Salute e Benessere

INCI, International Nomenclature of Cosmetic Ingredients

International Nomenclature of Cosmetic IngredientsQuando acquistiamo un prodotto cosmetico o un detersivo, credo che non sia importante soffermarsi sulle indicazioni scritte sul fronte del flacone, ma sulla sua composizione chimica, scritta piccola piccola nel retro, l'INCI appunto, che spesso nasconde delle sorprese...
INCI significa “International Nomenclature of Cosmetic Ingredients” ed è la lista di tutti gli ingredienti contenuti nel prodotto, scritti in ordine decrescente fino all'1%, poi si possono mettere a piacimento. I nomi delle sostanze vengono scritti in latino (es. nomi botanici delle piante) oppure in inglese, se le molecole hanno subito processi chimici o sono prodotte in laboratorio.
Per i cosmetici l'INCI completo sul flacone è obbligatorio, secondo la Direttiva CEE 76/768. Per i detersivi non è obbligatoria la lista sul contenitore, ma esiste il Regolamento Europeo sui detergenti (n. 648/2004), che impone al fabbricante di avere un sito web (indicato in etichetta) dove si devono trovare tutti i componenti del prodotto in ordine decrescente.
E' importante precisare che i prodotti cosmetici presenti sul mercato NON SONO TOSSICI o FUORILEGGE, perché le sostanze che contengono devono essere in percentuali i cui limiti sono stabiliti per legge.
Il problema è l'accumulo, ovvero la somma delle quantità di una certa sostanze problematica che mi metto addosso in una giornata.

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Basta Coca-Cola XL

coca cola

Michael Bloomberg, sindaco di New York, da anni attento alla salute dei suoi concittadini, ha emanato un provvedimento senza precedenti negli Stati Uniti che dal prossimo marzo vieta a ristoranti, cinema, carretti ambulanti, fast food e stadi la vendita di bibite gassate, caffé, succhi zuccherati, soft drink, sia in bottiglia che alla spina, al di sopra dei 500ml. Chi non si adeguerà sarà multato con 200 dollari. Saranno escluse le bevande al di sotto delle 25 calorie per 250ml, le acque vitaminizzate, le bibite 0 calorie e quelle 'diet'.

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Sempre meno fumatori

sempre meno fumatori

Diminuiscono in Italia i fumatori, ora al minimo storico: nel 2011 erano il 22,7% della popolazione con più di 15 anni, nel 2012 scendono al 20,8%, per un totale di 10,8 milioni di persone. In particolare calano le fumatrici diminuite del 2,4%. 

L’indagine, condotta dalla Doxa, è stata commissionata dall'Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale del Tabacco. 

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LO YOGA PUO' DARTI TANTISSIMO DA SUBITO (MORBIDAMENTE)

 seminario di yoga ratna

 

