Ribellione spirituale

Viviamo in un'allucinazione collettiva.
La gente non vive veramente

Che male c'è a stuprare i bambini? Ideologia mafiosa e chiesa cattolica.

Categoria Video controinformazione/video censurati

 

Ieri sera sono restato scioccato da un'inchiesta delle Iene.
(Ancora non l'ho trovata su You Tube, ne pubblico un altro sullo stesso tema, nel quale si vede comunque chiaramente come funziona la protezione ecclesiale ai pedofili)
L'italiano medio è proprio rincoglionito. Se avesse un minimo di palle oggi ci sarebbe gente a fare sit-in davanti alle chiese. Invece probabilmente anche questo scandalo resterà invisibile. Si ulrla contro la criminalità e poi si tollera lo strapotere di una corporazione che si arroga il diritto di difendere i criminali più zozzi...

Cosa è successo?
QUELLI DELLE JENE hanno mandato in giro una donna a chiedere consiglio a vari preti sul fatto che il suo bambino piccolo era stato molestato sessualmente dal parroco.
La risposta di 5 preti su 6 è stata di tacere, evitare lo scandalo, non denunciare alla polizia, rivolgersi all'autorità ecclesiastica. Cercare di riportare sulla retta via il figliol prodigo. Addirittura citando San Paolo.
I preti hanno parlato di perdono, di siamo tutti peccatori, sostanzialmente minimizzando l'entità della colpa del prete immaginario.
Lo stesso don Mazzi, intervistato sula questione ha detto che lui non si rivolgerebbe alla polizia, perchè il carcere peggiora comunque le persone e che in due casi simili è riuscito a convincere i preti molestatori a rinchiudersi in un convento di clausura.
Viene da chiedersi se don Mazzi è a conoscenza di altri molestatori che invece non è riuscito a convincere ad andare in clausura e che sono ancora in giro a piede libero a molestare i bambini.
La cosa è ancor più stupefacente visto che tutti gli intervistati hanno ammesso che per una simile colpa la pena inflitta dal clero non sarebbe stata l'espulsione o altro ma una ramanzina e il trasferimento.
E' da notare che l'unico prete che ha consigliato alla madre di denunciare il pedofilo era un giovane. Il che è un ottimo segno. Significa che anche nel clero si sta infiltrando il senso delle parole di Gesù.
Dategli qualche anno e vedrete che anche in Vaticano arriveranno persone che hanno percepito il senso del Vangelo. Non solo i divieti e le eccezioni ai divieti.

Quelli che ho sentito fare nell'inchiesta delle Jene sono discorsi vergognosi dal mio punto di vista, che mostrano che la Chiesa Cattolica è dominata dal gruppo di potere della casta dei preti, che hanno come primo obiettivo proteggere la casta stessa.
E questo è stato dimostrato da decine di processi in Usa che hanno pesantemente colpito le casse del clero cattolico con condanne severe per danni.
(In Italia aspettiamo ancora una legge sulle cause collettive..)
Il ragionamento secondo cui denunciare un prete pedofilo è sbagliato perchè ne nasce uno scandalo e lui finisce in galera è assurdo. Miglioriamo le galere, certo, ma i pedofili devono essere rinchiusi e messi nell'impossibilità di nuocere ad altri bambini.
Invece il clero si è raramente e fiaccamente adoperato negli anni per la realizzazione di un sistema carcerario umano. Anzi dobbiamo alla cultura dell'Inquisizione se le nostre carceri sono vergognose.
La logica del clero italiano è sempre stata punitiva al massimo. Tant'è che i carceri del mondo più umani sono in paesi che hanno rifiutato la logica cattolica del dolore, come i paesi scandinavi.
E attenzione: c'è un filo che lega brutalità carceraria, disinformazione sessuale, sessuofobia, paura del nudo, cultura dello stupro.
Il nostro clero è intimamente legato a canoni mentali orrendi e devastanti.
e non a caso i cattolici italiani hanno resistito fino al 1996 alla modifica della legge sullo stupro. Grazie anche all'ideologia maschilista del papato fino al 1996 lo stupro era considerato non un reato contro la persona ma contro la morale, con pene irrisorie. Il peccato MORALE cancellava la violenza privata e il sequestro di persona insiti nello stupro...E ancora oggi stupri una donna e poi ti danno gli arresti domiciliari.
E non a caso tra le chiese cristiane è quella cattolica quella dove si sono rifugiati il maggior numero di pedofili. In quale altro posto trovano una protezione più potente?
Vorrei vedere se si chiedesse a don Mazzi se è giusto denunciare uno che prende a bastonate un prete.
Ovvio che la risposta sarebbe che si deve denunciarlo...perchè è un atto violento. E qui sta il problema, la logica doppia sul peccato che ancora nutre il clero cattolico.
MOLESTARE UN BAMBINO è MENO GRAVE CHE PICCHIARE UN PRETE.
Eppure sappiamo che i danni dello stupro sono altrettanto gravi e duraturi di quelli di un pestaggio.
Ma evidentemente questi religiosi non la pensano così.
Uno stupro è meno grave. O forse non considerano approfittare di un bambino e mettergli le mani addosso uno stupro.
Tradizione antica che nasce dalla cultura dell'acquisto del perdono che diede origine alla scissione tra cattolici e protestanti.
Cari cattolici. Io rispetto la vostra fede ma dovreste fare qualche cosa per svecchiare questa gerontocrazia che governa la Chiesa e che infanga il buon nome di Dio...
(Abbiamo tutti un po' lo stesso problema... Ognuno spera che arrivi un Obama anche per lui....)

E per capire da dove viene l'ipocrisia blasfema maggioritaria nel clero puo' essere utile oggi leggere il testo originale che stabiliva i prezzi delle INDULGENZE. Cioe' si poteva pagare per espiare un peccato. Incredibile l'idea di pagare denaro per andare in Paradiso, e allucinante la scala di valori che venne usata per stabilire il costo del perdono a seconda dei peccati commessi. Stuprare un bambino era considerato un reato minore (!!!!), costava molto di piu' diventare prete essendo ciechi da un occhio. Lo so che e' assurdo ma questo aveva stabilito il Papa. Non voleva preti guerci a meno che non fossero disposti a pagarlo profumatamente. Stuprare una donna era considerata una colpa solo leggermente piu' grave dello stupro di un bambino. Uccidere era molto piu' grave ma ce la si cavava con una spesa ragionevole. Quel che costava una vera fortuna era ottenere il perdono dopo aver ammazzato un vescovo. Ed e' da notare che si poteva persino pagare in anticipo per ottenere il perdono preventivo per uno o piu' ammazzamenti. Fu questo testo che fece incazzare Martin Lutero e provoco' la nascita del movimento Protestante. Gente che ha una tanticchia di rispetto in piu' per la Parola di Dio. I preti protestanti si sposano, fanno sesso e ovviamente sono molto meno impestati da pedofili e stupratori.

Caro Papa, cari Vescovi, Arcivescovi e Cardinali, inginocchiatevi e chiedete perdono a Dio. Se e' misericordioso come dite forse vi perdonera'. Ma dovete inginocchiarvi. SUBITO!!!

P.S.
Riportiamo qui di seguito il testo della Taxa Camarae, un elenco delle indulgenze previste per i vari peccati, con relativo tariffario:

1. L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sara' assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.
2. Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto dal peccato contro natura o di bestialita', dovra' pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, paghera' solamente 131 libbre, 15 soldi.
3. Il sacerdote che deflorasse una vergine, paghera' 2 libbre, 8 soldi.
4. La religiosa che ambisse la dignita' di abbadessa dopo essersi data a uno o piu' uomini simultaneamente o successivamente, all'interno o fuori del convento, paghera' 131 libbre, 15 soldi.
5. I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo
6. Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costera' 27 libbre, 1 soldo. Per gli incesti si aggiungera' a coscienza 4 libbre.
7. La donna adultera che chieda l'assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie dispense per proseguire i propri rapporti illeciti, paghera' al Papa 87 libbre, 3 soldi. In un caso analogo, il marito paghera' uguale somma; se avessero commesso incesto con i propri figli aggiungeranno a coscienza 6 libbre.
8. L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio, costera' ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.
9. L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari.
10. Se l'assassino avesse dato la morte a due o piu' uomini in uno stesso giorno, paghera' come se ne avesse assassinato uno solo.
11. Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, paghera' alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, paghera' 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con un'altra, paghera', inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di 2 libbre a testa.
12. Chi affogasse suo figlio, paghera' 17 libbre, 15 soldi (ossia 2 libbre in piu' che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione.
13. La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15 soldi ognuno. Colui che facilitasse l'aborto di una creatura che non fosse suo figlio, paghera' 1 libbra di meno.
14. Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si paghera' 17 libbre, 5 soldi.
15. Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, paghera' 131 libbre, 14 soldi, 6 denari.
16. Se l'assassino avesse dato morte a piu' sacerdoti in varie occasioni, paghera' 137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e la meta' per quelle successive.
17. Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o per necessita', paghera', per raggiungere l'assoluzione, 179 libbre, 14 soldi.
18. Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, paghera' 168 libbre, 15 soldi.
19. L'eretico che si convertisse, paghera' per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potra' essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari.
20. L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall'essere processato dai creditori, consegnera' al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sara' perdonato il debito.
21. Sara' concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sara' concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.
22. Il delitto di contrabbando e frode ai diritti dei principe costera' 87 libbre, 3 denari.
23. La citta' che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di mangiare carne e latticini in epoche in cui e' proibito, paghera' 781 libbre, 10 soldi.
24. Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta, paghera' 146 libbre, 5 soldi.
25. Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnera' al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.
26. L'apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, paghera' uguale quantita' per l'assoluzione.
27. Uguale quantita' pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in abiti da laico.
28. Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre, paghera' 27 libbre, 1 soldo.
29. Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, paghera' 15 libbre, 18 soldi, 6 denari.
30. Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, paghera' al tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo.
31. I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre e 2 soldi.
32. Uguale somma paghera' il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio dell'occhio sinistro paghera' al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.
33. Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantita' di 310 libbre, 15 soldi.
34. Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s'indirizzera' ai tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.
35. Colui che per avere mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni tipo d'infamia, paghera' al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnera' 3 libbre per ognuno di coloro che erano stati garantiti.

