I Romanzi e le storie di Jacopo Fo

Le elezioni si vincono EMOZIONANDOSI!

Capitolo terzo

Come funziona la mente istintiva
Fin dal primo incontro con una persona, in un solo istante trasmettiamo centinaia di informazioni attraverso il linguaggio dei movimenti, dei toni e dei ritmi. Questi messaggi non razionali sono il vero luogo dell’interazione sociale. Le parole che diciamo sono solo la confezione di una relazione con un altro essere umano. La sostanza sono i messaggi emotivi che cogliamo solo inconsciamente.
(Non dire a Berlusconi che se ne deve andare usando uno striscione, diglielo con il linguaggio del corpo!)

Il libro “In un batter di ciglia” di Malcolm Gladwell cita numerose ricerche su quanto sia istantanea la capacita' della mente irrazionale di dare giudizi.
E sul punto esistono molti studi.

Sto dicendo una cosa grossa.
Sto dicendo che noi percepiamo la realta' molto di piu' di quanto ce ne si renda conto.
La prova di questa nostra capacita' incredibile ci viene dall’osservazione degli animali.
Ad esempio ci sono domatori che riescono a insegnare agli animali fino a un centinaio di segnali impercettibili. In questa maniera diventa facile stupire il pubblico esibendo un cavallo che e' abilissimo in matematica e da' i risultati battendo con lo zoccolo per terra. Ovviamente il cavallo non capisce nulla di quel che sta facendo e non ha nessuna idea del concetto NUMERO. E’ il domatore che e' bravo in matematica e che gli dice: “Batti 5 volte.” Ma il pubblico non se ne accorge perche' il domatore usa 10 diversi segnali, tutti impercettibili, che in ore di allenamento ha associato a 5 colpi di zoccolo.
Le percezioni degli animali colgono sfumature che a noi sfuggono non perche' non siamo capaci di vederle ma perche' non ci occupiamo di identificarle.

Per dimostrare questo fatto ho realizzato decine di volte un esperimento, sempre sfruttando la sensibilita' dei cavalli al linguaggio corporeo.
C’e' un grande recinto con 6 cavalli liberi al pascolo.
Un gruppo di persone si avvicinano, uno per volta.
I cavalli hanno tre distinte reazioni. Con una certa persona restano fermi e si lasciano avvicinare, con un’altra si allontanano ogni volta che lei si avvicina, con una terza persona invece sono i cavalli ad avvicinarsi.
E si puo' stare certi che se i cavalli si allontanano da una persona si tratta di qualcuno che ha gravi problemi anche nelle relazioni con gli esseri umani.
Ho inventato questo esperimento proprio per dimostrare alle persone che vivono male la loro socialita' che non possono limitarsi a dare la colpa agli altri. I cavalli non giudicano se sei bello o brutto, non sanno niente di moda e di eleganza, non leggono il tuo livello sociale. I cavalli guardano come ti muovi e che odore emetti e su questa base decidono se sei gradevole, neutro o pericoloso. Sono animali erbivori e devono guardarsi dai predatori, e per questo sono meno socievoli di cani e gatti ed e' piu' facile interpretare le loro reazioni.
Come vedremo, cambiare il tuo messaggio corporeo e' facile e automatico. Se pensi che tutti sono stronzi mandi un semplice messaggio: siete tutti stronzi.
Se ami le persone, il tuo corpo dice: vi amo.
Se odi le persone e vuoi avere successo puoi imparare a fingere di amarle. Reciti esattamente come un attore.
Puoi anche convincere le folle e diventare potente come Hitler. Ma, come vedremo, chi recita, per quanto bravo, sta fingendo e il suo messaggio corporeo sara' quindi meno limpido di quello di una persona che non recita, e' se stessa.
Forse leggendo queste parole puoi essere concorde ma valutare che gli effetti di questa comunicazione non verbale abbiano un peso limitato sulla nostra vita.
Invece sto cercando di dimostrare che e' su questo terreno che le persone prendono le decisioni essenziali.
E’ sulla base dei messaggi corporei che scelgo l’automobile, chi votare, chi frequentare, chi sposare, chi odiare. E la cosa piu' inutile che posso fare e' cercare di denunciare le malefatte del governo usando SOLO il linguaggio verbale.

Per comprendere quanto sia importante questo terreno della comunicazione emotiva possiamo occuparci per qualche minuto di come funziona il meccanismo della percezione. Un’altra questione importante della quale a scuola non ti dicono praticamente nulla.
Comunemente noi diciamo “Io vedo.”
L’idea e' che attraverso gli occhi noi si veda fuori come se si guardasse da una finestra. Ma la fisiologia ci spiega che l’occhio non e' una finestra. E’ una telecamera digitale. L’occhio e' una macchina incredibile che letteralmente digitalizza le immagini esterne, le trasforma in impulsi elettrici e poi le trasmette al cervello attraverso un cavo di trasferimento dati che si chiama NERVO OTTICO. Quindi l’immagine, in un qualche modo che ancora non abbiamo pienamente colto, viene “proiettata" sopra milioni di neuroni e cellule varie che in un’altra massa di cellule producono tutta una serie di fenomeni che noi riassumiamo dicendo: “Guarda la' che bella ragazza!” 
In realta' noi non vediamo un cazzo. Noi guardiamo il mondo attraverso un videocitofono.
Ed e' pure un videocitofono veramente strano.
Illustri ricercatori come Piaget, hanno dimostrato che il processo di decodificazione di quello che vediamo e' molto complesso e per apprenderne le basi dedichiamo i primi 3 anni di vita.
Semplificando potremmo dire che i nostri occhi ci inviano una massa enorme di dati e che il grosso problema e' quello di interpretare le immagini, dare loro un senso comprensibile. Il bambino prima di essere in grado di riconoscere una sedia deve averla toccata, leccata, aggirata, esserci passato sotto, averla annusata, essercisi seduto sopra. Solo allora e' in grado di riconoscere in una frazione di secondo una sedia, anche se la vede da punti di vista diversi, dipinta in colori diversi, con forme diverse. E’ un processo enorme. Si tratta di costruire un filtro tridimensionale in grado di processare l’insieme delle immagini e identificare strutture note.
Che questo processo sia molto difficile lo hanno verificato gli scienziati che da anni cercano di insegnare a un computer a riconoscere la funzione SEDIA all’interno di centinaia di immagini che contengono sedie di tutte le fogge.
Sembra facile….

Il problema centrale della percezione e' proprio quello di filtrare le immagini e leggerle riconoscendo in ogni massa di colore simile una funzione analoga a una tipologia di oggetti.
In realta' tutti sperimentano quanto sia complesso questo meccanismo ma non identifichiamo questa informazione.
Ti e' mai successo di guardare un oggetto da un’angolatura strana e, per qualche istante, di non riuscire a riconoscerlo?
E succede anche di infilare le mani in tasca e cercare le chiavi di casa e non trovarle. Cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, cerchi dappertutto, non ci sono, cerchi in tasca non ci sono, poi ricerchi in tasca e ci sono.
Le sentivi anche prima, solo che il cervello in quel momento non riusciva a decodificare il file che i nervi gli trasmettevano. L’intoppo in questi casi e' nel servizio di decodificazione. Il processo di lettura della realta' e' qualche cosa di una complessita' spaventosa. Se ci pensi ti da' le vertigini. In ogni istante tutti i nostri sensi ci inviano milioni di bit di informazioni su quel che succede dentro e fuori di noi. E in ogni istante decodifichiamo questa massa spaventosa di informazioni e le interpretiamo sulla base delle nostre esperienze.
E’ talmente complesso e difficile che e' ovvio che basta un sovraccarico emotivo o un momento di stanchezza per mandare a pallini il nostro sistema di decodifica. Sentiamo qualche cosa in tasca ma non riusciamo a trovare niente utilizzando il FILTRO “chiave di casa”.
Te lo hanno detto a scuola che il tuo problema piu' grosso e' capire cosa succede veramente fuori da te?
Beh, se non te lo hanno detto sono proprio degli stronzi. Sono cose arcinote da 50 anni, anche se ancora non tutti i processi fisiologici sono ben chiari.
Ad esempio, recentemente si e' scoperto che se io penso di correre o di baciare una ragazza non si attivano solo certe parti del cervello ma anche alcune zone della pancia. Ci sono sinapsi anche li', collegate alla mente attraverso la spina dorsale. Ragioniamo anche con la pancia. I messicani e i cinesi lo sostengono da millenni.
Dico questo per sottolineare quanto e' complesso il funzionamento di tutto quello che fai in un secondo.
COMPLIMENTI!
Ma come fa la mente a reggere uno sforzo continuo di questo genere?
Non ci riesce.
Quando entri in una stanza la decodifichi. Dopodiche' smetti farlo fino a quando non subentra qualche nuovo elemento. I film cambiano continuamente inquadratura proprio perche' cosi' tengono vispa la tua attenzione. Ti costringono a leggere le immagini.

A questo punto devo osservare che si verifica uno strano fenomeno nel processo percettivo.
Proprio perche' decodificare e' faticoso tendiamo a economizzare le forze. Ad esempio, mentre guardiamo la tv entriamo in uno stato catatonico che elimina gli altri sensi. Una cosa analoga succede se siamo sotto stress perche' ci sentiamo minacciati.
Riduciamo la quantita' di dati che leggiamo. Ci concentriamo sulla ricerca di segnali di pericolo.
E’ come se usassimo uno zoom percettivo concettuale, un filtro che ha il compito di identificare solo movimenti che possono essere collegati a un attacco fisico.
Quindi a seconda che ci si senta minacciati o tranquilli montiamo diverse ottiche al nostro sistema percettivo. Grandangolo, visione media, zoom.
Se confronti il ricordo di un momento di relax con il ricordo di un momento di stress potrai facilmente notare che nei momenti di stress la percezione globale di te e del mondo e' meno nitida, meno definita.
Il fatto che comunemente non si parli di questo fatto ha un impatto disastroso sull’umanita'.
Molte persone, ad esempio, soffrono immensamente di incapacita' di amare, di innamorarsi, di godere emotivamente e fisicamente dell’intimita' e della tenerezza semplicemente perche' non hanno capito che possono cambiare filtro percettivo a seconda delle necessita' e che quando dai un bacio ti conviene usare il grandangolo, sentire tutto. E’ molto meglio. E’ chiaro che se il sesso mi stressa perche' mi hanno detto che e' peccato, prendo le brutte malattie, resto incinta, soffro di insicurezza, sono ansioso perche' desidero approvazione (eccetera, eccetera) non riusciro' a mettermi ad ascoltare fino in fondo.
Le nostre percezioni hanno il volume come uno stereo. Puoi alzarlo e abbassarlo. Se ti rilassi, sorridi, fai un po’ di sbadigli e semplicemente ti metti in ascolto succede automaticamente che aumenti il volume delle percezioni. Se c’e' molto silenzio intorno a te puoi sentire perfino il battito del tuo cuore o il fruscio ritmico del sangue che scorre vicino all’orecchio interno, una specie di zZzzz zZzzz.
Capisci che usare correttamente questa funzione e' centrale nella costruzione del nostro benessere?
Tocca proprio allenarsi a raggiungere il livello di massimo ascolto. Non e' difficile: trova una persona simpatica che sia brava a fare i massaggi promettigli che laverai i piatti e pulirai tutta la sua casa in cambio di 45 minuti di carezze (lente e delicate). Dopo circa 31 minuti (come ha dimostrato Dittamo Montecucco) si arriva al massimo dell’empatia e della capacita' di ascolto. Montecucco ha dimostrato che in 31 minuti avviene una sintonizzazione delle onde cerebrali. Succede nel massaggio, nello sport, nell’arte, nel sesso, nel gioco.
E noi percepiamo questa sintonizzazione fisicamente come una sensazione diffusa di benessere.
Chimicamente succede che produciamo dopamina che e' una droga meravigliosa,che sintetizziamo noi, naturalmente, e che agisce positivamente sul sistema immunitario e sul buon funzionamento del metabolismo.
Dal punto di vista del funzionamento della mente abbiamo aperto i filtri percettivi, abbiamo messo al massimo la capacita' di lettura dell’insieme dei segnali esterni. Ce li stiamo godendo tutti. E’ come se il mio cervello stesse facendo una bella corsa liberatoria.
Comprendere questo, scoprire cosa mi aiuta a entrare in questo stato di coscienza, allenarmi a farlo, identificare le modalita' con le quali mi muovo in questo spazio percettivo e' essenziale per la mia vita.
Ed e' anche piacevole: si tratta di immergersi in qualche cosa che ti piace e ascoltare tutte le sensazioni.
L’ascolto delle sensazioni ha come primo effetto che alla guida la mente irrazionale si sostituisce a quella irrazionale. Poi il resto va da se'.
Questo e' importante e neanche questo te lo dicono a scuola: ogni volta che ascolti una sensazione, il cervello razionale si spegne. Prova a pensare e contemporaneamente a sentire un odore. Non ci riesci. Puoi passare velocemente, a intermittenza, dall’ascolto di una sensazione al pensiero verbale ma non puoi fare le due cose assieme.
E se non c’e' un motivo reale di pericolo, appena inizi ad ascoltare inizi anche ad aumentare il volume e ad allargare la visuale, lo spettro percettivo.

A questo punto torniamo al nostro discorso originario.
Che importanza ha tutto quanto detto fin qui rispetto alla mia capacita' di realizzare quel che desidero?
Il modello della percezione che ho tratteggiato ci dice che la mente inconscia riceve mille volte piu' informazioni, poi al cervello razionale fornisce un riassuntino essenziale.
Quando mi trovo in una situazione drammatica posso crollare in una crisi di panico o di depressione, oppure posso riuscire a entrare in un particolare stato di coscienza nel quale riesco a elaborare una super quantita' di informazioni e cogliere un’assonanza che mi permette di inventare istantaneamente un comportamento stupefacente che mi salva. E perche' mi salva? Perche' coglie di sorpresa il mio avversario, lo spiazza, gli toglie la terra sotto i piedi, SEMPLICEMENTE PERCHE’ MANDA IN TILT IL SUO SISTEMA PERCETTIVO. NON E’ PIU’ IN GRADO DI INDENTIFICARE IL CONTESTO.
Improvvisamente il carabiniere non se la sente piu' di fare il carabiniere, il rapinatore non ha voglia di sparare al rapinato, il khmer non vuole piu' sparare a Terzani e lo stupratore ha paura della sua vittima (vedi http://www.jacopofo.com/come-evitare-rapine-e-trovare-amore-attitudine-peso-mentale-azioni).
E questo e' possibile perche' le persone che vivono un ruolo stressante stanno montando un super zoom. Se guardi una collina con un telescopio rischi di perderti.
Lo stesso se cerchi un posto usando un ingrandimento di Google Maps troppo grande. Devo zummare all’indietro per capire dove sono finito.  

Ma c’e' un altro aspetto: tutte le informazioni che non vengono inviate alla mente razionale dove finiscono?
Non vengono buttate via. Vengono utilizzate dalla mente irrazionale per redarre una comunicazione emotiva.
Nel primo di questa serie di articoli parlavo di METTERE PESO MENTALE NELLE AZIONI.
Ecco questo peso dipende dal messaggio emotivo che la mente non razionale invia al cervello.
Il messaggio emotivo e' costituito da centinaia di micro sensazioni interne. Noi sentiamo il nostro corpo. Succede qualche cosa di fisicamente diverso se pensi alla parola FRAGOLA rispetto a quando pensi alla parola BANANA. E’ come se sentissi qualche ricordo del sapore, delle esperienze legate al settore BANANA della memoria.
Ecco, potremmo parlare di colonna sonora.
Se ogni volta che vedi la faccia di una persona la tua mente inconscia ti invia un suono grave, minaccioso, sentirai antipatia per quella persona anche senza un motivo razionale.
Ed e' importante sapere che questa colonna sonora determina le nostre scelte molto piu' dei pensieri razionali. Andiamo dove sentiamo suoni piu' confortevoli, frequentiamo persone insieme alle quali sentiamo una musica emotiva piu' piacevole. Questo livello di esperienza e' in realta' quello primario, non e' vero che e' la mente razionale a decidere cosa facciamo nella vita. E’ una balla che ci hanno insegnato a scuola.
Perche' sono ignoranti.
E’ chiaro che in un mondo nel quale pochissimi hanno capito questi semplici meccanismi mentali, quelli che li colgono hanno grandi possibilita', anche se magari sono un po’ furbetti.
Ad esempio, la sinistra italiana soffre di una grave paralisi storica sostanzialmente perche' non ha capito niente della comunicazione emotiva, i suoi leader non lavorano sulla comunicazione corporea, non verbale.
Obama ha 15 consulenti pagati profumatamente per rivedersi decine di volte i video dei suoi discorsi e scoprire dove sta mandando messaggi corporei negativi.
E ogni volta che vedo Berlusconi in tv noto che, al di la' di tutto, e' un maestro della comunicazione emotiva e riesce a vivere e a percepire il suo ruolo con tale immedesimazione emotiva e una tale padronanza dell’alfabeto delle espressioni e dei ritmi che se lo ascolti ti sembra effettivamente che abbia ragione.
La differenza tra Obama e Berlusconi e' che Silvio non ha neanche un consulente alla mimica. Lui insegnava queste tecniche ai suoi dipendenti gia' nel 1976. E’ un precursore e sicuramente uno dei piu' grandi specialisti del mondo. Quando parla, lui e' assolutamente convinto di quello che dice. Anche se sa che e' falso. Questa e' la sua magia. E’ messianicamente convinto.
La sua forza e' la capacita' di mettere peso nelle azioni. E’ quella che gli attori francesi chiamano L’ATTITUDE.
Il povero D’Alema invece non sa nulla di come si sorride, non ha passato ore allo specchio a fare LA FACCIA DA AMICO. La faccia da bambino ferito, da padre preoccupato, da figlio pentito. Non sa nulla delle note musicali materne da infondere nella voce. Dei ritmi. Non ha insegnato per anni ai suoi dipendenti questi trucchetti. Non parla al cuore della gente, fa dei ragionamenti, delle lezioni. Parla alla mente razionale. E perde.

