Onore", concedendo a un maschio che uccidesse la moglie per sospetto tradimento, attenuanti enormi, a volte perfino l'assoluzione.
Fa impressione rivedere i cinegiornali di allora far la cronaca di uno di questi processi con la commossa esaltazione del cronista nel momento dell'assoluzione dell'uxoricida cornificato.
Storie di mariti che sparavano a sale nel sedere della moglie perche' aveva guardato un altro erano considerate spiritosate e non arrivavano neppure in tribunale. I rari tentativi di donne che volevano presentare denuncia si infrangevano sul sorrisetto dei pubblici funzionari.
E soltanto dal 1996 i delitti sessuali all'interno del codice penale non sono piu' "delitti contro la moralita' pubblica e il buon costume" ma "delitti contro la persona".

Improponibile per molti anche accettare l'idea che l'inquinamento delle citta' NON sia un problema moderno. 50 anni fa il livello dei veleni nell'aria era spaventoso visto che i riscaldamenti erano alimentati per lo piu' a carbone e le industrie non usavano nessun tipo di filtro per i fumi. A Milano bastava lasciare la finestra aperta per un paio d'ore per avere una patina di polvere grigia ovunque. E le auto erano di meno ma ognuna inquinava come 10 di oggi. Per non parlare del livello di veleni che venivano messi nei cibi in una situazione di totale mancanza di controllo. Il vino al metanolo veniva venduto a fiumi e il parmigiano grattugiato veniva mischiato con i manici di ombrelli polverizzati.
Appena si diffusero anticrittogamici e antiparassitari i contadini presero a farne un uso smodato. Nelle case si adoperava comunemente il Ddt, insetticida poi messo fuori legge perche' fortemente cancerogeno. L'inquinamento era drammatico ma i giornali non ne parlavano, non esistevano centraline per le rilevazioni dello smog, soglie di allarme per il Pm10, analisi dei Nas sui cibi, regolamenti delle Asl sull'igiene nei ristoranti e nelle fabbriche di alimenti, nessun ente pubblico si preoccupava di realizzare analisi a campione sui prodotti commestibili.

Per chi poi lavorava in fabbrica la situazione era spesso allucinante.
I reparti di verniciatura erano vere strutture di sterminio. La silicosi falciava minatori e fresatori a migliaia ogni anno. Braccia e gambe finivano sotto le presse sprovviste di qualunque sistema di sicurezza.

E' vero che in questi decenni il numero dei tumori e' aumentato in modo notevole ma questo dato va capito: innanzi tutto sono diminuite altre patologie che portavano al creatore milioni di persone. Inoltre i casi erano meno ma avevano una mortalita' altissima: oggi per molti tumori i decessi sono inferiori al 20%.
E la gente moriva molto prima: da un certo punto di vista morire di tumore e' un lusso moderno.
Va poi considerato che molte persone senza soldi morivano prive di assistenza: nessun medico si preoccupava di sapere di quale malanno fossero morte. Quindi parte dei tumori non venivano registrati dalle statistiche.

Le condizioni generali di vita in Italia sono migliorate in modo incredibile sia se prendiamo in considerazione gli ultimi duemila anni, sia se prendiamo in considerazione gli ultimi cinque decenni.
Tanto per dare un dato: nel 1968 l'aspettativa di vita era di 68,3 anni per l'uomo e 73,5 per la donna, e' salita rispettivamente a 77,3 e a 83. Negli anni '50 i maschi vivevano mediamente fino a 65 anni, le donne fino a 70.

Se poi prendiamo in considerazione la situazione dei poveri scopriamo che a quei tempi anche da noi esistevano vere e proprie favelas con migliaia di baracche di lamiere e cartoni, niente fogne e servizi igienici. Nessuna scuola, nessun asilo, nessun poliziotto che facesse rispettare la legge.
A Napoli la situazione era piu' che disperata, con interi quartieri dove non succedeva proprio che si lanciassero vasi di fiori sulle auto della polizia perche' nessun poliziotto dotato di un minimo di intelligenza provava a entrarci.

Il potere delle organizzazioni criminali in molte aree del sud era assoluto in un modo che oggi non riusciamo neanche a immaginare. A Portella delle Ginestre, nel 1947, i mafiosi erano arrivati a sparare con le mitragliatrici su una manifestazione di contadini mietendo 11 vittime. Ancora nel biennio '82-'83 solo in provincia di Palermo ci furono quasi cinquecento omicidi di mafia.
Numeri che oggi sarebbero considerati da guerra civile.