11-13 MAGGIO 2012: Un fine settimana con Enrica Rame

CHI SONO :
Ho 58 anni (mi fa impressione scriverlo ma così è!!! E tutto sommato ne vado fiera!!!) Lavoro come psicoterapeuta da più di 25 anni*.
La mio ricerca con lo Yoga inizia 15 anni fa.
Ho sperimentato, all’inizio,  alcune proposte di Yoga con le quali però non sono riuscita ad entrare in risonanza.
Successivamente ho avuto la grande fortuna di incontrare lo Yoga-Ratna tramite Tiziana Bigi che è stata la mia prima insegnante e alla quale va sempre un sentimento di gratitudine.
La prima cosa che mi colpì della pratica è che, nonostante la rigidità del mio corpo, riuscivo a fare tutto quello che Tiziana mi proponeva; la seconda forte sensazione che provai fu quella di avere tra le mani una disciplina estremamente generosa fin dai primi contatti : io le davo un corpo rigido, una pratica incerta, timida e discontinua e lei mi dava tantissimo.
La pratica nel tempo divenne più intensa e più costante; nell’estate del 2005 mi “capitò” tra le mani un libro dal titolo “Yoga e Psicoterapia” , lo lessi e mi entusiasmai!!
Feci domanda per poter  frequentare la SIYR (Scuola Insegnanti Yoga-Ratna) diretta dalla Maestra Gabriella Cella Al-Chamali ed ebbi il privilegio di essere ammessa.
Furono quattro anni meravigliosi durante i quali la mia formazione personale e professionale ebbe una straordinaria opportunità di crescita ….
Potrete sperimentare un Seminario ricco ed articolato che offrirà un percorso di Yoga accessibile a tutti, anche ai principianti.
Come è possibile, direte voi, praticare questa disciplina millenaria e poterne trarre subito dei benefici nonostante i nostri corpi rigidi?
Questa opportunità ci viene offerta dalla ricerca quarantennale della Maestra Gabriella Cella Al-Chamali.
Molte sono i gesti (le mudra) e le posture (gli asana) che la Maestra Gabriella  ha sperimentato e “costruito” rendendole possibili a tutti; molte sono gli asana dell’Hatha Yoga classico che la Maestra Gabriella propone in una forma Ardha (parziale)  che, oltre a preparare il corpo per sperimentare la forma completa, ci permettono da subito di trarre grandi benefici.
E tutto questo nel rispetto assoluto della tradizione dello Yoga Classico!!!!

COSA FAREMO INSIEME?
SEMINARIO DI YOGA-RATNA,
Il Gioiello, la Perla dello Yoga
Metodo ideato dalla maestra Gabriella Cella Al-Chamali

Venerdì sera (dopo la nostra prima piacevolissima cena ad Alcatraz ) ci incontreremo e ci conosceremo per confrontare aspettative ed obiettivi comuni :  le sequenze che vi proporrò, infatti, non sono totalmente predefinite ma saranno adattate alle esigenze dei presenti.

NON PERDETEVI QUESTO MOMENTO!!! Non sarà una semplice chiacchierata ma getterà le basi per il lavoro dei due giorni successivi: fidatevi sarà così!!

Sabato mattina dalla 10 alle 13 faremo la prima pratica: prima di tutto impareremo a diventare consapevoli del nostro respiro e di come governando il respiro possiamo  intervenire sui nostri stati d’animo e sui nostri pensieri.
Poi impareremo a coordinare respiro e movimento.
Se siete dei principianti questa esperienza sarà fondamentale non solo per la pratica Yoga ma in generale per la gestione di tutti i vostri momenti di stress; se  già avete praticato Yoga sarà comunque un’opportunità per consolidare ciò che già avete conosciuto.
Quindi sperimenteremo la prima sequenza ossia la prima narrazione che faremo a noi stessi attraverso il corpo;  stimolerà i primi tre chakra ed è intitolata : “la danza della terra, dell’acqua e del fuoco”; sarà preceduta da una narrazione attraverso le Hasta Mudra (Lo Yoga  delle mani).
La pratica terminerà con un rilassamento.

Dopo il pranzo e un po’ di riposo in mezzo al verde delle colline umbre riprenderemo il lavoro con un “assaggio di Yoga Demenziale”  : Jacopo Fo condividerà con noi la sua trentennale ricerca sul benessere psicofisico ( 15.30 -17.30 )

Continueremo con un’altra pratica di Yoga-Ratna : andremo a stimolare i Chakra collocati sopra il diaframma, il Chakra del cuore e quello della gola con una sequenza dal titolo : “La  leggerezza del volo e la dimensione sottile dell’etere”.  (17.30 – 19.30)
Anche questa sequenza sarà preceduta da una narrazione con le Hasta Mudra e seguita da un rilassamento.

Dopo cena è prevista un breve momento informativo sullo Yoga-Ratna e ciò che lo contraddistingue dalle altre proposte di Yoga.