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La vita e' complicata di per se'.

Capitolo secondo

Le cose andrebbero comunque molto meglio se evitassimo di utilizzare sistemi sbagliati per ottenere quel che desideriamo.

Riuscire ad agire in modo assennato non e' facile perche' nessuno te ne parla.
L’educazione che ci viene impartita e' incentrata sull’insegnare a comportarsi bene, a non cadere preda del demonio, essere onesti, non scoreggiare davanti a tutti.
Poi ci imbottiscono di informazioni che dovrebbero esserci utili nella vita: chi era Napoleone, dov’e' la Giordania, la funzione dell’epiglottide.
Non ci si occupa per nulla di come impegnarsi in modo tale che i nostri sforzi raggiungano dei risultati.
Un vuoto pazzesco!
La settimana scorsa ho cercato di dimostrare che esiste un metodo preciso che usiamo quando abbiamo successo e che NON usiamo quando NON abbiamo successo.
Non si tratta di un sistema che ti da' la certezza di un risultato positivo pero' aumenta notevolmente le tue probabilita' di arrivare dove desideri.
Non ha a che fare tanto con quello che fai ma con lo stato d’animo che sperimenti mentre agisci.
Funziono molto meglio se desidero intensamente una cosa ma contemporaneamente sono in un certo qual modo distaccato.
Ho cercato anche di argomentare il fatto che e' possibile sviluppare questo atteggiamento positivo, questa attitudine produttiva, riflettendo su cosa desideri veramente e come lo desideri.
Se desidero trovare la donna giusta e non solo fare sesso una sera, saro' piu' disposto a prendere alla leggera un rifiuto, perche' posso ben capire che nella mia ricerca della donna giusta per me dovro' fare molti tentativi a vuoto. Quindi sono piu' distaccato, meno angosciato dal risultato di quella particolare serata di corteggiamento. E questo distacco mi rende estremamente seduttivo e amplifica le probabilita' che quando incontrero' la donna giusta riusciro' a entrare in empatia con lei e non me la lascero' sfuggire.
Ho poi cercato di dimostrare che questo stesso meccanismo, legato alla determinazione profonda con la quale io agisco, e' connesso con la mia capacita' di cogliere l’attimo, intuire a pelle, istintivamente, cosa posso fare o dire in una data situazione.
Essere profondamente determinati ci porta a volte a compiere azioni delle quali ci stupiamo noi per primi, azioni capaci di destabilizzare un rapinatore, scioccare un aggressore, fare uscire un poliziotto dal suo ruolo.
Ad esempio, mia nonna Pina Rota, quando mio padre diserto', decise di andare dal podesta' di Luino e chiedergli di nascondere suo figlio in casa sua.
Che probabilita' aveva una donna minuta, non appariscente e seduttiva, di convincere un fascistone con il quale non aveva rapporti di amicizia a nascondere suo figlio disertore?
Eppure lui accetto'. Forse sospettava la verita', che mia nonna faceva parte della resistenza e che forse in futuro questo avrebbe potuto salvarlo, come poi successe. Ma in quel momento mia nonna non aveva niente di concreto da offrire. Aveva solo una disperata assoluta convinzione di essere nel giusto.
Ed era talmente determinata da compiere un’azione apparentemente insensata ma effettivamente vincente.
Ma come succede che a volte prendiamo decisioni fuori da ogni logica corrente? Come succede che in un certo momento siamo assolutamente certi che quell’azione e' quella giusta anche se la nostra razionalita' abitudinaria ci dice che non puo' funzionare?
Credo che anche tu possa ricordare qualche episodio nel quale hai deciso di compiere un’azione fuori dagli schemi ottenendo un risultato tanto positivo quanto improbabile. E per farlo a volte hai dovuto rovesciare convinzioni ben radicate.
Spesso la gente mi racconta storie incredibili. Forse perche' mi piace molto ascoltare. Se ascolti, le persone prendono gusto a raccontare e ti raccontano anche fatti che sarebbe meglio tacessero.
Un signore, un vecchio comunista coriaceo, mi racconto' di un grande scontro con un suo amico e socio d’affari. A un certo punto questo socio lo denuncia per vendetta, tirando fuori dei pagamenti in nero che lui aveva incassato e consegnando la documentazione alla finanza, dando la colpa al comunista coriaceo. Questi e' all'oscuro di tutto quando la finanza irrompe nel suo ufficio. Sono uno squadrone e iniziano a perquisire ovunque. Un ufficiale lo affronta a quattrocchi. Gli mette davanti i documenti che provano l’incasso in nero. Un disastro, rischia 3 miliardi di lire di multa. Il finanziere gli spiega la situazione e poi gli dice: “Io adesso le metto davanti dei fogli e lei firma tutto senza discutere.”
I due si guardano in faccia. Il vecchio comunista ha in testa un’idea certa, inculcata da anni di esperienza politica e di battaglie di piazza: MAI E POI MAI DEVI FIRMARE QUALCHE COSA!
Una legge, un assioma, un comandamento primario.
Lui guarda il finanziere, il finanziere lo guarda. Lui prende la penna e firma tutto.
Solo dopo scopre che il suo ex socio, dopo averlo denunciato, era entrato in fibrillazione e siccome la finanza tardava a intervenire aveva denunciato i finanzieri per omissione di atti di ufficio. Quindi i finanzieri erano intervenuti per dimostrare che l’ex socio e' un isterico e loro se l’erano presa comoda solo perche' avevano capito che le irregolarita' erano minime. Quindi avevano ricostruito tutto in modo da smontare le accuse contro il comunistaccio. Quindi firmare tutto era l’unica cosa sensata che lui poteva fare anche se andava contro idee ben radicate.

 

 

A questo punto la domanda essenziale e': c’e' un metodo per capire quando una mia intuizione repentina e istantanea e' giusta e mi salvera' la pellaccia e quando invece e' una stronzata assoluta che mi rovinera'?
La risposta e' che (ahime') non c’e' nessun sistemino sicuro.
Le idee piu' idiote che ci vengono in mente assomigliano molto a quelle piu' geniali.
E quando sei li' che devi decidere generalmente sei pure sotto stress e hai solo due secondi di tempo per dire si' o no.
Molto difficile.
Pero' ci sono due pratiche che ti possono aiutare ad aumentare la tua capacita' di distinguere quando ti vengono in mente idee idiote da quando le idee sono intelligenti.
Innanzi tutto e' la tua mente istintiva quella che ha le idee geniali che appaiono improvvisamente nel tuo cervello gia' belle e confezionate. E questa mente non razionale, infantile e' onirica, e' molto sensibile alle tue contraddizioni interne.
Se sei una brava persona, cerchi di aiutare gli altri, rispetti la gente, desideri un po’ di benessere, amore e amicizia non vivi mostruose contraddizioni.
Se invece fingi di essere una brava persona e sei sempre li' a rubare, imbrogliare, mentire, c’e' una parte di te, quella infantile e sognatrice, che e' disgustata e la devi tenere legata e imbavagliata in qualche scantinato della tua anima per continuare a comportarti come un pezzo di merda. Queste contraddizioni creano interferenze e ostacolano la capacita' della mente irrazionale di cogliere e connettere correttamente le informazioni raccolte dalla mente razionale.
Hitler aveva una vocina che gli diceva che invadere la Russia era un’impresa intelligente. Era la sua mente irrazionale umiliata e sconvolta che delirava.
Per questo essere malvagi e' una stronzata pazzesca: perdi la capacita' di ragionare in modo sensato.

Ma c’e' un secondo aspetto essenziale della questione.
La mente razionale lavora analizzando, soppesando, catalogando, confrontando. E’ molto abile a identificare ma non e' capace di salti creativi. Invece la mente non razionale, quella creativa, lavora sulla base di associazioni, visualizzazioni, assonanze, somiglianze ed e' capace di rovesciare l’immagine, digerirla, digitalizzarla e farla ruotare in modo tale da farti vedere la sua faccia nascosta. E’ da questo cambio di prospettiva che nasce il salto creativo. Succede continuamente mentre parliamo quando siamo emozionati. Le parole sgorgano spontanee senza che la mente razionale sia coinvolta. La mente razionale fa da spettatore del discorso e a volte si stupisce addirittura per quel che stiamo dicendo.
Ma per costruire il suo modello solistico della realta' la mente irrazionale deve raccogliere una serie di informazioni che sfuggono alla mente razionale.
Il nostro inconscio legge i linguaggi corporei, i toni e i ritmi della voce, i piccoli movimenti incontrollati, le variazioni espressive, la lunghezza del respiro. Altre informazioni arrivano dalla scelta delle parole e dalle strutture linguistiche, un altro aspetto della comunicazione che e' impossibile contraffare. Mentre dico una bugia istintivamente contraggo alcuni muscoli perche' il mio irrazionale infantile odia mentire e segnala in questo modo il suo disagio. Contrae muscoli che sono fuori dal controllo razionale. E’ una specie di valvola di sfogo. Ugualmente quando dico una bugia sono costretto a usare formule verbali diverse da quelle che uso quando dico la verita'. E’ come se i concetti uscissero un po’ attorcigliati. Proprio perche' la natura umana profonda e' essenzialmente onesta e altruista.
So che qualcuno storcera' il naso di fronte a questa mia affermazione.
Io credo che la natura umana sia essenzialmente buona e che solo contesti disastrosi possano far deragliare questa indole trasformando addirittura alcuni esseri umani in mostri.
Ci sono molte prove in questa direzione e mi sembra essenziale citarle brevemente.

Sarah Brosnan e Frans de Waal, ricercatori presso lo Yerkes National Primate Research Center dell'Emory University, mediante esperimenti comportamentali con un gruppo di scimmie cappuccine hanno dimostrato che esse possiedono un innato senso della giustizia.
Se si distribuisce a tutte le scimmie un biscotto per un lavoro svolto non ci sono problemi e le scimmie collaborano volentieri. Ma se a una scimmia viene dato un chicco d'uva e all'altra il solito biscotto allora la scimmia che ha ottenuto il premio inferiore si arrabbia e smette di collaborare. Il che significa che non viene solo percepita la mancanza di imparzialita', ma viene messa in atto una vera e propria azione di protesta.
Il senso di giustizia a piu' alto livello e' poi presente tra i bonobo, gli scimpanze' geneticamente piu' simili a noi. E' stato osservato che una femmina rifiuta le migliori leccornie se le vengono offerte alla presenza di altri bonobo ai quali non viene dato cibo.
 Essere egoisti e' contronatura.

James Surowiecki nel libro “La saggezza della folla" cita esperimenti compiuti presso varie popolazioni che mostrano la disposizione diffusa a rifiutare un piccolo guadagno quando non si giudica equo il comportamento di chi ci offre questo guadagno. Questo meccanismo funziona anche con le scimmie. Se si abitua un macaco a ricevere una fetta di cetriolo in cambio di un sassolino e poi si premia un altro macaco con un ricco grappolo d'uva, il primo macaco smette di accettare il baratto sassolino-cetriolo. Preferiscono mangiare nulla piuttosto che accettare una transazione ingiusta.
 Si tratta di un meccanismo comportamentale che contraddice frontalmente la credenza che gli esseri umani agiscano solo seguendo interessi immediati. Al contrario siamo in grado di sacrificarci per ottenere un miglioramento complessivo dei rapporti.
La capacita' di rifiutare un baratto non equo rinunciando a un vantaggio in nome di un principio e' la chiave del progresso umano. Ed e' questo senso della giustizia genetico che ci garantisce che la societa' umana continuera' a migliorare. Lentamente. Ci sono voluti millenni prima che si affermassero il concetto di valore dell'onesta' e la coscienza della sua convenienza a lungo termine.
"La saggezza della folla" cita altri esempi di comportamenti che hanno come scopo quello di sanzionare chi si approfitta troppo. E cita anche un buffo esperimento nel quale si e' dimostrato che il 50% dei viaggiatori sulla metropolitana di Londra sono disposti a cedere il posto a sedere a una persona che si limita a chiederlo gentilmente, senza neppure domandare spiegazioni. Una generosita' difficile da immaginare.
E sempre parlando dei bonobo, che sono i primati che piu' condividono con noi esseri umani il dna, c’e' da osservare che la base del loro comportamento sociale e' basata sulla solidarieta', la condivisione e il piacere.

Sgombrato il campo dalla questione della bonta' umana istintiva, torniamo al nostro discorso sull’empatia.
Stavo dicendo che siccome l’essere umano e' essenzialmente buono, gli da' fastidio comportarsi male e questo danneggia il buon funzionamento della mente irrazionale e la sua capacita' di intuizione.
Quando il comunistaccio e il finanziere si sono guardati negli occhi la mente non razionale del comunista ha analizzato decine di parametri comportamentali inconsci del finanziere, ha costruito un’immagine emotiva della situazione e ha determinato in un solo istante che non c’erano tracce di doppiezza, che il finanziere emanava segnali empatici positivi e che questi segnali costituivano un contesto talmente forte e chiaro che era meglio andare contro tutti i principi acquisiti e scegliere un comportamento assurdo.
Ne risulta quindi che l’elemento essenziale che determina la capacita' della mente irrazionale di analizzare correttamente i segnali empatici dipende dalla TRANQUILLITA’ MENTALE e dalla sensibilita' al linguaggio corporeo e al meta linguaggio verbale.
Il comunistaccio di fronte al finanziere era profondamente convinto di essere dalla parte della ragione e di essere stato incastrato quindi non c’era in lui nessuna doppiezza, nessun ostacolo alla corretta interpretazione dei segnali corporei.
Con questo non voglio dire che i malvagi non siano capaci a volte di brillanti intuizioni. Dico soltanto che tendenzialmente tanto piu' una persona si sente in pace con se' stessa (non ha problemi a guardarsi alo specchio) tanto e' piu' probabile che interpreti correttamente i segnali subliminali e partorisca una soluzione sensata ai problemi.
 
Ma c’e' un secondo aspetto della questione: per infliggere dolore agli altri devi diventare insensibile. Devi riuscire a non ascoltare le sensazioni empatiche.
Quindi, essere malvagi deteriora rapidamente la sensibilita' alle sensazioni. Uccidi la tua sensibilita' per non sentire il dolore che infliggi. Quindi le tue capacita' di sentire diminuiscono, quindi non sei piu' in grado di percepire le micro sensazioni che sperimenti.
Il tuo cervello e' chiuso, non e' in ascolto.
E' piu' difficile costruire un modello corretto della realta' e la mente non razionale non riesce a sintetizzare idee geniali.

A questo punto e' il caso di chiarire che cosa intendo per SENSAZIONI SOTTILI.

Si tratta innanzi tutto di un livello percettivo che tutti sentiamo chiaramente. Non serve nessuna particolare sensibilita'. Ne facciamo esperienza e usiamo anche dei modi di dire per indicarle:
avere il latte alle ginocchia
un tuffo al cuore
non stare nella pelle
prudere le mani
un nodo alla gola o allo stomaco
il sangue agli occhi
un blob alla pancia
i gattini nella pancia
un peso sui polmoni
i veneti chiamano una particolare sensazione di irrequietezza alle gambe SBIRO.

