Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Vicenza, Afghanistan, qui scoppia il casino!


Il governo Prodi rischia di cadere.
E io mi chiedo se la cosiddetta Sinistra Radicale sta realizzando un’iniziativa politica sensata.
Certo la battaglia contro la base di Vicenza è sacrosanta e pure la richiesta di andarsene dall’Afghanistan…
Però dobbiamo anche chiederci se le azioni politiche danno i risultati che vogliamo. E riguardo all’Afghanistan cosa dovremmo fare veramente se avessimo a cuore la pace?
Oggi l’occupazione militare di quel povero paese è un atto di barbarie.
Per anni i nostri soldati hanno tenuto il moccolo a torturatori, arresti illegali, strapotere dei signori della guerra (spesso ex Talibani) traffici di oppio…
Ora in Italia abbiamo un governo progressista (a giorni), quale migliore occasione avremmo per sviluppare un’azione di documentazione degli abusi e delle illegalità in Afghanistan e usare le prove così raccolte per denunciare il comportamento delle truppe Usa e inglesi?
Potremmo sputtanare la politica di Bush e dare una carta in più ai democratici americani… Un’inchiesta ufficiale italiana, dall’interno della missione avrebbe possibilità e peso enormi!
Certo è un’azione ben più difficile del semplice restare lì a far da complici o andarsene. Prevede idee, capacità di progettazione, dinamismo.
Ma io credo che potremmo veramente difendere le popolazioni e la legalità internazionale se la nostra missione cambiasse scopo e diventasse una vera missione di pace. Certo dovremmo rivedere le decisioni del governo Prodi. 300 milioni di euro per i soldati e 30 milioni di euro per gli aiuti alle popolazione sono una scelta nella logica di Barbablù. Ma capite bene che su questo terreno si potrebbe trovare una vera mediazione all’interno del governo, ottenendo qualche cosa di utile veramente per le popolazioni e evitando di far ritornare al governo Silvio (che se si rivota adesso son dolori).
Ugualmente si dovrebbe ragionare su Vicenza. Per la prima volta circa 100 parlamentari si sono trovati a Roma, sull’onda emotiva delle proteste popolari.
Ora questi 100 parlamentari stanno poi cercando, ognuno per i fatti suoi, di far arrivare al dibattito in aula disegni di legge contro lo spreco e per la razionalizzazione del sistema Italia. Queste proposte di buon senso, non interessano molto i vertici dei partiti al governo, che non stanno dando vita a un vero lavoro di progettazione di un nuovo rapporto tra entrate e uscite e tra burocrati e cittadini.
I vertici di tutti i partiti di governo stanno avvinghiati a una lotta per il potere e la visibilità. Pensano: devo diventare il più forte, poi potrò far approvare le mie leggi giuste.
I peones della politica, i parlamentari lontani dai vertici dei partiti, sono tanti e molti hanno ancora il tempo di ragionare e studiare i termini concreti di un cambiamento. Ma i vertici non li ascoltano, li chiamano solo a votare in aula. Per il resto nel dibattito politico vero (la stanza dove si decidono le leggi) non contano niente.
Ora mi sapete dire perché questi 100 parlamentari che si sono trovati per Vicenza non riescono a mettersi insieme, unire i loro disegni di legge individuali e trasformarli in un unico disegno di legge articolato, contro lo spreco e il delirio burocratico?
Sarebbe oltretutto una rivoluzione nei metodi della politica, fuori dalla follia del perdere tempo nelle commissioni, vere macchine per rincitrullire i parlamentari. (E su queste commissioni bisogna ripetere che sono un casino mostruoso, nessuno ascolta, il dibattito perciò è finto. Abbiamo un Parlamento che usa ancora modalità di lavoro ottocentesche (e le sedie sono scomode come quelle dell’800!). Oggi c’è la possibilità di lavorare con modalità analoghe a Wikipedia… Mettete le proposte su internet, sottoponetele al dibattito interno (tra parlamentari) e apritevi ai contributi della società civile, e ottenete tre volte più discussione e 10 volte meno perdita di tempo)
Ma come mai i nostri parlamentari NON riescono a trovarsi su un’iniziativa così importante come quella di unire i loro sforzi individuali?
E perché non c’è nessuna mobilitazione forte intorno alla necessità di tagliare sprechi e far funzionare lo Stato a favore e non contro i cittadini? Perché non facciamo una pressione mirata su questi parlamentari peones per incoraggiarli a unire i disegni di legge che hanno proposto e farli approvare?
Non ci si riesce a muovere su queste questioni centrali e invece vediamo una certa mobilitazione su Vicenza.
Che poi lo strano è che Vicenza non è “ragione di vita o di morte”.
Siamo riusciti (onore anche a Prodi) a chiudere la Maddalena dove c’era un inquinamento radioattivo mostruoso… Quella sì era una storia prioritaria. Vicenza è una battaglia giusta ma di principio. Abbiamo comunque più di 100 installazioni militari Usa in Italia. E non stiamo discutendo di toglierne neppure una, ma solo di impedirne un allargamento… E tra l’altro la popolazione è in gran parte favorevole per via dei posti di lavoro, dei piccoli traffici che fioriscono sulla presenza dei marines…
Insomma riusciamo a dare il massimo su battaglie difficili da vincere e invece siamo inconsistenti sulle battaglie veramente importanti che potremmo vincere.
Perché?
Sono i drammi del Pensiero Lineare, di cui ho scritto a lungo su questo blog (vedi nella colonnina di destra il libro gratuito “La Rivoluzione Pigra”). Prendersela con una Base Militare è più facile, perché è un simbolo fisico. Coinvolgere le vaste masse su un progetto complesso per rendere sensate le spese dello Stato e la burocrazia o per cambiare la natura della missione in Afghanistan, fa fatica.
Berlusconi diceva che il suo elettore aveva la testa di un ragazzino di 13 anni che a scuola sta nei banchi in fondo.
L’elettore di sinistra ha mediamente 16 anni, la cotta per Che’ Guevara e un’esplosione ormonale mostruosa.
Adora il Che’ però è pacifista, il fatto che il Che’ fosse notoriamente un guerrigliero non gli crea contraddizioni.

E visto che sei arrivato fin qui, e quindi fai parte di quel centinaio di pazzi che ogni tanto leggono fino in fondo i miei articoli politici, vorrei dire che sono pure stupito per la difficoltà di trovare persone che abbiano voglia di fare. Tutta la sinistra è una bolgia di bla bla.
E non è un problema di questo blog. Anzi qui si brilla per la presenza di una trentina di persone che fanno, hanno il gusto di collaborare in modo cretivo (grande piacere della vita).
Per questo dalla fine del 2006 ho deciso di lanciarmi ancora di più nella direzione dell’arte e di spostare l’asse di questo blog sul gioco. Qui non siamo di fronte a un vuoto politico ma emotivo. La gente è sfranta di fatica di vivere e dolore, impazzita di ingorghi e mutui. Con la sindrome del parcheggio…
La battaglia, la Grande Battaglia contro l’entropia, passa dalla riscoperta del tempo.
Avremo un vero movimento antagonista alla Società del Dolore quando ci sarà una ribellione contro la rapina del tempo. Quando un certo numero di persone si sveglierà una mattina dicendo:”Il tempo è la cosa più preziosa che ho. Voglio impiegarlo per giocare!”
Lo spirito del gioco.
Questo ci manca. Ma senza il gioco non c’è amore, non c’è interesse, non c’è qualità, arte, rispetto, collaborazione.
Cooperazione.
Mi scrivono persone disperate che campano con 800 euro al mese e devono pagare 400 euro di affitto.
Cazzo che ingiustizia!
E come la risolviamo?
E quando?
Parliamoci seriamente.
E allora, mi dirai, che cosa gli proponi? Di giocare invece di andare a lavorare, così non guadagnano neanche quelle?
Non ho una risposta.
Ma certamente non è vita.
E certamente conosco centinaia di persone che sono uscite dal tunnel della perdita del proprio tempo inventandosi una vita diversa, e questa invenzione è nata dallo spirito del gioco. Tutto inizia quando ti metti in gioco.
Quando ti prendi il tuo tempo.
Oggi intorno a Alcatraz vivono un centinaio di “immigrati dalle città”.
Tra questi i figli di papà come me sono ben pochi. Gli altri facevano i postini, gli operai, gli impiegati. Vivono facendo i mercati, le fiere del baratto, gli artigiani, i massaggiatori, i contadini. Si sono inventati professioni come il Consulente Internet/Pc a domicilio per famiglie. Oppure vendono e comprano qualcosa in rete.
In Italia sono alcune decine di migliaia le persone che oggi si sono costruite una vita diversa sulle colline. Ci sono comunità, ecovillaggi, cooperative, gruppi di amici. Esiste un’economia diversa. Non più ricca ma che ti permette una qualità cento volte superiore. Niente ingorghi, flessibilità degli orari e la possibilità di restare a letto se proprio non hai voglia di alzarti.
E aria pura e le more biologiche che ti raccogli da solo e che sono ovunque.
Difficile, certo molto difficile.
Ma non perché sia difficile in sé, mancano i pre-pre-requisiti.
Vorrei portare il mio esempio: da 15 anni cerco persone che collaborino a fare libri.
E sono uno che i libri li fa veramente e a volte vendono pure uno sfracello. Credo di essere un professionista e se non altro lavorare tre mesi con me vale come esperienza. Inoltre, ora che è possibile, propongo di lavorare via internet. E non chiedo di lavorare gratis: i soldi che escono si dividono. Ho portato questa proposta a tutti i corsi che ho fatto per 15 anni. Su questo forum ho proposto la cosa più volte con diversi laboratori come quello sui miglioramenti dagli anni ’50 in poi. Quanti hanno preso questa possibilità?
5 persone. In tutti e 5 i casi posso dire che siamo arrivati a grandi successi. In 4 casi siamo arrivati nelle classifiche dei libri più venduti e in due casi siamo arrivati a pubblicare anche in Spagna.
Ma, Dio Santo, solo 5 persone sono saltate fuori in 15 anni.
Lo stesso dicasi per la proposta di collaborare alla Città Segreta o alla costruzione (fisica) del Giardino Incantato di Alcatraz. Due occasioni che reputo notevoli per un giovane che voglia iniziare a lavorare come creativo.
E con Atlantide tv?
Mi aspettavo la nascita di redazioni locali, gruppi che si mettessero a produrre qualche cosa. Niente. Ci arrivavano solo fondi di cassetti. Pur di collaborare proponemmo una cosa semplicissima: riprendi l’alba. Son arriviti 5 video. Di questi 2 riprendevano l’alba senza inquadrare il sole.
Allora credo che qui la questione sia basica: qui non si tratta di creare il movimento ma la cultura che sta dietro all’idea di un cambiamento e lo spirito adatto.
Sarà un lavoro lungo e duro. Almeno cerchiamo di divertirci facendolo.
Questo è il senso di questo mio nuovo modo di gestire questo blog.
Sto, finalmente, veramente giocando.
E mi piace. Godolo mi piace. Me lo giro da solo. E pure la Città Segreta. Mi sembra come quando giocavo a soldatini: la soddisfazione di averli messi tutti in posizione per poi ammirarli.
Poi certo, mi piacerebbe giocare con tantissimi. Ma sicuramente ci divertiremo anche restando in pochi come siamo ora.
Non lo dico come consolazione.
A un dibattito, recentemente, un compagno si lamentava perché dopo tante lotte e tanti anni, ci troviamo ancora in una società di merda. Vero. Ma abbiamo fatto il miglior affare che si potesse immaginare: abbiamo conosciuto persone meravigliose, abbiamo intessuto avventure, abbiamo vissuto.
La nostra lotta l’abbiamo vinta nella nostra vita. Abbiamo prodotto una vita migliore per noi.
La verità è che gli altri non hanno voluto giocare con noi, fare sesso con noi, lavorare con noi. E ci hanno perso.
Siamo la gente più interessante in questa parte della galassia. E ci bastiamo.
Questa è la grande novità storica: noi stiamo sperimentando l’essere marziani sopra un pianeta di pazzi. Ancora non siamo arrivati a dirlo chiaro.
Noi viviamo in un’altra dimensione della realtà. La nostra. Con regole e patti e anche sistemi economici. C’è chi si compra due macchine perché una sola si può rompere e resti a piedi. E c’è chi invita molte persone a mangiare a casa sua, così vive meglio. Inoltre se gli si rompe la macchina ha dieci amici disposti a prestargliela.
C’è una frase che mi gira in testa da un po’… “Voi europei avete gli orologi, noi africani abbiamo il tempo”.
Vale anche per i Ribelli Spirituali.
Sì, siamo i Ribelli Spirituali. Ma non ce lo siamo ancora detto.


L'Italia finalmente inizia a cambiare!




L'Italia finalmente inizia a cambiare!

Con alcune note sulla magia, la Città Segreta e il mondo dei Sogni.
di Jacopo Fo

Animo, sorelle e fratelli, compagne e compagni, amiche e amici! (non si sa più come chiamarsi).
Abbiamo di fronte a noi il Grande Cambiamento. Come avevamo previsto (e sperato) il governo Prodi ha iniziato a muoversi. Lentamente, in modo contraddittorio, ma si muove.
E, diciamolo, è la prima volta dopo 60 anni che si vede un vero cambiamento.
In questi mesi, attraverso decine di leggine, si è incominciato a demolire il castello dei privilegi, delle corporazioni e delle lobby.
Eliminato il massimo scoperto, i costi di chiusura e trasferimento dei mutui: milioni di euro che le banche (se la legge passa così com'è, in parlamento) smetteranno di fotterci. Puoi mantenere il tuo livello di bonus cambiando assicurazione (doppio premio per i guidatori prudenti). L'abolizione dell'atto notarile e del PRA che diminuirà costi e sbattimenti per i cittadini. Le medicine e i carburanti nei supermercati. L'abolizione degli assegni trasferibili, l'obbligo di pagare le prestazioni dei professionisti tramite assegno, la revisione degli studi fiscali di settore saranno un duro colpo per gli evasori fiscali (finalmente). La classificazione energetica obbligatoria per tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni e il recupero fiscale della metà del costo di impianti solari daranno finalmente impulso alle tecnologie ecologiche e al risparmio energetico. Una nuova legge sui pannelli solari fotovoltaici dovrebbe passare a giorni e pare proprio che sia ottima (anche grazie agli eroici lettori di Cacao che hanno aderito alle nostre petizioni, proposte insieme a www.ecquologia.it ).
La possibilità di aprire una nuova impresa in un giorno (in Italia!!!) e la liberalizzazione di molte attività commerciali farà risparmiare tempo e denaro e offrirà grandi possibilità a nuovi imprenditori.
La possibilità di intentare cause collettive offrirà ai cittadini una possibilità notevole di unirsi contro le prepotenze delle multinazionali e difendere i loro diritti (in Usa le cause collettive sono il cilicio per case farmaceutiche e automobilistiche oltre che per i produttori di tabacco, con centinaia di milioni di dollari pagati ogni anno per risarcimenti). E finalmente si può licenziare un dirigente pubblico che non fa un cazzo. E la Bossi-Fini e i lager per gli extracomunitari sono stati cancellati.
Non voglio dire che va tutto bene.
La missione in Afghanistan è ancora un'azione di guerra e non di pace (la proposta è rifinanziarla con 300 milioni di euro per la parte militare e 30 milioni di euro per gli aiuti alle popolazioni) e siamo ancora lì a reggere il moccolo a massacratori di civili, torturatori, signori della guerra e mercanti d'oppio.
La giustizia è a pezzi e ancora una vera riforma non si vede. Idem per Rai, leggi ad personam di Berlusconi, semplificazione della burocrazia, controlli sulla resa dei finanziamenti pubblici eccetera.
Ma che fossimo nella merda non è una novità. La novità è che la merda bolle.
Qualche cosa si muove.
Inoltre, abbiamo modo di agire facendo pressioni e protestando, l'abbiamo visto con la battaglia che ha bloccato una legge demente sul solare (PARE, si mormora, lo dicono anche i giornali... per quel che vale).
E vorrei aggiungere anche che tutti questi piccoli spiragli, stanno cambiando l'aria che si respira.
Sarà che c'è una piccola ripresa economica, sarà che all'estero non ti vergogni più di essere italiano, sarà che ogni tanto in tv si vede perfino qualche essere umano e un po' meno La Russa... Ma insomma... Un cincinino meglio è. Ammettiamolo.
Certo non è Zapatero. Ma neanche noi siamo spagnoli. A Barcellona la gente non se ne sta mica emotivamente ibernata come a Milano. Ma che ci volete fare? Siamo usciti traumatizzati dagli ultimi 5 anni: abbiamo visto il baratro. Ci vuole un po' per riprendersi.
E io credo che oggi, la medicina strategica sia proporre un po' più di spirito di gioco.
Sì, hai letto bene. Sono talmente  pazzo da affermare che oggi abbiamo bisogno di un'ondata emotiva basata più sul gioco e sull'arte che sui cortei. E' una logica che può disorientare ma io ci credo. Nel libro La Rivoluzione Pigra (http://www.jacopofo.com/?q=node/1531), pubblicato gratis su www.jacopofo.com mi sono dilungato a raccontare come il sindaco di Bogotà abbia ridotto del 50% il numero degli omicidi mandando in strada mille claun a regolarizzare il traffico, baciando chi si fermava col semaforo rosso. E ho citato decine di altri esempi che dimostrano che per ottenere certi spettacolari risultati possiamo solo inventarci strategie politiche basate sul gioco. Quindi, sto giocando ma lo faccio molto seriamente.
Questo discorso sono pochi a condividerlo. Anzi pochissimi. Ma qualcosa, pure su questo fronte inizia a muoversi.
Per questo stiamo portando avanti uno sforzo poderoso.
Abbiamo bisogno di musica nuova.
Per questo da 40 giorni mi rifiuto di uscire dal Mondo dei Sogni e ho proposto un incredibile percorso onirico nella Città Segreta che cresce continuamente con nuovi percorsi. E sono lieto di annunciarvi che la settimana prossima metteremo in rete il link che dalla Città Segreta ti permetterà di raggiungere GODOLO, L'ORACOLO SIMPATICO.
Avrai così a disposizione, 24 ore su 24, un saggio taoista capace leggere il tuo futuro, offrirti visioni mistiche, consigli alimentari, sessuali, filosofici e, strabiliante, perfino regalarti i "Famosi auguri di Godolo", praticamente dei talismani digitali capaci di spazzare via qualunque sfiga. Inoltre, Godolo potrà, se vuoi, consigliarti perfino su quale film comico andare a vere o fornirti una delle 150 frasi più intelligenti pronunciate da umani negli ultimi 2500 anni.
E l'idea è proprio quella di proporti (a te, non far finta di niente) di iniziare a giocare insieme. Tutta questa storia della Città Segreta è una grande macchina narrativa aperta: io spero ci sarà un effetto tipo Wikipedia, con altri che vorranno realizzare con fotomontaggi o disegni (o video, o canzoni) altri pezzi della Città Segreta. E, attenzione, credo veramente, fermamente che i Grog esistono e che stanno cercando di fermare il Grande Mutamento Spirituale. E credo anche (fermamente) che solo se li vinceremo nel Mondo dei Sogni, potremo poi fregarli nel mondo reale.
Eccoti quindi le ultime notizie sul Mondo dei Sogni e l'offensiva del Tet. E non dimenticarti che il 17 febbraio ci sarà la prima grande Orgia Telematica.
Già 10 mila vergini armene hanno aderito. Ci sarai anche tu?

