I Romanzi e le storie di Jacopo Fo

oooooOOOBAMA BARACK!!!

Mi sono commosso guardando questo video!

Obama è nero
la famiglia di suo padre è musulmana
quella della madre cristiana
ed è mancino
la gente balla in piazza in tutta l'America
mi dice un'amica che telefona da New York

Tutti mi dicono:"Sono contento!"

La nonna di Obama che muore il giorno prima delle elezioni.
Era necessario? E' mistico? E' simbolico?
E' un fatto epocale. Lo dicono tutti. Una volta tanto sono d'accordo con tutti.
Incredibile ma vero lo ha detto anche Bush: "Gli americani hanno fatto la storia!" Parla come un demente fino all'ultimo. Hanno fatto la storia a mettere una pietra tombale sulla tua criminale presidenza? Anche Berlusconi, si scopre, era con Obama. A Bush ha detto che era un grande uomo e lo amava. Ma ama anche Obama. Strepitoso. La destra dice alla sinistra: non cercate di sfruttare politicamente la vittoria di Obama. Ma come facciamo a non sfruttarla? Questa è la caduta del muro di Berlino del razzismo in Usa. Cazzoni, c'eravate voi a fare i cortei e le proteste a favore di Luther King? O eravate quelli che incitavate la polizia a bastonare i baluba?

87.600.000 di citazioni su Google per BARACK. Ottantasettemilioni di volte il nome di uno sporco negro. Come rido! Come rido! (Solo 39.400.000 per George Washington)
E come stanno soffrendo in questo momento i razzisti!
E quanti di loro, semplicemente abiureranno domani mattina al bar, bevendo il caffé: "Sono proprio contento che abbia vinto Obama."

Beppe Grillo dice che siamo più vecchi noi italiani, oggi. Perchè da noi certe cose non ce le sogniamo. Gerontocrazia dell'anima.
Ha ragione, condivido.
Ma qualche vantaggio ce l'abbiamo anche noi con questo Obama.

Ad esempio adesso Berlusconi è in grande difficoltà. Prima era lui, in assoluto, il più grande comunicatore politico televisivo del mondo. Ora Obama l'ha surclassato.
Secondo me a Silvio gli dà alla testa e si mette a pedalare per superarlo a sinistra.
E magari si scopre pure che aveva un nonno nero e un altro ebreo e che suo zio era gay.

Non so... sono aperto a tutte le possibilità.
Secondo me in questo momento l'energia cosmica sopra le nostre teste che generalmente ha il volume di un plum cake, ha in questo momento la misura di un pulman gigantesco.
Non mi stupirei vedere girare per strada un enorme essere costituito di pasta di caramella morbida e spumosa.
(Detto fra noi sto citando ghostbuster).

Spero di fare sesso il più presto possibile. Cosa c'entra?

Ghostbuster mi ha sempre eccitato... Il commercialista sfigato che seduce posseduto la bellissima diventando il GUARDIANO DI PORTA... E il professore che riemerge da sotto la scrivania della segretaria e lei gli dice: "Professore lei ha delle mani straordinarie."
Secondo me siamo entrati nell'era ghostbuster. Tutto è altamente probabile. Sopratutto se fino a ieri era impossibile.

Quindi, il mio consiglio esistenziale per oggi è: TROMBATE!
E' la cosa più importante nei grandi momenti storici.
Così fra vent'anni ti potrai ricordare che il giorno che Obama ha vinto tu hai avuto un orgasmo pazzesco!
Io ad esempio so perfettamente cosa ho fatto la notte che Saigon è caduta, la notte che è caduto il muro di Berlino e un sacco di altre notti importanti. Ho fatto sesso in modo entusiasmante. Se lo fai in tutti i grandi eventi è bello e facile da ricordare. E come sapete sono veramente convinto che sia un contributo essenziale. Più fai sesso più il mondo migliora. Mica posso partire e andare in Usa a ballare... cosa faccio d'altro? scrivo questo articolo e poi vado a festegiare. Prima però voglio raccontare a mia figlia di quando i neri non potevano sedersi sugli autobus nei posti davanti; e a un certo punto, per protesta tutti i neri di n gran pezzo d'America, per più di un anno, non sono andati più sugli autobus. Ogni giorno magari facevano anche 10 chilometri a piedi, con ogni tempo, e si organizzavano magari trasporti alternativi quando era necessario, ma nessuno saliva sugli autobus.
Alla fine dovettero togliere quella legge di merda. E adesso Obama si siede dove cazzo vuole.
E il mondo è un po' meglio.

Quando i capitalisti piangono

Il grande ritorno di Toni Barra, investigatore privato al servizio del Sindacato Metalmeccanici
di Jacopo Fo

Joon Libniez si era buttato dal trentaduesimo piano.
Era deceduto.
Paul White si era sparato alla testa con una pistola di grosso calibro.
Anche lui era morto.
Era prevedibile.
Lasciavano entrambi alcune centinaia di milioni di dollari di debiti.
I loro imperi si erano sbriciolati negli ultimi trenta giorni, travolti dal Grande Crack Finanziario.
Come la Grande Guerra, ma con piu' morti.
Ma almeno qualcuno pagava per i suoi peccati.
Questa era la novita' di questa crisi. Nonostante tutto il mio amore per il genere umano non riuscivo a versare lacrime per i poveri miliardari rovinati.
E’ autunno e i miliardari cadono dai grattaceli.
Pittoresco.
L’autunno dell’impero, un autunno da fantascienza. L’autunno che succedono cose impensabili.
Banche che falliscono? Enormi banche?
Questa volta non si sono limitati a fregare i poveretti, il parco buoi. Con la Parmalat e la Enron ci avevano rimesso solo i poveracci. Questa volta si sono scannati ai piani alti. Nell’Olimpo della finanza, nei salotti buoni. Hanno regolato odi antichi, questioni di corna, brevetti rubati, immobili in Kuwait, figlie che avevano perso la verginita', miniere in Sud Africa.
Avevo il sospetto che pero', anche questa volta, i super mega potenti, la' all’attico, non stessero li' a contare i feriti. Ai piani altissimi si salvano sempre. O almeno quasi sempre. Ogni cento anni ne prendono un po’ e tagliano loro la testa. Quelli non si salvano.

Comunque ero di buon umore.
E avevo continuato a sentirmi proprio bene anche quando Sacco e Vanzetti si erano presentati al bar dove stavo facendo colazione dopo aver accompagnato a scuola la piccola Engels.
Quel giorno avevo evitato di minacciare la sua maestra. Dopo l’ultima riforma mi faceva pena anche se non aveva la piu' pallida idea della storia della colonizzazione delle Americhe.
“Il capo ti vuole vedere.” Disse Sacco. Vanzetti fece di si' con la testa. Era impressionante. Probabilmente gli si era ingrassato il collo.

Quando arrivammo alla sede del Sindacato Metalmeccanici non c’era quasi nessuno. Colpa del riflusso spaventoso della voglia di militare politicamente. La pressione economica toglie il desiderio a ribellarsi.
Il Capo stava in piedi di fronte alla finestra. Guardava fuori. La giornata era assolata.
Si giro' verso di me: “Toni, hai visto come ci hanno fottuto miliardi che potevano sfamare il mondo per anni? E poi non c’hanno i soldi neanche per le pensioni. Le senti le urla la fuori? Milioni di persone che vengono lentamente sospinte verso la miseria! E qui c’ho la crisi della militanza politica. Meta' dei ragazzi sono spariti: crisi depressive, disastri familiari, gastrite, fratture ossee. E’ il linguaggio del corpo. Il potere usa la crisi economica per sfiancare le masse. Repressione economica la chiamo io!”
Poi respiro' con l’aria di uno che vuole sniffarsi tutta l’aria che e' restata in giro. “Vorrai sapere perché ti ho convocato…” Non dissi niente. Tanto era superfluo. Mi avrebbe detto comunque perché mi aveva chiamato. Senno' non mi avrebbe chiamato. Si chiama pensiero lineare. Lo so fare.
“Ho voglia di menare le mani, Toni. Ho voglia di far loro male fisicamente. Devono pagare per questo grande imbroglio che hanno messo in piedi. Hanno giocato con il nostro futuro. Ci hanno guadagnato da schifo facendo i trucchetti finanziari e poi ci stanno guadagnando ancora mentre la borsa crolla. Da te voglio una cosa semplice. Trovami i nomi dei pesci grossi. I pesci piu' grossi a livello mondiale. Tu mi dai i nomi e poi io organizzo che smettono di ridere alle nostre spalle per sempre.”
“E come fai? Usi l’aviazione?” dissi ironico.
Ma lui ando' avanti. “Esattamente. I ragazzi giu' alla fonderia, sai che gli ha preso il pallino del modellismo… Hanno costruito venti modellini di B52. Bombardieri. Aerei bombardieri. Piccoli. Sono delle macchinette lunghe tre metri. Possono trasportare una bomba di 50 chili di nitroglicerina per 3 chilometri. Telecomandati. Quando sai dov’e' il porco ci fai sopra un cratere di 50 metri per 50.”
Non gli dissi che non era legale perché tanto non mi avrebbe capito. Gia' lo sentivo rispondermi: “Legale? Perché e' legale ammazzare milioni di bambini giocando con le azioni?”

Avevo un bel cazzo di problema. Il Capo aveva sclerato e voleva scatenare lo sterminio selettivo dei malvagi tramite bombardamento aereo. Sapevo per esperienza come vano certe cose. Incominci volendo bombardare qualcuno e finisci invischiato in storie di banda armata. Meglio evitare. Ma dire di no al capo era per me problematico. Per via che avevo una nonna comunista che mi ha educato nel culto del centralismo democratico.
Io mi chiedevo se c’era il modo di evitare la mattanza.
Ovviamente l’unico modo per fermare gli intenti omicidi del Capo era trovare un altro sistema, meno illegale, di fare male ai capitalisti ingordi.
Per questo ero andato a trovare la Beba. Una ragazza che nutriva per me sentimenti di gratitudine perché l’avevo liberata da un paparazzo che la ricattava per via di un video piuttosto caldo che la ritraeva mentre compiva azioni che la mamma preferirebbe non vedere su internet.
Non gli avevo fatto male. Ero andato a trovarlo a casa della sua amante. Mi ero portato dietro Sacco e Vanzetti. Avevo chiesto a Sacco di togliersi la giacca e la camicia. A torso nudo fa impressione.
Poi avevo detto alla ragazza: “Se questo scemo importuna ancora la mia cliente muore. Se esce una sola foto della mia cliente muore. Se succede qualche cosa alla mia cliente muore. Qualunque cosa. Anche solo che la tamponano in auto. Oppure ha l’influenza. Lui muore.”
Quando minacci qualcuno e' meglio se esprimi il concetto in modo chiaro e onnicomprensivo.
Non si era piu' fatto sentire, vedere o altro. A Vanzetti un po’ era dispiaciuto.
Alla Beba chiesi: “Conosci un modo per far soffrire i grandi magnati della finanza senza fare niente di illegale?”
Lei mi sorrise: “Se gli togli i soldi soffrono moltissimo.” Lo chiedevo a lei perché di mestiere fa la consulente finanziaria ad alto livello. I ricchi li frequenta di persona. Quindi pensavo fosse informata.
“Ok, immagina di avere a disposizione 500 militanti pronti a tutto, una certa quantita' di denaro e di capacita' tecniche e volendo anche una ventina di caccia bombardieri in miniatura telecomandati. Sei in grado di pensare qualche cosa che…?”