Questi modi di dire si riferiscono a sensazioni che tutti sperimentiamo ma di cui parliamo poco. Non sono identificati dalla nostra cultura. Tutto l’auto ascolto e' trascurato. Non esistono neppure parole specifiche per indicare queste sensazioni emotive.
Questa censura di un aspetto essenziale della nostra vita e' talmente forte che viene censurata un’intera branca dell’esperienza.
Un fenomeno di censura talmente forte che se io chiedo a mille persone per strada quanti sono i sensi mi rispondono quasi tutti 5.
Poi c’e' qualcuno che dira' che sono 6 perche' crede alla telepatia e al paranormale. Ma se faccio un esame di psicologia o medicina e dico che i sensi sono 5 mi bocciano. Dal punto di vista scientifico i sensi sono indiscutibilmente 6. Quello che comunemente chiamiamo sesto senso, quello paranormale, dovrebbe essere considerato in effetti il settimo senso. E il sesto senso che abbiamo tutti incontrovertibilmente e' la PROPRIOCEZIONE, cioe' il senso che azioniamo quando ascoltiamo le sensazioni interne. Un senso che e' talmente importante da essere suddiviso in 21 sottosensi: dentro di noi percepiamo caldo, freddo, dolore e piacere, il senso dell’equilibrio rispetto alla forza di gravita' eccetera. Tutto un mondo percettivo che nel parlare corrente non ha nome proprio perche' e' un’area dell’esperienza non identificata, della quale non si parla quasi mai.

Una delle grandi scoperte della controcultura post ’68 e' stato l’ascolto delle sensazioni del corpo.
 Puo' sembrare un’affermazione azzardata. Qualcuno obiettera' che gli esseri umani hanno ascoltato sempre le proprie sensazioni. E questo e' sicuramente vero.
Ma solo la cultura degli ultimi decenni ha messo al centro di tutto l’ascolto di se'.
 Per provare questo mi basta far notare che nella nostra lingua manca addirittura una parola forgiata dal linguaggio comune, che indichi l’azione di ascoltarsi, tanto che si sono coniati solo recentemente goffi neologismi come PROPRIOCEZIONE o AUTOASCOLTO.
Sono assolutamente convinto che la capacita' di ascoltare se stessi sia un elemento essenziale del benessere psicofisico e della crescita interiore.
Sono 30 anni che traggo piacere e informazioni preziose da questo ascolto. E piu' ascolto, piu' conosco il mio corpo, i miei movimenti, il mio respiro.
 E in effetti l’ascolto di se' e' la porta di tutta l’esperienza umana, tutto cio' che percepisco dell’esterno mi arriva non direttamente ma ricostruito attraverso le sensazioni interne.
Io sento il mondo esterno attraverso i sensi che sono allocati internamente.
Io non vedo il mare.I miei occhi trasformano l’ineguale rifrarsi della luce sul mondo in segnali elettrici che attraverso il nervo ottico giungono al cervello. Qui vengono trasformati in un modello del mondo esterno. E io aggiungerei che questa ricostruzione in effetti e' solo parzialmente un’immagine. La mente crea un insieme di SEGNI intimamente legati a sensazioni: guardo il mare e VEDO impastate nelle onde le sensazioni di tutti i bagni che ho fatto.
 Si tratta di un aspetto centrale della nostra percezione che finora non e' stato tenuto nella giusta considerazione.
 Quando io guardo il mare e mi emoziono, cio' avviene perche' io ri-sento TRIDIMENSIONALMENTE, con tutti i sensi, tutto cio' che e' associato alla mia esperienza con il mare.
 Le persone che non si emozionano davanti al mare sono molte e solo recentemente si sta diffondendo l’idea che questa frigidita' emotiva sia una disfunzione della percezione di se'.
 Queste persone che non si emozionano, non si innamorano, non riescono a trarre piacere dalla contemplazione nelle sue mille forme (arte, amore, gioco, cooperazione) soffrono di mancanza di autoascolto. Se non sei capace di ascoltarti profondamente, ti sfugge tutto un livello delle percezioni. Non hai identificato l’immensa diversificazione delle sensazioni minute, sottili, del tuo corpo. Non guardi in quella direzione (verso il centro di te) e quindi non identifichi i microtuffi al cuore, i piccoli blob allo stomaco, i fruscii irregolari del cuore. Classifichi tutto questo minuto fiorire di piccole sensazioni come un RUMORE DI FONDO privo di interesse e quindi ignori tutto tenendo basso il volume delle percezioni.
Milioni di esseri umani non hanno mai messo tutta la loro attenzione nell’ascolto totale della sensazione della mano che semplicemente sta appoggiata, ferma, morbida, in ascolto sulla pelle calda della persona amata. Perche' questa sensazione prenda corpo nella tua mente e' necessaria una scelta, un interesse, la comprensione della centralita' di questa esperienza nella vita.
Io voglio ascoltare la sensazione che il corpo della persona mi da' a prescindere dalla sequenza dell’atto sessuale. Voglio ascoltare il suo corpo perche' sono curioso della magica unicita' della sensazione che lei mi trasmette. E so che ascoltando e crogiolandomi in questa sensazione, amplifico addirittura il volume della vita che vivo in ogni istante. Piu' ascolto, piu' vivo!

Ma queste sensazioni sottili sono anche uno strumento essenziale per ottenere informazioni dalla realta'.
Quando sento che una persona mi e' simpatica, percepisco tutta una serie complessa di micro sensazioni che vanno a migliorare il mio stato d’animo. Mi sento bene e dico: percepisco buone vibrazioni. Dicendo questo mi riferisco proprio all’insieme delle micro sensazioni che sento dentro di me stando in compagnia di una persona simpatica.
Se invece la persona mi e' antipatica sento una serie di micro sensazioni negative.
Questo livello percettivo e' molto importante perche' e' il nostro sistema naturale per tradurre in messaggi emotivi, riconoscibili dalla mente razionale, tutti i segnali che il nostro cervello inconscio riceve.
Solo i narratori e i poeti si occupano di raccontare questa parte fondamentale delle relazioni sociali.
Ogni persona e' per noi una specie di odore, sapore, colore. A ogni persona associamo le esperienze che abbiamo vissuto con lei, le sensazioni che abbiamo ascoltato.
La nostra mente memorizza unendo indissolubilmente la memoria delle sensazioni con la memoria dei fatti e dei pensieri.
Se dico la parola FRAGOLA tu la senti anche fisicamente questa parola in modo diverso da quello che provoca la parola BANANA. Il tuo cervello non si limita a capire il significato della parola FRAGOLA, sente anche delle sensazioni legate al ricordo.
E quando dico che una persona mi sta simpatica mi riferisco all’insieme delle sensazioni che ha risvegliato in me.

Comprendere che esiste questo livello percettivo e che e' essenziale per agire con maggiore efficacia vuol dire acquisire uno strumento efficiente per indagare la realta' cosi' come essa mi appare veramente, con tutte le sfumature sensoriali che risveglia nella mia mente inconscia. Quindi, ottengo un formidabile strumento per acquisire informazioni (sotto forma di sensazioni) che non sono grado di ricavare in altro modo che ascoltando le sensazioni emotive.
Per questo e' cosi' importante ascoltare molto.

 

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Come evitare rapine e fucilazioni e trovare l’amore.

Primo capitolo
In questo articolo racconto incredibili storie di persone che sono riuscite a uscire dall’Italia col passaporto scaduto accompagnate da un commissario, evitare violenze sessuali, scenate del capoufficio e altri odiosi inconvenienti della vita utilizzando il potere dell’ATTITUDINE.

Ho dovuto aspettare 55 anni per scrivere questo articolo.
E sinceramente lo scrivo con un sacro timore.
L’argomento e' estremamente delicato e si corre il rischio di cadere in terribili trappole mentali capaci di distruggerti.
Non sto usando un trucco letterario per incuriosirti. Dico veramente.
Oggi ho deciso di tirare le somme di tutto un ragionamento che sto seguendo da anni e che mi porta ad affermare un cosa molto drastica (e qui soppeso attentamente le parole).
Un’idea completamente fuori dal comune modo di pensare.
Andiamo per ordine.
L’argomento e': che rapporto c’e' tra quel che fai e quel che ti succede?
Chiarimento: io non credo al Pensiero Positivo. “Se pensi bene tutto ti va bene e non ti puo' capitare niente di male”. Balle. Come ho ripetuto migliaia di volte esiste la Sfiga Statistica. Se ti deve cascare in testa una tegola non c’e' niente da fare. Il caso spara nel mucchio e becca gli onesti e i farabutti.
Sono da tempo convinto che non esista nessun talismano, potere, destino scritto che ti possa salvare il culo da tutta una serie di disastri. I tuoi meriti non c’entrano un cazzo. Non sono INERENTI.
Per dimostrare questa verita' assoluta posso osservare che io non ho avuto nessun merito ne' nessun demerito a diventare quello che sono.
Io sono nato per caso in una famiglia dove tutti scrivevano, mio nonno materno, mia nonna materna, due mie zie, uno zio, mio cugino, mia cugina. Sono bravo perche' scrivo? Cosa avrei dovuto fare?
Se nascevo in Bangladesh e morivo a 2 mesi ero meno bravo?
Sono anni che medito su questa questione e credo sia molto importante vedere l’immensa schiera dei neonati come un insieme. Alcuni riescono a sopravvivere, alcuni no. Alcuni trovano terreno fertile per sviluppare le loro potenzialita', altri vengono soffocati. E’ terribile, ma l’universo funziona cosi'. E questo da' una grande responsabilita' a chi ha avuto la fortuna di nascere in una situazione positiva.
E dovremmo avere la modestia di pensare all’enormita' di quello che abbiamo e a chi ha invece occupato i posti piu' scomodi. Per questo sono nostri fratelli. Per questo essere solidali e' un bisogno genetico. Perche' la tua vita e' la mia vita. E le nostre posizioni potevano essere invertite.

Ma torniamo al cuore del discorso: cosa determina il successo o l’insuccesso di un’azione?
Siamo abituati a vedere i fatti della vita come un susseguirsi di eventi provocati da una serie di cause. Hai incontrato una persona, ti sei innamorato, lei si e' o non si e' innamorata di te. Se lei non ti ama cerchi delle cause in quel che hai detto o fatto, in come eri vestito. Oppure ti spieghi l’insuccesso dicendoti che non hai abbastanza bellezza, cultura, soldi. Oppure sei piu' fatalista e pensi che non c’era feeling, empatia, corrispondenza.
Ecco piu' vivo su questo pianeta piu' mi rendo conto che i fattori che determinano i fatti essenziali della nostra vita sono aspetti apparentemente secondari e lontani dai fatti stessi.
Cosa fai, cosa dici, che vestiti hai addosso, se sei bello o brutto possono essere concause, rafforzativi ma non sono mai l’aspetto determinante.
Hawking, il famoso fisico non e' certo un bell’uomo e inoltre e' paralizzato quasi completamente. Si e' sposato, ha fatto dei figli, ha venduto milioni di libri, realizzato scoperte entusiasmanti e poi e' fuggito con l’amante.
Se non era paralizzato cosa faceva?
Io credo che il risultato di quello che fai dipenda notevolmente dal PESO MENTALE che metti nelle tue azioni e NON altrettanto da cosa fai.
Certo che se per chiedere a una ragazza di baciarti le dai uno schiaffo non funziona. Ma se ti comporti mediamente in modo sensato la differenza la fa il tuo atteggiamento.
Non importa cosa fai ma come lo fai.
Mi rendo conto che il concetto PESO MENTALE, va chiarito. Gli attori francesi lo chiamano ATTITUDE, attitudine.
E’ un termine che si riferisce al fatto che ci sono attori che riescono a far ridere anche senza dire niente, stando con un lenzuolo in testa. E non si capisce proprio COSA faccia ridere il pubblico. Un altro attore puo' provare a fare le stesse cose ma non ottiene una risata.
L’ATTITUDE e' qualche cosa che abita nel territorio del feeling, delle buone vibrazioni, dell’empatia, del linguaggio corporeo, del suono cellulare forse…
Credo che a volte ti sara' capitato di notare che ottenevi un certo risultato stando in un certo stato psicologico contrassegnato da evidenti sensazioni particolari.
Prova a pensare a un momento della tua vita in cui hai ottenuto un successo.
Come definiresti lo stato emotivo in cui ti trovavi prima di ottenerlo?
Io ho una grande esperienza di rifiuti femminili.
Ero uno stakanovista del rifiuto. Avevo capito che per ottenere grandi risultati bisogna viaggiare su numeri alti, quindi ci provavo con molte ragazze. A furia di provare ottenevo anche qualche risultato e alla lunga mi resi conto che quando le fanciulle si concedevano fisicamente ai miei baci io ero generalmente dentro un certo umore, un certo modo di vedere, di sentirmi.

Sto affermando che esiste un preciso stato di coscienza, stato emotivo, che ti da' precise sensazioni fisiche, chiaramente percepibili e identificabili. Quando sei dentro queste sensazioni, dentro questo punto di vista sul mondo, hai una grande possibilita' di ottenere successi in qualunque campo.
Comunque ti beccherai dei rifiuti, non hai i superpoteri. Ma statisticamente e' molto piu' probabile ottenere un successo quando vivi quello stato particolare.
Se capisci questo, il tuo modo di relazionarti alla realta' cambia. Se vuoi raggiungere uno scopo, se devi affrontare un momento cruciale della tua vita, prima di tutto ti preoccupi di entrare in uno stato d’animo appropriato: quello che ti da' piu' probabilita' di ottenere risultati positivi.

Continuando a osservare il risultato delle mie azioni mi sono accorto che riuscivo a identificare alcuni precisi elementi del mio ESSERE SEDUTTIVO.
Alla fine escogitai una modalita' di corteggiamento veramente efficiente. Ovviamente continuavo a beccare parecchi rifiuti ma le probabilita' di successo erano quintuplicate.
Il mio sistema si basava su un gioco mentale.
Avevo meditato a lungo sulla quantita' enorme di donne meravigliose che ci sono nel mondo ed ero arrivato alla serena conclusione che fare sesso con tutte sarebbe stato impossibile e che il mio obiettivo era trovare la donna giusta per me. Meglio fare l’amore mille volte con la donna che veramente desideri arrivando a conoscerla fino in fondo che farlo con mille donne. In fondo inizi a far veramente bene l’amore con una donna quando la conosci bene. Ci vuole allenamento. Se veramente quello che vuoi e' il massimo del piacere non puoi perdere tempo a fare il galletto con tutte le femmine che incontri.
Quindi mi convinsi che prendere un rifiuto era uno smacco che potevo digerire usando la filosofia: il mio obiettivo non e' dimostrare che sono un ganzo, facendo sesso con decine di donne ma trovare una persona con cui conoscere una profonda, piacevole, duratura intesa. Incassare dei bei due di picche da parecchie ragazze era il costo indispensabile da pagare nella mia ricerca di un grande, vero amore. Ogni donna che mi rifiutava era un passo in avanti, ne avevo eliminata un’altra dalla lista delle donne possibili.
Ragionando cosi' arrivai a rilassarmi un po’ e a non crollare nella depressione ogni volta che una donna rifiutava i miei baci. Non mi sentivo piu' una merda rifiutata ma un uomo che cerca la donna giusta e sa che solo baciando molti rospi troverai un bel principe.
La seconda mossa fu affrontare la mia ansia da prestazione sul campo.
Quando uscivo con una ragazza giocavo a far finta di averla gia' baciata. Quindi mi rilassavo. E mollavo anche tutti quei giochini che fai per non far capire subito a lei che ti piace. Sono stronzate e funzionano solo con le ragazze che hanno poca anima. Parlavo come se fosse chiaro che ci amavamo… la prova era che ci eravamo gia' baciati (che me l’ero inventato).
Se mentre stai mangiando con una ragazza le dici: ”I tuoi occhi sono bellissimi, credo che per tutta la mia vita continuero' a guardarli.” Hai rotto lo schema comportamentale classico. Stai proponendo a lei di buttare le schermaglie amorose al cesso e di passare a un rapporto vero, intenso, sincero. Mi piaci, siamo qui per conoscerci, voglio sapere se tu sei la donna che cerco. Questo atteggiamento e' potente. Se poi alla fine della serata tu non provi a baciarla (l’hai gia' baciata!) dai un valore ancora piu' forte al tuo atteggiamento. Non hai fretta perche' tanto se e' la donna della tua vita succedera' che si fara' sesso…
Se hai voglia di baciarmi mi baci… Non sono qui a rincorrerti, sono qui a offrirti una storia d’amore.
Ho scoperto che le donne apprezzano moltissimo questo atteggiamento e spesso decidono che vali una scopata anche se non pensano proprio di amarti per tutta la vita.
Ma attenzione: questa non puo' essere una tattica. Funziona solo se senti la storia proprio cosi'. Cioe' veramente devi sentire, fisicamente, la sensazione di essere distaccato, soddisfatto di te, disponibile e senza fretta. Alla fine mia moglie, Eleonora, l’ho corteggiata per 4 giorni e una notte intera, fino all’alba, senza mai provarci. E c’e' stato un momento in cui i giochi si sono scoperti. Lei stava mangiando un’anguria, io mi sono avvicino e ho morsicato l’anguria. Un gesto da fidanzati. Lei avrebbe potuto mandarmi subito al diavolo e io avrei saputo che era inutile insistere. Ma non mi mando' al diavolo e io rafforzai cosi' la mia tranquillita' sul fatto che alla fine mi avrebbe baciato. Vorrei spiegare meglio come funziona questo meccanismo stupido nella mia testa.
Mi aveva gia' baciato nella mia mente e mi permetteva pure di comportarmi come se ci fossimo gia' baciati non incazzandosi se mordevo la sua fetta d’anguria. Potevo essere felice come se mi avesse gia' baciato. Quindi lei sente che tu sei contento e si chiede: “Perche' e' cosi' contento che non lo ho ancora baciato? Forse sa qualche cosa che non so… Forse mi ama veramente talmente che sente l’ineluttabilita' del nostro amore cosmico…”
Ho chiesto a Eleonora che cosa ha pensato quando le ho morsicato la fetta d’anguria. Lei mi ha detto che fino a quel momento non mi aveva considerato proprio. Penso': “Ma guarda questo…” Poi si giro' verso le sue amiche e si scambiarono un’occhiata e lei disse: “Ma questo e' pazzo…”
Ecco io credo che se tu vivi veramente una posizione nella quale senti l’ineluttabilita' di un rapporto e la manifesti sia proprio difficile che l’altra persona resti indifferente, se c’e' un feeling, un sentire di base.
Ovviamente si tratta di stare attenti verso chi si indirizza il proprio interesse. Avevo capito che se volevo trovare un grande amore era necessario che io ci provassi con donne con le quali c’era empatia.
Mi ero messo a assaporare tutta una serie di particolari. Quando incontravo una ragazza che mi interessava mi mettevo in ascolto delle sensazioni che mi provocava. Quando c’e' qualche cosa di potenziale tra due persone c’e' proprio una specie di calamita. Il momento cruciale e' nei primi secondi. Secondo me ci deve essere subito un incontro di occhi. E’ una cosa che succede quando incontri un amore o un amico potenziale. Gli occhi si guardano e c’e' una micro scossa, un’emozione. Se non c’e' questo lascia perdere.

