pace

Perché in Iraq è in corso un massacro di civili di cui non parla nessuno?

Perché in Iraq è in corso un massacro di civili di cui non parla nessuno?

Chiunque abbia una minima infarinatura di storia sa che il modo più efficiente di combattere il terrorismo è quello di debellare la miseria e smetterla di foraggiare i dittatori.
Ma nonostante Obama sia da molti punti di vista un progressista non è riuscito a cambiare di molto l’essenza della strategia militare Usa. È stato un bene che abbia scelto di abbandonare la logica super interventista di Bush. Ma non è riuscito ad andare oltre. L’impegno Usa per lo sviluppo economico delle aree instabili continua a essere una frazione minima delle spese militari. E l’appoggio a politici locali antidemocratici e mafiosi continua ad essere forte (si preferisce finanziare carogne schifose perché è più facile corromperli).
Quando Obama fu eletto in molti sperammo che potesse portare un grande cambiamento. Oggi dobbiamo constatare che ci eravamo illusi. Obama ha ammorbidito la politica Usa ma non l’ha cambiata radicalmente, non ha messo al primo posto la solidarietà e la cooperazione. E ha fallito tutti gli obiettivi di pacificazione nelle aree di crisi. La strategia dei Bush ha generato mattatoi a tutt’oggi inarrestabili: Somalia, Afghanistan, Iraq... Obama ha la responsabilità di non essere riuscito a pacificare un solo teatro di guerra, anzi la situazione si è aggravata: la Siria è ormai un cumulo di macerie, la Libia e l’Egitto sono sull’orlo della guerra civile. Adesso non mandano più le truppe di terra, solo i droni: giovani statunitensi afflitti da tempeste ormonali guidano con un joystick, da uffici con aria condizionata e Coca Cola a volontà, aerei telecomandati che uccidono a migliaia di chilometri di distanza.
È come un videogame… E ogni tanto si sbagliano a fanno fuori qualche decina di donne e bambini… Da duemila metri di altezza sono tutti come formichine.
 
Vi ricordate i discorsi dei guerrafondai quando gli eserciti di Bush partivano per sconfiggere il terrorismo e punire le nazioni canaglia?
Dicevano che noi pacifisti eravamo pazzi a non capire che bisognava intervenire per salvare quei popoli.
Li hanno salvati?
Un milione di morti tra i civili, solo in Iraq. Gente uccisa dalla guerra e dai suoi effetti collaterali. Un calcolo a spanne, intendiamoci, nessuno è in grado di dire esattamente quanti sono stati i morti in questi dieci anni… Bel modo di liberare un popolo!

Ma bisogna dire anche che l’opposizione dei pacifisti è stata tenue. Dopo i grandi cortei, con una cosa come 100 milioni di persone scese in piazza a protestare, l’iniziativa pacifista si è affievolita.
È mancata la determinazione ma anche una chiara strategia per la pace.
Mi ricordo una leader dei Verdi che alla domanda in un'intervista televisiva: “Se non volete la guerra come pensate di fermare Saddam?” Rispose: “Non è compito nostro dire come fermare Saddam”.
E invece io credo che sia proprio compito nostro.
Dovremmo avere la voce per affermare che esiste un preciso livello di ricchezza economica e culturale dei popoli oltre il quale le dittature crollano, i fondamentalismi religiosi si ammorbidiscono, le donne acquisiscono parità di diritti, diminuisce il numero di figli, aumenta l’istruzione e i terroristi non trovano più giovani disperati da arruolare. E forse coinvolgendo dotti economisti e statistici potremmo anche calcolare quanto costa portare una nazione a questo livello di sviluppo sociale e umano.
E potremmo anche dimostrare che investendo la metà delle spese militari mondiali in sviluppo otterremmo la fine di tutte le guerre entro 10 anni. E il mondo diventerebbe veramente un bel posto dove vivere.
Perché le armi sono strumenti non solo orrendi ma anche antiquati e antieconomici al pari delle lampadine a incandescenza.
Ma perché i paesi industrializzati capiscano questo, comprendano che la politica di rapina e di speculazione contro i popoli più poveri è disastrosa e alla lunga conviene solo ai mercanti d’armi ci vorrà del tempo. E ancora milioni di morti.
Per fermare la guerra tocca che nasca un movimento pacifista che non si limiti a dire no alla guerra e servirà anche che qualche leader veramente amante della pace raccolga il grido di dolore dei popoli devastati dalle guerre.
Questo Obama non funziona, bisognerà aspettare il prossimo.
Ma soprattutto dovremo aspettare che un numero sufficiente di persone smetta di comprare i prodotti delle multinazionali che speculano sulla guerra.
Un grande passo in avanti lo avremo quando l’idea che si vota ogni volta che si fa la spesa sarà compresa da tutti gli amanti della pace.
È lì che sta il nostro grande potere, la forza dei consumatori etici uniti.
L’altro grande cambiamento indispensabile per fermare la guerra riguarda le materie prime e l’energia. Si deve diffondere la coscienza che razionalizzare i consumi, produrre energia dal sole, dal vento e dal mare, riciclare e riusare sono potenti strumenti di pace. Riciclare e produrre energia da fonti rinnovabili tolgono alla guerra di rapina la sua ragion d’essere.
Vuoi la pace? Installa un pannello solare!

