Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Salute e Benessere

Ristorante Alcatraz: Il cibo che hai sempre sognato

Perché la nostra cucina è un esempio unico di qualità totale

Alcatraz ha ricevuto il premio Amico del clima di Lega Ambiente per i risultati in campo ecologico ed è entrata della guida Slow Food per la qualità della cucina.

Pane AlcatrazLa Libera Università di Alcatraz compie 30 anni. Scusateci se ci permettiamo di vantarci dei risultati ai quali siamo arrivati. Un po’ di autoincensamento, ogni 30 anni, può essere scusato…
E quindi vogliamo vantarci del fatto che a tavola abbiamo raggiunto un livello di qualità che è al di sopra di qualunque standard: non hai mai assaggiato niente del genere. Lo so che lo dicono tutti, ma in 30 anni non abbiamo mai raccontato bugie, quindi puoi crederci. Noi cuciniamo solo con prodotti che oltre a essere biologici e certificati sono anche di qualità altissima. Andiamo a cercare antiche specie di legumi e verdure, produciamo noi l’olio, il pane, lo yogurt, l’aceto, la pasta fresca, parte delle verdure e della frutta. Friggiamo solo con olio di oliva extravergine spremuto a freddo biologico e usiamo una friggitrice a circolazione vorticosa dell’olio. Cioè la nostra frittura sta su di un altro pianeta. Abbiamo del tonno che non viene pescato con le reti a strascico che sterminano i delfini e che prima di abbatterlo i pescatori ci vanno in gita assieme e gli raccontano che sarà mangiato solo da persone con grandi ideali umanitari che amano sorridere. Pare che poi i tonni muoiano felici. E i polli crescono mangiando mais biologico con sottofondo di musica di Mozart e non vengono solo allevati a terra, ruspanti, ognuno ha a disposizione un campo da golf a 18 buche e se chiedono le mazze e le palline gli danno anche quelle. E usiamo molte soluzioni per rendere chimicamente migliore per il palato e il sistema digestivo ogni nostra preparazione.
Ma questo è solo un aspetto della preparazione dei cibi. Angela Labellarte, la nostra sublime chef, coadiuvata dalla squisita Beatrice Faccini, ha elaborato un sistema di preparazione dei piatti che riesce a unire sapori celestiali all’equilibrio degli ingredienti e a tecniche di cottura studiate per essere gradevolmente digeribili. Angela ha integrato la cucina umbra con quella padana e quella pugliese, scovando poi ricette arabe, russe e orientali la cui assenza costituiva un limite grave per la tradizione gastronomica italiana. Ci piacciono i cibi della nostra patria ma ci piace anche stupirci con preparazioni mai viste. Lo stupore aumenta la sensibilità olfattiva. E non è un caso se Angela tiene corsi di cucina per cuochi che arrivano anche da migliaia di chilometri per apprendere i suoi segreti (si fanno tutta la strada in ginocchio, pregando il loro Dio di essere ammessi).
E non solo i gusti e gli aromi sono emozionalmente coinvolgenti e culturalmente solleticanti, poi quando ti alzi da tavola sei in splendida, leggera forma.
Inoltre, molti cibi che proponiamo provengono dal commercio equo e solidale e questo dà un ulteriore piacere nel gustarli. E' poi risaputo che porta fortuna mangiare cibi che NON vengono prodotti da lavoratori del terzo mondo che sono quotidianamente frustati da odiosi capitalisti sanguinari.
Ogni volta che bevi il nostro caffè Beneficio, senti le voci di migliaia di contadini che ti ringraziano. Ma non è solo un caffè etico, solidale e biologico, è anche, sinceramente, uno dei migliori caffè del mondo. Ci sono dei napoletani che dopo averlo assaggiato si sono messi a piangere per la gioia. Sapete come sono i napoletani per il caffè…
E questo vale anche per la nostra carta dei vini: non sono solo biologici e prodotti da gente simpatica, sono anche i migliori vini sul mercato, migliori anche per il prezzo.
E oltretutto quanto detto, ad Alcatraz non devi aspettare perché ti portino il cibo. C’è un grande tavolo con sopra ogni ben di Dio e tu ti servi di tutto quel che vuoi senza dover soffrire perché un cameriere si è dimenticato di te. C’è poi da dire che mangiare in un parco di più di 4 milioni di metri quadrati di boschi e oliveti rende più appetitoso degustare le lasagne alla bolognese. La pressione osmotica di milioni di piante, il canto degli uccelli, l’aria tersa e profumata aumentano la sensibilità delle papille gustative. Noi offriamo cibo all’interno di una cornice nella quale la natura dà spettacolo. Sdraiarti sul prato ascoltando il profumo dell’erba tagliata, dà una dimensione più ampia del concetto “godere in maniera pazzesca”. Abbiamo cercato di dare poi una mano alla bellezza intatta degli oliveti, aggiungendo decine di sculture gigantesche e decorando i muri interni ed esterni con centinaia di metri quadrati di dipinti. Alcatraz è in effetti anche un grande parco-museo. E speriamo che tu ammetta che la conversazione a tavola ha la sua importanza dal punto di vista organolettico. E noi facciamo di tutto per aromatizzare la conversazione: durante l'anno organizziamo corsi e laboratori di teatro, yoga demenziale, scrittura, musica, pittura, scultura ed ecotecnologie con la partecipazione di grandi professionisti. Si tratta di argomenti interessanti, trattati da persone che, come caratteristica comune, hanno un grande senso dell’umorismo e la convinzione che ridere faccia bene alla mente, al buon umore e rafforzi la capacità di gustare i cibi che cucinano Angela, Beatrice e alcune altre ragazze di una bellezza abbacinante.
E per i genitori che vogliono trascorrere giornate a giocare con i figli ci sono un giocoliere o un claun o un animatore, oppure un maestro di equitazione con cavalli docilissimi.
Ma non è finita: rende più gustosi i piatti il sapere che sono stati preparati da persone motivate, che sono state regolarmente assunte e che si autogestiscono orari e organizzazione. Alcatraz dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro non è una struttura piramidale ma un’associazione di aziende indipendenti (manutenzione, pulizie, promozione) e di professionisti che forniscono autonomamente servizi (insegnanti, massaggiatori, organizzatori di eventi e corsi ecc). Ad Alcatraz i lavoratori provenienti da altri Paesi hanno lo stesso trattamento degli italiani, tutti i servizi vengono fatturati e le tasse pienamente pagate. Ed è da notare che per condire la pasta e fagioli, oltre all’olio dei nostri olivi, ti offriamo anche la sensazione inebriante di un centro culturale che produce più energia di quella che consuma, grazie a impianti solari fotovoltaici e termici e caldaie a scarti di legna proveniente dalla ripulitura dei boschi. E, da 30 anni, Alcatraz controbilancia il suo impatto ambientale gestendo l’avviamento all’alto fusto di 3 milioni di metri quadrati di boschi, e piantando 490 mila metri quadrati di nuovi alberi. Inoltre, abbiamo isolato termicamente le costruzioni tagliando del 50% i costi del riscaldamento (e la Co2 liberata nell’atmosfera). Gli impianti idrici sono duali (usiamo acqua piovana per gli scarichi dei wc), ricicliamo le acque nere con un sistema di fitodepurazione passiva (senza pompe o altri costi elettrici). Installiamo da più di 10 anni lampadine ad alto risparmio e lunga durata e riduttori di flusso dell’acqua dei rubinetti. Rispettiamo perfino i diritti sindacali dei cavalli che usiamo per le passeggiate e l’ippoterapia: vivono al pascolo invece di essere reclusi nei box, sono domati con sistemi molto gentili e vengono a lavorare solo se gli fai vedere il secchio con l’avena.
E c’è anche una grande piscina in un luogo veramente suggestivo e una piscina calda e coperta per il rilassamento. Ci sono anche alcuni sorprendenti massaggiatori capaci di rimetterti in stato estatico muscoli e giunture. Se prima di pranzo ricevi un’ora di massaggi poi i carciofi li capisci in modo diverso.
Questa è la nostra idea di cuisine estetique. Questa è la nostra idea di impegno sociale, artistico e politico: creare un posto dove il cibo sia talmente buono da diventare una sfida culturale. Questo mondo va come va perché c’è scarsità di QUALITA’ TOTALE. Noi lavoriamo per aumentarla.

Ps
La nostra qualità totale costa pure poco: un pranzo senza limiti (mangi tutti i cibi del menù nella quantità che preferisci) costa 25 euro bevande escluse. Il cibo è ottimo ma le tovaglie sono di carta e i bicchieri sono bicchieri a forma di bicchiere. I piatti sono rotondi, bianchi. Ognuno si sparecchia da sé. Il vino lo prendi al bar.
La pensione completa parte da 65 euro al giorno. Ti diamo lenzuola e asciugamani. Il letto lo fai te. Si può venire anche in tenda o in camper. Piccolo sovrapprezzo per la barca (saremo fronte mare nel 2012). Ad Alcatraz si può venire anche solo per riposarsi e non fare niente ma è anche un posto così bello che molti ci vogliono venire a vivere, così abbiamo iniziato a costruire un Ecovillaggio Solare per una sessantina di famiglie. Se ti interessa saperne di più clicca qui.

Pps: Alcatraz è esente da misticismo, forme settarie, leader, guru.
Alcatraz è un’associazione i cui principi statutari sono:
1- Rispettare le buone maniere
2- La violenza è inutile e per giunta sgradevole (la spinta gentile è meglio)
3- Gli spaghetti sono già buoni ma si possono migliorare
4- Anche le formiche hanno i loro diritti
5- Combattiamo solo piccole battaglie che possiamo vincere subito. Le vittorie facili sono le migliori
6- Ridere è l’imperativo assoluto, ridere è ecologico, a basso consumo energetico, corroborante, estatico, gradevole, galvanizza il sistema immunitario, è afrodisiaco, etico, infettivo e solidale, bello, appassionante, affina il gusto per l’arte, la sensibilità per il tramonto e la forza di volontà. Distingue l’uomo dalla scimmia e ci rende simili agli dei.

Abbiamo ridisegnato i confini del lusso.

 

www.alcatraz.it

Per vedere foto, video dei corsi, mappe, dettaglio di prezzi e offerte speciali, calendario dei corsi e degli eventi 2011. Prima di prenotare leggi: “Questa casa non è un albergo” (siamo un albergo di nuovo tipo qui ognuno si sente a casa sua e non butta le cicche per terra. Sembra di essere in Svizzera.)


Salviamo le tisane! Mettiamo camomilla nei nostri cannoni!

L'Unione Europea starebbe per dare un giro di vite al settore delle erbe medicinali. In pratica verranno equiparate ai farmaci di sintesi, con tutti gli obblighi di sperimentazione e analisi che ne conseguono. La direttiva (2004/24) imporrebbe anche “certificazioni di esperti comprovanti che il medicinale in questione o un prodotto corrispondente ha avuto un impiego medicinale per un periodo di almeno 30 anni anteriormente alla data di presentazione della domanda, di cui almeno 15 anni nell'Ue”.
La Comunità online Avvaz sta raccogliendo 1.000.000 di firme. Cliccate qui
La questione sembra complessa: si parla di erbe che sarebbero messe in commercio come vere e proprie medicine (e in Italia sembra ce ne sia solo una), mentre non sarebbero toccati dalla direttiva quelli che sono nel mercato come integratori (la maggior parte delle erbe medicinali in commercio). Riteniamo comunque che l'attenzione debba rimanere alta: di fatto i farmaci tradizionali hanno subito molti attacchi negli ultimi anni e l'informazione ai consumatori ha fatto aumentare notevolmente quella che viene definita la “medicina alternativa”.
Per maggiori informazioni sulla direttiva europea in questione cliccate qui oppure qui o qui


Sindrome della gambe senza riposo

OrgasmoSecondo uno studio brasiliano dell'Università di San Paolo, pubblicato su Sleep Science, una buona terapia è fare l'amore. Il rilascio di dopamina provocato dall'orgasmo ha effetti positivi sulla riduzione dei dolori e dei formicolii.
Il sesso è consigliabile farlo da seduti.
(Fonte: Focus)


Lo shopping allunga la vita

ShoppingLo rivela uno studio di 10 anni condotto su 1.865 over 65 dai ricercatori del Taiwan's National Health Research Institutes e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health.
Andare a fare la spesa tutti i giorni riduce il rischio di decesso del 28% negli uomini e del 23% nelle donne. Lo shopping stimola il benessere personale, favorisce il movimento e la coesione sociale, tutti fattori che contribuirebbero a un aumento dei punti nella propria tessera longevità.
(Fonte: Sanihelp.it)


Quando una donna è più sexy?

A proposito dei meccanismi inconsci che cambiano la storia

Il destino è strano. Dopo due settimane che in questo articolo domenicale mi occupo di neuroni a specchio e relazioni tra visione esistenziale e modo di lavorare del cervello, esce sull’ultimo numero di Internazionale un articolo sulla seduzione che dà conto di una ricerca un po’ strana.
Hanno chiesto a 25 donne di farsi fare 3 fotografie con addosso un vestito dimesso, un vestito sexy e il vestito che amavano di più. Le foto ritraevano solo il viso. Cioè nella foto non si vede nulla del vestito. Inoltre alle donne si chiedeva di mantenere la stessa espressione neutra. Non dovevano sorridere o altro. Poi le foto sono state mostrate a un gran numero di uomini chiedendo loro di scegliere la donna più attraente. Nella maggioranza dei casi sono state scelte le foto dei visi delle ragazze che indossavano il loro vestito preferito.
Il che vuol dire due cose importantissime: le donne sono più attraenti quando si sentono a proprio agio. Sono meno attraenti quando interpretano (anche solo relativamente) un personaggio (indosso un vestito sexy).
Seconda implicazione, ancora più potente, il nostro cervello irrazionale distingue micro espressioni del volto. Non è una novità che le espressioni, i toni di voce, i gesti, insomma il linguaggio corporeo, siano essenziali nella comunicazione umana ma questo esperimento evidenzia in modo magistrale che sono sufficienti lievissime contrazioni o decontrazioni del viso per cambiare sensibilmente la percezione che gli altri hanno di noi. Durante una gita scolastica, pochi giorni fa, ho tenuto una lezione di Yoga Demenziale, nella quale proponevo esperimenti sul rapporto tra forza muscolare e pensiero e un ragazzino mi ha mostrato un gioco stupefacente.
Mi ha chiesto di afferrargli il polso tenendo la mano in modo che io avessi poca presa. Poi con un movimento violento si è liberato. Poi mi ha detto: “Immagina che stai tenendo il polso di un bambino. Tu ami questo bambino. Siete sul bordo della strada, sta arrivando una macchina, devi assolutamente impedire che il bambino si butti in strada perché sennò morirà.” Ha dato un secondo grande strattone ma io non ho mollato, nonostante la posizione del mio polso non mi aiutasse a tenere la presa.
Insomma, non solo micro cambiamenti nel mio linguaggio corporeo cambiano quello che la gente vede guardandomi ma la mia forza fisica cambia notevolmente se modifico quel che penso. L’immagine che ho di me e di quello che sto facendo, mi rende più forte e più seduttivo oppure più debole e non deduttivo. Si tratta di un’informazione essenziale per determinare la propria strategia esistenziale.
E’ vero che ci sono persone false che riescono chissà come a sedurre e fregare un sacco di gente, mentendo e recitando ruoli, mettendosi in faccia delle maschere… Ma alla lunga queste persone non ottengono di soddisfare le proprie profonde aspirazioni e alla fin fine fanno una vita un po’ di merda.
Merda in Rolls Royce, ma comunque merda.
Su Cacao della domenica ho scritto spesso su questa interazione fortissima tra mente, corpo, stato d’animo, salute, immagine di sé, relazioni con gli altri.
L’idea che mi è maturata in testa, sempre più nelle ultime settimane, è che queste interrelazioni individuali si sommino con quelle degli altri esseri umani e alla fine vadano a determinare addirittura macroeventi. Una specie di Matrix globale formata dalle singole vibrazioni dei singoli individui.
Il 7 dicembre 1977 ero tra gli sventurati che si convinsero di essere stati imbottigliati dalla polizia in via Magenta, a Milano.
Eravamo circa 700, quasi esclusivamente membri esperti dei servizi d’ordine dei Circoli Giovanili. Avevamo con noi la Banda Bellini, i 150 migliori combattenti di piazza di quel periodo. Nonostante il gran numero di veterani il piccolo corteo fu preso dal panico quando vide che da Piazza Cadorna ci stavano caricando i carabinieri e da via Meravigli arrivava la polizia. Le squadre dei militanti invece di contrattaccare in modo disciplinato, come erano abituate a fare, precipitarono nel caos e la gente iniziò a cadere per terra con le molotov in mano e ne uscì un incendio disastroso, con decine di ustionati gravi e una ragazza in coma. La polizia stessa restò paralizzata da quel disastro, una specie di suicidio collettivo. E la cosa era ancor più assurda visto che in realtà avevamo una via d’uscita, una strada bella larga. Ma si era impossessata di noi l’idea di essere imbottigliati. La gente urlava: “Ci hanno presi in trappola!” e non riusciva a vedere che c’era un’intera via completamente sgombra. Molti scapparono invece dentro i palazzi, cercando un’impossibile via di fuga sui tetti. Un ragazzo cadde da un lucernario e si ruppe entrambe le gambe.
Fu l’ultimo grande scontro a Milano. Era finita un’epoca.
La mia netta sensazione fu che ci doveva essere stato una specie di crollo ideale, psicologico, emotivo, a causare quell’improvvisa incapacità di affrontare sensatamente uno scontro di piazza. Qualche cosa si era rotto a livello emozionale anche se razionalmente la nostra determinazione a combattere non era diminuita.
Mi affascina questa correlazione tra sensazioni, comunicazione non verbale, relazioni che veicolano messaggi, immagini, suggestioni. E’ affascinante come la rivolta del 1968 sia scoppiata contemporaneamente in tutto il mondo. Incredibili questi contagi politico culturali. E mi vien da sospettare che vi sia anche qualche cosa che ha a che fare con i frutti avvelenati di una falsità reiterata da molta gente, una comunicazione distorta, successi rubati con astuzia e crudeltà, rifiutando di godere i frutti benedetti dell’empatia con gli altri, del rispetto, della gioia della collaborazione. E, gaudente e un po’ stronzo, osservo la parabola discendente di Berlusconi che appare sempre più sfigato. Pare quasi che si sia bruciato il suo grande capitale di fortuna. E adesso è diventato il Grande Nulla.
Riesce a bloccare processi, a vincere battaglie, e poi gli finisce addosso l’acido corrosivo delle sue storie tristemente orgiastiche. E vuol rilanciare il nucleare e gli salta in aria il Giappone…
Fa il gradasso con i dittatori nordafricani e scoppia il finimondo e addirittura la guerra contro Gheddafi. E anche questa storia del Giappone. Io credo che sia vero che statisticamente un incidente nucleare a livello 6 può succedere solo una volta ogni 100 milioni di anni. Ma la statistica è carogna e c’è capitato di averne 2 in 30 anni. Perché? Perché tutta la storia del nucleare è pelosa, è il sogno collettivo di uomini falsi che vogliono sentirsi onnipotenti, che sedano le loro ansie interiori e i loro amori negati cercando di realizzare qualunque stronzata di cui si convincono…
Questa gente dà vita a una vibrazione collettiva tremendamente puzzolente e le vibrazioni puzzolenti attirano anomalie statistiche negative. Insomma, in effetti è un discorso difficile e non ho le idee chiarissime, ma comunque spero di aver reso l’idea e di sollecitare la discussione…
La domanda topica è: quale comportamento vibrazionale collettivo amorevole potremmo mettere in atto per velocizzare l’avvento di un mondo più giusto?
Esiste la possibilità di inventare azioni emozionanti che agiscano come vaporizzante della Matrix degli stronzi?

Articoli precedenti
- Grandi notizie censurate: i neuroni a specchio ti cambiano la vita! Subito!!!

- La controinformazione politica è inutile: iniziamo a fare sesso per la strada!
 


Le ricette anti-cancro. Prevenire i tumori con i cibi giusti

Le ricette anti-cancro Prevenire i tumori con i cibi giustiCarissimi,
come vi abbiamo annunciato la settimana scorsa oggi presentiamo un libro scritto da Richard Bèliveau con Denis Gingras. Si tratta di “Le ricette anti-cancro. Prevenire i tumori con i cibi giusti”.
Il libro è colorato, allegro e con all’interno 160 ricette gustosissime e facili da realizzare con alimenti sani e buonissimi. Pomodori, pesce, soia, ma anche vino rosso, cioccolato e mille spezie con cui divertirsi a provare nuovi sapori.
Come dicevamo, Bèliveau è un ricercatore che a un certo punto della sua vita di medico e scienziato ha fatto una scelta importante: ha rinunciato a cercare nuovi farmaci contro il cancro e si è dedicato allo studio di quegli alimenti che sembravano essere più efficaci per la prevenzione e la cura di questa malattia. Alimenti di cui non parlavano le riviste mediche e che non potendo essere sfruttati dall’industria farmaceutica, non avevano finanziamenti per le sperimentazioni.
Bèliveau li chiama “alicamenti” alimenti-medicamenti.
Con questo libro ci dimostra che mangiare sano non significa pesce bollito e verdurine anemiche, anzi! Un esempio: provate le uova all’indiana con cumino e prezzemolo o le sardine grigliate alle spezie (il pesce azzurro è ottimo e costa pochissimo), oppure che ne dite dei dolcetti ai marron glacè o delle crostatine calde al cioccolato?
Il libro poi ci spiega in modo semplice e chiaro come agiscono questi cibi nel nostro organismo, cosa combattono e cosa aiutano…
Come dice Erik Satie: “Se volete vivere a lungo, vivete meglio”.
E ora mentre mi gusto un frullato di yogurt e frutti di bosco e nel forno stanno cuocendo dei meravigliosi clafoutis ai mirtilli, vi lascio alle lettura di un brano di questo interessantissimo libro.
Buona lettura e ai fornelli!

L’alimentazione al cuore della prevenzione del cancro
Non vi è alcun dubbio che l’elevata incidenza di numerose forme tumorali nei Paesi industrializzati potrebbe risultare considerevolmente ridotta modificando in profondità le nostre abitudini alimentari.
Ma cambiare lo stile di vita e l’alimentazione non è una cosa facile, tanto che spesso si viene tentati di provare qualche scorciatoia, ben lo sa l’industria, che ci propone tutta una serie di farmaci, integratori alimentari o estratti “naturali” che, in teoria, dovrebbero risolvere i problemi causati da un’alimentazione scorretta, senza per questo obbligarci a rimettere in discussione le nostre abitudini.
Mark Twain diceva che “l’uomo è il solo animale a provare un’attrazione irresistibile per le pillole” e non si può che dargli ragione, tenuto conto dei volumi di vendita dei prodotti destinati ad attenuare l’impatto negativo associato a comportamenti alimentari scorretti.

Quando la magia nasconde la realtà
E’ giusto essere critici nei confronti di questi prodotti che, in pratica, non fanno altro che incoraggiarci a persistere sulla cattiva strada instillando in noi un’ingannevole sensazione di sicurezza. Affrontare la prevenzione di malattie gravi come il cancro affidandosi alla sola ingestione di qualche pillola, senza modificare lo stile di vita, non è un approccio preventivo: rasenta la stregoneria.
Parrebbe dunque che l’eterno dissidio che, sin dai tempi di Ippocrate, vede contrapposte scienza e magia non sia ancora finito e che ancor oggi l’umanità sia in cerca dell’elisir di lunga vita, della pozione miracolosa che tutto guarisce senza sforzo alcuno.
Con lucidità, occorre smettere di parlare con entusiasmo di prodotti portentosi che, in realtà, si limitano a trarre profitto dalla nostra passività e dalla scarsa voglia di cambiar vita. I benefici associati a questi farmaci, che siano prodotti a partire da piante esotiche, da corno di cervo o da altra fonte “naturale”, non riguardano affatto la nostra salute, ma il portafoglio di chi li produce: non vi è compressa in grado di prevenire da sola una malattia grave come il cancro, né di controbilanciare l’impatto nefasto di un’informazione scorretta come la nostra.
La stessa logica vale anche per i principi descritti in questo libro: le sue raccomandazioni dietetiche non sono la formula magica che garantisce di non ammalarsi mai di cancro, ma piuttosto la strategia che, più probabilmente, consentirà di ridurre il rischio di esserne colpiti.
Come abbiamo visto, il cancro è una malattia estremamente complessa, capace di sfruttare ogni falla dell’organismo per crescere. E’ quindi irrealistico illudersi di potersi premunire completamente contro la sua insorgenza. Per fare una semplice analogia, il rischio di sviluppare un cancro può essere paragonato a quello che corre una persona al volante di un’auto vecchia e in cattivo stato. Se il conducente è alticcio, spericolato e distratto, le probabilità di perdere il controllo del mezzo sono molto superiori rispetto a chi, invece, adotta uno stile prudente e rispettoso.

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Gli abitanti del bacino del Mediterraneo, dell’India, della Cina e del Sudest asiatico sono molto meno colpiti da alcune forme di cancro rispetto al resto del mondo. Sono regioni dalle tradizioni culinarie molto diverse, ma accumulate da un grande spazio che riconoscono agli alimenti di origine vegetale: dalla frutta e verdura alle spezie e agli aromi, ai legumi e alle bevande come il vino rosso o il tè verde. Numerosi studi scientifici dimostrano che un consumo regolare di questi alimenti svolge un ruolo importante nella minore incidenza dei tumori tra le popolazioni di queste aree geografiche. Non vi è dubbio: inserire nella propria dieta alimenti privilegiati da quelle culture è un elemento essenziale di ogni strategia di prevenzione del cancro.

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