P.P. S
Se vuoi approfondire il tema vedi il primo capitolo di "Gesu' amava le donne", tutto quello che non ti hanno detto sui Vangeli (clicca qui per leggere il primo capitolo) e "Il libro nero del cristianesimo" (clicca qui per leggere il primo capitolo).

Per approfondire vedi: Signor Papa, ma quanta responsabilità ha la Chiesa nella diffusa mancanza di senso del sacro della vita?
Un'ipocrisia parallela a quelle fin qui citata è quella relativa al divorzio. La chiesa si oppone al divorzio e contemporaneamente lo pratica da secoli per i ricchi e i potenti.
Su quanto sia facile divorziare con la benedizione del Papa se hai i soldi vedi:
http://www.jacopofo.com/node/2399.


La strategia della spinta gentile

Ne ho parlato giorni fa:
http://www.jacopofo.com/node/6611

Aggiungo qualche riferimento
La sfera che segnala i consumi diventando rossa se sono troppo alti si chiamaAmbient Orb. Permette di risparmiare "facendo attenzione" fino al 40% dei consumi.
Il filosofo del Paternalismo Libertario che propugna questa strategia morbida di azione politica è Richard Thaler, Università di Chicago che collabora con Cass Sunstein. Insieme hanno scritto il libro "La spinta gentile" che sta avendo grande successo in Usa. Uscirà a maggio da Feltrinelli.
Un libro laterale a questo discorso, rivaluta il potere della gentilezza, è di Adam Phillips e Barbara Taylor, si intitola On Kindness e uscirà da Bompiani.
Fonte D di Repubblica N. 632-7 febbraio 2009.


Raccontami i tuoi vertici di sfiga! Io ti racconto i miei.

Quello che non avrei mai dovuto scrivere sui miei grandi disastri privati.
Piccole vergogne segrete. Facciamo l’outing dei momenti vergognosi.

Care lettrici, cari lettori,
c’e' crisi.
E quando le cose si fanno difficili la prima mossa da fare e' buttar via la zavorra.
La zavorra che ci resta nella testa e che fa attrito e ci impedisce di vedere con chiarezza, di essere elastici mentalmente e vedere le cose da un altro punto di vista.
Si tratta di una questione della quale il Movimento progressista Mondiale si e' occupato molto poco. Un errore. Rimedio subito.
Vi propongo questo spazio come luogo di esternazione dell’imbarazzante, dell’inconfessabile, di tutti quegli episodi che abbiamo nascosto sotto il tappeto della nostra anima.

E comincio io.
L’idea di questo articolo mi e' venuta fuori da se' guardando un film: “Mai stata baciata” con Drew Barrymore, molto bello, e ho avuto un’illuminazione. Lo so che a qualcuno gli si arricceranno sentendomi dire che “Mai stata baciata” e' un bel film. Ma questo fa parte dell’illuminazione. Questo film, che narra di una sfigata cronica che, da giornalista in incognito, torna a frequentare l’ultimo anno del liceo, mi ha riportato agli anni traumatici della scuola. In effetti anche io a scuola ero un disastro di sfighe. Ma questo lo sapevo gia'. L’illuminazione e' stata che queste figuracce adolescenziali continuiamo a farle per tutta la vita. Ma non se ne parla mai.
E ho pensato che parlarne farebbe proprio bene.
Io quando ero al liceo avevo proprio il complesso di essere uno sfigato. Uno di quelli che non sarebbe mai riuscito a fare naturalmente la cosa giusta. Uno che quando, dopo sforzi inenarrabili, ci va vicino riesce sempre a buttare via il risultato.
Mi ricordo invece di quei tipi che erano sempre a posto. Che non si starnutivano mai in mano mentre parlavano con la piu' bella della scuola. Ed e' vero che questa fauna scolastica (ed extrascolastica) ci prova gusto a prenderti per il culo. Mi ricordo che arrivavano a raccontare delle finte barzellette per le quali sghignazzavano tutti. Ma non ridevano per la barzelletta, ridevano guardando la faccia dello sfigatone di turno (io) che non sapeva se fingere di ridere per adeguarsi oppure restare li' con la faccia di quello che si accorge di essere di un altro pianeta.
Al Berchet c’era Ciri Della Porta che era il super strafigo cubico. Lo invidiavo ma dovevo ammettere che dava la birra a tutti.
Non solo era micidialmente bello, elegante, intelligente, atletico, eccetera. Era anche una brava persona e non mi prendeva mai per il culo. Anzi una volta prese le mie difese.
Ho passato gli anni della rivolta a inseguire come un pirla gli status symbol dei rivoluzionari belli. Quelli che quando parlavano in assemblea tutti ammutolivano.
Anch’io parlavo in assemblea ma mi fischiavano tutti, a prescindere da quel che dicevo. E io andavo avanti testardo. Pensavo che se mi fossi impegnato di piu' ce l’avrei fatta.
Quando riuscii a diventare capo di un microscopico servizio d’ordine, le ragazze non consideravano piu' dei fighi quelli del servizio d’ordine. Ce l’avevo fatta con due anni di ritardo sulla storia. Erano arrivate le femministe che consideravano i militaristi come me dei pirla. Lo capii mentre eravamo in un corteo duro, intruppati e pronti allo scontro di piazza. E la ragazza a cui facevo il filo mi fa uno sgambetto. Solo sei mesi prima le ragazze rispettavano i militari. Adesso lei mi aveva fatto lo sgambetto. Non c’era piu' religione. E io rischiai di cadere per terra con la borsa con dentro quattro molotov chimiche, che rischiavo di fare l’imitazione di Giordano Bruno.
Ma vaffanculo!
Dopo un po’ diventai pacifista. Ma a quel punto erano tutti pacifisti.
Merda.
Alla fine me ne sono andato a vivere in montagna, che gli alberi ti prendono raramente in giro.
Ho aspettato 30 anni e un bel mattino mi sono trovato che c’era la crisi ambientale e certe idee facevano figo.
Cosi' sono finito da Santoro a Anno Zero e ho avuto il grande colpo di culo. Trovarmi di fronte il vice primo ministro Rutelli. Bello come il sole. Un ragazzo che a scuola si innamoravano di lui anche le professoresse.
E Rutelli salta fuori a dire cavolate sulla legge approvata dal suo governo sul solare.
E io mi dico: ma non e' possibile! Ho un culo mostruoso! So tutto di questa legge e lui non sa un cazzo. Mi sono rivisto poi mentre parlo. E mi sono accorto che mi era successo un fenomeno allucinante. Mentre spiegavo a Rutelli che non era stato attento a niente mi successe semplicemente che mi uscirono i bulbi oculari dalle orbite. Proprio come nei cartoni animati. E io a bestemmiare: ma cavolo, una volta che ho un’occasione cosi'! Mi deve venire una malattia fulminate e sconosciuta che mi escono i bulbi oculari dalle orbite? Malattia che mi passa subito dopo la trasmissione. Che non posso neanche dire che sono malato!
Come quando a scuola mi sono starnutito sulla mano.
In realta' non ando' cosi'. Molto peggio. Non ero a scuola. Ero in un bar. E lei era la piu' bella dell’Autonomia Operaia. Aveva 4 anni piu' di me. Finalmente ero riuscito a agganciarla dopo una riunione nella quale avevamo progettato la rivolta armata.
Ero li' al bar. Appoggiato al bancone come un adulto. Avevo appena compiuto 18 anni. Lei era fantastica.
Bevevamo qualche cosa. Io un cappuccino. Non bevevo altro. E dico qualche cosa di spiritoso. E trak. Orribile. Mi esce una candela dal naso. Nariccio 100%. Di quello trasparente, elastico, resistente.
Avete presente morire li'?
Ma a quel punto il problema era che avevo una proboscidina lunga 30 centimetri che mi pendeva dal naso. Non si staccava. Resistente come la tela del ragno. Modestamente.
Non cade. Che fai?
Tiro su.
E poi sorrido. E vedo negli occhi di lei che non vorra' mai, in nessun caso, rotolarsi nuda con me sul tappeto indiano di casa sua.
Quando ero li', di fronte a Rutelli credo che sia stato il rele' liceale a scattare.
Sfiga stratificata.

