Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Che faccia fai quando scopri il nome dello stupratore di tua madre?

32 anni fa mia madre tornava a casa coperta di sangue.
5 fascisti l'avevano rapita sotto la minaccia delle armi, caricata su un furgone, violentata, tagliuzzata sul viso, sui seni e sul ventre con le lamette. Le avevano spento addosso le sigarette. L'avevano picchiata. Io non avevo ancora compiuto i 18 anni, ero comunista e amavo mia madre.
Per anni non pensai ad altro che a trovare quei 5 e ucciderli.
Entrai in un'organizzazione comunista combattente.
Non uccisi né ferii mai nessuno.
Mi resi conto della follia che stavo per compiere appena in tempo.
E iniziai la strada che mi portò a cercare di riconoscere il mio dolore e a dare un senso completamente diverso alla vita.
La filosofia pacifica dei claun che cercano la bellezza del mondo.
Poi si appurò che i rapitori avevano agito con la copertura di un gruppo deviato delle forze dell'ordine.
Subito dopo lo stupro e le sevizie (ci dicono alcuni documenti ritrovati dentro i soliti faldoni perduti) si brindò in una caserma milanese.
Ora, in coda alla storia agghiacciante di due turiste francesi violentate, salta fuori un nome e un indirizzo di uno stupratore: pregiudicato, faceva lavorare in nero i due stupratori e ha cercato di avvisarli che la polizia li cercava....Pare.... Il suo nome sarebbe contenuto in un documento saltato fuori tempo fa (i soliti faldoni che saltano fuori dopo decenni...) insieme a quelli degli altri stupratori. Non lo sapevo.
E non so se sia vero.
Ma per un attimo ho pensato: "Adesso lo posso uccidere."
Ho seriamente valutato quanto ci avrei impiegato ad arrivare a Milano per farlo fuori.
Poi ho deciso che continuerò sulla via dei claun.
Ma vorrei esprimere tutto il mio disgusto per questa società di merda.
E non tanto perché i loro noi erano da sempre noti ad alcuni elementi delle forze dell'ordine e con un po' di impegno ci si poteva arrivare... (mia madre fu rapita dietro la caserma di Sant'Ambrogio della PS, in un punto sotto gli occhi di un piantone che quel giorno non c'era...)
No lo schifo è stato il silenzio su questo crimine.
La mancanza di indignazione.
Questo è l'orrore, non l'esitenza di pazzi maniaci.
Si stupra, si bombardano villaggi, si mettono bombe, si lascia che a milioni muoiano di fame o vivano in schiavitù.


Cittadino... il sindaco è lì per te, fatti sentire!


A tutti i cittadini Napoletani: Aiuta il sindaco a fare il suo dovere, chiamala per raccontarle il tuo disagio e lei ti dovrà aiutare. Ma se non la chiami personalmente, penserà che tutto va bene! Chiamala direttamente oppure scrivile una e-mail e non rifugiarti più soltanto nei blog. Presentati al comune e fatti conoscere. Il sindaco è al comune non per scaldare una sedia ma per risolvere i problemi ai cittadini, approfittane! E se puoi diffondi questo messaggio per farlo sapere a tutti i tuoi concittadini.
Eleonora Albanese

Caro maschio: il tuo è un vero orgasmo o sei frigido? La rivoluzione comincia dal piacere!

(Attenzione: questo articolo contiene istruzioni precise per un orgasmo avvanzato. Per leggere tutto clicca "leggi tutto", scritto in rosso sotto l'articolo)

Frigidità maschile, eiaculazione senza orgasmo (adenia)

Anche il maschio ha la clitoride, si trova al di sotto delle chiappette del glande. Il maschio ha pure il punto L, un altro centro dell'orgasmo maschile sconosciuto. Dal punto L dipende il piacere anale maschile.

La guerra infuria, Prodi minaccia di scendere a patti con Forza Italia per concedere l'indulto a gente come Previti, Tanzi ecc...
E' uno di quei momenti che servirebbe un movimento con le palle e invece c’è il calo degli zuccheri, il caldo torrido, il riflusso, la crisi.
Dovremmo quindi stare a vedere questo massacro di bambini, principi e diritti senza fare un cazzo che serva.
La mia idea è che tocca rimboccarsi le maniche e rincominciare a parlare dei FONDAMENTALI.
L'orgasmo ad esempio.
I leader della sinistra non ne parlano mai.
Per questo le cose vanno male.
Lo sapevi che la metà dei maschi che riescono ad arrivare all'eiaculazione non provano comunque l’orgasmo? La frigidità maschile esiste ma parlarne è un tabù!!!
Che il maschio frigido esiste lo affermò William Reich per spiegare l'adesione di massa al nazismo e al fascismo ("La rivoluzione sessuale.").
Lo prova il fatto che il 50% dei maschi dopo i 50 anni soffre di ipertrofia prostatica.
Il centro dell'orgasmo maschile si trova infatti in due punti.
La clitoride maschile, un'area grande quanto un euro sotto le chiappette del glande e il Punto L, tra i testicoli e l'ano.
Quest'area viene sollecitata tramite aspirazione vaginale (si ottiene contraendo lo stesso muscolo che muoviamo bloccando il flusso delle orine; il pubococcigeo).
Oppure si può sperimentare questo tipo di orgasmo delizioso grazie a un'aspirazione ritmica orale o attraverso un massaggio esterno tra i testicoli e l'ano o per via anale sollecitando un'area sita sulla parete dell'ano verso la radice del pene a circa 2,5 cm di profondità (un dito femminile e un po’ di crema lubrificante vegetale vanno benissimo, non è indispensabile essere sodomizzati da Spartacus (che è comunque un’opzione lussuriosa)).
Senza saperlo si sollecita questo punto anche durante la masturbazione manuale tirando un poco il pene mentre la mano sale o battendola lievemente sul pube mentre scende.
(Su tutto questo vedi www.sessosublime.it)
Ma se il muscolo puboccigeo (quello della pipì di prima) è sempre contratto quando hai 50 anni scoppia tutto. Ma prima non riesci a raggiungere un vero orgasmo perché il Punto L è strangolato.
Ora è importante sapere come capire se hai un vero orgasmo o no. Perché molti scambiano un sussulto gradevole con un orgasmo.
Un pieno orgasmo si ha quando:
1- C’è piacere prima che l’eiaculazione inizi. Si tratta di un piacere che ha come epicentro la clitoride maschile.
2- Quando inizia l’eiaculazione il piacere continua aumentando di intensità ed è focalizzato nel Punto L. Gli spasmi di piacere continuano potentemente fino a che l’eiaculazione finisce e a volte anche dopo.
3- Dopo ci si sente pienamente rilassati, sorridenti e ottimisti. Se l’orgasmo è stato veramente totale si ha la netta sensazione che Dio esista, sia femmina e sostanzialmente comunista.
Tutto quanto ho detto è frutto della mia esperienza diretta: a causa di un’esagerata tensione psicologica e muscolare mi sono trovato giovanissimo ad avere la prostata disastrata soffrendo parecchio e non riuscendo per anni a provare qualunque tipo di piacere prima o durante l’eiaculazione.
Poi, piano piano, cercando di trovare il motivo per prendere la vita più alla leggera, ho imparato a essere più lento, morbido e passivo e ho iniziato a sperimentare l’orgasmo vero.
Non sempre ci riesco ma quando mi succede è straordinario.
Te lo consiglio.
La rabbia per quel che succede nel mondo cerca di rubarti la voglia di costruire momenti degni di essere vissuti (l’unica forma di lotta vincente contro le orde del caos). Combatti l’annichilimento della tua anima causato dall’indulto a Previti meditando sul fatto che lui un vero orgasmo di profonda intimità e empatia, di quelli che il Punto L inizia a cantare, non lo ha provato mai.
Gli manca la capacità di abbandonarsi e ascoltare.
Che Dio abbia pietà di lui.
ALLARME!
I PIRATI SONO ALLA MARINA!!!
TROMBATE!

PS: Per provare il massimo si consiglia lo stato di totale passività del maschio.
Lui sdraiato sulla schiena, lei accovacciata tra le sue gambe aperte. Lei perende in bocca il glande in modo che il suo labbro inferiore insista (che fai insisti?) esattamente sulla clitoride maschile.
Con una mano ella prende delicatamente il pene e produce un movimento di su e giù: la mano non scivola sulla pelle dell’asta ma, attraverso una pressione morbida, porta la pelle che ricopre il pene ad andare su e giù sollecitando così sia la clitoride che la base del pene.
Lei inoltre, con l’altra mano, accarezza il Punto L tra i testicoli e l’ano, con una lieve pressione ritmica o in alternativa provvede a una sollecitazione digitale (presa Skart!).
Quando il maschio arriva all’apice del mielice lei succhia ritmicamente di modo da sollecitare attraverso il canalino del pene il Punto L alla radice del pene medesimo.
Il maschio per tutto il tempo sarà passivo e inerte, pregherà il suo Dio, respirerà profondamente espirando senza sforzo (senza spingere fuori l’aria).
Prima dell’orgasmo sbadigliare a lungo, ripetutamente per 15 minuti aumenta la profondità del godimento perché rilassa la muscolatura pelvica involontaria (GIURO!!!)

Per approfondire
Pompini solidali
Come far impazzire di piacere una donna. Apriamo un laboratorio strategico!!!!
Il desiderio femminile e le vacanze di sogno.
Lo stupratore è frigido! Ecco perché.
Eiaculazione Femminile. Quanto eiaculano le donne? Apriamo il dibattito.