Mi chiese un paio di giorni: Quando la richiamai mi disse che aveva trovato qualche cosa. Andai a casa sua. Aveva l’aria radiosa.
“Ho trovato la soluzione ai tuo problemi, Toni. Forse possiamo evitare un bombardamento a tappeto”.
Sperai che non mi proponesse cazzate. Avevo bisogno di una soluzione vera. Il Capo non l’avrei convinto con niente che fosse stato meno che dolorosissimo per i nemici di classe.
Beba mi verso' un the e mi disse: “Ieri sera abbiamo avuto un colpo di fortuna. Stavo cenando con Blair che come sai e' uno ben informato e mi dice…” Non approfondii come mai lei cenasse con Blair. Ho rinunciato da tempo a comprendere le basi pratiche della sua vita. “ Mi dice: Ma capisci che se questo sistema lo usassero i terroristi distruggerebbero l’occidente in sette giorni? Capisci?”
“No, non lo capisco. Forse e' meglio che mi spieghi di quale sistema stai parlando.”
“Parlo del sistema che hanno usato per gonfiare la bolla speculativa e poi farla esplodere. Tutto si basa sui future e i derivati.”
La guardai come si guarda uno yeti in primavera: sbigottito.
Lei storse il labbro. Poi si riprese: “Devi immaginare la finanza come un immenso gioco di scommesse sui cavalli. Puoi scommettere su chi arrivera' primo, oppure sulla distanza tra il secondo e il terzo. E puoi scommettere sull’insieme dei cavalli bianchi, marroni, neri, pezzati… Puoi puntare sulle azioni di una Spa, oppure prestare soldi all’Olanda, puoi investire solo sul caffe' o sull’oro, oppure su tutti i prodotti agricoli nel loro insieme. Puoi scommettere sul settore informatico o sulle aziende coreane. Quale gruppo vincera' di piu'? Quale perdera' di piu'? Ma puoi anche scommettere sui giocatori, comprare le loro scommesse, assicurare le loro perdite. Ma c’e' un aspetto di tutto questo gioco che lo rende unico e pazzesco. Puoi scommettere non solo nel presente, comprando oggi qualche cosa e aspettando che aumenti il suo valore, ma anche nel futuro! Tramite i future appunto. C’e' la possibilita' di vendere oggi un’azione che non hai. Non e' incredibile? Ti vendo una cosa che non ho, mi impegno a consegnartela tra 10 giorni… Funziona con tutto: un titolo, un’obbligazione, un derivato, qualsiasi cosa, compreso ferro e caffé.”
“Perché dovrei vendere oggi qualche cosa che non ho?”
“Per fare soldi! Perché senno'? Vendo oggi un titolo ma non lo consegno oggi, lo consegno tra 10 giorni. Ma mi viene pagato al prezzo di oggi. Lo comprano persone che sono convinte che fra dieci giorni costera' di piu'. Tu invece sei convinto che il prezzo diminuira'. Lo vendi oggi sperando di poterlo poi comprare realmente fra dieci giorni a un prezzo piu' basso. Se diminuisce guadagni tu, se aumenta guadagna chi ha comprato.”
“Mi sembra un po’ folle, ma come si puo' usare questo sistema per colpire i potenti della terra?”
“Semplicissimo. Oggi chi compra e chi vende prodotti futuri lo fa per guadagnare. E questo crea dei limiti ovvi. Ma che cosa potrebbe fare qualcuno che non vuole guadagnare ma solo fare un bel casino?”
La guardai con il vuoto negli occhi, sperando che andasse avanti.
Lei capi' che non conoscevo la risposta.
“Immagina che tu venda oggi 100 milioni di euro di azioni di un’azienda sulla quale ha puntato anche Bush. Cento milioni di azioni non sono sufficienti per influenzare le quotazioni direttamente. Ma sicuramente qualcuno se ne accorge e decide di dare un’occhiata in giro. Basta avere qualche giornalista amico, nelle pagine economiche dei quotidiani… I tuoi amici iniziano a scrivere che quell’azienda ha qualche problema contabile. Una voce che sembrerebbe infondata, ma ci sono quei 100 milioni di euro che hai scommesso che danno consistenza alla storia. Allora tu scommetti altri 100 milioni di euro vendendo azioni a 10 giorni a meta' del prezzo attuale.”
“Scusa se ti interrompo, ma qui nasce un problema, gia' era difficile trovare i primi 100 milioni di euro, ma altri 100 milioni non sapremmo proprio dove trovarli. Siamo il Sindacato metalmeccanici mica la Confindustria.”
Lei mi guardo' preoccupata, si passo' la mano sulla guancia, poi riprese a parlare: “Il bello sta proprio qui! I soldi te li procuri nello stesso modo che usano i pescecani della speculazione: te li fai prestare. Poi usi la leva finanziaria e li moltiplichi. Le grandi banche Usa scommettevano fino a 60 dollari per ogni dollaro che avevano in tasca. Ad esempio quando tu vendi un’azione che consegnerai fra dieci giorni, al momento di comprare non la paghi, dai solo un anticipo, diciamo del 10%. E puoi non depositare denaro vero ma solo garanzie, ad esempio una fidejussione garantita con una casa.”
“E se perdo la scommessa ci rimetto la casa?”
“Certo ma noi non possiamo perdere. Qui sta il colpo di genio di Blair. Gli speculatori scommettono sperando di vincere. I grandi del mondo sono sicuri di vincere perché sanno in anticipo cosa succedera'. Se stai per invadere l’Iraq, dieci minuti prima di dirlo ai giornali compri petrolio in consegna fra dieci giorni, al prezzo di oggi. Quando lo pagherai realmente costera' il 30% di piu'. Tutto guadagno per te. Ma questo rappresenta pur sempre un rischio. A volte il mercato fa le bizze e neanche i grandi del mondo riescono a prevedere tutto. Soprattutto oggi che le borse si moltiplicano. E magari ti trovi contro un cartello di cinesi, coreani e sudafricani che riesce a fregarti. Ma tutti questi problemi li ha chi vuole guadagnare. Se a te i soldi non interessano e vuoi solo distruggere, puoi giocare sul sicuro. Vendi a ribasso e intanto fai dei contro-acquisti al rialzo, alla fine non guadagni e non perdi ma sei riuscito a far impazzire il mercato. Crei fibrillazione, sospetti, congiure e contro congiure. Diventano tutti matti, tutti sospettano di tutti e tu soffi sul fuoco. Gli speculatori vedono che qualcuno sta puntando forte al ribasso sulla Spa della quale detengono azioni per centinaia di milioni e si chiedono: c’e' qualche cosa che non so? Qualcuno sta organizzando uno sgambetto? Vanno nel panico e iniziano a farsi la guerra. Magari decidono di ricapitalizzare, il titolo sale, ma cosi' si indeboliscono, oppure si spaventano e vendono e crollano i muri della diga. Se tu non ci vuoi guadagnare e vuoi solo provocargli dolore immenso puoi mettere su un castello di carta e leve finanziarie da far paura.”
“Ma loro non se ne accorgono che stai facendo solo scommesse e contro scommesse?”
“Ci sono mille modi per camuffare tutto. Puoi puntare su titoli collegati, valori collaterali, materie prime connesse. La finanza e' un tale caos che se ti muovi bene, con delle belle societa' anonime domiciliate nei paradisi fiscali, e lavori su tutte le borse del pianeta, li freghi. Certo non e' facile ma puo' funzionare. Invece bombardarli mi sembra un puro suicidio. Li ammazzi, dopo dieci minuti li sostituiscono e poi vengono a farti il culo. Nessuno puo' ammazzare una ventina degli uomini piu' ricchi del mondo con degli aerei miniaturizzati e farla franca. Sarebbe la fine del mondo. Sarebbero disposti a cancellare dalla carta geografica intere nazioni pur di eliminarti.”
Mi piaceva. Alcune parti non le avevo capite ma mi piaceva. “E come facciamo a scoprire in quali aziende i cattivi hanno messo i loro soldi?”
“Questo e' facile. Basta guardare chi in questo momento sta divorandosi le banche e le assicurazioni agonizzanti. Dietro ci sono sicuramente i signori del mercato.”
“Ma tutto questo comprare e vendere titoli di possesso futuro avra' un prezzo? Le banche non si pigliano una percentuale per l’intermediazione?”
“Si', ma si puo’ risolvere anche questo. Sicuramente il sindacato avra' buoni rapporti con qualche piccola banca popolare disposta a dare una mano…”

Il Capo volle mettere su una commissione di verifica composta da 4 commercialisti e da 4 casalinghe che facevano la spesa con 800 euro al mese e dovevano mangiarci e vestirsi in cinque. Ragazze toste. I commercialisti erano stati tutti radiati dall’albo ed erano assetati di vendetta.