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I Digeritori del Caos
di Jacopo Fo

Grossi sommovimenti nell'energia psichica che avvolge il pianeta.
Toni Lo Russo, tale quale al professore di Ghostbuster, quello succhiapassere (magro che esce da sotto la scrivania della segretaria occhialuta. E lei dice: "Professore, lei ha delle mani fantastiche!", o qualche cosa del genere). Dicevo, (scusate ma quando parlo di passera mi confondo)  Toni Lo Russo (quello che somiglia ecc, oddio sono a rischio loop!!!) insomma lui dice: "L'energia negativa sopra questo stabile dovrebbe avere grossomodo la misura di un plumcake. Ecco diciamo che questo plumcake, in questo momento, ha la misura di un autotreno col rimorchio."
Sono tentato di ripetere la battuta del professor Welkam: "E questo è bene?"
Lo evito anche perché so già che Toni Lo Russo mi risponderebbe: "No, non è bene."
Per questo ieri vi ho chiesto aiuto per mostrare al mondo l'orrore dei fregi falcemartellatosi che ricoprono la facciata del Palazzo staliniano di Mosca, oggi sede del Ministero degli Esteri (http://www.jacopofo.com/?q=node/2534) e siccome il tempo stringe, e attaccare l'estetica e l'architettura sovietica non è sufficiente, Toni, che al momento comanda le orde anarchiche che difendono l'Energia Pura dagli assalti dell'Armata Grog, ha deciso di lanciare l'Offensiva del Tet.
E già i primi manipoli si stanno muovendo.
Cinzia Ravaglia (http://www.cinziaravaglia.com) è riuscita a mobilitare un gruppo di Pinguini che hanno Marciato per Forlì in assetto concettuale (vedi il video su http://video.google.it/videoplay?docid=-4159781504997398391&q=Penguin+Way)
E io sono riuscito a materializzarmi, direttamente dal Mondo dei Sogni nel Mondo Che Non Dorme, sotto forma di Coniglio Bianco. Due azioni evidentemente epocali! L'uso di forme animali non è casuale, dobbiamo fare sbarramento utilizzando gli archetipi dei Geni della Natura, per risvegliare l'emozione sopita di questa Bella Addormentata planetaria. Intanto su http://www.jacopofo.com/?q=node/2278 i nostri fratelli del Movimento Abbracci Gratis continuano la loro eroica azione di contenimento della disperazione e diffusione della gioia. Ah... Dimenticavo: Toni mi ha consegnato un messaggio per voi. Eccolo:

A tutte le donne impavide
A tutti gli uomini di buona volontà
Correte ai trucchi, armate i lazzi
I Grog vogliono fermare
la Grande Mutazione Culturale imminente.
Solo una bordata poderosa di azioni emotivamente destabilizzanti può darci l'energia necessaria per passare il valico innevato.
Il Nuovo Movimento Artistico sta connettendo migliaia di nuclei di sensibilità poetica. Una Wikipedia della fantasia muove i suoi primi passi.
Connettiti. Inventa il tuo gioco. Contamina. Riproduci. Linka. Lancia la tua provocazione onirica.
I bambini hanno ragione: gli adulti sembrano molto tristi e non giocano mai.
Ascolta i bambini.
Inizia a giocare.
Fa bene qui e fa bene lì.
E ti profuma la pipì.


Il mio capodanno


Ciao sono Nora
Il mio capodanno è iniziato così: due meravigliosi amici di Torino (Chiara e Fabrizio) mi hanno portato il gagliardetto della juve autografato da Del Piero (addirittura con dedica personale!!!!) per cui potete immaginare come può essere proseguito. E' stato uno dei capodanno più belli della mia vita!!
Voglio, ringraziare Laura, Elisabetta, Fabio, Giordana, Carlo prima di tutti! Uno "staff di animazione" così spumeggiante non c'era mai stato qui ad Alcatraz! grazie a loro siamo riusciti a realizzare tutti i desideri di tutti. E anche di più, le risate sono state tante, improvvise, inattese e vitali. Per me le prime tre hanno aspettato l'alba facendo finta che l'avrebbero fatto comunque (e questo l'ho capito! ) Grazie! Ragazzi, "Tu scendi dalle stelle rap" è da incidere e non dico altro!
Poi Annamaria, dolce, occhi azzurri che ha sempre parole e gesti gentili per me (e non solo) e che ha regalato a Jaele il suo pullover rosa (jaele ha ringraziato ben sette volte quando gliel'ho consegnato).
Gabriella dalla Sardegna... la tua serenità riempie l'animo!
Le tre Sbradabaz che hanno lavato i piatti di oltre novanta persone sia a pranzo che a cena, mantenendo sempre il sorriso sulle labbra e regalandoci anche tanti momenti di coccole e simpatia e poi ci hanno dato la possibilità di partecipare alla processione di Sant'Eusebio... vuoi mettere?!?!?
Bruna, che alle otto del Primo dell'anno mi ha aiutata nel pulire le scale di alcatraz invase da bicchieri, petardi, mozziconi e quant'altro e anche per le sue splendide gonnelline di raso.
Jyoti col suo entusiasmo contagioso e trascinante come la samba più bella. Ombretta la più massaggiata dagli italiani. Michele che ogni volta che torna mi dice quanto gli piace e che ha sempre tanta pazienza con la nostra voglia di correre e di saltare. Annamaria e Serena per le parole dolci nei miei confronti e la voglia di godersela tutta.
Angelica e Giuseppe che con la meravigliosa Annalù hanno fatto di tutto pur di esserci. Sono stata contenta anche se purtroppo non sono riuscita a parlarci che un pò.Troppo poco!
Cinzia con la sua voglia di raccontarsi per poi farci capire che nonostante tutto ma dico proprio tutto si può diventare "Grandi" nella vita!!!! e Cinzia, tu.. sei grande e non solo quando balli la danza del ventre, fai il pinguino, armonizzi i corpi, fai giocare, canti, suoni la fisarmonica (ma quante cazzo ne fai?!?!?!? :-)) ma soprattutto quando siedi al bar e ci parli di te (ovviamente tra un rutto e un'altro)!
Piera e Paola che non mancano all'appello mai, perchè sanno che fanno la differenza! E poi erano sicuramente le più rosa di tutte!
Katia e Nicoula simpaticissimi e affettuosi.
Non me ne voglia a male nessuno se ho dimenticato di citarli personalmente ma ovvio che adesso ho una confusione in testa che prima che mi ritorni in mente tutto passeranno mesi. Sto ancora elaborando l'estate trascorsa figuriamoci!
E poi tutti. Ma proprio tutti.. vecchi e nuovi amici, belli, simpatici...
Lo so che starete pensando che io dico ogni volta così, ma... è così!!!!! io sono strafelice di incontrare, di sapere che esistono sempre più persone che amano divertirsi e coccolarsi. E poi chi mi ha conosciuto credo possa testimoniare che non lo faccio per plagio.
Ogni volta per me è come mi innamorassi! Sono pazza di voi. Infatti mi mancano le parole per descrivere. Sono senza voce, stanca come un contadino polacco e ho la cervicale che mi ricorda che tra qualche anno dovrò abdicare le attività dei giochi a mia figlia. Sapete, io ho 37 anni e.... ogni volta, sempre di più, che devo portarvi a braccio sul tapirulan di mani come le rockstar avverto il tempo che passa :-)))
ma ho il cuore stracolmo di gioia e voglio vivermela perchè è così che so fare e poi eravamo veramente quasi tutti vestiti di rosa e di azzurro e poi allegri e poi canterini e poi dolci per cui.... se po fà! Funzionaaaaa
Vi voglio bene.
Credo e spero che qualcuno approfitterà del Guest book per parlare della propria esperienza capodalizzia su : http://www.jacopofo.com/?q=node/1903#comment
Ma intanto finisco col raccontarvi il desiderio che ho chiesto per me nel "gioco dei desideri" che abbiamo organizzato. Il gioco inanzitutto funziona così: ognuno chiede un desiderio realizzabile entro la settimana che si soggiorna ad Alcatraz. Niente sesso o soldi ovviamente ma canzoni, balli, poesie, massaggi, colazioni, bagni profumati... processioni ... Insomma cose fattibili.
Ogni desiderio viene consegnato a qualcun'altro che fa in modo che si realizzi.
Bene! Io ho chiesto che tutti gli uomini presenti imitassero la camminata di Richard Gere in American Gigolò. (le donne che leggono sicuramente sanno di cosa parlo!). Io già me la ridevo pensando a questa sfilatona di imitatori improbabili ma invece... Mi hanno fatto sedere e difronte a me hanno sfilato due bambini di nove e sette anni che giacca in spalla mi si sono avvicinati e poi hanno proseguito alle mie spalle. Poi non ho visto più nessuno quando all'improvviso alla mia sinistra è sbucato un meraviglioso simil- Richard che mi ha preso in braccio e tra una folla di donne che battevano le mani e mi urlavano :...Brava così si fa... Brava Paulette... mi ha fatto vivere un emozione grandissima. Ebbene sì! ricordate Ufficiale e gentiluomo? Quando lui arriva in fabbrica e la solleva? Non vi dico i pianti (Luigia sei tanto sensibile e dolce!) Il tutto mentre un ospite (biologicamente munito di microfono interno) con la sua tastiera (apparsa magicamente all'improvviso nel salone dove si mangia) ha suonato proprio quella canzone lì! Na na na na na na na na naaa...na na na... na na.......
Insomma basta... sappiate che già sto elaborando spremendo le poche cellule celebrali ancora sveglie e a breve preparerò il "weekend dei desideri", intanto pensate a cosa possa piacervi desiderare e realizzare.
Approfitto per ringraziare Cristian (Richard) ma sopratutto abbraccio di cuore la sua fidanzata Emy (strafiga!) col suo sorriso sincero ed emozionante .... dolce cancerina, le tue lacrime improvvise, inspiegabili, tanto simili a quelle della mia bambina, mi hanno aperto il cuore e dato la possibilità di ricordare che la sensibilità di ognuno va rispettata e questo per una chiacchierona come me è bene tenerlo in mente. Ti voglio bene!
Bravo chi è arrivato fin qui a leggere. ve chiero amici e mi raccomando l'anno prossimo pare che ritorni il capodanno, per cui chi non ci è stato e gli è venuta voglia si prepari, abbiamo desiderio di esaltarci (se mai si può) anche più di quest'anno! E poi abbiamo già il tema per vestirsi: Mille righe, così Stellina magari ci viene :-))))!
Bacioni Nora e buon 2007 anche da Jacopo
Un mega tunnel di coccole a tutti e mandatemi le foto!
Per ultimo ma sicuramente è il ringraziamento più grande: ringrazio Jacopo che mi ama come nessuno mi ha mai amato e che racconta di me e dei nostri "fatti" alle persone, durante il corso così che poi tutti mi guardano strano :-))). Ti amo dolce amore e sei il più grande di tutti. Grazie ancora e sempre per aver creato tutto ciò!!!!!!!

In alto uno scorcio della processione di Sant'Eusebio, dedicato alle Sbradabaz-sarchiapone-minolle-eusebiose- lavapiattigrandi-boscaiole-pittrici-ecchissàcos'altro!


Con www.angese.it ti regaliamo Il Muro della Vendetta. Racconta qui i torti che hai subito! Inizia il 2007 con più leggerezza.

Hai qualcuno che ti sta sullo stomaco?
La premiata confraternita Angese-Jacopo ti mette a disposizione due blog per sfogarti! Usa lo spazio dei commenti a questo articolo per portare il tuo contributo alla descrizione delle metodologie dei malvagi. Racconta la tua versione dei fatti per filo e per segno e senti come, scrivendo, ti senti già meglio.
Raccontare le ingiustizie subite fa bene.
Approfittane. Fai nomi e cognomi. Racconta chi ti ha fatto male. La vendetta è un sentimento negativo ma, un minimo di vendetta, fa bene al cuore. Affronta il 2007 con più leggerezza.
E' un servizio sociale "Meglio sfogarsi che Farsi Venire le Emorroidi".
Clicca qui per vedere l'altro Muro della vendetta! (sul blog www.angese.it).

E tanto per dar inizio alle danze comincio io a raccontarmi la mia lagnanza contro Mario Giordano.

ATTENZIONE:
NON E' CONSENTITO DALLA LEGGE ITALIANA INSULTARE LE PERSONE. OGNUNO E' RESPONSABILE PENALMENTE DELLE PROPRIE AFFERMAZIONI. ATTIENITI ALLA TUA VERSIONE DEI FATTI. DIRE LADRO A UN LADRO E' DIFFAMAZIONE. (ASSURDO MA E' COSI'). TUTTI I CONTRIBUTI CHE NON RISPETTANO QUESTE REGOLE VERRANNO CENSURATI.

Mario Giordano usa l’insinuazione per accusarmi di evasione fiscale.

Nonostante si dia le arie da grande professionista super documentato Giordano e un giornalista che non si documenta e racconta palle colossali.
E lo fa in modo pusillanime. Infatti nel suo libro (“Siamo fritti”) fa capire che sono un evasore furbetto ma, ben conoscendo gli artefizi del nostro codice penale, lo fa evitando che lo possa portare in tribunale. Non afferma esplicitamente ma allittera, giustappone, evoca. Questo mi hanno spiegato gli avvocati ai quali mi sono rivolto. Ecco il pezzo dove questo essere, teoricamente dotato di anima, sfoga il suo livore fetente:
“… ha calcolato la Confcommercio ogni anno l’evasione fiscale degli agriturismo è pari a 180 milioni di euro. Va tutto bene così. Sapete quanto sono 180 milioni di euro? Uno sull’altro una colonna che va da Milano a Perugia. Nessuno interviene, il Parlamento chiude un occhio e il fisco abbozza. Sono tutti contenti, e allora avanti: perché non aprite un agriturismo?
Il piccolo Fo, Jacopo figlio di Dario, l’ha fatto. Potevamo dubitarne?
Come tutti gli alternativi Doc, critica il governo, il sistema, il potere, l’ordine costituito, ma se c’è una legge da sfruttare, ci salta sopra a piè pari. Contestatori sì, ma sempre a spese dello Stato.”

L’abilità infingarda è stata di non scrivere chiaramente: Jacopo Fo è un evasore fiscale. Giordano immoralmente dice: gli agriturismi evadono nella maggioranza dei casi le tasse. (punto) Jacopo Fo ha aperto un agriturismo.
Capite la bastardata vigliacca. Piccole astuzie di giornalista che non ha mai avuto il fegato di rischiare un capello.
Abbi il coraggio di dire che io evado le tasse e ti porto in tribunale e ti pelo il culo!
Sarebbe una causa stravinta.
A partire dal fatto che Alcatraz NON è un agriturismo ma un’associazione che ha un’identità fiscale tale e quale una normale azienda, senza nessuno sconto. Facciamo la dichiarazione e paghiamo le tasse come qualunque Srl. Nessuno sconto neanche sui contributi!!!
E abbiamo subito svariati controlli della Finanza, dell’Imps, ecc.
Ma se questo Signore dell’Informazione corretta si fosse degnato di fare un minimo di inchiesta avrebbe anche scoperto che io da Alcatraz non ho mai guadagnato una lira, anzi ho speso per tenerla aperta e sono 26 anni che lavoro gratis.
Soltanto un individuo roso dall’odio ideologico può poi dimenticarsi quanto denaro abbiamo utilizzato per iniziative solidali. Altro che evasione fiscale!
Che vergogna! Che bassezza.
Ma non soddisfatto Giordano mi lancia addosso un’altra palata di palta ritirando fuori la storia degli abusi edilizi ad Alcatraz. Come ho già raccontato mille volte (ma la calunnia è un venticello…) abbiamo sempre dovuto affrontare un’opposizione frontale all’esistenza di Alcatraz, ci hanno negato permessi ai quali avevamo diritto, hanno imbastito cause penali per scempio ambientale per bloccarci. Cause che abbiamo vinto perché il fatto non sussisteva!
L’unica colpa è stata quella di costruire un paio di tettoie e mettere 11 bungalow di legno senza i quali non potevamo lavorare (il tutto per un totale di circa 300 metri quadrati ai quali avevamo peraltro diritto).
E per questi bungalow ho chiesto il condono. E lo rifarei visto che era solo follia burocratica impedirci di costruirli.
La scelta era tra poter svolgere le attività sociali di Alcatraz e non svolgerle. E peraltro si tratta di eventi che risalgono a 20 anni fa. Inoltre questi “abusi” sono stati compiuti mentre contemporaneamente acquistavamo 3 milioni di metri quadrati di boschi per impedirne l’abbattimento e piantavamo a alberi in altri trecentocinquantamila metri quadrati di terreni abbandonati.
Ultima stoccata di Giordano, astro della morale e della correttezza, concludere dicendo che, oltre a essere un agriturista evasivo che fa i condoni, ho pure la sfacciataggine di fare il consulente ecologico per il comune di Padova. Ma non dice che il nostro progetto sta facendo risparmiare milioni di euro al comune ed è stato premiato per i criteri di efficienza e innovazione. Sento in questo Giordano un essere senza percezioni evolute dell’esistenza!
Vivi la tua vita pitocca e insultami. Non te lo posso impedire.
Mediterò sul perché Dio abbia deciso la tua esistenza. E forse, se mi impegnerò a percepire la gratitudine che provo di fronte ai tramonti, potrò comprendere anche la tua esistenza.


Signor Papa, ma quanta responsabilità ha la Chiesa nella diffusa mancanza di senso del sacro della vita?