Se poi guardiamo il livello di benessere medio, scopriamo che anche qui si sono fatti passi enormi. Certo, siamo caduti vittime del consumismo ma e' indiscutibile che oggi le donne non siano piu' costrette a passare ore e ore a lavare i panni grazie al fatto che la lavatrice e' entrata nell'uso comune. Sono decine i beni che semplificano la vita di tutti i giorni dando piu' tempo alle persone per occuparsi d'altro. Cinquant'anni fa le otto ore lavorative erano per la maggioranza dei lavoratori un obiettivo ancora da conquistare. Il sabato di riposo era un miraggio. Idem il pulmino che ti viene a prendere i bambini a casa.
Nelle campagne i ragazzini andavano a scuola a piedi, camminando per chilometri. Un paio di scarpe o un cappotto costavano parecchio. Oggi grazie all'automazione sono prodotti disponibili anche a pochissimo.
La percezione del livello di poverta' oggi e' completamente cambiata, e questo e' un bene, ma se vogliamo giudicare il percorso della storia dobbiamo accorgerci che il tenore di vita di un operaio e' enormemente migliore anche perche' le moderne tecnologie hanno fatto crollare il prezzo di molti beni di consumo essenziali.
Dalle biro, agli accendini, dalle lamette da barba ai libri, alle radio, alle automobili: tutto costa molto meno e spesso la qualita' e' superiore.
Essere poveri negli anni 50 significava patire la fame letteralmente.
E non a caso erano milioni le persone costrette a emigrare in cerca di lavoro proprio come succede oggi ai marocchini o agli albanesi che vengono a lavorare qui da noi.

A quei tempi quasi non esistevano le organizzazioni di volontariato, le associazioni in difesa di disabili, donne, bambini e persone affette da particolari malattie. Non esistevano associazioni di tutela dei malati, dei consumatori, degli omosessuali eccetera. E se eri in qualche modo diverso dovevi affrontare il disagio e l'emarginazione totalmente in solitudine.
E' degli anni sessanta il caso Braibanti, stimato intellettuale omosessuale condannato al carcere per aver "plagiato" un ragazzo (maggiorenne).

Nel settore dei consumi culturali le differenze sono poi esponenziali.
I libri erano carissimi e ancora negli anni sessanta c'erano solo due canali televisivi (Rai 1 e Rai 2) con programmi dalle 17,30 alle 24.
Il consumo di libri, canzoni, notizie, film, di un qualsiasi ventenne di oggi sarebbe costato solo trent'anni fa l'equivalente dell'intero stipendio medio di un operaio metalmeccanico.

Complessivamente tutti avevano meno possibilita' di crescere culturalmente e meno opportunita' di vita e di lavoro.  La vita era violentemente incanalata. Niente divorzio se non eri tanto ricco da poterti permettere l'annullamento del matrimonio religioso attraverso i processi farsa della Sacra Rota. Non c'era alcuna informazione sugli anticoncezionali e l'aborto era vietato.
Le donne poi venivano pagate molto meno degli uomini e i ricatti sessuali sul lavoro erano abituali. Problemi che esistono ancora oggi, ma il rispetto delle donne sul lavoro ha fatto passi avanti. Non esistevano donne autista, taxista, vigile urbano, poliziotto. Rare le donne giudice, avvocato, manager, parlamentare, ministro, professore universitario. Oggi si discute di quote rosa, una volta non esisteva neppure il concetto.

Se prendiamo in considerazione la corruzione ci troviamo di fronte a situazioni di assoluta aberrazione.
Anche qui si trattava di un fenomeno che restava completamente nascosto. La compravendita dei voti, le raccomandazioni, le clientele, le mazzette erano onnipresenti. Ma solo negli anni settanta, episodicamente, la magistratura inizia a occuparsi della corruzione dei politici e degli imbrogli degli imprenditori.
Finalmente accade perfino che qualche pesce grosso finisca in galera ma e' una novita' assoluta come i Beatles.
Mi ricordo che festeggiammo quando il primo grosso imprenditore fini' con le manette ai polsi. Eravamo increduli!