Domenica mattina dopo colazione (10.00 – 13.00) praticheremo di nuovo insieme con una sequenza dal titolo “Saluto alla Creatività”;  l’obiettivo di questa pratica è quello di prendere consapevolezza della propria originalità per poterla esprimere in autonomia…. ma su questo non vi anticipo altro!!!

*Mi sono laureata in Psicologia nel 1981 e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo Analitico-Transazionale.

COSA METTO IN VALIGIA
Un abbigliamento comodo che consenta al corpo di muoversi liberamente
Un tappetino con un telo per ricoprirlo (se non hai un tappetino particolare tuo bellissimo ad Alcatraz ce ne sono di quelli comuni da palestra).
Una piccola coperta per tenere al caldo il corpo durante il rilassamento.
Un paio di calze calde.
Costume da bagno.

Durante il vostro soggiorno ad Alcatraz sarà possibile prenotare massaggi a terra o in acqua e passeggiate a cavallo.

Puoi prenotare telefonando ad Alcatraz 0759229911-39-39 o info@alcatraz.it

Per parlare con Enrica Rame: 3292663723
Per info: www.enricarame.it


Grazie Africa Mercy

(di Simone Canova)

Africa Mercy Ship nave ospedaleIn occasione del centenario del Titanic abbiamo deciso di rovesciare la medaglia e parlare di una nave che le vite le salva. Qualche giorno fa su National Geographic Channel è andato in onda un documentario sull'Africa Mercy, una nave ospedale gestita da un'organizzazione non governativa che porta cure mediche gratuite a chi non ne ha accesso.
La nave è di proprietà della Mercy Ships, un ente di beneficenza fondato nel 1978 da Don e Deyon Stephens, coppia svizzera con un sogno: creare una flotta di navi ospedale che raggiungessero i paesi poveri e prestassero soccorso agli ultimi fra gli ultimi.
La prima imbarcazione, la Anastasis, finanziata da una banca svizzera, prese il largo nel 1982 con 3 sale operatorie e 40 posti letto. Gli Stephens vissero a bordo con i 4 figli per oltre 10 anni, reclutando per ogni missione oltre 350 volontari tra medici, infermieri e tecnici.
Nel marzo del 2007 viene varata l'Africa Mercy, 1.200 metri quadri di nave con 6 sale operatorie, una sala rianimazione, 78 posti letto, il doppio rispetto alla Anastasis, una macchina per la Tac, un laboratorio per i raggi X, una sala mensa e una sala svago con internet (c'è addirittura un caffè Starbucks donato dalla multinazionale) e 484 membri dell'equipaggio in grado di compiere fino a 7.000 interventi chirurgici in un anno e decine di migliaia di visite mediche. Sono specializzati in rimozione delle cataratte e altre malattie oculari, chirurgia oncologica, cura del labbro leporino, ricostruzione del palato, ortopedia e ostetricia.
Se vi piacciono i numeri, durante la missione in Sierra Leone, da febbraio a novembre 2011, l'Africa Mercy ha effettuato 3.330 operazioni e 27.800 consultazioni nel settore oculistico e 2.600 interventi e 34.700 procedure in quello odontoiatrico. Numeri da record per qualsiasi struttura medica del mondo. Inoltre, nei 10 mesi di permanenza hanno formato 12.600 persone in assistenza sanitaria di base, tecniche agricole sostenibili e gestione delle risorse idriche.
Ogni viaggio dell'Africa Mercy, programmato con le autorità del luogo di destinazione, è preceduto dalla distribuzione di volantini con tutte le informazioni sui tipi di cure che i medici sono in grado di prestare. Un team di medici esegue anche uno screening preliminare dei potenziali pazienti, così da poter iniziare gli interventi subito dopo l'arrivo della nave.
Alcune persone arrivano da villaggi a decine chilometri di distanza, non hanno mai visto un medico in vita loro e non sono mai stati in un ospedale. Stanno in fila per ore, anche per giorni, con la speranza di poter salire sulla nave. Tenete conto che molti casi di labbro leporino, una malformazione che impedisce di mangiare e di vivere una normale socialità, possono essere curati definitivamente con un intervento chirurgico di ricostruzione, una prassi non particolarmente complessa per una struttura sanitaria organizzata.
Si stima che fino ad oggi le navi Mercy Ships abbiamo aiutato 2,3 milioni di persone in 70 paesi di cui 53 in via di sviluppo.
Un'altra caratteristica incredibile dell'Africa Mercy è il fatto che i membri dell'equipaggio provengono da 40 nazioni diverse. Vivono insieme, collaborano, si scambiano idee ed esperienze e si tengono in contatto per consulenze e informazioni con altre decine di medici di tutto il mondo. Un lavoro di coordinamento non indifferente.
I volontari possono decidere di prestare la loro opera per un breve periodo, due settimane, o per un lungo periodo, minimo due anni.
I governi che chiedono l'aiuto dell'Africa Mercy rinunciano a tutte le spese portuali e tasse di attracco della nave.
Nel 1991 il primo ad accettare l’aiuto della nave ospedale fu il governo del Togo e da allora il porto della capitale Lome è diventato una tappa fissa. Attualmente la nave si trova lì e ci rimarrà fino al 15 giugno. Luglio e agosto sarà nelle isole Canarie e poi in Guinea fino a giugno 2013.
Che bella storia, eh?