Jamie Oliver e la rivoluzione delle mense inglesi

Qualche settimana fa abbiamo dato la notizia di un provvedimento storico del Ministero dell'Istruzione britannico, che ha deciso di migliorare la qualità delle mense scolastiche del paese a partire dal prossimo settembre (per maggiori informazioni www.jacopofo.com/?q=node/1608). Saranno previsti menù più equilibrati, completi e salutari, corsi di formazione per i cuochi delle mense pubbliche e la messa al bando dei distributori automatici di bibite gassate e snack ipercalorici nelle scuole. Grazie alle vostre segnalazioni abbiamo scoperto che dietro a questa grande rivoluzione che, è provato da altre esperienze simili, porterà a un miglioramento del rendimento scolastico, maggiore attenzione e concentrazione degli studenti e minore aggressività, c'è un giovane chef, una vera e propria celebrità in Inghilterra. Si tratta di Jamie Oliver, 27 anni con la faccia di un ragazzino, capelli spettinati, abbigliamento casual. Parla il linguaggio dei più giovani, è un fan della cucina italiana (ha imparato il mestiere da un italiano), le sue trasmissioni televisive sono le più seguite e i suoi libri di cucina i più venduti del Regno Unito. Qualche anno fa ha aperto a Londra il ristorante "Fifteen" dove da' lavoro a 15 ragazzi con problemi di inserimento sociale. Poi, un giorno, il figlio di Jamie ha iniziato a studiare e suo padre si è domandato cosa mangiasse a scuola. Non lo avesse mai fatto! Nelle mense scolastiche britanniche non si cucina, si toglie dalla scatola e si scalda. Si scaldano hamburger, bastoncini di qualcosa, crocchette di altro, si reidratano fiocchi di purè e si friggono patatine precotte. "Cibo ricostruito", come lo ha definito lo stesso Jamie, e contenente sale, nonostante sia vietato usarlo. Il tutto, per fortuna, è stato ripreso dalle telecamere e le immagini di ragazzini che mangiavano tutti i giorni patatine fritte e una porzione di crema pasticcera, hanno iniziato a fare del giro del mondo, arrivando anche in Italia, su Gambero Rosso Channel (nutriamo un particolare affetto per questo canale televisivo...) Le mense scolastiche, sia pubbliche che private, funzionano in modo opposto rispetto a un ristorante: uno chef crea un piatto, calcola quanto è costato e poi stabilisce il prezzo nella carta. Le mense invece prendono un prezzo ed entro quel budget creano i menù. Nel caso delle scuole pubbliche inglesi, gli ingredienti di un pasto non devono costare più di 37 pence, cioè appena mezzo euro per ogni ragazzo. Il risultato sono tonnellate di cibo spazzatura, per nulla nutriente. Dopo aver raccolto tramite una petizione sul suo sito (www.jamieoliver.com) oltre 200mila firme, Jamie si è reso conto che doveva fare di più, studiando nuovi piatti e facendo dei corsi per le cuoche. Crea, con non poche difficoltà a causa del budget imposto, focacce di pane al pomodoro e pastasciutte con 6 verdure diverse nascoste nel sugo. Inoltre organizza giochi e fa lo stupido con gli studenti (travestendosi da pannocchia) per convincerli a mangiare. Prende le cuoche delle mense e le porta a lavorare per qualche giorno nel suo ristorante, facendo così riscoprire loro il gusto e il piacere di cucinare bene. Nei prossimi tre anni il governo britannico stanzierà 280 milioni di sterline, circa 410 milioni di euro, per aumentare quel diabolico tetto di spesa massima per pasto e finanziare corsi di "aggiornamento" per gli operatori. Tutto per merito di un claun!!!


Ma tu la conosci la Kirghisia?

Ho trovato il libro che leggero' durante l'estate: "Lettere dalla Kirghisia", di Silvano Agosti, ed. L'Immagine, anno 2004.
Un lungo racconto, strutturato in una serie di lettere, dove si narra di un luogo che forse esiste, forse no, chiamato Kirghisia.
In questo paese, dove l'autore capita per caso, i dipendenti del settore pubblico e privato lavorano un solo giorno alla settimana, percependo comunque uno stipendio pieno. Il resto del tempo e' dedicato al sonno, al tempo libero, alla creativita', agli hobby, alla famiglia, ai figli e ovviamente a far l'amore.
La Kirghisia e' un paese dove la societa' non e' organizzata con la classica piramide, in cui nella punta sta chi ha il potere e alla base chi lavora, ma come una sfera. Scrive Agosti in una lettera ad Abuniag Trinzek (cittadino della Kirghisia): "Credo di aver capito che da voi finalmente la struttura sociale e' a forma di sfera con al centro la vita e tutti gli esseri umani sono equidistanti dal centro, perche' avete scoperto che "vivere" e "lasciar vivere" e' la vera beatitudine, mentre qui da noi ci si accontenta di "produrre e consumare sempre di piu'".
E' un paese dove i governanti esercitano il loro mandato sotto forma di volontariato, mantenendo lo stipendio che percepivano nella precedente attivita' lavorativa. Chi compie 18 anni riceve in regalo una casa, chi vuole fare sesso si attacca un fiore azzurro sul petto in modo che tutti lo sappiano.
E' anche un paese dove ogni anziano e' nominato ad honorem "insegnante di vita" e viene invitato nelle scuole per raccontare e trasmettere la sua esperienza.
Chi ha piu' di 70 anni ha diritto di mangiare gratis in tutte le mense pubbliche, viaggiare gratis negli autobus, metropolitane, treni e aerei e frequentare cinema, teatri e musei senza alcuna spesa.
La Kirghisia e' un paese dove gli stadi di calcio sono semivuoti, non perche' le persone non amino questo sport, ma perche' negli anni hanno iniziato tutti a praticarlo. Invece di sedersi sugli spalti, scendono in campo!
La scuole non si chiamano scuole ma Valli della vita e sono ubicate all'interno di parchi verdi. Gli insegnanti non si chiamano insegnanti ma animatori e le aule non si chiamano aule ma case, c'e' la Casa della Filosofia, la Casa della Matematica, la Casa della Geografia, della Musica, della Letteratura.
Nelle valli della vita kirghise non si studia, ma si gioca, si scopre e si impara.
"Chi sono quelli tutti vestiti di giallo?" chiede Agosti al suo accompagnatore.
"Sono persone che hanno rubato, a loro viene richiesto di vestire completamente di giallo per un periodo equivalente a quello che altrimenti dovrebbero trascorrere chiusi in una cella. Qui siamo tutti convinti che la sola condanna possibile sia la consapevolezza del delitto. Per questo devono spiegare a chi incontrano le ragioni che li hanno spinti a infrangere una norma comunemente stabilita, quella appunto di non rubare."
"E quelli vestiti di viola?"
"Quelli hanno ucciso e devono vestire cosi' fino a settant'anni, spiegando a loro volta a chi lo chiede le circostanze che li hanno portati a compiere il delitto."

Esiste veramente questo luogo o e' solo un'utopia del paese in cui tutti vorremmo vivere?
A questa domanda Silvano Agosti risponde che si', la Kirghisia esiste, e si trova in fondo al nostro cuore.


MADRE CORAGGIO, DIARIO AUTENTICO E IMMAGINARIO DI CINDY SHEEHAN Ultima stesura

MADRE CORAGGIO (Ultima stesura)
DIARIO AUTENTICO E IMMAGINARIO DI CINDY SHEEHAN
Di  DARIO FO e FRANCA RAME

Per diritti di rappresentazione o traduzione rivolgersi studio Flavia TOLNAY info@tolnayagency.it

Franca: "Non avete mai sentito parlare delle pietre tornicanti? Vedo il vostro viso stupito. Sì avete capito bene: pietre tornicanti, che rotolano e cantano. Ma da dove vengono? Esistono davvero? Sì, si trovano nel Nevada, in pieno deserto. Sono sassi tondi di varia misura, levigati come marmo, vuoti nell'interno. In quel vuoto nascondono una pietra di minor dimensione, detta sfera-figlia, che funge da volano".
Ecco... è così che inizia la ballata che un cantastorie del Nevada,  un certo Buskaara, ha dedicato a Cindy Sheehan, la madre di un soldato morto in Iraq, Casey. E continua:
Quando il vento investe la pietra tornicante, quella comincia a roteare e nel suo ventre la pietra-figlia rotea con maggior velocità. Se vi capita di scuotere all'altezza dell'orecchio una di queste pietre, ne sentirete uscire uno strano suono che assomiglia a uno sproloquio senza senso. Per questo, tali pietre vengono anche chiamate sassi parlanti o che cantano.
L'impresa di Cindy - dice il cantastorie - ricorda una favola indiana che racconta della pietra che canta,
spinta dal vento e costretta a rotolare nella prateria. Il suo passaggio muove e trascina con sé altre piccole pietre che come lei vanno rotolando e si sfregano l'un l'altra, causando piccole scintille che via via aumentano fino ad incendiare tutta la prateria.
Infatti nessuno avrebbe dato un soldo di credito a quell'umile donna seduta davanti all'ingresso della tenuta del Presidente. Nessuno immaginava che Cindy fosse una pietra parlante e che al suo richiamo giungessero tante persone commosse, anzi mosse, da quella sua semplice domanda:
'Perché mio figlio è morto?' -
E il cantore conclude: - Forse non ci abbiamo fatto caso. Quella frase disperata, detta con parole così semplici, è la stessa che la madre di Cristo ha pronunciato sotto la croce: "Perché ti uccidono, figlio mio?".