Come ho detto questo modo di corteggiare una donna funziona spesso ma per arrivarci bisogna viverlo veramente. Quindi e' necessario agire con la massima cautela e determinazione. E bisogna affrontare con metodo i problemi tecnici. Se vivo in mezzo al deserto e conosco un’unica donna all’anno e' probabile che me ne innamori anche se non c’e' nessuno sguardo iniziale magnetico. La questione numerica, statistica, ha la sua importanza. Ammettendo che uno sia un maniaco dei canoni estetici comunque al mondo c'e' almeno una donna su mille che ha l’eta' e le volumetrie richieste. Quindi ci sono 6 milioni di donne che potenzialmente potrebbero piacermi. E visto che sono un tipo strano di queste solo una su un milione mi combacia perfettamente. La questione e': come faccio a incontrare questa fata?  Ovviamente per incontrare la persona dei tuoi sogni devi metterti in posti dove passa tanta gente e c’e' modo di guardarsi e parlarsi. Ad esempio, non la discoteca. I corsi di salsa sud americana, meraviglioso ballo movimentato, sono invece ideali. Iscriversi a una decina di corsi di salsa e' un’azione che ti mette in condizione di essere tranquillo sul piano statistico. Se conosci 500 potenziali amanti al mese alla lunga una persona che ti corrisponda la incroci. A me non piace molto ballare e ho aperto Alcatraz, dove ogni anno si ha modo di conoscere migliaia di persone.

Ma torniamo al nostro discorso sul PESO DELLE AZIONI e L’ATTITUDE.
Il mercato e' pieno di manualetti che ti insegnano a comportarti in modo seduttivo. Ma non c’e' modo di imitare un atteggiamento appassionato ma distaccato come quello che ho cercato di descrivere.
Se voglio solo fare il maschio conquistatore perche' sono roso dalle mie insicurezze e ho bisogno di approvazione e segni di stima, allora non riusciro' a mettere la giusta attitudine, la giusta intenzione. Semplicemente aspettare a provare a dare il primo bacio non e' la stessa cosa. C’e' differenza tra recitare un ruolo e sentirlo veramente.
E tanto piu' io lo sento tanto piu' e' vero, tanto piu' e' potente.
Per spiegarmi meglio ricorrero' ad alcuni esempi.
Parecchie persone mi hanno raccontato di essere uscite da situazioni impossibili comportandosi spontaneamente fino in fondo.
Ad esempio, una ragazza viene aggredita nell’androne del suo palazzo da un maniaco. Lui la butta per terra minacciandola con un coltello. Lei gli dice: “Scusa sono un po’ scomoda ti dispiacerebbe violentarmi sul mio letto?”
Lui assurdamente acconsente. Salgono le scale (lui con una mano regge il coltello con l’altra i pantaloni) arrivano alla porta dell’appartamento di lei, lei apre tremante, poi si fa in disparte per lasciarlo entrare e lui scappa.
Oppure c’e' la storia di un ragazzo che deve partire per andare a trovare la sua fidanzata che e' in ospedale a Copenhagen, deve essere operata di li' a poche ore. Lo bloccano all’aeroporto perche' ha il passaporto scaduto da un giorno. Lui va al commissariato dell’aeroporto per vedere se c’e' modo di partire lo stesso, lo prendono per pazzo. Colto dalla disperazione, si mette a piangere e piange per 20 minuti. Alla fine il commissario si fa raccontare cosa e' successo, gli chiede che qualcuno confermi la sua storia e ottenuta una conferma lo fa uscire dall’Italia col passaporto scaduto.
Un’altra storia riguarda un ragazzo derubato degli ultimi soldi che aveva da uno scippatore a Parigi. Lo segue e lo raggiunge in un bar. Sono le 2 di notte, lui e' l’unico bianco in un bar dove sono tutti neri. Lui chiede allo scippatore di riavere indietro i soldi. Quello dice: “Usciamo che te li do.” Il ragazzo bianco dice: “Io con te non esco perche' ho paura.” Quello crolla e gli restituisce i soldi.
Tiziano Terzani racconta di quando un khmer sta per sparargli, nella giungla cambogiana. Lui nell’ultimo istante di vita ripensa a tutti i fatti assurdi che lo hanno portato a morire in un posto cosi' fuori mano e scoppia a ridere. Il giovane khmer si mette a ridere anche lui e lo lascia andare.
E ancora: sono le 3 di notte, un’auto sta uscendo dall’autostrada a Fano. A bordo 5 ragazzi che stanno fumando erba. I carabinieri li superano e li fermano. Il guidatore apre la portiera, scende, da' un ultimo tiro alla canna e dice: “Ragazzi, sono le tre di notte, non vorrete mica fare i carabinieri a quest’ora?” e i carabinieri li lasciano andare.
Parigi, mezzanotte, in un bar della periferia Scalzone e un altro latitante italiano di Potere Operaio stanno bevendo un the, sono disperati, soli e non hanno una lira. Arriva un rapinatore, apre l’impermeabile e gli punta una pistola: “Datemi i soldi!” Loro lo guardano attoniti. Scalzone dice: “Ma va la'!” E riprendono a parlare non considerando proprio il rapinatore. Quello insiste, gli dice che li ammazza, poi alla fine se ne va.
Una signora molto distinta, che lavora per una grande multinazionale, mi ha raccontato che dopo aver frequentato un mio corso volle mettere alla prova le modalita' di comportamento claunesco e creativo che io propongo. Un giorno venne chiamata dal suo capo, uomo iroso, e gia' dalla telefonata capi' che voleva sfogarsi nel solito modo isterico e urlato.
Entrando nell’ufficio del capo viene accolta da urla bestiali e si dice: “Devo inventarmi qualche cosa!”
dopodiche' le arriva l’intuizione. Si butta per terra facendo finta di inciampare e inizia a urlare fingendo terribile dolore. Il capo cambia subito atteggiamento e successivamente inizia a trattarla con piu' rispetto. Ha capito di avere di fronte un essere umano sensibile come tutti gli esseri umani.
Molto curiosa era anche la tecnica che utilizzava un rapinatore di Prima Linea, un gruppo terroristico degli anni settanta. L’ho conosciuto che aveva appena finito di scontare quindici anni di prigione e sono stato ad ascoltarlo per ore. Volevo capire cosa succede nella testa di un giovane idealista che decide di entrare in una banca con una pistola in mano per finanziare la rivoluzione comunista. Lui entrava in banca, diceva la fatidica frase: “Fermi tutti questa e' una rapina!” E poi appoggiava la pistola sul bancone e non la toccava piu' fino a quando non se ne doveva andare. Essendo un idealista non voleva spaventare troppo le persone presenti. Una volta una signora si senti' male e lui l’accompagno' in bagno a rinfrescarsi il viso lasciando la pistola sul bancone. Nessuno dei presenti penso' di impugnarla.
Un’altra storia me la racconto' Enzo Baldoni, anche lui voleva mettere alla prova l’efficienza della strategia clown. A quei tempi faceva ancora il pubblicitario. Venne convocato da una grossa azienda a una specie di gara tra agenzie pubblicitarie. In palio c’era una commessa per qualche miliardo di lire. Il tema della disfida era: giudizi sulle nostre campagne pubblicitarie passate e proposte. In effetti Enzo era convinto che la loro campagna pubblicitaria l’anno precedente fosse stata ottima. Lui rappresenta l’azienda piu' piccola e ottiene di parlare per ultimo. I concorrenti si buttano in proiezioni, presentazioni, proposte e bozzetti, accessoriati e pieni di assistenti di sublime avvenenza.
Arriva il suo turno e lui segue un’intuizione istantanea e dice: “Secondo me la campagna che avete fatto l’anno scorso e' molto bella. Rifate quella.” E si becca il contratto.
Nella mia vita ho lavorato a lungo con i tossicodipendenti e ne ho conosciuto uno che raccontava di essersi trovato per tre volte con un cane antidroga che lo annusava e tutte e tre le volte l’aveva scampata nonostante avesse addosso vari tipi di sostanze illegali. In due casi addirittura il cane gli era balzato addosso ma l’agente che lo teneva al guinzaglio l’aveva trattenuto per fermare un extracomunitario che si trovava a un passo. Questo ragazzo aveva talmente poco l’aria da drogato che l’agente fraintendeva i chiari segnali dati dal cane.
Non che avesse un aspetto particolarmente ordinato o elegante. Vestiva anzi in modo piuttosto trasandato ma non aveva l’ARIA da drogato.

Ho fatto esempi che riguardano persone aggredite e aggressori, persone oneste e fuorilegge.
Questo perche' le regole della relazione prescindono dalla moralita' di una persona. E’ vincente chi aderisce alla sua natura anche se questo lo porta a compiere azioni empie. Per agire con grande peso non necessario cioe' essere buoni, anche se ai buoni generalmente riesce meglio. Senno' non si capirebbe il successo di veri mostri, completamente pazzi. Da Gengis Khan a certi politici contemporanei.
Ma se sei buono e' importante che comprendi fino in fondo come funzionano certi meccanismi determinanti per gli effetti delle tue azioni. Se ti devi scontrare con gli stronzi non partire in svantaggio. Organizzati bene.

Tutti questi episodi hanno in comune un elemento.
In tutti i casi l’azione compiuta ha funzionato perche' era veramente sentita, era in perfetta sintonia con la realta' della persona. La ragazza aggredita era veramente scomoda per terra, Scalzone e il ragazzo scippato a Parigi erano veramente al verde, Terzani era veramente stupito della situazione assurda che lo stava portando alla morte, cosi' come il rapinatore voleva sinceramente evitare inutili sofferenze ai rapinati, Baldoni era veramente convinto che la pubblicita' dell’anno prima fosse buona. La donna che si butta per terra era convinta che il suo capo fosse ingiusto a urlarle e quelli che sono sfuggiti a un arresto per uso di sostanze stupefacenti erano veramente convinti di non meritare la galera.
Al di la' se uno ha ragione o torto, se sta compiendo un’azione onesta o malvagia, e' la convinzione l’elemento essenziale.
E credo che allargando il campo puoi trovare anche nella tua cerchia di conoscenze persone che sono riuscite a compiere azioni assolutamente improbabili grazie a una convinzione molto forte.
Ecco allora che imparare a riconoscere quando la nostra intenzione e' veramente forte diventa un elemento essenziale per il nostro benessere.

Ma prima di lasciarvi devo aggiungere un’altra osservazione.
Tutti gli episodi che ho raccontato qui hanno in comune anche un altro elemento.
La persona agisce seguendo un impulso profondo e trova il coraggio di compiere un’azione che e' stupefacente. Un’azione che spiazza l’interlocutore, gli propone un diverso punto di vista.
La forza dell’intenzione, il PESO DELL’AZIONE e' un aspetto del nostro modo di agire che e' intimamente legato alla facolta' di stupire.
Quando ti senti in quel certo modo, appassionato ma distaccato, desideroso ma capace di attendere, ti viene spontaneo agire seguendo modalita' inconsuete e quindi stupefacenti.
Ma attenzione: anche qui non serve a niente fare una cosa qualsiasi che sia fuori dall’ordinario. Bisogna essere invece talmente in armonia con la situazione e con i nostri sentimenti, da riuscire a intuire istintivamente, sentire, che puoi compiere quel gesto assurdo, e se lo fai esattamente adesso e' perfetto.
Si' perche' anche il tempismo e' essenziale, esiste un solo preciso istante in cui puoi morsicare la sua fetta d’anguria e poi vivere insieme a lei una vita intera d’amore. Quel momento. E devi ascoltare le sensazioni, sentire l’onda delle tue emozioni e agire quando ti senti che e' il momento.

Mi sto sforzando per trovare le parole esatte per dirlo.
Non e' facile. Mancano proprio le parole. Si tratta di un enorme buco nel nostro vocabolario. Ci mancano decine di termini.
Uso frasi evocative per circoscrivere il concetto.
In realta' “sentire l’onda” o “senti che e' il momento” sono parafrasi approssimative.
Qui si apre tutto un aspetto non detto, non raccontato della nostra vita. Un vero disastro visto che in gran parte dipende proprio dalla nostra capacita' di riconoscere questo livello percettivo: sentire quando sei in palla, quando l’intuizione ti viene dal cuore, quando la pancia ti dice che quell’azione (che stupisce te per primo) puo' veramente funzionare, adesso.

Per ottenere un risultato positivo con maggiori probabilita' puoi cercare uno stato d’animo appropriato, desiderante ma flemmatico, e imparare a riconoscere la sensazione che ti danno gli istanti nei quali sei IN PALLA, cosi' da poterli incrementare. Se scopri che e' in quello stato che le cose vanno meglio cerchi di ritornarci dentro ogni volta che ti serve il massimo della tua potenza. Questo non ti da' i superpoteri ma sicuramente aumenta le probabilita' di uscire interi da certe situazioni… Almeno quando e' umanamente possibile riuscirci.

A questo punto vorrei parlarti di queste sensazioni sottili che ci permettono di identificare il nostro stato di coscienza piu' produttivo. Ma di questo te ne parlero' domenica prossima.
 
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Io sono piu' deficiente di Berlusconi, e tu?

Forse ti sei accorto che in certi momenti fai qualche cosa di preciso per tirarti su di morale.
Un ragionamento, un’immagine, ricordarsi di un certo stato d’animo. C’e' chi pensa “ce la posso fare”, chi si rassicura con un “non mi prenderanno mai”.
Non so cosa ma anche tu probabilmente fai qualche cosa per galleggiare quando la merda esistenziale ti travolge provocandoti dolori intestinali, sciatalgie, crampi, emicranie cistiti ed emorroidi esplosive, sulle quali ho esperienze che potrei raccontarti provocandoti visioni raccapriccianti (spero che apprezzi il fatto che evito di entrare in particolari).
Ognuno si inventa sistemi diversi per fronteggiare la caduta dei tassi di vivibilita', quando scoppiano le bolle speculative durante le quali le tue quotazioni salgono inspiegabilmente (e poi crollano altrettanto misteriosamente).
Anche tu suppongo avrai il tuo sistema anche se magari non ci hai fatto caso… Sono cose di cui non si parla a scuola e generalmente neppure altrove.
Cosa fai?
Non ti viene in mente niente?
Qualcosa, credo, tu la faccia sicuramente per innalzare il tuo personale vessillo della voglia di vivere. A meno che tu non sia un depresso totale. Ma sospetto che anche i depressi totali facciano qualche cosa per non suicidarsi senno' sarebbero tutti morti e sepolti da un pezzo.

