Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Liberate la mia mamma


Questa mattina alle ore 8,25 ho protestato bloccando la strada Tiberina, all'altezza del Bar Pannacci di Casa del Diavolo, creando notevole intralcio al traffico, per protestare contro lo stato disumano in cui mia mamma viene tenuta prigioniera in Senato. E' crudeltà mentale!!!

Liberate la mia mamma
di Jacopo Fo

Capisco di essere un po' contraddittorio: prima faccio fuoco e fiamme per appoggiare l'elezione di Franca al Senato e ora lancio una campagna per la sua liberazione.
Ma rivendico la necessità di adattare in modo flessibile l'iniziativa politica alle situazioni.
E in questo momento non posso che chiedere la liberazione di Franca: al Senato stanno cercando di arrotarle il cervello in tutti i modi. E' una vergogna!!! Un crimine!!! Ma non è un complotto ordito contro la mia mamma in particolare.
L'oscura trama colpisce tutti i parlamentari senza distinzione, quelli di destra come quelli di sinistra.
Il sistema parlamentare italiano è un delirio totale: li tengono lì per giorni interi, chiusi in quel postaccio malsano, dall'alba a notte fonda, seduti su scranni medioevali che fanno urlare tutta l'ergonomia, con la circolazione del sangue bloccata e i piedi gonfi.
In quell'aula dove tutti parlano, schiamazzano, telefonano e nessuno ascolta gli oratori.
Poi c'è il lavoro delle commissioni. Mia madre fa parte di 4 commissioni. I lavori a volte iniziano alle 7 del mattino e finiscono alle 2 di notte. E anche lì un cicaleccio continuo e snervante. Un delirio.
Se siete incazzati con la classe politica e anelate una punizione per l'incapacità di governare e il male che ne viene all'Italia, potete fare un bel sospiro di sollievo: i parlamentari italiani si autoinfliggono una punizione tremenda. Sofferenza aumentata dall'evidenza, sempre crescente, della totale inutilità di tutto il lavoro svolto.
I parlamentari dovrebbero studiare i problemi, proporre leggi, discuterle e approvarle. Ma ciò non avviene assolutamente. Le leggi le fa il governo. Le commissioni le discutono ma tutto il dibattito non serve a nulla visto che anche quando il governo non chiede la fiducia il dibattito è comunque blindato. Durante l'approvazione della finanziaria nessuno ascoltava gli emendamenti di destra e i parlamentari di sinistra avevano il mandato di non parlare per non aiutare l'ostruzionismo della CDL.
In altre occasioni il numero delle votazioni in una giornata è talmente alto che non è umanamente possibile che i parlamentari sappiano realmente cosa stanno votando. Tutto si riduce a schiacciare il tasto verde o quello rosso su indicazione dei capigruppo: "Adesso votiamo tutti sì!"
Un'attività che richiede un livello di intelligenza vicino allo zero. C'è da sentirsi frustrati ad aver lottato tanto per arrivare nella plancia di comando e scoprire che il singolo parlamentare non conta un cazzo. Tutta la vera battaglia di potere si svolge fuori dalle aule, in un vortice di alleanze segrete, tradimenti, ricatti leciti e illeciti, decisioni ai vertici.
Inoltre a causa di questa situazione di scontro continuo, urla e trame di corridoio, i parlamentari si incupiscono emotivamente. Mia madre, che è un essere umano, è sconvolta per il fatto che quasi nessuno saluti gli altri. Ancora meno sono coloro capaci di interagire con un sorriso o interessati a conoscersi o anche solo a fare quattro chiacchiere. Tutti sono lì solo fisicamente. Stanno parlando al cellulare con qualcun altro, sono in internet o persi in lavori da sbrigare al computer. Zombi! Far nascere amicizie, trovare calore umano in quell'ambiente è difficilissimo.
Ed è un peccato perché è dalle emozioni che nascono la fantasia e le idee.
Immaginate come ci si sente dopo ore e ore di commissione ad accorgersi che di tutto il dibattito svolto non è stata tenuta in considerazione neppure una parola.
Dopo un mese passato in quel casino di discussioni che nessuno ascolta e di gelo umano i parlamentari perdono buona parte delle loro facoltà di discernere.
Mia madre, nel suo blog (www.francarame.it) ha raccontato la sua esperienza con l'alienazione parlamentare. Uno dei sintomi più evidenti del crollo psichico degli Onorevoli è la loro incapacità di mantenere l'attenzione durante una conversazione per più di 60 secondi. Franca dice che dopo tale tempo vedi proprio gli occhi dell'Onorevole che se ne vanno, continua a guardare te ma lo vedi che la mente è scivolata altrove e fa solo finta di ascoltarti.
Franca, come uno strano ricercatore umano, ha iniziato a fare esperimenti. Ad esempio mentre parlava con un politico di prima grandezza di una grave questione, vedendolo andare via con gli occhi, ha detto:"...Perché stamattina ho sgozzato mio figlio e l'ho fatto a pezzi, ho qui in borsa una mano ma mi sta sporcando di sangue tutte le carte... Che ne pensi?" E il grande leader risponde: "Bene bene..." Al che mia madre gli ha fatto una scenata!

E c'è poi da dire che per una persona pura di cuore e sana di mente è una vera tortura fisica vivere in un luogo ristretto, gomito a gomito con pregiudicati e corrotti di ogni tipo. Le vibrazioni sono qualche cosa di reale. Dopo un po' che respiri la stessa aria di Andreotti ti senti gobbo dentro!

Ora vorrei osservare che è proprio il modo in cui il parlamento è organizzato a produrre per forza una caduta verticale delle capacità umane e politiche di chi dovrebbe governarci.
Li tengono chiusi per almeno 4 giorni la settimana in quel serraglio e nel resto del loro tempo questi poveracci devono occuparsi della loro vita privata, dei contatti con la base (sennò non verranno rieletti) e degli intrighi di partito. Visto che durante il tempo passato in parlamento, cadono in uno stato di prostrazione che impedisce loro di pensare, quando possono occuparsi di progettare leggi innovative che migliorino la nostra vita?
Il primo provvedimento che il Parlamento dovrebbe varare riguarda proprio la sua possibilità di far vivere e lavorare in modo decente i parlamentari!
 