Anche limitandosi a questa veloce scorsa sulle condizioni di vita essenziali, risulta evidente il salto di qualita' che ha compiuto l'Italia. Dire che non sia cambiato niente e' ridicolo e non ci permette di capire perche' per 50 anni la maggioranza degli italiani abbia dato il suo voto a politici corrotti e demagogici. Lo hanno fatto semplicemente perche', con tutti i loro difetti, i democristiani e i loro alleati hanno saputo garantire comunque un costante arricchimento medio della popolazione.
Oggi l'Italia e' politicamente spaccata ed la vecchia politica dei favori, dei furbi, delle corporazioni e dei condoni e' ancora cosi' forte proprio perche' resiste il potere di una cultura dello stato e del governo che ha dato il cappotto, la lavatrice, l'auto e il
cellulare quasi a tutti e la proprieta' della casa al 60% delle famiglie.
Con questo dobbiamo misurarci.
Quasi la meta' degli italiani non vede altro che questi beni materiali proprio perche' porta ancora nel cervello i segni della miseria patita dai padri.
Raccontare loro che le cose vanno "sempre peggio" e' un errore di comunicazione con effetti disastrosi.
Oggi le persone che sognano un mondo migliore sono uscite dalla cornice esistenziale nella quale il problema della vita e' mangiare tutti i giorni e non avere freddo d'inverno. Oggi siamo progressisti, ricercatori spirituali, esploratori sentimentali, sperimentatori esistenziali e dobbiamo capire che mai prima d'ora milioni di persone hanno potuto porsi questi problemi. Non avevano il tempo e i mezzi culturali.

Noi contestatori del sistema, sognatori di pace e di ecologia, siamo una nuova specie umana, mai vista prima.
La nostra stessa esistenza e' una novita' epocale.
Viviamo nel lusso di poterci inventare una nuova vita, decidere di allevare diversamente i figli, sposarci o non sposarci senza che questo ci crei gravi problemi sociali. Partorire diversamente, lavorare in modo indipendente, andare in vacanza nella giungla amazzonica, inventarsi comitati di solidarieta', associazioni culturali, eventi erano una volta azioni impossibili culturalmente e economicamente per la quasi totalita' delle persone.
Oggi una fetta illuminata della popolazione e' riuscita a compiere un salto epocale creando una sua cultura del benessere. Sulle colline di mezza Italia vivono ormai decine di migliaia di persone che sono fuggite dai ritmi e dalla cultura urbana cercando un nuovo modo di essere e lavorare. Molti di questi erano operai, impiegati, postini. Mai come oggi persone non abbienti avevano avuto la possibilita' di inventarsi un'economia alternativa garantendosi un livello alto della qualita' della vita. Quando mai un operaio poteva permettersi di farsi una vacanza in India?
Quando mai milioni di persone avevano potuto inventarsi viaggi incredibili con cento dollari in tasca?  E' in realta' tutto il pianeta a essere piu' libero. Non molto piu' libero ma quel tanto che basta a cambiare il panorama. Oggi abbiamo il mondo spalancato davanti a noi e l'apertura mentale per approfittare delle opportunita'. E tutte le informazioni necessarie per realizzare qualunque cosa sono disponibili. Passare tre mesi in Indonesia 50 anni fa era un'impresa notevole, oggi qualunque diciottenne minimamente evoluto e' in grado di farlo.
Non solo la stragrande maggioranza vive meglio ma pure le persone sono intimamente piu' capaci, aperte e reattive.

Non dico che tutto sia migliorato. Si e' persa una certa grazia nelle persone, la violenza e' esibita, nelle citta' si hanno generalmente meno rapporti sociali.
La famiglia si sta disgregando, c'e' grande solitudine e i vecchi vengono sempre piu' spesso abbandonati al loro destino. Ma e' la crisi di valori che stiamo vivendo a provocare l'oggettivo peggioramento in alcuni settori della vita. Siamo in un momento nel quale prevale ancora la distruzione di tutti gli antichi valori che facevano da contorno a un'organizzazione sociale sostanzialmente repressiva,
violenta e asfissiante.
Ora ci troviamo con i vecchi valori a pezzi e i nuovi che ancora non si sono affermati.
Ma io sono convinto che proprio per questo le cose stanno per cambiare ancor piu' radicalmente, in meglio.

Non c'e' piu' molto che leghi gli umani ai vecchi modi di pensare. Di contro il diffondersi della depressione e dell'alienazione, il collasso ambientale, la guerra e il terrorismo mostrano a tutti che il sistema sociale basato sul petrolio e lo sfruttamento non funziona piu'. Non abbiamo bisogno di maggiori quantita' di merci, abbiamo
bisogno di scoprire il piacere, la passione e l'amore.
Un diverso modo di intendere l'esperienza di vivere.