Eccovi la storia di Cindy...
Su uno schermo posto come fondale compare l'immagine di un marine in primo piano, che via via si allontana prospetticamente. Alle sue spalle sale una colonna di fumo: è il classico pozzo di petrolio che va in fiamme. Un taglio di luce illumina in scena una donna che prende forma spuntando dal buio. Vicino a lei c'è una sedia da giardino sulla quale ad un certo punto si andrà a sedere.

FRANCA: Una frase che mi sento risuonare più volte nel cervello ha la voce di mio figlio: "Mi voglio iscrivere all'università, mamma. L'unica opportunità che ho è quella di arruolarmi nell'esercito degli Stati Uniti. Sarà l'esercito a pagarmi le tasse per frequentare i corsi, non ho altra soluzione." Era il maggio del 2000.
Un mese dopo la sua partenza per la zona d'operazione è arrivato un accredito da parte dell'Esercito a nome di Casey Sheehan: erano i denari per l'Università.
Il 4 aprile 2004, tre ufficiali dell'esercito sono venuti a casa mia a dirmi che Casey era stato ucciso in Iraq.
Sono svenuta.
Era come se tutto fosse volato via: la casa, la sua stanza, i suoi abiti civili, i suoi giochi, i suoi libri, la bicicletta...
Tutto morto. L'accredito non serve più.
Arrivavano i suoi amici balbettando cordoglio, la sua ragazza non riusciva a piangere, era bianca come uno straccio. Ogni tanto le usciva come un singhiozzo... ma niente lacrime. Io invece, sono rimasta come pietrificata, solo le lacrime erano in movimento, mi rigavano la faccia di continuo... piangevo, piangevo lacrime con urla disperate... lacrime silenziose... un fiume di lacrime... e la sera... volevo morire.
 "Sì, Casey, sì... stai tranquillo... ora mi calmo... ce la farò..."
Me lo sentivo intorno... preoccupato come sempre, per me...
"Avete mai sentito il suono urlato di una donna alla quale hanno ammazzato il figlio?
Avete mai sentito il suono di un padre che trattiene il suo pianto?
Avete mai sentito il suono dei colpi... scanditi sulla tomba di vostro fratello?
Avete mai sentito il suono di una nazione cullata per farla dormire? Dicono che è morto per permettere alla bandiera di continuare a sventolare, ma io credo che sia morto per il petrolio da conservare."
Le parole di questa poesia incredibile e ispirata di mia figlia Carly sono impresse nel mio DNA.
Sfido chiunque, qualunque madre a raccontare come ha vissuto la prima sera, la prima notte dopo aver saputo che suo figlio era morto.
Ma chi grida? Chi urla?
Dopo quella che mi è sembrata un'eternità, finalmente mi sono chiesta chi urlasse con tanto strepito.
Non poteva essere il padre di Casey, perché lui era paralizzato in un silenzio terrificante, con ancora  in mano i pantaloni che stava piegando quando sono arrivati i portatori di quel messaggio di morte.
Ma chi urla?
Poi ho realizzato: ero io.
Non dimenticherò mai il giorno in cui hanno sepolto il mio dolce ragazzo, mio figlio maggiore. Non dimenticherò la litania delle raffiche sparate dal drappello d'onore e, con il senno di poi, l'insensata parata delle ventuno-armi.
Non mi dimenticherò mai di quando il generale, che pareva appena uscito dalla stessa scena di un film patriottico, mi ha consegnato la bandiera ripiegata che era stata posta sulla bara di Casey, mentre i miei figli, in piedi, dietro di me, singhiozzavano.
Dicono che quando si raggiunge una tarda età i ricordi si sfaldano come stracci al vento, la memoria di mio figlio non perderà di certo un solo filo.
"Sì, Casey, sì... ora mi calmo... ce la farò... stai tranquillo..."
Ho trascorso i primi mesi dopo la sua morte stordita come una sonnambula.
Quel mettersi a letto, senza sonno, con davanti una sola immagine, il suo viso... i suoi occhi... Alzarmi nella notte, girare per la casa... Toccare le sue cose... ore e ore a ripensare... quando sei  nato... il primo giorno di scuola... il primo sorriso... i capricci... la prima ragazza...
Quello sbattermi su una poltrona... accendere, spegnere la televisione... guardare senza vedere... tornare a letto... rialzarmi... un bicchier d'acqua... camminare, uscire di casa... sta arrivando il giorno... Rientrare... che farò oggi? Come sto vivendo...?
E' terribile sopravvivere ai figli... Non riuscirò mai a farmene una ragione...
24 anni! Morto... che vuol dire morto? Non vederti più...
In compenso ecco il rito delle visite di condoglianze: i parenti, gli amici che recitano banalità come in un rosario: "Vedrai che il tempo guarisce tutto", "Casey è in un posto migliore adesso". Certo a casa con sua madre era un campare da bestie!
Per favore non cadete nell'ovvio.
Se permettete vi voglio dare un consiglio: se vi capitasse di far visita ad una madre squarciata dal dolore, non parlate... abbracciatela, bagnatevi la faccia delle sue lacrime...  asciugatele gli occhi con piccoli baci, e vi prego lasciate i vostri stanchi e impotenti clichés sulla porta.
Noi... noi... Abbiamo subito una "violenta" amputazione.

Ma perché ti hanno mandato a morire laggiù in un Paese che fino l'altro ieri non sapevo nemmeno che esistesse? Perché?"
"Ho scelto io di arruolarmi mamma... lo sai... volevo studiare... farmi una posizione... E' andata così... è la vita. Pensa quante mamme sono nella tua condizione... non ti disperare più... non piangere, ti voglio tanto bene... ... signora Cindy..." Signora Cindy... Quante volte per gioco mi diceva: "Signora Cindy, sono arrivato! È pronta la cena? Ho fame!" (tra sé) Ho fame... ho fame...
"Hai ragione bimbo... il mio errore è piangere da sola... voglio cercare altre madri che come me sono rimaste senza il loro ragazzo. Voglio incontrarle..."
Sfogliando il giornale ho scoperto che non lontano da questo mio paese c'era un raduno di famiglie che avevano perso i loro figli. Ci sono andata. Due madri continuavano a rifarsi la stessa mia domanda: "Perché l'hanno mandato a morire fino laggiù? In un Paese che io fino all'altro ieri..."
"Lo vedi Casey?... dicono le mie stesse parole..."
Mi invitano a una manifestazione contro la guerra in Iraq, ci vado.
Non è granché... inoltre scorgo una indifferenza insopportabile da parte della gente che ci sta osservando dal marciapiede... Partecipo anche ad altri raduni più numerosi ma sento che non smuoviamo nulla. Sono sfinita e delusa.
Sono passati 17 mesi da quando ti hanno ucciso... è arrivato e passato anche il Natale. Nessuno se l'è sentita di montare l'albero.
Ogni tanto mi trovavo con il mio gruppo di madri: "Avete notato che appena una madre muore, il figlio lo chiamano orfano... muore il marito e lei la chiamano vedova... ma per una madre che perde il figlio, specie se in guerra, non c'è alcun nome, è una cosa del tutto ovvia, i figli muoiono e basta."

Una sera in televisione ho visto un documentario, prodotto da un'emittente tedesca, dove intervistavano uno scienziato e il suo staff inviati dalla Cia in Iraq, ripeto "inviati dalla Cia..." cioè dall'intelligence americana. Lo scienziato dichiarava: "Abbiamo indagato per lungo tempo percorrendo tutto il territorio.
I reperti che abbiamo rintracciato e analizzato non appartengono ad armi per la distruzione di massa." Il documentario prosegue con l'apparizione di Bush che fingendo d'ignorare l'inchiesta della Cia tranquillamente dichiara: "Il terrore è di nuovo alle porte. Se lo lasciamo fare Saddam è in grado di mettere in campo una bomba atomica da lanciare negli Stati Uniti entro un anno."
Oggi sappiamo che quella era una grossa menzogna, smentita anche dall'Onu e da esperti del settore Usa. Ma Bush non demorde, ora calza la maschera del cordoglio e, con sofferta enfasi, dichiara: "Quei giovani americani caduti in Iraq, si sono immolati per una nobile causa."
 "Nobile causa"?
Ma dove sta la nobiltà di un simile inutile massacro? Dov'è la nobile causa per la quale mio figlio si sarebbe sacrificato e con lui 1.800 altri cittadini americani?
No, basta! Io voglio conoscere la vera ragione di questo eccidio... e lui, il Presidente, me la deve dire davanti al cadavere di mio figlio. Casey ci sei? Andiamo. "Eccomi, ti vengo a cercare dovunque tu sia... Presidente, è inutile che scantoni! Non potrai nasconderti George W. Voglio guardarti in faccia mentre ti parlo, voglio che tu veda anche la mia di faccia, con  gli occhi arrossati e gonfi dal dolore, con la bocca senza saliva che le lacrime se la sono tutta bevuta."
Sono partita come per un campeggio: sulle spalle lo zaino con la tenda, era il 4 di agosto. Due giorni dopo arrivo nel Texas, a Crawford. Scendo da un pullman proprio davanti all'ingresso del ranch di George W. Bush,
Il luogo è desolato: un'immensa pianura su cui il sole di mezzogiorno incrudelisce... una temperatura insopportabile anche per un coyote.
Apro la sedia da giardino che avevo portato da casa e mi siedo, esattamente di fronte alle due grosse corna sorrette da altrettante travi di legno massiccio, che delimitavano l'entrata alla tenuta. "Mamma mia, Casey... che ingresso!... mai visto due corna così!"
Mi metto in testa un enorme cappello di paglia per ripararmi dal sole...