Ma ancora sono poche le persone che ragionano in questo modo. Siamo fermi alle dichiarazioni accalorate e a qualche corteo nei grandi momenti di crisi. E se parli di consumo critico e ecotecnologie contro la guerra molti progressisti ti guardano strano.

Intanto proprio in questi giorni in Iraq si sta consumando un’immane massacro di civili. Due eserciti di pazzi sanguinari si stanno scontrando senza perdere occasione di compiere ogni sorta di crimine. Le truppe fondamentaliste islamiche massacrano i civili governativi, e le truppe governative vanno nelle case dei sunniti, prendono i giovani e li ammazzano.
Un grande orrore si sta consumando nell’indifferenza più totale e nel silenzio dei media.
Sulla situazione in Iraq e la storia di questa guerra ho scritto un articolo sul Fatto.

Grande Renato Accorinti!!!

Il sindaco pacifista Renato Accorinti, Messina, ha colpito ancora: durante le celebrazioni per la Festa delle Forze Armate è salito sul palco, ha inneggiato al disarmo e ricordato a tutti che l'Italia, è scritto nella Costituzione, ripudia la guerra. “Oltre 20 miliardi in tre anni per la corsa agli armamenti, mentre sottraiamo risorse per le spese sociali, beni culturali e sicurezza. Io stesso ogni giorno ho dietro la porta tanta gente che vive sotto la soglia di povertà e non posso dare risposte per mancanza di soldi. Questa amministrazione dice sì al disarmo e dichiara no a tutte le guerre mentre la Sicilia rischia di diventare una portaerei del Mediterraneo”.
Terminato il discorso si è messo a sventolare una bandiera della Pace. Il generale Ugo Zottin, comandante della divisione Culqualber dei carabinieri, ha lasciato la piazza visibilmente indignato, seguito a ruota dal comandante provinciale dell’Arma. Ciao ciao...
(Fonte: Repubblica)

LEGGI QUI LE ALTRE NOTIZIE DI CACAO

 

Nel mondo c'è più pace

Global Peace Index 2012L'Institute for Economics and Peace ha pubblicato l'annuale rapporto Global Peace Index, uno studio che analizzando 23 diversi parametri in 158 Paesi, dalla percezione della criminalità al numero di omicidi fino agli investimenti sulle armi, valuta il livello di pace nel mondo e realizza una mappa delle nazioni più pacifiche.
A causa della crisi economica molti governi hanno focalizzato gli investimenti all'interno dei propri confini e così, in giro per il mondo, ci sono meno nazioni che “esportano democrazia” e quindi meno guerre. Stati Uniti e Gran Bretagna sono diventati più pacifici, così come l'Australia.
Rispetto al 2007, l’anno del confronto, la situazione mondiale è migliorata. E pare sia tutto merito della crisi economica!
Dimenticavamo: la nazione più pacifica della Terra è l'Islanda. Troppo freddo per combattere.

Leggi qui le altre buone notizie di Cacao di oggi

Per Caino fu facile uccidere Abele?