Un mese dopo eravamo alle Isole Cayman in 25.
Avevamo 8 laureati in economia con degli algoritmi che facevano paura per calcolare indici di rischio, strutture di copertura e leve finanziarie verticalizzanti. Sacco e Vanzetti bivaccavano con 20 ragazzi del servizio d’ordine e 12 segretarie contabili negli uffici della Banca Popolare di Narni, praticamente l’avevamo espropriata, chiusa per ferie e precettati tutti e 5 i dipendenti. Una cinquantina di commercialisti e ragionieri erano collegati via Skype suddivisi in 3 turni di lavoro 7 giorni su 7. Avevamo una linea criptata gestita da un centro sociale di Bergamo. Rasta tecno che fumavano piu' di un incendio di conifere ma con i bit erano delle bestie feroci.
Pestammo duro per 45 giorni, giorno e notte. Poi Bush si butto' dalla finestra del cinquantaseiesimo piano di un anonimo grattacelo di Manhattan. Fu abolito il segreto bancario, interdetti i paradisi fiscali e regolamentata in modo decisamente restrittivo la possibilita' di usare le leve finanziarie e accantonamenti di garanzia.
Per i grandi speculatori del pianeta fu come per Al Capone quando venne abolito il proibizionismo sugli alcolici e lui dovette chiudere la sua rete di distillazione e vendita clandestina di whisky.
Miliardi che avrebbe potuto guadagnare e che non riusci' mai a vedere. Persi.
Restammo soddisfatti.

Tornammo a casa. Durante il viaggio di ritorno in aereo cantammo l’Internazionale e il Capo stappo' una decina di bottiglie di lambrusco che fa sua zia. Colore viola. Micidiale. In serata arrivai ad abbracciare la mia dolce Rosa e la piccola Engels. Mi dedicai a giocare con mia figlia e far l’amore con la donna della mia vita.
Per giorni e giorni.
Cose che gli speculatori finanziari non capiranno mai.
Avevamo fatto un danno epocale ai cattivi del pianeta. Storie che puoi raccontare ai nipoti. Mi meritavo un po’ di sana gioia laica e progressista.

 

Buoni Pompini a tutti.

A proposito del valore umanitario della fellazio, delle sue implicazioni culturali e religiose e del persistente disprezzo verso le donne capaci di donare piacere e delle intercettazione delle conversazioni tra Berlusconi e Confalonieri.

Se avessimo modo di ascoltare le registrazioni dei dialoghi tra Silvio Berlusconi e i suoi ministri e Confalonieri Fedele, potremmo discutere quel che ha detto. Ma Silvio ha deciso che preferisce rinunciare a far sentire queste intercettazioni telefoniche. Quindi possiamo discutere solo di quel che si dice che ci sia in queste intercettazioni. E per inciso vorrei notare che Silvio sta facendo una grossa cazzata perché non pubblicando i testi veri sta dando la stura a una valanga di calunnie e bassezze. E il fatto che preferisca queste illazioni volgari alla verità fa sospettare agli sprovveduti italiani che veramente nelle registrazioni ci siano frasi allucinanti e irripetibili.
Ora quindi, a prescindere dalla verità, che lascia il tempo che trova ormai, vorrei commentare un passo delle intercettazioni fantasma, che viene ammanito su 2000 blog faziosi.
Si tratta di un passo che ha comunque un enorme valore psicanalitico per capire, se non la mentalità di Silvio almeno quella degli italiani che si sono inventate queste parole, cioè si tratta comunque di un indicatore psicologico estremamente interessante.
Secondo i pettegolezzi Silvio, parlando con Confalonieri avrebbe stilato la classifica delle ministre e sottosegretarie più brave a fare i pompini, e siccome risultava che la meno dotata esteticamente fosse la più abile, il Presidente del Consiglio, Cavaliere, Unto dal Signore, conclude ridacchiando: lei è la più brava, più sono cattoliche più sono troie!
Insomma si insinua che Silvio sia un vero Principe.
E qui, ci troviamo di fronte a un caposaldo della cultura italica che unisce buona parte di destra e sinistra.
L’idea cioè che quelle più brave a fare le cose orali siano le donne moralmente bacate. Prostitute maiale.
Vorrei osservare che siamo di fronte a persone che non hanno capito un belino del mondo.
Non hanno capito che il rapporto orale è qualche cosa di sacro, un modo di esprimere tenerezza, accoglienza, propensione a accudire…
Il rapporto orale è una delle più grandi invenzioni dell’umanità, siamo gli unici animali (insieme ai bonobo, deliziosi scinpanzé) a praticarlo fino all’orgasmo. Negli animali infatti l’eccitazione sessuale spinge automaticamente alla penetrazione. Lo scopo dell’istinto è la procreazione. Noi abbiamo fatto del succhiare il pene e la passera un’arte nobile, una chiave per penetrare in un profondo livello emotivo, una via per l’ascesi mistica.
Sì! Mistica. Non sto esagerando. Nell’età dell’oro dell’umanità, ai tempi del Matriarcato, prima dell’invenzione della guerra (tra il 12 mila e il 3500 avanti Cristo) il pompino era un atto sacro. Vi si dedicavano le sacerdotesse per iniziare alla contemplazione dell’Universo i giovani. Se qualcuno ha qualche dubbio si vada a rivedere le pitture egizie che rappresentano Iside intenta a resuscitare Osiride tramite una fellazio. Non so se ci capiamo: la dea fa pompini da far resuscitare i morti!

Il disprezzo per le donne che sanno amare e dare piacere è un caposaldo della cultura fallocrate, patriarcale e violenta.
Il maschio nega il piacere come categoria fondante, esalta il dolore, il sacrificio e l’obbedienza. Ma la donna che succhia il membro virile lo fa impazzire perché è l’immagine stessa del piacere e della ribellione alle convenzioni.
Quindi deve trasformarla in qualche cosa di schifoso. Qualche cosa da deridere e umiliare per esorcizzarne l’emozione insostenibile.
L’insostenibile leggerezza dell’essere.
Ne è prova il fatto che il pompino è al centro dell’immaginario della pornografia borghese ma in 95 casi su 100 l’attore, dopo aver fatto con la femmina tutto il possibile e a volte anche l’impossibile, se lo fa succhiare ma poi si allontana da lei e raggiunge l’eiaculazione masturbandosi da solo e quindi schizza il proprio seme sul viso della sua amante. E salta agli occhi il desiderio di umiliare la donna con questo INSOZZAMENTO.
Si vuole negare il piacere (che gusto c’è a farsi una sega davanti a una donna? Non sarebbe meglio che fosse lei a farti godere?), la complicità, l’emozione. Far fronte alla vertigine dei sentimenti che una donna che ti fa certe cose scatena, negando la magnificenza dell’atto sessuale, sminuendolo cancellando il valore sacro della donna: è solo una troia.
E rispetto a questo discorso presidentesco devo dire che la sinistra è andata moralmente sotto con il rimbalzare della frase: “Pensate se Clinton avesse fatto ministro la Lewinsky.”
Secondo questi sinceri democratici altre dovrebbero essere le credenziali di un ministro. E questa è ignoranza della storia italiana e cecità assoluta e fallocrate!
Per quali meriti da sempre vengono nominati i ministri del governo?
Uno era amico dei mafiosi, l’altro un inquisito, sospetto corrotto, c’è quello che ha l’unico merito di aver difeso sempre e comunque gli interessi del Presidente e quell’altro che è stato bravo a sfottere i giudici che lo indagavano usando cavilli vergognosi. Io direi che almeno quelle brave a dar piacere con la bocca sono capaci di fare qualche cosa di bello e di utile. Per eseguire un bocchino di qualità servono passione, sentimenti, sensibilità, capacità di ascolto, empatia. Tutte doti essenziali per un ministro. Credo che se fosse resa obbligatoria una prova pratica si sesso orale per diventare ministro ne trarremo certamente grande vantaggio. E sono convinto che le ministre per meriti labiali sapranno dimostrare di essere ministri migliori della media.
Come spesso accade chi agisce per motivi abietti si trova a fare il bene involontariamente.
E vorrei aggiungere che queste telefonate di Berlusconi hanno avuto anche un altro effetto positivo. Hanno creato un certo friccicore sessuale che sta percorrendo la penisola come una ola. Al di là delle supposte valutazioni abiette sul rapporto tra blowjob e troiaggine il fatto in sé, arrivare ai vertici dello Stato per meriti labiali, ha ottenuto l’indubbio risultato di nobilitare l’arte del succhiare, leccare, suggere. Secondo un sondaggio pubblicato oggi sui giornali negli ultimi 6 giorni i rapporti sessuali hanno beneficiato di un’impennata numerica con un incremento del 17% delle penetrazioni e del 25% delle fellation. Stazionari gli atti manuali. In crescita del 30% le esperienze solitarie.
E si sa che quando si fa più sesso poi viene voglia di migliorare il mondo, fare arte, dormire, ridere e incontrare nuovi amici.
E anche la salute ne risente positivamente. Un bacio di 5 minuti aumenta del 15% le capacità belliche del sistema immunitario. Se il bacio è intimo e dura 10 minuti si arriva a un incremento dell’efficienza del 38%.
Secondo alcuni economisti lo Stato italiano, grazie alle supposte intecettazioni hard, hot e shock, risparmierà 450 milioni di euro di spese mediche. Altrettanto dovrebbero risparmiare aziende e famiglie.
Non prendere medicine, fai sesso.