Innanzi tutto le discussioni in aula e in commissione non dovrebbero avvenire come nel 1800. Abbiamo internet! Su ogni tema la discussione dovrebbe svolgersi grazie a forum tematici sul web. Lì ci si dovrebbe scazzare e confrontare, rendendo visibile il dibattito agli italiani, e permettendo magari ai cittadini di esprimersi su forum a loro dedicati. Ci dovrebbero essere persone che leggono tutti i contributi dei cittadini, li selezionano e li propongono all'attenzione degli onorevoli. E solo quando è avvenuta una vera discussione e le posizioni sono chiare. Ci si incontra e si vota.

E in effetti avremmo anche i mezzi tecnici perché si tengano assemblee virtuali, via webcam. Allora sì che negli incontri fisici si troverebbe la voglia di parlarsi e ascoltarsi.
Per dare l'idea del punto di inefficienza che il nostro parlamento raggiunge basti pensare che Franca ha scoperto che individualmente molti parlamentari, anche di destra, hanno proposto buoni disegni di legge contro lo spreco. Ma visto che nessuno ha tempo di guardare quel che fanno gli altri, questi disegni di legge difficilmente troveranno la via per essere discussi in commissione e poi arrivare in aula.
Quello che Franca sta cercando di fare è di aderire a tutti i progetti di legge che le sembrano corretti e poi riunire tutti questi Onorevoli per riuscire a coalizzarsi e unificare le singole proposte in un unico disegno di legge in modo di avere reali possibilità di far passare queste proposte.
E' un primo passo.
Ma qui serve una rivoluzione totale del sistema! E guai a chi pensasse che sto disquisendo su una questione secondaria.
Già in Parlamento abbiamo decine di inquisiti e pluricondannati, se poi quelli onesti che hanno voglia di cambiare le cose vengono vaporizzati mentalmente, da dove ce la possiamo aspettare una svolta per l'Italia?
Inoltre come può migliorare la vita degli italiani un parlamento che non riesce neanche a migliorare la propria situazione di vita e di lavoro?

Parlamentari mentalmente liberi per un Italia libera! Liberate Franca!


La guerra fa schifo!




La strage di civili afgani continua.
L’ultimo massacro di 50 persone, compresi molti bambini, uccise da un bombardamento mentre festeggiavano la fine del Ramadam, ha destato scalpore ma non è cambiato nulla: si continua a uccidere innocenti.
Questo macello non è realizzato da uno spietato gruppo terrorista ma dalla Forze di Pace che è là per proteggere la popolazione. La liberazione dell’Afghanistan è costata finora più di 200 mila morti, per lo più civili. A quanto pare tra i nostri alleati ce ne sono alcuni che si riconoscono nel motto: prima sparare poi chiedere informazioni.
La missione di pace in questo paese assomiglia sempre più ad un tentativo di fomentare l’odio e la vendetta.
Che immagine possono ricavare i musulmani di tutto il mondo dalle foto dei pacificatori tedeschi che giocano coi teschi degli afgani? Per tutti mussulmani la dissacrazione dei cadaveri è uno dei più terribili abominii. E certamente le continue notizie di torture, abusi di ogni sorta, corruzione, complicità del governo afgano con le bande criminali, spettacolare aumento delle prostitute al servizio dei liberatori, non sono proprio il meglio che l’occidente possa offrire.
Quindi chiedo che il Governo ponga immediatamente precise condizioni di rispetto della leggi internazionali e dei diritti umani in Afghanistan e l’istituzione di organismi di inchiesta e di controllo.
E che l’Italia ponga condizioni chiare di rispetto delle leggi internazionali, per continuare a contribuire alla missione con l’invio di truppe.
Altrimenti è indispensabile ritirare immediatamente i nostri soldati esposti a mortali pericoli per dar man forte a una missione che si è coperta di disonore e di sangue innocente.
Non possiamo continuare a fare il palo a una banda di criminali di guerra.


Calate le braghe il 22 dicembre!

Si celebra infatti l'orgasmo globale planetario.
I lettori di Cacao piu' affezionati ricorderanno che qualche anno fa abbiamo gia' aderito all'iniziativa del World Orgasm Day e questa non e' diversa. Si tratta in pratica di mettersi d'accordo per fare tutti l'amore lo stesso giorno, sprigionando nello stesso momento una quantita' enorme di energia sessuale pacifista, che sciolga i fucili e raffreddi gli spiriti bollenti dei paesi in guerra.
Quest'anno l'iniziativa e' organizzata da due pacifisti storici di San Francisco, Donna Sheehan, 76 anni e Paul Refell, 55 anni e la data fissata e' il 22 dicembre (segnatevelo sul calendario!).
Quello stesso giorno partiranno verso il Golfo Persico due nuove navi della Marina americana "equipaggiate con strumenti anti-sottomarini che non potranno che essere utilizzati contro l'Iran", spiegano gli organizzatori.
Chi e' solo, anche se diamo abbastanza tempo per organizzarsi (e' per la Pace!), faccia da solo: se vi volete bene l'energia sprigionata e' la stessa.
(Fonte: Ansa)


Palpare i bambini, tirare la coca, ubriacarsi, rubare, fare la guerra e rompere i coglioni a chi si fa le canne

di Jacopo Fo


In quel tempo vivevo a Pedofilonia.
Un posto assurdo, dove prendevano migliaia di giovani e con la scusa di Dio li chiudevano in luoghi che trasudavano pruriti sessuali repressi e li trasformavano in preti.
Era cosi' che erano riusciti a creare la piu' grossa organizzazione di maniaci sessuali della storia del mondo.
Quando la Curia si accorgeva che un prete aveva stuprato una disabile lo trasferivano a un altro incarico. E quello continuava a insidiare donne e bambine.
A Pedofilonia solo raramente qualche prete finiva in galera. Era una societa' allo sbando: la gente, incoraggiata dalla sacralita' del vino (veniva bevuto pure durante la messa, ma solo dai sacerdoti) si ubriacava in modo industriale.
Il 60% degli incidenti d'auto e dei morti (3600 su 6000) era causato dall'alcolismo, cosi' pure la maggioranza dei fatti di sangue. A migliaia morivano poi di cirrosi epatica. Almeno 20mila persone morivano ogni anno per gli effetti diretti e indiretti dell'alcol. Ma tutti se la prendevano con il 10% della popolazione che fumava
cannabis. La marijuana era consumata da 6 milioni di persone e provocava 0 morti per incidenti di auto, 0 morti per violenza, 0 morti per malattie. Ma se ti beccavano con una decina di grammi di fumo finivi in galera come spacciatore (piu' di un  grammo di principio attivo).
Ma non e' che i governanti fossero cattivi.
Erano un po' stonati a causa del consumo di alcol e cocaina ma non agivano per malanimo. Solo per soldi.
L'esperienza dell'Olanda, della Svizzera e della Spagna aveva dimostrato che la depenalizzazione delle droghe provoca danni enormi per la criminalita' e riduce il numero dei consumatori di droghe pesanti. Ma i moralisti, gli stupratori e i pedofili, i ladri, i corrotti, i mafiosi continuavano a urlare che se si fossero liberalizzate le droghe poi i giovani avrebbero iniziato con una canna e sarebbero finiti col buco in vena.
Cio' che era stato fatto in Olanda nei trent'anni precedenti dimostrava il contrario. Se i giovani dovevano rivolgersi ai criminali per comprare marijuana era facile che ottenessero "dosi prova gratis" dagli spacciatori, che hanno tutto l'interesse a diffondere il consumo di droghe fasciste guadagnandoci venti volte tanto. Quindi, liberalizzare le droghe leggere era il modo migliore per far fuori un esercito di diffusori delle droghe pesanti.

Il problema del rapporto tra consumo delle droghe leggere e il passaggio al consumo di droghe pesanti era stato studiato da molti ma nessuno aveva trovato un solo elemento che dimostrasse che chi iniziava con l'erba poi aveva piu' probabilita' di passare alla coca e all'eroina.
I fatti dimostravano, anzi, che l'unico rapporto tra tossicodipendenza e altre esperienze non aveva niente a che fare con la marijuana.
Un'enorme ricerca Usa sui figli dei figli dei fiori aveva dimostrato che questi giovani, che non avevano frequentato nessuna parrocchia ed erano cresciuti in un ambiente dove si consumava marijuana invece di bere alcool, conseguivano mediamente risultati migliori nella vita (successo professionale, famiglia stabile, minor numero di
arresti, di ricoveri psichiatrici, di suicidi ecc) rispetto ai figli di famiglie "normali".
Inoltre un'altra prova basata su grandi numeri dimostrava che il proibizionismo sulle droghe non provocava la diminuzione del consumo di droghe pesanti ma aveva l'effetto contrario.
In Usa era stato proclamato per anni il divieto del consumo dell'alcol. Ma i consumatori non sono mai diminuiti.
Il proibizionismo rese affascinante ed eroico bere alcol, molti subirono danni gravissimi alla salute per la qualita' terribile delle bevande distillate clandestinamente e la mafia divenne una potenza economica capace di corrompere politici e poliziotti.
Alla fine, anche i piu' reazionari abbozzarono e il consumo di alcol fu liberalizzato. E liberalizzare il consumo non comporto' che tutti gli americani diventassero ubriaconi ma diede impulso, anzi, a movimenti come quello degli Alcolisti Anonimi che ha ottenuto enormi successi nella diffusione della cultura del non abuso di alcol.
Ugualmente, si e' ottenuta la notevole e costante diminuzione del consumo di tabacco senza la minaccia del carcere ma semplicemente informando le persone sui danni provocati dalle sigarette.
Ma, in effetti, a Pedofilonia i potenti non desideravano che i giovani smettessero di drogarsi.
Anzi, era una cosa che si voleva evitare assolutamente.
Avere molti tossicomani disposti a qualunque cosa per una dose di eroina, cocaina o crack, significava mettere sulla piazza ragazze e ragazzi disposti a qualunque umiliazione sessuale, qualunque depravazione. E queste sono cose che piacciono alla maggioranza dei maniaci sessuali, fossero anche preti e fallocrati.
Pensate che a Pedofilonia, quando una ministra decise di alzare a un grammo di principio attivo la dose che faceva da spartiacque tra il consumo personale e lo spaccio ci furono ben 50 parlamentari del Partito del Progresso che protestarono.
Ed era buffo, perche' durante la campagna elettorale il Partito del Progresso aveva proposto un programma che prometteva una certa depenalizzazione minima: in effetti c'era stato un momento in cui la dose minima non era piu' fissata per legge. L'accusa di spaccio non era legata alla quantita' detenuta ma a prove concrete che dimostrassero che di quella quantita' si faceva commercio.
Ma questi 50 proibizionisti di centro sinistra dissero che non avevano letto il programma. Erano troppo impegnati.
A fare che? Ricordo che stiamo cercando risposte ad alcune domande:AIUTACI!


Pene d'amore, divorzio, depressione, tradimenti, tutto nasce dai piccoli incubi quotidiani.

Calzini sul como'
(Il segreto dell'amore)
di Jacopo Fo

Appunti per il mio nuovo spettacolo.

L'amore e' la cosa piu' bella della vita.
Ma visto che l'amore non funziona molto bene, la gente preferisce dedicarsi alla guerra e ai soldi.
Quindi stasera non vi parlero' di politica, di ingiustizie, di inquinamento e poverta'.
Vi parlero' invece di maschi e femmine e del perche' non ci capiamo.
Siamo diversi.
Questa e' una banalita'.
Quel che raramente si capisce e' che non siamo solo diversi. Siamo completamente diversi. Parliamo addirittura due lingue differenti.
Tutto comincia quando si e' neonati.
I piccoli ci mettono un po' ad articolare le prime parole.
Per imparare fanno ma-ma-ma-ma.
Le donne ne hanno subito approfittato: ha detto MAMMA! Ha detto MAMMA!!
No, non ha detto mamma, sta solo facendo delle prove tecniche di trasmissione ma-ma-ma-ma!
Lei ti guarda con aria di sufficienza e ti chiede: "Sei geloso?"
No, non sono geloso, e' solo una questione di essere precisi. Di dire come stanno le cose.
I bambini si esercitano a parlare prima facendo mma-ma. Non a caso dicono mamma anche i bambini cinesi. Solo successivamente i piccoli provano la P sputacchiando dappertutto.
Voi donne vi siete prese la prima parola, a noi ci avete messo in serie B, anzi in serie P: papa'-pipi'-pupu'.
E questo fatto sta all'origine di tutti i disastri del mondo. Le bambine, ancora neonate associano il maschio alla pupu' e alla pipi'. Per forza poi si convincono cosi' facilmente che siamo tutti stronzi.
D'altro canto noi maschi subiamo un colpo micidiale alla nostra autostima quando scopriamo che giocheremo nella stessa categoria del papa' e della pipi'!
Tutto comincia con il piede sbagliato.
E va avanti cosi'. A dodici anni le tue amichette esplodono: nel giro di sei mesi gli spuntano tette e culi dappertutto. Uno shock! Tu sei ancora un bambino e loro ti guardano con aria di commiserazione e ti dicono: "Giochi ancora con i soldatini?"
E cosa devo fare? Misurarmi con una donna, una mutante come te?
Poi, finalmente inizia anche per noi lo sviluppo. Per un anno abbiamo la voce piu' merdona che si possa immaginare.

Non c'e' da stupirsi che i maschi abbiano preso il potere sulle donne.
E' stata una reazione al panico totale che la donna ci provoca.

Ma il problema e' aggravato dal fatto che la femmina non capisce il maschio e viceversa.
Usiamo le stesse parole per dire cose diverse.
E' fondamentale capire come succeda.
Il maschio e la femmina hanno una missione genetica diversa e percio' la loro mente funziona in modo differente. E anche il loro corpo.
Ad esempio, una recente indagine ha dimostrato che uomini e donne bruciano una quantita' diversa di calorie eseguendo le stesse azioni: nel tempo che una femmina impiega a consumare 6 calorie masticando un chewing-gum una maschio ne brucia 11.
Perche'?
Dipende dalla struttura del pensiero femminile. Le donne masticano con un'intenzione diversa!
La donna concepisce solo azioni infinite: una mamma non smette mai di essere mamma. La cura dei figli e' nella sua mente sempre! Non c'e' un attimo di sosta.
Il compito biologico del maschio invece e' fatto da azioni che richiedono uno sforzo totale per un tempo breve, finito: difendere il branco dalle belve, fecondare, trovare cibo. Truck truck ed e' tutto finito.
L'uomo vive a puntate, per flash.
La vita della donna e' un unico grande fiume.
E cosi' quando la donna mastica la gomma americana, la mastica come se dovesse masticarla in eterno, se la prende con calma. La donna mastica muovendo solo le mandibole.
Invece il maschio quando mastica il chewing-gum lo mastica con tutte le sue forze, con tutto il suo corpo. L'uomo combatte con il chewing-gum, non vuole solo masticarlo, vuole maciullarlo, distruggerlo, annientarlo. E vuole farlo il piu' presto possibile. E' una questione di vita o di morte. Quando mastica ce la mette tutta, impegna nel movimento perfino il mignolino del piede.
E' chiaro che fa piu' fatica.

Questa situazione e' per noi maschi fonte di continue umiliazioni.
Ad esempio c'e' il dramma dei calzini. Sapete di cosa parlo...
Tu sei li' che ti stai vestendo e non trovi i calzini. E chiedi gentilmente: Amore, sapresti dove sono i miei calzini? E lei con la voce dalla quale gia' traspira il compatimento ti risponde: "Tesoro, sono sul como'".
Tu guardi sul como' e non c'e' proprio un cazzo. Guardi bene, centimetro per centimetro perche' ormai sai come vanno le cose. Quando sei proprio sicuro che non vi sia neanche l'ombra di un calzino glielo dici gentilmente: "Amore, non vedo nessun calzino su questo como'."
Allora lei sbuffa, viene in camera dicendo: "Non trovi mai niente..."
(Vero che dice proprio cosi'?) E poi esclama:"Guarda tesoro, i tuoi calzini, sono proprio qui, sulla spalliera della sedia a 18 centimetri dal como'!!!"
"Eccheccazzo!!! 18 centimetri! Mi hai dato un'indicazione sbagliata di 18 centimetri! Come facevo a vederli!"
E a questo punto lei da' giu' di testa e ti copre di insulti.
Ma queste delle donne sono pretese assurde! Sembra che facciano apposta a darti indicazioni imprecise per poi umiliarti.
Far cosi' vuol dire non comprendere le basi genetiche del maschio, i fondamenti della sopravvivenza della specie umana.
Si', perche', care signore, voi dovreste ringraziare il maschio che non trova i calzini sul como'! Solo grazie a questo straordinario meccanismo voi siete qui e siete vive.
L'Umanita' non si e' estinta proprio perche' la mente del maschio e' assolutamente selettiva e non siamo capaci di fare due cose contemporaneamente. Se fossimo stati multi-tasking come voi saremmo morti tutti. Quando eravamo nella giungla e le belve ci attaccavano, i  maschi si buttavano addosso alle tigri coi denti a sciabola incuranti  del pericolo. Nella loro mente c'era un unico imperativo assoluto: difendere le donne e i bambini! Se avessero potuto prendere in considerazione anche il rischio che correvano di essere sbranati in modo orribile e dolorosissimo sarebbero scappati lasciando le vostre antenate in pasto alle belve.
Invece noi sappiamo fare solo una cosa per volta e la sappiamo fare molto bene.
E percio' se tu mi dici che i calzini sono sul como' io ti credo ciecamente perche' ti amo e la mia missione assoluta diventa trovare i calzini sul como'. Ce la metto tutta. E tu DEVI capire che se invece i calzini NON sono sul como' vuol dire che tu mi hai detto una stronzata.
Il fatto che i calzini fossero a 18 centimetri dal como', sulla spalliera della sedia, non c'entra niente. Io sono dotato di una fantastica mente selettiva che mi permette di combattere le belve o di trombare, sempre con il 100% della mia efficienza.
La mia mente conosce solo risposte binarie: vivo/morto, fecondata/non fecondata. E, possiamo discutere quanto vuoi ma i calzini NON erano sul como'.
Questa e' una cosa sicura.
Il resto sono chiacchiere.
A questo punto lo so gia' che qualcuna di voi ha la risposta pronta: "Tesoro, le belve non ci sono piu', non viviamo piu' nella giungla, siamo qui a Carugate, in un condominio. La bestia piu' pericolosa dei dintorni e' un bassettown con la gastrite."
"Eccheccazzo e' colpa mia? Io sono pronto per la giungla. Non ho scelto io di nascere nella pianura padana all'alba del terzo millennio."
"Tesoro, potresti evolvere e comprendere la possibilita' di sviluppare una percezione del campo visivo piu' allargata."
Insomma, non se ne esce. L'ultima parola ce l'hanno loro.
Cioe', loro hanno proprio un pezzo del cervello che a noi manca.
Riescono a concepire parole che noi non potremmo neanche immaginare.
Ad esempio quando ti fanno quelle domande... Quelle che sono un capolavoro di logica sadica. Trappole logiche mortali. Non ti danno via di scampo.
Lei e' li', con le pantofole a quadrettoni (che sono la tomba dell'erotismo ma tu non hai mai avuto il coraggio di dirglielo) e ti chiede a bruciapelo: "Sono ingrassata?"
Avete riflettuto su questa domanda? Non c'e' risposta possibile.
Se rispondi: "No, amore, non sei ingrassata" lei ti salta agli occhi con un: "Ma allora tu non mi guardi piu'? Non mi vedi! Sono diventata trasparente!"
Se le rispondi: "Un pochino, ma mi piaci di piu' cosi'" Lei parte con un: "Balle! Come fai a pensare che ti creda. Preferiresti la Turina a Brooke Shields. Ma che stronzate dici?"
Se rispondi la verita': "Tesoro si sei un po' ingrassata, dovresti mangiare meno salsicce e fare un po' di ginnastica prima che la pelle a buccia d'arancia arrivi al livello cellulite con crateri lunari", lei si mette a piangere e urla che lo sa che c'hai l'amante.
Donne, dovete rendervi conto che chiedere a un uomo se siete ingrassate non e' una domanda, e' un atto di guerra.
Colpirlo alle spalle con una padellata in testa sarebbe piu' corretto.


Caro Arcivescovo di Milano: prega che Dio non esista

sennò ti fa il sedere a strisce!

Ho avuto un attimo di smarrimento passando ieri in piazza Duomo a Milano.
Credevo fosse un’allucinazione. Invece il Duomo era scomparso, restavano solo timide guglie che spuntavano da dietro un immenso cartellone pubblicitario: la pubblicità di una banca.
Ormai da anni quando si ristruttura un monumento importante i ponteggi vengono coperti con graziose riproduzioni della facciata nascosta dai lavori.
Così si salva almeno un po’ l’immagine delle piazze storiche che i turisti vengono ad ammirare da tutto il mondo.
Ma l’arcivescovo di Milano ha fatto quattro conti e ha preferito nascondere il Duomo. In fondo è solo la casa di Dio. E non ha saputo dire di no ai soldi dello sponsor.
E io mi chiedo se l’alto prelato abbia mai letto il Vangelo laddove Gesù grida:”Fuori i mercanti dal tempio!”.
E’ una domanda ovviamente retorica: certo che l’ha letto. Ma mica si può dar retta a tutti gli isterismi di un mistico disposto a dire qualunque cosa pur di far colpo sulle masse…
Ma dove sono finiti i cristiani milanesi?
Tutti rincoglioniti dallo smog?

L’altra immagine che mi ha colpito è quella di alcune grandi strutture di supporto per i cartelloni pubblicitari. Tra Porta Romana e Porta Ticinese ce ne sono alcune sprovviste di cartellone. Grandi cornici di metallo vuote. C’è solo la struttura, praticamente sono dei buchi, delle finestre. Ma i potentissimi fari che dovrebbero illuminare i cartelloni mancanti sono comunque accesi tutta la notte. Illuminano l’aria all’interno della cornice.
Ora immagino che queste strutture siano gestite da qualche ditta che paga un fisso al comune. Quindi credo sia un privato che ci rimette il denaro di questa illuminazione inutile.
Se fosse così avremmo l’ennesima prova che il capitalismo non è cattivo per una questione di innata malvagità. E’ cattivo perché è stupido.


Premio Struzzo d'oro a Bassolino


Bassolino ha avuto più di 10 anni di tempo per affrontare i problemi di Napoli. Non ha ottenuto un bel risultato.
Lui e la Jervolino, hanno continuato a affermare imperterriti che la situazione a Napoli “non è così drammatica” fino a quando la lava del crimine e della sporcizia non ha completamente sommerso la città.
Avevano paura che sennò i turisti si sarebbero spaventati.
Ma che dire di un popolo che se ne stà buono buono a vivere in mezzo ai veleni e agli scippi?
Napoli affonda, i pochi che avrebbero idee per cambiare non li ascolta nessuno.
Solo un’ondata comica può risvegliare la speranza.

su Napoli abbiamo scritto molto. Trovi quì l'indice di tutti gli articoli e un capitolo del libro "Napoli nel sangue"
Audio: Napoli Brucia?
Un capitolo del libro.


Manifestazione a favore della semplificazione del sistema fiscale

Donne che si spogliano, uomini che bloccano le strade vestiti da garibaldini, bambini che urlano nelle metropolitane. Siamo alla mobilitazione generale. Centinaia di militanti del "Movimento di Quelli che Hanno Deciso di Prendere per il Culo il Mondo Visto che Cambiarlo è Lunga" (MQHDPCMVCL) cingono d'assedio il governo manifestando in città e campagne. Pubbicheremo nei prossimi giorni le centinaia di foto che ci stanno giungendo. Insorgete. L'Arte è l'Unica Spiaggia!

Vedi quì la fotoprotesta di 30 imprenditori e manager a Alcatraz
3 lavorano e devono mantenere il quarto che si occupa di come pagare le tasse.


Non voglio piu' essere di sinistra! - di Jacopo Fo

Non voglio piu' essere di sinistra!
Un'avventura di Fabio Tarassi, ecoincazzato e di suo fratello piu' piccolo.
di Jacopo Fo

Se c'e' una cosa che odio e' chiedere aiuto a mio fratello, Antonio Tarassi.
Ma ero veramente nella merda. La mia vicina di casa, con la quale, ammetto, avevo avuto una storia, era stata trovata cadavere nella sua stanza, uccisa con 14 pugnalate. Era stato uno shock terribile perche' le volevo bene. L'avevano ammazzata per portarle via qualche gioiello, il computer e la cinepresa. Una roba da tossicomani. Quando ammazzano qualcuno che condivide con te il pianerottolo senti in modo particolare il fatto che viviamo in un mondo che ha perso il senso delle cose. Ero un po' depresso. Luisa era una gran brava ragazza e non se lo meritava proprio. Ma poi la situazione era peggiorata. La polizia mi aveva interrogato ma avevo un alibi. All'ora dell'omicidio ero in una discoteca di Balanzate, il Red Point.
Quando il commissario mi chiese se qualcuno poteva confermare la mia presenza li' mi resi conto che nessuno si poteva ricordare di me. Non ero mai stato in quel posto altre volte e non conoscevo nessuno. Ci ero andato in un disperato tentativo di trovare la donna della mia vita. Visto che frequentando i centri sociali non ci riuscivo. Ma non sono uno che fa colpo a distanza, per sperare in qualche possibilita' di invitare a cena una ragazza devo avere almeno una mezz'ora di tempo per parlarle. Li' in discoteca era impossibile, visto il volume catastrofico della musica. C'ero restato 4 ore sfoggiando la mia migliore aria intelligente e sperando che qualche ragazza restasse affascinata dai miei jeans e dalla mia maglietta comprata alla Standa.
Il commissario accolse con un microscopico accenno di sorriso la mia ammissione sul fatto che difficilmente qualcuno si sarebbe ricordato di me... Poi inizio' a interrogarmi sul mio passato. Era chiaro che aveva letto il mio dossier: un arresto durante scontri di piazza, attivista dei centri sociali... Insomma gli stavo sul culo ed ero il suo assassino ideale.
Dopo un interrogatorio durato un secolo mi aveva lasciato andare con un: "Si tenga a disposizione e non lasci la citta'." E io avevo capito che mi serviva un avvocato di quelli cattivi. Ma ovviamente non avevo una lira. Quindi mi trovavo di fronte all'obbligo umiliante di rivolgermi a mio fratello. Il che non sarebbe terribile se mio fratello non fosse uno che ha messo insieme una ricchezza sibaritica dopo aver abbandonato la rivoluzione comunista e gli interessi del popolo. Non dico che abbia votato Forza Italia, ma secondo me ci ha pensato.
Cosi' presi la metro e mentre mi dirigevo verso Porta Garibaldi riflettevo su quel che gli avrei detto.
 
Ero nel suo appartamento su due piani con giardino e lui era di fronte a me con la faccia abbronzata e un pigiama di seta nera, a piedi nudi. Gli avevo raccontato tutto. Aveva il cellulare in mano e stava parlando con il suo avvocato che sicuramente guadagnava in un'ora quanto io in un anno. Gli racconto' tutto. Poi ascolto'. Fece qualche domanda incomprensibile poi saluto'. Parlo' di una taglia, di alibi, di manifesti, di ragazze che forse non mi avevano visto e di cosa e' reato e cosa no. Non ci capivo molto.
Conclusa la telefonata mi guardo' e mi disse che la prima cosa era trovare qualcuno che confermasse il mio alibi. Ero d'accordo con lui ma non avevo idee su come riuscirci.
"Ci serve un'idea..."
"Non vedo come... Chi vuoi che si ricordi di me?"
"Qualcuno ti avra' visto in faccia."
"Si ma come lo trovi? Con un annuncio sul giornale?"
"I ragazzi che vanno in discoteca non leggono i giornali..." Sentenzio' Antonio.
Riapri' il cellulare e disse: "Telefono a Zucchetti, e' il miglior pubblicitario che conosco." Sempre grandioso, anche da piccolo era cosi'. Non gli bastava fare il generale, voleva essere Gengis Kan.
Dopo un paio di chiamate riusci' a trovarlo: "Zucchetti, ho un problema: mio fratello deve dimostrare che tre giorni fa ha passato la notte in una discoteca, dove ha cercato di rimorchiare senza successo. Non e' una novita' ma sarebbe esagerato che si facesse l'ergastolo perche' ha poco sex appeal." Intanto che diceva queste stronzate ghignava come un cretino. Un competitivo di merda con gravi problemi di autostima. Ne ha troppa.
Feci la faccia: sei una testa di cazzo ma non posso farci niente.
Lui continuava a conversare: "Si', certo che se mettiamo una taglia di 100 mila euro di testimoni ne troviamo a centinaia ma si chiama corruzione di testimoni, Zucchetti. L'avvocato m'ha gia detto che sarebbe peggio. No, dobbiamo trovare un'idea piu' raffinata... Che faccia leva sui sentimenti." Ando' avanti cosi' per qualche minuto.
Poi mio fratello mi disse: "Abbiamo trovato! Ci serve una star. Andiamo in quella discoteca tutte le sere e blocchiamo la musica un paio di volte e c'e' Fabri Fibra che parla di te e chiede se qualcuno ti ha visto. Proiettiamo il tuo faccione triste 6 metri per 4 e vediamo se qualche ragazzina ti ha dato un'occhiata interessata. In fondo non sei da buttar via... Se solo ti mettessi qualche cosa di decente addosso..."
"Sembri mamma." Gli risposi io. E giusto per essere polemico aggiunsi: "E secondo te ti fanno interrompere le danze e uno come Fabri Fibra sta li' a cercare una che mi ha visto?" Parlare cosi' fu un grave errore. Mio fratello parti' in quarta: "Vedi Fabio, il tuo problema e' che ragioni in modo angusto, sei prigioniero degli schemi mentali della sinistra. E' chiaro perche' tutto quel che fate non funziona mai. Volete far la rivoluzione, volete cambiare il mondo, convincere le masse e poi fate dei giornaletti pezzenti, scritti male da gente triste perche' non guadagna una lira.
Come fa uno che sopravvive a stento con l'incubo di arrivare a fine mese a entusiasmare le masse per il sogno di un mondo migliore? Berlusconi ci riesce perche' lui il mondo migliore ce l'ha gia', lo vede tutti i giorni. Cambia punto di vista: ragiona in grande! Il padrone della discoteca sara' felice di intraprendere un'azione umanitaria in tuo favore perche' io gli raddoppiero' l'incasso della serata con una fantastica sponsorizzazione e Fibra si impegnera' al massimo perche' anche lui, come tutti i mortali, vuole un mondo migliore, subito."
Sentivo che gli dava gusto rompermi i coglioni... Ma era chiaro che qualche cosa gli rodeva.
"Senti: ma se noi di sinistra siamo cosi' delle merde perche' ti incazzi? Tu hai tutto quel che vuoi, col tuo sito internet hai incassato miliardi... Goditeli. E tante grazie se mi dai una mano. Ma perche' ti incazzi."
"Perche' mi incazzo? Ma cosa credi? Anch'io vorrei un mondo migliore. E mi ritrovo che non si riesce a costruirlo perche' la maggioranza di quelli che lo vorrebbero sono completamente fuori di testa e credono al marxismo formato San Francesco coi Puffi. L'ultima trovata e' che adesso volete la DECRESCITA! La cazzata piu' grande del decennio. Ma chi vuoi che ti venga dietro se gli proponi una cosa che c'ha un nome cosi' di merda? E poi perche' dovremmo decrescere?"
"Forse perche' senno' questo mondo affonda nella merda, nell'inquinamento e nella guerra?" Risposi io e mi sembrava di averlo inchiodato. Ma lui mi sguiscio' via...
"Guarda che sei disinformato. Abbiamo tutte le tecnologie per produrre tutta l'energia che vuoi senza petrolio. Il problema e' che l'umano e' piu' lento dei tardigradi. E il problema e' che voi di sinistra avete dato l'idea che i pannelli solari fossero cose da poveri che ci si doveva autocostruire in cantina, dopo aver frequentato corsi deprimenti in centri macrobiotici. Come fare un pannello solare a partire da un frigorifero vecchio..."
"Beh, era un'idea geniale, c'e' venuta parecchia gente a quel corso... Possibile che devi disprezzare tutto quello che faccio?"
"Innanzi tutto usa i congiuntivi ogni tanto, si dice che tu debba." L'avrei strangolato. Faceva apposta a imitare mamma. Ma non riuscii a fermarlo. "Inoltre vorrei ricordarti CHI venne a quel corso. Se ben ti ricordi avevi trascinato anche me. E ora dimmi in confidenza, secondo te chi di quei 17 partecipanti che tu definisci una moltitudine avra' mai costruito veramente un pannello solare? E poi scusa, se uno si appende 4 frigoriferi vecchi sul tetto per farsi la doccia solare secondo te offre un'immagine accattivante e affascinante dell'ecologia? No! Dice a tutto il mondo che l'ecologia e' una roba da barboni! Non riesci a capire che siete voi, con tutti questi cazzi di tentativi di merda, da dilettanti, da gente con idee piccole, che fottete la possibilita' di cambiare questo mondo?"
Lo mandai vaffanculo e me ne andai. Mi aveva fatto incazzare.
Preferivo farmi vent'anni di carcere che restare ancora li' a sentire quelle stronzate sul marketing della rivoluzione.
Non lo sentii per una settimana. Ma non mi aveva mollato completamente. In fondo non e' una merda del tutto. Il suo avvocato mi accompagno' al successivo interrogatorio in questura. Mi rifecero tutte le stesse domande e io diedi tutte le stesse risposte. Ma questa volta mi trattarono con maggior cortesia. Avere un avvocato con un cappotto di cachemire da un fantastiliardo di dollari ha i suoi vantaggi in questo mondo di merda.
Poi Antonio mi telefono', era tutto contento: "Animo fratellone, abbiamo quattro ragazze che si ricordano benissimo di te. Ti hanno notato perche' eri vestito da straccione... vedi che anche essere di sinistra ogni tanto funziona."
Da una parte avrei voluto spaccargli la faccia, dall'altra non potevo negare di essere sollevato.
"Come ci sei riuscito?"
"Fabio Fibra si e' impegnato al massimo..."
"L'hai fatto venire veramente?"
"Certo. Anche se sei una testa di cavolo di sinistra, sei sempre mio fratello."
Antonio e' cosi'. Non posso ucciderlo solo perche' e' mio fratello. E poi devo ammettere che a volte e' utile. Soprattutto se ti vogliono accollare un omicidio.
Mi chiesi cosa sarebbe successo se la sinistra avesse appaltato a gente come lui la realizzazione di un mondo migliore.
Si sarebbe messo a formare migliaia di manager col cuore di ghiaccio che avevano interesse solo per il fatturato e in un mese ci saremmo trovati con un Partito Capitalista della Rivoluzione quotato in borsa. No, non poteva funzionare.
Pero' era vero che anche i frigoriferi sul tetto non avevano avuto un grande successo.
La gente tiene tantissimo alle apparenze...
 
(continua)


Sono un giornalista vigliacco.

Questa mattina mi sono svegliato alle 6 pensando alla giornalista russa uccisa, Anna Politkovskaja.
Generalmente mi sveglio un’ora più tardi.
Questa anticipazione, conoscendomi, vuol dire che qualche cosa mi rode.
Questo articolo lo scrivo per liberarmene.
Mi fa molto incazzare che ammazzino la gente che scrive la verità. Ma il problema non è questo. E’ che io ho deciso di non farmi ammazzare e una parte di me non condivide questa scelta.
E’ un discorso difficile. C’è stato un momente nella mia vita, tanti anni fa, nel quale ho deciso che valeva la pena di morire per combattere le ingiustizie.
Poi ha deciso che volevo vivere il più a lungo possibile perché così avrei potuto fare più danni e anche perché mi sono convinto che non sono gli eroi che cambiano la storia ma quelli che riescono a costruire qualche cosa, ad esempio un posto come Alcatraz dove possano esistere frammenti momentanei di un mondo migliore.
E questo modo di vedere mi ha portato, a smettere di scrivere alcune cose. Ad esempio ho smesso di denunciare le truffe che avvengono nella regione dove vivo.
“Ma come? Non racconti tutta la verità?”
No, non la racconto. Ho denunciato qualche grande truffa, con tutti i partiti d’accordo, e ho pagato con 7 procedimenti penali per scempio ambientale, l’azzeramento dei finanziamenti irrisori che ricevevamo e la perdita di tutte le possibilità di lavoro in zona.
E per denunciare che cosa? Semplicemente quello che chiunque andasse a fare quattro chiacchiere al bar poteva sapere.
La cosa più avvilente della corruzione è proprio che tutti ne sono a conoscenza.
L’altra cosa che ho fatto è stata di ritirare tutti i progetti che avevamo presentato all’Unione Europea. Una voce mi aveva spiegato che stavo facendo una cazzata enorme. Avevamo presentato dei progetti troppo intelligenti e ben fatti e avevamo anche commesso l’errore di chiedere tantissimi soldi per realizzarli. Il dramma era che rischiavamo di prenderli… E questo avrebbe fatto incazzare “i poteri forti”.
Cioè in realtà avevamo possibilità di prendere quei soldi solo sulla carta, perché per tantissimi soldi i poteri forti sono disposti a qualunque cosa. Capii che le mie possibilità erano solo teoriche (stupide teorie infantili) e feci una scelta di realismo. Dopo essermi svegliato per qualche giorno alle 6 del mattino mi presentai presso gli uffici competenti, restituii con gli interessi un primo finanziamento e iniziai le pratiche per annullare tutte le domande di finanziamento presentate. I funzionari mi guardavano con gli occhi fuori dalle orbite, non avevano mai visto il primo in graduatoria ritirarsi. Così i bombardamenti cessarono e potemmo continuare a lavorare, altrove.
Non mi piace fare queste scelte. Sono umilianti. In me, ogni tanto, urla il guerriero che ero a vent’anni. Lanciarsi sulle linee nemiche cantando è esteticamente meraviglioso.
Faccio invece una gran fatica a mantenere questo profilo basso. Misurare le parole. Trasformare la rabbia in astuzia.
Scegliere il momento.
E ogni tanto devo ricapitolare le ragioni di questa scelta di rifiutare l’eroismo. Chiedermi di nuovo perché dopo gli anni del sogno rivoluzionario ho deciso che aveva ragione mio nonno.
Lui aveva scelto di fare la resistenza senza sparare, si occupava di far scappare gli ebrei in Svizzera. Il che comportava che potesse continuare a fare il capostazione a Luino, giusto sul confine. Nascondevano i fuggitivi nelle cassapanche che dovevano contenere la sabbia per i freni e poi pregavano di non dover frenare troppo velocemente. Mio nonno aveva capito che per salvare quelle persone doveva tenere la testa bassa. Così mio padre dovette andare a fare il soldato coi fascisti. Un figlio disertore avrebbe bruciato mio nonno e se smetteva di fare il capostazione come li faceva scappare gli ebrei? Mio padre aveva 17 anni e si imboscò in una serie di corsi di formazione (divenne paracadutista e guastatore) e poi riuscì a farsi mandare a dipingere Madonne nelle chiese. Quando si trovò davanti all’alternativa tra andare a combattere contro i partigiani o finire in campo di concentramento in Germania mio padre disertò. Ma non era più un problema perché a quel punto mio nonno era riuscito a far scappare tutti gli ebrei che avevano trovato.
Credo sia stata una scelta giusta. Ma per tutta la vita a mio padre è stato rinfacciato il fatto di aver indossato la divisa fascista.
Succede così: chi fa certe scelte “non eroiche” raccoglie insulti.
Non fare l’eroe è anti estetico e a volte questa scelta mi brucia tremendamente.
Poi penso che limare tutti i giorni fa più danni di una carica di cavalleria contro le mitragliatrici. Ma a volte non resisto e tiro un sasso. Ieri ad esempio ho pubblicato un articolo sull’Aids. Non ne parlavo da tempo. Farlo è da masochisti. Ma l’assassinio di Anna Politkovskaja mi aveva fatto incazzare.
Cara Anna, perché ti sei fatta ammazzare? Dovevi fuggire da quei mostri. Emigrare. Hai tutta la mia ammirazione per il tuo coraggio.
E tutta la mia tristezza per la tua morte.
E tutto il rispetto perché non hai saputo resistere in silenzio davanti all’orrore.
Ma è stato un errore. Dovevi abbandonare quel paese e continuare la tua battaglia da lontano.
Intendimi, non è una critica, a volte star zitti è impossibile.
E’ solo una disquisizione teorica.
In teoria sopravvivere è meglio.
Non so se ho fatto bene a scrivere questo articolo. Comunque ho ridotto il pericolo che qualcuno pensi che su questo blog io pubblichi tutta la verità.
No, io faccio un’altra cosa: non pubblico bugie. La verità la dico fino a un certo punto, cerco di capire qual è la linea al di là della quale sparano e mi fermo un metro prima.
Sono un giornalista vigliacco ma almeno non faccio finta di essere coraggioso.