L’omicidio, la schiavitù e la guerra in natura non esistono. Sono una dolorosa invenzione umana.
Il modello della natura dominante fino a qualche decennio fa vedeva l’uomo al centro, così come qualche secolo prima si immaginava che il Sole girasse intorno alla Terra.
Nel comportamento degli animali si cercava di vedere le stesse strutture che dominano la società umana: strutture di potere. I soggetti alfa vengono spulciati dai soggetti beta e quindi gli alfa hanno il potere.
Si è poi scoperto che mangiando i parassiti degli alfa i beta hanno accesso a una farmacia di anticorpi prodotti dagli elementi più forti del gruppo. Sono quindi i beta a trarre vantaggio maggiore dallo spulciare. E questa è anche la ragione per cui gli alfa mangiano di più. Avere una farmacia ben nutrita è un vantaggio anche per i beta.
E, comunque, l’Universo controbilancia astutamente il predominio degli alfa. È vero che il maschio alfa essendo più forte ha la precedenza nell’accoppiamento. Ma ha solo quella.
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Dai una possibilità alla pace (13 settembre 2001)

In occasione del decennale dell'attentato alle Torri Gemelle ripubblichiamo questo articolo:

Dai una possibilità alla pace (13 settembre 2001)

Quello che è successo indurrebbe al panico, al silenzio, alla disperazione.
Il mondo è stato colpito da un ennesimo crudele massacro.
Ma è necessario, anche se doloroso, parlare. Cercare di capire.
La prima osservazione che ci viene alla mente è l'assurdo che esplode fuori dal televisore.
Davanti a questo dramma il mondo si è arrestato attonito. Ma non tutti.
Le borse del mondo non si sono fermate neppure un secondo, hanno continuato a far soldi, a cercare utili selvaggi.
Anzi hanno intensificato il ritmo. La gente ancora urlava appesa ai grattaceli in fiamme, prima che crollassero, e già i grandi broker gridavano nei loro cellulari:"Compra petrolio! Vendi tutto! Compra petrolio!" e mentre i titoli azionari perdevano il 10% in pochi minuti il petrolio saliva di 10 dollari al barile e i furbi facevano utili di miliardi di dollari.

E mentre i presidenti di tutti i paesi europei si apprestavano a esprimere il loro cordoglio, i loro banchieri succhiavano decimali al dollaro e finalmente l'euro segnava un bel po' di punti a suo favore.
Nessuno ha pensato di chiudere le borse per decenza e rispetto ai cadaveri ancora freschi.

La belva feroce del capitalismo affondava felice i suoi denti nelle carni dei morti e fortune luminose si sono costruite in poche ore. E non c'è da stupirsi.
I grandi speculatori sguazzano in un'economia che uccide ogni anno decine di milioni di persone con la miseria, che volete che siano 20 mila morti a New York?

Altra immagine agghiacciante: la gente per strada, nei quartieri palestinesi, dilaniati dalla guerra civile, che festeggiavano il massacro.
Gente che ha un morto in ogni famiglia e che non riesce più a vedere l'assurdità della morte, di qualsiasi morte.
Il sistema della violenza, dello sfruttamento, del genocidio organizzato dei poveri cristi genera insensibilità alla violenza.
Genera la logica della vendetta. Quasi ogni giorno, da anni, gli aerei Usa bombardano l'Iraq, uccidendo donne e bambini, col pretesto di eliminare impianti radar.
E le televisioni occidentali non si degnano neppure di riportare la notizia. Quella è gente spazzatura, muoiono a migliaia per gli effetti dei proiettili all'uranio che hanno contaminato la loro terra, muoiono perché mancano le medicine a causa dell'embargo, nel silenzio carico di disprezzo dei media occidentali.

Le lacrime di oggi dei commentatori televisivi sono vergognose perché seguono al silenzio decennale sui crimini dell'occidente cristiano. è terribile ma è così: la disperazione genera la follia della vendetta.

Una vendetta che non serve a nulla, una vendetta che porterà altri massacri tra i diseredati del mondo. E attenzione: questo orrendo massacro di ieri, non è stato realizzato schiacciando un bottone su un aereo che vola sicuro ad alta quota.
Qui ci sono decine di persone che sono diventate talmente pazze da suicidarsi tutte assieme pur di colpire "i diavoli bianchi". Questa misura della disperazione dovrebbe fare riflettere.