Signor Papa, che fa?
Ancora lei accusa altri di immoralità, se la prende con gli omosessuali, con chi soffre tanto da non poter più vivere, con chi cerca di avere figli con l’inseminazione artificiale. E strepita contro il decadimento dei costumi, la perdita del senso del sacro del Natale.
E io mi pongo due domande.
1: chi le dà il diritto di dire come debbano vivere gli altri?
2: di chi è la colpa del decadimento dei costumi?
Lei dice che il diritto di stabilire ciò che è giusto glie l’ha dato Gesù direttamente affidando a San Pietro il compito di edificare la Chiesa del Signore.
Ora ci sono due cose che stanno sotto gli occhi del mondo: la Chiesa stessa ha ammesso che i Papi per secoli si sono macchiati di grandi crimini: hanno condotto guerre di conquista, bruciato decine di migliaia di supposti eretici e supposte streghe. Hanno incarcerato persone usando come prova della loro colpevolezza l’accusa di essere stati visti in sogno da qualcuno danzare col Demonio (li chiamavano Beneandanti).
E ci sono stati Papi che hanno venduto il perdono per gli assassini, pagavi ed eri perdonato prima ancora di commettere l’omicidio. Sono stati i frati Francescani a dare inizio alla tratta degli schiavi costata decine di milioni di morti. Sono stati i Papi a benedire lo sterminio di decine di milioni di nativi americani e tutti gli sterminii di 5 secoli di colonialismo. E cosa dire della persecuzione degli ebrei durata secoli e tollerata a volte, a volte incoraggiata dalla chiesa? E cosa dire di secoli di stupri e di ruberie, della complicità imperitura con ogni despota assassino, della benedizione dei colpi di stato, delle torture…
Insomma, se una cosa è certa è che l’infallibilità dei Papi è un’assurdità.
Ora si dice che i papi possono errare sulle questioni materiali, politiche ma che la loro parola è infallibile sulle questioni spirituali.
Fu spiritualmente corretto vietare la traduzione dei Vangeli e la loro lettura ai laici fino al 1800?
Fu spiritualmente corretto far mercato delle cariche religiose, delle indulgenze, costringere alla conversione ebrei e indios?
In realtà, signor Papa, è sotto gli occhi del mondo che i Papi commisero ogni sorta di crimini e di errori dottrinali. Tant’è che via via molti si staccarono dalla Chiesa di Roma formando chiese meno impudenti. I protestanti di Martin Lutero, i Calvinisti, i Valdesi…
Le scelte attuali della Chiesa di Roma discendono non dalle parole di Gesù ma dalle scelte dottrinali di quei Papi dei quali la Chiesa ha recentemente riconosciuto le colpe.
La concezione della parola di Gesù che la porta oggi ad essere così severo e poco tollerante, tanto da accettare che il povero Welby, non abbia un funerale in chiesa, non discende dai Vangeli. Discende dalle decisioni di uomini che avevano le mani sporche di sangue.
Nei Vangeli c’è scritto ben poco di quello che la Chiesa considera dogma religioso e di quel che viene insegnato a Catechismo.
Gesù non nacque nell’anno zero ma qualche tempo prima, non nacque il 25 dicembre, non fu crocefisso a 33 anni.
Da nessuna parte nei Vangeli si dice che Maria fosse vergine fino alla nascita di Gesù, non si parla di Sacramenti, non si nomina né il Limbo né il Purgatorio e gli accenni all’Inferno sono molto vaghi e discutibili. Non si nominano chiese e cattedrali e anzi Gesù invita a non pregare in pubblico. Non si parla di sacerdozio né tanto meno di celibato dei preti (che fu stabilito solo intorno all’anno mille ma che fino al 1600 si poteva evitare comprando un’indulgenza).
Non si parla del diritto della Chiesa a possedimenti materiali o a possedere banche (Gesù scacciò i mercanti dal Tempio). Non si parla di divieti sessuali: Gesù difese due donne condannate alla lapidazione per la loro condotta sessualmente immorale. Gesù le salva dicendo: perdonatele perché hanno peccato per troppo amore, stabilendo in questo modo l’assoluzione a priori delle trasgressioni amorose.
La dottrina della Chiesa è in realtà molto lontana dalla parola di Gesù. Per questo i Papi hanno vietato per più di un millennio la conoscenza diretta dei Vangeli e hanno torturato e ucciso chi cercava una pratica religiosa più vicina alla parola di Gesù: i Patarini, i Catari, Dolciniani. Sono morti perché volevano seguire i Vangeli. Rinchiusero in una cella immobilizzato, per anni Jacopo da Todi per la sua fede in Gesù. Quando fu liberato le sue ginocchia erano calcificate e non potè più camminare. Con Lutero non ci riuscirono.
E quel che vedo, signor Papa è che ancora la Chiesa di Roma è restata a difendere posizioni autoritarie. Ancora vediamo l’amicizia con i dittatori sanguinari, banche e grandi interessi economici.
Per fortuna non bruciate più nessuno sul rogo ma quando qualcuno parla in modo irritante le leve economiche e politiche vengono spinte in modo tale da colpirlo violentemente.
Ancora oggi la chiesa usa del suo potere terreno per condurre guerre contro gli eretici. Mi creda, caro Papa, gliene potrei raccontare parecchie subite personalmente.
E allora mi sembra che qui ci siano parecchi problemi inerenti alla fede.

E direi che lei, che mi dicono essere un fine filosofo, non può non notare che il seme della decadenza morale ha le proprie radici proprio nell’alveo della Chiesa di Roma, madre della cultura europea.
Quindi caro Papa, non possiamo non annoverare tra le cause storiche che hanno portato alla perdita del senso del sacro e alla mercificazione della vita il cattolicesimo stesso. Da questo punto di vista le religioni primitive hanno dimostrato un’indiscutibile superiorità morale.
Ora, santità, io e lei abbiamo una cosa in comune. Entrambi crediamo che solo da una rinascita del senso del sacro possa scaturire qualche cosa di buono.
Ora, se lei ritira i suoi scherani, e mi permette di lavorare, potremmo combinare qualche cosa di buono insieme.
Dall’alto della sua profonda conoscenza di grandi e indiscussi cristiani come San Tommaso potrà certamente convenire che Dio è mistero e che qualunque tentativo di definire questo mistero è una riduzione dell’immensa imponderabilità del segreto dell’esistenza del mondo.
Quindi, che ci mporta se Maria era Vergine o no? Converrà che non è quello il centro del problema.
E che ci importa se il matrimonio dei gay viene riconosciuto?
La questione è trovare il modo di raccontare la magia del mondo. Regalare agli altri la nostra sensazione di stupore di fronte al fatto di essere vivi.
La gratitudine che l’essere coscienti di vivere sprigiona. E l’amore!
Ma servono grandi gesti, oggi, per comunicare questa gioia (intermittente) assurda e impossibile di fronte alla sfida della vita.
Ecco, vorrei dire, lei, tutto inamidato, che appare al balcone e lancia anatemi, non mi sembra proprio il massimo dal punto di vista del marketing dello stupore della sensazione della comunione con il sacro.
E’ un modo un po’ retrò…
La vedrei più francescano, essenziale ma dinamico… Comunque non discuto.
Ma diamoci da fare veramente: ci sono milioni di possessori di cellulari da evangelizzare. Gli parli veramente di Gesù laddove dice che un’ora passata a giocare con i propri figli vale molto di più di un’auto nuova. Una sola ora. Suppongo che lei sia d’accordo sul concetto. Lo so che Gesù non lo ha detto con queste parole. Però ha detto: lasciate che i bambini vengano a me e qualche cosa a proposito dei semplici che erediteranno la terra. Bisogna giocare con i bambini. Perché avvicina al senso del sacro.
Lei che può faccia una postilla ai Vangeli. Oppure perché non si fa riprendere mentre gioca per un paio d’ore con un gruppo di bambini? Proprio giocare.
Sarebbe un’immagine potente pensi ai titoloni sui giornali: “Anche il Papa ha bisogno della spiritualità dei bambini.” Portentoso!!!
Un’immagine così potrebbe fare muro contro la decadenza dei costumi!!!
Che poi, decadenza… smettiamola di parlare di decadenza. Nonostante tutto negli ultimi duemila anni c’è stato un continuo miglioramento morale.
Anche nell’ambito dei Papi.
Sono solo 150 anni che i Papi hanno smesso di essere dittatori sanguinari.
E oggi la gente si indigna di fronte ai crimini e alle ingiustizie.
Solo 50 anni fa non esistevano quasi i volontari della solidarietà che oggi in tutto il mondo sono decine di milioni.
E fino a 50 anni fa picchiare le mogli e i figli era un diritto sancito dalla chiesa e dallo stato. Oggi è un crimine.
E vogliamo parlare di alfabetizzazione, di cultura, di qualità della fede?
Le cose vanno meglio. E questo succede proprio perché esiste una potente forza positiva che muove la storia umana verso una continua, difficile, lenta e contraddittoria crescita mentale e spirituale.
Dobbiamo affermare questo. Dobbiamo sostenerlo. Dobbiamo farlo sapere.
Basta con questo vezzo apocalittico. E’ possibile avere fede in un mondo migliore.
Dio ci vuole veramente bene!

Per approfondire vedi: Papi all'inferno... Qui il prezzario delle indulgenze.


Se Dio esiste tutti i Papi sono finiti all'Inferno!

La Chiesa Cattolica e' colpevole di una colpa immensa davanti a Dio. Si e' arrogata il diritto di stabilire che i ricchi devono seguire dei comandamenti diversi da quelli che Dio impone a tutti gli altri esseri umani.
Infatti, e' una balla grande come San Pietro il fatto che il Papa sia contro il divorzio e il riconoscimento delle convivenze. E' contro il divorzio e la convivenza solo se sei un cittadino comune...
Fa veramente pena sentire questi cattolici reazionari che strepitano contro la dissoluzione della famiglia.
La Chiesa ha fatto per decenni fuoco e fiamme contro il divorzio e ancora ci sono preti orribili che si rifiutano di dare i Sacramenti ai divorziati. Ma solo ai divorziati poveri. Da sempre, se hai abbastanza soldi puoi annullare il tuo matrimonio semplicemente pagando. E' una cosa vergognosa! Ho avuto occasione di seguire uno di questi divorzi benedetti dal Santo Padre. Un imbroglio totale!!!
Basta pagare profumatamente un avvocato della Curia e assumersi le spese (onerosissime) del processo e ti trovi ad annullare il matrimonio piu' alla svelta che facendo le pratiche del divorzio di Stato.
Con centomila euro puoi annullare il Sacramento del matrimonio dicendo stronzate mai viste, tipo: "Quando mi sono sposato non ero veramente convinto dell'indissolubilita' del matrimonio.". Questa semplice dichiarazione fa si' che i preti possano dire che il Sacramento non e' stato effettivamente suggellato perche' Dio, che e' onnisciente, vedeva benissimo che il soggetto non era abbastanza maturo per ricevere il suddetto Sacramento, quindi non ha posto la sua mano su quella del sacerdote officiante, quindi non c'e' stato vero Sacramento, quindi il Tribunale Ecclesiastico non puo' far altro che certificare la volonta' di Dio e dichiarare la non validita' del matrimonio.
Non so se ci si rende conto!
Basta dire quattro stronzate (e pagare i centomila euro) e diventi scapolo (o nubile) con la benedizione della Chiesa.
Se poi parliamo di riconoscimento delle convivenze di fatto (Pacs) ci troviamo di fronte all'assurdo che la Chiesa si incavola all'idea che tutti possano avere accesso a questo diritto ma non ho mai sentito una sola parola, un solo sussurro di protesta di fronte al fatto che il riconoscimento delle coppie non ufficiali esiste da decenni per tutti i parlamentari della Repubblica Italiana. La storia e' assurda: attualmente un onorevole su 4 vede equiparato a legittimo consorte il proprio convivente. E non mi stupirei se si scoprisse che alcuni onorevoli abbiano indicato come avente diritto alla pensione del senatore (se defunto), alla continuazione di un contratto di affitto o alla possibilita' di assistenza in ospedale, una persona del proprio stesso sesso...
E che dire della posizione della Chiesa sulla castita' e l'omosessualita'? Bisogna essere casti e eterosessuali solo se si fa parte della massa. Se sei un prete e' diverso! Fino ad oggi la Chiesa ha sempre coperto e protetto i prelati che non perdevano occasioni per sfogare la propria libido! Quando mai un prete e' stato cacciato perche' si dava da fare con uomini o donne? Al massimo, lo si trasferiva altrove, di modo che potesse cacciare tette abbondanti e giovani robusti in altri territori. E anche rispetto alle perversioni sessuali la Chiesa ha sempre usato due pesi. Non solo nei secoli passati ma anche ai giorni nostri i preti pedofili e i frati stupratori sono stati protetti e se scoperti trasferiti altrove permettendo loro di continuare le violenze in luoghi dove la loro follia non era ancora nota. Ci sono stati centinaia di processi contro preti maniaci sessuali, mai, neppure uno di questi processi e' partito da una denuncia proveniente dalla Curia. Questa evidenza, da sola, dimostra il perdurare della protezione ai preti maniaci sessuali.
Quando la Chiesa attivera' un ufficio che si occupi di indagare sui crimini sessuali commessi da religiosi e quando vedremo dei preti andare a denunciare alla magistratura i sacerdoti colpevoli di stupro allora potremo credere che qualche cosa stia cambiando.
Che schifo!!!!
Che disonesta'!
Che vergogna!
Papa Wojtila ha chiesto perdono per le violenze millenarie della Chiesa.
Ma le sue dichiarazioni furono simili a quelle della Nike quando ammise lo sfruttamento dei bambini solo per tacitare le contestazioni mentre non aveva nessuna intenzione di affrontare un vero cambiamento.
La Chiesa e' da sempre il piu' grande ricettacolo del Demonio.
E non a caso fino al 1700 i Papi vietavano la lettura del Vangelo ai non ecclesiastici (giuro!). Perfino la traduzione dal latino era vietata. Non volevano che si leggesse laddove Gesu' disse: "fuori i mercanti dal Tempio!!" E laddove impose che i credenti NON pregassero in pubblico. Si temeva poi che il popolo, leggendo le parole dei Quattro Evangelisti scoprisse che Gesu' non aveva mai detto che voleva l'esistenza di preti e di una gerarchia religiosa.
E per capire da dove viene l'ipocrisia blasfema del clero puo' essere utile oggi leggere il testo originale che stabiliva i prezzi delle INDULGENZE. Cioe' si poteva pagare per espiare un peccato. Incredibile l'idea di pagare denaro per andare in Paradiso, e allucinante la scala di valori che venne usata per stabilire il costo del perdono a seconda dei peccati commessi. Stuprare un bambino era considerato un reato minore (!!!!), costava molto di piu' diventare prete essendo ciechi da un occhio. Lo so che e' assurdo ma questo aveva stabilito il Papa. Non voleva preti guerci a meno che non fossero disposti a pagarlo profumatamente. Stuprare una donna era considerata una colpa solo leggermente piu' grave dello stupro di un bambino. Uccidere era molto piu' grave ma ce la si cavava con una spesa ragionevole. Quel che costava una vera fortuna era ottenere il perdono dopo aver ammazzato un vescovo. Ed e' da notare che si poteva persino pagare in anticipo per ottenere il perdono preventivo per uno o piu' ammazzamenti. Fu questo testo che fece incazzare Martin Lutero e provoco' la nascita del movimento Protestante. Gente che ha una tanticchia di rispetto in piu' per la Parola di Dio. I preti protestanti si sposano, fanno sesso e ovviamente sono molto meno impestati da pedofili e stupratori.

Caro Papa, cari Vescovi, Arcivescovi e Cardinali, inginocchiatevi e chiedete perdono a Dio. Se e' misericordioso come dite forse vi perdonera'. Ma dovete inginocchiarvi. SUBITO!!!

P.S.
Riportiamo qui di seguito il testo della Taxa Camarae, un elenco delle indulgenze previste per i vari peccati, con relativo tariffario:

1. L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sara' assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.
2. Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto dal peccato contro natura o di bestialita', dovra' pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, paghera' solamente 131 libbre, 15 soldi.
3. Il sacerdote che deflorasse una vergine, paghera' 2 libbre, 8 soldi.
4. La religiosa che ambisse la dignita' di abbadessa dopo essersi data a uno o piu' uomini simultaneamente o successivamente, all'interno o fuori del convento, paghera' 131 libbre, 15 soldi.
5. I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo
6. Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costera' 27 libbre, 1 soldo. Per gli incesti si aggiungera' a coscienza 4 libbre.
7. La donna adultera che chieda l'assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie dispense per proseguire i propri rapporti illeciti, paghera' al Papa 87 libbre, 3 soldi. In un caso analogo, il marito paghera' uguale somma; se avessero commesso incesto con i propri figli aggiungeranno a coscienza 6 libbre.
8. L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio, costera' ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.
9. L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari.
10. Se l'assassino avesse dato la morte a due o piu' uomini in uno stesso giorno, paghera' come se ne avesse assassinato uno solo.
11. Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, paghera' alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, paghera' 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con un'altra, paghera', inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di 2 libbre a testa.
12. Chi affogasse suo figlio, paghera' 17 libbre, 15 soldi (ossia 2 libbre in piu' che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione.
13. La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15 soldi ognuno. Colui che facilitasse l'aborto di una creatura che non fosse suo figlio, paghera' 1 libbra di meno.
14. Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si paghera' 17 libbre, 5 soldi.
15. Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, paghera' 131 libbre, 14 soldi, 6 denari.
16. Se l'assassino avesse dato morte a piu' sacerdoti in varie occasioni, paghera' 137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e la meta' per quelle successive.
17. Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o per necessita', paghera', per raggiungere l'assoluzione, 179 libbre, 14 soldi.
18. Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, paghera' 168 libbre, 15 soldi.
19. L'eretico che si convertisse, paghera' per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potra' essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari.
20. L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall'essere processato dai creditori, consegnera' al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sara' perdonato il debito.
21. Sara' concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sara' concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.
22. Il delitto di contrabbando e frode ai diritti dei principe costera' 87 libbre, 3 denari.
23. La citta' che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di mangiare carne e latticini in epoche in cui e' proibito, paghera' 781 libbre, 10 soldi.
24. Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta, paghera' 146 libbre, 5 soldi.
25. Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnera' al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.
26. L'apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, paghera' uguale quantita' per l'assoluzione.
27. Uguale quantita' pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in abiti da laico.
28. Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre, paghera' 27 libbre, 1 soldo.
29. Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, paghera' 15 libbre, 18 soldi, 6 denari.
30. Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, paghera' al tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo.
31. I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre e 2 soldi.
32. Uguale somma paghera' il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio dell'occhio sinistro paghera' al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.
33. Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantita' di 310 libbre, 15 soldi.
34. Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s'indirizzera' ai tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.
35. Colui che per avere mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni tipo d'infamia, paghera' al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnera' 3 libbre per ognuno di coloro che erano stati garantiti.

P.P. S
Se vuoi approfondire il tema vedi il primo capitolo di "Gesu' amava le donne", tutto quello che non ti hanno detto sui Vangeli (clicca qui per leggere il primo capitolo) e "Il libro nero del cristianesimo" (clicca qui per leggere il primo capitolo).

Per approfondire vedi: Signor Papa, ma quanta responsabilità ha la Chiesa nella diffusa mancanza di senso del sacro della vita?