Alcune persone custodiscono ricordi dolcissimi che tirano fuori quando si sentono a terra. Altri si mettono a scrivere, vanno in palestra, corrono, dipingono, curano l’orto, si fanno una passeggiata con il cane, giocano con i bambini, vanno a ballare oppure si guardano un film comico. Oppure fanno sesso con la nazionale di calcio congolese.
Altri si mettono d’impegno a parlare male di qualcuno, a volte di tutti, a volte solo di Berlusconi, oppure si lanciano a elencare nei dettagli tutti i momenti piu' dolorosi della loro esperienza terrena arricchendoli con dovizia di particolari terribilmente lancinanti di modo da far star male, fisicamente, i loro interlocutori. Questi ultimi due sistemi hanno parecchie controindicazioni per via che elencando le brutture degli altri e i propri momenti piu' terribili si ottiene una visione del mondo sempre piu' nera e senza speranze. Il che alla lunga scogliona il sistema immunitario che dice: “Va beh, ma allora se la vita e' cosi' una merda e sono tutti cosi' stronzi cosa ti tengo vivo a fare?”
Ma anche se questi sistemi hanno notevoli controindicazioni sono comunque modalita' efficienti utilizzabili allo scopo di anestetizzare la sensazione che la vita non abbia alcun senso e che non sia un’esperienza capace di galvanizzare le ghiandole del divertimento.

In questo articolo vorrei portare la tua attenzione su alcune modalita' semplici per trovare il modo migliore per te di tirarti su il morale.
Credo che diventare coscienti di questo particolare aspetto della propria personalita' sia un passaggio epocale per la nostra esperienza terrestre.

Circa 3 ore fa questa coscienza, la particolare coscienza del mio particolare modo perfetto per tirarmi su il morale, e' esplosa nella mia mente apparendomi finalmente chiara in modo cristallino.
Eureka! disse qualcuno (Aristide? Aristotele? Archimede Pitagorico? Pitagora? Paperoga?).

Finalmente ho capito perche' da tempo mi sentivo con una pietra sulla testa.
Forse da qualche anno.
Sono diventato un cinquantenne serio.
Siccome ho scoperto dieci anni fa che a far gli spiritosi si fallisce economicamente, dopo essere fallito economicamente mi sono preso una strizza boia e sono diventato finalmente quel che si dice un adulto responsabile.
Poi mi son voluto mettere nella storia dei pannelli fotovoltaici. Ero talmente terrorizzato di rimetterci la faccia che ho dato il controllo della situazione alla mia identita' zitella e igienista che e' capace di spaccare un capello in 4 usando la motosega.
Cioe' ce l’abbiamo perfino fatta a costruire 200 impianti che funzionano veramente (MERDA!).
E, incredibile, io, che fino ai 45 anni ero peggio di Peter Pan, sono diventato una persona affidabile. Mi telefona anche gente importante e mi chiede consigli su roba esplosiva tipo l’illuminazione stradale. A me? E due universita' mi hanno pagato 4.000 euro per andare a spiegare agli studenti l’efficienza energetica per una mattinata. Da non credere. Gliel’ho anche detto.
“Guardate che non sono neanche laureato in lettere e voi siete qui ad ascoltar quel che ho da dirvi sulla coibentazione. Non e' mica normale, dovrebbero dirvelo i vostri professori che hanno studiato.” Mi hanno trovato molto spiritoso e ridevano. Ma io dicevo sul serio.
Insomma, sono diventato un tipo posato. Tutto bene. La mia immagine sociale ne ha guadagnato in modo incredibile. In questo momento ci sono 50 aziende che stanno cooperando a un grande progetto ecologico e modestamente ho dato un certo contributo al fatto che si mettessero assieme. Aziende che fatturano centinaia di milioni di euro, non il banchetto della porchetta.

Il problema e' che io mi annoio. Mi addormento sul divano, mi rigiro la notte, mi rode il culo e passo una media di 4 ore al giorno al telefono (l’ho scoperto analizzando la mia bolletta telefonica alla ricerca di un modo di tagliare del 25% i costi delle telecomunicazioni. E ci sono pure riuscito. Sono piu' pignolo di un ferroviere orologiaio. Che palle!).

Stamattina, non so perche' dopo aver dormito una chiavica sul divano mi sono alzato di umore splendido.
Il che dimostra che sono schizofrenico, ma questo lo sapevo gia'.

Ho iniziato a fare l’imbecille di fronte a mia figlia adolescente e a 4 suoi amici (mi ha guardato tipo: “Sei un verme indegno anche di strisciare.”).
Dopodiche' ho cercato di copulare con mia moglie mentre era sulla porta di casa con il berretto in testa e il cappotto imbottito lungo fino a mezzo polpaccio. Non ho avuto molto successo ma mi e' sembrata una cosa romantica. Avevo guardato dalle 7 e un quarto un film che trovo assolutamente romantico, quello di lui che e' un teppista ma anche un genio matematico, con Matt Dillon e l’attore che ha fatto il film di Patch Adams (sono in amnesia onirica).
C’e' lo psicologo che dice al genio matematico teppista: “Amare vuol dire affrontare l’imperfezione dell’altra persona. Accettare che una persona conosca fino in fondo la tua assurda imperfezione. Vale la pena di rischiare tutto per scoprire il piacere di amare le imperfezioni ed essere riamati anche se imperfetti. E’ una cosa accogliente.” Cioe' non dice proprio cosi'. Lo dice molto meglio. E’ romantico, la sua moglie e' morta.
Ho rimandato indietro il film e l’ho fatto sentire a Eleonora. Questo prima di cercare di copulare sulla porta di casa che faceva anche freddo.
Poi sono andato a lezione e tutti erano veramente simpatici e dicevano battute incredibili. Anzi prima sono andato a far colazione e c’era una bambina che mangiava da sola e non voleva parlarmi e io allora ho fatto il famoso verso dell’Ukulambu Tembo che i bambini non resistono e ridono per forza. L’ho dovuto fare per 15 minuti di seguito. Era una dura ma io sono un reduce degli anni di piombo.
E durante la lezione ho pensato: “Cavolo, sto proprio bene. Sto facendo il cretino e tutti si divertono. Sono proprio bravo a farlo!”
E li' forse ho capito che ho una missione e che non l’avevo capito e che l’avevo un po’ abbandonata.
Continuero' certo a impegnarmi per costruire case solide che funzionano ma voglio anche prendermi il tempo di fare il cretino. Adoro fare il cretino.
Mi ricordo a scuola, io facevo sempre il cretino e tutti mi prendevano per cretino. Vedevo mio padre che faceva un po’ lo scemo a teatro ed ero convinto che le donne andassero pazze per uno che scivola e rovescia addosso il caffe'. Un po’ mi veniva naturale, il resto era duro impegno.
Ho sofferto molto al liceo perche' non puoi mai (mai) andare dal capo del servizio d’ordine, l’uomo piu' maschio della scuola e chiedergli: “Perche' mi guardi male? Non mi vuoi bene?”
Dopo lui inizia a guardarti veramente male.
Ma se ripenso adesso a quegli anni ci vedo dentro un grande eroismo. Non mi piegavo al modo di fare ADULTO e militarista dei comunisti duri e li pigliavo in giro in modo poetico e disperatamente perdente.
Poi ho scoperto che facendo il cretino in contesti appropriati potevo anche guadagnare bene. E mi sono messo a fare un giornale di satira di successo (Il Male). Avevo 24 anni e mi divertivo a fare provocazioni assurde. Avevamo anche progettato di piazzare 3 proiettori ologrammatici in 3 appartamenti vicini a piazza San Pietro e aspettare una domenica nuvolosa, con la piazza gremita di folla e il Papa alla finestra. E a quel punto accendere i 3 proiettori e far apparire una madonna che sorride e fa ciao con la manina, in cielo.
Quanto mi sono divertito. Anche solo a progettarlo. Sarebbe costato 30 milioni. Ma vendevamo 80mila copie la settimana e potevamo permettercelo.
Una delle cose che mi diverti' di piu' fu fare la copertina quando mori' il Papa. Ero da solo a Roma, gli altri erano tutti in vacanza. Vado in tipografia e cambio la copertina all’ultimo momento. Scrissi a caratteri cubitali: “Morto un Papa se ne fa un altro!”
Poi quando lavorai per Tango mi divertii a pubblicare un articolo intitolato: “Anche i comunisti rubano”, una cosa con nomi e cognomi di comunisti inquisiti. E era il 1987. C’era ancora il PCI, quello vero, e si incazzarono come dei tori. Ma Staino, eroico direttore di Tango, fece muro e l’articolo usci' come l’avevo scritto.
Ma nella direzione si incazzarono ancora di piu' quando tirai fuori la storia dei muscoletti vaginali che se li muovi godi enormemente ed eviti l’incontinenza orinaria dopo la menopausa. Sull’Unita', quotidiano comunista fondato da Antonio Gramsci. Poi quando feci un articolo sul parto dolce decisero che era troppo.