Questa giornata di terrore dovrebbe avere insegnato ai cultori della forza dell'uomo bianco che non esiste sicurezza e pace per nessuno in un mondo dove il massacro e la prevaricazione sono la legge. è ormai un fatto.

Le moderne tecnologie rendono talmente potenti gli individui che nessun sofisticato sistema di sicurezza può proteggere.

Non è più possibile, neppure per i nordamericani ricchi, credere di essere al sicuro. Non c'è nessun posto dove si possa stare al sicuro. Il cane feroce della follia può azzannare chiunque ovunque.

I telegiornali si stupiscono (idioti) che i super controlli Usa non abbiano impedito a 4 aerei di essere dirottati per essere usati come bombe gigantesche e colpire i luoghi più protetti del mondo. Non vogliono capire che le moderne tecnologie e l'affollamento incontrollabile delle città, offrono decine di modi di fare massacri.

Questi orrendi attentati hanno ridicolizzato le pretese di Bush di costruire uno scudo stellare. Oggi hanno usato aerei, ieri gas nervino in Giappone, bombole del gas a Mosca!

Domani basterà urlare:"C'è una bomba!!!" in uno stadio per provocare una strage.

Un paese moderno non può garantire la sicurezza senza strangolare completamente la "vita normale" dei cittadini. Non c'è modo. Nessuno può tenere milioni di persone chiuse in casa.

L'unica garanzia di sicurezza per il mondo ricco è sanare le ferite sanguinanti della fame e del sopruso. Sennò si crea un humus sociale drammatico che non può che portare alla violenza più folle.

Attenzione: non si può dire, in questo momento, chi abbia armato la mano dei kamikaze.
Estremisti islamici? Estremisti di destra americani? Sionisti pazzi? Chi lo sa?

L'attentato di Oklaoma, il più grande massacro terroristico avvenuto fino a ieri, fu imputato ai terroristi islamici e poi si scoprì essere opera di terroristi bianchi e fascisti che volevano provocare una reazione anti islamica.

Si potrebbe anche scoprire che dietro al massacro di ieri ci siano tutte le fazioni terroristiche e tutti i servizi segreti, uniti nel comune intento di gettare la società civile nel caos... Una cosa è certa: al di là di chi siano gli esecutori materiali del massacro questa violenza è figlia legittima della cultura della violenza, della fame e dello sfruttamento disumano.

Questa violenza, queste morti, rendono immensamente felici coloro che hanno guadagnato milioni di dollari in poche ore speculando sul prezzo del petrolio, i mercanti di armi e i capi terroristi brindano ebbri di felicità insieme ai generali e agli ammiragli, stanchi di questa pace strisciante che minaccia ogni giorno lo stato di guerra e i profitti fatti sulle mine antiuomo.

Domani i caccia bombarderanno qualche villaggio sperduto uccidendo civili inermi con la scusa di fare giustizia dei colpevoli e le lobby delle iene spingeranno per dare dignità alle spese militari. "Gli Stati Uniti devono rispondere immediatamente a questa aggressione!" Urlava un cretino della strada e le sue parole sono state rilanciate da migliaia di telegiornali in tutto il pianeta. "Rappresaglia!" Urla Bush, il boia del Texas.

Colpiranno, faranno 10 morti con la pelle olivastra per ogni cadavere bianco.

E qualcuno proporrà di reagire con manifestazioni di piazza e di nuovo la polizia farà dei morti.

Deve essere chiaro a tutti che questo è un momento gravissimo. è una nuova forma di guerra strisciante quella nella quale ci vogliono portare. Il partito della pace ha una sola possibilità: continuare caparbiamente a lavorare con gli strumenti della pace.

Affermare con tutta la forza possibile che possiamo ed è necessario togliere il nostro appoggio economico alle multinazionali della morte. Oggi più che mai la scelta individuale di milioni di persone è l'unico strumento possibile, l'unica strategia vincente.

Togliamo i nostri soldi dalle banche che finanziano l'economia del dolore, smettiamo di comprare il carburante della Esso, i prodotti della Nestlè, smettiamo di bere Coca Cola, di mangiare McDonald's, convertiamo le nostre auto a olio di colza e a gas, mettiamo i nostri risparmi sui fondi di investimento etico, abbandoniamo le assicurazioni colluse col sistema della morte, non compriamo auto da chi produce mine antiuomo, non compriamo scarpe da chi tiene in schiavitù i bambini, non mangiamo i cibi della chimica, abbandoniamo i marchi della cultura del profitto a tutti i costi.