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Juan Riveraz, 27 anni, disoccupato, soffriva di depressione cronica. Una malattia che non e' facile che ti venga diagnosticata quando vivi con meno di due dollari al giorno. Generalmente se uno e' povero al massimo gli dicono che e' giù di morale perche' non mangia. Ma Juan Riveraz, da questo punto di vista era stato fortunato. A San Francisco, un villaggio nel Nord dell’Honduras a ovest di San Pedro Sula, sotto La Celba, era finalmente arrivato un ambulatorio gratuito e una giovane dottoressa l’aveva visitato con attenzione, lo aveva ascoltato a lungo e quindi aveva scritto una diagnosi impeccabile.
Ma da li' a poco la vita di Juan avrebbe subito uno scossone. Da anni era fidanzato con Julissa Sasime, una ragazza che amava fin dall’adolescenza, ma senza un lavoro non poteva pensare di mettere su casa con lei. E questo era per lui un ulteriore motivo di tristezza. In un giorno di piogge torrenziali, con le strade diventate fiumi, Julissa, ragazza minuta, scompare. 
Juan e' disperato. La polizia ha altro da fare che cercare una ragazza scomparsa, c’e' stata una frana con parecchi morti. Allora Juan corre alla sede di una piccola radio locale. Lo fanno parlare in diretta. Juan e' povero ma sa parlare, la disperazione gli da' forza, e racconta quanto ami Sasime, quanto lei sia meravigliosa e dolce e parla di come sia capace di cantare. Iniziano ad arrivare telefonate, altre ragazze sono scomparse. In diretta si ricostruisce un’ipotesi su quello che e' successo: sono state rapite. Poi una voce bisbigliata, quasi inudibile spiega che ci sono otto ragazze sopra un camion che sta viaggiando verso San Miguel. Lo scopo del rapimento fa inorridire ed e' sottinteso, a cos’altro possono servire le giovani donne? Juan parte all’inseguimento del camion. Un camionista gli da' un passaggio per un tratto, la radio segue il viaggio del giovane, l’intervista viene ritrasmessa e ripresa da altre radio locali e gli ascoltatori segnalano dov’e' Juan. E’ un gran casino perche' lo avvistano ovunque. Intanto, dopo vari passaggi, Juan sta camminando verso sud, verso la costa del Pacifico, a piedi, arrancando sulla strada che supera faticosamente lo spartiacque delle Ande.
Sta diluviando e il pulmino sul quale viaggiava si e' rotto. Passano poche auto veloci e nessuno da' un passaggio a un campesino fradicio. E proprio grazie al fatto che stava camminando a piedi Juan sente un rumore, colpi dati con una pietra sulla lamiera. Juan cerca di capire da dove vengano quei suoni. Si sporge oltre il ciglio della strada, c’e' una discesa ripida, Juan si sporge, dai rami spezzati e dalle tracce nel fango capisce che un mezzo e' finito giù di sotto.  L’acqua ruscella rendendo il terreno scivoloso. Ma Juan capisce che qualcuno e' in pericolo e riesce a scendere per 200 metri. Arrivato in fondo alla pettata trova un camion rovesciato in mezzo al fiume, l’acqua non e' profonda. Urla. Da dentro il cassone gli rispondono gridando e battendo sulla lamiera. Si avvicina e scopre che dentro c’e' anche la sua Julissa. Fa il giro del mezzo, l’autista e' moribondo, un altro uomo e' morto. Il portellone del camion però non si apre, e' bloccato da un masso contro il quale ha sbattuto ribaltandosi. E il livello del fiume sta aumentando a causa della pioggia battente.
Juan prova in tutti i modi a forza il portellone. Ma non ci riesce.
Tranquillizza le donne prigioniere nel camion che vedono l’acqua salire, poi va a cercare aiuto. Mentre cerca di raggiungere la strada inerpicandosi sul pendio si trova di fronte un puma. Juan ha con se' un coltello, glielo caccia nella gola e tira avanti mentre il puma ferito scappa. Arrivato alla strada cerca di fermare un pulmino ma questo non rallenta e quasi lo investe, Juan cade male, rotola e si lussa un braccio. Percorre 4 chilometri prima di arrivare a una casa, riesce a convincere una decina di persone ad andare ad aiutarlo, ritorna con loro al fiume, dove intanto 
l’acqua e' salita in modo spaventoso. Gli uomini si legano per non essere travolti dalla corrente e tendono una corda tra un albero e il finestrino del camion rovesciato. Con alcune sbarre di ferro riescono a svellere il portellone e fanno uscire le donne. A questo punto Juan riabbraccia Julissa ma proprio in quel momento un tronco trasportato dalla corrente lo colpisce, perde i sensi e viene travolto dalle acque tumultuose.
Lo danno per morto ma due giorni dopo uno spettro appare al villaggio di San Francisco, Honduras. Oltre al braccio lussato ha due costole rotte e molta fame. Ma sta abbastanza bene. Grossomodo e' vivo. La notizia rimbalza alla radio e mentre Julissa corre a riabbracciarlo migliaia di persone arrivano a festeggiarlo da tutta la provincia…
Un uomo alcuni giorni dopo gli riporta il coltello insieme alla pelliccia del puma.
Due settimane fa Julissa e Juan si sono sposati, grazie a una sottoscrizione lanciata dalla radio hanno potuto comprare una piccola casa con un orto.
Juan sta piantando alberi da frutta.
A chi gli ha chiesto se era ancora depresso ha risposto che al momento aveva altro da fare e che scoprire di avere tanta forza per sopravvivere a tutto quello che gli e' successo lo ha reso ottimista.

Della serie: La depressione dipende dal contesto. La cura migliore e' lanciarsi a testa bassa in imprese impossibili.

NB
Raccontare storie positive in questo momento e' una forma di guerriglia.
Aderisci anche tu al Movimento Storie Positive.
Pubblica una tua storia, o linkala, sullo spazio dei commenti a questa notizia!

Ero morto. A volte mi capita.

Romanzi Jacopo Fo Morbide GalassieMa quella volta li' sembrava fosse in modo definitivo.
E posso dire che e' proprio come dicono quelli usciti dal coma.
Esci dal corpo, sei ancora tu, ma in forma di anima-ologramma. C’e' un sacco di luce. E se non ti spicci perche' sei pieno di attaccamento a causa dei tuoi crimini, arrivano i lupi neri e ti divorano e poi fai una brutta fine, tipo inferno o qualche cosa del genere.
Io sono sempre stato una brava persona, al di la' di qualche scorrettezza sentimentale e di un paio di calci e pugni che ho tirato da ragazzo.
Oddio, una volta avevo un bastone in mano.
Ma poi mi sono pentito sinceramente e per i restanti 30 anni mi sono comportato bene.
Cosi' quando sono morto, dopo le luci da seguire e il coro degli angeli mi sono trovato a Draghistone, come qui chiamano questa parte del mondo dall’altra parte.
Che non e' il Paradiso, come pensano alcuni.
Più che altro e' un mondo parallelo, che vive negli istanti in cui il mondo dove vivevo quando ero completamente vivo in carne ed ossa non esiste (la realta' materiale esiste in modo alterno. Un istante c’e', un istante non c’e'. Quando hai un corpo non te ne accorgi perche' tu ci sei solo quando il mondo c’e' e questo ti da' una sensazione di continuita' dal tempo. Ma e' un’illusione dei sensi).
Nell’altro mondo sei vivo ma relativamente incorporeo.
Ma non e' vero che passi attraverso le pareti. Puoi farlo ma e' estremamente sgradevole e molto pericoloso.
Ma non voglio annoiarti con le questioni tecniche.
Mi sono trovato in questa citta' che e' divisa in due come Berlino quando c’era il muro.
Invece del muro ci sono mille metri di prato rasato. A rasarlo ci pensano le pecore. Nella parte est di Draghistone ci siamo noi. I Beneandanti. Gente che nella vita cosiddetta materiale ha lottato per la pace, il progresso e la giustizia. Ci sono ex sessantottini, preti missionari, monaci birmani, comunisti russi fucilati da Stalin, maoisti puri e duri, femministe, filosofi, pedagogisti, scienziati pazzi, intellettuali, operai della Fiat e contadini vietnamiti. Poi c’e' tutto un circolo di omosessuali che fanno un casino con la samba dalla mattina alla sera. Insomma, gente interessante.
Siamo accampati per chilometri, ci sono costruzioni di tutti i tipi, dalle case ecocompatibili, alle tende mongole, ma il quadro di insieme e' più quello di una baraccopoli futurista che di una citta' moderna. La chiamiamo Citta'. Ma e' improprio. Le case sono fitte in certe zone, in altre sono lontane una dall’altra qualche centinaio di metri. In alcune zone ci sono più che altro baracche di gente che reputa assurdo costruirsi case quando non si ha un corpo. Per altri e' una questione di abitudine.
Ma almeno una tettoia ce l’hanno tutti. Perche' quando piove hai comunque la netta sensazione di essere bagnato fradicio. Anche questa e' una questione di abitudine.
Per fortuna ci sono alberi enormi che alleggeriscono l’impatto dell’insieme. Ci sono spazi verdi molto grandi ovunque e sono stati scavati chilometri di canali e laghetti artificiali e questo rende Draghistone Est un posto gradevole.
La parte ovest invece e' la citta' del Male.
La' si sono riuniti coloro che pur non avendo commesso crimini che meritano l’inferno si sono banalmente tenuti sempre dalla parte del potere e della reazione.
Il loro scopo e' quello di agire da qui nell’Altro Mondo, per interferire sul progresso del Mondo Materiale. Bush e' stato eletto anche per colpa loro!
Noi cerchiamo di impedire che riescano a rallentare lo sviluppo della civilta' sul nostro amato pianeta d’origine, dove abbiamo imparato l’odore dei fiori e della pelle delle persone amate.
Questo scontro, da cui dipende tanto degli umani destini, ha il suo epicentro nella battaglia che avviene ogni anno durante la prima luna piena di aprile.
C’e' una specie di stadio, immenso, largo due chilometri e lungo 4, che si trova al confine tra le due citta'.
Una volta all’anno li' si scontrano i due eserciti. Centomila persone scelte tra le fila di ogni schieramento. Si dispongono per gruppi e per bandiere, come fossero compagnie e squadroni.
Ma ognuno e' seduto a un piccolo tavolino. Ognuno ha il proprio computer connesso alla rete emotiva dell’Altro Mondo e tramite questa alla Terra Materiale. Ogni soldato si connette con un essere in carne ed ossa e cerca di stimolare immagini e sensazioni e ricordi nella sua mente.
Non e' tecnicamente possibile parlare con quelli in carne ed ossa, si può solo spingere su certe connessioni cerebrali, sinapsi, immagini mnemoniche. Realizzare un discorso per associazioni, profumi, fruscii emotivi e' molto difficile.
La battaglia può durare giorni.
Loro cercano di provocare eventi negativi, noi cerchiamo di far venire in mente ai poeti parole più dolci e agli amanti sogni migliori. E diamo anche una mano a qualcuno che si trova in una particolare situazione, dove potrebbe fare qualche cosa che mandi a rotoli i progetti dei maligni.
Se vincono loro per un anno ci sara' cattivo tempo e guerra; e le fragole non avranno lo stesso sapore.

Jacopo Fo

 

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Italia, 2010, risolto il problema delle precarie.