Era tempo che non aprivo questo cassetto della mente. Ne rotolano fuori fatti incresciosi. Eventi epocali che ti segnano in modo devastante.
A scuola mi piaceva una ragazza. Un giorno lei, insieme a otto deficienti di successo decidono che non sanno cosa fare e che e' molto divertente l’idea di buttarmi per terra per togliermi le scarpe e le calze e lasciarmi a piedi nudi. Checcazzo di divertimento di merda!
E non si puo' dire che io non abbia lottato. Ma le forze nemiche erano preponderanti. Mi sono opposto con tutte le mie forze e anche di piu'. Semplicemente non potevo permetterlo. Per via che quelle erano delle merde di scarpe nuove che mi aveva comprato la mia mamma. E avevano un difetto tremendo. La suola scoloriva. E ti faceva le piante dei piedi viola. Viola. Quando alla fine mi strapparono le scarpe e le calze sentii urla di disgusto.
Una figura di merda a livello epocale? Una delle tante.
Ho studiato arti marziali, meditazione, medicina, storia, ecotecnologie per aver sempre qualche cosa di intelligente da dire alle ragazze, visto che se non so cosa dire resto muto. Ho imparato a parlare in pubblico e riesco anche a far ridere la gente se mi sono preparato per mesi. Non e' stato facile. La prima volta che ho recitato un pezzo era sul palco di un festival organizzato dal Male, rivista satirica e iconoclasta che avevamo fondato sotto la direzione di Pino Zac. Avevo in testa un cappello da vigile urbano. E addosso un cappottane di lana blu. Mi ero preparato un pezzo di 4 minuti sul fatto che la materia non esiste. Se metti i nuclei e i satellitini degli atomi uno sopra l’altro, togliendo lo spazio vuoto che c’e' in mezzo, allora tutto il Monte Bianco ti sta in una tazza da te'. C’erano duemila persone. Era uno spettacolo assurdo, avevamo invitato a esibirsi chiunque fosse disposto a farlo. Era arrivata gente incredibile. Tra l’altro c’era Ilona Staller che si voleva spogliare. La folla era una nube di esaltati. Nei primi dieci minuti del festival avevamo gia' un giornalista che sanguinava copiosamente dalla bocca. Aveva comprato un whisky da uno che vendeva superalcolici (!) in bicchierini di plastica. Le bottiglie erano esposte sopra un banchetto fatto con tre scatoloni uno sopra l’altro e alcuni fogli del Messaggero. Il giornalista aveva osservato che faceva schifo e il barista senza dire ne' A ne' BA gli aveva timbrato la faccia.  Lo spettacolo inizia con qualche comico, poi una canzone. La gente si entusiasma solo quando annunciano Ilona Staller nuda. Urla e schiamazzi. Ma uscendo dal camerino Ilona Staller si strappa il vestito con un chiodino della porta. Allora, in sostituzione di Cicciolina vado su io. E inizio a spiegare che la materia non esiste. Cominciano a fischiarmi di brutto. Allora il presentatore, un tipo sconosciuto che avevamo ingaggiato e che io non conoscevo, viene li' e praticamente mi spinge fuori approfittando che era piu' grosso di me. Arrivo in quinta un po’ abbattuto e li' c’erano Angese e Vincino che mi dicono di non fare il pirla e di tornare sul palco che il presentatore non aveva nessun diritto di cacciarmi. Lo spettacolo era nostro! Allora torno su e il presentatore mi viene incontro per fronteggiarmi. Cazzo, voleva lo scontro fisico. Casualmente mi avevano appena regalato una spada da kendo. Me l’aveva regalata un ex fascista che si era convertito all’induismo. L’avevo salvato una notte a Milano, in piazza Vetra. Stavo fumandomi una canna in santa pace quando arriva un gruppo di compagni. Mi dicono che hanno preso un fascista e che devo decidere io se maciullarlo di botte o no. Una specie di risarcimento per via che mia madre era stata rapita dai fascisti. Insomma mi trovo con questo disperato a fargli il processo. Dico che gli voglio parlare da solo e tutti si allontanano. E intanto io penso a come salvargli le ossa. Comunque alla fine riesco a convincere i compagni a lasciar perdere la faida. E lui era arrivato quella sera e mi aveva portato una spada vera per ringraziarmi che lo avevo difeso. E cosi' casualmente quella sera sul palco, mentre il presentatore mi si fa sotto avevo ricevuto una spada in regalo e non sapendo dove metterla me l’ero appesa alla spalla, sotto il cappottone di lana non si vedeva. Cosi', visto che il presentatore si faceva avanti minaccioso, e io avevo 11 imputazioni per banda armata (che detto cosi' fa impressione ma erano solo cazzate e poi mi hanno assolto) mi son detto: ma che cazzo vuole sto’ stronzo. E ho slacciato il bottone del cappottane e ho sguainato la spada giapponese e l’ho anche impugnata bene perche' avevo fatto un corso di kendo che mi avevano massacrato di botte per quindici giorni.
Allorche' il presentatore ha capito che c’era qualche cosa di dissonante nel quadro che si era fatto della situazione e ha preferito non morire li', subito, di fronte a duemila persone che aspettavano di vedere Ilona Staller nuda e cruda.
Mentre mi accingevo a finire il mio pezzo e dare un po’ di dritte sulla fisica atomica alle masse della suburra, alcuni sotto il palco iniziano a rumoreggiare. Io agito la spada e gli faccio capire che ho perso il lume della ragione e anche se loro sono duemila accetto lo scontro. Cala un silenzio tipo: “C’e' un killer pazzo in mezzo a noi” e io finisco il mio pezzo. A quel punto la gente si e' sentita libera di fischiare e c’e' stata una cosa tipo tzunami sonoro.
Lo so che e' incredibile ma e' successo. Ho duemila testimoni, chiedete in giro.
Che probabilita' ha un attore di sinistra di dover salire sul palco in sostituzione di una porno modella che si deve spogliare? A quanti attori sara' successo nella storia del mondo?
Esiste una grandezza mistica la grandezza nelle coincidenze allucinatamente figuraccesche.
Una specie di attrattore dispettoso.
Una cosa che quando ti succede dici: ma e' mai possibile?
Passano gli anni. Io divento un attore, passando dai festival dell’Unita' e alle discoteche ai teatri, inizio ad avere un certo successo e riesco a fare interi spettacoli da solo…
Quindici anni dopo, mi ero appena fidanzato con Eleonora, e mi ingaggiano per uno spettacolo sul sesso all’interno di un festival dell’erotismo. Ci vado con la mia innamorata e scopriamo che non si tratta di un festival dell’erotismo ma di un festival della pornografia. Inoltre si sono persi il pullman con le ragazze che si dovevano spogliare e ci sono 800 maschi imbufaliti che hanno pagato 45 mila lire per vedere quelle pupe nude e aspettano da due ore.
Colpo di scena: annunciano lo strip tease di Lulu' la Bonazza Pazza. Ma siccome non c’e' mandano su me.
Avete mai provato a far ridere 800 maschi arrapati fin da piccoli che hanno subito una truffa passeresca? Cercate di evitarlo.
Una scena pietosa. Alla fine ho detto: “Gente, io non c’entro un cazzo, non ho neanche le tette. Andate a prendervela con gli organizzatori e lasciatemi fare il mio spettacolo.” Se ne sono andati in 600 a cercare sangue altrove. Ma poi non e' stata una grande esibizione lo stesso.
Ho sempre lavorato come un ciuccio, sono sempre stato corretto da far schifo, ho cercato sempre di mantenere la parola data e dire cose mediamente intelligenti. Che in certi giorni non e' facile. Ma ancora oggi quando mi scontro con i paraculi mi frana tutto addosso.
Pero' una cosa l’ho scoperta e magari potrebbe essere utile a qualche sfigato che in questo momento si trova in una scuola superiore a iniziare la sua vita costellata da figure pazzesche.
Chissenefrega!?! Se non hai la battuta facile e il sorriso devastante va bene lo stesso. Quelli di successo sempre, quelli che non sbagliano mai sono un’altra categoria. Non c’e' competizione. E secondo me uno che non fa una mega figura di merda ogni tanto non puo' capire veramente cos’e' la vita. E comunque anche i tipi come noi hanno i loro pregi. Fare figure di merda alla fine irrobustisce. E’ un allenamento. Poi i disastri dell’esistenza li affronti meglio. E siccome devi imparare a tenere gli occhi aperti, alla fine rischi di vedere cose che ai furbi sfuggono. Il martello lo ha inventato uno sfigato.
I paraculi piantavano i chiodi a mani nude.

PS
Qualcuno ha notizie di Della Porta?
Vorrei ringraziarlo per avermi difeso a scuola ma ho perso le sue tracce.

Jacopo Fo

Avete rotto i coglioni con questa storia che volete decidere della vita degli altri! Se Dio esiste vi farà un inferno apposta!

E CAZZO TOCCA PROPRIO ABBANDONARE LA BUONA EDUCAZIONE.
PERCHè CAZZO SE STAI MORENDO E SOFFRI COME UN CANE OGGI NON HAI IL DIRITTO DI DIRE ADDIO AL MONDO E ANDARTENE CON DIGNITà. QUESTI PSICOPATICI SESSUOFOBI TI COSTRINGONO A VIVERE.
BENE! C'è UNA NUOVA LEGGE CHE PERSEGUE L'APOLOGIA DI REATO In RETE. OKKEI. MI VA BENE: ADESSO COMPIO UN REATO SACROSANTO. IO SONO A FAVORE DELL'EUTANASIA. IO MI DICHIARO PRONTO A INFRANGERE LA LEGGE IN CASO DI NECESSITà.
IO INVITO TUTTI QUELLI CHE LA PENSANO COME ME A DICHIARARLO NELLE SPAZIO DEI COMMENTI A QUESTO TESTO AUTOACCUSANDOSI E FACENDO APOLOGIA DI REATO. E INVITO CHI HA UN SITO A PUBBLICARE QUI L'INDIRIZZO DELLA PAGINA DOVE HANNO PUBBLICATO DICHIARAZIONI ANALOGHE.
IO SFIDO QUESTA GENTE A CHIUDERE QUESTO BLOG E TUTTI QUELLI CHE ADERIRANNO, PERCHè QUI SI FA APOLOGIA DI REATO. IO MI DICHIARO PREVENTIVAMENTE COLPEVOLE. IO CHIEDO DI ESSERE PERSEGUITO LEGALMENTE PERCHè DIFENDO, PROPAGANDO, SOSTENGO E SONO DISPOSTO A PRATICARE L'EUTANASIA.
SUFFICIENTEMENTE CHIARO?