Sullo schermo viene proiettata un'immagine che riproduce l'ingresso del ranch di Bush.

Sento lo stridio di una frenata.
"E questo che vuole?" Si ferma davanti a me una macchina degna davvero di un Presidente e l'autista mi chiede se ho bisogno di qualcosa.
"Vorrei parlare con il signor Presidente, sono la madre di Casey Sheehan, un caduto in Iraq."
L'autista non risponde, schiaccia l'acceleratore e se ne va.
Estraggo un album dalla sacca e comincio a scrivere una lettera per il Presidente. Trascorrono un paio d'ore, il sole al tramonto proietta sul terreno due enormi corna d'ombra.
Rileggo lo scritto sottovoce... "Ti pare vada bene Casey?"
Arriva un poliziotto in moto, gli faccio cenno di fermarsi. Si arresta proprio tra le due corna: "Agente, le dispiace consegnare questa lettera al Presidente?".
"Vedrò se mi riesce! - mi dice afferrando la busta - Ma lei signora pensa di rimanere qui per molto tempo?"
"No! Solo fino a quando riceverò risposta. Non è proibito vero?"
"No, non credo. Fin quando rimane fuori dal ranch, nessuno la dovrebbe importunare: è territorio pubblico. Arrivederci e buona fortuna."
Mi sistemo per la notte. Pianto i paletti per la tenda, e la isso.
Arrivano due altri poliziotti in macchina con tanto di lampeggiante. Mi chiedono i documenti: "Cosa fa qui signora?"
"Aspetto dal Presidente una risposta alla lettera che gli ho fatto avere."
"Non sarebbe più comoda se l'attendesse a casa sua? Ci avrà messo l'indirizzo, no?"
"No. Dietro la busta ho scritto solo: sto qui fuori, davanti l'arcone d'ingresso del suo ranch, mi riconoscerà dal cappello. Attendo risposta."
Viene buio. Fra le due corna del portale si accende un gran faro che proietta potenti fasci di luce gialla. Per proteggere gli occhi mi avvolgo un foulard intorno al capo.
"Qui... vicino a me Casey... ti tengo come quando eri piccolo... Dormiamo ora... dormiamo... No caro... non ho paura... mi sento persino un po' più serena..."
 Il mattino mi sveglia un canto di bambini... sollevo il foulard dagli occhi e faccio capolino fuori dalla tenda.
Sta transitando uno stuolo di ragazzini: scout, maschi e femmine. Vanno a far visita al Presidente.
Un giornalista, che li segue, si ferma a chiedere con molto garbo che facessi lì. Gli racconto della lettera.
"Scusi se sono sincero ma penso che questa sua provocazione non avrà molto successo."
"Non è una provocazione... George Bush è il nostro Presidente. E credo di avere il diritto di porgli una domanda su mio figlio Casey. E' lui che lo ha spedito laggiù nell'Iraq a far la guerra. Voglio soltanto sapere perché."
Il giornalista mi guarda con un'espressione quasi commossa: "Fra poco il nostro gruppo incontrerà il Presidente... tenterò di accennargli del suo caso", e se ne va.
Estraggo il computer portatile, me lo pongo sulle ginocchia per comunicare a tutti i siti che conosco, quello che stavo combinando.
Il nostro appello sta rimbalzando in modo inimmaginabile, grazie ai blog, fino a raggiungere un'enorme quantità di siti".
Il giorno appresso, ricevo la visita di alcuni ragazzi che vengono da Huston. Mi hanno portato anche da bere ed altre provviste.
Mi fanno leggere dei giornali che, seppure in tono sciatto e distratto, danno notizie del mio sit-in.
I ragazzi se ne stanno con me tutta la giornata. Mi aiutano a spedire e-mail. Verso sera... oddio che sorpresa!... cominciano a montare le loro tende... si fermano con me! Su una di queste qualcuno ha affisso un cartello con scritto "Camp Casey". Ho abbassato l'ala del cappello per mascherare la commozione: è il più bel regalo che io abbia mai ricevuto.
Di colpo, come fossimo dentro a un film western, vediamo arrivare dal fondo del ranch un uomo a cavallo, è un funzionario dello Stato che, serio, ci avverte: "Oggi è l'8 agosto, se non ve ne andrete entro il 10, saremo costretti a considerarvi una minaccia per la sicurezza nazionale" "E cosa succede?" chiedono in coro i ragazzi. "Sarete tutti arrestati." Ci siamo guardati l'un l'altro. La risposta era sulle loro facce. Parlai io per tutti: "No, mi dispiace, noi non ci  muoviamo!" L'uomo a cavallo ci guarda per un lungo attimo in silenzio poi se ne va.

Mio marito, Patrick, non aveva voluto venire con me... non era assolutamente d'accordo su questa  mia protesta... Anzi era indignato. Per questo ha chiesto il divorzio. Davanti al giudice ha dichiarato: "Ci separano  inconciliabili differenze". L'unica differenza è che io tenevo mio figlio dentro di me, l'ho nutrito giorno dopo giorno, perfino il cuore batteva all'unisono con il suo. Avevo urlato nel partorirlo per dargli la vita... E quando è morto sono morta con lui. Questa è la differenza inconciliabile.
E' quasi ferragosto. Da dieci pullman scendono centinaia di persone tra cui i Veterani per la Pace. Lungo la strada che costeggia il ranch, hanno installato più di mille croci bianche - ognuna con il nome di un soldato morto in Iraq... c'era anche il tuo: Casey!"
Fra di loro ci sono intere famiglie, anche ragazze e madri di soldati al fronte, tutti decisi a restare con noi. Vengono issate altre numerose tende.
Una donna, emigrata dal Messico ancora ragazzina, mi si siede vicino: "Anch'io sono una madre disperata come te. Mio figlio, un immigrato ispanico, si è arruolato nell'esercito americano perché gli era stato assicurato che così sarebbe stato riconosciuto a tutti gli effetti, cittadino degli Usa... Sì, è stato riconosciuto cittadino americano... ma da morto. E grazie al suo sacrificio, anch'io come madre e i miei due figli, siamo stati riconosciuti cittadini americani con tutti i diritti di chi nasce in questa terra da padre e madre yankee. Quindi - ha aggiunto con evidente ironia - E' davvero una fortuna che l'abbiano ammazzato, questo mio primo figlio...". Poi è scoppiata a piangere.
Da un momento all'altro ci aspettavamo l'arrivo dei poliziotti come da promessa... Ma ormai erano in ritardo di due giorni. Forse quella massa di gente e le croci piantate lungo la strada e nel grande campo li avevano dissuasi.
Trascorre un'altra settimana. 
Giornali importanti si accorgono della mia presenza. Il New York Time e il Washington Post mi dedica addirittura una intera pagina... Arrivano troupe televisive, persino la CNN, la CBS. Mi sento molto imbarazzata.
Due sostenitori pacifisti, che hanno voluto restare anonimi, hanno acquistato a poche centinaia di metri dall'ingresso del ranch una modesta abitazione a un solo piano che hanno battezzato "La casa della Pace".
"Sono commossa Casey... In tutta l'America si sono tenute veglie di protesta contro la guerra e solidarietà con la nostra azione. Ieri notte, 17 agosto, sono state accese migliaia e migliaia di candele in tutti gli Usa contro la sporca guerra voluta da Bush...
Che dico da Bush, da Dio!

Un commentatore della CNN racconta che al Presidente capita addirittura di dialogare con Dio. Ed è  proprio lui, l'Eterno in persona, che gli ordina: "Fate strage dei nostri nemici se volete salvare l'America!" Ma questo, George, è un dio spietato e sanguinario. È un dio degli eserciti e della vendetta. Non ha niente a che vedere con il Vangelo dei cristiani... a meno che a nostra insaputa in cielo non ci sia stato un golpe!

Sono agitata. Nel cielo si stanno affollando nubi enormi che si muovono correndo a grande velocità. Proprio mentre il sole sta scomparendo arriva un lungo camion. Scendono ragazzi di una cooperativa di allestitori di stand per le fiere. Hanno deciso di regalarci un tendone sorretto da lunghe canne di bambù. Si mettono a lavorare. Freneticamente tendono funi mandando in aria i teloni come fossero vele.
Arriva la notizia che mia madre è stata ricoverata in ospedale. Una coppia di amici si offre di accompagnarmi all'aeroporto. Ci muoviamo subito. Trovo un aereo che parte in quel momento, ma non farò in tempo a salirci... sta già rollando sulla pista. Il capo scalo mi riconosce, mi abbraccia come mi fosse amico da sempre. Blocca la partenza, mi prende per mano e mi trascina correndo all'aereo. Dopo tre ore arrivo da mia madre. Per fortuna sta già meglio. Nulla di grave. Mi fermo qualche giorno poi rientro a Camp Casey.
Da lontano scorgo la cupola del tendone. Quando entro quello spazio mi sembra ancor più vasto. Alzo lo sguardo verso l'alto, mi sento mancare... lassù,  gigantesco mi appare un enorme ritratto di mio figlio, l'hanno dipinto sul telone traendo l'immagine dalla foto che tengo come salva-schermo, lui, tutto intiero che sorride e leva una mano a  salutare. Il telone del dipinto è mosso dal vento e Casey sembra proprio agitare il braccio e muovere corpo e viso. I ragazzi e le ragazze che mi stanno appresso si rendono conto dell'emozione che provo e mi si stringono intorno. Qualcuno dice: "Dovevamo avvertirla, è roba che ti spacca il cuore." Mi fanno sedere.

