Salute e Benessere

Keep Calm

Herbert Benson del Massachusetts General Hospital di BostonUno studio pubblicato sulla rivista Plos One da Herbert Benson del Massachusetts General Hospital di Boston dimostra che la meditazione e le tecniche di rilassamento attivano geni importantissimi che contrastano l'invecchiamento e i processi infiammatori, e che favoriscono la regolazione della glicemia e l'efficienza energetica delle cellule.
Per star bene state calmi, almeno una ventina di minuti al giorno.
Dedichiamo questa notizia a Massimo Catalano, morto da pochi giorni, che nella trasmissione di Renzo Arbore: Quelli della notte, interpretava l’ospite tuttologo, con battute tipo: "È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze".

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Mamma chimica: le creme solari

Mamma chimica: le creme solari

La bella stagione si avvicina e non vedo l'ora di passare più tempo all'aperto con i bimbi.
Divertirsi al sole porta innumerevoli benefici, ma per prenderlo con tranquillità bisogna innanzitutto avere buon senso (evitando magari di fare le lucertole nelle ore centrali della giornata) e ovviamente leggere gli ingredienti (l'INCI) dei prodotti solari.
Le creme solari, per essere tali, devono contenere dei filtri solari, ovvero delle sostanze che ci proteggano dai raggi ultravioletti UVA (responsabili dell'invecchiamento prematuro della pelle) e dai raggi UVB (che causano le scottature e gli eritemi). E comunque, nessun prodotto cosmetico è in grado di filtrare la totalità dei raggi ultravioletti.
Il fattore di protezione solare (SPF) scritto in etichetta indica la protezione verso i raggi UVB, ovvero di quante volte posso prolungare il tempo di esposizione al sole prima che subentri l'eritema.
In pratica, se solitamente mi compare la scottatura dopo 5 minuti di esposizione senza crema, con un prodotto SPF 30 potrò stare 5 x 30 = 150 minuti prima di scottarmi.
Però gli SPF sono valori calcolati da prove in laboratorio, per un massimo di 2 ore e con una certa quantità di crema (precisamente 2mg/cm2 ).
La Direttiva Europea del 2006 n.647 indica infatti che “per raggiungere il livello di protezione indicato dal fattore di protezione solare, i prodotti devono essere applicati in quantitativi analoghi a quelli utilizzati in sede di prova, vale a dire 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (36 grammi circa) di lozione, per il corpo di un adulto medio”.
E allora dobbiamo considerare che non abbiamo tutti la stessa carnagione, andiamo al mare a orari diversi e molto spesso ce ne spalmiamo molto meno! Quindi non ci si può basare solo su di un calcolo matematico del tempo prima di arrostirsi!

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Influenza Sorbet

Influenza sorbet, il gelato contro tosse e mal di golaArriva dall'Ohio, Stati Uniti, un rimedio naturale contro il raffreddore, il mal di gola e la tosse: l'Influenza Sorbet, un gelato. E' a base di limone e arancia, ricchi di vitamina C, ginger e pepe di cayenna, antinfiammatori, miele e pectina liquida, calmanti e whisky, per dimenticarsi di essere ammalati.
(Fonte: Yeslife)

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Sei sovrappeso?

Pancia uomoDue nutrizionisti inglesi, Daryl Taylor e Sarah Brewer, hanno “inventato” un pratico, veloce e poco invasivo sistema per far capire a un uomo se è in sovrappeso. Stando dritti in piedi riuscite a vedere il vostro apparato genitale o la vista è ostacolata dalla pancia?
Secondo uno studio svolto dagli stessi Taylor e Brewer su mille maschi tra i 35 e i 60 anni di età, il 33% dei soggetti esaminati non ci riesce. L'esercizio sarebbe un ottimo sistema per far prendere coscienza alle persone del proprio stato fisico e perché no... frantumargli l'autostima!
(Fonte: NBC News)