AAA Progetto autoimpresa rivoluzionaria offresi. (Parte prima, imprese commerciali)

Due righe di preambolo per evitare malintesi.
Oggi vi propongo alcune idee. Di quelle semplici che ti permettono di cambiare il mondo. Quantomeno il tuo.
Da 25 anni Alcatraz offre progetti rivoluzionari chiavi in mano.
Siamo quello che gli economisti di grido chiamano un incubatore di nuove idee e nuove imprese. Quindi attenzione: siamo bravi a costruire progetti non a realizzarli. Ma lo scopo di questo ponderoso documento non sta solo nelle proposte concrete che contiene ma nel fatto che l’insieme delle proposte avanzate, se fossero realizzate, disegnerebbero uno scenario per il Movimento ecopacifista estremamente più evoluto.
Ho pensato cioè di riassumere le mie riflessioni sulle esigenze del Movimento traducendole in progetti concreti. Credo che sia un modo più corretto di avanzare una proposta perché la mostra già calata in una realtà.

La prima parte di questo documento è dedicata alle imprese rivoluzionarie professionali (proposte rivolte a persone che vogliono inventarsi un lavoro che sia contemporaneamente un’azione politica).
La seconda parte è dedicata alle attività militanti (basate su lavoro non retribuito).

Indice

Parte prima azioni rivoluzionarie professionali.

Settore internet
Progetto 1
Servizio scambio banner-visibilità tra siti alternativi (con portale).

Progetto 2
Servizio informazioni di ogni tipo. Ricercatori su commissione.

Settore consociazione degli acquisti.
Progetto 3
Creare una piattaforma di contratti consociati.

Settore ecotecnologie
Progetto 4
Creare un’azienda di grandi dimensioni che offra interventi di risparmio energetico chiavi in mano (attività di connessione tra imprese e marketing).

Settore ecoimmobiliare
Progetto 5
La Città Verde

Parte seconda: attività militanti
(Questa seconda parte è pubblicata nel post successivo
post successivo.)

Progetto 6
Un nuovo modo di fare politica. Perché non possiamo più utilizzare la forma partito.

Progetto 7
Diventare Corrispondente della Libera Università di Alcatraz.
Si tratta del modo più semplice di collaborare concretamente alla Rivoluzione Culturale Planetaria (ovviamente se non pensi che siamo maniaci depressivi compulsivi e quindi potenzialmente pericolosi). (Dove si spiega anche perché mi son messo a scrivere questo progetto e quale è il mio ruolo individuale e quale è quello di Alcatraz in tutta questa storia)

Parte prima: azioni rivoluzionarie professionali.

Settore internet
Progetto 1
Servizio scambio banner-visibilità tra siti alternativi (con portale).
Questo progetto non richiede mezzi economici particolari ma un alto livello di professionismo.

Crediamo che darebbe grande impulso alla comunicazione delle nuove idee creare un portale di connessione tra i siti e i blog già esistenti in modo da offrire un punto di selezione e connessione. Una specie di piazza della cultura alternativa.
Spina dorsale del progetto è un servizio di scambio banner automatico che permetta di conteggiare il numero dei banner scambiati creando una super strada che unisca i siti alternativi.
Gli utili dell’impresa deriverebero da una tassa in banner pagata, da chi aderisce allo scambio, al portale che offre il servizio.
Attualmente è attivo www.networketico.com che raccoglie alcune migliaia di aziende, professionisti, associazioni e operatori del settore alternativo. Questo sito-database potrebbe offrire un punto di partenza.

Progetto 2
Servizio informazioni di ogni tipo. Ricercatori su commissione.
Il mondo,le associazioni, gli imprenditori, le amministrazioni, i singoli cittadini hanno bisogno di informazioni. Orientarsi è un problema sempre più strategico nel mondo moderno. In Usa esistono già agenzie che forniscono risposte. Un operatore raccoglie la domanda e la sottopone a un organismo che, settore per settore, valuta la possibilità di offrire una risposta. Se la domanda viene accettata si stabilisce un prezzo, se il cliente lo accetta ottiene la risposta in un tempo prestabilito.
Abbiamo stretti rapporti con un’azienda che da decenni fornisce consulenze legali, commerciali, notarili per architetti ecc. E abbiamo anche raccolto in questi anni contatti con specialisti di chiara fama in molti settori.
Inoltre esistono in rete enormi risorse in questa direzione alle quali però arriva solo chi è capace di muoversi agilmente.
Quello che manca è un’azienda che organizzi il tutto e gestisca i contatti.
Questo progetto prevede una certa quantità di fondi iniziali per superare la fase di avviamento. Indispensabile però prevedere un consistente investimento pubblicitario iniziale.
A favore il fatto che l’investimento, dopo l’avvio, è tutto in lavoro essendo l’impresa completamente immateriale.
Lo scopo di questa impresa è di socializzare le informazioni di alto livello. Rendere disponibile al Movimento informazioni corrette che permettano di sviluppare attività limitando i costi di errori e disinformazione.

Settore consociazione degli acquisti.
Progetto 3
Creare una piattaforma di contratti consociati.
Di questo progetto parliamo da anni. Alcuni passi sono stati fatti come il contratto di telefonia etica (www.commercioetico.it).
Ma certamente iniziano a essere mature le condizioni per ripartire da dove noi siamo arrivati e organizzare una card collettiva che dia accesso a un vasto pacchetto di servizi. Ovviamente per iniziare una simile impresa servono esperienza nel settore contratti e trattative e mezzi economici per guadare la fase iniziale di spese senza profitti, che non sarà certo breve. Di contro le reali prospettive sono notevoli. La nostra esperienza, estremamente difficoltosa, nel settore può evitare alcuni errori primari nei quali siamo già cascati noi. Comunque prima o poi, o in un modo o nell’altro, è da qui che il movimento deve passare. Non ci sono scorciatoie e i vantaggi sarebbero immensi.
Sul cuore dell’idea ripubblico qui un articolo uscito su Cacao parecchi anni fa. E’ assolutamente attuale. Forse troppo.

Buone notizie!
La borghesia ha perso il potere!!!
(ma nessuno lo ha ancora trovato)

Il primo indizio che qualche cosa di grosso è cambiato nel mondo l’ho avuto anni fa quando la Fiat ha lanciato sul mercato la Duna che doveva essere uno dei modelli di punta della casa torinese. Ma il pubblico, chissà perché, ha contraddetto il parere dei più pagati esperti di marketing. “La Duna fa schifo!” Ha mormorato qualcuno e alla fine solo pochissimi eccentrici l’hanno comprata. E l’hanno comprata non perché pensassero che fosse bella ma proprio perché era talmente brutta che è diventata un simbolo dell’anticonformismo più selvaggio e autolesionista.
Fu allora che mi chiesi:”Ma com’è che Agnelli, con tutti i soldi, gli appoggi e i mezzi di comunicazione che ha al suo servizio, non è riuscito a convincere tutti che la sua nuova auto è un capolavoro?”
Sicuramente si sarà incazzato di brutto:”Ma come!?! Sono il più potente degli italiani e questi pezzenti si permettono di avere gusti diversi dai miei?”
Perché a lui, pover’uomo, la Duna piaceva tantissimo.
Ma non ci sono stati cazzi e alla fine l’Avvocato ha dovuto cedere e smettere di produrre quello schifo, rimettendoci una quantità tale di soldi che per consolarsi ha chiesto un mutuo allo stato: 30 mila miliardi da restituire in 30 anni al tasso agevolato dell’1% annuo. A quei tempi l’inflazione stava al 17%.
Aver fermato il nucleare in Italia, e aver ucciso la Duna sono sicuramente le due più grandi vittorie ottenute dal movimento progessista negli ultimi 30 anni.
Ma la Duna non fu il solo disastro che colpì i signori del mondo.
La Ranx Xerox e l’Ibm e tutti i colossi che dominavano il mondo dell’elettronica negli anni ‘70 sono ancora lì che piangono per via che si sono fatti fregare alcune centinania di milardi di dollari solo perché non avevano previsto che milioni di persone avrebbero desiderato possedere un personal computer e poter ricevere e-mail pornografiche.
E dopo l’affare del pc hanno mancato quello di internet.
Oggi tra gli uomini più ricchi del mondo siedono molti che sono diventati multimilardari perché hanno avuto un’idea geniale e l’hanno saputa sfruttare. A volte non era neanche un’idea tanto geniale, solo una furbata come fregare alla Ranx Xerox l’idea del mause, delle icone e dei menù a scomparsa (vedi la storia di Bill Gates).
Tutti gli ultimi 20 anni sono costellati di storie, legate al mondo dei pc, dei software e di internet. Giovani di belle speranze hanno costruito fortune immense inventando programmi, portali, motori di ricerca, chat, forum, mailing list.
I grandi gruppi si sono lasciati fregare 99 volte su cento da microaziende gestite da universitari in piena esplosione ormonale.
In tutta la storia del mondo non è mai esistito un periodo nel quale così tante persone siano diventare super ricche in così poco tempo partendo da un garage e un migliaio di dollari.
Ma la capacità di capire il mercato non ha reso multimiliardari solo coloro che si sono dedicati ai computer. Nel settore della finanza è successo lostesso. All’inizio le grandi banche non capirono assolutamente che cosa era diventata la borsa dopo l’informatizzazione dei meccanismi di acquisto e vendita.
Anche qui manager con la bocca che sapeva ancora di latte si sono fatti avanti con idee strepitose e hanno spennato i grandi gruppi che dominavano il mondo.
La situazione è ormai talmente ingovernabile che un ragazzino di 15 anni inglese è riuscito a guadagnare 800 mila dollari in pochi mesi facedo girare e-mail che predicevano l’esplosione delle quotazioni delle azioni che lui aveva preventivamente comprato.
Una buona fetta degli uomini che oggi sono tra i più ricchi del pianeta non hanno mai prodotto nulla in vita loro, si sono limitati a dare la caccia alle informazioni finanziarie, elaborarle e poi utilizzarle per decidere che azioni comprare. Oppure sono semplicemente diventati bravissimi a far circolare informazioni positive su azioni che avevano comprato. Il crollo di decine di giganti come la Enron dovrebbe far capire qual è l’attuale livello di incontrollabilità del mercato.
Il fatto che nella super aristocrazia dei mega ricchi (parliamo di quelli che guadagnano centinaia di milioni di dollari all’anno) siano entrati centinaia di nuovi personaggi sbucati dal nulla è molto interessante. La mistica borghese narra da due secoli la storia del capitalista che si è fatto da solo. Ma fino agli anni ottanta si trattava in realtà di casi sporadici. E per lo più chi si era arricchito lo aveva fatto in modo più o meno criminale.
A partire dagli anni ottanta assistiamo alla caduta di interi imperi finanziari che non sanno aggiornarsi e capire i gusti del pubblico e le nuove domande del mercato e questi retrogadi vengono sostituiti da geni rampanti che intuiscono le mode e i bisogni, e sono bravissimi a assecondarli.
Questo fatto ci pone una prima domanda epocale: “Si può ancora parlare di potere assoluto di una casta di capitalisti quando buona parte di questi si fanno fregare il posto da una masnada di arricchiti?”
Per un secolo e mezzo il ricambio al vertice della piramide sociale è stato minimo. Sono poche centinaia le famiglie che si sono spartite il grosso della torta dall’invenzione del motore a vapore a oggi.
E molte di queste famiglie erano già ai vertici della piramide quando per essere potenti bisognava avere il sangue blu.
Ora converrete che se un gruppo di uomini ha il potere sul mondo ci tiene a conservarlo. Certo è sempre esistita la possibilità che un gruppo di potenti faccia fuori un altro gruppo di potenti. Ma per farlo dovevano camminare sui loro cadaveri. La grande novità della nostra epoca è proprio che quelli che stanno in cima alla piramide non riescono più a impedire che altri prendano il loro posto perché il potere non è più determinato dalla forza militare o dalla semplice ricchezza ma dalla capacità di prevedere i gusti dei consumatori.

In certe situazioni i consumatori hanno determinato cambiamenti enormi imponendo al mercato prodotti che non erano proposti da gruppi economici ma dai consumatori stessi.
L’esempio più eclatante di questa nuova possibilità è Linux. Si tratta di un sistema operativo (che è il modo nel quale un computer di lavora, il programma di base) inventato da un ragazzo, una decina di anni fa. Era un sistema operativo molto migliore di Windows ma questo genio si rese subito conto che lo strapotere di Bill Gates e le sue politiche monopoliste, gli avrebbero impedito di arrivare al mercato. E inoltre lui aveva realizzato solo il cuore del sistema di elaborazione dei dati; per rendere appetibile il suo sistema per milioni di persone avrebbe dovuto sviluppare tutte le applicazioni specifiche (programmi di scrittura, contabilità, navigazione su internet ecc compatibili con quel sistema operativo). Per farlo servivano risorse economiche immense. Allora ebbe un’idea rivoluzionaria. Egli mise il suo programma a disposizione, gratuitamente, su internet, chiedendo a chiunque lo utilizzasse di regalare a sua volta le applicazioni che aveva elabrato. Nel giro di pochi anni Linux è diventato enorme con migliaia di pezzi aggiunti via via da chi lo utilizza e costantemente aggiornati e perfezionati da migliaia di programmatori volontari. Oggi Linux è l’unico sistema operativo al mondo a contrastare potentemente il monopolio di Windows. Lo usano il 20% dei server e milioni di utenti. Inoltre recentemente il governo tedesco lo ha scelto per i computer di tutta l’amministrazione pubblica ed è diventato lo standard ufficiale dei computer venduti in Cina.
Non è un evento di poco conto e non è neppure un caso isolato.
L’invenzione da parte di un altro ragazzo di un sistema di scambio di file musicali ha messo in ginocchio le case discografiche.
La diffusione dei sistemi di connessione a internet e alla rete telefonica tramite reti di trasmettitori radio stà ottenedo un risultato ancor più travolgente. Con antenne che costano poche centinaia di euro, si permette a chiunque si trovi nel raggio dell’antenna di connettersi gratuitamente ad alta velocità a internet e di telefonare.
Città come Los Angeles o San Francisco sono quasi completamente servite da una rete di qualche centinaio di antenne che connettono quotidianamente migliaia di persone. E le grandi multinazionali che hanno speso miliardi per le connessioni telefoniche e le fibre ottiche sono ora nel panico.
E va nella stessa direzione anche la scatola che registra i programmi televisivi e ti permette di saltare la pubblicità e vedere quel che vuoi, quando vuoi…
Le moderne tecnologie permettono ai consumatori di affrancarsi dai prodotti imposti dalle grandi multinazionali e trovare vie efficenti, economiche indipendenti e autogestite.
E quando questo succede i signori del mondo possono solo piangere sul denaro perduto e mettersi a produrre quel che i consumatori esigono. L’alternativa è farsi spazzare via da qualcuno capace di rispondere alla domanda di merci diverse.
Non c’è via di scampo. E questo è il cuore della nuova natura del potere oggi nel mondo.

Per millenni i vertici delle società guerriere e schiaviste hanno mantenuto il potere grazie sostanzialmente alla loro forza militare. Se non volevi sottostare al potere dell’imperatore dovevi avere un esercito più forte del suo sennò eri morto.
L’avvento della borghesia è stato determinato dall’invenzione della macchina a vapore. Improvvisamente la pura forza militare di un esercito dipendeva dalla capacità di produrre armi tecnicamente migliori in quantità maggiori.
In una guerra i fabbricanti d’armi e i banchieri che li finanziavano erano diventati più importanti dei generali e del coraggio dei loro soldati.
Ma lo sviluppo delle tecnologie ha spostato il fulcro dell’attività economica dalla capacità di produrre alla capacità di vendere.
L’era post industriale è contraddistinta da una capacità di produrre ormai enorme, i magazzini sono pieni, ci sono troppe merci prodotte e non ci sono più compratori sufficenti. Serve chi sappia aumentare il numero dei compratori.
Vince chi è capace di capire cosa produrre e come venderlo.
E’ la durissima legge della domanda e dell’offerta. Quando non c’è più domanda di macchine da scrivere la tua capacità di offrirle sul mercato è zero. O hai i computer o non vendi niente.
Quando i computer arrivarono sul mercato gli industriali che ancora producevano macchine da scrivere dovettero letteralmente buttarle via tutte.
Posso essere l’imperatore ma non ho in nessun modo il potere di imporre ai consumatori di scrivere come voglio io.
Se hanno visto un computer lo vogliono. Non esiste potere al mondo che possa andare contro una decisione dei consumatori.
Il che vuol dire che oggi i consumatori sono più potenti degli uomini che stanno in cima alla piramide del potere?
Da una parte possiamo dire di sì dall’altra parte possiamo rispondere di no.
Il mondo è tuttora in mano dei signori che stanno in cima alla piramide. I mercanti d’armi, i trafficanti di petrolio, e alcuni gruppi finanziari costituiscono la lobby più potente e riescono a rallentare i tempi di crescita delle tecnologie ecologiche, rovinare i contadini poveri con dazi e speculazioni sulle materie prime, accaparrare aree commerciali, miniere e giacimenti di petrlio. Controllano le televisioni, i giornali, i governi. Fanno affari con la mafia, strozzano la concorrenza, organizzano guerre e trattati commerciali, disegnano gli oleodotti che attraverseranno il mondo e brevettano il dna della gente, e delle piante.
La loro forza è immensa. E sembra proprio impossibile che i consumatori riescano realmente a unire il propio potere d’acquisto individuale e trasformarlo in potere economico. Troppe barriere di tipo culturale impediscono la presa di coscienza delle potenzialità. Ma è una questione di cultura. Solo di cultura. Una gabbia costituita da punti di vista distorti ci impedisce di vedere che siamo liberi. Le catene sono state spezzate, i carcerieri sono fuggiti…Ma questo discorso sembra solo una follia osservando come milioni di persone sono alienate da questo sistema di valori perverso.
Ma resta comunque il fatto che ormai i signori del mondo non possiedono più un dominio incondizionato sull’umanità.
Essi non comandano più schiavi, sudditi o sterminate moltitudini di salariati pezzenti.
Oggi i consumatori possono comprare o non comprare.
I potenti del mondo pagherebbero qualunque cifra per poter fare quel che vogliono senza rendere conto a nessuno. Invece devono vivere costantemente collegati ai dati di vendita con l’ansia che li divora ogni volta che viene fuori qualche fenomeno che i loro specialisti (come al solito) non hanno previsto. Ma è vita questa? Neanche una guerra la possono fare senza tenere gli occhi incollati ai sondaggi d’opinione.
I consumatori sono terribili: comprano e votano.
Ma le due azioni non sono equivalenti. Il vero potere non sta nel voto ma negli acquisti.
Per cambiare qualche cosa con il voto devi conquistare più del 50% degli elettori.
Ma basta che il 5% dei consumatori decida di non comprare più un prodotto per scatenare il caos.
Il danno costituito dalla diminuzione delle vendite è limitato ma ha un effetto collaterale spaventoso. Il fatto che una multinazionale sia sotto boicottaggio rischia di creare nervosismo tra i piccoli investitori e spingerli a abbandonare il titolo. E se loro lo vendono subito li segue l’esercito di quelli che giocano in borsa seduti in pigiama davanti al pc. Anzi alcuni iniziano a scommettere pure che quell’azione crollerà ancora. Così il panico si diffonde nelle banche che decidono anch’essi di vendere e a quel punto il titolo stà precipitando. Le multinazionali sanno che esiste questo rischio. Ed è per questo che il boicottaggio di un’azienda si è rivelato un tipo di lotta tanto efficace.
Lo si è sperimentato più volte con successo: contro la Nike, la Glaxo, la Del Monte e parecchie altre aziende che hanno capito che conveniva venire a patti e accettare le richieste dei consumatori.
Ma ancora oggi il Movimento non ha messo al centro della sua strategia il potere che ci viene dal nostro essere dei consumatori. Non si crede che sia possibile convincere tante persone a realizzare selte così complesse.
Ma che alternative abbiamo?
Il voto? La guerra civile? L’opposizione non violenta? Lo sciopero? I cortei? I convegni?
A quali risultati ci ha portato ultilizzare questi sistemi di lotta per 40 anni?
La sinistra è allo sbando perché la sua azione politica è inconcludente.

I potenti del mondo stanno in cima a questa folle piramide insanguinata senza più avere il modo per contrastare il potere dei popoli.
La sterminata massa dei consumatori senza nome è più potente di tutto il loro denaro e dei loro eserciti. Non serve ne ucciderli ne confiscare i loro beni. E’ sufficiente smettere di comprare i loro prodotti. Un’azione semplice e indolore.
Un’azione che è assolutamente legale.
Elementare.
Anche un vecchio può schierarsi in prima fila in questa battaglia e fare più danni di un atleta palestrato. Puoi camiare il mondo anche se non riesci a fare le scale. Finchè sei vivo compri qualche cosa e finchè compri qualche cosa puoi fare danni.
E’ un’azione che oggi ci sembra impossibile perché troppo complessa da pensare. Inimmaginabile mettere d’accordo tanta gente…
Eppure il nuovo mondo, il mondo migliore è lì, a portata di mano e resterà steso sulla carreggiata della storia, alla mercè di questa lobby di petrolieri, fino a quando la gente non capirà che nessun esercito può marciare contro i consumatori che non vogliono più lavarsi i denti con la Pasta del Capitano perchè preferiscono il dentifricio “Furia Operaia” alla menta piperita prodotta dal commercio equo e solidale.
Ma oltre alla possibilità teorica oggi abbiamo anche l’urgenza economica.
E’ una fase di gravissima crisi economica e i salari sono sempre più rosicchiati nel loro potere d’acquisto. Parallelamente la qualità di molti prodotti e servizi offerti dal mercato è in caduta libera: mucca pazza, pollo scemo, Coca Cola al topicida…
La consociazione degli acquisti potrebbe innanzi tutto permettere ai consumatori di sviluppare enti di controllo e di certificazione simili a quelli messi in atto da Altroconsumo. Si consociano gli acquisti per risparmiare e per essere sicuri della qualità dei prodotti.
Ma su questo fronte la consociazione degli acquisti potrebbe ottenere un altro vantaggio enorme. Oggi ci sono centinaia di innovazioni tecnologiche che farebbero risparmiare milioni, ogni anno ai consumatori.
Ad esempio grazie alle nuove tecnologie i costi del servizio telefonico sono crollati per le aziende ma i consumatori hanno avuto sconti molto relativi. E non tutti li hanno ottenuti.
In Italia ad esempio abbiamo tariffe di telefonia e connessione a internet che sono svariate volte maggiori di quelli pagati dagli utenti Usa.
La convenzione di telefonia proposta dal sito alcatraz.it e quella proposta da altroconsumo.it hanno dimostrato che un gruppo di consumatori che si consociano riescono a ottenere condizioni eccezzionali. Addirittura potremmo dotarci di connessioni telefoniche tramite una rete di antenne autogestite (che potremmo installare rispettando semplici criteri che le rendono innoque per la salute).
Vorrebbe dire avere una rete telefonica indipendente e risparmi strabilianti. Impossibile? Troppo ambizioso? La Banca dei Poveri del Bangladesh lo ha fatto già da anni riuscendo a offrire telefonia a basso costo in 36 mila villaggi e diventando così la seconda compagnia di telefonia cellulare del paese Hanno così dato lavoro a 36 mila donne, per lo più anziane o invalide, che ora vendono telefonate grazie alla dotazione di un cellulare e di un pannello solare per ricaricarlo (visto che là non c’è corrente elettrica). E hanno creato questa impresa quando ancora non esistevano le tecnologie di connessione antenne-internet che ora esistono e che sono più efficenti e molto meno costose.
Cosa succederebbe se il Movimento scegliesse di impegnarsi veramente in questo campo spostando qui l’adesione di massa che si è vista nei cortei per la pace?
Se i consumatori si uniscono e razionalizzano i loro consumi possono ottenere risparmi a catena. Il prezzo di un prodotto è determinato solo in minima parte dal suo costo di produzione materiale. Al costo iniziale di materie prime e lavorazione si sommano i costi di gestione, pubblicità, vendita, trasporto, stoccaggio ecc. Se i consumatori si consociano possono ottenere prodotti al prezzo “costo vivo”. La pubblicità non serve più, la rete di vendita è costituita dai consumatori stessi e quindi smette di essere un costo, i trasporti possono essere ridotti razionalizzando i punti di rifornimento e i tempi delle consegne possono essere scaglionati, evitando lo stoccagio. Pensare di poter acquistare le merci migliori sul mercato al 50% del loro prezzo corrente è assolutamente realistico anche calcolando un costo per l’organizzazione degli acquisti collettivi.
Ma se si sviluppasse realmente un simile movimento si otterrebbbe anche un ulteriore effetto.
Esiste un gruppo di nuove tecnologie ecologiche che sono ormai sperimentate da anni e che hanno dimostrato efficienza e affidabilità.
Queste invenzioni sono boicottate dalle grandi multinazionali in ogni modo.
Il controllo delle fonti energetiche è l’ultimo vero potere che resta nelle mani dei signori del mondo.
Vi ricordate la storia della fusione fredda? Coprirono di ridicolo per anni questa scoperta accusando quei poveracci che l’avevano realizzata di essere dei truffatori. Ora, dopo poco più di 10 anni la fusione fredda è una realtà indiscussa. Ancora non ha un utilizzo pratico è vero. Ma ormai è chiaro che è stata affossata per parecchi anni solo perché era un’invenzione commercialmente pericolosa. E ancora nessuno stà investendo in modo sufficiente in ricerche su qusto argomento. E’ più urgente costruire portaerei che consumano mille litri di gaslio al minuto.
Ci sono centinanai di altre innovazioni che hanno raggiunto l’efficienza ma che non vengono usate o si impiegano solo in alcune zone del pianeta. In Germania hanno dieci volte più pannelli solari che in Italia. E noi abbiamo molto più sole di quanto ne godano i tedeschi…
E la regione italiana dove sono concentrati il maggior numero di pannelli solari è il Trentino Alto Adige dove sono per lo più tedeschi. E’ una questione razziale?
Gli italici sono coglioni?
L’auto ad aria compressa, i carburanti alternativi, i rotori e le torri a vento, le microturbine, gli impianti di cogenerazione di elettricità e calore, di fitodepurazione dell’acqua, di compostaggio dei rifiuti organici, i motori a idrogeno, sono poco o per niente utilizzati solo perché i petrolieri hanno paura che si compri meno petrolio.
Lo sanno anche loro che oggi abbiamo la tecnologia per sostituire i combustibili fossili in dieci anni, con fonti rinnovabili. Ma cercano di resistere. Ogni anno che guadagnano sono miliardi di dollari che si mettono in tasca.
La rivoluzione dei computer non colpiva direttamente gli interessi effettivi della lobby che comanda sul mondo.
Le tecnologie ecologiche sì.
E’ una partita grossa, una partita vitale.
I consumatori teoricamente potrebbero consociarsi e diventare i finanziatori e i compratori di queste nuove invenzioni.
Nel momento in cui questo avvenisse i signori del petrolio si troverebbero sbalzati fuori dal vertice della piramide come successe ai produttori di macchine da scrivere quando arrivò il pc.
Allora ci resterebbe da fare i conti soltanto con i mercanti di armi. Ma a quel punto il 34% dei consumatori avrebbe un conto bancario etico e milioni di persone si rifiuterebbero di comprare azioni o prodotti di chiuque sia implicato in qualunque modo nella produzione di armi.
Quando il genere umano ti mette sotto embargo economico non puoi resistere.
Tocca che ti metti a produrre cannoni antigrandine e a trasformare i cingolati in trattori. Oppure ti estingui.

Settore ecotecnologie

Progetto 4

Creare un’azienda di grandi dimensioni che offra interventi di risparmio energetico chiavi in mano.
Il progetto che presento qui è molto ambizioso. Nel frattempo stiamo lavorando per la realizzazione di un elemento iniziale.
Con Maurizio Fauri stiamo tentando di organizzare una specie di consorzio che permetta a chi realizzi investimenti medio piccoli di accedere ai soldi provenienti dagli accordi di Kyoto (certificati bianchi e verdi). Un discorso complesso. In pratica chi oggi mette un pannello solare (o converte un bosco a alto fusto) avrebbe diritto a prendere dei soldi da grandi aziende e stati che non rispettano gli obiettivi di Kyoto (come l’Italia). Esiste cioè un mercato di questi certificati ecologici ma solo chi ha speso molto può avere interesse a seguire tutte le pratiche necessarie per ottenere questi soldi. Ecco quindi l’idea di centralizzare queste pratiche burocratiche rendendole così accessibili a tutti. Il progetto prevede poi di coinvolgere associazioni e gruppi locali nella diffusione di questo servizio offrendo in cambio una percentuale sul compenso richiesto dai tecnici per le pratiche. In questo modo otterremmo di far amare dalla gente il Movimento (perché ti fa avere dei soldi che non vedresti mai) e contemporaneamente offrire una robusta fonte di autofinanziamento per le associazioni.
Ci stiamo provando…
Qui di seguito invece trovi il Grande Progetto.
Un modello di marketing “in profondità” per le ecotecnologie

Sunto

Siamo alla ricerca di una società capace di fornire managment e mezzi finanziari necessari a creare un coordinamento tra realtà esistenti, allo scopo di offrire proposte globali chiavi in mano nel settore delle ecotecnologie.
Alcatraz si propone come consulente nella fase iniziale e offre la rete di relazioni nel settore fin qui sviluppata, con studi professionali e aziende di altissima qualità.
In una successiva fase Alcatraz sarebbe interessata a gestire la comunicazione del progetto.

Premesse

La rivoluzione del risparmio energetico è iniziata e come le precedenti (informatica e telecomunicazioni) costituirà una potente occasione per imprese che sappiano cogliere le possibilità di questo mercato.
La rivoluzione delle ecotecnologie ha, però, una differenza fondamentale: la complessità! Il pc e la telefonia mobile ponevano all’utente finale problemi di una certa complessità rispetto ai mercati tradizionali in quanto se da un lato richiedevano necessariamente di apprendere l’uso delle nuove tecnologie, dall’altro, viceversa, all’atto dell’acquisto di ogni componente la scelta era relativamente semplice.
 Chi, invece, vuole ottenere un soddisfacente risparmio energetico deve affrontare una complessità dei problemi e delle scelte tecnologiche ben maggiore. La domanda poi è molto diversificata e variegata. Il prodotto finale (l’isolamento di un immobile o l’installazione di un nuovo tipo di riscaldamento) richiede, quindi, l’intervento di un consulente.
L’investimento necessario alla conversione ecologica è decisamente più cospicuo e richiede l’uso di sistemi di finanziamento più complessi (ad esempio la rateizzazione agganciata al risparmio ottenuto con il sistema delle Esco/acquisto dello spreco).
Nella rivoluzione delle ecotecnologie sarà ancor più determinante la capacità di offrire al cliente finale un pacchetto globale comprensivo di: consulenza iniziale,
progettazione operativa,
scelta dei fornitori,
gestione dell’intervento,
finanziamento,
assicurazione dell’impianto,
gestione burocratica e degli incassi derivati da certificati bianchi e verdi e eventualmente di altri vantaggi correlati al risparmio energetico,
verifica dell’efficienza,
assistenza e monitoraggio.
A questo va aggiunta, nel caso di aziende, la gestione della possibilità di trarre dall’uso delle ecotecnologie anche una ricaduta di immagine. Questo puo’ avvenire attraverso l’acquisizione della possibilità di usare, nella comunicazione dell’azienda, un marchio di garanzia-qualità ecologica noto e capace di diventare un valore aggiunto per l’immagine dell’azienda stessa.

La filosofia del progetto
Nelle precedenti rivoluzioni tecnologiche abbiamo visto come i gruppi che hanno ottenuto i maggiori profitti sono stati quelli che hanno fatto dei nodi di complessità il loro punto di forza. Nella rivoluzione dei computer sono state le aziende che producevano i softwares (complessi ma immateriali) ad ottenere i maggiori vantaggi. Ugualmente chi fornirà strumenti che permettano di gestire in modo semplice il rapporto con la parte fisica degli interventi di ecoristrutturazione otterrà il maggior vantaggio.
Nella rivoluzione delle ecotecnologie la concorrenza tra le diverse aziende non passerà certamente per una comunicazione sul marchio. La gente non comprerà quella marca o quell’altra ma sceglierà sulla base della semplicità, della convenienza e delle garanzie offerte sul pacchetto globale di ristrutturazione.
Questo, tra l’altro, in un mercato caratterizzato da una miriade di aziende specializzate ognuna in un settore specifico e molto ristretto (isolamento termico, caldaie, doppi vetri, pannelli solari…).
Insomma siamo di fronte a un mercato che attualmente è come se vendesse i componenti dei computer pretendendo che ognuno sappia cosa gli serve per costruirsi un pc e come deve montarlo. Chi riuscirà a vendere il computer già assemblato sbaraglierà la concorrenza.

Il progetto
Costituire una società che si avvalga della consulenza di ingegneri e ricercatori per selezionare le migliori offerte sul mercato costituendo un marchio di qualità che identifichi un insieme organico di proposte tecnologiche.
Si passerà quindi a contrattualizzare il rapporto con le singole aziende produttrici che stabilisca percentuali su ogni vendita effettuata.
Sarà poi possibile rendere maggiormente competitivo questo settore essenziale integrandolo con un gruppo di ricerca che si occupi di monitorare e testare le tecnologie più innovative disponibili in altri paesi e non ancora in Italia. Questo aspetto è particolarmente importante perché la dinamica del mercato delle ecotecnologie è caratterizzata da un’enorme varietà di proposte tecnologiche che provengono spesso da ricercatori con mezzi scarsissimi e con gravi difficoltà nel rapportarsi con il mercato, il che offre la possibilità potenziale di firmare contratti di distribuzione esclusiva di tecnologie estremamente competitive.
Dal momento che la realizzazione di impianti dipende non solo dalla tecnologia impiegata, ma anche dalla qualità dell’istallatore, si dovranno anche qui stringere accordi con le aziende migliori sul mercato, selezionandole con molta cura. Questo probabilmente è il passaggio più delicato di tutta l’operazione. Aggiudicarsi la collaborazione di installatori e artigiani capaci è difficile proprio perché la realizzazione dei progetti è esposta in modo maggiore alle varianti dell’errore umano. Inoltre attualmente c’è una grande penuria di manodopera specializzata in questo settore.
Stringere accordi con studi di engineering e con gli uffici progettazione delle aziende che forniscono le tecnologie e strutturare un sistema di progettazione degli interventi e di revisione finale che minimizzi la possibilità d’errore.
Raggiungere un accordo con consulenti finanziari e banche per il finanziamento ratealizzato dell’investimento.
Il passaggio successivo sarà quello di costruire un sito internet dove i naviganti potranno ottenere in modo automatico un primissimo check-up energetico in grado di diagnosticare grossolanamente l’entità dello spreco, gli interventi più elementari e di ipotizzare alcune tipologie di interventi complessi, costi, sistemi di finanziamento, risultati economici (softwares di questo tipo sono già utilizzati dalle aziende di engineering che collaborano con noi ma necessitano di un interfaccia più semplice che sia accessibile per l’utente finale).
Formare un gruppo di operatori in grado di gestire una serie di softwares in grado di fornire al cliente progetti e preventivi di massima più raffinati di quelli forniti dai softwares automatici. Questi operatori faranno anche da interfaccia per chi non è in grado di utlizzare i softwares autogestiti.
Strutturare una campagna di promozione e un portale web che siano megafono di questa proposta e fulcro della comunicazione e dei primi contatti con l’azienda.
Questo portale potrà anche contenere un web negozio che offrirà la possibilità di acquistare alcuni prodotti elementari (lampadine, riduttori per l’acqua, pannelli isolanti da sistemare dietro i caloriferi, filtri per ridare un buon sapore all’acqua del rubinetto ecc) eventualmente utilizzando una partner ship con www.commercioetico.it che già fa parte del nostro network.

Strategia dell’impresa
Il modo più efficiente e economico di organizzare un’azienda capace di affrontare un tale livello di complessità è quello di ridurre al minimo la struttura interna che sarà sostanzialmente solo un centro di management con funzioni di connessione e coordinamento tra una serie di realtà esistenti, selezionate sulla base dell’esperienza e dell’affidabilità.
La situazione può essere riassunta da un semplice schema (ovviamente alcune funzioni potranno essere accorpate in un unico referente qualora se ne presenti la possibilità).
Aziende produttrici
Consulenti tecnologici/
autorizzazioni burocratiche/
certificazioni
Scouting di nuove tecnologie
Consulenti finanziari/
banche
Management
Installatori/
assistenza agli impianti/
monitoraggio risultati
Punto info/
contatto con i clienti/
gestione portale informativo/
comunicazione
Amministrazione

La nostra proposta
Dopo 25 anni di esperienza nel settore della comunicazione e sperimentazione delle ecotecnologie la Libera Università di Alcatraz può offrire una rete di contatti consolidati e verificati con piccole aziende specializzate nel settore tecnologico e della progettazione (certificazione compresa), consulenza bancaria, vendita via internet, call center e comunicazione.
Inoltre Alcatraz ha rapporti consolidati di patnership con associazioni del settore come Lega Ambiente in grado di offrire certificazioni di qualità ampiamente riconosciuti.
Tutte queste entità sono già state contattate e da tempo collaborano proprio allo scopo di individuare un soggetto in grado di fornire il management e i mezzi necessari per connettere queste entità indipenti focalizzate sul proprio corebusiness, fornendo il collante organizzativo che unifichi tutti gli elementi già operanti e il sale della comunicazione e di una struttura di marketing.
Siamo quindi in grado di fornire un punto di partenza avanzato per lo sviluppo di questo sistema di vendita che possa rispondere globalmente alla domanda di ecotecnologia invece di vendere un solo pezzo per volta.
Alcatraz si candida a realizzare una consulenza che offra un piano dettagliato e tutte le informazioni e le referenze sulle aziende selezionate.
Referenze
La Libera Università di Alcatraz ha sperimentato l’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico nel 1981.
Da allora non solo abbiamo installato molte ecotecnologie, ma abbiamo contribuito alla diffusione dell’idea del risparmio energetico e alla conoscenza delle tecnologie ecologiche.
Siamo stati i protagonisti della diffusione del biodiesel, abbiamo lanciato una campagna vincente per ottenere l’aumento delle quote di biodiesel detassate da 100 a 300 mila tonnellate. Dopo le leggi restrittive imposte dal governo Berlusconi abbiamo fatto conoscere la possibilità dell’uso dell’olio di colza.
Abbiamo poi organizzato una campagna di informazione sui pannelli solari termici selezionando le migliori offerte sul mercato, fornendo informazioni su finanziamenti e agevolazioni fiscali e supportandone la diffusione con corsi di formazione per installatori. Abbiamo, infine, promosso la collaborazione tra diverse piccolissime aziende contribuendo così allo sviluppo di una rete di installatori che oggi copre quasi tutta Italia.
Dopo aver testato l’efficienza dei riduttori di flusso per l’acqua calda li abbiamo messi sul mercato a un prezzo ribassato riuscendo a proporli in decine di comuni, convincendo le amministrazioni e i consorzi energetici (ad esempio in Emilia Romagna) a regalarli ottenendo così crediti energetici. Questo approccio ha avuto un enorme successo e ha portato alla distribuzione gratuita di almeno 4 milioni di riduttori e altrettante lampadine a basso consumo e lunghissima durata.
Abbiamo poi favorito la nascita del Coordinamento dei Comuni Virtuosi, un gruppo di amministrazioni pubbliche impegnate nella razionalizzazione del consumo energetico.
Abbiamo coordinato la nascita del progetto del comune di Padova che ha scelto di tagliare i costi energetici affrontando tutti gli aspetti del problema con la consulenza di un gruppo di ingegneri. L’intervento ha già ottenuto un taglio di 2 milioni di euro di costi annuali ed è il primo intervento di questo tipo in una città grande come Padova.
Nel 2005 il comune di Padova ha ricevuto il premio dell’amministrazione pubblica per il miglior risultato nel settore della razionalizzazione e del risparmio.
Settore ecoimmobiliare
Progetto 5

La Città Verde
Il successo della proposta di Alcatraz come centro vacanze e centro culturale ci ha portati a progettare l’ampliamento dell’attività nel grande parco da noi acquistato. Si tratta di un’area di grande pregio, riconosciuta dall’Unione Europea come sito di interesse comunitario, costituita per lo più da boschi (querce, ornielli, aceri e faggi) e oliveti, magnificamente esposta a sud e protetta dalle montagne verso nord, situata a un’altezza tra i 300 e i 500 metri sul livello del mare.
L’idea è quella di creare un nuovo centro salute e benessere, dotato di piscina con acqua a 34 gradi, palestra, centro estetico, spazi per massaggi, trattamenti estetici e visite specialistiche di medici e terapisti delle diverse correnti mediche. Cibo sano, intrattenimenti comicoterapeutici, sport e vita all’aria aperta. Vorremmo che fosse una struttura versatile, che si rivolgesse a un target più alto di quello al quale attualmente si rivolge Alcatraz (pensiamo a tariffe intorno ai 140 euro al giorno, per la pensione completa). Immaginiamo una struttura che dedichi poi spazi particolari dell’anno a un’offerta più accessibile economicamente (intorno agli 80 euro al dì), rivolta a gruppi e in particolare ai portatori di handicap.
Una tale struttura potrebbe poi essere aperta a meeting aziendali e corsi di formazione. E che sia una specie di centro espositivo delle ecotecnologie.
Ogni cosa, dai mobili ai cibi del ristorante, dovrebbe avere una sua carta di identità etica e dovrebbe essere presente in un Catalogo della Città Verde. Si tratterebbe cioè di un luogo che oltre a offrire ospitalità e attività culturali e fisiche sia un luogo di diffusione dei prodotti alternativi e delle logiche che ci stanno dietro. Una dimostrazione pratica del fatto che etico e bio sono meglio da tutti i punti di vista, estetica compresa. Un villaggio dell’arte e dell’utopia. Un luogo che oltre a essere fisico potrebbe avere un suo doppio sul web con la possibilità di una visita alla Città Verde Virtuale in 3D e la possibilità di seguire in teleconferenza cosi e eventi culturali.
Abbiamo già ottenuto l’inserimento del progetto nel nuovo piano regolatore di Perugia, che è già stato approvato. Vi si contemplano 1.850 metri quadrati di nuove costruzioni, la classificazione di due casali come strutture turistiche e un campeggio con 50 piazzole.
Attualmente la porzione di proprietà dove sono dislocati queste autorizzazioni è costituita da due milioni e 700 mila di metri quadrati di terreno (per lo più boschi), 6 immobili rustici allo stato di ruderi, un immobile già ristrutturato e funzionante, uno di nuova costruzione quasi ultimata e 5 ruderi), altre costruzioni minori e cubature concesse dal nuovo piano regolatore di Perugia per un totale di più di 6000 metri quadrati.
Negli ultimi 15 anni, da quando la proprietà è stata acquistata, sono state apportate migliorie sui terreni, 32 ettari sono stati rimboschiti, piantati a tartufaia 2 ettari, realizzati 10 chilometri di strade, 2 invasi per l’irrigazione, portata elettricità, acqua e telefono (26 linee telefoniche ad alta velocità).
Non abbiamo i mezzi per sviluppare questo progetto quindi vogliamo cedere la proprietà mantenendo eventualmente una funzione di consulenza.
attenzione, due chiarimenti.
Questo progetto non riguarda la Libera Università di Alcatraz che continuerà a offrire il tipo di ospitalità spartana e a basso costo di sempre. Si tratta di case che si trovano dentro il parco di Alcatraz ma non dell'attuale struttura di ospitalità. Ad alcuni amici è sembrato strano che noi si progetti un'altra struttura con prezzi più alti del solito. Il motivo è che non è pensabile che degli investitori mettano denaro in un progetto che non ha i numeri per remunerare l'investimento stesso. I costi di Alcatraz sono così bassi proprio perché rinunciamo a priori ad avere un utile dal denaro investito inizialmente per le strutture.

La seconda parte di questo articolo sulle: attività militanti è pubblicata nel post successivo.)


AAA Progetto autoimpresa rivoluzionaria offresi. (Parte seconda: azione diretta militantie)

Parte seconda: attività militanti
Un nuovo modo di fare politica. Perché non possiamo più utilizzare la forma partito.

(Per la prima parte di questo articolo vedi: Imprese antagoniste commerciali.)

La prima volta che scrissi la frase: abbiamo bisogno di un nuovo modo di fare politica, risale a quando avevo 17 anni. Era il 1974 e non ne potevamo più dei liderini. Ma, evidentemente un nuovo modo di fare politica non si crea dall’oggi al domani visto che in 30 anni non ci siamo ancora riusciti.
In effetti però qualche passo avanti lo abbiamo fatto.
Oggi esistono quantomeno brandelli di idee e di esperienze. Molte esperienze. Molti tentativi falliti utili perché ci hanno permesso di restringere progressivamente il campo delle ipotesi.
Oggi possiamo, riassumendo le esperienze, tracciare il percorso.
Questo documento è un tentativo di riassunto dello stato dell’arte.
La prima considerazione da fare è che in questi 30 anni il Movimento Antagonista al Sistema ha sviluppato un’enorme capacità economica: commercio equo, agricoltura bio, gruppi di solidarietà, centri culturali, eventi, ristoranti, ecotecnologie…
La novità di questa esplosione di imprese è che, come avvenne agli inizi del secolo scorso (col movimento delle cooperative di lavoro, di risparmio e di acquisto), l’attività economica non è un effetto collaterale ma la realizzazione diretta dell’obiettivo politico. Vogliamo aiutare le cooperative del terzo mondo? Compriamo i loro prodotti! L’obiettivo politico e quello commerciale coincidono.
Inoltre l’azione politico commerciale non si basa su continue mobilitazioni per ottenere un risultato nel futuro ma sulla realizzazione immediata di una parte dell’obiettivo: un chilo di caffé solidale comprato è un piatto di pasta subito per qualcuno dall’altra parte del mondo.
Il limite di questa azione commerciale è che non può agire a tutto campo: se vuoi una legge che riconosca le coppie di fatto o depenalizzi la marijuana devi tornare alla vecchia cara MOBILITAZIONE A OLTRANZA. Ma oggi è chiaro a buona parte del movimento che la nostra azione politica centrale è quella volta a far funzionare subito pezzi del mondo migliore e che la lotta classica, basata sulle rivendicazioni, seppur indispensabile deve stare in secondo piano.
L’idea è che non otterremo la liberalizzazione della marijuana quando avremo assommato un numero sufficiente di mobilitazioni più o meno di piazza ma quando la cultura del nostro paese avrà fatto uno scattino in avanti. E lo strumento che porta a questi scattino in avanti non è il volantino, il comizio, il dibattito ma il modificarsi degli stili di vita.
L’esempio più calzante in questa direzione è l’esperienza del premio Nobel Yunus (Il Banchiere dei poveri-Feltrinelli) che riesce a sradicare dalla cultura fallocrate del Bangladhesh il tabù che vietava alle donne di possedere la terra offrendo un mutuo di 500 dollari per costruirsi una casa
alle donne che riuscivano a farsi intestare un appezzamento di terreno.
In questo modo in un solo anno 500 mila donne sono diventate proprietarie terriere. In 5500 anni non era mai successo che una sola donna possedesse un solo metro quadrato di tera!!!
Proprio queste grandi esperienze vincenti ci insegnano una nuova logica.

Cosa NON vogliamo?
Servono 7 samurai!!!!

In questi anni, quantomeno, abbiamo capito come NON dovrà essere l’organizzazione del movimento. Non vogliamo un partito in quanto di per sé è una struttura piramidale, autoritaria e burocratica dove trionfa non chi sa fare le cose ma chi riesce a convincere il maggior numero di persone di pensarla come loro (anche se non è vero).
Non ci interessa nessuna formula che si basi su leader, linee politiche ideologiche, centralismo democratico, deleghe eccetera.
Cerchiamo un modo di organizzarci che sia semplice, non richieda miliardi di riunioni e di snervanti discussioni ideologiche.
Vogliamo unirci su fatti, azioni semplici e chiare.
La mia idea è che un simile movimento debba basarsi sul concetto di rete. Non vogliamo costruire strutture burocratiche ma opportunità di condivisione. Questo concetto di opportunità di condivisione è poco conosciuto e lo illustrerò in questo capitolo con esempi concreti.
In questo momento il Movimento è riuscito, grazie a internet, a creare una grande rete di connessioni.
Questa rete esprime tre tipi di organismi. Esistono le realtà locali che si battono contro particolari pericoli o soprusi (Val di Susa contro alta velocità). Ci sono poi realtà nazionali più o meno grandi che raccolgono consensi “d’opinione” e lanciano campagne nazionali in modo più o meno unitario (Liliput, Lega Ambiente, Girotondi ecc).
Infine ci sono i gruppi di impresa diretta: Grupi di Acquisto Solidale (GAS), Botteghe Eque, piccole imprese ecologiche. Quello che manca assolutamente è qualche cosa che riempia il vuoto lasciato dalle sedi locali di partito, che per altro non ha più senso riproporre.
Osservando quel che succede vedo che spontaneamente molti compagni cercano di riempire questo vuoto. In questo articolo vorrei proprio parlare del tipo di “entità” di base che sta nascendo e che costituirà il nerbo del Movimento del futuro.
In questo momento quel che è più vicino all’idea che io ho di organizzazione futura sono i gruppi di impresa diretta. Un GAS in fondo è simile a una sezione locale di un partito. Solo che dietro non ha nessun partito. La sua specificità è l’acquisto collettivo. D’altra parte non avrebbe senso che un GAS si occupasse di altro.
Conosco però molti compagni che stanno svolgendo uno strano lavoro mettendo in contatto esperienze diverse. Fanno parte di un GAS, di una bottega, magari lavorano in una cooperativa sociale e poi collaborano a organizzare qualche concerto. In una piccola città sono due o tre questi compagni che fanno da collegamento.
Poi ci sono molti cani sciolti, generalmente fanno gli attivisti sui forum in internet, magari gestiscono un blog, appoggiano varie iniziative ma nessuna li convince a impegnarsi di più.
Io credo che se 7 cani sciolti della rete si mettessero insieme potrebbero, investendo una certa quantità di tempo, fare una rivoluzione e moltiplicare per dieci la forza di iniziativa del movimento e successivamente offrire una struttura di supporto per chi cerca di tenere le fila del movimento nelle realtà locali.
In altri termini io credo che sia necessario che un certo numero di militanti mettano il loro lavoro al servizio delle realtà locali creando una rete di strumenti di condivisione e di unificazione.
Ecco le prime 7 iniziative che andrebbero realizzate (rendono chiaramente l’idea di creare opportunità di condivisione).

1)----Abbiamo centinaia, migliaia di siti: creiamo un’autostrada di link reciroci e di pagine-indice che li colleghi. Vorrebbe dire, tra l’altro, creare un “Albo” delle iniziative alternative. Connetendo poi i blog dotati di RSS potremmo creare pagine tematiche che si autoaggiornano automaticamente pescando da tutti i siti.

2)----Creiamo una serie di servizi per le realtà locali. Questo sta ad esempio realizzando www.commercioetico.it offrendo alle associazioni percentuali sulle ecotecnologie che queste diffondono all’interno della loro comunity.

3)----Sono in corso decine di raccolte di firme lanciate da realtà locali che raggiungono a fatica qualche migliaio di adesioni. Creiamo un sito dove sia possibile firmare una, dieci o tutte le petizioni in corso.

4)---Creiamo un centro di raccolta di consulenze-esperienze per le realtà locali che informi sulle opportunità. Una specie di enciclopedia autogestita su come si organizza un concerto o come aprire un bar gestito da un’associazione.

5)---Creiamo una Borsa dei prodotti e dei servizi. Un posto dove si possano trovare (e confrontare) le offerte di riso biologico all’ingrosso o i listini dei prezzi di affitto per sale per spettacoli. Oppure informazioni su come recuperare l’Iva incassata da un’associazione. Ma anche data base di indirizzi di giornalisti sensibili…

6)----Servirebbe poi qualcuno che si occupasse di fare da interfaccia tra le mille realtà locali e società di consulenza per i finanziamenti dell’UE. Non solo l’Italia non riesce a prendere i finanziamenti che le spetterebbero per ignavia. Anche il Movimento italiano mostra enorme arretratezza in questo settore.

7)----Perché non riusciamo a coinvolgere studenti universitari a realizzare tesi di laurea su temi che sarebbero centrali per il movimento? Penso ad esempio a una serie di analisi chimiche per verificare se anche nei fast Food italiani c’è della merda di vacca che dalle interiora mal lavate e frullate negli ambuegher finisce in bocca ai consumatori. Oppure al lavoro che studenti di economia potrebbero fare per aiutarci nella ricerca sugli sprechi dello stato italiano. Oppure ai test sulle ecotecnologie di cui avremmo bisogno per proporre innovazioni che funzionino veramente. Bisognerebbe che nascesse u sito che raccoglie proposte di tesi e poi le ripropone nelle università.

Credo che sia evidente che realizzando queste 7 idee otterremmo un aumento della capacità di iniziativa ma anche un aumento delle connessioni e dei contatti e quindi lo sviluppo di un livello di organismo collettivo più avanzato di quello attuale.
Inoltre questi 7 samurai mettendo in connessione le loro 7 iniziative otterrebbero un effetto Power Rangers!
Non sto a dilungarmi ma le interrelazioni che si potrebbero sviluppare sono veramente molte. Avremmo una macchina di comunicazione interna e esterna formidabile per tutto il Movimento. Un’innovazione paragonabile alla costruzione delle ferrovie.
Avremmo in sostanza costruito una piazza virtuale alla quale si può affacciare chiunque volesse realizzare qualche cosa di positivo per il mondo. Si otterrebbe un accesso libero e una selezione basata su referenze e visitatori: quindi il pieno controllo degli utenti su cosa deve stare più in alto oggi (vedi Ciao.com o E-Bay). Uno strumento democratico per sondare automaticamente interesse e disponibilità, occasioni e contatti in tutti i campi. Il tutto richiede certo un certo impegno ma nulla di non realisticamente realizzabile in qualche mese…

Progetto 7
Diventare Corrispondente della Libera Università di Alcatraz.
Si tratta del modo più semplice di collaborare concretamente alla Rivoluzione Culturale Planetaria (ovviamente se non pensi che siamo maniaci depressivi compulsivi e quindi potenzialmente pericolosi). (Dove si spiega anche perché mi son messo a scrivere questo progetto e quale è il mio ruolo individuale e quale è quello di Alcatraz in tutta questa storia)
Il lavoro di Alcatraz è molto semplice. O meglio è quello che sappiamo fare meglio. Ho verificato più volte la mia incapacità di essere leader, di coordinare il lavoro di altri, di organizzare qualche cosa che funzioni.
Via via che l’esperienza si accumulava ho capito che o lavoravo completamente da solo (che da solo riesco a organizzarmi), oppure dovevo lavorare con persone che erano professionisti rifiniti e che avevano voglia di collaborare alla pari su un progetto specifico.
E questo funziona e ha permesso a Alcatraz di funzionare, ha reso possibile scrivere parecchi libri, realizzare video ecc. Tutte cose che non si possono fare da soli.
Buona parte del lavoro di Alcatraz si basa sulla collaborazione non vincolata con molte persone.
C’è chi arriva a Alcatraz o ci scrive fornendoci notizie per Cacao o su alcuni argomenti di ricerca sui quali stiamo lavorando. Alcuni frequentatori di www.jacopofo.com e abbonati a Cacao collaborano ai laboratori che stanno lavorando a ricerche che porteranno alla produzione di libri. Altri ci sostengono lincando i nostri siti sui loro, mettendo i codici Rss del nostro blog, facendo girare gli articoli che giudicano più interessanti. Altri portano proposte (come quella sugli abbracci gratis) che altri ancora riprendono portando avanti performance e happening individuali o di piccoli gruppi. Altri ancora si uniscono ad alcune iniziative agendo da moltiplicatore (vedi il web corteo). La nostra rete di siti, la nostra produzione culturale è strettamente vincolata a questo sostegno costante (anche economico tramite l’adesione all’associazione Alcatraz), per sua natura efficiente e disorganizzato. Ovviamente vorremmo sviluppare via via questo tipo di collaborazione (colgo l’occasione per annunciare un raduno il 23-25 marzo 2007). E anche precisare il tipo di lavoro che vogliamo svolgere per il Movimento.
Questo documento ne è un esempio. Si tratta di un progetto. Una specie di consulenza che offriamo senza che nessuno ce l’abbia chiesta.
Il che, vorrei essere chiaro, non vuol dire che noi cercheremo di realizzare le proposte qui presentate. Ci limitiamo ad aver fatto il lavoro di analizzare la situazione e la direzione che presumibilmente sta prendendo e di avanzare delle proposte sperando che ci siano persone che vogliano svilupparle. Noi non fabbrichiamo auto (non siamo capaci). Noi progettiamo auto. Il che, in pratica, vuol dire che se qualcuno ci scrive dicendo: Sono uno dei 7 samurai, noi possiamo solo rispondere: Eccellente! Speriamo che riesci a trovare gli altri 6…
Ovviamente non è esattamente così perché se uno sceglie uno dei 7 progetti qui proposti non ha bisogno per mettersi all’opera che ci siano già gli altri 6. Ma prima o poi questo problema si porrà e noi potremmo dare appoggio ma non essere attori della soluzione.
Spero che si sia capito questo discorso. E’ essenziale essere chiari fin dall’inizio su chi fa cosa. Troppe iniziative sono cadute su questo semplice spartiacque.
Noi ci immaginiamo come un giocatore di una squadra che ancora non c’è. Iniziamo a fare il nostro gioco e vediamo cosa succede. Ma aspettiamo altri giocatori che a loro volta abbiano deciso quale ruolo giocare e che vogliano iniziare a farlo: chi fa da sé fa per tre e quando poi ne trovi altri 3 che fan da sé alla fine si fa per 12. E 12 decisi fanno il lavoro di 36 confusi. E dal punto di vista del casino è meglio essere in 4 che in 36.

A questo punto credo di aver scritto abbastanza.


“Jacopo lascia andare la rabbia”. Ma come faccio? (Gastrite, cistite, emorroidi solidali)


Il laboratorio Emorroidi solidali. sta producendo un gran dibattito. E io lo uso come centrale strategica per affrontare il mistero delle mie emorroidi.
Movimento, dieta vegetariana, molte fibre, esercizi di rilassamento, cremine e tisane di Achillea, hanno migliorato la situazione ma continuo ad avere noie invalidanti. Inoltre avere le emorroidi fa incazzare e nessuno che ti prenda sul serio. Io sono già musone di mio… figurati con le emorroidi che non riesco a stare seduto…
Ieri nel laboratorio emorroidale ho letto un ulteriore messaggio (dell’ottimo Giuseppe) che faceva risalire la causa ultima del malanno a rabbia bloccata.
Da tempo Elle mi aveva convinto di questo fatto. Ma come fare?
Questa storia del NON trattenere la rabbia la sento da anni, gli indiani usano un altro termine per descrivere la stessa cosa: aprire i chakra. Non solo le emorroidi sono legate a questa paura della rabbia, anche cistiti e gastriti hanno a che fare con questa questione. Non a caso nel mio passato ho sofferto dell’una e dell’altra (vedi Le mie cistiti su www.clinicaverde.it.).
Tutto gira lì, intorno a un’area bloccata, che non respira.
Ieri sera, con l’ano paonazzo, ero a letto e ho avuto la fortuna di un piccolo scazzo con Eleonora, contornato da un attacco feroce di un gruppo di burocrati di merda, e mi sono trovato nella situazione ottimale per osservare COME blocco l’incazzatura.
Inizialmente mi sono detto: forse mi libererò l’ano dalla pressione mettendomi a gridare con Eleonora. Ho capito subito che sarebbe stata una stronzata. Idem prendere la macchina e andare a insultare i burocrati cattivi. Correre nella pioggia e urlare avrebbe lasciato uscire la mia rabbia? Non mi prendeva proprio.
Allora mi sono chiesto che cosa sarebbe successo se mi fossi semplicemente concesso di ammettere che ero incazzato come una bestia in gabbia e che stavo male. Mi sono chiesto: cosa succede quando sono incazzato nero?
In effetti nel mio caso quasi niente. E’ vero che non permetto alla rabbia di uscire.
Sono capace di essere furibondo, stendermi a letto e addormentarmi nel giro di poco mettendomi a muovere impercettibilmente e lentissimamente il collo. E’ una specie di anestesia totale emotiva, immediata. E non è una capacità di cui vantarsi. Vuol dire uccidere le emozioni. Allora ho detto: vediamo invece di ascoltare questa situazione di rabbia. Cosa sento se l’ascolto?
Mi girano i coglioni.
OK ma cosa senti mentre ti girano?
Improvvisamente mi rendo conto che sto tenendo stretta come un pugno una specie di membrana che divide la parte alta e la parte bassa del corpo.
ho sentito che se lasciavo che l’energia che tenevo in basso salisse… forse…
E ho sentito la rabbia. La rabbia forte. Che usciva da sotto e mi arrivava in testa. Una specie di caldana. Si dice “il sangue agli occhi”. Ecco quello. Ero incazzato con quasi tutti al mondo!!!!!! (Ma non ero più incavolato con Eleonora, che è una persona meravigliosa!)
Allora mi sono reso conto di cosa cercavo di evitare. Quella specie di marasma. La testa sotto pressione, lo stomaco sottosopra.
Ecco cos’è trattenere la rabbia: impedirsi di ascoltare le sensazione sconvolgenti, di testa, che la rabbia provoca. Sensazioni sgradevoli. La testa pulsa, le braccia sono pesanti e ti rendi conto di non avere il controllo. Poi mi è iniziato un lieve dolore ai reni. Forse è da lì che la mia rabbia passa da giù a su. E’ lì che mi pigliano sempre le fitte dopo che mi trovo in situazioni di pericolo o di scontro violento che mi costringono a gridare e lasciare che il sangue arrivi agli occhi. Quando per difendermi sono costretto a lasciare libera la bestia dentro di me. Questo l’ho imparato tanti anni fa negli scontri con la polizia e i fascisti. In quei casi riesco a lasciar andare tutto, spengo la mente, solo così riesco a correre abbastanza velocemente da non farmi prendere.
Ma affrontare la perdita del controllo di se distesi sul letto, senza un pericolo primario addosso è un’altra cosa. Stai proprio male.
La sindrome che è portata dalla rabbia è veramente fastidiosa. E mi si ricollega in testa a disperazioni della prima infanzia. E’ la stessa qualità: FURORE.
Tra l’altro la parola MARASMA, secondo il vocabolario medico, indica proprio la sindrome patologica che colpisce il neonato lasciato da solo alla nursery subito dopo la nascita. La Cicatrice Originale.
Mi sono trovato a essere incazzato ben al di là dei fatti contingenti. Mi trovo a sentire un’ira contro il mondo che è tanto forte da paralizzarmi e da sconvolgere le mie sensazioni interne. Braccia e testa mi ribollono. Ribollire lo trovo disgustoso. Ma sento che è meglio ascoltarlo. Mi fa bene. Almeno l’energia scorre.
Cerco di continuare ad ascoltare questa tempesta sgradevole. Poi inizio a scekerare mani e piedi, piccole scariche di tremolii, una tecnica di rilassamento profondo che in Giappone chiamano Movimento Rigeneratore. Molto potente.
Finalmente mi addormento. Stamattina mi sveglio con i reni, la pancia e la testa in disordine. Come dopo un grande shock.
Ma il mio sedere non è più gonfio.
Non so se sia una reazione stabile o se domani mi troverò ad azzerare ancora (per l’ennesima volta) i miei progressi.
Comunque qualche cosa si muove.
E sarei molto curioso di sapere se c’è qualcun altro che è riuscito a lasciar andare la rabbia e come. Vorrei saperlo nel dettaglio delle sensazioni. I discorsi generali non servono. Per questo ho cercato di descrivere in questo articolo le sensazioni minuziosamente.
Un abbraccio.
Viva la scienza fatta dal popolo!

PS
Ho aspettato cinque giorni a pubblicare questo articolo… In effetti sto veramente meglio…


Cosa fare per abbassare il livello di violenza e bullismo tra i giovani.


Non voglio qui annoiare con lunghe analisi sociologiche quanto raccontare come, in Italia e altrove, si siano ottenuti risultati positivi nel lavoro con i ragazzi violenti. Vorrei inoltre portare alcune proposte che potrebbero incidere realmente alle radici del problema.
AFFRONTARE IL DISAGIO E' POSSIBILE
Per 10 anni il mio principale lavoro è stato quello di occuparmi di ragazzi cosiddetti devianti. In questa attività ho potuto verificare come l’atteggiamento violento derivi da tre fattori: mancanza di modelli positivi, mancanza di autostima, mancanza di ascolto (estrema solitudine e paura degli altri).
Inoltre, grazie a una serie di convegni e incontri abbiamo potuto costruire un panorama abbastanza vasto su altre esperienze.
La convinzione che ho tratto da questo lavoro è che sia abbastanza facile dare a un adolescente la possibilità di cambiare strada.
In Francia da decenni, ogni anno, 50 ragazzi provenienti dal riformatorio partecipano, insieme a 150 cavallieri, a una traversata della Francia che dura 30 giorni. A ogni giovane, dal primo giorno, viene affidato un cavallo. Un atto di fiducia. L’apprendimento delle tecniche di base necessarie per sopravvivere in una simile avventura vengono date sul campo e i ragazzi dimostrano da subito una capacità incredibile di apprendimento di fronte a un problema concreto (riuscire a stare in sella). Questo è il primo dato interessante.
Io stesso l’ho verificato accogliendo a Alcatraz gruppi di ragazzi difficili, quelli che all’ultimo tentativo di gita avevano causato 100 milioni di danni distruggendo mezzo albergo.
Appena i ragazzi scendono dal pulman li si mette in piedi sul cavallo. Non è molto difficile, specie se hai un cavallo ben domato. Ma i ragazzi non lo sanno e si sentono subito Tex Willer.
E’ lì che parte l’insegnamento: vuoi sapere come farai a sopravvivere nei prossimi giorni? Ascoltami.
Tra educatori e ragazzi si instaura un rapporto che non è improntato a un potere burocratico ma alla fiducia che provoca chi condivide con te le sue conoscenza: te le mette a disposizione. Il fatto di dover curare, nutrire e pulire il cavallo che ti è stato affidato da ai ragazzi un grande entusiasmo. E’ necessario affascinarli!
Dopo aver spiegato i rudimenti del rapporto con il cavallo passavamo a mostrare come si doma un puledro. E anche qui, dopo dieci minuti i ragazzi si ritrovavano chiusi in un tondino con un puledro inferocito.
Disciplina, rispetto, passione, impegno, risultato.
Tutto questo si può insegnare proponendo percorsi concreti, offrendo opportunità attraenti e dando fiducia.
L’elemento essenziale è che gli operatori abbiano una fede ceca nella capacità di crescita dei ragazzi.
Un esperienza analoga è stata portata avanti a Napoli da un gruppo di atleti.
Anche qui è stata stupefacente la capacità di questi giovani devianti di imparare in modo fulmineo le tecniche. Quel che un ragazzo normale apprende in 2 anni un deviante motivato lo apprende in 6 mesi.
Alcuni dei ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza sono arrivati a vincere gare regionali di atletica leggera.
A Alcatraz abbiamo anche invitato a portare la sua esperienza, in un convegno, Miloud, giovane clown francese che un giorno decide di dedicarsi ai ragazzi di strada di Bukarest. Passa tre mesi a dormire con loro nei cunicoli sotterranei della città instaurando uno scambio. I ragazzi insegnano a Miloud a parlare Rumeno e Miloud insegna loro a fare i giocolieri, gli acrobati e i buffoni. Nel giro di pochi anni Miloud riesce così a costruire due compagnie teatrali che girano l’Europa finanziando con il loro lavoro un centro diurno che accoglie 150 ragazzi e propone corsi di grafica e falegnameria, una decina di appartamenti dove i ragazzi vivono in comunità, un pulmino che gira la notte per la città offrendo soccorso e intessendo rapporti con i ragazzi che ancora diffidano del progetto. Abbiamo ospitato per una settimana dodici di questi ragazzi, che avevano il corpo coperto di cicatrici che si erano autoinflitte per dimostrare il loro coraggio e che ora si esibivano davanti a noi formando piramidi umane e interpretando pezzi classici della cluneria.
Un progetto simile ha preso vita nel quartiere Zen di Palermo.
Nei due convegni che abbiamo organizzato sull’uso del clown in ambito sociale Patc Adams ci ha portato la sua esperienza decennale nell’uso del comico nelle situazioni di emergenza. Patch ha iniziato andando nei locali dove ogni sera scoppiava una rissa, a far ridere la gente e ogni volta che lui era presente con le sue gags le persone rinunciavano a picchiarsi.
Patch Adams ha portato questo approccio negli angoli più disperati del mondo, dall’Iraq all’Afganistan e oggi queste tecniche di coinvolgimento artistico sono utilizzate in molti progetti di recupero per ragazzi traumatizzati dalla guerra.
Ogni volta che abbiamo affrontato ragazzi devianti e emarginati offrendo loro stima, ascolto e incoraggiamento abbiamo avuto risultati eccellenti.
Tra l’altro abbiamo organizzato un corso di scrittura autobiografica per un gruppo di barboni di Bologna tutto puntato sulla capacità spontanea di raccontare la propria vita trovando elementi comici.
I risultati anche in questo caso, come nei corsi di racconto teatrale autobiografico danno sempre risultati stupefacenti per la vena creativa che emerge così rapidamente da persone che non hanno mai pensato di saper scrivere o recitare.

Da tutte queste esperienze nasce la nostra convinzione che sia possibile ottenere grandi risultati. E’ solo una questione di volontà.
E di costi.
Ma si tratta di costi solo apparenti.
Le statistiche del Ministero di Grazia e Giustizia ci informano che il 70% dei detenuti, scontata la pena torna a delinquere. Questa percentuale si abbassa al 4% se prendiamo in considerazione i detenuti che hanno seguito in carcere programmi di recupero.
Anche in questo caso le esperienze di lavoro con i detenuti sono estremamente interessanti e diversificate.
Abbiamo lavorato con la dottoressa Nice che a Brescia ha tenuto seminari di “coscienza di sè”, presentandosi con il naso rosso. E da decenni, esperienze teatrali come quella di Rebibbia o di Poggio Reale, o scuole professionali alte, (come quella di cucina proposta dal comune di Napoli ai giovani delinquenti) hanno mostrato un incredibile potere di riabilitazione dei detenuti, offrendo una prospettiva diversa, una passione, la possibilità di esprimersi, un’immagine nuova e assolutamente affascinante di sé.
Ma perché queste esperienze restano così sporadiche? La semplice domanda è quanto costa rimandare a delinquere un ex detenuto?
Quanto costerà nell’arco di tutta la sua vita, allo Stato, un ragazzo che diventerà con molta probabilità un delinquente?
Si tratta di un problema globale. Prevenzione dell’illegalità e recupero dei detenuti sono due azioni strettamente correlate. Dal modo di affrontare questo nodo deriverà la situazione della società italiana nei prossimi decenni.
Prevenire è meglio che reprimere.
Un altro esempio sulla questione dell’investire in programmi di prevenzione riguarda i disabili fisici e mentali. Costa di meno offrire attività soclializzanti e di crescita perché così si riduce drasticamente il numero dei ricoveri in ospedale.
Ugualmente costa di meno educare i cittadini a comportamenti sani e a un uso prudente delle medicine e dei ceck up perché così si riduce lo spreco di trattamenti e i costi dei danni collaterali inutilmente provocati.

Che cosa si potrebbe fare?