Se ripenso a queste cose, mi rendo conto che sono quelle della mia vita che considero vittoriose e felici, devo confessare che quel che mi da' piu' gusto non e' tanto il discorso politico che c’era dietro (nel quale peraltro credo fermamente) ma sapere che sono riuscito a far circolare idee nuove facendo l’imbecille, godendomi il gusto dello sberleffo, facendo marameo, una capriola e una scoreggia e riuscendo a far veramente incazzare qualcuno che avrebbe forse anche accettato di discutere sui contenuti se non li avessi presentati in modo cosi' canzonatorio.
E credo di aver fatto bene a fare come ho fatto. Per cambiare i pensieri servono emozioni e io riesco a essere deficiente in modo veramente emozionante. A certa gente saltano i freni inibitori e questo e' salutare per la loro salute. Loro poi mi odiano ma io so di averli investiti con un gesto d’amore.
L’esperienza piu' alta in questo settore l’ho realizzata durante il festival della Miseria organizzato dal Male.
Si svolgeva all’ex Macello, gremito. Dopo un gruppo rock, due poeti maledetti, un mangiatore di spade e un mimo coreano, il presentatore sul palco annuncia Cicciolina che fara' lo streap tease (era un festival delirante!).
Cicciolina uscendo dal camerino sfiora un chiodo, il suo vestito si impiglia e lei resta nuda prima di salire sul palco. Panico. Le servono 5 minuti per rimediare. Io dovevo andare su dopo di lei, mi mandano subito a tappare il buco. Io avevo in testa un casco da vigile urbano, di quelli alti a cupoletta a punta e addosso un cappottone blu. Sembravo proprio un ghisa.
Davanti  me c’erano 2000 teppisti della suburra romana. Un giornalista del Male aveva gia' ricevuto un pugno in faccia che gli aveva rotto un dente perche' aveva fracassato i coglioni a un nerboruto. Questo giornalista era un violento che aveva gia' picchiato due giornalisti che erano venuti a intervistarci in redazione. Li aveva picchiati a pugni in faccia perche' secondo lui facevano domande cretine. Arriva da me con la bocca che butta sangue e mi dice piangendo: “Mi hanno spaccato la faccia! Mi hanno rotto un dente.” Io gli dico: “Cazzo, e' il minimo che ti poteva succedere continuando a fare l’imbecille!”
Comunque a quel punto ero li' sul palco e dovevo fare il mio pezzo. Mi ero chiesto se tutta quella gente che sarebbe arrivata al festival fosse stata ben informata sulla vera natura della sostanza atomica.
Inizio quindi a spiegare alla platea scalpitante che voleva vedere le tette di Cicciolina, al secolo Ilona Staller, per sapere se erano veramente cosi' siliconate come si diceva in giro, inizio a spiegare (dicevo) che i satelliti di ogni atomo sono talmente distanti dal nucleo dell’atomo che ci passa, in proporzione, la stessa distanza che c’e' tra la terra e la luna. Cioe', se metti qui il nucleo di un atomo, portato alla misura di una ciliegia, il satellitino che gira attorno praticamente fa (essendo a Roma) un cerchio che tocca Grecia, Albania, Austria, Svizzera, Sardegna, Sicilia. Cioe' la materia dentro e' vuota e se metti uno sull’altro tutti i nuclei e i satelliti degli atomi, che compongono il monte Bianco, togliendo tutto lo spazio vuoto, allora il Monte Bianco ti sta in una tazza da te.
Quindi e' inutile preoccuparsi troppo delle rate del mutuo da pagare perche' tanto non esiste un cazzo.
Mi sembrava una cosa importante da far sapere a quella massa di ignoranti stolidamente convinti di essere costituiti da vera materia solida, soda, compatta e piena.
Illusi.
Ma arrivato a meta' del discorso un gruppo di alcune centinaia di teppisti mentali che l’avevano gia' tirato fuori in vista della pornografia in arrivo inizio' a fischiare. Gli altri 1673 spettatori decisero che avevo in effetti rotto il cazzo a tutti con la fisica nucleare dopo cena e si misero a urlarmi: “Vai via, cretino.”
A quel punto il presentatore, che non sapeva che ero tra gli organizzatori, temendo che la folla irascibile salisse sul palco e mi sbranasse, mi spintona in quinta, sul lato del palcoscenico. Li' ci sono Vincino, Andrea Pazienza e Angese che mi dicono: “Cazzone, perche' ti fai scacciare dal palco, questa e' la nostra serata e facciamo quel cazzo che vogliamo sul palco! Torna fuori!”
Ringalluzzito dalla solidarieta' di tre dei piu' grandi disegnatori del millennio ritorno sul palco e il presentatore mi viene incontro per bloccarmi mentre il pubblico inizia a ululare che ho rotto le palle al cubo triplo.
Per un caso fortuito era venuto a trovarmi pochi minuti prima un mio amico, un ex fascista a cui avevo salvato la vita quando un gruppo di compagni lo aveva condannato a morte. Ve la racconto: erano un po’ incazzati e impulsivi, il tutto era avvenuto a Piazza Vetra, malfamato luogo milanese dove ci si faceva le canne prima che Albertini lo circondasse di filo spinato elettrificato, ed erano le due di notte, quando 20 esagitati invadono la mia panchina dove stavo discutendo del Tao con un mio amico di cui non posso farvi il nome perche' se noi poi dovrei uccidervi, e mi dicono: “Questo e' un fascista, dice che non ha mai fatto niente di male, decidi tu.” Cioe' era una specie di atto di cortesia che mi facevano, una specie di risarcimento per via che mia madre era stata rapita e violentata dai fascisti. Quindi mi davano il diritto di far fuori questo povero cristo come una gentilezza. Apprezzai il gesto ma non avevo voglia di spargimenti di sangue. Mi da' fastidio perche' sono sensibile. Il fascista l’avrei assolto anche se fosse stato un picchiatore ma comunque era pure una brava persona, anche se era veramente un fascista, per giunta era pure diventato monaco induista anche se non si vedeva per via che se suo padre lo vedeva girare per Milano con la tonaca lo uccideva.
Al festival era venuto apposta da Varese per ringraziarmi e mi aveva portato come regalo una spada da samurai con la lama vera, per via che sapeva che ero un maniaco delle arti marziali zen. E visto che non sapevo dove cazzo mettere la spada me l’ero legata sotto l’ascella e mi penzolava sotto il cappottane di lana blu e non si vedeva.
Quindi sono sul palco. La gente urla: “Vattene ebefrenico emozionale!”, il presentatore massiccio mi fronteggia con l’intenzione di placcarmi e farmi desistere in favore della dea del porno che e' nel frattempo giunta, e io dico al presentatore una frase che erano secoli che volevo dire ma non avevo mai trovato l’occasione: “Hai sbagliato giorno, hai sbagliato mese e hai sbagliato anno. E anche il posto e' quello sbagliato.”
Contemporaneamente, lentamente, mi slaccio i primi due bottoni del cappottone pesante che mi ha comprato la mia mamma per farmi stare al caldo anche nelle notti di tempesta, che ha un potere di arresto sufficiente fino a proiettili calibro 38, e dopo aver slacciato quei cazzo di bottoni del cappottone siberiano blu, afferro l’impugnatura della spada e con un agghiacciante sibilo metallico la estraggo, la brandisco alta nel cielo e all’istante il presentatore capisce che non lo abbiamo pagato abbastanza per affrontare uomini veri sull’orlo di una crisi di nervi samurai. Si vaporizza. Mi giro verso il pubblico, avanzo fino al bordo del palcoscenico, sono sull’orlo, agito la spada.
La gente arretra di un paio di metri e in centinaia contemporaneamente, pensano: “Credevo di essere il piu' psicodepressivo ossessivo compulsivo teppista dell’Occidente Cristiano ma questo si deve essere fatto qualche cazzo di droga che ancora non conosco e se e' cosi' incazzato e ha una spada cosi' lunga e spietatamente affilata e un desiderio sanguigno di usarla che glielo si legge chiaro negli occhi, forse e' meglio che chiudo la bocca e forse torno a casa intero.”
Quindi ottenni un silenzio tale che potevo sentire da li' il Papa che scoreggiava in Vaticano.
Quindi potei finire di spiegare che tra un satellite di un atomo e il nucleo di un atomo non c’e' un cazzo per migliaia di chilometri (fatte le debite proporzioni con una ciliegia).
Quindi, quando ebbi finito ci furono 97 centesimi di secondo abbondanti durante i quali 2.000 persone si chiesero: “E adesso che cazzo fa?” E quando capirono che avevo finito il mio numero e non ci sarebbero stati altri morti, parti' una cosa che dire che mi hanno fischiato e' niente. E’ stato un muro fisico sibilante, uno tsunami di vibrazioni sonore di fischi, pernacchie, vaffanculo, cretino, ululati, brumiti, friniti, gracidii e ugghioli.
Minchia! Che grande soddisfazione. Mi fischiavano come fosse uno sport con un record da battere, fischiavano con entusiasmo, con dedizione, con determinazione assoluta, impegnandosi, sforzandosi per ottenere il massimo in termini di decibel da tutti gli apparati comunicativi disponibili.
Sono convinto che quella sera ho reso un grande servigio alla fisica. Certamente molti si saranno poi ricordati della mia conferenza.
C’e' stata emozione.
Per via dell’amnesia selettiva che mi diletta non mi ricordo il nome del grande musicista che al teatro Lirico inizio' a suonare tasti a caso sul pianoforte fino a quando la folla inizio' a fischiarlo, e lui continuo' fino a che le urla divennero potenti. Poi si alzo' e inizio' a applaudire il pubblico. Poi disse: “Vi siete appropriati dello spazio acustico: avete realizzato una sinfonia selvaggia.”
Gran paraculo, lo adoro. Ma io fui fischiato almeno il doppio.
Ecco. Ho capito che quando sono nella merda sono queste immagini della mia vita passata che mi fanno sentire meglio. Le immagini della parte piu' idiotamente, assolutamente, genialmente ribelle. Mi piaccio quando faccio l’idiota. Una volta mi sono preso la soddisfazione di dire a un gruppo di investitori in giacca e cravatta, che volevano mettere 5 miliardi di lire nel nostro progetto dell’ecovillaggio, che anche se ci finanziavano non saremmo diventati amici. Il progetto pati' una botta d’arresto di 10 anni. Mi sono chiesto centinaia di volte se sono stato un cretino a dire una frase cosi'. Stamattina ho finalmente deciso che e' stato un capolavoro di cretineria.
Il progetto dell’ecovillaggio e' partito sette giorni fa con l’offerta dei primi 21 appartamenti e sta arrivando gente da tutta Italia a vedere se gli piace il posto. Ed e' veramente tutto fatto come si deve. C’ho messo 10 anni di piu' ma l’ho fatto dieci volte meglio di quel che sarebbe venuto fuori con quelle gatte morte.
Con quei soldi avrei anche evitato di fallire. Ma adesso e' passata e mi piace essere stato quello capace di fare una cazzata di quelle proporzioni. Avevano cravatte orribili.
Allora avevo 44 anni, oggi ne ho 54.
Se Dio mi da' la grazia posso viverne altri 30 abbondantemente, forse anche 40, abile e arruolato. Mio padre ne ha 84 ed e' un toro.
Oppure posso morire giovedi' prossimo come un pirla.
E ne ho buone possibilita' perche' sono anormale. Ieri sera mi sono dimenticato di dare dei soldi urgentissimi a una persona, una questione di 30 euro per la palestra della bambina, che ha creato il fatto che mia moglie ha scoperto che ho i neuroni andati (ero riuscito a illuderla per 14 anni). Quindi sono salito sull’auto elettrica, e siccome non partiva ho tolto il freno a mano per farla partire in discesa dimenticandomi che non ha un motore a scoppio. E subito ho scoperto perche' non partiva: era collegata ancora al cavo elettrico per ricaricarla. Quindi si e' strappato il cavo, spaccato lo sportellino e, cosa tragica, s’e' rotto il pistolotto di plastica per la connessione cavo-batterie. E ovviamente siccome sono un ecologista psicotico si tratta di un vecchio modello di 600 Fiat Elettra, fuori produzione e trovare un altro spinotto sara' piu' difficile che procurarsi un pelo del buco del culo dello Yeti.
E l’altro ieri ho preso il mio adorato portatile l’ho appoggiato sopra un cuscino messo sopra il sacco del detersivo messo sopra la lavatrice, poi ho deciso che in bagno c’era freddo e ho iniziato ad agitare la porta per far entrare aria calda e siccome il portatile era aperto un colpo di vento portale ha creato un effetto barca a vela e il mio Mac ha iniziato a scivolare drammaticamente maestoso, come una giunca sul fiume Giallo, ed e' piombato per terra. E siccome mi ama e dovevo finire un lavoro ha poi continuato ad essere attivo per otto ore consecutive senza mai perdere un solo bit, nonostante lo schermo semi divelto. Quindi finita e spedita la home del nostro prossimo sito web, e' defunto con il caratteristico cric cric e frift fraft quasi impercettibile che riesci a sentire solo se hai un animo gentile e al telefono c’e' Antonello di Bastia Umbra che e' l’unico tecnico di computer capace di riprodurre perfettamente con la bocca il suono di un hard disk rotto (lo senti se avvicini l’orecchio al corpo della creatura).
Cioe' io sono cretino a raffica. Qualcuno mi dira': e' solo un periodo che sei esaurito. No, sono proprio scemo. Eppure da stamattina mi sento veramente bene. Oserei quasi dire che sono felice. Sono un coglione, lo so, e so anche che le persone a volte adorano i cretini che fanno ridere. Io sono molto divertente.
Una volta stavamo trainando la mia auto sulla salita (verticale) della Torre di Alcatraz. Paolo Cipiciani trainava la mia Campagnola con la sua. Io ero sulla mia. In cima alla salita la sua auto non ce la fa. Allora Paolo Cipiciani che e' un campione di formula 2, scende dalla sua auto e sale in piedi sul cofano della sua auto stessa medesima per fare peso davanti. L’auto e' in prima ridotta e fa cento metri all’ora, quindi non c’e' pericolo.
Finalmente, con il peso di Paolo sopra le ruote davanti della sua auto fa presa e avanziamo di 40 centimetri. Ma poi inizia a slittare, non ce la fa. Per un pelo. Allora Paolo Cipiciani che e' uno che non si arrende inizia a saltare come un pazzo sul cofano, col rischio di ammaccarlo gravemente, ma lui se ne frega perche' ha deciso di tirarmi fuori da li' a tutti i costi. Allora io, commosso dal suo entusiasmo virile, decido che dobbiamo vincere a tutti i costi la resistenza dei motori, delle salite e delle umane sventure. Serve un gesto eroico, folle, coraggioso. Scendo anche io dalla mia auto, arranco in salita, raggiungo l’auto di Paolo, ci salgo sopra, il mio peso la fa muovere, saltiamo felici per aumentare l’aderenza, si', ce la fa! Vai! Avanza ancora, prende velocita'! Fantastico. Abbiamo vinto.
Poi si spezza il cavo di traino e la mia auto parte giu' dalla discesa a velocita' folle e siccome Dio alla fine mi tollera finisce in un roveto e si ammacca solo leggermente.
Cioe' io sono scemo. Ma ho anche fatto ridere tutta la valle con questa storia. Se la raccontano ancora oggi dopo 28 anni. “Quella volta che il figlio di Fo e' montato sull’auto di Cipiciani…” e giu' a ridere.
Ok. E’ andata cosi'. Potevo nascere biondo con gli occhi azzurri, invece sono nato brachicefalo, sono stato traumatizzato da piccolo e ho fatto il ’68 in ritardo.
Ma una cosa la posso fare. Adesso posso dirtelo perche' se hai letto fino a qui fai certamente parte delle 100 persone per le quali sono disposto a morire e che sono disposte a morire per me.
E so che non mi tradirai mai.
Voglio ancora collaborare a fare pannelli solari che funzionano con i miei amici che sono capaci di farlo. Ma io come io voglio dedicarmi intensamente alla mia demenzialita' di fondo. Il mio grande archetipo.
Cioe' voglio seguire questo karma.
C’e' una cosa che per 30 anni mi son tenuto dentro.
In effetti avevo conosciuto un’altra donna che era la piu' bella del mondo e per giunta aveva 2 anni piu' di me. Ed era di Potere Operaio che e' un’aggravante erotica. Io davo giu' di testa e a furia di poesie ed eroiche gesta durante gli scontri con la polizia, inizio' a darmi corda. Siamo al bar, al primo appuntamento, io sono galante da far sciogliere l’Antartide con tanto di strage di pinguini, lei mi sorride. Io ho 18 anni. Lei ha due tette della madonna, indossa un vestitino attillato di lana fatto ai ferri che le lascia scoperte le spalle, il baratro tra i seni mi infiamma l’anima.
Quindi io le sorrido. Lei mi sorride. Ci sorridiamo. Io dico “Andiamo al cinema?” E gia' la vedo tra le mie braccia che ci accoppiamo per terra tra le file di poltrone rosse che profumano di pop corn, e mentre pronuncio la parola CINEMA, proprio sulla N di ciNema, mi parte giu' una candela di nariccio dal naso, lunga, giuro, piu' del mio pene. Una cosa oscena. Avrei potuto dire: “Pardon!”, coprirmi con la mano, cercare un fazzolettino sul bancone del bar, pulirmi il moccio e cercare di riprendere conoscenza. Invece siccome sono furbo, ho cercato la parata impossibile. E cosa ho fatto? Ho risucchiato con un virile colpo inspiratorio (tirando su col naso) il vile moccio e dopo un attimo non c’era piu'. E io sorridevo come se non fosse successo niente. Dimentico che il mio tirar su col naso aveva prodotto nel bar un frastuono agghiacciante e raccapricciante.
Io sorridevo soddisfatto come se avessi passato un importante esame di abilita' nasale. In fondo ero riuscito a recuperare il 100% del nariccio senza colpirla in faccia con una sola goccia. Neppure un goccia di nariccio sul suo viso. Cosa si puo' chiedere di piu' da un uomo? Un combattente comunista per giunta, che siamo un po’ bestie e ci puzzano le ascelle.
Cioe' non l’ho M A I   P I U’   V I S T A.
Lo so che hai riso. Se fai parte dei viventi hai riso. Nella sfiga almeno sono divertente.
Beh, stamattina ho deciso che voglio andare fiero anche di questo disastro amoroso.
Una delle due donne piu' belle del mondo non mi ha voluto amare nonostante le abbia chiaramente dimostrato che con il naso posso fare quasi qualunque cosa. E vi lascio immaginare le potenzialita' di una simile abilita' a livello, come posso dire… psicofisico reciproco…
Ho detto a mia moglie: “Cara, penso di avere delle potenzialita' nel sesso nasale che non ho ancora pienamente esplorato. Potresti spogliarti che vorrei fare una prova?”
Ero al bar di Alcatraz e lei stava facendo il caffe' a 6 persone e non so perche' non mi ha trovato galante.
Ha detto che oggi sto facendo l’imbecille a tempo pieno e che se vado avanti cosi' mi spacca la faccia.
Ecco questo e' un problema.
Ma in fondo e' cosi' divertente.
Vai cosi'. Basta pallosi articoli su questi dementi di sinistra che vogliono andare alle elezioni regionali con 4 liste divise per vedere come si fa a guardare la destra che trionfa.
Da oggi iniziero' a scrivere di sane, deliziose, potenti storie vere di grande deficienza. Iniziero' dalle mie e passero' poi a raccontare tutte le storie di idiozia che mi vorrete segnalare.
Un movimento di massa. La rivolta dei demenziali.
Senza gente che fa cazzate colossali come noi la vita di molte persone sarebbe insulsa e noiosa.
E quanta gente non si suicida solo perche' puo' guardarsi indietro e dire: “Comunque almeno non sono scemo come loro.”
E’ ora di dirlo che siamo una necessita' per l’evoluzione della specie, un crogiolo di esperimenti falliti che apre le vie dell’innovazione. Si', siamo noi la fonte dell’ispirazione dei grandi inventori. Siamo noi a fare la domanda piu' cretina del mondo che squarcia la mente impigrita del genio matematico.
Quindi
A: Non rompetemi le palle se nei prossimi anni saro' cretino in modo scientifico. La mia e' una missione estetica e creativa. Scemo e' bello.
B: Creiamo il sindacato degli stupidi e chiediamo un sussidio e il diritto alla canapa terapeutica legalizzata. Sedarci e' una priorita' della nazione.
Resta il problema di mia moglie. Mi lascera'? Oppure accettera' i miei piccoli difetti?
In fondo quando ha abbattuto un muro con il paraurti posteriore della mia auto, che poi non era un bel vedere, io l’ho abbracciata e l’ho baciata e le ho detto: “Ti amo perche' siamo fatti l’uno per l’altra.”
Solo che adesso lei vuol fare la perfettina e dice che sono un deficiente.
Bella scoperta.

 