Sono convinto che gia' da qualche anno stiamo vedendo i segni di una nuova rivoluzione delle coscienze e degli stili di vita di portata planetaria. Una rivoluzione senza leader e senza partiti.
Una rivoluzione degli stili del quotidiano, dei consumi, dei desideri.
Scambieremo il superfluo con l'essenziale. Il prodotto alla moda con il bello naturale.
Ma prodromo di questa imminente rivoluzione sara' proprio l'affermarsi, finalmente, dell'idea che il mondo migliora da sempre e quindi anche noi possiamo continuare a farlo migliorare.
Sono migliaia di anni che i reazionari perdono. Perdono sempre.
Figurarsi che una volta il rock and roll era la musica del diavolo.
Oggi lo senti perfino in Vaticano.
Quindi sorridi e sii ottimista. Ne hai ben donde.


Giornata internazionale della donna

Oggi e' l'8 marzo e oltre alla Giornata mondiale dei reni e' anche la Giornata internazionale della donna. Al di la' delle solite frasi di circostanza che si leggono dappertutto, e' pur sempre vero che ancora oggi milioni di donne da tutto il mondo (non solo del Terzo e del Quarto) non vedono rispettati i loro piu' elementari diritti, non possono accedere a una qualche preparazione professionale, non hanno alcun peso nella societa', non riescono a garantire una minima istruzione scolastica per i loro figli ne' un minimo di assistenza sanitaria.
Oggi non posso che pensare alle signore, ragazze e bambine del Burkina Faso.
Potremmo notevolmente migliorare la qualita' della vita di moltissime donne regalando loro una sega per fare la legna o meglio ancora costruendo concentratori e forni solari per cucinare, che non richiedono l'uso di combustibile.
In Africa mancano servizi igienici, impianti fognari, distribuzione dell'acqua nelle case o anche solo pozzi dove attingere acqua pulita, per non parlare di strutture ospedaliere: tutte cose che influenzano profondamente soprattutto la vita delle donne.
C'e' ancora molto lavoro da fare: offrendo gli strumenti e dando loro la possibilita' di organizzarsi e agire cooperando, cose che sanno fare benissimo, il mondo potrebbe essere un posto migliore.
Ognuno di noi puo' fare qualcosa, forse oggi e' il giorno giusto per iniziare.


Sostenere o no il governo Prodi? Questo è il dilemma. Rispondo a Giacomo.


Ecco la lettera di Giacomo

Caro Jacopo,
sono stato iscritto al Cacao della domenica per diversi anni,
leggendoti qua e là a scappatempo, spesso con interesse, a volte meno. Ma stasera mi son cancellato.
Magari è impulsivo, chissà, ma il tuo sostegno a Prodi, di questi tempi e a questi costi, non lo capisco proprio più e non posso condividerlo; se la barca è questa, che affondi pure.
E si salvi chi può.
L'Universo è in continua trasformazione, il cambiamento è inevitabile, mentre la perdita di un livello accettabile di decenza, a livello umano e istituzionale,può e deve essere evitata, a tutti i costi. E credo che questo governo e il suo presidente abbia perso da tempo qualsiasi traccia della scarsa decenza che aveva in origine. Ovviamente, è il mio punto di vista. Supportato dall'evidenza di troppi fatti.
 
So che continuerò a incrociare le tue tracce, e immagino sarà più un piacere che un disturbo, ma sto scegliendo con determinazione di nutrire solo cose e persone che vibrano in risonanza con quello che vivo e che sento, e questo governo di risonante con me mai niente ha avuto, e l'idea di sostenere chi sostiene un governo oramai completamente insostenibile non mi va proprio...
 
Buona Vita.
Un Abbraccio in Bellezza,
Giacomo


Caro Giacomo,

grazie per la tua lettera piena di affetto.
La tua critica, chiara e ragionevole centra esattamente il problema di questo momento.
Siamo di fronte a un bivio e non pochi la pensano come te. Lo vedo dalle reazioni di molti che si sono allontanati da questo blog proprio perché non condividono questa mia scelta netta.
Ma siamo di fronte alla possibilità che una nuova strategia venga scelta dal movimento e non mi posso quindi sottrarre al dovere di dire come la penso, anche se questo comporta un calo di consensi.
Io credo sia necessaria una politica di alleanze per ottenere alcuni cambiamenti indispensabili per sbloccare la tragica situazione italiana.
Attenzione non sto proponendo di abbracciare la linea socialdemocratica e abbassare le pretese.
Sto solo sostenendo che la rivoluzione deve misurare ogni passo perché stiamo camminando sul baratro.
Il governo Prodi non è un governo buono. Non è il governo che sognamo. Non realizzerà le nostre aspirazioni. Ma il governo Prodi è comunque indispensabile in questa fase perché è l’unica entità che oggi ha l’interesse e la forza di scompaginare i giochi e farci fare un passo (almeno uno) fuori dalla cappa che ci opprime.
Oggi perfino una parte della borghesia ha capito che l’Italia affonda se mantiene questo livello di spreco, corruzione, catene vaticane, burocrazia, evasione fiscale, non funzionamento della giustizia.
In questo momento la rivoluzione non è alle porte ma possiamo sperare di raggiungere un livello Svedese di democrazia.