Oggi il governo Berlusconi ha promulgato un decreto legge molto atteso.
Si tratta del progetto ormai ben noto con il nome di “Editto delle Precarie”, che prevede che i figli maschi delle mille famiglie più ricche d’Italia sposino ognuno  diecimila precarie a testa.
In questo modo, ha spiegato il Presidente del Consiglio, risolveremo il problema del precariato femminile.
Incrociando gli archivi dell’anagrafe con quelli dell’Erario i tecnici del Ministero del Lavoro hanno calcolato che le mille famiglie più ricche d’Italia abbiano complessivamente 647 figli maschi al di sotto dei 50 anni. Sposando quindi 10 mila precarie ciascuno avremo che 6 milioni e 470.000 precarie non avranno più nessun problema economico.
Eventuali precedenti matrimoni saranno da sommare ai 10.000 che andranno obbligatoriamente contratti.
Al matrimonio possono, ovviamente, accedere invece solo le precarie nubili o divorziate.
Il decreto legge stabilisce inoltre che in futuro tutti i maschi figli delle 1000 famiglie più ricche d’Italia dovranno sposare 10mila precarie il giorno successivo al loro diciottesimo anno.
I 647 figli delle 1000 famiglie più ricche d’Italia non avranno l’obbligo di giacere carnalmente con tutte e 10.000 le spose, in questo il governo Berlusconi ha seguito gli auspici espressi dall’ala cattolica del suo partito che considera eccessivo un accoppiamento con cosi' tante partners e inadatto anche dal punto di vista igienico sanitario.
Comunque, lo sposo avra' diritto di scegliere tra le diecimila spose 100 femmine che diverranno effettivamente sue spose carnali.
L’articolo 28 del decreto legge prevede poi che nel caso il Presidente del Consiglio in carica sia anche tra i dieci uomini più ricchi d’Italia possa sposare 50mila donne e giacere con 500 di esse.
L’articolo 29 del decreto legge stabilisce che nel caso il Presidente del Consiglio oltre a essere uno tra i dieci uomini più ricchi del paese avesse anche superato i 72 anni di eta' allora avrebbe anche il diritto di giacere con le 500 mogli carnali anche tutte contemporaneamente o a gruppi più o meno numerosi a sua scelta.

FORSE BERLUSCONI HA FATTO UN ERRORE MADORNALE
La sinistra sara' in grado di sfruttarlo?
E’ venuto fuori che se vince la destra mandera' di nuovo soldati italiani a morire in Iraq e aumentera' il numero dei militari in Afghanistan. E questo fara' si' che l’Italia torni a essere un bersaglio primario dei terroristi islamici.
 
Io non credo che la maggioranza dei potenziali lettori del centro-destra vogliano che l’Italia si butti nella Macelleria Iraq!
Credo che dovremmo impegnarci in tutti i modi a evitare un fatto del genere.
E credo che dovremmo cercare di comunicare a tutti gli elettori questo semplice messaggio: se voti Berlusconi l’Italia rientra in guerra a pieno titolo.
C’e' una gran differenza tra stare come oggi in Afghanistan con ruoli secondari e quel che ha in testa Silvio, cambiando oltretutto le regole di ingaggio per i nostri soldati come hanno promesso. Pura, inumana follia!!!
Il problema e' farlo sapere alla gente!
La nostra campagna pacifista contro il rientro dell’Italia in Iraq deve partire subito e cercare di informare il maggior numero di persone su quel che sta succedendo.
C’e' un solo modo di fermare questa pazzia: NON VOTARE BERLUSCONI.
Possiamo sperare in una botta di buon senso italico o la maggioranza della gente preferira' a Veltroni la guerra?
Cazzo, la sinistra ha fatto veramente schifo se siamo arrivati a questo punto.
Propongo di realizzare manifesti, lettere, autoadesivi, banner che contengano questo messaggio.

VUOI CHE I NOSTRI SOLDATI TORNINO A FARSI AMMAZZARE IN IRAQ?
VOTA BERLUSCONI!

VUOI CHE L’ITALIA TORNI AD ESSERE UN BERSAGLIO DEI TERRORISTI?
Vota Berlusconi

 

Canzone elettorale

Vorrei avere una sorella
molto bella
che Berlusconi
la vede e perde i bulloni
dei neuroni.
Perde il controllo
del cervello
perche' pensa solo a quello
e poi telefona a Sacca'.
E gli fa:
Sacca' Sacca'
Trovami una parte per questa qua
Voglio vederla ballare il cha cha cha
a Cinecitta'
Perche' e' morbida come un baba'.
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Non resta fisso come un baccala'
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.
Perche' Sacca' ch’adda’ fa’?
Ch’adda’ fa’?

Vorrei avere una sorella
con le tette gonfie come le vele di una caravella
Una sorella che quando la vede Berlusconi
per poco non gli vengono le convulsioni.
Che a lui le tette
gli piacciono a vagoni.
E poi telefona a Sacca'
E gli fa:
Sacca', mi hai trovato una trasmissione per questa qua?
Ma hai visto che tette che ha?
Sacca' svegliati!
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.
Perche' Sacca' ch’adda’ fa’?
Ch’adda’ fa’?

(Coro femminile)
Un amore sincero
Pagato in nero
Un rapporto orale
Non e' illegale
Prendi la tangente e fai finta di niente
e' un peccato veniale
La concussione sessuale

Vorrei avere una sorella
Con le tette sode come mortadella.
Che Berlusconi la vede
e si scioglie come pastella.
E poi mia sorella gli dice nell’orecchio:
tesoro non e' che potresti dare un aiutino
anche al mio fratellino?
Cosi' Berlusconi telefona a Sacca'
E gli fa:
Ma lo hai visto questo qua?
Devi farlo lavora'.
Ah Ah Ah

E Sacca' che fa?
Sacca' lo fa. Lo fa, lo fa.
Perche' Sacca' ch’adda’ fa’?
Ch’adda’ fa’?

(Voci coro)
Sono una bustarella coperta di Nutella
Il paradiso per una spintarella
Se mi dai una parte nello sceneggiato te lo copro di gelato.
La mia patata e' raccomandata

(Speeker, rumori di fondo radio)
Tante ragazze oneste
poste davanti all’estrema tentazione
si dicono: ma perche' devo vivere a fatica
quando posso usare la … (suono assordante di piatti copre la parola)

Scritta da Jacopo Fo

 

Hai bisogno di un uomo con un colapasta in testa.

Canzone esistenziale

Cosa ti serve in questo momento?
Qual e' la tua esigenza primaria?

Hai bisogno di un uomo con un colapasta in testa.
L’anima
Triste e tesa
Piena di rabbia
Ti senti in bocca la sabbia

Sono qui da molto tempo
Ho visto bene
Come gira
e va male

Ci sono troppi tipi tristi
Con i musi lunghi e mesti
Troppa paura
La faccia scura
La bocca dura
La testa piena di mura

Al mondo ci sono troppi fuori di testa
che hanno paura della festa

mangi pasta e paura
coi morti in tv
poi senza droghe
non dormi piu'

Ma adesso basta
Basta con la pasta adesso
Basta con la solita minestra
Voglio solo sesso adesso
Sesso e basta

Mi metto in testa
Lo scolapasta
Mi vesto come un rasta
Vado per la strada e ballo
e abbraccio
la gente
che passa

(coro)
la lotta ti chiama
la lotta totale
contro questa torre del male
mala gente che non ride.

Salva la bimba che piange perche' ha fame,
ferma la bomba che cade sulla scuola.
Usa la lotta che ride 
La lotta che scherza
che non si prende sul serio
La lotta che pensa piano
La lotta con un fiore in mano
La lotta che non fa male
La lotta che non soffre
La lotta che rimbalza
Che cade e si rialza
E canta
La lotta
che toglie la paura dalla terra
perche' e' la paura la madre della guerra
le persone serie
sono la peste
le nostre bombe sono le feste!

La lotta che non cambia
un re con un altro
questa e' la lotta che cambia
la forma della mente
mangi pasta e paura
da quando sei al mondo
e ora vuoi un altro sapore

basta con la pasta adesso
voglio solo sesso
sesso e amore e basta
ma soprattutto basta con la solita minestra
triste e tesa
piena di rabbia
Voglio una festa
Una cosa diversa

il ridere rotola
il sesso adesso
spopola
fallo ora
il tempo vola
e' la ola pigra
che viene qui
cambia lo stato
della tua mente
della vecchia vita
non vuoi piu' niente.

Cosa ti serve in questo momento?
Una vita con qualche cosa dentro.

Scritta da Jacopo Fo

L'ultima domanda era sbagliata. Capitolo secondo

Jacopo Fo
C'e' chi sbaglia le risposte e chi sbaglia le domande. Io sbaglio comunque.

Capitolo secondo

Quando, ore dopo, giungemmo alla Fondazione ero completamente pazzo di lei.
Ma dovetti rimandare gli sviluppi del mio corteggiamento e rintuzzare la mia esuberanza perche’, quando scendemmo dal piccolo autobus che era venuto a prendere alla stazione di Magione noi due e un’altra decina di nuovi arrivati, ci trovammo nel pieno di un’emergenza.
La Fondazione si trova sul fianco di una collina, in mezzo ai boschi, una decina di costruzione di pietra o intonacate e ricoperte di pitture e due cupole, anch’esse intonacate e dipinte.
Ci ero gia’ stato una volta e me la ricordavo come un posto tranquillo. Ora molte di persone, almeno un centinaio, stavano, con la faccia tesa, di fronte alla costruzione principale, la cupola che ospitava la palestra. Alcuni urlavano, altri cercavano di calmarli.
Ci avvicinammo chiedendo cosa fosse successo. Un ragazzo con i capelli castani da rasta ci informo’ della situazione: “Un pazzo ha sequestrato Laudadio, ha una pistola e minaccia di ucciderlo se non ci impegniamo a costruire la sua invenzione.”
Laudario era il rettore della Fondazione, avevo letto un paio di suoi libri ma non lo avevo mai incontrato. Proprio in quel momento si intensifico’ il vociare nel punto di quell’assembramento. Dal tono delle voci ebbi la sensazione che fossero raccomandazioni. Poi quattro ragazze si allontanarono dirigendosi verso una casetta dipinta che stava a fianco della cupola.
Calo’ il piu’ totale silenzio.
Le ragazze erano arrivate vicino a una finestra e se ne stavano ferme. Ogni tanto si sentiva il suono delle parole ma non si capiva cosa stessero dicendo. Evidentemente stavano parlando con il sequestratore barricato in quella casa. Poi una ragazza inizio’ a fare movimenti strani.
Chiesi a Milena che era vicina a me: “Cosa sta facendo?”
“Si sta spogliando.”
“E perche’?”
“Credo che voglia entrare nella casa mostrando che non e’ armata.”
Pensavo che sarebbe restata in slip e reggiseno, invece si spoglio’ completamente. Nonostante fossi perdutamente innamorato di Milena non potei fare a meno di notare che era una ragazza statuaria dotata di un petto di dimensioni ragguardevoli.
La ragazza resto’ nuda di fronte alla porta per un paio di minuti, poi la porta si dischiuse e lei entro’.
Le altre tre aspettarono fuori.
Passarono dieci minuti lentissimi.
Poi si senti’ un grido furioso e uno schianto di legno e suppellettili.
Le tre ragazze entrarono sfondando la porta a calci mentre un altro gruppo correva verso la casa. Dopo poco uscirono in quattro portando fuori un corpo inanimato, perdeva sangue dal naso. Un uomo completamente calvo urlo’: “Tutto bene! Tutto bene!” Poi il quartetto prosegui’, come scoprii poi, verso l’infermeria.
Le domande e le esclamazioni di sollievo si mischiarono mentre le facce si rilassavano. Passo’ ancora qualche minuto mentre molti si accalcavano sull’ingresso.
Ci fu un grande applauso quando Laudario usci’. Lo circondarono abbracciandolo e molti gridavano incoraggiamenti.
Dietro di lui la ragazza che era entrata nuda e che ora si era rivestita.
Si massaggiava la mano e sorrideva.