Sono di moda i rapporti orali con esseri di un’altra galassia

Me ne stavo tranquillamente sdraiato sopra un letto di morbido lattice vegetale equo e solidale. Vicino a me c’era la donna piu' strepitosa che io potessi sognare. Una donna meravigliosamente abbondante. Una donna di quelle che vedrete difficilmente sfilare alle kermesse della moda. E spero che non mi consideriate omofobo se dico che c’e' un nesso tra il fatto che il capitalismo delle multinazionali del dolore ha ghettizzato l’omosessualita' nella gabbia dorata della moda e il fatto che le donne televisive ideali sono magre. Un tipo di donna che se Rubens avesse provato a metterla in un quadro glielo avrebbero tirato dietro.
Ecco a me piacciono le donne di Rubens. E se sono un po’ piu' in carne e' meglio.
Insomma, ero li' spaparanzato a godere le grazie dell’universo ed ecco che mi si liquefa il palazzo che vedo dalla mia finestra. E tutt’intorno si sparge un odore di pop corn con una nota tragica dentro. E un sibilo. Anzi un belato, forse un mugghio. Non saprei dire. Un suono inudito. Inaudito.
Ed e' stato li' che e' iniziato il bordello.
Tecnicamente siamo stati invasi dai Crunk, orribili creature extragalattiche che per penetrare nel nostro pianeta hanno assunto le sembianze di onesti viaggiatori di commercio vestiti anni ’60 con tanto di brillantina Linetti e scarpe lucide a specchio (sono dei feticisti del lucido Brill, pare che se lo mangino anche; su di loro ha effetti allucinogeni, estatici e fortemente erotizzanti). E hanno dichiarato subito che la distruzione del palazzo davanti a casa mia e' stato un disgraziato incidente e hanno risarcito i familiari delle vittime con 10 milioni di euro in oro.
Questi stronzi Extra si presentano ai governi di mezzo mondo offrendo nano tecnologie superdotate, videogames tattili con forte inclinazione orale (tute super anatomiche pressurizzate e munite di 3400 punti attivi, capaci di raffreddarsi, scaldarsi, fremere, tremare gonfiarsi violentemente e riprodurre cosi' in modo digitale la sensazione di essere succhiati da una Asturiano con 7 lingue).
A Berlusconi offrono Condon, una crema miracolosa che permette contemporaneamente di ottenere un Condono Tombale Biblico per qualunque reato, colpa o semplice manchevolezza.
Di fronte alle lusinghe dallo spazio profondo i Pessimi Governanti Umani non tentano neppure una trattativa e si arrendono subito. Si dichiarano vassalli degli invasori da un’altra galassia. Uno schifo.
Ma per fortuna ci sono ancora umani con le palle.
Ci mobilitiamo.
Anche perche' scopriamo alla svelta che sono collusi con la mafia, hanno troppe televisioni, sono maniaci sessuali, sono intimamente calvi e probabilmente si nutrono di carne umana prelevata nottetempo nei cimiteri.
Via, bim bum bam, sul web iniziamo a organizzare la resistenza umana, il blog di Grillo diventa un bastione di difesa planetaria, centro di coordinamento logistico. Il blog di Luttazzi un centro di studio sulle armi da impiegare per accoppare gli extraterrestri. Travaglio organizza bande di skinhead suicidi, il Mes si lancia nella produzione di carri d’assalto muniti di spray caricati a cera per mobili e vetril (gli Extra odiano il vetril), i Verdi iniziano a coltivare melanzane su larga scala (la melanzana secca gli Extra in un baleno), i comunisti, i socialisti e i radicali si dedicano a costruire piccoli modellini della corazzata Potemkin per attaccare le astronavi che gli Extra hanno parcheggiato nei porti di mezzo mondo. Noi di Alcatraz come al solito ci occupiamo dell’energia.
Ovviamente il tutto e' realizzato in collaborazione con l’Internazionale Ecologista No Global.
All’alba del 4 dicembre 2009 siamo tutti schierati, pronti alla pugna per difendere il suolo del pianeta patrio.
Sinceramente ho qualche dubbio sull’efficienza del nostro armamentario.
Io brandisco uno stereo anni ’70 legato a un palo e sono pronto a sparare un pezzo dei Rolling Stones.
Colpo di scena: i fottutissimi Crunk ricorrono a un espediente diabolico. Dicono: “Pace, pace, basta guerra, volevamo solo un po’ di convivenza pacifica, mettiamo ai voti: se la maggioranza dei terrestri non ci vuole ce ne andiamo in un’altra galassia dove sono piu' gentili, abbiamo gia' dei contatti.”
Allora la situazione e' semplice, si fa una votazione ed e' chiaro che la maggioranza dei terrestri e' per cacciare i marziani.
I casini iniziano quando si deve depositare il simbolo. Volevamo fare una cosa unitaria: tutti quelli contro gli extraterrestri uniti. Invece viene fuori che questi qui ce l’hanno con Beppe Grillo che poi magari quello che gli tiene il blog fa un accordo sotto banco con dei venusiani amici suoi e ci vende ai Veganiani. Quegli altri non vogliono in nessun caso fare patti col PD. Altri ancora dicono che Di Pietro e' colluso con la Disney e vuol fare un Parco Giochi Galattico al posto dei Fori Imperiali che sono vecchi (lui vuol fare Paperino). Poi viene fuori che gli arabi vogliono presentare un loro simbolo elettorale contro gli extraterrestri e anche gli indiani, i cinesi e i giapponesi. E assolutamente nessuno vuole avere nella propria lista i radicali.
‘Fanculo, al momento di votare c’erano 236 simboli che rappresentavano forze che volevano cacciare i Crunk e una sola lista che raccoglieva i voti di chi voleva i Crunk.
E per giunta i Crunk nei giorni precedenti alle elezioni hanno mandato in giro milioni di giovani avvenenti (che sotto sotto erano orribili polipastri squamosi) a regalare panettoni e cioccolatini, a giocare a nascondino e acchiapparella con i bambini e a fare ai vecchietti altri giochetti scioccanti. Se ne andavano sorridendo e dicevano: “Se con il referendum non ci cacciano torniamo a trovarvi.”
Indovina chi ha vinto il referendum?


Come Lu Shung!

Erminio Casoretto era un uomo piccolo e sostanzialmente gracile, anche se sapeva essere agile.
Un giorno arrivo' nella Terra dei clan della gente che veniva da molto lontano. Urlarono: “Fuggite, dietro di noi cavalcano le orde dell’Orrore!”
Ma nessuno diede loro retta perche' era gente fin troppo ottimista. Qualcuno disse: “Ci sono popoli che sono molto ansiosi, perche' non mangiano abbastanza peperoncino rosso e carciofi e non fanno abbastanza sesso, vedono pericoli ovunque.”
E quando poi osservarono un’immensa armata che si avvicinava con le bandiere nere e i simboli della morte dipinti sulla faccia, aprirono loro le porte delle citta' e offrirono agli invasori cibo e vino.
Ma dopo poco capirono che quello era un immenso esercito di vampiri che oltre a essere sadici erano anche stronzi. Se non piaceva la forma del tuo naso ti uccidevano. Se non eseguivi gli ordini alla svelta ti uccidevano.
All’inizio Erminio Casoretto e la sua gente provarono a trattare col nemico. Il piu' vecchio del Clan del Coguaro disse: “Magari non sono veramente cattivi del tutto. Magari hanno solo sofferto da piccoli. Proviamo a mandargli delle belle ragazze che facciano loro compagnia, cosi' magari si ammorbidiscono”. Si riunirono i delegati di tutti i clan, compreso il Clan della Puzzola, della Lince Bianca e del Millepiedi. E tutti convennero di mandare delle donne a insegnar loro un po’ di buone maniere.
E cosi' fecero, ma quei satanassi saltavano addosso alle femmine senza alcuna grazia, facevano quel che volevano e poi non si preoccupavano neppure che la donna prendesse il suo piacere.
Allora Natascia Bellagamba disse all’assemblea del Clan del Toro: “Col cazzo che torniamo a far l’amore con quelle bestie senza sentimento!” E visto che nessuno osava discutere il parere delle donne e visto che non si poteva sopportare oltre il tallone rovente di quelle iene impazzite, si decise, a malincuore, la guerra.
Alcune sciamane del Clan della Cagna Nera e del Clan dell’Upupa Albina unirono le loro conoscenze e prepararono una quantita' incredibile di veleno adatto per essere inalato, mangiato, bevuto, toccato. E centinaia di ragazze e giovani intrepidi furono addestrati a maneggiare quelle sostanze pericolose. Poi, in una sola notte, fu sterminato l’esercito che aveva occupato la terra di Erminio Casoretto.
Dopo ci furono 22 giorni di festeggiamenti e non ci fu nessuno, in nessuno dei clan, che fece l’amore meno di 22 due volte.
Passarono gli anni e, stranamente, la gente dei clan lascio' che alcuni furbastri prendessero molto potere. Era gente mite, che tendeva a fidarsi. Cosi' si fecero convincere ad eleggere un capo di tutti i clan e quello nomino' ministri e sottosegretari, consulenti, uscieri, generali, giudici, impiegati del catasto, commissari e carcerieri. E in men che non si dica il popolo dei clan si trovo' schiavo di una burocrazia ladrona e stupida.
Allora Erminio Casoretto convoco' l’Antico Consiglio dei Clan. Ma non venne quasi nessuno perche' stavano tutti nel grande anfiteatro a vedere la Grande Coscia Lunga, Lulu' La Fajette, la donna piu' bella di tutti i continenti, che si infilava una spada in gola. E molti trovavano questo estremamente eccitante. Allora Erminio, che aveva una bella voce, disse: “Ma porca zozza perche' cazzo non e' venuto nessuno?”
E un vecchio molto saggio, che si chiamava Ukulele Jam, ed era il miglior fabbricatore di tagliabrodo a molla, spiego': “Ormai non c’e' piu' gente con le palle!” E quei pochi che erano la' fecero la faccia depressa.
Allora Erminio disse: “Sapevate che Lu Shun era mio cugino per via che mia nonna aveva avuto una relazione con un cinese di Hong Kong che vendeva cravatte a Porta Susa?”
“E chiccazzo e' questo Lu?” chiese Danila, che era stata una volta a letto con Erminio ma non le era piaciuto.
“Dovete sapere…” comincio' Erminio “ che Lu Shung era un contadino che viveva in una casa dentro una valle dove non si vedeva il sole al tramonto. Allora Lu Shung un giorno disse ai suoi 3 figli: “Figlioli, siamo scappati qui per fuggire agli eserciti del male. Ed e' un bel posto questo. Ma sarebbe piu' bello se potessimo vedere il sole che tramonta perche' e' una visione che apre il cuore e fa bene allo stomaco. Quindi non ci resta che armarci di Santa Pazienza e di picconi. Iniziamo subito a spianare quella montagna di fronte, che ci impedisce la vista del tramonto, cosi' finiremo prima.” Iniziarono a scavare quel giorno. E ogni giorno, appena potevano, andavano a scavare. Ed ebbero fortuna perche' ci furono due terremoti e 7 alluvioni e un tornado che alleggerirono un po’ il lavoro. E i figli diventarono grandi ed ebbero dei figli, e anche loro continuarono a scavare. Poi i figli dei figli ebbero dei figli e anche quelli scavarono.
E un giorno, che Lu Shung era molto vecchio, proprio verso sera, mentre stava seduto sul solito tronco, un raggio del sole al tramonto lo tocco' proprio sul viso. E lui disse: “Merda di vacca! Ci siamo riusciti!” Fece una grande scoreggia e mori' contento.
Si discusse poi se la scoreggia fosse stata accidentale o espressamente indirizzata a chi per tutti quei decenni aveva continuato a dire che lui era un pazzo perche' nessuno puo' spostare le montagne.”
Cosi' racconto' Erminio e uno di Lodi, Marco Bussonaghi, si alzo' e parlo': “Bravo! Hai detto proprio una bella storia. E ora che ti sei ripulito la gola con le parole vai a dormire contento che tanto non ti da' retta nessuno perche' non c’hai le cosce lunghe neanche la meta' della Vanessa Valiani (che era la seconda donna con le cosce piu' lunghe del mondo).”
Ma Erminio era veramente cugino di Lu Shung. E dopo 40 anni che ripeteva che al governo erano tutti ladri ci fu un gran casino e in effetti la polizia mise tutti i governanti in galera.
E il popolo dei clan torno' padrone del suo destino.
E fecero una gran festa che duro' 24 giorni e non ci fu nessuno che fece l’amore meno di 24 volte.
Passo' qualche anno e arrivo' un tizio che aveva fatto fortuna vendendo auto usate e poi si era messo a produrre grandi spettacoli con donne nude che venivano rappresentati nei migliori anfiteatri del paese. E quello un giorno disse: “Visto che sono cosi' bravo a farvi divertire perche' non mi date le redini della nazione che vi faccio vincere i mondiali del calcio alla palla che rimbalza?”
E tutti dissero: “ Dai! Dai! Che ci divertiamo!” E vinsero i mondiali. Poi quel tale, che si chiamava Giovanni Vasellina fece loro un culo cosi', ma quasi non se ne accorsero perche' aveva mostrato delle ragazze che avevano delle tette che non potevi capire come stessero su. E qualcuno mormoro' che Vasellina fosse un grande stregone che utilizzasse sortilegi di levitazione.
Allora Erminio disse: ”Dovremo spostare anche questa montagna. E lo faremo perche' siamo parenti di Lu Shung! Porca di una scagazzata d’asino! Iniziamo subito, cosi' finiamo prima.”
Quindi, caro te, piantala di lamentarti. Prendi la pala e scava. Fai tante storie ma poi sai che lo farai. Perche' pure tu, lo sai, sei parente a Lu Shung.
O vorresti dirmi che la tua prozia non ha fatto sesso con il cugino del Melegatti che poi sarebbe il padre di Ermenegildo?
Il sangue non e' acqua.
Cominciamo subito che finiamo prima.


Irragionevoli menti giovanili

A Vladiwostock, sono tutti sotto shock
A Pechino sono stupiti solo un pochino
(Hanno una storia millenaria
e sono abituati a vedere il mondo andare a gambe all’aria)
A Stoccolma dicono che la misura e' colma
Com’e' possibile che gli italiani
siano tanto pisquani
da accettare che si discuta
anche solo teoricamente
di far durare i processi
due anni solamente
quando incontrovertibilmente
normalmente
i procedimenti penali
hanno tempi decennali?

Gli ottentotti sono convinti
che i nostri governanti
vogliono liberare tutti i farabutti

Per togliere dai guai il piccolino
col parrucchino
trapiantato
che non s’e' ancora rassegnato
a essere condannato
ed e' disposto a distruggere uno stato
per fuggire alle responsabilita' del suo passato
scellerato
e del suo presente
impenitente
con quel suo pisello
errante
che non sta mai nelle mutande
e svolazzando per la citta'
grida:
“Sono l’uccello del Presidente
mettetevi a quattro zampe
immediatamente!”

 


I seminole, gli indiani che non si arresero mai, sono diventati tutti ricchi!

Per la serie: “Storie incredibili”, l’epopea di Mae e Billie.

Seminole Village

Betty Mae Tiger nacque nel 1923 nel territorio seminole della Florida da una famiglia particolare: il padre era un bianco e madre una Seminole, sciamana, come la nonna. Per lungo tempo Mae visse in estrema poverta' e soffri' la fame. A 14 anni non parlava l’inglese ed era analfabeta.
Un giorno un'amica le mostro' una storia a fumetti e le spiego' che quei segni neri, piccolissimi, erano la voce dei disegni che raccontavano una storia. Mae ne fu affascinata e prego' insistentemente sua madre perche' la mandasse a scuola. Ma non c’erano scuole indiane. A quei tempi c’erano scuole per bianchi e scuole per neri. E una donna di colore che lavorava con la madre nei campi suggeri' di iscrivere Mae nella stessa scuola di sua figlia. Ma quando Mae si presenta li' non la lasciano entrare perche' non e' nera.
Alla fine scopre che in effetti una scuola per indiani esiste, e' lontanissima, ma e' possibile ottenere una borsa di studio. Parte con il fratello e un cugino, torna a casa solo durante le vacanze.

A quei tempi la comunita' seminole viveva senza prospettive e senza speranze. Un’economia di sussistenza esclusivamente agricola. Ignoranza, malattie, alcolismo. Un popolo piegato.
Una strana tribu', i Seminole: sono in miseria, ma sono anche gli unici nativi americani che non sono mai stati sconfitti.
I film raccontano sempre le storie degli Apaches, dei Siux, dei Cheyenne. I bianchi raccontano la storia delle loro vittorie.
Ma i Seminole non hanno perso una sola battaglia: dal 1817 al 1858 si ritrovarono addosso un esercito dopo l’altro durante 3 guerre, ma non c’era modo di stanarli dalle paludi del Mississippi.
Indiani indomabili. Nel 1600 il re di Spagna aveva vietato la colonizzazione di quelle terre perche' abitate da mostri.
In realta' la loro forza era la gentilezza estrema.
Erano un popolo con caratteri matriarcali. Abitavano case di tronchi, indossavano calzoni e camice, avevano una medicina sviluppata e conoscevano l’algebra. Come gli eschimesi e i babilonesi praticavano l’ospitalita' sessuale, convinti che lo straniero portasse sangue nuovo alla loro nazione. Cosi' mentre gli Apaches fecero schiavi i primi bianchi che catturarono, trattandoli bestialmente, i Seminole accolsero a braccia aperte Joan Padan e altri naufraghi e chiesero loro se per favore potevano far l’amore con tutte le donne del loro popolo.
Donne bellissime, pulite, vivevano all’aria aperta e amavano far l’amore. Niente a che vedere con le donne europee che si lavavano una volta all’anno, spesso mangiavano male, avevano denti guasti, vivevano in citta' coperte di immondizia ed escrementi e odiavano il loro corpo. 
Cosi' i naufraghi europei si innamorarono di quel popolo e raccontarono che sarebbero arrivati i soldati e li avrebbero massacrati tutti,  spiegarono cos’erano i fucili e come si potevano domare i cavalli.
Cosi', quando sbarcarono i primi spagnoli, i Seminole li accolsero cantando le lodi del signore Gesu' e portando loro doni. Poi li ammazzarono tutti. Impararono a usare i fucili e i cannoni. E distrussero le successive spedizioni militari. E per questo il re di Spagna decise di smettere.
Indiani straordinari, i Seminole: si appollaiavano in cima ad alberi altissimi e sparavano sugli invasori con una mira spaventosa.
Gli europei massacrarono le donne e i bambini, imbrogliarono, deportarono ma non riuscirono mai a stroncare l’esercito seminole. Alla fine erano sopravvissuti solo 150 guerrieri con le loro famiglie, che pero' non si arresero mai.
Avevano avuto capi indiani Neri, Creek e persino uno Svedese.
All’inizio del 1900, gli Stati Uniti d’America firmarono un trattato di pace con la Nazione seminole riconoscendone la sovranita'  sulle terre che avevano difeso e sulle riserve nelle quali erano stati deportati.
 
Mae Tiger ha la stessa determinazione dei suo antenati materni. In pochi anni completa le scuole superiori, e diventa infermiera, torna dal suo popolo e inizia a curare le persone.
Si sposa con un uomo dal quale prende il cognome Tiger, ma lui e' un reduce della seconda guerra mondiale che non riesce a reinserirsi. Gli incubi lo distruggono. Per vivere lotta con i coccodrilli per i pochi turisti che visitano la riserva. Un giorno e' troppo ubriaco per esibirsi e Mae lo sostituisce. Lei e' del clan del serpente e sa come addormentarli.
Mae ha un figlio e lavora per la rinascita del popolo seminole.
Collabora a creare un governo, ed e' determinante nel riunire piu' di 20 tribu' in un’unica Unione delle Tribu' del Sud e dell’Est (USET). Nel 1957 e' membro del neonato governo.
Quando si insedia, nelle casse dello stato ci sono 35 dollari.
Il governo si riunisce sotto un albero quando c’e' il sole, in un camper quando piove.

