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Nel mondo c'è più pace

Global Peace Index 2012L'Institute for Economics and Peace ha pubblicato l'annuale rapporto Global Peace Index, uno studio che analizzando 23 diversi parametri in 158 Paesi, dalla percezione della criminalità al numero di omicidi fino agli investimenti sulle armi, valuta il livello di pace nel mondo e realizza una mappa delle nazioni più pacifiche.
A causa della crisi economica molti governi hanno focalizzato gli investimenti all'interno dei propri confini e così, in giro per il mondo, ci sono meno nazioni che “esportano democrazia” e quindi meno guerre. Stati Uniti e Gran Bretagna sono diventati più pacifici, così come l'Australia.
Rispetto al 2007, l’anno del confronto, la situazione mondiale è migliorata. E pare sia tutto merito della crisi economica!
Dimenticavamo: la nazione più pacifica della Terra è l'Islanda. Troppo freddo per combattere.

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La guerra diventa arte

Quella che vedete nella foto e' una delle sedie create da Goncalo Mabunda, artista 35enne del Mozambico.
La struttura e' fatta di fucili, mitragliatori, pistole, lanciagranate e bombe a mano, tutte armi sequestrate ai guerriglieri dopo il 1992 e opportunamente disinnescate.
Mabunda tiene mostre in Europa e negli Stati Uniti, il 29 maggio ricevera' un premio alla cultura dal Comune di Vietri sul Mare, Salerno.
Poi si prendera' un periodo per ricaricarsi.
http://www.goncalomabunda.net/
(Fonte: espresso.repubblica.it, segnalata da Daniele)
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Gli USA mettono al bando l'uranio impoverito?

Secondo quanto riporta l'organizzazione International Coalition to Ban Uranium Weapons (Icbuw), gli Stati Uniti sarebbero in procinto di eliminare l'uranio impoverito dai proiettili a medio calibro in dotazione all'esercito.

Purtroppo non si hanno molte informazioni, ne' sui sistemi alternativi che verranno utilizzati (difficile il bando totale dei proiettili penetranti), ne' sui tempi di attuazione del provvedimento, ne' sul destino degli arsenali esistenti, ma e' comunque una piccola buona notizia.

Spiega a Peacereporter.net Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare e professore al Politecnico di Torino: “Non possiamo aspettarci dai militari, che per 20 anni hanno sostenuto che l'utilizzo dell'uranio impoverito non creava problemi, una completa ammissione di responsabilita'. Il massimo che possiamo aspettarci realisticamente e' appunto che qualcosa si muova, a seguito di evidenze che stanno emergendo e di una migliorata consapevolezza da parte dell'opinione pubblica”.

 

Grande vittoria del movimento mondiale per il disarmo

 

Dopo anni di discussioni e dibattiti, e grazie alle pressioni della campagna Control Arms, le Nazioni Unite hanno finalmente stilato un calendario lavori per scrivere e adottare, entro il 2012, un Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi (ATT).
Attulamente non esiste una regolamentazione comune, ci si affida direttamente alle legislazioni nazionali che pero' spesso sono disomogenee e incomplete.
Si tratta di un grande successo per tutto il movimento mondiale del disarmo, votato favorevolmente da 153 governi, tra cui Italia, Stati Uniti e tutti i piu' grandi commercianti di armi del mondo, come Gran Bretagna, Francia e Germania.
(Fonte: Rete Italiana per il Disarmo)

Fonte imm