Questa idea non mi viene  perché tutto va bene ma proprio da una valutazione drammatica del momento in cui stiamo vivendo.
L’Italia rischia veramente di finire in una crisi simile a quella dell’Argentina. Abbiamo un drammatico bisogno di modernizzare il nostro sistema economico bloccato dalle pastoie burocratiche e dalle corruttle.
E credo veramente che una parte del capitalismo italiano sia interessata a rinnovare la situazione perché si rende conto che il sistema Italia sta per collassare per asfissia monopolistica.
Io credo che l’unica possibilità per evitare la catastrofe sia allearsi con questa parte della borghesia che Prodi rappresenta.
Questo non vuol dire fare sconti a Prodi sull’indulto e altre cagate.
E mi sembra che noi non si sia smesso di parlare chiaro.
La battaglia sulla legge sul finanziamento del solare, scomparsa all’ultimo momento dalla finanziaria, prima di Natale, lo dimostra. E abbiamo pure vinto su tutta la linea!

Caro Giacomo, la mia priorità oggi è evitare una catastofre economica che verrebbe pagata innanzi tutto dai lavoratori e dalle fasce deboli.
Io credo che un rapporto conflittuale con il governo che però non gli tolga il sostegno, sia oggi indispensabile.
E’ un’irrinunciabile strategia delle alleanze.
Ma dietro c’è un altro grosso problema.
Centrale in questa fase storica.
La logica dei ribelli degli anni settanta è oggi improponibile.
Proprio perché siamo in un momento storico esplosivo è possibile un salto delle coscienze. Ma solo se abbandoniamo la logica della faida contro i malvagi e iniziamo a costruire un’alternativa concreta possiamo comunicare, coi fatti, il cambiamento.
Oggi dobbiamo fare, non gridare nei cortei.
Oggi la battaglia non può avere come semplice bersaglio la base di Vicenza. E’ un obiettivo giusto ma scentrato, minimalista e difficilmente realizzabile al contempo.
Oggi siamo nella possibilità di mirare a un grande movimento per la Democrazia Energetica. Che non la CHIEDA ma la METTA IN PRATICA.
Fra due mesi milioni di lavoratori dovranno scegliere che fare del loro Tfr.
Nessuno è ancora riuscito a realizzare una proposta di investimento previdenziale basata sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Ma possibile? Con tutte le cooperative che abbiamo?
Oggi investire in fonti energetiche ecologiche è la cosa più sicura, il prezzo dell’elettricità è garantito addirittura dallo stato. Oggi milioni di pacifisti italiani hanno i loro denari depositati nelle banche che li usano per finanziare l’inquinamento, la guerra, la fame e la delocalizzazione.
E in più i lavoratori rischiano di veder sparire i loro risparmi (Parmalat!).
Questo denaro potrebbe finanziare, in modo sicuro e redditizio per i lavoratori, un’enorme rivoluzione energetica, allentando il bisogno di gas e petrolio del nostro paese. Vorrebbe dire andare direttamente a togliere dalle tasche dei guerrafondai i soldi!!!
Questo è il centro della questione.
Oggi possiamo e dobbiamo affrontare l’enorme battaglia di costruire la Democrazia Energetica nei fatti. Togliere nei fatti l’ossigeno alle Multinazionali del Dolore.
Trent’anni fa non esistevano le tecnologie per farlo, né per comunicarlo.
OGGI POSSIAMO!!!
Ma per riuscirci abbiamo bisogno di spazi di manovra, di alleanze.

Oggi è possibile creare un grande movimento di ecologisti concreti che combattono la dittatura del petrolio con i mulini a vento. Ma è possibile perché c’è il governo Prodi. Con il Silvio te lo sognavi!
Ma mettere al primo posto la costruzione di simili forme di risparmio significa abbandonare la cultura dello scontro di piazza e passare all’idea, nuovissima, che per cambiare il mondo ci serva mettere insieme non la rabbia ma le capacità professionali.