Il sito ufficiale dell'organizzazione è http://www.mercyships.org/

 


I salti logici uccidono più dell’aviazione americana

Venerare la realtà.

Quando mi trovo a costruire un piano d’azione è necessario innanzi tutto che io decida se voglio raccogliere la sfida di capire com’è la realtà.
Se voglio osservare la realtà DEVO cercare di usare il mio cervello in modo sensato. E per riuscirci devo rendermi conto che esistono livelli, piani, differenti della realtà. Se voglio seguire un ragionamento sensato DEVO evitare di mischiare questi livelli.
Ad esempio è meglio comprendere quali sono le cause e quali gli effetti.  E quali sono le cause principali e quelle secondarie.
Sennò rischio di cadere in spaventose illusioni ottiche.

Uno degli errori più frequenti è mischiare idee, emozioni e fatti. Negli ultimi anni è cresciuto il numero delle persone che sono incazzate con la medicina ufficiale. Molte di queste sono diventate fans delle medicine alternative.
Tra le motivazioni che queste persone portano spesso vi è l’alto numero di malattie provocate dalle medicine e da interventi chirurgici sbagliati. La medicina ufficiale poi ha una visione settoriale della realtà umana. Separa la mente e le emozioni dal corpo.

Ora ti prego di rileggere il paragrafo qui sopra, in neretto. Che cosa sto dicendo? A prima vista si tratta di un discorso consequenziale, logico e posso trovare migliaia di persone disposte a sottoscriverlo. E anche la maggioranza di chi non condivide questo giudizio sarà comunque d’accordo che si tratta di un discorso coerente.
Siamo sicuri?