Nel 1967 viene eletta capo della sua nazione.
Quando nel 1971 lascia la politica perche' ammalata, la nazione Seminole ha scuole, servizi sanitari, una vita sociale, un’agricoltura efficiente.
Alla guida della nazione seminole le succede James E. Billie, un reduce della guerra del Vietnam.  Anche lui come Mae e' un meticcio, figlio di un padre irlandese sparito nel nulla:  l’odio verso i bianchi aveva fatto dimenticare i costumi dell’ospitalita' sessuale e uno sciamano aveva consigliato alla madre di uccidere il piccolo James. Fu proprio Mae Tiger a salvarlo.
James Billie cresce in modo selvatico in mezzo alle paludi. Butta le scarpe in un canale per non andare a scuola. Ma Mae gliene compera un altro paio e lo convince a studiare.
Poi James Billie finisce in Vietnam, dove viene utilizzato in missioni dietro le linee nemiche per la sua dimestichezza con le paludi. E’ uno tosto che uccide a mani nude.
Quando torna a casa non riesce piu' a sopportare la miseria del suo popolo.
Un giorno incontra una tigre e la uccide con un colpo di fucile, poi la mangia con gli amici. Prende questo evento come un segno, e' convinto che la sua vita cambiera'. Viene processato da un tribunale di bianchi perche' il felino e' una specie protetta ma lui vince il processo dimostrando che uccidere la tigre fa parte della sua religione.
James Billie inizia a fare politica fino a diventare capo della nazione Seminole, appunto, nel 1971. Indirizza tutti i propri sforzi per trovare il modo di far rinascere l’economia, inizialmente, in particolare, attraverso lo sviluppo del turismo e l’artigianato: anche a lui capita di lottare con un coccodrillo per il divertimento dei turisti.
Poi un bel mattino prende in mano il vecchio trattato con il quale gli Usa riconoscono la nazione seminole e scopre che i bianchi, nella loro infinita presunzione, hanno fatto un errore madornale. Non hanno mai pensato che quegli indiani avrebbero potuto evolversi. E hanno riconosciuto ai Seminole lo status di nazione.
Billie capisce che questo vuol dire che i territori Seminole, 6 riserve, non devono sottostare alle leggi statunitensi.
Quindi fa due cose: apre una sala bingo e forma una polizia tribale armata fino ai denti. E attacca gli spacciatori di droga che atterrano nei territori indiani con aerei ed elicotteri e vendono cocaina ai giovani. La polizia seminole, composta da un gruppo di reduci, sequestra ai trafficanti un aereo e un elicottero. Cosi' la nazione Seminole ha anche l’aviazione. Lo stato della Florida tenta di chiudere il bingo e di sciogliere la polizia tribale. Ma le tigri delle paludi vincono la causa legale. Nel giro di pochi anni aprono 6 bingo, e investono i guadagni in case, scuole, strade.
Oggi i Seminole controllano uno dei piu' grandi gruppi americani di gioco d’azzardo. Un bel pezzo di Las Vegas e' loro. Ogni nuovo nato ha un sussidio mensile che gli garantisce di potersi laureare. 
Hanno intenzione di comprare la Coca Cola.

Oggi Mae e' una donna felice. E ne ha buoni motivi, oltre alla gioia che le danno i nipotini. Il suo popolo ha un grande futuro. Lei dirige il Seminole Times e scrive le storie della tradizione del suo popolo.

PS
Berlusconi ti fa incazzare?
‘Un te la pija'… Pensa Seminole!  In capo a cento anni lo roviniamo.


Le ragazze del Lorenteggio sono facili

Pietro Guerra incontro' Debora Bellagamba all’uscita della discoteca Incendio dell’Anima di Abbiategrasso.
Lei aveva un vestito a righe rosse e gialle con catarifrangenti borchiati in ottone sulle natiche e due finestrelle con vetro rosa sul seno che facevano un effetto vedo non vedo ai capezzoli.
A Pietro Guerra il vedo non vedo fece un effetto paralizzante. Lui stava tornando dal suo duro lavoro di cacciatore di ratti, topi, pantegane e altri animali senza nome che vivono nelle fogne e mutano a causa degli shampoo al fosforo. Ad esempio, i ragni coniglio che saltano fanno sesso e mangiano le mosche contemporaneamente e hanno il pelo grigio e duro come una moquette di spilli.
Forse lui non aveva un buon odore di pulito. Lei emanava fragranze orientali dosate con gusto. Odori che quando arrivarono al naso di Pietro gli provocarono allucinazioni auditive (angeli e altre creature superiori che ansimavano sull’orlo del delirio tantrico cantando romanze medioevali).
Le probabilita' che la squinzia in minigonna inguinale e calze a rete in tessuto organico desse anche una sola occhiata al Pietro Guerra erano nell’ordine dei micron. Piu' probabile che il Papa si convertisse al Cristianesimo.
Ma il caso buffone mise di mezzo Lanfranco Crivelli, figlio di QUEL Crivelli che costrui' l’inceneritore di San Gerolamo Superiore, area ormai disabitata e interdetta perfino alle rotte aeree per via che li' l’inquinamento e' talmente aggressivo che usa razzi terra-aria.
Lanfranco Crivelli, geneticamente convinto di essere il miglior partito sulla piazza allungo' la mano e la passo' con intenzione insinuante sopra le natiche fluorescenti di Debora Bellagamba. E quando lei si giro' dicendogli: “Stronzo!” Lui le rispose con una sfilza di parole tanto irriguardose per quella Dea pagana che Pietro Guerra si senti' autorizzato a prendergli un polso e torcerglielo fino a che Crivelli si trovo' in ginocchio a chiedere pieta'. Dopodiche' il damerino fu costretto a scusarsi con la ragazza che come ringraziamento scocco' a Pietro Guerra un tale sorriso che lui senti' che gli si scioglieva dentro l’inverno siberiano che abitava il suo cuore comunista.
Poi Guerra chiese: “Posso accompagnarti a casa?”
Lei rispose: “Non vado mica a casa, e' solo mezzanotte.”
Lui disse: “Va bene ti accompagno dovunque tu vada e stermino tutti quelli che ti danno fastidio.”
Lei lo trovo' romantico, era convinta che lui scherzasse. Lui non scherzava.
Inizio' cosi' un amore travolgente. Lui la porto' a vedere come brillava di notte la discarica abusiva di rifiuti ospedalieri. Si baciarono nella 500 di lui, parcheggiata tra i cumuli di auto accatastate nel deposito di uno sfasciacarrozze. Passeggiarono mano nella mano lungo il Lambro che quel giorno era viola amaranto. Lei pensava che lui fosse dark. Lui pensava che aveva avuto troppo culo a incontrarla.
Lui si lavava talmente tanto per togliersi di dosso la puzza di fogna che gli amici iniziarono a chiamarlo Lisoform.
Poi un giorno lei non venne a un appuntamento, lui la aspetto' fino a quando le violette di plastica gli si appassirono in mano. Lei non rispondeva al cellulare.
Lui si apposto' sotto casa di lei con addosso uno spigato grigio con il quale era convinto di mischiarsi tra la folla e un dolore sordo nel cuore.
La vide salire su un’auto nera, lunghissima, di quelle che se non hai un Rolex al polso non ti dicono neanche quanto costano.
Indossava un vestitino nero scollato.
L’auto scomparve nella nebbia. Lui si incollo' dietro con il suo lambrettone anni settanta truccato.
L’auto arrivo' fino a una villa in Brianza, supero' un grande cancello e spari' nel viale alberato. Pietro Guerra posteggio' il suo mezzo biruotato, scavalco' il muro di cinta e si avvicino' alla villa strisciando sulla pancia come un vietcong. Un grosso mastino napoletano gli si fece incontro con fare minaccioso. Il mattino dopo lo trovarono annodato e a lungo si chiesero chi avesse potuto trattare un cane in modo tanto orribile.
Arrivo' a una finestra e guardo' oltre il vetro. Una grande sala illuminata, un tavolo di legno massiccio coperto da una tovaglia color panna, candelabri accesi, un uomo anzianotto, con capelli nerissimi che puzzavano di falso da un miglio di distanza, stava cantando una canzone napoletana. Intorno al tavolo una decina di ragazze, tutte vestite con abitini neri scollati, ascoltavano l’uomo mentre assaporavano il gelato servito in coppette di cristallo. Guerra non era un intenditore ma non gli fu difficile capire che dovevano costare ognuna quanto un’automobile di media cilindrata.
Poi il vecchio si avvicino' a Debora, disse qualche cosa, lei si alzo', lui la prese tra le braccia e iniziarono a ballare un lento.
Proprio in quel momento Pietro si senti' puntare una pistola alla nuca. Un giovanotto che sembrava un armadio con addosso una giacca tagliata su misura (e non gli stava bene) lo guardava con un sorriso che riluceva nella notte. Pietro penso': “I dentifrici che sbiancano i denti fanno anche dei buchi nel fegato. Non vivra' a lungo.” Dopodiche' sorrise anche lui. Infilo' il suo dito nella canna della pistola e poi disse: “Se spari ti scoppia il mio dito in faccia e ti sporchi la camicia bianca.” Poi approfittando dello sconcerto della guardia del corpo gli mollo' uno schiaffone che a Niguarda qualcuno disse: “Un tuono... verra' a piovere!”
Poi entro' dalla finestra, ma siccome era blindata entro' portandosi dietro tutto l’infisso.
“Ma era un infisso che mi hanno garantito a prova di bazooka!” Disse il vecchio con i capelli strani.
“Non fanno piu' i bazooka di una volta.” Rispose Pietro Guerra. Poi lo guardo' meglio e gli disse: “Che tacchi alti che hai!” L’uomo con i capelli strani avvampo’ per l’umiliazione. Pietro guardo' Debora e le disse: “Andiamo via. Tutti i soldi del mondo non valgono un amore puro!” Lei rispose: “Ma tu sei scemo, mi ha promesso che faro' la letterina e forse anche il viceministro!”
“Ma io ti amo!” dichiaro' Pietro.
“Chissenefrega!” Rispose Debora.
Allora Pietro Guerra fu preso da una rabbia indicibile. Una rabbia di secoli pieni di vecchi babbioni che si rapiscono le ragazze piu' appetitose circuendole con promesse di vite facili asfaltate di diamanti e sottraendole cosi' ai baci onesti di giovani lavoratori comunisti, poveri di denaro ma ricchi di sentimenti.
Pietro Guerra inizio' a tremare.
Debora grido': “Oh mamma sta andando in sovraccarico!” E inizio' a scappare seguita da tutta la banda di ragazze con vecchio satiro al seguito.
Erano gia' a bordo delle lunghe auto nere lanciate sulla tangenziale quando il cielo si illumino' a oriente e la sopraelevata sobbalzo'.
Della villa, il giorno dopo, trovarono solo il comignolo.
Nessuno vide mai piu' Pietro Guerra. Ma ogni tanto, nelle notti di nebbia e gelo, qualcuno dice di avere sentito una specie di rombo profondo, una voce che viene direttamente dai confini del mondo e che dice: “Maledetti capitalisti calvi!”

 


Assassinati venti messinesi

(Cantato tipo rap)

Uragano, nubifragio, tempesta, alluvione, concussione, straripamento, frana, crollo, tracollo,
case distrutte, strade cadute, mazzette, tangenti, tecnici comunali con i calli alla lingua e contribuenti inermi che votano i fetenti tutti contenti.

I torrenti bloccati dal pattume
Sassi, casse, cassoni
E’ una cuccagna
Quando piove viene giu' la montagna
e' successo dieci anni fa
E sulla frana poi hanno costruito le palazzine
E’ successo 2 anni fa
E con le promesse hanno fritto le ciambelline
Vi ricordate di Sarno 159 morti
Quanti discorsi
“Non succedera' piu'”
urlavano in tv
“Ululu' ululu'!”

(Coro bambini tipo fai un salto fanne un altro)
Il presidente della Repubblica
Dice che Bertolaso gli ha detto che
c’e' un dissesto idrogeologico
che non e' logico
E se non si interviene seriamente
vedremo altri disastri sicuramente
E fare e grandi opere e' una stronzata
che andrebbe rimandata

(Cantata tipo Fischia il vento infuria la bufera)
Adesso ascoltate le urla dei tombini
23 centimetri d’acqua
viene giu' mezzo paese
l’acqua nelle strade travolge i bambini

(Rap)
Cazzoni invertebrati purulenti
Siete proprio fetenti
La protezione civile ha dato l’allarme da mercoledi' mattina
“Arriva un uragano! Dispaccio urgente.
Per reggenze e chi ha le spettanze”.
Ma questi burocrati feroci
carnivore teste di puma
non hanno mosso una piuma
Neanche l’hanno detto alla popolazione
Per non metterla in stato di agitazione.

Sicilia, sole, mafia, maccheroni alle sarde
Autorita' sorde.
Pasticcio di melanzane
Ripieno di panzane
E letame.

(Cantato tipo coro degli Alpini, ritmo allegro ma non troppo)
Fate il Ponte sullo stretto
Teste di capretto
A Messina il terremoto fece sessantamila morti
Quanti ce ne saranno la prossima volta?
Ma aggiustare la citta' sarebbe delirare
L’importante e' poter correre in automobile sul mare

((Tipo “O Gorizia tu sia maledetta”))
Il 21 settembre ha piovuto a Palermo
Nel centrale viale Leonardo da Vinci
c’e' lo zampillone fognario.
E quattro spanne d’acqua
E succede uguale il primo ottobre
E poi dicono che hanno la siccita'
e' proprio una strana citta'

(Tintarella di luna)
E’ la regione che ha piu' guardie forestali
E squadroni di operai utilmente sociali
Hanno dato a tutti delle belle palette
Per giocare con la sabbia sulle spiaggette

(Rap)
E intanto a Napoli e a Palermo e a Roma
Stano eleggendo il piu' furbo
Che si prende il disturbo
Di dar fuoco al rusco
Nel cassonetto
Cosi' tutti si respirano la diossina
Anche l’incendiatore
Piromane
Probabilmente petomane
Certamente deficiente

(Parlato)
Mi piace la mafia
Se sopravvivi e' rivitalizzante
Rende la vita frizzante
Ogni stronzata sara'
una calamita'

(Noi siamo i Watussi-Alligalli)
Ma che bel paese di pelandroni
A L’Aquila fanno le case con la sabbia di mare
Che il sale si mangia il cemento
E col terremoto poi diventa un portento
Venite, venite quaggiu'-u-u-u-u!!!!
Noi siamo un po’ scissi
Ma non siamo fessi
Siamo perplessi
Ma e' tutta colpa di mamma'
Che era troppo protetti-i-i-iva

(Rap)
Tanto poi c’e' il condono
C’e' l’indulto, lo scudo fiscale
Il potere maiale
Ci caga in testa
Ma che bella festa

E votate sempre i lestofanti
Sono i migliori
Quando muori ti mandano i fiori

Scusa
Ho bisogno d’aiuto
M’e' finito il condono fiscale nel culo

(Parlato tipo Rambo)
Vi ricordate il massacro del Vajont
2000 morti
Era un certo Volpi Giuseppe che aveva avuto l’idea geniale
di costruire quella diga criminale
Fascista, massone, tenne bordone ai massacri di Graziani in Tripolitania
Fu ministro e capo della Confindustria con Mussolini
Divenne capo delle Assicurazioni Generali
grazie alle leggi razziali
(dimissionario Arnoldo Frigessi di Rattalma
in quanto ebreo).
Un certo Eugenio Pacelli, poi diventato papa Giovanni XXIII, detto il Papa Buono, celebro' personalmente il suo funerale. Chissa' cosa faceva se era il Papa Cattivo.
Lo sapevi che il premio Volpi al festival di Venezia e' dedicato a questo bell’esemplare di italiano?

(Voce femminile tipo pubblicita' del lassativo ma sexy)
E’ per questo che amo questa nazione
Questo popolo di naviganti, imploranti, questuanti e rampanti imbroglianti.
 

(Questa canzone e' come al solito in cerca di musica, orchestra e cantanti.
Astenersi perditempo. Registra una prova e mettila on-line.)

PS
Intanto i morti sono diventati venti. Forse ventuno.

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No al suicidio energetico nucleare!

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