QUESTA è UNA BATTAGLIA PER I DIRITTI CIVILI.
E non è una boutada tanto per dire. La maggioranza degli italiani è a favore del diritto alla morte dolce!
La maggioranza degli italiani è terrorizzata all'idea di finire la vita nelle mani di aguzzini sadici che ti cacciano tubi dappertutto e ti lasciano ridurre a una larva prima che riesci a morire PERCHè IL PAPA VUOLE COSì.
E tu ti permetti di dire a un padre cosa deve fare?
E lo insulti!
Gli dai dell'asassino!?!?!?!!!!
A lui?
Ma vergogna!!
MA SICCOME LA MAGGIORANZA LA PENSA COME ME IO VOGLIO PROPRIO VEDERE ADESSO COME FANNO A CHIUDERE QUESTO BLOG!!!

MA L'HANNO LETTO IL VANGELO QUESTI?
Si perchè se uno legge il Vangelo, anche se è eticamente minorato, dovrebbe capirlo che ci sono scritte delle cose a proposito dell'amore e della compassione e della tolleranza e della pietà. Se tu vuoi vivere fino in fondo il tuo martirio ti dico bravo, sei un eroe, un santo. Ma se mi vieni a imporre per legge che anch'io devo soffrire allora ti dico che sei uno stronzo servo del Demonio.
E guardate che questi psicotici hanno sulla coscienza il fatto che in Italia si faceva di tutto per non dare gli anestetici. Fino a un paio di anni fa avevamo il livello di consumo procapite del BURUNDI. E non lo dico per dire una battuta.
Perchè siccome Cristo ha sofferto in croce allora devi soffrire anche te. Questi sadici non davano la morfina ai bambini che morivano di tumore! Ma vi rendete conto?
PERCHè SENNò CON LA DROGA SI DIVERTONO!!!!!!!!
Deficienti emotivi!
Comunque adesso la legge sugli antidolorifici è cambiata (grazie a una legge di Berlusconi (date a Cesare quel che è di Cesare) che la sinistra non aveva avuto il coraggio di fare!!!).
Quindi se hai dolore e non ti danno morfina o simili sappi che stanno compiendo un reato e se c'è qualcuno di robusto vicino a te li può attaccare al muro. Se non c'hai nessuno vicino digli che fai parte della banda di CACAO e che facciamo causa ai medici sadici per vocazione religiosa. Digli con un rantolo "Abbiamo degli avvocati che mangiano solo carne umana e cause per danni." La parola DANNI li innervosisce.
CAIMANI DEL DOLORE, PREGATE CHE DIO NON ESISTA VERAMENTE PERCHè SENNò VI FA UN INFERNO APPOSTA PER VOI CHE A CONFRONTO QUELLO DI DANTE è DISNEYLAND!

Sì, STO PROPRIO LANCIANDO LA PROPOSTA DI UNA CAMPAGNA DI DISUBBIDIENZA CIVILE.
Sto sfidando il potere a chiudere questo blog!
Ma se non chiudono questo blog e tutti quelli che vorranno pubblicare la stessa autoaccusa poi si trovano in difficoltà a perseguire chi pratica l'eutanasia.
Si chiama processo di dilatazione della legge. Termine legale che ho appena coniato e che prossimamente troverete nei testi universitari.
Quando troppe persone sono pronte a dichiararsi colpevoli di un reato lo stato si trova nell'impossibilità di processarli tutti.
E sulla morte dolce (eutanasia) siamo proprio milioni a essere disposti a spendere impegno per evitare il pericolo di sperimentare l'inferno sulla terra.
E invito i pigri e i pavidi a pensarci: QUESTO è IL MOMENTO PER DARE UNA SPALLATA. SI SONO COPERTI DI VERGOGNA.
OGGI, AL DI Là DELLE MERDE CHE POTRà APPROVARE IL PARLAMENTO, POSSIAMO TIRARE UNA LINEA DI DEMARCAZIONE.
E questa è una questione che riguarda proprio il tuo culino d'ora, caro lettore. Pochi minuti di impegno ora, e il rischio che ti chiudano il blog e ti facciano una multa VALGONO l'eliminazione del rischio di trovarti crocefisso. In questo momento sono migliaia gli italiani che soffrono le pene dell'inferno per questo sistema di merda sul dolore. E visto che la maggioranza della gente non muore sul colpo (come i fortunelli!) allora pensaci bene.

BREVE MANUALE ANTIDOLORE AD USO DEI MORIBONDI E DEI LORO PARENTI

L'esperienza con Angese mi ha insegnato che è proprio vero che non ti fanno morire. Io mi illudevo che esistesse una tacita complicità coi medici. E abbiamo trovato anche un paio di stronzi che quando gli sono restate poche settimane di vita alla seconda operazione chirurgica, ci hanno parlato per convincerlo a operarsi di nuovo, facendoci capire che non lo avrebbero fatto risvegliare. L'hanno tenuto un paio di giorni in coma chimico ma poi L'HANNO RISVEGLIATO nonostante le nostre proteste, preghiere suppliche. E' LA LEGGE!
E Sergio era veramente incazzato, disperato, umiliato. Si era serenamente preparato alla fine, ci aveva salutati tutti e si ritrova con tubi e sacchetti. Un supplizio orrendo.

E BADATE BENE CHE LUI PRIMA DELL'INTERVENTO AVEVA FIRMATO UNA DICHIARAZIONE REDATTA DALL'AVVOCATO NELLLA QUALE DICHIARAVA che NON voleva ACCANIMENTO TERAPEUTICO (azione peraltro essenziale per impedire al sistema di fare ulteriori danni).
L'unica soluzione è rifiutare gli interventi chirurgici e chiedere di essere narcotizzato. Da questo punto di vista c'è una cosa buona che sono gli Hospis, strutture che si occupano di cure palliative, cioè di togliere il dolore nell'agonia. NON INTERVENGONO PIù PER CURARTI MA NON ACCELLERANO LA MORTE! Sergio ha avuto una terza crisi, questa volta ha rifiutato l'intervento, è stato narcotizzato e subito dopo è morto.
Comunque cercando una possibilità alternativa nel caso non ci fosse stato il suo crollo fisico ho scoperto che in Italia è veramente difficile trovare un medico disposto a fare un'iniezione terminante. O anche solo a darti una fiala adatta. Mi presentavo dicendo: dovrei fare l'eutanasia a un mio amico. Mi daresti un'iniezione da fargli? Poi ci penso io e ti giuro che non dico chi m'ha dato l'iniezione. La reazione era il panico, perché rischiano la testa. Non vorrei che detta così suoni semplicistica. E' chiaro che per me dovergli fare un'iniezione sarebbe stata una cosa tremenda. Ma cosa puoi fare quando un tuo fratello ti implora di aiutarlo a uscire da un incubo inutile? Cosa puoi fare quando vedi un dolore e un disgusto così forte per una condizione di vita devastante?
Così, io e gli altri suoi amici ci siamo messi a battere tutte le strade per trovare una soluzione. Ma ci siamo trovati davanti a un muro.
Le abbiamo pensate tutte.
Perfino andare in Olanda ma anche lì la questione non è semplice. Si vocifera di una soluzione svizzera (carissima, in clinIche private), ma non so se sia vero. Non ho approfondito oltre queste due opzioni perché alla fine non è stato necessario. Comunque trasportare all'estero un moribondo è veramente complicato.
Comunque per sicurezza scrivi da qualche parte il tuo testamento biologico, dove spieghi che sei contrario a accanimenti terapeutici e che vuoi l'eutanasia al primo mal di denti.


Ho la testa piena di pensieri difficili.