In questi anni abbiamo lavorato con successo per dimostrare che è possibile consociare i nostri consumi, risparmiare, avere prodotti migliori e, contemporaneamente, boicottare il mercato della morte rifiutandoci di portare i nostri soldi al loro mulino.

Oggi queste scelte non sono più solamente giuste e convenienti, sono anche urgenti e irrimandabili.

Ti chiediamo di fare un gesto, subito, ora. Non c'è più tempo per pensarci sopra.

La locomotiva del capitalismo selvaggio sta accelerando la sua velocità, punta con determinazione assoluta verso la guerra e la distruzione del pianeta.

L'unica possibilità è tagliarle i rifornimenti di carburante. Subito. Il mondo è governato dal denaro.

I soldi sono l'unico argomento al quale i potenti siano sensibili. Dai una possibilità alla pace.
Subito. Inizia tu.
Non aspettare che lo facciano gli altri. Ogni lira che togli ai signori del mondo è un respiro che regali all'umanità. Voti ogni volta che fai la spesa!

Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

Campagna di diffamazione dopo l'articolo "Dai una possibilità alla pace"

Qui invece ripubblichiamo la polemica scoppiata qualche giorno dopo l'articolo "Dai una possibilità alla pace"

Care amiche, cari amici,
non abbiamo voluto tediarvi nelle edizioni di Cacao quotidiano perche' essendo un giornale di buone notizie non era il caso di metterci dentro le nostre disavventure.
Fatto sta che e' stata una settimana pesante nella quale abbiamo dovuto ribattere a una durissima campagna di diffamazione. La mail "Dai una possibilita' alla pace", grazie a quanti l'hanno diffusa,
ha avuto un successo straordinario e ha fatto il giro del mondo tradotta in molte lingue. Evidentemente quel testo che conteneva pieta' e dolore, proponeva un'opposizione pacifica ed "economica" alla guerra e mostrava il cinismo del potere e' stato visto come una minaccia grave.
Cosi' e' partita una campagna di diffamazione basata sulla manipolazione del testo originale realizzata dal Corriere della Sera.

Come hanno rovesciato il senso delle nostre parole
Sul Corriere della Sera, sabato 15 settembre il testo della nostra newsletter settimanale e' stato citato invertendo la sequenza dello scritto in modo tale da capovolgere il senso del discorso.
E addirittura l'articolo era intitolato con una frase attribuita a noi che non e' presente nel nostro testo: Dario Fo e Franca Rame:"Uccide piu' la speculazione".
Come si puo' vedere nel testo integrale pubblicato in questa pagina il nostro articolo inizia con l'espressione del nostro dolore per il massacro: "Dai una possibilita' alla pace!!!
Quello che e' successo indurrebbe al panico, al silenzio, alla disperazione. Il mondo e' stato colpito da un ennesimo crudele massacro. Ma e' necessario, anche se doloroso, parlare. Cercare di capire."
Poi abbiamo denunciato il cinismo di chi ha continuato a speculare in borsa mentre la gente moriva: "Le borse del mondo non si sono fermate neppure un secondo, hanno continuato a far soldi, a cercare utili selvaggi..." E si concludeva: "E non c'e' da stupirsi. I grandi speculatori sguazzano in un'economia che uccide ogni anno decine di milioni di persone con la miseria, che volete che siano 20 mila morti a New York?."
Nell'articolo pubblicato dal Corriere invece la prima frase e': "I grandi speculatori sguazzano in un'economia che uccide ogni anno decine di milioni di persone con la miseria, che volete che siano 20 mila morti a New York?"
In poche parole, una denuncia contro l'insensibilita' morale degli operatori dell'alta finanza e' diventata una nostra dichiarazione di cinismo e di disinteresse per la sofferenza umana. E piu' in la' l'estensore dell'articolo ci definisce "duri, provocatori, alternativi"...
Praticamente a un passo dal diventare fiancheggiatori del terrore.
Abbiamo protestato con la direzione del Corriere e abbiamo inviato una lettera con la richiesta di rettifica. E' uscito un articolo che riportava correttamente le nostre posizioni ma non spiegava che il testo pubblicato il 15 settembre conteneva una versione manipolata del nostro scritto.
Quindi, chiaramente, non si e' voluto riparare al danno causato da quella loro manipolazione.