Decine di flash dei fotografi mi abbagliano, aumentando di ritmo come schiaffi. Il solito rituale. Adesso si fanno sotto i cronisti, incalzando con le domande.
Meccanicamente porto le mani a tapparmi le orecchie, mi rendo conto solo adesso di aver scatenato qualcosa più grande di me, che forse non sono in grado di gestire.
Non sono tutti benevoli con me. Qualcuno mi fa domande provocatorie. Uno in particolare mi chiede se sono al corrente che a Washington è stato organizzato un raduno di madri che a loro volta hanno perso il figlio in Iraq, e non sono assolutamente d'accordo con me.
"L'ho sentito dire. Ma le mie informazioni sono un po' diverse. Molte madri, invitate al raduno, si sono rifiutate di intervenire. Poche erano le madri presenti. Alcune, al momento di dichiarare il loro pensiero, si sono ammutolite. Anzi due di loro sono addirittura fuggite piangendo."
"E' falso - grida il giornalista - io ero presente a quel raduno e non c'è stata nessuna fuga. E tanto per ristabilire la verità ho qui con me una madre disposta a testimoniare la sua dolorosa fierezza."
La donna si alza, il pubblico ammutolisce. Si guarda intorno come intimorita. Poi leva la voce decisa: "Anch'io ho sofferto tremendamente per la perdita del mio ragazzo, ma sono orgogliosa d'aver dato mio figlio alla patria." Qualcuno applaude. Mi unisco a loro. Avrei voluto chiederle se fosse al corrente del fatto che i nostri figli erano entrati in guerra convinti da menzogne spudoratamente costruite. Ma non me la sono sentita. Mi arrendo. Preferisco perdere piuttosto che mortificare quella donna.

Il New York Time mi definisce la donna più famosa d'America. Continuo a chiedermi: "Ma parlano proprio di me?" Non riesco ancora ad abituarmi.
Oggi è il 30 agosto. All'improvviso ci accorgiamo che il Presidente non è più nel suo ranch. Se ne è fuggito nottetempo ritirandosi alla Casa Bianca. Non possiamo lasciarlo solo... smontiamo le nostre tende e lasciamo il Texas con i tre autobus  acquistati grazie a donazioni, diretti verso Washington.
Strada facendo in ogni città che attraversiamo troviamo sempre una folla incredibile che ci fa gran festa. La gente mi invita a parlare. Sono costretta a improvvisare, racconto di mio figlio, di quanta gente si sia unita a noi... di Bush e della sua criminale guerra.
Quando riprendiamo il cammino molte macchine si uniscono a noi. Giorno dopo giorno si forma una incredibile carovana. Ci mettiamo quasi un mese a raggiungere la Casa Bianca. Arriviamo il 24 settembre.
Facciamo un sit-in, siamo almeno in 500 mila... mai vista tanta gente insieme!
Molti sono i poliziotti che presidiano la zona... un esercito. Numerosa la presenza di stampa e televisioni. Due giorni dopo i poliziotti ci caricano.
Una voce mi ordina di levarmi in piedi e di spostarmi. Mi rifiuto. Mi sento letteralmente sollevata da quattro braccia. Scattano centinaia di flash. Sono in arresto con altri 383 manifestanti. L'accusa è quella di aver dimostrato senza permesso. Sorrido e penso a te... "Ce l'abbiamo fatta Casey... Ah, ah... la tua mamma in prigione... Che bel sonno mi farò stanotte!"
Che strano Paese il nostro... Ad ogni passo si esalta la sacralità della Costituzione e ad ogni occasione la si schiaccia sotto i piedi!
Il giorno dopo veniamo rilasciati su cauzione di 75 dollari che mi rifiuto di pagare. Saremo processati il 16 novembre.
Scatta una tempesta di e-mail che raccontano e commentano l'avvenimento. Moltissimi chiedono che venga organizzata una manifestazione ancor più imponente, magari a New York.
Da agosto a oggi sono trascorsi quasi quattro mesi. Quanta strada abbiamo fatto!
La gente stupita si chiede come mai Bush, Presidente degli Stati Uniti e capo supremo dell'esercito, possa ancora continuare a ignorare me e l'enorme movimento che mi appoggia.
Il famoso regista Micheal Moore dice: "Bush non può dare risposte né a Cindy, né a nessuna altra madre che ha perso un figlio in queste guerre per il petrolio! Ha costruito un castello di carte false e bugie incastrate una all'altra come una cattedrale. Se ne sposta una sola a caso, tutto gli crolla addosso. La cascata non creerebbe rumore, ma il vuoto che si aprirebbe dietro quel crollo sarebbe disastroso."
Uno che è avvezzo a dialogare con Dio non sopporta di ritrovarsi senza una cattedrale!

Presidente, non provo sentimento di odio nei Suoi riguardi... solo un certo disprezzo. Vorrei limitarmi a questo, ma non ci riesco. Perdonare?
No, non posso perdonare.
È la sua arroganza, Signor Presidente, sporcata dal fastidio che Le vado procurando, ad impedirmelo... perché Lei, oltretutto, non ha cancellato solo l'esistenza di mio figlio, ma con lui ha distrutto anche quello che io aspettavo trepidante... un "suo" figlio. Sì, fra un anno Casey e la sua ragazza si sarebbero sposati. Poi, sono certa, sarebbe nato un bambino.
L'ho sognato e continuo a sognarlo.
Lei, con la Sua guerra, mi ha ucciso anche i sogni! Sia maledetto!

Ho incisa nel cervello la trionfale immagine di Lei, Signor Presidente, infilato nella tuta da pilota da guerra che scende da un super jet planato su una portaerei degli Usa nel Golfo Persico. Una folla di marines scandisce urrà! "Missione compiuta!", lei annuncia a gran voce. Che guerriero!
Lei è un uomo ridicolo, Presidente.
Negli Usa la gente sa che nella guerra del Vietnam lei si era imboscato. Lei non ha mai partecipato ad alcuna azione militare.
Ora indossa la pelle del leone e ci viene a raccontare una favola eroica. CHE UOMO RIDICOLO!
Ma lei nel suo governo si trova in buona compagnia. La predisposizione del suo staff e dei suoi senatori all'imboscamento è ampiamente documentata: dei 535 membri del congresso, proprio quelli che hanno esaltato l'invasione dell'Iraq, uno solo può vantare un proprio figlio nella zona di scontro! E' proprio il caso di sghignazzare: "Arruolatevi fessi e partite! Andate a crepare!"

Quando è esploso il tornado Kathrina che ha travolto tutta la Louisiana - disastro annunciato - mentre morivano centinaia e centinaia di persone, dov'era lei, signor Presidente? Nel suo ranch a trascorrere bellamente il week end, al riparo da colpi d'aria. A fatica s'è deciso a far visita al luogo del disastro, quando ormai molti erano morti e i superstiti evacuati.

Oggi ho visto proiettato su un grande schermo un documentario su Guantànamo: sequenze senza commento di quella galera a dir poco criminale, degna di un progetto nazista.
C'erano gabbie all'aperto come quelle degli zoo. Invece di animali si vedevano transitare uomini incatenati, sorretti da militari. I prigionieri vestivano tute di un arancione sgargiante, che li facevano assomigliare a larve di pagliacci. Si guardavano intorno, ma non recepivano alcunché.
Di certo quegli uomini che avevate catturato, imprigionato, tenendoli in gabbie, facevano parte di una masnada di fanatici, i talebani, usi a opprimere e a mortificare il popolo dell'Afghanistan, soprattutto le donne, cancellandone il volto e la dignità, a compiere violenze indicibili travolti dal vuoto della ragione.
Ma dove l'avete buttata la nostra Costituzione che impone che ogni prigioniero sia sottoposto a giudizio? Voi li avete portati a Guantànamo, cioè fuori dal territorio nazionale, così essi perdono qualsiasi diritto civile.
Ma la nostra è, fino a prova contraria, una nazione democratica di massima grandezza e la nostra Costituzione ci impone l'assoluto rispetto per la persona umana, anche se quell'individuo è colpevole di crimini efferati.
Caro George... scusami se ti dico che a quella vista mi sono vergognata del mio Paese. No, mi sono male espressa. Per il mio Paese provo tutta l'ammirazione e l'amore che meritano le sue incredibili azioni civili. Mi sono vergognata del mio governo, delle forze di polizia militare e di come avete aggirato le leggi democratiche e sacrosante che questa nazione si è data, conquistando la libertà. Mi sono vergognata di te, Presidente!

Siamo al 17 febbraio 2006. Le riunioni con le associazioni contro la guerra e per il ritorno dei nostri ragazzi si susseguono. Sono stata in mezzo mondo: meeting, dibattiti... ovunque nascono "Case della pace". Poche volte mi capita di dormire per più di una notte nello stesso letto. Non posso dire di addormentarmi, ma piuttosto di perdere i sensi tanto sono stremata. E poi ecco che puntuali tornano i sogni, i ricordi... le lacrime.