Io ho dei dubbi. Infatti ho usato apposta delle parole che sono ambigue.
Cosa vuol dire MEDICINA UFFICIALE? Mi riferisco alla medicina moderna ufficiale, basata sul metodo scientifico? Sto criticando il metodo scientifico?
Oppure mi riferisco al modo nel quale la medicina moderna viene praticata nella maggioranza degli ospedali?
Negli anni 60 io sono stato curato insieme a 50 mila bambini, con dosi massicce di Gardenal e Aparoxal, psicofarmaci piuttosto pesanti, per 7 anni. Peccato che poi si è scoperto che la sindrome di cui soffrivamo era un errore. Non è che io sono stato curato per una malattia che non avevo. Era proprio la malattia che non esisteva.
Un certo segnale in un encefalogramma diceva ai medici che c’era questa malattia. Poi si sono accorti che i bambini che mostravano questo segnale erano invece perfettamente sani. Ma questo disastro che ho patito non dipende dalla medicina moderna scientifica. Dipende dal fatto che i principi scientifici non sono stati seguiti con sufficiente attenzione. Esistono case farmaceutiche che si inventano malattie inesistenti e corrompono i medici perché prescrivano medicine inutili, ma non siamo di fronte alla dimostrazione che il metodo scientifico non funziona, siamo di fronte a banditi che se ne fottono del metodo scientifico. Sei contro la medicina scientifica o sei contro l’uso speculativo e corrotto della medicina?
C’è una grande differenza.
Ma anche la seconda parte del paragrafo in neretto contiene una grossolana mistificazione.
Il metodo scientifico della medicina moderna non separa proprio per niente il corpo dalla mente e dalle emozioni.
Negli ultimi 30 anni anzi sono stati condotti migliaia di esperimenti che hanno dimostrato scientificamente che le emozioni influenzano in modo determinante l’efficienza del sistema immunitario, la quantità di dopamine in circolo e addirittura il modo nel quale funziona il sistema epigenetico, incaricato di scegliere quale parte del codice genetico sarà applicata e quale no.
E’ un fatto invece che i soldi di parecchie case farmaceutiche e gli interessi di parecchi baronati universitari hanno determinato che queste scoperte siano state poco utilizzate.
E’ scientificamente dimostrato che un medico spiritoso guarisce il 30% in più dei casi ma ancora oggi in nessuna facoltà di medicina c’è un esame di barzellette.
Sono anni che propongo che venga istituito: chi non lo supera potrà fare ricerca ma non curare i malati…
Ma questa proposta non discende dai dettami di qualche terapia olistica ma dalle scoperte stesse della scienza.
A questo punto un’altra domanda: ti sembra che io sia critico verso le medicine complementari o alternative che dir si voglia?
Se hai avuto questa sensazione ti invito a rileggere quel che ho scritto. Io ho criticato chi confonde la medicina moderna con la pratica della medicina moderna. Sostengo il valore del metodo scientifico e al contempo denuncio il fatto che il metodo scientifico viene in pratica tradito da alcuni furbi, corrotti o stupidi. Ma non ho criticato le medicine alternative.
Se devo parlare di medicine alternative o delle terapie complementari devo innanzi tutto decidere di cosa voglio discutere. Una ricerca francese ha individuato circa 3.000 casi certificati dagli ospedali di decorsi anomali di malattie. Gente che teoricamente avrebbe dovuto essere morta da tempo e che invece se ne va in giro in perfetta salute.
Poi sono andati a intervistare queste 3.000 persone e hanno scoperto che erano guarite seguendo circa 1.500 percorsi terapeutici diversi. Alcuni completamente stupidi. Però avevano funzionato lo stesso. Alcuni erano guariti in modo miracoloso curandosi con la medicina ospedaliera, altri buttandosi nell’acqua ghiacciata di un fiume all’alba, altri avevano scalato una montagna, altri avevano scelto l’omeopatia o la medicina tradizionale cinese…
L’unica caratteristica comune a tutte e 3.000 le persone era che erano convinte di aver trovato la loro medicina perfetta.
Quello che attraverso ragionamenti e ricerche è arrivato con la sua testa a decidere (con passione) che sarebbe guarito buttandosi nell’acqua ghiacciata ha qualche possibilità di guarire effettivamente. Quelli che vedendo che lui è guarito lo imitano muoiono tutti per broncopolmonite fulminante.
Quindi ne deduco che le emozioni, i pensieri, hanno un grande potere. Certamente non danno la certezza della guarigione (prima o poi si muore comunque) ma possono produrre effetti enormi.
Alcune delle terapie che queste 3.000 persone hanno utilizzato avranno avuto certamente effetto di per sé. Io ad esempio ho grande fiducia nell’agopuntura. Altre terapie hanno avuto solo un effetto placebo. Ma l’effetto placebo non è una roba da buttare via. Le medicine finte, è dimostrato scientificamente, in alcune patologie non gravissime guariscono anche il 50% dei malati.
E quindi quando sperimento una medicina devo tenere conto che una parte delle guarigioni non sono da imputare al medicamento in sé (alla sua azione chimica) bensì alla sua azione psicologica. Ed è questo che fa un ricercatore capace e onesto.
A qualcuno parrà che facendo questo discorso attacco le scuole mediche non scientifiche e ne sminuisco il valore.
Ma non sto dicendo questo. Ho studiato per anni la medicina cinese e anche se si è sviluppata in modo empirico credo sia innegabile la sua efficacia. Nessuno può ottenere con l’effetto placebo un’anestesia di un’ora. Io ho visto alcuni interventi chirurgici con il paziente sveglio e ci chiacchieravo mentre gli aprivano la pancia; ed esiste una notevolissima letteratura scientifica che attesta l’efficienza degli aghi in anestesia.
Ciononostante non possiamo affermare che tutta la medicina tradizionale cinese sia basata su principi scientifici perché tutta una serie di diagnosi e terapie, per quanto valide a tutt’oggi restano scientificamente inspiegabili. Agiscono ma non si sa perché. Esiste una teoria che ne spiega il funzionamento ma si tratta di una teoria empirica, non scientifica, che fa riferimento a meccanismi, addirittura a organi che non si sa dove siano. Nessuna ha mai fotografato il Triplice Riscaldatore.
Io sono convinto che ci sia ma non ne ho le prove scientifiche. Il che non mi impedisce di massaggiarmi il canale del Triplice Riscaldatore e trarne beneficio.
E aggiungo che sono convinto che non si tratti di un effetto placebo. Ma non posso provarlo scientificamente visto che la teoria cinese non mi dice neppure esattamente dov’è questo aggeggio. Non posso vederlo! Il che non vuol dire che non ci sia. Semplicemente oggi non ne sappiamo abbastanza. Sono cose che succedono. La fisica moderna sostiene ad esempio di essere sbagliata.
E’ una situazione esaltante e avvilente al tempo stesso. Abbiamo varie teorie che spiegano in modo efficiente vari fenomeni. Ma nessuna di queste teorie è capace di spiegare tutti i fenomeni. Era già il cruccio di Einstein: trovare la teoria onnicomprensiva. Non ci riuscì e ancor oggi resta questo buco enorme. Buco che sottintende che tutte le teorie che oggi si insegnano all’università prima o poi verranno rovesciate (sperano tutti) da una nuova rivoluzionaria teoria capace di spiegare tutti i fenomeni. E l’ammissione della necessità di una nuova teoria più avanzata sottintende che le attuali teorie contengano errori.
La scienza avanza per approssimazioni.
 