Altre falsificazioni
Un'operazione simile e' stata costruita da Libero, di Vittorio Feltri. Che addirittura ha rovesciato il senso del nostro sdegno per le reazioni di alcuni palestinesi che inneggiavano ai kamikaze terroristici. Noi abbiamo scritto: "Altra immagine agghiacciante: la gente per strada, nei quartieri
palestinesi, dilaniati dalla guerra civile, che festeggiava il massacro..."
Il giornalista di Libero ha invece falsificato il nostro discorso mettendoci in bocca le seguenti parole:"Sangue chiama sangue ed e' comprensibile che i Palestinesi dei territori  occupati festeggino il macello di New York e Washington. E' normale che i popoli sfruttati si ribellino" Anche in
questo caso abbiamo telefonato al direttore che si e' rifiutato di parlarci. Abbiamo chiesto una rettifica tramite una lettera senza ottenere nessun risultato. Ora e' evidente che ci siamo rivolti ad un legale per ottenere soddisfazione del danno che abbiamo ricevuto.
Come prevedibile questi articoli sono stati ripresi da decine di testate italiane e straniere, radio e televisioni, e noi ora ci troviamo, come altre volte negli ultimi 50 anni, nella sgradevole situazione di essere vittime di un linciaggio immotivato.
Alcuni sono arrivati a affermare che accusiamo dell'attentato alle Torri Gemelle i sionisti. E anche qui ci sarebbe da darci, giustamente, dei pazzi, ma ancora si tratta di una citazione scorretta. Il testo originale era: "Attenzione: non si puo' dire, in questo momento, chi abbia armato la mano dei kamikaze. Estremisti islamici? Estremisti di destra americani?
Sionisti pazzi? Chi lo sa?... i mercanti di armi e i capi terroristi brindano ebbri di felicita' insieme ai generali e agli ammiragli, stanchi di questa pace strisciante."
Il  nostro discorso si realizzava in forma paradossale e aveva il significato di indicare non questa o quella fazione come colpevole ma di far capire che, al di la' delle responsabilita' degli estremisti islamici, esiste un partito del terrore e della guerra che punta compatto verso scelte che mirano a portare il mondo nel caos. E ribadiamo che per resistere all'azione di questo partito della guerra, l'unica scelta possibile e' la pace.

Ecco come scatenare il linciaggio
Alleanza Nazionale ha addirittura presentato un'interpellanza parlamentare contro di noi, sempre citando il nostro discorso manipolato dal Corriere della Sera. Ci sono arrivate decine di messaggi di insulti e negli Usa, addirittura, si sottoscrivono petizioni contro di noi. Molti amici, anche dall'estero, prendendo per autentiche quelle false dichiarazioni ci hanno scritto esterefatti.
Tra loro, Robert Brustein direttore dell'American Repertory Theatre di Boston (dove avremmo dovuto debuttare con i nostri spettacoli che abbiamo, nonostante le numerose insistenze da parte degli organizzatori, annullato in segno di solidarieta' e rispetto del dolore e del lutto di tutta la
nazione) ci chiede "Dario, veramente hai scritto queste parole? Non posso crederci!" Infatti, non c'e' proprio da crederci. Purtroppo, per quanto ci si dia da fare a smentire, sara' difficile ristabilire per intero la verita'. La calunnia, come tutte le infamita', apre ferite che sono lente da sanare.

Kamikaze pazzi e Missili intelligenti

E' esploso un clima da caccia alle streghe. O stai da una parte o stai dall'altra. Guai se ti permetti di parlare di buon senso e di pace. I terroristi non stanno dalla parte degli oppressi. Essi sono dei parassiti dei poveri e dei diseredati. Ma se si vogliono battere i terroristi bisogna sanare la piaga della miseria e dell'ingiustizia perche' solo cosi' si puo' fermare la follia del terrorismo.
E abbiamo paura che per vendicarsi della orrenda strage si finisca per produrre altri disastri e vittime innocenti. Per fortuna non siamo soli a pensarla in questo modo. Il nostro discorso ci sembra semplice ed elementare, ed e' proprio incredibile che una moltitudine di sedicenti democratici trovi tanta difficolta' a comprenderlo.