Ma questo comporta credere veramente che nella storia sia all’opera un meccanismo positivo che ci sta portando avanti nonostante tutto.
E per questo nelle ultime settimane ho rotto le scatole con il progetto di un libro che dimostri che non è vero che negli anni 50 si stava meglio di oggi.
E ho raccontato perché sono andati in crisi i modelli scientifici incentrati sul meccanicismo darwinista e sul Dna che determina tutto.
C’è una nuova visione che si stà facendo avanti e su questa dobbiamo portare la discussione.
C’è di mezzo la questione di trovare una fede nella positività del mondo, la fiducia nella comicoterapia, nell’amore, nella collaborazione.
Il Movimento in Italia è perdente perché imprigionato dalle logiche del pensiero lineare. Le logiche dei leader, delle scissioni, dello scontro, della mistica delo sconfitto e de l martire.
Ma questa non è una battaglia che possiamo perdere, il pianeta altrimenti fra cinquant’anni sarà una palla sterile.

Il concetto di fondo è che anche se questo momento è terribile e il rischio totale la storia sta andando verso il compimento di un disegno immenso e geniale. La storia va proprio nella direzione che vogliamo noi, ha un senso dentro e noi speriamo di averlo capito. Comunque ci mettiamo al suo servizio. Per questo possiamo azzardarci a una politica (rischiosa e difficile) di alleanze. Per questo riusciamo su questa via a ottenere grandi risultati nonostante tutto.
La questione della Missione in Afghanistan è un esempio. Il mio articolo di qualche giorno fa ha fatto incazzare molti: come fai a essere contro la guerra e sostenere la missione?
Molti mi hanno deriso per la mia idea di riuscire a partecipare alla missione, rivoluzionando il senso della nostra presenza, incentrandola sulla creazione di una commissione di inchiesta sui crimini contro l’umanità perpetrati dagli Usa.
Ma invece l’idea coglieva il nocciolo della questione. E questa è diventata la posizione ufficiale del governo, ribadita da D’Alema con una richiesta uffciale di costituire questa commissione di inchiesta.
Ed è ovvio che il peso di quei pochi che da tempo battono su questa linea, insieme alla tragica evoluzione dei fatti, ha influito su questa scelta.
Ovviamente servirebbe che molti si mettessero a spingere in questa direzione, ma troppi rinunciano perché hanno orrore di trovarsi a braccetto con Baffetto.
Si tratta a mio avviso di un errore disastroso. Se ci lasciate qui a spingere e a tirare sul governo e non ci date una mano, non ce la possiamo fare.
Le nostre forze sono esigue…
Per questo, caro Giacomo, imploro te e tutti i compagni incazzati come te a riflettere e discutere su questa questione.
Vogliamo fermare la guerra o vogliamo solo condannare la guerra?
Son o due cose diverse.
La differenza si traduce nella morte di migliaia di innocenti e in sofferenze atroci. Se vogliamo fermare veramente la guerra dobbiamo saper cogliere tutte le contraddizione nel fronte dei guerreggianti e sfruttarle fino all’ultimo particolare.
E saper immaginare un percorso fatto di tappe successive. Non si arriva al traguardo in un solo passo.
Certo anche lottare contro la base di Vicenza è importante e fa parte di questo percorso. Ma non può essere solo questa la tipologia dell’azione.
E dobbiamo saper trovare anche alleati e compagni di strada...
E dobbiamo al contempo agire sulle cause, praticare l’alternativa al petrolio, il risparmio etico, il commercio solidale, i consumi consociati ecologici.
Queste sono le azioni che determinano risultati.
Il resto è rabbia che resta sterile.
Ci serve un nuovo modello mentale.
Quello che abbiamo utilizzato fin’ora non può portarci oltre.
Abbiamo bisogno di una nuova musica per sognare una rivoluzione diversa.
Che Guevara era bellissimo ma non è creando 100 Vietnam che si cambia il mondo.
Il che è morto prima di vedere cosa è successo a Cuba e in Vietnam.
Il Vietnam, vince perché spara, ma poi fa schifo viverci.

Jacopo Fo


Consigli alle donne che vogliono sedurre il maschio.

Care donne, noi uomini siamo

meno maiali di quel

che pensate.

Oggi vorrei svelarvi un segreto gelosamente custodito dai maschi per migliaia di anni.

Indiscutibilmente l’uomo è attratto dalle parti appariscenti della donna: tette, sedere, gambe.
Ma sarebbe un grave errore pensare che il nostro desiderio sia principalmente legato a queste forme.
Molti uomini sarebbero disposti a farsi impiccare per negarlo perché ci piace questo stereotipo di bestie selvagge e senza cuore.
Attenzione non voglio menarla che anche noi siamo romantici anche se si vede poco…

Per capire la vera molla del desiderio maschile bisogna penetrare nelle differenze psicologiche tra i due sessi.
E questo si può spiegare senza far discorsi difficili…
La femmina è capace di dare la vita, di portarla dentro, di farla crescere. La femmina ha una capacità miracolosa di curare, accudire, proteggere i piccoli. Una mamma è mamma ininterrottamente. Non c’è un solo momento nel quale smette di essere tesa verso il benessere delle sue creature. Anche una donna che non ha figli ha comunque questa potente capacità di agire in modo continuato, senza nessuna battuta di arresto. Il maschio invece ha una natura genetica legata a azioni brevi: fecondare, difendere dalle belve le donne e i bambini, trovare il cibo.

Il maschio riesce a mettere tutte le energie in un solo gesto, ma poi crolla in stato catatonico fino alla prossima impresa.

Il maschio non cerca il sesso di per sé.
Il maschio cerca di diventare bersaglio di questa meravigliosa attenzione ininterrotta della femmina.
Può sembrare ridicolo che io affermi questo. Se si guarda l’aggressività sessuale maschile parrebbe che l’uomo voglia solo dominare la donna.
Ma questa è la reazione isterica alla difficoltà di ottenere quel che desidera intimamente.
Le relazioni sessuali oggi non sono più regolate dalla semplice naturalità degli istinti. La repressione sessuale, la mancanza di informazione sull’anatomia del piacere eccetera eccetera, provocano che il maschio non si senta soddisfatto e la sua fame di amore e di sesso si trasforma in aggressività.
Non dico questo per giustificare i comportamenti di potere del maschio ma solo per cercare di capire da dove vengano.

Anche i maschi da piccoli sono teneri e buoni…

Scontiamo 5 mila anni di segregazione della donna…
Se c’è un buon rapporto di coppia, con un’attività sessuale mediamente smodata e soddisfacente, il maschio dovrebbe via via rilassarsi e tornare alla naturalità gentile del proprio istinto.
Ma ciò non avviene se l’uomo non capisce e non smonta certi atteggiamenti prepotenti.
Ma d’altra parte la donna è anche lei vittima di questo stato di cose e tende a barricarsi dietro comportamenti difensivi che non l’avvantaggiano.

Ed eccoci al dunque. Qualunque uomo rifletta un poco sulla sua storia sarà certamente in grado di dirti quando si è innamorato di te. Quando ha sentito quella cosa pazzesca capace di sconvolgerlo completamente e di spingerlo a fare qualunque cosa. Non si tratta del perdersi nella tua scollatura esplosiva o nel movimento sinuoso dei tuoi fianchi.
No. Quel che l’ha fatto impazzire è un semplice sguardo. Uno sguardo preciso, inequivocabile, che ogni donna produce ogni tanto, magari senza rendersene conto… Se lo sapesse che in quello sguardo è racchiuso tanto potere…
Ce l’ho chiaro davanti agli occhi.
Lei che si gira leggermente verso di te, con il capo appena inclinato di lato, un lieve sommovimento nei capelli, e ti dice con gli occhi qualcosa tipo: “Tu sei dentro il mio cerchio della vita”. Cavolo, mi rendo conto che ho usato le parole del film “Caro ti presento i miei”. Quello con Robert de Niro che fa l’ex agente della Cia paranoide. Possiamo usare altri termini: “tu sei della mia famiglia”, “tu hai la chiave per entrare nella mia casa”. Mettici le parole che preferisci, l’importante è capirsi.
Una simile domanda di “essere parte di” esiste veramente nel centro della testa dei maschi. Si chiama senso di appartenenza ed è qualche cosa di potentissimo per tutti ma centrale per il maschio.
La donna non ha bisogno di appartenere al un cerchio della vita del marito. La donna ha il suo. La donna cerca chi sappia vigilare i confini del cerchio e sappia riempirlo di cose buone.
Certo la donna impazzisce se si sente esclusa da qualche cosa… ma in modo diverso: non sopporta quando non si sente riconosciuta, considerata, amata, rispettata, quando si sente tradita. Ma comunque possiede lei la chiave della vita.
Solo una donna che abbia subito intense e prolungate violenze e privazioni psicologiche potrà perdere il senso di essere principio della vita.
Nessun maschio invece avrà mai questo.
La base delle psiche maschia è: “Essere forte, abile e coraggioso per ottenere la stima delle donne e l’appartenenza al loro cerchio. L’ACCOGLIENZA. Essere accolto. Questo è il parametro essenziale.
Il totem racchiuso nell’idea di penetrare.
Il dramma della cultura maschilista è proprio privare il maschio della coscienza che l’obiettivo è essere accolto, non entrare di forza. Non c’è piacere nell’entrare senza venir accolti.

Tutto il resto ne discende. La passione per  le tette ad esempio… o il

culto per i rapporti orali.

Sicuramente pochi gesti hanno un significato maggiore in questo senso: se mi prendi in bocca è chiaro che mi accetti e mi accogli…
Ovviamente in pratica questo può non essere vero ma l’archetipo è questo.

La donna a volte è incazzosa. Alza la voce, diventa ripetitiva come un timbro, fino allo sfinimento.

Si tratta di un comportamento che discende dalla mancanza di autostima.
La donna usa una metodologia sostanzialmente maschile, rinunciando all’arte magica che risiede nella capacità di accoglienza.

Se non chiudi il frigorifero la donna s’imbestialisce perché vede in questo il non rispetto per la casa, il suo luogo.

Ma non funziona: proprio perché in presenza di un comportamento maschile, antagonista, il maschio tende a reagire praticando l’amnesia.
Non può accettare di aver sposato un maschio, si sente una criptochecca!

Cara femmina, prova invece a sorprenderlo con un gesto di complicità quando, per errore, riesce a chiudere il frigorifero.
Usa quello sguardo: è magico.
Per approfondire questo discorso consiglio a tutte la lettura dei deliziosi romanzi della prima investigatrice privata del Botzwana (“Le lacrime della giraffa”, “Morale e belle ragazze”). La signora (di corporatura tradizionale) mette in atto una straordinaria strategia per indurre il suo uomo a fare quel che lei desidera senza che lui se ne accorga sentendosi umiliato. E a noi uomini piace questo.
Quando invece di un’azione semplice (“Chiudi il frigorifero!”), c’è di mezzo qualche cosa che riguarda i desideri intimi,  la donna si intimidisce e, inspiegabilmente, divente riottosa a parlare, pensa:”Se mi ama capirà” e non dice esattamente quel che desidera. Sarebbe più semplice se essa, non chiedendo direttamente, trovasse il momento giusto per descrivere positivamente, nei dettagli, un’azione che la soddisfala o una sua fantasia! E’ così facile se inclini leggermente il capo…
Sì perché spesso il maschio non produce i comportamenti giusti non per pigrizia o malanimo ma solo perché non ha capito, non ha focalizzato.
Diglielo.
Ricordandoti che però questo piccolo essere è sempre spaventato dall’idea di essere inadatto, di veder defraudato il suo ruolo di coraggioso difensore.
Ad esempio il maschio, di fronte a una profferta sessuale diretta, in realtà si spaventa. A parole i maschi magnificano le donne che ti saltano addosso. In realtà ne hanno terrore.
Se togli al maschio la soddisfazione di essere lui attivo lo disorienti. E questo è male, provoca effetti contrari a quelli che desideri.
Provocare il maschio significa invece fargli capire che è giunto il momento nel quale tu sei conquistabile, se si impegna.
Gli devi comunque dare un segnale doppio, è questo che lo galvanizza:

 ”In questo momento potrei anche fare cose turche con te ma
ancora non sono sicura che tu sia il mio Turco…”

Attenzione: non sto proponendo una serie di atteggiamenti falsi e costruiti.
Questo è il gioco naturale e spontaneo tra maschi e femmine. Questi linguaggi sono innati. Quel che noi facciamo è reprimerli, deviarli. Si tratta di riscoprirli. E comprendere che il gioco è di per sé legato al
divertimento e allo stupore che il falso produce: “Giochiamo al dottore?”.

E’ chiaro che non è vero che io sono il dottore. Ma il divertimento sta proprio lì.
Rifiutarsi di giocare perché il gioco contiene la bugia vuol dire rinunciare al grande mistero del divertimento.

Ora chiedo se questo discorso ti convince.
Ma chiedo alle donne di ripagare il mio sforzo di sincerità svelando qual è l’emozione che le scatena.