Qualche notte fa come in un incubo ho incontrato perfino Bush, con sua madre.
Come mi sono svegliata ho deciso di scriverle una lettera, sì, proprio a lei, alla madre del Presidente: Barbara.
Eccovela...
Cara Barbara, sono la madre di Casey Sheehan, un soldato ucciso in Iraq. Tu, Barbara, sei la madre di quello che me l'ha ucciso.
Mio figlio non voleva andare in Iraq, ma ha ubbidito a un impegno preso. Anche tuo figlio aveva preso un impegno, ancor prima del 2000, non con il popolo americano, ma con fabbricanti d'armi e petrolieri: quello di invadere l'Afganistan, l'Iraq. Ma l'ha tenuto ben nascosto. Così ho scoperto che Casey era un uomo morto ancor prima di arruolarsi.
Ho cresciuto Casey e i miei altri figli educandoli a non usare mai la violenza quando le parole si dimostrano insufficienti per aver ragione. Li ho educati a non condire mai un discorso con la menzogna.
Ero anche solita lavare la bocca dei miei figli col sapone, nelle rare occasioni in cui mentivano... tu l'hai fatto con George? Ha mentito tuo figlio e sta ancora mentendo. Puoi lavare la bocca col sapone a tuo figlio? Puoi farlo ora?
Lo sai che folle di cittadini hanno scoperto l'ipocrisia su cui si regge il suo potere e lo hanno abbandonato?
E lo accusano e gridano indignati: "Hai invaso un Paese, ammazzato 100 mila persone innocenti, stai radendo al suolo con le tue bombe intelligenti  infrastrutture... per liberare il popolo iracheno! No, degli iracheni non t'importa nulla. Sei andato in quel Paese per fare ricchi la tua famiglia e i tuoi amici di famiglia, profittatori di guerra. Il tuo è un crimine ingiustificabile!"
Lo so, forse ti sto seccando, cara Barbara. Voglio ricordarti una cosa... poco più di un anno prima che il mio adorato Casey fosse ucciso dalle manovre spietate di tuo figlio, tu, seccata dalle domande di alcuni giornalisti sui soldati caduti in guerra, hai dichiarato: "Perché dobbiamo continuare a discorrere di sacchi di plastica con dentro cadaveri, di corpi martoriati?
Intendo dire, non sono rilevanti.
Perciò mi chiedo, perché dovrei affaticare la mia bellissima mente, il mio prezioso cervello, per pensare a cose come queste?"
Sì! L'hai detto proprio tu... Barbara... al Good Morning America, il 18 marzo 2003!
Non pensi di dovere a me e a ogni altro genitore dei 2200 caduti in Iraq delle scuse per questo tuo crudele e sguaiato commento? Vergognati!
Mi ricordo un requiem che da ragazzini si cantava in chiesa durante i riti funebri. "L'Angelo della morte avvolge spietato i corpi degli innocenti. L'angelo della morte per noi madri che abbiamo perso i nostri figli, ha la faccia di tuo figlio: George W. Bush .
Cindy Sheehan

Tutto è immerso in una calma piatta e muta, la stessa che preannuncia l'uragano. Come diceva Benjamin Franklin, l'America è un Paese sempre imprevedibile. Non fidarti della calma assoluta in cui sembra affogarsi ogni giustizia. All'istante può  scoppiare un tornado che solleva e spazza via tutte le false regole, insieme ai burattini e ai pupazzi, e i primi a sorprendersi sgomenti sono proprio i burattinai.
George... ogni giorno di più stai perdendo credibilità e rispetto. I tuoi tirapiedi sono stati trascinati in processo. Il gran giurì ha condannato come ipocrita e falsificatore, nonché mentitore, Scooter Libby, il cervello del vice presidente, a sua volta incriminato.
Tutti stiamo a testa in su, intorno alla Casa Bianca, aspettando di veder buttare dalla finestra uno a uno, come nelle comiche di Buster Keaton, i pupazzi della corte del Presidente.
Sotto non ci sono reti: i tonfi quindi saranno spettacolari e tremendi.
Anch'io mi ritrovo fra il pubblico ad assistere ai lanci. Ma non riesco a gioire, poiché in prima fila nel giardino della Casa Bianca continuano ad apparirmi seduti a terra, uno vicino all'altro, i 2.380 figli (dato aggiornato all'8 aprile 2006) di altrettante madri come me...
Non li vedi George? Per forza... tu continui impettito a marciare davanti alle bare, seguito dalle bandiere al suono di fanfare. È un copione recitato da secoli, ormai. E non mi venite a raccontare la solita tiritera della civiltà da salvare: quello che vi interessa conservare vivo è solo il vostro vantaggio, il vostro privilegio! 
Con la guerra siete riusciti a tenere perennemente in tensione l'intero Paese, indurlo ad accettare sacrifici, privazioni perfino riguardo i diritti civili e le leggi, al grido di "Meno libertà per una maggiore sicurezza!" (al pubblico) Attenti, guardate in su: fra poco vedrete precipitare anche l'ultimo gran bugiardo, ma noi, donne madri, non applaudiremo. Noi sappiamo bene che il mondo non cambia buttando giù ogni tanto un cialtrone. Cambia solo se si riescono a svegliare in ognuno la coscienza e la volontà di partecipare e di controllare ad ogni costo chi gestisce la nostra vita.

Fine


L'ossessiva misura della follia danza nel deliro

Il primo morto di Piedi Puliti è un tifoso juventino, caduto al bar.
Forse il calcio profanato dai lanzichenecchi delle parti truccate
darà la scossa all'ignavia italica.
Speranze.
Non trovo più le parole che possono contenere la misura dello scandalo.
Ironia: quello del calcio è il più piccolo degli imbrogli nazionali.
E mentre Bush viene accusato ormai a gran voce di aver vinto grazie a brogli elettorali, vengono a galla le stragi dei marines, l'Afganistan esplode, l'Iraq è un mattatoio.
E ci avevano promesso una guerra intelligente.
Sicuramente spostare la produzione di oppio dall'Indocina all'Afhanistan è stato intelligente.
E anche rubarsi il petrolio iracheno e i miliardi della ricostruzione e degli aiuti umanitari.
Pace e Bene.
E anche un po' d'Amore, per favore.


Dio e la Magia. Preti e imbroglioni. Non facciamo confusione. La vita è magica. Non ci sono cazzi!

Qui c'è solo l'inizio dell'articolo clicca in fondo (leggi tutto) per vedere tutto il testo.

In Siamo senza Dio? Sicuri? Ma proprio sicuri? Sta nascendo una nuova forma di fede?si sta discutendo di Dio.
E Hulk dice: "La MAGIA, è vero, è una bella fantasia, ma è anche la manna per ogni sorta di imbroglioni. Scoccia rinunciare al mondo di possibilità e creatività che ci apre, ma sono millenni che ci fregano con dio e la magia, dovremmo aver imparato che è meglio restare con i piedi per terra, diffidare di tutto ciò che non si può verificare e lasciare la magia a Vanna Marchi & Co."

Caro Hulk sono daccordo con te. La storia della magia è servita per millenni a infinocchiare i babbioni. Dietro le storie sul divino si sono costruite fortune sibaritiche e orrende vessazioni psicologiche.

Ma anche sul petrolio si sono costruiti crimini orrendi.
E questa non è la prova che il petrolio non esista.

Ora caro Hulk ti vorrei chiedere di realizzare un piccolo esperimento. Prova a immaginare che non siano mai esistiti preti barbosi, chiese, crociate, papi e inquisizione.
Prova a guardare la questione senza la paranoia delle Wanna Marchi e dei santoni col Rolex.
Guarda semplicemente la tua vita.
Non ci vedi la magia scorrere a fiumi?
Per magia non intendo superpoteri esp ciupa ciupa paranormali e iniziazioni tantriche. Intendo solo e unicamente quel sale della vita, quella magia del semplice, dell'imprevisto, di un sorriso, di una coincidenza.
Se tu hai amato non puoi non esserti stupito della fragranza delle sensazioni d'amore. Della infinita perfezione della sensazione delle dita che si toccano seguendo un ritmo che risuona nelle ere.
Se tu ti sei commosso davanti a un'opera d'arte non puoi non aver percepito che la qualità che pervade l'emozione artistica ha dentro di sé una misura, un profumo, che trascende la banalità di un mondo fatto solo di meccanismi chimici.
E' Magia.
Magia pura.
Tutto è magia pura. Non esiste nient'altro.
Attenzione: il mio materialismo è totale.
Quando Hulk e Max mi rispondono non prendono in considerazione realmente il fatto che io NON credo a un Dio incarnato, a una entità pensante nel senso umano del termine.
E neppure a uno Spirito Santo.(vedi nota 1 a fine articolo)
Io non credo in Dio, non ho Fede, io semplicemente osservo che esiste una qualità negli eventi e nella materia che è assolutamente divina e magica.
E' un discorso che nega in blocco tutte le religioni e le ritualità. (Marx disse la religione è l'oppio dei popoli NON il senso del magico e del sacro sono l'oppio dei popoli).
Io non vedo in questo mondo solo il roteare degli atomi.
Io vedo in ogni mio giorno di vita che questa esperienza di essere qui mi apre alla possibilità di sperimentare meraviglie.
Vedo un mondo governato dalle emozioni e dalla bellezza. Un mondo che cresce e si diversifica seguendo incredibili vie e dando forma a creature e eventi fantastici.
Lo scandalo del calcio truffa lo trovo uno degli infiniti segni di una qualità magica e ironica del creato.
Gli italiani, sordi a qualunque crimine e corruzione, vengono puniti da un principio di giustizia che sprizza saggezza: tu che hai chiuso gli occhi rintanandoti in una vita asfittica e consolandoti con passioni minime nelle quali sfogavi il tuo bisogno "di qualche cosa di grande" sei stato punito nella tua intimità. Hai scoperto che a furia di chinare la testa ti hanno fregato pure la fede nella squadra del cuore. (Vedi nota 2)