Quella sera, sistemati i bagagli nelle stanze, ci trovammo tutti nella cupola dipinta con motivi floreali che ospitava il ristorante. C’era una situazione animata.
Milena era seduta a uno dei lunghi tavoli dove si mangiava tutti assieme. Mi lancio’ un sorriso ma dovetti rinunciare a sedermi vicino a lei perche’ non c’erano posti liberi. 
 
Trovai posto vicino al responsabile del mio laboratorio, Amedeo Frasassi, un giovane con i capelli lunghi e neri e un paio di occhiali alla Clark Kent.
Vicino a noi sedevano altri membri del nostro gruppo di lavoro e tra questi un paio arrivati in pulmino con noi.
Si parlava ovviamente della liberazione dell’ostaggio. Io avevo una domanda da fare perche’ la meccanica degli eventi mi appassiona: “Ma come ha fatto quella ragazza a disarmarlo?”
Clark Kent mi rispose con un sorriso, evidentemente era contento di conoscere la risposta: “Se Gerolmini, il sequestratore, avesse saputo chi era non l’avrebbe mai lasciata entrare. Anita Sassi e’ la maestra di win chung della Fondazione, ha una forza incredibile. Ho seguito per un po’ le sue lezioni e l’ho vista combattere contro tre uomini contemporaneamente.”
“E perche’ si e’ spogliata?”
“Per sfruttare il fattore psicologico. Gerolmini si e’ sentito piu’ sicuro davanti a una donna nuda.”
Non mi sembrava una grande spiegazione.
Comunque trovavo piacevolmente conturbante l’idea di quello scontro tra una campionessa di arti marziali nuda e un pazzo scatenato armato. Due forme di animalita’ diametralmente opposte a confronto.
E l’animalita’ piu’ evoluta aveva vinto. Questo ovviamente ammettendo che l’obiettivo delle arti marziali fosse l’acquisizione della capacita’ di combattere in modo istintivo passando attraverso una disciplina che codifica i movimenti in modo parossistico. Mi ricordo che qualcuno ha detto: impara la tecnica allo scopo di abbandonarla. Probabilmente era un giapponese cattivo. Uno di quelli che ti spezzano le ossa con eleganza e poi dicono che si sono limitati a restituirti la forza che hai usato contro di loro. Invece ti hanno picchiato e basta.
Speravo che Milena sarebbe venuta a parlarmi dopo cena. Gia’ mi mancava. Invece la vidi volatilizzarsi in un istante non abbastanza breve da non farmi notare che stava uscendo insieme a un uomo. Brizzolato, imponente, si muoveva con l’aria di essere molto sicuro di se’.
Feci in tempo a chiedere a Clark Kent: “E quello chi e’?”
“Quale?”
“Quello che sta uscendo adesso, alto, brizzolato.”
“Ah si’! Lopresti. Insegna Storia della Sessualita’.”
“E ci prova con tutte?” Dissi io non riuscendo a controllarmi. Gia’ lo odiavo.
So che bisognerebbe stemperare il sentimento della gelosia ma al momento non me ne fregava un cazzo.
Klark Kent mi guardo’ e per un attimo sembro’ proprio Clark Kent con quella sua aria un po’ perplessa: “Ti da’ fastidio?”
Mi chiesi se fosse il caso di rispondere sinceramente: “Ebbene si’, odio quelli sicuri di se’ che ci provano con tutte.” Poi aggiunsi: “Sono restato traumatizzato al liceo.”
Clark Kent si accarezzo’ la barba ispida con un mezzo sorriso: “E’ una funzione anche quella. Comunque se ti puo’ consolare secondo me non si divertono tanto. Sono tipi da un colpo e via. Per godere profondamente e’ necessario avere tempo, lasciar crescere l’intimita’. Contemplare il miracolo del femmineo richiede dedizione totale. Quelli non hanno tempo per certe sottigliezze, sono sempre una scopata avanti quella che stanno facendo.”
Bevvi un sorso di birra biologica, l’assaporai, poi lasciai andare l’aria svuotando i polmoni fino in fondo: “Forse hai ragione ma io sono ancora nella fase della guerra. Secondo me ci sono i maschi alfa e quelli beta. Gli alfa sono piu’ forti, hanno piu’ successo e sono tendenzialmente degli stronzi.”
“Sei sicuro di essere un maschio beta?”
“Si’. Mi mancano i caratteri maschili piu’ evidenti, ho il naso piccolo e sono mingherlino, da piccolo le prendevo dagli altri bambini e al liceo ero brufoloso e gli stronzi si divertivano a deridermi. Mi sentivo fuori posto e c’era sempre una ragazza che amavo che si lasciava andare a rapporti incandescenti con degli imbecilli e a me dava buca.”
“Sbagli quando parli di rapporti incandescenti. Le donne diventano incandescenti solo quando sentono la disponibilita’, l’ascolto, la tenerezza. Quelli che tu chiami maschi alfa secondo me sono solo dei burini. E’ vero che le donne gliela danno ma solo di traverso. Tanto per dargliela. E’ come se gliela prestassero. In realta’ loro sono uomini oggetto. Le donne se li fanno quando si annoiano. Ma il sesso vero lo fanno solo con i poeti.”
“Bel discorso ma e’ consolatorio”
“Che male c’e’?”
“Beh, non dovremmo diventare adulti e imparare a vedere la realta’ invece delle nostre facili allucinazioni?”
“E perche’ mai? Il mondo dipende da come lo vedi. E comunque siamo tutti miopi. Non riusciremo mai a vedere cosa e’ veramente vero. Quindi siamo destinati comunque a sbagliarci. Meglio sbagliarsi perche’ si e’ troppo ottimisti o sbagliarsi perche’ si e’ troppo pessimisti? Secondo me esiste un nesso tra la durata e la qualita’ della vita e l’idea che te ne sei fatto. Se pensi che tutto e’ una merda e non ci sono speranze, vivi poco e male.”
Mi aveva rifilato un blocco di filosofia che avevo bisogno di tre settimane per digerirlo. Era stata una giornata pesante. Mi ero innamorato, ero arrivato in un posto nuovo, avevo assistito a un sequestro. Troppe emozioni. Andai a dormire con la sensazione che devono avere i pitoni dopo che si sono mangiati una pecora senza neanche masticarla.

 

Per leggere il primo capitolo clicca qui

L'ultima domanda era sbagliata.

Jacopo Fo

C'e' chi sbaglia le risposte e chi sbaglia le domande. Io sbaglio comunque.

Retrocopertina
C'e' un miliardo di esseri umani da salvare ma non sembra che a molti interessi riuscirci veramente.
Soprattutto quelli disposti a qualunque cosa per un brevetto, compreso violare tutti e 10 i comandamenti in modo fazioso e umido.
Il momento e' topico. Le ragazze sotto sono tutte nude e gli ormoni fanno strani scherzi ai maschi.
Ma io riusciro' a portarti via di qui.
Saliremo in macchina e andremo dritti fino a quando non si staccheranno le ruote.
Lo faremo perche' e' scritto e perche' non c'e' nient'altro che desidero.
E sono disposto a tutto fino all'ultimo respiro.
Da quando ti ho incontrata ho finalmente scoperto qual e' la domanda.
Per le risposte abbiamo tempo da qui all'eternita'.

THRILLER

Capitolo primo
Avevo visto Dio fare pipi' ai bordi della strada ma era solo un'allucinazione dovuta a troppa esposizione a Bruno Vespa e alla pubblicita' del Campari.

L'inverno aveva la faccia di quello che ha voglia di mettere alla prova i gasdotti che riforniscono l'Italia dando ai russi la possibilita' di ricattarci orrendamente.
Se fanno la voce grossa saremmo costretti a cedere e dargli qualunque cosa. E se i russi ci chiedessero Raffaella Carra' dovremmo dargliela. Davanti al ricatto del gas non avremmo altre scelte oltre a quella di bere l'amaro calice e chiedere a Raffaella di sacrificarsi per non lasciare i nostri bambini col sederino al freddo per tutto l'inverno.

Io me ne stavo seduto in cucina, in mutandoni e cappotto, con gli anfibi slacciati ai piedi, infilati alla bruta senza calze.
Intingevo con maestria doppie fette biscottate farcite con burro e marmellata di arance siciliane, rosse, vergini e infuocate, in un the equo und solidale, biodinamico, e raccolto soltanto da fanciulle procaci dotate di emisferi eburnei che nell'Europa occidentale vengono classificati come appartenenti alla voluttuosa categoria della terza misura di quelle coppe che si impiegano per accogliere dette protuberanze limbiche.(1)
Dopo aver divorato una quantita' di cibo sufficiente a tenermi in vita per un paio di giorni, finii di vestirmi e mi predisposi a partire. Mentre mi infilavo i pantaloni il giornale radio attaccava frontalmente il mio ottimismo cercando di spezzarlo emotivamente.
Silvio Berlusconi era ancora vivo e parlava (notizia di apertura, il vero fatto del giorno). Nessun accenno al fatto che parlasse mentre nuove imputazioni gli cadevano sulle spalle come forfora miracolosa dai radi capelli.
In Iraq un commando di quattro uomini armati aveva sterminato la famiglia di un esule pacifista: due sorelle con i mariti e i sette figli.
E il capo degli assassini di Enzo Baldoni era stato fotografato a braccetto con un generale del Corpo di Pace angloamericano e un esponente di spicco del governo iracheno (notizie di chiusura senza commento).