20-26 settembre

Positive week

E' la Settimana internazionale dell'ottimismo, organizzata dall'Iniziativa per la Cultura della Pace (CPI) http://www.celebratepositive.com/.
L'idea e' di celebrare, far conoscere e premiare le personalita', le aziende, gli atleti e le istituzioni piu' ottimiste del mondo e che nel tempo hanno promosso una “pace positiva”.
Aderiamo anche noi di Cacao, per 52 settimane all'anno.
(Fonte: Goodnewsagency.org)

Fonte imm

Scoppia la pace

Di fronte a un notaio di Hannover, in Germania, il capo della banda di bikers degli  “Angels” ha siglato un accordo di pace con il capo dei “Bandidos” per porre fine alle risse, alle aggressioni e agli omicidi tra le due bande.
Se non lo avete notato il notaio e' Babbo Natale.
(Fonte: Corriere.it)

fonte immagine

Liberate gli uomini di Emergency e vergognatevi!

Frattini, quello cattivissimo, pare abbia detto che si vergognava per il comportamento dei tre volontari di Emergency, accusati di complottare per l’uccisione di un boss del governo afgano.
Ha creduto piu' alle veline della polizia afgana che a decenni di impegno umanitario di Emergency.
Io mi vergogno di condividere un numero esagerato di combinazioni del dna con persone che non sanno distinguere un terrorista da una persona straordinaria che si dedica a ricucire persone ferite.
Va da se' che il comportamento del nostro governo sulla questione e' stato vergognoso.
Quando c’e' da mettere bambini di 6 anni a pane e acqua o buttarli giu' da un pulmino scolastico sono tutti Superman. Ma se si tratta di muovere il culo per tirar fuori di galera degli innocenti gli piglia la paralisi intestinale.

Vi ricordate quando avevano deciso tutti contenti di invadere l’Afghanistan per catturare Bin Laden e migliorare le condizioni di vita del popolo afgano?
E noi che dicevamo che quel che interessava loro era solo il passaggio per i loro oleodotti e il traffico di oppio?
E quando cercavamo di spiegare loro che col cazzo che facevano una guerra lampo e che avrebbero preso un sacco di legnate?
Non ci hanno dato retta e dopo quasi 9 anni e miliardi di euro buttati nel cesso della storia, piu' della meta' dell’Afghanistan e' in mano ai talebani, il popolo afgano e' nella merda, la corruzione, le vessazioni e l’ingiustizia sono a un livello fantasmagorico, le donne girano ancora col burqa, la produzione di oppio e' passata da meno del 5% di quella mondiale a piu' del 90%. Non hanno preso Bin Laden. Il terrorismo internazionale ha raddoppiato le sue forze. I nostri soldati continuano a morire per una guerra infame. E milioni di afgani patiscono la fame.
Inoltre l’odio verso l’Occidente e' aumentato in modo enorme anche grazie alle prove sulle torture generalizzate praticate da inglesi e americani.
Inoltre, l’esercito dell’Occidente Cristiano continua a fare stragi di innocenti scambiati per terroristi. Ne ammazzano cento alla volta e poi chiedono scusa.

Milioni di onesti cittadini occidentali guardano questo disastro e non capiscono che stiamo agendo in modo perfetto per allevare nuove generazioni di terroristi super incazzati che verranno a mettere bombe nelle nostre citta'.
Non capiscono che solo occupandoci del benessere del popolo afgano e rispettandolo possiamo porre fine a questa guerra. Non capiscono che dovremmo fare qualche cosa di concreto per indurre i nostri governi a varare una vera azione di pace e di sostegno allo sviluppo del popolo afgano se vogliamo uscire da questo pantano di sangue
(ad esempio: non comprare piu' carburante alla Esso e aderire a tutte le forme di boicottaggio economico delle multinazionali che sostengono la guerra).

 

Emergency Firma l'appello

Campagna contro la base militare americana a Vicenza
Campagna contro la base militare Usa di Vicenza