Il mondo è nella merda perché la gente è passiva, non vive. Se il popolo fosse disposto a emozionarsi, ragionare, agire, potrebbe cambiare il mondo in una settimana. La fonte della passività umana è proprio l'assenza del senso del sacro.
Abbiamo bisogno di affermare un nuovo umanesimo razionalista che si fondi sullo stupore per la vita come fondamento di una visione che non può accettare che 10 milioni di vite ogni anno vengano recise dalla fame.
Questa società assassina e folle, inquinata e puzzolente, che mangia cibo spazzatura e scopa poco e male, questa società volgare, sessuofoba e pornografica drogata di shopping e di ansiolitici, alcolizzata e cocainomane non ha rimorsi, non inorridisce davanti all'enormità dell'orrore perchè è totalmente sprovvista del senso della sacralità del mondo.
Non ha rispetto.
Proprio perchè non vede nlla oltre ai corpi e ai sassi.
Ma non è stata capace di uccidere Dio lo ha solo trasformato in un regista di reality show.
La vita è ridotta a un cumulo di cause e effetti, acquisti e drammi senza né capo né coda. Non c'è un disegno divino, una missione individuale, un dovere sociale, un'aspirazione superiore. Non c'è niente altro che denaro e vantaggi spiccioli.
E questo deserto filosofico e emotivo è il blocco che impedisce agli umani di esaltarsi per il solo fatto di esistere, emozionarsi per i tramonti, prendere la vita appieno, farla propria, viverla.
E' questa mancanza di SENSO DELLA VITA a far sì che la gente non abbia dignità, non si ribelli, non sia solidale, innamorata, artistica.
Una razza di suicidati spirituali che non hanno il coraggio di pensare a quando la loro vita finirà (di certe cose non si parla mai, è maleducazione come grattarsi e sbadigliare).
Una società di pazzi che fingono di essere immortali guardando ogni giorno l'agonia di 100 morti ammazzati in tv.
Allora io lancio il mio sasso.
Il concetto dell'esistenza di Dio spogliato da religione, peccato e gerarchia.
E mentre ne parlo mi rendo conto che è vero.
Che per anni mi sono negato la possibilità di usare certe parole perché erano state rapite e violate dai preti e dagli inquisitori.
E mi accorgo che per la mia mente QUESTO NUOVO concetto di Dio è un balsamo perché mi permette di dare un nome, un posto nel mio vocabolario a quanto le religioni hanno negato da secoli: l'esistenza di una qualità libera e gioiosa dentro le cose.
E dico Dio ridendo, perché è assurdo parlare di Dio.
E dico Dio ridendo perché solo nel ridere incontrollato è possibile entrare in comunicazione con il vuoto mentale che è Dio dentro di noi (solo la mente che muore dal ridere comprende la grandezza del concetto di Dio. Se dici Dio con la faccia seria stai parlando di un'altra cosa).
Dico Dio Orgasmo, perché oltre che durante la risata anche durante l'orgasmo (lo dicevano le religioni matriarcali) entri in comunione con la Dea, quando perdi il controllo della mente razionale mentre il piacere, il languore e l'emozione dell'orgasmo ti travolgono.
Dico Dio Blasfemo, un Dio che si diverte oscenamente donando apparati sessuali pruriginosi ai censori. Un Dio che sghignazza guardando le loro anime.
Io affermo che voglio giocare al gioco che si chiama "Dio esiste e si diverte a mandare in culo i piani dei malvagi". E ogni giorno apro i giornali e mi diverto a cercare di scoprire dove il Grande Frattale Burlone si è divertito a creare danni primari ai bari di professione.
Mi piace guardare il mondo e vederci dentro la bellezza, scolpita in ogni atomo.
Certamente dovrò affrontare prove dure durante la mia vita. Ma se Dio vorrà potrò continuare a condividere la bellezza del mondo.
Questo è credere in Dio? Non lo so.
In realtà non mi interessa cosa sia.
E' qualche cosa che è nella mia mente e che vedo intorno a me.
E cito quel che ho scritto altrove:
Friedl Dikers-Brandeis era internata nel campo di sterminio di Therensiestadt e lì riuscì a convincere il direttore a lasciarle tenere dei corsi di pittura per i bambini prigionieri. Lei morì in quel lager. Ma era riuscita a infondere la passione per l'arte a quei bambini prima che venissero uccisi. Alcuni suoi allievi sopravvissero e due bimbe divennero poi grandi pittrici.
Prima di morire lei scrisse:
"Oggi una sola cosa mi sembra importante: risvegliare il desiderio verso il lavoro creativo, renderlo un'abitudine e insegnare a superare le difficoltà, che sono nulla a paragone di questo obiettivo per il quale si lotta."

Io non posso non vedere nell'esperienza di questa donna l'esistenza di qualche cosa di misterioso e sublime e tremendamente positivo che permea la realtà in ogni suo possibile frammento. E dà la forza ai granelli di sabbia di resistere integri alla crudeltà del mondo.
Perché se non ci fosse questo Sacro in ogni atomo del tuo corpo non potresti spingere la tua anima oltre i limiti del dolore.
Io sono contrario al dolore. Lo odio. Il dolore distrugge. Ma osservo che persino il dolore ha almeno un aspetto positivo: nulla come la capacità umana di resistere al dolore e continuare a sperare e lottare dimostra, in modo egualmente chiaro, l'esistenza misteriosa di una divinità che permea tutto.
Chi ha sofferto sa che esiste un momento nel quale non hai più nulla, non sei più nulla. Non esisti più, il dolore ti ha ridotto a pura materia morta.
Eppure, anche allora, Dio solo sa come, ti trovi ancora ad avere la forza di essere.
E magari di pensare a qualche cosa di perfetto come il profumo dei fiori. O un dipinto.
Questo è Dio.
La Dea.
La Forza del mondo.
Non fa miracoli, non manda figli, né profeti, né Maestri, né Messia.
Non è interessata in nessun modo alle tue preferenze sessuali, politiche, religiose.
Esiste su un altro piano. E' il mistero buono del mondo.

Nota 1, sulla concezione materialistica del concetto di Magia Divina
In "La dimostrazione chimica dell'esistenza di Dio" ho tentato di dimostrare che la materia stessa è ordinata in modo da contenere in sé la premessa per la necessità chimica della "magia".
La struttura stessa delle particelle sub atomiche è basata su un semplice meccanismo che sottintende un'attrazione verso nuove combinazioni e privilegia i salti evolutivi.
Si tratta dell'idea antichissima dei saggi Taoisti che lessero nella realtà l'ordine di un sistema binario e scoprirono che la struttura stessa di questo sistema era intimamente buona perché "conteneva" le premesse di un'evoluzione verso livelli superiori di complessità.
Da qui il discorso di Marx, che era un grande conoscitore della cultura cinese e su questo paese scrisse parecchi articoli, che vede la positività spirituale del mondo come una qualità INSITA nei meccanismi storici.
E questa è la grande diversità tra il nostro modo di pensare e quello delle religioni storiche.
Dio non è un'entità staccata che crea un universo e lo governa.
Dio è la legge che presuppone la possibilità dell'universo di esistere.
Dio è la qualità geometrica nascosta nel frattale che permette, unendo migliaia di segmenti uguali, di ottenere un'immagine globale enormemente più complessa (evoluta) rispetto al frattale (mattone) iniziale.
La differenza tra un frattale e un comune mattone e che con il mattone puoi costruire un mattone composto da centinaia di mattoni (un parallelepipedo) oppure le forme più strane, indifferentemente.
Con un frattale invece, grazie unicamente alla sua forma particolare, non potrai MAi costruire un frattale più grande, composto da migliaia di pezzi che riproducono la forma del frattale originale. Il frattale combinandosi con altri frattali uguali da vita soltanto a disegni più complessi.
Il cavolfiore è un esempio di frattale. Ogni pezzettino è un cavolfiore in miniatura. E l'intero lo ritrovi in ogni parte.
Ma il cavolfiore nel suo complesso appartiene ad un'altra classe di complessità e diventa un'unica cosa con le radici e con i centri unificati di controllo delle funzioni vitali del vegetale. Il cavolfiore nel suo complesso è molto di più della somma dei suoi componenti.
Chi è completamente ateo vive in un mondo dove la somma dei singoli elementi è uguale alla grandezza dei numeri sommati.
Io vivo in un mondo dove l'intero è sempre superiore alla somma degli elementi che lo compongono.
Un mondo che tende a creare sinergie, salti quantici, evoluzioni, coincidenze, analogie, costanti nei rapporti di grandezza.
Un mondo fantastico dove è possibile soffrire ma annoiarsi è un crimine.