Torno a pensare a com’ero io a 18 anni.
E la cosa che mi pare piu' strana e' che ero perfettamente convinto che il mio destino sarebbe stato quello di morire di li' a poco, dando la vita nel tentativo di fermare le ingiustizie.
L’alternativa fortunata sarebbe stata quella di farmi una quindicina di anni in prigione, oppure il resto della vita in clandestinita'.
Per fortuna poi ebbi uno sprazzo di buon senso e abbandonai l’idea di rovesciare lo stato borghese con le armi. Capii improvvisamente che gridare in corteo: “fascisti, borghesi, ancora pochi mesi” era una stronzata pazzesca. Cosi' disertai dall’armata rossa appena prima che si iniziasse a sparare, senza aver mai pestato nessuno. E ringrazio per questo. Vivere con il rimorso sarebbe stato terribile.
Ma ripensando a come ragionavo 32 anni fa mi stupisco ricordando che eravamo convinti. Assolutamente convinti di dover dare la vita per la rivoluzione. Non tutti probabilmente. C’era sicuramente chi era malato di incoscienza ebefrenica e non si rendeva conto di niente. Credeva di essere dentro un gioco. Ma come me molti altri avevano chiaro in testa cosa li aspettava.
Non ce ne fregava un cazzo. Non c’era una seconda possibilita'. Una scelta. Avevamo visto le ingiustizie del mondo e non eravamo disposti a tollerare.
Era un sentimento GRANDIOSO. Mentre pensavi che cosa sarebbe successo di te e contemplavi la possibilita' di morire o subire le torture in prigione, ti sentivi onnipotente proprio perche' eri disposto a bruciare la tua vita per una questione di principio.
Magnificenza giovanile.
Potremmo discutere a lungo di estremismo, di idee sbagliate, di incapacita' di essere realistici, concreti, fattivi, della difficolta' di capire che se vuoi cambiare il mondo devi procedere per piccoli passi, con umilta' e pazienza, non fare lo spavaldo sulle barricate…
Ma quel che mi interessa in questo momento e' capire come mi sentivo, dal punto di vista esistenziale. Come era possibile che io non vedessi tutti i chiari segnali che mi dicevano che ero dentro un sogno allucinatorio, che non c’era nessuna classe operaia pronta a insorgere in armi, che tutti i discorsi dei leader che volevano mandarci al massacro (e in parte ci sono riusciti) erano fatti di retorica e aria fritta? E soprattutto perche' non me ne fregava niente di morire?
Non che non avessi paura. Ero un fifone. Prima degli scontri con la polizia avevo delle coliche renali causate dal panico. Ma quando iniziavano a sparare i lacrimogeni mi passava tutto. Miracoli della mente. Mi rendevo perfettamente conto dei rischi che correvamo. E ne discutevamo anche, nella cellula combattente che stavamo creando. Discutevamo sul fatto che si doveva resistere per 12 ore alle botte, dopo l’arresto, per dar tempo ai compagni di scappare.
Si puo' parlare di lavaggio del cervello, di potere del gruppo, di perversione dell’ideologia dogmatica, di delirio collettivo.
Ma onestamente mi pare che ci fosse qualche cosa di piu'. Oserei parlare di intollerabilita' della vita.
A un certo punto capisci come funziona il gioco. Che devi morire prima o poi e se ti va male prima di morire soffri in modo assurdo.
Che si invecchia, che si rischia di finire a fare un lavoro di merda che ti avvelena la vita.
I giovani guardano il mondo con occhi nuovi.
Ci sembrava impossibile non trovare l’amore perfetto. Ci sembravano assurdi certi matrimoni che si vedevano in giro.
Da giovani coltiviamo forse un punto di vista estremamente critico verso il mondo degli adulti.
Ci sembra incomprensibile, mostruoso.
Gretto, meschino, irrazionale, ingiusto. Regole finte che si cerca di far rispettare ai figli mentre i genitori fanno ben altro.
Credo che da giovani ci si senta impenetrabili dalle piccinerie e incoerenze che ci accalappiano nella vita. L’anima pura, l’assenza di peccato, il non aver sperimentato il fallimento…
E forse in noi tutto questo era moltiplicato dall’illusione di essere giunti al momento cruciale della storia del mondo: quando le masse si sollevano e ripuliscono la terra dai malvagi.
Quando sei giovane sei perfetto. E’ il mondo che e' sbagliato.
E come darti torto? E’ proprio cosi'. Sei senza peccato. Il mondo lo hai trovato cosi' com’e', mica lo hai fatto tu. Tu sei arrivato quando il guaio era gia' fatto, tu sei stato colpito, ferito, da un’eredita' di merda.
Ma per fortuna sono arrivati quelli come te che metteranno a posto le cose una volta per tutte.
Il complesso del Messia-Redentore e' una tipica forma mentale giovanile?
Poi passa il tempo. Ti accorgi che i membri dell’Armata Rossa sanno essere anche loro stronzi.
Pensi che la storia e' con te e gli stronzi sono una tassa. Una difficolta' in piu' che rendera' ancora piu' saporita la vittoria.
Poi sperimenti il fallimento. Il tuo fallimento. Quando succede la prima volta e' molto dura. Il primo tragico momento in cui non puoi piu' dare la colpa a nessuno per quello che e' successo: sei tu lo stronzo. Sei ANCHE tu uno stronzo.
Molti impazziscono, molti rifiutano la realta'. Altri si rassegnano, cambiano ideologia come si cambia un maglione e diventano direttori di banca o di un quotidiano. Altri cercano di farsene una ragione di convivere con la coscienza della propria imperfezione. Forse e' questo che ti rende adulto.
Guardo le vite di chi era con me a complottare per la rivoluzione comunista. La rivoluzione perfetta che avrebbe dovuto vincere e cancellare i mali del mondo.
E’ stato un massacro. Delle nostre vite. Impazziti, suicidati, carcerati, fuggiti all’estero, piombati nel vortice della violenza, uccisi dalle raffiche di mitra del potere, stroncati dalla droga, e poi molti che si sono suicidati dentro per un po’ di soldi; o forse solo per un po’ di pace interiore.
Forse c’e' un grande disagio a una certa eta'. Un rifiuto caparbio, estremo, cieco, verso i limiti del mondo, della propria vita, delle proprie capacita'.
Ho sempre pensato che il mio personale arroventarsi dell’anima fosse dovuto alle mie personali storie. Ho sempre creduto di essere impazzito perche' avevano rapito, massacrato e stuprato mia madre. Solo dopo sono diventato violento. Ma forse quel che mi e' successo mi ha dato magari una spinta in piu'... Ma l’avrei fatto lo stesso. O forse proprio la mia disgrazia mi ha salvato. Perche' avevo un’idea chiara di cosa fosse la violenza, sapevo della devastazione che porta. Forse per questo mi sono fermato quando mi hanno messo una pistola in mano e mi hanno detto che avrei dovuto usarla. Ho restituito la pistola e ho detto no. Soprattutto perche' sentivo qualche cosa che suonava male nei miei compagni. Ho capito che per troppi di loro la rivoluzione era un gesto estetico, un sedativo mentale, una pulsione generica anche se potente. Io cercavo la vendetta. Cercavo dei morti con dei nomi e dei cognomi. Non mi potevo accontentare di gesti di violenza insulsi, che colpivano a caso chiunque stesse dall’altra parte della barricata. Il mio caposquadra mi disse che voleva formare un gruppo che per entrare dovevi aver sgozzato un poliziotto col coltello. Io lo guardai e mi dissi: “Questo e' pazzo”. Perche' cazzo dovevo aggredire per strada un poliziotto qualsiasi? Magari era una brava persona. La mia domanda di vendetta era troppo precisa, troppo perfetta per potersi accontentare di generico sangue nemico.
Pochi giorni dopo nella mia scuola prendemmo un fascista e lo chiudemmo in un’aula. L’intenzione era interrogarlo. Eravamo in quattro. E ci metto poco a capire che gli altri tre volevano picchiarlo per farlo parlare. Io pensai che non avrei mai tollerato nell’Armata Rossa, nella mia Armata Rossa, quella che vendica le madri violentate, gente capace di torturare un essere umano. Dov’era la differenza senno'?
Dissi al ragazzo: “Vattene.” E guardai i tre miei compagni con odio. Non ebbero il coraggio di dire niente.
Iniziai a capire perche' la rivoluzione armata fa schifo.
E dovetti iniziare a rassegnarmi al fatto che non ci sarebbe stata la rivoluzione coi colpi di fucile sparati dai tetti e l’esercito comunista che entra a Milano cantando “Armata Rossa torrente d’acciaio”. Avevamo perso.

Ma per sedare la mia rabbia interiore ho impiegato ancora anni. Anni ad accettare che non ci sarebbero state neanche rapide rivoluzioni culturali. Anni per capire che dovevamo spostare le montagne con i cucchiaini. Che a cambiare il mondo ci vuole tempo. Molto tempo.
E per farlo ho dovuto prendere a schiaffi il mio eroe interiore. Quello che voleva assaporare il vento della rivolta, in piedi sulla barricata, cantando.
Dopo tanti anni vorrei recuperare qualche cosa di quel ragazzo che era disposto a morire con impeccabile limpidezza e che aveva una voglia sfrenata di una vita meravigliosa, piena, entusiasmante.
C’era molto di buono in lui. Non la predisposizione alla violenza ma il sogno, il rigore, la forza.
E forse dovremmo scoprire come fare a tenerla ben presente quella sensazione di giovinezza. Sono passati pochi decenni, un istante rispetto alle ere geologiche.
Non siamo vecchi, siamo solo un po’ impolverati.

Ho iniziato questo articolo pensando di scrivere a proposito del fatto che Morucci ha fatto una conferenza in una sede di fascisti estremi. E’ storico che dopo anni di guerra ci si incontri.
Noi avevamo ragione, loro torto, perche' noi andavamo nella direzione della storia, loro remavano contro. Noi credevamo alla positivita' del mondo, loro erano asserviti all’entropia. Ma anche noi avevamo dei torti. Molti. E tolleravamo una quantita' enorme di pezzi di merda nelle nostre fila… L’importante era essere piu' numerosi…
Ma in una cosa noi e i fascisti eravamo uguali, eravamo estremamente giovani, idealisti e disgustati dal mondo.

Ho iniziato pensando di scrivere su questo. Poi sono caduto nei vortici dell’argomento. Questioni delle quali non si parla quasi mai all’interno del movimento: la filosofia della non violenza, l’irruenza giovanile, la cecita' giovanile, l’onesta' giovanile. Sembra piu' importante parlar male tutti i giorni di Berlusconi. Questo modo di intendere la politica m’ha rotto definitivamente i coglioni.
Sono queste le cose delle quali dobbiamo parlare adesso. La vita. Perche' siamo diventati padri a nostra volta. Perche' una nuova onda ribelle sta ragionando sulla possibilita' di prendere in mano le armi per farla finita con le ingiustizie del mondo.
E anche perche', adesso per davvero, in modo inaspettato, siamo in mezzo alla rivoluzione dei computer e delle ecotecnologie, delle comunita' virtuali e dell’accesso alla comunicazione, tutto e' cambiato in 10 anni e tutto cambiera' ancora nei prossimi 10.
Il futuro e' qui. Ora.
Prendiamola con calma e cerchiamo di divertirci. E di avere pieta' di noi stessi e dei nostri nemici.
Anche essere dei cinquantenni ha i suoi vantaggi, se non ti dimentichi di quando ne avevi 18.