Conosco molte persone che hanno avuto effetti decisamente positivi scoprendo un’intolleranza alimentare.
Vi sono test scientifici, che possono determinare che una data persona è sprovvista delle sostanze che permettono di digerire i latticini. Quindi è ovvio che se questa persona beve latte poi si sente male.
In altri casi i medici “alternativi” usano altri strumenti per determinare queste intolleranze. Ad esempio i macrobiotici danno per scontato che il latte sia una sostanza che fa male all’essere umano. Semplicemente non viene considerato adatto all’alimentazione umana insieme a molti altri cibi.
Altri ancora compiono analisi che riguardano una serie di aspetti della pelle, delle unghie, degli occhi, del carattere e determinano così se sei intollerante a qualche cosa.
Nel caso della macrobiotica e dell’analisi olistica dell’individuo siamo di fronte a complesse teorie che posso condividere o non condividere ma che hanno una loro consequenzialità, una coerenza logica. Non si tratta di teorie scientificamente provate ma di idee che si sono sviluppate empiricamente. E possiamo aggiungere che più volte il metodo empirico ha preceduto di secoli le scoperte scientifiche. Quindi ho una buona ragione per poter scegliere queste scuole di cura, perché l’esperienza e i risultati ottenuti su migliaia di persone possono convincermi della validità di queste scuole di pensiero.
Io seguo da 38 anni la teoria macrobiotica, ma non la considero una teoria scientifica bensì un’ipotesi filosofica.
Un’ipotesi filosofica nel senso che qualunque filosofia è un’ipotesi. Nel momento in cui diventa una certezza scientifica non è più una filosofia.
Ma andiamo avanti con il nostro discorso sulle intolleranze alimentari.
Altri ancora determinano l’intolleranza grazie a un test muscolare. Ti mettono in mano una sostanza neutra e vedono quale è la forza di un tuo muscolo. Poi provano con altre sostanze. Quando si verifica che una sostanza dimezza la forza di quel muscolo vuol dire che sei intollerante a quella sostanza.
La spiegazione di questo fenomeno è il fatto che il nostro corpo contiene una specie di sensore vibrazionale che riconosce la vibrazione delle sostanze che gli fanno bene o male.
Non posso escludere che esista un simile sensore, anzi la trovo una teoria molto affascinante e per questo da 30 anni mi curo anche con medicine omeopatiche.
Ma in questo caso specifico il sensore vibrazionale non c’entra.
Nella nostra bella università libera abbiamo fatto decine di test sulle reazioni muscolari usando un sensore elettronico (carissimo) capace di misurare esattamente la forza muscolare. E abbiamo verificato che se una persona ha in mano una sostanza tossica la sua forza muscolare crolla del 50% circa. Succede anche se la persona NON sa quale sostanza ha in mano perché è chiusa in una boccetta opaca.
Ma se anche lo sperimentatore NON sa che cosa c’è nella boccetta e non c’è nessuno nella stanza che conosce il contenuto della boccetta allora non c’è più nessuna diminuzione della forza.
Sto dicendo che questo modo di diagnosticare le intolleranze alimentari non funziona nel modo nel quale viene spesso spiegato.
Ma non sto dicendo che NON funziona.
Anzi io credo che possa funzionare in molti casi. Se il medico è molto bravo. Se è bravo usa l’artificio della reazione muscolare per creare un contatto tra il suo inconscio e quello del paziente. Come molti metodi sciamanici serve per far emergere le intuizioni. E le intuizioni sono importantissime per curare le persone. E le usano pure i medici scientifici (quelli bravi).
La scienza non è contro le intuizioni.
Ma la spiegazione che si dà del metodo di diagnosi è completamente falsa. Non c’è nessun rapporto diretto tra la perdita di forza e la sostanza maneggiata.