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Il segreto della longevità

Ikaria GreciaLa notizia è che vivere a lungo non è una questione genetica.
E' quanto hanno concluso alcuni ricercatori, tra cui anche l'italiano Gianni Pes del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Sassari, monitorando gli abitanti di Ikarìa. un'isoletta greca nell'Egeo con circa 10mila residenti. Qui gli over 90 sono più del doppio della media nazionale, sono meno depressi, presentano tassi di demenza senile molto ridotti e le malattie cardiovascolari sono l'ultima causa di morte.
Merito di un'alimentazione sana ed equilibrata, di un'intensa attività fisica dovuta alla pastorizia, della conformazione del territorio con molte salite e discese da percorrere e dell'aria pulita.
Il patrimonio genetico, spiega Pes, incide solo per un 20-25%.
Una signora di 101 anni intervistata da un giornalista scientifico che ha partecipato allo studio ha dichiarato: “Abbiamo semplicemente dimenticato di morire”. Alzheimer?
(Fonte: Corriere)

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Ti meriti di vivere meglio! E lo puoi fare.

Solo una piccola percentuale di persone si occupa di migliorare la propria vita usando un minimo di buon senso.
Credo sia questo il vero disastro. La crisi economica in confronto fa ridere. Anzi, la causa della crisi, di tutte le crisi, ha origine nell’atteggiamento individuale di milioni di persone che pur rendendosi conto che vivono male fanno poco o niente per regalarsi un po’ di buona qualità.
È una sorta di ipnosi collettiva.

Milioni di italiani soffrono di mal di piedi.
Ora non credo che ci voglia un genio per capire che se la punta del piede è più larga del tallone non è sensato mettersi scarpe che hanno la punta stretta. E queste scarpe “a papera” sono sul mercato da almeno 30 anni.
Ma molti si guardano i piedi, deformati e pieni di calli e non riescono a collegare questa loro orribile sofferenza con il tipo di scarpe che indossano.
 

Molti poi sanno benissimo che esistono scarpe con la punta larga, ma si vergognano a indossarle, perché la moda dominante è a punta stretta.
Ci sono milioni di persone che soffrono di mal di schiena e non si sono mai fatti fare un massaggio. È un’idea fuori dal loro campo visivo. Molti hanno anche sentito parlare di corsi di antiginnastica, ginnastica isometrica, yoga, che danno gran sollievo a chi soffre questi dolori. Ma non gli viene di frequentarli. Loro pigliano gli antidolorifici e poi gli si ammala il fegato.
Ci sono milioni di persone che hanno gravi problemi sessuali ma non hanno mai letto un manuale di educazione sessuale. Loro sanno già tutto.

Mi ricordo di un ragazzo, vestito perfettamente alla moda, tutto firmato, che camminava buttando i piedi di qua e di là in modo goffo. Gli ho detto: “Perché non cerchi di camminare in modo più armonico e naturale?”
Lui mi ha risposto: “Io sono così!”
E sei pure un coglione.
C’è gente che spende decine di migliaia di euro per un matrimonio e poi fa sesso in 10 minuti… Non si godono niente.
E ci sono persone che spendono una fortuna perché non vogliono che i figli piccoli indossino vestiti usati, e ogni quattro mesi devono ricomprare tutto… E poi non hanno tempo per giocare con i piccoli… Devono lavorare di più per comprare le camiciole.

Potrei andare avanti a lungo a elencare miglioramenti semplici e istantanei…

Vedo molte persone che sono bravissime a sognare (il che già è una cosa positiva). Le incontro nei laboratori creativi che facciamo ad Alcatraz e vedo una fantasia eccezionale, una capacità di immergersi nel lavoro formidabile. In pochi giorni riesci a mettere insieme gigabyte di idee, dipinti, foto, video, testi, piani d’azione.
Ma un gruppo parte con 50 persone e dopo un paio di mesi ci si trova in 5.
Il che comunque è già un grande risultato, perché le persone che reggono nel tempo sono anche straordinarie e lavorarci insieme è una soddisfazione, nascono amicizie, scambi di esperienze… Io amo scrivere in solitudine, ma quando si lavora in gruppo è una cosa esplosiva, una continua provocazione a cambiare modalità di pensiero per cogliere le fascinazioni che gli altri ti regalano.