Jacopo Fo

Lettera a chi sta proprio malissimo (come me)

Care amiche, cari amici,
vorrei dedicare questo post a tutti quelli che stano nella merda come me.
E non posso neanche spiegare cosa mi è successo. Per tutta una serie di questioni che neanche queste posso spiegare.
Insomma una questione molto delicata.
Non si tratta di un danno primario. Non sto morendo o cose simili. Niente morti, niente feriti gravi.
Ma sono nella merda lo stesso. Certamente c’è molta gente che è più nella merda di me.
Nella merda per danni primari.
Ma quando stai male è difficile prendere le misure e fare confronti.
Quindi mi permetto di parlare a tutti quelli che stano male. Non per dare consigli, non ne ho.
Solo per scambiare quattro chiacchiere che magari fa bene.
Quattro chiacchiere per condividere. Perché scrivere mi fa stare meglio. Rallenta quel martello pneumatico che ho nella testa e che non dà tregua.
Perché è lì il problema: quel cazzo di sistema nella testa che continua a ricreare quel pensiero. Fisso.
Spero che anche tu che stai nella merda, più o meno come me, abbia una forma d’arte da coltivare, una forma di comunicazione con la quale irretire i pensieri.
E ringrazio Dio o chi per lui perché ho vicino persone che mi amano, a partire da Eleonora.
Sapere che puoi rompere i coglioni a qualcuno all’una di notte, e che sta ad ascoltarti e ti vuole bene anche se è notte alta è una cosa grande. Perché quando il cervello martella a certi livelli di violenza hai proprio paura che se non parli con qualcuno scolli completamente e ti metti a dare le testate contro il muro o qualunque altra cosa pur di interrompere quella macina rovente che ti gira dentro.
Merda.
E poi ti si attaccano al dolore tutti i dolori passati, fai dei bei pacchetti di commiserazione e ti dici: cazzo è sicuro che morirò per questo male che sento dentro, mi ammalerò di una cazzo di malattia stronza.
Vaffanculo vaffanculo vaffanculo.
E mi fermo qui perché se apro l’armadio della commiserazione faccio uscire tante tonnellate di merda da spalmare un oceano di medie dimensioni.
E penso invece a chi sta peggio di me. A chi è colpito dai famosi, terribili danni primari.
Mi sono chiesto molte volte, perché sono masochista, la faccia che farei, come mi sentirei, se mi dicessero che la mia vita sta per finire, o che devono privarmi di pezzi del mio corpo per tenermi in vita. E non puoi non chiederti perché cazzo la vita è così sbagliata.
E ci puoi mettere tutto l’amore per i tramonti o per i seni delle donne, puoi metterci tutto il sole d’estate e le battaglie a muso duro. Ma fai difficile a pareggiare il conto.
Poi mi ricordo di Angese, quando stava morendo tra le mie braccia, e il computer dell’ospedale dove finivano tuti i sensori che aveva addosso, diceva con la voce sintetica: “Emergenza! Il paziente è sprovvisto di battito cardiaco. Agire con urgenza.” E io l’ho guardato e gli ho chiesto: “Sergio, sei ancora vivo?” E lui mi ha detto: “Certo che sono vivo.” E ci veniva, nonostante tutto, da ridere.
Quella sera Sergio, approfittando di un colpo di fortuna elettronico, mi ha dimostrato che si riesce a affrontare perfino la morte.
A Alcatraz a volte vengono persone che hanno bisogno di vedere gente allegra per tirar su i pezzi.
A volte arrivano persone che hanno subito dolori atroci, come la perdita di un figlio.
La cosa strana è che vedi queste persone e non lo diresti mai che hanno sofferto così tanto.
La vita, nonostante tutto non smette mai di essere miracolosa. Quantomeno perché quando sei lì davanti al disastro muti e diventi improvvisamente l’essere umano capace di affrontare quel disastro.
E’ una magra consolazione.
Ma è questo che ci necessita, come minimo.
Il fatto di stare qui a scrivere del dolore non mi toglie il dolore.
Ma riesco ad ammansirlo.
Mi sono messo a disegnare moltissimo, come non mi accadeva da tempo.
E non sulla tavoletta grafica col computer, carta vera, matita e pennelli.
Disegno strane scene che non possono accadere su questo pianeta.
Disegno sogni.
Fa sempre male, ma riesco a spostarmi.
L’altra cosa che faccio è attaccarmi ai video games.
Potete dire tutto quello che volete contro i video games ma dal mio punto di vista sono un grande antidolorifico.
Intontiscono, rimbecilliscono? Chissenefrega.
Lo so che è pure politicamente scorretto…
Perdonatemi.
Ma io proprio riesco a malapena a respirare figurarsi il politicamente scorretto.
Se sei un maschietto con sindromi paranoidi violente ti consiglio Unrial Turnement.
80 posti pazzeschi dove massacrare fottutissimi invasori extragalattici, veramente cattivi in modo esagerato. Fantastico: scenari impossibili, blindati con cannoni laser veramente tosti.
E se ti incazzi puoi sempre usare il REDENTORE.
Un lanciarazzi portatile in grado di radere al suolo un’intera brigata nemica.
E intendiamoci: la guerra contro le locuste extragalattiche è una necessità epocale.
Sono convinto che quando avrò finito di ammazzarli tutti cadrà il governo Berlusconi. C’è un nesso alchemico.

Grazie per aver ascoltato questo sfogo.

E apro quindi: Il Muro Del Pianto.
Uno spazio libero dove frignare in modo scomposto per l’ingiustizia del mondo.
Il luogo delle lamentazioni.
Una grande spalla virtuale sulla quale affliggersi senza remore.
Ridere è il nostro obiettivo. Ma se proprio c’è da piangere ci concederemo anche questo.


Consigli elettorali gratuiti per Ferrero di Rifondazione Comunista

Ho visto Omnibus su La7, questa mattina. Tema gli insulti (!?!) di Di Pietro e Grillo al presidente della repubblica.
Mi aspettavo che Ferrero parlasse della legge suicida per la legalità che limita fortemente le intercettazioni telefoniche.
Mi aspettavo che facesse esempi chiari sul perché questa legge liquida le capacità dello stato di contrastare la criminalità.
Invece niente esempi, giusto due parole formali, in politichese.
Ferrero parla di più dell'aumento della povertà dei lavoratori, ma anche qui parla in termini generali, senza fare esempi, senza tirar fuori proposte.
Ma il tempo che ha a disposizione Ferrero lo usa per lo più per criticare Veltroni e contrastare l'idea di mettere un quorum minimo per le elezioni europee, che toglierebbe a Rifondazione la possibilità di mandare rappresentanti al parlamento europeo.
Caro Ferrero, gli elettori si riconosceranno nel tuo partito se gli parli dei loro problemi, non dei problemi del tuo partito nello scontro con gli altri partiti.
Non c'è stata una sola frase capace di emozionare chi ti guardava.
Tra l'altro hai avuto un'occasione d'oro. Non so più chi ha detto che è stato D'Alema a proporre di porre un limite di spesa per ogni pacchetto di intercettazioni telefoniche.
Ti rendi conto?
E quello del Partito Democratico, che era lì in trasmissione con te, non si è messo a urlare che non è vero...
Quindi potrebbe essere vero...
Ma ti rendi conto che cosa vuol dire mettere un limite di spesa alle intercettazioni? Vuol dire che stai per dimostrare la colpevolezza in crimini pazzeschi e ti devi fermare.
E visto che vuoi attaccare il PD perchè non tiri fuori la storia che (si mormora) fu sotto D'Alema, quando era presidente del consiglio, che venne abolita la legge che considerava reato il fatto di avere del denaro di cui non si poteva spiegare la provenienza.
Beccano uno spacciatore disoccupato e nullatenente con 50 mila euro in tasca e due bustine di eroina e lo possono incriminare solo per le due bustine...
Oppure prendi un politico con 10 milioni di euro nella valigetta e sono cazzi suoi dove li ha trovati.
Oppure avresti potuto parlare del cip6, del silenzio sui bombardamenti all'uranio impoverito in Jugoslavia e Somalia, del silenzio sui nostri sodlati contaminati, della complicità sul furto a Europa7 delle frequenze televisive nazionali...
Insomma potevi dire qualche cosa di sinistra e non lo hai fatto.
E questo non c'entra con la linea politica di Rifondazione, né con quello che ti divide da Vendola. Centra con il saper comunicare. Avere interesse per la comunicazione.
Auguri!

PS
Trovo che l'ennesima scissione di Rifondazione sia un autogol spaventoso per entrambe le anime del partito.
Suicidio esistenziale.
Non capite che noi qui, nel mondo reale, non riusciamo a capire un cazzo di niente dei motivi per i quali litigate?
In un momento così grave per le condizioni di vita dei lavoratori POSSIBILE CHE NON TROVIATE DUE COSE DI BUON SENSO SULLE QUALI METTERVI D'ACCORDO?
SU COSA LITIGATE? SUI PIANI QUINQUENNALI CHE DOVRESTE VARARE SE AVESTE LA MAGGIORANZA IN ITALIA?
Ma non ce l'avete!
Pensate veramente che vi voteremo ancora?

Qui c'è poco da fare e non capisco come si faccia a litigare quando bisogna solo RESISTERE e costruire GRUPPI DI ACQUISTO, COOPERATIVE DI PRODUZIONE E SITUAZIONI DI COLLABORAZIONE E CONDIVISIONE per contrastare la crisi con l'azione diretta, con l'iniziativa concreta, usando la nostra capacità di impresa e la nostra forza come consumatori.
Com'è che non sento mai parlare i politici di sinistra di banche del tempo, di mercatini dell'usato e del baratto, di cooperative per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (oggi finanziati al 100% grazie al governo Prodi!!! SOLDI PER LE FAMIGLIE!!! http://www.jacopofo.com/pannelli-solari).
Non vi interessa la creazioni di orti popolari in comodato gratuito alle famiglie dei lavoratori, non vi interessa la formazione di micro impresa nel settore del riciclaggio dei rifiuti e delle ecotecnologie, non vi interessa isolare 10 milioni di tetti per tagliare del 25% la bolletta energetica degli italiani e rilanciare l'occupazione.
Non avete ascoltato veramente una sola parola di Obama.


Lettera scritta al modo di Mandela sulla palestina

Lettera di Arjan El Fassed al modo di Nelson Mandela al giornalista Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

"Caro Thomas (Friedman),
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare?
Che ne dici del 1964?
Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora:

"Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri.
Ho vissuto con l'ideale di una societa' libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunita'.
E' un ideale che spero di realizzare.
Ma, se ce ne fosse bisogno, e' un ideale per cui sono disposto a morire".

Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.

Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, piu' specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perche' tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente piu' importante dei quali e' il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi.

Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione militare e Israele non e' un paese che si sia stabilito "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro paese. I palestinesi non lottano per uno "stato", ma per la liberta', l'indipendenza e l'uguaglianza, proprio come noi sudafricani.

Qualche anno fa, e specialmente durante il governo Laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranita' israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare.

Israele non pensava ad uno "stato", ma alla "separazione". Il valore della separazione e' misurato in termini di abilita', da parte di Israele, di mantenere ebreo lo stato ebreo, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure.

Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e' della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero". Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano gia' due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l'altro per quelle ebree. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprieta' ed alla terra. La proprieta' palestinese non e' riconosciuta come proprieta' privata perche' puo' essere confiscata. Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi" sono bantustans. Sono entita' ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano.

Lo stato palestinese non puo' essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perche' Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e' la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi. Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi non hanno posto nello stato ebraico.

L'apartheid e' un crimine contro l'umanita'. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprieta' e della loro liberta'. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazione razziale e disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.

La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa' israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente.

Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non saro' piu' indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterro'. Se vuoi l'apartheid formale, non ti sosterro'. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.

Quando deciderai cosa fare, chiamami."


In fondo non è poi così grave ammazzare 100 bambini.

La mia angoscia sta salendo di giorno in giorno a causa del massacro di civili in corso nella striscia di Gaza, che si aggiunge ai bambini ammazzati in Iraq e Afghanistan e falciati dalle bombe dei terroristi in Israele e in giro per il mondo.
Il conteggio agghiacciante dei bambini uccisi cresce a velocità spaventosa.

In Palestina si stanno scontrando due popoli molto simili. Entrambi hanno al centro della loro cultura, come del resto i popoli cristiani e scintoisti, l'ideologia patriarcale della faida, della vendetta.

Nonostante 5000 anni di storia abbiano dimostrato che questa ideologia serve solo a creare sempre nuove guerre, si continua apensare che solo la forza militare sia in grado di garantire la sicurezza di un popolo. SONO FORTE PERCHE' I MIEI VICINI HANNO PAURA DI ME PERCHE' SANNO CHE SONO DISPOSTO A UCCIDERE E MORIRE PUR DI VENDICARMI.

L'unica via per combattere il terrorismo è quella di invadere Afghanistan e Iraq e fare un milione di morti tra i civili.

L'unico modo per rispondere all'occupazione israeliana è quella di massacrare i civili israeliani e i bambini israeliani con i razzi e i kamikaze imbottiti di tritolo.

L'unico modo di fermare il terrorismo di Hamas è quello di invadere Gaza.

Quel che sembrano non capire queste menti è che uccidendo un bambino creo 10 nemici disposti a qualunque cosa pur di farmela pagare.
In 5000 anni questa esperienza si è ripetuta infinite volte, con l'unica eccezione di popoli che sono stati completamente sterminati come accadde ai galli Eburoni, cancellati dal mondo dai banditi di Giulio Cesare (creò proprio un'armata di briganti che ottennero il diritto di rubare tutte le proprietà degli Eburoni a patto che li massacrassero. E Cesare si vanta di questo nel De Bello Gallico).
Credo che anche il più scemo dei generali del Pentagono, di Hamas e di Israele sappia che non riusciranno a sterminare iracheni, israeliani e palestinesi fino all'ultimo.
Gli Eburoni erano alcune decine di migliaia. Quando quelli da sterminare sono milioni finisce sempre che ne scappa qualcuno... E se la lega al dito.

Prima dell'inizio dell'invasione di Afghanistan e Iraq, i guerrafondai ci dicevano che era l'unico modo di liberare quei popoli. Noi dicevamo che invece sarebbe stato meglio aiutare lo sviluppo economico di quella gente e cercavamo di spiegare che era cretino illudersi che la tattica dell'invasione militare avrebbe funzionato.
Sostenere veramente lo sviluppo economico e culturale di un popolo costa infinitamente meno che sparargli.
Un milione di morti dopo Iraq e Afghanistan sono un inferno, le condizioni di vita di quei popoli sono peggiorate in modo enorme e gli Usa da soli hanno già speso 2 mila miliardi di dollari in queste due invasioni. Cioè sono stati spesi più di 100 mila dollari per ogni afgano e iracheno. Immaginate quanto amore avrebbero generato gli Usa se gli avessero regalato questi soldi invece di bombardarli con proiettili all'uranio impoverito.
Se non si fidavano a darglieli direttamente in mano avrebbero potuto investirli in sviluppo, microcredito, scuole.
Sarebbe bastato un quarto di quel che hanno speso in bombe per trasformare quelle terre in succursali del paradiso.

NON SANNO QUESTI CERVELLONI, CHE IL TERRORISMO E L'ESTREMISMO RELIGIOSO SONO FIGLI DELLA POVERTA'?

Certo che lo sanno. E in realtà ammazzano per altri interessi: i soldi, il petrolio, l'oppio eccetera. Non vogliono lo svilupo di quei popoli, il caos rende di più e permette di rubare il petrolio.
Ma chi li sostiene, il cittadino Usa, l'israeliano, il palestinese, sono veramente convinti che ammazzare i nemici sia l'unica soluzione. E se ci va di mezzo un bambino (o centomila bambini) si tratta di effetti collaterali, deprecabili, ma cosa ci vuoi fare, nessuno è perfetto...

L'idea che si possa trovare un'altra via non è conosciuta.

E attenzione è un discorso che vale anche per la maggioranza dei palestinesi arroccati sulla loro ideologia patriarcale e su consuetudini che soffocano la loro società rendendola miserabile oltre misura. Se invece di investire in razzi e bombe, i militanti palestinesi avessero investito in cooperazione, istruzione e sviluppo, oggi si troverebbero ad essere capaci di competere economicamente con Israele, avrebbero raccolto un diverso sostegno internazionale alla loro causa e potrebbero usare il potere del denaro per ottenere il rispetto dei loro diritti. Invece oggi sono poveri e arretrati quasi come 40 anni fa e hanno ottenuto ben poco sul piano politico.

E la maggioranza di loro non sa neanche chi era Gandhi e come hanno fatto gli indiani a ottenere l'indipendenza e la sovranità.
Un disastro per loro e un disastro per gli israeliani. 2 popoli che vivono veramente male.

Superare questa logica sembra impossibile. La FAIDA è una religione.

Questa ideologia domina oggi il mondo e ci tiene nella merda. Ma alcuni popoli, che possiedono una cultura superiore alla nostra e più diffuse tradizioni matriarcali la pensano diversamente e risolvono i conflitti in modo più intelligente. Ad esempio ciò è avvenuto in Sud Africa.
Molti sanno che Mandela ha preso il premio Nobel. Ma i media occidentali non hanno spiegato perché. Raccontare i fatti avrebbe messo in discussione l'ideologia della faida. Sono cose che non si fanno.
Così non si parla quasi mai dei Tribunali del Perdono.
Cosa sono? Sono la dimostrazione che esiste un'alternativa alla faida.

Sud Africa: i tribunali del perdono.
Quando il regime razzista cadde Nelson Mandela capi' che doveva porre ai suoi connazionali una grande e difficile domanda. Una domanda impossibile da porre a un popolo occidentale. Incomprensibile addirittura per i nostri schemi mentali. Egli chiese: cosa dobbiamo fare a chi ci ha torturato, ucciso, tenuto in catene, umiliato? Cosa facciamo a chi ha ucciso i nostri padri, violentato le nostri madri, le nostre mogli, le nostre figlie? Cosa facciamo a quei cani che ci hanno azzannato per tutta la vita? Siamo proprio sicuri che valga la pena di ucciderli, tenerli in prigione, punirli? Fu cosi' che inizio' una grande discussione. Nessuno metteva in dubbio che un ladro o un assassino dovessero essere messi in prigione per impedir loro di compiere un altro reato e perche' venissero sottoposti a un percorso di rieducazione. Ma nel caso dei carnefici e dei loro mandanti che avevano torturato il popolo per decenni sembro' che non si potesse usare la stessa logica punitiva. Il crimine era troppo immenso perche' potesse essere punito. Quindi dopo moltissime discussioni si decise di non punire i colpevoli delle piu' tremende e barbariche violenze compiute in Sudafrica. Non sono impazzito. E' cosi' che e' andata. E hanno fatto bene. Questi neri hanno ancora una forte componente dell'antica cultura matriarcale che riconosce al suo centro, come fulcro, l'idea del valore spirituale dell'esperienza e l'interconnessione stretta tra tutti i fenomeni. E questa cultura porta piu' facilmente a identificarsi nelle vittime per comprendere quale e' la loro esigenza piu' forte e profonda. Se hai subito l'abominio, una semplice vendetta non e' soddisfacente. Non cambia l'orrore che hai vissuto, le stigmate dell'umiliazione il tormento dei ricordi e dei rimpianti. Anche se ammazzi il tuo torturatore e lo fai morire in modo lento e doloroso, la tua percezione dell'orrore vissuto non cambia. Nella cultura bantu' esiste un concetto che ha un valore maggiore della vendetta: la consolazione della vittima. Cosi' essi si chiesero che cosa potesse veramente modificare lo stato mentale delle vittime. Riscattare almeno in parte l'ingiustizia subita. E dissero: rinunciamo alla vendetta perche' l'unico medicamento che da' sollievo al dolore delle vittime e' la comprensione. Il dolore viene arginato solo dalla sua condivisione collettiva. Quando il torturato torna nel villaggio e racconta di aver subito 100 frustate anche i suoi amici si chiedono se, magari, non stia esagerando un po'. Non mettono in dubbio che sia stato frustato ma si chiedono se le frustate siano state proprio 100 oppure "solo" 70... Il torturato invece desidera innanzitutto di essere creduto totalmente, che la misura del suo dolore sia riconosciuta. Questa e' l'unica possibile, piccola consolazione. E allora il governo dei neri inventa un istituto legale incredibile: i Tribunali del Perdono. Per anni sono andati avanti a tenere udienze in questi tribunali speciali. Le vittime si presentano e raccontano tutto quello che hanno patito e fanno i nomi dei loro carnefici. I quali sono obbligati a presentarsi e a confessare raccontando per filo e per segno quali crimini hanno commesso e come. Se ammettono le colpe non vengono puniti in nessun modo. Cosi' si ottiene che nessuno possa negare la verita' di quei fatti. Non esistera' mai nessuno in Sudafrica che potra' mettere in dubbio la misura dei crimini commessi perche' vittime e carnefici hanno testimoniato, le loro dichiarazioni sono state filmate e trasmesse in televisione. Ci sono voluti anni per elencare, descrivere e comprovare l'enorme mole dei crimini commessi. Oggi c'e' chi nega i crimini nazisti, stalinisti, di Pinochet, dei colonnelli greci o argentini. Questa situazione e' legata proprio al tentativo di punire in modo vendicativo i colpevoli. Un procedimento che genera automaticamente una difesa che cerca di negare le colpe. E questa negazione degli orrori del passato, restando piu' o meno latente, semina odi e rancori inestinguibili. Ma attenzione, non si tratta di rinunciare all'azione ma di sostituire l'azione della vendetta con quella della presa di coscienza degli orrori. Di fronte agli orrori non si puo' non reagire. In Jugoslavia, durante la seconda guerra mondiale il regime filonazista croato realizzo' lo sterminio di piu' di un milione di serbi. Questo crimine fu censurato da Tito in nome della riconciliazione nazionale. Non affrontare il bagaglio di dolore di un simile genocidio ha avuto effetti piu' devastanti dell'affrontarlo con lo spirito di vendetta. Dopo qualche decennio il bubbone e' scoppiato. I giornalisti che intervistavano i combattenti serbi della guerra etnica si stupivano di sentir sommare i morti delle persecuzioni degli anni '40 insieme a quelli degli anni '90. Per molti serbi la guerra non era mai finita, era restata solamente congelata per 50 anni.