Spero di aver mostrato con questo discorso la possibilità di darsi un metodo nel ragionare. Un metodo che parte dal guardare i particolari di un problema senza cercare di semplificarli per praticità. Il diavolo si nasconde nei particolari!

E’ giusto dire che la Casta ha portato l’Italia alla rovina.
E' giusto dire che bisogna tagliare le spese della politica, i privilegi e gli stipendi dei parlamentari.
Serve un segnale morale, innanzi tutto!
Ma ho sentito dire a molti che se tagliassimo i soldi che la Casta intasca i problemi economici dell’Italia sarebbero risolti.
Le spese della politica sono complessivamente circa 25 miliardi di euro. E comprendono tutto, dal Parlamento ai sindaci… Non possiamo tagliare completamente queste spese perché vorrebbe dire rinunciare a qualunque forma di governo. Ma anche se decidessimo di farlo non si risolverebbe ugualmente l’attuale disastro economico. Abbiamo un buco di 1.900 miliardi.
E ogni anno, al di là dei soldi che la Casta prende legalmente, abbiamo altri 500 miliardi che se ne vanno tra inefficienza, lentezze burocratiche, corruzione, sprechi, evasione fiscale, economia mafiosa. 500 miliardi è più di 25 miliardi.
Suppongo.
 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

12 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti