Salute e Benessere

In Svizzera la prima stazione di defibrillazione pubblica

Svizzera Stazione di defibrillazione pubblicaLa struttura è stata installata a Lugano, grazie al lavoro della Fondazione Ticino Cuore. Completamente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie al pannello solare fotovoltaico, la stazione è ben visibile e dotata di tutta la strumentazione necessaria per un intervento di primo soccorso. Ogni anno l’arresto cardiaco improvviso colpisce fra le 250 e le 300 persone, ed è la prima causa di morte nel Canton Ticino.
E' stata messa vicino alla colonnina per la ricarica dei veicoli elettrici, occhio a non sbagliare!
(Fonte: Aduc)

Basta, basta, sono rianimata!

A Bologna una donna di 31 anni colpita da un attacco cardiaco e' stata salvata grazie all'incredibile intervento di una specializzanda anestesista che le ha praticato il massaggio cardiaco per 70 minuti.
Grazie a questo e a un'innovativa tecnica di rianimazione che si basa sull'ipotermia, e che la dottoressa sta studiando, la donna non ha riportato danni celebrali.
(Fonte: Ansa)
Fonte imm

La riforma sanitaria dal basso

Un paio di anni fa tentammo di realizzare su www.nonfartifregare.com un sistema di recensioni di strutture ospedaliere. L'idea era che raccogliendo i giudizi dei "pazienti" si potesse aiutare la gente a evitare i peggiori reparti e scegliere invece quelli migliori. E ottenere col tempo anche il miglioramento delle strutture. Un'iniziativa nel solco della Spinta Gentile, movimento filosofico al quale aderiamo da sempre (e' uscito anche un libro tradotto in Italia... Realizzammo un abbozzo ma non riuscimmo a trovare sufficiente interesse per l'impresa. E' quindi con estremo ludibrio che ho scoperto oggi, sul sito del Fatto Quotidiano, la pubblicita' di Pazienti.org, portale realizzato benissimo che va ben oltre il nostro progetto.
Quindi lancio un appello per sostenere questa iniziativa: e' un'occasione grandiosa per reagire ai disservizi e premiare i grandi professionisti che pur lavorano eroicamente in una sanita' malmessa...
Basta chiacchiere! Partecipa alla riforma realizzata con l'azione diretta!
SCRIVI UN GIUDIZIO SU UN REPARTO OSPEDALIERO CHE CONOSCI!

Pazienti.org
 

Qui di seguito alcune notizie dal sito http://www.pazienti.org

La salute e' la tua piu' grande ricchezza: scegli bene a chi affidarla!
Pazienti.org e' un servizio gratuito che consente di trovare informazioni e condividere opinioni su ospedali, cliniche private, ambulatori, ecc.
A seguito dell’incontro con Paul Hodgkin, medico inglese fondatore di Patient Opinion, Linnea Passaler raccoglie intorno a se' un gruppo di persone con l’obiettivo di creare un servizio analogo in Italia: e' il giugno del 2009.
Nel corso dei mesi il team si consolida e nel maggio 2010 lancia la versione beta di pazienti.org. Il servizio suscita grande interesse da parte dell’opinione pubblica e dei media: nel novembre dello stesso anno viene lanciata la versione potenziata del sito.

Il manifesto incompleto della sanita' partecipativa

1) Non esiste una sanita’ buona e una cattiva.
Esiste una sanita' partecipata, che cresce e migliora ascoltando i bisogni delle persone

2) C’e' uno spazio di collaborazione inesplorato
Ciascuno dei protagonisti – gli operatori sanitari, i pazienti e i loro cari - puo' contribuire, da punti di vista diversi, al miglioramento del servizio attraverso un confronto alla pari

3) La salute open source si costruisce attraverso il libero accesso ai dati
Scegliere bene e' possibile se si conosce l’offerta: i dati che riguardano la sanita’ appartengono ai cittadini e devono essere a loro disposizione

4) Internet non cura, ma trasforma il paziente nel protagonista della propria salute
L’accesso a informazioni comprensibili e il supporto in rete di chi vive un’esperienza analoga permettono di fare scelte realmente partecipate - e di sapere che non si e’ soli!

5) Non c’e’ sanita’ senza sostenibilita’
La circolazione dei dati sanitari e lo sviluppo di tecnologie per utilizzarli consentono di tagliare i costi: una sanita’ piu’efficiente fa bene alle tasche dei cittadini.

E infine una notizia, sempre dal sito Pazienti.org, che in questo periodo ci sembra interessante :)))

Il radiatore Heidi Klum
La sindrome da acquisto compulsivo, anche nota con il termine oniomania coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin, rappresenta un disagio psicologico e comportamentale caratterizzato da una tendenza a manifestare vere e proprie crisi di acquisto. La Societa' Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (SIIPAC) ha messo a punto il compulsive shopping test per valutare la sussistenza dei presupposti necessari a valutare se un soggetto e' potenzialmente affetto da “sindrome da shopping compulsivo”. Tra gli indicatori piu' preoccupanti: frequente impulso a comprare oggetti inutili o dal costo al di sopra delle proprie possibilita' finanziarie, sofferenza provocata proprio dall’acquisto o dal non-acquisto dell’oggetto desiderato, fino ai piu' tragicomici disturbi quali brividi, vampate di calore, vibrazioni, eccitazione, agitazione o persino perdita di controllo di se' davanti all’oggetto desiderato.

Un altro segnale di allarme sarebbe rappresentato dall’essere triste. Infatti, secondo uno studio condotto da un team di psicologi della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, pubblicato sulla rivista Psychological Science, chi e' triste ha la predisposizione a spendere il triplo. La ricerca e' stata condotta su 33 volontari divisi in due gruppi: al primo e' stato mostrato un film drammatico, al secondo un film neutro. A tutti e' stato poi chiesto di acquistare una bottiglia d’acqua, scegliendo il prezzo. I tristi erano disposti a spendere anche piu' di due dollari, i neutri hanno sborsato in media 60 centesimi.

Un’altra trappola sarebbe rappresentata dall’essere esposti alla visione di brand noti. Secondo una ricerca condotta all’Istituto scientifico Life & Brain di Bonn in materia di neuro-economia - la neuroscienza applicata alla ricerca di mercato, finalizzata a spiegare i fenomeni economici con precisione scientifica attraverso lo studio delle aree del cervello (attraverso risonanza magnetica) coinvolte nel processo delle scelte di consumo - pare che lo shopping abbia il potere influenzare le funzioni razionali del cervello, funzioni che verrebbero completamente disattivate nel caso di brand famosi.
Non c’e' da stupirsi che i super brand stiano scommettendo sulla neuro-economia per ottimizzare l’attrattiva dei propri prodotti… un esempio? Uno studio condotto da una nota casa automobilistica ha rilevato che la visione di automobili attiva negli uomini le stesse aree del cervello che reagiscono alla visione di volti umani … e si e' mossa cercando di disegnare le auto ispirandosi alle forme di note modelle.
Come indica la ricerca, qualcosa del genere: “la griglia del radiatore Heidi Klum”.

Risolto il problema delle nausee in gravidanza

La buona notizia, nel senso di gustosa, arriva dal Congresso nazionale dei ginecologi italiani svoltosi a Milano: i ghiaccioli alla frutta aiutano a ridurre le nausee dei primi mesi di gravidanza.
I test, svolti a settembre in 10 ospedali italiani, sono stati condotti utilizzando ghiaccioli senza zucchero, a basso contenuto calorico e soprattutto completamente naturali.
Funzionano nel 95% dei casi, anche quando si tolgono dalla bocca.
(Fonte: Milanoweb)

Avete mal di testa e vi sentite soli?

No mal di testaSu http://www.nomalditesta.it/ e' nato il primo social network dedicato a chi soffre di emicrania.
Ci si possono trovare informazioni e consigli sempre aggiornati, si puo' raccontare la propria esperienza e commentare quella degli altri. Da non perdere gli eventi!
(Fonte: Stranomavero.info)
Fonte imm

Ridere fa bene alla salute

Per la prima volta la University of Texas MD Anderson Cancer Center ha inserito lo “yoga della risata” tra le terapie complementari e integrative per la cura del cancro.
“La risata, come ogni attivita' fisica aerobica, diffonde ormoni del benessere, le endorfine, antidolorifici naturali e diffonde le cellule natural killer NK, che riattivano il sistema immunitario bloccato dagli effetti nocivi di paure, ansie e stress cronici”.
Lo yoga della risata, disciplina ideata del Dott. Madan Kataria, si basa su esercizi in gruppo dove si ride, si ride, si ride...
(Fonte: goodnews.ws)

Anticancro, di David Servan-Schreiber

 Anticancro Prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturaliCarissimi,
grazie, grazie, grazie.