Però, mi chiedo, che fanno quelli che spariscono?
Magari lasciano perché trovano qualche cosa di meglio da fare… Ma so per certo che parecchi lasciano e basta.
Perché?
Domanda da 20 milioni di dollari.
Chi riuscisse a rispondere farebbe i miliardi.
E visto che vorrei arricchirmi in modo sibaritico, e sono scarsamente provvisto del senso dei miei limiti, vorrei aprire una discussione su questo tema… Provo a raccontare un inizio di ragionamento...

L’idea per questo articolo mi è partita, tipo embolo, alcuni giorni fa mentre guardavo un film. Mi sono reso conto che quella storia girava intorno al rimpianto. Lui e lei si amano ma poi si lasciano e si rincontrano dopo decenni e ancora si amano e rimpiangono le possibilità perdute.
Mi sono reso conto che questo è il filo conduttore di migliaia di film. Ed è anche l’anima nera nascosta dentro tutti i personaggi duri e crudi della letteratura. Uomini che hanno una spada invisibile piantata nel cuore. Un rimpianto, un rimorso, un buco nel loro passato. E questo rimpianto li segna, dà loro spessore e li rende affascinanti e coinvolgenti. Gli spettatori si identificano perché anche loro vivono di rimpianti.
Un mito fondante della nostra cultura è questo dolore del rimpianto che santifica e diventa la nostra identità profonda. Un dolore che culliamo e che usiamo come anestetico per non sentire la vertigine di fronte all’insicurezza della vita. La paura dello sconosciuto…
Io odio i rimpianti e amo gli esperimenti…
Gabriella mi ha raccontato una storia del suo amico, grande rapper nero. Una donna gli scrive: “Sto morendo, ho un mese di vita, non ho più nessuno al mondo, tu sei l’unica luce in queste giornate terribili.”
Lui si commuove, prende un aereo e va da lei in ospedale e le dice: “Vieni con me, facciamo un tour, abbiamo già un medico con noi, per via di un musicista molto malato…”
E lei gli risponde: “Non posso venire con te, sarebbe troppo pericoloso.” E così preferisce restare lì, sola col suo dolore certo e perimetrato, coltivato, piuttosto che buttarsi nell’avventura della vita.
Queste persone avrebbero forse bisogno di fede…
Fede, fiducia, autostima.
Ma sostanzialmente si tratta di fede. Non nel senso religioso. Una fede nel fatto che la vita abbia un senso e che tu abbia la possibilità e il diritto di vivere alla grande o quantomeno di provarci, che poi è lo stesso.
Perché quando sogni una cosa è un po’ come viverla. Il nostro cervello distingue poco tra realtà e fantasia. Il sogno lo vivi comunque.

Qualunque sconfitta è per me meglio di una resa preventiva e del rimpianto.
Ma io la penso così perché ho avuto la grande fortuna di nascere comunista. Che detto così sembra una stronzata. Mi spiego…

Provengo da una famiglia strana forte.
Sono stato tirato su con l’idea di dovermi impegnare a fondo per poter diventare un VERO COMUNISTA.
Che era una cosa che c’entrava solo lateralmente con la politica. Essere un vero comunista voleva dire mettere in pratica quotidianamente gli ideali di rispetto, impegno, disciplina… Non so se mi capisci… Forse se non hai avuto una mamma maoista e una nonna che ricuciva i partigiani feriti hai difficoltà a immaginare.
Qualche cosa del genere forse accade tra i più ferventi cristiani. Ma nelle famiglie comuniste c’era un accento particolarmente drammatico.
Per me è sempre stato chiaro che nell’essere comunista c’erano anche buone probabilità di essere ammazzato o di fare secoli di carcere… Il che ha 12 anni è un po’ ansiogeno. Sapevo che eravamo sulla lista dei ribelli che in caso di colpo di Stato sarebbero finiti nella base militare di Decimomannu, in Sardegna. Avevo letto carrettate di libri sui campi di concentramento e i colpi di Stato, e le torture… E mio zio era finito prigioniero in Germania.
A 13 anni mi sono messo d’accordo con mia madre che se c’era il colpo di Stato mi doveva avvisare subito, con una frase in codice. Io abitavo ai margini di un bosco, sopra Cernobbio, e mi ero allenato a raggiungere di corsa il reticolato del confine svizzero percorrendo un tratturo semiverticale. Ci impiegavo 45 minuti.
Questo per dire che per me essere comunista era una cosa seria. E soprattutto era uno stile di vita, un far parte di un popolo indomabile, vestirsi in modo diverso, pensare in modo diverso.
E mettere al primo posto l’interesse della collettività.
Era un modo di vivere la “causa politica” che discendeva da un’antica tradizione.
I progressisti di 100 anni fa avevano un sogno: la crescita della coscienza del popolo. L’idea era di lottare nell’immediato per l’aumento salariale, senza trascurare la crescita globale dell’individuo.
Imparare a leggere e scrivere, mettere in pratica la parità dei sessi, educare i bambini rispettando la loro unicità, sviluppare la cooperazione, la professionalità, il rispetto e il “senso dell’onore comunista”.
Col tempo questi obiettivi “culturali” si sono un po’ persi per strada. E sono reste le rivendicazioni salariali, le lotte elettorali, e per finire abbiamo scoperto che anche i comunisti rubano… Amara constatazione che ha divelto l’idea stessa dell’essere comunisti… Disastri delle ideologie… Illusioni di perfezione mitica e successivo disincanto… Sono pure diventato pacifista, indiano metropolitano, claun militante. E mi sono anche reso conto che quando eravamo dentro il sogno comunista parlavamo troppo poco di amore e di arte.

Però quel senso morale profondo dell’ESSERE UN VERO COMUNISTA, io lo salvo. Sto parlando dell’idea di avere un patto col mondo che ti vincola a dare il meglio di te, a mettere la collettività e il rispetto al primo posto, e impegnarti a crescere umanamente.
E sto parlando della necessità di fare progetti dettagliati, meditarci sopra, e poi avere fiducia che se li metti in pratica con attenzione puoi anche ottenere dei risultati.
E comunque il solo provarci ti arricchisce. E se vieni sconfitto non ti deprimi troppo, perché hai capito in che direzione va la storia, e sai che il tempo e la continua mutazione delle cose giocano a favore del progresso.
Marx diceva che i comunisti sono spirituali, non sono devoti a un Dio perché temono la sua punizione o desiderano il paradiso in cielo. Credono nella storia, in una forza ineluttabile che sta migliorando il mondo.
Il comunismo è una fede.

Vedo parecchie persone che potrebbero ottenere cambiamenti stratosfericamente buoni nella loro vita se scoprissero un po’ di sana fede nelle meraviglie della società futura, dei tramonti, della passera e di tutto il resto… E nella loro possibilità di riscatto.
Il capitalismo ti offre solo una vita di merda.
Ma non è obbligatorio mangiarla tutta.
La ribellione è afrodisiaca.

P.S.: Marx diceva anche che è l’essere sociale che determina l’uomo. Cioè il tuo modo di pensare e di sentire la vita dipende dal lavoro che fai, da dove vivi, da quanto denaro hai, dalla struttura delle tue relazioni sociali.
Il che è stato interpretato in modo ristretto dai leninisti: prima cambiamo l’essere sociale facendo la rivoluzione e poi la nuova società socialista forgerà un essere umano di qualità superiore che svilupperà appieno le sue potenzialità creative, spirituali, relazionali, umane.
Beh, gli ultimi 100 anni hanno dimostrato che non funziona.
L’essere sociale presente ha rotto i coglioni. E per cambiarlo dobbiamo innanzi tutto far crescere la nostra umanità, il modo di vivere la quotidianità. Lo spazio c’è e il vantaggio arriva subito. Questa società ci fornisce una dose di libertà maggiore di quella che stiamo utilizzando.
Riempiamo tutti gli spazi liberi e il disegno complessivo cambierà.