Nota 2, sul momento attuale e altri ragionamenti sulla crisi del Movimento e del perché parlare di Dio diventa essenziale.
Non posso dimostrare questo pensiero sulla fede.
Posso solo affermare che io sento e vedo questo.
Continuamente osservo che il creato impartisce lezioni agli umani, di secolo in secolo li pungola a crescere, a capire, a diventare sensibili e intelligenti. E questo percorso è talmente imprevedibile e strano che ogni volta la storia mi stupisce per quanto si fa beffa dell'intelligenza umana giocando a essere imprevedibile. E lo fa con tale costanza e genialità che è evidente l'esistenza di una legge cosmica che rende obbligatorio il cambiamento stupefacente. Una legge che impone che le particelle cambino improvvisamente le loro interrelazioni in modo tale che nessuno scienziato è in grado di prevedere altro che un cambiamento ci sarà e che ci stupirà.
Questo lo posso chiamare mistero cosmico, Dio, Dea, Legge della natura. Ma nessuna parola descrive correttamente questa forza creatrice.
Ma io ho bisogno di indicare a me stesso che esiste questo fattore x.
E ho bisogno di affermarlo ora perché le esperienze recenti mi hanno sempre più fatto riflettere sulla necessità di rifondare la nostra filosofia se vogliamo un Mondo Migliore.
La filosofia che abbiamo usato fin'ora è ormai morta. Partiti, attivismo politico, militanza, riunioni, cortei... Sono tutte parole che danno la nausea solo a sentirle.
Il Movimento è groggy. La voglia di lottare sotto le suole. La vittoria dell'Unione annuncia anni soporiferi per l'impegno civile, ora che il Bau Bau non c'è più si tornerà a dormire... Tanto ci pensa Prodi.
In questa situazione non ho voglia di restare a fare il Grillo Parlante (faremo anche questo comunque). Ho voglia di scagliarmi contro il Pensiero Debole Dominante.
Il vero Demonio di questi ultimi millenni.
Giusto 25 anni fa, sulle ceneri del Movimento degli anni '70 ci ritrovammo in uno sparuto gruppo a decidere di scappare in montagna e fondare abbazie di resistenza laica allo yuppismo. E fino all'esplosione di Tangentopoli restammo a lavorare a testa bassa, a cercare di capire i meccanismi del corpo e della mente che il potere sfruttava per incatenare le coscienze e le emozioni.
Tangentopoli ci disse che era iniziato un'altro ciclo di lotte e noi, con l'infantilismo che ci contraddistingue credemmo fosse il momento di dare l'assalto al cielo e partimmo con le fantasticherie sulla consociazione degli acquisti e le tecnologie ecologiche.
Ora la battaglia ecologica è strutturalmente vinta. L'idea del risparmio energetico sta lentamente affermandosi e il percorso è ormai in discesa.
E se i sogni di creare una tv indipendente tramite la consociazione dei contratti bancari, assicurativi e telefonici non è mai decollata le basi del discorso ormai ci sono.
Per un ulteriore salto è necessario rimettersi al lavoro per allargare il fronte e per affermare una nuova concezione delle strategie esistenziali.
Per questo riincominciamo dai fondamentali.
E la questione di Dio è proprio fondamentale.


Io credo in Dio. Ho diritto di credere in modo diverso dal tuo? (Risposta a un frate)

pace e bene.
Il mio nome è fra Luca e sono un frate cappuccino.
Ho letto su sengnalazione il suo articolo sulla Bibbia.
Ora, senza giudicare lei personalmente, azione che non voglio fare e che non m'interessa assolutamente, vorrei renderla partecipe di quel che penso.
Forse a lei non interessa, ma io ritengo importante farlo.

Personalmente mi sono sempre battuto, anche prima di consacrarmi a Cristo, per la verità e per cercare di donare a quelli che incontro una speranza. Il mondo ha bisogno di verità e di bene.
Se conoscesse la mia breve storia saprebbe che nel mio piccolo ho cercato di esser coerente con me stesso e di impegnarmi sul campo della verità, per dare ai fratelli tutti la possibilità di uscire dal buco del pregiudizio.
Questo è il primo motivo che mi ha spinto inizialmente a farmi frate, dopo essermi sentito chiamato da Dio.

Sono giovane e frate da poco tempo, ma ho svolto degli studi che mi portano ad affermare con certezza che molte telle cose che ha scritto sono supposizioni, menzogne, accuse gratuite alla Chiesa (e non parlo di gerarchia, am di popolo di Cristo) e anche direi al popolo ebraico che parrebbe essere uno stupido degustatore di idiozie perpetrate per secoli.

Con quell'articolo ha sminuito il lavoro di tutti quei cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti) e di tutti quegli studiosi, anche atei, che per 2000 anni hanno studiato la Sacra Scrittura con passione.

Con il suo articolo lei rischia di far perdere la fede a quelli che, ignoranti in materia dunque indifesi, ed evidentemente poco motivati alla sequela di Cristo, si scandalizzassero delle falsità che scrive.

Sappia che probabilmente il testo Biblico nasconde + "scandali" di quelli che lei può immaginare, e che vanno ben oltre le sue supposizioni o le sue teorie da 4 soldi, magari vecchie e smentite da tempo.
Ma ogni "scandalo" nella Bibbia è scandalo solo per chi è ignorante in materia e non conosce le motivazioni degli accadimenti storici che hanno portato alla formazione del Testo Sacro.

Non mi dilungo nel confutare le sue teorie strampalate o la sua scarsissima (forse nulla) conoscenza dell' Ebraico Biblico e della storia delle religioni.
Dico solo che ogni uomo ha il diritto di tacere sulle cose che non conosce, di cui non sa, che sente dire da altri e che non appartengono al suo ambito di competenza!

La pregherei di evitare il trattare argomenti teologici, scritturistici, religiosi, perchè mi pare evidente che non se ne intende: invece di aiutare la gente la confonde, la scandalizza, la aiuta a perdersi.

Con rispetto,
fraLuca

ECCO LA MIA RISPOSTA

Gentile Luca,
pace e bene a lei,
Le scrivo per dirle che confondere la Fede con il GIUDIZIO su meri fatti storici che con Dio hanno poco a che vedere è per me incomprensibile.
La invito a rileggere Tommaso quando scrive che Dio è mistero e ogni tentativo di catalogarlo insensato.
Dio è un concetto assoluto. Superiore a qualunque atto umano.
E se lei crede che qualunque idea su Dio abbia la forza di turbarlo ha umanizzato Dio, ne ha sminuito la grandezza.
Dio è il segreto del mondo, l'Amore che alza le maree e da energia alla materia grezza come ai nostri pensieri.
Solo un'idea semplificata di Dio ce lo mostra alla misura delle nostre capacità di descrizione.
QUALUNQUE IDEA SU DIO è UNA BANALIZZAZIONE.
Se non fosse così Dio potrebbe essere ritenuto responsabile di eventi tremendi come la persecuzione degli Ebrei.
Molti si chiedono: perché in questi casi Dio non interviene?
Semplicemente Dio è a un altro livello, strutturale, del mondo.
Ma se la misura di Dio lo porta fuori dalla responsabilità per quanto di orrendo succede nel mondo allora il suo mistero è al di là di qualunque schema, compreso lo schema Cattolico.
Questo le dovrebbero aver insegnato. Questo è quel che hanno scritto grandi cristiani.
E le consiglio anche la lettura di De Mello, pure lui frate cattolico, in: Chiamati all'amore.
Io credo in Dio. Un Dio d'amore che ha creato questo mondo per gioia.
Credo che l'esistenza del dolore sia un costo che esula dalla possibilità di Dio. E' l'esistenza dell'entropia che resiste alla Creazione costante del mondo.
Credo proprio che lo spirito del Vangelo sia grandioso.
Perché svilirlo, perché asservirlo a logiche di potere?
Gesù scacciò i mercanti dal tempio...

Le segnalo comunque il mio libro "Dio c'è e vi saluta tutti".
E mi chiedo se questo mio modo di credere potrà mai incontrare la sua comprensione.
Potrà mai credere che ci sia Fede e Onestà anche in un diverso modo di vedere Dio?
Crede veramente che Dio abbia voglia di distinguere tra le mie preghiere e le sue?
Solo perché io vedo delle piccole differenze nella storia della scrittura umana della Bibbia e del Vangelo, Dio non apprezzerà il mio modo di essere?
Secondo lei tutti gli scismi religiosi hanno avuto senso o sono stati peccati capitali di fronte a Dio?
Tutte le persecuzioni contro gli eretici sono state un peccato innanzi tutto contro la Dottrina stessa?
Io rispetto il suo modo di vedere. Il mio modo di vedere ha diritto a esistere?
L'Amore è comprensione per la diversità?

Vede, quel che sta succedendo è un grande rinnovamento religioso.
Io, come milioni di altre persone, abbiamo rifiutato la visione di un Dio preoccupato di dettagli liturgici.
Un Dio invocato per benedire le armi.
Un Dio che dà alle gerarchie ecclesiastiche il potere di coprire crimini.
E non solo secoli fa...
Lei sa benissimo che è solo un fatto recente che la Chiesa Cattolica abbia smesso di essere complice dei molti pedofili che si rifugiavano nelle sue file.
Non le vien da chiedersi se non ci sia qualche cosa di sbagliato nella concezione della Fede che ha generato questi abusi?
Come può pensare di avere tutto il primato della Fede se questo primato non ha impedito che nel nome della Chiesa si compissero abomini e si coprissero criminali?
Come è possibile che un'istituzione umana abbia per lei più importanza della misura dei peccati di fronte a Dio?

Grazie comunque per il tempo che ha perso con me.
saluti
Jacopo Fo