Innanzi tutto dobbiamo individuare alcune azioni concrete che possano realmente offrire risultati.
Troppe volte propositi positivi si sono trasformati in azioni legislative che andavano poi a impantanarsi in incapacità individuali, lentezze burocratiche ecc.
Il primo obiettivo secondo me dovrebbe essere quello di moltiplicare quel che oggi già si fa e funziona.
Ci sono in Italia decine di gruppi di volontari che con mezzi spesso irrisori stanno dando prova di capacità e concretezza. Diamo a questi gruppi la possibilità di lavorare. Non tanto denaro quanto spazi fisici e opportunità di sviluppare iniziativa avendo, una volta tanto, l’amministrazione a favore e non contro. Quante costruzioni inutilizzate ha ogni grande comune italiano? Siamo pieni di enormi spazi inutilizzati. Rendiamoli fruibili per i giovani. Apriamo in ogni quartiere a rischio un centro multidisciplinare dove i giovani trovino strumenti per scoprire e coltivare nuove passioni.
E poi abbiamo le scuole, scaldate tutto il giorno e utilizzate per lo più solo la mattina. Diamo la possibilità di usare aule e palestre.
Soprattutto le palestre potrebbero offrire ai ragazzi enormi possibilità: ad esempio la semplice opportunità di organizzare una bella festa per il proprio compleanno. O di suonare di fronte a un pubblico con la propria band. Ci sono ragazzi che non possono MAI festeggiare con i loro amici perché non hanno una casa utilizzabile.
Nei Paesi Scandinavi in ogni quartiere esiste un grande palazzo dove i giovani trovano laboratori di tutti i tipi: video, audio, computer, falegnameria, ceramica, tessitura, teatro, danza, sale di registrazione, set televisivi, sale di montaggio video e audio, internet, biblioteca, videoteca, audioteca, ludoteca. E ovviamente questi luoghi sono gestiti da personale motivato e competente che offre un supporto valido.
Diamo modo alle associazioni che da anni operano con successo in questo settore di gestire spazi di questo tipo e di formare personale per gestirne altri.
E poi offriamo a questi centri culturali la possibilità di utilizzare spazi pubblici per organizzare eventi culturali.
Da parecchi anni ormai a Mestre ogni estate si tiene un festival che dura 40 giorni. E’ organizzato da un gruppo di italiani e di extracomunitari. Ogni sera in un grande prato della zona industriale ci sono un concerto gratuito o uno spettacolo teatrale e funzionano una pizzeria, una birreria, paninoteca, gelateria e una trentina di banchetti che formano un mercatino dove si vende di tutto. A mezzanotte spengono la musica ma ci sono comunque 5 mila persone per sera. Più di 50 posti di lavoro, e parecchi lavorano per tutto l’anno a organizzare il festival.
Dovremmo vedere i gruppi chiamati a gestire questi centri di aggregazione, formazione e produzione culturale come una risorsa capace di dare benefici a tutta la città. Diamo modo ai giovani dei quartieri a rischio di sfruttare le grandi possibilità che internet oggi offre a chi voglia mostrare un video o far ascoltare una canzone. Accade ogni giorno che giovani alla prima esperienza riescano a ottenere l’attenzione di milioni di spettatori. Si tratta di una grande occasione, di una possibilità che interesserebbe e motiverebbe anche i ragazzi delle nostre periferie più disastrate.
I giovani che oggi sono portatori di un pericoloso disagio sociale potrebbero diventare una fonte di vivacità culturale.
Per spiegare la logica di questa proposta vorrei fare un esempio.
La città di Cagli era dotata di un grande teatro settecentesco. Ogni anno spendeva qualche centinaio di milioni di lire per finanziare una stagione teatrale non eccelsa. Da più di 10 anni si è cambiata la logica. Cagli offre gratuitamente alle compagnie primarie il teatro per le prove e una serie di supporti tecnici e pure l’ospitalità. In cambio in alcuni giorni gli abitanti di Cagli possono andare a vedere come nasce e si sviluppa uno spettacolo. Poi l’ultimo giorno la compagnia recita senza compenso un’anteprima. In questi anni a Cagli hanno visto teatro di altissima qualità, sono nati laboratori di scenografia, sartoria, attrezzistica, ci sono elettricisti teatrali, fonici, datori di luci. Si è creato cioè uno sviluppo di potenzialità locali che ha provocato una crescita complessiva del livello della cultura. Girando per Cagli la differenza si percepisce anche semplicemente guardando le vetrine dei salumieri o l’arredamento dei bar. C’è una creatività, una ricerca estetica, un gusto per le soluzioni non omologate eccellente.
Lavorando in questa direzione, da tempo, proponiamo al comune di Napoli di modificare la sua politica sulla decorazione delle stazioni del metrò.
Il comune spende milioni di euro per comprare sculture di artisti di grido.
Non sarebbe utile investire parte di quei soldi per organizzare decine di corsi di pittura e scultura, coinvolgendo giovani artisti napoletani e ragazzi delle scuole e ricoprire le stazioni con le opere d’arte di questi neo creativi?
Se vogliamo pensare a una politica di riduzione del disagio giovanile dobbiamo anche dare spazio ai giovani per esprimersi. E dobbiamo avere fiducia che il risultato sarà eccellente perché questi ragazzi hanno molto da dirci se li vogliamo ascoltare!
Dare spazi ai giovani vuol dire dar loro luoghi fisici e mezzi tecnici per lavorare ma anche spostare sul frutto del loro lavoro parte dei mezzi economici che oggi sono destinati alla cultura degli adulti colti.
E’ chiaro che in Italia non avremo molti gruppi teatrali amatoriali fino a quando gli unici spazi disponibili dove recitare sono cinema che non costano meno di 1000 euro a serata e non vi è nessun canale pubblicitario privilegiato per queste iniziative. E’ il contrario di quel che succede a Amsterdam o a Kopenaghen dove è l’amministrazione pubblica a mettere a disposizione spazi a basso costo e a realizzare giornali che informano settimanalmente sugli eventi culturali minori.
Proprio a Kopenaghen ho assistito a una manifestazione straordinaria. Il comune aveva offerto a ogni gruppo artistico della città qualche centinaio di euro in cambio di un’esibizione in strada. C’erano un’infinità di gruppi che si esibivano ad ogni angolo! Cori religiosi, gruppi jazz, ballerini, cantanti, attori, maghi, acrobati, burattinai.
Qualunque tipo di esibizione era ben accetta. Il risultato furono 4 giorni in cui tutta la città era un palcoscenico.
Questo vuol dire dare spazio. Incoraggiare.
Organizzare eventi di questo tipo costa sicuramente meno di uno spettacolo teatrale pomposo prodotto da qualche Teatro Stabile di incompetenti per un pubblico di qualche centinaio di persone.
Ma parallelamente bisognerebbe dare ai giovani spazi anche commerciali per sviluppare la loro capacità di impresa.
Oggi un ragazzo che ha un’idea di impresa non ha modo di mettersi alla prova.
In Inghilterra esistono grandi mercati dove si aderisce a un contratto fiscale collettivo.
Puoi affittare uno negozietto di pochi metri quadrati in questa specie di suk, per 7 giorni. Paghi anticipato l’affitto e una tassa forfettaria. Nessun’altra formalità oltre all’identificazione. Per le formalità è sufficiente meno di un’ora. I ragazzi portano lì gioielli, vestiti, dipinti, propongono massaggi, decorazioni della pelle con l’hennè, soprammobili, sculture, giocattoli.
Diamo modo ai centri culturali di gestire anche spazi dove vendere e sperimentare il valore delle proprie intuizioni imprenditoriali subito e direttamente.

Il recupero dei ragazzi deviati.

La nostra esperienza di questi anni ci porta a pensare che la situazione migliore per lavorare con ragazzi che già hanno avuto comportamenti illegali è di portarli in mezzo alla natura per vivere un’esperienza completamente ristrutturante rispetto ai loro sistemi di valore.
I centri ideali dove svolgere questa attività dovrebbero essere luoghi dove si incontrano persone normali e persone che hanno problematiche diverse. Abbiamo più volte visto come si sviluppano interazioni eccellenti tra disadattati, disabili, ex tossicomani e persone con un disagio mentale.
Immagino strutture come Alcatraz, dove contemporaneamente si tengono corsi per clown indirizzati a educatori, si ospitano famiglie in vacanza e gite scolastiche e persone con diverse disabilità.
Un discorso a particolare andrebbe però sviluppato per casi particolarmente difficili: tossicodipendenti, malati mentali e giovani criminali recidivi disabili non autosufficenti e sprovvisti di sostegno famigliare. In questi casi il modello che più ci convince è quello di creare case-famiglia per gruppi di una dozzina di ospiti con problemi diversi e 6 educatori. L’obiettivo in questo caso sarebbe quello di creare gruppi che via via potessero avere un bisogno inferiore di assistenza diventando autosufficenti anche economicamente. Ovviamente anche in questo caso si dovrebbe avere l’accesso a circuiti commerciali agevolati e protetti come sbocco per i prodotti delle comunità.
Queste case-famiglia poi dovrebbero sorgere come dipartimenti dei centri culturali appena descritti che si occupano della formazione e di offrire percorsi più o meno brevi.
In questo modo chi vivendo da un tempo sufficiente nella casa-famiglia ha sviluppato particolari professionalità può metterle a disposizione del centro sviluppando così sinegie economiche.
Ad esempio alcune persone che hanno usufruito di periodi di ospitalità lunga a Alcatraz hanno poi trovato lavoro all’esterno proprio grazie alla professionalità sviluppata con noi (ad esempio iniziando a lavorare con i cavalli in un centro di ippoterapia dopo aver seguito un percorso di due anni di rieducazione attraverso il lavoro con i cavalli).
Anche qui si tratta di progettare modelli in grado di seminare e far crescere capacità piuttosto che affrontare un’assistenza a perdere dalla culla alla tomba.
Una volta che un cittadino diventa un criminale ce l’hai sul groppo fin che campa. Non converrebbe realizzare un vero tentativo di farlo ragionare?

Questioni collaterali ma essenziali.
Sviluppare una cultura contro la violenza significa innanzi tutto sviluppare un’iniziativa culturale contro la violenza sessuale.

E’ dal disprezzo per la donna che nascono tutte le forme di bullismo e violenza.
E il disprezzo per la donna è collegato alla disperazione sessuale, all’incapacità di vivere un sereno incontro emotivo con un’altra persona.
E questa profonda insoddisfazione sentimentale e sessuale poggia saldamente sull’ignoranza sessuale.
Qualunque delle tante inchieste realizzate negli ultimi anni su questo tema ci mostra un panorama sconcertante di assenza di informazioni essenziali, a partire da quelle sull’igene intima.
La scuola non può continuare a abdicare dal suo ruolo.
So di non toccare un tema facile.
Il mio spettacolo, “Lo zen e l’arte di far l’amore”, girato dalla Rai doveva andare in onda 3 volte in seconda serata. Annunciato non andò in onda e poi venne trasmesso una sola volta, senza preavviso, dopo mezzanotte. Oggi nella Spagna di Zapatero la televisione di stato manda in onda una graziosa signorina che entra in particolari tecnici ben più scandalosi di quelli che trattavo io.
Per portare nelle scuole una vera educazione sessuale (chi la fa? Che cosa dice?) ci vorranno anni e una vera rivoluzione culturale. Se provassimo a trasmettere nelle scuole medie inferiori italiane i video realizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione danese avremmo famiglie che corrono a dar fuoco alle scuole.
Ma qualche passo, almeno utilizzando la televisione e i libri di testo, forse potremmo farlo.
Qualunque miglioramento nel settore dell’informazione sessuale e sentimentale si tradurrà certamente in una diminuzione delle tensioni e quindi dei crimini sessuali e della violenza in generale.
Potremmo aggiungere, ma credo sarebbe fantascienza realizzarlo oggi in Italia, che in altri paesi i giovani hanno la possibilità di frequentare particolari ostelli dove è possibile affittare una camera da letto per qualche ora. Dando così modo ai giovani di vivere in un ambiente sicuro, pulito e confortevole le loro prime esperienze sessuali.

La scuola è una fabbrica di disagio.

Moltissimo è cambiato nella scuola italiana dagli anni raccontati nel libro “Lettera a una professoressa”.
Ma la scuola continua a essere ostica e incomprensibile per una parte troppo grande di giovanissimi.
Una recente ricerca ha calcolato che in Italia ci sono più di 700 mila analfabeti totali, un terzo della popolazione non è in grado di compilare un semplice modulo per un vaglia postale e un altro terzo non è in grado di capire le istruzioni scritte per attivare un telefono cellulare.
I criteri per progettare una scuola diversa sono noti e ormai accettati in gran parte del mondo.
Le basi per costruire una scuola che aiuti lo sviluppo della personalità di tutti sono state fissate all’indomani del 25 aprile del 1945 da un gruppo di partigiani di Reggio Emilia che vendendo un carro armato tedesco a una fonderia si procurarono i fondi necessari per aprire l’Asilo Diana.
Oggi il metodo elaborato in quegli anni dal gruppo di Malaguzzi è stato ufficialmente adottato dal sistema scolastico svedese ed è sperimentato in asili di Usa, Canada e Giappone.
In Italia la televisione di stato non ha mai dedicato a questa esperienza lo spazio che meriterebbe.
Il metodo di Malaguzzi parte all’idea di non insegnare ai bambini nozioni ma di incoraggiarli a sviluppare il gusto per il ragionamento e la ricerca.
Ogni anno, parlando con gli educatori, i bimbi tirano fuori una particolare curiosità che matura spontaneamente in discussioni e giochi. Un anno fu scelta una domanda: cos’è l’ombra? E via a sperimentare seguendo la logica dei infantile. Provano a coprire l’ombra, inchiodarla, chiuderla fuori dalla porta. Provano a disegnarla (ma si sposta col sole e non fai in tempo) provano a fare tre ombre con un pupazzo e tre lampade tascabili in una stanza buia. Alla fine ne esce un libro molto divertente, edito dal comune di Reggio Emilia: “Tutto ha un’ombra tranne le formiche”. Così si insegna la creatività. La disciplina, l’impegno. Un anno trascorso occupandosi con tutti i mezzi (teatro, burattini, disegni, sculture, canti) di inventare un luna park per uccellini con fontane. L’anno dopo ci si occupa di scoprire cos’è la pioggia e da dove viene.
Disgraziatamente l’esperienza di Malaguzzi (osteggiata dal mondo culturale e politico italiano) ha potuto svilupparsi solo parzialmente nelle classi successive del percorso scolastico.
Ma anche qui si sa benissimo in che modo potremmo motivare all’apprendimento e all’amore per la cultura e il ragionamento.
La prima critica che dobbiamo muovere alla scuola italiana è di essere avulsa dalla realtà. Un ragazzo esce dopo13 anni di scuola senza sapere nulla del sesso, dei sentimenti, di psicologia e relazioni, di come prendersi cura dei bambini, di come funziona una busta paga, un’assicurazione, un interesse bancario, un mutuo prima casa. Non sanno nulla di tasse, di isolamento termico di una casa, di manutenzione di un’auto o di una caldaia. Non conoscono le elementari precauzioni da prendere quando si fa una cura di antibiotici, non conoscono i loro diritti, non sanno niente dei più diffusi tipi di truffa e raggiro ne di come si svolge una causa civile o penale, cosa sia l’Iva, come si leggano le etichette e le garanzie dei prodotti.
In una parola non hanno studiato nulla di quel che sicuramente gli sarà indispensabile per vivere.
Di tutto questo sui libri di testo non c’è un’unica riga.
Come si può pretendere che gli studenti si appassionino a uno studio completamente avulso dalla realtà?
Daltra parte in tutte le esperienze nelle quali gli insegnanti sono riusciti a agganciare lo studio alla realtà degli allievi si sono ottenuti risultati strabilianti.
Ho verificato quanto alcune storie diventati film ollivudiani non raccontino sogni, grazie ai corsi che ho tenuto in alcune scuole.
Se in una elementare ti presenti vestito da clown e metti in condizione ogni bambino di realizzare il suo burattino e poi recitare uno spettacolo sono tutti felici di collaborare.
In una classe delle medie inferiori ho tenuto un corso di matematica da ridere in dieci lezioni. Indovinelli matematici e geometrici, enigmi logici, messaggi criptati, numeri magici come 11111x11111=123454321. Per arrivare a quanto ti costa veramente una telefonata sul cellulare e capire che la pubblicità si approfitta di te perché non sai calcolare se l’acquisto rateale del computer ti costa una fortuna in interessi bancari.
In un liceo artistico ho tenuto quindici lezioni che avevano come obiettivo realizzare un prodotto artistico e cercare di venderlo.
In tutti questi casi il risultato è stato un grande miglioramento dell’interesse dei ragazzi in tutte le materie. In particolari i risultati più evidenti erano con gli ultimi della classe che improvvisamente si mettevano a studiare al pomeriggio per fregarmi con un loro indovinello matematico.
Se dovessi organizzare una scuola elementare o media inferiore seguendo questo criterio utilizzerei i cortili e gli spazi disponibili intorno alle scuole per creare micro fattorie, con piccoli animali da cortile e orti. E l’obiettivo di far si che ogni allievo possa portare a casa ogni tanto un po’ di verdura e frutta e dire alla mamma: guarda questa l’ho coltivata io per te. Tutte le materie dovrebbero ruotare intorno a attività agricole, o altre analoghe, che permettano ai bambini di appassionarsi. Curando i conigli e le caprette affrontiamo problemi di aritmetica, biologia, clima, conti per l’acquisto dei mangimi e la vendita dei capi in esubero.
E scriviamo la storia della gallina Gina, e andiamo a vedere com’erano le galline 50 milioni di anni fa e come le allevavano gli antichi romani.
Alle elementari poi darei molto più pazio al gioco e alle attività artistiche e invece della solita ginnastica integrerei percorsi di educazione all’auto ascolto.

A partire dalla scuola media inferiore inserirei elementi di maggiore complessità come la realizzazione di grandi progetti: un viaggio, una mongolfiera. Un’automobile solare. Un professore francese ha costruito con i suoi allievi di una terza media inferiore un generatore elettrico che sfrutta la dilatazione di un lungo palo di ferro esposto al sole.
I ragazzi diventano bravissimi quando gli si propone un obiettivo che contiene un’avventura.
I ragazzi hanno bisogno di impegnarsi.
Ma gli insegnanti potrebbero aiutare i ragazzi a rendersi anche utili per i loro genitori. Nella maggioranza dei casi le famiglie italiane non hanno tempo e cultura per valutare alcune scelte come le
tipologie assicurative o i contratti telefonici o bancari. Come abbiamo detto circa 2 famiglie su 3 non hanno proprio la capacità di capire un contratto, percentuali, clausole di esclusione eccetera. Perché non insegnare l’importanza della conoscenza del concetto delle percentuali per aiutare gli allievi a migliorare il contratto del conto bancario di famiglia? Perché non insegnare come trovare su internet l’offerta migliore per un’auto usata?
Un’altra proposta, adatta a ragazzi delle superiori è quella di studiare l’efficienza di semplici ecotecnologie e poi proporne l’uso in casa conteggiando il risparmio ottento dalla loro famiglia. Sostituire una lampadina a incandescenza con una a basso consumo che duri 15 mila ore genera un risparmio di 150 euro.
Sicuramente uno studente che riesce a vedere che ha dato un contributo economico alla famiglia grazie a quel che ha imparato a scuola avrà una grandissimo aumento della propria autostima!
Sono convinto che cambiamenti in questa direzione nella scuola italiana saranno molto difficili. Ma si potrebbe cominciare creando con gli insegnanti un dibattito, promuovendo classi sperimentali (specie nelle aree più difficili), incentivando corsi di formazione per insegnanti che vadano in questa direzione. Ma la Rai potrebbe da subito dare visibilità a quelle scuole che si muovono in questa direzione con trasmissioni che seguano la gloriosa scia di Non è mai troppo tardi che insegnò a leggere e a scrivere a un milione e mezzo di persone. Perché non pensare a trasmissioni che valorizzino raccontino le esperienze delle classi più avanzate? Sicuramente si creerebbe un fenomeno di imitazione. La televisione è potente ma poco sfruttata in Italia per aiutare la diffusione della cultura. Gli esempi all’estero si sprecano. Ci sono ad esempio ben 6 trasmissioni che trattano di libri che vanno in onda ogni settimana in prima serata. In altre nazioni gli esempi di interazione tra lavoro creativo nelle scuole e spazi televisivi si sprecano. E ci sono anche esempi di trasmissioni collegate a internet che, attraverso una selezione basata sul successo in rete, selezionano i lavori da trasmettere sulla rete televisiva.
Anche questo vuol dire dare spazio alle idee dei giovani.

Un altro passo utile in questa direzione sarebbe quello di separare i percorsi didattici degli insegnanti da quelli di chi vuole usare la sua laurea sul campo.
Preparare un fisico che lavori in laboratorio non può essere considerato uguale a preparare un insegnante di fisica. E’ assurdo. Per insegnare agli adolescenti sono necessarie competenze specifiche riguardo la comunicazione, la psicologia dell’apprendimento e la particolare situazione emotiva dei giovani.

Riassumendo, per concludere, credo che siano disponibili tutte le conoscenze necessarie ad affrontare la violenza giovanile con successo e credo che sia indispensabile riuscirci.
Credo anche che sarà difficile fare passi in questa direzione anche se piccoli gruppi, senza sostegno pubblico, da tempo sono impegnati su questa via con successo.
Dare forza a queste iniziative vincenti è l’unico metodo utile a accelerare i tempi ma credo che comunque la società si stia muovendo in questa direzione.
Malauguratamente troppo lentamente rispetto ai livelli di sofferenza che il perdurare di questa situazione provoca.
Ma sperare è umano.