Il libro “Guarire. Una nuova strada per curare lo stress, l'ansia e la depressione senza farmaci ne' psicanalisi” che abbiamo presentato la settimana scorsa ha riscosso uno straordinario successo. Ne siamo molto orgogliosi perche' e' un libro che abbiamo molto amato, e che da' una prospettiva diversa dalle solite sull'ansia e la depressione.
Farmaci e psicanalisi fatta nel modo tradizionale ci rendono tutti vittime, esseri incapaci di guarirsi dando dignita' al nostro corpo. Abbiamo tutti gli strumenti per farlo.
Ecco quindi, come promesso, l'altro libro di David Servan-Schreiber: Anticancro, Prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali.
A trentun anni David Servan-Schreiber scopre di avere un cancro al cervello e - brillante ricercatore nel campo delle neuroscienze - comincia a chiedersi che cosa accomuna le persone che sopravvivono a questa terribile malattia. Le sue competenze di scienziato lo aiutano a stabilire cosa permette di sconfiggere il cancro e cosa invece lo alimenta. E scopre che occorre, nella lotta contro un tumore, mettere in campo quello che gia' possediamo: le nostre difese naturali.
Il libro e' straordinariamente semplice senza trascurare tutte le informazioni utili a capire. Servan spiega bene quali sono le caratteristiche del cancro, parla dello stato di infiammazione che lo accompagna, ci fa capire come si sviluppa e perche'. Soprattutto ci da' alcuni strumenti essenziali per la sua prevenzione e cura. Uno per tutti: l'alimentazione. Tabelle esplicative ci parlano di quali sono gli alimenti che aiutano nella cura. Molto semplicemente, dice Servan: il cancro ha bisogno di certi alimenti per svilupparsi, se non lo nutri muore di fame.
Ma non solo, ci sono mille tecniche che possiamo mettere in atto per aiutarci in questa lotta per la vita. Supporti eccezionali alle terapie convenzionali. Servan non dice MAI che non bisogna fare radioterapia o chemio e dedicarsi alla meditazione e basta. Ma spiega come aiutare queste terapie, come salvarsi dalle recidive, studia tutti i paesi dove certi tumori non esistono e si chiede il perche' e allora scopre che nei paesi dove c'e', per esempio, un gran consumo di curcuma il cancro non si sviluppa, in altri dove il tasso di inquinamento e' minimo i casi sono rari. E cosi' via.
E, inoltre, cosa molto importante a nostro avviso, fa sentire il malato protagonista della propria guarigione, lo aiuta a combattere insieme ai medici, non lo fa sentire solo una vittima in balìa di terapie invasive e dolorose, ma parte attiva del proprio essere, della propria vita.
Ci piace questo medico.
Qui di seguito un estratto dal libro. Buona lettura e buona vita.

Tutti abbiamo un cancro che dorme nascosto dentro di noi.
Come ogni organismo vivente, infatti, il corpo umano fabbrica in continuazione cellule difettose, ed e' cosi' che nascono le neoplasie. Il nostro organismo e' pero' dotato anche di vari sistemi che gli consentono di individuarle e contenerle. In Occidente, una persona su quattro morira' di tumore. Ma tre su quattro no: nel loro caso i meccanismi di difesa saranno riusciti a tenere il cancro in scacco.
Io ho avuto un cancro, diagnosticato una prima volta quindici anni fa e trattato con metodi classici. Poi ho avuto una recidiva, ed e' stato allora che ho deciso di spingermi oltre le terapie convenzionali per studiare tutto cio' che potesse aiutare il mio corpo a difendersi.
Come medico, ricercatore e direttore del centro di Medicina integrata dell'Universita' di Pittsburgh, ho avuto la fortuna di poter accedere a informazioni preziose sui metodi naturali che si sono rivelati utili per prevenire o curare il cancro. Da sette anni, ormai, mi considero guarito, e con questo libro intendo raccontare tutto cio' che ho imparato nella mia vicenda dal punto di vista umano e da quello professionale.
Ebbene, dopo essere passato attraverso la chirurgia e la chemioterapia chiesi al mio oncologo che precauzioni avrei dovuto prendere per evitare una nuova recidiva. “Nulla in particolare, faccia la sua vita di sempre, Eseguiremo degli esami a intervalli regolari e, se il tumore dovesse riformarsi, lo individueremo allo stadio precoce”, fu la risposta di quel luminare della medicina moderna.
“Ma non ci sono esercizi utili, alimenti consigliati o sconsigliati? Non dovrei lavorare anche sull'approccio psichico?”
“Veda lei, male non puo' farle. Ma non abbiamo prove scientifiche che si possa prevenire un recidiva con precauzioni di quel genere.”
Superata la perplessita' iniziale, capii che per quello specialista l'oncologia era un settore talmente complesso e in vertiginoso sviluppo che lui aveva gia' il suo bel daffare per tenersi aggiornato sulle tecniche diagnostiche e i trattamenti chemioterapici e farmacologici piu' recenti, e non gli rimaneva tempo per documentarsi in altri campi di studio. Nel mio caso, avevamo gia' fatto ricorso a tutti i farmaci e a tutte le cure disponibili per un tumore come il mio, e si sapeva ben poco sul rapporto tra cancro e alimentazione o fra mente e corpo.
Questo dell'aggiornamento continuo e' un problema che conosco bene anche io come psichiatra e docente universitario. Anche nella mia specialita' e' difficile stare al passo con le ultime scoperte, pur se pubblicate in prestigiose riviste come Science o Nature, finche' non vengono testate in studi clinici su vasta scala. Un peccato, perche' potremmo almeno iniziare ad autotutelarci prima che quelle ricerche sfocino in farmaci o protocolli nuovi.

Sono convinto che sia importante mettere a disposizione degli altri, di chiunque possa trarne giovamento, le informazioni di cui ho beneficiato io”.

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Quasi dimezzata la malaria nel mondo

Lo rivelerebbe uno studio pubblicato su Lancet secondo cui, dal 1945, 79 Paesi del mondo hanno debellato la malattia: Gran Bretagna e Usa nel 1952, Australia nel 1970, Marocco nel 2005, per citarne alcuni.
Dei 99 Paesi con situazione di endemicita', 32 si starebbero spostando da “lieve endemia” a “totale eliminazione”.
(Fonte: Ansa)