Un'ora dopo, sul treno, sto guardando il sole che rimbalza sulle stoppie biancastre ricamate dalla guazza (o qualche cosa del genere, sono negato per le citazioni). Improvvisamente una ragazza entra nello scompartimento del treno spezzando in una frazione di secondo l'opacita' dell'aria nella quale mi ero accoccolato predisponendomi al lungo viaggio.
Insomma, lei si affaccio' nello scompartimento di seconda classe, banale e liso, e io restai toccato dalla sua presenza. Inizialmente dovetti guardarla un paio di volte prima di rendermi pienamente conto di quanto i suoi occhi fossero vivaci, la sua bocca piena e rossa, il suo naso elegante come una coppa di cristallo e l'incarnato chiaro delimitato in una curva ovale dai capelli scuri e ricci.
E mi ci volle un altro istante per rendermi conto che intendeva sedersi esattamente di fronte a me esibendo un meraviglioso cartoncino emanato dal Dio delle prenotazioni ferroviarie che vive sdraiato dentro un grande computer sferragliante comprato a caro prezzo grazie ad amicizie altolocate di produttori furbi fin dalla nascita.
Ero al cospetto di una Dea, di  una fata dei boschi dove la marijuana cresce a misura di albero.
Inoltre lei mi guardo'. I nostri sguardi si toccarono. E questo lo giudico molto importante. Se gli sguardi si incontrano vuol dire che c'e' almeno un po' di affinita'. E' un segnale predisposto dalla magia del mondo per aiutare gli amanti a riconoscersi. Non dico rappresenti una certezza ma e' quantomeno un indizio essenziale.
Se gli sguardi non si toccano al primo istante le tue probabilita' sono sotto zero.
Meglio rinunciare subito e farsene una ragione: per quanto tu possa essere il piu' grande seduttore del tuo secolo non potrai mai, in nessun caso, far l'amore con almeno un milione di donne veramente belle. E questo essendo molto restrittivi nella definizione di veramente belle. (2)
Nonostante sperimentassi un certo smarrimento euforico e ormonale riuscii a concentrarmi sui metamessaggi che il contesto sociale sottintendeva.
La ragazza aveva una valigia rotellata ed evidentemente intendeva porla sopra la mensola portabagagli. Quindi mi alzai, le sorrisi, pronunciai un: "L'aiuto" articolando il sistema fonante in modo sufficientemente efficiente, e con destrezza sollevai la valigia e la misi sulle sbarre.
Non so come, ma riuscii anche a far scivolare all'interno della valigia l'asta che regge la manopola per trainarla senza che questa si inceppasse e io dovessi percuoterla disperatamente come spesso mi accade. Soddisfatto della mia performance mi risedetti.
E fino a li' non avevo sbagliato un colpo.
Poi mi reimmersi nella lettura del mio settimanale. Sapevo che il senso del tempo e' essenziale quando si ha a che fare con una donna. Le donne hanno un'anima musicale e se sbagli i tempi ti schifano. E' il primo esame che devi passare. Anche per via della storia dei tempi dell'orgasmo e dei preliminari. Insomma, la prima impressione che devi dare, se ti sei perdutamente innamorato di una donna che hai incontrato 18 secondi prima, e' che sei un tipo che sa aspettare.
Da un certo punto di vista possiamo dire che se un'incontro e' destinato a bollenti sviluppi cio' e' predestinato da una serie di effetti scaturiti dalle prime azioni compiute dai due amanti, prima che essi sapessero che sarebbero diventati tali.
Insomma, se attacchi subito bottone dai un po' l'aria dell'eiaculatore precoce. So che ci sono degli assatanati che riescono ad arrivare a meta proprio facendo gli spiritosi subito. Ma io cerco il grande amore e anche un po' di estetica dell'incontro. Mi sembra essenziale seguire un codice di corteggiamento mai scritto secondo il quale il gusto dell'incontro amoroso sta anche nello stile con il quale si segue il dipanarsi spontaneo della storia, giocando fin da subito una partita che ha lo scopo di constatare se essa, creatura spazialmente seducente, oltre a essere tale e' in grado di afferrare la struttura del codice nascosto nel corteggiamento. Non e' che solo perche' siamo maschi si debba scopare con tutte.

Mi metto a leggere dicendo a me stesso: 'vediamo come butta e se questi occhi di brace sono solo un inganno fugace o nascondono una mente salace che riesce a cogliere al volo
il senso di un gioco mendace che nasconde un desiderio mordace
per tutto il miracolo che circonda
Quegli occhi di brace'.