Un altro esempio africano di cultura diversa lo troviamo per quanto riguarda la cura dei malati. Un esempio che rivela una logica rovesciata sulla vita. Una logica che distrugge i presupposti della FAIDA.
Quanto saresti disposto a pagare per il lusso di poter lavare il sedere a un moribondo?
Leggendo un racconto su Nigrizia, il giornale missionario dei frati Comboniani, ho trovato la storia di una rete di assistenza sanitaria autogestita dai contadini piu' poveri del mondo. Una rete di solidarieta' di villaggio: questi contadini si occupano di lavare e nutrire i malati alleviando le loro sofferenze perlopiu' con qualche erba selvatica, vista la quasi totale mancanza di medicine. La rivista pubblicava la lettera di una ragazza che scriveva al comitato del villaggio. Pressappoco diceva: voi mi conoscete, mi avete accolta insieme ai miei genitori malati e quando loro sono morti vi siete occupati di me e ora io vivo ricambiando la vostra ospitalita' con i miei turni di lavoro nell'orto del villaggio. Ora io vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me ma vorrei chiedervi un grande favore. Il mio sogno piu' grande e' poter curare i malati anch'io. Ma, voi lo sapete, il mio lavoro dell'orto non mi permette di guadagnare denaro e quindi non ho modo di pagare per poter curare i malati. Quindi vi chiedo se fosse possibile fare un'eccezione per me alla regola e permettermi di pagare il diritto a curare i malati facendo un turno supplementare di lavoro nell'orto della comunita'. Signore Iddio! Quando ho letto questo ho fatto un balzo e ho dovuto tornare indietro a leggere. Esiste un posto del mondo dove una ragazza implora di poter pagare con una forma di baratto il diritto a curare un malato perche' non possiede denaro contante? Ma che gente e' questa? I contadini piu' poveri del mondo pagano col denaro il lusso di curare i malati? Ma perche'? Semplicemente perche', grazie agli elementi di cultura matriarcale sopravvissuti nella loro societa', credono sia veramente essenziale occuparsi della paura della morte invece di censurarla. Sono convinti che sia necessario fare qualche cosa per lenire questa paura della fine. E sanno un'altra cosa che io ho scoperto, ahime', molto tardi nella mia vita. Ho sempre cercato di sfuggire i morti e le persone che stavano morendo. Ero terrorizzato dalle emozioni che questi incontri avrebbero potuto scatenare nella mia mente. Poi il destino ha voluto che mi trovassi in una situazione nella quale fuggire sarebbe stato piu' doloroso che affrontare il mio terrore. Ed ho avuto la fortuna di trovarmi vicino a persone di valore che stavano morendo. Le persone di valore non muoiono come le persone che non valgono un cazzo. Se ti e' capitato di parlare con una persona di valore che sta morendo e ne e' conscia lo sai. E' un'esperienza pazzesca. Mi ricordo quando mori' Matilde, una bisnonna stupenda. Io abbracciavo il suo corpo ormai quasi inesistente e piangevo, non riuscendo a controllare in nessuna maniera il dolore. E lei mi accarezzava la testa e mi consolava. Mi diceva: ma dai, non e' cosi' grave, ho vissuto tanto, mi sono divertita tanto, ho amato tanto le mie figlie, le mie nipoti, le mie dolcissime bis nipoti. Ora muoio ma non e' importante. Anzi e' meglio cosi'. Sono un po' stanca. E sono stato vicino anche a un'altra donna meravigliosa che sapeva di avere davanti pochi giorni di vita, lasciava due figlie piccole che la adoravano e piu' di tutto la straziava la privazione che la sua morte avrebbe lasciato dentro di loro. Eppure, pur con quella spada nel cuore, Marina riusci' a mostrarmi la capacita' di continuare a essere presente alla sua vita, contenta di esistere con intatto tutto lo stupore per la vita e persino per l'incomprensibilita' della morte. Devo moltissimo a queste due persone che hanno condiviso con me la sensazione che la vita stia per finire. Mi hanno insegnato che la vita e' tanto dolce e potente che di fronte alla morte scopri di sapere come affrontarla anche se non hai temuto nulla piu' della fine della tua esistenza. Non posso non ringraziare coloro che mi hanno insegnato questo coraggio. Mi danno la forza di sperare che anche io saro' pervaso dal Grande Spirito Coraggioso quando dovro' compiere l'ultimo passo come entita' energetica coerente, unilocata e pensante. L'ho visto fare. So che si puo' fare. Cerchero' di farlo anch'io. E ringrazio per lo stesso motivo tutte le persone che mi hanno permesso di cercare di alleviare il loro dolore. E se tu hai capito questo valore, se tu hai capito che l'essere umano ha bisogno come il pane di entrare in contatto con i malati e i moribondi alla ricerca dei maestri piu' importanti della vita, allora, hai capito anche che devi essere disposto a pagare una tassa salata per godere di questo privilegio. Chi sta morendo ha bisogno di denaro per far fronte a qualche bisogno. Tu sei ben contento di darglielo perche' quel che ricevi in cambio non ha prezzo. In occidente fuggiamo i moribondi e poi sediamo la nostra angoscia di morte guardando in tv migliaia di morti veri o falsi, stupri, botte, rapimenti...

Per approfondire sulla storia delle culture Africani semi matriarcali
vedi QUI


Uniamo i blog ribelli! (con domanda tecnica per i webmaster)

Attualmente la blogosfera antagonista raccoglie più naviganti di una trasmissione media di Canale 5. Non è male ma potremmo ottenere molto di più sul piano della visibilità. Non esiste neppure un indice che raccolga tutte le risorse alternative in rete. Proprio per dare più potere di comunicazione ai singoli blog (scalare i motori di ricerca, avere segnalazioni sugli altri siti ecc) abbiamo creato www.stradaalternativa.it.. L'idea è di creare una web strada dove si affacciano le vetrine di tutti i blog del popolo etico. Questo avviene attraverso un sistema di scambio banner gratuito e automatico, la pubblicazione su www.stradaalternativa.it. delle ultime news pubblicate dai blog che aderiscono tramite codice automatico Rss e lo scambio incrociato di recensioni. Inoltre su www.stradaalternativa.it. abbiamo pubblicato un manuale che aiuta a utilizzare i sistemi più efficaci per rendere le proprie pagine visibili ai motori di ricerca. Fin'ora è stato un successo visto che hanno aderito 200 siti web. Inoltre abbiamo sostenuto idee come quella della catena dei blog NO AL SUICIDIO ENERGETICO che raccoglie oggi 96 blog che si lincano reciprocamente pubblicando la lista di tutti i blog che hanno aderito alla catena, rendendo così più visibile ai motori di ricerca ogni singolo blog. Infine pubblichiamo il link a
tutti i siti che ci citano o ci lincano.
Pochi giorni fa
www.beppegrillo.it ha avuto un'idea geniale che risolve lo sbattimento di trascrivere a mano i link.
Beppe Grillo usa il sistema di Tecnorati per far apparire automaticamente il blog che linca. E' sufficiente iscriversi a Tecnorati e fare una recensione a www.beppegrillo.it.

Domanda: QUALCUNO SA DIRMI SE QUESTO SISTEMA POTREBBE ESSERE USATO IN MODO CIRCOLARE?
Cioè con un'unica iscrizione a tecnorati, se 100 siti mettessero il codice Tecnorati per far apparire sulle proprie pagine in automatico, i blog che li lincano otterremo che ogni volta che uno di questi siti recensisce o linca gli altri appare su di questi in automatico?
Oppure è un sistema che prevede che 100 sisti pubblichino 100 codici per lincarsi tra loro? (Il che sarebbe macchinoso).
Qualcuno può illuminarmi?
Grazie.