Lo so che non e' una gran poesia ma quando vedo un essere talmente bello, con linee che delimitano curve che danno le vertigini mentre ti perdi seguendole (il naso ad esempio, la curva tra il sopra delle narici e i lati del naso... Mannaggia mancano persino le parole per indicarlo. Non posso mica dire il corpo del naso o l'affusto, o il setto nasale. Fa schifo. Lei non ha un setto nasale. Per descrivere quel che ha lei sotto gli occhi, al centro del viso, dovrei coniare nuove parole con lettere dell'alfabeto piu' musicali e dolci, ad esempio, dei fischi cinguettanti o degli ululati che esprimono la nostalgia primordiale del big bang).
Dico a me stesso: calmati, senno' fai pasticci. Datti un contegno. Fai finta che sia tutto gia' scritto e che tu non ti agiti sbavandole addosso solo perche' sai, con la certezza di vincere del guerriero che affronta da solo le armate degli orchi, che il destino stesso, la ragione dell'esistenza dell'universo sensibile, porta scritta dentro la necessita' inarrestabile, frattale oserei dire, della congiunzione del tuo corpo fisico con l'insieme di tutta lei stessa, preferibilmente nuda e sudata sopra a un letto a 6 piazze. Ed e' estate. La piu' calda estate dopo che i meteorologi hanno scoperto l'inquinamento.
Insomma, mi dico: leggi il giornale che e' meglio.
E inizio a leggere con la stessa determinazione di un cieco che decida di scalare l'Everest (incredibile ma vero: uno riusci' pure a farlo, traendo per altro poco gusto dalla contemplazione del panorama, ma si consolo' grazie alla descrizione fornitagli oralmente da uno zoppo al quale si accompagnava).
E leggo, allora, fingendo che non esista altro, per il momento, perche' non posso evitare che tutti i miei pseudopodi invisibili e immateriali stiano tutti protesi verso di lei come girasoli drogati da orgasmi fotonici.
E mentre pazientemente deraglio nella cronaca obsoleta scopro che finalmente l'Espresso ha avuto un singulto di giornalismo di inchiesta e si e' accorto che ad Acerra c'e' un livello di diossina che e' quasi il doppio di quello che venne registrato a Seveso quando il paese fu evacuato e bonificato da graziosi omini completamente imbacuccati in tute pressurizzate da far invidia agli astronauti.
Il settimanale non spiega perche' questi poveri meridionali non abbiano alcun valore come cittadini viventi e li si lasci li', ad avvelenarsi senza neanche un'ordinanza di stare chiusi in casa e non respirare.
E quasi mi perdo in un ringhio muto indirizzato a buona parte dei miei connazionali, razza mafiosa e passiva e mi scordo di lei che li' davanti a me guarda il finestrino mostrando un mezzo profilo della curva della gola che scende dal mento lungo il collo e si perde nella scollatura appena accennata del maglioncino che mostra nella sua orgogliosa pienezza da quando si e' sfilata il giaccone di cotone imbottito blu (inusualmente lungo).
Lei muove le gambe nascoste dai blu jeans stancamente blu, spossati da quel contatto con la sua pelle come da un esagerata esposizione al nucleo cocente del sole.
Lei muove la gamba destra e il piede conseguente entra in contatto con la mia aurea energetica prima che con la mia scarpa. Dice "Mi scusi."
"Di nulla." Rispondo.
Lei mi guarda concedendomi un trentasettesimo del suo sorriso. Mi e' sufficiente per buttare il cuore oltre l'ostacolo e le dico la prima cosa che mi viene in mente sperando che mi esca un minimo di intelligenza spiritosa. Forse potevo riuscirci perche' in quel momento la mia mente era controllata dalla parte migliore di me, l'identita' che uso per combattere e per scrivere poesie.
Cosi', come se la lettura della mia rivista mi avesse creato un desiderio irrefrenabile di parlare, guardai la campagna che scorreva fuori dal finestrino e dissi: "Secondo lei D'Alema e' quasi umano o fa solo finta?"
Lei mi regalo' un venticinquesimo di sorriso (comunque un progresso) e rispose a tono: "Ho il tragico sospetto che facciano tutti finta."
"Tutti quelli che sono in parlamento o anche gli avvocati e i notai?"
"Ogni tanto ho il sospetto che fingano anche molti metalmeccanici."
A questo punto sorrisi.
In quattro battute avevo determinato con un ragionevole margine di errore l'orientamento politico ed esistenziale della dea che mi sedeva di fronte.
Gia l'aspetto non troppo curato, i capelli lasciati liberi, i jeans classici, non quei modelli stretti da fighetta, e le scarpe scamosciate con la punta a biscotto mi avevano suggerito che poteva essere vagamente di sinistra. Ora le implicazioni delle sue parole le davano una precisa identita' esistenziale. Si', perche' solo una persona della sinistra delusa dalla politica avrebbe accettato l'attacco a D'Alema e agli avvocati. Una semplice qualunquista avrebbe espresso un sentimento di noia assoluta verso l'argomento. Lei non aveva detto nulla del genere. Anzi, il fatto che considerasse necessario addossare un po' di colpa anche agli operai la collocava in una precisa area psicoribelle che non e' piu' disposta a vedere i responsabili dei mali del mondo solo nella casta dei potenti e considera l'accettazione delle modalita' esistenziali dominanti da parte delle classi subordinate come un'inaccettabile complicita' delle vittime.
Mi sdraiai ai suoi piedi (dal punto di vista psicologico) dicendole: "Chiaramente le piace Beppe Grillo che va di fronte alla Fiat di Torino con un'auto ecologica che fa 100 chilometri con tre litri di benzina e dice agli operai che se erano piu' furbi avrebbero imposto di produrre un'auto come quella e non sarebbero finiti in cassa integrazione?"
Lei mi guardo' con uno di quegli sguardi che non si comprano in nessun centro commerciale, mi soppeso', forse leggermente stupita dalla velocita' con la quale avevo decifrato il suo codice e poi chiese: "E tu non pensi che gli operai che costruiscono mine abbiano qualche responsabilita'?"
Il passaggio al TU valeva 1000 punti.
Ma l'uso della parola responsabilita' mi suggeri' il timore che fosse una fervente cattolica. Una garanzia di un comune futuro sessuale leggermente asfittico.
Dovevo assolutamente sapere subito in che guaio stavo per mettermi.
Feci qualche cosa di simile al movimento del cavallo negli scacchi. Dissi: "Quando le donne iniziarono a ribellarsi anche gli uomini avrebbero potuto buttarsi nella rivoluzione sessuale ma non l'hanno fatto anche se avrebbero avuto tutto l'interesse a farlo. Quello che mi chiedo da anni e' perche' le persone compiano azioni che le danneggiano in modo spaventoso."
Lei mi sorprese rispondendomi: "Probabilmente il loro obiettivo esistenziale e' soffrire meglio."
Restai immobile per alcuni secondi intento a digerire quella frase che era un pillolone filosofico ad altissima densita'.
Avrebbe potuto rispondermi prendendosela con i maschi.
Oppure avrebbe potuto mettere in dubbio che i maschi soffrissero nella loro posizione di dominatori. In entrambi i casi si sarebbe qualificata come femminista aggressiva ma, almeno, non cristiana.
Avrebbe potuto parlare di malvagita' umana cadendo nel melenso cattolico.
Invece aveva risposto facendo sfrecciar l'alfiere lungo tutta la scacchiera.
L'idea che l'umanita' soffra perche' usa la sofferenza come anestetico del senso di colpa di esistere e non essere all'altezza della vita e' un cavallo di battaglia della corrente minoritaria che va dai seguaci della comicoterapia a quelli delle psicoterapie di quartiere. Tutta gente simpatica. Ero frastornato, non solo avevo incontrato la donna piu' bella del mondo, non solo lei aveva prenotato la poltrona di fronte alla mia ma era pure una che la pensava proprio come me. Come me e altri pochi pazzi sparsi sul pianeta come canditi nel panettone di un fornaio avaro.
Ero al settimo cielo, forse all'ottavo. Guardavo fuori dal finestrino per darmi una pausa e poter boccheggiare per l'emozione senza dover cercare di sembrare capace di continuare a conversare.
Poi fui colto da una specie di sospetto, alzai gli occhi cercando la targhetta del numero della sua poltrona. Poi mi girai guardando alle mie spalle il numero della mia. Lei era seduta al posto numero 22, io al 21. Tra me e me imprecai contro il destino che gioca con le coincidenze. E il destino sa che io ho una passione per la Kabala. Insomma il 21 e' l'ultimo numero, il 22 in realta' e' lo zero. Un po' complicato da spiegare ma era come se sulla nostre teste ci fosse scritto: siete destinati ad accoppiarvi sessualmente urlando! Insomma, una bella notizia che mi riempi' di euforia in misura tale che lei ricambio' con una lieve increspatura nello sguardo la mia faccia con sopra un sorriso stampato in rilievo.
La sua espressione si sarebbe potuta tradurre in un: che cosa succede? E io li' non resistetti alla tentazione e mi giocai il tutto per tutto. Chiaramente rischiavo la possibilita' di un'avventura fugace e lusinghiera nella speranza di finire a capofitto in un rapporto di spessore cosmico. Ma quando la donna piu' graziosa del pianeta ha un 22 sulla testa e tu sei il giocatore numero 21, allora, DEVI  onorare lo Spirito del Gioco e rilanciare tutto quello che hai davanti.
(I profani sappiano che quest'ultima era una simbologia presa dal poker)
Allora la guardai e le dissi: "A volte ho la sensazione che ci sia uno sceneggiatore immaginifico a scrivere la vita delle persone. Ho bisogno di sapere una cosa: non e' che per caso stai andando alla Fondazione?"
Lo stupore emerse dai suoi occhi con la lucentezza di una casa appena riordinata. La sua voce era cristallina mentre mi rispondeva con una mezza domanda: "Ecotecnologico?"
Sobbalzai: "Ci stai andando?"
"Si'." Rispose lei fingendosi quasi spaventata.
"Incredibile! Anch'io!"
Fui travolto dal desiderio di toccarla. Allungai la mano aperta verso di lei chiedendole un contatto e lei mi rispose stringendomela con le sue dita calde e asciutte in un gesto di divertito cameratismo.
E sorrideva. Cazzo se sorrideva. Al 100%.
E anch'io sorridevo. Ero contento come se avessi vinto un terno celeste. Beccata al volo una congiunzione astrale, svelato un enigma.
Ci guardavamo.
Poi lei chiese: "Cosa ci vai a fare?"
"Un progetto per la produzione di elettricita' da acqua a 80 gradi."
"Non ci capisco niente. Io mi occupo di web."
"Webmaster?"
"No, web monster!"
Ci misi un secondo ad assimilare la battuta e lei scoppio' a ridere contenta di avermi sconcertato con quella sciocchezza.
"Non fare la faccia da cotoletta." Me lo disse mentre rideva.
Colpito e affondato. 32 a ZERO.
Quando riemersi le dissi: "Ti rendi conto che stiamo cadendo in una voragine di complicita' e lussuria?"
"La natura non teme l'inganno perche' non lo conosce. Se il Mondo segue la sua via non c'e' svantaggio."
Sobbalzai due volte. Anzi tre.
Innanzi tutto aveva risposto usando una frase costruita come un responso dei Li King, l'antico libro cinese dell'oracolo.
Quindi si dichiarava non solo convinta ecologista spirituale ma pure come me si divertiva con le simbologie numeriche preistoriche. Usare al volo una formula verbale cosi' precisa dimostrava che la ragazza aveva una materia grigia spettacolare quanto le sue labbra. Che poi ho scoperto che questa della materia grigia e' una balla. Il cervello e' tutto rosa e non solo quello delle donne.
Ma torniamo alle dolci parole di quella che ormai mi pareva una divinita' pornografica del Pantheon egiziano (nel quale le dee sono nude e considerano atti religiosi comportamenti sessuali ancor oggi vietati in molti Stati a stelle e strisce).
La natura non teme... stava a significare un mezzo rifiuto, cioe' a dire io seguo la natura mia e non perdo tempo con te... E questo era assolutamente ovvio che me lo beccassi. Anzi ci sarei restato male se lei avesse risposto subito alla mia schermaglia di corteggiamento dicendomi si', scopiamo.
Avrebbe rotto il gioco floreale che stavamo (per quanto mi pareva) giocando. Il maschio ha paura della femmina impudica.
Lei mi diceva invece: non farti delle idee ma mi sussurrava anche che non c'e' nulla di male a far qualsiasi cosa fosse naturale. E cosa c'e' di piu' naturale del sesso? Quindi... PROMESSA EROTICA EMOZIONALE!!!
Ma andava oltre dimostrando praticamente di essere quasi capace di leggere nella mia mente visto che quel se il Mondo segue la sua via non c'e' svantaggio era una frase a tre vie. Il Mondo e' proprio la ventunesima carta dei tarocchi, che sono la trasposizione grafica della Kabala, ovvero le 22 lettere dell'alfabeto ebraico. E visto che io ero seduto al posto 21 il Mondo era la mia carta. Quindi se il mondo segue la sua via non c'e' svantaggio significava che se e' il tuo destino incontrarti con me ci incontreremo.
Ma il fatto che il destino sia il mio e non il nostro mi da' da pensare.
Poi mi resi conto che la conoscevo da meno di dieci minuti e gia' stavo sperimentando una crisi di ansia grammaticale e sospetto.
Tirai le somme e dovetti ammettere che ero cotto completamente per lei e che se poi i miei sogni ferroviari non si fossero avverati carnalmente ci sarei stato male da cani. Da cani, da gatti e da elefanti.
"Dio degli eserciti" dissi tra me e me "questa volta non mi fregare!" Non implorai. Lo dissi soltanto.
Con Dio non bisogna prostrarsi. In fondo siamo noi a rendere interessante l'universo.
Se c'erano solo rane sai che noia?
Quindi qualche diritto ce l'abbiamo anche noi.

Contratto con il lettore: pubblichero' per intero questo romanzo su questo blog a puntate settimanali a patto che almeno 25 lettori si dichiarino entusiasti di leggerlo.
Senno' non lo scrivero' neppure.
(Usare lo spazio per i commenti qui sotto per esprimere interesse parossistico alla continuazione della lettura)

 

Nota 1: Limbiche nel senso dell’area limbica del cervello che alcuni sciagurati considerano erroneamente quale sede della libido e di altre pulsioni legate alla sessualità carnascialesca. Altresì limbiche nel senso che ti precludono l’ingresso al paradiso nel caso Dio abbia creato il desiderio sessuale al solo scopo di mazziarci, relegandoti quindi nel Limbo quale forma sottile di punizione per i tuoi atti contronatura soprattutto se orali. Ma certamente qui nasce un problema strutturale visto che il Limbo è stato successivamente cancellato per decreto papale.
Quindi cosa fai se ti condannano al Limbo ma il Limbo non c’è, quindi ti trovi sospeso e disorientato, come in una stazione ferroviaria aspettando un treno che fa ritardo? Un ritardo che aumenta via via che il tempo passa. E tu sei lì sospeso, proprio come nel Limbo.
Quindi, a prescindere dal decreto papale che lo cancella, il Limbo continua a esistere come stato di non identità definita, interporto. Il Limbo non è realmente eliminabile fino a che vi sono i condannati al Limbo. Quindi la condanna al Limbo è ineludibile.
E ammirare seni che non puoi toccare non è forse come stare sospesi in un luogo che non c’è?
L’unica via d’uscita è cancellare la colpa.

Nota 2: Ho letto un libro di Barenz, il famoso etologo che sostiene con una certa autorità che in un gruppo di mille donne in età fertile ve ne sono mediamente 8 di una bellezza eccezionale ma indiscutibilmente altre 50 sono da considerarsi belle. Prendendo per buona questa stima e calcolando che le donne sul pianeta sono 3 miliardi e passa, e scartando per decenza le bambine e le anziane possiamo stimare vi siano almeno un miliardo e mezzo di donne maggiorenni e non ancora avvizzite. Se questi calcoli fossero appropriati vi sarebbero quindi 8 milioni di femmine estremamente avvenenti e 50 milioni di donne semplicemente bellissime.